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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Sanità e legalità, a Palazzo Lascaris il seminario sulle frodi e gli abusi in sanità. L’intervento di Domenico Rossi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102966208574.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102966208574.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"buongiornonovara.com" </b>  del 21 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:23:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.buongiornonovara.com/sanita-e-legalita-a-palazzo-lascaris-il-seminario-sulle-frodi-e-gli-abusi-in-sanita-lintervento-di-domenico-rossi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Si è svolto nella sala Viglione di Palazzo Lascaris il seminario “La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanità regionale”, un momento di confronto nel quale sono intervenuti i vertici istituzionali della Regione Piemonte, dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e della Fondazione GIMBE.I lavori, moderati e conclusi dal Presidente della commissione permanente regionale per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, Domenico Rossi, si sono aperti con i saluti istituzionali portati dalla Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Piemonte, Claudia Porchietto. Dopo le relazioni principali, affidate al dottor Giuseppe Busia (Presidente ANAC) e al dottor Nino Cartabellotta (Presidente Fondazione GIMBE), sono intervenuti il Presidente della Commissione Sanità Luigi Genesio Icardi, la dottoressa Laura Benente (Responsabile Anticorruzione Sanità della Regione Piemonte) e l’avvocato Luca Libra (Presidente dell’Organismo Regionale per il Controllo Collaborativo – Orecol).La discussione si è sviluppata attorno ai dati dell’ultimo report dell’osservatorio GIMBE, che stimano l’impatto economico di frodi e abusi intorno al 5,59% della spesa sanitaria pubblica in Italia, pari a circa 6 miliardi di euro l’anno. L’obiettivo dichiarato è quello di verificare il sistema dei controlli regionali sulla base delle indicazioni emerse nel report.«Di fronte a questi numeri, è evidente che dobbiamo compiere un salto di qualità culturale e operativo: è fondamentale spostare il focus dai controlli effettuati ex-post, che intervengono quando il danno erariale o di sistema si è ormai compiuto, a una vera strategia di prevenzione ordinaria», ha dichiarato Rossi che ha aggiunto «Lo facciamo prima di tutto per tutelare un bene supremo, il diritto alla salute di tutte e di tutti: in un momento così delicato per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, non possiamo permetterci alcuno spreco di risorse pubbliche».Rossi ha poi tracciato le linee d’azione prioritarie emerse dal confronto: «Per rendere efficace questa svolta servono quattro pilastri: una reale integrazione dei flussi informativi e la piena digitalizzazione delle procedure per far dialogare le banche dati; una trasparenza reale e non solo statistica sulle liste d’attesa; il potenziamento strutturale degli uffici dell’anticorruzione regionale e, non da ultimo, un coordinamento decisamente maggiore e più sinergico tra i vari soggetti che sul nostro territorio si occupano di legalità e controlli».«Proprio per dare concretezza e approfondire gli spunti preziosi emersi oggi – ha concluso il Presidente – valuteremo tempestivamente, insieme agli uffici di presidenza delle commissioni e ai commissari, anche alla luce dell’annunciata relazione di Orecol, l’attivazione di un programma strutturato di audizioni. Anche dalla trasparenza e dall’efficienza del sistema sanitario passa il diritto alla salute per i cittadini piemontesi».      	  	  Written by:  Redazione Buongiornonovara on 21 Luglio 2026.	                 Share                0                Share            			WhatsApp                Share                0                Share                0   
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		<title><![CDATA[“In Piemonte frodi e abusi impattano per circa 6 miliardi di euro” - Newsnovara.it ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102870308767.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"newsnovara.it" </b>  del 21 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Ne hanno discusso congiuntamente le Commissioni Legalità e Sanità del Consiglio</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:43:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="75" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102870308767.PDF"><![CDATA[newsnovara.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.newsnovara.it/2026/07/21/leggi-notizia/argomenti/regione-2/articolo/in-piemonte-frodi-e-abusi-in-sanita-impattano-per-circa-6-miliardi-di-euro-3.