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	<title>Rassegna online.</title>
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	<description>Rassegna online</description>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Lettere -   Ritardi tracciabilità digitale farmaci ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062303099306980.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062303099306980.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"NUOVO TORRAZZO" </b>  del 23 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="0" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062303099306980.PDF"><![CDATA[NUOVO TORRAZZO]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Gimbe Ritardi tracciabilità digitale farmaci  n La tracciabilità digitale di farmaci e dispositivi medici è fondamentale per garantire sicurezza delle cure, contrastare la contraffazione e migliorare l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn).  Il nostro nuovo Report, realizzato con il supporto di GS1 Italy, evidenzia però ritardi normativi e una digitalizzazione ancora molto eterogenea: 4 dei 9 provvedimenti attuativi previsti per il nuovo sistema europeo anticontraffazione dei farmaci non sono ancora stati adottati e quasi 3 Dipartimenti Farmaceutici su 4 non dispongono di magazzini automatizzati o robotizzati.  È necessario accelerare l’adozione di sistemi interoperabili e standard condivisi per migliorare sicurezza, tracciabilità e sostenibilità del Ssn.   Osservatorio Gimbe  ---End text---  Author: POSTA DAI LETTORI  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Lettere -   Ritardi tracciabilità digitale farmaci   -sec_org-
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		<tp:writer>POSTA DAI LETTORI</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Intervista a Cosmano Lombardo  - Ecco 'We Make Future' Droni, robot e mobilità = Ecco 'We Make Future' Droni, robot, mobilità «Qui l'innovazione genera valore reale» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301969103754.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301969103754.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 37 di <b>"RESTO DEL CARLINO BOLOGNA" </b>  del 23 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il ceo Lombardo sull'evento da domani in Fiera: «Edizione record Siamo nati come evento formativo e siamo diventati un festival globale»</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 04:36:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="174972" Sales="31348" Printing="22732" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301969103754.PDF"><![CDATA[RESTO DEL CARLINO BOLOGNA]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’evento da domani a BolognaFiere  Ecco ’We Make Future’ Droni, robot e mobilità   Ecco ‘We Make Future’ Droni, robot, mobilità «Qui l’innovazione genera valore reale» Il ceo Lombardo sull’evento da domani in Fiera: «Edizione record Siamo nati come evento formativo e siamo diventati un festival globale»  Masetti a pagina 9  Cosmano Lombardo, CEO di We Make Future, l’edizione in programma da domani a venerdì a BolognaFiere si annuncia come quella dei record.  Quali sono i fattori che hanno reso possibile la crescita? «La nostra crescita poggia su un modello inedito: siamo nati come festival formativo e siamo diventati una fiera internazionale B2B capace di unire istituzioni, imprese e investitori. L’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane ha riconosciuto questo percorso, evidenziando come il WMF abbia rinnovato il concetto stesso di fiera. I numeri di quest’anno confermano la bontà della traiettoria: 70 mila metri quadri, più di mille speaker e 800 espositori da 90 Paesi. Operiamo come una piattaforma stabile che lavora tutto l’anno per attrarre capitali esteri e valorizzare l’innovazione industriale, posizionando il Paese come una vera Tech Nation globale».  Importantissime le presenze di delegazioni da tutto il mondo. Una grande possibilità, per Bologna, sul tema dell’innovazione. Come si svilupperà l’evento? «BolognaFiere è una scelta strategica: parliamo del settimo hub europeo del supercalcolo, un territorio forte del Tecnopolo e del Supercomputer Leonardo di Cineca. Nei padiglioni prenderà vita una vera città dell’innovazione. Grazie al supporto di ICE Agenzia, accoglieremo delegazioni e investitori internazionali da tutti i continenti.  L’evento svilupperà opportunità commerciali legandole alle 14 sfide del futuro. Ai grandi tavoli B2B affiancheremo esperienze spettacolari, come il Campionato Europeo di Drone Soccer, la robotica avanzata e il volo della Gravity Jet Suit. Dimostreremo che Bologna è la capitale in cui la tecnologia si trasforma in crescita economica reale».  