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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[SOS medici di famiglia: via in 430 = Torino perde i: i suoì medici di famiglia Altri 430 in pensione entro due anni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/24/2026082401717404418.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"CRONACAQUI TORINO" </b>  del 24 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Allarme per | pensionamenti nei prossimi due anni e mancano gli specialisti</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:23:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[AMBULATORI PIENI. OGNI DOTTORE HA 1.400 PAZIENTI  SOS medici di famiglia: via in 430 Allarme per i pensionamenti nei prossimi due anni e mancano gli specialisti   SE IL DOTTORE VA IN VACANZA  Torino perde i suoi medici di famiglia Altri 430 in pensione entro due anni  a pagina 2  n Agosto sta finendo, ma non i disagi nella sanità, in particolare per i medici di famiglia. Ci scrivono lettori che hanno avuto difficoltà a trovare il proprio medico, andato in vacanza, e alle volte anche i sostituti. A Torino, nonostante gli studi associati, succede anche questo: se non si è vista la comunicazione, magari appesa in studio, delle ferie del proprio dottore, c’è il rischio di trovarsi scoperti. Ci dice una lettrice: «Ho telefonato alla segreteria dello studio, perché mi serviva una ricetta per mio marito, per una terapia che non può sospendere, e c’era un messaggio registrato per rivolgersi ai sostituti. Li ho chiamati ai numeri trovati su Internet, ma non rispondevano. Per fortuna il farmacista mi ha dato il medicinale lo stesso: poi gli porterò la ricetta».  Ad altri invece è successo in vacanza, sulle nostre montagne: l’unica possibilità di trovare un medico o un pediatra pare essere di discendere fino al più vicino pronto soccorso.  Agosto e il periodo feriale evidenziano, quindi, la crisi della sanità piemontese. Un allarme rosso che viene confermato dai numeri stilati dalla Fondazione Gimbe, i quali delineano uno scenario da vera e propria emergenza per i prossimi due anni. Entro il 2028, infatti, oltre 430 medici di medicina generale raggiungeranno la soglia pensionistica dei 70 anni, lasciando sguarniti centinaia di ambulatori in tutta la regione.  Una situazione già oggi al limite della capienza. Considerando il rapporto ottimale fissato per legge a un medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in Piemonte si registra già una carenza strutturale di 463 medici di base.   Ambulatori saturi: oltre 1.400 pazienti per medico A farne le spese sono direttamente i cittadini. Il carico di lavoro per i professionisti in servizio continua a crescere: il numero medio di assistiti per ogni medico di famiglia piemontese ha toccato quota 1.407, superando la media nazionale (pari a 1.383). Una pressione quotidiana che complica la gestione delle visite, l’accesso alle prescrizioni e l’assistenza domiciliare per gli anziani e i malati cronici.   Un’emorragia che dura da anni e il flop dei concorsi Il quadro attuale è il risultato di un trend negativo consolidato nel tempo. Tra il 2019 e il 2024, i medici di famiglia in  Piemonte sono diminuiti del 10,6%. Sebbene il dato regionale sia leggermente migliore della media nazionale (che registra un calo del 14,1%), a preoccupare è il mancato ricambio generazionale.   Nel 2025 si è consumato un vero e proprio cortocircuito formativo: ai concorsi per accedere al corso di formazione specifica in medicina generale sono stati registrati 50 candidati in meno rispetto ai posti disponibili (-29%). Un dato in netto contrasto con il resto d’Italia, dove la partecipazione alle borse finanziate ha registrato una media del +26%. Senza un’inversione di rotta immediata sulle attrattività della professione, la medicina di territorio rischia il definitivo travaso di pazienti verso le sale d’aspetto dei pronto soccorso.  [ A.MON. ] [ T.P. ]  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- SOS medici di famiglia: via in 430  Torino perde i: i suoì medici di famiglia Altri 430 in pensione entro due anni   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Intervista a Fabrizio Greco - "Ora l'Europa potrà difendere la sovranità della ricerca" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/24/2026082402006103069.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"AFFARI E FINANZA" </b>  del 24 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:20:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Ora l’Europa potrà difendere la sovranità della ricerca”   Fabrizio Greco, presidente Assobiotec-Federchimica spiega i cardini della legge quadro per difendere le scoperte scientifiche e il mercato Ue dalla concorrenza di Cina e Usa “Regole semplificate e migliore accesso ai capitali”   Biotecnologie  ggi il mercato globale delle biotecnologie vale circa 1.400 miliardi, e si prevede saliranno a 4.400 entro il 2034. Non è solo il valore economico, però, a renderlo strategico: le biotecnologie rappresentano un ingrediente chiave della sovranità tecnologica europea, e in questo campo oggi siamo in ritardo rispetto ai big player, Cina e Stati Uniti. È con questa consapevolezza che la Commissione Europea ha presentato il Biotech Act, una legge quadro che punta a valorizzare l’eccellenza scientifica dell’Unione e velocizzare il passaggio dalle scoperte scientifiche al mercato. Quali prospettive aprirà, e quali sono i nodi da sciogliere per il nostro Paese? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Greco, Presidente di Assobiotec-Federchimica.  Quali sono le priorità da affrontare per il biotech europeo? «L’Europa ha sicuramente compreso che dobbiamo accelerare nello sviluppo e nell’utilizzo delle biotecnologie, e il Biotech Act è la naturale conseguenza di questa presa d’atto. Punta a promuovere la nostra sovranità tecnologica agendo su più fronti: semplificazione e armonizzazione del quadro regolatorio dell’Ue, sostegno alla ricerca e al trasferimento tecnologico, sviluppo della biomanifattura, miglioramento dell’accesso ai capitali e sviluppo delle competenze. Per migliorare la competitività europea bisogna agire su tutte le tappe di quello che a noi piace definire “Biotech Journey”, il viaggio che compie un’idea nata in laboratorio per diventare una soluzione concreta per cittadini e pazienti. Se anche una sola di queste tappe non è efficiente, l’intero processo si arresta. La Commissione europea lo ha capito e sta inviando agli stati membri un messaggio chiaro: serve un cambio di passo a livello continentale, non del singolo Paese».  Quanto è urgente questo cambio di passo? «La realtà è che siamo già in forte ritardo. Oltre dieci anni fa la Cina ha inserito le biotecnologie nel proprio piano strategico quinquennale, e oggi ha superato gli Stati Uniti per investimenti e numero di nuovi farmaci approvati. Lì le sperimentazioni cliniche sono quasi triplicate, mentre in Europa si sono più che dimezzate. Quindi se guardiamo fuori dall’Europa vediamo che gli altri stanno già correndo. Ogni minuto perso è un vantaggio che regaliamo alla concorrenza globale».  La burocrazia e un quadro normativo frammentato sono i nostri problemi principali? «Sì. Un esempio chiaro sono gli studi clinici. L’intera unione europea è in calo in questo campo, ma l’unico Paese che ha cercato di velocizzare le tempistiche di autorizzazione e semplificare le norme, la Spagna, oggi è al primo posto in Europa come crescita delle sperimentazioni. Quando si interviene, quindi, i risultati si vedono. Nessuna nazione, però, ha le dimensioni per competere da sola: possiamo farlo soltanto come un continente unito, con regole omogenee».   