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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Proprio di recente il gruppo ha siglato una convenzione con Cisl Cuneo ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080403111107143.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080403111107143.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"GAZZETTA D'ALBA" </b>  del 04 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:36:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Proprio di recente il gruppo ha siglato una convenzione con Cisl Cuneo    Secondo l’ultima rilevazione  dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), il 9,9% della popolazione, vale a dire circa 5,8 milioni di italiani, ha rinunciato ad almeno una visita medica o a un esame diagnostico necessario, per i tempi di attesa o per difficoltà di tipo economico. Secondo i dati della fondazione Gimbe, inoltre, la spesa sanitaria delle famiglie italiane rappresenta ormai il 23% della spesa sanitaria complessiva del Paese. Proprio in questo contesto si inserisce la convenzione di recente siglata da Cisl Cuneo e gruppo Cidimu, per un nuovo modello di welfare territoriale che potrebbe estendersi ad altre aree piemontesi.   Se lo augura Francesco Morabito, che è responsabile dei rapporti istituzionali del Cidimu e che ha seguito e veicolato l’intesa. È un accordo che non si propone come alternativa al Servizio sanitario nazionale, del quale riconosce il ruolo insostituibile, ma come vera opportunità, offerta a chi altrimenti può trovarsi a rinunciare a un controllo indispensabile. Al centro della convenzione, accanto a una scontistica su visite specialistiche ed esami, vi è un programma distribuito lungo l’arco di un anno: dalla prevenzione cardiovascolare a quella oncologica, passando per la funzionalità d’organo e la diagnosi precoce. Per il gruppo Cidimu la  convenzione segna l’ingresso in un ambito di collaborazione con il mondo sindacale, in continuità con la missione di prevenzione e diagnosi precoce che l’azienda persegue da oltre quattro decenni sul territorio piemontese. Per Cisl Cuneo è un’intesa che rappresenta un’evoluzione naturale del proprio ruolo di tutela, che si allarga dal piano contrattuale a quello della salute degli iscritti, come delle loro famiglie. A parlarne è Enrico Solavagione, segretario generale della Cisl cuneese: «La sanità pubblica è in difficoltà da almeno vent’anni. La Cisl, con un approccio molto pragmatico, continuerà ai tavoli negoziali a chiedere più  assunzioni e maggiori investimenti negli ospedali come nelle Asl.  Nel frattempo, però, le persone si ammalano e hanno bisogno di risposte subito. La convenzione con il gruppo Cidimu rappresenta un salvagente, per non lasciarle sole di fronte alle difficoltà e ai disservizi, in attesa che la sanità pubblica torni a funzionare come deve». Dice Ugo Riba, l’amministratore unico del Cidimu: «Che un’organizzazione sindacale abbia scelto di avvicinarsi al privato non è scontato e per questo considero la convenzione un riconoscimento importante: significa che siamo percepiti come un punto di riferimento affidabile per la sanità privata e non come un semplice fornitore di prestazioni. È una responsabilità che prendiamo per davvero molto sul serio». m.g.o.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:L’esterno del San Paolo-Cidimu ad Alba. ACCHETTO -tit_org- Proprio di recente il gruppo ha siglato una convenzione con Cisl Cuneo   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Salari reali finito il tempo delle illusioni = Salari reali: basta illusioni se il paese vuole crescere occorrono scelte coraggiose ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080401791206060.