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		<title><![CDATA[RAITRE - TG3 12.00 - "Emergenza sanita'" - (29-09-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:01:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[
In onda: 29-09-2026
Condotto da: PATRIZIA SENATORE
Ospiti: ISABELLA MORI, NINO CARTABELLOTTA     (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE)

Servizio di:
Durata del servizio: 00:19:38
Orario di rilevazione: 12:26:03

Intervento di:  ISABELLA MORI, MARIA MARANGI, NINO CARTABELLOTTA     (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE), ROCCO LARIZZA




Speech to text
 qui in trentino quanto c'è da attendere per le visite un po' dipende se è una cosa urgente forse un mese così se no manca un anno dermatologia è un dramma e diciamo che per il resto si va a pagamento sempre di più se io ce le hai viste nel duemilaventotto per lui una visita di che tipo neurologia sottolinea pagamento perché ne aveva veramente bisogno ciò una prenotazione per gli occhi la cataratta mia moglie a luglio del duemila e ventisette già sono passati sei mesi adesso devo andare a pagamento mi piacerebbe curarmi nel pubblico però ci sono liste d'attesa l'altro giorno ho fatto dovevo fare una visita al cuore e mi è andato la vista un anno dopo noi siamo andati allo specialista per fare una visita vista la media e subito ci avevano fatto la vista che ha la possibilità sicura questo è falso chi non ha la possibilità può morire buongiorno amici di fuori tg oggi parliamo di sanità di spesa sanitaria e delle liste d'attesa che ci affliggono ci sono delle novità c'è un nuovo piano nazionale per le liste d'attesa adesso vedremo cosa cambia ne parliamo con i nostri ospiti ve li presento due amici di fuori tg qui abbiamo isabella mori di cittadinanza attiva benvenuta e nino cartabellotta presidente della fondazione gimbe che quest'anno festeggia trenta anni voi avete visto nella nostra copertina montata da luca de vito delle voci che abbiamo raccolto con barbara cataldi da nord a sud trento bari ma la situazione purtroppo isabella near sta praticamente uguale in tutta italia ci sono delle sfumature ma sono tutti in difficoltà e purtroppo si sono avuti in difficoltà anche quelle regioni che un tempo venivano considerate di eccellenza stanno perdendo un pochino dello smalto che avevano e quindi la situazione e skip seppur a macchia di leopardo però comunque è un po' generalizzato il fatto delle attese e quindi dei cittadini che sempre più spesso ahimè come si diceva nel servizio debbono rivolgersi alla sanità privata e questa è una sconfitta nino cartabellotta da trenta anni con fondazione gimbe ci date i numeri per capire con un'evidenza scientifica qual è la situazione avete creato questa cartina che ci dà subito al primo impatto con i colori quali sono le pagelle della sanità in italia vediamo che alcune sono rosse alcune gialle alcune verdi ecco che cosa significa questo intanto è la pagella ufficiale con cui il ministero ogni anno dà i voti alla regione assegna da zero a cento punti per ogni area l'area della prevenzione quella distrettuale quello ospedaliero e ospedaliera quindi una regione al massimo può fare trecento punti ma e io dico una sorta di rendicontazione di tipo amministrativo perché di fatto quello che in sostanza succede che diciotto regioni su ventuno incluse le due province autonome vengono promosse le differenze si vedono belle catena a le regioni tra virgolette migliori sono quelle verde scuro poi verde chiaro dove di fatto al sud c'è soltanto la puglia poi il giallo e il rosso quindi grandi diseguaglianze tra nord e sud questa frattura strutturale quello che non legge la cartina sono le diseguaglianze all'interno della stessa regione quindi una regione anche di colore verde verde scuro può presentare al suo interno differenze tra aree metropolitane e aree interne tra differenti strati socio-economici della popolazione anche tra uomini e donne quindi oggi noi abbiamo un incrociarsi di diseguaglianza che sono impatti territoriale in parte socioeconomiche che portano poi ovviamente alle criticità d'accesso al servizio pubblico e noi continuiamo a chiamarlo servizio sanitario nazionale anche se poi ci sono disparità da territorio a territorio anche a distanza di pochi chilometri la nostra barbara cataldi ci racconta una storia di queste liste d'attesa perché noi vogliamo anche andare oltre e vedere poi che cosa si può fare per contrastare sentite questa storia sentivo dolore vomito e malessere generale stanchezza ho pensato che qualcosa che non andava bene e sono andato dal medico di famiglia mi ha prescritto entro due mesi la pac ad aprile geraldina un tumore alle spalle la chemioterapia la paura di re
