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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[La politica degli slogan evita i problemi reali ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080603100106987.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"GUIDA" </b>  del 06 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 09:49:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Legge elettorale, salari, sanità, demografia, lavoro  La politica degli slogan evita i problemi reali  Le elezioni politiche si terranno nel 2027 (a settembre se la legislatura arriverà fino in fondo, in primavera in caso di anticipo), ma la campagna elettorale, in piena sintonia con il caldo soffocante di questi mesi, è già infuocata.  Il centrodestra cerca nuovi equilibri dopo l’inciampo del governo sulle preferenze nella nuova legge elettorale, lo sconquasso di Vannacci che sottrae consensi a Lega e Fratelli d’Italia, le spaccature continue tra i partiti di maggioranza, il “tradimento” di Trump.  Il Campo largo, Pd, 5Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e forse Italia Viva, non trova un programma minimo condiviso, si divide sempre sulla politica estera.  Si procede a slogan, disconnessi dalle questioni concrete che interessano i cittadini: sanità, costo della vita, salari, pensioni.  La campagna si concentra a destra sui temi securitari: repressione, invenzione di nuovi reati, remigrazione per cacciare gli odiati migranti. In ultimo la tragicommedia della sospensione del trattato di Shengen con la Spagna per i fatti di Ceuta. Nel campo largo si fa muro contro la destra, accusata di snaturare la Costituzione e prendersi la Presidenza della Repubblica e le istituzioni che garantiscono gli equilibri democratici. Ma il dualismo Pd-5 Stelle evidenzia ciò che li differenzia, come le posizioni sull’Ucraina e sui fondi per il riarmo, invece di cercare composizione sui temi e sul leader da candidare a premier.  Al centro delle tensioni resta la legge elettorale, approvata alla Camera ma non ancora al Senato. Cambiarla per favorire la ri-vittoria è l’obbiettivo della destra; impedire che ciò accada è l’obbiettivo delle opposizioni.  Alchimie tattiche invece di programmi chiari per affrontare i problemi del Paese reale.  E la realtà non è quella raccontata dai leader di governo.  I salari. In Italia, unico paese dell’Unione Europea, sono fermi da un quarto di secolo, il potere d’acquisto è diminuito del 6% rispetto al 2021. Fare la spesa costa il 24% in più del 2021, le bollette elettriche sono salite del 34%. (Dati Istat).  In Germania un neo laureato guadagna l’80% in più che  in Italia: ovvio che i ragazzi italiani vadano a lavorare all’estero.  La sanità. La Fondazione Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze), rileva che negli ultimi 12 anni sono stati sottratti 33 miliardi al personale sanitario. 90 mila medici hanno lasciato il Servizio sanitario pubblico (dove saranno andati? Nessuno se lo chiede); mancano 5.700 medici di famiglia e migliaia di infermieri. Se oggi è difficile accedere alla sanità pubblica, in futuro sarà peggio.  La demografia. Dieci anni fa l’Italia superava i 60 milioni di cittadini, oggi è a meno di 59, fra 15 anni saremo 54 milioni.  I nuovi nati sono la metà dei decessi, la percentuale di over 65 è la più alta nell’UE mentre la percentuale di giovani è la più bassa. Le imprese non trovano lavoratori, soprattutto specializzati (che abbiano studiato), ma per il governo l’istruzione non sembra proprio priorità, stando alle risorse che vi destina. Nella UE peggio di noi fa solo la Romania.  Gli immigrati. I numeri forniti dal presidente Inps dicono che un lavoratore su sette di quanti versano contributi non è italiano, 3 milioni e mezzo sono extra UE, 800 mila sono europei. Insieme formano il 16% degli assicurati Inps. Sono loro che pagano e pagheranno una bella fetta delle nostre pensioni. Difficile negare che il nostro interesse non è cacciarli ma integrarli con regole severe ma certe: percorsi di formazione e legalità.  Di fronte a questi dati di realtà, colpisce l’irresponsabilità delle forze politiche che vogliono farci credere che i problemi dell’Italia si risolvono con una nuova legge elettorale, investendo nell’odio e nell’esclusione degli immigrati, schierandosi con Trump o con Putin, dando ai cittadini la libertà di vendetta.  Dopo le vacanze, anche l’autunno sarà “caldo”. È troppo chiedere che i politici, di destra e di sinistra, rinfrescati e rinsaviti dalle fe
