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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[«Sanità al collasso, Todde ha fallito» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102965008595.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"alguer.it" </b>  del 01 Oct 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Lo dichiarano il segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis e il consigliere nazionale Marco Tedde, intervenendo sulla situazione degli ospedali sassaresi e, più in generale, sulla condizione della sanità sarda</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:10:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[http://www.alguer.it/notizie/n.php?id=193697]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[SASSARI - «La fotografia che arriva oggi da Sassari è quella di una sanità arrivata allo stremo. Barelle al posto dei letti, reparti sotto pressione, organici ridotti, turni sempre più pesanti, difficoltà a sostituire chi lascia e condizioni di lavoro che inevitabilmente finiscono per incidere sulla sicurezza e sulla qualità dell’assistenza. È una situazione che non può più essere minimizzata». Lo dichiarano il segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis e il consigliere nazionale Marco Tedde, intervenendo sulla situazione degli ospedali sassaresi e, più in generale, sulla condizione della sanità sarda. «Il dato che più di ogni altro dovrebbe preoccupare la presidente Todde – sottolineano Pittalis e Tedde – è quello dell’accesso effettivo alle cure. La Sardegna presenta una situazione drammatica sul fronte della rinuncia alle prestazioni sanitarie: secondo l’analisi Gimbe sui dati Istat, l’Isola registra una delle situazioni più critiche, con una quota elevatissima di cittadini che rinunciano a visite ed esami. È la prova che la realtà vissuta dai sardi è estremamente preoccupante».«Un sistema sanitario – proseguono – non può considerarsi in salute se il cittadino, quando ha bisogno di una visita o di un esame, trova liste d’attesa, servizi difficili da raggiungere, reparti in sofferenza e costi che possono diventare un ostacolo. La vera misura della sanità è se una persona riesce a curarsi quando ne ha bisogno».Per Pittalis e Tedde «la gestione della sanità regionale durante la legislatura Todde ha prodotto un progressivo aggravamento delle criticità che già esistevano, senza imprimere quel cambio di passo che la situazione richiedeva. La vicenda di Sassari è soltanto la manifestazione più evidente di un problema che riguarda l’intero sistema regionale».«Quando gli organici si riducono – spiegano – aumentano i carichi di lavoro, le ore accumulate e il rischio di perdere altro personale. Quando le condizioni di lavoro peggiorano, diventa più difficile attrarre medici, infermieri e operatori sanitari. E quando gli ospedali non riescono a garantire condizioni adeguate, a pagarne il prezzo sono innanzitutto i pazienti».«La presidente Todde – concludono Pittalis e Tedde – deve smettere di considerare la sanità una questione di comunicazione politica. I sardi chiedono una cosa molto più semplice: poter essere curati in Sardegna, in tempi ragionevoli e con servizi efficienti. Se una parte crescente dei cittadini rinuncia alle cure, se gli ospedali sono in sofferenza e se il personale è allo stremo, significa che il problema è reale e non può essere archiviato con una promozione sulla carta. Serve una svolta vera nella gestione della sanità regionale, prima che la situazione diventi ancora più difficile da recuperare».   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Cor</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Gemmato, 'sulla sanità interrompiamo i definanziamenti dei governi di centrosinistra' - Sanità  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100103037209481.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 01 Oct 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>"Questo è il governo che ha interrotto l''epoca dei definanziamenti" alla sanità. "Secondo i dati Gimbe, nei 10 anni precedenti al 2019, il finanziamento è sceso di 37 miliardi. Da quando c''è il governo Meloni, più 18 miliardi in 3 anni. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:57:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/10/01/gemmato-sulla-sanita-interrompiamo-i-definanziamenti-dei-governi-di-centrosinistra_1ef9cdf4-5dd3-44e5-95b3-f7ec1d237f08.