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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002397200004.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"adnkronos.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.adnkronos.com/economia/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi_kEa8iN2fFjUt0oco23dyn]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF – We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.“Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società - afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF - Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.”“Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna ra
ppresenta un valore e un'opportunità per il territorio - ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna - Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni"."Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) - spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy - Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy"."Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo - aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere - Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.“In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende - afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna - In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperien
ze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future"."Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire - aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca - Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball.Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato -  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia - Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il
 Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.   
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		<title><![CDATA[SANITÀ, QUARTINI (M5S): "DA GIMBE ALLARME SU AUTONOMIA, TORNIAMO A CONTROLLO STATO - Agenparl ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002910409200.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:25:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/06/10/sanita-quartini-m5s-da-gimbe-allarme-su-autonomia-torniamo-a-controllo-stato/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - Roma, 10 giu. – "Raccogliamo i campanelli d'allarme lanciati dalla Fondazione Gimbe a proposito dell'autonomia differenziata. Ascoltato oggi in Commissione Affari Costituzionali al Senato sugli schemi di pre-intesa sottoscritti da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, il Presidente Cartabellotta ha chiesto di sospendere l'iter del trasferimento di ulteriori competenze sanitarie alle Regioni nell'ambito dell'autonomia differenziata. Quantomeno fino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione dei relativi costi e all'adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell'impatto sulla salute dei cittadini, e sul loro accesso alle cure. Le quattro regioni, del resto, partono da situazioni molto diverse ed è un rischio adottare schemi di intesa sostanzialmente identici. Cartabellotta ha anche ricordato che 'prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale'. Francamente, ci sembra evidente il contrario. I divari tra Nord e Sud e tra grandi centri e aree interne si divaricano sempre di più e il diritto alla salute dei cittadini non può dipendere dal loro codice di avviamento postale. Per tutti questi motivi, continueremo a batterci contro la legge spacca-Italia dell'Autonomia differenziata e contro tutte le ulteriori autonomie regionali. Noi, al contrario, proponiamo di riformare il Titolo V e tornare al controllo statale sulla sanità. Per garantire davvero il diritto alla salute di tutti i cittadini italiani". Lo scrive in una nota Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale del M5S.Comments are closed.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below.   
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		<title><![CDATA[Fondazione GIMBE. Autonomia differenziata in sanità: stesse richieste di Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria nonostante profonde differenze  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002912709123.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenpress.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>AgenPress. Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:05:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenpress.it/2026/06/10/fondazione-gimbe-autonomia-differenziata-in-sanita-stesse-richieste-di-lombardia-veneto-piemonte-e-liguria-nonostante-profonde-differenze/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Omicidio Pierina, Louis Dassilva assolto: il verdetto arriva nella notte dopo oltre 16 ore di camera di consiglioTrump: “L’Iran ha abbattuto un nostro Apache nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti risponderanno”Ponte sullo Stretto, la Procura di Roma indaga per corruzione: perquisizioni a carico di tre personeBen-Gvir: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte”. Tajani: “Parole inaccettabili, non degne di un ministro”L’Iran afferma di aver reagito agli attacchi israeliani in LibanoTeheran prende di mira le basi statunitensi in Giordania e nel GolfoL’Iran reagisce agli attacchi statunitensi in risposta all’abbattimento di un elicotteroIrlanda del Nord. Violente proteste anti-immigrati divampano a BelfastGli Stati Uniti lanciano nuovi attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento dell’elicotteroManifestanti feriti durante una protesta contro il codice di abbigliamento imposto dai talebani alle donneAssemblea di Confindustria 2026. Meloni: “Dobbiamo formare i nostri giovani, dobbiamo dare loro le giuste motivazioni”Assemblea di Confindustria 2026. Meloni: “Vogliamo proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia”Assemblea di Confindustria 2026. Meloni: “Avviare subito un cantiere comune per arrivare a una riforma radicale della burocrazia in Italia”Assemblea di Confindustria 2026. Meloni: “Solo se rendiamo più veloci i processi amministrativi, possiamo rilanciare gli investimenti”Assemblea di Confindustria 2026. Meloni: “Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio”AgenPress. Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni rischiano di aumentare diseguaglianze di accesso e privatizzazione. È quanto emerge dall’audizione odierna della Fondazione GIMBE presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata, anche alla luce delle evidenze illustrate ieri alla Commissione Affari Sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie che Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket.La Fondazione GIMBE ha ricordato che la Corte Costituzionale, con le sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025, ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. «Desta forti perplessità – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse».LEA: differenze marcate tra le quattro Regioni. Nel Nuovo Sistema di Garanzia 2023 (ultimo anno disponibile) la Liguria non raggiungeva la soglia minima prevista in una delle tre macro-aree di valutazione, risultando pertanto inadempiente. Il Veneto ha invece raggiunto il punteggio complessivo più elevato (288 punti), seguito da Piemonte (270) e Lombardia (257), mentre la Liguria si fermava a 219 punti. Nella recente audizione sull’attuazione dei LEA, la Fondazione GIMBE ha inoltre evidenziato come l’attuale sistema di monitoraggio nazionale presenti limiti rilevanti nel cogliere le effettive diseguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni e si sia progressivamente t
rasformato in uno strumento di political agreement tra Governo e Regioni. «Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – commenta Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui LEA, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».Mobilità sanitaria: Lombardia e Veneto attraggono pazienti, Piemonte e Liguria perdono risorse. Nel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-capite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria. «La mobilità sanitaria – evidenzia Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili».Rinuncia alle prestazioni sanitarie: Lombardia e Liguria oltre il 10%. Secondo l’indagine ISTAT 2024, ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta. «La rinuncia alle prestazioni sanitarie – osserva Cartabellotta – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato».Personale sanitario: carenze e forti differenze regionali. Persistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia. «In assenza di LEP sanitari definiti e finanziati – commenta Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico».Maggiori autonomie e rischio di ampliare i divari. Le competenze richieste dalle Regioni – tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate – potrebbero produrre effetti rilevanti sull’equità e sull’uniformità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tariffe di rimborso e remunerazione superiori a quelle nazionali potrebbero aumentare la capacità delle Regioni più forti di attrarre erogatori, professionisti e pazienti, alimentando fenomeni di competizione tariffaria e/o incentivando la concentrazione sulle prestazioni più remunerative e spostandole verso il privato convenzionato. La gestione autonoma di risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie rischia di indebolire la funzione perequativa della programmazione nazionale, orientando gli investimenti verso interventi a maggiore consenso politico piuttosto che verso priorità strategiche quali assistenza territori
ale, domiciliarità, salute mentale, prevenzione e interoperabilità digitale. Anche l’istituzione di fondi sanitari integrativi regionali potrebbe favorire una progressiva segmentazione dell’accesso alle cure, offrendo coperture che incidono su tempi, modalità e condizioni di accesso alle prestazioni e aumentando le diseguaglianze tra chi può beneficiare di tali strumenti e chi ne resta escluso. Analogamente, maggiori margini di spesa per personale e prestazioni aggiuntive potrebbero ridurre i tempi di attesa nelle Regioni più forti senza aumentare la capacità produttiva di quelle più fragili, amplificando le diseguaglianze e alimentando ulteriormente la mobilità sanitaria, con possibili effetti boomerang anche per le Regioni più attrattive. Infine, la possibilità di riallocare risorse nazionali vincolate verso finalità diverse da quelle originarie rischia di compromettere obiettivi strategici in settori dove i risultati richiedono investimenti continuativi e di lungo periodo: prevenzione, screening, liste di attesa, assistenza territoriale e non autosufficienza.«La criticità – continua Cartabellotta – non è l’autonomia amministrativa sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un SSN segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre effetti molto diversi a seconda della capacità organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione il rischio è che l’autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi è già più forte e renda ancora più difficile colmare i divari esistenti».«La garanzia formale dei LEA – conclude Cartabellotta – non basta se milioni di cittadini continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure. Prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni è indispensabile definire e finanziare i LEP sanitari, misurare gli effetti delle autonomie su accesso ed equità e istituire un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio. Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle. Per questo la Fondazione GIMBE ha chiesto di sospendere l’iter o di subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità».Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits   
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		<title><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE * AUTONOMIA DIFFERENZIATA IN SANITÀ: «LOMBARDIA – VENETO – PIEMONTE E LIGURIA CHIEDONO LE STESSE COMPETENZE NONOSTANTE FORTI DIVARI NEI LEA» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002878908757.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002878908757.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziagiornalisticaopinione.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:47:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-autonomia-differenziata-in-sanita-lombardia-veneto-piemonte-e-liguria-chiedono-le-stesse-competenze-nonostante-forti-divari-nei-lea/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[PD – PARTITO DEMOCRATICO: «AUTONOMIA DIFFERENZIATA DISTRUGGE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE. FERMARE L’ITER» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002884008952.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziagiornalisticaopinione.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La Fondazione Gimbe ha presentato oggi al Senato un''analisi dettagliata e rigorosa in merito alle pre-intese sottoscritte dalle Regioni Lombardia, Veneto,</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:31:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/pd-partito-democratico-autonomia-differenziata-distrugge-il-servizio-sanitario-nazionale-fermare-liter/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[La Fondazione Gimbe ha presentato oggi al Senato un'analisi dettagliata e rigorosa in merito alle pre-intese sottoscritte dalle Regioni Lombardia, Veneto,--PARTIAL--   
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, QUARTINI (M5S): “DA GIMBE ALLARME SU AUTONOMIA, TORNIAMO A CONTROLLO STATO”» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002912509125.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002912509125.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziagiornalisticaopinione.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il Movimento 5 Stelle raccoglie con preoccupazione gli allarmi lanciati dalla Fondazione Gimbe in merito all''autonomia differenziata in ambito sanitario.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:06:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="187" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002912509125.PDF"><![CDATA[agenziagiornalisticaopinione.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-quartini-m5s-da-gimbe-allarme-su-autonomia-torniamo-a-controllo-stato/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il Movimento 5 Stelle raccoglie con preoccupazione gli allarmi lanciati dalla Fondazione Gimbe in merito all'autonomia differenziata in ambito sanitario.--PARTIAL--   
]]></tp:ocr>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, stop al trasferimento di ulteriori competenze sanitarie alle Regioni - Salute e Benessere  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002905609184.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002905609184.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"altoadige.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:16:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="41363" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002905609184.PDF"><![CDATA[altoadige.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-stop-al-trasferimento-di-ulteriori-competenze-sanitarie-alle-regioni-1.4384157]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Sospendere l'iter del trasferimento delle ulteriori competenze sanitarie alle Regioni nell'ambito dell'autonomia differenziata "o subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all'adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell'impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità": è la richiesta della Fondazione Gimbe, audita presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l'autonomia differenziata sottoscritti da quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria) per ottenere le stesse ulteriori autonomie di tutela della salute.    Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, ha espresso perplessità perchè le 4 Regioni, a fronte di richieste uguali, "partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui Lea, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro". Le differenze tra le quattro regioni, in particolare, risultano evidenti su tre fronti: la mobilità sanitaria, che vede Lombardia e Veneto attrarre pazienti e Piemonte e Liguria perdere risorse; la rinuncia alle prestazioni sanitarie, con Lombardia e Liguria oltre il 10%; il personale sanitario, in particolare nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia.    È quindi difficile comprendere - ha osservato il presidente della Fondazione Gimbe - come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Il rischio in assenza delle condizioni ritenute necessarie dalla Fondazione Gimbe, ha denunciato Cartabellotta, "non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell'accesso alle cure, ma anche di legittimarle". La stessa Corte Costituzionale, ha concluso Cartabellotta, "ha chiarito che l'autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria, funzione per funzione, e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull'intero territorio nazionale". (ANSA).      
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, stop al trasferimento di ulteriori competenze sanitarie alle Regioni - Sanità  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002880008928.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002880008928.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Sospendere l''iter del trasferimento delle ulteriori competenze sanitarie alle Regioni nell''ambito dell''autonomia differenziata "o subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all''a... (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:28:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002880008928.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/06/10/gimbe-stop-al-trasferimento-di-ulteriori-competenze-sanitarie-alle-regioni_758659c7-cdc3-4910-bc2a-174c7a301152.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sospendere l'iter del trasferimentodelle ulteriori competenze sanitarie alle Regioni nell'ambitodell'autonomia differenziata "o subordinarlo ad una moratoriafino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione deirelativi costi standard e all'adozione di un sistema nazionaledi monitoraggio dell'impatto delle maggiori autonomie su salute,accesso ed equità": è la richiesta della Fondazione Gimbe,audita presso la Commissione Affari Costituzionali del Senatosugli schemi di pre-intesa per l'autonomia differenziatasottoscritti da quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte eLiguria) per ottenere le stesse ulteriori autonomie di tuteladella salute.                                                                           				    Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, haespresso perplessità perchè le 4 Regioni, a fronte di richiesteuguali, "partono da situazioni molto diverse: una risultainadempiente sui Lea, mentre le altre presentano livelli diperformance distanti tra loro".  Le differenze tra le quattroregioni, in particolare, risultano evidenti su tre fronti: lamobilità sanitaria, che vede Lombardia e Veneto attrarrepazienti e Piemonte e Liguria perdere risorse; la rinuncia alleprestazioni sanitarie, con Lombardia e Liguria oltre il 10%; ilpersonale sanitario, in particolare nella disponibilità diprofessionisti sanitari e nella capacità di coprire ilfabbisogno di medici e pediatri di famiglia.                                                                           				     È quindi difficile comprendere - ha osservato il presidentedella Fondazione Gimbe - come schemi di intesa sostanzialmenteidentici possano rispondere a realtà assistenziali cosìeterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiestoistruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima diattribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti giàprevisti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto ilterritorio nazionale". Il rischio in assenza delle condizioniritenute necessarie dalla Fondazione Gimbe, ha denunciatoCartabellotta, "non è soltanto di ampliare le diseguaglianzenell'accesso alle cure, ma anche di legittimarle". La stessaCorte Costituzionale, ha concluso Cartabellotta, "ha chiaritoche l'autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria,funzione per funzione, e adeguate garanzie di uniformità deidiritti sull'intero territorio nazionale".                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Appia News ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111100051.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111100051.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"appianews.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="21" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111100051.PDF"><![CDATA[appianews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://appianews.it/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:© All Rights Reserved, Appia News.Testata Giornalistica iscritta al tribunale si Santa Maria Capua Vetere, registrazione numero 839 del 25/7/2016 Direttore responsabile Pietro Parente | Editore Associazione Giornalisti Casertani  appianews@gmail.com Via Aldo Moro 63, 81022 Casagiove (Ce)   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Appia News ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109200068.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"appianews.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:© All Rights Reserved, Appia News.Testata Giornalistica iscritta al tribunale si Santa Maria Capua Vetere, registrazione numero 839 del 25/7/2016 Direttore responsabile Pietro Parente | Editore Associazione Giornalisti Casertani  appianews@gmail.com Via Aldo Moro 63, 81022 Casagiove (Ce)   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109100063.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"askanews.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Economia e finanza: gli avvenimenti di VENERDI' 12 giugno  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002101800070.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Finanza. Economia e finanza: gli avvenimenti di VENERDI'' 12 giugno.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/economia-e-finanza-gli-avvenimenti-di-venerdi--12-giugno-nRC_09062026_1931_665755158.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[FINANZA- Milano: "Cerimonia della Campanella" di Officina Stellare, per celebrare le nuove dimensioni del Gruppo. Ore 8,15.Presso Palazzo Mezzanotte.RIUNIONI DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE- APPROVAZIONE DATI CONTABILI: nessun appuntamento in agenda.INCONTRI SOCIETA' QUOTATE- Nessun appuntamento in agenda.ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI- Nessun appuntamento in agenda.  DATI MACROECONOMICI- Giappone: Produzione industriale m/m finale, aprile. Ore 6,30.- Germania: IPCA a/a finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: IPCA m/m finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: CPI m/m finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: CPI a/a finale, maggio. Ore 8,00.- Gran Bretagna: Bilancia commerciale (totale - GBP), aprile.Ore 8,00.- Gran Bretagna: Bilancia commerciale (non UE - GBP), aprile.Ore 8,00.- Gran Bretagna: Produzione industriale m/m, aprile. Ore 8,00.- Francia: IPCA m/m finale, maggio. Ore 8,45.- Francia: IPCA a/a finale, maggio. Ore 8,45.- Francia: CPI m/m Ex Tob, maggio. Ore 8,45.- Spagna: IPCA a/a finale, maggio. Ore 9,00.- Italia: Istat - il mercato del lavoro, I Trimestre. Ore 10,00.- Italia: Istat - conti economici dell'agricoltura, anno 2025.Ore 11,00.- Stati Uniti: Fiducia famiglie (Michigan) prelim. giugno.Ore 16,00.ECONOMIA- New York (Stati Uniti): si conclude "Smau | Italy Restartsup in New York", l'innovazione italiana si confronta con l'ecosistema nordamericano. Evento realizzato in collaborazione con Ice Agenzia.- Bruxelles (Belgio): riunione Ecofin.- Treviso: si conclude la XVII edizione della Treviso Antitrust Conference, appuntamento dedicato ai temi della concorrenza, della regolazione dei mercati e della tutela del consumatore.Partecipa, tra gli altri, Carlo Nordio, ministro della Giustizia. Presso l'Auditorium dei Musei Civici di Santa Caterina.- Milano: assemblea generale EPF - European Panel Federation "Tra competitivita' industriale e quadro normativo europeo", organizzata da FederlegnoArredo e Assopannelli di FederlegnoArredo. Ore 9,30. Partecipa, tra gli altri, Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria per l'Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitivita'.- Mantova: prosegue la XXIV edizione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola "Patriottismo dolce. Identita', comunita', soft economy nel tempo delle fratture". Ore 9,30. Partecipa, tra gli altri, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Presso il Teatro Scientifico Bibiena. L'evento si conclude domani.  - Milano: conferenza stampa di presentazione della guida "Itinerari milanesi - Le 30 attivita' che stanno ridisegnando la citta'", promossa da American Express, in collaborazione con Confcommercio Milano. Ore 10,30. Presso Palazzo Bovara.- Roma: si conclude l'VIII congresso nazionale Uila "Il Lavoro, l'anima che ci tiene insieme". Ore 11,00. Partecipa, tra gli altri, Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della Sovranita' Alimentare e delle Foreste. Presso il salone delle Fontane all'Eur.- Roma: la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontra il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung. Ore 12,30. Presso Villa Pamphilj.- Roma: business roundtable Italia-Corea, organizzata dal Maeci. Ore 18,30. Partecipa, tra gli altri, Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l'Aerospazio. Presso il Westin Excelsior Rome, via V. Vene
to 125.POLITICA E ATTIVITA' PARLAMENTARECAMERA9,30 interpellanze urgenti (Aula)11,00 audizioni esperti; Fondazione Gimbe e Salutequita' su intese preliminari autonomia differenziata (Affari costituzionali).Red-(RADIOCOR) 09-06-26 19:31:39 (0665) 5 NNNN								 Ita   
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		<title><![CDATA[Economia e finanza: gli avvenimenti di VENERDI' 12 giugno  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003274207618.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Finanza. Economia e finanza: gli avvenimenti di VENERDI'' 12 giugno.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:46:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/economia-e-finanza-gli-avvenimenti-di-venerdi--12-giugno-nRC_10062026_0720_8149714.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[FINANZA- Milano: "Cerimonia della Campanella" di Officina Stellare, per celebrare le nuove dimensioni del Gruppo. Ore 8,15.Presso Palazzo Mezzanotte.RIUNIONI DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE- APPROVAZIONE DATI CONTABILI: nessun appuntamento in agenda.INCONTRI SOCIETA' QUOTATE- Nessun appuntamento in agenda.ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI- Nessun appuntamento in agenda.DATI MACROECONOMICI- Giappone: Produzione industriale m/m finale, aprile. Ore 6,30.- Germania: IPCA a/a finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: IPCA m/m finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: CPI m/m finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: CPI a/a finale, maggio. Ore 8,00.- Gran Bretagna: Bilancia commerciale (totale - GBP), aprile.Ore 8,00.- Gran Bretagna: Bilancia commerciale (non UE - GBP), aprile.Ore 8,00.- Gran Bretagna: Produzione industriale m/m, aprile. Ore 8,00.- Francia: IPCA m/m finale, maggio. Ore 8,45.- Francia: IPCA a/a finale, maggio. Ore 8,45.- Francia: CPI m/m Ex Tob, maggio. Ore 8,45.- Spagna: IPCA a/a finale, maggio. Ore 9,00.- Italia: Istat - il mercato del lavoro, I Trimestre. Ore 10,00.- Italia: Istat - conti economici dell'agricoltura, anno 2025. Ore 11,00.- Stati Uniti: Fiducia famiglie (Michigan) prelim. giugno.Ore 16,00.ECONOMIA- New York (Stati Uniti): si conclude "Smau | Italy Restartsup in New York", l'innovazione italiana si confronta con l'ecosistema nordamericano. Evento realizzato in collaborazione con Ice Agenzia.- Bruxelles (Belgio): riunione Ecofin.- Treviso: si conclude la XVII edizione della Treviso Antitrust Conference, appuntamento dedicato ai temi della concorrenza, della regolazione dei mercati e della tutela del consumatore. Partecipa, tra gli altri, Carlo Nordio, ministro della Giustizia. Presso l'Auditorium dei Musei Civici di Santa Caterina.- Milano: assemblea generale EPF - European Panel Federation "Tra competitivita' industriale e quadro normativo europeo", organizzata da FederlegnoArredo e Assopannelli di FederlegnoArredo. Ore 9,30. Partecipa, tra gli altri, Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria per l'Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitivita'.- Mantova: prosegue la XXIV edizione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola "Patriottismo dolce. Identita', comunita', soft economy nel tempo delle fratture". Ore 9,30. Partecipa, tra gli altri, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Presso il Teatro Scientifico Bibiena. L'evento si conclude domani.- Milano: conferenza stampa di presentazione della guida "Itinerari milanesi - Le 30 attivita' che stanno ridisegnando la citta'", promossa da American Express, in collaborazione con Confcommercio Milano. Ore 10,30. Presso Palazzo Bovara.- Roma: si conclude l'VIII congresso nazionale Uila "Il Lavoro, l'anima che ci tiene insieme". Ore 11,00. Partecipa, tra gli altri, Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della Sovranita' Alimentare e delle Foreste. Presso il salone delle Fontane all'Eur.- Roma: la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontra il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung. Ore 12,30. Presso Villa Pamphilj.- Roma: business roundtable Italia-Corea, organizzata dal Maeci. Ore 18,30. Partecipa, tra gli altri, Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l'Aerospazio. Presso il Westin Excelsior Rome, via V. Veneto 125.POLITICA E ATTIVITA' PARLAMENTARECAMERA<
br/>9,30 interpellanze urgenti (Aula)11,00 audizioni esperti; Fondazione Gimbe e Salutequita' su intese preliminari autonomia differenziata (Affari costituzionali)Red-.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 10-06-26 07:20:10 (0008)PA 5 NNNN								 Titoli citati nella notiziaImpresaEuropaGermaniaItaliaLazioProvincia Di RomaComune Di RomaRomaLombardiaProvincia Di MilanoComune Di MilanoMilanoAmerican ExpressOrgani SocietariAssemblea Azionisti OrdinariaIndicatori EconomiciFinanzaBilancio Di SocietàApprovazioneConsiglio Di AmministrazioneConsumiBilancia CommercialeProduzione IndustrialeEnti AssociazioniConfederazioniCongiunturaEconomia   
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		<title><![CDATA[Sanita': Fondazione Gimbe, con autonomia differenziata equita' a rischio  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002950708479.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Economia. Sanita'': Fondazione Gimbe, con autonomia differenziata equita'' a rischio.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:25:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/sanita--fondazione-gimbe-con-autonomia-differenziata-equita--a-rischio-nRC_10062026_1000_198198520.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 giu - Dal rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioe' le cure che il Servizio sanitario nazionale e' tenuto a erogare gratuitamente o dietro pagamento del ticket a tutti i cittadini, alla mobilita' sanitaria che porta ad attrarre o a 'perdere' pazienti. Dalla percentuale di rinuncia alle prestazioni da parte dei cittadini, motivata anche dalle liste d'attesa, alle forti differenze sui numeri del personale, a cominciare dai medici di famiglia e dagli infermieri. Le quattro Regioni che puntano a ottenere l'autonomia differenziata in sanita' - Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria - mostrano profonde differenze, che le 'maggiori competenze' previste dalla riforma rischierebbero di acuire, 'aumentando disuguaglianze di accesso e privatizzazione'. Lo ha rilevato la Fondazione Gimbe nell'audizione, presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, sugli schemi di pre-intesa per l'autonomia differenziata, anche alla luce di quanto illustrato ieri dalla Commissione Affari sociali della Camera in merito all'indagine conoscitiva sull'attuazione dei Lea. 'Le competenze richieste dalle Regioni - tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate - potrebbero produrre effetti rilevanti sull'equita' e sull'uniformita' del Servizio sanitario nazionale', evidenzia la Fondazione.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 10-06-26 10:00:00 (0198)SAN 5 NNNN								 SanEuropaItaliaLombardiaPiemonteVenetoIta   
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		<title><![CDATA[Sanita': Fondazione Gimbe, con autonomia differenziata equita' a rischio -2-  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002955408494.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002955408494.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Economia. Sanita'': Fondazione Gimbe, con autonomia differenziata equita'' a rischio -2-.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:26:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/sanita--fondazione-gimbe-con-autonomia-differenziata-equita--a-rischio-2-nRC_10062026_1000_199198520.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[La richiesta: sospendere l'iter o aspettare definizione dei Lep (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 giu - 'La criticita' - dichiara il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - non e' l'autonomia amministrativa se', ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che gia' oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un Servizio sanitario nazionale segnato da sottofinanziamento, persistenti difficolta' nel garantire i Lea e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre effetti molto diversi a seconda della capacita' organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione il rischio e' che l'autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi e' gia' piu' forte e renda ancora piu' difficile colmare i divari esistenti', spiega ancora.'Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l'autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformita' dei diritti sull'intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non e' soltanto di ampliare le diseguaglianze nell'accesso alle cure, ma anche di legittimarle', prosegue. Per questo la Fondazione Gimbe ha chiesto di 'sospendere l'iter o di subordinarlo a una moratoria fino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all'adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell'impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equita'', conclude Cartabellotta.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 10-06-26 10:00:10 (0199)SAN 5 NNNN								 SanEconomiaEnti PubbliciIta   
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	<item>
		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi – EvolveMag Breaking News ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111600044.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"breaking.evolvemag.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111600044.PDF"><![CDATA[breaking.evolvemag.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://breaking.evolvemag.it/2026/06/09/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.    
