<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=1" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 16:10:02 +0200</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/1/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, i costi in aumento e la spirale che li produce = Sanità, i costi in aumento... ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501712104272.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501712104272.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 27 di <b>"NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI" </b>  del 25 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 05:29:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="170000" Sales="8719" Printing="6033" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501712104272.PDF"><![CDATA[NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501712104272.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[L’analisi SANITÀ, I COSTI IN AUMENTO E LA SPIRALE CHE LI PRODUCE   Sanità, i costi in aumento...    DALLA PRIMA PAGINA  U  n disavanzo di circa 350 milioni di euro, dichiarato dal presidente Antonio Decaro pochi mesi dopo il suo insediamento. Una cifra rivista più volte al rialzo nelle settimane successive. E, a giugno, il colpo forse più duro: la Corte dei Conti certifica un ulteriore debito di 160 milioni, appena sei mesi dopo il piano di rientro presentato ai Ministeri. È la sequenza con cui la sanità pugliese è tornata, nel 2026, sotto commissariamento ad acta.  Continua a pag.27  Ma perché un copione così simile si ripete, quasi identico, in Regione dopo Regione, indipendentemente dal colore politico di chi governa? La risposta più comoda è "malagestione". Esiste, e in alcuni casi pesa. Ma ridurla a questo significa non vedere una spirale strutturale, alimentata da fattori che nessuna Regione, da sola, può controllare.  Sono tre i motori che spingono la spesa verso l'alto. Il primo motore è demografico. L'età media degli italiani ha raggiunto 47,1 anni, e gli over 65 sono in costante aumento. Otto anziani su dieci convivono con almeno una patologia cronica: cure continuative, farmaci a lungo termine, ricoveri frequenti. Entro il 2035 gli over 65 passeranno dal 24% al 30% della popolazione, mentre la fascia lavorativa calerà di quasi tre milioni: più bisogno di cure, meno contribuenti.  Il secondo motore è la rivoluzione della medicina personalizzata. La genomica permette oggi di curare patologie oncologiche e rare con terapie mirate al profilo genetico del paziente: cure spesso salvavita, ma con costi molto superiori ai farmaci tradizionali. Non a caso, nell'ultima Legge di Bilancio 2026, mentre si stanziavano risorse per la prevenzione genomica, il fondo per i farmaci innovativi veniva ridotto di 140 milioni: un segnale di quanto sia difficile tenere il passo con l'innovazione senza sforare i conti.  Il terzo motore è tecnologico. Gli ospedali italiani hanno una densità di apparecchiature diagnostiche superiore alla media europea, ma spesso più vecchie e meno utilizzate. Il piano Pnrr per sostituire oltre 3.100 grandi apparecchiature ha subìto ritardi a causa dell'aumento dei prezzi e le difficoltà di approvvigionamento: le nuove tecnologie ridurrebbero i costi di manutenzione, ma servono investimenti iniziali che i bilanci regionali faticano a sostenere.  Il finanziamento, dunque, non cresce quanto i bisogni. A questi tre motori si somma un problema di sistema: il finanziamento pubblico resta fermo al 6,4% del Pil fino al 2029, mentre la spesa necessaria cresce più rapidamente. Secondo Gimbe, il divario tra risorse stanziate e spesa sanitaria necessaria salirà da poco più di 4 miliardi nel 2024 a oltre 13 miliardi nel 2029, per un buco di 30,6 miliardi nel solo triennio 2027-2029: se lo Stato non aumenta i trasferimenti, la differenza ricade sulle Regioni.  Questo processo è una spirale, e non solo una somma di problemi. Il punto decisivo è che questi elementi non si limitano a sommarsi: si rinforzano a vicenda. L'invecchiamento aumenta la cronicità, la cronicità alimenta la domanda di farmaci innovativi e di diagnostica avanzata, l'innovazione fa crescere i costi più velocemente delle risorse disponibili, e il finanziamento rigido scarica la differenza sulle Regioni — costrette, per rientrare dai debiti, a rinviare proprio gli investimenti in prevenzione e tecnologia che ridurrebbero la domanda futura. Un circolo che si autoalimenta: ogni contenimento a breve termine rischia di aggravare lo squilibrio negli anni successivi.  A questo si aggiunge la mobilità sanitaria: i cittadini che si curano fuori Regione drenano ogni anno oltre 5 miliardi di euro dalle aree meno attrattive verso quelle più organizzate, soprattutto al Nord. Proprio il caso pugliese mostra quanto pesi, accanto ai fattori strutturali, la scarsa qualità dei controlli interni: la Corte dei Conti ha rilevato che la Regione non trasmette ai Ministeri il Piano Operativo di rientro dal 2024, un'inadempienza che segnala una debolezza nel monitor
