<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=1" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 16:10:02 +0200</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/1/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening, Trentino primo ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503116207136.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503116207136.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 21 di <b>"ADIGE" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:57:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="132000" Sales="15137" Printing="17592" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503116207136.PDF"><![CDATA[ADIGE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503116207136.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Screening, Trentino primo   Lo certifica la Fondazione Gimbe: mammografie per il 94,5%  La Provincia di Trento è prima per adesione allo screening mammografico e per lo screening cervicale, mentre si posiziona al terzo posto per lo screening colon-rettale.  A dirlo è un'analisi della «Fondazione Gimbe» che analizza dei tre programmi di screening oncologici relativi all'anno 2024, con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull'importanza di aderire agli screening organizzati e sollecitare Regioni e Aziende sanitarie locali a rafforzare gli interventi organizzativi e la comunicazione pubblica su questo pilastro fondamentale della prevenzione oncologica.   L'estensione dello screening mammografico in Trentino è pari al 94,5% (media italiana del 97,3%) della popolazione target, mentre l'adesione è del 74% (media italiana del 50%). Per lo screening cervicale l'estensione è del 129,4%  (media italiana 117,2%) e l'adesione del 90,3% (media italiana del 51%). Infine, per lo screening colon-rettale l'estensione è del 111,4% (media italiana del 94%) e l'adesione del 56,2% (media italiana del 33,3%).  La Provincia di Bolzano si colloca indietro in classifica. È ottava per lo screening mammografico (con un'estensione del 98,5% e un'adesione del 58,1%), diciottesima per lo screening cervicale (con un'estensione del 79,9% e un'adesione del 31,1%) e undicesima per lo screening colon-rettale (con un'estensione del 110,2% e un'adesione del 31,4%).  ---End text---  Author: Redazione  Heading: Lo certifica la Fondazione Gimbe: mammografie per il 94,5%  Highlight: La provincia di Bolzano resta indietro in classifica: il 31% aderisce ai controlli al colon  Image: -tit_org- Screening, Trentino primo   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503116207136.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Mammografie, il 58% aderisce ai controlli ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103207010.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103207010.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 16 di <b>"ALTO ADIGE" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:48:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="111000" Sales="7580" Printing="7276" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103207010.PDF"><![CDATA[ALTO ADIGE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103207010.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Screening oncologici  Mammografie, il 58% aderisce ai controlli  BOLZANO. Secondo i dati Gimbe relativi al 2024, la nostra provincia registra risultati positivi nello screening mammografico, con un’estensione del 98,5% della popolazione target (contro una media nazionale del 97,3%) e un’adesione del 58,1%, superiore al 50% italiano, che vale l’8° posto tra le regioni. Più critico il quadro dello screening cervicale: l’estensione si ferma al 79,9% rispetto al 117,2% nazionale e l’adesione è del 31,1% (media Italia 51%), collocando Bolzano al 18° posto. Bene invece l’estensione dello screening colon-rettale (110,2% contro il 94% nazionale), mentre l’adesione è del 31,4%, leggermente sotto la media italiana del 33,3%, con l’11° posto nella classifica regionale.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Mammografie, il 58% aderisce ai controlli   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103207010.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Trento prima per gli screening oncologici ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503141106377.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503141106377.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"CORRIERE DEL TRENTINO" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I dati della Fondazione Gimbe. Mammografia, l'adesione supera il 74%</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:00:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="38044" Sales="3693" Printing="4660" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503141106377.PDF"><![CDATA[CORRIERE DEL TRENTINO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503141106377.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Trento prima per gli screening oncologici  I dati della Fondazione Gimbe. Mammografia, l’adesione supera il 74%  TRENTO I programmi di screening oncologici possono salvare una vita. L’attività sistematica di diagnosi precoce di un tumore o dei suoi precursori, basata su evidenze scientifiche, aiuta a identificare la malattia o i suoi precursori, cioè le alterazioni da cui il tumore può svilupparsi nel tempo. Il fattore tempo nella lotta contro i tumori è fondamentale, ma nel 2024 il 54% della popolazione target, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, soprattutto nel Mezzogiorno. Il motivo? In parte perché non ha ricevuto l’invito, molto più spesso perché non ha aderito. Il dato è nazionale. La fotografia del Trentino è infatti tutt’altra. La provincia di Trento è prima per quanto riguarda l’adesione allo screening mammografico e allo screening cervicale, mentre si posiziona al terzo posto per lo screening colon-rettale.  A dirlo è un’analisi della  Fondazione Gimbe che analizza dei tre programmi di screening oncologici relativi all’anno 2024, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di aderire agli screening organizzati e sollecitare Regioni e aziende sanitarie locali a rafforzare gli interventi organizzativi e la comunicazione pubblica su questo pilastro fondamentale della prevenzione oncologica.  L’estensione dello screening mammografico in Trentino è pari al 94,5% (media italiana è del 97,3%) della popolazione target, mentre l’adesione è del 74% (la media italiana è del 50%). Per quanto riguarda lo screening cervicale l’estensione è del 129,4% (la media italiana è del 117,2%) e l’adesione del 90,3% (la media italiana è del 51%). Infine, secondo l’indagine di Gimbe il Trentino è avanti anche per lo screening colon-rettale: l’estensione è del 111,4% , rispetto alla media italiana che si ferma al 94%, mentre l’adesione è del 56,2%, rispetto al 33,3% a livello nazionale.  Meno confortanti sono i dati della vicina provincia di Bolzano che si colloca più indietro nella classifica stilata dalla Fondazione. È all’ottavo posto per lo screening mammografico (con un’estensione del 98,5% e un’adesione del 58,1%), diciottesima per lo screening cervicale (con un’estensione del 79,9% e un’adesione del 31,1%) e undicesima per lo screening colon-rettale (con un’estensione del 110,2% e un’adesione del 31,4%).  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Trento prima per gli screening oncologici   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503141106377.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità in coda: nei primi 5 mesi più di 20mila visite oltre la soglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103807012.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103807012.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il ritardo non riguarda solo le prenotazioni: i tagli ai posti letto, gli screening oncologici agli ultimi posti d ' Italia e la crescente rinuncia alle cure spiegano perché la Calabria sia ultima per speranza di vita in buona salute</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:48:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="59321" Sales="2842" Printing="2207" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103807012.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103807012.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Sanità in coda: nei primi 5 mesi più di 20mila visite oltre la soglia Il ritardo non riguarda solo le prenotazioni: i tagli ai posti letto, gli screening oncologici agli ultimi posti d’Italia e la crescente rinuncia alle cure spiegano perché la Calabria sia ultima per speranza di vita in buona salute  COSENZA  Ci sono quasi tre anni di vita che ballano tra chi nasce a Trento e chi viene alla luce in Campania.  Mentre più di quindici anni “in buona salute” dividono la provincia autonoma di Bolzano (67,9 anni) e la Calabria (52,6). Si tratta di due indicatori che coniugano l’aspettativa di vita con la condizione di salute e l’autonomia delle persone anziane.  Basta questa asimmetria “biologica” per descrivere, senza retorica, l’abisso che separa i territori italiani in fatto di salute. I numeri vanno oltre la cronaca e scavano nella carne della società e nella coscienza dell’Italia e dei suoi governanti.  Dietro questo primato negativo si nasconde una crisi profonda che viene da lontano.  Ospedali ridimensionati, carenza di personale, servizi territoriali deboli e un commissariamento durato oltre quindici anni hanno lasciato una sanità pubblica ancora in affanno. Le liste d’attesa ne sono la manifestazione più evidente. Il Piano nazionale per il loro abbattimento punta a ridurre i tempi di accesso alle prestazioni e a garantire il rispetto delle classi di priorità, ma la Calabria continua a scontare ritardi strutturali che non si colmano con un semplice cambio di regole.  I dati più recenti del cruscotto Agenas restituiscono un quadro ancora critico. Nei primi cinque mesi del 2026 sono state prenotate 232.652 visite specialistiche: di queste, 20.689 (circa il 9%) sono state erogate oltre la soglia massima di garanzia prevista dal Servizio sanitario nazionale. Dietro quelle oltre ventimila prestazioni fuori tempo massimo ci sono persone che attendono una diagnosi, un controllo o una visita specialistica che, in molti casi, rappresenta il primo passo di un percorso di cura. Ma  è proprio l’attesa, spesso, a trasformarsi in rinuncia. Per chi non può permettersi il privato, il tempo diventa un ostacolo ulteriore verso la cura. Per chi può, la spesa sanitaria privata finisce per sostituire un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti. E chi non ce la fa, rinuncia. In Calabria un cittadino su dieci rinuncia alle cure, scoraggiato dai costi, dai tempi di attesa o dall’impossibilità di accedere alle prestazioni.  A rendere ancora più fragile il sistema pesa una scelta che ha segnato gli ultimi due decenni.  Questa è la regione che ha subito il più drastico ridimensionamento della rete ospedaliera.  Inoltre, secondo l’Istat, tra il 1996 e il 2023, la Calabria è la regione che ha accusato il calo maggiore di posti letto ordinari con un  -61,2%. In Valle d’Aosta si osserva il calo più contenuto (-20,7%).  Si tratta di tagli nati per riequilibrare i conti pubblici, ma che ha inevitabilmente ridotto la capacità di risposta degli ospedali, contribuendo ad alimentare congestione, ritardi e mobilità sanitaria verso altre regioni.  Le stesse criticità emergono sul fronte della prevenzione.  L’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe descrive una Calabria che continua a occupare l’ultimo posto in Italia per adesione agli screening oncologici.  Per il tumore della mammella gli inviti raggiungono soltanto il 69,2% della popolazione target, contro una media nazionale del 97,3%, mentre aderisce appena il 15,2% delle donne aventi diritto, a fronte del 50% italiano. Per lo screening del tumore del collo dell’utero l’estensione degli inviti si ferma al 74,3% e l’adesione al 12,2%, ancora ultima tra le regioni. Ancora più allarmante il dato sul colon-retto: adesione del 4,5% contro una media nazionale del 33,3%.  Numeri che, come sottolinea Gimbe, non possono essere attribuiti soltanto alla scarsa partecipazione dei cittadini. Quando gli inviti non raggiungono l’intera popolazione bersaglio, emerge infatti una responsabilità organizzativa: il sistema non riesce a intercettare tutti gli aventi diritto, compromettendo l’efficacia della prev
