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		<title><![CDATA[Sanità, Lai (PD): serve piano nazionale per capitale umano - Agenparl ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071003045309396.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 10 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:34:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/07/10/sanita-lai-pd-serve-piano-nazionale-per-capitale-umano/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(AGENPARL) - Roma, 10 Luglio 2026 - "Il rapporto presentato oggi dalla Fondazione GIMBE richiama la politica a una priorità che non può più essere rinviata: rendere nuovamente attrattivo il Servizio sanitario nazionale. La vera sfida non è soltanto formare nuovi medici e nuovi professionisti sanitari, ma creare le condizioni perché scelgano di lavorare e di restare nella sanità pubblica". Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio della Camera."I dati sulle difficoltà nel reperire medici di medicina generale e specialisti in settori fondamentali come l'emergenza-urgenza, la medicina territoriale e le cure palliative – avverte il dem – dimostrano che il tema centrale è il capitale umano. Negli ultimi anni grazie al PNRR abbiamo investito in strutture, tecnologie e nella riforma della sanità territoriale. Ora dobbiamo investire sulle persone perché senza professionisti, nessuna riforma potrà garantire ai cittadini il diritto alla salute. A questo vanno indirizzate le maggiori risorse che chiediamo da anni per la sanità e che mancano all'appello per scelta di questo governo"."Il dibattito – sottolinea – non può limitarsi all'aumento degli accessi alla facoltà di Medicina, con la finta cancellazione del test d'ingresso. È necessario affrontare le ragioni che rendono sempre meno attrattivo il Servizio sanitario nazionale: condizioni di lavoro, prospettive di carriera, carichi burocratici, sicurezza degli operatori e adeguata valorizzazione economica e professionale. È su questi fattori che si gioca il futuro della sanità pubblica"."Questa sfida riguarda tutto il Paese, ma assume un rilievo ancora maggiore in alcune regioni, dove la carenza di personale rischia di amplificare le disuguaglianze territoriali nell'accesso alle cure. Per questo serve un piano nazionale per il capitale umano della sanità, capace di programmare il fabbisogno dei professionisti e di rendere il Servizio sanitario nazionale un luogo nel quale le nuove generazioni scelgano di costruire il proprio futuro professionale", conclude Lai.Comments are closed.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below.   
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		<title><![CDATA[Fondazione Gimbe. 90 mila medici non lavorano nel servizio pubblico e mancano più di 5.700 medici di famiglia  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002963508606.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenpress.it" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>AgenPress. «La domanda cruciale non è più solo quante risorse pubbliche investire nella sanità, ma chi curerà l’Italia domani». È questo il messaggio centrale</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenpress.it/2026/07/10/fondazione-gimbe-90-mila-medici-non-lavorano-nel-servizio-pubblico-e-mancano-piu-di-5-700-medici-di-famiglia/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sepolto Ali Khamenei: sei giorni di esequie tra Iran e Iraq, una partecipazione senza precedentiLe pistole personalizzate di Erdogan al vertice NATO: un regalo diplomatico che divideGli Stati Uniti colpiscono nuovamente l’IranTrump: “L’Iran verrà colpito duramente stasera. I negoziatori iraniani sono dei pazzi”Caso Adinolfi. Gran parte dei soldi ricevuti utilizzati per l’acquisto di orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e viaggiDmitry Peskov: “Gli attacchi dell’Ucraina contro la Russia stanno prolungando la guerra”Spagna. Dodici morti in un incendio boschivoI droni ucraini stanno ormai raggiungendo la SiberiaL’Iran starebbe valutando un nuovo piano per assassinare Donald TrumpVannacci: “No a legge elettorale senza preferenze”Giorgia Meloni al Vertice NATO 2026 [fotogallery]Vertice NATO Ankara. Incontro Meloni – ErdoganVertice NATO Ankara. Trump: “La Spagna un pessimo alleato della NATO”Vertice NATO Ankara. Incontro Meloni – ZelenskyVertice NATO Ankara. Trump: “Gli Stati Uniti revocheranno le sanzioni contro la Turchia”INFERMIERISTICA DISERTATA: RAPPORTO DOMANDE/POSTI CROLLATO DA 1,6 A 0,9 IN CINQUE ANNI. IN 12 ANNI “SOTTRATTI” OLTRE € 33 MILIARDI AL PERSONALE SANITARIO.RETTRICE POLIMENI: «DIFENDERE IL SSN SIGNIFICA RENDERLO ATTRATTIVO PER LE NUOVE GENERAZIONI». CARTABELLOTTA: «CHI CURERÀ L’ITALIA DOMANI?»AgenPress. «La domanda cruciale non è più solo quante risorse pubbliche investire nella sanità, ma chi curerà l’Italia domani». È questo il messaggio centrale della lectio magistralis di Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, tenuta nell’Aula Magna del Rettorato di Sapienza Università di Roma, nell’ambito dell’evento #GIMBE30 “Diritto alla Salute e Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: la Sfida del Capitale Umano”. Ad aprire l’evento è stata la Rettrice Antonella Polimeni che ha ribadito il ruolo strategico dell’Università per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).La crisi del SSN non può più essere letta solo attraverso le liste d’attesa, il sovraffollamento dei pronto soccorso o le diseguaglianze territoriali. Il nodo più critico è oggi rappresentato dal capitale umano: medici, infermieri e professionisti sanitari che lasciano il servizio pubblico, non vi entrano neppure, anticipano il pensionamento e guardano al libero mercato alla ricerca di forme di lavoro più remunerative e meno usuranti. «Un SSN senza professionisti – dichiara Cartabellotta – non è semplicemente un sistema in difficoltà, ma un diritto costituzionale che perde progressivamente la capacità di tradursi in cure per le persone.  Da anni discutiamo di finanziamenti, strutture, riforme e tecnologie. Ma oggi stiamo attraversando la linea rossa: senza disponibilità di personale sanitario le risorse economiche non curano, gli edifici restano vuoti, le tecnologie finiscono per essere investimenti inutilizzati e il diritto alla tutela della salute si svuota ogni giorno di più».«Il SSN è uno dei patrimoni più importanti della nostra Repubblica – dichiara la Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni – perché rende concreto il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Oggi è evidente che la sua sostenibilità richiede risorse economiche adeguate, indispensabili per il funzionamento di un presidio così necessario, e una piena valorizzazione del suo capitale umano: dalle donne e dagli uomini che ogni giorno garantiscono cura, assistenza, ricerca e prossimità alle persone. Come Università abbiamo il dovere di formare professioniste e professionisti capaci, competenti e consapevoli della responsabilità sociale della cura. Per questo Sapienza considera la formazione sanitaria una leva essenziale per il futuro del Paese: lavoriamo in Ateneo e in rete con tutte le strutture che concorrono alla formazione per garantire non solo un accesso più ampio, ma anche qualità dei percorsi, innovazione, inclusi