O  Parlando del nostro Paese, quali sono le priorità? «Dobbiamo mettere al centro il trasferimento tecnologico. Sotto il profilo accademico vantiamo un’eccellenza per numero di pubblicazioni per ricercatore, ma non riusciamo a trasferire la conoscenza in prodotti sul mercato: gli Stati Uniti generano il triplo dei brevetti rispetto all’Europa. Occorre intervenire fin dalla formazione, spingendo le materie Stem tra i giovani, finanziare la ricerca orientata al trasferimento tecnologico e coordinare in modo strutturato i vari centri di trasferimento sul territorio. Servirà anche un cambiamento culturale, perché ancora oggi abbiamo finanziamenti per la ricerca accademica che raramente contemplano l’arrivo a un brevetto o qualcosa di concreto».  Serve un maggiore intervento finanziario pubblico per sostenere startup e Pmi? «Considerato il contesto economico italiano ed europeo, non possiamo pensare a finanziamenti pubblici massicci come
 quelli cinesi. Lo Stato deve intervenire a monte su formazione e ricerca di base, creando norme che facilitino l’ingresso di capitali privati e la formazione di startup, quindi creare un’infrastruttura di collaborazione pubblico-privato che possa attrarre gli investimenti e possa sviluppare le idee che arrivano dalla ricerca».  ©RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Simone Valesini  Heading: Biotecnologie  Highlight: IL SETTORE IN ITALIA Il settore biotecnologico italiano è tra i più sviluppati nell’Unione Europea, e mostra una crescita solida. Nel 2024 le imprese attive sono salite a 5.869 (+5% rispetto al 2023), di cui 559 sono startup e Pmi innovative, con un fatturato complessivo di 53,4 miliardi di euro e oltre 102mila addetti impiegati nel comparto. A trainare i ricavi è il comparto agroalimentare, con 27,1 miliardi di fatturato (51% del totale), seguito da quello della salute che pur rappresentando appena il 7% delle imprese totali produce oltre 20 miliardi di euro di ricavi. Le imprese del Biotech si concentrano principalmente al Nord (47%), seguito da Sud e Isole (28%) e Centro (25%).  ©RIPRODUZIONE RISERVATA   FABRIZIO GRECO  Presidente Assobiotec Federchimica  Image:GETTY IMAGES  L’INTERVISTA  1 1 Le  biotecnologie sono un mercato che vale oggi 1.400 miliardi di dollari ma è visto in crescita a 4.400 miliardi nel 2034 -tit_org- Intervista a Fabrizio Greco - “Ora l'Europa potrà difendere la sovranità della ricerca”   -sec_org-
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		<tp:writer>Simone Valesini</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medicina, crescono i posti Sapienza al top delle scelte con 5.000 aspiranti medici ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/24/2026082402006303067.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 15 di <b>"MESSAGGERO" </b>  del 24 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:20:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medicina, crescono i posti Sapienza al top delle scelte con 5.000 aspiranti medici Gli atenei della Capitale tra i più richiesti dagli studenti per il semestre aperto In Italia oltre 3mila accessi in più rispetto allo scorso anno: 1 su 2 potrà entrare `  LO SCENARIO  Q  uasi cinquemila l’hanno indicata come prima scelta. Altri 4.300 la frequenteranno per il semestre aperto. E con 1.918 posti disponibili per Medicina in lingua italiana, 174 in più rispetto allo scorso anno, la Sapienza si conferma il primo ateneo d’Italia anche per capacità di accoglienza. Roma resta così al centro della nuova mappa di Medicina, ridisegnata per il secondo anno della riforma voluta dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini che ha mandato in pensione il vecchio test d’ingresso.  Per l’anno 2026/2027 i posti complessivi salgono a 27.001, quasi tremila in più in un anno e oltre 11mila in più rispetto al 2022/2023. Una crescita che porta il rapporto tra disponibilità e domanda ai livelli più favorevoli degli ultimi anni: gli iscritti al semestre aperto sono oltre 52mila e, almeno sulla carta, quasi uno su due potrà proseguire Medicina dopo gli esami ed entrare nella graduatoria nazionale.   