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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Aifa: ok ai "farmaci innovativi", affari d'oro a Big Pharma = " Farmaci innovativi " : Aifa apre ai mega-affari per Big Pharma ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/05/2026080501671704896.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/05/2026080501671704896.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"FATTO QUOTIDIANO" </b>  del 05 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:37:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[SOLDI STATALI QUADRUPLI  Aifa: ok ai “farmaci innovativi”, affari d’oro a Big Pharma   TERAPIE  LA CLASSIFICAZIONE Il nuovo algoritmo applicato dall’Agenzia arriva a quadruplicare i prodotti con la totale copertura pubblica  “Farmaci innovativi”: Aifa apre ai mega-affari per Big Pharma  q DI BENEDETTO A PAG. 13  BUSINESS E TERAPIE  » Linda Di Benedetto  M  iliardi di euro che divorano il Fondo sanitario nazionale, tetti di spesa sfondati e un nuovo sistema di valutazione che quadruplica a tavolino i farmaci considerati “innovativi”. È questo il bilancio della gestione sanitaria del governo Meloni. A certificarlo nei fatti sono i dati pubblicati lo scorso 29 luglio dalla stessa AIFA: nel 2025 la spesa farmaceutica pubblica ha sfiorato i 25 miliardi di euro (+5% rispetto all’anno precedente).  Una cifra che assorbe ormai il 18,4% del Fondo sanitario nazionale, a fronte di un tetto programmato del 15,30%. Ma a incidere ulteriormente sulla spesa ci sono anche le nuove regole dell’Aifa sui farmaci innovativi che pur non rappresentando la totalità delle molecole in commercio, interessano un segmento ad alto impatto economico. Dal 2025, grazie al nuovo algoritmo di valutazione di Aifa, per Big Pharmaè diventato più facile far classificare una molecola come “innovativa”, ottenendo la massima copertura finanziaria a carico dello Stato.  È il dato che emerge da una ricerca scientifica pubblicata il 15 luglio 2026 sulla rivista Therapeutic Innovation & Regulatory Science. Lo studio – firmato da Domenico Motola, professore associato di Farmacologia all’Università di Bologna, insieme a Nicola Montanaro, Massimiliano Broccoli e Victoria Nikitina – mette a confronto il nuovo algoritmo dell’AIFA di settembre 2025 con quello storico del 2007. Il risultato è che prendendo in esame 38 nuovi medicinali autorizzati dall’EMA tra giugno 2023 e giugno 2025, le terapie promosse a pieni voti come “innovative” passano di colpo da 3 a 12, facendo schizzare la quota dal solo 8% al 32%. In pratica, con le nuove regole quadruplicano i farmaci innovativi. Il riconoscimento garantisce alle Big Pharma come Pfizer, Roche o Novo Nordisk l’accesso a fondi pubblici dedicati, l’immediato inserimento nei prontuari regionali, l’esenzione dai tagli di prezzo e la totale esclusione dal meccanismo del payback sanitario.  A spiegare la genesi di questa ricerca è il professor Domenico Motola: “Avendo contribuito a sviluppare l’algoritmo del 2007, abbiamo voluto fare un confronto metodologico. La differenza fondamentale risiede anche nell’evoluzione organizzativa attuale dell’Agenzia: nel 2007 le commissioni erano distinte (CTS per l’aspetto scientifico e CPR per la negoziazione del prezzo). La valutazione dell’innovatività era un atto esclusivamente tecnico-scientifico, separato dalla parte economica, come avviene tuttora in Francia o Germania. Con la fusione delle commissioni, Aifa valuta l’innovazione ‘ibridandola’ con aspetti economici e commerciali”.  Qual è la differenza? “Applicando entrambi i metodi allo stesso campione, abbiamo rilevato che l’algoritmo del 2007 era più selettivo. Inoltre trattandosi di malattie rare, molti di questi farmaci beneficiano già delle tutele europee per i farmaci orfani, come l’esclusiva di mercato”.  Lo studio inoltre mette in guardia da un rischio concreto: concedere lo status di “innovativo” a farmaci supportati da prove cliniche ancora immature o incerte. È stato il caso del Voxelotor per l’anemia falciforme: approvato dall’EMA nel 2021, il medicinale è stato poi ritirato dal mercato da Pfizer nel 2024. Le analisi a lungo termine hanno infatti fatto emergere come i rischi superassero di gran lunga i benefici.  ---End text---  Author: Linda Di Benedetto  Heading:   Highlight: IL MINISTRO HA CHIESTO CHIARIMENTI  L’8 GIUGNO, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato ad Aifa una richiesta formale di chiarimenti, pretendendo una relazione dettagliata sull’impatto economico delle riforme: dalla metodologia utilizzata per stimare i risparmi attesi agli effetti sul payback e sulla spesa farmaceutica fino all’appro