rie estive, mettano finalmente mano ad un programma che sia semplicemente “normale”, che affronti i problemi veri di famiglie, imprese, giovani, anziani? Ezio Bernardi  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- La politica degli slogan evita i problemi reali   -sec_org-
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		<title><![CDATA[«Deserto pediatrico nel territorio servono incentivi dalla Regione» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839805516.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 21 di <b>"MATTINO DI PADOVA" </b>  del 06 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:37:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[«Deserto pediatrico nel territorio servono incentivi dalla Regione»  Il caso  «Deserto pediatrico nella provincia di Padova. Il calo delle nascite non può essere un alibi: la Regione intervenga con incentivi, sostegni all’insediamento dei professionisti, e attivazione piena delle Case della Comunità» sono queste le parole del vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Micalizzi di fronte alla notizia pubblicata dal nostro giornale, che 58 Comuni sono sprovvisti del medico dei bimbi. «Lo scenario che emerge è oggettivamente allarmante: 58 Comuni padovani si ritrovano senza un pediatra, con genitori e bambini costretti a “viaggi della speranza” fino a 30 chilometri per una visita. Un quadro insostenibile per la nostra provincia, in particolare per l’area della Bassa e del Piovese. Territori, bambini e famiglie, sono in questo modo confinati ad una serie B della sanità pubblica».   Il tema della mancanza di pediatri sta emergendo con forza: «Già nelle scorse settimane», ricorda Micalizzi, «la Fondazione Gimbe evidenziava una mancanza di 96 pediatri in Veneto, pari al 20% delle carenze a livello nazionale: una percentuale allarmante che colloca la nostra Regione tra le peggiori d’Italia.  Il caso del territorio padovano conferma questa tendenza da invertire. Perché il fatto che centinaia di genitori siano costretti a prendere permessi dal lavoro, mettersi in auto e percorrere decine e decine di chilometri, rappresenta una palese disuguaglianza nell’accesso alle cure  che colpisce soprattutto i nuclei familiari con più figli piccoli o con minori risorse».  L’esponente dem rilancia con una serie di proposte: «La Regione può intervenire mettendo a disposizione contributi regionali straordinari e indennità di insediamento per i giovani pediatri che scelgono di aprire il proprio studio nei Comuni periferici o a bassa densità abitativa.  Vanno aumentati i contributi per il personale e studiata la possibilità di stipulare accordi con i Comuni per concedere locali pubblici a canone zero o agevolato ai medici di libera scelta. Non da ultimo, le nuove case della comunità, che prevedono la presenza di queste figure, devono essere valorizzate proprio per colmare almeno parzialmente quella pesante falla del sistema.  Di certo non è concepibile che il calo delle nascite diventi l’alibi per non intervenire».  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: LE PROPOSTE  «Bisogna intervenire con indennità di insediamento per i giovani e contributi per il personale»  Image:Una pediatra visita un bambino -tit_org- «Deserto pediatrico nel territorio servono incentivi dalla Regione»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Covid, le chat prima del caos «Sanno che il virus è già qui» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601821305511.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 10 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 06 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:37:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<source Readership="169000" Sales="92816" Printing="101758" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601821305511.PDF"><![CDATA[AVVENIRE]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[LE RIVELAZIONI DEI PARENTI DELLE VITTIME  Covid, le chat prima del caos «Sanno che il virus è già qui»  L  a giustizia italiana non ha (finora) ravvisato responsabilità penali nella gestione dell’emergenza Covid (stamattina, intanto, è prevista in commissione d’inchiesta l’audizione dell’ex premier Giuseppe Conte). Dopo una raffica di archiviazioni sono arrivati anche gli ultimi “non luogo a procedere” per prescrizione nei confronti dell’ex numero due dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) Ranieri Guerra, per l’ex direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Giuseppe Ruocco e il dirigente del ministero della Salute, Maria Grazia Pompa.  