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Si stima che l'impatto economico di frodi e abusi sia intorno al 5,59% della spesa sanitaria pubblica in Italia, pari a circa 6 miliardi di euro l'anno. Per questo servono uniformità e interoperabilità dei software usati dalle aziende sanitarie, potenziamento dell’istituto del “whistleblowing” (pratica con cui un dipendente, un collaboratore o un fornitore segnala in modo protetto un illecito, una frode o un pericolo scoperto sul luogo di lavoro) e incremento della cultura della trasparenza e anticorruzione nella PA. Queste le proposte emerse dal seminario “La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanità regionale”, ospitato a Palazzo Lascaris.Organizzato congiuntamente dalle Commissioni Legalità e Sanità del Consiglio regionale, ha visto in apertura l’intervento del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia: “La prevenzione, non la repressione, è la leva decisiva per proteggere la sanità. Le regole anticorruzione, se ben applicate e digitalizzate, non sono un freno burocratico ma un volano di efficienza, qualità delle cure e fiducia del cittadino. Il filo conduttore è la trasparenza. La soluzione non sta in un singolo intervento ma nella combinazione di più misure e nella collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali”. “L'entità degli investimenti in sanità (oltre un quarto della spesa pubblica in contratti per lavori, servizi e forniture) e l'ampia asimmetria informativa tra medico e paziente rendono le pratiche scorrette più difficili da individuare – ha proseguito – per questo serve un'"alleanza per l'integrità" da costruire insieme, nella e per la trasparenza, per ridurre il cattivo uso di risorse sempre scarse. Con un duplice fine: restituire fiducia ai pazienti e orgoglio a chi opera nel settore sanitario, non solo per le cure erogate ma per il modo corretto in cui vengono erogate. I whistleblower sono figure preziose per raggiungere questi obiettivi”.A seguire l’intervento di Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, che ha presentato il recente report in cui sono contenuti i numeri dell’impatto economico: “Emergono come criticità  del settore la frammentazione della terminologia utilizzata, la scarsa interoperabilità dei sistemi informativi, il sistema di controlli eccessivamente sbilanciato sui controlli ex post e non sulla prevenzione, conflitti di interesse. Come Fondazione proponiamo la creazione di un osservatorio nazionale, un sistema integrato che metta a fattor comune dati amministrativi, contabili e giudiziari già in possesso dello Stato, rendendoli accessibili per misure preventive; utilizzo di strumenti di  sistemi di AI predittiva per identificare segnali di deviazione prima che il danno economico o sanitario si verifichi; spostamento dell’attenzione dalla trasparenza della gara d'appalto (fase esecutiva) alla trasparenza della programmazione dei fabbisogni, verificando se l'acquisto risponda a un reale bisogno di salute”.Dopo i saluti della sottosegretaria della Giunta, Claudia Porchietto che ha sottolineato “la necessità di passare da una gestione reattiva a una proattiva della spesa sanitaria, utilizzando strumenti analitici per dare risposte migliori ai cittadini” e auspicato “ un lavoro sinergico tra Giunta e Consiglio regionale per implementare le proposte emerse dal seminario”, il presidente della Quarta Commissione, Luigi Icardi, ha ripercorso le tappe del progetto "Gli anticorpi della corruzione" realizzato in collaborazione con Agenas durante la pandemia Covid-19.“Siamo stati i primi in Italia ad aprire un’unità di crisi nel 2019. Di fronte a servizi difficili da approvvigionare, è stato creato un settore dedicato agli acquisti come scudo verso eventuali truffe e proroghe reiterate dei contratti, che ci ha permesso – ad esempio - di bloccare una truffa grazie a questo presidio giuridico. Nell'autunno dello stesso anno è nato un settore specifico anticorruzione nella direzione sanità che ha lavorato sulle criticità principali: contratti di approvvigionamento beni e servizi, gestione liste d'attesa, rapporti
 con le case farmaceutiche. Inoltre abbiamo promosso un piano formativo su misure di trasparenza e anticorruzione per i referenti delle Asl, che all’inizio è stato vissuto dai dipendenti come un ulteriore adempimento, ma poi ha dato i suoi frutti. La formazione continua serve a combattere l'opacità della funzione, alzare il livello etico e disinnescare i meccanismi di auto-assoluzione. Infine voglio sottolineare il grande lavoro che c’è da fare sui sistemi informativi delle Asl che sono diverse decine, diversi tra loro e non comunicanti”.“Sul grado di contrasto all'illegalità sono stati fatti passi da gigante, nella consapevolezza che le attività anticorruzione non sono un mero adempimento ma generano valore pubblico – ha aggiunto la responsabile del settore Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private in Sanità, Laura Benente - la diffusione non è però totale: resta un lavoro culturale da fare sulla parte organizzativa, meno misurabile oggettivamente. Serve agire su due fronti: gli strumenti normativi di vigilanza e prevenzione, e il consolidamento culturale dei risultati già raggiunti”.Per il presidente dell’Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra, “l’istituzione dell’organismo ha rappresentato un cambio di paradigma. Noi non siamo un tribunale, non interveniamo ex post. Ma siamo una sentinella di prossimità chiamata a presidiare un’area grigia che non possiamo più sottovalutare. Va istituzionalizzato un modello di controllo preventivo che affronti non solo i reati penali, ma anche le inefficienze amministrative e le asimmetrie informative che generano danni concreti ai cittadini. Come detto in precedenza, c’è urgenza di un sistema informativo unico, la frammentazione dei software attuali crea zone di rischio gestionale che, pur non essendo necessariamente reati, rappresentano punti di debolezza strutturale”.Nelle conclusioni, il presidente della Commissione Legalità, Domenico Rossi, ha sottolineato che “ di fronte a questi numeri e questi problemi è evidente