priatezza prescrittiva, all’accesso alle cure e al rapporto costi-benefici dei farmaci innovativi.  Solo pochi giorni fa, però, il presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, ha tentato di metterci una pezza consegnando direttamente nelle mani del ministro una missiva riservata dopo mesi di silenzio.    I dubbi degli esperti Oltre ai costi, alcune medicine sono tutelate già dall’Europa e altre devono ancora ultimare tutti i test previsti  Image:L’Agenzia del farmaco La sede Aifa dove si dà il via libera all’utilizzo dei farmaci ANSA -tit_org- Aifa: ok ai “farmaci innovativi”, affari d’oro a Big Pharma   “ Farmaci innovativi ” : Aifa apre ai mega-affari per Big Pharma   -sec_org-
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		<tp:writer>LINDA DI BENEDETTO</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Arcuri, Mr Covid inesperto ma con poteri straordinari ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/05/2026080501671604895.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"LIBERO" </b>  del 05 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Conte affidò gli acquisti dell'emergenza al manager di Invitalia, vicino al centrosinistra e senza esperienza nella sanità, benché Consip e Protezione civile fossero già operative</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:37:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Arcuri, Mr Covid inesperto ma con poteri straordinari Conte affidò gli acquisti dell’emergenza al manager di Invitalia, vicino al centrosinistra e senza esperienza nella sanità, benché Consip e Protezione civile fossero già operative   Prosegue la pubblicazione del dossier riservato sulla gestione della pandemia da Covid-19 in Italia. Nelle prime puntate abbiamo ricostruito l’impreparazione del Paese, arrivato all’emergenza con un piano pandemico fermo al 2006, gli allarmi sottovalutati, l’esplosione dei contagi nella Bergamasca e il collasso degli ospedali. Abbiamo poi raccontato la carenza di dispositivi di protezione, le forniture spedite all’estero e riacquistate poche settimane più tardi, fino alla bozza del decreto trapelata da Palazzo Chigi, all’esodo dalle stazioni milanesi e al lockdown nazionale deciso dopo una riunione della quale manca il verbale. Subito dopo Conte affidò la gestione dell’emergenza a Domenico Arcuri, consegnandogli poteri straordinari e miliardi di euro.  IL CURRICULUM  Nel curriculum di Arcuri, calabrese di Melito di Porto Salvo, comune della città metropolitana di Reggio Calabria, a cavallo tra il Tirreno e lo Ionio, ci sono anche esperienze nel settore della consulenza in gruppi privati come Pars, Arthur Andersen e Deloitte di cui nel giro di qualche anno, nel 2004, diventa amministratore delegato.  Tornando alla nomina del 17 marzo 2020, quindi, Arcuri, pur sfoggiando una carriera brillante ai vertici di società pubbliche e private, non si è mai occupato di salute, né di gestione delle emergenze, né di procedure di acquisto di beni e servizi: si occupava, infatti, di consulenze e sviluppo d’impresa. La domanda sorge spontanea: perché nominare proprio lui? Sicuramente il manager è molto vicino al centrosinistra, come i collaboratori che sceglierà per affiancarlo nel nuovo incarico di “mister Covid”: uno dei più stretti sarà Mauro Bonaretti, fedelissimo di Graziano Del Rio, di cui fu capo di gabinetto prima agli Affari regionali e Sport, e poi al ministero dei Trasporti, con i governi Renzi e Gentiloni.  Dal 2016 al 2018, con il “prodiano” Del Rio lavorerà al MIT come consigliere giuridico anche Mario Benotti, il giornalista Rai scomparso improvvisamente nel 2023 che fu tra gli intermediari della ormai celebre maxi commessa di 800 milioni di mascherine pericolose per la salute acquistate in Cina da consorzi neocostituiti e pagate 1,2 miliardi di euro dalla struttura commissariale di Arcuri. Dettaglio di colore: un’inchiesta giornalistica rivelerà che faceva il consigliere giuridico senza avere la laurea in giurisprudenza. Insomma, un “cerchio magico” che fa capo agli stessi referenti politici.   SOVRAPPOSIZIONI  Arcuri, dicevamo, non ha competenze specifiche in ambito sanitario. Il decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020 prevede espressamente la possibilità per il Commissario di poter avvalersi nelle sue attività di «soggetti attuatori e di società in house, nonché delle centrali di acquisto». Ma almeno per il 2020 non lo farà. Una scelta che, secondo alcuni analisti, anziché facilitare l’approvvigionamento di dispositivi, ha finito paradossalmente per complicare il quadro. Un’inchiesta di Milena Gabanelli sul Corriere del gennaio 2021, che traccia un bilancio dei primi dieci mesi di lavoro della struttura commissariale guidata dal top manager di Invitalia, evidenzia proprio questo aspetto. I dati mostrano che il Commissario non ce la fa a soddisfare la domanda di Dpi e altro materiale medico e che per una buona fetta, in alcuni casi anche fino al 50% del fabbisogno, sono le centrali acquisti delle regioni e la Consip a dover intervenire. Di una “sovrapposizione”, per un certo periodo, delle attività del Dipartimento di Protezione Civile con il potere di ordinanza del commissario straordinario, ha parlato in Commissione Covid anche l’attuale capo del Dipartimento, Ciciliano. Gli esperti di procurement sanitario dell’osservatorio MaSan Cergas della Bocconi, interpellati dal Corriere, concludono che «il Servizio sanitario, le Regioni, le loro centrali di acquisto, le aziende sanitarie
