<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=1" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Fri, 29 May 2026 16:10:02 +0200</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/1/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[Il caso di modena e le risorse limitate per la salute mentale ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106806906.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106806906.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 15 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 29 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="235000" Sales="104662" Printing="96480" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106806906.PDF"><![CDATA[AVVENIRE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106806906.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Tra radicalizzazione e capacità di ascolto  IL CASO DI MODENA E LE RISORSE LIMITATE PER LA SALUTE MENTALE  A  riflettori quasi spenti sull’attentato di Modena, con le indagini in corso per stabilire se la strage mancata di sabato 16 maggio sia stata ispirata o meno dalla radicalizzazione di Selim El Koudri, è tempo di provare a dare una lettura diversa a questa tragedia partendo dall’unico dato sicuro.  Ovvero la malattia psichiatrica del 31enne attentatore, da tempo allontanatosi dai servizi di salute mentale dove era in cura per schizofrenia. Una lettura certo meno polarizzante e attrattiva di like sui social e di share nelle trasmissioni tv di quella offerta dal mantra che sottolinea l’origine marocchina o la fede islamica della sua famiglia. Ma è tempo di offrire una lettura più vicina alla realtà che, però, non offre rimedi semplicistici che vellicano la pancia come la remigrazione o la revoca della cittadinanza. Anche perché, sempre stando ai fatti – argomenti testardi – Salim El Koudri, cittadino italiano di origine marocchina, in moschea al suo paese, Ravarino, non l’hanno mai visto.  Mentre il suo profilo era ben noto al centro di salute mentale locale fino al 2024, quando si è allontanato e probabilmente non ha più assunto gli psicofarmaci prescritti. È questo il dato da cui partire per ragionare su Modena con una semplice domanda, perché è stato “perso di vista”, come si dice in gergo? Eppure la questione è fondamentale anche per la sicurezza. Non vanno ovviamente criminalizzate le persone con disturbi psichiatrici, ma un altro dato preoccupante è che mentre l'Italia destina alla salute mentale appena il 2,7% della spesa sanitaria pubblica complessiva (circa 3,7 miliardi di euro complessivi, 75 euro annui per cittadino) contro una media dei paesi Ocse e dell'Ue che si aggira attorno all'11% della spesa sanitaria complessiva. Insomma, tanto per cambiare scopriamo servizi pubblici sottofinanziati e quindi con forti carenze di personale e di tempi di apertura. Sono le prime spiegazioni alla sparizione dalle cure psichiatriche di Selim El Koudri.  Del resto, sulla strada finiscono a vivere molti “persi di vista” che, alla fine rompono anche i contatti con i famigliari. Non sono fatti sporadici. Il recente rapporto Censis-Lundbeck afferna che il 74,1% degli italiani ha dichiarato di aver avuto esperienze dirette o indirette con problemi di salute mentale: metà in prima persona e l’altra metà attraverso familiari o amici stretti. Certo, lo stigma è forte, ci si vergogna a parlarne. A maggior ragione questa diventa una sfida per i media a interessarsi e ascoltare di più il vivace e complesso mondo della salute mentale, dagli operatori pubblici e privati all’associazionismo che dei famigliari e degli stessi pazienti.  