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		<title><![CDATA[Sanità digitale, le “barriere invisibili” che frenano l’accesso alle cure ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/31/2026083101814105238.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"buildnews.it" </b>  del 31 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La spesa per il digitale sanitario cresce, ma restano forti disuguaglianze territoriali e difficoltà di accesso per anziani, caregiver, persone con disabilità e cittadini con background migratorio</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:57:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.buildnews.it/articolo/sanita-digitale-le-barriere-invisibili-che-frenano-accesso-alle-cure]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanitàlunedì 31 agosto 2026        -                    Redazione Build NewsLa sanità italiana sta vivendo un'accelerazione digitale evidente nei numeri. Nel 2025 la spesa per la sanità digitale ha raggiunto 2,7 miliardi di euro, con una crescita del 9%, mentre il 53% degli italiani ha consultato almeno una volta il Fascicolo Sanitario Elettronico.Anche la telemedicina è in crescita: sei cittadini su dieci comunicano con il proprio medico attraverso WhatsApp. Un dato che evidenzia però anche il ricorso a strumenti non specificamente progettati per l'ambito sanitario. A questo si aggiungono forti squilibri territoriali: un'analisi Gimbe segnala nel 2025 una marcata disomogeneità tra le regioni, con un divario netto tra Nord e Sud nell'utilizzo dei servizi digitali.Digitalizzare, però, non equivale automaticamente a rendere i servizi accessibili. Accanto alle difficoltà legate alla connessione e alle competenze digitali emergono infatti vere e proprie “barriere invisibili”, che interessano soprattutto anziani, caregiver, persone con disabilità o background migratorio.Il problema può essere capire quale servizio attivare, orientarsi tra prestazioni frammentate o coordinare più interlocutori. Difficoltà che si sommano alle fragilità strutturali del sistema: liste d'attesa, oltre 5.500 medici di famiglia mancanti e difficoltà di accesso nelle aree interne e rurali, in un contesto di spesa sanitaria pubblica pari all'8,4% del Pil, ancora al di sotto della media Ocse.Il quadro si inserisce in un'Italia sempre più anziana. Gli over 65 hanno raggiunto i 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione, facendo dell'Italia il Paese più anziano dell'Unione europea.Una domanda di cura che richiede non soltanto prestazioni sanitarie, ma anche orientamento, coordinamento e continuità assistenziale.Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. L'innovazione sanitaria non può limitarsi alla digitalizzazione delle singole prestazioni, ma deve puntare a ecosistemi integrati capaci di unire teleassistenza, orientamento ai servizi, supporto ai caregiver e gestione degli imprevisti.L'obiettivo non è sostituire il Servizio sanitario nazionale, ma rafforzarne la capacità di risposta. Un modello che potrebbe contribuire anche ad alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso, spesso utilizzati per situazioni a bassa complessità in assenza di alternative facilmente accessibili, e che coinvolge sempre più anche il welfare aziendale, chiamato a sostenere i dipendenti impegnati nella cura di familiari fragili.La sfida, dunque, non è soltanto tecnologica, ma anche organizzativa, culturale e relazionale. Una piattaforma digitale, da sola, non riduce le disuguaglianze se non è inserita in una rete capace di accompagnare le persone e rispondere ai loro bisogni nel momento del bisogno.Un'analisi del centro di ricerca della Commissione europea evidenzia che gli incentivi... LeggiUn documento tecnico-operativo per prevenire i rischi negli impianti idrici domestici e... LeggiIl 26 maggio una giornata tecnica dedicata a progettazione digitale, interoperabilità e...L’Osservatorio AI4Innovation del Politecnico di Milano evidenzia un divario crescente tra adozione...Con oltre 80 milioni di tonnellate di scarti ogni anno, il comparto...Rimani aggiornato sulle ultime novità in campo di efficienza energetica e sostenibilità edileLa sala autoptica all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova ha da poco...Lunedì 18 settembre l'inaugurazione della nuova sede della Facoltà di Medicina, alla...Dal 20 al 25 settembre 2026 l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive...Il consorzio PRECISE, co-fondato da Human Technopole, combina genomica funzionale, dati multimodali...Dalla fresa a ponte HTO-SWITCH una filosofia che mette al centro le...Accedi per visualizzare tutti i contenuti in esclusivaRegistrati all