one, programmazione e capacità di restituire attrattività al servizio pubblico. Perché difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa anche renderlo un luogo in cui le nuove generazioni possano scegliere di entrare, crescere e restare».LE RISORSE PER IL PERSONALE. Nel periodo 2012-2024, tra le voci della spesa sanitaria pubblica, quella destinata al personale è stata la più sacrificata. La quota destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024. Ipotizzando di mantenere costante per tutto il periodo 2012-2024 la quota di spesa per il personale registrata nel 2012 (39,7%), la portata di questa riduzione emerge in tutta la sua gravità: in 12 anni il personale sanitario del SSN ha complessivamente “perso” € 33,04 miliardi, di cui il 38% (€ 12,47 miliardi) nel triennio 2022-2024. «Un “saccheggio” di risorse pubbliche di tale entità – commenta il Presidente – che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del SSN, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità cruciali per il funzionamento del sistema».LE DINAMICHE. La crisi attuale ha radici profonde. Nel decennio 2010-2019 sotto-finanziamento, mancata programmazione, insufficienti borse di studio per specializzazioni e medicina generale, blocco delle assunzioni, tetti di spesa sul personale e ritardi nei rinnovi contrattuali hanno progressivamente indebolito il capitale umano del SSN. Dal 2020 in poi la pandemia ha accelerato il fenomeno, alimentando burnout, frustrazione e demotivazione, con una conseguente perdita di attrattività del servizio pubblico. «Sono così emersi con sempre maggiore evidenza – spiega Cartabellotta – fenomeni quali pensionamenti anticipati, dimissioni volontarie, fuga verso il privato e l’estero, oltre alla mancata attrattività per numerose professioni sanitarie, varie specialità mediche e per la medicina generale». La cartina al tornasole di questa crisi è rappresentata dal ricorso ai “gettonisti” che nel biennio 2024-2025 hanno assorbito oltre un miliardo di euro. «Paradossalmente – chiosa Cartabellotta – il SSN perde i professionisti e poi li riacquista sul mercato a ore pagandoli molto di più: è il prezzo di una visione miope e dei tagli al capitale umano».I NUMERI DELLA CRISI. Il Presidente ha richiamato i principali dati disponibili, relativi all’anno 2023:Medici. Con 5,4 medici per 1.000 abitanti, l’Italia si colloca al secondo posto tra i paesi OCSE (media 3,9). «Il paradosso – spiega Cartabellotta – è che oltre 90 mila medici non lavorano nel SSN come dipendenti o convenzionati, né come medici in formazione specialistica». Le carenze, infatti, sono selettive e riguardano i medici di medicina generale (oltre 5.700 quelli mancanti al 1° gennaio 2025) e numerose specialità poco attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie.  «I giovani medici – chiosa Cartabellotta – votano con le loro scelte e ci stanno dicendo che alcune specialità chiave per il funzionamento del SSN sono poco attrattive, troppo esposte, troppo gravose, poco valorizzate». Il cuore del problema, dunque, non è solo il numero di medici da formare, ma quanti riusciamo a trattenerne nel servizio pubblico. «Oggi – ribadisce il Presidente – la vera emergenza è la progressiva desertificazione del SSN: i professionisti si spostano dove trovano condizioni economiche, organizzative e professionali migliori e più compatibili con la qualità della propria vita privata».Infermieri. La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media OCSE 9,5). «Ma soprattutto – spiega il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello de
i posti disponibili». Sicuramente la perdita di attrattività non dipende soltanto dalle retribuzioni, che rappresentano comunque un fattore rilevante: nel 2023 gli infermieri ospedalieri in Italia percepivano in media 45.434 dollari l’anno, contro 63.417 dollari della media europea, con un divario di quasi 18 mila dollari. Inoltre, dal 2013, mentre in molti Paesi le loro retribuzioni reali sono aumentate, in Italia hanno addirittura registrato una variazione negativa. Il dato più eloquente della ridotta attrattività è il rapporto tra domande e posti disponibili nei Corsi di Laurea in Infermieristica: precipitato da 1,6 nell’anno accademico 2020-2021 a 0,9 nel 2025-2026. «Quando una professione essenziale per il SSN non riesce più ad attrarre i giovani – commenta Cartabellotta – il problema non è dell’Università, ma del Paese. Significa che stiamo spegnendo il futuro della sanità pubblica».I RISCHI. Da un lato il SSN rimane universalistico nei princìpi, ma sempre più fragile nella capacità di garantire tempi di accesso e presa in carico con diseguaglianze sempre più marcate. Dall’altro continua ad espandersi il libero mercato, sostenuto dai professionisti che lasciano il SSN o non vi entrano affatto. «Infatti – avverte Cartabellotta – ogni professionista che il SSN perde non sempre scompare dalla sanità: molto spesso riappare nel libero mercato dove cura solo chi può permetterselo. Così il capitale umano sottratto al pubblico alimenta il “doppio binario” della sanità: più si svuota il SSN, più cresce l’offerta per chi può pagare direttamente o dispone di coperture assicurative. Un meccanismo perverso e silenzioso con cui l’universalismo arretra pur senza essere formalmente cancellato».LE PROPOSTE. Secondo la Fondazione GIMBE per invertire la rotta serve un piano straordinario per il personale sanitario: programmazione dei fabbisogni, superamento di tutti i vincoli che limitano le assunzioni, rinnovi contrattuali adeguati al costo della vita, migliori condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze, riduzione della burocrazia, maggiore sicurezza nei luoghi di cura, nuovi percorsi di carriera, rilancio delle professioni sanitarie e investimenti strutturali nella formazione.  «Non basterà aumentare i posti a Medicina o moltiplicare i Corsi di Laurea – conclude Cartabellotta – se il SSN continuerà ad essere un luogo da cui scappare o in cui non entrare nemmeno. Perché la sostenibilità della sanità pubblica non si misura solo dall’entità del finanziamento, ma dalla capacità di renderla il luogo in cui tutti i professionisti scelgono di entrare, crescere e restare. Senza capitale umano, il Servizio Sanitario Nazionale semplicemente non può esistere».Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits   
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		<title><![CDATA[Sanita': Cartabellotta (Fondazione Gimbe), in 12 anni -33 miliardi a personale -2-  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002959108658.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Economia. Sanita'': Cartabellotta (Fondazione Gimbe), in 12 anni -33 miliardi a personale -2-.</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:31:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/sanita--cartabellotta-fondazione-gimbe-in-12-anni-33-miliardi-a-personale-2-nRC_10072026_1001_196136849.