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - CampaniaPress ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002105800030.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"campaniapress.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.Campania Press. Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 3889 del 30/06/1989. Direttore Editoriale Adriano Esposito. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@campaniapress.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002105900031.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"campaniapress.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - CampaniaPress ]]></title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Cinque Colonne Magazine ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107800018.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cinquecolonne.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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 un valore e un'opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie
 e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dal
le telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)AdnkronosVedi tutti gli articoli dell'Autore   
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		<title><![CDATA[Assunzione diretta dei medici di base ed età pediatrica fino a 18 anni / Notizie in evidenza / Notizie  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002891508879.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cislveneto.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>CISL Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori - REGIONE VENETO</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:19:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.cislveneto.it/Notizie/Notizie-in-evidenza/Assunzione-diretta-dei-medici-di-base-ed-eta-pediatrica-fino-a-18-anni]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Un cambio di passo radicale e immediato per salvare la sanità territoriale del Veneto, dare gambe alle Case di comunità ed evitare che si trasformino in scatole vuote. È la richiesta che la CISL Veneto rivolge alla Giunta regionale e all'Assessorato alla Sanità, mettendo sul tavolo due proposte concrete per arginare la drammatica carenza di personale e garantire i Livelli essenziali di assistenza ai cittadini. Per illustrarle nel dettaglio e definire un percorso condiviso, il sindacato ha già formalmente chiesto un incontro urgente all’assessore regionale Gino Gerosa.Assunzioni dirette dei medici di medicina generale, come previsto dal Piano sociosanitario regionale "La carenza di medici di famiglia è un'emergenza sociale non più tollerabile. Interi quartieri e comuni veneti sono senza un presidio medico: secondo la Fondazione Gimbe, a livello regionale, nel 2025, mancavano 747 dottori, per un bacino di quasi un milione di abitanti. I bandi per le zone carenti, basati sul vecchio sistema a convenzione, continuano ad andare deserti – dichiara Stefania Botton, segretaria regionale con delega alle Politiche sociosanitarie - Non possiamo più aspettare l'inerzia dei tavoli nazionali o i veti corporativi. La soluzione, la Regione ce l'ha già scritta nella sua legge di programmazione".La CISL sollecita Palazzo Balbi ad applicare quanto già previsto e normato dal Piano Socio-Sanitario Regionale 2019-2023 (Legge Regionale n. 48/2018), tuttora vigente. Al Capitolo 6, infatti, il Piano stabilisce che per la gestione dell'assistenza primaria sul territorio il Distretto possa attivare "team di assistenza primaria che coinvolgono medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale nella gestione dell’assistenza medico-generica"."Il Pssr – spiega la sindacalista - offre alla Regione una base giuridica solidissima e autonoma per procedere immediatamente con l'assunzione diretta a tempo indeterminato di medici di medicina generale”. Aumentando così l’attrattività dell’offerta: “I giovani medici chiedono tutele, orari regolati, stop alla burocrazia e lavoro in équipe. Offrire loro un contratto di lavoro subordinato, inserendoli stabilmente nei team multidisciplinari all'interno delle Case di Comunità, permetterebbe di coprire le zone carenti, garantire l'assistenza h 24 e far funzionare le nuove strutture del territorio". Tale modello tutela pienamente il cittadino, poiché l'opzione pubblica si affiancherebbe in modo alternativo alla libera scelta del medico convenzionato tradizionale.Pediatri di Libera Scelta fino a 18 anni: l'analisi d'impatto della CISLAccanto alla svolta sui medici dipendenti, la CISL Veneto lancia una proposta di riorganizzazione anagrafica, in grado di alleggerire da subito la pressione sui medici degli adulti: innalzare l'età massima per l'assistenza dei Pediatri di Libera Scelta (Pls) fino ai 18 anni.Attualmente, i ragazzi sono obbligati a transitare dal pediatra al medico di medicina generale al compimento dei 14 anni. L'analisi condotta dall'Ufficio Studi della CISL Veneto mappa un potenziale di alleggerimento strutturale senza precedenti:Oltre 140.000 ragazzi assistiti dai pediatri. Sono circa 143.000 gli adolescenti residenti in Veneto di età compresa tra i 15 e i 17 anni compiuti. Trattenere questa platea sotto le cure dei pediatri di fiducia toglierebbe di colpo migliaia di faldoni dalle scrivanie dei medici di base.Recuperati oltre cento Medici di medicina generale. Considerando che il massimale teorico standard per un Mmg è di 1.500 assistiti, lo spostamento della fascia 15-18 anni verso i pediatri permetterebbe di "liberare" istantaneamente quote di massimale equivalenti a circa 95-100 medici di famiglia a tempo pieno a livello regionale. Calcolando la reale distribuzione sul territorio e le situazioni di massimale ridotto o di zone ultra-carenti, l'effetto di decongestionamento equivale al recupero operativo di oltre cento professionisti.Continuità nella transizione: L'adolescenza è una fase delicatissima dello sviluppo biologico e psicologico. Come peraltro evidenzia
to dallo stesso Pssr, la transizione dall'età pediatrica a quella adulta è uno dei momenti più complessi della presa in carico. Lasciare i ragazzi sotto la supervisione del pediatra di fiducia fino alla maggiore età garantirebbe una tutela specialistica superiore per le problematiche specifiche di questa età.L'appello alla Regione: "Sbloccare il sistema"Siamo davanti a un bivio – afferma Stefania Botton - Le Case di Comunità sono state finanziate e costruite con i soldi dei contribuenti e i fondi europei. Lasciarle vuote o popolarle con costosi medici gettonisti privati sarebbe un fallimento imperdonabile. La Regione utilizzi i poteri di programmazione e assunzione che la legge le conferisce. La nuova governance regionale apra subito il canale della dipendenza pubblica per i Mmg e riformi l'età pediatrica. Il sindacato è pronto a fare la sua parte per costruire una sanità veneta moderna, flessibile e realmente vicina ai bisogni dei lavoratori e delle famiglie".   
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		<tp:writer>USR Cisl Veneto</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Comunicazione Nazionale ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110800052.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"comunicazionenazionale.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://comunicazionenazionale.it/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[-(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di conf
ronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo cost
ruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. © All Rights Reserved, comunicazionenazionale.it | Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 5292 del 2/4/2002 | Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo direzione@forumitalia.info per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<tp:writer>Redazione Web</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Comunicazione Nazionale ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002101700073.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"comunicazionenazionale.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://comunicazionenazionale.it/gimbe-tutto-il-mezzogiorno-e-sotto-la-media-per-aspettativa-di-vita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[-Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.© All Rights Reserved, comunicazionenazionale.it | Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 5292 del 2/4/2002 | Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo direzione@forumitalia.info per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[ULTIMISSIME_ADN  - Corriere Adriatico ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106400024.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corriereadriatico.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.corriereadriatico.it/ultimissime_adn/a_bologna_da_oltre_90_paesi_per_il_wmf_oltre_800_espositori_e_90_stage_formativi-20260609132709.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 9 giu. (Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.“Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società - afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF - Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.”“Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fa
tto che sia a Bologna rappresenta un valore e un'opportunità per il territorio - ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna - Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni"."Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) - spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy - Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy"."Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo - aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere - Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali.“In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende - afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna - In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future"."Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire - aggiun
ge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca - Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH Federazione Italiana Giuoco Handball.Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato - afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia - Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billbo
ard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita | Corriere Flegreo ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110500049.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corriereflegreo.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[-Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Questo sito contribuisce alla audience di "Magazine". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 32 del 26.04-2005. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@corriereflegreo.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Cremonaoggi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106000036.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cremonaoggi.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del se
ttore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo 
Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Fonte www.adnkronos.com                              © Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Carenza pediatri, nelle Marche è allarme rosso:  48 pensionamenti entro il 2029 | Cronache Ancona ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108500013.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronacheancona.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>SANITA'' - L''assessore Calcinaro illustra le ultime quattro assegnazioni della classificazione Ast, ma il consigliere Nobili attacca: «I numeri Gimbe sono preoccupanti, serve un piano straordinario per le famiglie»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.cronacheancona.it/2026/06/09/carenza-pediatri-libera-scelta-marche-allarme-pensionamenti-calcinaro-nobili/611354/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(foto d’archivio)di Gino BoveAllarme pediatri di libera scelta nelle Marche: il piano delle assegnazioni non basta, ed entro il 2029 andranno in pensione in 48. La carenza dei medici per l’assistenza ai più piccoli riaccende il dibattito in aula dopo l’interrogazione che ha visto la risposta dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro. L’esponente della Giunta ha illustrato l’esito dell’ultimo incontro dell’Ast di Ancona dello scorso 27 maggio finalizzato a coprire i posti scoperti: a fronte di 22 domande presentate, solo 5 professionisti si sono presentati e uno ha formalizzato la rinuncia. Alla fine sono stati assegnati quattro incarichi a tempo indeterminato: un trasferimento dall’Ast di Ancona all’Ast di Urbino (per il comune di Cartoceto) con la conseguente attivazione di un avviso per un incarico provvisorio a Corinaldo per garantire la continuità; un incarico a un medico per la sede di Pesaro; uno a Filottrano (proveniente da Macerata) e uno per i comuni di Osimo e Sirolo.I dati e le contromisure fornite dall’assessorato non hanno però rassicurato il consigliere Andrea Nobili (Alleanza Verdi e Sinistra), che nella sua replica ha espresso forte preoccupazione per la tenuta del servizio sul territorio regionale: «Si spera che di fronte a una situazione così complessa la regione Marche metta mano a un piano specifico, perché i numeri non sono confortanti. Dalle relazioni approfondite che ha fatto la Gimbe emerge che i pediatri che mancano nel nostro territorio regionale sono 13, ma ciò che preoccupa di più è che nel giro di tre anni, entro il 2029, andranno in pensione 48 pediatri. Dobbiamo avere la consapevolezza che l’allarme ha un colore specifico, cioè è un allarme rosso. È necessario mettere seriamente le mani su questo problema. Non bastano le comunicazioni formali dell’Ast di Ancona, occorre un intervento molto più preciso, molto più mirato. Bisogna anche avere consapevolezza che il servizio, affinché sia un servizio effettivo, deve rispondere a una serie di criteri come quello della vicinanza dei presidi rispetto ai luoghi in cui vivono le persone che hanno bisogno, quindi invito la regione a fare di più».Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato. 		Effettua l'accesso oppure registrati   
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		<tp:writer>Gino Bove</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Cronache del Mezzogiorno ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111500039.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronachedelmezzogiorno.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://cronachedelmezzogiorno.it/gimbe-tutto-il-mezzogiorno-e-sotto-la-media-per-aspettativa-di-vita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[-Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedelmezzogiorno.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111800042.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronachedelmezzogiorno.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[-(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di conf
ronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo cost
ruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedelmezzogiorno.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108000008.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronachedibari.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109600056.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronachedibari.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[-(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di conf
ronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo cost
ruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedibari.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Cronache di Milano ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110600046.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronachedimilano.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="5" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110600046.PDF"><![CDATA[cronachedimilano.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://cronachedimilano.com/gimbe-tutto-il-mezzogiorno-e-sotto-la-media-per-aspettativa-di-vita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[-Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedimilano.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Cronache di Milano ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110100061.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronachedimilano.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di conf
ronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo cost
ruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedimilano.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Cronache di Trento e Trieste ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106800028.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106800028.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronacheditrentoetrieste.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://cronacheditrentoetrieste.it/gimbe-tutto-il-mezzogiorno-e-sotto-la-media-per-aspettativa-di-vita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[-Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronacheditrentoetrieste.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Cronache di Trento e Trieste ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109800054.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronacheditrentoetrieste.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[-(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di conf
ronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo cost
ruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronacheditrentoetrieste.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione   
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		<title><![CDATA[Carenza pediatri,  nelle Marche è allarme rosso:  48 pensionamenti entro il 2029 | Cronache Maceratesi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108100009.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108100009.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cronachemaceratesi.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>CONSIGLIO REGIONALE – L’assessore Calcinaro illustra le ultime quattro assegnazioni della classificazione Ast, ma il consigliere Nobili attacca: «I numeri Gimbe sono preoccupanti, serve un piano straordinario per le famiglie»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.cronachemaceratesi.it/2026/06/09/carenza-pediatri-nelle-marche-e-allarme-rosso-48-pensionamenti-entro-il-2029/2073861/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(foto d’archivio)di Gino BoveAllarme pediatri di libera scelta nelle Marche: il piano delle assegnazioni non basta, ed entro il 2029 andranno in pensione in 48. La carenza dei medici per l’assistenza ai più piccoli riaccende il dibattito in aula dopo l’interrogazione che ha visto la risposta dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro. L’esponente della Giunta ha illustrato l’esito dell’ultimo incontro dell’Ast di Ancona dello scorso 27 maggio finalizzato a coprire i posti scoperti: a fronte di 22 domande presentate, solo 5 professionisti si sono presentati e uno ha formalizzato la rinuncia. Alla fine sono stati assegnati quattro incarichi a tempo indeterminato: un trasferimento dall’Ast di Ancona all’Ast di Urbino (per il comune di Cartoceto) con la conseguente attivazione di un avviso per un incarico provvisorio a Corinaldo per garantire la continuità; un incarico a un medico per la sede di Pesaro; uno a Filottrano (proveniente da Macerata) e uno per i comuni di Osimo e Sirolo.I dati e le contromisure fornite dall’assessorato non hanno però rassicurato il consigliere Andrea Nobili (Alleanza Verdi e Sinistra), che nella sua replica ha espresso forte preoccupazione per la tenuta del servizio sul territorio regionale: «Si spera che di fronte a una situazione così complessa la regione Marche metta mano a un piano specifico, perché i numeri non sono confortanti. Dalle relazioni approfondite che ha fatto la Gimbe emerge che i pediatri che mancano nel nostro territorio regionale sono 13, ma ciò che preoccupa di più è che nel giro di tre anni, entro il 2029, andranno in pensione 48 pediatri. Dobbiamo avere la consapevolezza che l’allarme ha un colore specifico, cioè è un allarme rosso. È necessario mettere seriamente le mani su questo problema. Non bastano le comunicazioni formali dell’Ast di Ancona, occorre un intervento molto più preciso, molto più mirato. Bisogna anche avere consapevolezza che il servizio, affinché sia un servizio effettivo, deve rispondere a una serie di criteri come quello della vicinanza dei presidi rispetto ai luoghi in cui vivono le persone che hanno bisogno, quindi invito la regione a fare di più».Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.		Effettua l'accesso oppure registratiCambia impostazioni privacy   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Matteo Zallocco</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi | CrotoneNews ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106500025.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106500025.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"crotonenews.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="251" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106500025.PDF"><![CDATA[crotonenews.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.crotonenews.com/adnnews/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Unisciti al canale Telegram di CrotoneNews per essere sempre aggiornato (Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e im
prese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante co
n i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music
 industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)   
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		<title><![CDATA[In Piemonte ogni pediatra segue 1.126 bambini, ma il limite di legge è mille - Cuneodice.it ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003195207824.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cuneodice.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'> Notizie di Varie Cuneo - Il dato, evidenziato dalla Fondazione Gimbe, è il peggiore a livello nazionale e si aggraverà con i pensionamenti previsti: “Con questa saturazione la libera scelta rimane sulla carta”</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:09:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/in-piemonte-ogni-pediatra-segue-1126-bambini-ma-il-limite-di-legge-e-mille_121853.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Piemonte ogni pediatra segue in media 1.126 bambini, contro la media italiana di 917 assistiti, ma soprattutto oltre la soglia di 1.000 stabilita dalla legge. Il poco invidiabile quadro, basato sulle rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) aggiornate all’inizio del 2025, pone la nostra regione all’ultimo posto a livello nazionale ed emerge dal rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe. Chi ha figli lo sa bene: in molte aree del Paese, Piemonte compreso, trovare un pediatra disponibile sta insomma diventando sempre più difficile, quando non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o marginali, ma anche molte grandi città. In Piemonte solo il 78,7% della popolazione nella fascia 6-13 anni è in carico a un pediatra di libera scelta. Un dato, anche questo, inferiore alla media nazionale dell’82,9% e tra i peggiori per quanto riguarda le regioni del nord. Va ricordato che fino al compimento del sesto anno di età i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra di libera scelta, mentre tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale.Secondo quanto riportato dalla Fondazione Gimbe, realtà attiva dal 1996 nel campo della ricerca e dell’informazione scientifica, in Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra nelle tre grandi regioni del nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. Un problema destinato a peggiorare, se si considera che entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri (in Piemonte sono 45) e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale.“Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili”, dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi sei anni: da 496 borse nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021.“Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti”. Cosa dice la leggeL’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di mille assistiti per ciascun pediatra di libera scelta, già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i mille assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. “Il vero nodo – sottolinea Cartabellotta – è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di famiglia, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica”. Le stime della Fondazione GimbeSecondo i dati della SISAC, al 1° gennaio 2025 risultavano attivi in Italia 6.284 pediatri, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). In termini assoluti, la media nazionale è come detto di 917 assistiti per ogni professionista: superano il massimale, oltre al Piemonte che guadagna la “maglia nera”, anche la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). “Con que
sti livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta”.Sempre scondo i dati SISAC, nel 2019 i pediatri di libera scelta in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. “La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia – commenta Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite”.Secondo l'elaborazione della Fondazione Gimbe, in Piemonte mancano 109 pediatri, il secondo dato peggiore dopo quello della Lombardia (186), e di poco migliore rispetto a quello del Veneto (96). La bozza di riformaLa bozza di riordino dell’assistenza primaria proposta dal Ministro della Salute Orazio Schillaci va a rafforzare il ruolo dei pediatri nella rete dell’assistenza territoriale: in particolare, dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità, con possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull’età dell’assistenza pediatrica: il rapporto con il pediatra verrebbe esteso fino ai 18 anni. “Nel complesso – dice Cartabellotta – la riforma punta a rafforzare l’integrazione dei pediatri nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l’età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie”. Inoltre - osserva Gimbe - mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 pediatri aggiuntivi per garantire la copertura dell’intera popolazione fino ai 18 anni.“L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età – conclude il presidente della Fondazione Gimbe – senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4 mila pediatri in più”.                   Andrea Dalmasso CUNEO   
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		<tp:writer>Cuneodice.it</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107400014.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"dallaplatea.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Dalla Platea.it è il portale di informazione sul Lazio ed il suo territorio con un focus principale su Roma, con notizie di cronaca, sport, cultura ed intrattenimento</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.dallaplatea.it/2026/06/09/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF – We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta
 un valore e un'opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie
 e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dal
le telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Condividi:Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra)FacebookCondividi su X (Si apre in una nuova finestra)X   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Fabrizio Gerolla</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Tutto nella norma 2026. IA e sanità: una leva contro le disuguaglianze? Il video  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002976109761.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"formiche.net" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:41:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://formiche.net/2026/06/video-tutto-nella-norma-2026-ia-sanita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[10/06/2026						L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più rapidamente nei sistemi sanitari, promettendo di migliorare diagnosi, ricerca clinica, presa in carico dei pazienti e organizzazione dei servizi. Ma la sua diffusione pone anche interrogativi cruciali: l’innovazione contribuirà a rendere la sanità più equa e accessibile oppure rischia di amplificare disuguaglianze già esistenti? Come garantire rappresentatività dei dati, trasparenza degli algoritmi e tutela dei diritti dei cittadini? E quale ruolo devono svolgere istituzioni, professionisti e regolatori per governare questa trasformazione?Sono queste le domande al centro dell’incontro “IA e sanità: una leva per combattere le disuguaglianze?”, promosso da Fondazione Roche in collaborazione con Healthcare Policy e Formiche, ospitato presso il Centro Studi Americani.L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e della governance sanitaria per discutere opportunità, rischi e prospettive dell’intelligenza artificiale applicata alla salute, con particolare attenzione al tema dell’equità nell’accesso alle cure e alla sostenibilità dei sistemi sanitari.Sono intervenuti:Antonio Addis, responsabile Uosd Epidemiologia del Farmaco, Asl Roma 1; Alice Borghini, direttrice Uo Sanità digitale e Telemedicina, Agenas; Brando Benifei, Parlamentare europeo e relatore dell’AI Act; Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe; Mariapia Garavaglia, presidente Fondazione Roche; Bernardo Mattarella, professore ordinario di Diritto amministrativo, Università Luiss Guido Carli e coautore del libro Governare le fragilità; Tilde Minasi, componente commissione Affari sociali e sanità del Senato; Luca Pani, professore di Farmacologia e Tossicologia, Università di Modena e Reggio Emilia e professore di Psichiatria Clinica, Università di Miami; Enrico Sabatini, segretario generale Fondazione Roche; Eugenio Santoro, ricercatore presso il dipartimento di ricerca oncologica clinica, Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs.Moderazione: Flavia Giacobbe, direttrice Formiche   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002101900071.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"forumitalia.info" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="9" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002101900071.PDF"><![CDATA[forumitalia.info]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.forumitalia.info/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:Iscrizione registro stampa tribunale di Napoli N. 5292 del 2/4/2002 Direttore Responsabile: Emilia Velardi Colasanti direzione@forumitalia.info Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Redazione-web</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Gazzetta di Genova ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106700023.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"gazzettadigenova.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[-(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di conf
ronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo cost
ruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@gazzettadigenova.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[L’allarme di Gimbe: “L’autonomia rischia di creare diseguaglianze e privatizzazioni in Liguria” - la Repubblica ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002892408876.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"genova.repubblica.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>È emerso nell''audizione della Fondazione nella Commissione Affari Costituzionali del Senato</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:18:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://genova.repubblica.it/cronaca/2026/06/10/news/allarme_giber_autonomia_differenziata_sanita_disuguaglianze_privatizzazioni_liguria_veneto_lombardia_piemonte-425401438/]]></tp:url>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Il Giornale dei Castelli Romani ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111200040.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"giornaleinfocastelliromani.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.giornaleinfocastelliromani.it/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economia[email protected] (Web Info)Click to Chat   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106300035.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilcorrieredibologna.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredibologna.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Il Corriere di Bologna ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110200058.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilcorrieredibologna.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredibologna.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Il Corriere di Firenze ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110000060.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilcorrieredifirenze.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredifirenze.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Il Corriere di Firenze ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109400066.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilcorrieredifirenze.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="5" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109400066.PDF"><![CDATA[ilcorrieredifirenze.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://ilcorrieredifirenze.it/gimbe-tutto-il-mezzogiorno-e-sotto-la-media-per-aspettativa-di-vita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredifirenze.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<tp:writer>Redazione Web</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Ildenaro.it ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106600022.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ildenaro.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ildenaro.it/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del se
ttore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo 
Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.    
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ildenaro.it/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del se
ttore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo 
Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.    