aggio della spesa, una debolezza che fa emergere i disavanzi come "sorprese" di fine esercizio, quando in realtà maturano da anni.  È una crisi difficile da governare, non da liquidare con slogan da campagna elettorale permanente. Se il quadro è questo, i piani di rientro e i commissariamenti curano il sintomo contabile, ma non le cause strutturali a monte. Serve una lettura che tenga insieme demografia, innovazione tecnologica e sostenibilità finanziaria, evitando sia la scorciatoia della "colpa regionale" sia l'illusione che basti aumentare i trasferimenti senza affrontare l'efficienza dei sistemi.  Il caso pugliese è paradigmatico perché mostra in scala regionale questa dinamica: un divario di finanziamento nazionale strutturale si somma alla mobilità passiva, aggravata dalla collocazione periferica rispetto ai poli di eccellenza del Centro-Nord, e alle debolezze nei sistemi di monitoraggio e valutazione. Il risultato è un disavanzo che si manifesta come "sorpresa" contabile a fine esercizio, ma che matura per anni sotto la soglia di visibilità politica e di discussione pubblica.  Luigi Spedicato *L’autore ha svolto per sei anni le funzioni di Presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione dell’Asl Lecce  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Luigi SPEDICATO  Heading: DALLA PRIMA PAGINA  Highlight:   Image: -tit_org- Sanità, i costi in aumento e la spirale che li produce  Sanità, i costi in aumento...   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Luigi SPEDICATO</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501712104272.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Anna Rosa morta di difterite, 40 familiari in terapia preventiva ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822405471.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822405471.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 19 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 25 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I test dell'Iss confermano l'infezione della piccola di 4 anni. Isolamento in ospedale per il cuginetto e i genitori</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1703000" Sales="165332" Printing="208605" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822405471.PDF"><![CDATA[CORRIERE DELLA SERA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822405471.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Anna Rosa morta di difterite, 40 familiari in terapia preventiva I test dell’Iss confermano l’infezione della piccola di 4 anni. Isolamento in ospedale per il cuginetto e i genitori  PALERMO Sono una quarantina  le persone in chemioprofilassi antibiotica dopo la morte di Anna Rosa, la bimba di 4 anni uccisa dalla difterite — ieri la conferma ufficiale dell’Istituto superiore di sanità — a Palermo. Familiari e vicini sono stati sottoposti a tampone: per tutti l’esito è stato negativo, quindi per ora non risultano nuovi casi, ma la terapia è stata somministrata in via precauzionale. Stessa scelta per la madre, il padre e i quattro fratelli, a cui l’azienda sanitaria ha dato anche la prima dose di immunizzazione, il cugino, che ha contratto la malattia in modo lieve, e i suoi genitori.  Da giorni la coppia è in isolamento in una stanza all’ospedale Di Cristina con il figlio. Un ricovero «forzato» deciso dopo la morte di Anna Rosa. I giovani genitori hanno assicurato ai medici di averlo vaccinato. Una protezione che, invece, non ha avuto la bimba morta: i familiari, ora indagati per omicidio colposo, avevano scelto di non sottoporla al vaccino perché lo ritenevano causa dell’autismo di un parente. L’inchiesta va avanti e ricostruirà anche le fasi precedenti il decesso per accertare eventuali responsabilità della pediatra e dei due medici ospedalieri che hanno visitato Anna Rosa.  Travolti da una vicenda  drammatica, finiti su tutti i media, sottoposti a una gogna social, i familiari della bimba sono chiusi nel silenzio. Madre e padre si sono rivolti alla chiesa del quartiere, lo Zen, descritto nei giorni scorsi come una sorta di enclave no vax. «Ho parlato con i familiari, conoscevo già i fratelli più grandi di Anna Rosa che hanno fatto qui la Comunione —  racconta il parroco, padre Giovanni Giannalia —. Sono travolti da un dolore immenso.  Sono persone semplici, gente che lavora, amano i loro bimbi. L’errore non viene da una mancanza di cura, ma da una forma sbagliata di cura». E aggiunge: «Escludo che ci sia un pregiudizio ideologico contro i vaccini. Si tratta di persone che non sono attrezzate culturalmente e che andrebbero rassicurate. Magari qualcuno ha sentito di effetti collaterali dell’immunizzazione ed è solo spaventato».  Sulla stessa linea Fabrizio Arena, presidente del Laboratorio Zen Insieme, un presidio sociale in un quartiere segnato da marginalità e problemi.  