<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2026 16:10:03 +0200</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/2/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[Giornalismo, fiducia e IA al centro di Health Journalism Forum e Brand Journalism Festival  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702872208806.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702872208806.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziacult.it" </b>  del 17 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Torneranno in autunno l''Health Journalism Forum e il Brand Journalism Festival, le due iniziative promosse da Social Reporters dedicate al confronto sulle trasf</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:08:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="98" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702872208806.PDF"><![CDATA[agenziacult.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziacult.it/eventi/giornalismo-fiducia-e-ia-al-centro-di-health-journalism-forum-e-brand-journalism-festival/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702872208806.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Torneranno in autunno l’Health Journalism Forum e il Brand Journalism Festival, le due iniziative promosse da Social Reporters dedicate al confronto sulle trasformazioni dell’informazione e della comunicazione nell’era dell’intelligenza artificiale. Il primo appuntamento è fissato per il 29 ottobre a Napoli, mentre il Brand Journalism Festival si terrà il 10 novembre a Milano. Tra le novità dell’edizione 2026 anche il lancio di BJF EDU, progetto rivolto alle scuole superiori dedicato a informazione, intelligenza artificiale e cittadinanza digitale. L’Health Journalism Forum, in programma all’AORN Antonio Cardarelli di Napoli, sarà dedicato al tema “La nuova ecologia dell’informazione sanitaria: fiducia, regole, tecnologia e nuove generazioni”. Al centro del confronto il ruolo dell’intelligenza artificiale nel giornalismo sanitario, le nuove regole europee dell’informazione sulla salute, la gestione dei dati e la costruzione della fiducia. Tra gli ospiti annunciati Walter Ricciardi, Nino Cartabellotta e Matteo Bassetti. Una sessione speciale sarà dedicata ai trent’anni della Fondazione Gimbe.Il Brand Journalism Festival si svolgerà invece il 10 novembre agli IBM Studios di Milano e avrà come tema “L’Architettura della Fiducia – Convergere. Costruire. Garantire”. L’iniziativa affronterà il rapporto tra media, aziende e istituzioni in un contesto caratterizzato dal crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa e dalla frammentazione delle fonti informative. Tra i primi relatori confermati figurano Vittorio Emanuele Parsi, Francesco Cancellato, Giulio Gambino e Alice Mentana. Nel corso della giornata sarà inoltre presentata una ricerca Ipsos Doxa sul rapporto tra informazione, fiducia e consenso nell’Italia pre-elettorale. Accanto ai due appuntamenti prenderà il via BJF EDU, progetto sviluppato in collaborazione con VIK School, che porterà nelle scuole italiane percorsi dedicati al pensiero critico, all’educazione all’informazione e alla cittadinanza digitale. L’iniziativa si propone di rafforzare le competenze delle nuove generazioni rispetto all’uso consapevole dei media e delle tecnologie digitali.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>asa</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702872208806.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening oncologici, in Italia resta scoperta più della metà della popolazione target | HealthDesk ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702886508857.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702886508857.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"healthdesk.it" </b>  del 17 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:23:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="117" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702886508857.PDF"><![CDATA[healthdesk.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[http://www.healthdesk.it/prevenzione/screening-oncologici-italia-resta-scoperta-pi-met-popolazione-target]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702886508857.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Nel 2024 il 54% della popolazione target, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, con un divario particolarmente marcato nel Mezzogiorno. Lo rileva un'analisi della Fondazione Gimbe, secondo cui il mancato accesso dipende in parte dalla carenza di inviti, ma soprattutto dalla scarsa adesione da parte dei cittadini. Il bilancio complessivo indica oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening.Gli screening oncologici inclusi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) che le Regioni sono tenute a garantire gratuitamente riguardano la mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, quello del tumore della cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del colon-retto per la popolazione tra 50 e 69 anni. Nel 2024 sono state invitate a sottoporsi a un test oltre 14,1 milioni di persone, ma hanno aderito meno di 6,5 milioni, con differenze rilevanti tra i tre programmi e tra le diverse aree del Paese.L'analisi, basata sui dati del Report 2024 dell'Osservatorio nazionale screening (Ons), evidenzia un'elevata variabilità regionale sia nell'estensione degli inviti sia nei tassi di adesione. Per lo screening mammografico, l'adesione media nazionale si ferma al 50%, con punte del 74% nella Provincia autonoma di Trento e un minimo del 15,2% in Calabria. Per lo screening cervicale l'adesione media è del 51%, mentre per quello del colon-retto scende al 33,3%, con un massimo del 64,1% in Valle d'Aosta e un minimo del 4,5% in Calabria. In tutte le Regioni del Mezzogiorno, in particolare per lo screening colon-rettale, i livelli di adesione restano inferiori alla media nazionale.La Legge di bilancio 2026 ha previsto un finanziamento per ampliare progressivamente le fasce d'età coperte dai programmi, estendendo per esempio la mammografia alle donne di 45-49 e 70-74 anni. Secondo la Fondazione, tuttavia, questo ampliamento andrebbe attuato solo dopo aver garantito una copertura adeguata della popolazione già inclusa nei Lea, per evitare di accentuare ulteriormente le disuguaglianze tra Regioni.Considerando l'obiettivo di una copertura del 90% della popolazione target, fissato nel 2022 dal Consiglio dell'Unione europea per il 2025, la Fondazione stima che il divario abbia impedito di individuare oltre 11 mila tumori della mammella, quasi 9.700 lesioni precancerose della cervice uterina e circa 4.700 tumori del colon-retto, oltre a quasi 25 mila adenomi avanzati. Il Piano nazionale di prevenzione 2026-2031 colloca ora il traguardo del 90% al 2029, con tappe intermedie del 70% nel 2027 e dell'80% nel 2028.L'analisi segnala infine una scarsa conoscenza dei programmi di prevenzione anche tra i più giovani: in un'indagine condotta in alcune scuole secondarie, solo il 51,2% degli studenti intervistati ha saputo indicare correttamente i tre screening oncologici gratuiti previsti dal Servizio sanitario nazionale. Un dato che, secondo la Fondazione, conferma la necessità di investire nell'educazione sanitaria fin dai banchi di scuola per rafforzare, negli anni, la partecipazione ai programmi di prevenzione.Testata registrata presso il Tribunale di Roma, n. 53/2014  © Mad Owl srl   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702886508857.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità: rinuncia alle cure, fuga dei pazienti fuori regione e disparità territoriali ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702889908887.