enzione proprio dove dovrebbe essere più capillare.  Le liste liste d’attesa ancora fuori controllo, i posti letto drasticamente ridotti, la prevenzione che procede a rilento e la crescente rinuncia alle cure sono l’architrave su cui poggia quel divario di quindici anni nella speranza di vita in buona salute tra la Calabria e Bolzano. Un dato che va oltre la statistica perché rappresenta la distanza reale tra due modelli di sanità e tra due diversi diritti di cittadinanza a geografia variabile.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Giovanni Pastore  Heading:   Highlight: Le disuguaglianze vanno oltre la statistica e mettono in discussione l’universalità del Ssn: a Bolzano 15 anni in più in condizioni di salute migliori  Image: -tit_org- Sanità in coda: nei primi 5 mesi più di 20mila visite oltre la soglia   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Giovanni Pastore</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503103807012.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone Mal'Emilia è al top ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146700385.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146700385.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"GAZZETTA DI MODENA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Aumentanoirichiami. ma non tutti aderiscono</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 02:47:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="97000" Sales="5732" Printing="4696" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146700385.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DI MODENA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146700385.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Fondazione Gimbe ha analizzato il report nazionale  Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone Ma l’Emilia è al top  Aumentano i richiami, ma non tutti aderiscono  Nel 2024 il 54% della popolazione target, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, soprattutto nel Mezzogiorno: in parte perché non ha ricevuto l’invito, molto più spesso perché non ha aderito. «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose. Il bilancio è pesantissimo: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening».  Gli screening oncologici inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che tutte le Regioni devono garantire gratuitamente, comprendono la mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, lo screening del tumore della cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del colon-retto per donne e uomini tra 50 e 69 anni. «Al netto degli esclusi dal target – afferma Cartabellotta – nel 2024 sono state invitate a eseguire un test di screening oltre 14,1 milioni di persone (14.101.942), ma hanno aderito meno di 6,5 milioni (6.481.002). Il dato nasconde profonde differenze non solo tra i tre programmi di screening, ma soprattutto tra Regioni e aree del Paese».  Sulla base dei dati del Report 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), il network che monitora gli screening oncologici offerti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la Fondazione Gimbe ha analizzato punti di forza e criticità dei tre programmi «con un duplice obiettivo: sensibilizzare i cittadini sull’importanza di aderire agli screening organizzati e sollecitare Regioni e Aziende Sanitarie Locali a rafforzare l’organizzazione e la comunicazione pubblica su questo pilastro della prevenzione oncologica», spiega il Presidente.  L’Emilia Romagna, come si vede anche dalla tabella qui accanto, è una delle regioni più virtuose. I dati per il 2024 riguardanti l’estensione (percentuale della popolazione target che riceve un invito) e l’adesione (proporzione di invitati  che eseguono il test rispetto alla popolazione target) agli screening sono i seguenti: screening mammografico, l’estensione è pari al 103,3% (media Italia 97,3%) della popolazione target; l’adesione è pari al 73,9% (media Italia 50%) della popolazione target che posiziona la regione al 2° posto tra le regioni.  Screening cervicale (per il tumore del collo dell’utero): l’estensione è pari al 116,9% (media Italia 117,2%) della popolazione target; l’adesione è pari al 74,7% (media Italia 51%) della popolazione target che posiziona la regione al 2° posto tra le regioni.  Screening colon-rettale: l’estensione è pari al 118,8% (media Italia 94%) della popolazione target; l’adesione è pari al 55,6% (media Italia 33,3%) della popolazione target che posiziona la regione al 4° posto tra le regioni.  ?  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: I dati evidenziano disparità tra i vari territori del Paese I cittadini vanno ancora sensibilizzati per partecipare   Il bilancio resta pesante: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening  Image:ADESIONE AGLI SCREENING: POSIZIONE IN CLASSIFICA (elaborazione GIMBE su dati OSN, anno 2024)  Regione  Prov. Aut. di Trento Emilia-Romagna Veneto Umbria Toscana Friuli Venezia Giulia Lombardia Valle d’Aosta Piemonte Basilicata Marche Puglia Abruzzo Prov. Aut. di Bolzano Liguria Lazio Molise Sardegna Campania Sicilia Calabria  Mammella  Cervice  1 1 2 2 4 4 3 6 5 7 7 9 6 10 11 13 10 8 9 12 17 3 14 5 12 11 8 18 13 17 16 14 15 15 18 16 19 19 20 20 21 21 Nota: le Regioni e le Provincie Autonome sono ordinate in base alla posizione media ottenuta per la copertura dei tre programmi di screening  Colon-retto 3 4 2 8 7 5 6 1 9 10 13 15 14 11 12 16 17 18 20 19 21 Nella tabella qui accanto i dati regione per regione a seconda dei diversi screening 
-tit_org- Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone Mal’Emilia è al top   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146700385.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[«La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146400386.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146400386.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"GAZZETTA DI MODENA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il presidente Cartabellotta: «Tanti iniziano i controlli per iniziativa spontanea»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 02:47:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="97000" Sales="5732" Printing="4696" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146400386.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DI MODENA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146400386.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[«La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni» Il presidente Cartabellotta: «Tanti iniziano i controlli per iniziativa spontanea»  Assumendo come obiettivo una copertura del 90% della popolazione target e considerando sia le persone non invitate o che non hanno aderito, sia il tasso di identificazione dei tumori (detection rate), è possibile stimare quanti tumori e lesioni precancerose non siano stati intercettati dai programmi di screening organizzati.  «Nel 2024 – spiega il Presidente Nino Cartabellotta – si stima che il mancato raggiungimento di una copertura del 90% non abbia consentito di identificare oltre 11.000 carcinomi della mammella, di cui più di 2.300 invasivi di piccole dimensioni; quasi 9.700 lesioni precancerose del collo dell’utero; 4.700 tumori del colon-retto e quasi 25.000 adenomi avanzati. Nel complesso, oltre 50.300 tumori e lesioni che i programmi organizzati avrebbero potuto intercettare, permettendo di avviare tempestivamente gli approfondimenti diagnostici e, quando necessario, il trattamento specifico».  «L’indagine campionaria del sistema di sorveglianza  PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità – spiega Cartabellotta – documenta che molte persone dichiarano di sottoporsi a controlli periodici per “iniziativa spontanea”. Per questi test, tuttavia, non sono disponibili indicatori oggettivi, quali il tasso di identificazione dei tumori e la percentuale di persone positive che eseguono il test di secondo livello, né controlli standardizzati sulla qualità dei test. Non vi è inoltre alcuna certezza che, in caso di esito positivo, venga attivato un percorso diagnostico-terapeutico adeguato. Infine, un’indagine campionaria, pur fornendo informazioni rilevanti sui fattori di rischio e sui determinanti socio-economici, non consente di certificare la copertura degli screening oncologici per “iniziativa spontanea”».  La scarsa adesione agli screening organizzati riflette anche una conoscenza insufficiente dei programmi di prevenzione oncologica. Nell’ambito del progetto La Salute tiene banco, promosso dalla Fondazione GIMBE nelle scuole secondarie di secondo grado, è stato chiesto a 467 studenti degli ultimi due anni di indicare i tre screening oncologici organizzati e gratuiti offerti dal SSN. Solo il 51,2% ha identificato correttamente mammella, colon-retto e cervice uterina. «Questo dato – commenta  Cartabellotta – conferma che la cultura della prevenzione va coltivata molto prima dell’età prevista per gli screening. Investire nell’educazione sanitaria dei giovani significa formare cittadini più consapevoli, capaci oggi di promuovere i programmi di screening tra i propri familiari e domani più propensi ad aderirvi».  «Prevenzione e promozione della salute – conclude Cartabellotta – sono pilastri essenziali per ridurre l’incidenza delle malattie e garantire la sostenibilità del SSN. Eppure oggi emerge un paradosso evidente: da un lato milioni di cittadini attendono esami diagnostici, non sempre appropriati; dall’altro milioni non aderiscono ai programmi di screening organizzati. Molte Regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, devono rafforzare la propria capacità organizzativa, ma il nodo principale resta la scarsa partecipazione. Servono una comunicazione più efficace, un’informazione capillare e il coinvolgimento attivo dei cittadini».  ?  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:Il controllo di un esame al seno La prevenzione non è ancora così diffusa ovunque -tit_org- «La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni»   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502146400386.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[«La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni) ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087500977.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087500977.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"GAZZETTA DI REGGIO" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il presidente Cartabellotta: «Tanti iniziano i controlli per iniziativa spontanea»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 03:08:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="92000" Sales="5832" Printing="4728" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087500977.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DI REGGIO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087500977.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[«La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni» Il presidente Cartabellotta: «Tanti iniziano i controlli per iniziativa spontanea»  Assumendo come obiettivo una copertura del 90% della popolazione target e considerando sia le persone non invitate o che non hanno aderito, sia il tasso di identificazione dei tumori (detection rate), è possibile stimare quanti tumori e lesioni precancerose non siano stati intercettati dai programmi di screening organizzati.  «Nel 2024 – spiega il Presidente Nino Cartabellotta – si stima che il mancato raggiungimento di una copertura del 90% non abbia consentito di identificare oltre 11.000 carcinomi della mammella, di cui più di 2.300 invasivi di piccole dimensioni; quasi 9.700 lesioni precancerose del collo dell’utero; 4.700 tumori del colon-retto e quasi 25.000 adenomi avanzati. Nel complesso, oltre 50.300 tumori e lesioni che i programmi organizzati avrebbero potuto intercettare, permettendo di avviare tempestivamente gli approfondimenti diagnostici e, quando necessario, il trattamento specifico».  «L’indagine campionaria del sistema di sorveglianza  PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità – spiega Cartabellotta – documenta che molte persone dichiarano di sottoporsi a controlli periodici per “iniziativa spontanea”. Per questi test, tuttavia, non sono disponibili indicatori oggettivi, quali il tasso di identificazione dei tumori e la percentuale di persone positive che eseguono il test di secondo livello, né controlli standardizzati sulla qualità dei test. Non vi è inoltre alcuna certezza che, in caso di esito positivo, venga attivato un percorso diagnostico-terapeutico adeguato. Infine, un’indagine campionaria, pur fornendo informazioni rilevanti sui fattori di rischio e sui determinanti socio-economici, non consente di certificare la copertura degli screening oncologici per “iniziativa spontanea”».  La scarsa adesione agli screening organizzati riflette anche una conoscenza insufficiente dei programmi di prevenzione oncologica. Nell’ambito del progetto La Salute tiene banco, promosso dalla Fondazione GIMBE nelle scuole secondarie di secondo grado, è stato chiesto a 467 studenti degli ultimi due anni di indicare i tre screening oncologici organizzati e gratuiti offerti dal SSN. Solo il 51,2% ha identificato correttamente mammella, colon-retto e cervice uterina. «Questo dato – commenta  Cartabellotta – conferma che la cultura della prevenzione va coltivata molto prima dell’età prevista per gli screening. Investire nell’educazione sanitaria dei giovani significa formare cittadini più consapevoli, capaci oggi di promuovere i programmi di screening tra i propri familiari e domani più propensi ad aderirvi».  «Prevenzione e promozione della salute – conclude Cartabellotta – sono pilastri essenziali per ridurre l’incidenza delle malattie e garantire la sostenibilità del SSN. Eppure oggi emerge un paradosso evidente: da un lato milioni di cittadini attendono esami diagnostici, non sempre appropriati; dall’altro milioni non aderiscono ai programmi di screening organizzati. Molte Regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, devono rafforzare la propria capacità organizzativa, ma il nodo principale resta la scarsa partecipazione. Servono una comunicazione più efficace, un’informazione capillare e il coinvolgimento attivo dei cittadini».  ?  