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 43 di <b>"GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" </b>  del 04 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:29:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Salari reali finito il tempo delle illusioni   L’ANALISI   SALARI REALI: BASTA ILLUSIONI SE IL PAESE VUOLE CRESCERE OCCORRONO SCELTE CORAGGIOSE  E VALERIO POTÌ  L  a Nota di lavoro n. 1/2026 dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb), pubblicata pochi giorni fa, mette nero su bianco un dato che dovrebbe dominare il dibattito di politica economica: tra il 1990 e il 2026 le retribuzioni lorde dei lavoratori dipendenti del settore privato sono diminuite, in termini reali, del 6,6%. Trentasei anni di dinamica retributiva depressa, accompagnata da una dispersione salariale crescente.  A PAGINA 46>>  di FRANCESCO CAUTILLO E VALERIO POTÌ HR DIRECTOR / DOCENTE DI ECONOMETRIA - UNIBA  L  a Nota di lavoro n. 1/2026 dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb), pubblicata pochi giorni fa, mette nero su bianco un dato che dovrebbe dominare il dibattito di politica economica: tra il 1990 e il 2026 le retribuzioni lorde dei lavoratori dipendenti del settore privato sono diminuite, in termini reali, del 6,6%. Trentasei anni di dinamica retributiva depressa, accompagnata da una dispersione salariale crescente, concentrata nella fascia bassa dei redditi e alimentata da part-time involontario e frammentazione contrattuale.  Ci siamo raccontati che il problema fosse l'inflazione. Non è così. L'inflazione è stata uno shock globale; la vera anomalia italiana è che, mentre gli altri Paesi hanno recuperato il potere d'acquisto perduto, noi siamo rimasti fermi. L'Employment Outlook dell'OCSE, presentato il 7 luglio, colloca le retribuzioni reali italiane ancora al 6,1% sotto i livelli del primo trimestre 2021 - il divario più ampio tra le grandi economie avanzate - e stima per il 2026 una nuova flessione dello 0,9%, con un recupero appena dello 0,2% nel 2027.  Nel Mezzogiorno il quadro è anche più difficile. Solo il 54% dei giovani tra i 20 e i 34 anni lavora, contro oltre l'80% del Nord-Est; la disoccupazione giovanile meridionale (20,5%) è più di tre volte quella del Nord. Quando il lavoro c'è, retribuisce poco: circa 15.600 euro lordi annui per i dipendenti privati sotto i 35 anni. Né vale l'obiezione del minor costo della vita: l'erosione del reddito avviene comunque, per altra via, attraverso servizi più fragili - la sola mobilità sanitaria calabrese è arrivata a costare 327 milioni di euro nel 2024, secondo Gimbe. E il conto finale lo presenta la demografia: 175mila giovani tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato il Sud tra il 2022 e il 2024, in maggioranza laureati, un investimento formativo perduto che Svimez quantifica in circa 8 miliardi l'anno.  Qui si innesta un paradosso che rischia di illudere. Il consuntivo Istat diffuso a fine giugno ha confermato che nel 2025 il Mezzogiorno è cresciuto, per il quarto anno consecutivo, più del resto del Paese: +0,6% contro il +0,5% di Nord e Centro, con un'occupazione in aumento dell'1,5% contro l'1,1% nazionale - un vantaggio che le stime per l'anno in corso danno sostanzialmente confermato. Ma crescita e produttività, dalla pandemia in poi, si muovono in direzione opposta: l'espansione meridionale è stata trainata dalla spesa pubblica e dal PNRR, che hanno alzato la domanda senza aumentare apprezzabilmente l'intensità di capitale per ora lavorata – il Superbonus ha migliorato l'efficienza energetica degli edifici, non il capitale impiegato nei processi produttivi – e senza innescare una riqualificazione apprezzabile della forza lavoro e, dunque, del capitale umano.  Il conto lo pagano i salari: tra il 2021 e il 2025, documenta l'ultimo Rapporto Svimez, le retribuzioni reali sono calate del 10,2% al Sud contro l'8,2% del Centro-Nord, e i lavoratori poveri meridionali sono saliti a 1,2 milioni. Si può crescere con bassa produttività, ma allora i salari restano bassi.  Il rischio, ormai imminente, è che questa crescita si esaurisca con la spinta che l'ha generata.  Tra il 2019 e quest'anno il Pil del Mezzogiorno sarà cresciuto, in base alle stime del Check-up Mezzogiorno di Confindustria e Srm presentato a Bari a luglio, dell'8,3% cumulato, sopra il 6,3% nazionale. Ma l'impulso del PNRR è per