L’innovazione, termine dal vasto significato, verrà analizzata in tutte le sue chiavi. Come riesce a generare valore? «Oggi la sfida non è la tecnologia in sé, ma la sua utilità sociale ed economica. Il nostro tema, ‘Build What Matters’ significa proprio questo: orientare gli algoritmi verso ciò che conta. Al WMF mostreremo che l’intelligenza artificiale esce dagli schermi per diventare ‘IA fisica’ Insieme a grandi realtà industriali come Fincantieri, ai microchip di AMD e a scienziati come Daniele Pucci di Generative Bionics, esploreremo come l’automazione pesante e la bionica stiano rivoluzionando la produzione nelle fabbriche, incrociando anche la mobilità elettrica di Tesla. Il valore reale, però, si misura sul capitale umano. Per questo affronteremo l’impatto occupazionale e sanitario con la Uil e la Fondazione Gimbe: l’innovazione ha un senso profondo solo se accelera il business aziendale migliorando al tempo stesso la vita e la tutela dei lavoratori».  Tra i relatori e gli speaker ci saranno anche rappresentanti di aziende mondiali, politici e figure di riferimento a livello internazionale. Segno di quanto l’evento sia attrattivo e centrale per tutto il Paese.  «Questo posizionamento conferma la forza di un ecosistema capace di attrarre i leader dell’economia globale. La scelta di colossi come Dell Technologies e Intel di guidare la manifestazione come Main Sponsor dimostra la centralità strategica raggiunta dal WMF. A Bologna i vertici di OpenAI, Nvidia e Microsoft dialogheranno con l’Intesa Sanpaolo Innovation Center, il CNR e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Questa straordinaria convergenza internazionale si connette direttamente al territorio, trovando una sponda ideale nell’Università di Bologna, presente con lo Startup Day e i suoi prototipi ingegneristici d’avanguardia. Dai tavoli della Commissione Europea ai laboratori scientifici avanzati, la città si consacra come il luogo in cui si scrive l’agenda tecnologica del futuro».  Nicholas Masetti © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Nicholas Masetti  Heading:  
 Highlight:   Image:Cosmano Lombardo, CEO di We Make Future, racconta il festival da domani a venerd -tit_org- Intervista a Cosmano Lombardo  - Ecco ’We Make Future’ Droni, robot e mobilità   Ecco ‘We Make Future’ Droni, robot, mobilità «Qui l’innovazione genera valore reale»   -sec_org-
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		<tp:writer>Nicholas Masetti</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Fine vita, sarà ancora la Consulta a decidere sul '°sostegno vitale?' ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682205093.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682205093.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"DUBBIO" </b>  del 23 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Oggi l'udienza sul caso di Paola, morta in Svizzera nel 2023: l'89enne affetta da parkinson non dipendeva da un "macchinario" salvavita</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:36:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<source Readership="60000" Sales="2000" Printing="12000" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682205093.PDF"><![CDATA[DUBBIO]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[PER LA TERZA VOLTA I GIUDICI SI ESPRIMERANNO SU UNO DEI QUATTRO REQUISITI DI ACCESSO AL SUICIDIO ASSISTITO SANCITI DALLA STESSA CORTE CON LA "SENTENZA CAPPATO"   Fine vita   sarà ancora la Consulti a decidere sul ^sostegno vitale^   Oggi l'udienza sul caso di Paola, morta in Svizzera nel 2023: Ã89åïï affetta da parkinson non dipendeva da un "'macchinario" salvavi ta   CHIARA LALLI   Nuova udienza pubblica questa mattina in Corte costituzionale: per la la terza volta si affronterà una questione di legittimità costituzionale sul trattamento di sostegno vitale.   Stavolta il dubbio è stato sollevato dal tribunale di Bologna per il suicidio assistito di Paola 1'8 febbraio 2D23. Paola aveva 8ß anni e una grave forma di Parkinson, non riusciva più a muoversi e quasi a parlare, avevabisogno di aiuto pertutto — è facile immaginare l'assoluta dipendenza dall'assistenza altrui quando non ci si muove più — ma non aveva un trattamento di sostegno vitale.   Paola non ne poteva più di vivere in quelle condizioni e ha deciso di andare in Svizzera accompagnata da Felicetta Maltese e da Virginia Fiume. Il giorno dopolasuamorte, si sono autodenunciate insieme a Marco Cappato, legale rappresentate dell'Associazione Soccorso Civile. Dopo una richiesta di archiviazione del pubblico ministero e una udienza del giudice per le indagini preliminari, a settembre 2025 è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale: quel requisito sarebbe irragionevole, discriminatorio p, irrilfìvante per valutare la capacità di intendere e   di volere, la libertà della scelta, la patologia e la sua irreversibilità. Ma che cos'è un trattamento di sostegno vitale? Introdotto dalla ordinanza 207 del 2018, ricompare poi in una sentenza della Corte un anno dopo, la 242 [cosiddetta Cappato/Dj Fabo). Quella sentenza ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 580 del codice penale, l'articolo che disciplina l'istigazione o l'aiuto al suicidio, "nella parte in cui non esclude la punibilità di chi [...] agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e uberamente formatesi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fìsiche o psicologiche die ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comi-             —.