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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[La risposta della redazione - Sanità, ci si divide su tutto i vaccini? I dati sono chiari ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/14/2026081401649404660.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 25 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 14 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:49:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[La risposta della redazione  SANITÀ, CI SI DIVIDE SU TUTTO I VACCINI? I DATI SONO CHIARI  I VACCINI? I DATI SONO CHIARI Tutto è partito dal Covid. E in un mondo diviso in tifoserie su qualsiasi cosa ci si è subito schierati: vaccinisti e no vax.  Finita l’emergenza, soprattutto in America, è scattata la ribellione al vaccino. E il nuovo corso intrapreso dall’amministrazione Trump ha portato ad un aumento di alcune malattie tra le quali il morbillo che sembrava ormai sconfitto. Aggiungiamo — e la notizia è di questi giorni — i numerosi casi di ciclosporiasi. Sommiamo che i controlli sui patogeni alimentari sono stati drasticamente ridotti dal dipartimento della Salute e dei servizi umani guidato da Robert F. Kennedy Jr e la frittata è fatta. Ma è mai possibile dividersi anche sulla salute? Lucia Bellini Gentile Lucia a sua domanda ce la poniamo in tanti. Sarebbe bello poter dire tutti ma, come lei osserva, non è così. E non lo è perché queste, come altre, divisioni, vengono alimentate a scopo politico, usando media, vecchi e nuovi, come leva. L’obiettivo è rinforzare un senso di appartenenza identitaria intorno a un tema per lucrare consenso facendosene vessilliferi. In questo caso il fenomeno è particolarmente grave perché i vaccini hanno salvato e salvano milioni di vite. E nel caso del Covid anche le economie, ma si tende a dimenticarlo.  Luigi Ripamonti (caporedattore Redazione Salute)  L  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- La risposta della redazione - Sanità, ci si divide su tutto i vaccini? I dati sono chiari   -sec_org-
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		<title><![CDATA[La bimba nata con l'embrione sbagliato = Bimba nata dall'embrione di altri Stop al laboratorio, indagano i pm ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/14/2026081401648204664.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 17 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 14 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Napoli, i genitori: per il Dna non è nostra. L'Asl: ma non c'è stato uno scambio</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:49:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Labimbanataconl’embrionesbagliato  Napoli, i genitori: per il Dna non è nostra. L’Asl: ma non c’è stato uno scambio   Bimba nata dall’embrione di altri Stop al laboratorio, indagano i pm   Napoli, la coppia denunciò dopo la procreazione assistita al San Paolo. L’Asl: pronti a riaprire  U  n embrione sbagliato e una coppia si ritrova con una bambina che non era loro biologicamente. È successo a Napoli quando una donna di 36 anni e suo marito di 41 anni hanno scoperto che la figlia non aveva il loro Dna. Poi la denuncia. L’Asl però chiarisce: «Non c’è stato alcuno scambio di embrioni». La coppia aveva deciso un anno fa di sottoporsi alla fecondazione in vitro.  a pagina 17 Faiella  NAPOLI Attraverso la procreazione assistita, una coppia napoletana ha avuto una bimba scoprendo poi che i genitori biologici sono altri. Un errore nella selezione della provetta ha portato ad impiantare un embrione diverso a una giovane mamma di Napoli. La scoperta per i genitori — lui 41 anni, lei 36 — è avvenuta a giugno del 2025, una settimana dopo il parto e solo dopo l’uscita dall’ospedale San Paolo di Napoli, quando hanno letto il gruppo sanguigno della bimba. Il successivo test del Dna ha solo dato la conferma dell’utilizzo di un silos sbagliato per impiantare l’embrione fecondato alla donna.  Sul caso, dopo la segnalazione dell’Asl Napoli 1 Centro, già un anno fa sono intervenuti i carabinieri del Nas che hanno chiuso il reparto, ora completamente rinnovato, mentre la Procura di Napoli (procuratore aggiunto Antonio Ricci, sostituto Stella Castaldo) ha aperto un’inchiesta. Nel fascicolo è confluita anche la denuncia dei due genitori, che ipotizzano il reato di lesioni colpose nei confronti di due medici.  