cidive prova a prenotare una tac di controllo con l'aiuto di suo figlio il medico di famiglia preoccupato per le analisi del sangue sballati chiede di effettuarla entro sessanta giorni in tutta la provincia di taranto però non si trova un posto nei tempi richiesti e geraldina viene inserita in tre lista d'attesa per essere richiamata al più presto passano le settimane nessuno telefona giuseppe suo figlio manda una prima pecca d'agosto chiama più volte poi una seconda pec sempre la stessa risposta tra perché voleva proprio significare visione non mi date un esame autorizzati a farlo intramenia quindi io faccio la spesa e poi rimborsare quantomeno dovrebbero rispondere no visioni di ambienti dovrebbero risponde avere competenze per fare questa cosa per tutti poi se tu ti rivolgi al cup che deve fare questa cosa so che devo trovare disponibilità di non chiamare non è una cosa che può fare un libro cittadino ma io non posso fare perché non vedo bene io ho la maculopatia e non mi posso muovere tanto da sola c'è una signora di ottanta anni che deve fare o sbaglio ci vuole un po' di rispetto pec telefonate attesi e la giungla della sanità in puglia come nel resto d'italia geraldine suo figlio non si sono arresi e dopo mesi chiedono aiuto a attiva pronti a dare battaglia qui scoprono che chiunque ogni giorno può collegarsi al portale puglia salute e vedere se si libera un appuntamento però è necessario avere le credenziali dello spid l'identità digitale oppure quelli della carta d'identità elettronica qui quindi uno strumento che non può farle da una persona anziana per esempio non potrebbe far fatica le abili mani della volontaria dell'associazione munita di speed scovano una possibilità abbiamo avuto la fortuna di trovare la disponibilità sul portale di una visita nell'immediato e il percorso a ostacoli non è finito corrono farmacia e con due euro e cinque mesi di tribolazioni finalmente prendono un appuntamento la regione puglia permette ai cittadini di recarsi presso le farmacie per effettuare direttamente la prenotazione della visita presso le strutture sanitarie anche l'assenza di spingersi e allora isabella amore bisogna sempre lottare per spuntare un appuntamento e voi avete fotografato con cittadinanza attiva quelli che sono anche le proteste dei cittadini vediamo questi numeri con la difficoltà nelle cure che ci racconta liste d'attesa infinite insomma almeno il sessantadue due per cento di segnalazioni ma anche difficoltà di accesso alle prestazioni che significa allora questo sono i dati del nostro ultimo rapporto sulla salute di giugno che raccoglie appunto tante segnalazioni analoghe a quelle della signora gerardina che fortunatamente ha trovato una soluzione noi abbiamo avuto la metà delle segnalazioni relative proprio a questo tema le liste d'attesa accesso alle prestazioni per venire alla domanda è e i cittadini nella prima voce ricadono appunto i ritardi io ho una ricetta con una priorità quindi dovevo fare un esame entro un tot di tempo settantadue ore dieci giorni e quant'altro ma non me la danno entro quel termine quindi me la danno dopo un anno mesi eccetera accesso alle prestazioni invece le difficoltà di accesso riguardano proprio il fatto che il cittadino in entrata non riesce a trovare un posto e a prenotare in questa voce ricade appunto al fenomeno l'odiato fenomeno è vietatissimo delle liste chiuse delle aziende chiuse che come ribadisce il nuovo piano di cui si parlava prima delle liste d'attesa nuovo e ribadito questo divieto che è vietato era data adesso e lo dobbiamo adesso viene regolata tutta la modalità tramite il quale i cup devono accogliere le segnalazioni dei cittadini richiamarli entro un tot di giorni in base sempre la priorità è garantire un appuntamento o nel pubblico o nel privato accreditato o in intramoenia e questa è la situazione adesso vedremo come verrà recepita questa nuova direttiva nino cartabellotta andiamo sul tablet ci scrivono in tanti ci raccontano quelli che sono poi le difficoltà sul territorio perché annamaria montani ci segnala come l'emilia romagna aveva un'ottima s
anità ma anche qui comincia a fare acqua avere difficoltà ed è vero sottolinea che i nostri ospedali sono pieni di pazienti di altre regioni in ogni caso viva la sanità pubblica e c'è anche questo come tema ma il problema è che nelle regioni del nord prevalentemente in emilia romagna in lombardia in veneto viene raccolto quasi il novantaquattro per cento della mobilità attiva cioè la maggior parte dei cittadini italiani prevalentemente dal sud si sposta in queste tre regioni ma non è che queste tre regioni hanno la possibilità alla capacità di produrre infinitamente servizi e prestazioni sanitarie quindi si verifica una sorta di competizione tra diritti il diritto del cittadino al presidente che ovviamente deve deve esigere le prestazioni l'assistenza sanitaria e il diritto della portabilità