I familiari delle vittime tuttavia non si rassegnano, anzi rilanciano. «È ora che tutti sappiano» attacca su Facebook Consuelo Locati, l’avvocatessa bergamasca che da sei anni segue la vicenda. Da legale, ma anche da figlia che in quel periodo terribile ha perso il padre. Da qualche giorno sta pubblicando chat e email che ricostruiscono diversi retroscena della catastrofe: alcuni imbarazzanti, altri drammatici. «E continuerò» promette. Dalle conversazioni finite agli atti si evince che nelle stanze del governo l’agitazione inizia a serpeggiare a inizio febbraio 2020, quando il contagio in Cina è già esploso. Il primo approccio è fatalista: «Tanto arriverà, moltissimi si ammaleranno, qualcuno morirà ma non sparirà l’umanità» scrive Ruocco a una funzionaria del ministero. È l’8 febbraio. Il Covid è ancora un fantasma lontano. Tre giorni dopo emerge però una verità inquietante. «Sanno che in alcuni paesi occidentali gira».  La funzionaria allora si preoccupa delle conseguenze  nel caso non si faccia tutto il possibile. Consulta un sito giuridico e rassicura Ruocco: il reato di epidemia colposa non si configura in caso di condotte omissive. Un principio che sarà alla base di tutte le archiviazioni, e che invece la Cassazione ribalterà nel 2025.  Il 20 febbraio a Codogno, nel Lodigiano, si registra il primo caso italiano. Scatta la zona rossa, ma il 24 febbraio divampa anche il focolaio di Alzano Lombardo, vicino a Bergamo. L’Italia è impreparata. Al punto tale che la Direzione prevenzione del ministero della Salute «non disponeva - annota la procura di Bergamo – di personale in grado di tradurre correttamente dall’inglese all’italiano». Tanto che i documenti dell’Oms devono essere inviati a un’azienda di Cagliari, da dove tornano tradotti 3-4 giorni dopo. Ritardo fatale in quei giorni convulsi, in cui le prescrizioni cambiavano in continuazione e persino il numero d’emergenza dedicato non funzionava. Non solo, il ministero ha una mappatura dei posti letto che risale al 2018: comprende unità di cura non più esistenti e perciò i numeri sono imprecisi. Il 26 marzo, la sottosegretaria Sandra Zampa si sfoga così con Goffredo Zaccardi, capo gabinetto del ministro della Salute: «Questi giorni drammatici ci hanno mostrato l’inadeguatezza enorme dei nostri burocrati». Intanto la situazione è precipitata, a Bergamo gli ospedali sono sotto assedio. Drammatica l’email inviata il 5 marzo dal direttore del 118 Angelo Giupponi al dirigente Roberto Cosentina: «Non riusciamo più a svolgere attività di soccorso perché non abbiamo mezzi liberi in tempi sensati». Perciò auspica che la politica regionale smetta di «raccontare favole» e prenda decisioni drastiche: «Siamo in tempo di guerra e, per non far morire tutti, si dovrebbe decidere chi deve morire per poter curare gli altri». Lo scenario è apocalittico. La coordinatrice del pronto soccorso di Seriate, Maria Del Carro, il giorno prima aveva scritto ai superiori: «Si chiede una tregua nell’invio di ambulanze di pazienti sospetti Covid 19.  Ne stiamo gestendo 40 tra cui tre rossi e 6 in C.Pap. (la maschera d’ossigeno, ndr)». Le comunicazioni non si contano e le imprecisioni aumentano. «Si dice che la massima infettività si raggiunge 10-14 giorni prima dell’inizio dei sintomi e invece è “dopo” l’inizio» messaggia ancora Ruocco. Un «refuso», verrà definito. E ancora Ruocco, il 29 febbraio: «Ho dovuto scrivere io la norma sulle
 mascherine perché a Palazzo Chigi nessuno sapeva formularla». Tragico ma vero. «Il Ministero, prima del 21.2.20, non risulta aver adottato una efficiente politica preventiva» concludono i pm di Bergamo. «Si è restati in attesa degli eventi connessi al diffondersi del virus con effetti sull’espansione della pandemia».  Marco Birolini  ---End text---  Author: Marco Birolini  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Covid, le chat prima del caos «Sanno che il virus è già qui»   -sec_org-
