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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Case di comunità, i muri non bastano: ora la sfida è far vivere la sanità di prossimità ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901717304416.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"CONQUISTE DEL LAVORO" </b>  del 29 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:41:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Case di comunità, i muri non bastano: ora la sfida è far vivere la sanità di prossimità  L  a vera sfida comincia adesso: una Casa di comunità non è tale perché ha un’insegna sulla porta, ma perché dietro quella porta il cittadino trova qualcuno capace di prendersi cura di lui». Il Pnrr lascia in eredità al Servizio sanitario nazionale una rete territoriale che, almeno nei numeri, ha superato l’o biettivo. Al 30 giugno 2026 risultano attive 1.224 Case di comunità, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 previsto dalla Missione 6. Ma archiviata la corsa alla realizzazione delle strutture, si apre la partita più complessa: renderle realmente operative. È questo il punto evidenziato dalla Conferenza delle Regioni, che richiama il percorso iniziato con il Dm 77 del 2022.   Dei fondi complessivi del Pnrr, oltre 15 mld sono stati destinati alla Missione Salute: circa 7 mld per rafforzare l’assistenza territoriale e più di 8 per innovazione, telemedicina, banche dati e FSE. Le Case di comunità rappresentano uno dei pilastri di questo nuovo modello. Si dividono in hub, strutture più grandi destinate a bacini fino a 50mila abitanti, e spoke, presidi più piccoli. Cure primarie, assistenza domiciliare, specialistica ambulatoriale, servizi infermieristici, prenotazioni e integrazione con il sociale costituiscono il nucleo dell’of ferta. Negli hub sono previsti anche apertura h24 sette giorni su sette, diagnostica di base, prelievi, continuità assistenziale e consultori. Il punto critico resta però il personale. Dopo mesi di confronto, il nuovo assetto della medicina generale prevede per i medici di famiglia fino a sei ore settimanali per 48 settimane l’anno nelle Case di comunità, tra le 8 e le 20. Parallelamente, le linee guida Agenas del 28 luglio puntano alla costituzione di équipe multiprofessionali stabili, nelle quali medici, pediatri, infermieri, specialisti e assistenti sociali possano seguire il paziente lungo l’intero percorso  assistenziale. Alla componente professionale si aggiunge quella tecnologica.  Oltre 235 milioni di euro sono destinati ad apparecchiature e dispositivi per medici di medicina generale e pediatri, integrabili con telemedicina e Fascicolo sanitario elettronico. Una scelta significativa riguarda la distribuzione delle risorse: il 50% dovrà essere destinato agli studi nelle aree interne, nelle piccole isole e nelle periferie urbane più fragili. È proprio qui che si misura l’ambizione della riforma. Portare diagnosi, prevenzione e assistenza vicino alle persone significa  anche ridurre accessi impropri agli ospedali e intercettare prima i bisogni di anziani, cronici e cittadini fragili. Perché 1.224 edifici possono rappresentare un risultato del Pnrr, ma non sono ancora il risultato della riforma. Il vero traguardo sarà raggiunto quando un cittadino, entrando in una Casa di comunità, non vedrà semplicemente una struttura nuova, ma troverà una risposta. La sanità di prossimità non si costruisce soltanto con mattoni e tecnologie: si costruisce soprattutto con professionisti, tempo e capacità di prendersi cura delle persone.  G.I.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Case di comunità, i muri non bastano: ora la sfida è far vivere la sanità di prossimità   -sec_org-
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		<title><![CDATA[«Infermieri, rinviare le assunzioni al 2027 danneggia l'assistenza» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901716204417.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" </b>  del 29 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:41:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Appello alla Regione «Infermieri, rinviare le assunzioni al 2027 danneggia l’assistenza»  Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Puglia esprimono «forte preoccupazione per le notizie relative al possibile rinvio delle assunzioni di infermieri previste attraverso il concorso unico regionale, nell’ambito delle misure ipotizzate per fronteggiare il disavanzo della sanità pugliese».  «Sfugge colpevolmente all’attenzione del governo regionale - si legge in una nota - considerare che la carenza di infermieri nelle Asl pugliesi si traduce ogni giorno in turni scoperti, richiami in servizio, straordinari, prestazioni aggiuntive e continue rimodulazioni organizzative, con il rischio di comprimere i limiti previsti dalla disciplina contrattuale sull'orario di lavoro e di incidere sulla sicurezza delle cure». «Il possibile rinvio sulle assunzioni di personale infermieristico lascia nell’incertezza migliaia di professionisti partecipanti al concorso unico regionale, che attendono risposte chiare sui tempi delle assunzioni. Una prospettiva che appare ancor più difficile da comprendere in un Servizio sanitario regionale che continua a registrare una grave carenza di infermieri e che proprio attraverso nuove assunzioni dovrebbe rafforzare la propria capacità di risposta ai bisogni assistenziali della popolazione». Gli Ordini chiedono quindi alla Regione di «precisare le reali intenzioni sulle assunzioni programmate indicando i tempi certi di realizzo».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- «Infermieri, rinviare le assunzioni al 2027 danneggia l'assistenza»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Difterite, indagati 8 medici. L'autopsia conferma l'infezione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901717404413.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901717404413.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 18 di <b>"GIORNALE" </b>  del 29 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:40:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Difterite, indagati 8 medici. L’autopsia conferma l’infezione   Palermo Genitori già sotto inchiesta per la morte della bimba. Boom delle vaccinazioni  La piccola Anna Rosa Bartolotta di Palermo, morta a 4 anni per difterite, si poteva salvare? Sul registro degli indagati, oltre ai genitori, che non avevano vaccinato la figlia, figurano otto medici. L’accusa è di omicidio colposo. Sono i sanitari dell’ospedale Civico che hanno visitato la bambina il 13 agosto, quando per la prima volta i genitori l’hanno portata al pronto soccorso. La piccola è stata dimessa per tonsillite, con la raccomandazione ai genitori di ritornare qualora ci fossero problemi. Anna Rosa non ha risposto alle cure: non si trattava infatti di tonsillite, ma di difterite.  Due giorni dopo è stata riportata in ospedale. Le sue condizioni erano già compromesse e sono peggiorate rapidamente: Anna Rosa è morta il 20 agosto.  Genitori e medici sono indagati come atto dovuto per consentire l’autopsia che si è svolta ieri all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. Somministrando gli antibiotici giusti il 13 agosto, Anna Rosa sarebbe ancora viva? È la domanda a cui devono rispondere gli inquirenti. Intanto l’autopsia ha confermato la presenza di una grave e diffusa infezione e che la bambina è stata sottoposta a cure particolarmente invasive. Dopo la morte della figlioletta, i genitori hanno denunciato gli ospedali, accusando i medici di «incompetenza».  La famiglia è stata vaccinata e l’Asp ha avviato un’indagine epidemiologica per risalire a tutti i contatti della piccola. Il cuginetto, anche lui di 4 anni, è risultato positivo alla difterite. L’ha contratta in forma lieve, probabilmente perché vaccinato, ma gli sono anche stati somministrati subito gli antibiotici necessari per contrastare la difterite. È stato dimesso ieri.  A Palermo è aumentato sensibilmente il numero di persone che si sono sottoposte alla vaccinazione, anche allo Zen, dove viveva Anna Rosa. All’assessorato della Salute si è riunita una task force regionale sui vaccini: «I due casi di difterite registrati a Palermo, entrambi riscontrati in minori dello stesso nucleo familiare – si legge in un documento della Regione siciliana – non rappresentano un cluster epidemico».  Obiettivo un «recupero vaccinale della popolazione infantile tra 0 e 6 anni». La task force tornerà a riunirsi il 3 settembre.  ---End text---  Author: Valentina Raffa  Heading:   Highlight:   Image:Recupero A Palermo corsa a vaccinare i bimbi fino a 6 anni -tit_org- Difterite, indagati 8 medici. L’autopsia conferma l’infezione   -sec_org-
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		<tp:writer>Valentina Raffa</tp:writer>
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		<title><![CDATA['Batterio mangiacarne' Rassicurazione dell'Iss «In Italia rischio estremamente basso» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901716804411.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901716804411.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 81 di <b>"QUOTIDIANO NAZIONALE" </b>  del 29 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:40:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[‘Batterio mangiacarne’ Rassicurazione dell’Iss «In Italia rischio estremamente basso»   La trasmissione di questo patogeno avviene con il consumo di frutti di mare contaminati  «Il rischio di contrarre l’infezione da Vibrio vulnificus nelle acque italiane è estremamente basso, nonostante in passato siano state trovate tracce del batterio anche nel nostro Paese». Rassicura così l’Istituto superiore di sanità, che fa chiarezza dopo le ultime notizie sul ‘batterio mangiacarne’.  