La vicenda è venuta alla luce ad oltre un anno dai fatti, poiché i genitori — ora assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, lo stesso del caso del piccolo Domenico morto per il trapianto di un cuore danneggiato — chiedono perché dopo così tanto tempo non ci siano ancora risposte da parte dell’azienda ospedaliera. Secondo quanto emerso finora, dopo un precedente impianto non andato a buon fine a febbraio 2024, a ottobre dello stesso anno la mamma ha avviato una seconda gravidanza presso il centro di Procreazione medicalmente assistita del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo di Napoli. Solo dopo il parto, però, la coppia ha scoperto che l’embrione che non era loro, nonostante nella struttura fossero custodite 5 provette con i loro blastocisti. Dalle indagini, per ora è stato scongiurato lo «scambio di embrioni» ipotizzato dai genitori. Lo confermano sia l’azienda ospedaliera che gli inquirenti. Dunque, le loro provette non sarebbero state scambiate con altre.  In attesa degli esami e dei test genetici, l’Asl aveva subito avviato un’indagine interna, seguita da una serie di ispezioni dei carabinieri del Nas di Napoli e di due gruppi ispettivi ministeriali inviati dall’Istituto Superiore di Sanità tramite il Centro regionale e il Centro  nazionale Trapianti. Chiuso il reparto, ora tutti gli embrioni sono presso l’ospedale di Pozzuoli, in attesa della riapertura. Nel frattempo, fa sapere l’Asl, è avvenuta «una profonda ristrutturazione del centro dal punto di vista strutturale, tecnologico e organizzativo, con acquisizione di più moderne attrezzature per la criobanca e per il laboratorio di seminologia ed embriologia.  Dalla prima settimana di agosto è ripresa l’attività ambulatoriale, siamo in attesa solo delle ultime certificazioni per procedere alla riattivazione del centro». Tra le nuove strumentazioni, però, manca il sistema di controllo RI Witness, non obbligatorio in Italia, ma ad esempio raccomandato dalle autorità sanitarie al San Raffaele di Milano dopo lo scambio di embrioni a fine luglio.  D. S.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Dario Sautto  Heading:   Highlight: La vicenda ? L’estate scorsa una donna di 36 anni e un uomo di 41 hanno scoperto di non essere i genitori biologici della bimba avuta tramite procreazione assistita all’ospedale San Paolo di Napoli ? Sul caso indaga la P
rocura   ?  Il caso di luglio a Milano  SAN RAFFAELE Il 23 luglio, all’Ospedale San Raffaele di Milano, nel Centro di procreazione medicalmente assistita, per un errore umano è stato impiantato in una paziente l’embrione di un’altra coppia. Tutte le attività del laboratorio di Embriologia della struttura sono state sospese per quindici giorni  Image: -tit_org- La bimba nata con l'embrione sbagliato  Bimba nata dall’embrione di altri Stop al laboratorio, indagano i pm   -sec_org-
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		<tp:writer>Dario Sautto</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Sanità. Predict cresce all'estero ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/14/2026081401648904659.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 33 di <b>"MF" </b>  del 14 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:49:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanità, Predict cresce all’estero  L  a filiera dei dispositivi medici in Italia vale 18,3 miliardi di euro tra esportazioni e mercato interno e conta 4.600 aziende con quasi 134 mila dipendenti. L’export di questo mondo fatto di camici, siringhe, apparecchiature e simili supera 5,1 miliardi, mentre l’import pesa per 7,8 miliardi. Ma, come emerge dai dati del Centro studi di Confindustria del settore, lo scenario internazionale impone una riflessione «sulla resilienza delle catene di approvvigionamento e sulla capacità competitiva europea». «Le imprese segnalano difficoltà legate ai costi di trasporto nel 71,2% dei casi e alle tensioni geoPR politiche nel 48,5%, mentre i co1,20 sti di produzione sono aumentati in media del 22%, con