<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Sep 2026 16:10:03 +0200</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/2/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[L'Italia arranca, Meloni pensa all'autoconservazione del potere - HuffPost Italia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003200908022.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003200908022.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"huffingtonpost.it" </b>  del 10 Sep 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''ANGOLO DEI BLOGGER. Discutiamo di legge elettorale, mentre l’Italia, con la sua difficile condizione economico-sociale, è scomparsa dai rada…</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:13:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="258170" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003200908022.PDF"><![CDATA[huffingtonpost.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/09/10/news/litalia_arranca_meloni_pensa_allautoconservazione_del_potere-22679684/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003200908022.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006Non capita spesso che un cognome riassuma così bene un testo: quello che si sta discutendo in Senato è, infatti, un vero e proprio Bignami di quasi tutti i vizi delle leggi elettorali italiane. Ho scritto discutendo, ma in realtà devo correggermi: quella che è in corso in Parlamento rappresenta piuttosto un’operazione di presa in ostaggio delle Camere da parte di una destra che non pensa alle necessità del Paese, ma alla propria necessità, cioè l’autoconservazione del potere. L’Italia, con la sua difficile condizione economico-sociale, é scomparsa dai radar del governo.Un governo che rivendica con forza stabilità e successi, smentito dalle istituzioni indipendenti e dagli enti di statistica — dall'Istat all'Ufficio Parlamentare di Bilancio, fino ad Ivass, Arera e Fondazione GIMBE—, che delineano un quadro ben diverso da quello raccontato in un’operazione degna dell’Istituto Luce.Non esiste alcun Paese in pieno boom, non esiste alcuna svolta. La pressione fiscale nel 2025 è stata il 43,1 per cento del Pil, segnando il livello più alto da oltre un decennio.La narrazione delle lavoratrici che guadagnerebbero fino a 970 euro in più al mese si basa su una sommatoria di trasferimenti una tantum, agevolazioni fiscali, benefici aziendali e misure legate alla genitorialità che, poi, la furbizia di Chigi divide per 12 mesi, come se arrivassero realmente 970 euro in busta paga.Sul fronte del lavoro, se da un lato l'Istat conferma 24 milioni e 370mila occupati, dall'altro l’Italia resta maglia nera nell’Ue per tasso di occupazione complessivo e femminile, con oltre il 20% dei lavoratori bloccato in fasce di reddito basse.Come certificato dall'Ocse, i salari reali risultano ancora inferiori del 6,1% rispetto ai livelli del 2021: il divario peggiore tra le economie Ocse.Negli ultimi 5 anni il carrello della spesa è aumentato di quasi il 30%, con impennate sui beni di prima necessità del 45%. A questo si aggiunge la stangata su energia e trasporti: le famiglie pagano la luce il 13% in più rispetto alla media europea, con un gap che sale al 24,1% per le imprese. La benzina e il gasolio hanno toccato picchi superiori ai due euro al litro.Sullo sfondo restano i rincari del settore immobiliare, con prezzi delle case in salita del 5,2% e un piano casa di cui si vantano risultati visibili fra 10 anni, mentre la stangata sul materiale scolastico pesa fino a 1.300 euro per studente.La spesa sanitaria, in rapporto al PIL, scende al 6,2%, ben al di sotto della media Ue e all'ultimo posto tra i Paesi del G7. Quasi 6 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure e la spesa pagata di tasca propria dalle famiglie è di 42,4 miliardi di euro.La povertà assoluta continua a colpire 5,7 milioni di persone e la grave deprivazione materiale risulta in aumento.In questo scenario, la flessione dello spread non basta a mitigare un debito previsto al 138,6% del PIL e una spesa per interessi destinata a crescere.I numeri agitati da Meloni continuano a scontrarsi con la quotidianità delle persone: la stabilità è soltanto un mezzo, non un risultato, soprattutto quando dopo 4 anni, le tasse sono al 43,1%, i salari restano sotto i livelli del 2021, quasi 6 milioni di persone rinunciano alle cure e il carrello della spesa costa il 30% in più. Questi sono i record per l’Italia reale.HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.Scegli di capire.Copyright © 2019-            2026 GEDI Digital S.r.l. Tutti i diritti sono riservati            GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003200908022.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, Fiore Isabella: “riflessione sui dati della fondazione Gimbe e sul tirare a campare…” ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003185607725.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003185607725.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lameziaoggi.it" </b>  del 09 Sep 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 10:25:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="785" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003185607725.PDF"><![CDATA[lameziaoggi.