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 lug - Secondo l'analisi Gimbe, la crisi del Servizio sanitario nazionale non puo' piu' essere letta solo attraverso le liste d'attesa, il sovraffollamento dei pronto soccorso o le diseguaglianze territoriali. Il nodo piu' critico e' oggi rappresentato dal capitale umano: medici, infermieri e professionisti sanitari che lasciano il servizio pubblico, non vi entrano neppure, anticipano il pensionamento e guardano al libero mercato alla ricerca di forme di lavoro piu' remunerative e meno usuranti.'Un Ssn senza professionisti - dichiara Cartabellotta - non e' semplicemente un sistema in difficolta', ma un diritto costituzionale che perde progressivamente la capacita' di tradursi in cure per le persone. Da anni discutiamo di finanziamenti, strutture, riforme e tecnologie. Ma oggi stiamo attraversando la linea rossa: senza disponibilita' di personale le risorse economiche non curano, gli edifici restano vuoti, le tecnologie finiscono per essere investimenti inutilizzati e il diritto alla tutela della salute si svuota ogni giorno di piu''. 'Il Ssn e' uno dei patrimoni piu' importanti della Repubblica - dichiara la Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni - perche' rende concreto il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Oggi e' evidente che la sua sostenibilita' richiede risorse economiche adeguate, indispensabili per il funzionamento di un presidio cosi' necessario, e una piena valorizzazione del suo capitale umano: dalle donne e dagli uomini che ogni giorno garantiscono cura, assistenza, ricerca e prossimita' alle persone. Come Universita' abbiamo il dovere di formare professioniste e professionisti capaci, competenti e consapevoli della responsabilita' sociale della cura. Per questo Sapienza considera la formazione sanitaria una leva essenziale per il futuro del Paese'.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 10-07-26 10:01:48 (0196)SAN 5 NNNN								 SanIta   
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002958808659.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Economia. Sanita'': Cartabellotta (Fondazione Gimbe), in 12 anni -33 miliardi a personale.</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il 38% pari a 12,5 mld 'drenato' tra 2022 e 2024 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 lug - 'Nel periodo 2012-2024, tra le voci della spesa sanitaria pubblica, quella sul personale e' stata la piu' sacrificata. La quota destinata al personale dipendente e convenzionato e' scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024'. E' il bilancio tracciato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nella lectio magistralis nell'Aula Magna del Rettorato di Sapienza Universita' di Roma, nell'ambito dell'evento #GIMBE30 'Diritto alla salute e sostenibilita' del Ssn: la sfida del capitale umano'. Ipotizzando di mantenere costante per tutto il periodo 2012-2024 la quota di spesa per il personale registrata nel 2012 (39,7%), secondo Gimbe la portata di questa riduzione emerge in tutta la sua gravita': in 12 anni il personale sanitario del Ssn ha complessivamente 'perso' oltre 33 miliardi di euro, di cui il 38% (12,47 mld) nel triennio 2022-2024. 'Un saccheggio di risorse pubbliche di tale entita' - commenta Cartabellotta - che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialita' cruciali per il funzionamento del sistema'. Per Cartabellotta 'la domanda cruciale non e' piu' solo quante risorse pubbliche investire nella sanita', ma chi curera' l'Italia domani'.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 10-07-26 10:01:00 (0195)SAN 5 NNNN								 SanEuropaItaliaLazioProvincia Di RomaComune Di RomaRomaEconomiaEnti AssociazioniConfederazioniEventiCongiunturaConsumiIta   
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		<title><![CDATA[ Capitale umano Ssn, GIMBE: oltre 90 mila medici fuori dal servizio pubblico  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002872608817.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"doctor33.it" </b>  del 10 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 11:25:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.doctor33.it/articolo/68305/capitale-umano-ssn-gimbe-oltre-90-mila-medici-fuori-dal-servizio-pubblico]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ Durante una lectio magistralis alla Sapienza, Nino Cartabellotta ha illustrato i dati GIMBE sul capitale umano del Ssn: oltre 90 mila medici non lavorano nel servizio pubblicomedico cartellaOltre 90 mila medici non lavorano nel Servizio sanitario nazionale come dipendenti o convenzionati né come medici in formazione specialistica, mentre al 1° gennaio 2025 risultano mancanti più di 5.700 medici di medicina generale. Sono alcuni dei dati illustrati da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, nella lectio magistralis tenuta oggi nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma, nell'ambito dell'evento #GIMBE30 "Diritto alla Salute e Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: la Sfida del Capitale Umano".«La domanda cruciale non è più solo quante risorse pubbliche investire nella sanità, ma chi curerà l'Italia domani», ha affermato Cartabellotta, secondo il quale il nodo più critico per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale è rappresentato oggi dal capitale umano. «Un Ssn senza professionisti – ha dichiarato – non è semplicemente un sistema in difficoltà, ma un diritto costituzionale che perde progressivamente la capacità di tradursi in cure per le persone».Secondo la Fondazione GIMBE, tra il 2012 e il 2024 la quota della spesa sanitaria pubblica destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% al 36,6%. Mantenendo costante la quota registrata nel 2012, il personale sanitario avrebbe ricevuto complessivamente oltre 33 miliardi di euro in più nell'arco dei dodici anni, di cui 12,47 miliardi nel solo triennio 2022-2024. Cartabellotta ha definito questa riduzione «un saccheggio di risorse pubbliche» che «ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn».Il presidente della Fondazione ha ricondotto la situazione attuale al sottofinanziamento del decennio 2010-2019, alla programmazione insufficiente, ai vincoli sulle assunzioni, ai tetti di spesa per il personale e ai ritardi nei rinnovi contrattuali, fattori ai quali si sono aggiunti, dal 2020, gli effetti della pandemia, con burnout, dimissioni volontarie, pensionamenti anticipati e crescente ricorso al settore privato e all'estero. In questo contesto, il ricorso ai cosiddetti "gettonisti" ha assorbito oltre un miliardo di euro nel biennio 2024-2025.Per quanto riguarda i medici, Cartabellotta ha evidenziato che le carenze sono concentrate nella medicina generale e in diverse specialità considerate poco attrattive, tra cui emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative e medicina di comunità. «I giovani medici votano con le loro scelte e ci stanno dicendo che alcune specialità chiave per il funzionamento del Ssn sono poco attrattive, troppo esposte, troppo gravose, poco valorizzate», ha affermato.La Fondazione richiama inoltre l'attenzione sulla professione infermieristica. Nell'anno accademico 2025-2026 il rapporto tra domande di accesso e posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica è sceso a 0,9, rispetto a 1,6 del 2020-2021. «Quando una professione essenziale per il Ssn non riesce più ad attrarre i giovani – ha commentato Cartabellotta – il problema non è dell'Università, ma del Paese».Tra le proposte avanzate dalla Fondazione GIMBE figurano un piano straordinario per il personale sanitario, il superamento dei vincoli alle assunzioni, rinnovi contrattuali adeguati al costo della vita, migliori condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze, riduzione della burocrazia, maggiore sicurezza nei luoghi di cura e investimenti strutturali nella formazione.