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		<title><![CDATA[Inchiesta/Sanità, buco da 5,5 miliardi: conto alla Manovra ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/31/2026083101725804383.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"italia-informa.com" </b>  del 31 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Schillaci chiede nuove risorse per sanità in Manovra 2027. Fondo sanitario sotto pressione tra infermieri, liste attesa, pronto soccorso, farmaci, energia.</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 08:06:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="65" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/31/2026083101725804383.PDF"><![CDATA[italia-informa.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://italia-informa.com/inchiesta-sanita-buco-5-5-miliardi-manovra-2027.aspx]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto al Mef 5,5 miliardi aggiuntivi per la sanità nel 2027, oltre al miliardo già previsto. Senza ulteriori risorse, il rapporto tra Fondo sanitario nazionale e Pil scenderebbe dal 6,18% del 2026 al 6,06% nel 2027.La sanità arriva alla Manovra 2027 con una richiesta che vale molto più di un ritocco al Fondo sanitario nazionale. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti 5,5 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al miliardo già previsto per il prossimo anno. Se la richiesta fosse accolta integralmente, l’incremento complessivo arriverebbe quindi a 6,5 miliardi. È la distanza tra quanto è già scritto nei conti pubblici e quanto il ministero ritiene necessario mentre aumentano il costo delle cure, il fabbisogno di personale e la pressione di una popolazione sempre più anziana.Secondo la ricostruzione pubblicata il 30 agosto da la Repubblica, con il solo miliardo già programmato il Fondo sanitario nel 2027 si fermerebbe intorno a 143,9 miliardi e il rapporto tra Fondo e Pil scenderebbe dal 6,18% del 2026 al 6,06%. Le elaborazioni diffuse nei mesi scorsi dalla Fondazione Gimbe, costruite sui dati della legge di Bilancio 2026, portavano a valori leggermente diversi — circa 144,1 miliardi e il 6,05% del Pil — ma descrivevano la stessa traiettoria: dopo l’aumento del 2026, il finanziamento tornerebbe a crescere molto meno dell’economia nominale. I decimali cambiano con aggiornamenti e perimetri di calcolo; la tendenza no.Quello che viene definito “buco” non è dunque un disavanzo contabile già maturato nelle casse dello Stato. È il fabbisogno che si apre se si confrontano le risorse disponibili con gli impegni che il sistema deve sostenere. E una parte delle somme già stanziate è tutt’altro che libera. La legge di Bilancio 2026 ha destinato risorse specifiche alle assunzioni, alla prevenzione, alla salute mentale, alle tariffe della specialistica e dell’assistenza ospedaliera, oltre che ad altre misure vincolate. Per il personale sanitario, per esempio, è stata autorizzata una spesa di 450 milioni annui per assunzioni a tempo indeterminato; per il 2027 una parte rilevante della copertura arriva proprio dal Fondo sanitario. Questo significa che l’aumento nominale del finanziamento non coincide con una pari disponibilità da utilizzare per nuovi interventi.La prima voce della richiesta di Schillaci è il personale. Nella ricostruzione di la Repubblica, circa un miliardo servirebbe a proseguire il piano straordinario di assunzioni, con particolare attenzione agli infermieri. Il problema non nasce nel 2027. La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche continua a indicare una carenza nell’ordine di 65 mila unità, mentre al 30 giugno 2026 gli iscritti all’Albo nazionale erano 464.193. Il numero degli iscritti è cresciuto di 2.880 unità in un anno e aumentano anche gli under 30, ma l’età media resta elevata, 46,6 anni, e l’incremento dell’Albo non coincide automaticamente con un aumento equivalente degli infermieri disponibili negli ospedali e nei