 avrebbero dovuto occuparsi anche di Covid. E, in ogni caso, lo hanno fatto, ma ognuno per conto proprio e cercando di mettere “pezze” alle falle del sistema commissariale».   GLI AFFARI  I numeri messi in fila da Milena Gabanelli sono utili a fotografare il quadro in modo più efficace. Al 30 dicembre 2020 la spesa per l’acquisto di materiale sanitario per contrastare la pandemia ammontava a 5, 5 miliardi: 2 miliardi sono stati spesi dalle centrali acquisti delle Regioni, 400 milioni da Consip e 2, 8 miliardi dal Commissario Arcuri. Di questi 2,8 miliardi, 1,8 sono stati spesi dalla struttura commissariale per le mascherine: chirurgiche, Ffp2 e Ffp3. E, nel computo, a fare la parte del leone c’è la maxi-commessa di mascherine cinesi non idonee, pagate quattro volte il prezzo di mercato, che vale da sola 1,2 miliardi di euro, il 70% degli acquisti di mascherine da parte del Commissario nel 2020.  Non proprio un affare.   Insomma, la Protezione Civile e Consip avrebbero potuto benissimo continuare ad occuparsi dell’approvvigionamento dei dispositivi medici e di protezione, e Arcuri mettere a disposizione  la sua professionalità tramite Invitalia per un’esigenza altrettanto fondamentale e urgente, cioè quella di sviluppare una filiera italiana di produzione degli stessi dispositivi, che in quel momento erano prodotti in maggioranza oltre confine. Tra l’altro diverse aziende nazionali chiedevano di poter convertire la propria produzione. Invece la struttura commissariale di Arcuri si occuperà di acquisti, soprattutto di costosissime mascherine cinesi, e sul fronte della creazione e dello sviluppo della filiera produttiva interna finirà per avvantaggiare big come FCA, assegnataria di una commessa milionaria per produrre mascherine che finiranno in parte ritirate dal ministero della Salute perché giudicate non conformi. E questa è solo una parte degli scivoloni del commissario voluto da Conte, costati cari agli italiani.   POMPARE DENARO  «Gli aiuti di Stato sono i più flessibili di sempre e i vostri Governi possono dare i soldi che servono a ristoranti, negozi, imprese piccole e medie». Il 21 marzo 2020,  in piena pandemia, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, annuncia con un video messaggio una decisione senza precedenti. Per la prima volta, per far fronte allo shock economico provocato dalla diffusione del virus in Europa viene attivata la clausola di salvaguardia generale del Patto di Stabilità (la general crisis clause). Si allentano, quindi, regole e vincoli per consentire ai governi di «pompare denaro nel sistema». Nel 2020 e nel 2021 il governo Conte II, sentita la Commissione Ue e indicando, in base alle procedure, un piano di rientro, ha chiesto per cinque volte al Parlamento l’autorizzazione ad operare scostamenti di bilancio, per un totale di 140 miliardi. Tutte le richieste sono state approvate a maggioranza assoluta, così come quella per gli ulteriori 40 miliardi di scostamento richiesti dal successivo governo Draghi ad aprile 2021.   SCOSTAMENTO DI BILANCIO  Complessivamente, quindi, in due anni sono stati autorizzati scostamenti di bilancio, per un indebitamento di 180 miliardi. A gestire, in parte, questa montagna di soldi è il commissario Arcuri, per il quale il governo Conte II, nel decreto “Cura Italia” prevede una “immunità” quasi totale, senza precedenti nella storia della Repubblica. Il decreto consente al Commissario di adottare provvedimenti «in deroga a ogni disposizione vigente, nel rispetto della Costituzione, dei principi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme dell’Unione europea», di conseguenza anche al Codice degli Appalti e al Codice Antimafia. Per quanto riguarda gli acquisti, invece, si disponeva che tutti i contratti e gli atti del Commissario e dei soggetti attuatori fossero «sottratti al controllo della Corte dei Conti» e che la responsabilità contabile e amministrativa si limitasse ai soli casi di accertamento del dolo del funzionario o dell’agente che li aveva posti in essere. Lo stesso varrà per gli atti, i pareri e le valutazioni tecnico scientific