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		<tp:writer>MARCO BIROLINI</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Basta abbagli sulle creme solari: sono uno scudo anti-cancro = Basta abbagli sulle creme solari: sono uno scudo per la nostra pelle ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839505513.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839505513.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 19 di <b>"GIORNALE" </b>  del 06 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:37:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[La protezione dai raggi Uva e Uvb  Basta abbagli sulle creme solari: sono uno scudo anti-cancro   Basta abbagli sulle creme solari: sono uno scudo per la nostra pelle   Protezione Attenzione alle fake news sul web: i raggi Uva e Uvb classificati come cancerogeni. Ecco come difendersi  Pag. 19    N  egli ultimi giorni sono circolati sui social due contenuti con informazioni fuorvianti sulle creme solari, che sono e restano il modo più importante e sicuro per proteggerci dal sole.  Un medico italiano, Debora Rasio, che si definisce esperta in «nutrizione, medicina integrata e prevenzione», ha pubblicato un video nel quale sostiene che sia «falsissimo» che le creme solari proteggano dai tumori della pelle, che addirittura è falso che il sole favorisca il melanoma della pelle, perchè bisognerebbe aumentare l’esposizione al sole per proteggersi da questa temibile neoplasia. A seguire il rapper Salmo ha rivelato di avere un cancro della pelle, un carcinoma baso cellulare, imputando la sua insorgenza all’uso delle creme solari, ipotizzandone una causa-effetto, aggiungendo che questi prodotti «aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle, soprattutto del melanoma»: i video hanno generato confusione e allarme sociale.  Iniziamo con dire che l’Oms, il nostro Istituto Superiore di Sanità e tutte le maggiori istituzioni sanitarie, da molti decenni hanno avviato campagne di informazione e segnalato alla popolazione l’importanza dell’uso delle creme solari.  Il vero nemico della nostra pelle infatti, non è la crema ma la luce solare, e l’esposizione ai raggi senza adeguate difese espone il corpo a radiazioni ultraviolette UVA e UVB, classificati dall’OMS come cancerogeni certi. Le creme solari contengono filtri di protezione dai raggi pericolosi per la salute, ovvero sono addizionate con sostanze che li assorbono o li riflettono, su ogni confezione è indicato l’indice SPF, riferito al basso o alto livello di protezione, con numeri come «20, 30, 50+» , e sono realizzate per esse.   re barriere molto efficaci per evitare scottature e ustioni solari, riducendo sia il pericolo di invecchiamento della pelle, sia abbassando moltissimo il rischio di sviluppare un tumore cutaneo.  È necessario sottolineare che la protezione offerta dai filtri solari non è mai totale e che oltre alla crema è importante ridurre l’esposizione indiscriminata al sole. Molte persone soffrono di «chemofobia» ovvero la paura delle sostanze  chimiche contenute nelle creme, come l’ossido di zinco, il biossido di titanio, l’ossibenzone e l’octocrylene, molecole essenziali per creare filtri e barriere per riflettere e disperdere i raggi UV, le quali sono innocue per la salute generale, perché anche se tali sostanze vengono assorbite dai pori cutanei ed entrano nel circolo sanguigno, non sono affatto tossiche e soprattutto non esiste alcuna prova scientifica della loro cancerogenicità.  Molto importante inoltre sono le modalità con cui ci si espone al sole, e dalla dose cumulativa di raggi UV, perché quello preso nei weekend o in vacanza, in modo concentrato e intenso, è più dannoso di quello preso, per esempio, dai lavoratori all’aperto, che sviluppano ispessimento cutaneo e produzione continua di melanina, mentre l’esposizione intermittente a dosi massicce è più associata al rischio, negli anni, di sviluppo di tumori cutanei. Quindi è la scottatura occasionale a essere dannosa, soprattutto nei soggetti di pelle chiara, la cui tolleranza è più bassa delle persone con fototipo più scuro. Le persone che usano la crema solare, inoltre, sentendosi sicure e protette, tendono spesso a rimanere al sole per molto tempo, omettendo sovente di riapplicare la protezione, ignorando in tal modo di esporsi a molti più raggi UV rispetto a chi si ritira all’ombra.  L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro classifica i raggi UVA, che penetrano in profondità e stimolano la produzione di radicali liberi, e i raggi UVB, filtrati dallo strato di ozono atmosferico, come potenzialmente cancerogeni, poiché in grado di favorire mutazioni nelle cellule bruciate, le quali, d