 costruzione temporaneo e siamo entrati nella sua fase conclusiva: Prometeia stima per il 2026-2029 una crescita media dello 0,3% per il Sud, questa volta sotto la media nazionale. La convergenza si allontanerebbe, a meno di trasformare l'impulso del Piano in produttività strutturale.  Che ciò sia possibile lo suggeriscono alcuni segnali concreti. L'occupazione meridionale cresce nei servizi professionali e nell'agroalimentare; il Sud presidia già settori strategici per la nuova politica industriale europea - semiconduttori, aerospazio, farmaceutico, energie rinnovabili - e produce l'85% delle auto italiane. La Zes Unica ha già generato, secondo lo stesso Check-up, oltre 9 miliardi di investimenti diretti e circa 25mila posti di lavoro.  Sono le premesse di un modello - connettività università-impresa, infrastrutture, fiscalità competitiva e prevedibile - che ricorda, con i dovuti distinguo, la strategia con cui l'Irlanda ha attratto investimenti e innovazione, così diventando rapidamente uno dei paesi più dinamici in Europa nonostante partisse da condizioni di grave sottosviluppo. Ma senza una pubblica amministrazione capace di dare certezze e servizi, il Sud continuerà non solo a non attrarre investimenti ma anche a non trattenere i suoi giovani migliori.  Su questo sfondo va letta la questione salariale nazionale. La politica dei redditi nasce con il Protocollo del luglio 1993, che archiviò la scala mobile per ancorare i salari alla produttività tramite la contrattazione collettiva: una scelta giusta, che stabilizzò il Paese e aprì la strada all'euro. Ma ogni modello regge finché reggono le sue premesse, e da oltre vent'anni la produttività italiana cresce troppo poco. Nel Mezzogiorno la catena si spezza ancora prima: il tessuto produttivo è fatto di Pmi poco managerializzate - solo il 28% delle imprese familiari italiane si affida a manager esterni, contro il 60% di Francia, Germania e Spagna - e il 42% delle aziende pugliesi fatica a reperire profili tecnici, segnala la Camera di Commercio di Bari.  La stessa Nota dell'Upb chiarisce perché la leva fiscale non basti più: l'Irpef ha più che raddoppiato la propria capacità redistributiva dal 1990 (l'indice passa da 0,028 a 0,065, per l'80% grazie alle riforme), ma il sistema è ormai vicino alla saturazione attenua le disuguaglianze ex post senza toccare le cause strutturali della stagnazione retributiva. Per le stesse ragioni sarebbe un errore riproporre la scala mobile: l'indicizzazione automatica appartiene a un contesto che non esiste più e riaprirebbe la spirale prezzi-salari senza incidere sulla competitività.  Sindacati e imprese discutono di un nuovo Patto per salari, produttività e partecipazione, mentre il Governo conferma la detassazione dei premi di risultato. Segnali utili, ma insufficienti per il Sud: come chi scrive ha già documentato su queste colonne, i contratti di produttività sono concentrati per il 74% al Nord e si fermano al 9-10% nel Mezzogiorno. Estendere la contrattazione di secondo livello senza prima rafforzare la produttività delle imprese meridionali significa premiare i territori già forti, allargando il divario anziché colmarlo.  La partita si gioca dunque su più fronti insieme: contrattazione di secondo livello, welfare aziendale e riduzione del cuneo fiscale, certo; ma anche, e nel Mezzogiorno soprattutto, servizi pubblici, capitale umano e politica industriale, perché la contrattazione abbia davvero qualcosa da distribuire. Il salario non è una semplice voce del conto economico delle imprese: è il principale indicatore della qualità dello sviluppo di un Paese. E un'Italia che non risolve il divario del Mezzogiorno non colmerà mai quello che la separa dal resto d'Europa. Il tempo delle analisi è alle nostre spalle; è arrivato quello delle scelte. Perché senza salari adeguati non esiste produttività sostenibile, e senza produttività - al Nord come al Sud - non esiste una politica dei redditi capace di garantire sviluppo, competitività e coesione sociale.  ---End text---  Author: FRANCESCO CAUTILLO  Heading: L’ANALISI  Highlight:   Image:
 -tit_org- Salari reali finito il tempo delle illusioni   Salari reali: basta illusioni se il paese vuole crescere occorrono scelte coraggiose   -sec_org-
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		<tp:writer>FRANCESCO CAUTILLO</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Prevenzione: rispondono in pochi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080401751405690.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 52 di <b>"GIORNALE DI MONZA" </b>  del 04 Aug 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le adesioni alle campagne di screening oncologici gratuiti sono ancora a livelli troppo bassi: nel Nordovest gli esami meno effettuati sono quelli al colon-retto</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:04:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Prevenzione: rispondono in pochi Le adesioni alle campagne di screening oncologici gratuiti sono ancora a livelli troppo bassi: nel Nordovest gli esami meno effettuati sono quelli al colon-retto  Screening oncologici gratuiti: sono ancora troppe le persone che non aderiscono all’iniziativa del sistema sanitario nazionale - prevista anche nei livelli essenziali di assistenza così come rimangono molto elevate le disparità territoriali.  Un report della fondazione Gimbe mette insieme i dati raccolti dall’osservatorio nazionale screening e denuncia come nel 2024 oltre la metà della popolazione target non abbia aderito agli screening oncologici gratuiti previsti dal SSN, riguardanti i tumori alla mammella, alla cervice e al colon-retto. Il 54% di popolazione target non si è presentata ai controlli, un totale di oltre 7,6 milioni di persone.  In parte le assenze sono dovute al mancato invito, ma in parte - la quota maggiore non ha aderito per scelta. Il report quantifica, in relazione alle fasce demografiche interessate, le percentuali di inviti spediti e di adesioni raccolte. In molte regioni le percentuali di inviti spediti supera il 100% perché recupera inviti già spediti in precedenza, ma la situazione è abbastanza desolante.  La realtà del Nordovest Sebbene sia nel Mezzogiorno la situazione peggiore, anche nelle nostre regioni non mancano sorprese. Percentuali non proprio elevate sono quelle delle nostre regioni per quanto riguarda la prevenzione dei tumori al colon-retto. Siamo sotto la media nazionale in Liguria, dove le adesioni sono state del 29,7%. Certo, il dato è molto lontano rispetto al 4,5% della Calabria (il dato peggiore in  assoluto), ma è comunque un’opportunità sprecata. Sotto la media nazionale di adesioni anche per quanto riguarda lo screening dei tumori alla cervice in Valle  d’Aosta, con il 41,9% di adesioni siamo quasi 10 punti percentuali sotto la media nazionale. Per quanto riguarda le altre aree di intervento siamo in linea con i dati dell’Italia, il più delle volte di qualche punto percentuale più alti.  Gli screening oncologici inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che tutte le Regioni devono garantire gratuitamente, comprendono la mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, lo screening del tumore della cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del colon-retto per donne e uomini tra 50 e 69 anni. Escludendo le fasce di popolazione non presenti nel target individuato, sono state invitate in tutto nel 2024 in Italia a eseguire un test di screening 14.101.942 persone, ma si sono presentate negli studi meGRATUITI dici 6.481.002 persone. Seolon-rettale condo Nino Cartabellotta, Adesione presidente della Fondazione 47,3% 35,7% Gimbe, «Il da29,7% to nasconde 64,1% profonde diffe58,8% renze non solo 56,2% tra i tre pro31,4% grammi di 53,2% screening, ma 55,6% soprattutto tra 42,3% Regioni e aree 