<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=1" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 16:10:02 +0200</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/1/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[Sannio sempre più anziano è boom casi di Alzheimer ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062502245901496.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062502245901496.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 24 di <b>"MATTINO BENEVENTO" </b>  del 25 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 03:11:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="16542" Sales="1177" Printing="946" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062502245901496.PDF"><![CDATA[MATTINO BENEVENTO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062502245901496.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Sannio sempre più anziano è boom casi di Alzheimer  PROVINCIA  Nel Sannio ci sono 65mila over 65, vale a dire un quarto di popolazione che rientra nella fascia di età degli anziani. Oltre il 25% della popolazione sannita è costituita da over 65, in base ai dati in possesso dell’Asl, in linea con quelli dell’Istat. Sull’intero territorio, su 261.431 residenti, censiti al 31 dicembre 2024, sono presenti 65.000 over 65, 30.191 under 14 e 167.000 persone in una forbice compresa tra i 15 e i 64 anni. Soprattutto nei piccoli comuni del Fortore, dell'Alto Tammaro ma anche in centri di montagna come Cusano Mutri e Pietraroja, vivono persone anziane, che hanno superato gli 80 anni di età.   LA PROBLEMATICA  Si tratta di un problema che si rispecchia anche sull’aspetto sanitario, basti pensare che sul territorio provinciale i malati di alzheimer sono in costante crescita. Nei primi sei mesi del 2026 si è registrato un ulteriore incremento dei casi, che sfiorano quota 1.500, con oltre 400 casi solo in città, a fronte di una presenza ancora limitata di strutture di accoglienza che siano di sostegno alle famiglie. Infatti, la provincia di Benevento, come il resto del territorio regionale e nazionale è un'area altamente longeva in cui più del 20% della popolazione ha un'età superiore ai 65 anni e, per questo, è ad alto rischio per l'insorgenza delle patologie senili.  Attualmente, non esistono farmaci in grado di bloccare la progressione della malattia, se non  attraverso l'impegno delle associazioni che offrono collaborazione alle famiglie per la gestione dei pazienti con l'alzheimer e l’attivazione di percorsi terapeutici in grado di rallentare il decadimento cognitivo di chi è affetto dalla malattia. Nella stima dei casi, per avere un quadro dettagliato della situazione, bisognerebbe tener conto anche delle situazioni borderline, di chi comincia a dimenticare le chiavi di casa o il gas acceso, di chi perde la cognizione del tempo e dello spazio, ricordando perfettamente tutto quanto è accaduto in passato. L'ultimo report della Fondazione Gimbe evidenzia che la malattia di Alzheimer e le demenze rappresentano una grande emergenza socio-sanitaria. In Italia si stimano oltre un milione di pazienti, di cui circa 600mila affetti da Alzheimer, con costi socio-sanitari che superano i dieci miliardi di euro annui. L’analisi di Gimbe sui documenti scientifici si concentra in special modo su alcuni punti chiave che riguardano: la sotto-diagnosi, in quanto, fino al 75% delle demenze globali non riceve una diagnosi, un dato che ritarda l'inizio delle terapie; il miglioramento dell'accuratezza diagnostica perché la ricerca sta puntando su modelli predittivi e biomarcatori; l'attenzione alla cura e all'assistenza, attraverso i centri diurni e le strutture residenziali per le demenze che, secondo Gimbe, sono distribuiti in modo disomogeneo, con circa il 51% al Nord e solo il 14% al Sud e nelle isole.  l.d.c.  ---End text---  Author: l d c  Heading:   Highlight: UN CITTADINO BENEVENTANO SU QUATTRO HA PIÙ DI 65 ANNI IN AUMENTO I CASI DI DEMENZA  Image: -tit_org- Sannio sempre più anziano è boom casi di Alzheimer   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>l d c</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062502245901496.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Qui ci vuole una sanità Europea ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062501739804515.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062501739804515.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"REPUBBLICA SALUTE" </b>  del 25 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 05:06:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1878000" Sales="216733" Printing="198833" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062501739804515.PDF"><![CDATA[REPUBBLICA SALUTE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062501739804515.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Qui ci vuole una sanità Europea   Creare un vero e proprio Servizio comune. Che integri e rafforzi le realtà nazionali. Un’utopia possibile. Partendo da quello che funziona  di M A U R I Z I O M A R A N G O LO  uando le politiche della Commissione e del Parlamento Europei toccano temi che incidono direttamente sulle condizioni di vita dei cittadini, l’opinione pubblica sul continente si compatta e lo spirito europeo si rafforza.  Un’analisi di Eurobarometro 2025, che monitora l’opinione pubblica della Ue, ci dice che quasi tre quarti (72 per cento) degli europei ritiene che il loro Paese abbia beneficiato nel complesso dell’appartenenza all’Unione, e che essa è un luogo di stabilità e di benessere. In questo contesto geopolitico, tuttavia, se vogliamo rafforzare l’orgoglio europeista bisogna che il governo europeo avvii processi di ulteriore unificazione partendo da argomenti che incidono profondamente sulla qualità di vita dei cittadini europei. La Sanità è certamente uno di questi e forse il più sentito dalla maggioranza degli europei. Perciò pensiamo sia  Q  venuto il momento di lanciare l’idea, certamente visionaria, di un possibile Servizio Sanitario Europeo; idea che poi dovrebbe essere recepita dalle forze politiche realmente europeiste, elaborata e portata nelle sedi opportune. Un punto sul quale varrebbe la pena soffermarsi è ricercare i punti di convergenza e quelli di dissonanza dei diversi servizi sanitari del continente, valutarne la caratura al fine di una scelta finale sicuramente frutto di compromessi, come normale in una buona politica. Quella che segue è una disamina della situazione in diversi Paesi. Su cui ragionare per cominciare a pensare a una sanità europea.  La lezione del Covid La politica sanitaria della Ue si fonda sull’articolo 168 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea che identifica i compiti dell’Unione: I) tutela e migliora la salute pubblica, II) previene malattie e pericoli per la salute, III) coordina le politiche sanitarie nazionali, che comunque hanno la responsabilità per l’organizzazione e la gestione dei propri sistemi sanitari, IV) sostiene la cooperazione fra gli Stati membri. È chiaro quindi che la Ue svolge principalmente un ruolo di coordinamento, sostegno e integrazione, ruolo che, e questo è indicativo, si è di molto rafforzato durante la pandemia di Sars-Cov 2. Per lo svolgimento dei propri compiti la Ue si avvale di tre Istituzioni e Agenzie principali: la Commissione Europea che propone la legislazione sanitaria e coordina le politiche tra gli Stati membri, l’Edcd (European Centre for Disease Control) che monitora le minacce sanitarie e coordina le risposte alle epidemie, l’ Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) che valuta e autorizza i farmaci a livello europeo.  Dopo il Covid-19 c’è stata una svolta importante che ha permesso di rafforzare la prevenzione alle emergenze sanitarie, di centralizzare gli acquisti di farmaci e vaccini e di costituire scorte strategiche europee. In sintesi, la politica sanitaria dell’Ue non sostituisce i sistemi sanitari nazionali, ma li coordina, integra e rafforza, soprattutto in caso di crisi. Dopo la pandemia l’Unione ha assunto un ruolo più attivo puntando su cooperazione, prevenzione, digitalizzazione e resilienza. Rispetto ad altre problematiche, come il lavoro, la fiscalità, e la difesa, l’ambito sanitario sembra aver raggiunto un maggior livello di integrazione, un ottimo punto di partenza per cercare di realizzare un vero e proprio Servizio Sanitario Europeo.  Per vedere come e quanto è un obiettivo possibile ho preso in considerazione le linee guida principali dei servizi sanitari di Italia, Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi, nonché del regno Unito che, pur non facendo più parte dell’Ue ha un Nhs che ha rappresentato un modello di riferimento per molti servizi sanitari europei. L’analisi è stata condotta principalmente per evidenziare alcuni punti fondamentali di ciascun servizio: il tipo di finanziamento, i costi in rapporto al Pil, i punti di forza e quelli di debolezza allo scopo di individuare i punt