IL PRIMATO  A guidare la classifica è ancora il più grande ateneo romano. Guardando ai posti attribuibili dopo il semestre filtro per i corsi in italiano, la Sapienza passa infatti dai 1.744 dello scorso anno a 1.918: 1.573 a Roma, 226 a Latina e 119 a Rieti. Un incremento di 174 unità che la mantiene nettamente davanti agli altri grandi atenei pubblici. Ma a raccontarne il peso sono anche le preferenze espresse dagli studenti. Circa 4.300 hanno scelto la Sapienza come sede in cui frequentare il semestre aperto, il dato più alto d’Italia, mentre quasi cinquemila l’hanno indicata come prima scelta per l’immatricolazione vera e propria una volta superata la selezione nazionale.  A Tor Vergata, invece, gli iscritti al solo corso di Medicina sono circa 1.050. Sul fronte dei posti in lingua italiana l’ateneo scende da 740 a  580, 160 in meno. A incidere è soprattutto l’uscita della sede di Tirana dal canale italiano: il polo albanese resta attivo per Medicina in inglese. Un filone che quest’anno cresce complessivamente di 405 posti, 65 dei quali alla Sapienza.   LA MAPPA  Roma guida, ma l’aumento dei posti per medicina deciso per il nuovo anno accademico ridisegna la geografia delle facoltà pubbliche da Nord a Sud. Alle spalle della Sapienza c’è l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che tra Napoli, Caserta e Castel Volturno guadagna 100 posti e raggiunge quota 840. Subito dietro Bologna e la Federico II di Napoli, entrambe a quota 835. A crescere è soprattutto il Mezzogiorno. Palermo, considerando anche la sede di Caltanissetta, passa da 715 a 822 posti, 107 in più. Catanzaro, insieme a Crotone, sale invece da 573 a 658, guadagnandone 85.  Ma gli aumenti attraversano tutta la Penisola. Modena e Reggio Emilia guadagna 66 posti, Bologna 65, mentre Milano Statale e Ferrara ne aggiungono 60. Più contenuti gli incrementi registrati da Chieti-Pescara, Molise, Insubria e Firenze.  Restano invece sugli stessi numeri dello scorso anno Trento e, tra i non statali, Lum, San Raffaele e Campus Bio-Medico di Roma. Pisa  registra una lieve flessione di quattro posti.  È l’effetto di un percorso di crescita avviato negli ultimi anni e proseguito con la riforma dell’accesso voluta dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Rispetto al 2022/2023, quando i posti erano circa 16mila, oggi le possibilità di ingresso sono oltre 11mila in più. Il secondo anno del semestre aperto parte dunque con una platea ancora più ampia, ma con una selezione numericamente meno stretta rispetto al passato. Gli studenti seguono i tre insegnamenti comuni di Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica e sostengono gli esami prima della formazione della graduatoria nazionale. È quella a stabilire chi potrà proseguire Medicina e in quale sede, tenendo conto delle preferenze indicate.   LE NON STATALI  Solo dentro questa crescita complessiva emerge p
oi il balzo delle università non statali. L’incremento più consistente in valore assoluto è quello di Link Campus: da 800 a 1.200 posti in un anno, 400 in più. Il polo principale è a Roma, con 480, mentre gli altri sono distribuiti tra Novedrate, Pescara, Matera, Frosinone, Fano, Città di Castello, Ascoli Piceno e la nuova sede di Pietra Ligure. Sale anche la Kore di Enna, che con le nuove sedi di Ragusa e Siracusa passa da 416 a 632 posti, 216 in più. La Parthenope di Napoli sale invece da 88 a 150. Numeri che allargano ulteriormente la possibilità di accesso, senza però cambiare il vertice della classifica.  Laura Pace © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Laura Pace  Heading:   Highlight: NELL’ANNO ACCADEMICO 2026/2027 I POSTI COMPLESSIVI PER LA FACOLTÀ SALGONO A 27.001   OLTRE 52MILA ISCRITTI AL SEMESTRE FILTRO: LA RIFORMA VOLUTA DALLA MINISTRA BERNINI ENTRA NEL SECONDO ANNO  Image:L’Università Sapienza si conferma prima per capacità di accoglienza -tit_org- Medicina, crescono i posti Sapienza al top delle scelte con 5.000 aspiranti medici   -sec_org-