servizi territoriali.Il Rapporto Fnopi-Sant’Anna ha mostrato un rapporto tra infermieri e popolazione più basso rispetto a molti Paesi europei e un problema di attrattività economica e professionale. A fine luglio è stato rinnovato il contratto del comparto Sanità 2025-2027; per coprire le carenze immediate, il ministero ha inoltre lavorato a un canale di reclutamento con l’India. È una risposta a una carenza che riguarda ospedali, territorio e assistenza domiciliare.Il personale è anche il punto di contatto con le liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 la nuova Piattaforma nazionale gestita da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha registrato un miglioramento: le prenotazioni per le prestazioni monitorate sono salite da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nello stesso periodo di quest’anno. La quota di prime visite erogate nei tempi di garanzia è passata dal 
76,4% al 78,5%, mentre per gli esami diagnostici è salita dall’82,8% all’84,6%. Sono risultati migliori, ma ancora lontani dall’obiettivo del 90% indicato dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. Cittadinanzattiva ha calcolato che, nel semestre, circa 1,44 milioni di prime visite e 759 mila esami diagnostici sono stati comunque erogati oltre le soglie previste.Il nuovo Piano nazionale 2026-2028, approvato in Conferenza Stato-Regioni a giugno e adottato definitivamente in agosto, punta su agende unificate, appropriatezza prescrittiva, percorsi di tutela, monitoraggio e maggiore trasparenza. Ma l’organizzazione da sola non produce tutte le prestazioni che mancano. Le Regioni, nell’intesa, hanno chiesto espressamente che venga verificata anche la congruità delle risorse disponibili. È qui che la Manovra incontra le liste d’attesa: senza medici, infermieri, tecnici, sale diagnostiche aperte e tariffe in grado di remunerare l’attività aggiuntiva, il miglioramento organizzativo rischia di fermarsi prima di raggiungere la domanda reale.Il peso delle attese è già misurabile sui cittadini. L’Istat (Istituto nazionale di statistica) ha certificato che nel 2024 il 9,9% della popolazione, circa 5,8 milioni di persone, ha rinunciato almeno una volta a visite specialistiche o esami diagnostici pur avendone bisogno. Il 6,8% ha indicato come causa le liste d’attesa e il 5,3% difficoltà economiche; le motivazioni possono sovrapporsi. Nello stesso anno il 23,9% delle persone ha sostenuto interamente di tasca propria il costo dell’ultima prestazione specialistica, contro il 19,9% del 2023. Sono gli ultimi dati consolidati di questa ampiezza e mostrano perché il Fondo non può essere letto soltanto come percentuale del Pil.Il secondo fronte ospedaliero è il pronto soccorso. I dati nazionali più completi pubblicati da Agenas mostrano che nel 2023 gli accessi furono 18,27 milioni, il 6% in più dell’anno precedente. Il 68% si concluse con codici bianchi o verdi e circa 4 milioni furono considerati potenzialmente impropri, cioè gestibili fuori dall’emergenza in presenza di una rete territoriale più efficace. Il trasferimento della domanda verso Case della comunità e servizi di prossimità funziona però soltanto se le nuove strutture hanno personale e prestazioni sufficienti.C’è poi il problema opposto: i pazienti che al pronto soccorso devono davvero restare. L’Osservatorio della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza aveva rilevato, su un campione significativo, che il tempo medio prima del ricovero in area medica era salito da 25 ore nel 2019 a 31 ore nel 2023. Il cosiddetto boarding — pazienti già destinati al ricovero che rimangono in barella in attesa di un posto letto — assorbe personale e spazi del pronto soccorso, rallenta i flussi e peggiora le condizioni di lavoro. Anche qui la richiesta di fondi non è separabile dalla disponibilità di organici e dalla capacità dei reparti di accogliere i ricoveri.Schillaci chiede inoltre un altro miliardo per aggiornare le tariffe delle attività specialistiche. Le tariffe stabiliscono quanto viene riconosciuto alle strutture per molte prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. Se restano troppo distanti dai costi effettivi, aumenta la tensione sui bilanci delle aziende e si riduce lo spazio per ampliare l’offerta. La legge di Bilancio 2026 aveva già vincolato 183 