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	<title>Rassegna online.</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 31 Jul 2026 16:10:02 +0200</lastBuildDate>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Cesate perde due medici di base: nessun posto libero in paese ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/31/2026073103197107849.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/31/2026073103197107849.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 43 di <b>"NOTIZIARIO" </b>  del 31 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:26:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[S A BM [ TA' - C 'imi 250()(i\wtifi(i ((KCKI eli é il (.lottare, I ¡ï \etlefììl)rc wn/fì/io i loro rueuia   Cesate perde due medici di base:   nessun posto libero in paese   CESATE - Dal primo settembre Cesate penderà contemporaneamente due medici di medicina generale. ValterAgostino Spimpolo e Giovanna Cribbio andranno entrambi in pensione e per circa 2.500 assistiti è già cominciata la ricerca di un nuovo dottore.   Il dato più pesante è che, a oggi, in paese non risulta disponibile nessun medico di famiglia.   L'unica professionista che può ancora accogliere nuovi pazienti è una pediatra e quindi non rappresenta una soluzione per gli assistiti adulti dei due medici.   Allo stato attuale, chi è seguito da Spimpolo e Cribbio dovrà dunque cercare un nuovo dottore obbligatoriamente fuori Cesate, salvo nuovi incarichi da qui a settembre.   Le prime disponibilità risultano a Garbagnate Milanese ma solo previa   verifica e casi particolari, gli altri medici liberi sono a Solaro, ma i canali ufficiali non indicano quanti posti siano effettivamente rimasti. La stima di circa 2.500 persone coinvolte non è ancora un dato ufficiale, ma da la misura del problema. Un medico di famiglia può infatti seguire normalmente fino a 1.500 assistiti, con possibili deroghe in particolari situazioni.   Quello di Cesate non è Lin caso isolato. Secondo l'ultima analisi della Fondazione Gimbe, basata sui dati Sisac, in Italia mancano 5.716 medici di famiglia. Il deficit stimato in Lombardia è di 1.540 professionisti, il dato più alto tra tutte le regioni. Sempre la Lombardia registra la media più elevata di pazienti per medico:   1.533, contro i 1,383 della media nazionale.   La doppia uscita di Spimpolo e Cribbio porta quindi   dentro Cesate una crisi che riguarda ormai gran parte del Paese: i pensionamenti avanzano più velocemente del ricambio e trovare un medico vicino a casa diventa sempre più difficile. LAsst Rhodense informa che chi non riuscirà a trovare un nuovo medico potrà rivolgersi, in caso di necessità, all'Ambulatorio medico territoriale della Casa di Comunità più vicina. Per i cesatesi significa comunque uscire dalla città e andare a Garbagnate Milanese. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20. Resta ora da capire se prima del primo settembre arriveranno nuovi incarichi. Senza sostituzioni, per migliaia di cesatesi il medico di famiglia non sarà più in paese.   Fonre dati: Asst Rhodense, diAts Milano, Fondazione Gimbesu   dati Sisac Francesca del Negro   -tit_org- Cesate perde due medici di base: nessun posto libero in paese   -sec_org-
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		<tp:writer>Francesca del Negro</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Fine vita: non è un tema da affidare alle Recioni ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/31/2026073103155206410.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/31/2026073103155206410.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 31 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:23:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Fine vita: non è un tema da affidare alle Regioni  lcune ReDI CARLO V gioni hanno approvato una legge sul fine vita per dare la possibilità a chi si trova in determinate, ultimative situazioni di poter mettere fine alla propria sofferenza, nella convinzione che non è accettabile imporre di sopportare dolore a chi non ha alcun margine di uscita dalla situazione in cui si trova e alla quale è sua volontà porre fine.  