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		<tp:writer>Laura Pace</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Lo stop del futuro rettore «Alla Liguria non serve» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/24/2026082402006003068.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"SECOLO XIX" </b>  del 24 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>«Non dobbiamo dimenticare l'importanza della qualità dell'offerta formativa medici? Cisonoma se ne vanno. Colpa di burnout, burocrazia, stipendi bassi</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:20:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Antonio Uccelli   Lo stop del futuro rettore «Alla Liguria non serve»   «Non dobbiamo dimenticare l'importanza del a qualità del Offerta formativa medici'-' Ci sono ma se ne vanno. Colpa d burnout, burocrazia, stipendi bassi;   Guido Filippi /fSFNOVA   Ô ç questo momen-   /Ó I to la Liguria non       I ha bisogno di       JL un'università privato. L'Ateneo sta rispondendo a tutte le richieste ed è pronto amigliorare Pofferta formativa con il sostegno delle istituzioni». Antonio Uccelli, neurologo, ricercatoreedexdirettorescientifico del San Marti no, non è ancora il rettore dell'Università di Genova - si i nsedierà ad inizio novembre con l'apertura del nuovo anno accademico - òà ritiene doveroso intervenire sullo sbarco di Link Campus con una sede di Medicina e Chinirgia all'intemo   dell'ospedale Santa Corona. «Bisogna fare chiarezza: è un argomento molto delicato su cui demagogia, superficialità e interessi di parte non aiutano le pers one a ñ api rè».   Si spieghi meglio.   «Studi del seltore alla mano e dati Istat, dicono che non è vero che mancano i medici, anzi sottolineano, a livello nazionale, come già nel 2027, il numero dei laureati in Medicina supererà del 40% il numero dei colleghi che andrà in pensione. In Liguria il rapporto medici-abitanti (8,23 per 1000 abitanti), pur con differenze tra le province, è più elevato della media nazionale (7,03). La ministra Bernini, nonostante questo quadro, attraverso la Conferenza   dei rettori, ha chiesto, alcune settimane fa a rutti i rettori di incrementare del 10%i posti a Medicina e del 5% i postiaScienze infermieristiche. Unige ha aderito con grande senso di responsabilità a questa richiesta, pur consapevoledelleoggettive difficoltà a offrire servizi adeguati. Questo richiederà interventi immediati, già nelle prossime settimane, sulle aule per gestire l'incremento dell'affluenza, soprattutto nel semestre filtro».   Ma si ha l'impressione che molti problemi della sanità siano legati alla carenza di medici e di infermieri.   «L'Italia è seconda solo a 1la Svezia per numero di iscritti ali'Albo, ma solo meno della metà lavora per il Servizio sanitario nazionale. A livello nazionale molte Scuole di specializzazione non riescono acoprire tutti i posti assegnati. Per esempio, il 50% delleborsedi studiodi Medicina di Emergenza-Urgenza non viene assegnato e lo stesso vale per altrediscipline.Vogliosottolineare che si omette di dire che i nuovi laureati e specialisti non potranno che esseredisponibile primadi dieci annieforsedipiù».   E allora quale è U problema?Nonservo no medici?   «Il problema èlascarsaattrattività di posizioni lavora   tive, basti pensare ai medici di pronto soccorso, tra burnout, turni massacrantie buroc ratiz za zio ne della professione; senza considerare l'aspetto economico che spinge molti colleghi di andare a lavorare all'estero, ma non solo, dove le condizioni economiche sono più vantaggiose».   