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		<title><![CDATA[ULTIMISSIME_ADN  - Il Gazzettino ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111700045.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgazzettino.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilgazzettino.it/ultimissime_adn/a_bologna_da_oltre_90_paesi_per_il_wmf_oltre_800_espositori_e_90_stage_formativi-20260609132709.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 9 giu. (Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società - afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF - Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna r
appresenta un valore e un'opportunità per il territorio - ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna - Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) - spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy - Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo - aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere - Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende - afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna - In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibil
i sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire - aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca - Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato - afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia - Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo da
lle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Il Giornale di Torino ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111300041.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgiornaleditorino.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilgiornaleditorino.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Il Giornale di Torino ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110700047.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgiornaleditorino.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilgiornaleditorino.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[ULTIMISSIME_ADN  - Il Mattino ]]></title>
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appresenta un valore e un'opportunità per il territorio - ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna - Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) - spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy - Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo - aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere - Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende - afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna - In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibil
i sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire - aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca - Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato - afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia - Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo da
lle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.   
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		<title><![CDATA[ULTIMISSIME_ADN  - Il Messaggero ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108200006.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilmessaggero.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilmessaggero.it/ultimissime_adn/a_bologna_da_oltre_90_paesi_per_il_wmf_oltre_800_espositori_e_90_stage_formativi-20260609132709.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 9 giu. (Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società - afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF - Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna r
appresenta un valore e un'opportunità per il territorio - ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna - Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) - spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy - Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo - aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere - Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende - afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna - In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibil
i sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire - aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca - Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato - afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia - Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo da
lle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.   
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, la riforma mancata: quando il diritto alla salute si arrende alle corporazioni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003221608072.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilpoliticoweb.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:06:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilpoliticoweb.it/medici-di-famiglia-riforma-mancata/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ 9 Giu 2026Luca FrabboniStrutture finanziate dal PNRR pronte ad aprire, ma senza personale. Il riordino dell'assistenza territoriale si arena tra le resistenze sindacali e i dubbi della maggioranza.Medici di famiglia, la riforma mancata: quando il diritto alla salute si arrende alle corporazioniRiassunto dell'articoloLa riforma della medicina generale messa a punto dal ministro Schillaci e dalle Regioni, pensata per integrare i medici di famiglia nelle Case della Comunità finanziate dal PNRR e dare attuazione al DM 77/2022, si è fermata davanti alle resistenze dei sindacati di categoria (FIMMG, Fnomceo, Enpam) e ai dubbi interni alla maggioranza (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega). Il nodo era il possibile passaggio alla dipendenza e l'obbligo di una quota minima di ore nelle Case della Comunità. L'articolo sostiene che lo stop, in un contesto di carenza strutturale di medici (oltre 5.700 secondo GIMBE), invecchiamento della popolazione e cronicità crescente, scarica il costo della mancata riforma sui cittadini.Punti chiaveFondazione GIMBE – Comunicato stampa sulla carenza di medici di medicina generale…Quotidiano Sanità – I medici di famiglia sono sempre meno. GIMBE: ne…Quotidiano Sanità – La riforma Schillaci si ferma: la maggioranza frena sul…Doctor33 – Medici di famiglia, la riforma si ferma: ecco cosa è…La crisi della medicina di base non è più un tema tecnico per addetti ai lavori. È diventata una delle fratture più evidenti del Servizio sanitario nazionale. Per milioni di cittadini il medico di famiglia, che dovrebbe essere il primo presidio di cura, prevenzione, orientamento e presa in carico, è ormai spesso una figura difficile da raggiungere, oberata da adempimenti, costretta a gestire un numero crescente di assistiti e sempre meno in grado di svolgere quella funzione clinica di prossimità che la legge e il buon senso sanitario le assegnerebbero.Il problema non nasce oggi. È il risultato di anni di programmazione sbagliata, di pensionamenti prevedibili ma non governati, di una medicina territoriale lasciata in posizione marginale rispetto all’ospedale, di un sistema convenzionale che ha garantito autonomia professionale ma non sempre integrazione organizzativa. Oggi, però, la crisi è arrivata al punto in cui non basta più invocare il “rapporto fiduciario” tra medico e paziente come formula salvifica. Quel rapporto, quando il medico ha 1.500 o 1.800 assistiti, quando risponde a decine di richieste amministrative al giorno, quando non è inserito in una rete territoriale realmente funzionante, rischia di trasformarsi in una finzione retorica.Secondo la Fondazione GIMBE, al 1° gennaio 2025 in Italia mancavano 5.716 medici di medicina generale, con carenze in 18 Regioni e Province autonome; tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia è diminuito di 5.197 unità. La stessa analisi segnala che ogni medico assiste in media 1.383 cittadini, ben oltre il rapporto ottimale stimato in un medico ogni 1.200 assistiti, mentre entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti. Il dato va letto insieme a un altro elemento decisivo: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni e oltre la metà conviveva con due o più patologie croniche. È qui che la crisi diventa strutturale: meno medici, più anziani, più cronicità, più burocrazia, più domanda sanitaria inevasa. (Gimbe Press)CREAZIONE SITI WEBIl medico di famiglia trasformato in sportello amministrativoIl medico di medicina generale dovrebbe rappresentare la porta d’ingresso del Servizio sanitario nazionale. Dovrebbe conoscere la storia clinica del paziente, intercettare precocemente i fattori di rischio, prevenire l’aggravamento delle patologie croniche, orientare correttamente l’accesso agli specialisti, evitare accessi impropri al pronto soccorso, seguire anziani e fragili nel territorio. In teoria, è il perno della sanità di prossimità.Nella pratica, troppo spesso, è diventato l’anello più sovraccarico e meno supportato della catena sanitaria. Una parte ril
evante della giornata lavorativa viene assorbita da certificati, prescrizioni ripetitive, piani terapeutici, richieste di esami, rinnovi, modulistica, interlocuzioni con piattaforme informatiche regionali non sempre efficienti, messaggi, telefonate, adempimenti derivanti da una pubblica amministrazione sanitaria che scarica sul medico e sul cittadino le proprie inefficienze.Il risultato è paradossale: il professionista che dovrebbe fare prevenzione è costretto a fare il gestore di pratiche; il medico che dovrebbe visitare viene spinto a smistare richieste; il presidio clinico di prossimità si riduce a terminale burocratico del sistema. Questo non significa negare l’impegno quotidiano di migliaia di medici di famiglia, spesso lasciati soli. Significa, al contrario, riconoscere che il modello organizzativo non regge più.Il cittadino percepisce questa crisi in modo molto concreto: difficoltà a trovare un medico disponibile, ambulatori saturi, risposte lente, visite sostituite da contatti telefonici o telematici, impossibilità di una presa in carico reale del paziente fragile. La medicina generale, invece di essere il luogo della continuità assistenziale, rischia di diventare una medicina intermittente, reattiva, difensiva, centrata sull’urgenza amministrativa più che sulla cura.L’invecchiamento della popolazione rende il vecchio modello insostenibileLa questione demografica è decisiva. Un Paese che invecchia non può permettersi una medicina territoriale debole. L’anziano pluripatologico non ha bisogno soltanto della ricetta, ma di monitoraggio, educazione sanitaria, coordinamento tra medico, infermiere, specialista, assistenza domiciliare, servizi sociali. Ha bisogno di una rete.Il modello tradizionale del medico isolato nel proprio studio, con pochi strumenti organizzativi e una relazione prevalentemente individuale con il paziente, è stato storicamente importante, ma oggi non è più sufficiente. La cronicità richiede équipe multiprofessionali, fascicoli sanitari interoperabili, agende condivise, infermieri di famiglia, telemonitoraggio, presa in carico programmata, indicatori di esito, continuità tra ospedale e territorio.È esattamente questa la direzione indicata dalla riforma dell’assistenza territoriale collegata al PNRR e al DM 77/2022. Il Ministero della Salute definisce il Distretto come luogo privilegiato di gestione e coordinamento della rete dei servizi territoriali, con l’obiettivo di garantire risposte coordinate e continue ai bisogni della popolazione; tra i pilastri sono previste le Case della Comunità, le Centrali operative territoriali, il numero 116117 e l’infermiere di famiglia o comunità. (Ministero della Salute)Le Case della Comunità, in particolare, dovrebbero essere il luogo fisico e riconoscibile in cui il cittadino accede a servizi sanitari e sociosanitari di prossimità. Il portale PNRR del Ministero della Salute richiama almeno 1.038 Case della Comunità finanziate con risorse del Piano, aperte fino a 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, nell’ambito di una riforma finalizzata a superare le disuguaglianze e garantire standard uniformi sul territorio nazionale. (PNRR Salute)Ma una Casa della Comunità senza medici, infermieri, specialisti, strumenti digitali e obblighi organizzativi chiari è solo un edificio. Il rischio italiano, come spesso accade, è costruire il contenitore senza avere il coraggio di riformare il contenuto.Che cosa prevedeva la riforma della medicina di baseLa riforma della medicina generale, attesa da anni, nasceva proprio da questa esigenza: integrare davvero i medici di famiglia nella rete territoriale, rendere operative le Case della Comunità, superare la frammentazione attuale e rafforzare la presa in carico dei pazienti cronici e fragili.La bozza di riforma Schillaci, secondo le ricostruzioni pubblicate, non prevedeva una statalizzazione generalizzata e immediata dei medici di famiglia. Il cuore del testo era più articolato: mantenimento della convenzione come canale ordinario, ma con una convenzione molto più vincolata 
a obiettivi, presenza nelle Case della Comunità, indicatori, sistemi digitali e programmazione regionale; accanto a ciò, un possibile canale di dipendenza selettiva per determinate funzioni territoriali. (Quotidiano Sanità)Una successiva bozza di decreto-legge sul riordino dell’assistenza primaria territoriale prevedeva, tra l’altro, l’obbligo per medici di assistenza primaria e pediatri di libera scelta di assicurare una quota minima di attività nelle Case della Comunità: almeno sei ore settimanali per 48 settimane l’anno per i medici non già assoggettati al debito orario previsto dall’Accordo collettivo nazionale per il ruolo unico. Le Regioni avrebbero potuto incrementare tale quota sulla base di numero degli assistiti, densità abitativa, aree interne o montane, carenze assistenziali, indicatori di cronicità, fragilità e bisogno territoriale. (Quotidiano Sanità)Il testo assegnava inoltre al nuovo Accordo collettivo nazionale 2025-2027 il compito di disciplinare l’impiego del debito orario nelle Case della Comunità, la partecipazione alla rete territoriale dei servizi, la presa in carico strutturata dei pazienti cronici e fragili, l’uso di sistemi informativi interoperabili, audit e verifiche, lavoro multiprofessionale e raccordo con distretti e Regioni. (Quotidiano Sanità)Tradotto in termini politici: la riforma cercava di mettere fine a una zona grigia. Da un lato, i medici di famiglia restavano in larga parte convenzionati; dall’altro, non potevano più considerarsi soggetti esterni alla programmazione pubblica territoriale. Il medico di famiglia veniva chiamato a diventare parte effettiva dell’organizzazione sanitaria, non solo professionista autonomo remunerato dal sistema pubblico.Questa era la vera posta in gioco. Non una battaglia astratta tra “dipendenza” e “libera professione”, ma la domanda essenziale: chi governa la sanità territoriale? Il Servizio sanitario nazionale, nell’interesse dei cittadini, o una somma di autonomie professionali difficilmente coordinabili?Il fronte delle Regioni e la contrarietà dei sindacatiLa riforma aveva trovato una convergenza significativa con le Regioni, interessate a rendere operative le strutture territoriali finanziate dal PNRR e a disporre di strumenti più efficaci per programmare l’assistenza primaria. Il punto è comprensibile: sono le Regioni a dover rispondere, sul territorio, del funzionamento dei servizi; sono loro a misurarsi con pronto soccorso congestionati, liste d’attesa, cronicità, carenze nelle aree interne e differenze territoriali.Dall’altra parte, i sindacati dei medici hanno alzato un muro. La FIMMG, principale sindacato dei medici di famiglia, ha dichiarato lo stato di agitazione contro il progetto, contestando il metodo, denunciando l’assenza di confronto preventivo e paventando anche lo sciopero. Le critiche hanno riguardato il possibile passaggio alla dipendenza, l’aumento dei vincoli organizzativi, il timore di indebolire il rapporto fiduciario con gli assistiti e la riduzione dell’attrattività della professione. (Quotidiano Sanità)Anche Fnomceo ed Enpam hanno espresso forti riserve. Secondo le cronache di settore, la Fnomceo ha giudicato negativamente la bozza, mentre Enpam ha ribadito la propria contrarietà a un eventuale passaggio alla dipendenza dei medici attuali e futuri, segnalando i rischi per la tenuta previdenziale della categoria. (Quotidiano Sanità)Alcune obiezioni sindacali non sono prive di fondamento. Una riforma mal scritta, senza risorse aggiuntive, senza personale di supporto, senza semplificazione burocratica e senza strumenti digitali efficienti rischierebbe davvero di trasformare i medici in impiegati territoriali sovraccarichi. È vero anche che l’attrattività della professione è crollata e che imporre nuovi obblighi senza migliorare condizioni di lavoro, remunerazione, sicurezza e supporto organizzativo sarebbe miope.Ma il punto politico è un altro: la difesa dell’autonomia professionale non può diventare il pretesto per impedire qualsiasi integrazione del medico di famiglia 
nel servizio pubblico territoriale. Il rapporto fiduciario con il paziente non viene distrutto dal lavoro in équipe, dalla presenza nelle Case della Comunità o dall’uso di indicatori. Viene distrutto quando il paziente non trova il medico, quando il medico non ha tempo, quando la prevenzione sparisce, quando la cronicità viene gestita a colpi di ricette e urgenze.Il blocco politico della riformaLa riforma, però, si è fermata. Le ricostruzioni più recenti indicano che il progetto del Ministero della Salute e delle Regioni non ha ottenuto il sostegno di una parte della maggioranza. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ribadito la contrarietà di Fratelli d’Italia all’ipotesi di trasformare i medici di famiglia in dipendenti pubblici; anche esponenti di Forza Italia e Lega hanno espresso riserve, chiedendo una riforma condivisa con la categoria e centrata sul rapporto fiduciario medico-paziente. (Doctor33)Il ministro Schillaci aveva provato a rassicurare, sostenendo che l’obiettivo non fosse smantellare il medico di famiglia ma rafforzarne il ruolo. Tuttavia, le resistenze politiche e sindacali hanno prevalso, portando la riforma in una fase di stallo. (Quotidiano Sanità)Qui emerge il limite dell’attuale governo. La politica, quando affronta una riforma strutturale, deve scegliere se governare il conflitto o subirlo. In questo caso, il governo ha scelto la seconda strada. Ha lasciato che una riforma necessaria venisse progressivamente svuotata dalla paura dello scontro con una categoria organizzata. Ha preferito evitare il costo politico immediato, scaricando il costo sociale sui cittadini.La retorica della “riforma condivisa” è spesso un modo elegante per rinviare ciò che disturba. Certo, le riforme vanno discusse con i professionisti. Nessuna trasformazione della medicina territoriale può riuscire contro i medici. Ma discutere non significa consegnare il potere di veto a chi difende un assetto che non funziona più. Il Servizio sanitario nazionale non appartiene ai sindacati, non appartiene alle Regioni, non appartiene ai partiti: appartiene ai cittadini.La mancanza di coraggio come scelta politicaIl governo Meloni si trova davanti a un bivio che riguarda l’intero modello di welfare. Può continuare a proclamare la centralità della sanità territoriale, inaugurare strutture, evocare il PNRR e parlare di prossimità; oppure può assumersi la responsabilità di dire che senza obblighi organizzativi, senza presenza medica programmata, senza équipe multiprofessionali, senza interoperabilità dei dati e senza una catena di responsabilità chiara, la riforma resterà una scenografia.La frenata sulla medicina generale è grave perché arriva proprio nel momento in cui il Paese avrebbe bisogno di accelerare. Le Case della Comunità devono diventare operative, il PNRR ha scadenze stringenti, il carico demografico aumenta, i pronto soccorso sono sotto pressione, le famiglie faticano a gestire anziani e cronici. Rinviare significa lasciare che il sistema continui a degradarsi.Naturalmente, la riforma non poteva limitarsi a imporre sei ore settimanali nelle Case della Comunità. Servivano e servono misure complementari: drastica riduzione degli adempimenti burocratici inutili, personale amministrativo di studio finanziato stabilmente, infermieri di famiglia realmente disponibili, piattaforme digitali interoperabili, accesso rapido agli specialisti, valorizzazione economica della presa in carico dei cronici, formazione universitaria robusta per la medicina generale, programmazione nazionale dei fabbisogni, incentivi per aree interne e zone disagiate.Ma proprio per questo il blocco è ancora più colpevole. Anziché migliorare il testo, rafforzarlo, correggerne i limiti e accompagnarlo con investimenti adeguati, la maggioranza ha scelto la ritirata tattica. Si è rifugiata nella difesa del modello convenzionale, come se bastasse preservare l’esistente per risolvere una crisi prodotta dall’esistente.I cittadini pagano il contoLa parte più debole di questa vicenda è 
che nel dibattito pubblico si è parlato molto dei medici e poco dei pazienti. Si è discusso di dipendenza, convenzione, debito orario, Enpam, contrattazione, rapporto fiduciario. Molto meno si è parlato dell’anziano che non riesce a ottenere una visita, del paziente cronico che rimbalza tra medico, specialista e pronto soccorso, del cittadino che non trova un medico disponibile nel proprio Comune, della famiglia che deve supplire alle carenze della presa in carico territoriale.Una riforma della medicina di base non può essere valutata solo dal punto di vista della categoria professionale. Deve essere valutata dal punto di vista dell’interesse pubblico. E l’interesse pubblico oggi impone una medicina generale più integrata, più accessibile, meno burocratica, più orientata alla prevenzione e alla cronicità.La libertà professionale del medico è un valore, ma non può trasformarsi in irresponsabilità organizzativa del sistema. Il rapporto fiduciario è essenziale, ma non può essere usato come scudo contro ogni forma di programmazione. La convenzione può anche restare il modello ordinario, ma deve diventare una convenzione esigente, misurabile, integrata nella rete pubblica, non un’autonomia senza governo.Una riforma rinviata è una riforma negataLa vicenda della medicina di base racconta un tratto ricorrente della politica italiana: tutti riconoscono il problema, tutti invocano il cambiamento, ma quando la riforma tocca interessi organizzati, il coraggio evapora. Il governo ha arretrato davanti alla pressione sindacale e alle paure della propria maggioranza. Ha scelto di non scegliere.È una decisione che avrà conseguenze. Ogni mese perso significa più cittadini senza medico, più carico sui professionisti rimasti, più accessi impropri al pronto soccorso, più ritardi nella presa in carico dei cronici, più disuguaglianze territoriali. La sanità territoriale non può essere riformata con i comunicati stampa. Ha bisogno di norme, risorse, organizzazione, responsabilità.Il punto non è trasformare tutti i medici di famiglia in dipendenti pubblici dall’oggi al domani. Il punto è molto più semplice e molto più radicale: il Servizio sanitario nazionale deve tornare a governare la medicina territoriale nell’interesse dei cittadini. Se una riforma trova l’accordo delle Regioni, risponde a un bisogno reale, prova a rendere operative le strutture finanziate dal PNRR e viene fermata per timore delle corporazioni, allora il problema non è tecnico. È politico.E la responsabilità politica, in questo caso, è chiara: il governo ha avuto davanti una riforma difficile ma necessaria. Non ha avuto il coraggio di portarla fino in fondo.FontiFondazione GIMBE – Comunicato stampa sulla carenza di medici di medicina generale (dati SISAC al 1° gennaio 2025)Quotidiano Sanità – I medici di famiglia sono sempre meno. GIMBE: ne mancano oltre 5.700Quotidiano Sanità – La riforma Schillaci si ferma: la maggioranza frena sul passaggio alla dipendenzaDoctor33 – Medici di famiglia, la riforma si ferma: ecco cosa è successoMinistero della Salute – Assistenza territoriale e DM 77/2022 (Distretto, Case della Comunità, COT, 116117)PNRR Salute – Portale del Ministero della Salute sulle Case della Comunità e la Missione 6Luca Frabboni
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		<title><![CDATA[Autonomia differenziata in sanità:  Gimbe: «cure essenziali a rischio»   ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002905008998.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le profonde differenze tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria su liste d’attesa, mobilità sanitaria e personale secondo la Fondazione aumenterebbero acuendo disuguaglianze e ricorso al privato</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:36:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’analisiAutonomia differenziata in sanità:  Gimbe: «cure essenziali a rischio» Le profonde differenze tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria su liste d’attesa, mobilità sanitaria e personale secondo la Fondazione aumenterebbero acuendo disuguaglianze e ricorso al privatodi Redazione Salute10 giugno 2026 Adobe Stock4' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveEquità a rischioAspettare i LepLe differenze sulle cure essenzialiMobilità sanitariaLa rinuncia a curarsiManca il personaleAscolta la versione audio dell'articolo4' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comDal rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le cure che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a erogare gratuitamente o dietro pagamento del ticket a tutti i cittadini, alla mobilità sanitaria che porta ad attrarre o a “perdere” pazienti. Dalla percentuale di rinuncia alle prestazioni da parte dei cittadini, motivata anche dalle liste d’attesa, alle forti differenze sui numeri del personale, a cominciare dai medici di famiglia e dagli infermieri. Le quattro Regioni che puntano a ottenere l’autonomia differenziata in sanità - Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria - mostrano profonde differenze, che le “maggiori competenze” previste dalla riforma rischierebbero di acuire, “aumentando disuguaglianze di accesso e privatizzazione”. Lo ha rilevato la Fondazione Gimbe nell’audizione, presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata.Equità a rischio«Le competenze richieste dalle Regioni - tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate - potrebbero produrre effetti rilevanti sull’equità e sull’uniformità del Servizio sanitario nazionale”, evidenzia la Fondazione.Loading...«La criticità - ha dichiarato il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - non è l’autonomia amministrativa in sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un Servizio sanitario nazionale segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i Lea e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre effetti molto diversi a seconda della capacità organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione il rischio è che l’autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi è già più forte e renda ancora più difficile colmare i divari esistenti», ha spiegato ancora.«Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito con le sentenze 192/2024 e 10/2025 che l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria, funzione per funzione, e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle», ha proseguito Cartabellotta.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€! Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùAspettare i LepPer questo la Fondazione Gimbe ha chiesto di sospendere l’iter o di subordinarlo a una moratoria «fino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità», ha proposto Cartabellotta al termine dell’audizione.Le differenze sulle cure e
ssenzialiNel Nuovo Sistema di Garanzia 2023 (ultimo anno disponibile) Lea (Livelli essenziali di assistenza) la Liguria non raggiungeva la soglia minima prevista in una delle tre macro-aree di valutazione, risultando pertanto inadempiente. Il Veneto ha invece raggiunto il punteggio complessivo più elevato (288 punti), seguito da Piemonte (270) e Lombardia (257), mentre la Liguria si fermava a 219 punti. «Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – ha commentato Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui Lea, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».Mobilità sanitariaNel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-capite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria. «La mobilità sanitaria – ha evidenziato Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili».La rinuncia a curarsiSecondo l’Istat nel 2024 ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta. “La rinuncia alle prestazioni sanitarie – è l’osservazione della Fondazione – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato».Manca il personalePersistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia. «In assenza di Lep sanitari definiti e finanziati – ha commentato Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico».Riproduzione riservata ©ArgomentiLiguriaLombardiaPiemonteServizio Sanitario NazionaleVenetoLoading...   
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003032709267.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le profonde differenze tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria su liste d’attesa, mobilità sanitaria e personale secondo la Fondazione aumenterebbero acuendo disuguaglianze e ricorso al privato</p>]]></description>
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stanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».Mobilità sanitariaNel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-capite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria. «La mobilità sanitaria – ha evidenziato Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili».La rinuncia a curarsiSecondo l’Istat nel 2024 ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta. “La rinuncia alle prestazioni sanitarie – è l’osservazione della Fondazione – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato».Manca il personalePersistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia. «In assenza di Lep sanitari definiti e finanziati – ha commentato Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico».Riproduzione riservata ©ArgomentiLiguriaLombardiaPiemonteServizio Sanitario NazionaleVenetoLoading...   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002397300005.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"iltempo.it" </b>  del 08 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Bologna, 9 giu. (Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali...</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.iltempo.it/adnkronos/2026/06/09/news/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi-48088274/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 9 giu. (Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF – We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull'innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell'edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell'innovazione globale, dall'Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell'edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all'innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell'edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l'edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l'intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.“Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l'innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società - afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF - Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell'AI, della tecnologia, della ricerca, dell'impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall'energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L'obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.”“Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un'opportunità per il territorio - ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna - Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni"."Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d'intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) - spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy - Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un'opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy"."Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo - aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere - Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell'innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l'intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell'innovazione, della ricerca e del business”.“In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende - afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna - In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un'occa
sione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future"."Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l'intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire - aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca - Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell'Università e Ricerca hanno portato qui l'AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l'ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".L'area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell'innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell'Ufficio Brevetti Europeo, l'attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell'area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all'impatto dell'intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l'Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all'area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball.Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell'open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d'Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all'evoluzione dell'industria musicale. L'edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent'anni, spesso nel modo sbagliato -  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia - Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di u
n solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall'energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l'infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent'anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell'intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.   