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702889908887.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"pressenza.com" </b>  del 17 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:41:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="2523" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702889908887.PDF"><![CDATA[pressenza.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.pressenza.com/it/2026/07/sanita-rinuncia-alle-cure-fuga-dei-pazienti-fuori-regione-e-disparita-territoriali/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702889908887.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Nel 2025 la spesa sanitaria totale ha raggiunto 190,1 miliardi, pari all’8,4% del Pil, ma quasi 5,8 milioni di cittadini nel 2024 hanno rinunciato a visite o accertamenti pur avendone bisogno. La nostra sanità continua a reggere sul piano generale, ma avanzano vistose crepe nell’accesso alle cure, nella tenuta del territorio e nell’equità tra Regioni. È quanto emerge dalla recente Audizione di Nicoletta Pannuzi, Direttrice della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare dell’ISTAT alla XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera dei deputati. La spesa sanitaria sostenuta dal settore pubblico si attesta a 140,8 miliardi (il 74,1% del totale), quella a carico diretto dalle famiglie a 42,4 miliardi (22,3% del totale) e quella sostenuta dai regimi di finanziamento volontari a 7 miliardi; per quest’ultima componente, la quota maggiore è sostenuta dalle assicurazioni private, 5,3 miliardi, 987 milioni dalle imprese e i restanti 694 milioni dalle Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. “Nel complesso, ha sottolineato Pannuzi, la spesa sanitaria nominale pro capite è passata dai 2.637 euro nel 2019 ai 3.225 euro nel 2025; in quest’ultimo anno la spesa è stata finanziata per 2.388 euro pro capite dalla Pubblica Amministrazione, per 719 euro direttamente dalle famiglie e per 118 euro dai regimi di finanziamento volontari”. E’ la rinuncia alle prestazioni sanitarie a destare maggiore preoccupazione: nel 2024 quasi 5 milioni e 800 mila persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno rinunciato, pur avendone bisogno, ad almeno una visita o un accertamento diagnostico, fenomeno in crescita rispetto al 2019 (6,4%). E i motivi della rinuncia sono legati soprattutto alle lunghe file d’attesa o al costo economico delle prestazioni. Le rinunce sono più frequenti tra le donne: l’11,4% contro l’8,3% degli uomini, mentre la Regione dove si riscontra la percentuale maggiore è la Sardegna. E a proposito di rinuncia, in questi giorni un Report della Fondazione GIMBE ha evidenziato come nel 2024 oltre 7,6 milioni di persone siano restate fuori dai programmi gratuiti relativi agli screening oncologici, soprattutto nel Mezzogiorno, in parte perché non ha ricevuto l’invito, molto più spesso perché non ha aderito. “Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali, ha sottolineato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose. Il bilancio è pesantissimo: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening”: https://press.gimbe.org/press/comunicato.it-IT.html?id=498. Un altro aspetto critico riguarda la mobilità,  i ricoveri ospedalieri fuori dalla Regione di residenza: nel 2024 la mobilità ospedaliera extra-regione ha riguardato l’8,6% dei ricoveri di pazienti residenti, una quota stabile rispetto al 2023, con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna che hanno costituito dei veri e propri poli di attrazione della mobilità in uscita soprattutto da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. “Si osserva nel tempo, puntualizza Pannuzi, un aumento della variabilità regionale della percentuale di ricoveri ordinari acuti effettuati fuori della propria regione di residenza. Tale aumento deriva da un ampliamento dei divari tra i valori molto bassi nelle suddette regioni di attrazione, ossia Lombardia (5,3% nel 2024), Veneto (6,5%) ed Emilia-Romagna (5,7%), e percentuali elevate sia nelle regioni di minore dimensione come Molise (32,8%), Basilicata (28,6%), Valle d’Aosta (19,6%) e Provincia autonoma di Trento (15,2%), sia in regioni del Sud quali Abruzzo (16,2%), Campania (9,6%), Puglia (9,3%) e, soprattutto, Calabria (22,8%)”. In uno specifico focus la Direttrice della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare dell’ISTAT si occupa dell’accessibilità alle strutture ospedaliere di emergenza-urgenza nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane,  facendo emergere marcate disuguaglianze tra comuni. A Milano, Torino, Catania e Cagl
iari si osservano le quote più elevate di popolazione residente in grado di raggiungere il Pronto Soccorso o DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) entro la soglia degli otto minuti. Seguono Bari e Napoli, città in cui oltre la metà della popolazione (rispettivamente il 52,0% e il 50,9%) vive in contesti caratterizzati da una buona accessibilità alle strutture sanitarie con prestazioni emergenziali. E le disparità territoriali che attraversano la nostra sanità sono confermate anche dal recente ultimo Monitoraggio dei LEA: sono il Veneto, l’Emilia-Romagna e la Toscana a registrare le migliori performance complessive nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza nel 2024, mentre Calabria, Molise e Sicilia, si posizionano in fondo alla classifica, con particolari criticità nell’assistenza territoriale (in Calabria) e nella prevenzione (in Sicilia): https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/livelli-essenziali-di-assistenza-sintesi-dei-risultati-del-nuovo-sistema-di-0/. Con un altro focus, Pannuzi si occupa degli stili di vita, dell’abitudine al fumo, del consumo di alcol, della sedentarietà e dell’obesità, quali importanti fattori di rischio per la salute delle persone. Nel 2025 si registrano quasi 10 milioni di fumatori, pari al 19,2% delle persone di 14 anni e più (22,9% tra gli uomini e 15,6% tra le donne). L’abitudine al fumo è più diffusa tra le persone con al massimo la licenza elementare, le quali sperimentano un rischio relativo di essere fumatori 1,7 volte più elevato rispetto a quelle laureate. L’8,4% della popolazione fa, inoltre, un consumo eccedentario di alcol (11,6% tra gli uomini e 5,4% tra le donne). La percentuale di persone che consumano più di sei Unità Alcoliche in un’unica occasione (binge drinking) si attesta all’8,4% (12,4% tra gli uomini e 4,7% tra le donne). Nel complesso il 15,4% dei residenti sperimenta un consumo di alcol a rischio (21,8% tra gli uomini e 9,3% tra le donne). Le regioni in cui si riscontrano consumi elevati, sia abitualmente sia occasionalmente, sono le province autonome di Bolzano e Trento e la Valle d’Aosta, mentre la Sicilia e la Sardegna sono quelle in cui i consumi elevati interessano una quota minore di popolazione. Nella popolazione di 25 anni e più il consumo di alcol a rischio, in contro tendenza rispetto agli altri comportamenti a rischio, è più frequente tra coloro che hanno un titolo di studio elevato (laurea): il rischio relativo è 1,2 volte più alto rispetto alle persone con titolo di studio basso (non superiore alla licenza elementare). La sedentarietà interessa, invece, il 31,7% della popolazione di 25 anni e più (28,1% tra gli uomini e 35,1% tra le donne), mentre sono oltre 5,7 milioni le persone obese (dato 2025).  Il fenomeno interessa maggiormente le regioni del Mezzogiorno e in Puglia riguarda il 13,7% dei residenti. La prevalenza più elevata si osserva tra le persone con titolo di studio basso (rischio relativo 2,3 volte più elevato rispetto a coloro che hanno conseguito un titolo di studio elevato).