—.         ; -   :       '³   JSS   -    hitelligenza artificiali   HiHi!   ²   tato etico territorialmente competente",   Quindi il suicidio assistito è possibile a queste condizioni. Il requisito del trattamento di sostegno vitale, però, solleva delle domande che non sono solo tecniche (è costituzionale oppure no?): è giusto   considerarlo ima condizione necessaria?   Per rispondere dobbiamo prima capire bene di cosa si tratta. Solo   un macchinario, come un respiratore, oppure anche dei farmaci? Non c'è una definizione clínica né una definizione giuridica e in questi 7 anni dopo la 242 le Ìnterpretazioni sono state molto diverse.   Due sentenze successive, la 135 del 2024 e la 66 del 2025, hanno ampliato i confini del sostegno vitale: dobbiamo considerare come sostegni vitali non soltanto i macchinari o i dispositivi tecnologici, ma l'assistenza - e non solo quella infermieristica - e le procedure mediche (la 135). Non solo: se il trattamento è stato rifiutato vale comtì sussistente (la 66   .   L'interpretaziono giusta sembra quindi essere una così ampia da rendere il sostegno vitale , di fatto, un non requisito. Ma solo di fatto, anche perché queste due sentenze hanno rigettato il dubbio di legittimi   mita costituzionale e quindi questa interpretazione è legittima e preferibile ina non è vincolante. Insomma, quel requisito continua a essere sensato e ragionevole? No, non lo è mai stato.   Gli effetti paradossali di una risposta positiva, soprattutto se accompagnata da ima interpretazione restrittiva, sono diversi: che molte   persone 
sarebbero (e sono state, come Paola e tanti altri) escluse nonostante la presenza di tutti gli altri requisiti. E che l'indicazione sembrerebbe essere quella dì aspettare di peggiorare e di avere bisogno di un trattamento di sostegno vitale per poter davvero decidere di morire prima. E perc;hé non potrei scegliere in base a un requisito che è occasionale (cioè dipende dalla malattia che ho e dal suo stadio) e non rilevante rispetto alla mia capacità di decidere e alle mie condizioni cliniche?   Non è nemmeno detto che la presenza di un trattamento di sostegno vitale dimostri che chi ce l'ha sta peggio di chi non ce l'ha e, comunque, questo sarebbe un criterio ingiusto e ingiustificabile. Sarebbe come decidere chi ha diritto di leggere in base alla necessità di un trattamento di sostegno visivo o chi ha diritto di camminare in base   a un trattamento di sostegno deambulatorio.   Ricordo anche che tale criterio non esiste in nessuna legge — non che di per sé dimostri qualcosa, ma forse è un elemento ulteriore per eliminarlo dalle discussioni e dalle nonne.   Nella legge m discussione in Senato non solo è presente, ma era stato perfino stato esacerbato in trattamenti sostitutivi di funzioni vitali ed esclude il servizio sanitario. Una legge del genere sarebbe incostituzionale [la 242 stabilisce anche che le "condizioni e le modalità di esecuzione siano state   da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente") e non servirebbe a nessuno.             —.—.         ; -   :       '³   JSS   -    hitelligenza artificiali   HiHi!   ²   -tit_org- Fine vita, sarà ancora la Consulta a decidere sul ‘°sostegno vitale?’   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Chiara Lalli</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Infermiere vince causa contro l'Asl : " Lavoro eccessivo " ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301683105086.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301683105086.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 12 di <b>"FATTO QUOTIDIANO" </b>  del 23 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:36:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="571000" Sales="57814" Printing="52548" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301683105086.PDF"><![CDATA[FATTO QUOTIDIANO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[TRIBUNALE DI VASTO  Infermiere vince causa contro l’Asl: “Lavoro eccessivo”  L’  Asl di Lanciano-Vasto-Chieti (Abruzzo) dovrà reintegrare un infermiere che per 35 anni ha lavorato al centro prelievi del Comune di Gissi (in provincia di Chieti) e risarcirlo, perché il lavoratore pur essendo affetto da una patologia certificata e sottoposto nel tempo a specifiche prescrizioni mediche, avrebbe continuato a operare in un contesto caratterizzato da carenze di personale e da un carico di lavoro ritenuto eccessivo rispetto alle sue condizioni. La sentenza di primo grado emessa dal giudice del Lavoro di Vasto ha accolto le contestazioni dell’infermiere, in particolare “per la violazione degli obblighi di tutela della salute e della sicurezza del lavoratore previsti dall’articolo 2087 del codice civile”, come spiega l’avvocato Francesco Genovesi. Il lavoratore, che soffre di diabete di tipo 1, con il peggioramento delle condizioni fisiche, da anni chiedeva ai vertici dell’azienda sanitaria e al suo coordinatore di essere impiegato in mansioni compatibili con la sua salute. E invece, come hanno anche riscontrato numerose testimonianze, si è ritrovato a lavorare nel centro prelievo da solo e con carichi sempre più pesanti, tanto da causare un aggravamento fisico e mentale. “Il giudice –spiega il legale –ha ritenuto che l’azienda sanitaria non ha adottato tutte le misure necessarie per proteggere l’infermiere, adeguando le sue mansioni alle limitazioni indicate dai medici visto l’aggravamento della salute”. Ora il lavoratore, a cui manca una manciata di anni per la pensione, potrà tornare al lavoro.  