he resi dal Cts. Secondo alcune stime, sotto la gestione di Arcuri – cioè da marzo 2020 a marzo 2021 – sono stati aggiudicati appalti per 4, 7 miliardi di euro. Ma si tratta verosimilmente di un dato a ribasso.  Come spiega una fonte sotto anonimato, chi ha dovuto ricostruire i flussi di denaro, infatti, si è trovato davanti l’ostacolo di una rendicontazione carente e frammentata, oltre che di una documentazione amministrativa insufficiente. Tra l’altro, quello della rendicontazione, era uno dei pochi obblighi che il Commissario avrebbe dovuto rispettare.  (continua/5)  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: LA SPESA DEL 2020  La struttura commissariale spese 2,8 miliardi nel solo 2020, compresa la fornitura da 1,2 miliardi di dispositivi cinesi poi risultati inidonei  Image:Il commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri ospite della trasmissione di Rai1 “Porta a porta” (Ansa) -tit_org- Arcuri, Mr Covid inesperto ma con poteri straordinari   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici gettonisti ai Pronto Soccorso Niente più proroga ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/05/2026080501671304892.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"SECOLO XIX" </b>  del 05 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:37:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici gettonisti ai Pronto Soccorso Niente più proroga   IL DECRETO PA  Nella prima bozza del decreto Pa, circolata ieri, era spuntata la proroga fino a giugno 2027 per l'impiego dei medici gettonisti nei Pronto soccorso. Ma tale ipotesi ha avuto vita brevissima: la proroga è infatti scomparsa nella versione definitiva del decreto approvata in serata dal Consiglio dei Ministri. La misura sarebbe stata sollecitata dalle Regioni, soprattutto quelle in maggiore difficoltà per la carenza di personale medico, ma ha incontrato l'opposizione del ministero della Salute.  Col via libera al decreto si prevede inoltre la nomina di un commissario straordinario per gestione e smaltimento dei materiali del periodo Covid ancora nei magazzini. —  ---End text---  Author: Redazione  Heading: IL DECRETO PA  Highlight:   Image: -tit_org- Medici gettonisti ai Pronto Soccorso Niente più proroga   -sec_org-
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		<title><![CDATA[L'utero in affitto nuoce gravemente alla salute = Ovaie iper stimolate, cuore in affanno, emorragie: l ' utero in affitto ricade sulla salute di donne e bimbi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/05/2026080501670404899.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/05/2026080501670404899.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 16 di <b>"VERITÀ" </b>  del 05 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:38:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[CUORE IN AFFANNO, EMORRAGIE: CARA TAGLIAFERRI ECCO CHE COSA FA LA «TUA» GESTAZIONE PER ALTRI  L’utero in affitto nuoce gravemente alla salute   Ovaie iper stimolate, cuore in affanno, emorragie: l’utero in affitto ricade sulla salute di donne e bimbi La tecnica scelta da Chiara Tagliaferri e dal marito Nicola Lagioia, e celebrata nel libro «Arkansas», semina dolore e malattie. E in certi casi anche la morte   Z QUELLO CHE NESSUNO DICE  n Con la Gpa, gravidanza per altri, si fa nascere un essere umano che altrimenti non esisterebbe, quindi, dicono gli sprovveduti, è un inno alla vita. Innumerevoli esseri umani sono nati da uno stupro. Questo non assolve lo stupro, è un crimine atroce.  La Gpa è un’aggressione alla vita e al ventre materno (...) segue alle pagine 16 e 17  Segue dalla prima pagina di SILVANA DE MARI  (...) come uno stupro, umilia e calpesta la donna, semina dolore e malattia nei corpi delle donne povere, una decina di piccole e piccolissime vite, ovuli fecondati, blastocisti (che non sono cose, ma sono l’inizio di una creatura umana), embrioni (che non sono cose, ma bimbi molto piccoli), feti (che sono bimbi piccoli con fasci spinotalamocorticali presenti che permettono di sentire il dolore e la morte), per ogni nascita. Lula, bambina oggetto, è esposta nel libro Arkansas, storia di mia figlia di Chiara Tagliaferri.  Sulla Verità del 13 maggio 2026 Mario Giordano ha scritto un bell’articolo sul libro scritto da Tag lia fer ri Chiara che insieme al marito Lagioia Nicola compra una bambina. All’articolo mancano ovviamente informazioni mediche. Le ho aggiunte qui.  La signora Tagliaferri già dalle prime pagine del libro sente il dovere di farci sapere che da giovane accompagnava le amiche ad abortire: si trattava probabilmente di aborti al secondo mese, fatti per aspirazione, il piccolo è smembrato senza anestesia.  