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		<title><![CDATA[Capitale umano Ssn, GIMBE: oltre 90 mila medici fuori dal servizio pubblico | Doctor33 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002871208823.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"doctor33.it" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Durante una lectio magistralis alla Sapienza, Nino Cartabellotta ha illustrato i dati GIMBE sul capitale umano del Ssn: oltre 90 mila medici non lavorano nel servizio pubblico</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 11:30:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Oltre 90 mila medici non lavorano nel Servizio sanitario nazionale come dipendenti o convenzionati né come medici in formazione specialistica, mentre al 1° gennaio 2025 risultano mancanti più di 5.700 medici di medicina generale. Sono alcuni dei dati illustrati da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, nella lectio magistralis tenuta oggi nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma, nell'ambito dell'evento #GIMBE30 "Diritto alla Salute e Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: la Sfida del Capitale Umano".«La domanda cruciale non è più solo quante risorse pubbliche investire nella sanità, ma chi curerà l'Italia domani», ha affermato Cartabellotta, secondo il quale il nodo più critico per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale è rappresentato oggi dal capitale umano. «Un Ssn senza professionisti – ha dichiarato – non è semplicemente un sistema in difficoltà, ma un diritto costituzionale che perde progressivamente la capacità di tradursi in cure per le persone».Secondo la Fondazione GIMBE, tra il 2012 e il 2024 la quota della spesa sanitaria pubblica destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% al 36,6%. Mantenendo costante la quota registrata nel 2012, il personale sanitario avrebbe ricevuto complessivamente oltre 33 miliardi di euro in più nell'arco dei dodici anni, di cui 12,47 miliardi nel solo triennio 2022-2024. Cartabellotta ha definito questa riduzione «un saccheggio di risorse pubbliche» che «ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn».Il presidente della Fondazione ha ricondotto la situazione attuale al sottofinanziamento del decennio 2010-2019, alla programmazione insufficiente, ai vincoli sulle assunzioni, ai tetti di spesa per il personale e ai ritardi nei rinnovi contrattuali, fattori ai quali si sono aggiunti, dal 2020, gli effetti della pandemia, con burnout, dimissioni volontarie, pensionamenti anticipati e crescente ricorso al settore privato e all'estero. In questo contesto, il ricorso ai cosiddetti "gettonisti" ha assorbito oltre un miliardo di euro nel biennio 2024-2025.Per quanto riguarda i medici, Cartabellotta ha evidenziato che le carenze sono concentrate nella medicina generale e in diverse specialità considerate poco attrattive, tra cui emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative e medicina di comunità. «I giovani medici votano con le loro scelte e ci stanno dicendo che alcune specialità chiave per il funzionamento del Ssn sono poco attrattive, troppo esposte, troppo gravose, poco valorizzate», ha affermato.La Fondazione richiama inoltre l'attenzione sulla professione infermieristica. Nell'anno accademico 2025-2026 il rapporto tra domande di accesso e posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica è sceso a 0,9, rispetto a 1,6 del 2020-2021. «Quando una professione essenziale per il Ssn non riesce più ad attrarre i giovani – ha commentato Cartabellotta – il problema non è dell'Università, ma del Paese».Tra le proposte avanzate dalla Fondazione GIMBE figurano un piano straordinario per il personale sanitario, il superamento dei vincoli alle assunzioni, rinnovi contrattuali adeguati al costo della vita, migliori condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze, riduzione della burocrazia, maggiore sicurezza nei luoghi di cura e investimenti strutturali nella formazione.???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e n
el sistema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso   
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		<title><![CDATA[Sanità pubblica, al personale -33 mld in 12 anni: pesano burnout, stipendi bassi e gettonisti  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002958908660.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Drenati dalla spesa sanitaria Ssn quasi 12,5 miliardi solo nel triennio 2022-2024: la richiesta di un Piano straordinario per invertire la rotta arginando la fuga nel privato o all’estero di medici e infermieri</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:32:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilsole24ore.com/art/sanita-pubblica-personale-33-mld-12-anni-pesano-burnout-stipendi-bassi-e-gettonisti-AJVgkxE]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’analisi GimbeSanità pubblica, al personale -33 mld in 12 anni: pesano burnout, stipendi bassi e gettonistiDrenati dalla spesa sanitaria Ssn quasi 12,5 miliardi solo nel triennio 2022-2024: la richiesta di un Piano straordinario per invertire la rotta arginando la fuga nel privato o all’estero di medici e infermieridi Redazione Salute10 luglio 2026Aggiungi Il Sole 24 Ore ai preferiti su Google Adobe Stock5' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveOltre la linea rossaPolimeni: Università in campoLa desertificazioneIl paradosso “gettonisti”La proposta di un piano straordinarioAscolta la versione audio dell'articolo5' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com«Nel periodo 2012-2024, tra le voci della spesa sanitaria pubblica, quella sul personale è stata la più sacrificata. La quota destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024». E’ il bilancio tracciato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nella lectio magistralis nell’Aula Magna del Rettorato di Sapienza Università di Roma, nell’ambito dell’evento #GIMBE30 ’Diritto alla salute e sostenibilità del Ssn: la sfida del capitale umano’. Ipotizzando di mantenere costante per tutto il periodo 2012-2024 la quota di spesa per il personale registrata nel 2012 (39,7%), secondo Gimbe la portata di questa riduzione