Un mondo di sofferenze, ricco di umanità, creatività e una passione uniche e che riesce a fare miracoli. È sempre questione di prospettiva, come insegnava Basaglia occorre mettersi dalla parte anche di questi malati, riconoscendo loro la dignità umana. In un recente convegno organizzato dalla Campagna Salute mentale e dal movimento Parole ritrovate a Milano, alla Casa della carità, era spiazzante ascoltare le parole di due genitori che hanno raccontato le conseguenze di un trattamento sanitario obbligatorio sulla figlia definita una splendida ragazza 26 enne. Ed è toccante scoprire il ruolo nelle comunità e nel centri degli Esp, esperti in supporto tra pari, malati che mettono il loro vissuto importante al servizio di chi sta affrontando il cammino verso la guarigione, altra parola poco usata. Non ha voce il mondo della salute mentale, eppure ha molto da dire tanto da trasmettere su diverse web radio. Come trovarlo? Ad esempio su www.rete180.it, che da 20 anniva in ondadal mantovano, territorio dove non si pratica la contenzione d’accordo con autorità e forze dell’ordine. Trasmette musica e “pillole”, trasmissioni dove si lancia un argomento e se ne discute. Si autodefinisce con ironia “la voce di chi sente le voci”. Ma queste voci si possono anche imparare ad ascoltare. Per far diventare Modena 
un affare serio del ministro della Salute più che del ministro dei Trasporti che prova a occuparsi di sicurezza e immigrazione.  ---End text---  Author: PAOLO LAMBRUSCHI  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Il caso di modena e le risorse limitate per la salute mentale   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>PAOLO LAMBRUSCHI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106806906.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rapporto: l'Italia 2026 segnata da fragilità diffuse = Eurispes: Italia 2026 segnata da fragilità diffuse ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903110306937.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903110306937.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"CONQUISTE DEL LAVORO" </b>  del 29 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>da fragilità diffuse</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="280000" Sales="70000" Printing="70000" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903110306937.PDF"><![CDATA[CONQUISTE DEL LAVORO]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903110306937.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Eurispes Rapporto: l’Italia 2026 segnata da fragilità diffuse   RAPPORTO, Tra spopolamento e sfiducia. Il 62% delle famiglie fatica ad arrivare a fine mese  Eurispes: Italia 2026 segnata da fragilità diffuse  Aumenta la sfiducia economica e sociale Il 62% delle famiglie fatica ad arrivare a fine mese Ssn sottofinanziato Smart working per il 31% di occupati  Giampiero Guadagni  PAGINA  2  L’  Italia del 2026 è un Paese con fragilità diffuse, con una costellazione di crisi; nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile. È la fotografia scattata dall'ultimo rapporto Eurispes dal titolo ”Un Paese dimezzato”. E come il Visconte di Italo Calvino si ritrova il corpo diviso in due metà. E dalle ''dinamiche profonde'' del Paese, tra lo spopolamento legato all'inverno demografico e alla fuga dei giovani, e una crescente sfiducia nel futuro, ”si ha la sensazione che la realtà abbia corso più veloce di ogni previsione”, osserva il presidente Fara.  Tra i dati più significativi spicca il giudizio negativo sull'andamento dei prezzi nel corso dell'anno passato che aumenta nell'82% dei casi. Le categorie con i rincari più pesanti sono generi alimentari, carburanti, pasti fuori casa, viaggi e vacanze.  Quote più contenute riguardano invece l'acquisto della casa.  Il pagamento dell'affitto mette in difficoltà il 45,6% delle famiglie che devono affrontare questa spesa, seguono le utenze, il mutuo e le spese mediche. Ne consegue una quota molto elevata di famiglie che arriva a fine mese con difficoltà: un terzo deve usare i risparmi accumulati.  Per contenere le spese, vengono rinviati anche acquisti considerati necessari e si spende meno per la cura della persona. Le rinunce più difficili sono quelle relative alle cure per la salute più elevate nei controlli medici  periodici e nelle cure odontoiatriche. In generale la salute sta tornando ad essere, in molti casi, un privilegio di classe. Molte le cause: sottofinanziamento sistematico del nostro Sistema sanitario; lunghe liste d’atte sa, carenza di medici di base, chiusura di reparti ospedaieri per mancanza di personale, emigraziomne di infermieri emigrano verso Paesi che li pagano il doppio.  