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		<title><![CDATA[Rischio diseguaglianze: così l’autonomia differenziata potrebbe spingere milioni di italiani verso il privato. Report GIMBE  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002971709813.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"insalutenews.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Roma, 10 giugno 2026 - Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare - Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria - per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:50:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.insalutenews.it/in-salute/rischio-diseguaglianze-cosi-lautonomia-differenziata-potrebbe-spingere-milioni-di-italiani-verso-il-privato-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rischio-diseguaglianze-cosi-lautonomia-differenziata-potrebbe-spingere-milioni-di-italiani-verso-il-privato-report-gimbe]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Roma, 10 giugno 2026 – Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni rischiano di aumentare diseguaglianze di accesso e privatizzazione.È quanto emerge dall’audizione odierna della Fondazione GIMBE presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata, anche alla luce delle evidenze illustrate ieri alla Commissione Affari Sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie che Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket.La Fondazione GIMBE ha ricordato che la Corte Costituzionale, con le sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025, ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico.“Desta forti perplessità – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse”.LEA: differenze marcate tra le quattro RegioniDott. Nino CartabellottaNel Nuovo Sistema di Garanzia 2023 (ultimo anno disponibile) la Liguria non raggiungeva la soglia minima prevista in una delle tre macro-aree di valutazione, risultando pertanto inadempiente. Il Veneto ha invece raggiunto il punteggio complessivo più elevato (288 punti), seguito da Piemonte (270) e Lombardia (257), mentre la Liguria si fermava a 219 punti.Nella recente audizione sull’attuazione dei LEA, la Fondazione GIMBE ha inoltre evidenziato come l’attuale sistema di monitoraggio nazionale presenti limiti rilevanti nel cogliere le effettive diseguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni e si sia progressivamente trasformato in uno strumento di political agreement tra Governo e Regioni.“Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – commenta Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui LEA, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.Mobilità sanitaria: Lombardia e Veneto attraggono pazienti, Piemonte e Liguria perdono risorseNel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-capite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria.“La mobilità sanitaria – evidenzia Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili”.Rinuncia alle p
restazioni sanitarie: Lombardia e Liguria oltre il 10%Secondo l’indagine ISTAT 2024, ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta.“La rinuncia alle prestazioni sanitarie – osserva Cartabellotta – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato”.Personale sanitario: carenze e forti differenze regionaliPersistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia.“In assenza di LEP sanitari definiti e finanziati – commenta Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico”.Maggiori autonomie e rischio di ampliare i divariLe competenze richieste dalle Regioni – tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate – potrebbero produrre effetti rilevanti sull’equità e sull’uniformità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Tariffe di rimborso e remunerazione superiori a quelle nazionali potrebbero aumentare la capacità delle Regioni più forti di attrarre erogatori, professionisti e pazienti, alimentando fenomeni di competizione tariffaria e/o incentivando la concentrazione sulle prestazioni più remunerative e spostandole verso il privato convenzionato.La gestione autonoma di risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie rischia di indebolire la funzione perequativa della programmazione nazionale, orientando gli investimenti verso interventi a maggiore consenso politico piuttosto che verso priorità strategiche quali assistenza territoriale, domiciliarità, salute mentale, prevenzione e interoperabilità digitale.Anche l’istituzione di fondi sanitari integrativi regionali potrebbe favorire una progressiva segmentazione dell’accesso alle cure, offrendo coperture che incidono su tempi, modalità e condizioni di accesso alle prestazioni e aumentando le diseguaglianze tra chi può beneficiare di tali strumenti e chi ne resta escluso. Analogamente, maggiori margini di spesa per personale e prestazioni aggiuntive potrebbero ridurre i tempi di attesa nelle Regioni più forti senza aumentare la capacità produttiva di quelle più fragili, amplificando le diseguaglianze e alimentando ulteriormente la mobilità sanitaria, con possibili effetti boomerang anche per le Regioni più attrattive.Infine, la possibilità di riallocare risorse nazionali vincolate verso finalità diverse da quelle originarie rischia di compromettere obiettivi strategici in settori dove i risultati richiedono investimenti continuativi e di lungo periodo: prevenzione, screening, liste di attesa, assistenza territoriale e non autosufficienza.“La criticità – continua Cartabellotta – non è l’autonomia amministrativa sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un SSN segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre 
effetti molto diversi a seconda della capacità organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione il rischio è che l’autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi è già più forte e renda ancora più difficile colmare i divari esistenti”.“La garanzia formale dei LEA – conclude Cartabellotta – non basta se milioni di cittadini continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure. Prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni è indispensabile definire e finanziare i LEP sanitari, misurare gli effetti delle autonomie su accesso ed equità e istituire un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio. Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle. Per questo la Fondazione GIMBE ha chiesto di sospendere l’iter o di subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità”.   
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		<tp:writer>insalutenews.it</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Rischio diseguaglianze: così l’autonomia differenziata potrebbe spingere milioni di italiani verso il privato. Report GIMBE  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002970609814.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"insalutenews.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Roma, 10 giugno 2026 - Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare - Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria - per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Roma, 10 giugno 2026 – Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni rischiano di aumentare diseguaglianze di accesso e privatizzazione.È quanto emerge dall’audizione odierna della Fondazione GIMBE presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata, anche alla luce delle evidenze illustrate ieri alla Commissione Affari Sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie che Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket.La Fondazione GIMBE ha ricordato che la Corte Costituzionale, con le sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025, ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico.“Desta forti perplessità – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse”.LEA: differenze marcate tra le quattro RegioniDott. Nino CartabellottaNel Nuovo Sistema di Garanzia 2023 (ultimo anno disponibile) la Liguria non raggiungeva la soglia minima prevista in una delle tre macro-aree di valutazione, risultando pertanto inadempiente. Il Veneto ha invece raggiunto il punteggio complessivo più elevato (288 punti), seguito da Piemonte (270) e Lombardia (257), mentre la Liguria si fermava a 219 punti.Nella recente audizione sull’attuazione dei LEA, la Fondazione GIMBE ha inoltre evidenziato come l’attuale sistema di monitoraggio nazionale presenti limiti rilevanti nel cogliere le effettive diseguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni e si sia progressivamente trasformato in uno strumento di political agreement tra Governo e Regioni.“Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – commenta Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui LEA, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.Mobilità sanitaria: Lombardia e Veneto attraggono pazienti, Piemonte e Liguria perdono risorseNel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-capite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria.“La mobilità sanitaria – evidenzia Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili”.Rinuncia alle p
restazioni sanitarie: Lombardia e Liguria oltre il 10%Secondo l’indagine ISTAT 2024, ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta.“La rinuncia alle prestazioni sanitarie – osserva Cartabellotta – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato”.Personale sanitario: carenze e forti differenze regionaliPersistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia.“In assenza di LEP sanitari definiti e finanziati – commenta Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico”.Maggiori autonomie e rischio di ampliare i divariLe competenze richieste dalle Regioni – tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate – potrebbero produrre effetti rilevanti sull’equità e sull’uniformità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Tariffe di rimborso e remunerazione superiori a quelle nazionali potrebbero aumentare la capacità delle Regioni più forti di attrarre erogatori, professionisti e pazienti, alimentando fenomeni di competizione tariffaria e/o incentivando la concentrazione sulle prestazioni più remunerative e spostandole verso il privato convenzionato.La gestione autonoma di risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie rischia di indebolire la funzione perequativa della programmazione nazionale, orientando gli investimenti verso interventi a maggiore consenso politico piuttosto che verso priorità strategiche quali assistenza territoriale, domiciliarità, salute mentale, prevenzione e interoperabilità digitale.Anche l’istituzione di fondi sanitari integrativi regionali potrebbe favorire una progressiva segmentazione dell’accesso alle cure, offrendo coperture che incidono su tempi, modalità e condizioni di accesso alle prestazioni e aumentando le diseguaglianze tra chi può beneficiare di tali strumenti e chi ne resta escluso. Analogamente, maggiori margini di spesa per personale e prestazioni aggiuntive potrebbero ridurre i tempi di attesa nelle Regioni più forti senza aumentare la capacità produttiva di quelle più fragili, amplificando le diseguaglianze e alimentando ulteriormente la mobilità sanitaria, con possibili effetti boomerang anche per le Regioni più attrattive.Infine, la possibilità di riallocare risorse nazionali vincolate verso finalità diverse da quelle originarie rischia di compromettere obiettivi strategici in settori dove i risultati richiedono investimenti continuativi e di lungo periodo: prevenzione, screening, liste di attesa, assistenza territoriale e non autosufficienza.“La criticità – continua Cartabellotta – non è l’autonomia amministrativa sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un SSN segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre 
effetti molto diversi a seconda della capacità organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione il rischio è che l’autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi è già più forte e renda ancora più difficile colmare i divari esistenti”.“La garanzia formale dei LEA – conclude Cartabellotta – non basta se milioni di cittadini continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure. Prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni è indispensabile definire e finanziare i LEP sanitari, misurare gli effetti delle autonomie su accesso ed equità e istituire un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio. Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle. Per questo la Fondazione GIMBE ha chiesto di sospendere l’iter o di subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità”.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - News sulla città di Roma ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107000026.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lacittadiroma.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@lacittadiroma.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109700057.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lacittadiroma.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@lacittadiroma.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[L’autonomia differenziata e il rischio di accrescere le disuguaglianze ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002893409058.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lapresse.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Per la Fondazione Gimbe la richiesta di ulteriori competenze con l''autonomia differenziata rischia di acuire le disparità regionali</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:52:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/06/10/lautonomia-differenziata-e-il-rischio-di-accrescere-le-disuguaglianze/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > L’autonomia differenziata e il rischio di accrescere le disuguaglianzePer la Fondazione Gimbe la richiesta di ulteriori competenze con l’autonomia differenziata rischia di acuire le disparità regionaliL’autonomia differenziata in sanità rischia di ampliare le disuguaglianze già esistenti tra le Regioni e di spingere ulteriormente i cittadini verso il privato. È l’allarme lanciato dalla Fondazione Gimbe durante l’audizione in Commissione Affari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa sottoscritti da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria per ottenere maggiori competenze in materia sanitaria.“Desta forti perplessità che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse”, fa notare Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Le differenze emergono già dall’analisi dei Livelli essenziali di assistenza. “Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – commenta Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui Lea, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee”. Anche sul fronte della mobilità sanitaria i dati mostrano una forte eterogeneità. Nel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo di oltre 645,8 milioni di euro e il Veneto di 212,1 milioni, mentre Piemonte e Liguria hanno chiuso in negativo. “La mobilità sanitaria – evidenzia Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali”.Preoccupano inoltre le difficoltà di accesso alle cure. Secondo l’Istat nel 2024 ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% dei lombardi e il 10,1% dei liguri, contro il 7,9% dei veneti.“La rinuncia alle prestazioni sanitarie è la cartina di tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà”. Per Gimbe le competenze richieste dalle Regioni – dalle tariffe differenziate alla gestione autonoma delle risorse per edilizia sanitaria e tecnologie, fino ai fondi sanitari integrativi regionali e a maggiori margini sulle assunzioni – potrebbero favorire una crescita delle disparità territoriali.Da qui la richiesta di sospendere l’iter. “Prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni è indispensabile definire e finanziare i Lep sanitari, misurare gli effetti delle autonomie su accesso ed equità e istituire un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio. In assenza di queste condizioni – conclude – il rischio non è solo di ampliare le disuguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle”. ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano,              Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino,              Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong              Kong   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107300017.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"laragione.eu" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="748" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107300017.PDF"><![CDATA[laragione.eu]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://laragione.eu/adnkronos/news/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 9 giu. (Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.“Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.”“Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.“Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.“Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.“In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occa
sione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.“Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball.Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di u
n solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!Leggi ancheAccetto i termini della privacy policy.LEGGI GRATIS La RagioneGUARDA i nostri videoASCOLTA i nostri podcastREGISTRATI / ACCEDIVai all'archivioPrivacy PolicyCookie PolicyLe tue preferenze relative alla privacyTutti i numeriContattaciNormativa WhistleblowingLA RAGIONE – LE ALI DELLA LIBERTA’ SCRLDirettore editoriale Davide GiacaloneDirettore responsabile Fulvio GiulianiSede legale: via Senato, 6 - 20121 Milano (MI) PI, CF e N. iscrizione al Registro Imprese di Milano: 11605210969 Numero Rea: MI-2614229Per informazioni scrivi a info@laragione.euCopyright © La Ragione - leAli alla libertàWeb engineering and design by Sernicola Labs   
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		<title><![CDATA[M5S: no all'autonomia differenziata, per sanità ligure è un disastro ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002969809822.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002969809822.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ligurianotizie.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>M5S: no all''autonomia differenziata, per la sanità ligure è un disastro. Solo propaganda</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:54:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ligurianotizie.it/m5s-no-allautonomia-differenziata-per-la-sanita-ligure-e-un-disastro-solo-propaganda/2026/06/10/641266/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[S. Martino, sopralluogo del capogruppo regionale M5S Stefano Giordano (foto d'archivio)        “Gimbe ci dà ragione. In Liguria l’autonomia differenziata in sanità sarebbe ‘abbandono differenziato’.Un disastro annunciato da tempo che oggi la Fondazione ha certificato con un’analisi spietata e purtroppo veritiera al 100%. La nostra regione è inadempiente sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), perde pazienti e risorse, con l’aggravante di un ligure su dieci a rinunciare alle cure.Prima di chiedere più poteri, Bucci garantisca i diritti che già oggi non riesce ad assicurare. Altrimenti il disegno è notoriamente chiaro: meno sanità pubblica, più privato, più disuguaglianze”.Lo ha dichiarato oggi il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano commentando “l’allarme della Fondazione Gimbe durante l’audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata in materia sanitaria, sottoscritti da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria”.Per il M5S Liguria, l’autonomia differenziata applicata alla sanità “rischia di aumentare le fratture già esistenti”.“Se si concede più autonomia – ha aggiunto Giordano – senza prima definire e finanziare i Lep sanitari, senza garantire davvero i Lea e senza ridurre le liste d’attesa, si crea una sanità a velocità diverse.Chi vive nelle regioni più forti avrà più servizi, chi vive in territori più fragili sarà lasciato indietro.In Liguria purtroppo sappiamo bene cosa significa. Ossia i Pronto soccorso in affanno, liste d’attesa infinite, medicina territoriale debole, fughe verso il privato o verso altre regioni.Basta inseguire la propaganda dell’autonomia differenziata. La destra si occupi della realtà.I liguri chiedono visite in tempi accettabili, ospedali sicuri, pronto soccorso funzionanti e sicuri, medici di famiglia, servizi territoriali e cure accessibili. Non chiedono più privato.Basta mercato della salute.Come M5S, continueremo a opporci a ogni progetto che spacchi il Paese e continueremo a contrastare l’idea malata di una sanità sempre più diseguale che tanto piace alla destra”.    
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>redazionegenova</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Magazine - Italia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110900053.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002110900053.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"magazine-italia.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:© Magazine | Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 32 del 26.04-2005 | Direttore Responsabile Giuseppe Montagna.   Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@magazine-italia.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
]]></tp:ocr>
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Magazine - Italia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109000062.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"magazine-italia.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:© Magazine | Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 32 del 26.04-2005 | Direttore Responsabile Giuseppe Montagna.   Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@magazine-italia.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del se
ttore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo 
Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.    
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		<source Readership="54794" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108300007.PDF"><![CDATA[meteoweb.eu]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.meteoweb.eu/2026/06/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/1001942943/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 9 giu. (Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere. Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.“Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.”“Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a
 Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.“Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”. “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.“In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperi
enze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”. “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball.Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Val
ore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.Iscrivendoti dichiari di aver preso visione delle condizioni generali del servizio.©							2026							MeteoWeb -   Editore Socedit srl - P.iva/CF 02901400800   
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		<title><![CDATA[Sanità e autonomia, il Veneto risponde a GIMBE: “Non è uno spacca Italia”  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002906909181.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"metropolitano.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Dopo i rilievi in Senato della Fondazione GIMBE, il presidente Stefani difende la riforma e rilancia il modello veneto</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.metropolitano.it/sanita-e-autonomia-il-veneto-risponde-a-gimbe-non-e-uno-spacca-italia/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Dopo i rilievi in Senato della Fondazione GIMBE, il presidente Stefani difende la riforma e rilancia il modello veneto--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[IL MEZZOGIORNO SOTTO LA MEDIA PER ASPETTATIVA DI VITA  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003057709521.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003057709521.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"mondoprofessionisti.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Cartabellotta: in 20 anni è peggiorata l’assistenza sanitaria.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:29:00 +0200</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="26" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003057709521.PDF"><![CDATA[mondoprofessionisti.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.mondoprofessionisti.it/primo-piano/il-mezzogiorno-sotto-la-media-per-aspettativa-di-vita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni rischiano di aumentare diseguaglianze di accesso e privatizzazione. È quanto emerge dall’audizione odierna della Fondazione GIMBE presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata, anche alla luce delle evidenze illustrate ieri alla Commissione Affari Sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ovvero le prestazioni sanitarie che Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket.La Fondazione GIMBE ha ricordato che la Corte Costituzionale, con le sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025, ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. «Desta forti perplessità – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse».LEA: differenze marcate tra le quattro Regioni. Nel Nuovo Sistema di Garanzia 2023 (ultimo anno disponibile) la Liguria non raggiungeva la soglia minima prevista in una delle tre macro-aree di valutazione, risultando pertanto inadempiente. Il Veneto ha invece raggiunto il punteggio complessivo più elevato (288 punti), seguito da Piemonte (270) e Lombardia (257), mentre la Liguria si fermava a 219 punti. Nella recente audizione sull’attuazione dei LEA, la Fondazione GIMBE ha inoltre evidenziato come l’attuale sistema di monitoraggio nazionale presenti limiti rilevanti nel cogliere le effettive diseguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni e si sia progressivamente trasformato in uno strumento di political agreement tra Governo e Regioni. «Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – commenta Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui LEA, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».Mobilità sanitaria: Lombardia e Veneto attraggono pazienti, Piemonte e Liguria perdono risorse. Nel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-c
apite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria. «La mobilità sanitaria – evidenzia Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili».Rinuncia alle prestazioni sanitarie: Lombardia e Liguria oltre il 10%. Secondo l’indagine ISTAT 2024, ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta. «La rinuncia alle prestazioni sanitarie – osserva Cartabellotta – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato».Personale sanitario: carenze e forti differenze regionali. Persistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia. «In assenza di LEP sanitari definiti e finanziati – commenta Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico».Maggiori autonomie e rischio di ampliare i divari. Le competenze richieste dalle Regioni – tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate – potrebbero produrre effetti rilevanti sull’equità e sull’uniformità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tariffe di rimborso e remunerazione superiori a quelle nazionali potrebbero aumentare la capacità delle Regioni più forti di attrarre erogatori, professionisti e pazienti, alimentando fenomeni di competizione tariffaria e/o incentivando la concentrazione sulle prestazioni più remunerative e spostandole verso il privato convenzionato. La gestione autonoma di risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie rischia di indebolire la funzione perequativa della programmazione nazionale, orientando gli investimenti verso interventi a maggiore consenso politico piuttosto che verso priorità strategiche quali assistenza territoriale, domiciliarità, salute mentale, prevenzione e interoperabilità digitale. Anche l’istituzione di fondi sanitari integrativi regionali potrebbe favorire una progressiva segmentazione dell’accesso alle cure, offrendo coperture che incidono su tempi, modalità e condizioni di accesso alle prestazioni e aumentando le diseguaglianze tra chi può beneficiare di tali strumenti e chi ne resta escluso. Analogamente, maggiori margini di spesa per personale e prestazioni aggiuntive potrebbero ridurre i tempi di attesa nelle Regioni più forti senza aumentare la capacità produttiva di quelle più fragili, amplificando le diseguaglianze e alimentando ulteriormente la mobilità sanitaria, con possibili effetti boomerang anche per le Regioni più attrattive. Infine, la possibilità di riallocare risorse nazionali vincolate verso finalità diverse da quelle originarie rischia di compromettere obiettivi strategici in settori dove i risultati richiedono investimenti continuativi e di lungo periodo: prevenzione, screening, liste di attesa, assistenza territoriale e non autosufficienza.«La criticità – co
ntinua Cartabellotta – non è l’autonomia amministrativa sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un SSN segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre effetti molto diversi a seconda della capacità organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione il rischio è che l’autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi è già più forte e renda ancora più difficile colmare i divari esistenti».«La garanzia formale dei LEA – conclude Cartabellotta – non basta se milioni di cittadini continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure. Prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni è indispensabile definire e finanziare i LEP sanitari, misurare gli effetti delle autonomie su accesso ed equità e istituire un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio. Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle. Per questo la Fondazione GIMBE ha chiesto di sospendere l’iter o di subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità».    
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		<tp:writer>Luigi Pio Berliri</tp:writer>
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107600020.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107600020.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"montagneepaesi.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori,</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="54" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107600020.PDF"><![CDATA[montagneepaesi.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.montagneepaesi.com/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF – We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta
 un valore e un'opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie
 e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dal
le telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli. Clicca qui per iscriverti al canale Seguici anche su Telegram!Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale. Clicca qui per iscriverti su TelegramEditore: PUBBLI MEDIA s.r.l. Direttore responsabile: Enrico TironiReg: Tribunale di Bergamo: 14 del 08.04.1997P. IVA e Cod. Fisc.: 01975490986Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nelle impostazioni.Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili. Puoi trovare maggiorni informazioni sul nostro trattamento dei dati personali nella nostra Privacy PolicyI cookie strettamente necessari dovrebbero essere lasciati attivi in modo che possiamo salvare le tue preferenze per la scelta dei cookie.Questo sito web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime quali il numero di visitatori nel sito e le pagine più visitate.Lasciare attivo questo cookie ci aiuta a migliorare il nostro sito web.   