i di convergenza e quelli di divergenza in modo da offrire elementi per formulare delle linee guida comuni da adottare a livello europeo.  Casa nostra Il Servizio Sanitario Nazionale Italiano è stato istituito con la Legge 833 del 1978 che ha sostituito il precedente sistema mutualistico e ha come fondamento giuridico l’articolo 32 della Carta Costituzionale che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Nel corso degli anni ha subìto alcune riforme, la più importante delle quali è stata la modifica del titolo quinto della Costituzione che ha rafforzato il ruolo delle Regioni. I principi fondamentali su cui si basa sono tre: “Universalità”, nel senso che tutti hanno diritto alle cure, “Uguaglianza” che garantisce che non vi sia nessuna discriminazione nell’accesso ai servizi, e “Equità” che sancisce la priorità ai bisogni sanitari e non alla capacità di reddito.  Dal punto di vista organizzati vo il Ssn è articolato su tre livelli: a) Livello statale in cui lo Stato definisce i Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), stabilisce il Piano Sanitario Nazionale, e ripartisce alle Regioni il Fondo Sanitario Nazionale.  b) Livello regionale in cui le Regioni organizzano e gestiscono i servizi sanitari, programmano la rete  ospedaliera, e controllano le Aziende Sanitarie.  c) Livello locale in cui operano le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliere, i Policlinici Universitari e gli Irccs.  Il finanziamento avviene principalmente tramite la fiscalità generale (Irpef e Iva), l’Irap regionale e i ticket sanitari come quota di partecipazione del cittadino. Punti di forza sono: la copertura universale, l’elevata qualità professionale, i buoni risultati in termini di aspettativa di vita, la solidarietà del sistema. I punti di debolezza, invece, sono: il divario nella applicazione dei Lea fra le varie Regioni, in particolare fra quelle del CentroNord e quelle del Sud e Isole (come attesta l’ultimo rapporto Gimbe), la lunghezza delle liste d’attesa legate La pan soprattutto alla carenza di personaha dim le sanitario, conseguenza quest’ultima anche del sottofinanziamento che m rispetto alla media Ue (in Italia è il insieme 6.2 per cento del Pil).  Due riforme sono necessarie: bie avere sogna rafforzare la sanità territoriacond le modificando il rapporto di lavoro dei Medici di Medicina Generale e prot puntando sulle Case e Ospedali di Comunità, e bisogna incrementare la Sanità digitale con la digitalizzazione dei Servizi, l’uniformità del Fascicolo Sanitario Elettronico, e l’implementamento della telemedicina.  Oltralpe Il Servizio Sanitario Francese è stato istituito di fatto nel 1945 con l’istituzione della “Sécurité Sociale”, è considerato uno dei più efficienti ed universalistici in Europa fondato sul principio della copertura sanitaria universale, garantendo l’accesso alle cura a tutti i residenti legali in Francia. La Sécurité Sociale, su cui si basa il servizio sanitario è un modello di assicurazione sociale obbligatoria che gestisce l’assicurazione sanitaria attraverso l’Assurance Maladie, il tutto supervisionato e regolamentato dal Ministère de la Santé.  I principi su cui si basa sono: a) Universalità che assicura la copertura per tutti i residenti; b) Solidarietà per cui il finanziamento è basato sui contributi proporzionali al reddito; c) Libertà di scelta: i pazienti possono scegliere il proprio medico; d) Qualità di cure grazie a un forte investimento in strutture e personale. Il tutto è finanziato principalmente tramite i contributi sociali su salari e redditi, sui contributi fiscali (Contribution Sociale Généralisée) e attraverso un ticket sanitario moderato. In ogni caso la spesa sanitaria rappresenta circa l’11-12 per cento del Pil. Inoltre, la Francia garantisce assistenza anche alle categorie svantaggiate (basso reddito, disoccupati, pensionati indigenti, stranieri residenti regolari) attraverso una copertura sanitaria solidale e un Aide Médicale de l’Etat per persone senza documenti. Ogni cittadino sceglie il proprio medico di riferimento che, a sua volta, coord
ina l’accesso agli specialisti. Il paziente paga la visita e viene rimborsato dall’Assurandemia ce Maladie per circa il 70 per cento, la parte restante può essere coperostrato ta da assicurazioni complementari ettere private. Le strutture sanitarie comprese dal sistema sono: gli ospedali le forze pubblici, le cliniche private convenzionate, gli studi medici privati, e i schemi centri specialistici. I principali ospeivisi dali universitari fanno capo all’Assiegge stance Publique-Hopitaux de Paris.  Punti di Forza sono l’alta qualità delle strutture ospedaliere, l’accesso universale, una buona aspettativa di vita, una forte prevenzione e campagne vaccinali.  Punti di debolezza, invece, sono: l’aumento della spesa pubblica, la carenza di personale medico e infermieristico nelle aree rurali, lunghi tempi di attesa per alcune specialità, la forte pressione sul personale sanitario.  Made in Germany Il Servizio Sanitario Tedesco è certamente il più blasonato di tutti in quanto ha origine dalla legge sull’assicurazione malattia obbligatoria voluta nel 1883 dal cancelliere von Bismark. Adotta un sistema misto pubblico-privato finanziato principalmente tramite l’Assicurazione Sanitaria Obbligatoria (Gkv) che copre circa il 90 per cento della popolazione. È obbligatoria per i lavoratori sotto una certa fascia di reddito, i contributi sono proporzionali al reddito e pari al 14-15 per cento dello stipendio diviso fra datore di lavoro e dipendente.  Accanto c’è l’Assicurazione Privata accessibile ai liberi professionisti, ai dipendenti con reddito elevato e ai funzionari pubblici; il premio assicurativo  è basato su età e rischio sanitario, garantisce servizi spesso più rapidi e dà una maggiore libertà di scelta. In ogni caso il servizio sanitario copre: le cure primarie e quelle specialistiche, i ricoveri ospedalieri, le cure preventive, la riabilitazione, la salute mentale, la maternità, e con una assicurazione separata anche l’assistenza a lungo termine. In linea di massima il principio fondamentale è legato al fatto che chi guadagna di più paga di più.  Complessivamente la spesa sanitaria è la più alta d’Europa: circa il 12 -13 per cento del Pil. Tutto il sistema è decentralizzato. Il Governo Federale definisce il quadro normativo e supervisiona tutto il sistema tramite il Ministero della Salute. I Lander sono responsabili della pianificazione ospedaliera e gestiscono tutte le strutture pubbliche. Le Casse Mutue in competizione fra loro raccolgono i contributi e rimborsano le prestazioni. Tutti i servizi vengono erogati dagli ospedali con il più alto numero di posti letto per abitante in Europa (pubblici, privati no-profit e for-profit), dai medici di base, e dalle farmacie. Punti di forza sono l’alta qualità delle cure, i tempi di attesa relativamente brevi, la libertà di scelta del medico, l’ampia copertura e una forte rete ospedaliera. Punti di debolezza: costi molto elevati, complessità amministrativa, carenza di personale sanitario e una forte differenza fra assicurati pubblici e privati.  