Oggi che esiste l’ecografia è possibile vedere come questi bimbi cerchino di allontanare con le manine la sonda, dimostrando di avere i fasci spinotalamocorticali perfettamente formati, di essere assolutamente in grado di sentire il dolore e l’orrore della morte. La gestazione umana dura in realtà 18 mesi: nove nell’utero, nove col corpo della madre. Questa l’intuizione di Ashley Montagu, da lui indicata con il temine di esogestazione. Il neonato nasce immaturo e ha bisogno di contatto pelle a pelle, con la madre, la donna che ha portato la gravidanza, di cui già conosce odore e voce... Se viene separato, il rilascio di ossitocina crolla, e con esso la possibilità di un attaccamento corretto.   CONTATTO NEGATO Staccare un neonato dal corpo che lo ha portato, negandogli così anche l’allattamento, è un crimine, la manifestazione della più totale indifferenza alle sue esigenze, alla sua vita, alla sua salute fisica e mentale. I bambini imparano a riconoscere la voce della madre al quinto mese di vita intrauterina, imparano a riconoscere il suo odore nascendo. Separarli dalla madre vuol dire infliggere una ferita primaria, costringerli a produrre sempre ormoni da stress, ad avere un attaccamento deficitario. Lo sanno bene i valorosi genitori dei bambini adottati, c’è sempre una ferita, c’è sempre qualcosa di amputato. Le ferite posso guarire, le amputazioni possono essere aiutate dalle protesi. Il genitore adottivo è qualcuno che procura una protesi per un’ amputazione. L’acquirente del bambini mediante Gpa è qualcuno che amputa per poi mettere una protesi.  La Gpa è sempre un crimine, ma è un crimine che può essere commesso in due maniere: genetica, senza spargimento di malattia, morte e dolore, o gestazionale, con grande dispendio di malattia, morte e dolore e fiumi di quattrini che ingrassano una enorme filiera. Gpa genetica: si rispetta la fisiologia dell’ovulazione e della gravidanza, a volte anche del parto, rinunciando all’oscena barbarie del parto indotto. Una donna si vende il figlio concepito con i propri ovuli e il seme del compratore del bambino (o di un venditore) attraverso l’inseminazione intracervicale o intrauterina. È relativamente semplice, non dolorosa: dà luogo a una gravid
anza fisiologica. La donna è la madre genetica: l’embrione porta metà del suo Dna, l’utero lo riconosce come figlio, la placenta si impianta su un endometrio preparato dal ciclo naturale, dà luogo a una gravidanza e un parto assolutamente fisiologici. In questa maniera c’è una madre ben riconoscibile, non c’è dolore, non c’è morte, non c’è malattia per nessuno, ma c’è una madre riconoscibile.  Questa tecnica è enormemente economica, quindi non ingrassa la spaventosa filiera di avvoltoi, medici, personale tecnico, avvocati, assicuratori eccetera che vola in cerchi su tutto il dolore e tutta la morte della Gpa gestazionale, in cui la madre è eliminata e abbiamo una donna che viene depredata dei suoi ovuli e spesso della sua fertilità e della sua salute (solo molto raramente della vita) e un’altra che porta una gravidanza aliena ben più pericolosa di quella normale, che si conclude quasi sempre con l’ulteriore violenza del parto indotto, che fa molto comodo a committenti e avvoltoi, e moltiplica i rischi per madre e bimbo. Nella Gpa genetica cadono tutti i pericoli aggiuntivi della Gpa gestazionale con ovocita donato. Zero stimolazione ovarica: quindi zero iperstimolazione, tromboembolia da estradiolo, emoperitoneo da pick-up, rischio oncologico per la donatrice. Zero mismatch immunologico feto-utero, causa dell’aumento fino a 8 volte del rischio di preeclampsia, distacco di placenta, parto pretermine e placenta accreta descritto con ovulo donato.  Il parto può essere spontaneo a termine, senza induzione forzata dal contratto. Il bambino ha una madre, madre a tutti gli effetti. La sua identità di figlio di una madre non è frantumata. È stato strappato da sua madre, sua madre se lo è venduto, e questo è terribile, vero, ma ha una madre. I suoi problemi psicologici saranno minori. Restano intatti i problemi etici della Gpa, mercificazione, consenso viziato, separazione madre-figlio, ma i rischi medici aggiunti scompaiono e al bambino è concesso di avere un’identità materna.  MADRE INGOMBRANTE Questa madre però è ingombrante: meglio assumersi tutti gli spaventosi costi della Gpa con ovulo donato, in realtà venduto, seminare in giro trombosi, emoperitoneo, aborti, eclampsia e un fiume di blastociti e embrioni morti. Arkansas descrive l’acquisto della bambina oggetto Lula attraverso il dolore. Si comincia mediante la cosiddetta vendita di ovociti, in realtà spoliazione di ovociti. La sindrome da iperstimolazione ovarica (Ohss) è la più grave complicanza iatrogena della stimolazione farmacologica delle ovaie utilizzata nella fecondazione assistita e nel prelievo di ovociti per la gestazione per altri. La donna sana, normo-ovulatoria, viene sottoposta a dosi massicce di gonadotropine per far maturare simultaneamente decine di follicoli