Intanto, il potere d'acquisto del ceto medio italiano è sceso del 7,5% circa dal 2021: nel 2023 il reddito reale delle famiglie si è ridotto dell'1,6%, mentre i beni essenziali sono aumentati oltre il tasso d'inflazione. Il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene il 59,9% dell'intera ricchezza nazionale mentre la metà più povera ne detiene appena il 7,4%. Circa il 43% della popolazione italiana non versa l'Irpef: il 76,87% del gettito Irpef grava su soli 11,6 milioni di contribuenti. La ricchezza netta dei nuclei familiari italiani è scesa del 5,5% nel decennio 2014-2024, dato che porta l'Eurispes a segnalare che, di fatto, il ceto medio sopravvive sempre più grazie al patrimonio ereditato dalle generazioni precedenti.  Il sistema pensionistico italiano è sotto pressione per la convergenza simultanea di più dinamiche che si alimentano a vicenda. La natalità scende, la base contributiva si restringe, i salari reali ristagnano, il lavoro irregolare sottrae risorse al sistema, i giovani più qualificati emigrano portando con sé il capitale umano finanziato con risorse pubbliche. L’Italia perde almeno 34.700 giovani ogni anno, caso unico in Europa.  Non sorprende, quindi, che quasi la metà dei cittadini preveda un peggioramento della situazione economica del Paese nei prossimi dodici mesi. E la sfiducia si allarga alla dimensione sociale.  Altra questione sotto i riflettori è il Sud. Più di un italiano su 5 pensa che l'istituzione di un organo di gestione e controllo aiuterebbe a ristabilire trasparenza nell'utilizzo delle risorse per il Sud. Il Mezzogiorno, commenta Fara, ”è la nostra più grande risorsa non sfruttata. Ha bisogno però di infrastrutture, di legalità, di istruzione, di fiducia.  L'esperienza della Zes Unica per il Mezzogiorno ha prodotto in questo senso risultati importanti, mettendo in rete risorse e imprese sul territorio”.  Capitolo lavoro: lo
 smart working per gli italiani appare come una forma di equilibrismo, generalmente felice, tra spazi di vita ed autonomia, ottimizzazione delle risorse (di tempo ed economiche), senza una totale rinuncia alla socialità, alla distinzione degli spazi e ad alcune abitudini che per molti fanno ormai parte della vita lavorativa.  Resta da scoprire come e quanto l'irruzione irrefrenabile dell'Intelligenza artificiale nella vita quotidiana e nel mercato occupazionale influirà anche nell'ambito dell'organizzazione logistica del lavoro. Secondo l'indagine il 31,3% degli lavoratori intervistati fa smart working: il 5,7% sempre, l'8,7% per la maggior parte del tempo, il 16,9 % per la minoranza del tempo.  Giampiero Guadagni  ---End text---  Author: Giampiero Guadagni  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Rapporto: l’Italia 2026 segnata da fragilità diffuse   Eurispes: Italia 2026 segnata da fragilità diffuse   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Giampiero Guadagni</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903110306937.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[I farmaci e il Servizio nazionale Il sistema nato per produrre risparmi ora fa sprecare milioni allo Stato ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903107906961.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903107906961.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 48 di <b>"CORRIERE DELLA SERA SETTE" </b>  del 29 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>È il risultato della modi?ca della remunerazione dei medicinali che, in molti casi, porta il Ssn a pagare le confezioni più del prezzo al pubblico. Per spiegare come funziona abbiamo analizzato un caso esemplare: l'Atorvastatina, usata per il controllo del colesterolo</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:45:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="911710" Sales="230136" Printing="182342" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903107906961.PDF"><![CDATA[CORRIERE DELLA SERA SETTE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903107906961.