Sanidad spagnola La sua istituzione risale al 1986 con la Ley General de Sanidad che estende la copertura sanitaria a tutta la popolazione; nel 2003 viene rafforzato il coordinamento fra Stato e Comunità autonome.  Come caratteristica generale il servizio spagnolo è Universalistico in quanto copre tutti i residenti, è finanziato principalmente dalla fiscalità generale, ed è decentrato con ampie competenze attribuite alle comunità autonome; situazione molto simile  a quella italiana. Prima fonte di finanziamento sono le imposte geneOgni s rali (Iva, Irpef, imposte societarie) e ha p i trasferimenti statali alle Regioni. In questo modo Madrid garantisce l’acdi fo cesso gratuito, anche se prevede un e deb ticket moderato e basato sul reddito per i farmaci, e pagamenti diretti per Anali alcune prestazioni non essenziali.  servirà La spesa sanitaria rappresenta circa il 9-10 per cento del Pil. Operativauna s mente il servizio è articolato su tre livelli: statale (Ministerio de Sanidad) che definisce la normativa generale, coordina il sistema, g
arantisce equità fra le Regioni, e stabilisce il “catalogo comune” delle prestazioni, simile ai nostri Lea. C’è poi il livello Regionale delle comunità autonome, in tutto 17, che gestiscono gli ospedali e centri sanitari, assumono il personale, organizzano i servizi sanitari, gestiscono i bilanci regionali. Infine, a livello locale sono gestiti i centri di assistenza primaria e il coordinamento territoriale.  Esiste anche una forte sanità privata che interessa il 20-25 per cento della popolazione; è usata principalmente per ridurre i tempi di attesa ed è convenzionata con il pubblico in alcune, non tutte, le Regioni.  Tre sono i livelli di assistenza: a) primaria, che è il pilastro del sistema, costituita da Medici di famiglia e pediatri, infermieri, prevenzione e vaccinazioni e gestione delle malattie croniche; b) specialistica e ospedaliera che include: ospedali pubblici, centri specialistici, alta tecnologia, chirurgia ed emergenza-urgenza; c) farmaceutica che garantisce una ampia copertura , prevede un ticket dal quale sono esclusi i pensionati con un tetto massimo mensile.  Punti di forza sono universalità della copertura, buona qualità clinica, forte assistenza primaria, alta aspettativa di vita, efficieza nei costi. Punti di debolezza, invece, sono: liste di attesa per visite specialistiche e interventi, diseguaglianze fra Regioni, carenza di personale in alcune aree.  Salute e tulipani Il servizio sanitario olandese è entrato in vigore dal 2006 con l’introduzione di un modello di assicurazione sanitaria universale obbligatoria. Il sistema si articola su tre pilastri principali. Innanzitutto c’è l’assicurazione sanitaria di base obbligatoria: ogni residente deve stipulare a proprie spese una polizza presso una compagnia privata autorizzata che offre una copertura standard stabilita dal Governo. Il premio mensile è a carico del cittadino, anche se tale contributo è proporzionale al reddito e la scelta della compagnia è libera in una lista di autorizzate; prevede una franchiga annuale obbligatoria che, generalmente, è compresa fra i 350 e 400 euro.  Esiste, comunque, un’assistenza, coperta da apposita legge e finanziata dalla tassazione generale, che riguarda gli anziani non autosufficienti, le gravi disabilità, e le cure residenziali permanenti. Così come esistono assicurazioni complementari facoltative che coprono servizi non compresi dall’assicurazione di base: le cure dentistiche per adulti, la fisioterapia aggiuntiva, la medicina complementare, la possibilità di essere ricoverati in camere private.  Il fulcro del sistema sanitario è rappresentato dal medico di famiglia che funziona come filtro obbligatorio per accedere agli specialisti; senza la sua indicazione l’assicurazione non rimborsa determinate prestazioni. Da notare che il medico di famiglia è un libero professionista (non dipendente dal sistema) che ha un contratto con le assicurazioni e viene remunerato con una quota capitaria più un compenso per le prestazioni effettuate.  La rete ospedaliera è costituita per lo più da enti privati senza scopo di lucro, fortemente regolamentati dal ministero della Salute e in concorrenza fra loro. La spesa sanitaria, il 10-11 per cento del Pil, generalmente considerata elevata ma sostenibile in base al livello economico della popolazione, permette di offrire buoni indicatori di qualità e tempi di attesa generalmente inferiori alla media europea. Punti di forza sono la copertura universale obbligatoria, l’elevata qualità delle cure, il forte ruolo della medicina territoriale, un sistema competitivo regolamentato; il che garantisce un alto grado di soddisfazione dei cittadini. Punti di debolezza, invece: negli ultimi anni i premi assicurativi sono aumentati, la complessità dell’amministrazione, c’è una pressione crescente sul personale sanitario per contenere i costi di gestione.  Nel complesso il Servizio sanitario olandese rappresenta un modello di assicurazione universale obbligatoria regolamentata particolarmente efficiente e garante di equità e universalità.   Il National Health Service Il sistema del Regno Unito
, attivato nel 1948, uno dei modelli più noti al mondo di sanità universalistica finanziata dalla fiscalità generale, è uno dei pilastri del welfare britannico. Principi fondanti sono l’Universalità (accesso a tutti i residenti), la Gratuità poiché nessun pagamento diretto è dovuto per la maggior parte dei servizi, e il finanziamento tramite la tassazione istema generale. È un sistema decentralizzato composto da quattro sistemi distinti: unti quello inglese, quello scozzese, quelorza lo delle isole e quello nord-irlandese, ognuno con autonomia amministraolezza tiva e gestionale. La spesa sanitaria è pari a circa il 10-11 per cento del Pil e zzarli ha come principale fonte la fiscalità a fare generale, in parte poi ci sono contrintesi buti previdenziali. Il budget complessivo è stabilito dal governo centrale. Il servizio garantisce gratuitamente le visite mediche, i ricoveri ospedalieri, gli interventi chirurgici e le emergenze. Sono invece a carico, parziale, del cittadino: i farmaci con un ticket fisso, le cure dentistiche, e gli occhiali.  I servizi sono così organizzati: c’è l’assistenza primaria costituita dal Medico di base (General Practitioner) che è il primo punto di accesso al servizio ed è l’unico a poter prescrivere l’accesso agli specialisti.  L’assistenza secondaria, invece, comprende gli ospedali pubblici, le cure specialistiche e gli interventi chirurgici. Un ulteriore livello è quello dell’assistenza terziaria, rappresentata dai centri di alta specializzazione e dai trattamenti complessi come l’oncologia avanzata, i trapianti. E infine ci sono servizi complementari: la salute mentale, le ambulanze, le cure domiciliari, molto sviluppate, gli screening e la prevenzione comprese le vaccinazioni. Punti di forza sono una elevata equità e universalità di accesso, i costi amministrativi relativamente bassi, la forte attenzione alla medicina preventiva. Punti di debolezza: lunghe liste d’attesa, carenza di personale sanitario e una pressione finanziaria crescente, soprattutto dopo la pandemia di Covid che ha richiesto di ampliare rapidamente la capacità degli ospedali e ha accelerato sulla digitalizzazione e sulla telemedicina.  ---End text---  Author: MAURIZIO MARANGOLO  Heading:   Highlight: MAURIZIO M A R A N G O LO Oncologo.  Ha guidato per molti anni come direttore l’Unità operativa di Oncologia Medic presso l’Ospedal Santa Maria delle Croci di Ravenna Ha partecipato alla nascita dell’Istituto Romagnolo per l studio dei tumor di Meldola   1 Spagna Il Consiglio della Salute pubblica spagnolo, il Cisns, riunito in sessione plenaria a Madrid 2 Paesi Bassi Una operatrice sanitaria allo Albert Schweitzer Hospital di Dordrecht   La pandemia ha dimostrato che mettere insieme le forze e avere schemi condivisi protegge   NUMERI  72% Il sondaggio Sono gli europei che ritengono che il proprio Paese abbia beneficiato nel complesso di appartenere all’Ue  3 Agenzie europee La Commissione Europea; l’Agenzia europea per i medicinali e l’Ecdc per il controllo delle malattie  6.2% Pil In Italia la spesa sanitaria pubblica si attesta attorno al 6.2%. Al di sotto della media Ocse ed europea   Ogni sistema ha punti di forza e debolezza Analizzarli servirà a fare una sintesi  Image:1 I L CO N F RO N TO  2  Modello del Sistema Sanitario  Finanziamento principale  Copertura e accesso  Servizi Sanitari forniti  Italia  Servizio Sanitario Nazionale  Prevalentemente da Fiscalità generale  Copertura Universale per residenti; cure urgenti per irregolari  Medici di base, Ospedali, Prevenzione, Farmaci con ticket, emergenze-urgenze  Francia  Sistema misto: Assicurazione Sanitaria Nazionale integrata  Contributi Copertura universale Ambulatori, Obbligatori sociali per contribuenti e Ospedali, specialisti, + Spesa pubblica residenti, rimborso farmaci e servizi a percentuale delle lungo termine prestazioni  Germania  Assicurazioni Sociali obbligatorie  Contributi assicurativi e compartecipazione  Copertura quasi universale tramite casse malattia  Medici di base, Ospedali pubblici e privati convenzionati, specialisti  Spagna  Servizio Sanita
rio Nazionale  Fiscalità generale + contributi regionali  Copertura universale per residenti  Cure primarie, ospedali, prevenzione, emergenze  Olanda  Assicurazione Sociale obbligatoria  Assicurazione sanitaria privata obbligatoria + contributo  Copertura universale  Medici di base, ospedali pubblici e privati, farmaci  Regno Unito  National Health Service  Finanziamento tramite fiscalità generale  Copertura universale  Medici di base, ospedali pubblici, Specialistica, Emergenza  Paese  G E T T Y I M AG E S 3  3 Francia Un reparto di terapia intensiva al Centre hospitalier universitaire di Pointe-a-Pitre, Caraibi francesi 4 Germania L’ospedale tedesco di Chemnitz 5 Madrid L’accettazione all’ospedale Isabel Zendal di Madrid  G E T T Y I M AG E S  4  5 -tit_org- Qui ci vuole una sanità Europea   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>MAURIZIO MARANGOLO</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062501739804515.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Allarme dipendenze: «E' la nuova pandemia» = «La pandemia delle dipendenze» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154906494.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154906494.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 25 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Carucci, Daloiso e un intervento di don Chino Pezzoli a pagina 8 Il sottosegretario Mantovano presenta la Relazione annuale: «Preoccupano i giovani, nessuna famiglia può considerarsi immune» Aumenta al 26% il consumo di stupefacenti nella fascia 15-19 anni. Il messaggio di Meloni: «Più risorse ma dobbiamo fare squadra»</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="235000" Sales="104662" Printing="96480" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154906494.PDF"><![CDATA[AVVENIRE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154906494.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Allarme dipendenze: «È la nuova pandemia» Carucci, Daloiso e un intervento di don Chino Pezzoli a pagina 8   LA RELAZIONE AL PARLAMENTO   «La pandemia delle dipendenze»  Il sottosegretario Mantovano presenta la Relazione annuale: «Preoccupano i giovani, nessuna famiglia può considerarsi immune» Aumenta al 26% il consumo di stupefacenti nella fascia 15-19 anni. Il messaggio di Meloni: «Più risorse ma dobbiamo fare squadra»  Roma  Q  uelli che emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 sono «numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale». Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano la situazione è seria, lo sforzo da compiere condiviso: «Come governo abbiamo raddoppiato le risorse nella lotta contro le dipendenze, dai 90 milioni di euro ai 160. C’è una necessità di fare squadra. Non è un problema solo di controlli. Nessuna famiglia può essere considerata immune».  I numeri del fenomeno Un dato su tutti: uno studente minorenne su quattro, nel 2025, ha provato almeno una sostanza illegale. Se nel 2024 erano il 20%, quest’anno sono il 23%, in aumento. Cifra che sale al 26% nella fascia 15-19 anni. Tra le droghe assunte dai più giovani, cannabis e cocaina sono ancora le più diffuse, ma si osserva una crescente diffusione di prodotti ad alta potenza e di Nuove Sostanze Psicoattive (Nps) in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Tra gli studenti dai 15 ai 19 anni, dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, si osserva una ripresa, tra gli altri, di oppiacei, oppioidi sintetici e ketamina, mentre la cannabis, pur restando la sostanza più diffusa, mostra un lieve calo.  Nel complesso, in Italia, la cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale e rappresenta un terzo dei decessi per droga. Inoltre il 28% degli utenti Serd risulta in carico per uso primario di questa sostanza/crack. Mentre l’eroina che per la prima volta fa registrare meno decessi rispetto a quelli attribuiti al consumo di cocaina continua a rappresentare la sostanza principale per il 57% delle persone attualmente in carico.  Quanto poi alle nuove tendenze nei comportamenti a rischio tra gli studenti minorenni, ci sono le forme legate al digitale: quasi 230mila giovani hanno mostrato un utilizzo problematico di Internet e il 47% ha riferito di essere  stato vittima di episodi di cyberbullismo. La relazione si focalizza poi anche sul gaming: il 17% degli studenti under18 ha mostrato profili di gioco a rischio. Infine, il gioco d’azzardo che tra i minorenni raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: il 64% ha giocato almeno una volta nella vita e il 59% lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. Le modalità più diffuse restano Gratta&Vinci e scommesse calcistiche. Venerdì 26 giugno, in occasione della Giornata Onu contro le dipendenze, le comunità di recupero insieme a una delegazione di circa 300 persone saranno ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica. E Mantovano esprime il ringraziamento a Mattarella per «il  suo costante sostegno, per la sua partecipazione e vicinanza in questo percorso». Infine l’altra grande novità: l’unificazione dei telefoni verdi per le diverse dipendenze (droghe, fumo, alcol, azzardo e doping) in un numero unico.  l’800940789, che offrirà attraverso l’Istituto superiore di sanità una prima risposta, del tutto gratuita, a chi ha bisogno e lo indirizzerà verso i servizi territoriali specifici.  Uno strumento che sarà affiancato da una nuova linea specialistica dedicata alle dipendenze da Internet e dalle nuove tecnologie.  Un Piano nazionale La Relazione descrive un fenomeno in evoluzione: cambiano i consumi, le vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove, emergono problemi sconosciuti in passato, non solo tra i più giovani. «È una realtà molto complessa che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti, risposte che abbiamo tentato di dare in questi anni partendo dalle priorità, come la questione delle risorse».
 Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un videomessaggio, spiegando che l’esecutivo è al lavoro per definire il nuovo Piano nazionale sulle dipendenze che «individuerà gli obiettivi dei prossimi anni».  «Con questo Governo – sottolinea la premier – il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro solo nel 2025, fondamentali per sbloccare le assunzioni nei Serd, sostenere il lavoro delle comunità di recupero, investire nei programmi di prevenzione e garantire la libertà di cura su tutto il territorio».  ---End text---  Author: MAURIZIO CARUCCI  Heading: LA RELAZIONE AL PARLAMENTO  Highlight: Cannabis sempre più diffusa, ma crescono cocaina, crack e tra i giovanissimi anche le nuove sostanze sintetiche psicoattive. Il governo rivendica lo stanziamento di 160 milioni e promette nuove assunzioni nei servizi. Al via un numero dedicato   Faro sul gaming: circa il 64% degli adolescenti ha già giocato e scommesso almeno una volta.  Sequestrate dalle Forze dell’ordine 55 tonnellate di sostanze   La prima linea che intercetta e accompagna i più fragili  131.328 La platea seguita dai Serd nel 2025.  Solo il 12% sono nuovi utenti  25.644  Le persone accolte e prese in carico nelle comunità terapeutiche  9.641  Il numero di accessi droga-correlati nei Pronto soccorso (+15% in un anno)  Image: -tit_org- Allarme dipendenze: «E' la nuova pandemia»  «La pandemia delle dipendenze»   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>MAURIZIO CARUCCI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154906494.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Afa, cinque vittime Lavoro, i divieti nelle ore più calde = Afa, dalle Regioni lo stop al lavoro tra le 12.30 e le 16 Il summit al ministero ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503153606497.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503153606497.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 25 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Monitoraggio negli ospedali, numero verde e cabina di regia</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1750000" Sales="231167" Printing="182710" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503153606497.PDF"><![CDATA[CORRIERE DELLA SERA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503153606497.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Clima Prime misure nelle Regioni  Afa, cinque vittime Lavoro, i divieti nelle ore più calde   Afa, dalle Regioni lo stop al lavoro tra le 12.30 e le 16 Il summit al ministero  Monitoraggio negli ospedali, numero verde e cabina di regia  Ancora vittime per l’afa: 5 morti in Italia. Prime misure regionali per gli orari di lavoro: divieti nelle ore più calde. Disagi nelle scuole per la Maturità. Nel weekend previsto il picco.   da pagina 10 a pagina 13    Bollino rosso in 16 città su 27 monitorate: il ministero della Salute è in pieno stato di allerta per l’ondata di caldo che sta colpendo l’Italia. Scatta l’allarme per Ancona, Bologna, Brescia, Bolzano, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo mentre sono a livello arancione Genova e Bari. Oggi si riunisce una cabina di regia per fare il punto della situazione, valutare i dati raccolti e decidere se attuare ulteriori misure di intervento. Al tavolo ci saranno anche i tecnici del Dep Lazio (il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale) e della Protezione civile che, dopo aver monitorato i numeri, proprio come se stessero affrontando una mini emergenza da epidemia, solleciteranno le Regioni ed eventualmente il governo sulle criticità.   «Codice calore»  Da lunedì scorso è attivo il 1500, il numero di pubblica utilità del ministero della Salute operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17: gli operatori forniscono consigli per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, orientano ai servizi sul territorio, fanno counseling medico sanitario e danno informazioni sulla tutela della salute dei lavoratori esposti al sole durante le attività all’aperto. Ma questo è solo un pezzo del piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, che prevede, oltre ai bollettini, un sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi al pronto soccorso: l’obiettivo è monitorare quante persone si rivolgono ai servizi ospedalieri per motivi  legati al caldo, in modo da attivare una risposta tempestiva, con il cosiddetto «codice calore», per dare un’assistenza differenziata e preferenziale.   Le ordinanze  Fondamentali sono anche le risposte delle Regioni delle città «rosse». Molte — sulla scia della norma prevista dal  decreto Infrastrutture — hanno già approvato ordinanze per vietare i lavori faticosi all’aperto nelle ore più calde, dalle 12.30 alle 16.00. Il divieto scatterà nei giorni e nelle aree della Regione in cui la piattaforma Worklimate segnali un livello di rischio «alto».   I bollettini  Lo stop è scattato nelle Marche, in Lombardia, in Umbria (dove sono state adottate indicazioni specifiche per i riders), e in Abruzzo, dove si è posta l’attenzione anche a chi lavora «in ambienti chiusi che devono essere adeguatamente climatizzati o isolati per ridurre i rischi per il personale». La Toscana tiene sotto controllo i livelli di ozono. Nel Lazio vengono pubblicati quotidianamente sul sito della Regione tutti i bollettini legati al meteo in modo da allertare la Protezione civile. La Regione Piemonte ha attivato un tavolo sull’emergenza caldo.  Sul sito di Arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) c’è la mappa dell’Indice di disagio fisico, piattaforma interattiva che fotografa in tempo reale l’impatto del caldo sul corpo umano attraverso l’indicatore Humidex. La Protezione civile della Regione Puglia fornisce dati in tempo reale sui picchi di caldo.  Ma nei prossimi giorni potrebbero essere attivati altri provvedimenti.  ---End text---  Author: Valentina Santarpia  Heading:   Highlight: 16 Regioni  Le amministrazioni regionali che hanno approvato le ordinanze territoriali (con scadenza di solito a fine agosto, metà settembre) con le quali vietano i lavori pesanti all’aperto dalle 12.30 alle 16   I punti  L’allerta  ?  L’Italia è in stato di allerta per l’ondata di calore con 16 città con bollino rosso e 2 con bollino arancione  Le ordinanze  ?  Quasi tutte le Regioni hanno approvato di recente le ordinanze per vietar
e i lavori faticosi all’aperto durante le ore di picco  La fascia di stop  ?  La fascia oraria di stop è 12.30-16, laddove la piattaforma Worklimate segnala livelli di rischio «alto»  Image:Le città a rischio oggi  Sommarietto da inserire quiddentro Città con bollino rosso Bollino giallo  Brescia Bolzano Milano Torino  TRENTINO FRIULI V.G.  A. A.  VENETO  Trieste Venezia  LOMBARDIA PIEMONTE  Firenze Viterbo Civitavecchia  Verona EMILIA ROMAGNA  TOSCANA UMBRIA  Bologna MARCHE  ABRUZZO LAZIO MOLISE  ROMA  CAMPANIA  Latina  Ancona Perugia Rieti Pescara Campobasso PUGLIA  Frosinone SARDEGNA  Bari  Napoli Messina  CALABRIA  Palermo Cagliari SICILIA  Reggio Calabria  Catania Fonte: ministero della Salute  CdS -tit_org- Afa, cinque vittime Lavoro, i divieti nelle ore più calde  Afa, dalle Regioni lo stop al lavoro tra le 12.30 e le 16 Il summit al ministero   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Valentina Santarpia</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503153606497.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[L'emergenza dimenticata nella sanità ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149406483.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149406483.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"FOGLIO" </b>  del 25 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Boom di medici a gettone, affidamenti diretti e altri segnali di danni strutturali</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="120000" Sales="25000" Printing="25000" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149406483.PDF"><![CDATA[FOGLIO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149406483.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[L’emergenza dimenticata nella sanità Boom di medici a gettone, affidamenti diretti e altri segnali di danni strutturali  I  l dato non lascia spazio a interpretazioni rassicuranti: nel biennio 20242025 il Servizio sanitario nazionale ha speso oltre un miliardo di euro per acquistare sul mercato medici e infermieri “a gettone”. Cinquecentosessantotto milioni nel solo 2025, in crescita del quindici per cento rispetto all'anno precedente. Non una diminuzione, dunque, nonostante i vincoli introdotti dal decreto-legge del 2023. Un aumento. Qualcosa non va. Il rapporto Anac fotografa con precisione ciò che molti operatori denunciano da anni: quello che nacque come rimedio emergenziale durante la pandemia si è trasformato in una componente strutturale e ordinaria del funzionamento della sanità pubblica italiana. Le aziende sanitarie non ricorrono ai gettonisti perché non sanno fare altrimenti: lo fanno perché non possono fare altro. Colpisce in particolare la composizione della crescita. La domanda di medici a gettone è esplosa (più 68 per cento in numero di contratti) mentre quella di infermieri ha registrato una contrazione. Il sistema, insomma, non riesce a  garantire nemmeno la copertura medica di base attraverso i canali ordinari, e supplisce acquistando prestazioni sul libero mercato a condizioni che l'Autorità stessa definisce spesso opache e poco competitive. Sul fronte procedurale, il quadro è altrettanto eloquente: il 70 per cento dei contratti è stato affidato in via diretta, senza gara.  