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA["Questo è il governo che hainterrotto l'epoca dei definanziamenti" alla sanità. "Secondo idati Gimbe, nei 10 anni precedenti al 2019, il finanziamento èsceso di 37 miliardi. Da quando c'è il governo Meloni, più 18miliardi in 3 anni. Continuiamo nell'interrompere la stagionedel definanziamento voluto dai governi di centrosinistra econtinuiamo nella scia del finanziamento del Fondo SanitarioNazionale. Basta guardare i dati: 114 miliardi nel 2019, oggi146 miliardi. Continuiamo su quella scia". Lo ha detto ilsottosegretario alla Salute, a margine dell'evento dipresentazione della campagna Frecciarosa a Roma.                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Come cambieranno visite, esami, screening e cosa si potrà richiedere al Servizio sanitario nazionale | Corriere.it ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102895509036.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corriere.it" </b>  del 01 Oct 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Tra le novità: programma di screening di persone a rischio eredo-familiare per tumore mammella e ovaio, nuove prestazioni per i disturbi dell''alimentazione, 3 malattie croniche riconosciute esenti dal ticket (tra cui la fibromialgia nelle forme severe), screening neonatale esteso ad altre malattie rare, tra cui la Sma</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:46:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.corriere.it/salute/26_ottobre_01/come-cambieranno-visite-esami-screening-e-cosa-si-potra-richiedere-al-servizio-sanitario-nazionale-779ef0df-fd09-4b6a-acdb-3eb0e9cb0xlk.shtml]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli in condizioni criticheSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Tra le novità: programma di screening di persone a rischio eredo-familiare per tumore mammella e ovaio, nuove prestazioni per i disturbi dell'alimentazione, 3 malattie croniche riconosciute esenti dal ticket (tra cui la fibromialgia nelle forme severe), screening neonatale esteso ad altre malattie rare, tra cui la Sma(Getty Images)Sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale il DPCM (con impatto economico) e il Decreto ministeriale (a isorisorse) di aggiornamento dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni e i servizi che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o pagando il ticket se dovuto (si legga qui). L'ultimo aggiornamento risale a nove anni fa (DPCM 12 gennaio del 2017). Ma quali sono le principali novità per i cittadini? Con l'aggiornamento dei Lea aumenta il numero di prestazioni che il Servizio sanitario nazionale mette a disposizione di tutti gli assistiti: sono circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie attraverso interventi di modifica, sostituzione e revisione delle voci precedenti. In ambito oncologico viene inserito nei Lea il «Programma di screening e di sorveglianza dei soggetti a rischio eredo-familiare per tumore della mammella e/o ovaio». Sarà avviato lo screening per la ricerca delle varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2 in donne familiari di persone colpite da tumore della mammella e/o dell’ovaio risultate positive alle due varianti. Per le donne sane, ma risultate positive alle due varianti, si prevedono percorsi di sorveglianza attiva per consentire la diagnosi precoce del tumore della mammella e dell’ovaio (per esempio: visite senologiche, ecografie, mammografie). Sono poi inserite nei Lea prestazioni per una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, che consentirà di somministrare la terapia più efficace. Ancora: sono aggiornate le prestazioni di radioterapia, prevedendo un unico percorso sia per la prestazione radioterapica sia per quelle preparatorie al trattamento. Si amplia la lista delle patologie da ricercare alla nascita attraverso lo  screening neonatale , programma di prevenzione che serve a individuare alla nascita malattie rare per le quali oggi esistono dei trattamenti che consentono di evitare danni o salvare la vita stessa dei bambini. Si farà su tutto il territorio nazionale anche per:  - Atrofia Muscolare Spinale (SMA);- Immunodeficienze combinate gravi (SCID); - Deficit di adenosina deaminasi (ADA-SCID) e deficit di purina nucleoside fosforilasi (PNP-SCID); - Iperplasia Surrenalica Congenita da deficit della 21-Idrossilasi; - Mucopolisaccaridosi tipo 1(MPS I); - Adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD); - Malattia di Fabry; - Malattia di Gaucher – Deficit di glucocerebrosidasi - Malattie di Pompe (Glicogenosi tipo 2).Il DPCM «con impatto economico» prevede, tra l'altro, l’inserimento di: - due nuove prestazioni relative alla terapia psicoeducazionale per disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, sia per sedute individuali (ciclo di 10 sedute, massimo 20 sedute all'anno) sia collettive (ciclo di 10 sedute, massimo 20 sedute all'anno);- tre nuove malattie croniche esenti dalla partecipazione del paziente al costo delle prestazioni, con l’indicazione della durata minima dell’attestato di esenzione: - sindrome fibromialgica limitatamente alle forme molto severe (FIQR>82); - idrosadenite cronica suppurativa (limitatamente allo stadio III di Hurley); - malattia polmonare da micobatteri non tubercolari.Sono inserite nei Lea anche nuove prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica.Sono state inserite nell'elenco delle malattie rare esenti dalla partecipazione a