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		<title><![CDATA[Sanità, 'la Regione assuma medici di base e pediatri per i ragazzi fino a 18 anni' ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002959108659.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"oggitreviso.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanità, "la Regione assuma medici di base e pediatri per i ragazzi fino a 18 anni"                      Le proposte della Cisl Veneto per salvare la sanità territoriale e le Case di comunità                          10/06/2026 10:47 | OT |                10/06/2026 10:47 | OT |              12345		 				       	VENEZIA - Assumere direttamente i medici di medicina generale e ampliare fino ai 18 anni l’assistenza garantita dai pediatri di libera scelta. Sono le due principali proposte avanzate dalla Cisl Veneto per rafforzare la sanità territoriale, sostenere il funzionamento delle Case di Comunità e fronteggiare la crescente difficoltà nel reperire personale medico.L’organizzazione sindacale ha annunciato di aver richiesto un incontro urgente all’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, per discutere possibili soluzioni alla carenza di professionisti e garantire i livelli essenziali di assistenza sul territorio. Secondo la Cisl, una delle strade percorribili sarebbe l’applicazione di quanto previsto dal Piano Socio-Sanitario Regionale, che contempla la possibilità di inserire medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale nei team di assistenza primaria."La carenza di medici di famiglia è un'emergenza sociale non più tollerabile. Interi quartieri e comuni veneti sono senza un presidio medico: secondo la Fondazione Gimbe, a livello regionale, nel 2025, mancavano 747 dottori, per un bacino di quasi un milione di abitanti. I bandi per le zone carenti, basati sul vecchio sistema a convenzione, continuano ad andare deserti", dichiara Stefania Botton, segretaria regionale con delega alle Politiche sociosanitarie. Per il sindacato, l’assunzione a tempo indeterminato dei medici di base potrebbe rendere più attrattiva la professione per i giovani laureati, grazie a maggiori tutele contrattuali, orari definiti e lavoro in équipe all’interno delle Case di Comunità. "Il Pssr offre alla Regione una base giuridica solidissima e autonoma per procedere immediatamente con l'assunzione diretta a tempo indeterminato di medici di medicina generale", aggiunge Botton.Accanto alla questione dei medici di famiglia, la Cisl propone di mantenere sotto la presa in carico dei pediatri gli adolescenti fino al compimento dei 18 anni. Attualmente il passaggio ai medici di medicina generale avviene a 14 anni. Secondo uno studio elaborato dall’Ufficio Studi del sindacato, in Veneto i ragazzi tra i 15 e i 17 anni assistiti dal sistema sanitario sono circa 143 mila. Il loro mantenimento nell’ambito pediatrico consentirebbe di alleggerire il carico dei medici di base, liberando quote di assistiti equivalenti a circa un centinaio di professionisti a tempo pieno. La proposta viene motivata anche dalla necessità di garantire una maggiore continuità assistenziale durante una fase considerata particolarmente delicata dal punto di vista fisico e psicologico.Nel suo appello alla Regione, la Cisl richiama inoltre il ruolo delle Case di Comunità, realizzate grazie ai finanziamenti pubblici e ai fondi europei, sostenendo la necessità di dotarle di personale stabile per evitare che rimangano sottoutilizzate. "Siamo davanti a un bivio", afferma Stefania Botton. "Le Case di Comunità sono state finanziate e costruite con i soldi dei contribuenti e i fondi europei. Lasciarle vuote o popolarle con costosi medici gettonisti privati sarebbe un fallimento imperdonabile. La Regione utilizzi i poteri di programmazione e assunzione che la legge le conferisce. La nuova governance regionale apra subito il canale della dipendenza pubblica per i Mmg e riformi l'età pediatrica. Il sindacato è pronto a fare la sua parte per costruire una sanità veneta moderna, flessibile e realmente vicina ai bisogni dei lavoratori e delle famiglie". Iscriviti alla Newsletter di OggiTreviso. E' GratisOgni mattina le notizie dalla tua città, dalla regione, dall'Italia e dal mondo 
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           10/06/2026 10:47            OT   
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del se
ttore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo 
Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Fonte www.adnkronos.com                              © Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Da oltre 90 Paesi a Bologna: è già record per il WMF 2026 con 800 espositori ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108600010.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"oltrefano.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Da oltre 90 Paesi a Bologna: è già record per il WMF 2026 con 800 espositori, Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="125" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108600010.PDF"><![CDATA[oltrefano.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.oltrefano.it/attualita/not-rated/da-oltre-90-paesi-a-bologna-e-gia-record-per-il-wmf-2026-con-800-espositori.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital.Dal 24 al 26 giugno, a BolognaFiere, torna il WMF – We Make Future, il più grande evento sull’innovazione AI, Tech e Digital, che mette a sistema competenze, progettualità e visioni di imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e professionisti provenienti da oltre 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente, facendo dell’Italia il punto d’incontro europeo per i principali attori dell’innovazione globale.Già da record i numeri dell’edizione 2026, che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere: oltre 1.000 speaker, più di 90 stage formativi, oltre 800 espositori, più di 3.000 tra founders di startup, PMI, VC e stakeholder dell’open innovation, +50 delegazioni da tutto il mondo e oltre 100 rappresentanti istituzionali. Una tre giorni che intreccerà formazione, business, networking, area fieristica, eventi verticali, side events dei partner, showcase tecnologici, tech show, concerti e momenti di confronto sul Mainstage, offrendo una visione concreta delle trasformazioni in corso nei principali settori dell’innovazione.Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il Patrocinio della Commissione Europea, del MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del MAECI, di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, CINECA ed ESA – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel.Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF.“Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società” afferma Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF – We Make Future. “ Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale” e conclude “siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.”“Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio”  ha dichiarato Rosa Grimaldi, Delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna. “Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’
innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al “fare innovazione”. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni.”“Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del Protocollo d’Intesa siglato con AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane). Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy” Ilenia AlizziDipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy Build What Matters: 14 Industries strategiche e 14 Sfide del Futuro al centro del WMF 2026A dare forma al tema dell’edizione saranno le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF: AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities. Ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.Tante le novità di questa edizione, che amplia e potenzia tutta l’offerta: dalle opportunità di business con aree ed eventi dedicati all’incontro tra stakeholder nazionali e internazionali, agli spazi fieristici, sino agli eventi verticali e alla formazione.L’Area Fieristica: +800 espositori, distretti tematici e business matchingL’Area Fieristica internazionale del WMF 2026 si svilupperà su 9 hall di BolognaFiere e ospiterà oltre 800 espositori, record storico, distribuiti all’interno di distretti tematici dedicati ai principali settori dell’innovazione. Tra le realtà annunciate anche i Main Sponsor dell’edizione Philip Morris e Dell Technologies e Intel, e realtà come Credem Banca, eToro, ESA – European Space Agency, IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, Agenzia ICE, Cineca, Mic – Ministero della Cultura, Reply, Università Bocconi,  Legacoop, Qonto, UIBM – Ufficio italiano brevetti e marchi, Netval, Cosmofarma, Amazon AWS, insieme a imprese tecnologiche, startup, centri di ricerca, istituzioni e player internazionali attivi nello sviluppo di soluzioni AI, tech e digital.“Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo. Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sv
iluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business” afferma Donato Loria, Direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere.“In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende. In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future.” Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna.“Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire. Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future.”  Francesco Ubertini, Presidente Consorzio Cineca L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi PNRR, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato.Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione GIMBE, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball.Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina.Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’inte
rnazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup.L’Area Fieristica sarà inoltre uno spazio di scoperta e sperimentazione, dove il pubblico potrà entrare in contatto diretto con alcune delle tecnologie più avanzate del panorama internazionale. Tra le attrazioni in programma i tech show del Future Show, tra cui il Drone Show realizzato da Allumee Italia e l’esibizione della Gravity Jet Suit, che permetterà di assistere al volo dell’uomo volante; il Campionato Europeo di Drone Soccer, ospitato durante la tre giorni del WMF; e dimostrazioni dedicate alla robotica avanzata, con robot umanoidi e quadrupedi progettati per interagire con i visitatori. Tra le iniziative più notiziabili anche ICARUS, il progetto che punta a stabilire il nuovo Guinness World Record per l’aeroplano di carta più grande del mondo: un velivolo da 20 metri di apertura alare, 7 metri di lunghezza e circa 30 kg di peso, che sarà presentato al WMF in vista del tentativo ufficiale di lancio, i cui dettagli saranno annunciati prossimamente. Non mancheranno inoltre esperienze immersive in realtà virtuale dedicate allo spazio, all’arte e allo sport, oltre a un’area gaming di oltre 300 mq realizzata in collaborazione con Gamers Arena. Ampio spazio sarà dedicato anche allo sport e all’inclusione, con campi da gioco e attività aperte al pubblico per sperimentare discipline tradizionali, balli e pratiche sportive inclusive, tra cui il Baskin.Mainstage: Innovate, Inspire, ImpactPalco principale della manifestazione, il Mainstage del WMF 2026 proporrà un palinsesto live ad alto impatto, tra keynote, talk, fireside chat, interviste, performance e la Finale della Startup Competition Internazionale. Al centro, i grandi temi che stanno orientando il futuro globale: AI, geopolitica, space economy, sovranità tecnologica, robotica, cultura digitale, diritti, legalità, startup economy e nuovi modelli finanziari.Tra gli ospiti d’eccezione di questa edizione anche Mathew Knowles, investitore, imprenditore, docente universitario e manager internazionale noto per aver guidato il successo globale delle Destiny’s Child e contribuito allo sviluppo delle carriere di Beyoncé e Solange Knowles, e Francesca Albanese, giurista, esperta di diritto internazionale e Relatrice Speciale ONU sui diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967.Sul palco si alterneranno rappresentanti delle istituzioni europee e internazionali, Big Tech, centri di ricerca, imprese, media, creator e artisti. Tra le voci già annunciate figurano Henna Virkkunen della Commissione Europea, Michiel Scheffer dell’European Innovation Council,  Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, Marco Pavone di NVIDIA, Bryan Madden di AMD, Matteo Mille di Microsoft, Francesco Ubertini di CINECA, Alberto Sangiovanni Vincentelli dell’University of California, Berkeley, Daniele Pucci di Generative Bionics, Brunello Cucinelli, Nicola Gratteri, Filippo Ghirelli, Cecilia Sala, Enrico Mentana, Corrado Formigli, e Giuseppe Lombardo. Ampio spazio anche allo sport con Marco Belinelli,  alla creator economy e ai linguaggi della comunicazione, con Camihawke, Guglielmo Scilla, Awed, Pierluca Mariti, Gabriele Vagnato e Filippo Caccamo, protagonisti di momenti di dialogo e intrattenimento.Tra i momenti più attesi del programma, alcuni confronti dedicati alle grandi trasformazioni economiche e tecnologiche in corso. Tra questi, “The 28th Regime: One Market for Innovation”, organizzato in collaborazione con Allied For Startups, che approfondirà le prospettive di un mercato europeo sempre più integrato per startup e innovazione. Spazio anche a “Physical AI: The Next Work Revolution”, con Daniele Pucci (Generative Bionics), Bryan Madden (AMD) e Claudio Cisilino (Fincanti
eri), dedicato all’impatto di robotica avanzata, sistemi autonomi e intelligenza artificiale fisica sui modelli produttivi, sull’industria e sul futuro del lavoro.Ad accompagnare Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF, nella conduzione del palco principale saranno Guglielmo Scilla, Alicia Hanf, Gabriele Vagnato e Veronica Maffei, in un’alternanza di voci e prospettive coerente con la natura multidisciplinare della manifestazione.Il Mainstage sarà anche il luogo dei principali momenti di community: dall’Opening Ceremony, che darà ufficialmente il via alla tre giorni, alla Finale della Startup Competition Internazionale, dove si sfideranno le 6 finaliste della Competition: Wormsensing dalla Francia, MaestroHub GmbH dalla Germania, TerraSpark dal Lussemburgo, Brainfood Intelligent Media Cloud dalla Grecia, Mirai S.p.A. dall’Italia e WealthRyse dalla Cina. Sul Mainstage sarà valorizzata anche Lishe360 dalla Tanzania, selezionata attraverso la Global Impact Challenge, una delle call del WMF dedicate a startup e PMI innovative ad alto impatto. In palio una serie di premi messi a disposizione da Search On Media Group e dai Partner dell’iniziativa, assieme alla possibilità per la vincitrice di accedere alla finale di Startup World Cup a San Francisco con premio finale di 1 milione di dollari.Eventi verticali, World Startup & VC Fest e side eventsIl WMF 2026 si svilupperà anche come contenitore di eventi tematici e verticali dedicati ai principali ambiti dell’innovazione: dall’AI Global Summit al Creators Fest, dal Koders Fest, con Main Sponsor Amazon AWS, al Tourism Fest, realizzato con Visit Emilia-Romagna e Regione Emilia-Romagna come Main Partner, dall’Innovation Film Fest dedicato al cinema, al GovTech Summit che riunirà istituzioni europee, nazionali, regionali e locali, fino alla Digital Job Fair, con Main Sponsor ALTEN, dedicata all’incontro tra aziende e professionisti del settore AI, Tech e Digital.Tra gli appuntamenti centrali della manifestazione, il World Startup & VC Fest si conferma evento di riferimento internazionale per startup, PMI innovative, scaleup, investitori e stakeholder dell’open innovation. Nel corso della tre giorni, BolognaFiere ospiterà oltre 3.000 tra startup, PMI, VC e stakeholder dell’innovazione da oltre 80 Paesi, offrendo continue opportunità di networking e business matching per founder, corporate, fondi di investimento, acceleratori e incubatori da tutto il mondo grazie a eventi esclusivi, incontri B2B, cui si aggiungono pitch sessions e distretti espositivi.All’interno del World Startup & VC Fest, le opportunità di confronto e formazione si svilupperanno anche attraverso palchi tematici dedicati all’evoluzione dell’impresa innovativa. Tra questi, la Startup Arena, dove pitcheranno le 140 startup selezionate in tutto il mondo per rispondere alle 14 Sfide del Futuro; la Startup & VC Plenary, che presenterà le opportunità degli ecosistemi nazionali e internazionali presenti; l’Impact to Business Stage, focalizzato su modelli di business e progettualità ad alto impatto sociale e ambientale; l’Entrepreneurship Stage, sul futuro dell’imprenditorialità nell’era dell’AI; e Made in Italy Futures, powered by Philip Morris International, dedicato al futuro delle PMI, del lavoro e dell’innovazione  del sistema produttivo italiano. A questi si affianca lo Startup Day dell’Università di Bologna, con due palchi e un’area espositiva dedicata a innovazione, ricerca e imprenditorialità giovanile e l’Investor Day di Invitalia dedicato all’incontro tra founders e investitori e stakeholders.Ad arricchire ulteriormente il programma, oltre 30 side events, diversi dei quali realizzati dai partner della manifestazione, tra cui  gli eventi di Clust-ER Innovate, Clust-ER Build, Clust-ER Agrifood e Clust-ER Tourism, e poi Assintel, Gruppo Euris Spa – Miro Italia Community Day, Nana Bianca, Zest, Arsenalia, CNR IIT, ITSSI e Motor1.Fuori fiera, il programma proseguirà con la Special Partner Night del 23 g
iugno al Tecnopolo DAMA, uno dei centri più avanzati a livello europeo per il supercalcolo e la ricerca sui dati, la WMF Innovation Night del 24 giugno a Palazzo Re Enzo, dedicata a investitori e founder, l’evento di networking esclusivo di Search On e l’Official Party del WMF aperto alla community.Oltre 90 stage: formazione, visione, business e divulgazioneAmpio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione. All’interno, particolare rilievo avrà la formazione dedicata all’AI, con 12 stage verticali dedicati all’applicazione dell’intelligenza artificiale a diverse industry: dal marketing al commerce, dal turismo alla robotica, dal machine learning all’AI per il business, fino ai nuovi modelli agentici e alle soluzioni applicate a imprese e processi.  L’offerta quest’anno si articolerà in quattro tipologie di stage: Premium Stage, dedicati alla formazione avanzata con speech, case study e approfondimenti verticali su Artificial Intelligence, Coding, Comunicazione, Digital Marketing, Advertising, Data & Analytics, Search, Health, Fintech, Journalism, Work e molto altro; Mainstage, con keynote, talk di visione, interviste, Startup Competition, concerti e show; Discover Stage, orientati a business, innovazione, tool, soluzioni di mercato, startup e open innovation; e Open Stage, pensati per divulgazione e contaminazione tra società, politica, education, space economy, gaming, sport, musica e cinema. Un programma che, anche grazie a 4 Workshop, permetterà ai partecipanti di costruire un percorso personalizzato tra aggiornamento professionale, scenari di mercato, strumenti operativi, opportunità di business e confronto con esperti, aziende e realtà di riferimento nei rispettivi settori.Music Fest: tre giorni di concerti, industria musicale e nuovi linguaggi creativiSpazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni – spesso nel modo sbagliato. Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa – e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”  afferma Carlo Durante, CEO Billboard ItaliaTra gli appuntamenti in programma, interventi e talk con Enzo Mazza, CEO di FIMI – Federazione Industria Musica Italiana, Federico Durante e Carlo Durante di Billboard Italia, Massimiliano Montefusco di RDS, Rocco Centrella di Netflix EMEA, Federico Diliberto Paulsen di Sony Music Publishing, Stella Tavella di Musixmatch e Anna Zò di Music Innovation Hub. Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il 
concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.Appuntamento dunque dal 24 al 26 giugno a BolognaFiere con il WMF 2026: tre giorni per incontrare il mondo dell’innovazione, attraversarne le sfide e trasformare idee, business, tecnologie e competenze in impatto reale. Ticket, programma ed eventi disponibili sul sito ufficiale. Tra i partner tecnici del WMF 2026 si ringraziano Intrepify – Official AI Language Partner, Auting Mobility Partner, StickerMule – Partner Tecnico, FIDA – European Drone Soccer Federation, Salabam.Sei un nostro fedele lettore? Sostienici con una donazione!Condividi:   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - OndAzzurra.com ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109900055.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ondazzurra.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:© All Rights Reserved, OndAzzurra.com © | Tutti I Diritti Sono Riservati | Registro Stampa del Tribunale di Napoli n. 4874 | Direttore Responsabile:Emilia Velardi ColasantiVia Ceneda, 39 – 00183 (Roma)direzione@ondazzurra.com+39 06 892 811 98 Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108800064.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ondazzurra.com" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:© All Rights Reserved, OndAzzurra.com © | Tutti I Diritti Sono Riservati | Registro Stampa del Tribunale di Napoli n. 4874 | Direttore Responsabile:Emilia Velardi ColasantiVia Ceneda, 39 – 00183 (Roma)direzione@ondazzurra.com+39 06 892 811 98 Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita - Primopiano24 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002106200034.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"primopiano24.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[-Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Primo Piano 24 |  direttore editoriale Susy Miraglia  Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore  vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@primopiano24.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Primopiano24 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111900043.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"primopiano24.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
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in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di conf
ronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo cost
ruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Primo Piano 24 |  direttore editoriale Susy Miraglia  Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore  vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@primopiano24.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111000050.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianodelsud.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:16:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del se
ttore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo 
Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.    
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 un valore e un'opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie
 e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dal
le telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Pubblicato il 9 Giugno 2026CLICCA QUIE ACQUISTA LE TUECOPIE ARRETRATERegistrazione Tribunale di Bari 1361/98.Non ha un account?   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF – We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta
 un valore e un'opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie
 e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dal
le telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Pubblicato il 9 Giugno 2026CLICCA QUIE ACQUISTA LE TUECOPIE ARRETRATERegistrazione Tribunale di Foggia 13/87.Non ha un account?   
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		<title><![CDATA[ULTIMISSIME_ADN  - Quotidiano Di Puglia ]]></title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 9 giu. (Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società - afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF - Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna r
appresenta un valore e un'opportunità per il territorio - ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna - Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) - spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy - Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo - aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere - Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende - afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna - In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibil
i sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire - aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca - Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato - afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia - Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo da
lle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.   