emerge in tutta la sua gravità: in 12 anni il personale sanitario del Ssn ha complessivamente ’perso’ oltre 33 miliardi di euro, di cui il 38% (12,47 mld) nel triennio 2022-2024. «Un saccheggio di risorse pubbliche di tale entità – commenta Cartabellotta – che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità cruciali per il funzionamento del sistema». Per Cartabellotta «la domanda cruciale non è più solo quante risorse pubbliche investire nella sanità, ma chi curerà l’Italia domani».Oltre la linea rossaSecondo l’analisi Gimbe, la crisi del Servizio sanitario nazionale non può più essere letta solo attraverso le liste d’attesa, il sovraffollamento dei pronto soccorso o le diseguaglianze territoriali. Il nodo più critico è oggi rappresentato dal capitale umano: medici, infermieri e professionisti sanitari che lasciano il servizio pubblico, non vi entrano neppure, anticipano il pensionamento e guardano al libero mercato alla ricerca di forme di lavoro più remunerative e meno usuranti. «Un Ssn senza professionisti – dichiara Cartabellotta – non è semplicemente un sistema in difficoltà, ma un diritto costituzionale che perde progressivamente la capacità di tradursi in cure per le persone. Da anni discutiamo di finanziamenti, strutture, riforme e tecnologie. Ma oggi stiamo attraversando la linea rossa: senza disponibilità di personale le risorse economiche non curano, gli edifici restano vuoti, le tecnologie finiscono per essere investimenti inutilizzati e il diritto alla tutela della salute si svuota ogni giorno di più».Loading...Polimeni: Università in campo«Il Ssn è uno dei patrimoni più importanti della Repubblica – dichiara la Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni – perché rende concreto il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Oggi è evidente che la sua sostenibilità richiede risorse economiche adeguate, indispensabili per il funzionamento di un presidio così necessario, e una piena valorizzazione del suo capitale umano: dalle donne e dagli uomini che ogni giorno garantiscono cura, assistenza, ricerca e prossimità alle persone. Come Università abbiamo il dovere di formare professioniste e professionisti capaci, competenti e consapevoli della responsabilità sociale della cura. Per questo Sapienza considera la formazione sanitaria una leva essenziale per il futuro del Pa
ese».La desertificazioneCon 5,4 medici per 1.000 abitanti, l’Italia si colloca al secondo posto tra i paesi Ocse (media 3,9). «Il paradosso – spiega Cartabellotta – è che oltre 90 mila medici non lavorano nel Ssn come dipendenti o convenzionati, né come medici in formazione specialistica». Le carenze, infatti, sono selettive e riguardano i medici di medicina generale (oltre 5.700 quelli mancanti al 1° gennaio 2025) e numerose specialità poco attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie. «I giovani medici – chiosa Cartabellotta – votano con le loro scelte e ci stanno dicendo che alcune specialità chiave per il funzionamento del Ssn sono poco attrattive, troppo esposte, troppo gravose, poco valorizzate». Il cuore del problema, dunque, non è solo il numero di medici da formare, ma quanti riusciamo a trattenerne nel servizio pubblico. «Oggi – ribadisce il Presidente – la vera emergenza è la progressiva desertificazione del Ssn: i professionisti si spostano dove trovano condizioni economiche, organizzative e professionali migliori e più compatibili con la qualità della propria vita privata».NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€!Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùMa la situazione più critica riguarda gli infermieri: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area Ocse con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media Ocse 9,5). “Ma soprattutto – spiegano da Gimbe – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili”. Sicuramente la perdita di attrattività non dipende soltanto dalle retribuzioni, che rappresentano comunque un fattore rilevante: nel 2023 gli infermieri ospedalieri in Italia percepivano in media 45.434 dollari l’anno, contro 63.417 dollari della media europea, con un divario di quasi 18 mila dollari. Inoltre, dal 2013, mentre in molti Paesi le loro retribuzioni reali sono aumentate, in Italia hanno addirittura registrato una variazione negativa. Il dato più eloquente della ridotta attrattività è il rapporto tra domande e posti disponibili nei Corsi di Laurea in Infermieristica: precipitato da 1,6 nell’anno accademico 2020-2021 a 0,9 nel 2025-2026. «Quando una professione essenziale per il SSN non riesce più ad attrarre i giovani – commenta Cartabellotta – il problema non è dell’Università, ma del Paese. Significa che stiamo spegnendo il futuro della sanità pubblica».Il paradosso “gettonisti”La crisi attuale ha radici profonde. Nel decennio 2010-2019 sotto-finanziamento, mancata programmazione, insufficienti borse di studio per specializzazioni e medicina generale, blocco delle assunzioni, tetti di spesa sul personale e ritardi nei rinnovi contrattuali hanno progressivamente indebolito il capitale umano del Ssn. Dal 2020 in poi la pandemia ha accelerato il fenomeno, alimentando burnout, frustrazione e demotivazione, con una conseguente perdita di attrattività del servizio pubblico. «Sono così emersi con sempre maggiore evidenza – spiega Cartabellotta – fenomeni quali pensionamenti anticipati, dimissioni volontarie, fuga verso il privato e l’estero, oltre alla mancata attrattività per numerose professioni sanitarie, varie specialità mediche e per la medicina generale». La cartina al tornasole di questa crisi è rappresentata dal ricorso ai “gettonisti” che nel biennio 2024-2025 hanno assorbito oltre un miliardo di euro. «Paradossalmente – chiosa Cartabellotta – il Ssn perde i professionisti e poi li riacquista sul mercato a ore pagandoli molto di più: è il prezzo di una visione miope e dei tagli al capitale umano».Da un lato quindi il Ssn rimane universalistico nei princìpi, ma sempre più fragile nella capacità di garantire tempi di accesso e presa in carico con diseguaglianze sempre più marcate. Dall’altro continua a espa
