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		<title><![CDATA[Allarme della Corte dei Conti: nella sanità manca personale, a rischio i servizi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/29/2026062901680905094.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"contropiano.org" </b>  del 29 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non è solo una questione di fondi, ma anche un problema di personale. È, in altre parole, un problema di La carenza cronica di organici ha generato un effetto distorsivo ed economicamente doloroso: il boom dei medici e infermieri "a gettone" reclutati tramite appalti esterni, soprattutto nei pronto soccorso. Si tratta di una pratica dai costi esorbitanti che non solo frammenta la continuità terapeutica delle cure, ma che porta al peggioramento della qualità delle prestazioni e aumenta i rischi di danno erariale.</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 08:01:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://contropiano.org/news/politica-news/2026/06/29/allarme-della-corte-dei-conti-nella-sanita-manca-personale-a-rischio-i-servizi-0196479]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ContropianoGiornale comunista onlineMenuLa crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non è solo una questione di fondi, ma anche un problema di personale. È, in altre parole, un problema di capacità di programmare l’impiego di quei fondi per strutturare adeguati servizi per la tutela della salute. È la Corte dei Conti a lanciare l’allarme: senza un investimento su medici, infermieri e professionisti sanitari, l’intero sistema pubblico rischia il collasso.L’avvertimento è stato lanciato dalla Corte dei Conti, discutendo il Rendiconto generale dello Stato. Le osservazioni fatte dall’organo costituzionale sono, del resto, un risultato atteso, dato che lo smantellamento del SSN è stato un obiettivo centrale dei tagli alla spesa pubblica e delle privatizzazioni selvagge, così da trasformare un diritto in un terreno di profitto.Per quanto la nostra sanità venga considerata ancora di qualità, la Corte mette in chiaro che “non bisogna più indugiare o lesinare risorse“, perché il diritto alla salute è “centrale per definire il parametro di civiltà di un paese“. Nell’abbrutimento ideologico e culturale del capitale occidentale in crisi non sorprende, dunque, che tale diritto subisca apertamente una guerra.: le liste d’attesa rimarranno intasate, la fuga verso il settore privato diventerà un esodo inarrestabile e le nuove Case di comunità finanziate dal Pnrr resteranno scatole vuote.I dati sono complessi da leggere, e possono trarre in inganno. Nel 2025 la spesa sanitaria ha toccato i 141,54 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la cifra resta al di sotto dei 144 miliardi stimati inizialmente dal Documento programmatico di finanza pubblica. Il che significa che c’è già stato un definanziamento.Il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è inchiodato al 6,3%, e le proiezioni fino al 2029 non mostrano inversioni di tendenza, assestandosi intorno al 6,4%. Per il triennio 2027-2029 è previsto un aumento nominale del PIL maggiore rispetto a quello della spesa sanitaria, senza considerare l’impatto dell’inflazione, che nei fatti riduce la spesa effettiva di questo settore.Il problema, però, non è solo quanto si stanzia, ma la capacità di tradurre il denaro in servizi concreti. Nonostante le risorse destinate al Ministero della Salute siano salite a 3,24 miliardi di euro (+18,3% rispetto al 2024), la capacità di spendere effettivamente questi soldi è crollata. In termini assoluti, i pagamenti totali del Ministero sono diminuiti del 5%, passando dai 2.093,3 milioni del 2024 ai 1.988,1 milioni del 2025.Non sorprende se si pensa ai tagli agli organici con la scusa del risparmio, indebolendo la capacità effettiva dell’amministrazione pubblica, e se si pensa anche al modo in cui questi fondi pubblici sono stati reindirizzati in funzione della speculazione privata. È in questo divario tra fondi teorici e prestazioni erogate che si inserisce, inoltre, il dramma delle liste d’attesa.Nel 2025, la Piattaforma nazionale connessa ha registrato oltre 57 milioni di prenotazioni (33,5 milioni di esami e 24 milioni di visite). Eppure, il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2025-2027 è in ritardo e solo due Regioni trasmettono i dati in tempo reale, mentre le altre si affidano a invii mensili, rendendo impossibile individuare tempestivamente i colli di bottiglia. Un altro evidente fallimento della regionalizzazione, invece di una sanità pianificata a livello centrale.Per la Corte dei conti, l’unica vera terapia d’urto passa dal reclutamento del personale. La carenza cronica di organici ha infatti generato un effetto distorsivo ed economicamente doloroso: il boom dei medici e infermieri “a gettone” reclutati tramite appalti esterni, soprattutto nei pronto soccorso.Si tratta di una pratica dai costi esorbitanti che non solo frammenta la continuità terapeutica delle cure, ma che porta al peggioramento della qualità delle prestazioni e aumenta i rischi di danno er