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		<title><![CDATA[Cure primarie in evoluzione: il fisioterapista per percorsi più appropriati e sostenibili ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002925308229.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, il recente articolo sul Working Paper OCSE “Incentivising patient pathways in outpatient care” evidenzia come il gatekeeping (il medico di medicina generale come primo filtro) sia</p>]]></description>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/cure-primarie-in-evoluzione-il-fisioterapista-per-percorsi-piu-appropriati-e-sostenibili/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Gentile Direttore,il recente articolo sul Working Paper OCSE “Incentivising patient pathways in outpatient care” evidenzia come il gatekeeping (il medico di medicina generale come primo filtro) sia efficace solo in presenza di cure primarie forti e tempestive. In caso contrario il filtro diventa un collo di bottiglia che alimenta percorsi alternativi privati e disuguaglianze.L’altra drammatica valvola di sfogo per la mancanza di risposte territoriali è l’ospedale. A confermarlo sono i dati del Programma Nazionale Esiti 2024 (Sistema informativo EMUR, fonte esterna non inclusa in bibliografia): nei giorni feriali diurni si registrano in Italia oltre 3,3 milioni di accessi in Pronto Soccorso per codici bianchi e verdi, pari al 65% delle emergenze. Un’enormità di bisogni non urgenti (tra cui molti disturbi muscolo-scheletrici) che il territorio non riesce a intercettare.La causa è la profonda crisi della Medicina Generale. I dati della Fondazione GIMBE documentano la carenza di oltre 5.500 MMG, con il 51,7% di quelli in attività costretto a superare il massimale di 1.500 assistiti. A questo sovraccarico si sommano l’invecchiamento demografico – con gli over 80 triplicati negli ultimi 40 anni – e il caos generato da un uso pervasivo dei sistemi di messaggistica istantanea da parte dei pazienti, che sottrae tempo vitale.A indicare la via d’uscita sono gli stessi medici. Un recente sondaggio IPSOS DOXA-FIMMG afferma che un’adeguata organizzazione e consulenze mirate ridurrebbero di un terzo gli invii a visite di secondo livello, portando la gestione autonoma degli accessi dal 50% al 67%. I medici ritengono che il loro ruolo evolverebbe positivamente se avessero più tempo per le visite (55%), diagnostica in studio (52%) e – fattore cruciale – la presenza di infermieri, fisioterapisti e psicologi (38%).In questo scenario il fisioterapista è una risorsa strategica. Collocato attualmente a valle del percorso tramite prescrizione medica, rischia di non rispondere rapidamente alla crescente domanda legata ai disturbi muscolo-scheletrici. Le esperienze internazionali avanzate indicano però una chiara evoluzione: l’inserimento del fisioterapista come professionista di primo contatto. In questo modello il fisioterapista funge da accesso diretto, gestisce i casi appropriati e indirizza al medico solo le situazioni che richiedono approfondimenti diagnostici.Questa impostazione genera vantaggi a cascata: riduce drasticamente gli accessi non necessari alla medicina generale e ai Pronto Soccorso e accelera le risposte per i cittadini. Sgravare i MMG dalla valutazione muscolo-scheletrica iniziale può restituire loro proprio quel tempo prezioso per i pazienti complessi che le indagini invocano come priorità assoluta.Auspichiamo dunque un confronto istituzionale sul posizionamento del fisioterapista nelle cure primarie. Non si tratta di sostituire ruoli ma di rafforzare la capacità transdisciplinare del sistema attraverso una stretta alleanza tra Medico e Fisioterapista. La lezione dell’OCSE è chiara: la sostenibilità del filtro territoriale dipende dalla sua rete professionale. L’accesso diretto al fisioterapista nelle Case di Comunità è oggi una risorsa indispensabile per salvare e rafforzare il primo livello di assistenza.Fabio BracciantiniPresidente OFI Toscana CentroMelania SalinaPresidente OFI Friuli Venezia Giulia   
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		<title><![CDATA[Un primo consuntivo della Misura 6 del Pnrr ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002930608230.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gentile Direttore, operando sui dati ufficiali pubblici e su quelli di soggetti indipendenti che seguono lo stato di avanzamento del PNRR Misura 6 Sanità, è possibile fare un</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:41:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/un-primo-consuntivo-della-misura-6-del-pnrr/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Gentile Direttore, operando sui dati ufficiali pubblici e su quelli di soggetti indipendenti che seguono lo stato di avanzamento del PNRR Misura 6 Sanità, è possibile fare un primo consuntivo dello stato di realizzazione del PNRR M6. Vengono in evidenza limiti, criticità e difficoltà operative in particolare delle Regioni e PPA, delle Aziende Sanitarie e dei Comuni, in particolare nelle Regioni meridionali del Paese.Sullo sfondo il tema del post PNRR e della messa a regime degli investimenti fatti su cui non c’è ancora certezza su coperture finanziarie, dotazioni di personale e adeguamento di procedure gestionali e di modelli operativi.Le fonti dati possibiliFonti dati utili sono diverse e qualificate, tenendo presente che oltre a considerare lo stato di avanzamento degli investimenti secondo i dati più recenti disponibili, si dovrebbero valutare gli sviluppi in termini di effettiva entrata in funzione a pieno regime e in modo strutturale dei nuovi servizi.Le fonti dati utilizzabili sono la piattaforma ReGiS per il monitoraggio, la rendicontazione e il controllo del PNRR; il sito web del Ministero della Salute dedicato alla Missione 6 e quello di “Italiadomani” riguardante l’intero PNRR; il rapporto del Ministero della Salute sull’avanzamento della Missione 6; quello di Agenas sul monitoraggio dell’attuazione del DM 77/2022, recante la definizione dei modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale del SSN; la relazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione degli interventi del PNRR e del PNC; la Sesta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR; il rapporto della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) sullo stato delle attività connesse con il PNC alla fine del 2023; il Documento di finanza pubblica (DFP).Cautele nella gestione dei flussi informativiQualche cautela va comunque considerata nella valutazione dei progressi realizzati, in quanto la ricostruzione dello stato di attuazione del PNRR non è semplice e può indurre in errori di valutazione:Per problemi intrinseci della banca dati ReGiS, la cui alimentazione è soggetta a ritardi ed errori di registrazione e la cui lettura può dare luogo a difficoltà interpretative Per le complicazioni che emergono nel ripercorrere le modifiche al PNRR e l’aggiornamento della programmazione regionale degli interventi, che spesso prescinde e va oltre gli obiettivi del Piano;Per alcune incongruenze tra le diverse fonti di informazione, dovute anche alle differenti date di aggiornamento.Inoltre, la ricostruzione delle azioni attuative del PNC è soggetta a margini di incertezza ancora più elevati, anche per il mancato aggiornamento dal 2024 del rapporto della RGS sui relativi progressi.Death line di giugno 2026La Missione 6 (Salute) del PNRR ha raggiunto una fase di accelerazione forzata, essendo il 30 giugno 2026 la scadenza operativa cruciale per l’erogazione delle risorse e la finalizzazione degli interventi. Le relazioni della Corte dei Conti evidenziano forti criticità territoriali e ritardi strutturali.I dettagli chiave sullo stato di avanzamento includono:Obiettivi della Componente 1 (Reti di prossimità): Il target principale di giugno 2026 prevede la messa in piena operatività delle Case di Comunità, degli Ospedali di Comunità e l’avvio definitivo dei servizi di assistenza territoriale. A ridosso della scadenza, il Ministero della Salute ha completato tavoli di confronto con le Regioni e le PPAA per risolvere i problemi di attivazione e in particolare la dotazione di personale.Obiettivi della Componente 2 (Innovazione e Ricerca): Entro la fine del mese è fissata la scadenza europea per garantire la piena operatività di tutte le grandi apparecchiature sanitarie acquistate (RMN, PET, TAC, etc.) e l’erogazione di fondi per i progetti di edilizia sanitaria “ospedale sicuro e sostenibile”.Sebbene la spesa globale abbia registrato un’accelerazione, la Corte dei Conti ha lanciato l
’allarme sulla realizzazione materiale delle opere. Si registrano contesti a due velocità, con le Regioni del Mezzogiorno (in particolare Puglia e Basilicata) che presentano tassi di completamento inferiori rispetto alle aree del Nord Italia. Per far fronte alla carenza di organico che rischia di bloccare l’operatività delle nuove strutture, il Governo ha introdotto misure di semplificazione e la proroga dell’attività per i medici di medicina generale fino al 2027. Basteranno?Stato avanzamento totale M6 PNRRPur tenendo conto di questi elementi, dall’analisi emerge che, malgrado le scadenze del PNRR siano state sinora rispettate e le riforme previste attuate, sono le prossime tappe quelle più difficili da completare, in particolare laddove si tratta di chiudere rapidamente, ovvero entro la metà del 2026, i cantieri aperti (l’81,7%) dei progetti in fase esecutiva o conclusiva e quelli, (18,3%), ancora non avviati. Questo richiederebbe performance decisamente migliori rispetto alla tradizionale lunghezza della durata dei lavori pubblici in Italia. Anche dal punto di vista finanziario, la spesa risulta pari a 2,8 miliardi, un importo di poco inferiore a quanto previsto dal cronoprogramma (3,1 miliardi), ma lontano dall’ammontare complessivo delle risorse da utilizzare.Le criticità finanziarie nella gestione del PNRR M6Innanzitutto abbiamo uno sbilancio costi/finanziamenti per realizzare i nuovi servizi Territoriali. Dal 2027 in poi abbiamo uno sbilancio di €. 1.339.216.742 tra costi e finanziamenti per il mantenimento di quanto realizzato. Inoltre, salvo nuove decisioni in sede UE, dovremmo incominciare a restituire i 2/3 dei finanziamenti ricevuti non a fondo perduto.Tabella 1 – Finanziamenti M6 PNRR per singoli anni 2022-2027.+Probabilmente questo andrà ad impattare sul debito pubblico cumulato già oggi pari a 3.100 miliardi di Euro. Resta da definire, qualora non utilizzeremo tutti i finanziamenti previsti, se potranno essere postergati o andranno restituiti, o se andranno destinati ad altro (armamenti o energia) …Comunque ci saranno impatti sul bilancio dello Stato nel 2026 e negli anni successivi.La governance del PNRR e le criticità esistentiIn Italia la gestione del PNRR era prevista a due livelli:Un livello “macro” Governo, Conferenza Stato-Regioni-PPAA e Agenzie Nazionali (ISS, AGENAS), che complessivamente è stato in grado di svolgere la sua funzione di indirizzo, controllo e monitoraggio anche se con incertezze e rimodulazioni del PNRR per ben sette volte per ridimensionare al possibile gli obiettivi delle singole Misure del PNRR stesso alle evidenze dai territori.Un livello “meso” e “micro” Ministeri e Agenzie Nazionali (ISS, AGENAS), nonché Regioni/Comuni/Aziende Sanitarie dove abbiamo avuto le maggiori difficoltà sia a livello di programmazione degli interventi, che di realizzazione delle opere previste. Le difficoltà delle Regioni (diversi modelli di SSR), dei Comuni e delle ASL si sono palesate quasi da subito, tant’è che diverse Regioni hanno centralizzato le gare e cercato di sostenere le attività di gestione dei progetti previsti all’inizio. Comunque il permanere delle difficoltà a questo livello ha comportato la rimodulazione continua degli obiettivi del Modulo 6 del PNRR.la pandemia ha reso ancora più evidenti alcuni aspetti critici di natura strutturale, che in prospettiva potrebbero essere aggravati dall’accresciuta domanda di cure derivante dalle tendenze demografiche, epidemiologiche e sociali in atto. Infatti assistiamo a:Significative disparità territoriali nell’erogazione dei servizi, in particolare in termini di prevenzione e assistenza sul territorio;Un’inadeguata integrazione tra servizi ospedalieri, servizi territoriali e servizi sociali;Tempi di attesa elevati per l’erogazione di alcune prestazioni critiche;Una scarsa capacità di conseguire sinergie nella definizione delle strategie di risposta ai rischi ambientali, climatic
i e sanitari, che dovrebbero essere riconducibili all’approccio “One Health”.Le criticità presenti nei SSR e nelle AUSL territoriali attualmente sono le seguenti:Diffusione di diversi e non omogenei, né di facile convergenza, sistemi di valutazione dei pazienti complessi tramite scale di valutazione difformi e spesso non conformi a quanto dichiarato dalle stesse Regioni di riferimento. La stragrande maggioranza delle UVMD opera in totale autonomia nella scelta delle scale di valutazione con una dispersione dei profili dei pazienti e rischi rilevanti di inappropriatezza anche rispetto ai LEA;Diffusione di sistemi informativi aziendali spesso sviluppati in divenire senza un approccio sistemico e unitario;Organizzazione dei servizi territoriali difforme tra Distretti e Distretti a volte anche all’interno della stessa AUSL, in un approccio a “canne d’organo” e non di integrazione trasversale e funzionale dei servizi stessi.A questo proposito si possono rileggere i documenti prodotti dal Tavolo Re.Se.T. Reti per i servizi territoriali, AGENAS e Regioni/PPAA, “Allegato 4: Gli strumenti per la Valutazione Multidimensionale in Italia”, che sono ancora molto attuali.Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territorialeCome noto il PNRR prevedeva e prevede per rafforzare le reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale le seguenti attività:Istituzione di Case della Comunità come perno delle prestazioni sul territorio in ambito Socio-sanitario;Le case come primo luogo di cura e l’Assistenza Domiciliare al fine di migliorare le prestazioni offerte in particolare alle persone vulnerabili e disabili, anche attraverso il ricorso a nuove tecnologie;Il potenziamento di strutture pe l’erogazione di cure intermedie (Ospedali di Comunità).Case di ComunitàVengono da lontano, esistono come “Case della Salute”, dal 2008 (Bando Ministro Livia Turco), sono state previste e definite nel Piano Nazionale delle Cronicità, 2016 e poi nel Piano Nazionale della Prevenzione, 2014-18 nell’ambito dei nuovi modelli di rete integrati ospedale, territorio, domicilio. Sono state poi incluse nelle risultanze del Tavolo “Re.Se.T.” (2018), per poi divenire le Case di Comunità nel PNRR.In Italia, erano programmate dopo le varie rimodulazioni della M6 del PNRR, circa 1.715 Case della Comunità. Al giugno 2026, il monitoraggio ufficiale di AGENAS indica che circa 781 strutture possiedono almeno un servizio attivo (comprese le sedi provvisorie), mentre quelle pienamente operative e complete di tutti i servizi (con équipe mediche h12/h24) sono solo 66. Quindi il modello operativo originario, vedi DM 77, è implementato in modo completo solo in 1 su 10 Case di Comunità attivate.È da tenere presente quanto rilevato dall’Ufficio Studi Camera dei Deputati, “Case della salute ed Ospedali di comunità: i presidi delle cure intermedie. Mappatura sul territorio e normativa nazionale e regionale, 2021”. In quella data erano state censite 493 Case della Salute, concentrare su 5 Regioni, ovvero, 71 in Piemonte, 77 in Veneto, 124 in Emilia Romagna, 76 in Toscana, 55 in Sicilia, 22 nel Lazio, 21 nelle Marche e le altre 47 sparse tra 6 Regioni. In altre 8 Regioni non c’era nulla.Al giugno 2026 per AGENAS la distribuzione regionale delle strutture con almeno un servizio attivo, su 781 attive, vede una forte disparità territoriale a favore del Centro-Nord. Le Case di Comunità sono prevalentemente 142 in Lombardia, 140 in Emilia Romagna, 95 nel Lazio, 70 in Toscana, 63 nel Veneto.  Quindi le restanti 271 strutture sono distribuite nelle altre Regioni e PPAA, con ritardi più marcati al Sud (es. in Abruzzo, Basilicata e Campania risultano operative solo strutture prive di molti requisiti o in fase di avvio).Se confrontiamo i dati precedenti al PNRR, ovvero le 493 Case della Salute con le 781 Case di Comunità realizzate, abbiamo un incremento pari a +288. Rispett
o all’ultimo obiettivo rimodulato della M6 PNRR, ovvero 1.715, abbiamo un differenziale negativo pari a -934. (-45,6% sul programmato riformulato).Se confrontiamo con le prime simulazioni del PNRR relative all’applicazione degli standard previsti sul totale della popolazione residente che portava ad un obiettivo teorico di 3.010, saremmo a -2.229, pari al -70,68%.Per altro avevamo avuto drastiche rimodulazioni in itinere, come segue:Tabella 2 – Rimodulazione del numero delle Case di Comunità per anno e % di realizzazioneTipologiaPNRR 2021PNRR 2023PNRR 2024PNRR 2025PNRR 2026% Realizzazione sul 2025Case di Comunità3.0101.7151.5121.03878145,53%(Elaborazioni su dati Ragioneria dello Stato, Corte dei Conti e ReGIS)Ospedali di ComunitàAnche gli Ospedali di Comunità vengono da lontano, prima sono previsti nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, poi nel Patto per la Salute 2014-2016, a seguire nel Decreto del Ministero della Salute n. 70 del 4 aprile 2015 e nel Piano Nazionale della Cronicità 2016 e infine nel Tavolo Interregionale Re.Se.T. 2018.Al giugno 2026, risultano attivi in Italia 163 Ospedali di Comunità (su 594 programmati), con una dotazione di 2.921 posti letto. I dati, monitorati da AGENAS e analizzati dalla Fondazione GIMBE, evidenziano un forte divario territoriale: 112 strutture sono al Nord, 28 al Centro e solo 23 al Sud.Il dettaglio degli Ospedali di Comunità attivi per Regione e Provincia Autonoma (PPAA), aggiornato agli ultimi report, è il seguente: in Abruzzo 6, in Calabria 2, in Campania 7, in Emilia-Romagna 11, in Friuli-Venezia Giulia 3, nel Lazio 12, in Liguria 5, in Lombardia 34, nelle Marche 6, nel Molise 1, in Piemonte 18, nelle Puglie 6, in Sardegna 2, in Sicilia 12, in Toscana 13, nel Trentino-Alto Adige: 4 (2 P.A. Trento, 2 P.A. Bolzano), in Umbria 2, nel Veneto 19, Nelle altre Regioni non citate nulla.Inizialmente gli OdC dovevano essere 1.205, poi rimodulati in 650 nel 2012, 611 nel 2023, 594/592 nel 2024.Rispetto agli obiettivi teorici iniziali siamo 1:10, rispetto al 2021 a -75%, rispetto al 2023 al -73%, rispetto al 2024 al – 72%. Quindi molto lontani da quanto programmato inizialmente.Se però confrontiamo il consuntivo con quanto rilevato dall’Ufficio Studi Camera dei Deputati, “Case della salute ed Ospedali di comunità: i presidi delle cure intermedie. Mappatura sul territorio e normativa nazionale e regionale, 2021”. In quella data avevamo 163 OdC con 3.163 Posti Letto. Siamo rimasti a quel dato con però 242 Posti Letto in meno. La distribuzione per Regioni e PPAA è molto simile al 2021.Tabella 3 – Rimodulazione del numero degli Ospedali di Comunità per anno e % di realizzazioneTipologiaPNRR 2021PNRR 2023PNRR 2024PNRR 2025PNRR 2026% Realizzazione sul 2025Ospedali di Comunità65061159430716326,67%(Elaborazioni su dati Ragioneria dello Stato, Corte dei Conti e ReGIS)Centrali Operative Territoriali.Anche le COT hanno una loro storia nei documenti di policy nazionali. Si inizia con la definizione del sistema CUP e relative Linee guida nazionali, 2009, poi i PUA, Punti Unici di Accesso o Porte Uniche di Accesso, e le UVMD; poi le UVM e il Piano Assistenziale Individuale (P.A.I.); poi il DM 70 e poi DM77l con COA e poi COT.A seguire la Centrale Operativa 116117. Infine nell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e nel Tavolo Re.Se.T. Ministero/AGENAS/Regioni 2017-2018In tutta Italia erano previste a regime 600 Centrali Operative Territoriali (COT), almeno una per ogni Distretto socio-sanitario. A metà 2026, il numero di COT attivate ha superato quota 600 a livello nazionale, sebbene la piena operatività con tutti gli standard definiti dal Decreto Ministeriale 77/2022 sia ancora in fase di assestamento nei diversi territori.Le COA erano nate per supportare il lavoro di gestione domiciliare dei pazienti Covid 19 e sono state inserite nel PNRR anche in una ipotesi di loro possibile riutilizzo a supporto
 delle attività di ADI, considerate giustamente strategiche, e nella prospettiva di ridare centralità alla “casa come primo luogo di cura”, ma anche e soprattutto per cominciare a riallineare i bisogni vari e diversi dei pazienti che ormai, da anni, non sono allineati alla offerta dei servizi che vengono erogati, anzi sono stati obbligati ad adeguarsi ad una offerta di servizi sempre più rigida e inadeguata.La diffusione e l’attivazione delle COT dipende interamente dalla programmazione operativa delle singole Aziende Sanitarie Locali (ASL/ATS/ULSS) e dai rispettivi Piani Sanitari Regionali. Questo è uno dei target PNRR raggiunti.  Anche se è vero che a base di questa tipologia di struttura avevamo proprio le COA; Centrali Operative Aziendali, del periodo pandemico che erano già diffuse su tutto il territorio nazionale con dotazioni tecnologiche e personale dedicato. Praticamente, banalizzando, è bastato cambiare le insegne fuori dalle COA e tramutarle in COT.Tabella 4 – Rimodulazione del numero delle COT per anno e % di realizzazioneTipologiaPNRR 2021PNRR 2023PNRR 2024PNRR 2025PNRR 2026% Realizzazione sul 2025COT Centrali Operative Territoriali60060265065762595,12%(Elaborazioni su dati Ragioneria dello Stato, Corte dei Conti e ReGIS)ADI, Assistenza Domiciliare Integrata.L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) in Italia, potenziata tramite la Missione 6 del PNRR, mira a raggiungere oltre 1,5 milioni di pazienti over 65 (circa il 10% della popolazione anziana). Il modello si basa sul principio della “casa come primo luogo di cura” per pazienti non autosufficienti o con patologie croniche.Le caratteristiche chiave dell’ADI includono:Gratuità: Le prestazioni sono a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Servizi inclusi: Comprende visite mediche, infermieristiche, riabilitative e cure palliative. Si distingue dal SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare dei Comuni) che invece copre bisogni socio-assistenziali.Telemedicina: L’intervento include il potenziamento di strumenti digitali per il monitoraggio a distanza.Accesso: L’attivazione richiede una valutazione del Medico di Medicina Generale (medico di base).Dal Monitoraggio 2025, rilevato a marzo 2026, a livello nazionale, emerge che il numero di assistiti over 65 ha superato il target previsto, con una percentuale di raggiungimento pari al 115,2% rispetto al valore atteso. Sono stati presi in carico 1.625.785 assistiti over 65, a fronte di un obiettivo di 1.496.417. Nel 2025, quindi, la percentuale di popolazione over 65 presa in carico con una o più prestazioni erogate nell’anno di riferimento risulta pari al 11,3%.  Da tenere presente che la quasi totalità dell’ADI è gestita dalle ASL in outsourcing, ovvero è gestita da privati vincitori di bandi pubblici. Gli investimenti relativi sono a carico dei privati. La parte pubblica garantisce il mercato nel tempo. Quindi non era difficile raggiungere il target PNRR.Una ultima riflessione tra ADI a medio-bassa complessità e ADI ad alta complessità.Per i pazienti ad alta complessità (non autosufficienti, con patologie degenerative o in fase terminale), il PNRR richiede l’implementazione di modelli di presa in carico congiunta (sanitaria e sociale). L’aumento dei volumi deve necessariamente essere accompagnato da una crescita dell’intensità di cura. Esiste il rischio, segnalato da diverse analisi del settore, che l’aumento del numero di pazienti assistiti si traduca in prestazioni di bassa intensità e di breve durata, lasciando scoperte le necessità di alta complessità che richiedono interventi pluri-quotidiani e specialistici. L’ADI ad alta complessità richiede un forte investimento nei servizi sociali di competenza dei Comuni (es. SAD – Servizio di Assistenza Domiciliare). Spesso, le disomogeneità regionali e i diversi criteri di finanziamento tra Sanità e Comuni rendono difficile garantire un’assistenza ad alta intensità uniforme su tutto il territorio nazionale.Tab
ella 5 – Rimodulazione del numero assistiti in ADI per anno e % di realizzazioneTipologiaPNRR 2021PNRR 2023PNRR 2024PNRR 2025PNRR 2026% Realizzazione Sul 2025ADI (pazienti presi in carico)800.000800.00842.0001.496.4171.625.785115,00%(Elaborazioni su dati Ragioneria dello Stato, Corte dei Conti e ReGIS)Tecnologie sanitarie, FSE e digitalizzazioneA giugno 2026, l’attuazione della Missione 6 del PNRR registra un avanzamento a due velocità. Sebbene l’ammodernamento del parco tecnologico proceda, la Corte dei Conti evidenzia forti criticità per la digitalizzazione e la telemedicina, con forti divari territoriali. La scadenza inderogabile per la conclusione di tutti i target è fissata al 31 agosto 2026.Il quadro dettagliato si articola nelle seguenti aree:Grandi Apparecchiature Ospedaliere: in linea con i target, con oltre 3.100 grandi apparecchiature (TAC, Risonanze Magnetiche, Acceleratori Lineari) previste in fase di collaudo o operative. L’obiettivo è rinnovare il parco tecnologico nazionale, superando l’obsolescenza e uniformando gli standard diagnostici a livello locale.Digitalizzazione e Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): qui si registrano i maggiori rallentamenti. Il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica e la messa a regime del Fascicolo Sanitario Elettronico scontano ritardi in diverse Regioni. L’obiettivo era digitalizzare 280 strutture ospedaliere di primo e secondo livello (DEA) per garantire l’interoperabilità dei dati clinici a livello nazionale.Assistenza Territoriale e Telemedicina: la realizzazione delle strutture (Case e Ospedali di Comunità) vede, come già descritto, un avanzamento disomogeneo. Molte amministrazioni regionali mostrano ritardi accumulati nell’attivazione effettiva di questi centri. L’obiettivo era diffondere la telemedicina e riorganizzare l’assistenza domiciliare per ridurre l’intasamento degli ospedali tradizionali.Da notare che per acquisire le tecnologie, a fronte dei tempi storici dei provveditorati ed economati delle Aziende Sanitarie, molte Regioni e PPAA hanno deciso di centralizzare le gare. Inoltre essendo acquisizioni di tecnologie già sul mercato in grande parte, esaurite le gare, restava solo un problema di implementazione nei contesti, che spesso viene sottovalutata, ma è fondamentale per non avere crisi di rigetto delle tecnologie proposte. La Mission 5 “Inclusione” del PNRR, sempre insistente sul tema “salute”La Missione 5 “Inclusione e Coesione” del PNRR ha un valore complessivo di circa 19,8 miliardi di euro. A ridosso della scadenza del 30 giugno 2026 per il completamento di tutti gli interventi, si registra un avanzamento in chiaroscuro: la spesa ha subito una forte accelerazione, ma diverse opere territoriali e sociali corrono il rischio di slittamento. Secondo i dati della piattaforma ReGiS, la percentuale di progetti non ancora avviati su questa specifica missione oscilla attorno al 4%.  Si registrano criticità per alcuni importanti bandi attuativi dei Comuni, tra cui gli investimenti 1.2 (Percorsi di autonomia per persone con disabilità) e 1.3 (Housing temporaneo e stazioni di posta). Diversi enti territoriali hanno ricevuto avvisi di definanziamento per mancato rispetto delle tabelle di marcia.Considerazioni conclusiveProbabilmente non centreremo gli obiettivi previsti nella M6 del PNRR. Questo con le solite Regioni più virtuose che capitalizzeranno gli investimenti assegnati in tutto o in grande parte. Le Regioni del Mezzogiorno e delle Isole continueranno a registrare ritardi. Resta il tema della messa a regime post PNRR in particolare per i costi del personale e della gestione dei servizi. Su questa dimensione anche Regioni del Centro Nord presentano criticità se non affidandosi a rapporti di outsourcing con conseguente privatizzazione dei servizi.Da queste evidenze emerge che sono da ripensare le procedure amministrative di Economati e Provveditorati delle Aziende Sanitarie per indire, gestire e monitorare le Gare
.Poi abbiamo alcune criticità non risolte e non risolvibili a breve:Il problema del personale che manca. Nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si stima la mancanza di oltre 60.000 infermieri e di oltre 5.500 medici di famiglia. Inoltre, mancano migliaia di specialisti in rami critici come l’emergenza-urgenza, mentre si attende un’imminente ondata di pensionamenti che coinvolgerà decine di migliaia di professionisti nei prossimi anni.In valore assoluto i medici non mancano (con 5,4 ogni 1.000 abitanti l’Italia è al 2° posto nell’area OCSE). Tuttavia, oltre 90.000 medici non lavorano nel SSN, avendo scelto il privato, la libera professione, l’estero o percorsi diversi.  Un recente studio della Fondazione GIMBE indica un quadro in peggioramento a causa dell’aumento delle dimissioni volontarie e dell’età media elevata del personale strutturato.Non siamo riusciti a riorganizzare i servizi sanitari e sociosanitari per processi e a integrarli tra loro a vantaggio dei pazienti. I ritardi sono evidenti e non siamo riusciti a ridurli in questi anni di PNRR … non è ipotizzabile e realistico pensare che ci riusciremo a seguire a breve.Stiamo inevitabilmente cristallizzando le differenze di agibilità ai LEA nei vari territori e non riusciamo ad avere convergenze verso standard più virtuosi.Infine il problema dei problemi sarà quello della messa a regime dei servizi. Non sono previsti finanziamenti specifici UE o nazionali, per ora, in quanto avremmo dovuto efficientare le reti territoriali e gli ospedali con nuovi modelli operativi e le nuove tecnologie e, quindi, liberato risorse da rimpiegare nella gestione dei servizi implementati … Per ora non ci siamo, purtroppo …Grazie al mio amico Andrea Vannucci per i contributi apportati.Giorgio Banchieri, Segretario Nazionale ASIQUAS, Associazione Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria e Sociale, e docente DiSSE, Università “Sapienza” di Roma.Riferimenti:Piattaforma ReGiS per il monitoraggio, la rendicontazione e il controllo del PNRR;Sito web del Ministero della Salute dedicato alla Missione 6;Sito di “Italiadomani” riguardante l’intero PNRR;Rapporto del Ministero della Salute sull’avanzamento della Missione 6;Rapporti AGENAS sul monitoraggio dell’attuazione del DM 77/2022, recante la definizione dei modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale del SSN;Relazioni della Corte dei Conti sullo stato di attuazione degli interventi del PNRR e del PNC;Le Relazioni al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR;Rapporti della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) sullo stato delle attività connesse con il PNC alla fine del 2023;Documenti di finanza pubblica (DFP).   