l costo (Allegato 7):- Encefalopatie di sviluppo epilettiche - Malattia di Kawasaki limitatamente alle classi di rischio AHA III-IV-V (esenzione da riconfermare dopo 5 anni)- Insufficienza cronica benigna (IICB), limitatamente alle forme cliniche tipo II e tipo III (esenzione da riconfermare dopo 2 anni per le forme irreversibili)- Malattie autoimmuni del fegato (le patologie sottoelencate, pur incluse nel gruppo, sono codificate come indicato tra parentesi)- Spina bifida nelle forme cliniche di meningocele e mielomeningocele- Dermatosi acantolitiche autosomiche dominanti del calcio - ATPasi.Dopo l'Intesa in Conferenza Stato-Regioni a ottobre 2025, a distanza di un anno si è concluso l'iter dei provvedimenti con la pubblicazione dei provvedimenti in Gazzetta ufficiale. Commenta il ministro della Salute Orazio Schillaci: «Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi; perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Servizio Sanitario Nazionale più giusto per tutti. Questo nuovo aggiornamento – prosegue Schillaci – è un risultato storico che risponde alla chiara volontà politica di intervenire sui Lea in tempi rapidi, assicurando alla sanità pubblica la capacità di tenere il passo con le innovazioni, che hanno valore solo se realmente accessibili davvero a tutti e senza dover attendere decenni. L’eliminazione delle prestazioni obsolete contribuirà, poi, a rafforzare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario, rendendolo ancora più resiliente nell’affrontare le nuove sfide di salute». Sanità, cure essenziali: nel 2024 «promosse» 18 Regioni, ma quasi 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato ad almeno una visita o un esamedi Maria Giovanna FaiellaSanità, cure essenziali non garantite dappertutto. Gimbe: «Diseguaglianze moltiplicate con l'autonomia differenziata»di Redazione SaluteLe cure per tutti: come cambieranno visite, esami, ausili e cosa si potrà richiedere al Servizio sanitario nazionale nel 2025di Maria Giovanna FaiellaIl servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d'eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute1 ottobre 2026 ( modifica il 1 ottobre 2026 | 10:42)© RIPRODUZIONE RISERVATANicolò Sabbattini, 35 anniUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui   
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		<title><![CDATA[Come cambieranno visite, esami, screening e cosa si potrà richiedere al Servizio sanitario nazionale | Corriere.it ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100103026909330.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corriere.it" </b>  del 01 Oct 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Tra le novità: programma di screening di persone a rischio eredo-familiare per tumore mammella e ovaio, nuove prestazioni per i disturbi dell''alimentazione, 3 malattie croniche riconosciute esenti dal ticket (tra cui la fibromialgia nelle forme severe), screening neonatale esteso ad altre malattie rare, tra cui la Sma</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:02:00 +0200</pubDate>
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(Allegato 7):- Encefalopatie di sviluppo epilettiche - Malattia di Kawasaki limitatamente alle classi di rischio AHA III-IV-V (esenzione da riconfermare dopo 5 anni)- Sindrome sistemica da aumentata permeabilità capillare- Insufficienza cronica benigna (IICB), limitatamente alle forme cliniche tipo II e tipo III (esenzione da riconfermare dopo 2 anni per le forme irreversibili)- Malattie autoimmuni del fegato (le patologie sottoelencate, pur incluse nel gruppo, sono codificate come indicato tra parentesi)- Spina bifida nelle forme cliniche di meningocele e mielomeningocele- Dermatosi acantolitiche autosomiche dominanti del calcio - ATPasi.Dopo l'Intesa in Conferenza Stato-Regioni a ottobre 2025, a distanza di un anno si è concluso l'iter dei provvedimenti con la pubblicazione dei provvedimenti in Gazzetta ufficiale. Commenta il ministro della Salute Orazio Schillaci: «Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi; perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Servizio Sanitario Nazionale più giusto per tutti. Questo nuovo aggiornamento – prosegue Schillaci – è un risultato storico che risponde alla chiara volontà politica di intervenire sui Lea in tempi rapidi, assicurando alla sanità pubblica la capacità di tenere il passo con le innovazioni, che hanno valore solo se realmente accessibili davvero a tutti e senza dover attendere decenni. L’eliminazione delle prestazioni obsolete contribuirà, poi, a rafforzare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario, rendendolo ancora più resiliente nell’affrontare le nuove sfide di salute». Commenta Tonino Aceti, presidente di Salutequità: «Accogliamo con favore l’aggiornamento dei Lea in quanto necessario per mettere il Servizio sanitario nazionale al passo con le innovazioni. È evidente, però, che è impensabile che si possano aggiornare i Lea ogni 10 anni, per cui questo sistema di aggiornamento va adeguato rispetto all’evoluzione dei bisogni delle persone, alla velocità di cambiamento delle tecnologie e della scienza e al cambiamento anche delle politiche del Ssn, pensando a una nuova modalità di governance molto più dinamica e flessibile per inserire velocemente nei Lea le prestazioni più innovative escludendo quelle più obsolete». Per esempio, continua Aceti, «nuovi test diagnostici per le terapie oncologiche sono stati inseriti in una tabella già superata: l'Agenzia italiana del farmaco approva la rimborsabilità di nuovi farmaci oncologici per i quali c’è bisogno di test diagnostici come quelli inseriti nell’aggiornamento, ma anche di test ulteriori che non sono inseriti nei Lea». Infine, conclude il presidente di Salutequità: Approvare l’aggiornamento dei Lea è importante ma poi bisogna garantire le cure essenziali a tutti i cittadini. Andrebbe aggiornato anche il nuovo sistema di garanzia di monitoraggio dei Lea, che prevede solo 27 indicatori».  Sanità, cure essenziali: nel 2024 «promosse» 18 Regioni, ma quasi 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato ad almeno una visita o un esamedi Maria Giovanna FaiellaSanità, cure essenziali non garantite dappertutto. Gimbe: «Diseguaglianze moltiplicate con l'autonomia differenziata»di Redazione SaluteLe cure per tutti: come cambieranno visite, esami, ausili e cosa si potrà richiedere al Servizio sanitario nazionale nel 2025di Maria Giovanna FaiellaIl servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d'eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute1 ottobre 2026 ( modifica il 1 ottobre 2026 | 11:30)© RIPRODUZIONE RISERVATANicolò Sabbattini, 35 anniUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo account<
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		<title><![CDATA[Le fondamenta fragili della Repubblica: come la crisi di sanità e scuola smaschera il tradimento del patto costituzionale, in uno studio di Francesco Gesualdi che fu allievo di Don Milani a Barbiana (Laura Tussi)  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102115800263.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102115800263.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"farodiroma.it" </b>  del 01 Oct 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 02:12:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="148" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102115800263.PDF"><![CDATA[farodiroma.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.farodiroma.it/le-fondamenta-fragili-della-repubblica-come-la-crisi-di-sanita-e-scuola-smaschera-il-tradimento-del-patto-costituzionale-in-uno-studio-di-francesco-gesualdi-che-fu-allievo-di-don-milani-a-barbiana/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=le-fondamenta-fragili-della-repubblica-come-la-crisi-di-sanita-e-scuola-smaschera-il-tradimento-del-patto-costituzionale-in-uno-studio-di-francesco-gesualdi-che-fu-allievo-di-don-milani-a-barbiana]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Una riflessione sullo studio “Dal militare al sociale” di Francesco Gesualdi, già allievo di Don Milani alla Scuola di Barbiana (nella foto), oggi direttore del Coordinamento del centro nuovo modello di sviluppo.Il profilo di una democrazia matura si misura non sulla grandezza delle sue ambizioni formali, ma sulla solidità delle infrastrutture materiali che garantiscono l’effettivo esercizio dei diritti fondamentali. Nella Repubblica italiana, i pilastri costituzionali del welfare universalistico tra cui il Servizio Sanitario Nazionale e il sistema dell’istruzione pubblica versano oggi in una condizione di cronica e progressiva erosione. Tale involuzione non rappresenta una mera