Quindi le Università private non sono la soluzione?   «Non ho nulla contro l'ingresso di atenei privati, considerando che l'apertura al confrontoe alla sana competizione è aliábase dell'offerta di qualità. Devo però sottolineare che questo arrivo in Liguria risponde soprattutto a un legittimo interesse economico, ma non si può parlare di una reale necessità per il Sistema sanitario pubblico, ne tantomeno di supporto al diritto allo studio, a fronte di rette annuali fino a 20 mila euro. E poi...».   E poi?   «Credo che sarà necessaria un'attenta valutazione dellaqualità dell'offerta formati va, anche il relazione ai docenti che verranno utilizzati peri corsi proposti».   Cheruolopuòaverel'Università di fronte allo sbarco dei privati in Liguria?   «Penso che pochi sappiano come funziona il finanziamento  dell'Università pubblica, che si regge su molti parametri, quali la qualità della ricerca, ma soprattutto sul numero degli studenti iscritti: oggi in Liguria sono 33 mila. Tenuto con to dell'invemodemog ranco che coinvolge tutta l'Italia e, in particolare la nostra Liguria, si prevede che nei prossimi anni ci sarà una riduzione fino al 30% del numero d
i giovani potenzialmente in grado di accedere agli studi universitari, ovviamente, molto diverso da quello di regioni come la Lombardia o il Lazio. Credo che sia necessario adottare politiche concertate con le   istituzioni per difendere e supportare l'unico ateneo pubblico regionale per il qualeuna significativa ridu   zione degli iscritti avrebbe effetti drammatici sul bilancio e, conscguentemente, sulle capacità di essere il riferimento culturale e di innovazione del territorioL'Università, è utile ribadirlo,è ad oggi l'istituzione che forma la maggior parte del capitale umano della Liguria. Questo, ovviamente, non è un problema di Medicina ma di tutta l'Università».   Come propone per "difendere" l'Università pubblica?   «Auspico un patto di rilancio dell'Università di Genova, insieme alle istituzione cittadine e regionali, indipendentemente dall'orientamento politico, anche il collaborazione con il mondo imprenditoriale e la società civile, in grado di rendere accogliente Genova e il   territorio ligure, per attrarre giovani che restino o che vengano a studiare qui, per dare nuova linfa ad una società ead una economia che garantisca un futuro alla Liguria. Sono sicuroche l'Ateneo che mi appresto a guidare peri prossimisei anni, garantirà il massimo sforzo per migliorare l'offerta formativa, Va ricordato che Unige è stabilmente nella top ten o comunque nelle prime posizioni italiane, a seconda dei criterio di valutazione».   Uccelli torna al concetto da cui è partito; «Non c'è bisogno dei privati- L'Universitànonvuoldire solo Genova ma anche Savona, Imperia e La Spezia. Dobbiamo subito lavorare tutti assieme per la nostra Liguria e perinos tri giovani».   ANTONIO UCtB-LJ   RETTORE DEL-UNIVERSITÀ   Demagogia,   DI GENOVADAL PROSSIMO NOVÊMÏRE    SUperf¡CÌalìtà   e interessi di parte non aiutano le persone a capire la situazione   Questo arrivo nspondeaun legittinnointeresse economico non a una necessità del Sistema sanitario   Va ricordato che Unige è stabilmente nel la top ten o comunque nel le prime posizioni italiane   AntonioUccelli,neurologo,giàdirenorescicnti(icodelSan Martino,sarà il retlore dell'Uni vcrsitàdi Genova   -tit_org- Lo stop del futuro rettore «Alla Liguria non serve»   -sec_org-