milioni annui dal 2027 per la specialistica ambulatoriale e la protesica e aveva previsto un aumento delle risorse per le tariffe ospedaliere. La nuova richiesta segnala che, secondo il ministero, quel percorso non basta.Al conto si aggiungono prevenzione, nuovo piano vaccinale, malattie rare, autismo, salute mentale, disturbi alimentari, dipendenze, Alzheimer, assistenza sociosanitaria e fine vita. In un’intervista di fine luglio Schillaci ha indicato anche l’obiettivo di portare nel 2027 a oltre un miliardo il fondo per la non autosufficienza, destinato all’assistenza domiciliare e alle reti di supporto sociale e territoriale. L’invecchiamento rend
e il capitolo più oneroso e una rete territoriale debole tende a scaricare più domanda sui reparti e sull’emergenza.La parte più difficile da comprimere, però, è quella dei costi strutturali. Gli ospedali non possono ridurre i consumi energetici come un normale ufficio: sale operatorie, terapie intensive, diagnostica, sterilizzazione, refrigerazione dei farmaci e climatizzazione devono funzionare senza interruzioni. Il rialzo dell’energia nel 2026 ha riportato il problema al centro dei conti pubblici; ad aprile la Ragioneria generale dello Stato ha confermato per gli enti pubblici l’esclusione degli oneri energetici dai limiti di spesa per acquisti di beni e servizi, richiamando esplicitamente il persistente rincaro dei prezzi dell’energia. Il ministero della Salute inserisce ora questa voce tra quelle che richiedono copertura nella Manovra.Anche la farmaceutica corre più del Fondo. Il Rapporto OsMed (Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali) dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) relativo al 2025 ha indicato una spesa farmaceutica totale di 39,3 miliardi, in aumento del 6% sull’anno precedente, con una spesa pubblica di 28,4 miliardi e acquisti da parte delle strutture sanitarie pubbliche per 18,9 miliardi, in crescita del 6,2%. La ricostruzione pubblicata da la Repubblica stima per il 2027 un ulteriore aumento di circa 1,5 miliardi della componente che pesa sui conti regionali. Anche senza assumere quella previsione come definitiva, il trend mostra quanto l’aumento dei costi possa assorbire risorse prima che diventino nuovi servizi.È questo il punto che rende la trattativa con il Ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) più difficile. La Manovra 2027 arriva con richieste concorrenti su fisco, pensioni, lavoro, energia, infrastrutture e difesa. Il Documento di finanza pubblica 2026 prevede per il 2027 un deficit al 2,8% del Pil e una crescita della spesa netta del 2,2%, un livello che rende stretti i margini per finanziare nuove misure permanenti. A metà agosto il conto delle richieste già emerse per la legge di Bilancio superava i 17 miliardi prima ancora di considerare tutte le coperture e le ulteriori priorità politiche.Per la sanità, dunque, la domanda non è soltanto quanti miliardi entreranno nel Fondo, ma quanti resteranno realmente disponibili dopo contratti, farmaci, energia, tariffe e spese già impegnate. Se il Mef riconoscesse solo una parte dei 5,5 miliardi chiesti da Schillaci, il governo dovrebbe decidere quali capitoli finanziare per primi: assunzioni, liste d’attesa, assistenza territoriale, ospedali, prevenzione o copertura dei maggiori costi. Ogni scelta avrebbe conseguenze diverse e, soprattutto, ricadrebbe sui bilanci regionali, che materialmente organizzano ed erogano gran parte dei servizi sanitari.Il rapporto tra Fondo sanitario e Pil va letto correttamente: il Fondo non coincide con tutta la spesa sanitaria pubblica. Il Documento di finanza pubblica stima per il 2026 una spesa sanitaria complessiva della pubblica amministrazione di 148,5 miliardi, mentre il Fondo misura il finanziamento statale del fabbisogno sanitario standard. Per la Manovra, però, resta un indicatore centrale delle risorse correnti disponibili alle Regioni.La richiesta da 5,5 miliardi mette quindi sul tavolo un problema che va oltre la prossima legge di Bilancio: il Servizio sanitario sta cercando di aumentare l’attività mentre deve contemporaneamente finanziare più personale, una rete territoriale nuova, farmaci più costosi, strutture energivore e una domanda di assistenza più complessa. Nel primo semestre 2026 le liste d’attesa hanno mostrato un miglioramento misurabile. Il rischio è che senza una base finanziaria sufficiente quel recupero non riesca a consolidarsi. Sarà la composizione finale della Manovra — più ancora del numero assoluto annunciato per la sanità — a dire quante delle risorse aggiuntive potranno tradursi in infermieri, visite, esami, posti letto e servizi per i cittadini.Leggi anche gli articoli più recenti di Italia Info