congiuntura economica, bensì il sintomo di un disinvestimento strutturale e di un mutamento di priorità politiche che rischiano di svuotare di senso l’articolo 3 e l’articolo 32 della Costituzione.La crisi del Servizio Sanitario Nazionale costituisce il paradigma più evidente di questa ritirata dello Stato. A forza di tagli lineari e di finanziamenti inadeguati, il sistema pubblico ha smarrito la propria capacità di dare risposte rapide e incisive. Le liste d’attesa rappresentano la ferita quotidiana più lacerante: nel 2023 l’attesa media per una visita specialistica ha superato i quattro mesi, mentre per indagini diagnostiche salvavita come TAC e risonanza magnetica i tempi possono dilatarsi fino a un anno. Dinanzi a questa paralisi, la cittadinanza si divide in due blocchi asimmetrici. Da un lato vi sono i 5,8 milioni di italiani che nel 2024 hanno scelto di rinunciare alle cure, travolti da barriere economiche o organizzative; dall’altro vi sono coloro che, potendoselo permettere, migrano verso il settore privato, alimentando una spesa sanitaria familiare passata dai 32 miliardi del 2012 ai 41 miliardi del 2024. A ciò si aggiunge una drammatica emorragia di capitale umano: mancano all’appello decine di migliaia di infermieri, migliaia di medici di medicina generale e specialisti ospedalizzati, con voragini particolarmente critiche nei reparti di pronto soccorso, anestesia, radiologia e psichiatria. Il raffronto europeo impietoso restituisce la cifra di questo declino: mentre la media dell’Unione Europea destina alla sanità pubblica il 6,9% del Prodotto Interno Lordo e la Germania arriva al 10,6%, l’Italia si ferma al 6,3%. Colmare questo divario, come stimato dalla Fondazione Gimbe, richiederebbe un’iniezione di 15 miliardi di euro all’anno, una risorsa che il bilancio statale continua a negare.Se la salute tutela il corpo sociale, la scuola ne forgia la coscienza civile. Ma anche su questo fronte la realtà si scontra con una quotidianità fatta di degrado e abbandono. In Italia si può ancora rischiare la vita tra i banchi a causa di infrastrutture fatiscenti, come drammaticamente ricordato dalle tragedie di San Giuliano di Puglia nel 2002 e di Rivoli nel 2008. Ancora oggi, il 90% degli edifici scolastici statali — 36.000 su 40.000 — risulta irregolare per carenza di certificazioni, e circa 3.600 istituti sono totalmente fuorilegge pur ospitando complessivamente 700.000 persone tra studenti, docenti e personale amministrativo.Parallelamente alla questione edilizia si apre la crisi pedagogica e culturale. La scuola intesa come ascensore sociale e come officina di “cittadini sovrani” mostra crepe profonde. Se l’abbandono scolastico formale appare ridotto al di sotto dell’1% grazie alla rarefazione delle bocciature, la frequenza non coincide più con l’effettivo apprendimento. L’Istat certifica che oltre il 12% dei giovani risulta “perso” al termine dell’obbligo scolastico, con competenze ampiamente inferiori agli standard programmati. Un cortocircuito che si specchia nell’allarmante fenomeno dell’analfabetismo di ritorno: secondo l’OCSE, il 35% degli adulti italiani tra i 16 e i 64 anni fatica a decodificare testi brevi e a risolvere elementari problemi logico-matematici. Si tratta di cittadini formalmente alfabetizzati ma incapaci di orientarsi nella complessità burocratica, lavorativa e informativa
 del presente.Per invertire questa rotta, la scuola e la sanità dovrebbero tornare a essere il baricentro dell’investimento pubblico. La scuola, in particolare, necessita di una radicale ristrutturazione: aumento delle ore di insegnamento, riduzione del numero di alunni per classe e potenziamento del corpo docente per garantire un’offerta personalizzata e inclusiva. Tuttavia, i dati macroeconomici raccontano una storia opposta. Dal 1995 a oggi la spesa per l’istruzione in rapporto al PIL è scesa dal 4,4% al 3,9%, restando ben al di sotto della media europea del 4,7%. Denaro che, specularmente, ha preso altre strade, premiando ad esempio il comparto delle spese militari, cresciuto nello stesso arco temporale dall’1,09% al 2% del PIL.La convergenza di questi fattori delinea una tendenza inequivocabile: il progressivo definanziamento del welfare universale sta trasformando i diritti sociali garantiti dalla Costituzione in beni di consumo accessibili in base al reddito. Interrogarsi su questo declino non significa soltanto contabilizzare percentuali e bilanci, ma decidere quale modello di società si intenda consegnare alle generazioni future, ricordando che un Paese che indebolisce la salute e l’istruzione dei propri cittadini sta, implicitamente, compromettendo la propria sovranità e il proprio futuro democratico. Laura Tussi Studio di approfondimento redatto da Francesco Gesualdi direttore del Coordinamento nuovo modello di sviluppo: https://www.cnms.it/pdf/Dal_militare_al_sociale.pdf    