invece dell’unico previsto dal ciclo naturale. Le ovaie si gonfiano fino a raggiungere volumi di 10–20 cm; si può facilmente avere una torsione dell’ovaio con conseguente peritonite che rende necessaria l’asportazione d’urgenza, la permeabilità dei vasi aumenta e i liquidi ricchi di proteine fuoriescono nel peritoneo. Compaiono ascite, versamento pleurico, idropericardio, ipovolemia, emoconcentrazione, trombosi, che vanno dall’infarto all’ictus, alla coagulazione intravasale disseminata. Le forme lievi colpiscono il 23% delle donne stimolate; le forme severe fino al 10% dei cicli. La Ohss severa è potenzialmente mortale. L’emoconcentrazione favorisce la coagulazione intravasale disseminata (Cid) e la trombosi: sono documentati eventi arteriosi e venosi, tromboembolia polmonare, ictus cerebrali anche in ragazze di vent’anni.  Segue insufficienza renale acuta, distress respiratorio (Ards), arresto cardio-circolatorio. La letteratura riporta una mortalità di 1 caso ogni 45.000–50.000 donne trattate con gonadotropine, una cifra piccola ma si tratta di donne giovani e perfettamente sane, anche una sola morte è intollerabile. Il prelievo transvaginale degli ovociti (pickup) aggiunge un rischio meccanico. L’ago attraversa la parete vaginale e punge le ovaie  una volta per ogni follicolo aspirato: se vengo
no prelevati sessanta ovociti, come nel caso di Sindy Reed raccontato nel documentario E ggsploitation, le ovaie ricevono sessanta punture, nel caso della donna depredata dei suoi ovuli che ha dato l’ovulo per la nascita della bambina acquistata da Tagliaferri le punture sono state quarantatré.  QUARANTATRÉ PUNTURE Tagliaferri si «ubriaca» di gioia davanti a questo scempio, a queste quarantatré punture sull’ovaio giovane e sano di una donna giovane e sana. Le possibili complicanze descritte sono l’emoperitoneo, la lesione di vasi ovarici o iliaci, la torsione dell’ovaio ingrossato, la rottura d’ovaio, l’ascesso pelvico e la sepsi. In alcuni casi è stata necessaria l’ova r ie c to m i a d’urgenza con perdita definitiva della fertilità. Il rapporto è direttamente proporzionale: più ovociti vengono prelevati, più punture riceve l’ovaio, più sale il rischio. Più ovociti si prelevano, più aumenta il rischio. Nel libro l’acquirente femmina dell’essere umano bambina oggetto Lula, l’autrice del libro, scrive: «Mi ubriaco studiando gli screening di fertilità», i numeri di un ciclo medio della candidata migliore sono impressionanti: quarantatré ovuli recuperati, trentanove ovuli maturi, trentasei ovuli fecondati, diciannove embrioni (gli embrioni sono bimbi molto piccoli, non sono cose) crioconservati. Figli come conigli. La donna cui razziare ovuli e patrimonio genetico è scelta dagli acquirenti con cura estrema, belle spalle larghe, brutto mento sporgente, esattamente come le cagne degli allevamenti di cani di razza. Finalmente si sceglie anche la donna portatrice e la gravidanza comincia. L’acquirente maschio della bambina oggetto Lula va dal proprio padre e gli dice: «Avrai un nipote, sangue del tuo sangue». Fino ad «avrai  un nipote» va bene, benissimo, giusto, il resto della frase lascia perplessi, perché non c’è nessuna donna di cui questa bimba possa dire di «avere il sangue». È una frase da patriarca, non un patriarca del magnifico patriarcato cristiano dove l’uomo e la donna sposati sono una carne sola, e un uomo dice con fierezza al proprio padre che diventerà nonno del bimbo che lui, il figlio, ha concepito con la sua sposa, ma il patriarcato dove le donne sono calpestate in quanto seconde o terze mogli o direttamente ancelle o schiave, o prigioniere di guerra, come un sultano.  Queste parole non sono solo imbarazzanti, sono rivelatrici: l’identità è data dallo spermatozoo. Questo signore che va dal proprio padre a dirgli che la «stirpe» continua e che sceglie la «donatrice» di ovuli come si sceglie una cagna in un allevamento di cani di lusso, è quello che per anni ha deciso per la Fiera del libro di Torino cosa è cultura e cosa non lo è, quali case editrici devono essere escluse perché non degne a suo giudizio. Ora queste decisioni le prende per l’Umbria.  La bambina oggetto Lula deve essere perfetta o sarà abortita. Sindrome di Down, spina bifida, mancanza di un arto: aborto eugenetico. La tecnica D&E, dilatazione e evacuazione, negli Stati Uniti è la procedura predominante, il 96% per cento degli aborti del secondo trimestre statunitensi avviene per D&E secondo il manuale ufficiale della National Abortion Federation. La tecnica: 1) dilatazione della cervice; 2) aspirazione del liquido amniotico; 3) introduzione del forcipe, pinza di Bierer, di Sopher o di Hern, con ganasce a denti metallici, attraverso il canale cervicale, con le ganasce chiuse; 4) apertura del forcipe all'interno della cavità uterina, chiusura attorno a un arto o a una porzione del tronco, rotazione di novanta gradi per disarticolare il pezzo, estrazione; 5) ripetizione  del passaggio precedente finché il feto non è completamente estratto in frammenti.  Alla fine l’operatore deve identificare torace, colonna, cranio, i quattro arti e la placenta per verificare che l’evacuazione sia completa. Il bimbo viene smembrato senza anestesia, un pezzo alla volta. Oltre la ventiduesima settimana, si induce il parto e poi si lascia morire il bambino in un recipiente di metallo. Molti riescono a respirare e muoiono di disidratazione impiegando anche un giorno
