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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Medicina generale, aperte le domande per il corso di formazione. Ecco scadenze e posti disponibili ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602867308794.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602867308794.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"doctor33.it" </b>  del 16 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le domande possono essere presentate fino al 27 luglio. La prova unica nazionale è fissata al 21 ottobre. Disponibili circa 2.200-2.300 posti a livello nazionale</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 13:34:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.doctor33.it/articolo/68356/medicina-generale-aperte-le-domande-per-il-corso-di-formazione-ecco-scadenze-e-posti-disponibili]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sono aperte le domande di partecipazione ai concorsi regionali per l'ammissione al Corso di formazione specifica in Medicina generale per il triennio 2026-2029. Le candidature dovranno essere presentate entro il 27 luglio 2026, mentre la prova unica nazionale si svolgerà il 21 ottobre 2026. Lo ricorda Il Sole 24 Ore, riepilogando le principali informazioni contenute nei bandi regionali. Complessivamente, i bandi pubblicati dalle Regioni e dalle Province autonome mettono a disposizione circa 2.200-2.300 posti con borsa di studio. Il concorso è gestito a livello regionale e il numero dei posti varia in base al fabbisogno territoriale. Tra le Regioni con la maggiore disponibilità figurano Lombardia (481 posti), Campania (240), Lazio (200), Veneto (191) ed Emilia-Romagna (185). Il percorso formativo ha durata triennale, è a tempo pieno e prevede 4.800 ore complessive di attività. La borsa di studio è pari a circa 11.600 euro annui ed è soggetta a tassazione Irpef. L'articolo richiama inoltre il contesto nel quale si inserisce il nuovo concorso. Secondo i dati riportati, i medici di medicina generale sono passati da 45.203 nel 2013 a 37.983 nel 2023, mentre Fondazione Gimbe stima una carenza di oltre 5.700 medici di famiglia in Italia. Secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, la FIMMG segnala inoltre ritardi nella pubblicazione dei bandi regionali e propone alcune misure per accelerare il ricambio generazionale, tra cui la riattivazione di procedure straordinarie di accesso al corso e una maggiore rapidità nell'avvio della formazione.???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso   
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		<title><![CDATA[Screening oncologici: 7,6 milioni di italiani esclusi nel 2024 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602924808217.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602924808217.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"dossiersalute.com" </b>  del 16 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 10:54:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="0" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602924808217.PDF"><![CDATA[dossiersalute.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.dossiersalute.com/screening-oncologici-italiani-esclusi-2024/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il nuovo report della Fondazione Gimbe sui programmi di screening oncologici rivela un dato allarmante. Nel 2024 oltre 7,6 milioni di persone sono rimaste fuori dai percorsi gratuiti di prevenzione, con oltre 50mila tumori e lesioni precancerose non individuati in tempo.di Lavinia Giganti | Giornalista  | Dossier SaluteIn sintesi    Gli screening oncologici sono test gratuiti offerti dal Servizio Sanitario Nazionale per individuare precocemente i tumori.    Nel 2024 il 54% della popolazione target è rimasto escluso dai programmi organizzati.    L’adesione resta ferma al 50% per mammella e cervice, al 33% per il colon-retto.    Gimbe stima oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose non intercettati.    Il Sud Italia registra i divari più marcati rispetto al resto del Paese.Cosa sono gli screening oncologici e cosa dice il nuovo report GimbeGli screening oncologici sono programmi di test gratuiti, organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale, pensati per individuare tumori o lesioni precancerose prima che compaiano i sintomi. In Italia riguardano tre percorsi: la mammografia per il tumore al seno, il test HPV o il Pap test per la cervice uterina. A questi si aggiunge la ricerca del sangue occulto nelle feci, usata per il tumore del colon-retto. Sono tutti inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza. Le Regioni devono quindi garantirli a tutti i cittadini nella fascia di età prevista.Il nuovo report della Fondazione Gimbe, basato sui dati dell’Osservatorio Nazionale Screening, fotografa una situazione ancora critica. Nel 2024 oltre 7,6 milioni di persone sono rimaste fuori dai programmi organizzati di screening oncologici, pari al 54% della popolazione target. Su oltre 14,1 milioni di persone invitate a sottoporsi a un test, hanno risposto meno di 6,5 milioni.“Aderenze ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose.” Lo ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, come riportato da Quotidiano Sanità. Il dato più critico riguarda il colon-retto, dove aderisce appena una persona su tre.Per il tumore al seno l’adesione nazionale si attesta al 50%, ma con differenze enormi tra le Regioni. Si va dal 74% della Provincia autonoma di Trento al 15,2% della Calabria. Per la cervice uterina l’adesione media è del 51%, con un intervallo che va dal 90,3% di Trento al 12,2% della Calabria. Il colon-retto resta il programma più critico, con un’adesione del 33,3%, dal 64,1% della Valle d’Aosta al 4,5% della Calabria.Come funziona il monitoraggio degli screening e perché i numeri contanoIl monitoraggio degli screening oncologici si basa su due indicatori principali. Il primo è l’estensione, cioè la percentuale di popolazione target effettivamente invitata a fare il test. Il secondo è l’adesione, cioè quante persone tra gli invitati si presentano davvero. Servono entrambi per capire dove intervenire. Un programma può invitare quasi tutta la popolazione prevista, ma fallire se poche persone rispondono all’invito.Secondo i dati Gimbe, lo screening mammografico ha raggiunto un’estensione del 97,3% della popolazione target. Le differenze regionali restano ampie: si va dal 110,4% della Lombardia al 58,1% della Valle d’Aosta. Lo screening cervicale ha un’estensione del 117,2%, un dato che riflette il recupero degli inviti non effettuati durante la pandemia. Il colon-retto è stato esteso al 94% della popolazione target, dal 118,8% dell’Emilia-Romagna al 60,8% della Sardegna.L’impatto clinico di questi numeri è concreto. Gimbe ha stimato l’impatto del mancato raggiungimento della soglia europea del 90% di copertura. Il conto è di oltre 11.000 carcinomi della mammella non identificati, di cui più di 2.300 invasivi di piccole dimensioni. A questi si aggiungono quasi 9.700 lesioni precancerose del collo dell’utero e 4.700 tumori del colon-retto. Si contano inoltre quasi 