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		<title><![CDATA[Nuovi Lea nella sanità pubblica, 800 prestazioni in più. Gimbe: "Garantire uniformità del servizio in tutta Italia" - HuffPost Italia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102996410081.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102996410081.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"huffingtonpost.it" </b>  del 01 Oct 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Sono i Livelli Essenziali di Assistenza, pubblicati in Gazzetta Ufficiale: prevenzione, oncologia, malattie rare e croniche entrano nel paniere delle prestazio…</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 15:38:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="258170" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102996410081.PDF"><![CDATA[huffingtonpost.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.huffingtonpost.it/life/2026/10/01/news/aggiornamento_lea-22827296/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006Circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie entrano nel perimetro dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm e del decreto ministeriale di aggiornamento, il Servizio sanitario nazionale amplia e rivede il paniere delle prestazioni garantite ai cittadini, intervenendo in particolare su prevenzione, oncologia, malattie rare e croniche. Il precedente aggiornamento risaliva al 2017 e aveva trovato piena attuazione solo nel 2024, con lo sblocco del decreto tariffe.L'aggiornamento non consiste soltanto nell'aggiunta di nuove prestazioni: alcune vengono modificate o sostituite, mentre altre, considerate ormai obsolete, vengono eliminate. L'obiettivo dichiarato dal ministero della Salute è adeguare l'offerta pubblica all'evoluzione scientifica e tecnologica e rendere più razionale e sostenibile il sistema. "Con la pubblicazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza in Gazzetta Ufficiale scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Servizio sanitario nazionale più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute", afferma il ministro della Salute Orazio Schillaci. Il provvedimento, sottolinea, è stato fortemente voluto per garantire "a tutti gli italiani, ovunque risiedano" l'accesso a prestazioni e servizi innovativi, evitando "una sanità di serie A e una di serie B".Per Schillaci si tratta di un "risultato storico", che deve consentire alla sanità pubblica di tenere il passo con l'innovazione senza attendere decenni prima di rendere disponibili le nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche. Anche la cancellazione delle prestazioni obsolete, aggiunge il ministro, contribuirà alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.Uno dei capitoli più rilevanti riguarda la prevenzione. Lo screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale (Sma) viene adottato su tutto il territorio nazionale, mentre il programma di screening neonatale esteso viene ampliato ad altre otto patologie metaboliche e rare. Entrano inoltre tra le prestazioni garantite nuovi test prenatali non invasivi e nuove prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica, con l'obiettivo di rafforzare la tutela della salute della madre e del nascituro.Per le malattie croniche e invalidanti vengono inserite nuove patologie e nuove prestazioni in esenzione. Si amplia anche l'elenco delle malattie rare esenti e vengono aggiornate le descrizioni di patologie e gruppi di malattie rare già presenti nei Lea. L'importanza del rafforzamento della prevenzione viene sottolineata anche dal presidente della Società italiana d'Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), Enrico Di Rosa, secondo cui l'ampliamento dei Lea rappresenta una buona notizia per cittadini e Servizio sanitario nazionale. Particolarmente significativo, osserva ad HuffPost, è proprio l'ampliamento degli screening neonatali. Di Rosa richiama però anche la necessità che l'aggiornamento dei Lea diventi "un processo ordinario, continuo e più tempestivo", soprattutto per prevenzione e vaccinazioni, così da trasformare rapidamente le innovazioni scientifiche in diritti concretamente accessibili.Importanti novità riguardano anche l'oncologia. I nuovi Lea introducono prestazioni per una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, con l'obiettivo di orientare la scelta della terapia sulla base delle caratteristiche del tumore. È previsto inoltre a livello nazionale un programma di screening e sorveglianza per la ricerca delle varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2 nelle donne appartenenti a famiglie nelle quali siano stati diagnosticati tumori della mammella e/o dell'ovaio associati a queste varianti. Per le donne sane risultate positive è prevista una sorveglianza attiva finalizzata alla diagnosi precoce dei tumori della mammella e dell'ovaio, attraverso percorsi che possono comprendere vi