che dobbiamo compiere un salto di qualità spostando il focus dai controlli ex-post, che intervengono quando il danno è ormai compiuto, a una strategia di prevenzione ordinaria. Va fatto innanzitutto per per tutelare il bene supremo del diritto alla salute: in un momento così delicato non possiamo permetterci sprechi di risorse. Per rendere efficace questa svolta servono una reale integrazione dei flussi informativi e la piena digitalizzazione delle procedure per far dialogare le banche dati, una trasparenza reale sulle liste d'attesa, il potenziamento degli uffici dell'anticorruzione regionale e un maggiore coordinamento tra i soggetti che si occupano di legalità e controlli. Valuteremo l'attivazione di un programma strutturato di audizioni".All’incontro hanno partecipato i consiglieri Eugenio Zappalà (Fdi), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Laura Pompeo, Daniele Valle (Pd), Silvio Magliano (Lista Cirio), il difensore civico Paola Baldovino, i componenti dell’Orecol Aurora Andrea Di Benedetto e Nicola Longo.comunicato stampa   
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		<title><![CDATA[Sdoganiamo la neurologia dai luoghi comuni ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102939208324.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102939208324.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 21 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:05:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/sdoganiamo-la-neurologia-dai-luoghi-comuni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile Direttore, quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero che la neurologia è ricerca (in un Paese che, almeno fino ad allora, non l’aveva mai davvero sostenuta) e che la neurologia è ambulatori...Gentile Direttore,quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero che la neurologia è ricerca (in un Paese che, almeno fino ad allora, non l’aveva mai davvero sostenuta) e che la neurologia è ambulatori (in un contesto in cui però, al contrario, tutta l’assistenza ruotava attorno al ricovero ospedaliero).Com’è noto, la neurologia si è sempre occupata di malattie difficili da riconoscere ed impossibili da curare, con la prerogativa di prevedere accessi ospedalieri per tentare indagini complesse e classificare le malattie per macroaree sulla base di una sensibilità semeiologica. Risultato: poche patologie riconoscibili e di confine con patologie internistiche (per es. malattie cerebrovascolari o infettive) e classificazioni sulla base del sintomo dominante, in genere chiamate con il nome di chi le aveva per primo descritte (Parkinson o Alzheimer). Conseguenza: ricoveri inutili e superficialità dell’approccio terapeutico che, per definizione, diventava “universale” per tutte.Ma negli ultimi anni qualcosa sta cambiando: si è riconosciuta l’importanza della ricerca scientifica, grazie al coinvolgimento delle Organizzazioni dei Pazienti, ad una maggiore consapevolezza da parte delle Istituzioni e grazie alla genomica, che oggi consente una gestione ambulatoriale ed un approccio terapeutico innovativo. Quaranta anni fa si esaltava la sensibilità clinica per riconoscere l’atassia “dominante” da quella “recessiva”, secondo la classificazione di Anita Harding (che ho peraltro conosciuto).Oggi abbiamo precise definizioni diagnostiche sulla base della mutazione responsabile e riconoscibile con un test molecolare eseguibile agevolmente in laboratorio ed oltre 50 atassie dominanti (Sca1,2, 3, ecc…) di cui possiamo definire la causa e che potranno giovarsi di terapie mirate domani. Così per le distonie, le paraplegie spastiche, le neuropatie, ecc… Ed è così anche per Parkinson ed Alzheimer: non due distinte patologie, ma un insieme di sindromi con cause biologiche diverse che cominciano ad essere, già oggi, definite in base a difetti riconoscibili e che lo saranno sempre di più in futuro con l’avanzamento delle tecnologie. Nessuno si sognerebbe oggi di chiamare più una malattia col nome di qualcuno. Ed è interessante notare che, messe in questi termini, ognuna di queste patologie è rara secondo la definizione vigente (]]></tp:ocr>
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		<title><![CDATA[La revisione tariffaria e ruolo strategico del sistema privato accreditato ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102939308325.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 21 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:05:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102939308325.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/la-revisione-tariffaria-e-ruolo-strategico-del-sistema-privato-accreditato/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[CampaniaGentile Direttore, la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario...Gentile Direttore,la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario. Nello specifico, l’art. 8-sexies del decreto legislativo 502 del 1992 stabilisce criteri e principi su cui si basa la determinazione tariffaria: efficienza, appropriatezza e sostenibilità economica.Giova ricordare che le attuali tariffe della specialistica ambulatoriale e protesica sono state definite con decreto del Ministero della Salute 25 novembre 2024, bocciato dal TAR Lazio con alcune sentenze la cui efficacia è stata differita al 22 settembre 2026. In previsione di questa scadenza, il Ministero della Salute è corso ai ripari con una nuova proposta di