Le polemiche che queste leggi hanno suscitato sono poco comprensibili sia perchè ognuna di esse prevede confini inÈ il parla sormontabili riche d spetto a pratiche, finalmente per esempio l’eutaa legif nasia, che nulla hanno a che vedere con le situazioni terminali che queste leggi affrontano, sia perchè l’obiettivo è evitare il fai-da-te con i viaggi all’estero non sempre trasparenti o l’arrangiarsi e finire in una lista che si sta allungando (la cronaca riporta solo i casi di chi è conosciuto).  Un problema che riguarda questioni tanto delicate non dovrebbe essere delegato alle singole Regioni, determinando quindi una situazione arlecchinesca. Ma la colpa non può essere ascritta alle Regioni che hanno tentato di turare una falla bensì al legislatore che non è riuscito a promulgare una  A  legge e quindi a VALENTINI dettare norme omogenee su tutto il territorio nazionale. Una legge su cui tutti dovrebbero confluire poiché non si tratta di obblighi ma del riconoscimento di un diritto, quello alla dignità della propria vita, che poi ognuno può fare o meno valere secondo la propria sensibilità e il proprio credo.  Se queste regole sono chiare, (niente eutanasia, garanzia che tutto avvenga nel pubblico e quindi non ci siano né sbavature né business) si fatica a amento comprendere perdeve ché non uscire da e decidersi una situazione ogerare gi informe, dove ogni famiglia chiede disperatamente di dare una risposta a un bisogno impellente.  Non vedere quello che succede è, questo sì, immorale. Quindi la diatriba tra le Regioni e i ricorsi alla Corte Costituzionale per le loro leggi, non deve sfociare in una inconcludente polemica politica bensì in una legge approvata dal parlamento che superi quelle regionali. Con un piccolo sforzo, maggioranza di governo e opposizione potrebbero impegnarsi su un testo condiviso.  La politica è chiamata al proprio dovere.  __© Riproduzione riservata__  ---End text---  Author: CARLO VALENTINI  Heading:   Highlight: È il parlamento che deve finalmente decidersi a legiferare  Image: -tit_org- Fine vita: non è un tema da affidare alle Recioni   -sec_org-
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		<tp:writer>CARLO VALENTINI</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Sanità, indennità durante le ferie e incarichi più regolati ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/31/2026073103155806412.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 34 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 31 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:24:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanità, indennità durante le ferie e incarichi più regolati  Indennità anche durante le ferie e rigorosa disciplina degli incarichi sono tra i punti maggiormente qualificanti della preintesa sottoscritta mercoledì scorso del Ccnl relativo al comparto Sanità, che chiude la tornata dei rinnovi per le aree professionali.  Il contenzioso per il riconoscimento delle varie indennità anche nei periodi di ferie è particolarmente intenso proprio nell’ambito del lavoro pubblico nelle strutture sanitarie. La preintesa interviene, coerentemente con gli altri accordi pubblici, per stabilire un criterio in base al quale assicurare ai dipendenti un trattamento non deteriore e tale da non disincentivare la fruizione dei riposi, come stabilito dalla giurisprudenza eurounitaria e dalla Cassazione.  Si introduce, quindi, nelle giornate di ferie l’indennità giornaliera denominata “Indennità ferie”. Il calcolo per quantificarla è un po’ complesso: si farà riferimento, per ciascun dipendente, alle indennità elencate nella tabella connessa all’articolo 28, comma 2, della preintesa, e specificamente a quelle “complessivamente percepite dal dipendente nel corso del semestre (gennaio-giugno o luglio-dicembre) che precede la fruizione delle ferie”.  Il calcolo da effettuare è sommare le indennità complessivamente percepite nel semestre e dividerlo per 6 e ulteriormente dividerlo per 26.   L’indennità spetterà, comunque, a condizione che a esito del calcolo risulti almeno pari ad euro 3, per avere quel tasso di “rilevanza” richiesto dalle ultime pronunce della Cassazione.  