site senologiche, ecografie e mammografie.Viene inoltre aggiornata l'offerta di radioterapia, con la previsione di un unico percorso per la prestazione radioterapica e per quelle preparatorie al trattamento. Novità anche per la specialistica ambulatoriale, dove entrano nuove prestazioni mentre vengono cancellate quelle non più attuali. Proprio sull'effettiva possibilità per i cittadini di usufruire delle nuove prestazioni interviene ad HuffPost Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. "La pubblicazione dei provvedimenti", osserva," rappresenta un passaggio importante e atteso, ma aggiornare sulla carta il paniere delle prestazioni non significa automaticamente renderle disponibili a tutti i cittadini".Il punto, secondo Gimbe, sarà verificare "l'effettiva esigibilità dei nuovi Lea in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il monitoraggio 2024 mostra infatti che 18 Regioni e Province autonome su 21 risultano formalmente adempienti, mentre nello stesso anno la quota di persone che hanno rinunciato a visite o accertamenti è salita dal 7,6% al 9,9%, arrivando a quasi 5,8 milioni di persone". Cartabellotta chiede quindi che l'aggiornamento dei Lea diventi un processo continuo, accompagnato da risorse adeguate e da un monitoraggio capace di misurare non soltanto le prestazioni erogate, ma anche chi rimane escluso, i tempi di attesa e le rinunce alle cure. Secondo GIMBE, infatti, i dati sulla formale adempienza delle Regioni non restituiscono da soli un quadro completo dell'accessibilità effettiva dei servizi.Sulla stessa necessità di passare dalle norme all'assistenza concreta si concentra il presidente della Fiaso, Giuseppe Quintavalle. L'aggiornamento dei Lea, afferma, è "un risultato importante per il Servizio sanitario nazionale" e va riconosciuto al ministro Schillaci e alle istituzioni coinvolte di aver portato a compimento un intervento atteso e significativo. Ma "ora la sfida è tradurre queste nuove opportunità in assistenza concretamente accessibile in tutto il Paese, riducendo le differenze tra i territori", sottolinea Quintavalle. Alle aziende sanitarie e ospedaliere spetterà un ruolo centrale nel trasformare le nuove prestazioni e tecnologie in percorsi di cura efficaci e omogenei.Scopri Ippocrate, la newsletter a cura di Linda Varlese, su Salute e Ricerca. È gratis per tutti i registrati di HuffPost e puoi iscriverti qui.HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.Scegli di capire.Copyright © 2019-            2026 GEDI Digital S.r.l. Tutti i diritti sono riservati            GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006   
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		<title><![CDATA[Sanità, le Regioni chiedono oltre 18 miliardi in più in tre anni: Nursing Up, «Servono risorse per ridurre i divari» - La Piazza Web ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102976409769.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102976409769.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lapiazzaweb.it" </b>  del 01 Oct 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Sul tavolo del Governo 6,8 miliardi per il 2027, 5,4 per il 2028 e 5,7 per il 2029. De Palma: «Più investimenti devono significare più perso...</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 14:05:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="141" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/01/2026100102976409769.PDF"><![CDATA[lapiazzaweb.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.lapiazzaweb.it/news/attualita/789211/sanita-le-regioni-chiedono-oltre-18-miliardi-in-piu-in-tre-anni-nursing-up-servono-risorse-per-ridurre-i-divari.