i conseguenza, possono portare allo sviluppo dei tumori cutanei.  È bene aggiungere che esporsi al sole non va evitato, anzi spesso è benefico per favorire lo sviluppo della Vitamina D essenziale per la salute delle ossa, ma tutto dipende dalla durata dell’esposizione, dalla sua intensità, dal fototipo cutaneo e dalle condizioni ambientali e solari. Quindi se questi prodotti protettivi, regolamentati, testati e costantemente vigilati a livello mondiale, che riducono la quantità di raggi UVA e UVB che arrivano sulla nostra pelle ogni giorno, vengono usati secondo le dosi e le modalità indicate, per esempio ripetendo più volte l’applicazione cutanea quando l’esposizione al sole è prolungata, non mettono assolutamente in pericolo la salute nel tempo.  Ma soprattutto impariamo a diffidare dagli annunci catastrofici ed allarmanti lanciati online da soggetti mediatici più o meno famosi, in realtà incompetenti in materia scientifica, che mettono a rischio la salute dei loro follower più fragili con le loro teorie pericolose e sconclusionate sul modo più importante e sicuro per proteggerci dal sole, perchè la sicurezza della nostra pelle passa inevitabilmente attraverso l’uso corretto delle creme solari.  ---End text---  Author: Melania Rizzoli  Heading:   Highlight: Durante il giorno, servono più applicazioni. È la scottatura occasionale a essere dannosa, soprattutto nei soggetti più chiari   CONSIGLI PER L’ESTATE Inizia, con un approfondimento su creme solari e protezione della pelle, la rubrica settimanale «Consigli per l’estate».  L’appuntamento è per ogni giovedì del mese di agosto  Image: -tit_org- Basta abbagli sulle creme solari: sono uno scudo anti-cancro  Basta abbagli sulle creme solari: sono uno scudo per la nostra pelle   -sec_org-
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		<tp:writer>MELANIA RIZZOLI</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Salgono a 27 le città da bollino rosso allerta maltempo per il Centro-Sud ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839405512.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839405512.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 12 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" </b>  del 06 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:37:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Salgono a 27 le città da bollino rosso allerta maltempo per il Centro-Sud   IL METEO  Il caldo eccezionale sull'Italia tocca un nuovo record: le città col bollino rosso di allerta per le ondate di calore, giovedì 6 agosto saliranno da 25 a 27. Tutte le città campione monitorate dal ministero della Salute dal Nord al Sud, appunto 27, registreranno dunque per la prima volta nell'anno in corso - temperature massime con rischi per la salute di tutta la popolazione. Secondo gli esperti, il caldo non ci abbandonerà almeno fino a Ferragosto, con un mix di calore e umidità che porterà alla comparsa di improvvisi «temporali di calore» sui rilievi e le isole maggiori. Diramata anche un'allerta gialla per il maltempo che si abbatterà in particolare sulle regioni del centro-sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria.  ---End text---  Author: Redazione  Heading: IL METEO  Highlight:   Image: -tit_org- Salgono a 27 le città da bollino rosso allerta maltempo per il Centro-Sud   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Domenico, intesa per il risarcimento La madre: «Ora il processo ai medici» = La morte del piccolo Domenico: accordo per il risarcimento tra il Monaldi e la famiglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839305515.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839305515.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" </b>  del 06 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:37:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<source Readership="23000" Sales="5467" Printing="8785" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601839305515.