revisione tariffaria.Tuttavia, delle 3.171 prestazioni, la revisione riguarda solo 670 prestazioni (il 21%) con aumenti che vanno dal 4% (visite) al 16,8% (biopsie). Una revisione che, dal 2027, impatterà sulla finanza pubblica per ulteriori 211 mln di euro, che andranno sommati ai 550 mln già previsti dal Decreto Tariffe.Dall’analisi dei dati prestazionali ed economici forniti dal Ministero – desumibili dal Sistema Tessera Sanitaria per l’anno 2024 – emergono significative differenze regionali meritevoli di attenta riflessione anche in previsione dell’auspicata revisione dei criteri di riparto del FSN.Nel 2024 in Italia sono state erogate circa 856 mln di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per una spesa pubblica (diretta + privata accreditata) di 13,6 mld di euro. Un volume enorme che equivale in media a circa 15 prestazioni per ciascun italiano.Significative le differenze regionali: la Sardegna ha il minor numero medio di prestazioni di specialistica per abitante (10 vs 15), mentre Umbria e Marche hanno il numero più alto (19 vs 15). Differenze che possono dipendere da molti fattori anche patologici (inappropriatezza e iper-prescrizione).In Campania, nonostante la massiccia presenza di strutture private accreditate, i volumi pro-capite sono inferiori alla media nazionale (12 vs 15). Per diretta conseguenza, anche la spesa sanitaria pro-capite della Campania è inferiore alla spesa media pro-capite nazionale (194 vs 231 euro).Marcate le differenze regionali anche per quel che concerne la compartecipazione alla spesa dei cittadini (il ticket). In Italia, nel 2024, la contribuzione dei cittadini alla spesa della specialistica ambulatoriale è stata di 1,9 mld di euro (il 14% della spesa complessiva). Calabria, Molise e Puglia sono le regioni con la minore compartecipazione alla spesa dei loro cittadini (8% vs 14%). La Liguria, invece, è la regione in cui si registra la maggiore compartecipazione pro-capite.Anche la Campania presenta una contribuzione inferiore alla media nazionale (22 vs 32). La deprivazione dei territori campani e il gran numero di esenti per reddito sono alla base del fenomeno.Ma i dati ministeriali forniscono un ulteriore interessante elemento di riflessione, anche per quel che concerne il rapporto con il sistema privato accreditato. Il caso emblematico è quello campano. Dai dati ministeriali emerge che nel 2024 in Campania sono state erogate 68.180.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale per una spesa totale di circa 1,1 mld di euro.Le prestazioni acquistate nel 2024 dal privato accreditato sono state 45.416.000 (il 67% del totale) per una spesa di circa 600 mln di euro (circa il 5% del FSR).Ciò significa che quando il sistema privato accreditato viene gestito con validi strumenti di regolazione dei volumi prestazionali e correlati limiti di spesa, esso costituisce uno dei pilastri portanti per garantire la continuità assistenziale e la sostenibilità dei sistemi sanitari regionali.
La tabella illustra i volumi di prestazioni di specialistica ambulatoriale prodotti nel 2024 in ciascuna Regione, le prestazioni pro-capite, il costo complessivo e quello pro-capite, nonché l’incidenza della contribuzione del cittadino (ticket) alla spesa della macro area.Antonio SalvatoreCoordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di prossimità – ANCI CampaniaVice-presidente della Fondazione Triassi per il management sanitario21 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore,l’Oms dichiara che entro il 2030, in Europa si rischia una carenza complessiva di quasi un milione di operatori sanitari e sociosanitari. I modelli predittivi indicano che gli infermieri,...Gentile Direttore,quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero...Gentile Direttore,Cari aspiranti MMG,siamo un gruppo di corsisti e neodiplomati del corso di formazione di medicina generale, provenienti da tutta Italia. Molti di noi hanno scelto questo percorso con entusiasmo,...Gentile Direttore,continuo a leggere commenti e slogan usati da politici che, partendo da dati statistici reali, finiscono per descrivere un Servizio Sanitario Nazionale molto diverso dalla realtà e da quello...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneCaldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”Alzheimer, lo studio CELIA rilancia la strategia anti proteina tau: diranersen rallenta il declino cognitivoScreening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaFarmaci. Aifa aggiorna quattro Note: ormone della crescita, infertilità, anticoagulanti e BpcoQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Trattenere prima di attrarre: cosa insegna la Dichiarazione di Riga alla sanità europea ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102939808326.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 21 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, l’Oms dichiara che entro il 2030, in Europa si rischia una carenza complessiva di quasi un milione di operatori sanitari e sociosanitari...</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:05:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102939808326.