Quest’estate il rischio di Vibrio vulnificus è tornato infatti sotto stretta osservazione a Messina, mentre in Florida si aggrava il bilancio di casi e vittime: secondo gli ultimi dati pubblicati sul sito del Dipartimento della Salute dello stato Usa, aggiornati al 6 agosto, nel 2026 si contano 14 contagiati e 2 morti. L’anno scorso i casi erano stati 33 con 5 decessi, e nel 2024 ne sono stati registrati 82 con 19 morti.  «Il Vibrio Vulnificus, comunemente conosciuto come ‘batterio mangiacarne’, è un batterio della specie Vibrio. Recentemente negli Usa, dove questo agente patogeno dà alcune centinaia di infezioni l’anno, si è registrato il primo decesso dell’anno per questo batterio, in Florida. In questi giorni si è parlato anche di uno studio dell’università di Messina che ha trovato tracce del batterio nel mare dello Stretto, risalente al 2005. Lo scorso luglio inoltre l’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, ha lanciato un alert sul possibile aumento delle infezioni da batteri del genere Vibrio in estate, indicando soprattutto le aree del Baltico e del mar Nero come quelle più a rischio».  Come ci si infetta e quali sono i sintomi? «La trasmissione di questo patogeno - ricordano gli esperti del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss - può avvenire tramite il consumo di alimenti contaminati, specialmente frutti di mare, causando sintomi gastroenterici facilmente risolvibili senza terapia, oppure tramite l’esposizione di ferite aperte in acque salate/salmastre».  ---End text---  Author: Redazione  Heading: La trasmissione di questo patogeno avviene con il consumo di frutti di mare contaminati  Highlight:   Image: -tit_org- ‘Batterio mangiacarne’ Rassicurazione dell’Iss «In Italia rischio estremamente basso»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Vaccini: si riparte Ecco cosa fare contro l'influenza ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901716904412.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901716904412.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 84 di <b>"QUOTIDIANO NAZIONALE" </b>  del 29 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:40:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Vaccini: si riparte Ecco cosa fare contro l’influenza   In arrivo la stagione dei virus respiratori I dati confermano oltre 11 milioni di casi  Sembrerà strano, ma è già tempo di pensare alle vaccinazioni. Ogni anno, tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera, legato anche alla riapertura di scuole e asili nido, l’Italia entra nella cosiddetta ‘stagione respiratoria’, un periodo in cui circolano contemporaneamente numerosi agenti infettivi, tra cui virus influenzali, virus respiratorio sinciziale (RSV), rhinovirus, virus parainfluenzali, coronavirus (incluso SARSCoV-2), metapneumovirus e batteri come lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco). A essere maggiormente colpiti e a correre un rischio più elevato di complicanze sono soprattutto i bambini più piccoli, gli anziani e le persone con patologie croniche o con un sistema immunitario compromesso.  I dati della sorveglianza sentinella RespiVirNet, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, dicono che nella stagione 2025-2026 sono stati stimati oltre 11,4 milioni di casi di infezioni respiratorie acute in Italia, quasi 950mila solo durante il dicembre 2025, con un’incidenza pari a 17,1 casi ogni 1.000 assistiti. I bambini più piccoli e gli anziani sono i più colpiti con rischio di bronchiolite o polmonite. Il picco stagionale si concentra generalmente tra la seconda metà di dicembre e i primi giorni di gennaio, in concomitanza con le festività natalizie, quando gli incontri tra generazioni diverse diventano più frequenti. Quali prevenzioni adottare? Oltre alla vaccinazione le misure di igiene quotidiana: lavaggio frequente delle mani, ventilazione degli ambienti chiusi, uso della mascherina in caso di sintomi respiratori. Sono gesti semplici, ma capaci di ridurre la circolazione dei virus proprio nei mesi di maggiore diffusione.  M.R.  ---End text---  Author: m.r  Heading: In arrivo la stagione dei virus respiratori I dati confermano oltre 11 milioni di casi  Highlight:   Image: -tit_org- Vaccini: si riparte Ecco cosa fare contro l’influenza   -sec_org-
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		<tp:writer>m.r</tp:writer>