PDR  ---End text---  Author: PDR  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Infermiere vince causa contro l’Asl : “ Lavoro eccessivo ”   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Prezzi dei farmaci in salita: per T'Aifa il conto va ai malati = Farmaci, i prezzi salgono: l'Aif a vuol fa pagare il conto ai malati ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682905088.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682905088.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"FATTO QUOTIDIANO" </b>  del 23 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:36:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:ocr><![CDATA[ANIMALI, FRONDA NO-VAX  Prezzi dei farmaci in salita: per l’Aifa il conto va ai malati q DI BENEDETTO, GAITA  E MANTOVANI A PAG. 13   QUALE SALUTE • Il nuovo prontuario, a rischio diverse terapie  Farmaci, i prezzi salgono: l’Aifa vuol fa pagare il conto ai malati  » Linda Di Benedetto  e Alessandro Mantovani  S  i è riaperta la battaglia tra i vertici dell’Agenzia del farmaco (Aifa) e il ministro della Salute Orazio Schillaci. Di fronte alla spesa farmaceutica fuori controllo – 4,7 miliardi lo sforamento del tetto fissato per il 2025 agli acquisti diretti delle Regioni – l’Aifa ha avviato una revisione drastica del Prontuario che stabilirebbe, per classi di farmaci, la rimborsabilità solo al prezzo del prodotto che costa meno, anche quando le molecole sono diverse.  Diverse aziende stanno rifiutando di abbassare i prezzi, alcuni farmaci potrebbero passare a carico dei pazienti quando non c’è equivalenza con il prodotto rimborsato, per lo più un generico. Si fa l’esempio dei  gastroprotettori, ma vale anche per ace-inibitori e altri farmaci contro l’ipertensione, statine anti-colesterolo e molti altri. La stangata può costare ai cittadini italiani fino a 1 miliardo, secondo la stima pubblicata da La Stampa dopo che Quotidiano Sanità ha dato notizia dell’intervento. C’è anche il rischio di provocare carenze di farmaci generici, oltre a possibili impatti sul mercato Usa dal momento che Donald Trump ha legato i rimborsi dei programmi di assistenza statunitensi all’andamento dei prezzi in Europa.  Schillaci, che già aveva chiesto interventi per contenere la spesa, ha scritto all’Aifa chiedendo di “escludere qualsiasi ricaduta negativa, sia in termini di qualità dell’assistenza offerta che di possibile aggravio dei costi a carico dei cittadini”. I tecnici del ministero hanno inviato ad Aifa una serie di indicazioni metodologiche per aggiustare il tiro, ma i tempi sono stretti. E sembra che nessuno voglia rimanere con il cerino della stangata in mano. Va da sé che quando Giorgia Meloni e i suoi ministri proclamano di aver aumentato la spesa sanitaria nominale, bisogna sapere che quei soldi al netto dell’inflazione vanno in farmaci. Aifa peraltro tiene il punto: “In altri Paesi Ue quei meccanismi sono già da tempo presenti”, sostiene Pierluigi Russo, direttore scientifico dell’Agenzia. E ricorda che la revisione devono farla per legge.  “Sembra un tentativo di fare cassa sui cittadini – dice Barbara Polistena, prof a contratto e direttore scientifico del Centro per la ricerca economica applicata in Sanità (Crea) di Roma Tor Vergata, dove Schillaci era  rettore – Inoltre, avrebbe un impatto negativo sulle aziende farmaceutiche: si chiede un ulteriore ribasso dei prezzi in un contesto dove già paghiamo i farmaci minori meno che nel resto d’Europa. Il rischio è che le aziende investano sempre meno nel nostro Paese, con un impatto negativo anche sul Pil.  C’è poi un rischio clinico da non sottovalutare, legato a uno switch terapeutico frequente.  Un conto è il generico puro, che ha un’efficacia sovrapponibile all’originale, un altro è la classe terapeutica, dove parliamo di molecole diverse senza un’equivalenza provata”. Anche i farmacisti, con il presidente di Federfarma Marco Cossolo, chiedono una revisione che “non penalizzi i cittadini”. Ma se i farmaci oggi a carico del Ssn saranno pagati dai pazienti, le farmacie ci guadagneranno.  ---End text---  Author: Linda Di Benedetto :-: Alessandro Mantovani  Heading:   Highlight: SFORAMENTO DI 4,7 MILIARDI IL NUOVO LISTINO  DI FRONTE alla spesa farmaceutica fuori controllo – 4,7 miliardi lo sforamento del tetto fissato per il 2025 agli acquisti diretti delle Regioni – l’Aifa ha avviato una revisione drastica del Prontuario che stabilirebbe, per classi di farmaci, la rimborsabilità solo al prezzo del prodotto che costa meno, anche quando le molecole sono diverse  Image:Il ministro Orazio Schillaci FOTO ANSA -tit_org- Prezzi dei farmaci in salita: per T'Aifa il conto va ai malati Farmaci, i prezzi salgono: l’Aif a vuol fa pagare il conto ai malati   -sec_org-