rma su salute e sanità:    Inchiesta/Difterite, Sicilia all'85% e Italia sotto soglia    Tumore al pancreas, FDA approva Rasonque: sopravvivenza quasi doppia    Il tumore al seno come malattia professionale: hostess vince causa storica in Francia    Inchiesta/Sanità, 42 miliardi il prezzo delle attese    Vaccino contro il cancro, la svolta mRNA che fa volare Moderna   
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		<title><![CDATA[Manovra 2027: 5,5 miliardi alla Sanità per infermieri, stipendi e liste d'attesa ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/31/2026083101662604759.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"nurse24.it" </b>  del 31 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Manovra 2027: la sanità chiede oltre 5 miliardi al Mef. Un miliardo per le assunzioni di infermieri, poi liste d''attesa, tariffe e farmaceutica.</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:16:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/manovra-2027-5-5-miliardi-alla-sanita-per-infermieri-stipendi-e-liste-d-attesa.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto al Mef 5,5 miliardi aggiuntivi per la sanità nel 2027, oltre al miliardo già programmato. Circa un miliardo servirebbe al piano straordinario di assunzioni, con gli infermieri in cima alla lista: la Fnopi ne stima 65mila mancanti e l'albo cresce di meno di 3mila unità l'anno.Manovra 2027: 5,5 miliardi alla Sanità per infermieri, stipendi e liste d'attesaLa richiesta al Mef e il nodo del rapporto con il PilSul tavolo del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è arrivata la richiesta del ministero della Salute per la legge di bilancio 2027: 5,5 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al miliardo già iscritto a legislazione vigente, per un incremento complessivo di 6,5 miliardi.Dietro la richiesta c'è un numero preciso. Con il solo miliardo già programmato, nel 2027 il Fondo sanitario nazionale si fermerebbe intorno a 143,9 miliardi e il suo peso sul Pil scenderebbe dal 6,18% del 2026 al 6,06%. Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale perderebbe terreno rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese mentre la domanda di prestazioni continua a salire.La Fondazione Gimbe segue lo stesso indicatore da anni. Analizzando il Documento di finanza pubblica 2026, la fondazione ha calcolato che il divario tra Fondo sanitario e spesa sanitaria effettiva passerà dai 4,3 miliardi del 2024 a 13,4 miliardi nel 2029, per un totale di 30,6 miliardi nel triennio 2027-2029. Senza nuove risorse, avverte il presidente Nino Cartabellotta, lo squilibrio ricadrà sui bilanci regionali, che dovranno tagliare prestazioni o aumentare le tasse.Un miliardo per il personale, gli infermieri in cima alla listaLa voce più pesante della richiesta vale circa un miliardo e serve a proseguire il piano straordinario di assunzioni. Gli infermieri sono la categoria più esposta: la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) stima una carenza di 65mila unità, mentre gli iscritti all'albo erano 464.193 al 30 giugno 2026, appena 2.880 in più rispetto a dodici mesi prima. L'età media della professione è salita a 46,6 anni.I confronti internazionali spiegano perché il saldo resta basso. Il rapporto Eurispes di luglio 2026 conta 6,9 infermieri ogni mille abitanti in Italia contro una media europea di 8,9, con una retribuzione media annua di 32.400 euro a fronte dei 39.800 della media Ocse. Nel 2025 hanno lasciato il Paese 5.770 infermieri, diretti soprattutto in Regno Unito (44%) e Svizzera (24%). Anche dentro i confini le distanze restano ampie: 86,2 infermieri ogni diecimila abitanti nel Lazio, 52,2 in Campania.Liste d'attesaIl ministero porta in manovra anche il capitolo liste d'attesa. Il bollettino Agenas sul primo semestre 2026 registra un miglioramento: le prenotazioni salgono da 13,3 a quasi 15 milioni (+12,4%), le