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile Direttore, l’Oms dichiara che entro il 2030, in Europa si rischia una carenza complessiva di quasi un milione di operatori sanitari e sociosanitari...Gentile Direttore,l’Oms dichiara che entro il 2030, in Europa si rischia una carenza complessiva di quasi un milione di operatori sanitari e sociosanitari.I modelli predittivi indicano che gli infermieri, che da soli rappresentano il 56% degli operatori sanitari europei, sono la categoria più esposta a questa carenza.Secondo le proiezioni del settore, in Italia, mancheranno dai 60.000 ai 100.000 professionisti.E’ possibile ricostruire le traiettorie di questa crisi?L’OMS ne indica 3:L’incrocio di queste tre traiettorie, rende difficile districare la matassa. Su quale agire prioritariamente? Quale influenza di più le altre? In che misura farle muovere insieme per trovare soluzioni sul lungo termine?Considerando la sintesi esposta, i conti non possono tornare, almeno nel breve termine.Le maggiori richieste da una parte incontrano due ostacoli importanti sul lato delle risposte: pochi professionisti e con intenzioni di fuga o spostamento.E’ una sintesi un po’ cruda e forse arbitraria, ma mi serve per arrivare al nocciolo della questione e andare verso ipotesi di strategie per il futuro.Le tre traiettorie, manifestate insieme, potrebbero creare delle congiunture particolarmente critiche, come evidenziato in questo articolo che riguarda l’impatto asimmetrico sui piccoli Stati. È una riflessione utile a tutti, perché evidenzia come la scarsità di personale potrebbe innescare, fra l’altro, una competizione tra mercati del lavoro. I Paesi grandi e più ricchi (come Germania o Svizzera) tenderanno ad attrarre professionisti offrendo stipendi elevati, drenando risorse umane dai Paesi più piccoli o con meno budget.Il documento “Riga Outcome Statement”, del giugno 2026, ha tracciato alcune linee di indirizzo, che, partendo proprio dalle politiche dei piccoli Stati, possono essere di interesse per tutti, partendo dai motti: “small countries, big solutions” e “dalla scarsità alla sostenibilità” (https://www.who.int/europe/news/item/09-06-2026-european-region-s-smallest-countries-lead-with-commitment-to-stronger–more-sustainable-health-workforce).Un aspetto è particolarmente rilevante e merita davvero attenzione.È quello sottolineato da Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa: nessuna campagna di reclutamento sarà sufficiente se non si affronta la crisi della permanenza dei professionisti nel sistema. I Paesi che comprenderanno per primi questa necessità avranno i sistemi sanitari più forti negli anni a venire.Risponde esattamente alla domanda che mi pongo da tempo: è prioritario attrarre i professionisti o mantenerli nel sistema sanitario?È necessario attrarli, senza dubbio. Ma non è sufficiente e non può essere fatto con false promesse o con la leva del bisogno economico. La strategia su cui poggia il cambiamento, è la permanenza dei professionisti. Forse questo è davvero il punto su cui focalizzarsi, la leva che può creare un punto di svolta.Queste le 6 direttrici di azione uscite da Riga:Se si osservano da vicino, le sei direttrici di Riga non parlano quasi mai di reclutamento in senso stretto. Parlano di pianificazione, di dati, di formazione — ma soprattutto di condizioni di lavoro, salute mentale e mobilità cooperativa: tre leve che agiscono tutte sulla permanenza, non sull’attrazione. È come se i piccoli Paesi, proprio perché non possono competere sugli stipendi con le economie più grandi, avessero capito prima degli altri che l’unica strategia sostenibile è trattenere chi c’è già, prima di rincorrere chi manca.Forse è proprio questa la lezione che la sanità europea — Italia compresa — dovrebbe imparare da chi ha meno risorse per permettersi di sbagliare: non un piano per attrarre più professionisti, ma un piano per non perdere quelli che già ci sono.Annalisa Pennini
PhD in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica – Sociologa a indirizzo organizzativo21 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore,quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero...Gentile Direttore,Cari aspiranti MMG,siamo un gruppo di corsisti e neodiplomati del corso di formazione di medicina generale, provenienti da tutta Italia. Molti di noi hanno scelto questo percorso con entusiasmo,...Gentile Direttore,la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario. Nello specifico,...Gentile Direttore,continuo a leggere commenti e slogan usati da politici che, partendo da dati statistici reali, finiscono per descrivere un Servizio Sanitario Nazionale molto diverso dalla realtà e da quello...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneCaldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”Alzheimer, lo studio CELIA rilancia la strategia anti proteina tau: diranersen rallenta il declino cognitivoScreening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaFarmaci. Aifa aggiorna quattro Note: ormone della crescita, infertilità, anticoagulanti e BpcoQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Aspiranti medici di famiglia, entrate al corso di formazione specifica con gli occhi aperti e piena consapevolezza ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102939908327.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 21 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, Cari aspiranti MMG, siamo un gruppo di corsisti e neodiplomati del corso di formazione di medicina generale, provenienti da tutta Italia.