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		<title><![CDATA[La rivoluzione delle terapie GLP-1 Un economia della sazietà ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/29/2026082901717204415.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 79 di <b>"QUOTIDIANO NAZIONALE" </b>  del 29 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:40:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[La rivoluzione delle terapie GLP-1 Un’economia della sazietà   Dal boom globale al simposio di Milano a ottobre Così molecole come semaglutide e tirzepatide ridisegnano i confini tra biologia, consumi e benessere  In meno di un decennio le terapie della classe GLP-1, nate per trattare il diabete di tipo 2, sono diventate un fenomeno globale nella gestione del peso. Nel mondo sono ormai milioni le persone che assumono farmaci come semaglutide e tirzepatide (ben 10 milioni solo negli Stati Uniti), e in Italia il loro consumo sta crescendo rapidamente. Basti pensare che nel 2024 quello della sola semaglutide, secondo il Rapporto OsMed dell’AIFA, è aumentato di  quasi il 60%, mentre uno studio del Mass General Brigham, condotto su 99 paesi, stima che oltre un adulto su quattro potrebbe trarre beneficio dall’uso di queste molecole. Ad accedere a queste terapie sono soprattutto persone con diabete di tipo 2 e con obesità, sempre più numerose anche nel nostro paese, dove – secondo i dati ISTAT ripresi dall’Italian Barometer Obesity Report 2025 – oltre 23 milioni di adulti convivono con obesità o sovrappeso e la prevalenza dell’obesità è salita in vent’anni dal 9,0% all’11,8%.  Sul fronte economico la posta è altrettanto rilevante. Morgan Stanley stima che il mercato globale dei trattamenti per diabete di tipo 2 e obesità possa raggiungere i 190 miliardi di dollari entro il 2035. Una crescita che sta generando quella che gli osservatori chiamano ‘economia della sazietà’, con effetti diretti su industria farmaceutica, nutrizione e comunicazione.  Ma non solo. Le fondamenta del comportamento umano, del consumo e della salute pubblica stanno mutando profondamente e certezze consolidate vengono messe ora in discussione, spostando i confini tra biologia, desiderio e mercato. Le domande sorgono quindi spontanee.  Cosa significa per una società affrontare collettivamente l’obesità, il sovrappeso e la sfida più ampia della gestione del peso? Come si evolve il concetto di nutrizione quando il food noise, il pensiero costante e intrusivo sul cibo, si spegne? Come possiamo trasformare una rivoluzione farmacologica in una strategia di salute sistemica e di benessere a lungo termine? Cercherà di trovare risposte concrete, indagando tutte le sfaccettature di questo nuovo fenomeno, The Metabolic Frontier 2026, un simposio organizzato da SPRIM Italia – agenzia specializzata in marketing e comunicazione per il settore salute – in programma l’8 ottobre 2026 a Milano, presso STEP FuturAbility District.  L’evento, analizza lo scenario attuale da tre prospettive – clinica, economica e industriale – affrontando l’impatto della gestione del peso su sviluppo prodotto, sostenibilità economica ed evoluzione del patient journey, nel punto di convergenza tra farmaco e nutrizione. Il simposio, che si avvale del sostegno di patrocini e partner istituzionali, tra cui Federfarma Lombardia, oltre al coinvolgimento di società scientifiche e associazioni di pazienti come SIO, FAND e Amici Obesi, riunirà un pubblico di esperti e decisori dei settori pharma e nutrition e vedrà l’intervento di professionisti di riferimento dell’endocrinologia, della diabetologia e dell’economia della salute in Italia.  Tra questi, Annamaria Colao, professoressa ordinaria di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo e direttrice del Dipartimento di Endocrinologia, Diabetologia, Andrologia e Nutrizione dell’Università Federico II di Napoli, approfondirà la neurobiologia della sazietà; Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, porterà il punto di vista della rete delle farmacie nella tavola rotonda sulla sostenibilità del cambiamento.  Tra i relatori anche Gabriele Riccardi, presidente onorario della Società Italiana di Diabetologia, e Paolo Sbraccia, professore di Medicina Interna e referente del Centro per l’Obesità accreditato EASO del Policlinico Tor Vergata, e Stefano Garau, vicepresidente di FAND – Associazione Italiana Diabetici, che si farà portavoce delle opinioni dei pazienti.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Marina Santin  Heading: Dal boo
m globale al simposio di Milano a ottobre Così molecole come semaglutide e tirzepatide ridisegnano i confini tra biologia, consumi e benessere  Highlight:   Image:Morgan Stanley stima che il mercato globale dei trattamenti per diabete di tipo 2 e obesità possa raggiungere i 190 miliardi di dollari entro il 2035 Una crescita che sta generando quella che si chiama ‘economia della sazietà’, con effetti diretti su industria farmaceutica, nutrizione e comunicazione -tit_org- La rivoluzione delle terapie GLP-1 Un economia della sazietà   -sec_org-
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		<tp:writer>Marina Santin</tp:writer>
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