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.lameziaoggi.it/sanita/2026/09/09/sanita-fiore-isabella-riflessione-sui-dati-della-fondazione-gimbe-e-sul-tirare-a-campare/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003185607725.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Lamezia Terme, 9 settembre 2026 – Sono giorni di forte malcontento in Calabria per i risvolti estremamente critici della nostra sanità pubblica; criticità che si riverberano  non solo sulle difficoltà immediate di tipo sanitario, a carico  delle fasce redditualmente più deboli della società calabrese, ma hanno una forte ricaduta economica e sociale; come non dovrebbe averla se i tempi per una visita specialistica e per un esame strumentale risultano insopportabili per chi aspetta mesi ed anche anni per avere contezza dei tempi per guarire o per prepararsi a morire. Stiamo ovviamente parlando delle criticità considerevoli di una Regione, la Calabria, Cenerentola, dell’Italia, già Cenerentola dell’Europa. A tal riguardo appare utile richiamare, in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027, l’analisi della Fondazione GIMBE che ha passato in rassegna i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica del 2025 nei Paesi OCSE, con l’obiettivo di offrire elementi oggettivi al confronto politico e al dibattito pubblico, sottraendo il tema a letture strumentali. La spesa sanitaria pubblica, infatti,continua a subire tagli considerevoli: nel 2025 l’Italia era al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE ed europea; al 15 posto in Europa per spesa pro-capite e con un divario di € 36 miliardi rispetto alla media europea; decisamente ultima nei Paesi del G7. In una situazione di galleggiamento nelle retrovie europee, il SSN a garanzia delle fasce redditualmentepiù deboli avrebbe una ricaduta estremamente seria ed impegnativa a livello di finanziamento pubblico. E, tuttavia, non è più soltanto una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale, il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32  della Carta Costituzionale. Ovviamente la non esigibilità di un diritto costituzionale alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più altocontinueranno, immancabilmente, a pagarlo i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso, per chi ha i soldi per farlo, alla sanità privata. Aggiungo: servizi specialistici spesso non prossimi alle strutture sanitarie pubbliche che costringono anziani e malati di Lamezia Terme  a raggiungere Reggio Calabria ed altre sedi lontane; Troppo spesso preferiscono rinunciare alla tempestività delle cure confidando nella buona sorte.Il risultato? In alternativa alla rinuncia ad esami diagnostici e alle visite specialistiche, spese impossibili, conimpoverimento e indebitamento delle famiglie; una piagaquella della rinuncia alle cure, che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di italiani, quasi uno su dieci», datoaggravatosinegli anni successivi. Ed in futuro? Che Dio ce la mandi buona!Fiore Isabella(Già Consigliere Comunale di Lamezia Terme)   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003185607725.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, ANAC accende i riflettori sui rischi corruttivi per ospedali e ASL ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003261607477.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003261607477.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lentepubblica.it" </b>  del 10 Sep 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>ANAC approva il Catalogo sui rischi corruttivi in sanità: ambiti esposti, misure preventive e indicazioni per il PIAO.</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:21:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="6244" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003261607477.PDF"><![CDATA[lentepubblica.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://lentepubblica.it/buone-pratiche/sanita-anac-accende-i-riflettori-sui-rischi-corruttivi-per-ospedali-e-asl/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003261607477.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Mediazioni srlVia Ariana, 48 - 00038 - Valmontone (RM)P. Iva 05792540873, Nr. ROC: 36643Tel. (+39) 376.2063403La prevenzione della corruzione nella sanità non riguarda soltanto le irregolarità più evidenti o i grandi appalti. Entra nella vita quotidiana delle aziende ospedaliere e sanitarie: dalle liste d’attesa agli incarichi, dalla sperimentazione clinica alla gestione dei farmaci, fino ai rapporti con i soggetti privati accreditati.