42,1% geografiche 25,1% del Paese». Va 29,2% specificato an26,7% che che la Leg14,3% ge di Bilancio 23,4% 2026 ha previ26,1% sto un finan32,9% ziamento dedi4,5% cato per am14,6% pliare progres19,7% sivamente le 33,3% fasce di età dei programmi di screening oncologico. Diverse Regioni avevano già anticipato questa scelta con risorse proprie extra-LEA, offrendo la mammografia anche alle donne di 45-49 e 70-74 anni e lo screening del colon-retto anche alle persone di 70-74 anni. «Il tasso di adesione agli screening – spiega Cartabellotta – riflette anche la capacità dei servizi sanitari regionali di governare l’intero percorso: aggiornare costantemente le anagrafiche della popolazione target, programmare e spedire gli inviti, realizzare campagne di sensibilizzazione ed erogare i test». Il posizionamento di ciascuna Regione nei tre programmi risulta nel  complesso omogeneo, confermando differenze strutturali nella capacità organizzativa dei sistemi sanitari regionali.  Aumentano gli screening effettuati, ma i casi di tumori e lesioni precancerose sfuggiti al programma di prevenzione sono comunque 50.300 «I dati ONS 2024 – specifica il presidente Cartabellotta – mostrano un
a crescita sia degli inviti sia della copertura della popolazione. Tuttavia, l’Italia resta molto lontana dall’obiettivo fissato nel 2022 dal Consiglio dell’Unione Europea: garantire entro il 2025 una copertura degli screening oncologici di almeno il 90% della popolazione target. Il Piano Nazionale di Prevenzione 2026-2031, recentemente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, colloca questo traguardo al 2029, con obiettivi intermedi di almeno il 70% nel 2027 e l’80% nel 2028». «Nel 2024 – spiega il Presidente – si stima che il mancato raggiungimento di una copertura del 90% non abbia consentito di identificare oltre 11.000 carcinomi della mammella, di cui più di 2.300 invasivi di piccole dimensioni; quasi 9.700 lesioni precancerose del collo dell’utero; 4.700 tumori del colon-retto e quasi 25.000 adenomi avanzati. Nel complesso, oltre 50.300 tumori e lesioni che i programmi organizzati avrebbero potuto intercettare, permettendo di avviare tempestivamente gli approfondimenti diagnostici e, quando necessario, il trattamento specifico».  l Alessandro Zonca  ---End text---  Author: Alessandro Zonca  Heading:   Highlight:   Image:SCREENING ONCOLOGICI 2024: ESTENSIONI E ADESIONI NELLE VARIE TIPOLOGIE DI CONTROLLI GRATUITI Regione  Lombardia Piemonte Liguria Valle d’Aosta Veneto Provincia Autonoma Trento Provincia Autonoma Bolzano Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Umbria Lazio Marche Abruzzo Campania Molise Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA  Screening mammografico  Screening cervicale  Screening colon-rettale  Estensione  Adesione  Estensione  Adesione  Estensione  Adesione  110,4% 101,4% 102,1% 58,1% 100% 94,5% 98,5% 84,7% 103,3% 102,6% 103,5% 102,5% 87,5% 96,2% 91,3% 100,4% 88,7% 79,2% 69,2% 89,1% 82,1% 97,3%  60% 53,4% 47,8% 50,2% 65,7% 74% 58,1% 59,7% 73,9% 64,9% 69% 42,3% 40,3% 48,4% 29,6% 42,7% 47,8% 56,5% 15,2% 28,9% 33% 50%  120,8% 159,1% 107,5% 83,6% 120,1% 129,4% 79,9% 78,9% 116,9% 120,8% 98,1% 111,1% 167,9% 121,9% 91% 109% 151,8% 91,1% 74,3% 106,2% 101,6% 117,2%  58,1% 59,7% 35,1% 41,9% 67,5% 90,3% 31,1% 58,4% 74,7% 63,3% 64,1% 37,9% 69,7% 53,6% 28,7% 37,9% 65,8% 52,2% 12,2% 27,8% 35,9% 51%  101,9% 108,2% 99,2% 96,7% 96,5% 111,4% 110,2% 100,7% 118,8% 98,8% 106,4% 102,4% 85,6% 104,7% 61,5% 91,3% 105% 84,6% 86,9% 95,3% 60,8% 94%  47,3% 35,7% 29,7% 64,1% 58,8% 56,2% 31,4% 53,2% 55,6% 42,3% 42,1% 25,1% 29,2% 26,7% 14,3% 23,4% 26,1% 32,9% 4,5% 14,6% 19,7% 33,3%  Fonte: Elaborazione Gimbe su dati ONS, anno 2024 -tit_org- Prevenzione: rispondono in pochi   -sec_org-