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		<tp:writer>Linda Di Benedetto - Alessandro Mantovani</tp:writer>
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		<title><![CDATA[La mappa delle aggressioni nella sanità: cinque regioni in allarme rosso ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682405083.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682405083.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 30 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 23 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:36:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="88000" Sales="13753" Printing="15548" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682405083.PDF"><![CDATA[ITALIA OGGI]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[La mappa delle aggressioni nella sanità: cinque regioni in allarme rosso  Le aggressioni al personale sanitario continuano a crescere in tutta Italia, con cinque regioni ormai in «allarme rosso»: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Campania. Parallelamente si allarga il divario tra gli episodi effettivamente subiti dagli operatori e quelli che vengono denunciati formalmente. È quanto emerge dall’indagine diffusa dal sindacato Nursing Up dopo l’ultimo caso registrato al pronto soccorso del Sant’Orsola di Bologna.  L’analisi restituisce «un quadro profondamente diverso da quello di pochi anni fa». Non solo aumentano gli episodi di violenza, ma cambia anche la loro distribuzione geografica, mentre cresce il peso delle aggressioni nei reparti di emergenza-urgenza e nei servizi dedicati alla salute mentale. In Italia sono attivi circa 620 pronto soccorso e Dea, ai quali si aggiungono oltre 300 Servizi psichiatrici di diagnosi e cura: quasi 1.000 strutture sanitarie di frontiera chiamate a gestire le situazioni più delicate. A fronte di questa rete, risultano operativi circa 195 posti di Polizia ospedalieri, un dato che determina una scopertura strutturale superiore al 68% anche considerando esclusivamente l’emergenza. Il quadro si aggrava nelle ore notturne e durante i fine settimana, quando molti presidi non sono attivi e la sicurezza viene demandata unicamente alla vigilanza privata. Secondo Nursing Up, la carenza di copertura raggiunge il 65% nel Nord Italia, supera il 75% nel Centro e tocca l’85% nel Sud e nelle Isole.  Le situazioni più critiche si registrano in cinque regioni. La Lombardia guida la classifica con quasi 9 mila segnalazioni annue; segue il Veneto con oltre 3 mila episodi.  In Emilia-Romagna si contano 2.715 aggressioni, più di sette al  giorno, con gli infermieri coinvolti in quasi il 60% dei casi. La Toscana supera i 2 mila episodi documentati, mentre la Campania registra una crescita del fenomeno del 22%, ben al di sopra della media nazionale. «La novità non è solo che nel complesso le aggressioni aumentano (+4% nel 2025)», commenta Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up. «Oggi troviamo numeri da emergenza anche nelle regioni considerate tra le più organizzate del Paese. Questo significa che il problema riguarda l'intero sistema sanitario nazionale».  _____© Riproduzione riservata _____  n  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- La mappa delle aggressioni nella sanità: cinque regioni in allarme rosso   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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		<title><![CDATA[La revisione del prontuario serve alla sostenibilità del sistema ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682505084.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 28 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 23 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:36:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[la revisione del prontuario serve alla sostenibilità del sistema   di Robert Nisticò   L’intervento  L  a medicina contemporanea ci consegna un paradosso. Più aumentano le possibilità di cura, più diventano complesse le decisioni necessarie per renderle accessibili, appropriate e sostenibili. Per anni la ricerca biomedica è stata orientata allo sviluppo di cure più efficaci, mirate e coerenti con le caratteristiche dei singoli pazienti. Oggi, grazie all'arrivo di nuove molecole, all'espansione delle conoscenze scientifiche e agli strumenti della medicina di precisione, questo obiettivo appare sempre più concreto. Ne deriva, tuttavia, una sfida ulteriore: integrare l'innovazione all'interno di un sistema sanitario universalistico, assicurando che il progresso scientifico sia accompagnato da un'adeguata capacità di governo, valutazione e adattamento.  