punte su1€ 1,04 periori al 50% per il 10% delle aziende», aggiunge Fabio Falto0,88 ni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici. «Le aziende 0,72 si sono comunque dimostrate resilienti, ma la resilienza non ba0,56 sta: deve trasformarsi in sviluppo. Per questo chiediamo con for0,40 za politiche industriali dedicate, 30/09/2024 una governance per il settore e il superamento del payback, che sta mettendo in seria difficoltà le imprese». Nonostante tutto negli ultimi anni le imprese hanno continuato a investire. Indice di un comparto che, puntano su innovazione e alta specializzazione, sta riuscendo a competere oltre confine.  In questa dinamica si colloca anche Predict, pmi che sviluppa prodotti per la sanità e per il mercato educational, quotata all’Egm. Lo scorso anno ha registrato un fatturato di 7,6 milioni, in crescita del 14%. Ma è a partire da quest’anno che l’impresa barese sta premendo sull’acceleratore. Innanzitutto intensificando le attività all’estero: recentemente ha incontrato potenziali partner nel Golfo Persico e negli Stati Uniti. Parallelamente aprendo uffici a Milano, Roma e valutando la necessità di altri anche all’estero.  La spinta arriva dalle tre soluzioni di punta di Predict: Mistral, Optip e Aphel. Sistemi che la società ha sviluppato investendo circa un milione di euro l'anno nell’ultimo quinquennio. Mistral è una tecnologia capace di individuare attraverso l’analisi del respiro alterazioni metaboliche associabili allo stato di salute dei pazienti ed eventuale presenza di patologie. Optip consente di fare videochiamate integrando realtà aumentata e smart glass. Le possibilità di utilizzo vanno dal teleconsulto ecografico agli interventi in sala operatoria e alla didattica immersiva a distanza. Aphel è invece una piattaforma di programmazione per robot con l’obiettivo di renderli capaci di supportare pazienti e personale  sanitario. Settore quantomai promettente e in cui Predict sta lavorando anche alla creazione di una rete d'impresa.  Nel mirino ci sono inoltre alcune possibili acquisizioni che accelererebbero lo sviluppo. «Dopo un 2025 positivo puntiamo ancora a crescere tramite la validazione delle nostre tecnologie sul mercato», assicura Angelo Aurelio Gigante, presidente di Predict. «Siamo molto contenti del percorso che stiamo facendo, anche se non mancano le difficoltà a far capire al mercato il potenziale della società, vista l’alta specificità. In Italia abbiamo un grande vantaggio: università eccellenti e una classe medica propensa ad innovare. Bisognerebbe che anche l’Europa aiutasse il settore a essere più competitivo rispetto a Usa e Cina». (riproduzione riservata)  ---End text---  Author: Emanuele Bonora  Heading:   Highlight:   Image:PREDICT A PIAZZA AFFARI DALL'IPO 1,20  1€ 1,04  Perf.% da IPO  -1,0  0,88 0,72 0,56 0,40 30/09/2024  0,99 € 13/08/2026 Withub -tit_org- Sanità. Predict cresce all’estero   -sec_org-
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		<tp:writer>Emanuele Bonora</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Il documento «esplosivo» di Conte in Commissione Covid in realtà era caricato a salve = Il documento «esplosivo» di Conte in realtà era caricato a salve ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/14/2026081401648104667.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"TEMPO" </b>  del 14 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il «foglio» portato dall'ex premier in audizione Covid sulle mascherine è stato smentito in modo netto: i dispositivi della Jc Electronics erano conformi</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:49:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il documento «esplosivo» di Conte in Commissione Covid in realtà era caricato a salve   TANTO RUMORE PER NULLA  Ildocumento«esplosivo»diConte inrealtàeracaricatoasalve Il «foglio» portato dall’ex premier in audizione Covid sulle mascherine èstatosmentitoinmodonetto:idispositividellaJcElectronicseranoconformi  a pagina 6   ••• Doveva essere un colpo di scena, almeno nelle intenzioni, in grado di fornire un solido sostegno alle tesi che l’ex premier Giuseppe Conte stava in quelmomentosostenendo davanti alla commissione Covid.  