È proprio da questa consapevolezza che nasce il nuovo Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario, approvato dall’Autorità nazionale anticorruzione con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026.Il documento si propone come uno strumento operativo per aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale. Non introduce un modello rigido da replicare meccanicamente, ma offre una mappa per riconoscere i punti nei quali il rischio di cattiva amministrazione cresce e per scegliere contromisure adeguate alla singola organizzazione. Il riferimento concreto è la redazione della sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano integrato di attività e organizzazione, il PIAO.Indice dei contenutiLa sanità è uno dei comparti più delicati dell’amministrazione pubblica. In gioco non ci sono soltanto rilevanti stanziamenti finanziari, ma il diritto alla salute e la fiducia dei cittadini nei servizi essenziali. Decisioni apparentemente tecniche, come la scelta di un dispositivo medico, l’organizzazione di un reparto o l’affidamento di una fornitura, possono incidere direttamente sulla qualità dell’assistenza.ANAC richiama un dato particolarmente significativo: al settore sanitario è riconducibile circa un quarto della spesa complessiva per contratti pubblici. Una quota così ampia di risorse impone procedure solide, verificabili e capaci di evitare discrezionalità non giustificate. Il presidente dell’Autorità, Giuseppe Busìa, ha inoltre segnalato che l’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda proprio questo ambito.Le segnalazioni descrivono criticità molto diverse tra loro: problemi nella gestione di reparti e strutture, anomalie nelle gare, sospetti sulle ospedalizzazioni o sul governo delle liste d’attesa, incarichi assegnati secondo logiche di favore, accreditamenti poco trasparenti e procedure concorsuali alterate. Non ogni disfunzione coincide, naturalmente, con un reato o con un episodio corruttivo. Tuttavia, individuare per tempo i passaggi vulnerabili consente di intervenire prima che un problema organizzativo diventi un danno per il servizio e per l’interesse pubblico.Il valore principale del Catalogo ANAC sta nell’impostazione. Per ciascuna area considerata più esposta vengono indicati i possibili eventi rischiosi e le misure utili a ridurne la probabilità o l’impatto. L’obiettivo non è aumentare la burocrazia con nuovi adempimenti formali, ma rendere più consapevole la gestione dei processi.Il testo tiene conto delle osservazioni raccolte nella consultazione pubblica svolta online dal 3 giugno al 3 luglio 2026. Riprende inoltre il lavoro già sviluppato dall’Autorità nei Piani nazionali anticorruzione e nei relativi aggiornamenti, integrandolo con spunti provenienti dalla Tassonomia GIMBE frodi e abusi in sanità, inserita nell’ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione GIMBE, pubblicato nel 2025.Per le amministrazioni sanitarie il messaggio è chiaro: la valutazione del rischio non può ridursi a formule standard o a un elenco di divieti. Occorre conoscere i propri procedimenti, distinguere le fasi più sensibili e individuare responsabilità, controlli e flussi informativi coerenti con la realtà dell’ente. Una piccola azienda sanitaria territoriale, un policlinico universitario e un grande ospedale, per esempio, non presentano le stesse criticità né necessitano delle medesime soluzioni.Il Catalogo affronta un insieme molto ampio di attività. Una prima area riguarda la regolamentazione de
l sistema sanitario, nella quale le decisioni pubbliche possono influire sull’accesso al mercato, sull’organizzazione dei servizi e sugli interessi di operatori economici e professionali.Un’attenzione specifica è dedicata alla ricerca biomedica, al marketing e alla promozione di medicinali, dispositivi medici e altre tecnologie sanitarie. Sono ambiti nei quali la collaborazione tra pubblico e privato può produrre innovazione e migliorare le cure, ma richiede al tempo stesso regole trasparenti per prevenire conflitti di interesse e condizionamenti impropri.Restano centrali gli appalti, dalla programmazione agli affidamenti, dall’esecuzione del contratto al controllo sulle prestazioni rese. La prevenzione passa anche dalla tracciabilità delle decisioni, dalla rotazione quando prevista, dalla separazione delle funzioni e dalla verifica effettiva di quanto acquistato. Particolare rilievo assumono poi la distribuzione e lo stoccaggio dei prodotti sanitari, attività nelle quali una gestione opaca può tradursi in sprechi, indisponibilità di materiali o criticità nell’approvvigionamento.Tra i capitoli del documento rientrano anche la gestione delle risorse finanziarie e del personale. Sul versante delle risorse umane, la trasparenza delle selezioni, l’attribuzione degli incarichi, la prevenzione dei conflitti di interesse e la corretta distribuzione delle responsabilità sono elementi essenziali per tutelare l’imparzialità dell’amministrazione.La parte forse più vicina all’esperienza degli utenti riguarda l’erogazione dei servizi sanitari. ANAC richiama i rapporti con gli enti autorizzati e accreditati, le attività di vigilanza, ispezione e sanzione, la libera professione intramuraria e, soprattutto, le liste d’attesa.