25.000 adenomi avanzati non individuati. Nel complesso, il conto supera i 50.300 tumori e lesioni che i programmi organizzati avrebbero potuto intercettare in tempo.Con l’eccezione del Molise, nessuna Regione del Sud raggiunge la soglia del 100% nell’estensione dello screening mammografico. È un segnale di criticità organizzative ancora rilevanti, secondo Cartabellotta. Per tutti e tre i programmi, le Regioni del Mezzogiorno registrano livelli di adesione inferiori alla media nazionale. Il divario territoriale non riguarda quindi solo l’accesso al test, ma anche la capacità dei cittadini di rispondere all’invito.Cosa cambia per il paziente e quali sono i prossimi passiPer il cittadino, aderire allo screening organizzato significa sottoporsi a un test gratuito e validato scientificamente. Il test è in grado di individuare un tumore prima che dia sintomi. Una diagnosi precoce aumenta le probabilità di guarigione. Spesso richiede anche trattamenti meno invasivi rispetto a una diagnosi tardiva. Chi rientra nella fascia di età prevista riceve normalmente una lettera di invito dalla propria Azienda Sanitaria Locale, con l’indicazione di dove e quando presentarsi.Il report Gimbe segnala anche un problema culturale. Un’indagine della Fondazione condotta nelle scuole secondarie di secondo grado ha rilevato un dato preoccupante. Solo il 51,2% degli studenti ha saputo identificare correttamente i tre screening oncologici gratuiti offerti dal Servizio Sanitario Nazionale. Per Cartabellotta, questo conferma che la cultura della prevenzione va costruita molto prima dell’età in cui si accede agli screening. Investire nell’educazione sanitaria dei più giovani, secondo il presidente Gimbe, significa formare cittadini più consapevoli oggi e più propensi ad aderire domani.Sul fronte delle politiche pubbliche, l’Italia resta lontana da un obiettivo preciso. Nel 2022 il Consiglio dell’Unione Europea aveva chiesto una copertura del 90% degli screening oncologici entro il 2025. Il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione 2026-2031 ha spostato questo traguardo al 2029, con tappe intermedie del 70% nel 2027 e dell’80% nel 2028. Nei prossimi mesi Regioni e Aziende sanitarie dovranno rafforzare i sistemi di richiamo per chi non risponde al primo invito. Sono previsti promemoria digitali e campagne mirate nelle aree con adesione più bassa.Per chi riceve un invito e ha dubbi sulla propria situazione specifica, il canale corretto resta il confronto con il medico di famiglia o con il centro screening della propria Regione. Meglio evitare di affidarsi a informazioni generiche reperite online.
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		<title><![CDATA[Provincia di Trento promossa sugli screening oncologici. La fondazione Gimbe: «Dati più alti a livello italiano» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602925008215.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"iltquotidiano.it" </b>  del 16 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 10:53:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.iltquotidiano.it/articoli/provincia-di-trento-promossa-sugli-screening-oncologici-la-fondazione-gimbe-dati-piu-alti-a-livello-italiano/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Primo posto per la prevenzione del tumore alla mammella e a quello cervicale, terzo per il colon-rettoProvincia di Trento promossa per quanto riguarda la prevenzione oncologica. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe sui programmi di screening relativi al 2024, il Trentino è al primo posto a livello nazionale per adesione allo screening mammografico e a quello cervicale, mentre conquista il terzo posto per lo screening del colon-retto.Lo studio della Fondazione Gimbe ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della partecipazione agli screening organizzati e di sollecitare Regioni e Aziende sanitarie a rafforzare sia gli interventi organizzativi sia la comunicazione pubblica, considerati elementi chiave nella prevenzione dei tumori.Nel dettaglio, per lo screening mammografico il Trentino raggiunge un’estensione del programma pari al 94,5% della popolazione target, a fronte di una media nazionale del 97,3%. Il dato più significativo riguarda però l’adesione, che si attesta al 74%, ben al di sopra della media italiana del 50%.Risultati ancora migliori per lo screening cervicale, dove l’estensione del programma raggiunge il 129,4% (contro una media nazionale del 117,2%) e l’adesione tocca il 90,3%, quasi il doppio rispetto al dato italiano, fermo al 51%.Anche nello screening del colon-retto il Trentino registra performance superiori alla media nazionale. L’estensione del programma è pari al 111,4% (94% la media italiana), mentre l’adesione raggiunge il 56,2%, a fronte del 33,3% registrato a livello nazionale.Più arretrata, invece, la situazione nella Provincia autonoma di Bolzano. L’Alto Adige si colloca all’ottavo posto per lo screening mammografico, con un’estensione del 98,5% e un’adesione del 58,1%. Per lo screening cervicale scende al diciottesimo posto, con un’estensione del 79,9% e un’adesione del 31,1%, mentre nello screening del colon-retto occupa l’undicesima posizione, con un’estensione del 110,2% e un’adesione del 31,4%.
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