Una scelta che, come osserva Anac, privilegia rapidità e semplicità a scapito della concorrenza e della trasparenza. Le ispezioni condotte congiuntamente ai Carabinieri dei Nas hanno rilevato criticità ricorrenti che restituiscono l’immagine di un sistema che gestisce l’emergenza cronica a colpi di scorciatoie. I dati del primo trimestre 2026 mostrano una contrazione, ma Anac avverte: è prematuro parlare di inversione di tendenza. La storia recente insegna che i trimestri successivi tendono a recuperare e superare i valori iniziali. E quindi, nonostante gli attuali paletti normativi, il miliardo del biennio appena trascorso rischia di diventare il nuovo punto di partenza più che un picco da non ripetere.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- L’emergenza dimenticata nella sanità   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149406483.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Già pronte le raccomandazioni per prevenire l'influenza nel 2026-2027 Tra gli obiettivi, ridurre l'impatto suilavoratori dei servizipubblici primari ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149506484.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149506484.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 19 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 25 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="88000" Sales="13753" Printing="15548" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149506484.PDF"><![CDATA[ITALIA OGGI]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149506484.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Già pronte le raccomandazioni per prevenire l’influenza nel 2026-2027 Tra gli obiettivi, ridurre l’impatto sui lavoratori dei servizi pubblici primari  Ridurre la trasmissione complessiva dell'influenza, proteggere le persone vulnerabili, diminuire l’impatto dell'influenza sui lavoratori dei servizi pubblici di primario interesse collettivo, diffondere le buone pratiche vaccinali, le misure di igiene e protezione individuale non farmacologica. Sono questi gli obiettivi principali della circolare n. 0005134 in materia di “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027”, predisposta dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni e Province Autonome, sentito il Consiglio Superiore di Sanità.  Il documento, pubblicato ufficialmente il 23 giugno, elabora annualmente le raccomandazioni per l’uso dei vaccini antinfluenzali in Italia sulla base delle indicazioni in materia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e tenendo presente una serie di aspetti, come il trend epidemiologico della malattia influenzale, le popolazioni target per la vaccinazione, la sicurezCircolare de za, l’immunogenicità e l’efficacia dei vaccini antinfluenzali.  Nello specifico, la circolare chiarisce l’importanza delle campagne vaccinali al fine di ridurre il rischio di: costi sociali e sanitari; ospedalizzazione; trasmissione a persone ad alto pericolo di complicanze. Per tal motivo il Ministero della salute chiarisce che il vaccino antinfluenzale è indicato per i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le persone di età pari o supel Minsalute riore a 60 anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari, nonché le persone di tutte le età con alcune  patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza. Infine, tra le attività di prevenzione, utili a contrastare la diffusione dell’influenza senza far ricorso ai farmaci, troviamo una serie di azioni volte alla protezione individuale quali: l’igiene delle mani per un tempo minimo di 40-60 secondi ogni volta, l’utilizzo di disinfettanti per le mani a base alcolica specialmente dopo aver tossito o starnutito, protezione delle vie respiratorie in presenza di sintomatologia alle vie aeree superiori come raffreddore e tosse, gestione prudente delle dinamiche sociali con persone i cui sintomi sono attribuibili all’influenza.  Pasquale Quaranta _____© Riproduzione riservata______  n  ---End text---  Author: Pasquale Quaranta  Heading:   Highlight:   Image:Circolare del Minsalute -tit_org- Già pronte le raccomandazioni per prevenire l'influenza nel 2026-2027 Tra gli obiettivi, ridurre l'impatto suilavoratori dei servizipubblici primari   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Pasquale Quaranta</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149506484.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Una sanità che macina record ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155106492.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155106492.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 25 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L'ormone regola l'appetito e le cellule la senescenza</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="88000" Sales="13753" Printing="15548" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155106492.PDF"><![CDATA[ITALIA OGGI]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155106492.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[L’IA aiuta la ricerca: nasce una piattaforma affinché i risultati diventino utilizzabili  Una sanità che macina record L’ormone regola l’appetito e le cellule la senescenza  ’IA può non essere un oggetto misterioso. Un esempio sono i passi avanti che in concreto sta facendo la medicina grazie al suo uso. Per esempio in alcune cliniG che inglesi già avvengono utilizzati i farmaci Crispr (è il nome attribuito a una famiglia di segmenti di DNA contenenti brevi sequenze ripetute) per abbassare il colesterolo. Ma la stessa famiglia di farmaci viene utilizzata contro u la sordità congenita.  Altre sostanze sono state perfezionate grazie all’IA, si tratta del GLP-1: è il surrogato di un ormone intestinale che regola l'appetito e la glicemia. Esso simula questa azione e stimola l'insulina, rallenta lo svuotamento gastrico e aumenta il senso di sazietà. Anche in questo caso le prime utilizzazioni stanno avvenendo in Gran Bretagna per il diabete e l'obesità.  A breve ci sarà una diffusione in tutto il mondo di questi antidoti a malanni che sembravano invincibili. Accanto ai farmaci già in corsia in taluni ospedali altri sono in uno stato avanzato e alla vigilia di un probabile loro uso. Spiega Nicoletta Lanese, di LiveScience (New York): «Siamo più vicini che mai a ottenere cure efficaci per malattie un tempo incurabili, tra cui l'HIV. Le terapie con cellule staminali stanno ripaL  rando danni oculari che causano cecità e stabilizzando cuori in insufficienza. Le nuove terapie contro il cancro promettono di prolungare la vita dei pazienti e ridurre la probabilità di recidiva. E trattamenti all'avanguardia stanno salvando i bambini da devastanti malattie genetiche. Per esempio Kj Muldoon, un bambino nato con una rara malattia genetica, è diventato la prima persona a ricevere un trattamento personalizzato, ovvero anziché il prelievo di cellule, la loro modifica in laboratorio e la successiva reintroduzione nell'organismo questo nuovo trattamento è consistito nel correggere una specifica mutazione nelle sue cellule, e la modifica è avvenuta direttamente all'interno del suo corpo. Altre sperimentazioni in fase avanzata riguardano i senolitici, farmaci che eliminano le cellule senescenti, ovvero biologicamente invecchiate, dall'organismo, poi ecco lo xenotrapianto, ovvero il  trapianto di organi animali nell'uomo che sta facendo notevoli progressi, e infine il ruolo dei virus nella demenza, che potrebbero fare riscrivere radicalmente la nostra comprensione delle malattie neurodegenerative e come trattarle».  to L’Europa cerca di non rimanere indietro e ha stanziato una prima tranche di 10 miliardi di euro per cercare di posizionarsi tra i leader del settore entro il 2030. Sono state individuate le carenze e proposte soluzioni. Tra le prio me: ecosistemi di innovazione frammentati, daIn ti e intelligenza artificiale sottoub tilizzati e una lenta adoda zione delle innovazioni su da parte del mercato.  Perciò il piano approntato prevede di ottimizzan re e coordinare il sisteru ma della ricerca e innovazione e garantire un c accesso rapido al mercato per ciò che supera la fase sperimentale.  L’Italia risponde, tra l’altro, con una piattaforma il cui logo è PerfeTTO, che già raggruppa 50 partners, 12 università e 4 fondazioni (tra esse: l’istituto Humanitas, la fondazione Agostino Gemelli, l’istituto per lo studio dei tumori Irst) presentata a Bologna in occasione di We make future, (Noi creiamo il futuro), rassegna (nei padiglioni fieristici, fino a domani) dedicata allo sviluppo tecnologico.  Scopo della piattaforma è dare sbocco alla ricerca italiana. Dice Luca Battistelli, tra coloro che coordinano la piattaforma: «Vogliamo cancellare la cosiddetta valle della morte, il punto critico in cui un’idea o un’innovazione scientifica rischia di non arrivare al mercato, il passaggio dalla ricerca alla commercializzazione richiede infatti competenze, tempi e risorse diverse da quelle della ricerca e, proprio in questa fase, molte tecnologie promettenti si arenano nel nostro Paese, impedendo ai risultati della ricerca di trasformarsi in so