</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile Direttore, Cari aspiranti MMG, siamo un gruppo di corsisti e neodiplomati del corso di formazione di medicina generale, provenienti da tutta Italia. Molti di noi hanno scelto questo percorso con entusiasmo, immaginando una professione fatta di relazione, autonomia, crescita professionale e vicinanza alle persone...Gentile Direttore,Cari aspiranti MMG,siamo un gruppo di corsisti e neodiplomati del corso di formazione di medicina generale, provenienti da tutta Italia. Molti di noi hanno scelto questo percorso con entusiasmo, immaginando una professione fatta di relazione, autonomia, crescita professionale e vicinanza alle persone. Dopo aver letto l’appello diffuso da FIMMG (il sindacato maggioritario) per incoraggiare l’iscrizione al corso, ci siamo sentiti in obbligo di condividere con voi quella che è la REALE SITUAZIONE che viviamo ogni giorno:• Quello che vi aspetta non è la professione che viene descritta, e magari sognate, ma il RUOLO UNICO di ASSISTENZA PRIMARIA (RUAP), istituito dal 2025: a seconda del numero di pazienti che avete, avete un DEBITO ORARIO che l’azienda può utilizzare a suo piacimento, per fare CA (ex-guardia medica inclusi notti e festivi), ore in Casa di Comunità etc. Fino a 400 pazienti il vostro debito è 38 ore a settimana (anche 13 notti al mese, se cosi decidesse l’azienda – situazione reale!), ma dovete comunque aprire l’ambulatorio tutti i giorni, anche dopo le notti! Non è vero che l’impegno in Casa di Comunità è solo fino a 6 ore a settimana (per ora, peraltro…chissà domani): quello è solo per i medici entrati in servizio prima del 1.1.2025.• La burocrazia è insaziabile, passerete buona parte delle vostre giornate a fare ricette ripetitive di farmaci cronici, prescrizioni ausili e medicazioni, certificati, rifare ricette errate o scadute di altri (specialisti e ospedale) e infinite discussioni con pazienti che vengono con le richieste più disparate indotte da visite private e assicurazioni. E in più, ora, qualsiasi attività in qualunque posto che l’Azienda vorrà assegnarvi… Non abbiamo visto, finora, nessuna reale azione volta a sgravare il carico burocratico a favore dell’attività clinica e del rapporto reale con i pazienti.• Non vi sono grandi possibilità di crescita professionale: chi diventa MMG (RUAP), rimane MMG (RUAP). Non abbiamo specializzazione universitaria, non possiamo fare altro. Avremmo il ruolo complessissimo di governare e coordinare le cure, ma abbiamo la formazione più breve e meno strutturata di tutte le specialità!• l’impegno reale di questo lavoro, secondo uno studio della Università Bocconi (Rapporto Oasi 2024 di Cergas Bocconi), è molto superiore alle 15-18 ore di ambulatorio della diffusa narrazione dei media… l’interazione di persona rappresenta si e no solo un terzo dei contatti giornalieri, la maggioranza avviene tramite altri canali che possono sembrare più snelli (whatsapp, email, varie piattaforme digitali) ma non si spengono mai. La sensazione è quella di essere sempre reperibili, sempre in debito con qualcuno: con i pazienti, con l’Azienda, con la propria famiglia.Il medico di famiglia nasce per costruire una relazione. Per conoscere le persone, le loro fragilità, la loro storia. Per essere un punto di riferimento. Se il tempo viene frammentato tra mille sedi, mille attività e mille obblighi, quella relazione inevitabilmente si impoverisce. E quando si perde la relazione, si perde anche l’essenza della medicina generale. Molti giovani medici entrano pensando di trovare una professione di grande responsabilità e impegno ma con soddisfazione, autonomia e un certo grado di libertà organizzativa. Rischiano invece di ritrovarsi con orari imprevedibili, responsabilità crescenti e una qualità di vita che nessuno aveva raccontato loro.Questa non è una lettera scritta per scoraggiarvi. È una lettera scritta perché possiate scegliere con piena consapevolezza: vi chiediamo soltanto di informarvi. Di parlare con chi oggi lavora davvero nel Ruolo Unico. Di 
chiedere come sono le giornate, come vengono organizzati gli orari, quanto spazio resta per la vita privata e quanto per quella professionale. Qualcuno vi dirà che “basta organizzarsi” – se ve lo dicono, chiedete se LORO hanno aderito al RUAP con debito orario, che è stato offerto anche ai “pre-2025” su base volontaria. E poi veniteci a dire la risposta!La medicina generale è una professione meravigliosa. Ma rischia di non esserlo più se continuiamo ad accettare che venga trasformata in qualcosa di completamente diverso, e non si inizia una vera e condivisa riforma delle cure territoriali, mettendole davvero al CENTRO del sistema sanitario. Scegliete con coscienza.Per voi stessi. Per i pazienti che un giorno avrete. E per il futuro della nostra professione. Se scegliete, entrateci a occhi aperti, non lasciatevi irretire da false promesse e rassicurazioni o finirete come le rane di Chomsky (se non le conoscete andatevele a cercare!). Lottate, non siate passivi: partecipate alle discussioni, alle scelte, non lasciate che altri (magari a fine carriera…) decidano per voi, per noi.Non ci resta che auguravi in bocca al lupo, e di incontrarvi presto a lottare per quello in cui crediamo: una Medicina Generale più moderna, più integrata, più efficace, più vicina ai pazienti, ma anche sostenibile per chi la esercita.Dr.ssa Monica Imi (Bergamo) e altri 70 medici RUAP da tutta Italia21 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore,l’Oms dichiara che entro il 2030, in Europa si rischia una carenza complessiva di quasi un milione di operatori sanitari e sociosanitari. I modelli predittivi indicano che gli infermieri,...Gentile Direttore,quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero...Gentile Direttore,la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario. Nello specifico,...Gentile Direttore,continuo a leggere commenti e slogan usati da politici che, partendo da dati statistici reali, finiscono per descrivere un Servizio Sanitario Nazionale molto diverso dalla realtà e da quello...