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702889908887.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Professioni sanitarie ed esercizio fisico: una formulazione che merita un approfondimento ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939608332.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939608332.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 17 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell''ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:20:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939608332.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/professioni-sanitarie-ed-esercizio-fisico-una-formulazione-che-merita-un-approfondimento/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939608332.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell'ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione dell'attività fisica quale strumento di prevenzione e tutela della salute.Gentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell’ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione dell’attività fisica quale strumento di prevenzione e tutela della salute.L’emendamento prevede l’individuazione di criteri per un sistema di collaborazione tra specialisti in medicina dello sport, medici di medicina generale, pediatri e fisioterapisti. Si tratta di una previsione pienamente condivisibile. L’aumento delle patologie croniche e il progressivo invecchiamento della popolazione rendono infatti sempre più necessario un approccio multiprofessionale nel quale l’esercizio fisico, quando clinicamente appropriato, rappresenta un intervento di documentata efficacia.Il principio della collaborazione tra professionisti sanitari, tuttavia, non costituisce un elemento innovativo. Esso è già presente nel nostro ordinamento, che promuove l’integrazione delle competenze nel rispetto dei rispettivi profili professionali. Lo stesso D.Lgs. n. 36/2021, nell’istituire la figura del chinesiologo, prevede forme di collaborazione con fisioterapista e dietista. Analogamente, i Documenti di indirizzo del Ministero della Salute sull’attività fisica nelle patologie croniche, elaborati da tavoli tecnici multiprofessionali ai quali hanno partecipato anche i fisioterapisti, riconoscono il contributo delle diverse professioni coinvolte. L’emendamento si inserisce pertanto in un quadro normativo e istituzionale già orientato all’integrazione professionale.Proprio perché tale finalità è condivisibile, merita un approfondimento la previsione secondo cui i futuri protocolli dovrebbero essere basati sulle linee guida della Federazione Medico Sportiva Italiana e validati dall’Istituto Superiore di Sanità. La formulazione pone infatti una questione di coerenza con il sistema delineato dalla L. n. 24/2017. Tale disciplina individua nelle società scientifiche e nelle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte negli appositi elenchi ministeriali i soggetti chiamati a concorrere all’elaborazione delle linee guida secondo metodologie condivise, fondate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e sottoposte alla valutazione del Sistema Nazionale Linee Guida. L’impianto normativo è quindi improntato alla pluralità dei contributi scientifici e professionali, soprattutto quando l’ambito considerato coinvolge competenze riconducibili a professioni diverse.L’esercizio fisico costituisce, per sua natura, un settore trasversale nel quale convergono competenze mediche, riabilitative, fisioterapiche, preventive e organizzative. Ne consegue che anche gli strumenti di indirizzo destinati a disciplinarne l’impiego trovano la loro maggiore coerenza in un’elaborazione multidisciplinare e multiprofessionale, secondo il modello già delineato dall’ordinamento. In questa prospettiva, la questione non riguarda il ruolo né l’autorevolezza della Federazione Medico Sportiva Italiana, il cui contributo scientifico è ampiamente riconosciuto, bensì il criterio individuato dal legislatore quale fondamento dei futuri protocolli. Qualora tali strumenti siano destinati a orientare l’attività di professionisti appartenenti a discipline differenti, appare coerente che il relativo riferimento metodologico richiami il sistema delle linee guida nella sua dimensione multiprofessionale, valorizzando il contributo delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche competenti nei rispettivi ambiti, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.L’
auspicio è che il prosieguo dell’iter parlamentare possa rappresentare l’occasione per precisare tale profilo, assicurando la piena coerenza della futura disciplina con i principi già consolidati nel nostro ordinamento in materia di elaborazione delle linee guida, valorizzazione delle competenze scientifiche e integrazione tra le professioni sanitarie.Fabio BracciantiniPresidente OFI Toscana CentroMelania SalinaPresidente OFI Friuli Venezia Giulia17 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile direttore,la diagnostica di laboratorio è oggi una delle infrastrutture più strategiche del Servizio Sanitario Nazionale. La sua evoluzione, spinta da automazione, digitalizzazione, discipline omiche, bioinformatica e intelligenza artificiale, sta...Gentile Direttore, il nostro Paese è sempre più un Paese di anziani. Il deserto demografico evidenziato anche nelle ricerche del CENSIS e ISTAT e da altri Osservatori confermano le dinamiche...Gentile Direttore, Da pensionato, è inevitabile ripercorrere i momenti critici della mia carriera di medico di base, con una punta di nostalgia per i luoghi in cui ho esercitato. Avere...Gentile Direttore, Il 14 luglio è universalmente ricordato come il giorno della presa della Bastiglia, simbolo della nascita di una nuova idea di democrazia, fondata sulla rappresentanza e sul superamento...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneEbola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classificaMedici specialisti, Regioni chiedono di formarne 14.631 nel 2025/2026. Priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina internaRiflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaScreening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoEmergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitariMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939608332.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Cambiare la macchina ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939708333.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939708333.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 17 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, da pensionato, è inevitabile ripercorrere i momenti critici della mia carriera di medico di base, con una punta di nostalgia per i luoghi in cui ho</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:20:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939708333.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/cambiare-la-macchina/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939708333.