ariale. Restano inoltre insufficienti e fortemente disomogenei gli screening oncologici, drammaticamente al palo nel Meridione e nelle Isole.Teoricamente, la legge di bilancio 2026 autorizza le aziende sanitarie regionali ad assumere personale a tempo indeterminato nel limite di 450 milioni di euro annui, in particolare per infermieri e personale tecnico. Ma se si pensa che, sulla base di dati nazionali, la Fondazione GIMBE ha calcolato 4,7 infermieri ogni mille abitanti nel nostro paese, quando la media OCSE è di 9,5, si capisce bene che questi fondi possono al massimo alleviare leggermente le mancanze costruite in anni di attacchi alla sanità pubblica.La solita propaganda della classe dirigente, che continua a ignorare gli interessi della maggioranza della popolazione per garantire i profitti, e per pagare il riarmo. In questo caso, la massima cubana “medici e non bombe” appare adattissima anche al Belpaese.29 Giugno 2026 - © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANOIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.In relazione all’intervento della collega Gina De Angeli da voi pubblicato, e che condivido parola per parola, mi permetto...Il ministero della Salute ha trasmesso al Parlamento, appena prima dello stop estivo, la Relazione annuale sullo stato di...Organizzata dall’Unione Sindacale di Base si è svolta presso la Sala Multimediale del Comune di Napoli l’Assemblea pubblica organizzata...Tenete viva l’informazione: sostenete il sito di Contropiano mandandoci il vostro contributo!Roma. Presentazione di “Nel secolo dei lavoratori”Vuoi essere sempre aggiornato sulle notizie di Contropiano? Iscriviti alla nostra newsletter: Accetto la privacy policy del sitoAutorizzazione del Tribunale di Roma 286 del 31 dicembre 2014. Direttore Responsabile: Sergio Cararo. Indirizzo: V.Casalbruciato 27- sc. B - 00159 Roma - Tel. 06.640.122.19 - redazione@contropiano.org   
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		<title><![CDATA[Sanità territoriale della montagna: dal Governo continui rimbalzi e pochi investimenti ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/29/2026062903146606307.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"redacon.it" </b>  del 29 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>“Ormai al governo da quattro anni, dalla destra serve un’operazione verità: basta scaricabarile sugli enti territoriali e sulla Regione”. Così la</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:32:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[http://www.redacon.it/2026/06/29/sanita-territoriale-della-montagna-dal-governo-continui-rimbalzi-e-pochi-investimenti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Ormai al governo da quattro anni, dalla destra serve un’operazione verità: basta scaricabarile sugli enti territoriali e sulla Regione”.Così la Consigliera regionale Anna Fornili, insieme al Partito Democratico locale, dichiara in merito alla situazione della medicina territoriale dell’Appennino.“La spesa sanitaria è finanziata prevalentemente dal Fondo Sanitario Nazionale, che il Governo da anni sta progressivamente riducendo, nonostante aumentino costi e bisogni. Nel 2025 abbiamo registrato il dato più basso di sempre: il 5,8% del PIL, contro il 7,5% che sarebbe invece necessario. Da anni diciamo che gli investimenti non sono sufficienti, eppure dal Governo - continua la Fornili - assistiamo a un continuo rimpallo di responsabilità. La Regione programma e regolamenta il sistema, ma la parte principale della spesa è sostenuta con fondi nazionali, che oggi non bastano: in montagna come nel resto della Regione e della Provincia."Sembra che le priorità del Governo - dichiara la consigliera regionale - ricadano sempre su altre scelte: le risorse per ciò che ritiene importante si trovano sempre, mentre sanità e scuola finiscono costantemente in fondo all’elenco dei finanziamenti. Allora delle due l’una: o la sanità è davvero considerata un bene fondamentale e viene finanziata con investimenti adeguati, oppure ci si rassegna all’inevitabile crescita della sanità privata, con migliaia di italiani che già oggi rinunciano alle cure, come ogni anno ci ricorda la Fondazione GIMBE.”Sulla situazione dei pediatri a Casina e sulla petizione promossa dai genitori interviene anche il Partito Democratico locale.“La petizione pone una questione seria che merita attenzione e rispetto” afferma la segretaria PD di Casina, Barbara Incerti. “Chi vive in montagna sa bene quanto la qualità dei servizi sia determinante per la vita delle famiglie e per contrastare lo spopolamento. Per questo la richiesta avanzata dai genitori non deve essere utilizzata per alimentare polemiche, ma deve diventare l’occasione per costruire soluzioni concrete. È una richiesta legittima, che merita risposte - dichiara Barbara Incerti.Proprio per questo occorre affrontare il tema con serietà, evitando di descrivere Casina come un territorio abbandonato. La questione non è ricostruire da zero un servizio inesistente, ma rafforzare e stabilizzare una rete sanitaria oggi già presente, per le tante famiglie e i tanti bambini che oggi vivono a Casina. Il problema non è una presunta volontà politica di togliere servizi alla montagna – continua Incerti – ma la difficoltà di reperire professionisti sanitari, una criticità che riguarda tutta Italia. Fare propaganda sulla pelle delle famiglie è più facile che spiegare perché il Governo nazionale non riesca a rendere attrattivo il lavoro sanitario nelle aree interne. Proprio nella petizione viene ricordato come Casina abbia registrato negli ultimi anni una crescita della popolazione. È un dato importante e incoraggiante, che dimostra come il nostro Appennino continui ad attrarre famiglie.”“La montagna vive inevitabilmente dinamiche che interessano tutto il Paese e che qui, per certi versi, pesano ancora di più. – continua la Consigliera Fornili - Ma non è corretto sostenere che ci sia stato un sistematico disinvestimento sull’Appennino. L’anno scorso abbiamo inaugurato le Case della Comunità di Carpineti e Villa Minozzo; il prossimo 9 luglio sarà inaugurata quella di Castelnovo Monti insieme all’Ospedale di Comunità, presidi già operativi. All’Ospedale Sant’Anna, inoltre, sono in corso lavori di adeguamento che ci restituiranno una struttura ancora più funzionale. Continueremo in Assemblea legislativa a chiedere alla Giunta regionale di mantenere alta l’attenzione sulla sanità montana. L’Appennino - conclude Anna Fornili - ha bisogno di una considerazione ancora maggiore rispetto ad altri territori e di una visione chiara, ma serve il contributo di tutti i livelli istituzionali, ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità."Accedi 
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