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: Il controllo di un esame al seno  Image:La prevenzione non è ancora così diffusa ovunque -tit_org- «La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni)   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087500977.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone MalEmilia è al top ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087300979.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087300979.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"GAZZETTA DI REGGIO" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Aumentanoirichiami. ma non tutti aderiscono</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 03:08:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="92000" Sales="5832" Printing="4728" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087300979.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DI REGGIO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087300979.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Fondazione Gimbe ha analizzato il report nazionale  Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone Ma l’Emilia è al top  Aumentano i richiami, ma non tutti aderiscono  Nel 2024 il 54% della popolazione target, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, soprattutto nel Mezzogiorno: in parte perché non ha ricevuto l’invito, molto più spesso perché non ha aderito. «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose. Il bilancio è pesantissimo: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening».  Gli screening oncologici inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che tutte le Regioni devono garantire gratuitamente, comprendono la mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, lo screening del tumore della cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del colon-retto per donne e uomini tra 50 e 69 anni. «Al netto degli esclusi dal target – afferma Cartabellotta – nel 2024 sono state invitate a eseguire un test di screening oltre 14,1 milioni di persone (14.101.942), ma hanno aderito meno di 6,5 milioni (6.481.002). Il dato nasconde profonde differenze non solo tra i tre programmi di screening, ma soprattutto tra Regioni e aree del Paese».  Sulla base dei dati del Report 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), il network che monitora gli screening oncologici offerti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la Fondazione Gimbe ha analizzato punti di forza e criticità dei tre programmi «con un duplice obiettivo: sensibilizzare i cittadini sull’importanza di aderire agli screening organizzati e sollecitare Regioni e Aziende Sanitarie Locali a rafforzare l’organizzazione e la comunicazione pubblica su questo pilastro della prevenzione oncologica», spiega il Presidente.  L’Emilia Romagna, come si vede anche dalla tabella qui accanto, è una delle regioni più virtuose. I dati per il 2024 riguardanti l’estensione (percentuale della popolazione target che riceve un invito) e l’adesione (proporzione di invitati  che eseguono il test rispetto alla popolazione target) agli screening sono i seguenti: screening mammografico, l’estensione è pari al 103,3% (media Italia 97,3%) della popolazione target; l’adesione è pari al 73,9% (media Italia 50%) della popolazione target che posiziona la regione al 2° posto tra le regioni.  Screening cervicale (per il tumore del collo dell’utero): l’estensione è pari al 116,9% (media Italia 117,2%) della popolazione target; l’adesione è pari al 74,7% (media Italia 51%) della popolazione target che posiziona la regione al 2° posto tra le regioni.  Screening colon-rettale: l’estensione è pari al 118,8% (media Italia 94%) della popolazione target; l’adesione è pari al 55,6% (media Italia 33,3%) della popolazione target che posiziona la regione al 4° posto tra le regioni.  ?  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: Nella tabella qui accanto i dati regione per regione a seconda dei diversi screening   Il bilancio resta pesante: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening   I dati evidenziano disparità tra i vari territori del Paese I cittadini vanno ancora sensibilizzati per partecipare  Image:ADESIONE AGLI SCREENING: POSIZIONE IN CLASSIFICA (elaborazione GIMBE su dati OSN, anno 2024)  Regione  Prov. Aut. di Trento Emilia-Romagna Veneto Umbria Toscana Friuli Venezia Giulia Lombardia Valle d’Aosta Piemonte Basilicata Marche Puglia Abruzzo Prov. Aut. di Bolzano Liguria Lazio Molise Sardegna Campania Sicilia Calabria  Mammella  Cervice  1 1 2 2 4 4 3 6 5 7 7 9 6 10 11 13 10 8 9 12 17 3 14 5 12 11 8 18 13 17 16 14 15 15 18 16 19 19 20 20 21 21 Nota: le Regioni e le Provincie Autonome sono ordinate in base alla posizione media ottenuta per la copertura dei tre programmi di screening  Colon-retto 3 4 2 8 7 5 6 1 9 10 13 15 14 11 12 16 17 18 20 19 2
1 -tit_org- Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone MalEmilia è al top   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502087300979.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[La prevenzione piace a meno di uno su due = Il paradosso della prevenzione: a metà dei cittadini non interessa ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502043603470.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502043603470.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"GIORNALE DEL PIEMONTE" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo i dati di fondazione gimbe, nonostante liguria e piemonte invitino tutti i cittadini «target» a partecipare agli screening oncologici, la risposta è molto bassa. e i tumori sfuggono alla diagnosi precoce Mammografia, ricerca del sangue occulto nelle feci, Pap test: agli inviti delle Asl rispondono in pochi</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 04:39:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="120000" Sales="30000" Printing="30000" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502043603470.PDF"><![CDATA[GIORNALE DEL PIEMONTE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502043603470.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[SANITÀ  LASecondo PREVENZIONE PIACE A MENO DI UNO SU DUE i dati di Fondazione Gimbe, nonostante Liguria e Piemonte invitino tutti i cittadini «target» a partecipare agli screening oncologici, la risposta è molto bassa. E i tumori sfuggono alla diagnosi precoce   Il paradosso della prevenzione: a metà dei cittadini non interessa Mammografia, ricerca del sangue occulto nelle feci, Pap test: agli inviti delle Asl rispondono in pochi   I DATI DELLA FONDAZIONE GIMBE  ¦ Contro il tumore alla mammella, al collo dell’utero e al colon-retto la diagnosi precoce è fondamentale. Da tempo in tutte le Regioni sono stati attivati percorsi di screeening per cittadini nelle fasce d’età ritenute più a rischio («target»), a cui le persone vengono invitate dalla  Asl con lettere che arrivano a casa. Nonostante ciò meno della metà delle persone invitate risponde con la partecipazione, come evidenziato dallo studio della Fondazione Gimbe che riporta anche i dati di Liguria e Piemonte  Bottino a pagina 11    ¦ Prevenire è meglio che curare si dice. Eppure, quando si tratta di aderire agli screening oncologici i cittadini non sono così pronti a rispondere alla chiamata che potrebbe loro salvare la vita. Un comportamento evidenziato nell’ultimo report della Fondazione Gimbe che evidenzia come nel 2024 il 54% della popolazione target, oltre 7,6 milioni di persone in Italia, sia rimasto fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, soprattutto nel Mezzogiorno: in parte perché non ha ricevuto l’invito, molto più spesso perché non ha aderito.  «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose.  Il bilancio è pesantissimo: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening». Casi che diventeranno tumori, con tutto ciò che ne consegue, a livello umano e sociale.  Gli screening oncologici inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), che tutte le Regioni devono garantire gratuitamente, comprendono la mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, lo screening del tumore della cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del colon-retto per donne e uomini tra 50 e 69 anni. «Al netto degli esclusi dal target - afferma Cartabellotta - nel 2024 sono state invitate a eseguire un test di screening oltre 14,1 milioni di persone, ma hanno aderito meno di 6,5 milioni, quindi meno della metà». C’è quindi da chiedersi perché, di fronte alle continue e giustificate lamentele per le difficoltà a trovare esami e visite in tempi utili, non si possa intanto cominciare a partecipare a questi screening in maniera più seria. Sulla base dei dati del Report 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening (Ons), il network che monitora gli screening oncologici offerti dal Servizio Sanitario Nazionale, la Fondazione Gimbe ha analizzato punti di forza e criticità dei tre proUn apparecchio mammografico grammi «con un duplice obiettivo: sensibilizzare i cittadini sull’importanza di aderire agli screening organizzati e sollecitare Regioni e Aziende Sanitarie Locali a rafforzare l’organizzazione e la comunicazione pubblica su questo pilastro della prevenzione oncologica», spiega Cartabellotta. Le differenze tra Regioni, dunque ci sono.   Vediamo la situazione in Liguria e in Piemonte.  In Liguria sullo screening mammografico l’estensione è pari al 102,1% (media Italia 97,3%) della popolazione target, mentre l’adesione è pari al 47,8% (media Italia 50%) della popolazione target che posiziona la regione al 13° posto tra le regioni; lo screening cervicale, Pap test, (per il tumore del collo dell’utero) vede l’estensione al 107,5% (media Italia 117,2%) della popolazione target e l’adesione al 35,1% (media Italia 51%), dato che posiziona la regione al 17° posto tra le regioni. Per lo screening colonrettale (ricerca del sangue occulto nelle feci, per il quale le provette possono essere ritirate e riconsegnate in tutte le  farmacie che 
hanno aderito all’iniziativa regionale) l’estensione è pari al 99,2% (media Italia 94%) della popolazione target e l’adesione è pari al 29,7% (media Italia 33,3%) della popolazione target che posiziona la regione al 12° posto tra le regioni. Le estensioni superiori al 100% indicano che la Regione ha effettuato inviti di recupero relativi a popolazione target per gli anni precedenti. In Piemonte i dati per il 2024 vedono per lo screening mammografico: estensione del 101,4% (media Italia 97,3%) e adesione al 53,4% (media Italia 50%) della popolazione target che posiziona la regione al 10° posto tra le regioni.  Screening cervicale: estensione è pari al 159,1% (media Italia 117,2%) e adesione pari al 59,7% (media Italia 51%) che posiziona la regione all’8° posto tra le regioni; screening colon-rettale: estensione pari al 108,2% (media Italia 94%) della popolazione target e adesione pari al 35,7% (media Italia 33,3%) che posiziona la regione al 9° posto tra le regioni.  ---End text---  Author: Monica Bottino  Heading: I DATI DELLA FONDAZIONE GIMBE  Highlight:   Image: -tit_org- La prevenzione piace a meno di uno su due     Il paradosso della prevenzione: a metà dei cittadini non interessa   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Monica Bottino</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502043603470.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, screening oncologici snobbati ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501705804344.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501705804344.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"GIORNALE DI SICILIA" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:14:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="188000" Sales="6206" Printing="4299" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501705804344.PDF"><![CDATA[GIORNALE DI SICILIA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501705804344.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Sanità, screening oncologici snobbati   È quanto emerge dall’indagine pubblicata dalla Fondazione Gimbe  Nell’Isola il 76% della popolazione target resta fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, in parte perché non ha ricevuto l’invito ma soprattutto perché non ha aderito, compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori. È quanto emerge dall’indagine pubblicata ieri dalla Fondazione Gimbe, che piazza la Sicilia fra i territori meno virtuosi in termini di partecipazione  agli esami diagnostici, a cominciare dalle mammografie, offerte a tutte le donne tra i 50 e 69 anni. In questo capitolo, per l’anno 2024, la regione risulta infatti al penultimo posto con meno del 29% di risposta da parte delle pazienti, contro il 50% di media nazionale: una percentuale, quella siciliana, superata in peggio solo dalla Calabria, a fronte dell’89% di copertura, cioè del numero di inviti al controllo effettivamente spediti dal sistema sanitario, inferiore all’asticella tricolore pari al 97%. Male anche lo screening cervicale, proposto alle donne tra i 25 e i 64 anni per prevenire il tumore del collo dell’utero, con un’adesione del 28% contro  il 51% di media italiana: un gap che spinge l’Isola, anche in questo caso, al penultimo gradino del ranking nonostante un’estensione del 106%, mentre per l’esame colon-rettale, rivolto a tutte le persone tra 50 e 69 anni, risaliamo, si fa per dire, in terzultima posizione, ma con un risicatissimo 14,6% contro una media nazionale del 33%.  