luzioni concrete per i  pazienti».  Quindi qui dovrebbero confluire le ricerche, favorite nel loro sviluppo dalla centralizzazione della documentazione, e una volta raggiunti gli obiettivi scientifici delle sperimentazioni la piattaforma metterà in contatto i ricercatori con le aziende interessate. È un tentativo si superare la frammentazione, che spesso è un freno tirato che impedisce lo sviluppo. La partenza avviene con 30 milioni di euro, di cui 15 investiti dal ministero della Salute. Tra i promotori di PerfeTTO vi è Erica Rurali, del Centro cardiologico Monzino, sede a Milano. Lei spera, tra l’altro, di riuscire a completare una sperimentazione che è già a buon punto: «Le malattie cardiovascolari, quelle ischemiche del cuore e cerebrovascolari sono tra le principali cause di invalidità e mortalità in Italia e nei Paesi con economie avanzate. Una delle patologie più rischiose per la sua natura improvvisa è l’aneurisma dell’aorta. una dilatazione innaturale di un tratto dell'aorta dovuta al cei dimento della sua parete. Le cause dell’aneurisma aortico sono condie zioni infiammatorie o i traumi, ma includono anche l’arteriosclerosi. In particolare, studiamo l’interazione tra due mo, lecole, Emmprin ( il recettore molecolare) e CyPa, che si legano insieme, e il funzionamento ricorda la relazione tra una chiave e la sua serratura. Questo legame è coinvolto in diverse patologie cardiovascolari, e la nostra ipotesi è che sia coinvolto anche nello sviluppo degli aneurismi».  Con l’IA arriva la Sanità 5.0. La ricerca avanza nel mondo, l’Italia riuscirà a dare un suo contributo? Intanto le tre speranze mediche del 2026 (speranze: guai ai facili ottimismi) sono state individuate da organismi internazionali. Ci vorrà tempo ma la strada sembra quella giusta.  1. In studi condotti su topi di laboratorio e cellule umane, gli scienziati hanno scoperto che bloccando la proteina FGFR2, che accelera la crescita delle cellule tumorali pancreatiche in fase iniziale è possibile impedire che diventino cancerose in determinate situazioni.  2. Il primo cerotto impiantabile capace di rafforzare la parete cardiaca nelle scimmie. Cellule staminali coltivate in laboratorio sono state indotte a trasformarsi in muscolo cardiaco e tessuto connettivo prima di essere impiantate e integrate nel cuore.  3. Trapiantare una vescica è tecnicamente più complesso di trapiantare un cuore. La vescica ha un groviglio di vasi sanguigni, nervi, connessioni urinarie che la natura ha assemblato con precisione millimetrica.  Ora un team dell’università della Southern California ha compiuto il primo trapianto di vescica funzionante: medici-pionieri, come lo fu Christiaan Barnard.  ---End text---  Author: CARLO VALENTINI  Heading:   Highlight: Grazie all’IA è stato sintetizzato il GLP-1: è il surrogato di un ormone intestinale che regola l’appetito e la glicemia. Esso simula questa azione e stimola l’insulina, rallenta lo svuotamento gastrico e aumenta il senso di sazietà. Le prime utilizzazioni stanno avvenendo in Gran Bretagna per il diabete e l’obesità   In fase avanzata sono farmaci che eliminano le cellule biologicamente invecchiate, dall’organismo. Novità anche sul trapianto di organi animali nell’uomo che sta facendo notevoli progressi, e infine il ruolo dei virus nella demenza, che potrebbero iscrivere la comprensione delle malattie neurodegenerative  Image: -tit_org- Una sanità che macina record   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>CARLO VALENTINI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155106492.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Case di comunità al via Medici di base a rotazione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154606487.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154606487.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"MANIFESTO" </b>  del 25 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="62433" Sales="13128" Printing="26951" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154606487.PDF"><![CDATA[MANIFESTO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154606487.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[TURNI RIDOTTI DI SEI ORE A SETTIMANA  Case di comunità al via Medici di base a rotazione  II È stato firmato a Roma l’accordo sulla presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità realizzate con i fondi europei del Pnrr. L’intesa tra le regioni e i sindacati Fimmg e Fmt prevede che i medici lavorino nelle nuove strutture per un massimo di 6 ore a settimana, con turni di almeno 3 ore distribuiti tra le 8 e le 20 e una retribuzione di 38,72 euro l’ora. Insieme alla guardia medica notturna, i dottori accoglieranno i pazienti che oggi troppo spesso si rivolgono impropriamente al pronto soccorso anche per le cure di base e le patologie croniche. Le Asl determineranno il fabbisogno di professionisti in ciascuna struttura. Per il ministro Schillaci «è un passo decisivo per andare verso una sanità più moderna, che dia la giusta importanza alla medicina territoriale, un po’ quella che è mancata, per esempio, durante il Covid». La soddisfazione è solo di facciata.  L’accordo rappresenta un compromesso al ribasso rispetto alla proposta iniziale del ministro,  che prevedeva l’assunzione di una parte dei medici come dipendenti Asl assegnati in permanenza alle «Case» e una nuova specializzazione universitaria che avrebbe reso la professione più attrattiva. Ha vinto il sindacato Fimmg, maggioritario tra i camici bianchi, da sempre difensore della libera professione dei medici di famiglia contro ogni forma di dipendenza.  Mentre sarà garantita la presenza di un medico di medicina generale in circa 2mila case di comunità (tra hub e spoke), i medici manterranno gli studi privati come sede principale, dedicando una mattina o un pomeriggio a settimana alla Casa di comunità. Una presenza così frammentata mette a rischio l’organizzazione delle nuove strutture prevista dalle linee guida dell’Agenas, che parlano di una «équipe multidisciplinare» (medici di base, specialisti, infermieri e assistenti sociali) che condivida formazione, momenti di confronto e protocolli.  Con medici di base diversi ogni giorno, sarà difficile trasformare la compresenza in vera integrazione. Il testo non è stato firmato dai sindacati minoritari Smi e Snami, che contestano il ruolo delle Asl nel decidere il fabbisogno di professionisti e lo «stravolgimento della natura giuridica del rapporto di lavoro». Per Pina Onotri, segretaria nazionale Smi, la nuova organizzazione prevede «elementi di un rapporto di subordinazione» e, allo stesso tempo, «l’assenza di tutele previste per il lavoro dipendente».  ---End text---  Author: ANDREA CAPOCCI  Heading:   Highlight: Le linee guida Agenas prevedevano invece «équipe multidisciplinari»  Image:Orazio Schillaci Imagoeconomica -tit_org- Case di comunità al via Medici di base a rotazione   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>ANDREA CAPOCCI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154606487.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia: il pasticcio del Governo ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154806493.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154806493.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"REPUBBLICA SALUTE" </b>  del 25 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1878000" Sales="216733" Printing="198833" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154806493.PDF"><![CDATA[REPUBBLICA SALUTE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154806493.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia: il pasticcio del Governo   Il ministro Schillaci aveva presentato una bozza di riforma della medicina di base.  Che aveva un senso. Ma il suo sottosegretario Gemmato l’ha impallinato. Col rischio di non attivare le Case di Comunità pagate dall’Europa. Così spunta una mancetta   S A N I TÀ  di DA N I E L A M I N E R VA  ministro della Salute Orazio Schillaci aveva avuto un rigurgito d’orgoglio. Non poteva, forse, accettare di chiudere il suo mandato senza aver lasciato un segno intelligente. E aveva scritto una bozza di riforma dei medici di famiglia che finalmente recepiva l’idea che non possono continuare a fare i liberi professionisti dentro un sistema pubblico e pagato dalla fiscalità generale; l’ha presentata il 23 aprile alla Conferenza Stato-Regioni con una certa urgenza perché a fine giugno scadeva il termine per rendere operative le Case di Comunità pagate coi denari del Pnrr. Ma, tempo un mese e la sua stessa maggioranza lo ha respinto; così lui è stato costretto a ritirare il provvedimento: protagonista il vero plenipotenziario del ministero, il sottosegretario meloniano Marcello Gemmato, già alfiere dell’idea delle “farmacie dei servizi”, molto utile ai farmacisti. Che oggi sposa un’altra corporazione, quella dei medici di base che non vogliono diventare dipendenti del Ssn per mantenere i loro vantaggi corporativi, anche se non servono alla salute degli italiani.  E dire che il testo Schillaci era un testo morbido. I medici di famiglia avrebbero potuto continuare ad avere la loro convenzione, i loro studioli, i loro orari decisi sulla base delle loro esigenze, ma non sarebbe stata questa l’unica forma di rapporto con Ssn. InAffoss fatti, se volevano (e molti giovani lo vorrebbero) potevano dei dipen diventare dipendenti del Ssn per essere operativi nelle Case Ssn o c di comunità e nelle reti, ovvero nei luoghi del Servizio che lega costruiscono salute. Un deliberato del testo che non è piarete ciuto ai medici, ma fondamentale, prevedeva che essi non sue st sarebbero più stati pagati ad assistito (come fossero operatori Re Babele che dell’intero sistema se ne possono fregare), bensì in base cono a obiettivi concreti di funzionamento dell’intero Ssn, come Forag ad esempio, le ore prestate nelle Case di comunità, la presa un po’ in carico dei cronici secondo i piani regionali, l’utilizzo dei de sistemi informativi, la collaborazione con infermieri e servizi territoriali vari.  