Ma quelle rivelazioni, che promettevano essere "esplosive", sonostateprestosmentite,rivelandosimunizioni asalve.Stiamo parlano del contenzioso tra lo Stato e la società Jc Electronics - nei confronti della quale il primo è stato condannato ad un risarcimento milionario per una fornitura di mascherine risalente al marzo 2020 - e del documento, fornitogli da fonte anonima, citato da Conte in audizione il 6 agostoscorso,inprecedenzadepositato da leader del M5S anche in Procura. Un documento di 10 pagine che riporterebbe il verbalediunariunioneriservata tra militari, struttura commissariale e Agenzia delle Dogane, nel quale si solleva il sospetto che le mascherine della JcElectronicsnonfosseroquelle dichiarate nelle descrizioni riportate sulle bolle di accompagnamento.  Ebbene, a smentire la ricostruzione dell’ex premier c’è una nota della stessa Jc Electronics,  che chiarisce, sostenuta da ben 16 allegati documentali, l’intera vicenda. A partire dalla questione sollevata in audizione,ovverolapresuntanonconformitàdellemascherinefornite dalla società. Quella documentazione, infatti, non era inedita come sostenuto, ma  eragiàstatautilizzata,adesempio,davantiallaCortediGiustiziaTrubutariadelLazionelgiugno 2024 da Adm a sostegno dellepropriedifese nelcontenzioso con la Jc. Inoltre, si legge, lo stesso Tribunale di Roma il 21 luglio 2025 ha poi rigettato laquereladifalsosullacertificazione delle mascherine fornite dalla società proposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute. In quella sentenza si è infatti stabilito nero su bianco che la conformità deidispositivi era stata attestata sia dall’Inail che da una perizia  tecnicasvoltadaAdmsurichiesta della Struttura commissariale. Ancora, la ricostruzione fornita dalla società evidenzia come gli esami di laboratorio richiesti dalla Struttura e svolti dall’Agenziaabbiano«datoesito favorevole», dichiarando le «mascherineconformiairequisiti della norma UNI EN 149:2009». Esami che insomma avrebbero dato ragione alla posizione della Jc Electronics. Aggiungendo poi che, però, quelle certificazioni non sarebbero «mai state consegnate alla società da nessuna amministrazione», benché fossero «state richieste» e nonostante «la società ne avesse interesse in tutti i giudizi».  Ma le smentite non si fermano qui, confutando anche la tesi secondo cui i pagamenti in favore della società sarebbero stati emessi in «tutta fretta».  Tra la sottoscrizione dell’atto transattivo di risarcimento da 100 milioni del 31 ottobre e il pagamento, infatti, sarebbero passati 5 mesi, durante i quali sono stati svolti «tutti i controlli previsti dalla legge». Con tanto di«controllodell’UfficiocentralediBilancio» equellodi «legittimità» dellaCorte dei Conti».  Un atto che, va ricordato, ha permesso di far risparmiare oltre 170 milioni sulla somma totale stabilita dalla condanna di primo grado. Una scelta, questa, comunque criticata da Conte e dalle opposizioni con argomenti difficilmente sostenibili. La sinistra ha parlato di «regalo» ad una società privata, ma la verità è, di nuovo, un’altra. Ricorrere in appello, per lo Stato, sarebbe stato assai rischioso: non solo perché la sentenza di primo grado era già esecutiva, ma anche perché la richiesta complessiva di risarcimento della Jc superava i 460 milioni di euro. La transazionehaevitato unrischio processuale altissimo, che con buone probabilità avrebbe potutoportareadunesborsomolto superiore ai 100 milioni pattuiti.  ©RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: ALESSIO BUZZELLI  Heading:   Highlig
ht: 100  Milioni di euro L’accordo di risarcimento tra lo Stato e la Jc Elctronics è stato chiuso a 100 milioni di euro rispetto agli oltre 200 previsti dalla condanna di primo grado   Niente di nuovo Il contenuto delle carte presentate come «inedite» era già conosciuto sia dall’Agenzia delle Dogane che dall’Avvocatura dello Stato  Image:Audizione Il leader del M5S Giuseppe Conte prima dell’audizione del 6 agosto scorso in commissione d’inchiesta sulla pandemia -tit_org- Il documento «esplosivo» di Conte in Commissione Covid in realtà era caricato a salve   Il documento «esplosivo» di Conte in realtà era caricato a salve   -sec_org-
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