Così, ricorda la Fondazione, la Sicilia come il resto del Paese trainato al ribasso dal Mezzogiorno, resta molto lontana dall’obiettivo fissato nel 2022 dall’Ue: garantire entro il 2025 una copertura degli screening oncologici di almeno il 90% della popolazione. (*ADO*) © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Andrea D’Orazio  Heading:   Highlight: Il 76% della popolazione target resta fuori dai controlli In Italia peggio solo la Calabria  Image: -tit_org- Sanità, screening oncologici snobbati   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Andrea D'Orazio</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501705804344.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening oncologici, in Abruzzo adesione sotto alla media nazionale ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502142900495.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502142900495.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 31 di <b>"MESSAGGERO ABRUZZO" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 02:48:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="51961" Sales="4666" Printing="4292" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502142900495.PDF"><![CDATA[MESSAGGERO ABRUZZO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502142900495.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Screening oncologici, in Abruzzo adesione sotto alla media nazionale  L’Abruzzo si colloca al di sotto della media nazionale per quanto riguarda l'adesione dei cittadini agli screening per i tumori del seno, della cervice uterina e del colon retto. E' quanto emerge dal report 2024 dell'Osservatorio nazionale screening, i cui dati sono contenuti in un'analisi della Fondazione Gimbe. In particolare l'elaborazione riguarda il rapporto tra l'estensione, cioè la percentuale della popolazione target che riceve un invito, e l'adesione, ovvero la proporzione di invitati che eseguono il test rispetto alla popolazione target.  Per quanto riguarda lo screening mammografico, in Abruzzo l'estensione è pari al 96,2% (media  Italia 97,3%) della popolazione target; l'adesione è pari al 48,4% (media Italia 50%) della popolazione target che posiziona la regione al 12/o posto. Questa percentuale correlata all'estensione, di per sé già inferiore al 100%, rileva la fondazione Gimbe, documenta che in Abruzzo, come per le altre del Mezzogiorno (soltanto il Molise è escluso), la mancata adesione agli  screening riconosce a monte responsabilità organizzative nella gestione degli inviti. Per lo screening cervicale (per il tumore del collo dell'utero), l'estensione è pari al 121,9% (media Italia 117,2%) della popolazione target, mentre l'adesione è pari al 53,6% (media Italia 51%) della popolazione target che posiziona la regione all'undicesimo posto. Sul fronte degli screening colon-rettale, infine, l'estensione è pari al 104,7% (media Italia 94%) della popolazione target e l'adesione è pari al 26,7% (media Italia 33,3%) della popolazione target che posiziona la regione al 14/mo posto. Va specificato che tutte le Regioni del Mezzogiorno si collocano al di sotto della media nazionale.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: LA RICERCA DELLA FONDAZIONE GIMBE TUTTE LE REGIONI DEL MEZZOGIORNO SI COLLOCANO SOTTO I LIVELLI MEDI ITALIANI  Image: -tit_org- Screening oncologici, in Abruzzo adesione sotto alla media nazionale   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502142900495.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Anche l'Ai utilizzata per fare prevenzione oncologica ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502211201082.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502211201082.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 31 di <b>"MESSAGGERO UMBRIA" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 03:12:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="29978" Sales="2692" Printing="2476" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502211201082.PDF"><![CDATA[MESSAGGERO UMBRIA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502211201082.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Anche l’Ai utilizzata per fare prevenzione oncologica  PERUGIA Nella prevenzione oncologica, l’Umbria si conferma ai vertici nazionali. Lo certificano i dati del report 2024 dell’Osservatorio nazionale Screening, richiamati dalla Fondazione indipendente Gimbe, che collocano la regione sul podio per adesione ai controlli mammografici e tra le prime posizioni anche per quelli del collo dell’utero e del colon-retto.  I dati descrivono un sistema consolidato che coinvolge quasi 160mila umbre nel solo screening mammografico e che per rendere ancora più efficace la diagnosi precoce oggi guarda anche all’intelligenza artificiale. Nel dettaglio, per lo screening mammografico l’estensione raggiunge il 103,5% della popolazione target (50-74 anni), grazie anche agli inviti di recupero degli anni precedenti, mentre l’adesione si attesta al 69% (50% in Italia) che per l’Umbria vale il terzo posto nazionale. Performance elevate anche nello screening del tumore del collo dell’utero, con un’adesione del 64,1% (51%), e in quello del colon-retto, dove la partecipazione raggiunge il 42,1% (33,3%). Il solo programma di screening mammografico, in Umbria attivo dal 1998, coinvolge ogni anno circa 159mila donne e mantiene livelli di partecipazione superiori alla media.   Considerando i dati delle due aziende sanitarie, l’adesione raggiunge il 70,8% nella Usl Umbria 1 e il 68,1% nella Usl Umbria 2, confermando una risposta omogenea sul territorio. Una partecipazione favorita anche dalla diffusione dei punti di screening.  «L’adesione è sempre stata molto alta, probabilmente anche perché abbiamo un’attività molto capillare», spiega Francesca Garinei, responsabile della Uoc Diagnostica per immagini della Usl Umbria 1. «Le donne non devono spostarsi di molti chilometri per eseguire la mammografia: ogni sede della Usl dispone di un mammografo».  Altro punto di forza il tempo di risposta. «Sia il tempo di refertazione, sia quello di richiamo, entro 30 giorni nei casi di referti positivi, sono rispettati». Alla capillarità del servizio si aggiunge la totale gratuità del programma, che comprende eventuali approfondimenti diagnostici e presa in carico delle pazienti fino alle successive fasi terapeutiche. «Ferma restando la libera scelta individuale del soggetto, come Usl offriamo un percorso completo, dalla diagnosi alla chirurgia fino agli eventuali trattamenti oncologici e radioterapici», aggiunge Garinei. Con la partecipazione punto di forza del sistema, la sfida oggi è aumentarne ulteriormente l’efficacia.  In questa direzione si inserisce il percorso avviato dalla Regione con l’impiego dell’Ai nello screening mammografico, a supporto del lavoro dei radiologi per individuare più precocemente eventuali lesioni, anche di piccolissime dimensioni. «L'Umbria è stata la seconda regione in Italia, dopo il Veneto, ad adottare l’intelligenza artificiale nello screening mammografico», sottolinea il direttore generale della Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti. «Nel periodo 2025-2026  l’impiego dell’Ai ha consentito di ridurre i tempi di refertazione da 25 a 20,6 giorni, di aumentare i richiami per approfondimento del 4,17% e migliorare l’efficacia clinica, passando da 5,73 a 6,48 casi individuati ogni mille esami, con 187 casi complessivi intercettati dall’introduzione dell’Ai». Il programma regionale di screening, inoltre, nei prossimi mesi è destinato ad ampliarsi ulteriormente.  «In linea col Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, recepita con un’indicazione regionale – aggiunge la dottoressa Garinei - è prevista l’estensione dello screening mammografico alla fascia 45-49 anni che a breve entrerà quindi nel programma».  Fabio Nucci  ---End text---  Author: Fabio Nucci  Heading:   Highlight: L’ANALISI DELLA FONDAZIONE GIMBE: L’UMBRIA TRA LE MIGLIORI REGIONI NELLO SCREENING  Image:Nella Usl 1 adesioni al servizio oltre il 70 per cento -tit_org- Anche l'Ai utilizzata per fare prevenzione oncologica   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Fabio Nucci</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502211201082.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening La Toscana arretra = Screening, la Toscana arretra Si incrina il patto di fiducia tra cittadini e prevenzione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502044603460.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502044603460.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 19 di <b>"NAZIONE" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 04:39:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="335000" Sales="44068" Printing="30327" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502044603460.PDF"><![CDATA[NAZIONE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502044603460.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[SANITÀ Adesioni in calo  Screening La Toscana arretra Ulivelli a pagina 19   Screening, la Toscana arretra Si incrina il patto di fiducia tra cittadini e prevenzione Da modello nazionale scivola al quinto posto scavalcata dall’Umbria Nella nuova analisi Gimbe l’allarme per le mancate adesioni agli inviti  FIRENZE  Per anni è stata una delle regioni simbolo della prevenzione oncologica. Oggi la Toscana resta ai vertici nazionali, ma perde terreno. Nell’analisi appena pubblicata dalla Fondazione Gimbe sull’adesione agli screening gratuiti (con dati ufficiali del 2024) per i tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto scivola dal quarto al quinto posto della classifica nazionale, superata dall’Umbria, con Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna e Veneto davanti. Un arretramento che può sembrare minimo, ma racconta una storia diversa dai numeri: si sta incrinando quel patto tra cittadini e prevenzione che aveva reso la Toscana un modello.  Un rapporto costruito negli anni sulla fiducia nel servizio sanitario pubblico e sulla convinzione che una diagnosi precoce possa davvero cambiare la storia di una malattia. Per questo l’arretramento merita attenzione in una regione che ha sempre fatto della prevenzione uno dei punti di forza.  Il sistema funziona. Gli inviti – talvolta con qualche ritardo – arrivano praticamente a tutta la popolazione interessata e, in alcuni casi, superano perfino il 100% perché si stanno recuperando gli appuntamenti saltati negli anni della pandemia. Segno che la macchina organizzativa fa il proprio dovere. Più difficile, invece, è convincere le persone a presentarsi all’appuntamento.  Il problema è che una parte dei cittadini, pur ricevendo l’invito, decide di non presentarsi.  Per il tumore della mammella aderisce il 64,9% della popolazione interessata, una quota ben superiore alla media nazionale del 50%, ma non più sufficiente a mantenere il piazzamento degli anni passati (la Toscana è dietro a Trento, Emilia Romagna, Umbria e Veneto). Per lo screening del tumore della cervice uterina l’adesione è del 63,3%, contro una media italiana del 51%, con la Toscana al settimo posto (preceduta da Trento, Emilia Romagna, Marche, Veneto, Puglia e Umbria). Stessa posizione per lo screening del colon-retto, al quale partecipa il 42,3% della popolazione target (superata da Valle d’Aosta, Veneto, Trento, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lombardia) contro una media nazionale del 33,3%.  Il dato toscano si inserisce in un quadro nazionale che continua a preoccupare. Secondo la Fondazione Gimbe, nel 2024 oltre 7,6 milioni di italiani sono rimasti fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico: in parte perché non hanno ricevuto l’invito, molto più spesso perché hanno scelto di non aderire.  Il bilancio è pesante. Si stima che oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose non siano stati intercettati, perdendo il vantaggio della diagnosi precoce e di cure tempestive. Numeri che riportano al centro il valore della prevenzione organizzata, capace non solo di salvare vite, ma anche di ridurre il peso delle cure più complesse sul servizio sanitario nazionale.  «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose», spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.  Il Covid ha lasciato un’eredità che ancora pesa. Le Regioni hanno recuperato gli inviti rimasti indietro durante la pandemia, ma non è semplice recuperare le persone. E proprio questo sembra il nodo anche in Toscana: la macchina della prevenzione chiama, ma il numero dei cittadini che risponde scende. Forse si è affievolita la percezione del rischio, forse pesa ancora la frattura provocata dagli anni della pandemia. La prevenzione è un patto di fiducia reciproco.  Ilaria Ulivelli  ---End text---  Author: Ilaria Ulivelli  Heading:   Highlight: COLON RETTO  Partecipa il 42,3% della popolazione target, contro una media nazionale del 33,3%: Toscana al settimo posto  Image:L’unità mobil
e dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro) per gli screening -tit_org- Screening La Toscana arretra Screening, la Toscana arretra Si incrina il patto di fiducia tra cittadini e prevenzione   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>ILARIA ULIVELLI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502044603460.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Umbria, bene la prevenzione dei tumori ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502185501797.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502185501797.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 49 di <b>"NAZIONE UMBRIA PERUGIA" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 03:50:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="19352" Sales="2545" Printing="1751" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502185501797.PDF"><![CDATA[NAZIONE UMBRIA PERUGIA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502185501797.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Fondazione Gimbe  Umbria, bene la prevenzione dei tumori  L’Umbria è tra le prime regioni italiane per l’adesione della popolazione ai programmi di screening per la prevenzione dei tumori del seno, del collo dell’utero e colon rettale. Un quadro che emerge dal report 2024 dell’Osservatorio nazionale screening, richiamato in un’analisi della Fondazione Gimbe. Per lo screening mammograficol’estensione è pari al 103,5% (media Italia 97,3%) della popolazione target e l’adesione al 69% (50%) che posiziona la regione al terzo posto in ambito nazionale. Gimbe ha spiegato che un’estensione superiore al 100% indica che la Regione ha fatto inviti di recupero per gli anni precedenti. Riguardo allo screening cervicale (per il tumore del collo dell’utero) l’estensione è pari al 98,1% (media Italia 117,2%) della popolazione target e l’adesione è del 64,1% (media Italia 51%) che posiziona l’Umbria al sesto posto tra le regioni.  Per lo screening colon-rettale l’estensione è pari al 106,4% (media Italia 94%) della popolazione target.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Umbria, bene la prevenzione dei tumori   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071502185501797.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone MalEmilia è al top ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501813905249.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501813905249.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"NUOVA FERRARA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Aumentanoirichiami. ma non tutti aderiscono</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:59:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="77000" Sales="4450" Printing="3565" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501813905249.PDF"><![CDATA[NUOVA FERRARA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501813905249.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Fondazione Gimbe ha analizzato il report nazionale  Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone Ma l’Emilia è al top  Aumentano i richiami, ma non tutti aderiscono  Nel 2024 il 54% della popolazione target, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, soprattutto nel Mezzogiorno: in parte perché non ha ricevuto l’invito, molto più spesso perché non ha aderito. «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose. Il bilancio è pesantissimo: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening».  Gli screening oncologici inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che tutte le Regioni devono garantire gratuitamente, comprendono la mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, lo screening del tumore della cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del colon-retto per donne e uomini tra 50 e 69 anni. «Al netto degli esclusi dal target – afferma Cartabellotta – nel 2024 sono state invitate a eseguire un test di screening oltre 14,1 milioni di persone (14.101.942), ma hanno aderito meno di 6,5 milioni (6.481.002). Il dato nasconde profonde differenze non solo tra i tre programmi di screening, ma soprattutto tra Regioni e aree del Paese».  Sulla base dei dati del Report 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), il network che monitora gli screening oncologici offerti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la Fondazione Gimbe ha analizzato punti di forza e criticità dei tre programmi «con un duplice obiettivo: sensibilizzare i cittadini sull’importanza di aderire agli screening organizzati e sollecitare Regioni e Aziende Sanitarie Locali a rafforzare l’organizzazione e la comunicazione pubblica su questo pilastro della prevenzione oncologica», spiega il Presidente.  L’Emilia Romagna, come si vede anche dalla tabella qui accanto, è una delle regioni più virtuose. I dati per il 2024 riguardanti l’estensione (percentuale della popolazione target che riceve un invito) e l’adesione (proporzione di invitati  che eseguono il test rispetto alla popolazione target) agli screening sono i seguenti: screening mammografico, l’estensione è pari al 103,3% (media Italia 97,3%) della popolazione target; l’adesione è pari al 73,9% (media Italia 50%) della popolazione target che posiziona la regione al 2° posto tra le regioni.  Screening cervicale (per il tumore del collo dell’utero): l’estensione è pari al 116,9% (media Italia 117,2%) della popolazione target; l’adesione è pari al 74,7% (media Italia 51%) della popolazione target che posiziona la regione al 2° posto tra le regioni.  Screening colon-rettale: l’estensione è pari al 118,8% (media Italia 94%) della popolazione target; l’adesione è pari al 55,6% (media Italia 33,3%) della popolazione target che posiziona la regione al 4° posto tra le regioni.  ?  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: ADESIONE AGLI SCREENING: POSIZIONE IN CLASSIFICA (elaborazione GIMBE su dati OSN, anno 2024)  Regione  Prov. Aut. di Trento Emilia-Romagna Veneto Umbria Toscana Friuli Venezia Giulia Lombardia Valle d’Aosta Piemonte Basilicata Marche Puglia Abruzzo Prov. Aut. di Bolzano Liguria Lazio Molise Sardegna Campania Sicilia Calabria  Mammella  Cervice  1 1 2 2 4 4 3 6 5 7 7 9 6 10 11 13 10 8 9 12 17 3 14 5 12 11 8 18 13 17 16 14 15 15 18 16 19 19 20 20 21 21 Nota: le Regioni e le Provincie Autonome sono ordinate in base alla posizione media ottenuta per la copertura dei tre programmi di screening  Colon-retto 3 4 2 8 7 5 6 1 9 10 13 15 14 11 12 16 17 18 20 19 21   I dati evidenziano disparità tra i vari territori del Paese I cittadini vanno ancora sensibilizzati per partecipare   Il bilancio resta pesante: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening   Nella tabella qui accanto i dati regione per regione a seconda dei diversi screening  Im
age: -tit_org- Screening oncologici, fuori dai programmi 7,6 milioni di persone MalEmilia è al top   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501813905249.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[«La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni) ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501816505295.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501816505295.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"NUOVA FERRARA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il presidente Cartabellotta: «Tanti iniziano i controlli per iniziativa spontanea»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="77000" Sales="4450" Printing="3565" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501816505295.PDF"><![CDATA[NUOVA FERRARA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501816505295.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[«La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni» Il presidente Cartabellotta: «Tanti iniziano i controlli per iniziativa spontanea»  Assumendo come obiettivo una copertura del 90% della popolazione target e considerando sia le persone non invitate o che non hanno aderito, sia il tasso di identificazione dei tumori (detection rate), è possibile stimare quanti tumori e lesioni precancerose non siano stati intercettati dai programmi di screening organizzati.  «Nel 2024 – spiega il Presidente Nino Cartabellotta – si stima che il mancato raggiungimento di una copertura del 90% non abbia consentito di identificare oltre 11.000 carcinomi della mammella, di cui più di 2.300 invasivi di piccole dimensioni; quasi 9.700 lesioni precancerose del collo dell’utero; 4.700 tumori del colon-retto e quasi 25.000 adenomi avanzati. Nel complesso, oltre 50.300 tumori e lesioni che i programmi organizzati avrebbero potuto intercettare, permettendo di avviare tempestivamente gli approfondimenti diagnostici e, quando necessario, il trattamento specifico».  «L’indagine campionaria del sistema di sorveglianza  PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità – spiega Cartabellotta – documenta che molte persone dichiarano di sottoporsi a controlli periodici per “iniziativa spontanea”. Per questi test, tuttavia, non sono disponibili indicatori oggettivi, quali il tasso di identificazione dei tumori e la percentuale di persone positive che eseguono il test di secondo livello, né controlli standardizzati sulla qualità dei test. Non vi è inoltre alcuna certezza che, in caso di esito positivo, venga attivato un percorso diagnostico-terapeutico adeguato. Infine, un’indagine campionaria, pur fornendo informazioni rilevanti sui fattori di rischio e sui determinanti socio-economici, non consente di certificare la copertura degli screening oncologici per “iniziativa spontanea”».  La scarsa adesione agli screening organizzati riflette anche una conoscenza insufficiente dei programmi di prevenzione oncologica. Nell’ambito del progetto La Salute tiene banco, promosso dalla Fondazione GIMBE nelle scuole secondarie di secondo grado, è stato chiesto a 467 studenti degli ultimi due anni di indicare i tre screening oncologici organizzati e gratuiti offerti dal SSN. Solo il 51,2% ha identificato correttamente mammella, colon-retto e cervice uterina. «Questo dato – commenta  Cartabellotta – conferma che la cultura della prevenzione va coltivata molto prima dell’età prevista per gli screening. Investire nell’educazione sanitaria dei giovani significa formare cittadini più consapevoli, capaci oggi di promuovere i programmi di screening tra i propri familiari e domani più propensi ad aderirvi».  «Prevenzione e promozione della salute – conclude Cartabellotta – sono pilastri essenziali per ridurre l’incidenza delle malattie e garantire la sostenibilità del SSN. Eppure oggi emerge un paradosso evidente: da un lato milioni di cittadini attendono esami diagnostici, non sempre appropriati; dall’altro milioni non aderiscono ai programmi di screening organizzati. Molte Regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, devono rafforzare la propria capacità organizzativa, ma il nodo principale resta la scarsa partecipazione. Servono una comunicazione più efficace, un’informazione capillare e il coinvolgimento attivo dei cittadini».  ?  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: Il controllo di un esame al seno  Image:La prevenzione non è ancora così diffusa ovunque -tit_org- «La prevenzione fa sempre la differenza E tra gli studenti mancano le informazioni)   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501816505295.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Prevenzione, lucani promossi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501791606054.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501791606054.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:45:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="70000" Sales="5639" Printing="816" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501791606054.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501791606054.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[SALUTE Gimbe analizza gli screening mammografici, cervicali e colon-rettali  Prevenzione, lucani promossi  Adesioni superiori alla media ma regione indietro sugli inviti: «Al lavoro per migliorare»  La Basilicata spicca nella prevenzione tumorale.  L’analisi della Fondazione Gimbe, infatti, colloca i lucani tra gli italiani maggiormente solerti nell’eseguire screening oncologici, cogliendo le occasioni dei test gratuiti messi a disposizione a livello regionale. Nello specifico, prendendo in considerazione gli esami mammografici eseguiti nel 2024 sulle donne tra i 50 e i 69 anni, se la media italiana si attesta al 50%, la Basilicata viaggia su un considerevole 56,5%, registrando quindi percentuali di adesione che la portano al nono posto a livello nazionale. Un risultato importante considerando che i lucani risultano gli unici cittadini del Sud a superare la media del Paese. Più o meno gli stessi risultati per gli screening cervicali: dodicesimo posto in Italia con il 52,2% di adesione, al di sopra della soglia nazionale del 51%. Risultati leggermente inferiori, ma comunque in piena linea di galleggiamento, sul fronte della prevenzione colon-rettale: 32,9% (su una media del 33,3%), in ogni caso prima regione del Mezzogiorno e decimo posto assoluto, tenendo presente che il test in questione è, tra quelli analizzati, il meno eseguito.  «L’analisi pubblicata dalla Fondazione Gimbe sugli screening oncologici regionali – come ricordato dal presidente Nino Carabellotta – si basa sui dati 2024 dell'Osservatorio Nazionale Screening, già pubblicati lo scorso anno. I nuovi dati sull'andamento del 2025 verranno resi noti a breve dall'Osservatorio stesso.  Inoltre tutto il Sud, tranne la Basilicata, registra livelli di adesione inferiori alla media nazionale».  Gimbe, di fatto, certifica la buona lena dei cittadini lucani nel sottoporsi a esami di prevenzione oncologica, ricordando al contempo quanto sussistano non solo degli squilibri a livello territoriale (considerando che la Basilicata risulta, a tutti gli effetti, un’eccezione nella parte inferiore dello Stivale) ma anche la necessità di ripensare una politica di estensione degli inviti alla prevenzione. Una procedura che, seppur strutturata e comunque efficace visti i risultati, mostra ancora delle disomogeneità. E, in questo senso, anche il territorio lucano rientra tra i destinatari dell’avviso, risultando gli inviti al di sotto (o appena in linea) con la media nazionale. Ad esempio, per quel che riguarda lo screening mammografico, nel 2024 la Basilicata è finita al terzultimo posto nella graduatoria dell’estensione, registrando un 79,2% contro il 97,3% del Paese.  Un risultato, questo, condiviso con il resto del Sud con la sola eccezione del Molise, unica meridionale oltre “quota 100” (100,4%): «Con l’eccezione del Molise – ha commentato Cartabellotta – nessuna Regione del Sud raggiunge la soglia del 100%, segnale di criticità organizzative ancora rilevanti nella gestione degli inviti». Va comunque ricordato, come sottolineato anche da Gimbe, che le regioni con percentuali oltre la soglia del 100% hanno effettuato inviti di recupero, principalmente per colmare quelli mancati durante il periodo pandemico.  Sul piano dell’estensione, la Basilicata resta al di sotto della media nazionale anche nello screening cervicale (91,1% contro il 117,2%, in ogni caso seconda regione del Sud dopo la Puglia e il suo 151,8%) e per quello colon-rettale, con il terzultimo posto certificato dall’84,6% contro il 94% nazionale. Difetto ocndiviso praticamente con tutte le regioni del Sud, fatta eccezione per Puglia e Sicilia.  Un aspetto sul quale la Regione ha comunque affermato di star lavorando: «Siamo consapevoli – ha spiegato l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico – dei margini di miglioramento sul piano amministrativo dell'invio degli inviti cartacei, ambito su cui stiamo lavorando ma gli indicatori NSG confermano che sugli screening oncologici la Basilicata è una regione virtuosa, l’unica regione del Mezzogiorno a riportare dati superiori alla media nazionale. Merito del lavoro s