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneCaldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”Alzheimer, lo studio CELIA rilancia la strategia anti proteina tau: diranersen rallenta il declino cognitivoScreening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaFarmaci. Aifa aggiorna quattro Note: ormone della crescita, infertilità, anticoagulanti e BpcoQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Infermiere nel territorio, presa in carico, continuità assistenziale, promozione della salute ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102868708783.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 21 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, “in un contesto sanitario in continua evoluzione il territorio è sempre più il luogo privilegiato della presa in carico, della continuità assistenziale e della promozione della</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:53:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile Direttore, “in un contesto sanitario in continua evoluzione il territorio è sempre più il luogo privilegiato della presa in carico, della continuità assistenziale e della promozione della salute”.Gentile Direttore,“in un contesto sanitario in continua evoluzione il territorio è sempre più il luogo privilegiato della presa in carico, della continuità assistenziale e della promozione della salute”. Con queste parole Jessica Longhini infermiera ricercatrice dell’Università di Padova e Presidente dell’Associazione Nazionale Servizi Territoriali e Residenziali Nazionali (STeRN), annuncia un importante appuntamento di confronto sullo sviluppo dell’assistenza infermieristica territoriale e di prossimità: il primo Convegno Nazionale dell’associazione.Essere sul territorio è una sfida e vincerla in termini di presa in carico, continuità e promozione della salute non può prescindere dallo sviluppo di nuove competenze, modelli organizzativi e strumenti innovativi – continua Longhini – nella presentazione dell’evento che si terrà a Padova il 3 ottobre prossimo.Molti saranno i temi affrontati: i saperi dell’assistenza infermieristica territoriale come patrimonio culturale, il caregiver e la famiglia come unità di cura, il lavoro con le comunità, l’integrazione sociale, la complessità dell’assistenza infermieristica territoriale. Non mancheranno i confronti e i contributi di esperienze virtuose nazionali e internazionali perché – conclude – Longhini – non si può più rimandare la promozione di una visione innovativa e condivisa delle cure territoriali, il rafforzamento della rete dei servizi, il coinvolgimento delle organizzazioni del Terzo settore per una presa in carico non frammentata e davvero centrata sulla persona e la sua rete familiare e sociale.Marina Vanzetta, Responsabile comunicazione OPI Verona21 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore,l’Oms dichiara che entro il 2030, in Europa si rischia una carenza complessiva di quasi un milione di operatori sanitari e sociosanitari. I modelli predittivi indicano che gli infermieri,...Gentile Direttore,quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero...Gentile Direttore,Cari aspiranti MMG,siamo un gruppo di corsisti e neodiplomati del corso di formazione di medicina generale, provenienti da tutta Italia. Molti di noi hanno scelto questo percorso con entusiasmo,...Gentile Direttore,la remunerazione tariffaria delle prestazioni erogate per conto del SSN e con oneri a carico della finanza pubblica è una delle componenti essenziali del vigente ordinamento sanitario. Nello specifico,...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneCaldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”Alzheimer, lo studio CELIA rilancia la strategia anti proteina tau: diranersen rallenta il declino cognitivoScreening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaFarmaci. Aifa aggiorna quattro Note: ormone della crescita, infertilità, anticoagulanti e BpcoQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Health Journalism Forum e Brand Journalism Festival 2026: a Napoli e Milano due appuntamenti per discutere di informazione, fiducia e intelligenza artificiale ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102945008522.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102945008522.