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		<title><![CDATA[Autonomia differenziata. Gimbe chiede la sospensione: "Senza Lep e monitoraggio si ampliano i divari tra Regioni" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002880108929.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria chiedono le stesse maggiori competenze nonostante profonde differenze su Lea, accesso alle cure e personale.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:28:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002880108929.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/autonomia-differenziata-gimbe-chiede-la-sospensione-senza-lep-e-monitoraggio-si-ampliano-i-divari-tra-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni rischiano di aumentare diseguaglianze di accesso e privatizzazione.È quanto emerge dall’audizione odierna della Fondazione Gimbe presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata, anche alla luce delle evidenze illustrate ieri alla Commissione Affari Sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie che Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket.La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale, con le sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025, ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse”.LEA: differenze marcate tra le quattro Regioni. Nel Nuovo Sistema di Garanzia 2023 (ultimo anno disponibile) la Liguria non raggiungeva la soglia minima prevista in una delle tre macro-aree di valutazione, risultando pertanto inadempiente. Il Veneto ha invece raggiunto il punteggio complessivo più elevato (288 punti), seguito da Piemonte (270) e Lombardia (257), mentre la Liguria si fermava a 219 punti. Nella recente audizione sull’attuazione dei LEA, la Fondazione Gimbe ha inoltre evidenziato come l’attuale sistema di monitoraggio nazionale presenti limiti rilevanti nel cogliere le effettive diseguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni e si sia progressivamente trasformato in uno strumento di political agreement tra Governo e Regioni.“Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – commenta Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui LEA, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.Mobilità sanitaria: Lombardia e Veneto attraggono pazienti, Piemonte e Liguria perdono risorse. Nel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-capite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria. “La mobilità sanitaria – evidenzia Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili”.Rinuncia alle prestazioni sanitarie: Lombardia e Liguria oltre il 10%. Secondo l’indagine ISTAT 2024, ha rinunciato
 a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta. “La rinuncia alle prestazioni sanitarie – osserva Cartabellotta – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato”.Personale sanitario: carenze e forti differenze regionali. Persistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia. “In assenza di LEP sanitari definiti e finanziati – commenta Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico”.Maggiori autonomie e rischio di ampliare i divari. Le competenze richieste dalle Regioni – tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate – potrebbero produrre effetti rilevanti sull’equità e sull’uniformità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Tariffe di rimborso e remunerazione superiori a quelle nazionali potrebbero aumentare la capacità delle Regioni più forti di attrarre erogatori, professionisti e pazienti, alimentando fenomeni di competizione tariffaria e/o incentivando la concentrazione sulle prestazioni più remunerative e spostandole verso il privato convenzionato. La gestione autonoma di risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie rischia di indebolire la funzione perequativa della programmazione nazionale, orientando gli investimenti verso interventi a maggiore consenso politico piuttosto che verso priorità strategiche quali assistenza territoriale, domiciliarità, salute mentale, prevenzione e interoperabilità digitale. Anche l’istituzione di fondi sanitari integrativi regionali potrebbe favorire una progressiva segmentazione dell’accesso alle cure, offrendo coperture che incidono su tempi, modalità e condizioni di accesso alle prestazioni e aumentando le diseguaglianze tra chi può beneficiare di tali strumenti e chi ne resta escluso.Analogamente, maggiori margini di spesa per personale e prestazioni aggiuntive potrebbero ridurre i tempi di attesa nelle Regioni più forti senza aumentare la capacità produttiva di quelle più fragili, amplificando le diseguaglianze e alimentando ulteriormente la mobilità sanitaria, con possibili effetti boomerang anche per le Regioni più attrattive. Infine, la possibilità di riallocare risorse nazionali vincolate verso finalità diverse da quelle originarie rischia di compromettere obiettivi strategici in settori dove i risultati richiedono investimenti continuativi e di lungo periodo: prevenzione, screening, liste di attesa, assistenza territoriale e non autosufficienza.“La criticità – continua Cartabellotta – non è l’autonomia amministrativa sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un SSN segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre effetti molto diversi a seconda della capacità organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequ
azione il rischio è che l’autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi è già più forte e renda ancora più difficile colmare i divari esistenti”.“La garanzia formale dei LEA – conclude Cartabellotta – non basta se milioni di cittadini continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure. Prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni è indispensabile definire e finanziare i LEP sanitari, misurare gli effetti delle autonomie su accesso ed equità e istituire un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio. Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle. Per questo la Fondazione GIMBE ha chiesto di sospendere l’iter o di subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità”.   
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		<title><![CDATA[Stefani: “Tiriamo dritto, obiettivo è sanità migliore per i veneti” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002880708931.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>“La riforma sull’autonomia non è uno ‘spacca Italia’, ma un’opportunità che la Costituzione riconosce ai territori.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:28:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/insights/stefani-tiriamo-dritto-obiettivo-sanit-migliore-per-i-veneti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“La riforma sull’autonomia non è uno ‘spacca Italia’, ma un’opportunità che la Costituzione riconosce ai territori. Il Veneto ha deciso di coglierla e per questo tiriamo dritto senza esitazioni – dichiara Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto, commentando i rilievi della Fondazione Gimbe, emersi durante l’audizione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate –. I Veneti hanno diritto ad una sanità migliore, sempre più vicina ai territori e alle esigenze delle persone. L’autonomia è uno strumento per raggiungere questo obiettivo, senza togliere niente a nessuno. Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi – insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone – conclude il presidente della Regione del Veneto -. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.   
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		<title><![CDATA[Quartini (M5S): “Da Gimbe allarme su autonomia, torniamo a controllo Stato” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061003032409268.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>“Raccogliamo i campanelli d’allarme lanciati dalla Fondazione Gimbe a proposito dell’autonomia differenziata.</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:40:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/insights/quartini-m5s-da-gimbe-allarme-su-autonomia-torniamo-a-controllo-stato/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Raccogliamo i campanelli d’allarme lanciati dalla Fondazione Gimbe a proposito dell’autonomia differenziata. Ascoltato oggi in Commissione Affari Costituzionali al Senato sugli schemi di pre-intesa sottoscritti da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, il Presidente Cartabellotta ha chiesto di sospendere l’iter del trasferimento di ulteriori competenze sanitarie alle Regioni nell’ambito dell’autonomia differenziata. Quantomeno fino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione dei relativi costi e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto sulla salute dei cittadini, e sul loro accesso alle cure. Le quattro regioni, del resto, partono da situazioni molto diverse ed è un rischio adottare schemi di intesa sostanzialmente identici. Cartabellotta ha anche ricordato che ‘prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale’. Francamente, ci sembra evidente il contrario. I divari tra Nord e Sud e tra grandi centri e aree interne si divaricano sempre di più e il diritto alla salute dei cittadini non può dipendere dal loro codice di avviamento postale. Per tutti questi motivi, continueremo a batterci contro la legge spacca-Italia dell’Autonomia differenziata e contro tutte le ulteriori autonomie regionali. Noi, al contrario, proponiamo di riformare il Titolo V e tornare al controllo statale sulla sanità. Per garantire davvero il diritto alla salute di tutti i cittadini italiani”. Lo scrive in una nota Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale del M5S.   
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		<title><![CDATA[Pd: "Procedere così significa scegliere consapevolmente di ampliare le disuguaglianze soprattutto in sanità ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002976009760.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002976009760.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>“I dati presentati oggi dalla Fondazione GIMBE al Senato non lasciano spazio a interpretazioni: le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità partono da condizioni</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:41:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002976009760.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/insights/pd-procedere-cos-significa-scegliere-consapevolmente-di-ampliare-le-disuguaglianze-soprattutto-in-sanit/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“I dati presentati oggi dalla Fondazione GIMBE al Senato non lasciano spazio a interpretazioni: le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità partono da condizioni radicalmente diverse, e procedere così significa scegliere consapevolmente di ampliare le disuguaglianze già esistenti.Una Regione inadempiente sui LEA, la Liguria, saldi di mobilità sanitaria che vanno da +645 milioni della Lombardia a -74 milioni della Liguria, oltre il 10% di cittadini che rinunciano alle cure: questi non sono dettagli tecnici, sono la misura concreta di un Servizio sanitario nazionale che già oggi non garantisce gli stessi diritti a tutti. L’aspettativa di vita non può dipendere dal CAP di residenza, e l’autonomia differenziata — così com’è costruita — non fa che rendere quella dipendenza strutturale e irreversibile.Il problema non è l’autonomia in sé. Il problema è trasferire nuovi poteri senza prima aver definito e finanziato i LEP sanitari, senza costi standard certi, senza un sistema indipendente che misuri gli effetti reali su accesso ed equità. Farlo ora significa dare alle Regioni più forti gli strumenti per rafforzarsi ulteriormente, lasciando quelle più fragili sempre più sole.La Corte Costituzionale ha già chiarito che ogni funzione va analizzata singolarmente, con istruttorie motivate e garanzie di uniformità dei diritti su tutto il territorio. Queste condizioni oggi non esistono. Chiedere una moratoria fino alla loro definizione non è un atto di ostruzionismo: è l’unica risposta responsabile a chi vuole riformare senza sapere — o senza voler sapere — quali cittadini pagheranno il prezzo”. Così Ilenia Malavasi, deputata Pd e capogruppo in commissione affari sociali    
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Radio Napoli Centro ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108900065.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"radionapolicentro.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="5" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108900065.PDF"><![CDATA[radionapolicentro.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://radionapolicentro.it/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. Check out other tags:Radio Napoli Centro Testata Giornalistica Iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Direttore Responsabile Giovanni Lucianelli. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@radionapolicentro.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002101600072.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"radionapolicentro.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Milano, 9 giu. (askanews) – "Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni [...]</p>]]></description>
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		<tp:url><![CDATA[https://radionapolicentro.it/gimbe-tutto-il-mezzogiorno-e-sotto-la-media-per-aspettativa-di-vita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.Check out other tags:Radio Napoli Centro Testata Giornalistica Iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Direttore Responsabile Giovanni Lucianelli. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@radionapolicentro.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione.   
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		<title><![CDATA[Commissione Affari sociali della Camera (9.06.2026) ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109300069.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"radioradicale.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Commissione. Ascolta l''audio registrato martedì 9 giugno 2026 presso Camera dei deputati. Commissione Affari sociali della Camera</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:17:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1039" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002109300069.PDF"><![CDATA[radioradicale.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.radioradicale.it/scheda/791609/commissione-affari-sociali-della-camera]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In merito all'indagine conoscitiva sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni, svolge le seguenti audizioni: ore 12.30      Fondazione Gimbe; ore 12.45      Svimez - Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Pediatri introvabili in Italia, ne mancano quasi 500 nonostante il calo delle nascite | L’analisi della Fondazione Gimbe ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002397500003.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002397500003.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ripartelitalia.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="10" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002397500003.PDF"><![CDATA[ripartelitalia.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ripartelitalia.it/pediatri-introvabili-in-italia-ne-mancano-quasi-500-nonostante-il-calo-delle-nascite-lanalisi-della-fondazione-gimbe/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Pediatri di libera scelta sempre più difficili da trovareNell’Italia dell’inverno demografico, a mancare sono anche i medici dei bambini. Secondo l’ultima analisi della Fondazione Gimbe, nel Paese mancano almeno 497 pediatri di libera scelta, con una forte concentrazione territoriale delle carenze. Quasi l’80% del fabbisogno riguarda infatti tre grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto.La situazione appare particolarmente critica perché la riduzione delle nascite non ha risolto il problema. Al contrario, il sistema continua a mostrare squilibri nella distribuzione dei pediatri, difficoltà organizzative e rischi crescenti per la continuità dell’assistenza pediatrica.Secondo il Ministero della Salute, il pediatra di libera scelta è il medico incaricato della tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. A ogni bambino, fin dalla nascita, deve essere assegnato un pediatra per garantire l’accesso alle prestazioni incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale.Cartabellotta: “In molte aree trovare un pediatra diventa impossibile”Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, evidenzia le difficoltà che molte famiglie incontrano nell’iscrivere i propri figli a un pediatra.“Tuttavia in molte aree del Paese si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia”, afferma Cartabellotta.Per il presidente Gimbe, questa situazione crea disagi concreti e può compromettere la continuità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli e fragili.Il problema non riguarda più soltanto le zone interne, montane o periferiche. Secondo l’analisi, la carenza di pediatri coinvolge ormai anche molte grandi città metropolitane.Calo delle nascite e carico assistenziale: perché il problema resta apertoI dati Istat indicano che al 1° gennaio 2025 i bambini tra 0 e 5 anni erano oltre 2,4 milioni. Nella fascia 6-13 anni, invece, i minori superavano i 4 milioni e potevano essere seguiti dal pediatra o dal medico di medicina generale, in base alla scelta dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.Il progressivo calo delle nascite ha ridotto la popolazione infantile. Tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420 mila assistiti in meno nella fascia 0-5 anni, per la quale l’iscrizione al pediatra è obbligatoria.Tuttavia questa dinamica non comporta automaticamente una riduzione proporzionale del carico di lavoro.“La riduzione della popolazione 0-5 anni ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di pediatri di libera scelta di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale”, osserva Cartabellotta.Nel 2024 in Italia si sono registrati 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerando che l’82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai pediatri, si stima che oltre 470 mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. Il saldo 2024 della pediatria di libera scelta registra così circa 100 mila assistiti in meno.La carenza dei medici di famiglia aumenta il sovraccaricoA complicare il quadro contribuisce anche la carenza dei medici di medicina generale. Secondo una precedente analisi Gimbe, ne mancano oltre 5.700.“Il vero nodo è che con la grave carenza di oltre 5700 medici di medicina generale, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico di famiglia disponibile”, sottolinea Cartabellotta.Di conseguenza, le deroghe a
i massimali diventano più frequenti. Questo alimenta un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri e riduce qualità e accessibilità dell’assistenza.L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale, in vigore dal 18 marzo 2026, conferma il limite massimo di 1.000 assistiti per ogni pediatra di libera scelta. Le deroghe sono consentite solo in modo temporaneo e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i mille assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione di fratelli e sorelle di bambini già in carico allo stesso pediatra.Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l’80% delle carenzeAl 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta, con quasi 5,8 milioni di assistiti. Il 41,9% appartiene alla fascia 0-5 anni, pari a 2,42 milioni, mentre il 58,1% rientra nella fascia 6-13 anni, pari a 3,35 milioni.La media nazionale è di 917 assistiti per pediatra. Tuttavia, alcune aree superano il massimale di mille assistiti: il Piemonte arriva a 1.126, la Provincia Autonoma di Bolzano a 1.114 e il Veneto a 1.018.Utilizzando il rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti, Gimbe stima una carenza complessiva di 497 pediatri. Il 78,7% del fabbisogno si concentra in tre regioni: Lombardia, con 186 pediatri mancanti, Piemonte con 109 e Veneto con 96.Al contrario, in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per pediatra è inferiore a 850.Pensionamenti e ricambio generazionale incertoLa situazione rischia di peggiorare nei prossimi anni. Secondo i dati 2025 della Federazione Italiana dei Medici Pediatri, tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta per raggiunti limiti di età.Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria è cresciuto negli ultimi anni, passando da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nel 2020-2021.Tuttavia resta incerta la quota di specialisti che sceglierà la carriera di pediatra di famiglia invece di quella ospedaliera.“Non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti”, osserva Cartabellotta.Riforma Schillaci e assistenza fino a 18 anniLa bozza di riordino dell’assistenza primaria rafforza il ruolo dei pediatri nella rete territoriale prevista dal DM 77. In particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno sei ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità, con possibilità per le Regioni di aumentare la quota in base ai bisogni locali.La proposta prevede inoltre l’estensione del rapporto con il pediatra fino ai 18 anni. Tuttavia, secondo Gimbe, questa ipotesi richiederebbe oggi oltre 3.500 pediatri aggiuntivi per garantire la copertura dell’intera popolazione tra 0 e 18 anni.Nel dettaglio, servirebbero 811 pediatri per prendere in carico i 690 mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai medici di medicina generale e 2.721 per la fascia 14-17 anni.“L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4.000 pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell’intera fascia 0-18”, afferma Cartabellotta.Programmazione più accurata e riforma dell’assistenza territorialeSecondo Gimbe, il tema richiede una programmazione più precisa e aderente alle differenze territoriali.“Nonostante il calo delle nascite, Lombardia, Piemonte e Veneto c
ontinuano a registrare rilevanti carenze di pediatri di libera scelta. Al di là dei numeri, tuttavia, la distribuzione capillare sul territorio resta fortemente condizionata da variabili locali e richiede una programmazione molto più accurata”, spiega Cartabellotta.Per la Fondazione Gimbe, le Regioni devono poter disporre di stime affidabili sul numero di specialisti che intraprendono realmente la carriera di pediatra di libera scelta, integrate con le proiezioni demografiche sulla denatalità.Parallelamente, risulta indispensabile completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, sviluppando modelli organizzativi orientati al lavoro in team multidisciplinari, alla trasformazione digitale e al ricambio generazionale.
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		<title><![CDATA[Tumori del sangue negli anziani, al Senato focus sul ruolo del caregiver nei percorsi di cura  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002945808526.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7718/tumori-del-sangue-negli-anziani-al-senato-focus-sul-ruolo-del-caregiver-nei-percorsi-di-cura.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ricerca e cura             				  			             Tumori           10 Giugno 2026                          Tumori del sangue negli anziani, al Senato focus sul ruolo del caregiver nei percorsi di cura                          Presentato il policy paper dedicato ai pazienti oncoematologici anziani: tra le proposte formazione, supporto psicologico e inserimento formale del caregiver nei PDTA           Le innovazioni terapeutiche stanno cambiando la gestione dei tumori del sangue, in particolare nei pazienti anziani, ma per trasformare i progressi clinici in benefici concreti è necessario rafforzare i modelli organizzativi e assistenziali. Se n’è discusso nel corso del convegno "Tumori del sangue nel paziente anziano: percorsi di cura e ruolo del caregiver", ospitato nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris. L’incontro è stata l’occasione per presentare il policy paper "Tumori del sangue nel paziente anziano: percorsi di cura e ruolo del caregiver", documento che individua alcune priorità per migliorare la presa in carico dei pazienti oncoematologici anziani. Tra le proposte figurano percorsi strutturati di formazione e sostegno per i caregiver, un accesso più sistematico al supporto psicologico per pazienti e familiari, l'inserimento formale del caregiver nei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) ematologici e il rafforzamento dell'assistenza territoriale e domiciliare attraverso una maggiore integrazione tra ospedale, territorio e medicina generale."L'innovazione terapeutica nei tumori del sangue offre una grande possibilità sia per i pazienti anziani sia per il Servizio sanitario nazionale, ma comporta anche una significativa responsabilità organizzativa", ha dichiarato il senatore Guido Quintino Liris. "Dobbiamo sviluppare percorsi che accompagnino il paziente nella vita quotidiana, rafforzando l'integrazione tra ospedale, territorio e domicilio. È prioritario riconoscere, formare e sostenere il caregiver, poiché la sua presenza è spesso determinante per garantire l'accesso alle terapie più innovative". Secondo il documento, l'invecchiamento della popolazione rende leucemie e linfomi una sfida sempre più rilevante per il Servizio sanitario nazionale. Negli ultimi anni l'oncoematologia ha registrato una rapida evoluzione grazie all'arrivo di terapie cellulari CAR-T, anticorpi bispecifici e farmaci target orali, anche in formulazioni chemio-free. Trattamenti che consentono una maggiore personalizzazione delle cure e che, sempre più spesso, vengono gestiti in day hospital, day service o direttamente al domicilio del paziente. In questo scenario assume un ruolo centrale il caregiver, chiamato non solo ad accompagnare il paziente alle visite ma anche a supportarlo nella gestione delle terapie, nel monitoraggio dei sintomi e nella comunicazione con i clinici. "Nei percorsi oncoematologici più moderni il paziente e il caregiver non possono essere lasciati a una gestione informale, affidata solo alla buona volontà dei singoli professionisti o della famiglia", ha spiegato Annalisa Arcari, dirigente medico dell'Uoc Ematologia e Centro trapianti dell'Azienda Usl di Piacenza. "Una figura chiave in questo contesto può diventare il case manager infermieristico per garantire educazione terapeutica, continuità assistenziale, monitoraggio dei sintomi e raccordo operativo tra centro ematologico, territorio e domicilio. È una funzione indispensabile soprattutto quando le cure si spostano fuori dall'ospedale"."Oggi possiamo offrire possibilità di trattamento che fino a poco tempo fa erano impensabili per pazienti anziani o fragili, che in passato venivano spesso accompagnati soprattutto con terapie di supporto", ha sottolineato Massimo Breccia, professore associato di Ematologia all'Università Sapienza di Roma. "Ma l'innovazione diventa beneficio reale solo se il paziente è inserito in un percorso sostenibile. Accessi frequenti al centro, corretta assunzione dei farmaci, monitoraggio degli effetti collate
rali e comunicazione tempestiva con i clinici richiedono spesso il coinvolgimento attivo di un caregiver". Anche per Roberto Marasca, professore associato di Ematologia all'Università di Modena e Reggio Emilia, il supporto del caregiver rappresenta un elemento strategico non solo sul piano clinico ma anche su quello organizzativo. "L'assenza di un adeguato supporto del caregiver può compromettere l'appropriatezza della scelta terapeutica, favorendo il ricorso a soluzioni meno innovative e potenzialmente meno efficaci", ha osservato. "Una presa in carico non ottimale può generare complicanze, accessi non programmati, ricoveri prolungati e quindi maggiori costi per il Servizio sanitario nazionale". Al dibattito hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni dei pazienti e dei caregiver, che hanno evidenziato la necessità di garantire maggiore equità nell'accesso ai percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali su tutto il territorio nazionale, promuovendo modelli di presa in carico sempre più integrati e vicini ai bisogni delle persone.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  10/06/2026        Europa        Farmaci oncologici, l'Europa accelera sulle approvazioni ma cresce il confronto con Usa e Cina          Europa                    Farmaci oncologici, l'Europa accelera sulle approvazioni ma cresce il confronto con Usa e Cina                  Un'analisi dello Swedish Institute for Health Economics segnala l'aumento delle approvazioni EMA negli ultimi anni, ma evidenzia possibili criticità sulla competitività europea e sull'accesso... 		  10/06/2026        Regioni e Asl        Autonomia differenziata, Gimbe chiede una moratoria: prima LEP sanitari ed equità di accesso          Regioni e Asl                    Autonomia differenziata, Gimbe chiede una moratoria: prima LEP sanitari ed equità di accesso                  In audizione al Senato la Fondazione evidenzia differenze tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria su LEA, mobilità sanitaria e accesso alle cure 		  09/06/2026        Governo e Parlamento        Piano cronicità, associazioni e pazienti chiedono l'inclusione di oncoematologia e psoriasi          Governo e Parlamento                    Piano cronicità, associazioni e pazienti chiedono l'inclusione di oncoematologia e psoriasi                  Salutequità, AIL e Apiafco chiedono l'inclusione delle patologie nel Piano per azzerare le disuguaglianze regionali 		  09/06/2026        Europa        Farmaci, Medicines for Europe: riforme sui brevetti per accelerare l'accesso a generici e biosimilari          Europa                    Farmaci, Medicines for Europe: riforme sui brevetti per accelerare l'accesso a generici e biosimilari                  Durante la Legal Affairs Conference di Atene, Medicines for Europe interviene sul dibattito europeo su brevetti, SPC e Biotech Act   
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		<title><![CDATA[Autonomia differenziata, Gimbe chiede una moratoria: prima LEP sanitari ed equità di accesso  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002945708529.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Autonomia differenziata           10 Giugno 2026                          Autonomia differenziata, Gimbe chiede una moratoria: prima LEP sanitari ed equità di accesso                          In audizione al Senato la Fondazione evidenzia differenze tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria su LEA, mobilità sanitaria e accesso alle cure           Sospendere l'iter dell'autonomia differenziata in sanità fino alla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) sanitari e all'istituzione di un sistema nazionale di monitoraggio dell'equità. È la richiesta avanzata dalla Fondazione GIMBE durante l'audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa sottoscritti da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.Secondo la Fondazione, le quattro Regioni che chiedono maggiori competenze in materia sanitaria presentano situazioni molto diverse sul piano delle performance assistenziali, dell'accesso alle cure e della capacità di attrarre pazienti da altre aree del Paese.«Desta forti perplessità che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.Tra gli elementi richiamati nel dossier figurano i dati del Nuovo Sistema di Garanzia 2023 per il monitoraggio dei LEA. Il Veneto ha ottenuto il punteggio complessivo più elevato con 288 punti, seguito dal Piemonte con 270 e dalla Lombardia con 257. La Liguria si è invece fermata a 219 punti risultando inadempiente in una delle tre macroaree di valutazione.Differenze significative emergono anche dalla mobilità sanitaria. Nel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo di 645,8 milioni di euro e il Veneto di 212,1 milioni. Piemonte e Liguria hanno invece chiuso con saldi negativi rispettivamente di 20,7 e 74,4 milioni di euro.Per GIMBE anche l'accesso alle cure rappresenta un elemento critico. Secondo i dati Istat 2024, ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% dei cittadini lombardi, il 10,1% dei liguri, il 9,2% dei piemontesi e il 7,9% dei veneti.«Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà», osserva Cartabellotta.La Fondazione richiama inoltre l'attenzione sulle richieste contenute negli schemi di pre-intesa, tra cui la possibilità di introdurre tariffe regionali differenziate, gestire autonomamente risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituire fondi sanitari integrativi regionali e ampliare i margini di spesa per personale e prestazioni aggiuntive.Secondo GIMBE, in assenza di adeguati meccanismi di garanzia e perequazione, queste misure potrebbero amplificare le differenze territoriali già esistenti. «La criticità non è l'autonomia amministrativa in sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla», afferma Cartabellotta. «Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un Servizio sanitario nazionale segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla spesa privata».Per questo la Fondazione chiede che ogni ulteriore trasferimento di competenze venga subordinato alla definizione e al finanziamento dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all'attivazione di un sistema indipendente di monitoraggio degli effetti delle autonomie su salute, accesso alle cure ed equità.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  10/06/2026        Governo e Parlamento        Tumori d