volto quotidianamente dal personale sanitario e amministrativo e dalla grande partecipazione attiva dei nostri cittadini.  Aspettiamo i nuovi dati che saranno pubblicati dall’Osservatorio Nazionale Screening per verificare l’andamento anche per l’anno 2025».  ---End text---  Author: DAMIANO MATTANA  Heading:   Highlight: Tra le più virtuose nei test, sotto la media per le estensioni  Image:Screening mammografico  Tra le più virtuose nei test, sotto la media per le estensioni -tit_org- Prevenzione, lucani promossi   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Damiano Mattana</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501791606054.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe: 7,6 milioni fuori da programmi gratuiti di screening oncologico ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501706904343.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501706904343.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 12 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:14:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="23000" Sales="5467" Printing="8785" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501706904343.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501706904343.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Gimbe: 7,6 milioni fuori da programmi gratuiti di screening oncologico   LA PREVENZIONE  Nel 2024 oltre 7,6 milioni di italiani sono rimaste fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico organizzati dal Servizio sanitario nazionale. È quanto emerge dall'analisi della Fondazione Gimbe sui dati dell'Osservatorio nazionale screening, secondo cui  il 54% della popolazione target non è stato raggiunto dai programmi di prevenzione, soprattutto nel Mezzogiorno, in parte perché non ha ricevuto l'invito e più spesso perché non ha aderito.   «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali - commenta Nino Cartabellotta, Presidente di Gimbe - compromettono l'efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose. Il bilancio è pesantissimo: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening». «Al netto degli esclusi dal target - afferma Cartabellotta - nel 2024 sono state invitate a eseguire un test di screening oltre 14,1 milioni di persone,  ma hanno aderito meno di 6,5 milioni. Il dato nasconde profonde differenze non solo tra i tre programmi di screening, ma soprattutto tra Regioni e aree geografiche del Paese». Sulla base dei dati dell'Osservatorio nazionale screening, la Fondazione Gimbe evidenzia come il mancato coinvolgimento della popolazione target comprometta l'efficacia della prevenzione oncologica organizzata, con pesanti ripercussioni sulla diagnosi precoce di tumori e lesioni precancerose.  ---End text---  Author: Redazione  Heading: LA PREVENZIONE  Highlight:   Image: -tit_org- Gimbe: 7,6 milioni fuori da programmi gratuiti di screening oncologico   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501706904343.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Screening La Toscana arretra = Screening, la Toscana arretra Si incrina il patto di fiducia tra cittadini e prevenzione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501878902879.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501878902879.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 19 di <b>"QUOTIDIANO NAZIONALE" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Ulivelli a pagina 19 Da modello nazionale scivola al quinto posto scavalcata dall'Umbria Nella nuova analisi Gimbe l'allarme per le mancate adesioni agli inviti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 04:18:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="970000" Sales="215555" Printing="215555" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501878902879.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO NAZIONALE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501878902879.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[SANITÀ Adesioni in calo  Screening La Toscana arretra Ulivelli a pagina 19   Screening, la Toscana arretra Si incrina il patto di fiducia tra cittadini e prevenzione Da modello nazionale scivola al quinto posto scavalcata dall’Umbria Nella nuova analisi Gimbe l’allarme per le mancate adesioni agli inviti  FIRENZE  Per anni è stata una delle regioni simbolo della prevenzione oncologica. Oggi la Toscana resta ai vertici nazionali, ma perde terreno. Nell’analisi appena pubblicata dalla Fondazione Gimbe sull’adesione agli screening gratuiti (con dati ufficiali del 2024) per i tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto scivola dal quarto al quinto posto della classifica nazionale, superata dall’Umbria, con Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna e Veneto davanti. Un arretramento che può sembrare minimo, ma racconta una storia diversa dai numeri: si sta incrinando quel patto tra cittadini e prevenzione che aveva reso la Toscana un modello.  Un rapporto costruito negli anni sulla fiducia nel servizio sanitario pubblico e sulla convinzione che una diagnosi precoce possa davvero cambiare la storia di una malattia. Per questo l’arretramento merita attenzione in una regione che ha sempre fatto della prevenzione uno dei punti di forza.  Il sistema funziona. Gli inviti – talvolta con qualche ritardo – arrivano praticamente a tutta la popolazione interessata e, in alcuni casi, superano perfino il 100% perché si stanno recuperando gli appuntamenti saltati negli anni della pandemia. Segno che la macchina organizzativa fa il proprio dovere. Più difficile, invece, è convincere le persone a presentarsi all’appuntamento.  Il problema è che una parte dei cittadini, pur ricevendo l’invito, decide di non presentarsi.  Per il tumore della mammella aderisce il 64,9% della popolazione interessata, una quota ben superiore alla media nazionale del 50%, ma non più sufficiente a mantenere il piazzamento degli anni passati (la Toscana è dietro a Trento, Emilia Romagna, Umbria e Veneto). Per lo screening del tumore della cervice uterina l’adesione è del 63,3%, contro una media italiana del 51%, con la Toscana al settimo posto (preceduta da Trento, Emilia Romagna, Marche, Veneto, Puglia e Umbria). Stessa posizione per lo screening del colon-retto, al quale partecipa il 42,3% della popolazione target (superata da Valle d’Aosta, Veneto, Trento, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lombardia) contro una media nazionale del 33,3%.  Il dato toscano si inserisce in un quadro nazionale che continua a preoccupare. Secondo la Fondazione Gimbe, nel 2024 oltre 7,6 milioni di italiani sono rimasti fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico: in parte perché non hanno ricevuto l’invito, molto più spesso perché hanno scelto di non aderire.  Il bilancio è pesante. Si stima che oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose non siano stati intercettati, perdendo il vantaggio della diagnosi precoce e di cure tempestive. Numeri che riportano al centro il valore della prevenzione organizzata, capace non solo di salvare vite, ma anche di ridurre il peso delle cure più complesse sul servizio sanitario nazionale.  «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose», spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.  Il Covid ha lasciato un’eredità che ancora pesa. Le Regioni hanno recuperato gli inviti rimasti indietro durante la pandemia, ma non è semplice recuperare le persone. E proprio questo sembra il nodo anche in Toscana: la macchina della prevenzione chiama, ma il numero dei cittadini che risponde scende. Forse si è affievolita la percezione del rischio, forse pesa ancora la frattura provocata dagli anni della pandemia. La prevenzione è un patto di fiducia reciproco.  Ilaria Ulivelli  ---End text---  Author: Ilaria Ulivelli  Heading:   Highlight: COLON RETTO  Partecipa il 42,3% della popolazione target, contro una media nazionale del 33,3%: Toscana al settimo posto  Image:L’unità mobil
e dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro) per gli screening -tit_org- Screening La Toscana arretra Screening, la Toscana arretra Si incrina il patto di fiducia tra cittadini e prevenzione   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>ILARIA ULIVELLI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501878902879.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Oltre 50mila casi di tumore non vengono intercettati dai programmi di screening ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503171406584.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503171406584.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"T QUOTIDIANO" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:16:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="101000" Sales="16500" Printing="16800" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503171406584.PDF"><![CDATA[T QUOTIDIANO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503171406584.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[GIMBE  Oltre 50mila casi di tumore non vengono intercettati dai programmi di screening  Nel 2024 il 54% della popolazione target, oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto fuori dai programmi gratuiti di screening oncologico, soprattutto nel Mezzogiorno: in parte perché non ha ricevuto l’invito, molto più spesso perché non ha aderito. Gli screening oncologici inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) comprendono la mammografia per le donne tra 50 e 69 anni, lo screening del tumore della cervice uterina per le donne tra 25 e 64 anni e quello del tumore del colon-retto per donne e uomini tra 50 e 69 anni. «Adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali, compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose. Il bilancio è pesantissimo: oltre 50.300 casi non intercettati dai programmi organizzati di screening», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Oltre 50mila casi di tumore non vengono intercettati dai programmi di screening   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071503171406584.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Caldo estremo: è in arrivo il picco da Nord a Sud ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822005494.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822005494.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 10 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:13:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="169000" Sales="92816" Printing="101758" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822005494.PDF"><![CDATA[AVVENIRE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822005494.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[OGGI BOLLINO ROSSO IN 7 CITTÀ  Caldo estremo: è in arrivo il picco da Nord a Sud  S  iamo già alla terza ondata di caldo estremo dell’estate 2026 e non abbiamo ancora visto il peggio. Il picco dell’afa e del caldo sta per arrivare e continuano ad aumentare le città con il bollino rosso.  