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[IL BAMBINO MORTO PER UN TRAPIANTO AL MONALDI  Domenico, intesa per il risarcimento La madre: «Ora il processo ai medici»   La morte del piccolo Domenico: accordo per il risarcimento tra il Monaldi e la famiglia   a o r  L’11 settembre avrà inizio il processo penale, indagati sette medici  è l’accordo per il risarcimento dell’ospedale Monaldi alla famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo morto per un trapianto. La cifra si aggirerebbe attorno al milione e mezzo di euro, ma sul punto vige il più stretto riserbo. «Siamo soddisfatti - commenta Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo  C’  - e lo è anche mamma Patrizia. Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, e ci ha evitato il dolore del processo civile».  «Ora aspettiamo il processo penale - dice Patrizia, madre del bimbo morto - Quel giorno li guarderò negli occhi, uno a uno, anche se so che sarà emotivamente molto pesante, ma lo devo a mio figlio».  a pagina XI    L p  na somma «congrua e dignitosa», così dicono gli avvocati: la morte del piccolo Domenico Caliendo sarà risarcita dall’azienda ospedaliera dei Colli, prima ancora dell’inizio del processo penale, previsto per il prossimo autunno.  A dicembre scorso il bambino, due anni e mezzo, era stato sottoposto a un intervento di trapianto di cuore. Qualcosa andò storto e dopo due mesi in cui era stato mantenuto in vita, il bambino è morto a fine febbraio. Errore umano? Lo stabilirà un pro- I PUNTI cesso in cui fiCifra top secre gurano come indagati sette Sei le persone medici, a due dei quali la pro- ad aver diritto cura di Napoli all’indennizz contesta anche la manipolazio- i genitori, i fra ne delle cartelle e due nonni cliniche: l’ipotesi, in breve, è che il cuore da trapiantare, proveniente da Bolzano, si fosse congelato durante il trasporto per uno sbaglio nella scelta e nell’uso del contenitore, e che  U  L  inoltre al piccolo fosse stato espiantato il suo cuore troppo presto, e deciso a quel punto di procedere comunque all’impianto di un organo che era arrivato in condizioni non idonee.  L’11 settembre avrà via il processo, con un incidente probatorio, ma intanto fra l’ospedale Monaldi e la famiglia del piccolo è stato raggiunto un accordo stragiudiziale che chiude in anticipo la procedura civile. Si tratta di una somma «congrua e dignitosa», così la definiscono i legali dell’azienda ospedaliera dei Colli, cui pertiene la clinica: «È stata una procedura molto complessa governata dal nostro Comitato Valutazione Sinistri», ha detto l’avvocata Raffaella Di Nardo che, con il collega Arturo Testa, è legale dell’azienda. La firma  dell’accordo «non costituisce una ammissione di responsabilità», specificano i due avvocati: «Si tratta di una valutazione prognostica sul rischio processuale, per bilanciare la tutela dell’ente pubblico e delle sue risorse».  Quanti soldi? L’accordo, che sarà firmato a settembre, impone segretezza sulla somma, sia all’ospedale sia alla famiglia: gli avvocati dei Caliendo avevano chiesto tre milioni, mentre le tabelle di riferimento, per casi del genere, specificano una cifra intorno al milione e mezzo. Complessivamente le persone ad aver diritto a un risarcimento sono sei: i  genitori, i fratellini e due nonni. Tramite i suoi avvocati anche la mamma del piccolo Domenico fa sapere di essere soddisfatta, anche se solo sotto il profilo del risarcimento: «Il Monaldi – dichiara l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia – ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale».  Mamma Patrizia l’aveva detto tempo fa: «Il processo penale contro i dottori che inizierà a settembre è una cosa, il processo civiTA le contro il cato Petruzzi: Monaldi è un’altra coiurato sa». «Patrizia ntenzioso non ha mai attaccato il Morebbe naldi», ribadisce l’avvocato nto Petruzzi: re dolore» «L’azienda dei Colli resta un ospedale di alto profilo». La sua aspirazione è tuttora, conclude, «la punizione dei responsabili e l’accertamento della responsabilità penale e personale».  ---End te
xt---  Author: FRANCESCO ZARDO  Heading:   Highlight: I PUNTI  Cifra top secret Sei le persone ad aver diritto all’indennizzo: i genitori, i fratellini e due nonni   LA SCELTA  L’avvocato Petruzzi: «Scongiurato un contenzioso che avrebbe aggiunto ulteriore dolore»  Image:Napoli Un’immagine del piccolo Domenico Caliendo con la mamma -tit_org- Domenico, intesa per il risarcimento La madre: «Ora il processo ai medici»     La morte del piccolo Domenico: accordo per il risarcimento tra il Monaldi e la famiglia   -sec_org-