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[I farmaci e il Servizio nazionale Il sistema nato per produrre risparmi ora fa sprecare milioni allo Stato È il risultato della modi?ca della remunerazione dei medicinali che, in molti casi, porta il Ssn a pagare le confezioni più del prezzo al pubblico. Per spiegare come funziona abbiamo analizzato un caso esemplare: l’Atorvastatina, usata per il controllo del colesterolo  M I L E N A G A B A N E L L I e S I M O N A R AV I Z Z A Dataroom@rcs.it  Ci sono soldi che il Servizio sanitario nazionale spende senza che qualcuno se ne accorga.  Escono dalle casse pubbliche attraverso norme scritte nel tipico linguaggio tecnico incomprensibile ai più. Sono testi di legge che quasi nessuno si prende la briga di decifrare, ma che autorizzano spese da milioni di euro a vantaggio di pochi e con costi aggiuntivi per tutti gli altri. È in questo contesto che va letta la modi?ca al sistema di remunerazione dei farmaci voluta dal governo Meloni e dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, farmacista con delega alla farmaceutica. Una riforma costruita su passaggi tecnici che, una volta riportati alla pratica quotidiana, producono un effetto paradossale: invece di far risparmiare il Servizio sanitario nazionale, lo portano a pagare di più. Un cambiamento che sottrae risorse alla Sanità, eternamente sotto pressione. Per capire come funziona il meccanismo bisogna mettere in ?la le regole, vedere come sono state ritoccate e seguire le conseguenze concrete che hanno avuto sulla gestione delle risorse pubbliche. Ed è proprio guardando a queste ricadute che diventa chiaro quanto le decisioni prese in ambito tecnico ?niscano per incidere anche sulle scelte più ordinarie dei cittadini, a partire da cosa acquistiamo in farmacia e da quanto siamo chiamati a pagare di tasca nostra.   UN MILIARDO DI EURO Ogni anno noi cittadini spendiamo, in modo spesso poco consapevole, un miliardo di euro che potremmo evitare di sborsare. Accade quando scegliamo un farmaco di marca invece del suo equivalente generico, che è uguale in tutto e per tutto ma ha un prezzo inferiore. È una decisione che si ripete in?nite volte al giorno nelle farmacie e che riguarda una porzione molto ampia dei medicinali in commercio. Il Servizio sanitario nazionale mette infatti a nostra disposizione 10.809 farmaci gratuitamente o al solo costo del ticket: sono i medicinali di fascia A. Nel 2024 la spesa complessiva per questa categoria ha raggiunto 8 miliardi e 353 milioni di euro. Una cifra enorme, il cui peso è determinato soprattutto da un dato: l’87,5% dei consumi riguarda farmaci con brevetto scaduto. Quasi tutti questi medicinali hanno un equivalente generico, con la stessa capacità terapeutica del brand: stesso principio attivo, stessa ef?cacia, stessa sicurezza, stesso modo di assunzione.  FARMACI DI MARCA E GENERICI I farmaci generici compaiono sul mercato dopo circa dieci anni dalla commercializzazione del farmaco originale, periodo nel quale l’azienda titolare del brevetto recupera i costi sostenuti per ricerca e sviluppo. Una volta scaduta la protezione brevettuale, i prezzi si abbassano per tutti, aprendo la strada al principio su cui si fonda il sistema: contenere la spesa pubblica senza ridurre la qualità delle cure. Ci sono casi in cui il medico speci?ca che un paziente  debba assumere proprio un farmaco di marca, ma sono eccezioni. Di norma la scelta ricade su di noi. La legge stabilisce che il farmacista debba consegnare il generico, a meno che sia il cittadino a chiedere espressamente il contrario. In questo modo, se preferiamo il brand, la differenza di prezzo non viene scaricata sul Servizio sanitario nazionale: la paghiamo noi.  Il funzionamento del sistema è sintetizzato in una regola: «I medicinali con uguale composizione in principi attivi, forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio, numero di unità posologiche e dosi unitarie sono rimborsati al farmacista dal Servizio sanitario nazionale ?no al prezzo più basso disponibile».  La logica è chiara: se due farmaci sono uguali, il rimborso del Ssn non può superare il prezzo più