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		<tp:writer>Alessandro Zonca</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Ragazzo muore nei campi Ore di stop da allungare = Il caldo uccide ancora nei campi «Alungare lo stop del raccolto» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080401791306061.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 04 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:29:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ragazzo muore nei campi Ore di stop da allungare Birolini a pagina 11   LE TEMPERATURE ELEVATE   Il caldo uccide ancora nei campi «Allungare lo stop del raccolto»  «N  el 2026 non si può morire di lavoro...Bisogna capire bene cosa è accaduto». Fabio Singh, segretario della Flai Cgil di Cremona, cerca risposte. Il decesso di un bracciante romeno di 19 anni nelle campagne di Stagno Lombardo è tutto da chiarire. L’unico punto fermo sembra essere il caldo atroce che incombe sulla pianura padana: una fornace, specialmente per chi fatica per ore nei campi. Dal 14 giugno , rimarca la Flai Cgil, almeno 16 lavoratori agricoli hanno perso la vita, di cui 5 stroncati dalle temperature troppo elevate.  Il ragazzo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, si è sentito male verso le 17, quando il termometro segnava 37 gradi, e poi è morto in serata in ospedale. «L’ordinanza regionale prevede lo stop delle attività tra le 12.30 e le 16 - riflette Singh - ma è evidente che in queste condizioni eccezionali andrebbe prolungata almeno di un’ora: il calore di fatto resta lo stesso fino a sera».  La dinamica del dramma resta tutta da capire: il giovane era impegnato nella raccolta dei pomodori, iniziata a metà luglio, che però solitamente non avviene in modo manuale.  «L’intera zona è caratterizzata dalla raccolta meccanizzata del prodotto sottolinea Singh - non è chiaro se la vittima si trovasse sul terreno o a bordo di un macchinario». Il 19enne (le cui generalità non sono ancora state rese note per rispetto della famiglia, che si sta cercando di rintracciare) lavorava con contratto regolare per un’azienda piacentina, che probabilmente ha terreni in affitto nei campi cremonesi. Va però verificato se le  sue mansioni prevedevano di essere impiegato proprio in quel luogo e a quell’ora. Sarà poi l’autopsia a stabilire le cause del decesso. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil invitano a verificare eventuali «condizioni estreme, da considerare nel caso una grave e insopportabile violazione del diritto a un lavoro dignitoso e rispettoso delle regole».  Il gran caldo non dà tregua all’intero Centro Nord: ieri le temperature hanno oscillato nuovamente ben sopra ai 35 gradi fino a sera inoltrata.  Un problema non solo per i lavoratori ma anche per anziani e bambini rimasti in città. E la situazione non  sembra destinata a migliorare a breve. Fino a domani si prevedono infatti 25 città, su 27 monitorate, col bollino rosso di allerta del ministero della Salute per le ondate di calore. Per registrare un lieve calo delle temperature bisognerà attendere il 7 agosto, quando dovrebbero scatenarsi alcuni temporali specie sulle Alpi.  Intanto però aumenta il rischio degli incendi. Ieri è proseguita la lotta contro il rogo che nell'Aquilano va avanti dal 22 luglio e che finora ha distrutto oltre 74 ettari di prateria e boschi: in azione cinque canadair e un elicottero della protezione civile. Le fiamme si sono riattivate più volte a  causa del caldo e del vento, dal territorio del comune di Lucoli, con il fronte del fuoco lungo chilometri che si è avvicinato alle frazioni del comune dell'Aquila, di Roio Piano, Roio Poggio e Santa Rufina.  Grande preoccupazione anche negli allevamenti. «Il periodo estivo comporta fisiologicamente un calo della produzione di latte - spiega Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Toscana - , ma temperature come quelle di queste settimane aggravano enormemente il problema e aumentano le difficoltà delle aziende zootecniche».  ---End text---  Author: MARCO BIROLINI  Heading: LE TEMPERATURE ELEVATE  Highlight: Un 19enne stroncato dall’alta temperatura nel Cremonese La Flai: «Niente lavoro almeno fino alle 17 quando le condizioni sono così estreme» Anche oggi e domani ci sarà il bollino rosso in 25 città  Image: -tit_org- Ragazzo muore nei campi Ore di stop da allungare  Il caldo uccide ancora nei campi «Alungare lo stop del raccolto»   -sec_org-