Insomma, era un abbastanza buon testo. Svaporato per far piacere alle corporazioni. Ma restava il problema di rendere operative le Case di Comunità. E così il Governo ha riscoperto il vecchio sistema delle mancette: nel rinnovare l’accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale, ha inserito l’obbligo dei dottori di prestare servizio nelle Case di Comunità fino a 6 ore alla settimana retribuite circa 40 euro l’ora, a mo’ di straordinario. Insomma, nulla di strutturale, i medici continuano a essere liberi professionisti; ancora una volta non cambia niente se non l’argent de poche.   il  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: DANIELA MINERVA  Heading: S A N I TÀ  Highlight: Affossata l’idea dei dottori dipendenti del Ssn o comunque legati a fare rete con le sue strutture.  Resta la Babele che ben conosciamo.  Foraggiata da un po’ di argent de poche  Image: -tit_org- Medici di famiglia: il pasticcio del Governo   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Daniela Minerva</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503154806493.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[I veti in crociati che frenano la nuova sanita ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149206485.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149206485.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"SECOLO XIX" </b>  del 25 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="214000" Sales="21919" Printing="28209" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149206485.PDF"><![CDATA[SECOLO XIX]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149206485.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[I VETI INCROCIATI CHE FRENANO LA NUOVA SANITÀ   CASE DI COMUNITÀ  S  i parla moltissimo delle Case di Comunità (CDC), che rappresentano - sulla carta - un modello innovativo di assistenza sanitaria, più accessibile e vicina ai cittadini. Si cerca di creare un ambiente integrato in cui i pazienti possano ricevere cure complete e continue.  Una sorta di struttura a cavallo tra ospedale e territorio per la gestione delle cronicità, della prevenzione e delle patologie meno gravi.  La riforma vuole superare il modello ospedaliero tradizionale mirando a migliorare la collaborazione tra i medici di medicina generale e gli specialisti. Sono già molti i paesi orientati verso un approccio di questi tipo: Francia, Spagna, Svezia e UK. Solo attraverso un lavoro di squadra tra specialisti, medici generici, infermieri, operatori socio sanitari e amministrativi sarà possibile offrire un’assistenza completa e personalizzata.  La medicina moderna richiede competenze diverse ma complementari. Nessuno di noi, da solo, è in grado di rispondere a tutti i bisogni di salute dei cittadini. Il medico di base conosce il paziente nella sua storia clinica e nella continuità del tempo.  Il medico ospedaliero contribuisce con competenze specialistiche e con la gestione delle fasi acute e più complesse della malattia. Sono due prospettive diverse che acquistano pieno valore solo quando riescono a dialogare e a integrarsi. Ogni volta che ospedale e territorio collaborano in modo efficace, il cittadino riceve cure più appropriate, più sicure e più umane.  Spesso, però, le riforme a parole uniscono tutti. Tuttavia, non appena viene presentato un testo, che potrebbe essere migliorato e che suscita dibattito, inizia il consueto gioco del tutti contro tutti. Le proposte, prima di essere annunciate e, poi, imposte, andrebbero condivise e concordate con tutti gli attori coinvolti, per evitare brusche ritirate e magre figure, di una politica, talvolta pilatesca e terrorizzata dall’idea di perdere voti.  Finché il sistema sanitario nazionale rimarrà ostaggio di veti incrociati, personalismi e distinguo, si rischia che affondi definitivamente.  Ogni volta che una proposta fallisce, si rafforza l’idea che sia meglio non fare nulla. Fino al giorno in cui non parleremo più di riforma, perché non ci sarà più nulla da riformare.  ---End text---  Author: MATTEO BASSETTI  Heading: CASE DI COMUNITÀ  Highlight:   Image: -tit_org- I veti in crociati che frenano la nuova sanita   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Matteo Bassetti</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503149206485.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Scuola e sanità, rischi di «privatizzazione sostanziale» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155006491.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155006491.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 25 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:55:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="770000" Sales="120223" Printing="61990" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155006491.PDF"><![CDATA[SOLE 24 ORE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155006491.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Scuola e sanità, rischi di «privatizzazione sostanziale»   L’allarme Stipendi bassi e investimenti insufficienti allontanano dipendenti e utenti  La lotta all’evasione è una delle leve indispensabili per dare ossigeno a un bilancio pubblico che fra gli affanni della crescita e la zavorra portata dai costi fissi di debito pubblico e pensioni fatica ad alimentare settori vitali delle politiche pubbliche.  Dove gli stipendi bassi rendono meno appetibile il posto di lavoro e gli investimenti insufficienti abbassano la qualità dei servizi, con la conseguenza che dipendenti e utenti si spostano verso il privato: quando possono.  La Corte dei conti vede in azione queste due dinamiche gemelle in due settori cruciali delle politiche pubbliche, la scuola e la sanità. L’evoluzione corre sotterranea, senza un disegno politico esplicito: ma appare strutturale, e solidamente fondata sui numeri del bilancio pubblico.  È il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, a mettere il tassello iniziale del puzzle nella sua introduzione alla parifica. «L’analisi evidenzia un rafforzamento della spesa per investimenti diretti dello Stato nel 2025, sia sotto il profilo programmatico sia in termini gestionali», riconosce. Ma sotto ai numeri complessivi, che in particolare mostrano le autorizzazioni finali per investimenti fissi lordi crescere del 9% a 17,26 miliardi, si muove una «polarizzazione delle risorse in un numero ristretto di missioni», concentrato su difesa e ordine pubblico, grandi infrastrutture di trasporto, giustizia e beni culturali; e in questo «quadro di sviluppo non pienamente equilibrato», altri settori di intervento «risultano penalizzati o caratterizzati da dinamiche recessive».  Tra questi ci sono appunto scuola e sanità, in cui è il Procuratore generale Pio Silvestri a leggere i segni di una parallela «privatizzazione sostanziale».  «Gli impegni tesi al rilancio della sanità pubblica devono fare ancora i conti con la crisi del personale che continua a rappresentare uno dei principali problemi del servizio sanitario nazionale, e che si riverbera sulla qualità e sull’efficienza del sistema», spiega senza mezzi termini Silvestri sottolineando la «carenzadi personale medico e infermieristico» che azzoppa i progetti di rafforzamento della sanità di prossimità, come mostra il tramonto del progetto organico sulle case di comunità, e di taglio delle liste d’attesa, su cui gli ambiziosi obiettivi fissati dal Governo continuano a perdersi nella vischiosità della spesa effettiva delle Regioni oscurata anche da una rendicontazione spesso caotica. Questi fenomeni si manifestano con diverse intensità territoriali, in una geografia che penalizza in particolare il Mezzogiorno dove però oltre ai servizi sono più poveri anche i redditi medi, che spesso quindi ostacolano anche le possibilità reali di rivolgersi all’alternativa privata. «Bisogna investire sul capitale umano altrimenti inevitabilmente attratto dalla medicina privata, non bisogna più indugiare o lesinare risorse per il tangibile miglioramento del trattamento economico, della formazione e dell’aggiornamento e dei livelli assunzionali», sostiene Silvestri rimarcando un’urgenza che però fatica a farsi strada nel dibattito politico.  Lo stesso, mutatis mutandis, rischia di accadere nella scuola.  Dove a fine 2024 il 53% degli edifici non aveva ancora il certificato di agibilità.  Questo è solo uno dei sintomi più immediati della «tendenza aldefinanziamento dell’intero settore», che «pare consolidarsi» anche nel confronto internazionale, con l’Italia che dedica all’istruzione il 7,6% della spesa pubblica contro il 9,3% della media europea.  —G.Tr.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: g tr  Heading:   Highlight: Per il presidente Carlino e il Pg Silvestri la polarizzazione delle risorse lascia scoperti settori cruciali   i numeri  7,6% La spesa per la scuola In Italia all’istruzione è dedicato il 7,6% della spesa pubblica, contr il 9,3% registrato dalla media europea.   53% Senza agibilità A fine 2024 il 53% degli edifici scolastici non aveva ancora il cert
ificato di agibilità, e il 31,2 per cento aveva beneficiato di indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni.  Image:Guido Carlino. Presidente della Corte dei conti -tit_org- Scuola e sanità, rischi di «privatizzazione sostanziale»   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>g tr</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/25/2026062503155006491.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>