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile Direttore, da pensionato, è inevitabile ripercorrere i momenti critici della mia carriera di medico di base, con una punta di nostalgia per i luoghi in cui ho esercitato.Gentile Direttore,Da pensionato, è inevitabile ripercorrere i momenti critici della mia carriera di medico di base, con una punta di nostalgia per i luoghi in cui ho esercitato. Avere un ambulatorio con vista sul maestoso Monte Antelao a Vodo di Cadore e vista sul Monte Pelmo a Borca, mi ha sempre rincuorato e posto in una dimensione di umano rispetto per la bellezza e per la gente che vive all’ombra di questi giganti. Appartengo alla generazione di medici di base che lavoravano da soli, in una orgogliosa e angosciante solitudine.Una Medicina di altri tempi, figlia di quella condotta medica che identificava il medico come figura di prima linea, onorabile, a volte eroica, paternalistica, ma troppo lontana da una visione digitale, tecnica, organica come collegamento indispensabile con tutta la catena assistenziale territorio-ospedale-servizi. Quel tempo è passato, era fiamma giovanile, mistica universitaria, mitologia dei maestri di clinica che ti ponevano da solo davanti al paziente, con decisioni in piena e assoluta e solitaria responsabilità.I pazienti sentivano tutto questo, percepivano quel sapere sacerdotale, solitario e attribuivano al medico un sano e sacro rispetto. Eri “quello studiato” che avrebbe potuto dire l’ultima parola su tutto, anche su questioni patrimoniali, di famiglia, di educazione. In quei tempi di bassa scolarità diffusa, una laurea in medicina sapeva di sacra magia e molto spesso l’aura che identificava il medico era quella dello sciamano del villaggio. Ho attraversato tutta questa epopea del medico post settantotto, fino all’attuale crollo di un ruolo che ha perso ogni magia per diventare uno dei tanti funzionari di un sistema che fornisce il minimo senza alcuna individualità riconosciuta o premiata.È così che le USL sono diventate AZIENDE, si fanno i conti per produrre merce senza valore, contano i numeri. Noi siamo diventati numeri. In questa prospettiva, nel 2020 ho attraversato uno dei momenti più bui e difficili nel mio lavoro di medico: epidemia Covid che ha colto tutti di sorpresa. Con un provvedimento di chiusura totale di tutto, mi sono ritrovato solo in ambulatorio, non sapendo come proseguire la mia attività. Nessuna direttiva aziendale, nessun dispositivo di protezione individuale, nessuna informazione clinica attendibile, nessuna risposta per i miei pazienti se non un dogmatico buon senso: tachipirina, brufen, riposo a letto e un cero votivo per la buona sorte. Senza tamponi, senza vaccini, senza mascherine e senza nemmeno disinfettanti, la cosa aveva preso presto l’aspetto di una maledizione biblica. Quando attraversi il Mar Rosso con il faraone alle spalle, qualcuno perde la ragione e cominciarono a fiorire negazionisti e no-vax: la Medicina è una Scienza imperfetta, se non altro perché è quella sponda dove “la terraferma della ragione incontra l’oceano dell’umanità”, come scriveva Osler. Ed è proprio l’oceano dell’umanità che diventa liquida opinione e ondate di emozioni pericolose come mareggiate.Ho affrontato non solo il covid nelle sue mille sfaccettature ma anche la convintissima disinvoltura dei miei colleghi no-vax che mi hanno subito etichettato come servo del sistema, se non stupido e anacronistico ignorante, nonostante i miei studi di immunologia clinica e virologia. Mai come allora ho sentito il vuoto di sistema, l’assenza organizzativa di un paese che rispetti e pretenda salute, promuovendola con ogni mezzo. Con dilettantistica prosopopea di tanti, tra loro ho navigato a vista e ho perso sei pazienti, morti di Covid. Scaduto il precedente piano pandemico 2021-2023, con dichiarazione numero 19 del 30 aprile 2026 il ministero ha presentato il nuovo piano pandemico di durata quinquennale, con propositi di altissimo spessore tecnico-organizzativo, anche per effetto del miliardo di euro messi a disposizi
one dal PNRR. La parola cardine del piano è: trasparenza, con tutti i suoi addendi: informazione, trasmissione dei dati, digitalizzazione, comunicazione con il territorio.È affascinante farsi blandire dal nuovo che avanza, il fascino delle promesse, tuttavia per uno come me che ha affrontato troppe cose con le pezze al culo, qualche perplessità mi sia consentita. Alla luce di quanto attualmente in campo, per quanto riguarda l’organizzazione deficitaria della medicina del territorio, la carenza di personale ospedaliero, l’organizzazione digitale a macchia di leopardo sul territorio nazionale, le risorse limitatissime per il SSN con tutti i tagli alla spesa, e il parassitismo della medicina privata che si occupa di “cosmesi” redditizia, lasciando agli sherpa i pronto soccorso e le terapie intensive ( rendono poco), siamo sicuri che la prossima epidemia sarà una passeggiata? Il mio professore di Clinica Medica, il compianto Sergio Sensi, ci diceva: non siate i primi a comprare un modello nuovo di auto e nemmeno gli ultimi a cambiarne un modello vecchio. Questo piano pandemico, è veramente nuovo, o si porta dietro i tanti difetti del vecchio? Non sarà un’altra 600 Multipla di cui non si capiva mai il senso di marcia?Enzo BozzaEx medico di baseMovimento per la Dirigenza MMG17 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell'ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione...Gentile direttore,la diagnostica di laboratorio è oggi una delle infrastrutture più strategiche del Servizio Sanitario Nazionale. La sua evoluzione, spinta da automazione, digitalizzazione, discipline omiche, bioinformatica e intelligenza artificiale, sta...Gentile Direttore, il nostro Paese è sempre più un Paese di anziani. Il deserto demografico evidenziato anche nelle ricerche del CENSIS e ISTAT e da altri Osservatori confermano le dinamiche...Gentile Direttore, Il 14 luglio è universalmente ricordato come il giorno della presa della Bastiglia, simbolo della nascita di una nuova idea di democrazia, fondata sulla rappresentanza e sul superamento...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneEbola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classificaMedici specialisti, Regioni chiedono di formarne 14.631 nel 2025/2026. Priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina internaRiflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaScreening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoEmergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitariMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013
Riproduzione riservata   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702939708333.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Modernizzare la diagnostica per garantire qualità, sicurezza e continuità ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938608334.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938608334.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 17 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile direttore, la diagnostica di laboratorio è oggi una delle infrastrutture più strategiche del Servizio Sanitario Nazionale.</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:20:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938608334.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/modernizzare-la-diagnostica-per-garantire-qualita-sicurezza-e-continuita/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938608334.