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		<tp:writer>Guido Filippi</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Università privata apre in Liguria Arriva lo stop del futuro rettore = L'università privata sbarca in Liguria È bufera sulla sanità ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/24/2026082402005003070.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"SECOLO XIX" </b>  del 24 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Uccelli: «La LinkCampusnon serve, per Medicina basta l'offerta formativa dell'ateneo pubblico» La Link Campus di Roma avrà sede nell'ospedale di Santa Coronaa Pietra Ligure | Pd:«Strategia per indebolire il pubblico». Cgil:«Così non si risolvono i problemi»</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:20:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Università privata apre in Ligurii Arriva lo stop del futuro rettore   Uccelli:«l_a Link Campus non serve, per Medicina basta l'offerta formativa dell'ateneo pubblic   Fa discutere l'annunciato sbarco dell'università privata IJnk Campus in Liguria, negli spazi dell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Alle critiche di Pd e Cgil, si aggiunge l'altolà che arriva dal futuro rettore dell'Università di Genova Antonio Uccelli: «Alla Liguria non serve, il nostro Ate neo co pie l'offerta formativa migliore territorio». OifendeLink Campus l'assessore regionale alla Sanila Massimo Nicolo: «Da noi un a collaborazione legittima».   GUIDOFUPPIEMARCOMENniNI   AG ' Nfc     L'università privata sbarca in Liguria È bufera sulla sanità   La Link Campus di Roma avrà sede nell'ospedale di Santa Corona a Pietra Ligure 11 Pd: «Strategia per indebolire il pubblico». Cgil: «Così non si risolvono i problemi»   Marco Menduni   Sanità pubblica e sanità privata: untema fortissimo nel dibattito pubblico e nella contrapposizione politica. In Liguria trova ora un niiuvu terreno di scontro che tocca anche l'Università. la vicenda si ambienta inquesta palazzina dalla tinta rosa pallido, alla quale si accede da una doppia scalinata, dell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Palazzina che in passato ha già accolto corsi dell'ateneo per poi rimanere in gran parte inutilizzata e destinata all'alienazione perché non fa   parte del progetto del nuovo ospedale, che partirà l'anno prossimo con un investimentoda 244 milioni e una previsionedi 3901etti.   Intorno all'edificio ci sono stati mesi di boatos, trattative, sopralluoghi che adesso sono arrivati alla svolta. Aoccupare l'ex "scuola infermieri" sarà la Link Campus University di Roma. Le lezioni partiranno da settembre ma l'atmosfera è   subito incandescente. Perché Link è un'università privata, l'unica a rispondere con una manifestazione d'interesse all ' avviso   dell'Asl e dell'Agenzia tutela salute della Regione. Poi è arrivato il via libera del ministero e ora è pubblicato, sul sito di Link, l'elenco dei bandi e dell'ubica ¿ione dei corsi. L'università ha sedi nellaCapitale ma anche a Perugia, a Urbino,aNapoli,aMacerataenel   Milanese.   In provincia di Savona a gettare carburante sul iùoco delle polemiche è l'annuncio del debutto del corso di laurea ¡n Medicina e Chinirgia (che era atteso) ma anche quello di Fisioterapia. Questo avviene dopo che il Savonese era stato teatro di una battaglia per evirare che l'università di Genova chiudesse il corso pubblico- Ora la Link cercastudenti ma non solo. C'è già il bando per assumere 18 professori ordinarì, in una selezione alla quale hanno partecipato in 1.800 intuttaltalia-   Link, il cui rettore è Carlo Alberto Giusti, ordinario di Diritto privato comparato e presidente di Ansaldo Energia, spiega che il progetto ha una duplice valenza: arginare la migrazione studentesca (tra il 60 e Ð 70 per cento degli studenti nel 2023-2024 sono andati a studiare fuori regione) erendere la Liguriaattrattiva anche all'estere; dei postidisponibililOsono riservati agli stranieri. Ancora: i professori universitari insegneranno ma lavoreranno anche in strutture convenzionalecon iISsnconun protocollo d'impresa già firmato con la Regione.   