ndersi il libero mercato, sostenuto dai professionisti che lasciano il Ssn o non vi entrano affatto. «Infatti – avverte Cartabellotta – ogni professionista che la Sanità pubblica perde non sempre scompare dalla sanità: molto spesso riappare nel libero mercato dove cura solo chi può permetterselo. Così il capitale umano sottratto al pubblico alimenta il “doppio binario” della sanità: più si svuota il Ssn, più cresce l’offerta per chi può pagare direttamente o dispone di coperture assicurative. Un meccanismo perverso e silenzioso con cui l’universalismo arretra pur senza essere formalmente cancellato».La proposta di un piano straordinarioSecondo la Fondazione Gimbe per invertire la rotta serve un piano straordinario per il personale sanitario: programmazione dei fabbisogni, superamento di tutti i vincoli che limitano le assunzioni, rinnovi contrattuali adeguati al costo della vita, migliori condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze, riduzione della burocrazia, maggiore sicurezza nei luoghi di cura, nuovi percorsi di carriera, rilancio delle professioni sanitarie e investimenti strutturali nella formazione. «Non basterà aumentare i posti a Medicina o moltiplicare i Corsi di Laurea – conclude Cartabellotta – se il Ssn continuerà a essere un luogo da cui scappare o in cui non entrare nemmeno. Perché la sostenibilità della sanità pubblica non si misura solo dall’entità del finanziamento, ma dalla capacità di renderla il luogo in cui tutti i professionisti scelgono di entrare, crescere e restare. Senza capitale umano, il Servizio Sanitario Nazionale semplicemente non può esistere».Riproduzione riservata ©ArgomentiServizio Sanitario NazionaleprofessionistaItaliaNino CartabellottaOCSELoading...   
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		<title><![CDATA[Sanità pubblica, al personale -33 mld in 12 anni: pesano burnout, stipendi bassi e gettonisti - Il Sole 24 ORE ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002878908756.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Drenati dalla spesa sanitaria Ssn quasi 12,5 miliardi solo nel triennio 2022-2024: la richiesta di un Piano straordinario per invertire la rotta arginando la fuga nel privato o all’estero di medici e infermieri</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ascolta la versione audio dell'articolo5' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com«Nel periodo 2012-2024, tra le voci della spesa sanitaria pubblica, quella sul personale è stata la più sacrificata. La quota destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024». E’ il bilancio tracciato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nella lectio magistralis nell’Aula Magna del Rettorato di Sapienza Università di Roma, nell’ambito dell’evento #GIMBE30 ’Diritto alla salute e sostenibilità del Ssn: la sfida del capitale umano’. Ipotizzando di mantenere costante per tutto il periodo 2012-2024 la quota di spesa per il personale registrata nel 2012 (39,7%), secondo Gimbe la portata di questa riduzione emerge in tutta la sua gravità: in 12 anni il personale sanitario del Ssn ha complessivamente ’perso’ oltre 33 miliardi di euro, di cui il 38% (12,47 mld) nel triennio 2022-2024. «Un saccheggio di risorse pubbliche di tale entità – commenta Cartabellotta – che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità cruciali per il funzionamento del sistema». Per Cartabellotta «la domanda cruciale non è più solo quante risorse pubbliche investire nella sanità, ma chi curerà l’Italia domani».Oltre la linea rossaSecondo l’analisi Gimbe, la crisi del Servizio sanitario nazionale non può più essere letta solo attraverso le liste d’attesa, il sovraffollamento dei pronto soccorso o le diseguaglianze territoriali. Il nodo più critico è oggi rappresentato dal capitale umano: medici, infermieri e professionisti sanitari che lasciano il servizio pubblico, non vi entrano neppure, anticipano il pensionamento e guardano al libero mercato alla ricerca di forme di lavoro più remunerative e meno usuranti. «Un Ssn senza professionisti – dichiara Cartabellotta – non è semplicemente un sistema in difficoltà, ma un diritto costituzionale che perde progressivamente la capacità di tradursi in cure per le persone. Da anni discutiamo di finanziamenti, strutture, riforme e tecnologie. Ma oggi stiamo attraversando la linea rossa: senza disponibilità di personale le risorse economiche non curano, gli edifici restano vuoti, le tecnologie finiscono per essere investimenti inutilizzati e il diritto alla tutela della salute si svuota ogni giorno di più».Loading...Polimeni: Università in campo«Il Ssn è uno dei patrimoni più importanti della Repubblica – dichiara la Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni – perché rende concreto il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione. Oggi è evidente che la sua sostenibilità richiede risorse economiche adeguate, indispensabili per il funzionamento di un presidio così necessario, e una piena valorizzazione del suo capitale umano: dalle donne e dagli uomini che ogni giorno garantiscono cura, assistenza, ricerca e prossimità alle persone. Come Università abbiamo il dovere di formare professioniste e professionisti capaci, competenti e consapevoli della responsabilità sociale della cura. Per questo Sapienza considera la formazione sanitaria una leva essenziale per il futuro del Paese».La desertificazioneCon 5,4 medici per 1.000 abitanti, l’Italia si colloca al secondo posto tra i paesi Ocse (media 3,9). «Il paradosso – spiega Cartabellotta – è che oltre 90 mila medici non lavorano nel Ssn come dipendenti o convenzionati, né come medici in formazione specialistica». Le carenze, infatti, sono selettive e riguardano i medici di medicina generale (oltre 5.700 quelli mancanti al 1° gennaio 2025) e numerose specialità poco attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie. «I giovani medici – chiosa Cartabellotta – votano con le loro scelte e ci stanno dicendo che alcune specialità chiave per il funzionamento del Ssn sono poco attrattive, troppo esposte, troppo gravose, poco 