el sangue negli anziani, al Senato focus sul ruolo del caregiver nei percorsi di cura          Governo e Parlamento                    Tumori del sangue negli anziani, al Senato focus sul ruolo del caregiver nei percorsi di cura                  Presentato il policy paper dedicato ai pazienti oncoematologici anziani: tra le proposte formazione, supporto psicologico e inserimento formale del caregiver nei PDTA 		  10/06/2026        Europa        Farmaci oncologici, l'Europa accelera sulle approvazioni ma cresce il confronto con Usa e Cina          Europa                    Farmaci oncologici, l'Europa accelera sulle approvazioni ma cresce il confronto con Usa e Cina                  Un'analisi dello Swedish Institute for Health Economics segnala l'aumento delle approvazioni EMA negli ultimi anni, ma evidenzia possibili criticità sulla competitività europea e sull'accesso... 		  09/06/2026        Governo e Parlamento        Piano cronicità, associazioni e pazienti chiedono l'inclusione di oncoematologia e psoriasi          Governo e Parlamento                    Piano cronicità, associazioni e pazienti chiedono l'inclusione di oncoematologia e psoriasi                  Salutequità, AIL e Apiafco chiedono l'inclusione delle patologie nel Piano per azzerare le disuguaglianze regionali 		  09/06/2026        Europa        Farmaci, Medicines for Europe: riforme sui brevetti per accelerare l'accesso a generici e biosimilari          Europa                    Farmaci, Medicines for Europe: riforme sui brevetti per accelerare l'accesso a generici e biosimilari                  Durante la Legal Affairs Conference di Atene, Medicines for Europe interviene sul dibattito europeo su brevetti, SPC e Biotech Act   
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002944908537.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Oncologia           10 Giugno 2026                          Farmaci oncologici, l'Europa accelera sulle approvazioni ma cresce il confronto con Usa e Cina                          Un'analisi dello Swedish Institute for Health Economics segnala l'aumento delle approvazioni EMA negli ultimi anni, ma evidenzia possibili criticità sulla competitività europea e sull'accesso all'innovazione           Negli ultimi trent'anni l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato quasi 200 nuovi farmaci oncologici e oltre 300 nuove indicazioni per medicinali già disponibili. Lo evidenzia il Comparator Report on Cancer in Europe 2025 pubblicato dallo Swedish Institute for Health Economics (IHE), che fotografa l'evoluzione dell'innovazione oncologica in Europa.L'analisi mostra una forte accelerazione delle approvazioni negli ultimi anni. Se alla fine degli anni Novanta veniva autorizzato mediamente un nuovo farmaco oncologico all'anno, nel periodo 2020-2024 la media è salita a 13 nuove approvazioni annuali. L'oncologia rappresenta inoltre il principale settore della ricerca farmaceutica globale: nel 2023 ha concentrato il 29% di tutti gli studi clinici avviati a livello mondiale.Accanto ai risultati scientifici, il rapporto richiama però alcune criticità legate alla competitività europea. Gli autori citano dati recentemente diffusi da EFPIA secondo cui, negli ultimi 18 mesi, si sarebbe osservata una riduzione del numero di farmaci approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense che successivamente ottengono l'autorizzazione EMA.Secondo l'analisi, fattori come l'incertezza del mercato europeo, le differenze nell'accesso dei pazienti alle innovazioni e la tendenza delle aziende a privilegiare il mercato statunitense potrebbero influenzare le strategie di sviluppo e commercializzazione dei nuovi medicinali.Il rapporto evidenzia inoltre come l'aumento dell'innovazione stia generando una crescente pressione sugli organismi regolatori e sugli enti di valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA). L'incremento del numero di nuove molecole, indicazioni e tecnologie avanzate richiede infatti maggiori capacità di valutazione e programmazione per garantire un accesso sostenibile alle cure.Secondo gli autori, il tema centrale per i sistemi sanitari europei non riguarda soltanto la produzione di innovazione, ma anche la capacità di tradurre rapidamente le nuove evidenze scientifiche in disponibilità concreta per i pazienti.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  10/06/2026        Governo e Parlamento        Tumori del sangue negli anziani, al Senato focus sul ruolo del caregiver nei percorsi di cura          Governo e Parlamento                    Tumori del sangue negli anziani, al Senato focus sul ruolo del caregiver nei percorsi di cura                  Presentato il policy paper dedicato ai pazienti oncoematologici anziani: tra le proposte formazione, supporto psicologico e inserimento formale del caregiver nei PDTA 		  10/06/2026        Regioni e Asl        Autonomia differenziata, Gimbe chiede una moratoria: prima LEP sanitari ed equità di accesso          Regioni e Asl                    Autonomia differenziata, Gimbe chiede una moratoria: prima LEP sanitari ed equità di accesso                  In audizione al Senato la Fondazione evidenzia differenze tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria su LEA, mobilità sanitaria e accesso alle cure 		  09/06/2026        Governo e Parlamento        Piano cronicità, associazioni e pazienti chiedono l'inclusione di oncoematologia e psoriasi
          Governo e Parlamento                    Piano cronicità, associazioni e pazienti chiedono l'inclusione di oncoematologia e psoriasi                  Salutequità, AIL e Apiafco chiedono l'inclusione delle patologie nel Piano per azzerare le disuguaglianze regionali 		  09/06/2026        Europa        Farmaci, Medicines for Europe: riforme sui brevetti per accelerare l'accesso a generici e biosimilari          Europa                    Farmaci, Medicines for Europe: riforme sui brevetti per accelerare l'accesso a generici e biosimilari                  Durante la Legal Affairs Conference di Atene, Medicines for Europe interviene sul dibattito europeo su brevetti, SPC e Biotech Act   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi – Senza Linea ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108400012.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"senzalinea.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori,</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="175" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002108400012.PDF"><![CDATA[senzalinea.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.senzalinea.it/giornale/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il 'WMF – We Make Future 2026', Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta
 un valore e un'opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell'innovazione e della conoscenza, evidenziando l'importanza dei valori e delle responsabilità dietro al 'fare innovazione'. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all'ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni".    "Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l'imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All'interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy".  "Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie
 e rafforzare il dialogo sulle sfide future".  "Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future".    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all'internazionalizzazione dell'innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un'importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l'obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. "Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dal
le telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Potrebbe piacerti anche									                Ambiente, Sustainability Report 2025 racconta come Decathlon sta evolvendo verso modello più sostenibile		                Calcio: Mondiali, l’Europa è davanti al Sudamerica?		                Con la fine della scuola e l’estate rischio fragilità psicologiche per gli adolescenti, tra iperconnessione e social jet-lag		                Nell’Archivio Storico Barilla la storia non solo di un gruppo ma della nostra società		                Dal 24 al 27 giugno Milano ospita ‘World Tech Conference 2026’, futuro tecnologie esponenzialiShare this Article				            Facebook		                        TwitterEmail		            StampaPrevious Article								                                Perché la nuova Siri AI di iPhone non arriverà in Europa                                Next Article                                                           Dal 24 al 27 giugno Milano ospita ‘World Tech Conference 2026’, futuro tecnologie esponenziali   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002111400038.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"spotandweb.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta
 un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie
 e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dal
le telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)   
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		<tp:writer>Mario Modica</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, stop al trasferimento di ulteriori competenze sanitarie alle Regioni  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002895109043.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002895109043.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sumailombardia.info" </b>  del 10 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:52:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="29" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002895109043.PDF"><![CDATA[sumailombardia.info]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://sumailombardia.info/sanita-nazionale/ansa/2026/06/10/gimbe-stop-al-trasferimento-di-ulteriori-competenze-sanitarie-alle-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[‘Impossibile che facciano le stesse richieste pur partendo da situazioni diverse’SUMAI Lombardia  | Via Costanza Arconati, 9 - 20135 Milano   | Email segreteria:  lombardia@sumaiweb.it  | Telefono: +39 02 475450© 2024 SUMAI LombardiaItalianoOfferto da																																					OneTapPredefinito   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Autonomia differenziata in sanità, il nodo delle disuguaglianze: GIMBE chiede lo stop all’iter - Valledaostaglocal.it ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002976209758.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002976209758.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"valledaostaglocal.it" </b>  del 10 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La Fondazione Fondazione GIMBE lancia l’allarme sulle pre-intese per l’autonomia differenziata in sanità tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria: differenze profonde nei livelli di assistenza, mobilità sanitaria e personale rischiano di ampliare le disuguaglianze. Senza LEP sanitari definiti e un monitoraggio nazionale dell’equità, secondo GIMBE, l’autonomia potrebbe spingere verso privatizzazione e frammentazione del SSN. Chiesto lo stop o una moratoria</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:41:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="521" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002976209758.PDF"><![CDATA[valledaostaglocal.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.valledaostaglocal.it/2026/06/10/leggi-notizia/argomenti/attualita-2/articolo/autonomia-differenziata-in-sanita-il-nodo-delle-disuguaglianze-gimbe-chiede-lo-stop-alliter.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Nino Carabellotta, pres. Fondazione GimbeL’autonomia differenziata in sanità torna al centro dello scontro istituzionale e tecnico. E lo fa con un avvertimento molto netto: così com’è impostata, rischia di accentuare le disuguaglianze invece di ridurle.A dirlo è la Fondazione Fondazione GIMBE, intervenuta in audizione al Senato sugli schemi di pre-intesa che coinvolgono Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Il punto politico e tecnico è semplice solo in apparenza: quattro Regioni che chiedono le stesse nuove competenze, ma partono da situazioni sanitarie profondamente diverse.Nel Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA 2023 emergono differenze marcate:Tradotto: non tutte le Regioni garantiscono allo stesso modo i livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni che dovrebbero essere garantite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.E qui GIMBE alza il sopracciglio: se già oggi l’uniformità non c’è, ha senso devolvere ulteriori competenze senza prima correggere il divario?Altro indicatore chiave: la mobilità sanitaria.In pratica, alcune Regioni attraggono pazienti (e risorse), altre li “perdono” verso fuori regione. È uno dei segnali più evidenti di un sistema sanitario che non viaggia alla stessa velocità ovunque.Secondo dati ISTAT 2024:Il dato è pesante: anche nelle Regioni considerate più “forti”, una quota significativa di cittadini rinuncia a visite o esami. Non per scelta, ma per difficoltà di accesso.Altro fronte critico è il personale sanitario. Le differenze sono nette, soprattutto negli infermieri:Una forbice enorme, che incide direttamente su tempi di attesa e qualità dell’assistenza.Secondo GIMBE, senza una definizione chiara dei LEP sanitari e senza un sistema di monitoraggio nazionale dell’equità, le nuove competenze potrebbero produrre tre effetti:Non è un attacco all’autonomia in sé, ma al contesto in cui verrebbe applicata: un SSN già sotto pressione e con finanziamenti insufficienti.E la Valle d’Aosta?Qui il discorso cambia prospettiva perché la Valle d'Aosta è già in una condizione “speciale” dentro il sistema sanitario italiano.Essendo Regione a statuto speciale e molto piccola, la Valle d’Aosta:In altre parole: formalmente autonoma, ma strutturalmente “interconnessa”.Il punto critico, visto con la lente GIMBE, è proprio questo: regioni piccole e periferiche come la Valle d’Aosta rischiano di non avere abbastanza massa critica per reggere da sole l’ulteriore frammentazione del sistema, soprattutto su personale e tecnologie.E qui c’è il paradosso politico interessante: mentre alcune Regioni grandi chiedono più autonomia per rafforzarsi, quelle piccole hanno già autonomia ma restano dipendenti fuori regione per garantire prestazioni complesse.La richiesta della Fondazione GIMBE è netta: sospendere l’iter o introdurre una moratoria fino a quando non saranno definiti:Senza questi elementi, l’autonomia differenziata rischia di non essere una riforma del sistema sanitario, ma una sua ulteriore frammentazione.je.fe.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002105700033.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002105700033.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"vicenzareport.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Adnkronos) - Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori,</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="429" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002105700033.PDF"><![CDATA[vicenzareport.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.vicenzareport.it/adnkronos-news/a-bologna-da-oltre-90-paesi-per-il-wmf-oltre-800-espositori-e-90-stage-formativi/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002105700033.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.   “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi in Italia e
 il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.   “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.   “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come 
il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.   L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.   Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piatt
aforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.  Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Quotidiano online di notizie da Vicenza, provincia e oltreQuotidiano online registrato presso il Tribunale di Vicenza n. 1290 del 28-06-2013 | Iscrizione ROC n. 39115Direttore Responsabile: Luca Pozza, giornalista professionistaEditore: Monica Milano, titolare di MMpubblicità di Monica MilanoSede legale: Via Lombardia 10, 36015 Schio (VI)P.IVA: 04449720244 | REA: VI-404849PEC: monica.milano@pec.itCategorieLink utiliSeguici   
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		<title><![CDATA[A Bologna da oltre 90 Paesi per il WMF, oltre 800 espositori e 90 stage formativi - Vipiù ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/10/2026061002107500015.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"vipiu.it" </b>  del 09 Jun 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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a a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.“Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.“Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.“In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del settore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condiv
idere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.“Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball.Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato – afferma Carlo Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbia
mo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese.—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Fondato nel 2006, quotidiano web indipendente su Veneto (focus Vicenza), Italia, Europa e mondo e su Perle e borghi d’Italia.Redazioneredazione@vipiu.itPubblicitàinfo@vipiu.itAmministrazioneelas@editoriale-elas.orgLaPiù Tv è la web tv on demanda della testata ViPiu.it e delle altre testate di Editoriale Elas© Giovanni Coviello - Via Anastasio II 139 - 00165 Roma | P.iva 03822120246   
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:15:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Adnkronos) – Oltre 1.000 speaker da tutto il mondo, più di 800 espositori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca provenienti da 90 Paesi, con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente. Dal 24 al 26 giugno, torna, a BolognaFiere, il ‘WMF – We Make Future 2026’, Il più grande evento internazionale sull’innovazione. Tre giorni di immersione totale nel futuro che ci aspetta, ma anche tre giorni per capire come orientarsi verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi grazie alle tecnologie AI, Tech e Digital. Al centro dell’edizione il tema “Build What Matters” e le 14 Future Challenges che attraversano i principali settori strategici dell’innovazione globale, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, dalla space economy alla cybersecurity, fino a salute, finanza, mobilità, cultura e futuro del lavoro. In programma oltre 90 stage formativi, incontri B2B, eventi dedicati a startup e open innovation stakeholder, showcase tecnologici, concerti e confronti sul Mainstage con rappresentanti delle istituzioni europee, Big Tech, ricerca scientifica, giornalismo, impresa e cultura. Da record i numeri dell’edizione 2026 che si svilupperà su 70.000 mq e 9 hall di BolognaFiere.  Unica fiera internazionale certificata in Italia dedicata all’innovazione, il WMF è ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna; con il supporto del Ministero, di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna; in partnership con Visit Emilia-Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed Esa – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. Per l’edizione 2026, il WMF introduce il tema “Build What Matters”, chiave di lettura che richiama la responsabilità di orientare tecnologie, competenze e modelli di sviluppo verso ciò che genera valore reale. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova applicazione nelle 14 Industry e nelle 14 Sfide del Futuro individuate dal WMF (AI, robotica, space economy, cybersecurity, food, salute, mobilità, fintech, turismo, media, cultura digitale, lavoro, energia, GovTech e smart cities), ambiti nei quali imprese, startup, istituzioni, ricerca e investitori si confronteranno su tecnologie, modelli e progettualità capaci di generare impatto concreto su persone, territori e comunità.    “Build What Matters significa riportare il focus su ciò che l’innovazione può generare concretamente: valore per le imprese, sviluppo per i territori, nuove opportunità per le persone e impatto positivo per la società – afferma Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del WMF – Il WMF 2026 nasce da questa visione e riunisce a Bologna attori globali dell’AI, della tecnologia, della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni per confrontarsi sulle direzioni più importanti del futuro. Le 14 Industry e le 14 Sfide del Futuro rappresentano i campi in cui questa riflessione prende forma: dalla robotica alla salute, dall’energia alla mobilità, dai diritti digitali alla space economy. L’obiettivo è creare un contesto in cui competenze, tecnologie e progettualità possano incontrarsi e trasformarsi in soluzioni, collaborazioni e modelli di sviluppo capaci di generare valore reale. Siamo inoltre molto felici che, anche attraverso programmi di attrazione per startup come il WMF Soft Landing Program, WMF continui ad essere piattaforma internazionale capace di portare a Bologna, in Italia e in Europa progetti imprenditoriali innovativi da tutto il mondo, generando nuove opportunità per startup, PMI innovative, investitori e imprese.” “Il WMF si conferma il principale evento dedicato a questi temi 
in Italia e il fatto che sia a Bologna rappresenta un valore e un’opportunità per il territorio – ha dichiarato Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna – Iniziative come questa rafforzano la nostra vocazione di città laboratorio e hub dell’innovazione e della conoscenza, evidenziando l’importanza dei valori e delle responsabilità dietro al ‘fare innovazione’. Per Bologna metropolitana manifestazioni di questa portata contribuiscono concretamente all’ecosistema territoriale, creando occasioni di incontro tra startup, istituzioni, mondo della ricerca, talenti e imprese, contribuendo alla sperimentazione, alla formazione e alla creazione di consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni”.    “Le Case del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prenderanno parte a We Make Future 2026 in virtù del protocollo d’intesa siglato con Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) – spiega Ilenia Alizzi, Dipartimento per i Servizi Interni, Finanziari, Territoriali e di Vigilanza, Case del Made in Italy – Una collaborazione nata dal comune impegno nel valorizzare le filiere locali e l’imprenditoria nazionale attraverso la presenza nei principali eventi fieristici nazionali delle Case del Made in Italy (CMI). Le CMI, presidi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentano un punto di contatto sul territorio per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso servizi di informazione, orientamento e accompagnamento sui principali strumenti di sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla valorizzazione delle eccellenze produttive italiane. Lo stand delle CMI al WMF 2026 si propone come un punto di riferimento per professionisti e imprese, che qui potranno scoprire tutte le iniziative di incentivo, i supporti allo sviluppo del business e le tutele per le filiere. La partecipazione a questo appuntamento rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, raccogliendo le reali esigenze degli operatori. All’interno dello spazio espositivo verranno offerte attività di ascolto qualificato, orientamento e raccordo istituzionale per la valorizzazione del Made in Italy”.  “Il WMF rappresenta un esempio concreto della capacità di BolognaFiere di accogliere e far crescere eventi internazionali ad alto contenuto di innovazione, in grado di attrarre a Bologna migliaia di professionisti, imprese, startup, investitori e delegazioni provenienti da tutto il mondo – aggiunge Donato Loria, direttore Venue e Fiere Indirette di BolognaFiere – Manifestazioni come questa confermano il ruolo strategico del nostro quartiere fieristico come infrastruttura al servizio dello sviluppo economico, della conoscenza e delle relazioni internazionali. Accogliere una community globale dell’innovazione proveniente da oltre 90 Paesi significa generare opportunità per il sistema delle imprese, per la città e per l’intero territorio, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Bologna come hub europeo dell’innovazione, della ricerca e del business”.    “In un contesto globale sempre più interconnesso, la capacità di sviluppare modelli maggiormente sostenibili, scalabili e replicabili è un fattore chiave di competitività per le aziende – afferma Piergiorgio Marini, Sr Manager Relazioni Esterne di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna – In Philip Morris stiamo portando avanti questa visione attraverso investimenti concreti: solo in Italia abbiamo destinato oltre 1 miliardo di euro alla realizzazione del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, il polo produttivo più avanzato del gruppo, la culla della nostra innovazione manifatturiera che impiega migliaia di persone ed esporta in oltre 60 Paesi. Crediamo che il progresso tecnologico, insieme alla solidità di una filiera integrata europea e al dialogo costante con i territori, sia un fattore determinante per affrontare le trasformazioni del se
ttore. Momenti di confronto come il WMF rappresentano un’occasione per condividere esperienze, creare possibili sinergie e rafforzare il dialogo sulle sfide future”.  “Le sfide, le evoluzioni e le prospettive future che ci porta l’intelligenza artificiale trovano a Bologna un terreno fertile e pronto, a cui come CINECA siamo orgogliosi di contribuire – aggiunge Francesco Ubertini, presidente Consorzio Cineca – Gli importanti investimenti fatti dal Ministero dell’Università e Ricerca hanno portato qui l’AI Factory e costruito una infrastruttura di supercalcolo e quantum fra le più importanti al mondo. Insieme agli strumenti sono importanti le competenze, perché la sfida a lungo termine si vince con le persone e l’ispirazione che da sempre si coglie a We Make Future”.    L’area espositiva sarà articolata in distretti e aree tematiche dedicate alle principali applicazioni dell’innovazione. Dallo Startup District agli spazi dedicati a open innovation, tech transfer e progetti realizzati con fondi Pnrr, il WMF offrirà una lettura concreta delle tecnologie che stanno trasformando imprese, servizi, lavoro, sanità e mercati. Sul fronte del tech transfer, anche grazie alla presenza dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – UIBM e dell’Ufficio Brevetti Europeo, l’attenzione sarà rivolta alla valorizzazione della ricerca, della proprietà intellettuale e del trasferimento di competenze verso il mercato. Ampio spazio anche agli ambiti Health & AI, con realtà come Fondazione Gimbe, Istituto Italiano di Tecnologia – IIT e Cosmofarma, AI & Work, Coding e FinTech & Digital Assets, con la partecipazione di Credem Banca. Tra i settori verticali dell’area espositiva anche AI Manufacturing, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale su produzione, automazione e trasformazione industriale. In evidenza anche l’Automotive, con Tesla, Rattix e Motor1, tra mobilità elettrica, nuovi modelli di produzione e test drive con veicoli elettrici. Spazio infine al distretto musicale e culturale, con Billboard Italia e il MiC – Ministero della Cultura, e all’area sport e gaming, che coinvolgerà realtà e partner come Vero Volley, FIGH – Federazione Italiana Giuoco Handball. Accanto agli spazi espositivi, il WMF offrirà un programma articolato di incontri B2B, business matching, side event dei partner e momenti di networking professionale, pensati per agevolare il dialogo tra imprese, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e stakeholder dell’open innovation. Presenti anche 20 padiglioni internazionali, tra cui Belgio, Costa d’Avorio, Regno Unito, Corea del Sud, Guatemala, Grecia e Palestina. Da segnalare la partnership strategica tra ICE Agenzia e Search On per il WMF 2026 che punta a dare un forte impulso all’internazionalizzazione dell’innovazione italiana. Sfruttando la capillarità della propria rete estera, ICE ha promosso un’importante azione di incoming che porterà a Bologna 73 delegati e investitori internazionali provenienti da 22 Paesi, con l’obiettivo di generare opportunità concrete di business, matchmaking e crescita globale per imprese e startup. Ampio spazio sarà dedicato alla formazione, con oltre 90 stage in tre giorni e un programma costruito insieme alla Community del WMF e in dialogo con i principali trend di mercato, tra AI, Digital Marketing, Tech e Innovazione.    Spazio anche al Music Fest, il festival musicale del WMF che per tre giorni porterà a BolognaFiere concerti, performance live e momenti di approfondimento dedicati all’evoluzione dell’industria musicale. L’edizione 2026 vede Billboard Italia come media partner e prevede anche lo stage Music & Art, realizzato in collaborazione con Billboard Italia, dove professionisti, artisti e player del settore si confronteranno sui nuovi scenari della musica tra intelligenza artificiale, streaming, media, grandi produzioni, creatività e rapporto tra artisti e fan. “Build What Matters è la domanda che la music industry si sta ponendo da vent’anni, spesso nel modo sbagliato –  afferma Carlo 
Durante, ceo Billboard Italia – Abbiamo costruito piattaforme con milioni di utenti senza conoscere il nome di un solo fan. Abbiamo confuso il Reach con il Valore, la portata con il segnale. Vengo dalle telecomunicazioni, dall’energia: ho visto lo stesso in altri settori, so bene come va a finire quando si ottimizza l’infrastruttura dimenticando la relazione. La musica lo ha scoperto vent’anni prima di tutti gli altri. Billboard Italia è a WMF per portare questa mappa e per mostrare cosa ci dice del futuro dell’intera economia dei contenuti. Dal Rumore al Segnale”.   Su un altro palco dedicato in area fieristica, spazio invece a 20 band emergenti: le selezionate dal contest del WMF che si esibiranno davanti al pubblico internazionale durante la tre giorni. Ogni giornata del WMF vedrà inoltre concerti e performance sul palco principale con I Patagarri, Francesco Cavestri, che presenterà anche la tecnologia innovativa SPIRIO | r di Steinway & Sons, N.A.I.P., Dardust, Lundini & I VazzaNikki e Ditonellapiaga. Grande attesa per il concerto di chiusura proprio con Ditonellapiaga, che porterà al WMF la sua unica tappa bolognese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)                Seguici anche sul nostro canale                Telegram   
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