La Commissione scientifica ed economica dell'AIFA opera all'interno di questo sistema complesso, come organismo indipendente in cui convivono e si confrontano competenze, responsabilità e sensibilità differenti. In un sistema così costruito, il percorso che conduce a una decisione è importante quanto la decisione stessa. Prima delle scelte vengono le domande, le verifiche, il confronto tra evidenze e la costruzione di un quadro conoscitivo affidabile. È in questa fase che si misura la qualità delle istituzioni tecniche: non solo nella velocità con cui formulano risposte, ma anche nella capacità di approfondire i problemi e mettere a disposizione dei  decisori pubblici elementi di valutazione rigorosi anche in condizioni di incertezza, quando le evidenze disponibili non sono particolarmente solide.  In un sistema articolato come quello italiano, gli obiettivi vengono definiti dal legislatore, mentre alle istituzioni tecniche spetta il compito di analizzare le opzioni possibili e valutarne opportunità, limiti e conseguenze. In questo quadro di elevata complessità si inserisce la revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale in attuazione delle Legge di Bilancio approvata dal Parlamento: un percorso che l'Agenzia ha avviato dopo la preventiva condivisione con le Regioni. Non si tratta semplicemente di aggiornare un elenco di medicinali, ma di valutare, accanto al singolo principio attivo, raggruppamenti terapeutici più ampi, all'interno dei quali convivono farmaci differenti accomunati da indicazioni cliniche analoghe.  Nel contesto attuale non è però immaginabile ragionare secondo la logica delle categorie terapeutiche omogenee, come poteva avvenire qualche decennio fa. I nuovi farmaci sono profilati su specifiche  sottopopolazioni di pazienti e sul posizionamento nelle linee di trattamento nell'ambito di una medesima indicazione terapeutica.  L'avvento di terapie sempre più mirate aumenta inevitabilmente il livello di complessità della valutazione scientifica. E qui sta la vera sfida che stiamo affrontando.  Le responsabilità affidate alle autorità regolatorie continuano quindi ad aumentare: nuove terapie avanzate, accesso precoce ai medicinali e procedure sempre più complesse. Funzioni sempre più ampie, che devono fare i conti anche con la carenza di personale di cui soffre l'AIFA rispetto ad agenzie con simili responsabilità in Europa.  In fondo, è il medesimo paradosso dal quale siamo partiti. Le possibilità aumentano. E con esse cresce la responsabilità di valutarle, governarle e renderle accessibili.  L'invecchiamento della popolazione, l'arrivo di nuove terapie e l'evoluzione continua delle conoscenze scientifiche impongono una capacità di visione che non può sempre esaurirsi nell'urgenza del presente.  Ogni decisione sanitaria contiene inevitabilmente una quota di futuro.  Perché il tema della salute, prima o poi, riguarda tutti. Per questo le decisioni migliori non sono sempre le più rapide né le più facili da raccontare, ma quelle capaci di tenere insieme sostenibilità, innovazione e diritto alla cura nell'interesse di tutti.  Presidente Agenzia italiana del farmaco © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Robert Nisticò  Heading: L’intervento  High
light:   Image:robert nisticò Presidente dell’Agenzia italiana del farmaco -tit_org- La revisione del prontuario serve alla sostenibilità del sistema   -sec_org-
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		<tp:writer>ROBERT NISTICÒ</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Effetto Trump, in Europa e Italia crolla lo sbarco di nuovi farmaci = Effetto Trump, in Europa e Italia crolla lo sbarco di nuovi farmaci Effetto Trump, in Europa e Italia crolla lo sbarco di nuovi farmaci ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301683005085.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 28 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 23 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:36:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Effetto Trump Ue, in calo gli arrivi di nuovi farmaci   Salute 24   Innovazione in ritardo. Nei primi 10 mesi dopo la clausola «Mfn» il crollo dei nuovi lanci di farmaci in Europa è stato del 35% rispetto ai 10 mesi precedenti  Effetto Trump, in Europa e Italia crolla lo sbarco di nuovi farmaci   L’allarme. A un anno dalla clausola Most favoured Nation voluta dal presidente Usa per abbassare i prezzi è diminuito del 35% l’arrivo di terapie innovative nel Vecchio Continente. La Commissione Ue si muove  Marzio Bartoloni —a pag. 28    L  o tsunami scatenato dal presidente Usa Donald Trump un anno fa sul pianeta dei farmaci comincia a lasciare il segno visto che oltre un terzo dei nuovi medicinali approvati Oltreoceano non sono arrivati in Europa e dunque in Italia. La controversa clausola Most favoured Nation lanciata dal tycoon americano il 12 maggio 2025 che impone alle aziende farmaceutiche di allineare i prezzi americani, normalmente più alti, a quelli praticati negli altri Paesi sviluppati - tra questi anche il nostro - ha fatto crollare del 35% l'arrivo nel Vecchio Continente delle nuove terapie rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.  Le grandi aziende del Pharma di fronte al rischio di un boomerang hanno deciso infatti di ritardare l'ingresso dell'innovazione nei Paesi europei. E il rischio concreto è che qualche azienda rinunci addirittura ai mercati europei perché appunto non più convenienti, a meno che i prezzi non vengano rialzati come a esempio ha deciso di fare la Gran Bretagna che li ha fatti aumentare del 25 per cento.  