valorizzate». Il cuore del problema, dunque, non è solo il numero di medici da formare, ma quanti riusciamo a trattenerne nel servizio pubblico. «Oggi – ribadisce il Presidente – la vera emergenza è la progressiva desertificazione del Ssn: i professionisti si spostano dove trovano condizioni economiche, organizzative e professionali migliori e più compatibili con la qualità della propria vita privata».NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€!Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùMa la situazione più critica riguarda gli infermieri: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area Ocse con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media Ocse 9,5). “Ma soprattutto – spiegano da Gimbe – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili”. Sicuramente la perdita di attrattività non dipende soltanto dalle retribuzioni, che rappresentano comunque un fattore rilevante: nel 2023 gli infermieri ospedalieri in Italia percepivano in media 45.434 dollari l’anno, contro 63.417 dollari della media europea, con un divario di quasi 18 mila dollari. Inoltre, dal 2013, mentre in molti Paesi le loro retribuzioni reali sono aumentate, in Italia hanno addirittura registrato una variazione negativa. Il dato più eloquente della ridotta attrattività è il rapporto tra domande e posti disponibili nei Corsi di Laurea in Infermieristica: precipitato da 1,6 nell’anno accademico 2020-2021 a 0,9 nel 2025-2026. «Quando una professione essenziale per il SSN non riesce più ad attrarre i giovani – commenta Cartabellotta – il problema non è dell’Università, ma del Paese. Significa che stiamo spegnendo il futuro della sanità pubblica».Il paradosso “gettonisti”La crisi attuale ha radici profonde. Nel decennio 2010-2019 sotto-finanziamento, mancata programmazione, insufficienti borse di studio per specializzazioni e medicina generale, blocco delle assunzioni, tetti di spesa sul personale e ritardi nei rinnovi contrattuali hanno progressivamente indebolito il capitale umano del Ssn. Dal 2020 in poi la pandemia ha accelerato il fenomeno, alimentando burnout, frustrazione e demotivazione, con una conseguente perdita di attrattività del servizio pubblico. «Sono così emersi con sempre maggiore evidenza – spiega Cartabellotta – fenomeni quali pensionamenti anticipati, dimissioni volontarie, fuga verso il privato e l’estero, oltre alla mancata attrattività per numerose professioni sanitarie, varie specialità mediche e per la medicina generale». La cartina al tornasole di questa crisi è rappresentata dal ricorso ai “gettonisti” che nel biennio 2024-2025 hanno assorbito oltre un miliardo di euro. «Paradossalmente – chiosa Cartabellotta – il Ssn perde i professionisti e poi li riacquista sul mercato a ore pagandoli molto di più: è il prezzo di una visione miope e dei tagli al capitale umano».Da un lato quindi il Ssn rimane universalistico nei princìpi, ma sempre più fragile nella capacità di garantire tempi di accesso e presa in carico con diseguaglianze sempre più marcate. Dall’altro continua a espandersi il libero mercato, sostenuto dai professionisti che lasciano il Ssn o non vi entrano affatto. «Infatti – avverte Cartabellotta – ogni professionista che la Sanità pubblica perde non sempre scompare dalla sanità: molto spesso riappare nel libero mercato dove cura solo chi può permetterselo. Così il capitale umano sottratto al pubblico alimenta il “doppio binario” della sanità: più si svuota il Ssn, più cresce l’offerta per chi può pagare direttamente o dispone di coperture assicurative. Un meccanismo perverso e silenzioso con cui l’universalismo arretra pur senza essere formalmente cancellato».La proposta di un piano straordinarioSecondo la Fondazione Gimbe per invertire la rotta serve un piano straordinario per il personale sanitario: programmazione dei fabbisogni, superamento di tutti 
i vincoli che limitano le assunzioni, rinnovi contrattuali adeguati al costo della vita, migliori condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze, riduzione della burocrazia, maggiore sicurezza nei luoghi di cura, nuovi percorsi di carriera, rilancio delle professioni sanitarie e investimenti strutturali nella formazione. «Non basterà aumentare i posti a Medicina o moltiplicare i Corsi di Laurea – conclude Cartabellotta – se il Ssn continuerà a essere un luogo da cui scappare o in cui non entrare nemmeno. Perché la sostenibilità della sanità pubblica non si misura solo dall’entità del finanziamento, ma dalla capacità di renderla il luogo in cui tutti i professionisti scelgono di entrare, crescere e restare. Senza capitale umano, il Servizio Sanitario Nazionale semplicemente non può esistere».Riproduzione riservata ©ArgomentiServizio Sanitario NazionaleprofessionistaItaliaNino CartabellottaOCSELoading...   
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		<title><![CDATA[Sanita': Cartabellotta (Fondazione Gimbe), in 12 anni -33 miliardi a personale ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071002872308814.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 10 Jul 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 11:24:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il 38% pari a 12,5 mld 'drenato' tra 2022 e 2024 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 lug - 'Nel periodo 2012-2024, tra le voci della spesa sanitaria pubblica, quella sul personale e' stata la piu' sacrificata. La quota destinata al personale dipendente e convenzionato e' scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024'. E' il bilancio tracciato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nella lectio magistralis nell'Aula Magna del Rettorato di Sapienza Universita' di Roma, nell'ambito dell'evento #GIMBE30 'Diritto alla salute e sostenibilita' del Ssn: la sfida del capitale umano'. Ipotizzando di mantenere costante per tutto il periodo 2012-2024 la quota di spesa per il personale registrata nel 2012 (39,7%), secondo Gimbe la portata di questa riduzione emerge in tutta la sua gravita': in 12 anni il personale sanitario del Ssn ha complessivamente 'perso' oltre 33 miliardi di euro, di cui il 38% (12,47 mld) nel triennio 2022-2024. 'Un saccheggio di risorse pubbliche di tale entita' - commenta Cartabellotta - che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialita' cruciali per il funzionamento del sistema'. Per Cartabellotta 'la domanda cruciale non e' piu' solo quante risorse pubbliche investire nella sanita', ma chi curera' l'Italia domani'.