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		<tp:writer>FRANCESCO ZARDO</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Pa: dietrofront sui tagli ai dirigenti, le risorse vanno alla formazione ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601821205510.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 10 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 06 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:37:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="657000" Sales="55303" Printing="108878" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/06/2026080601821205510.PDF"><![CDATA[SOLE 24 ORE]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Premi al merito nella Pa. Le risorse non corriposte restano al livello dirigenziale  Pa: dietrofront sui tagli ai dirigenti, le risorse vanno alla formazione   Il decreto di martedì Stop alla norma che girava ai dipendenti le risorse dei bonus non riconosciuti  Gianni Trovati ROMA  Nel decreto sulla pubblica amministrazione approvato martedì dal Consiglio dei ministri entrano anche i primi correttivi alla riforma delle carriere pubbliche, intitolata al «merito» e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale solo un mese fa.  Il principale investe una delle novità che hanno più agitato i dirigenti, in particolare nelle amministrazioni centrali. Si tratta della destinazione dei “risparmi” prodotti dai criteri più rigidi di assegnazione dei premi: la riforma li destinava ai dipendenti senza le stellette, mentre in virtù del nuovo decreto restano ai dirigenti, per finanziare la loro formazione.  In gioco c’è la minore spesa prevista per i premi, che nella misura massima potranno riguardare al massimo il 30% dei dirigenti. Nell’impianto originale della legge Zangrillo, le risorse dei premi non corrisposte sarebbero state girate al fondo decentrato per il personale non dirigente: ora invece resteranno nella loro collocazione originaria, senza però finire in busta paga per essere destinate alla formazione. Gli effetti saranno maggiori nelle Pa caratterizzate fin qui da una distribuzione più a pioggia.  «È stata accolta la nostra proposta», fa notare l’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato (Unadis) che rivendica una «interlocuzione istituzionale improntato a responsabilità e spirito collaborativo».  Tra le altre novità degne di nota c’è l’uscita dal testo di una misura legata alla sanità. L’aumento tariffario del 3,68% per la gestione dei pazienti acuti (su cui si veda Il Sole 24 Ore di ieri), che sarebbe poi stata assorbita con l’aggiornamento automatico di tutte le tariffe previsto entro fine 2027, alla fine è saltata.  Mentre, restando sempre in ambito salute, è sopravvissuta la nomina di un Commissario straordinario, che sarà in carica al massimo fino al 31 marzo 2027 per la gestione delle attività di deposito, custodia, movimentazione, organizzazione dei trasporti, dismissione e smaltimento dei materiali già acquisiti dal ministero della Salute (ad esempio le mascherine protettive).   Un accenno lo merita poi un appostamento aggiuntivo di 23,6 milioni per il 2026 e 8,7 milioni per il 2027 sul fondo per l’inclusione delle persone con disabilità, che è stato istituito dalla legge di Bilancio 2025 per sostituire i precedenti fondi per la disabilità, per l’autonomia e comunicazione scolastica, per il caregiver familiare e per le persone sorde.  Lieve revisione al ribasso infine per i nuovi magistrati in ruolo dal 1° luglio 2027: saranno 25 e non 32 come previsto dalle bozze precedenti e ricopriranno e funzioni requirenti di primo grado nelle procure della Repubblica dei tribunali per i minorenni. Dove non potrà esserci un numero di sostituti procuratori inferiore a tre.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Eugenio Bruno  Heading:   Highlight: Salta l’aumento del 3,68% delle tariffe destinate alle strutture per la gestione di pazienti acuti  Image: -tit_org- Pa: dietrofront sui tagli ai dirigenti, le risorse vanno alla formazione   -sec_org-
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		<tp:writer>Eugenio Bruno</tp:writer>
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