prime visite erogate nei tempi di garanzia passano dal 76,4% al 78,5% e gli esami diagnostici dall'82,8% all'84,6%. Restano fuori soglia 2,8 milioni di prestazioni, di cui 1,44 milioni di prime visite e circa 760mila esami. Cinque regioni stanno sotto il 70% di rispetto dei tempi.Chi non riesce ad aspettare rinuncia o paga. Secondo l'Istat, nel 2024 il 9,9% della popolazione, circa 5,8 milioni di persone, ha rinunciato a visite specialistiche o accertamenti; nel 6,8% dei casi la causa erano le liste d'attesa. Il 23,9% degli italiani ha sostenuto per intero il costo dell'ultima prestazione specialistica.Pronto soccorso, farmaci e tariffeSul pronto soccorso i dati Agenas relativi al 2023 contano 18,27 milioni di accessi, il 68% dei quali con codice bianco o verde e circa 4 milioni classificati come impropri. Il tempo medio di permanenza prima del ricovero è passato da 25 ore nel 2019 a 31 nel 2023, e pesa sul carico assistenziale degli infermieri di area critica e di medicina d'urgenza.Le altre voci della richiesta al Mef riguardano:un miliardo per aggiornare le tariffe della specialistica ambulatoriale e d
ell'assistenza ospedaliera;circa 1,5 miliardi per la farmaceutica, dopo che il rapporto OsMed 2025 dell'Aifa ha fotografato una spesa complessiva di 39,3 miliardi, in crescita del 6%;oltre un miliardo per il Fondo per la non autosufficienza, obiettivo che Schillaci ha indicato a fine luglio;risorse per i costi energetici di ospedali e strutture, che lavorano senza interruzione.Quanto arriverà davveroA metà agosto il conto delle richieste dei ministeri superava i 17 miliardi, contro un quadro di finanza pubblica che tiene il deficit sotto il 3% del Pil e limita al 2,2% la crescita della spesa netta. Le ricostruzioni più prudenti indicano un aumento realistico di 2-3 miliardi da sommare al miliardo già stanziato, quindi circa quattro miliardi complessivi: meno della metà di quanto chiesto.Cosa cambia per gli infermieriIl contratto 2025-2027 del comparto sanità è già chiuso. Porta 2,26 miliardi a regime per 592.638 dipendenti, con aumenti medi di 209 euro al mese, 240 euro per gli infermieri e un'indennità aggiuntiva di 100 euro per chi lavora in pronto soccorso. La manovra 2027 deciderà altro: se ci saranno le risorse per assumere il personale che oggi manca e per finanziare la tornata contrattuale successiva.Resta aperto anche il fronte della formazione. Per l'anno accademico 2026/27 le Regioni hanno approvato 25.479 posti per il corso di laurea in infermieristica, 361 in meno di quelli chiesti dalla Fnopi. Il Nursind osserva che il calcolo del fabbisogno non tiene conto del personale necessario alle Case e agli Ospedali di comunità: mancherebbero quasi 7.000 infermieri a tempo pieno solo per le strutture già aperte, e almeno 15.000 considerando l'intera Missione Salute del Pnrr.Il disegno di legge di bilancio arriverà in Parlamento in autunno. Fino ad allora le cifre indicate dal ministero della Salute restano una richiesta, non uno stanziamento.FontiAgenas. Liste d'attesa, nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia [Internet]. Quotidiano Sanità, 21 luglio 2026 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su: quotidianosanita.itFnopi. DataCorner, estrazione giugno 2026 [Internet]. 16 luglio 2026 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su: fnopi.itEurispes. Rapporto sulla professione infermieristica 2026 [Internet]. Ansa, 28 luglio 2026 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su: ansa.itIstat. Rapporto annuale: rinuncia alle cure nel 2024 [Internet]. Ansa, 6 novembre 2025 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su: ansa.itAgenas. Pronto soccorso, un accesso su quattro è improprio. I dati 2023 [Internet]. Quotidiano Sanità, aprile 2024 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su: quotidianosanita.itAifa. Rapporto OsMed 2025 “L'uso dei farmaci in Italia” [Internet]. Agosto 2026 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su: aifa.gov.itFondazione Gimbe. Documento di finanza pubblica 2026: rapporto spesa sanitaria/Pil congelato al 6,4% fino al 2029 [Internet]. Quotidiano Sanità, 28 aprile 2026 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su: quotidianosanita.it Tags :Attualità Infermieri   
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