Le temperature più alte arriveranno a metà settimana: oggi saranno sette le città col bollino rosso del ministero della Salute, per passare a 15 domani. Secondo le previsioni, le città più calde oggi saranno Bologna, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Roma e Torino, mentre domani a queste si aggiungeranno Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo. In alcuni casi, si toccheranno i 40 gradi. Domani si registreranno  anche cinque capoluoghi in bollino arancione (Bolzano, Milano, Trieste, Venezia e Verona), mentre saranno in giallo Ancona, Bari, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli e Reggio Calabria. Tutte le città in rosso, da Nord a Sud, vivranno ondate di calore prolungate e un forte rischio generale anche per persone giovani e senza problemi di salute, ma naturalmente ancor più alto per le categorie a rischio: anziani, neonati e persone malate. Le città corrono ai ripari come possono.  Per esempio, Sassari, che in questi giorni è stata nella morsa del caldo e ieri ha vissuto il picco peggiore, ha attivato la prima rete di rifugi climatici della Sardegna: 22 siti aperti al pubblico, dove trovare refrigerio dal caldo eccessivo.  Del resto, del problema sanitario si comincia ormai a registrarne la portata in tutta la Penisola. Se il bacino mediterraneo è l’hotspot della crisi climatica, l’Italia è il Paese con il maggior numero di decessi collegabili al caldo: circa 10mila all’anno. A ricordarlo, per la Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale che si celebra oggi, è l’Associazione nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, indicando anche che il tasso di mortalità quantomeno raddoppierà entro il 2040, a fronte di un incremento medio di 3 gradi nella temperatura.  I consigli generali per la popolazione sono sempre gli stessi: bere tanto, non uscire nelle ore calde e rinfrescare la casa. Ma c’è chi, nonostante avvertimenti e divieti, fa fatica a tutelarsi per via del proprio lavoro. È il caso dei rider, che giusto oggi scioperano a Milano per garantire sicurezza, reddito e diritti alla categoria in un’estate in cui le temperature estreme stanno rendendo ancora più evidente la fragilità del loro lavoro. Il messaggio della protesta, fanno sapere i sindacati aderenti, è già scritto: «No alla scelta tra morire di caldo o di fame». Un dilemma che, nelle estati sempre più torride, ormai riguarda tanti settori e lavoratori.  Elisa Campisi  ---End text---  Author: Elisa Campisi  Heading:   Highlight: L’emergenza di questi giorni, con ondate di calore prolungate e forte rischio per la salute anche per i giovani, riguarderà almeno 15 città entro domani  Image: -tit_org- Caldo estremo: è in arrivo il picco da Nord a Sud   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>ELISA CAMPISI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822005494.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Covid, i medici contro il governo sulla riforma ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822105495.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822105495.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 12 di <b>"FATTO QUOTIDIANO" </b>  del 15 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:13:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="606000" Sales="46940" Printing="58338" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822105495.PDF"><![CDATA[FATTO QUOTIDIANO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822105495.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[NO VAX REINTEGRATI  Covid, i medici contro il governo sulla riforma  LA MAGGIORANZA riapre lo scontro con i medici sulle “terapie alternative” per il Covid e i sindacati di categoria insorgono. “Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid è una delegittimazione degli ordini professionali e un affronto alle vittime e a i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”, ha affermato Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), dopo l’emendamento alla legge delega di riforma delle professioni sanitarie approvato alla Camera.   q  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Covid, i medici contro il governo sulla riforma   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822105495.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Il problema dell'omeopatia in Parlamento ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820805498.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820805498.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"FOGLIO" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Una terapia da promuovere? Scienza e pseudoscienza non vanno confuse</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:14:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="120000" Sales="25000" Printing="25000" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820805498.PDF"><![CDATA[FOGLIO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820805498.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Il problema dell’omeopatia in Parlamento Una terapia da promuovere? Scienza e pseudoscienza non vanno confuse  I  eri al Senato si è tenuta una conferenza dedicata all’omeopatia. Sul palco, insieme al senatore di Fratelli d’Italia Giovanni Satta, promotore dell’iniziativa, c’era il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Non come semplice ospite, ma come sostenitore. Dettaglio tutt’altro che secondario.  Un rappresentante del ministero della Salute, in una sede istituzionale, ha parlato dell’attenzione del governo verso l’omeopatia, ipotizzando persino l’inserimento di indicazioni terapeutiche nei foglietti illustrativi dei prodotti omeopatici con il coinvolgimento dell’Aifa. Il tutto richiamando la libertà di cura come principio da tutelare.  La libertà di cura è un valore fondamentale. Ma poggia su un presupposto essenziale: che le cure tra cui il paziente è chiamato a scegliere abbiano dimostrato efficacia e sicurezza. L’omeopatia, semplicemente, non soddisfa questo requisito. Non è una questione di opinioni. Le principali istituzioni scientifiche internazionali concordano nel ritenere che non esistano prove affidabili di un’efficacia dell’omeopatia superiore al placebo. Il suo principio fondante – secondo cui una sostanza diventa tanto più efficace quanto più viene diluita –è incompatibile con le conoscenze consolidate della chimica e della fisica. Il sottosegretario ha affermato che la libertà di cura deve muoversi entro un “robusto supporto scientifico”.  Difficile non condividere questa affermazione. Proprio per questo risulta incomprensibile applicarla all’omeopatia, per la quale quel supporto non esiste. Il problema non è impedire ai cittadini di acquistare prodotti omeopatici.  Ognuno è libero di farlo. Il problema nasce quando è lo stato a conferire loro una patente di credibilità. Un conto è tollerare una pratica priva di evidenze; un altro è discuterne in Parlamento come se fosse una terapia da promuovere.  In un paese già attraversato da anni di disinformazione sanitaria, il messaggio rischia di essere semplice e pericoloso: che tra scienza e pseudoscienza, in fondo, la politica non veda più una differenza così importante.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Il problema dell’omeopatia in Parlamento   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820805498.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Ricina, l'autopsia scagiona i medici «Nessuna cura, impossibile salvarle» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821205502.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821205502.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Antonella Di lelsi e sua figlia Sara Di Vita sono morte dopo i pasti di Natale</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:14:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="23000" Sales="5467" Printing="8785" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821205502.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821205502.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Ricina, l’autopsia scagiona i medici «Nessuna cura, impossibile salvarle» Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita sono morte dopo i pasti di Natale  R «  farsi strada, tra le pagine della relazione autoptica sui corpi di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina, una prima verità scientifica.  «Non vi fu negligenza medica, né un destino che si sarebbe potuto deviare con un diverso intervento terapeutico. La letalità e la concentrazione della ricina assunta dalle due donne non hanno lasciato alcuno spazio di manovra ai sanitari». Il dato emerge dalle 830 pagine depositate dai periti incaricati dalla Procura, tra di loro gli speciali- LE INDAGINI sti Benedetta Resta aperto Pia De Luca, Francesco Gio- e inquietante vanni Battista Laterza, Ales- l’interrogativ sandro Locatelli sulle circosta e Daniele Merli.  Gli accerta- dell’assunzio menti tossicodel veleno logici, eseguiti in stretta collaborazione con il Centro Antiveleni “Maugeri” di Pavia, hanno rilevato infatti nei campioni  A  A  biologici delle vittime una presenza massiccia di tossine di ricina, sostanza altamente tossica ricavata dai semi della pianta di ricino. La quantità individuata dagli esami era talmente elevata da rendere ininfluente qualsiasi variazione nella condotta terapeutica.  Come evidenziato nella relazione dei medici legali, la rapidità evolutiva dei sintomi e la totale assenza di un antidoto specifico, esclude che un diverso approccio clinico avrebbe potuto evitare il decesso. I cinque professionisti, iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo, vedono così delinearsi un alleggerimento delle loro responsabilità.  Resta invece aperto l’interrogativo sulle circostanze che  hanno portato all’assunzione del veleno. Gli esperti hanno stabilito che l’esposizione alla sostanza tossica è avvenuta per via orale: cibo o una bevanda. La comparsa dei primi sintomi, manifestatisi il 25 dicembre, colloca il momento del  contagio tra il 23 e il 24 dicembre. Sarà ora necessario capire come la ricina possa essere finita sulla tavola delle due donne. Se per una tragica contaminazione accidentale, o per altre responsabilità. Intanto in questura sono riprese le audizioni.  Specialisti della polizia tedesca sono arrivati poi in Molise per collaborare con la polizia molisana e la procura di Larino sul sopralluogo nella casa della famiglia Di Vita. Mentre a Berlino, nella sede del Robert Koch Institute, centro all’avanguardia sul tema dei veleni e in particolare sulla ricina, proseguono gli accertamenti sui campioni biologici delle vittime, campioni prelevati durante le autopsie, e il sangue dei loro familiari Gianni e Alice Di Vita, prelevato invece all'inizio di questo mese a Campobasso. Gli stessi esperti cercaTEDESCA no tracce della orerà ricina negli Procura alimenti sequestrati a cano per sa dei Di Vita a Pietracatella lluoghi negli ultimi bitazione giorni di dicembre e nei amiglia primi giorni di gennaio.  Alimenti che, sempre nei giorni scorsi, sono stati trasportati dal Molise alla Germania.  ---End text---  Author: GIOVANNA GUECI  Heading:   Highlight: LE INDAGINI  Resta aperto e inquietante l’interrogativo sulle circostanze dell’assunzione del veleno   POLIZIA TEDESCA  Collaborerà con la Procura di Larino per i sopralluoghi nell’abitazione della famiglia  Image:Pietracatella La famiglia di Vita. A destra, le due vittime, Sara e Antonella -tit_org- Ricina, l'autopsia scagiona i medici «Nessuna cura, impossibile salvarle»   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>GIOVANNA GUECI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821205502.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Reintegro medici no vax passa la proposta di Fdl ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820905499.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820905499.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 19 di <b>"REPUBBLICA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Approvato emendamento in favore dei radiati durante il Covid la protesta della federazione degli Ordini: "Offesa alle vittime"</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:14:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1329000" Sales="104588" Printing="120998" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820905499.PDF"><![CDATA[REPUBBLICA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820905499.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Reintegro medici no vax passa la proposta di FdI Approvato emendamento in favore dei radiati durante il Covid la protesta della federazione degli Ordini: “Offesa alle vittime”  olpo di spugna per medici e altri operatori radiati nel corso della pandemia. Ieri alla Commissione Affari sociali della Camera è stato approvato un emendamento di Fdi alla legge delega di riforma delle professioni sanitarie, presentato come prima firma da Alice Buonguerrieri, che ha fatto sollevare, oltre alle opposizioni, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici. «Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Ci delegittimano», dice il presidente Filippo Anelli.  L’idea di Buonguerrieri, nota per le sue posizioni critiche nei confronti dei vaccini, è di dare la possibilità di presentare domanda di reiscrizione all’ordine a chi è stato radiato «per fatti non dolosi connessi alla pandemia». Ad esempio a chi ha diffuso teorie antiscientifiche o consigliato cure senza alcuna prova di efficacia ai pazienti.  Del resto è difficile provare il dolo in comportamenti del genere, basta che il dottore dica di essere stato in buona fede. I medici, gli infermieri e gli altri operatori della sanità avrebbero 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore della legge per fare l’istanza che li fa tornare ad esercitare la loro professione.  