Con Save The Children gestisce un ambulatorio sociale.  «L’85% dei siciliani è vaccinato, il 10% in meno della media nazionale — dice —. Il problema dunque non è solo lo Zen». Anche per Arena parlare di comunità no vax è improprio. «Ci sono ignoranza, scetticismo, paura. Servono campagne di prossimità, come durante il Covid quando andavamo porta a porta».  Una task force per monitorare eventuali nuovi casi di difterite in Sicilia e promuovere le vaccinazioni è stata istituita dalla Regione.  Lara Sirignano  ---End text---  Author: Lara Sirignano  Heading:   Highlight: La vicenda ? Giovedì scorso, Anna Rosa Bartolotta, 4 anni, è morta all’Ospedale Civico di Palermo di difterite   ? I genitori non l’avevano vaccinata: sono indagati per omicidio colposo Un cuginetto contagiato   Il parroco dello Zen «Mamma e papà della bimba senza pregiudizi ideologici, dovevano solo essere rassicurati»  Image: -tit_org- Anna Rosa morta di difterite, 40 familiari in terapia preventiva   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Lara Sirignano</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822405471.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Ovociti congelati con il contributo della Regione La legge toscana ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822505472.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822505472.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 10 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 25 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1703000" Sales="165332" Printing="208605" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822505472.PDF"><![CDATA[CORRIERE DELLA SERA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822505472.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Dopo il progetto pilota in Puglia  Ovociti congelati con il contributo della Regione La legge toscana  FIRENZE Da ottobre in Toscana  le donne tra i 25 e i 39 anni potranno chiedere un contributo pubblico per congelare i propri ovociti e conservare così la possibilità di ricorrere in futuro alla procreazione medicalmente assistita. La misura sul social freezing — nome con cui è nota la pratica — sarà  operativa dopo la discussione in Consiglio regionale, dove la maggioranza di Campo largo è già d’accordo. Il voto finale entro il prossimo mese.  La Toscana sarà così la seconda Regione italiana, dopo la Puglia, a sostenere economicamente la pratica per motivi non legati a patologie,  mentre in Emilia-Romagna il primario di Ginecologia del Sant’Orsola, torna a proporre un sostegno pubblico e il Pd in Consiglio Regionale si dice già al lavoro. Alla Toscana andrà però un primato: sarà la prima Regione a sostenere il social freezing con coperture economiche per i prossimi 3 anni a partire da una proposta del Consiglio. Già stanziati infatti 550 mila euro: 50 mila per quel che rimane del 2026 e 250 mila per ciascuno dei due anni successivi. Il contributo potrà arrivare fino a 3 mila euro — costo medio che, con i fondi stanziati, si traduce nella copertura per 50 donne all’anno — e sarà destinato alle residenti in Toscana da almeno un anno che abbiano un Isee inferiore a 30 mila euro. In caso di domande superiori alle risorse disponibili, la priorità andrà ai redditi più bassi.  Il social freezing consiste nel prelievo e nella crioconservazione degli ovociti per ragioni legate alla scelta personale di rinviare la maternità. Il congelamento effettuato per motivi medici, invece è già previsto e coperto dal Servizio sanitario nazionale, per esempio per chi si è sottoposto a trattamenti oncologici potenzialmente dannosi per la fertilità.  L’intervento nasce da una proposta del Pd regionale, promossa dal consigliere dem  Andrea Vannucci, presidente della commissione Sanità.  Secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità, nel 2024 sono state circa 1.200 le donne che in Italia hanno scelto il social freezing, quasi  il doppio rispetto all’anno precedente. A riprova del fatto che questa tecnica sia divenuta una scelta generazionale, come dimostra la decisione resa pubblica dalla deputata democratica di New York Alexandria Ocasio-Cortez. Il segretario regionale del Pd, il deputato toscano Emiliano Fossi, ha depositato una proposta di legge sul «modello Toscana». Ma non è l’unica: nello stesso Pd si registra anche il ddl dei senatori Cecilia D’Elia e Filipppo Sensi, mentre per il M5S la proposta è quella della deputata Carmen Di Lauro. Forme, dettagli e sensibilità diverse e un obiettivo: rendere meno dipendente dal reddito una possibilità oggi soprattutto accessibile a chi può permettersela.  Giorgio Bernardini  ---End text---  Author: Giorgio Bernardini  Heading:   Highlight: Fino a tremila euro Il voto entro un mese, le adesioni da ottobre Già stanziati 550 mila euro fino a tutto il 2028  Image:I governatori I dem Antonio Decaro (Puglia), 56 anni, con Eugenio Giani (Toscana), 67 -tit_org- Ovociti congelati con il contributo della Regione La legge toscana   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Giorgio Bernardini</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822505472.