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Oltre 18 miliardi di euro in più per la sanità nel prossimo triennio. È la richiesta che le Regioni hanno messo sul tavolo del Governo in vista della prossima Legge di Bilancio. La cifra complessiva per il periodo 2027-2029 supera i 18 miliardi: 6,8 miliardi per il 2027, 5,4 per il 2028 e 5,7 per il 2029.Tra le priorità indicate dalle Regioni ci sono il personale sanitario, gli stipendi di medici e infermieri, la medicina d'urgenza, i farmaci e le terapie innovative. La Conferenza delle Regioni ha precisato che la quantificazione definitiva dovrà essere completata prima del confronto con il Governo.Per il Nursing Up, i numeri confermano la necessità di nuovi investimenti, ma evidenziano anche le differenze ancora presenti tra i diversi territori italiani in termini di servizi, tempi di accesso e capacità di risposta.I Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) dovrebbero garantire a tutti i cittadini le stesse prestazioni fondamentali. I dati, tuttavia, mostrano differenze significative nella prevenzione, nell'assistenza sul territorio e nelle cure ospedaliere.Nel monitoraggio 2024 del Ministero della Salute, 18 Regioni e Province autonome su 21 raggiungono la sufficienza nelle tre aree dell'assistenza, ma con risultati differenti. Secondo un'analisi degli stessi dati ministeriali effettuata dalla Fondazione GIMBE, tra le prime dieci realtà per punteggio complessivo figurano sette territori del Nord, due del Centro e una del Sud, la Puglia. Nelle ultime sette, con l'eccezione di Bolzano, ci sono invece esclusivamente Regioni meridionali.«Non basta avere sulla carta gli stessi livelli essenziali di assistenza se poi la capacità concreta di garantirli cambia da un territorio all'altro – afferma Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up –. 21 Regioni non possono significare 21 sistemi sanitari differenti. Le specificità locali vanno rispettate, ma non possono trasformarsi in differenti opportunità di cura».Un altro indicatore delle differenze territoriali è rappresentato dalla mobilità sanitaria, cioè dalle cure ricevute dai cittadini fuori dalla propria Regione e pagate dal sistema sanitario di provenienza a quello che le eroga.Secondo il report sulla mobilità sanitaria interregionale della Fondazione GIMBE, nel 2023 i flussi hanno raggiunto 5,15 miliardi di euro. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano il 95,1% del saldo attivo, mentre Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna raccolgono il 78,2% del saldo passivo.«Non tutta la mobilità è una fuga sanitaria: esistono alta specializzazione, libera scelta e vicinanza geografica. Ma quando pazienti e miliardi si muovono in modo così squilibrato, il fenomeno racconta anche la diversa capacità dei territori di rispondere ai bisogni di salute», sottolinea De Palma.Le differenze non riguardano soltanto il rapporto tra Nord e Sud. Secondo il Rapporto Annuale 2026 dell'Istat, nelle Aree Interne vivono 13,3 milioni di persone, pari al 22,6% della popolazione.Tra gli under 75, chi vive in queste zone utilizza meno l'assistenza ambulatoriale, registra più ricoveri, una maggiore mobilità ospedaliera fuori Regione e una mortalità evitabile superiore rispetto a chi risiede nelle aree centrali.«Non possiamo accettare che la distanza da un servizio sanitario diventi distanza dal diritto alla salute», osserva De Palma.A questo si aggiunge il fenomeno della rinuncia alle cure. Secondo i dati Istat dell'indagine «Aspetti della vita quotidiana», nel 2024 circa 5,8 milioni di persone, il 9,9% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una visita specialistica o a un accertamento diagnostico pur avendone bisogno. Nel 2023 erano 4,5 milioni.È in questo quadro che il Nursing Up colloca la richiesta di maggiori risorse avanzata dalle Regioni. Secondo il Country Health Profile 2025 di Ocse e Commissione europea, nel 2023 la spesa sanitaria italiana è stata pari all'8,4% del Pil, contro il 10% della media dell'Unione europea.Considerando la spesa per abitante a parità di potere d'acquisto, l'Italia si è attestata a 3.086 euro, contro i 3.832 euro della media Ue, circa il 19% in meno.«Le risorse servono e il tema posto dalle Regioni deve essere affrontato seriamente – prosegue De Palma –. Ma uno sforzo economico aggiuntivo di queste dimensioni deve diventare anche l'occasione per accorciare le distanze, rafforzare il personale e rendere più omogenea la capacità di risposta dei servizi».Il presidente del Nursing Up chiede quindi un confronto stabile tra Governo e Regioni su personale, organizzazione, liste d'attesa, assistenza territoriale e accesso alle prestazioni. «Non serve una contrapposizione tra Governo e Regioni. Servono coerenza, un filo diretto permanente e una reale unità di intenti», afferma De Palma. L'obiettivo indicato è accompagnare l'aumento delle risorse con obiettivi nazionali capaci di ridurre le differenze tra i territori e garantire ai cittadini una risposta più omogenea.   
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		<tp:writer>Adamo Chiesa</tp:writer>
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