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile direttore, la diagnostica di laboratorio è oggi una delle infrastrutture più strategiche del Servizio Sanitario Nazionale. Gentile direttore,la diagnostica di laboratorio è oggi una delle infrastrutture più strategiche del Servizio Sanitario Nazionale. La sua evoluzione, spinta da automazione, digitalizzazione, discipline omiche, bioinformatica e intelligenza artificiale, sta trasformando radicalmente i processi diagnostici e il modo in cui questi si integrano nei percorsi clinici. In questo scenario, il Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico non è più soltanto un esecutore tecnico, ma un professionista che presidia la tecnologia, governa i processi e garantisce la qualità del dato.Il gruppo C.Actus TSLB sta elaborando un documento tecnico che propone una visione moderna e sostenibile della professione, fondata sulla padronanza della tecnologia e dei processi analitici. La direttrice strategica più promettente è la consolidazione dell’autonomia e dell’esclusività del TSLB nelle attività che, di fatto, gli appartengono. Solo la piena padronanza del sapere e dell’esecuzione consente di esercitare governance e responsabilità: tecnologia, processi e clinica sono interconnessi, e la qualità del dato nasce dalla capacità di gestire questa complessità.La professione deve quindi evolvere verso una laurea magistrale TSLB, costruita secondo un modello duale che integri competenze tecnologiche e capacità di governo dei processi diagnostici. Una laurea magistrale non per creare nuove gerarchie, ma per formare figure apicali capaci di gestire piattaforme complesse, coordinare flussi pre-analitici e post-analitici, garantire la qualità totale del dato e dialogare con clinici, ingegneri e data scientist. Una figura che possa, nel tempo, diventare garante della qualità del dato e contribuire alla logistica diagnostica, fino alla legittima possibilità di firmare digitalmente il referto.L’espansione verso la clinica è un obiettivo di lungo periodo, ma la priorità oggi è consolidare l’esclusività del sapere e dell’esecuzione nei domini tecnologici e analitici. Solo così la professione potrà ottenere governance e responsabilità, non per decreto, ma per competenza.Il gruppo C. Actus TSLB non chiede spazio: colma un vuoto, risponde a un bisogno, offre una soluzione. La qualità del dato diagnostico è una responsabilità pubblica. La formazione avanzata dei professionisti che la garantiscono è una scelta politica.In questa prospettiva, si intende avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni e con il mondo accademico, anche attraverso collaborazioni con realtà scientifiche come SITLaB, per contribuire alla definizione di modelli formativi e organizzativi coerenti con la trasformazione in atto.Gruppo C. Actus TSLB17 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell'ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione...Gentile Direttore, il nostro Paese è sempre più un Paese di anziani. Il deserto demografico evidenziato anche nelle ricerche del CENSIS e ISTAT e da altri Osservatori confermano le dinamiche...Gentile Direttore, Da pensionato, è inevitabile ripercorrere i momenti critici della mia carriera di medico di base, con una punta di nostalgia per i luoghi in cui ho esercitato. Avere...Gentile Direttore, Il 14 luglio è universalmente ricordato come il giorno della presa della Bastiglia, simbolo della nascita di una nuova idea di democrazia, fondata sulla rappresentanza e sul superamento...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneEbola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”Lea 2024: il Nord guida e il Sud in
segue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classificaMedici specialisti, Regioni chiedono di formarne 14.631 nel 2025/2026. Priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina internaRiflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaScreening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoEmergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitariMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938608334.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Longevità e impatto su sanità e welfare ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938708335.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938708335.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 17 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, il nostro Paese è sempre più un Paese di anziani.</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:20:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938708335.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/longevita-e-impatto-su-sanita-e-welfare/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938708335.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Lettere al direttoreGentile Direttore, il nostro Paese è sempre più un Paese di anziani. Il deserto demografico evidenziato anche nelle ricerche del CENSIS e ISTAT e da altri Osservatori confermano le dinamiche in attoGentile Direttore,il nostro Paese è sempre più un Paese di anziani. Il deserto demografico evidenziato anche nelle ricerche del CENSIS e ISTAT e da altri Osservatori confermano le dinamiche in atto. Cambia la piramide della popolazione, cambia il concorso al PIL e all’imponibile nazionale, cambia la domanda di servizi e si pone un rilevante problema di sostenibilità del welfare. Rischiamo una deriva privatistica che erode i patrimoni di quelli che erano i ceti medi del nostro Paese e assistiamo alla pauperizzazione delle classi lavoratrici con uno sviluppo delle povertà assoluta e della povertà sanitaria. Occorre ripensare il welfare, l’integrazione tra sanità e sociale in una logica di valorizzazione delle realtà rappresentate dagli asset delle comunità e dal potenziale di partecipazione del terzo settore e del volontariato non in una logica prestazionale, ma di sistema. Non possiamo medicalizzare tutte le fragilità, le diseguaglianze e le solitudini.L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondoIl nostro Paese ha una speranza di vita media che sfiora gli 84 anni (81,5 per gli uomini e 85,6 per le donne) e circa 23.500 centenari censiti. Questo risultato, unito al tasso di natalità tra i più bassi d’Europa, genera un profondo invecchiamento della popolazione, con forti ripercussioni sul welfare e sul sistema socio-economico. Le dinamiche principali che caratterizzano questo fenomeno si articolano su diversi livelli:Speranza di vita e divario di genere: Dal 1990 al 2024, l’aspettativa di vita è aumentata in modo consistente. Il che è da considerarsi una conquista di civiltà e non una dinamica negativa. Dipende da come si gestisce. Emerge un forte gap di genere perché le donne rappresentano oltre l’80% della popolazione che supera i 100 anni.Distribuzione geografica: Le dinamiche variano notevolmente su base territoriale. La Liguria detiene il record di regione più “anziana” d’Italia, mentre aree specifiche come la Sardegna (in particolare Barbagia e Ogliastra) sono riconosciute a livello globale come Blue Zones per l’eccezionale concentrazione di ultracentenari.Impatto sul Welfare: Con gli over 65 che rappresentano circa un quarto dell’intera popolazione, il Sistema Sanitario Nazionale sta progressivamente spostando il focus sulla gestione delle patologie croniche e sull’assistenza a lungo termine.Fattori abilitanti: La scienza medica e demografica evidenzia che la genetica influisce solo per il 20-25% sulla longevità. Il segreto dell’alto tasso di vita italiano risiede fortemente nello stile di vita, nella dieta mediterranea e nella qualità delle relazioni sociali e comunitarie.In Italia gli over 65 rappresentano il 25,1% della popolazione, il dato più alto dell’Unione Europea. Il recente Rapporto Longevità del CENSIS evidenzia un boom di fragilità: il 36,6% degli anziani ha bisogno di aiuto quotidiano, con 1 over-85 su 2 che vive solo, affidandosi per lo più alla famiglia.Dati Eurostat relativi al 2025 collocano l’Italia al primo posto tra i paesi Ue per incidenza degli anziani sul totale della popolazione: l’indicatore è infatti pari al 24,7% in Italia, seguono il Portogallo con il 24,3%, la Bulgaria con il 24,0% e poi la Grecia e la Finlandia, rispettivamente con 23,7% e 23,6% (tab. 1). La comparazione Ue conferma l’eccezionalità dell’invecchiamento italiano, ad oggi più intenso di quello di paesi omologhi.  I dati delle macroaree territoriali relativi all’incidenza degli anziani sul totale della popolazione indicano che nel Nord-Ovest è pari al 25,5%, nel Nord-Est al 25,3%, al Centro al 25,7% e al Sud e Isole al 24,4% (tab. 2).Tabella 1 – Incidenza della popolazione di 65 1nni e oltre sul totale per area geografica di residenza in Italia(Fonte: Report Longevit