Dopo l'annuncio è arrivata la levata di scudi dell'opposizione. Il Pd accusa la Regione di aver svenduto la sanità pubblica- Dicono all'unisono i consiglieriPd Rob erto Arbo   scello eDavide Natale, segretario regionale del partito:   «La vicenda della Link non è un episodio locale, ne una semplice questione amministrativa: è Ìl tassello ligure di unastrategianazionale.quella di indebolire sanità e università pubbliche, dichiararle inefficienti, poi consegnare pezzi di formazione, spazi ospedalieri e futuro professionale dei giovani a soggetti privati». Ancora: «Oggi scopriamo perché è stato chiuso il corso di laurea in scienze infermieristiche e quello di fisioterapia nel completo e assoluto silenzio della giunta regionale».   Parte infine una stoccata:   «II silenzio di chi si è prodigato per fare airivare la Link effettuando 
anche sopralluoghi al Santa Corona al di fuori dalle proprie deleghe si commenta da solo», n riferimento immediato è all'assessore regionale all'energia Paolo Ripamonti, JÌSecolo XlXha provato a contattarlo, trovandolo però impossibilitato a rispondere subito: normale, in unadomenica d'agosto.   Non commenta invece l'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolo. Il suo ultimo interventosulla vicenda è stato questo: «La Regione ha semplicemente definito un quadro di regolazione e un successivo decreto ministeriale ha riconosciuto un accreditamento di durata biennale. Si tratta di una legittima collaborazione istituzionale che non incide inalcunmodo sul ruolo dell'Uni versi Là di   Genova ne comporta spesa pubblica». Ancora Nicolo:   «Chi parla è un professore dell'Università di Genova quindi dovrei essere il primo contrario al subentro di strutture di questo tipo. Tuttavia credoche, come avviene in altre regioni dove esistono università private, non si debba chiudere la porta se un ateneo privato bussa alle nostre porte».   Avversi all'arrivo della Link anche i sindacati, con la posizione di Fic (Federazione lavori della conoscenza) Cgil che viene illustrata da Stefano Boero: «L'espansione delle università privateetelematiche nonrappresenta modernità o maggiore diffusione del sapere, ma una pericolosa deriva mercan Lile che trasforma il diritto allo studio in un bene da acquistare. Dietro queste realtà operano logiche di massimo profitto e mimmo investimento. Si consolida così un doppio standard:   atenei pubblici vincolati da limiti di bilancio e organico e una vera e propria zona franca perle private, conevidenfi effetti di dumping a danno del sistema pubblico». Conclusione? «La carenza di medici e le difficoltà dellasanità ligure non si risolvono con atenei privali o telematici, ma con investimenti strutturali sull'Università di Genova, sul sistema universitario pubblico e sulla sanità pubblica regionale».   Mentre la Regione decide perora di mantenere un profilo basso e di non rispondere   immediatamente ai rilievi dei detrattori, l'intervento più significativo è quello del consigliere regionale Angelo Vaccarezza di Forza Italia. Risponde a stretto giro: «Mi rendo contoche il Pdabbianecessità di attaccarci ogni volta e su qualsiasi cosa. Ma questa è una grande occasione». Contrattacca: «La sanità in questa regionehaprovatoademolirla chi, prima di noi, ha fatto scappare i medici per andare nella sanità privatapiemon teseelombarda. Cosi oggi iliguri vannoa curarsi fuori regione, nel privato convenzionato, aspesedella Regione».   « Ecco perché - attacca Natale èstatochinso il corso in scienze infermieristiche» «Si tratta-elice l'assessore Nicolo di lina legittima coli aboraz ione»   Inaltol'ospedaleSanta Corona aPlet ra LI gure.un padiglione del complèsso osyBerà lcorsl dell'ini IversXi privata Link Campus, a destra la pubblicità del cor$adlflsk>lerapla. Sopra, un'aula gremita per lltest d'accesso alla Facoltà di Medicina   -tit_org- Università privata apre in Liguria Arriva lo stop del futuro rettore  L'università privata sbarca in Liguria È bufera sulla sanità   -sec_org-
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		<tp:writer>Marco Menduni</tp:writer>
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