Uno scenario, questo, che preoccupa l'Europa tanto che i ministri della Salute nei giorno scorsi hanno deciso di affidare alla Commissione Ue il compito di capire se il meccanismo «Mfn» stia provocando ritardi nei lanci, aumenti significativi dei prezzi e un accesso ridotto ai farmaci innovativi per i pazienti europei. I Paesi insomma vogliono risposte su «come funziona e quale impatto generale ha sui mercati dell'Ue», ha spiegato il commissario alla Salute Olivér Várhelyi. Che vuole chiudere presto il dossier: «Vogliamo essere rapidi, il che significa anche prima dell'estate», ha aggiunto il commissario.  Secondo i recenti dati diffusi da Global Data il crollo dei nuovi lanci in tutta Europa nei 10 mesi successivi all'ordine esecutivo di Trump è stato del 35% rispetto ai 10 mesi precedenti.  Un crollo che cresce al 37% se si prende in considerazione il gruppo ristretto di Paesi europei messi sotto la lente dall'amministrazione Usa (tra cui c'è anche l'Italia oltre a Danimarca, Germania, Francia, Svizzera e Uk) e aumenta addirittura al 43% prendendo in considerazione tutti e 14 i Paesi europei a cui la Casa Bianca guarda con attenzione per abbassare i prezzi Oltreoceano. L'obiettivo scritto nero su bianco su un documento messo a punto dal Consiglio dei consulenti economici di Trump è di ottenere con questa manovra di allineamento dei prezzi ben 600 miliardi di dollari di risparmi sui farmaci nei prossimi 10  anni. E che su questa faccenda gli Stati Uniti facciano davvero sul serio lo dimostra il fatto che proprio nei giorni scorsi hanno avviato un'indagine sulle politiche relative ai prezzi dei farmaci della Germania che negli ultimi mesi sta approvando sconti sui medicinali, una inchiesta annunciata dal rappresentante per il Commercio americano Jamieson Greer che segue mesi di colloqui con «partner tedeschi nel tentativo di risolvere il problema».  L'indagine è condotta sotto la Section 301, che consente agli Usa di agire  contro i Paesi che impongono ingiuste barriere commerciali.  Ovviamente questi sono solo primi segnali, tutti ancora da valutare nei loro effetti nel medio-lungo periodo.  Per l'Italia - secondo Global data la riduzione dei lanci sarebbe passata da 99 a soli 33 nuovi medicinali in 10 mesi - il rischio è che i pazienti siano esclusi o si vedano arrivare tardi nuove terapie innovative. Già oggi dopo l'ok dell'Ema - l'Agenzia Ue dei medicinali - nel nostro Paesi si aspetta in media più di un anno, a cui si aggiungono i tempi delle autorizzazione delle Regio
ni che hanno bisogno in media di altri 165 giorni per renderli disponibili ai pazienti. Con il tempo che come emerge dal progetto «Osservatorio Regional Access» promosso da Pharma Value in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell'Università di Milano che sarà presentato oggi - varia tra 100 e 400 giorni a seconda della Regione: insomma a parità di diritto, l'attesa può essere fino a 4 volte più lunga.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Marzio Bartoloni  Heading: Salute 24  Highlight:   Image:adobest  Innovazione in ritardo. Nei primi 10 mesi dopo la clausola «Mfn» il crollo dei nuovi lanci di farmaci in Europa è stato del 35% rispetto ai 10 mesi precedenti -tit_org- Effetto Trump, in Europa e Italia crolla lo sbarco di nuovi farmaci   Effetto Trump, in Europa e Italia crolla lo sbarco di nuovi farmaci  Effetto Trump, in Europa e Italia crolla lo sbarco di nuovi farmaci   -sec_org-
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		<tp:writer>Marzio Bartoloni</tp:writer>
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		<title><![CDATA[I gettonisti sono ancora nelle corsie: speso oltre 1 miliardo in due anni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/23/2026062301682805087.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 29 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 23 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:36:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[I gettonisti sono ancora nelle corsie: speso oltre 1 miliardo in due anni   Rapporto Anac. Prosegue la corsa a reclutare personale esternalizzato Busìa: «Contratti onerosi per la Pa, servizi inadeguati, rischi per i pazienti»  L’  emergenza che si fa strutturale, esce dal rimedio nato in epoca Covid per rimpolpare i reparti e diventa sistema. È questo lo sfondo nel quale si muove ormai da anni il ricorso ai gettonisti, medici e infermieri a tempo, che tengono in piedi le corsie degli ospedali italiani. E che tendono, di anno in anno, ad ingrossare le file.  Lo mette nero su bianco il nuovo Rapporto dell’Anac «Domanda del Ssn di servizi di fornitura di personale medico e infermieristico» che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare. Nel biennio 2024-2025 le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale hanno movimentato una domanda pubblica da 1,064 miliardi di euro per l’acquisto di personale esternalizzato. E il dato più significativo è che nel 2025 il fenomeno non rallenta: accelera.  «Purtroppo rimane ancora alta la tendenza all’esternalizzazione del personale sanitario», avverte il presidente dell’Anac Giuseppe Busia. Una deriva che, secondo il numero uno dell’Autorità, produce «contratti onerosi per la pubblica amministrazione, prestazioni inadeguate, rischi per i pazienti» e finisce per impoverire ulteriormente gli organici degli ospedali pubblici. I numeri mettono il dito nella piaga. Nel solo 2025 la domanda pubblica ha raggiunto i 568 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto ai 496 milioni dell’anno precedente. Ancora più marcato l’aumento delle procedure, passate da 187 a 255, con un balzo del 36 per cento. Ad accelerare sono soprattutto i medici a gettone. Gli affidamenti per il personale medico salgono da 31 a 50 milioni di euro in un anno, segnando una crescita del 62%, mentre il numero delle procedure aumenta del 68%, passando da 25 a 42. Più contenuta, pur restando imponente, la dinamica della fornitura generica di personale, che da sola vale 947 milioni di euro nel biennio e cresce da 441 a 506 milioni tra il 2024 e il 2025. In controtendenza gli infermieri a gettone. Qui la spesa si riduce da 24 a 13 milioni di euro (-48%) e il numero dei Cig passa da 24 a 18 (-25%).  Un rallentamento che tuttavia non basta a invertire il quadro complessivo di una sanità che continua ad attingere a un mercato esterno e precario, a la carte, le risorse necessarie che non riesce più a reclutare stabilmente.  «È indispensabile che il Servizio Sanitario Nazionale torni ad investire sul personale interno, mediante concorsi pubblici trasparenti, meritocratici e garanti di una congrua remunerazione - ha proseguito Busia -. Le amministrazioni pubbliche dispongono di eccellenti risorse professionali che, tuttavia, in molti casi non sono adeguatamente valorizzate e, anzi, sono spesso spinte verso altri approdi, privando le amministrazioni del loro patrimonio più prezioso». Il numero uno dell’Anticorruzione stigmatizza «la crescente esternalizzazione del personale sanitario, caratterizzata da contratti particolarmente onerosi per le amministrazioni, in cambio di servizi non adeguati, spesso con rischi per la salute dei pazienti». Non va meglio per le procedure di affidamento e le regole di ingaggio. Il rapporto dell’Anac mostra  infatti una crescente preferenza per le formule più rapide e meno competitive. Nel biennio 2024-2025 la modalità prevalente è stata l’adesione ad accordi quadro e convenzioni già esistenti, utilizzandone la residua capienza finanziaria senza avviare nuove procedure di gara. Questa tipologia rappresenta quasi il 60% dei Cig acquisiti nel biennio e arriva a superare il 61% nel solo 2025. Anche sotto il profilo economico il peso è rilevante. Le adesioni ad accordi quadro e convenzioni assorbono il 43,9% dell’importo complessivo movimentato nel biennio, quota salita dal 36% del 2024 a oltre il 50% del 2025.  E veniamo poi agli affidamentti diretti: sette procedure su dieci, spiega l’Authority, vengono assegnate senza gara. Nel biennio rappresentano il 70% del numero complessivo degli affidamen
ti e nel 2025 registrano una crescita particolarmente marcata: +41% nel numero delle procedure e +59% nel valore economico, fino a raggiungere quasi 290 milioni di euro. Il risultato è che le procedure senza  gara finiscono per superare, in termini di valore, le procedure aperte. La geografia del fenomeno conferma infine un forte squilibrio territoriale. Oltre la metà delle procedure si concentra nel Nord Italia, che raccoglie il 54% del totale, seguito dal Mezzogiorno e dalle Isole con il 29% e dal Centro con il 17%.  Limitando l'analisi ai servizi di fornitura di personale medico e infermieristico, le maggiori spese si registrano in Veneto, Lombardia e FriuliVenezia Giulia. Se invece si considera l'intero universo della fornitura di  personale, comprensivo delle categorie più generiche, cambia il podio: al primo posto si colloca la Sardegna con quasi 329 milioni di euro, davanti alla Lombardia con oltre 207 milioni e al Piemonte con circa 157 milioni.  Infine il primo trimestre del 2026 sembrerebbe segnare una flessione della domanda comunque sostenuta da oltre 12 milioni di Cig « ma appare prematuro affermare che si delinei un’inversione di tendenza consolidata», conclude Anac.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Flavia Landolfi  Heading:   Highlight: Sette procedure su dieci, spiega Anac, sono state assegnate senza gara nel biennio 2024-2025   +15%  LA DOMANDA IN CRESCITA Nel solo 2025 la domanda pubblica ha raggiunto i 568 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto ai 496 milioni del 2024  il dossier I nuovi dati con il ricorso ai gettonisti sonco contenuti nel Rapporto di Anac, guidato dal presidente Giuseppe Busìa (in foto).  Image:adobesto  Medici e infermieri “in affitto”. Sono i gettonisti chiamati per coprire i turni -tit_org- I gettonisti sono ancora nelle corsie: speso oltre 1 miliardo in due anni   -sec_org-
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		<tp:writer>Flavia Landolfi</tp:writer>
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