.  Nelle prime ore hanno la forza di piangere. Muoiono soli e nel dolore.  La bambina oggetto Lula quando saprà leggere scoprirà che la persona che le ha dato il Dna materno doveva essere perfetta e che l’obbligo della perfezione era su di lei:  se non lo avesse rispettato sarebbe stata smembrata alla sedicesima settimana o fatta morire per disidratazione alla ventesima.  OBBLIGO DI PERFEZIONE La spina bifida può essere operata prima della nascita, cosicché il bimbo nasca sano.  Si possono diminuire i danni cognitivi della trisomia 21 somministrando alla mamma antiossidanti durante la gravidanza, e per quanto riguarda la mancanza di uno o più arti guardate le bellissime pubblicità della Toyota dedicate agli atleti paraolimpici. Preghiamo per Lula, che resti sempre sana, carina, con «i colori delle fate», come  dice la sua proprietaria, che non si azzardi ad ammalarsi, che nulla la sfiguri, che non si sogni di diventare un’adolescente con l’acne o, Dio non voglia, sovrappeso. È documentato in letteratura che i bambini che nascono da Gpa subiscono le scariche di cortisolo della gestante che sa di non doversi affezionare e ne soffre, sottoposta a continui controlli, senza un uomo vicino che le dica: ora nasce il nostro bambino. Durante la gravidanza si attua una prima parte dell’attaccamento, destinato a essere lacerato, e  tutto l’adattamento epigenetico. Questo può portare conseguenze più o meno gravi sul suo sviluppo psicofisico.  Lo stress della gestante è molto più alto nella Gpa gestazionale rispetto a quella genetica. La gestazione, i nove mesi nel corpo della madre sono il paradiso, per ognuno di noi, ma non per i bambini venduti. Per ogni creatura umana il parto è difficile. Per i bambini venduti è molto più difficile e rischioso e doloroso perché i loro acquirenti li fanno nascere con parto indotto.  «Quando la dottoressa torna a monitorare Daisy, mi accorgo che sorridono solo le bocche sulla sua bandana. Ha  perso l’allegria mentre ci spiega che i farmaci per l’induzione stanno affaticando il cuore di Lula, meglio sospenderli e vedere come va». È scritto sul libro.  CUORE IN SOFFERENZA La pratica criminale del parto indotto danneggia il cuore della bambina, causa distress respiratorio e quasi sicuramente ipoglicemia grave. I due committenti vanno a mangiare per consolarsi dell’ansia. Il libro spiega che nella gestazione per altri si programma l’induzione. La frasetta è buttata lì, con tutto il suo carico di dolore inutile, di rischio inutile, di morte possibile, per i comodi di acquirenti e dell’enorme massa di avvoltoi che si ingrassa sulla Gpa, mentre alle due donne usate va un pugno di noccioline e poco più. Nella gestazione per altri la data del parto non può essere lasciata al caso. I committenti arrivano quasi sempre da un altro Paese: hanno voli, visti, avvocati e documenti consolari da coordinare per uscire con il neonato. Il travaglio spontaneo, con la sua finestra di quindici giorni, è «incompatibile» con questo scenario logistico. Per questo, con frequenza molto superiore alla  popolazione generale, il parto viene programmato tramite induzione farmacologica o cesareo elettivo, in modo che tutti sappiano giorno e ora della consegna. L’induzione consiste nello stimolare artificialmente le contrazioni uterine prima che il travaglio inizi da sé. I metodi combinati sono tre: prostaglandine (misoprostolo, dinoprostone) per maturare il collo dell’utero; palloncino di Foley inserito nel canale cervicale per dilatarlo meccanicamente; ossitocina sintetica in fleboclisi per innescare e sostenere le contrazioni. Spesso si aggiunge l’amniorexi, la rottura artificiale del sacco.  L’intera procedura può durare fino a due giorni: non è un evento fisiologico, è un vero e proprio intervento medico brutalmente antifisiologico.  L’induzione non è una scorciatoia innocua. Quando viene effettuata senza vera indicazione medica, come accade per la logistica della Gpa, i rischi aumentano per la donna e per il bambino. Per la gestante il rischio principale è il fallimento dell’induzione con esito in cesareo d’urgenza: casistic