cioè da chi viene da altra regione e questo crea dei problemi che non sono soltanto di tipo organizzativo ma che mettono in gioco la stessa tenuta del paese perché se il paese così frammentato non è che chi è più forte e con le famose regione verde possono supplire a tutte quelle che sono rose perché il principio della solidarietà è uno dei principi fondanti del servizio sanitario nazionale ma c'è un limite oltre il quale ovviamente non si può andare perché questo poi rende impossibile quello che si sta verificando è una sorta di effetto boomerang che da queste regioni in particolare alla lombardia il residente poi vanno a curarsi un'altra regione quindi nonostante sia una regione sia particolarmente efficiente ed efficace l'eccesso di mobilità attiva rischia poi di non avere la possibilità per i propri cittadini precedente di curarsi quindi io dico maneggiare con cura la mobilità perché se ne arriva troppa poi non si curano nemmeno ai cittadini precedente e questo poi il rischio insomma la partenza dalle regioni più in difficoltà e poi la difficoltà di curarsi poi vicino casa ce lo segnalano anche ai nostri cittadini allora adesso con maria rosaria de medici andiamo in calabria una di quelle regioni che abbiamo visto nella cartina con qualche difficoltà perché vogliamo dare voce alle proteste dei cittadini che abbiamo già sentito in altre puntate noi continuiamo a seguire le loro proteste perché loro chiedono attenzione al territorio quindi non solo alle grandi città ma anche le città più piccole e tutt'intorno sentite un processo che non può punto no perché noi siamo venuti a manifestare oggi qui davanti alla cittadella e alla regione calabria per contestare fermamente le ultime delibere di giunta regionale che hanno penalizzato enormemente la provincia di vibo valentia è stata cancellata dalla rete sindrome coronarica acuta quindi gli infarti le i problemi cardiovascolari che richiedono una risposta immediata allora oggi che ha un infarto vibo valenzia aspetto innanzitutto che arrivino i soccorsi dopodiché viene stabilizzato e viene trasferito in un centro hanno quello di solito di riferimento per vibo e catanzaro sono stato ben otto ore in pronto soccorso in attesa codice rosso ovunque mi hanno portato nel reparto nell'outlet dell'ospedale di vibo valentia dopo altri dodici ore di attesa dopo mi hanno trasportato a catanzaro perché avevo bisogno del dell'esame di emodinamica che c'è a catanzaro di nuovo infermiere che possa ci saranno a posto all'ospedale di quella dei medici la situazione europea ormai tragica l'ospedale di tropea dovrebbe essere un ospedale con ben cinque reparti attivi come dice la stessa legge regionale attualmente c'è solo un reparto medicina generale che ha solo dodici posti letto e un pronto soccorso soltanto un medico un infermiere e un oss nel corso dell'estate l'ospedale di tropea divenne intasato da turisti diventa sostanzialmente un punto di smistamento verso altri ospedali la soluzione passa per l'internalizzazione della sanità privata dentro l'ospedale pubblico e dentro tutti gli ospedali pubblici possiamo noi abbiamo all'interno della provincia di vibo territori montani come quello di nardodipace passare da lì ci vogliono due ore per arrivare a catanzaro nella mia zona una zona disagiata ne' monti
 delle serre esattamente a serra san bruno noi abbiamo un ospedale che fino a venti anni fa erogava tutti i servizi oggi è ridotto al lumicino a solo diciotto posti di medicina e un pronto soccorso per stabilizzare le persone trasferirle siamo trattati come carne da macello che chiedono una sanità da paese civile non mi sembra una richiesta assurda isabella mori tra l'altro vogliamo segnalare che sul vostro sito voi mettete a disposizione anche i moduli andiamo sul tablet per scaricare ricaricare per difendersi perché se i cittadini si devono difendere per dei diritti che dovrebbero essere invece automatici perché ricordiamo che stiamo parlando di un diritto costituzionalmente garantito il diritto alla salute però ahimè se il cittadino informato un cittadino che fa valere i propri diritti come cittadino della puglia con mamma e figlio che avete intervistato è riuscito sono riusciti a sbloccare una situazione essendo informati e rivolgendosi all'associazione noi abbiamo tutta una serie di moduli sul nostro sito per cui i cittadini sono già precompilati li devono chiaramente compilare nelle parti che riguardano possono chiedere un'informazione sulla lista di attesa per esempio per un intervento chirurgico piuttosto che chiedere alla direzione sanitaria di fare una visita in intramoenia pagando esclusivamente il che te lo ricordiamo è nostro diritto questo ce lo dobbiamo ricordare nino cartabellotta tra pochi giorni il sette ottobre presenterete il nuovo rapporto gimbe con un evento importante