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		<tp:writer>MARCO BIROLINI</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Contratto Sanità, con regole e paletti IA entra per la prima volta nel confronto ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080401788306027.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"CONQUISTE DEL LAVORO" </b>  del 04 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:29:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Contratto Sanità, con regole e paletti IA entra per la prima volta nel confronto  P  er la prima volta l’IA entra nel contratto della Sanità ponendo chiari paletti e specifiche per il suo utilizzo. È questa una delle principali novità del contratto firmato nella sede dell'Aran. Il datore che farà ricorso all’IA dovrà fornire al dipendente un'informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cybersicurezza e sulle possibili ricadute sull'organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance”. È esclusa ”ogni decisione prevalentemente o esclusivamente automatizzata su atti che producano effetti giuridici  o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro, senza un congruo intervento umano”. Al dipendente è garantito il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi utilizzati. Restano ferme, e ”non delegabili ai sistemi di IA, la responsabilità dirigenziale e quella dei titolari dei poteri decisionali”. I riflessi dell'IA sull'organizzazione dei servizi rientrano tra le materie della contrattazione integrativa. Il contratto aggiorna l'ordinamento professionale, con la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza.  A. B.  ---End text---  Author: a.b  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Contratto Sanità, con regole e paletti IA entra per la prima volta nel confronto   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Dà un pugno al medico che visitava la moglie ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080401788206026.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 12 di <b>"FATTO QUOTIDIANO" </b>  del 04 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:29:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[POLICLINICO DI NAPOLI  Dà un pugno al medico che visitava la moglie  ENNESIMA AGGRESSIONE per il personale sanitario. Questa volta è accaduto a Napoli. I carabinieri hanno arrestato un 26enne napoletano con l’accusa di lesione a personale sanitario. Secondo quanto ricostruito, l’uomo ha sferrato un pugno a un medico specializzando, dopo essersi lamentato per la mancanza di attenzioni nei confronti della moglie al nono mese di gravidanza, ricoverata nel reparto di Ostetricia del Policlinico Federico II. Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2025 gli operatori sanitari aggrediti sono stati 23.367. Di questi, il 55 per cento sono infermieri e addirittura il 60 per cento delle vittime sono donne.   q  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Dà un pugno al medico che visitava la moglie   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Salute: il dentista di FdI piazzato alle Emergenze = Ferragosto, blitz della destra al ministero per mettere dentista di FdI alle Emergenze ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/04/2026080401791906063.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"FATTO QUOTIDIANO" </b>  del 04 Aug 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Salute: il dentista di FdI piazzato alle Emergenze   » ASSALTO ALLA DILIGENZA   SALUTE IN GIOCO UNA DELLE DIREZIONI CHIAVE. L’INTERESSATO: “NON LO SAPEVO, MA PARTECIPERÒ”  Ferragosto, blitz della destra al ministero per mettere dentista di FdI alle Emergenze  I  l governo Meloni mette un altro tassello nella conquista dei vertici della sanità pubblica. E lo fa nel pieno dell’es tate, quando l’attenzione del Paese è altrove.  