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Virus a Ceuta: Madrid manda 45mila vaccini = Ceuta città appestata In arrivo 45mila vaccini ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501823005473.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501823005473.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 17 di <b>"LIBERO" </b>  del 25 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Sánchez chiede alle regioni migliaia di dosi anti morbillo, difterite, tetano e poliomielite. È pure allarme tubercolosi</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="256000" Sales="48788" Printing="16316" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501823005473.PDF"><![CDATA[LIBERO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501823005473.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Virus a Ceuta: Madrid manda 45mila vaccini   Ceuta città appestata In arrivo 45mila vaccini  Sánchez chiede alle regioni migliaia di dosi anti morbillo, difterite, tetano e poliomielite. È pure allarme tubercolosi  A Ceuta il governo di Pedro Sánchez corre ai ripari. Dopo l’ondata di migranti che ha attraverso la frontiera, Madrid ha deciso di inviare nell’exclave 45mila dosi di vaccino, coinvolgendo direttamente le comunità autonome. Il numero è quasi raddoppiato rispetto alle prime cifre diffuse dal ministero della Salute spagnolo, che inizialmente aveva parlato di 25mila dosi. La richiesta è stata formalizzata ieri dalla Commissione di Salute pubblica e riguarda 15mila dosi di vaccini triplo-virali, anti morbillo, rosolia e parotite, 10mila contro difterite e tetano, altre 10mila contro la varicella e 10mila contro la poliomielite.  • PAGINA 17    A Ceuta il governo di Pedro Sánchez corre ai ripari. Dopo l’ondata di migranti che ha attraverso la frontiera gli scorsi 30 e 31 luglio, Madrid ha deciso di inviare nell’exclave 45mila dosi di vaccino, coinvolgendo direttamente le comunità autonome. Il numero è quasi raddoppiato rispetto alle prime cifre diffuse dal ministero della Salute spagnolo, che inizialmente aveva parlato di 25mila dosi.  La richiesta è stata formalizzata ieri dalla Commissione di Salute pubblica e riguarda 15mila dosi di vaccini triplo-virali, anti morbillo, rosolia e parotite, 10mila contro difterite e tetano, altre 10mila contro la varicella e 10mila contro la poliomielite. Le dosi saranno destinate ai migranti arrivati a Ceuta e ai residenti non vaccinati. Il governo centrale, però, non ha predisposto tutto da solo. Ha bussato alle porte delle 17 comunità autonome, chiedendo loro di cedere parte delle proprie scorte attraverso il cosiddetto meccanismo di solidarietà. Tutte le comunità hanno risposto positivamente, ma non senza polemiche. Il problema, hanno denunciato diversi responsabili regionali, non è tanto reperire le dosi quanto organizzare il trasferimento e garantire la catena del freddo per i vaccini che lo richiedono. Il consigliere della Sanità dell’Aragona, Ángel Sanz, ha assicurato il sostegno a Ceuta, ma ha puntato il dito contro il governo socialista: la solidarietà tra amministrazioni non può diventare una sostituzione delle responsabilità dello Stato. Ancora più duro il giudizio del responsabile della Sanità della Cantabria, César Pascual. La sua regione, ha detto, metterà a disposizione le proprie riserve, ma non è pensabile organizzare  “17 logistiche”, una per ogni comunità autonoma. Il coordinamento, secondo Pascual, dovrebbe essere affidato all’Ingesa, l’Istituto nazionale che gestisce la sanità a Ceuta. La critica riguarda anche i tempi.   I RITARDI DI MADRID  Secondo il consigliere della Cantabria, il ministero della Salute aveva già approvato a giugno una strategia specifica per vaccinare gli immigrati in tre settimane. L’esecutivo Sánchez avrebbe dunque avuto il tempo per organizzare l’acquisto delle dosi e predisporre l’intervento. «Quel termine è scaduto e ora si sono messi in testa di chiedere alle comunità autonome di venire in loro aiuto», ha aggiunto Pascual, sottolineando che lo Stato «non sta acquistando vaccini e non ha avviato la procedura di acquisto da giugno». La consigliera regionale alla Sanità di Madrid Fátima Matute, del Partito popolare, ha promesso «solidarietà e responsabilità» chiedendo però che ogni dose ceduta venga immediatamente rimpiazzata. Per la  rappresentante madrilena, la richiesta del ministero non può servire a nascondere quella che considera una mancanza di previsione da parte dell’esecutivo. Diversi esperti di sanità pubblica, tra cui Joan Caylà, ex responsabile del servizio di epidemiologia dell’Agenzia per la salute pubblica di Barcellona, sottolineano che la priorità a Ceuta è risolvere i problemi di sovraffollamento e di igiene. «Non conosciamo il dato esatto, ma si stima che ci siano circa 5.000 persone che in questo momento si trovano in una situazione molto difficile», ha dichiarato al Mundo Caylà.   RIUNIONE D’URGENZA  Il 