he statunitensi mostrano il 34% di cesarei nelle induzioni elettive contro il 20% dei travagli spontanei, è quello che succede anche in questo caso. La donna che ha portato la gravidanza della bambina oggetto Lula, per colpa dell’induzione deve subire un cesareo. Le contrazioni da ossitocina sintetica sono più intense, dolorose e ravvicinate di quelle naturali: aumentano la richiesta di peridurale e portano il corpo della madre all’esaurimento.  L’iperstimolazione uterina può causare rottura d’utero, e l’emorragia post-partum è più frequente per atonia dell’utero sovra stimolato.  Un’indagine canadese del 2024 sulle gestanti surrogate ha mostrato che queste donne hanno un rischio di emorragia post partum e pre eclampsia da due a tre volte più alto delle gravide comuni, e un tasso di parto pretermine significativamente maggiore. Per il feto il pericolo principale è la prematurità iatrogena: indurre prima delle 39 settimane, come spesso capita nella Gpa, espone il neonato a distress respiratorio, ipoglicemia, ricovero in terapia intensiva neonatale, degenze prolungate. Le contrazioni indotte, più forti delle spontanee, riducono l’ossigenazione placentare: aumentano gli episodi di sofferenza fetale al cardiotocografo e di conseguenza i cesarei d’urgenza. Il misoprostolo è associato ad alterazioni del  battito fetale; l’o ss ito ci na prolungata a maggior rischio di ittero neonatale. Nella Gpa questo peso ricade sulla gestante, che partorisce senza essere la madre giuridica, e sul bambino, che nasce quando serve al contratto, non quando è pronto da sé. Ricordiamo che è il feto che dà inizio al parto, quando è pronto per nascere, con un dialogo chimico che rompe l’equilibrio della gravidanza. Se il parto non è cominciato, il bambino non è pronto, e costringerlo a nascere prima è l’ennesimo crimine contro di lui.  GIÀ ABBANDONATA La cosiddetta madre che non ha avuto nessun problema a causare alla bambina distress respiratorio da induzione pianta una grana perché nella foto per il passaporto la bambina non ha una tutina carina: la bimba ha l’obbligo di essere la più carina del reame, con i «colori delle fate». Quando la bambina sta male è il proprietario di sesso maschile e padre genetico che la accompagna dentro il pronto soccorso. Tagliaferri Chiara, che dovrebbe essere la principale figura di attaccamento, resta fuori perché entrare in pronto soccorso le dà ansia. Questo, insieme ai danni del parto da induzione, è il paradigma più lampante di un accudimento che è ben più che disfunzionale, il termine corretto è deforme. L’amore è sacrificio, è darsi per l’altro. Qui, come nel parto da induzione, è sacrificata la bambina, la sua necessità di avere vicino durante la paura di un ricovero in pronto soccorso la sua principale figura di attaccamento, è disattesa perché la sensibile signora «c’ha l’ansia».  Gli acquirenti che hanno sottratto a un bambino il diritto alla mamma, all’allattamento, a un parto naturale, non dovrebbero poter tenere i bambini acquistati. Dovrebbe essere vietato per legge, senza lasciare per nessun motivo discrezionalità al giudice. Le persone che hanno commesso questo crimine prima che la legge lo vietasse non possono essere perseguite in quanto la legge non può essere retroattiva, ma sarebbe opportuno che siano tolti i diritti civili, perché chi ha commesso questo crimine non è giusto che voti, o che possa essere eletto. Ed è impensabile che, come fanno i due proprietari della bambina oggetto Lula, ricevano denaro pubblico per occuparsi di cultura.  Concludo l’articolo con un ringraziamento al presidente del Consiglio del mio Paese, signora Giorgia Meloni, di aver dichiarato tutto questo pratica che offende l’uomo, offende Dio, offende i bambini ridotti a cose, reato universale.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: SILVANA DE MARI  Heading: Z QUELLO CHE NESSUNO DICE  Highlight: C’è anche un altro metodo per la gpa, che non prevede la «donazione» di ovuli. Ma resta inaccettabile perché toglie il figlio alla vera mamma   Nel documentario «Eggsploitation», alla protagonista Sindy Reed vengon
o fatte ben 60 punture alle ovaie: e ognuna di esse è pericolosa   Anche una ragazza sana rischia peritonite, trombosi, infarti e ictus. Effetti collaterali severi compaiono nel 10% dei cicli, quelli più lievi nel 23%   Separare il piccolo dalla madre dopo il parto vuol dire infliggergli una ferita primaria, costringerlo a produrre sempre ormoni da stress  Image:COPPIA Nicola Lagioia e Chiara Tagliaferri, autrice del libro Arkansas, in alto RIVELAZIONI SCHOCK Il documentario Eggsploitation affronta il mercato della fertilità -tit_org- L'utero in affitto nuoce gravemente alla salute   Ovaie iper stimolate, cuore in affanno, emorragie: l ’ utero in affitto ricade sulla salute di donne e bimbi   -sec_org-
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