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		<title><![CDATA[Sanità, Schlein: “Nostra priorità è portare spesa a 7% del Pil” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071003023209287.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lapresse.it" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>"La nostra priorità è difendere la sanità pubblica universalistica perché ci sono 6 milioni di italiani che rinunciano alle prestazioni sanitarie, non se le</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 13:51:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lapresse.it/politica/2026/07/10/sanita-schlein-nostra-priorita-e-portare-spesa-a-7-del-pil/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Accesso ArchiviUltima oraHome > Politica > Sanità, Schlein: “Nostra priorità è portare spesa a 7% del Pil”“La nostra priorità è difendere la sanità pubblica universalistica perché ci sono 6 milioni di italiani che rinunciano alle prestazioni sanitarie, non se le possono permettere e le liste d’attesa sono troppo lunghe, per cui il nostro obiettivo è portare la spesa sanitaria italiana almeno al livello europeo del 7%”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein a margine dell’evento ‘Diritto alla salute e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale’ organizzato da Gimbe.Guarda ancheP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano,              Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino,              Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong              Kong   
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		<title><![CDATA[Sanità e carenza di operatori, i numeri e la strategia per rilanciare il Ssn ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071003067509614.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lapresse.it" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il presidente della Fondazione Gimbe illustra le criticità della sanità italiana e le possibili soluzioni all''emorragia di personale</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 15:38:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/07/10/sanita-e-carenza-di-operatori-i-numeri-e-la-strategia-per-rilanciare-il-ssn/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Sanità e carenza di operatori, i numeri e la strategia per rilanciare il SsnIl presidente della Fondazione Gimbe illustra le criticità della sanità italiana e le possibili soluzioni all’emorragia di personaleQuanto si parla della crisi ormai strutturale del Servizio sanitario nazionale, la mente corre subito alle estenuanti liste d’attesa, ai pronto soccorso affollati, alle innegabili disparità regionali. Eppure c’è un aspetto fondamentale che spesso viene sottovalutato: la carenza di personale dovuta, tra le altre cose, anche all’attrattività perduta della sanità pubblica. Nel periodo 2012-2024 la voce della spesa sanitaria pubblica destinata al personale è stata la più sacrificata: “La quota per il personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024, che significa 33 miliardi di euro in meno”, rende noto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, durante la lectio magistralis alla Sapienza con cui ha presentato l’ultimo report dell’organizzazione. “Un saccheggio di risorse pubbliche di tale entità ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità cruciali per il funzionamento del sistema”, spiega Cartabellotta. Sono sempre più numerosi, non a caso, i medici, gli infermieri e i professionisti sanitari che “lasciano il servizio pubblico, non vi entrano neppure, anticipano il pensionamento e guardano al libero mercato alla ricerca di forme di lavoro più remunerative e meno usuranti”. In prima fila, nell’Aula Magna del Rettorato della Sapienza, siedono anche la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader di Avs Nicola Fratoianni. “La nostra priorità è difendere la sanità pubblica universalistica perché ci sono 6 milioni di italiani che rinunciano alle prestazioni sanitarie, non se le possono permettere e le liste d’attesa sono troppo lunghe, per cui il nostro obiettivo è portare la spesa sanitaria italiana almeno al livello europeo del 7%”, dichiara Schlein ai cronisti prima di accomodarsi in sala. La lectio magistralis di Cartabellotta è preceduta dai saluti della padrona di casa, la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni. “Il Ssn è uno dei patrimoni più importanti della nostra Repubblica, perché rende concreto il diritto alla salute sancito dalla Costituzione”, esordisce la rettrice. “Oggi è evidente che la sua sostenibilità richiede risorse economiche adeguate, indispensabili per il funzionamento di un presidio così necessario e una piena valorizzazione del suo capitale umano”.Eppure sui medici l’Italia vive una contraddizione: si colloca al secondo posto tra i Paesi Ocse per numero di medici rispetto alla popolazione: 5,4 ogni 1.000 abitanti. Ma “oltre 90mila non lavorano nel Ssn come dipendenti o convenzionati, né come medici in formazione specialistica”, sottolinea Cartabellotta. Le carenze, peraltro, sono selettive e riguardano i medici di medicina generale – ne mancano oltre 5.700 al 1 gennaio 2025 – e numerose specialità poco attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie. “Oggi la vera emergenza è la progressiva desertificazione del Ssn: i professionisti si spostano dove trovano condizioni economiche, organizzative e professionali migliori e più compatibili con la qualità della propria vita privata”, aggiunge l’esperto. Ancor più drammatico il rapporto infermieri-popolazione. Con 6,9 infermieri ogni 1.000 abitanti, l’Italia è al 23esimo posto su 31 Paesi europei dell’area Ocse. “La professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno. Nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea è stato addirittura inferiore a quelli dei posti disponibili”.A incidere, oltre ai carichi di lavoro eccessivi, è anche il fattor
e retributivo: nel 2023 gli infermieri ospedalieri percepivano in media 18mila dollari in meno rispetto alla media europea. “Quando una professione essenziale per il Ssn non riesce più ad attrarre i giovani – rimarca Cartabellotta – il problema non è dell’Università, ma del Paese. Significa che stiamo spegnendo il futuro della sanità pubblica”. Come si inverte la rotta di un Ssn sempre più in crisi? La ricetta, secondo Cartabellotta, dovrebbe prevedere “un piano straordinario per il personale sanitario: programmazione dei fabbisogni, superamento di tutti i vincoli che limitano le assunzioni, rinnovi contrattuali adeguati al costo della vita”. Solo così il Ssn potrà recuperare l’attrattività perduta. Ancora, “migliori condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze, riduzione della burocrazia, maggiore sicurezza nei luoghi di cura, nuovi percorsi di carriera, rilancio delle professioni sanitarie e investimenti strutturali nella formazione. “Non basterà aumentare i posti a Medicina o moltiplicare i corsi di laurea – conclude – se il Ssn continuerà a essere un luogo da cui scappare o in cui non entrare nemmeno”. ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano,              Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino,              Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong              Kong   
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		<title><![CDATA[Sanità pubblica: -33 miliardi di euro al personale in 12 anni. Gimbe: “Senza capitale umano, il Ssn non può esistere” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/10/2026071003037509474.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"nursetimes.org" </b>  del 10 Jul 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Sanità pubblica: -33 miliardi di euro al personale in 12 anni. Gimbe: "Senza capitale umano, il Ssn non può esistere"</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:57:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://nursetimes.org/sanita-pubblica-33-miliardi-di-euro-al-personale-in-12-anni-gimbe-senza-capitale-umano-il-ssn-non-puo-esistere]]></tp:url>
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		<tp:writer>Redazione Nurse Times</tp:writer>
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