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"tpi.it" </b>  del 21 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Health Journalism Forum e Brand Journalism Festival 2026: a Napoli e Milano due appuntamenti per discutere di informazione, fiducia e intelligenza artificiale</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:59:00 +0200</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.tpi.it/cronaca/health-journalism-forum-brand-journalism-festival-2026-202607211246343/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Si partirà il 29 ottobre con l’Health Journalism Forum, dedicato all’informazione e alla comunicazione sanitariaTornano l’Health Journalism Forum e il Brand Journalism Festival, le due iniziative promosse da Social Reporters che nell’autunno 2026 porteranno a Napoli e Milano il dibattito sulle trasformazioni dell’informazione e della comunicazione nell’era dell’intelligenza artificiale.Si partirà il 29 ottobre con l’Health Journalism Forum, dedicato all’informazione e alla comunicazione sanitaria. Seguirà il 10 novembre il Brand Journalism Festival, che in questa edizione approfondirà il ruolo di media, aziende e istituzioni nella costruzione della fiducia fra testate e lettori, in un contesto caratterizzato dal sovraccarico di notizie, frammentazione delle fonti e crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa.L’Health Journalism Forum e il Brand Journalism Festival, rispettivamente alla seconda e terza edizione, si confermano un riferimento per il confronto sulle trasformazioni dell’ecosistema informativo, favorendo il dialogo tra giornalisti, professionisti della salute, imprese, istituzioni, ricercatori e cittadini.Dopo aver coinvolto nelle precedenti edizioni oltre 30 speaker e più di 600 professionisti, il format continua a crescere, registrando un incremento del 25% della partecipazione rispetto all’esordio.Tra le principali novità del 2026 il lancio di BJF EDU, il nuovo progetto educativo sviluppato in collaborazione con VIK School, che porterà nelle scuole superiori italiane percorsi dedicati all’informazione, alla comunicazione, all’intelligenza artificiale e alla cittadinanza digitale, con l’obiettivo di rafforzare il pensiero critico delle nuove generazioni e formare una cittadinanza più consapevole.“L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo informazioni. In questo scenario la fiducia non può essere considerata una conseguenza, ma una scelta progettuale. Health Journalism Forum e Brand Journalism Festival nascono per favorire il confronto tra chi ogni giorno contribuisce alla costruzione dell’informazione, della conoscenza e dell’opinione pubblica, creando occasioni di dialogo tra giornalismo, istituzioni, imprese e cittadini”, dichiara Ilario Vallifuoco, CEO e Founder di Social Reporters.Il Brand Journalism Festival, in programma il 10 novembre presso IBM Studios a Milano, sarà dedicato al tema “L’Architettura della Fiducia – Convergere. Costruire. Garantire”, una riflessione sulle nuove responsabilità di media, aziende e istituzioni nell’era dell’intelligenza artificiale.Tra i primi ospiti confermati figurano Vittorio Emanuele Parsi, Francesco Cancellato, Giulio Gambino e Alice Mentana, insieme ad altri protagonisti del giornalismo, della comunicazione e della ricerca.Per il terzo anno consecutivo, Unipol affiancherà il Festival in qualità di Main Partner, confermando la condivisione degli obiettivi e dei valori che ispirano l’iniziativa.Tra i momenti centrali della giornata, la presentazione in anteprima di una nuova ricerca Ipsos Doxa sul rapporto tra informazione, fiducia e consenso nell’Italia pre-elettorale. Un tavolo di discussione per comprendere forzature retoriche e archetipi che polarizzano l’elettorato e qual è il confine tra influenza e manipolazione.La giornata si concluderà con la presentazione di un documento programmatico contenente impegni e proposte operative da condividere con partner e istituzioni.L’Health Journalism Forum, in programma il 29 ottobre presso l’AORN Antonio Cardarelli di Napoli, sarà dedicato al tema “La nuova ecologia dell’informazione sanitaria: fiducia, regole, tecnologia e nuove generazioni”.Il programma favorirà il confronto tra giornalisti, professionisti della salute, istituzioni e cittadini sulle principali trasformazioni del settore, affrontando temi quali le nuove regole europee dell’informazione sanitaria, la costruzione della fiducia nell’era dell’i
perinformazione, il ruolo dell’intelligenza artificiale nel giornalismo sanitario, la gestione dei dati e della privacy e l’autorevolezza delle fonti.Particolare rilievo avrà inoltre la sessione speciale dedicata ai 30 anni della Fondazione GIMBE, con una riflessione sul rapporto tra evidenze scientifiche, informazione e fiducia dei cittadini.Il Forum vedrà la partecipazione di Walter Ricciardi, Nino Cartabellotta e Matteo Bassetti, tra le voci più autorevoli del dibattito scientifico e sanitario italiano, insieme ad esponenti del mondo dell’informazione, della comunicazione e delle istituzioni impegnati nella promozione di una corretta informazione sulla salute.Il progetto potrà contare sul sostegno di aziende e organizzazioni che condividono l’obiettivo di promuovere un’informazione di qualità e un confronto aperto sui temi della salute, dell’innovazione e della comunicazione responsabile. Per il secondo anno Lilly Italia ha scelto di sostenere l’Health Journalism Forum in qualità di Main Partner.Con il Brand Journalism Festival, l’Health Journalism Forum e BJF EDU, Social Reporters rafforza il proprio impegno nel promuovere un’informazione autorevole, innovativa e capace di generare fiducia.Social Reporters è una start-up innovativa di proprietà di Swarmcom Srl, fondata nel 2018 con una missione chiara: trasformare le aziende in vere e proprie Media Company. Specializzata in Brand Journalism e Live Communication, offre servizi di content creation e curation su tutto il territorio nazionale. La presenza territoriale è capillare, con oltre 1.500 professionisti altamente qualificati distribuiti in tutte le regioni italiane, 3 sedi operative e una base di oltre 100 clienti soddisfatti.   
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