È qui che la prevenzione assume un significato concreto anche per chi non lavora nella pubblica amministrazione. Regole chiare, controlli indipendenti e informazioni accessibili aiutano a garantire che le prestazioni siano erogate secondo criteri oggettivi, senza corsie preferenziali né distorsioni dovute a rapporti personali o interessi esterni.Il Catalogo invita quindi a rafforzare un approccio continuativo: digitalizzazione dei processi, monitoraggio dei dati, tracciabilità, formazione degli operatori, canali di segnalazione affidabili e controlli non meramente cartacei. La corruzione non si contrasta soltanto dopo che emerge un illecito; si previene progettando procedure che rendano più difficile aggirare le regole e più semplice rilevare le anomalie.Per aziende ed enti del SSN, il nuovo strumento ANAC può diventare un’occasione per rileggere procedure consolidate e verificare se siano ancora adeguate. In un sistema attraversato da ingenti risorse, innovazioni tecnologiche e rapporti sempre più articolati tra soggetti pubblici e privati, la trasparenza non è un capitolo separato dell’attività sanitaria: è una condizione necessaria per assicurare cure e servizi credibili, equi e orientati all’interesse dei cittadini.Tutte le novità e le informazioni sul mondo della Pubblica amministrazione, Enti locali, Previdenza, Concorsi, Professioni e Pmi.Rimani sempre aggiornato ed in contatto con la redazione di Lentepubblica.it. News, commenti, guide, webinar e le iniziative dedicate.Per essere fra i partecipativi di lentepubblica.it invia alla redazione una tua breve biografia e gli argomenti di cui vorresti parlare, dar visibilità o condividere con il nostro pubblico ed il nostro progetto. Scrivici alla mail: [email protected]lentepubblica.it è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Catania n.18 del 21/12/2017.© COPYRIGHT Lentepubblica   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>lentepubblica.it</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091003261607477.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Liste d’attesa in Veneto: AVS contesta il piano sul CUP ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091002925508224.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091002925508224.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"vipiu.it" </b>  del 10 Sep 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Liste d’attesa in Veneto, Cunegato e Ostanel criticano il trasferimento delle prenotazioni CUP ai medici di famiglia e chiedono assunzioni.</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 13:06:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1342" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091002925508224.PDF"><![CDATA[vipiu.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.vipiu.it/leggi/liste-attesa-veneto-cup/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091002925508224.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[I consiglieri di AVS criticano l’ipotesi di affidare le prenotazioni ai medici di famiglia e indicano la carenza di personale.Le liste d’attesa in Veneto tornano al centro dello scontro politico dopo la proposta dell’assessore alla Sanità Gino Gerosa di trasferire parte delle prenotazioni dal CUP ai medici di medicina generale. Carlo Cunegato ed Elena Ostanel, consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, contestano l’impostazione in una nota diffusa anche dal Consiglio regionale del Veneto.I due esponenti sostengono che il nuovo compito aggraverebbe il carico dei medici di famiglia. Citando dati Gimbe, riferiscono una media regionale di 1.526 assistiti per medico contro 1.383 a livello nazionale, con quasi sette professionisti su dieci oltre il massimale di 1.500 pazienti. La carenza stimata sarebbe di 747 medici di base.Cunegato e Ostanel osservano inoltre che qualsiasi algoritmo utilizzerebbe la stessa agenda del CUP. A loro giudizio, cambiare il soggetto che inserisce la prenotazione non aumenterebbe il numero di visite disponibili, se mancano specialisti negli ospedali e negli ambulatori pubblici.AVS richiama il rapporto tra medici dipendenti del servizio sanitario e popolazione: 1,63 ogni mille abitanti in Veneto, rispetto a una media nazionale indicata in 1,85. I consiglieri ricordano anche la stima regionale del 2024 relativa a 3.500 medici mancanti.La polemica riguarda pure il dato secondo cui il 91,5% delle visite rispetterebbe i tempi. Cunegato e Ostanel affermano che la percentuale si riferisce soltanto alle prestazioni monitorate da Agenas e chiedono che il controllo venga esteso a tutte. Opinioni, cifre e accuse sono attribuite ai due rappresentanti di opposizione.Il dibattito sulla disponibilità del personale riguarda anche altri servizi: nell’approfondimento sugli OSS mancanti nelle scuole del Vicentino sono riportate le richieste rivolte alle Ulss. Per ridurre le liste d’attesa in Veneto, AVS chiede assunzioni, maggiore capacità del servizio pubblico e misure per trattenere i professionisti.Fondato nel 2006, quotidiano web indipendente su Veneto (focus Vicenza), Italia, Europa e mondo e su Perle e borghi d’Italia.Redazioneredazione@vipiu.itPubblicitàinfo@vipiu.itAmministrazioneelas@editoriale-elas.orgLaPiù Tv è la web tv on demanda della testata ViPiu.it e delle altre testate di Editoriale Elas© Giovanni Coviello - Via Anastasio II 139 - 00165 Roma | P.iva 03822120246   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Giovanni Coviello - Direttore responsabile</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091002925508224.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>