à CENSIS 2026)La transizione demografica italianaÈ caratterizzata da record di denatalità e rapido invecchiamento, minaccia la tenuta dei conti pubblici. Le sfide principali sono il crollo del rapporto tra lavoratori attivi e pensionati, che riduce le entrate contributive, e l’impennata della spesa per pensioni, sanità e non autosufficienza.Le principali sfide economiche e previdenziali si articolano su più fronti critici:Squilibrio del Sistema Previdenziale: l’aumento dell’aspettativa di vita allunga il periodo di erogazione degli assegni, mentre la riduzione della forza lavoro attiva (stimata in meno 5 milioni di persone in età lavorativa entro il 2040) rende sempre più difficile coprire l’enorme spesa pensionistica, creando forti deficit nei saldi.Contrazione della crescita del PIL: Con meno persone in età lavorativa e la continua fuga di talenti, le aziende incontrano una grave carenza di manodopera, un fattore che frena gli investimenti, l’innovazione e la produttività generale del Paese. Secondo l’Ufficio Studi della Confindustria nel nostro Paese mancano 2.000.000 di lavoratori nei vari settori produttivi e di servizi.Discontinuità contributive: I giovani e le nuove generazioni affrontano carriere discontinue e salari bassi, accumulando montanti contributivi frammentati che, in futuro, si tradurranno in assegni pensionistici inadeguati e rischio di povertà.Bassa partecipazione femminile: Il tasso di occupazione femminile in Italia resta strutturalmente inferiore alla media europea. Questo non solo riduce la base contributiva attuale, ma impoverisce le prospettive previdenziali di molte donne.Esplosione della spesa socio-sanitaria: Una popolazione più longeva richiede più cure e assistenza a lungo termine per i non autosufficienti. Ciò spinge lo Stato a dirottare risorse dai capitoli di sviluppo economico e investimenti verso il welfare assistenziale.Pressione sul risparmio privato: l’incertezza futura spinge le famiglie a dirottare una quota sempre maggiore di risparmi su fondi di previdenza integrativa e polizze sanitarie, riducendo i consumi immediati.La progressione della decadenza demografica del nostro PaeseNel primo censimento dell’Italia repubblicana realizzato nel 1951 le persone con almeno 65 anni erano 4,3 milioni pari all’8,9% del totale (tab. 4). Mentre nel primo censimento del nuovo millennio realizzato nel 2001, gli anziani erano 10,5 milioni pari al 18,4% della popolazione, e attualmente, come rilevato, sono oltre 14,8 milioni, cioè un quarto della popolazione. La progressione di lungo periodo è eccezionale poiché: – rispetto al 1951 ci sono attualmente oltre 10 milioni di anziani in più, mentre l’incidenza sul totale della popolazione è cresciuta di ben 16,2 punti percentuali.Rispetto al 2001 sono circa 4,3 milioni gli anziani in più con 6,7 punti percentuali di maggiore incidenza sul totale della popolazione. Nello stesso arco di tempo la popolazione totale è diminuita di 2 milioni di unità. Dati che mostrano la potenza della dinamica nel tempo della demografia italiana e che diventano ancor più impressivi in relazione alle classi di età più alte. Infatti, le persone con 80 anni e più erano 621.682 pari all’1,3% nel 1951, 2,4 milioni pari al 4,2% nel 2001 e 4,6 milioni cioè il 7,8% oggi; le persone con 90 anni e più sono passate da 42.338 nel 1951 a 369.435 nel 2001 a 911.769 oggi; e infine i centenari erano appena 519 nel 1951, sono diventati 5.435 nel 2001 e sono 24.710 oggi.Quel che emerge dai dati, dunque, è una crescita esponenziale del numero di anziani a livello nazionale e nelle singole aree territoriali, dalle macroaree alle specifiche Regioni, a dimostrazione di un fenomeno omogeneo a livello nazionale e diffuso nei territori. Non è un fenomeno ad alta intensità in aree specifiche, come accaduto in precedenza.Tabella 2 – Struttura per età della popolazione italiana 1951-2026(Fonte: elaborazione CENSIS su dati ISTAT)La c
ombinazione di più anziani e meno giovani genera il decollo dell’incidenza percentuale dei longevi sul totale. E le dinamiche divergenti tra le classi di età emergono evidenti confrontando le loro variazioni percentuali tra 1951 e 2025 poiché le persone con età fino a 17 anni sono diminuite del 38,8%; tra 18 e 34 anni del 18,9%; tra 35 e 64 anni sono aumentate del 53,7%; con almeno 65 anni sono decollate del 248,6%. Sono le dinamiche divaricanti delle classi di età più giovani e di quelle con età più alta a trasformare la conquista di pezzi nuovi di vita da parte delle persone, di per sé risultato straordinariamente positivo, in un insieme di criticità socioeconomiche rilevanti, che si impongono come sfide primarie per la società italiana.L’indice di dipendenza degli anziani, che segnala le persone con almeno 65 anni in rapporto a quelle in età attiva con età compresa tra 15 e 64 anni, era pari al 13,4% nel 1951 ed è salito al 39,8% oggi; per ogni 100 individui di età compresa tra 0 e 14 anni nel 1951 ve ne erano 36,6 con età pari o superiore a 65 anni, mentre nel 2026 sono diventati 216,3.Così al 1° gennaio 2026 la popolazione italiana conta quasi 59 milioni di persone con la seguente distribuzione per classi di età: 8,6 milioni, pari al 14,6% fino a 17 anni; 10,5 milioni (17,8%) tra 18 e 34 anni; 25 milioni (42,5%) con età tra 35 e 64 anni; 14,8 milioni (25,1%) con 65 anni e oltre.Tabella – Proiezioni demografiche relative alla popolazione con 65 anni e oltre al 2050, per genere e età.Le dinamiche finanziarie delle famiglieLa capacità di risparmio delle famiglie italiane mostra un andamento bifronte: sebbene il tasso di risparmio lordo sia stimato attorno al 10,6% del reddito disponibile (circa 250-300 € al mese su redditi medi), la propensione a lungo termine è in calo. Solo circa 4 italiani su 10 riescono ad accantonare denaro, spinti principalmente da logiche difensive e di emergenza.Le dinamiche principali che influenzano questa tendenza includono una logica precauzionale, legata all’incertezza economica e all’inflazione. Il risparmio viene visto come “scudo” contro gli imprevisti piuttosto che come accumulo per progetti di vita; una contrazione della fascia attiva della popolazione negli ultimi anni, per cui la percentuale di famiglie che riesce a mettere da parte denaro è scesa, con il 19% degli italiani che dichiara di non riuscire ad accantonare nulla; un divario territoriale dovuto alla persistenza di profonde disparità geografiche, con i territori del Nord Italia che evidenziano una maggiore capacità di accumulo rispetto al Sud; un patrimonio immobiliare e storico per cui nonostante la capacità di reddito odierna sia sotto pressione, l’Italia detiene una ricchezza netta privata enorme (oltre 6.000 miliardi di euro in attività finanziarie) accumulata dalle generazioni precedenti.Le dinamiche suddette sono fortemente influenzate dalla transizione demografica su descritta:Concentrazione della ricchezza: Gli “over” accumulano la maggior parte dei patrimoni, mentre le giovani generazioni, come già accennato, affrontano maggiori fragilità reddituali.Eccesso di liquidità: Circa il 30-31% dei portafogli familiari è mantenuto in contanti o su conti correnti bancari. Il saldo medio si aggira attorno ai 12.500 euro.Rialzo della propensione al risparmio: Dopo periodi di incertezza, la propensione al risparmio delle famiglie ha registrato una ripresa, attestandosi su livelli intorno all’11,4%, sebbene con una media annua inferiore rispetto ad altri Paesi europei (circa 4.200 euro pro capite).Da quanto sopra derivano le Sfide della “Longevity Economy” che si sostanziano in aumento della domanda di Assistenza e Cura (Long-Term Care), in quanto se si vive più a lungo aumenta la necessità di coprire spese sanitarie e di assistenza per il crescente numero di non autosufficienti.La riduzione dell’impatto pensionistico pubblico impone una riconversione dei risparmi privati, non più solo per l’accumulo ma per l