sovraffollamento può favorire la trasmissione di infezioni e la comparsa di focolai.  Vaccinare è quindi utile, ma secondo gli specialisti non basta. Per Caylà, è necessario effettuare controlli sistematici per individuare eventuali casi di tubercolosi non diagnosticati. L’opposizione, attraverso il portavoce nazionale del Partito popolare (Pp) Borja Semper, ha insistito nella richiesta di lockdown dei migranti con malattie contagiose a Ceuta per evitare la diffusione, sulla scia di quanto fatto domenica dal leader Alberto Nunez Feijoo.  «Di quanti casi ha bisogno il governo per prendere sul serio questa crisi?», ha dichiarato Semper in conferenza stampa, dopo il direttivo nazionale del Pp. Una richiesta che la ministra della Sanità di Sánchez ha definito «ingiustificata», «totalmente sproporzionata» e «controproducente». Ma in serata, a conferma della gravità della situazione, è arrivata la notizia di una riunione straordinaria del Consiglio della Sicurezza convocata oggi dal premier Sánchez per affrontare ¦ la situazione a Ceuta.  ---End text---  Author: MAURO ZANON  Heading:   Highlight:   Image:Alcuni dei 2900 minori non accompagnati arrivati a Ceuta (AFP) -tit_org- Virus a Ceuta: Madrid manda 45mila vaccini   Ceuta città appestata In arrivo 45mila vaccini   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>MAURO ZANON</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501823005473.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Difterite, l'Iss: la bambina era positiva ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822705470.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822705470.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"STAMPA" </b>  del 25 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Irisultatidopolamorte della piccola. "Nessunnuovo caso aPalermo""</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="764000" Sales="79275" Printing="66758" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822705470.PDF"><![CDATA[STAMPA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822705470.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Difterite, l’Iss: la bambina era positiva I risultati dopo la morte della piccola. “Nessun nuovo caso a Palermo”  L’Istituto superiore di sanità conferma che sono positivi alla difterite i campioni della bimba morta all’ospedale dei Bambini di Palermo. «Le indagini sui campioni giunti dall’Arnas civico di Cristina Benfratelli hanno dato esito positivo per il Corynebacterium diphteriae ed hanno rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria» che ha causato il decesso della bimba di quattro anni, rende noto l’Iss, l’Istituto Superiore della Sanità.  L’Iss ricorda che la difterite è un'infezione molto contagiosa. Pur localizzandosi nel naso, nelle tonsille e nell'ugola, l’infezione può diventare potenzialmente mortale a causa della tossina difterica che i batteri producono e che  si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi danni a organi vitali: al cuore, al fegato, ai reni, alle ghiandole surrenali e al sistema nervoso periferico. Anche se l’infezione viene curata, i danni provocati al cuore possono essere causa di morte.  L’Istituto superiore di sanità precisa che «i sintomi della difterite in genere si manifestano da 2 a 5 giorni dopo l'infezione e possono includere: membrana grigio biancastra che copre la gola e le tonsille, mal di gola e raucedine, linfonodi ingrossati nel collo, difficoltà nella respirazione e respiro accelerato, secrezione dal naso, febbre, brividi e grave stato di stanchezza generale. Fortunatamente, nessun nuovo caso è stato accertato a Palermo. «L’Asp di Palermo dal 17 agosto scorso ha attivatole procedure previste dai protocolli di sanità pubblica e le attività di individuazione, valutazione e monitoraggio dei contatti».  Il direttore Asp Alberto Firenze in una nota sottolinea che «nell'ambito dell'attività di tracciamento, l'attenzione dei sanitari si è concentrata in particolare su un gruppo di persone, individuate sulla base della rete dei contatti della bambina. Non c’è in atto nessun nuovo caso acclarato oltre ai due già noti». L’indagine epidemiologica è in corso e l'Asp «sta completando le attività previste dai protocolli di sanità pubblica». —  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: S Così su La Stampa  La nostra inchiesta sul sistema di assistenza degli anziani è iniziata a luglio: i temi affrontati saranno discussi in un evento organizzato da Specchio Dei Tempi e La Stampa il 2 ottobre a Torino  Image: -tit_org- Difterite, l’Iss: la bambina era positiva   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/25/2026082501822705470.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>