In quanto agli incarichi da assegnare e dei criteri da applicare per la loro graduazione ed assegnazione ai dipendenti la preintesa conferma la disciplina degli incarichi molto dettagliata già prefigurata nelle bozze esaminate.  Si afferma l’idea che l’attribuzione e valutazione di incarichi particolari ai dipendenti faccia parte della gestione del rapporto di lavoro: pertanto spetta alla contrattazione dettagliare regole operative che fin qui hanno trovato spazio soprattutto nella legge (il d.lgs 150/2009) o nei regolamenti sul funzionamento degli uffici.  Gli incarichi troveranno presupposto nelle maggiori responsabilità ed impegno, ai quali sono poi riconnessi i particolari trattamenti economici previsti.  In ciascuno dei ruoli sanitari sono istitute tre tipologie di incarico: quello “di posizione”, destinabile al solo personale inquadrato nell’area di elevata qualificazione; quello di “funzione organizzativa”, per il personale inquadrato nell’area dei professionisti della salute e dei funzionari; e infine quello di “funzione professionale”, per il personale inquadrato nell’area dei professionisti della salute e dei funzionari.  Un rapporto di gerarchia regola i vari incarichi: quelli di posizione sono sovraordinati agli incarichi di funzione organizzativa e questi sono a loro volta sovraordinati agli incarichi di funzione professionale: in tal modo si contribuisce a chiarie anche il peso lavorativo e retributivo connesso.  Per il conferimento varrà il possesso di particolari esperienze, conoscenze e titoli, dimostrati nello svolgimento delle funzioni. Gli enti del comparto dovranno istituire, medianti propri atti di organizzazione, gli incarichi, determinando la loro quantità e pesatura: gli incarichi di posizione, comunque, non potranno essere in numero maggiore del 20% degli incarichi di funzione organizzativa e professionale di “complessità media”.  Particolarmente di rilievo la specificazione dei molti criteri che gli enti dovranno adottare per la graduazione delle funzioni, dettata direttamente dal Ccnl.  Il processo di attribuzione dovrà passare per la pubblicazione di un avviso/interpello, per invitare gli interessati a candidarsi e nel quale specificare gli elementi ponderali utili a determinare, in modo trasparente, la graduatoria finale in esito alla quale sceglie i dipendenti destinatari degli incarichi.  Luigi Oliveri ______© Riproduzione riservata _____  n  ---End text---  Author: Luici Oliveri  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Sanità, indennità d
urante le ferie e incarichi più regolati   -sec_org-
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		<tp:writer>Luici Oliveri</tp:writer>
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		<title><![CDATA[«Piano pandemico scorte scadute e risorse ferme» Pd contro Schillaci ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/31/2026073103155506409.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" </b>  del 31 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:23:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:ocr><![CDATA[«Piano pandemico scorte scadute e risorse ferme» Pd contro Schillaci   L’INTERROGAZIONE L’INTERROGAZIONE  «Ho depositato un’interrogazione al ministro della Salute per chiedere conto dello stato di attuazione del nuovo Piano strategico operativo di preparazione e risposta alle pandemie 2025-2029, approvato dalla Conferenza StatoRegioni lo scorso 30 aprile, con  anni di ritardo rispetto alle lezioni che avremmo dovuto imparare dal Covid». Ad annunciarlo è Ilenia Malavasi, capogruppo del Pd in Commissione Affari sociali alla Camera. «La legge di bilancio 2025 ha già stanziato 50 milioni per il 2025, 150 per il 2026 e 300 dal 2027, risorse a tutt’oggi inutilizzate. Intanto le scorte di antivirali antinfluenzali, la cui scadenza era a ottobre 2024, non risultano ancora ripristinate: un vuoto che, in caso di emergenza, lascerebbe il Paese scoperto».  ---End text---  Author: Redazione  Heading: L’INTERROGAZIONE L’INTERROGAZIONE  Highlight:   Image: -tit_org- «Piano pandemico scorte scadute e risorse ferme» Pd contro Schillaci   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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