A PAG. 8  POLTRONE  » Linda Di Benedetto  I  l governo Meloni mette un altro tassello nella conquista dei vertici della sanità pubblica. E lo fa nel pieno dell’estate, quando l’attenzione del Paese è altrove.  È venerdì 31 luglio quando, sul portale del ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci compare l’avviso per una delle caselle amministrative più delicate: la Direzione generale delle Emergenze sanitarie. La scadenza è fissata al 10 agosto. Dieci giorni appena, a cavallo della pausa estiva. Un blitz che, secondo più di una fonte dei corridoi di Viale Giorgio Ribotta, ricalcherebbe un profilo preciso: Carlo Monti. Dentista di formazione, con un dottorato e specializzazioni in Medicina del lavoro e docenze a Tor Vergata, il dirigente vanta anche competenze “con particolare riguardo alla gestione delle emergenze sanitarie”, come richiesto dall’interpello. Cresciuto politicamente nello storico vivaio  di Colle Oppio, Monti è un ex fedelissimo della corrente di Rampelli poi riposizionatosi con successo, nella mappa di potere di Fratelli d’Italia e attraverso la Croce Rossa Italiana, quando era guidata dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Già Responsabile della Segreteria Tecnica del Ministro Orazio Schillaci, ha fatto un passo indietro dall’incarico politico, rinunciando all’ambita casella dell’Aifa. Con l’interpello di Ferragosto potrebbe riempire l’ultima casella libera all’interno del ministero, anche grazie al passaggio in Agenas, durato appena sette giorni prima del comando al ministero.  Un incarico che secondo i ben informati, gli avrebbe consentito di acquisire lo status di dirigente di ruolo richiesto da un decreto legislativo del 2001, requisito indicato  nell’avviso. Raggiunto telefonicamente dal Fatto il diretto interessato cade dalle nuvole: “Mi ha dato una notizia. Il bando non l’ho visto, adesso lo vedrò. Se i miei requisiti sono attinenti, partecipo”. Raccontano al ministero che gira armato.  È vero? “Ho il porto d’armi rilasciato dalle prefetture per giuste motivazioni. È impossibile che qualcuno mi abbia visto armato al ministero. La prima regola per chi ha un porto d’armi è non farla vedere.  Qualcuno mescola nel torbido”.  Il percorso che potrebbe portare il dentista di Colle Oppio al vertice delle Emergenze è firmato dal Capo Dipartimento del Personale, Giuseppe Celotto, gradito a governi di ogni colore.  L’interpello per il ruolo della direzione generale delle emergenze è un “format” già visto: con l’avviso  di manifestazione di interesse pubblicato lo scorso 30 marzo 2026 , sempre a firma di Giuseppe Celotto, relativo alla Direzione Generale dell’Organismo di verifica e controllo sulle liste d’attesa, per la quale il Ministero ha avviato la procedura di interpello imponendo una finestra temporale di soli 11 giorni, con scadenza fissata il 10 aprile, in pieno periodo pasquale.  Da Pasqua a Ferragosto.  Tra i requisiti previsti spiccavano criteri compatibili con la ginecologa Maria Rosaria, detta Mara, Campitiello (moglie del viceministro agli Esteri di FdI Edmondo Cirielli, già Capo della Segreteria Tecnica e Capo Dipartimento), data da tutti per vincitrice, come anticipato dal Fatto e destinata alla guida del nuovo organismo. La procedura è ferma.  ---End text---  Author: Linda Di Benedetto  Heading: » ASSALTO ALLA DILIGENZA  Highlight: PRECEDENTI: LA SCALATA CAMPITIELLO  IN DUE ANNI ha scalato il ministero della Salute: Mara Campitiello (ginecologa e moglie del viceministro FdI Cirielli) è diventata capo dipartimento.  Image:Sanità Schillaci e Monti ANSA -tit_org- Salute: il dentista di FdI piazzato alle Emergenze    Ferragosto, blitz della destr
a al ministero per mettere dentista di FdI alle Emergenze   -sec_org-
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		<tp:writer>LINDA DI BENEDETTO</tp:writer>
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