perché voi invitate i politici al tavolo proprio per portare i dati le evidenze scientifiche quanto è stata finanziata la sanità fino ad oggi e che cosa chiedete ma noi riportiamo come se fosse un paziente quello che è lo stato di salute del servizio sanitario nazionale di cui i cittadini sperimentano quotidianamente le difficoltà che abbiamo viste ma non solo quelle lunghe liste d'attesa pronto soccorso affollati mezzi di famiglia che la mobilità sanitaria a dover mettere mano al portafoglio fino all' indebitamento o addirittura la rinuncia alle cure quindi il fatto che oggi ci sia questa indebolimento complessivo del servizio pubblico non è più un affare da tecnici è un problema che riguarda quasi sessanta milioni di persone quindi credo che oggi la politica a chiunque ci sia al governo debba dare una risposta univoca cioè noi oggi abbiamo bisogno di capire qual è il servizio sanitario nazionale che dobbiamo lasciare alle generazioni future è un servizio pubblico ancora basato su principi di universalità di uguaglianza oppure un servizio verso il quale stiamo andando quella a doppio binario dove il luogo di residenza la tua capacità di spesa condizioni all'accesso alle cure io credo che in un paese democratico ma questo non ce lo possiamo permettere perché sarebbe una divina una deriva america all'americana per intenderci con tutti diciamo o i dettagli del caso che di fatto non è più o non è più degna di un paese democratico noi vogliamo salvare e rilanciare il servizio sanitario nazionale perché la tutela alla salute ecco io lo ricordo sempre a tutti la salute condizionano le possibilità e tutti gli altri diritti quindi quando noi non stiamo bene il lavoro lo studio la libertà individuale vengono compromessi quindi la salute prima di tutto e questo è sicuramente un elemento importante ce lo scrivono i nostri telespettatori vedevo qui sul tablet anche maurilio pagini che ci raccontava come una gastroscopia di controllo prenotata a gennaio primo posto a centoventi chilometri a ottobre in intramenia nella mia città due giorni dopo settecentottanta euro perché anche avere una visita e un accertamento a una distanza ragionevole non tutti magari hanno anche la macchina la possibilità di spostarsi centoventi chilometri isabella mori assolutamente consideriamo poi che il nostro paese è un paese che è composto da tante aree interne quindi centoventi chilometri in alcune zone possono essere veramente può essere veramente disagevole raggiungere poi non tutti hanno la possibilità di spostarsi in macchina però ecco segnalazioni come questa del
 cittadino sono davvero una sconfitta per tutti perché e poi in questo caso la persona ha speso settecentoventi euro e ha fatto la visita è comunque una sconfitta ma l'ha potuta fare immaginiamoci quante persone invece non avendo una possibilità economica di questa cifra considerevole rinunciano a fare quella prestazione con tutte le ricadute in termini di salute salute perché la mancata prevenzione le visite in una situazione più tranquilla poi ci portano a un aggravamento nino cartabellotta una riflessione su questa e sui dati ufficiali che sono usciti anche sulle liste d'attesa il bollettino il bollettino che c'è stato insomma che ci parla di metà delle richieste di visite o esami che poi non hanno portato effettivamente a delle prenotazioni quindi stiamo vedendo gente che non si cura o che va pagamento ma questo noi lo abbiamo chiamato un po' il buco nero delle liste d'attesa perché quello che ci restituisce la piattaforma e di conseguenza il bollettino che adesso sarà trimestrale è dato da tutte le prenotazione da tutte le prescrizioni del medico di medicina abbiamo comunque la prescrizione che diventano prenotazione e conosciamo di queste prenotazione il cup che tipo di priorità segna idealmente diciamo dovrebbero essere sempre rispettate lo sono nel ottanta per cento dei casi ma il vero problema qual è che noi non conosciamo la parte mezza vuota del bicchiere quella metà di ricette dove vanno a finire sono paziente che rinunciano sono paziente che vanno direttamente a pagamento sono pazienti ai quali viene dato un appuntamento troppo tardi o troppo lontano sono pazienti che decidono di non fare più l'esame cioè noi oggi non misuriamo il bisogno che non viene soddisfatto quel bisogno invece dobbiamo sapere perché poi ricade su tutti noi domani parliamo di un altro tema molto importante le pensioni le pensioni attuali e soprattutto le pensioni future domani dodici e venticinque trenta una giornata


ID:7032838

Tag:  TRENTINO, FONDAZIONE GIMBE , SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, VISITE MEDICHE

Filtro: #rule1
KeyPhrases: New filter
Keywords: fondazione gimbe, Nino Cartabellotta

SPC/EJ

29-09-26 13.01 NNNN 
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