’integrazione della rendita nel lungo periodo. C’è una crescente necessità di strumenti finanziari ed assicurativi in grado di erogare rendite vitalizie per contrastare il rischio di “esaurimento del capitale” in tarda età. Mancano policy adeguate a livello nazionale e regionale.Per coniugare longevità e qualità della vitaLe policy moderne si orientano verso un approccio olistico che integra sanità, urbanistica e coesione sociale. Le comunità proattive sono il perno di questo modello: trasformano l’anziano da “paziente passivo” a risorsa attiva. Questi ambienti trasformano radicalmente il modello di assistenza:Prescrizione Sociale: Medici e assistenti sociali indirizzano i cittadini verso attività culturali, di volontariato e di socializzazione nel territorio per contrastare solitudine e sedentarietà.Urbanistica “Age-Friendly” e Cohousing: Progettazione di spazi pubblici accessibili, aree verdi e abitazioni adattabili che permettono di invecchiare nel proprio ambiente (cosiddetto ageing in place).Scambio Intergenerazionale: Programmi che uniscono giovani e anziani per favorire il trasferimento di competenze e ridurre gli stereotipi legati all’età.Prevenzione e Stili di Vita: Promozione di percorsi di educazione alla salute e nutrizione lungo tutto l’arco della vita, per prevenire le malattie croniche.Le prime Raccomandazioni italiane su “Comunità proattive e prescrizione sociale”, sviluppate dal Network nazionale Comunità, Solitudini e Salute, definiscono la solitudine come un determinante di salute. Il documento stabilisce che per combattere l’isolamento è necessario integrare i servizi sanitari, sociali e il Terzo Settore tramite la prescrizione sociale.Le raccomandazioni si basano su alcuni principi fondamentali per ripensare la salute territoriale:Approccio “One Health”. Le politiche per la salute di comunità si inseriscono in una cornice più ampia che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale e ecosistemi, con un focus sulla dimensione sociale per agire sulla prevenzione con misure intersettoriali e multidisciplinari, superando l’attuale frammentazione tra settori.Identificazione univoca degli ambiti territoriali di intervento. L’integrazione tra servizi sanitari, sociali e risorse del territorio è possibile solo garantendo la coincidenza tra i Distretti sociosanitari delle ASL e gli Ambiti Territoriali Sociali dei Comuni, la definizione del territorio di afferenza di ogni casa della Comunità e la sua articolazione in unità territoriali di prossimità (Microaree indicativamente 4.000-10.000 abitanti), corrispondenti a quartieri, rioni, frazioni o piccoli comuni.Nomenclatura condivisa per la “prescrizione sociale”. Per monitorare e confrontare gli interventi su scala nazionale è indispensabile sviluppare un linguaggio comune. Ciò significa raccogliere i codici già in uso nelle diverse Regioni per le attività sociali prescritte dai medici e poi costruire e mantenere una nomenclatura di riferimento allineata agli standard internazionali, che descriva i bisogni delle persone e dei caregiver, le attività prescrivibili e gli indicatori di efficacia e di esito.Sostenibilità economica. Per rendere replicabili e confrontabili gli interventi integrati socio-sanitari di promozione comunitaria è necessario definire caratteristiche e costi di riferimento, da approvare in Conferenza Stato-Regioni.Strumenti operativi e interoperabilità. L’attuazione delle raccomandazioni richiede l’utilizzo di strumenti organizzativi e informativi idonei a garantirne concreta applicazione, tracciabilità e valutazione nel tempo. L’integrazione socio-sanitaria e la continuità assistenziale presuppongono l’impiego coerente di sistemi interoperabili e modalità standardizzate di registrazione e monitoraggio, in raccordo con le infrastrutture informative nazionali e territoriali vigenti.Policy nazionali possibili e loro declinazione a livello regionaleSi possono individuare e proporre le seguen
ti linee di intervento:Inserire la solitudine e l’isolamento sociale come determinanti di salute nella programmazione sanitaria nazionale e regionale, definendo una cornice normativa e strategica nazionale per la prevenzione e il contrastoattraverso DPCM, documenti di indirizzo interministeriali (Sanità, Lavoro e Politiche Sociali, Istruzione, Ricerca, Ambiente e altri) e una Strategia nazionale dedicata;Prevedere la coincidenza geografica obbligatoria tra Distretti Sociosanitari e Ambiti Territoriali Sociali (ATS), e alla obbligatorietà della definizione del territorio di afferenza di ogni Casa della Comunità. Questo territorio può essere ulteriormente articolato in Microaree (popolazione compresa tra 4.000 e 10.000 abitanti), individuate come unità minime per la programmazione della salute di comunità e il monitoraggio delle solitudini.Definire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) includendo esplicitamente gli interventi di salute di comunità e contrasto all’isolamento sociale, con riferimento anche ai Fondi FNA e FSE per la copertura finanziaria, prevedendo esenzione totale per persone in povertà e definire caratteristiche e costi standard di riferimento degli interventi integrati socio-sanitari di promozione comunitaria, con nomenclatore tariffario nazionale da approvare in Conferenza Stato-Regioni. Una quota delle risorse dei Fondi Sanitari Regionali destinate alla medicina territoriale deve essere vincolata a progetti di prescrizione sociale e supporto alla domiciliarità proattiva.Emanare linee guida nazionali sulla “prescrizione sociale” in collaborazione con ISS, AGENAS, Federazioni Nazionali degli Ordini Professionali, Società Scientifiche, rappresentanti nazionali del Terzo Settore, definendo modelli operativi, standard di qualità e percorsi formativi per gli operatori.Istituire un Osservatorio nazionale su Solitudine, Isolamento Sociale e Salute di Comunità presso e con il concorso di Ministeri, di Istituti e di Agenzie nazionali, con il compito di raccogliere dati epidemiologici e monitorare l’efficacia degli interventi, garantendo l’accessibilità dei dati a Università e Istituti di Ricerca.Si ringrazia il collega Andrea Vannucci per i contributi forniti.Giorgio Banchieri,Segretario Nazionale ASIQUAS, Docente DiSSE, Università “Sapienza”, RomaReferenze17 Luglio 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell'ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione...Gentile direttore,la diagnostica di laboratorio è oggi una delle infrastrutture più strategiche del Servizio Sanitario Nazionale. La sua evoluzione, spinta da automazione, digitalizzazione, discipline omiche, bioinformatica e intelligenza artificiale, sta...Gentile Direttore, Da pensionato, è inevitabile ripercorrere i momenti critici della mia carriera di medico di base, con una punta di nostalgia per i luoghi in cui ho esercitato. Avere...Gentile Direttore, Il 14 luglio è universalmente ricordato come il giorno della presa della Bastiglia, simbolo della nascita di una nuova idea di democrazia, fondata sulla rappresentanza e sul superamento...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneEbola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classificaMedici specialisti, Regioni chiedono di formarne 14.631 nel 2025/2026. Priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina internaRiflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaScreening o
ncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativoEmergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitariMalattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapiaCaldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medicaQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702938708335.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Health Journalism Forum e Brand Journalism Festival, l'intelligenza artificiale al centro dell'edizione 2026  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702874908725.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702874908725.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 17 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 11:38:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="231" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702874908725.PDF"><![CDATA[sanita33.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/digital/7941/health-journalism-forum-e-brand-journalism-festival-l-intelligenza-artificiale-al-centro-dell-edizione-2026.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702874908725.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Lavoro e professioni             				  			             Eventi           17 Luglio 2026                          Health Journalism Forum e Brand Journalism Festival, l'intelligenza artificiale al centro dell'edizione 2026                          Il 29 ottobre a Napoli l'Health Journalism Forum, il 10 novembre a Milano il Brand Journalism Festival. Debutta anche BJF EDU, il progetto per portare educazione ai media e intelligenza artificiale nelle scuole           Sarà l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'informazione, insieme al tema della fiducia tra media, istituzioni e cittadini, il filo conduttore dell'edizione 2026 dell'Health Journalism Forum e del Brand Journalism Festival, le due manifestazioni promosse da Social Reporters che si svolgeranno in autunno a Napoli e a Milano. Gli appuntamenti sono in programma il 29 ottobre all'Aorn Antonio Cardarelli di Napoli e il 10 novembre agli IBM Studios di Milano. Le due iniziative, rispettivamente alla seconda e alla terza edizione, riuniranno giornalisti, professionisti della salute, imprese, istituzioni, ricercatori e cittadini per discutere delle trasformazioni dell'ecosistema informativo nell'era dell'intelligenza artificiale generativa. Dopo aver coinvolto nelle precedenti edizioni oltre 30 relatori e più di 600 professionisti, il format registra una crescita del 25% della partecipazione rispetto all'esordio.Tra le principali novità dell'edizione 2026 figura il lancio di BJF EDU, un nuovo progetto educativo sviluppato con VIK School che porterà nelle scuole superiori italiane percorsi dedicati all'informazione, alla comunicazione, all'intelligenza artificiale e alla cittadinanza digitale, con l'obiettivo di rafforzare il pensiero critico delle nuove generazioni. "L'intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo informazioni. In questo scenario la fiducia non può essere considerata una conseguenza, ma una scelta progettuale", afferma Ilario Vallifuoco, CEO e founder di Social Reporters. "Health Journalism Forum e Brand Journalism Festival nascono per favorire il confronto tra chi ogni giorno contribuisce alla costruzione dell'informazione, della conoscenza e dell'opinione pubblica, creando occasioni di dialogo tra giornalismo, istituzioni, imprese e cittadini". Il Brand Journalism Festival sarà dedicato al tema "L'Architettura della Fiducia – Convergere. Costruire. Garantire" e approfondirà il ruolo di media, aziende e istituzioni nella costruzione della fiducia in un contesto caratterizzato dal sovraccarico informativo e dalla diffusione dell'intelligenza artificiale. Tra i primi ospiti confermati figurano Vittorio Emanuele Parsi, Francesco Cancellato, Giulio Gambino e Alice Mentana. Nel corso della giornata sarà inoltre presentata in anteprima una ricerca Ipsos Doxa sul rapporto tra informazione, fiducia e consenso nell'Italia pre-elettorale, seguita dalla presentazione di un documento programmatico con proposte operative rivolte a partner e istituzioni.L'Health Journalism Forum, di cui Edra Media è tra i media partners, sarà invece dedicato al tema "La nuova ecologia dell'informazione sanitaria: fiducia, regole, tecnologia e nuove generazioni". Il programma affronterà questioni come le nuove regole europee dell'informazione sanitaria, il ruolo dell'intelligenza artificiale nel giornalismo, la gestione dei dati e della privacy, l'autorevolezza delle fonti e la costruzione della fiducia nell'era dell'iperinformazione. È prevista inoltre una sessione speciale dedicata ai 30 anni della Fondazione Gimbe, con una riflessione sul rapporto tra evidenze scientifiche, informazione e fiducia dei cittadini. Tra i relatori annunciati per il Forum figurano Walter Ricciardi, Nino Cartabellotta e Matteo Bassetti, insieme ad altri rappresentanti del mondo della sanità, dell'informazione e delle istituzioni. Lilly Italia sosterrà per il secondo anno consecutivo l'iniziativa in qualità di main partner, mentre Unipol conferma il proprio ruolo di main partn
er del Brand Journalism Festival per il terzo anno consecutivo.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  17/07/2026        Governo e Parlamento        Migrazioni, Isde: le politiche di esclusione mettono a rischio la salute pubblica           Governo e Parlamento                    Migrazioni, Isde: le politiche di esclusione mettono a rischio la salute pubblica                   Per l’Associazione Medici per l'Ambiente tali politiche risultano incompatibili con i principi della prevenzione primaria, della One Health e della Planetary Health, oltre che con la tutela della... 		  17/07/2026        Governo e Parlamento        Peste suina africana, Filippini confermato Commissario straordinario          Governo e Parlamento                    Peste suina africana, Filippini confermato Commissario straordinario                  Il Direttore generale della Salute animale del Ministero della Salute è stato riconfermato con DPCM nell'incarico di coordinare le attività di prevenzione e contenimento della PSA 		  17/07/2026        Terapia        Francia, i vaccini antinfluenzali diventano soggetti a prescrizione          Terapia                    Francia, i vaccini antinfluenzali diventano soggetti a prescrizione                  Dal 10 luglio i vaccini antinfluenzali rientrano tra i medicinali soggetti a prescrizione 		  16/07/2026        Governo e Parlamento        Testo unico della farmaceutica, il Ddl delega arriva in Aula. Ecco le novità           Governo e Parlamento                    Testo unico della farmaceutica, il Ddl delega arriva in Aula. Ecco le novità                   La Commissione Affari sociali e Sanità del Senato conclude l'esame del disegno di legge delega   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/17/2026071702874908725.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>