Oggi se un Ordine prende un provvedimento disciplinare, l’interessato può fare appello (congelando l’esecutività della decisione) alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie  C  (Cceps). Ebbene, la nuova norma sarebbe applicabile solo a coloro per i quali il ricorso alla Commissione è ancora pendente. Se la radiazione è conseguenza di una condanna penale, la richiesta potrà essere avanzata solo dopo riabilitazione. Il tutto, va ricordato, vale per pochissime persone, almeno per quanto riguarda i medici.  Sono pochissimi quelli radiati, meno di dieci, e ancora meno coloro che devono ancora presentarsi davanti alla Commissione.  La prima firmataria dell’emendamento ne fa una questione di libertà: «Hanno chiuso in casa gli italiani – dice Buonguerrieri - hanno fatto abbassare le serrande di migliaia di attività, hanno compresso libertà costituzionali, hanno imposto un vaccino a tutta la popolazione nonostante si sapesse che non impediva il contagio e che poteva avere effetti avversi. E oggi vogliono continuare una assurda caccia alle streghe fuori tempo massimo contro quei medici, infermieri e operatori sanitari che chiamavano eroi e che poi hanno letteralmente perseguitato». Ma sono proprio i  professionisti a protestare più duramente contro l’approvazione del testo. Anelli ribatte dicendo che «aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Siamo un organo sussidiario, abbiamo la delega per le questioni deontologiche e disciplinari, non si può interferire su  questa funzione». Anelli ricorda che sono 383 medici e gli odontoiatri «che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare».  I gruppi di Pd, M5S, Avs, Iv, Azione e +Europa hanno fatto una nota congiunta per dire che l’approvazione «è una vergogna senza precedenti. Si riscrive la memoria di una fase drammatica del Paese. Basta usare il Covid per una battaglia politica, legittimando ancora una volta i no vax per puri fini elettorali».  ---End text---  Author: MICHELE BOCCI  Heading:   Highlight: Potrà essere riammesso chi ha diffuso teorie antiscientifiche e prescritto cure inutili   i numeri  60 I ricorsi I medici e gli altri operatori avrebbero 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore della legge per chiedere di tornare a esercitare  383 Le vittime La Federazione degli Ordini dei medici con il presidente Anelli ricorda i 383 medici e odontoiatri che hanno sacrificato la loro vita durante il Covid  Image:FRANCESCO DEL BO -tit_org- Reintegro medici no vax passa la proposta di Fdl   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Michele Bocci</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501820905499.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[FdI reintegra i medici No vax radiati, l'Ordine insorge ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822305493.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822305493.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"STAMPA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L'emendamento approvato in Commissione alla Camera. Anelli: siamo sconcertati e delusi</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:13:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="764000" Sales="79275" Printing="66758" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822305493.PDF"><![CDATA[STAMPA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822305493.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[FdI reintegra i medici No vax radiati, l’Ordine insorge L’emendamento approvato in Commissione alla Camera. Anelli: siamo sconcertati e delusi  ROMA  L’emendamento che riapre le porte dell’albo ai medici radiati per avere diffuso terapie antiscientifiche durante la pandemia riaccende una delle pagine più controverse dell’emergenza Covid e riporta in superficie quella vena di diffidenza verso i vaccini che da anni attraversa una parte della destra di governo. La norma targata FdI e approvata in Commissione Affari sociali della Camera nell’ambito della riforma delle professioni sanitarie, consentirà ai sanitari radiati di chiedere la reiscrizione entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.  Durissima la reazione del presidente dell’Ordine dei medici, Filippo Anelli: «Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Così si delegittima il ruolo disciplinare degli Ordini e si fa un affronto alle vittime del Covid», compresi i 383 tra medici e odontoiatri morti mentre curavano i pazienti. Anelli ricorda che intervenire per legge riabilitando chi viola il Codice deontologico, rischia di svuotare l’autonomia degli Ordini, «garanzia per la collettività».  L’iniziativa si inserisce però in una lunga sequenza di segnali di indulgenza verso il fronte no Vax. Due anni fa il senatore leghista Claudio Borghi tentò di cancellare l’obbligo di dieci vaccinazioni pediatriche, dal morbillo alla pertosse. Poco dopo la premier Giorgia Meloni annunciò che il governo sarebbe andato «fino in fondo» sugli effetti avversi dei vaccini anti-Covid. Infine arrivò il caso delle nomine nel Nitag, il gruppo tecnico che indirizza le politiche vaccinali: l’ingresso dei medici no Vax Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle provocò la rivolta della comunità scientifica e costrinse il ministro della Salute Orazio Schillaci a revocare gli incarichi, prendendo le distanze da una scelta maturata dentro la maggioranza. —  ---End text---  Author: PAOLO RUSSO  Heading:   Highlight:   Image:Filippo Anelli, 69 anni -tit_org- FdI reintegra i medici No vax radiati, l'Ordine insorge   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>paolo russo</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501822305493.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Intervista a Vincenzo Paglia - "Non servono letti in comunità riportiamo le cure a domicilio" ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821505501.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821505501.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 9 di <b>"STAMPA" </b>  del 15 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L'arcivescovo: "Il nemico è la solitudine, assisterli dove vivono è piùumano ed economico'</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:14:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="764000" Sales="79275" Printing="66758" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821505501.PDF"><![CDATA[STAMPA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821505501.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Vincenzo Paglia  “Non servono letti in comunità riportiamo le cure a domicilio”  L’arcivescovo: “Il nemico è la solitudine, assisterli dove vivono è più umano ed economico”  L’INTERVISTA  GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO  I  l modo sbagliato di rispondere all’emergenza degli anziani. Cioè «aumentare la spesa per i posti letto in Rsa inseguendo un bisogno che cresce più in fretta di qualsiasi bilancio», dice l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Fondazione Età Grande: «Basta con la strada più semplice ma illusoria». Welfare4.0.  Cosa non va nelle Rsa? «Ogni nuovo posto letto costa alla collettività tra i 28mila e i 48mila euro l’anno. La voce di spesa più rigida e meno reversibile del sistema e soprattutto arriva sempre dopo: quando la fragilità è già diventata malattia, la solitudine ha già fatto il suo danno, l’anziano ha già lasciato casa. Aggiungere letti a un sistema che non previene è rincorrere l’emergenza senza raggiungerla».  Il Piemonte cambia strada? «Il Piemonte sceglie un’altra direzione, con un atto di coraggio politico: alla logica passiva dell’aumento della spesa si sostituisce una riforma di cambiamento radicale che riporta la cura là dove la vita accade davvero, sul territorio e nelle case delle persone. Il cuore di questa riforma è semplice da enunciare e rivoluzionario nelle conseguenze. Le Rsa e le strutture per anziani smettono di essere semplici contenitori di posti letto e diventano ciò che la Legge 33 del 2023 e il decreto attuativo del 2024 hanno reso possibile: Centri Residenziali Multiservizi, erogatori di un continuum assistenziale senza fratture. Totale continuità».  Qual è la differenza? «Il perno è questo: l’assistenza domiciliare non è più un servizio accessorio e volontario, ma un obbligo strutturale affidato alle stesse strutture accreditate, integrato nella loro missione al pari dei posti letto. Chi gestisce una rsa non gestirà più solo dei letti ma un continuum di servizi: parte dalla casa dell’anziano e vi ritorna. Assistenza domiciliare vera: continuativa, intensiva, sanitariamente qualificata, altro che le poche ore simboliche di oggi.  E insieme centri diurni, nuclei specializzati per le demenze e l’Alzheimer, telemedicina, prese in carico programmate. Un unico soggetto, una sola regia, stessa responsabilità sulla fragilità della persona».  Comporta un risparmio? «È una scelta di metodo prima ancora che di risorse. Le strutture accreditate dispongono già di personale sanitario, competenza organizzativa e radicamento nei territori: sono le uniche, oggi, capaci di garantire una domiciliarità solida e continua, e non un intervento episodico. Trasformarle in nodi di una rete che entra nelle case, presidia i centri diurni e gestisce i nuclei Alzheimer significa mettere a frutto un patrimonio che già esiste invece di moltiplicare all’infinito i posti letto. Ogni letto diventa così il motore di molte prese in carico a domicilio e la struttura il baricentro di un sistema che accompagna l’anziano lungo tutte le fasi del bisogno: dalla prima fragilità fino all’eventuale, e solo allora ricovero residenziale. Una diversa cultura».  Un modello da estendere? «Qui la scienza incontra la compassione. Il vero nemico dell’anziano non è la casa, è la solitudine. Le reti di monitoraggio attivo degli over 80 riducono del 50% l’eccesso di mortalità nelle ondate di calore e di abbattono ospedalizzazioni e istituzionalizzazioni improprie con un costo di poche decine di euro l’anno per persona. Ogni ricovero evitato è una sofferenza risparmiata e un carico alleggerito per il sistema sanitario nei mesi di massima pressione. Prevenire la fragilità sul piano sociale è la forma di cura più efficace, umana, meno costosa che la comunità mette in campo. La svolta è questa».  Come si può intervenire? «Dare per tempo a un anziano aiuto concreto (una mano a cucinare, a tenere pulita la casa, a sbrigare le pratiche e una compagnia autentica) significa evitare che una necessità sociale diventi un bisogno sanitario insostenibile e restituirgli il diritto di invecchiare tra i propri affetti, senza l
o sradicamento che accompagna l’ingresso in istituto. Per la famiglia significa pagare meno di quanto costerebbe la stessa persona in una residenza: a domicilio vengono meno i costi alberghieri e di struttura. Cambio di paradigma».  Lo ha detto al governatore? «Ho proposto al presidente Alberto Cirio di accogliere a Torino il 2 ottobre (Giornata dei nonni) un evento di riflessione sul nuovo modello di cura che la legge 33 propone. L’Italia ha una legge con una visione. Va messa a terra attraverso un continuum assistenziale. Non sarà una celebrazione di maniera ma un appuntamento di lavoro e di speranza: la testimonianza che un’altra strada è possibile.  Il Piemonte la percorre per primo in Italia».  Messaggio della Giornata? «Ai nostri nonni, alle nostre madri e ai nostri padri, non dobbiamo offrire un letto in più in cui aspettare. Gli dobbiamo una comunità che li cerca, li conosce, li accompagna. Il 2 ottobre, a Torino, vorremmo iniziare questo cambiamento. Prenderci cura di chi ci ha preceduto non è un costo da contenere: è il modo più vero in cui una società misura la civiltà. L’assistenza domiciliare che conosciamo oggi è troppo spesso una promessa vuota: un accesso al mese, quattordici ore l’anno per assistito. Una presenza così esile non cura nessuno e non combatte alcuna solitudine. È questa la logica che la riforma rovescia. E dove la struttura da sola non basta a coprire ogni angolo del territorio, entra in gioco la rete degli altri erogatori, delle cooperative sociali e del Terzo settore, perché nessun anziano, in nessun Comune, resti indietro. E c’è un altro protagonista che la riforma riconosce: il caregiver familiare, figlio, coniuge, nipote che quotidiamentesi prende cura del proprio caro. Poi occorre valorizzare e retribuire adeguatamente chi lavora sul territorio e a domicilio a superare il modello del ricorso alle strutture ed è meglio per Ssn e famiglie». —  ---End text---  Author: GIACOMO GALEA7Z7]  Heading:   Highlight: “  Vincenzo Paglia  Presidente fondazione Età grande  Ogni nuovo posto letto costa alla collettività tra i 28 e i 48 mila euro Un ricovero evitato è una sofferenza risparmiata e un carico alleggerito Un sistema che non previene rincorre l’emergenza senza raggiungerla Il Piemonte ha fatto una scelta coraggiosa Dobbiamo restituire il diritto di invecchiare tra i propri affetti senza lo sradicamento che accompagna l’ingresso in un istituto  Image:Il tavolo Da destra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore Maurizio Marrone e monsignor Vincenzo Paglia durante l’incontro di ieri a Roma -tit_org- Intervista a Vincenzo Paglia - “Non servono letti in comunità riportiamo le cure a domicilio”   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>GIACOMO GALEA7Z7]</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/15/2026071501821505501.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>