 basso.  Da marzo 2024, però, questo meccanismo smette di funzionare come prima. La norma resta valida, ma gli effetti non sono più quelli originali. Il sistema, nato per produrre risparmi, inizia a generare costi aggiuntivi: in diversi casi il Servizio sanitario nazionale arriva a pagare i farmaci più del prezzo ?ssato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), cioè più del prezzo al pubblico. Per capire l’impatto concreto della riforma abbiamo analizzato un caso esemplare.  IL CASO ATORVASTATINA L’Atorvastatina è il principio attivo che genera la maggiore spesa per le casse pubbliche: è un farmaco molto diffuso, usato per tenere sotto controllo il colesterolo. La sua storia, ricostruita attraverso documenti uf?ciali delle Asl, consente di vedere con chiarezza cosa sia cambiato.  Fino al 2011, la confezione da 30 compresse da 10 mg del farmaco di marca costa 24,44 euro.  Dopo la scadenza del brevetto, il 6 dicembre 2012, il prezzo scende a 6,36 euro. Nello stesso anno arriva il generico, venduto a 4,35 euro. È la dinamica classica: l’ingresso del generico abbassa anche il costo del brand. La differenza tra i due prezzi è 2,01 euro. Se il cittadino sceglie il generico non paga nulla. Chi preferisce la marca, versa quella differenza. Il sistema garantisce libertà, ma attribuisce il costo aggiuntivo a chi compie la scelta.  COSA SUCCEDE ORA Con l’introduzione della nuova remunerazione, emergono due effetti che ribaltano la ?nalità del generico. Primo: il farmaco che dovrebbe far risparmiare il Servizio sanitario ?nisce per costargli più del prezzo al pubblico. Chi compra l’Atorvastatina generica privatamente continua a pagarla 4,35 euro, il prezzo stabilito da Aifa. Ma quando lo stesso medicinale viene erogato tramite il Servizio sanitario, lo Stato rimborsa alla farmacia 5,24 euro: 89 centesimi in più rispetto al prezzo esposto sugli scaffali. L’aumento è dovuto alla nuova modalità di remunerazione, che fa crescere per lo Stato il costo del rimborso del 24%. È come se il proprietario di un supermercato acquistasse un prodotto a un prezzo più alto di quello che il rivenditore espone sugli scaffali per i clienti che lo comprano. Due. L’anomalia riguarda anche il farmaco di marca. Il suo prezzo al pubblico rimane 6,36 euro. Ma oggi il Servizio sanitario lo rimborsa alla farmacia a 4,75 euro: il 20% in più rispetto al passato e comunque più del prezzo di riferimento Aifa. A questi 4,75 euro si aggiungono, come sempre, i 2,01 euro che il cittadino continua a pagare. Il totale per il sistema – tra spesa pubblica e privata – arriva così a 6,76 euro, 40 centesimi oltre il prezzo esposto.  LA DIFFUSIONE DEL FENOMENO Questi due effetti non sono limitati all’Atorvastatina. Si ripetono in quasi la metà dei farmaci a carico del Ssn, in particolare tra quelli con un costo inferiore agli 8 euro. Il risultato è un trasferimento di risorse consistente verso le farmacie, a scapito di altre aree della spesa sanitaria.  Siamo davanti al ribaltamento del principio originario: il Sistema sanitario paga di più proprio dove la legge aveva stabilito che dovesse pagare meno. Prima della riforma, le farmacie ricevevano il 30,35% del prezzo al pubblico, con sconti differenziati in base al costo  del medicinale, secondo quanto previsto dalla legge 662 del 1996 e successive modi?che. Il produttore incassava il 66,65%, il grossista il 3%.  Con la riforma, lo schema cambia: la farmacia riceve il 6% del prezzo del farmaco più una quota ?ssa che va da 55 centesimi a 2,50 euro per confezione, variabile a seconda del prezzo del medicinale e della tipologia della farmacia.  Un meccanismo che serve a riempire le casse delle farmacie: con la nuova remunerazione più il prezzo del farmaco è basso, maggiore è il margine di guadagno (almeno ?no agli 8 euro a confezione). Lo scorso febbraio avevamo denunciato un altro caso emblematico. Una confezione di acido acetilsalicilico, un comune antin?ammatorio con la formulazione per problemi cardiaci, costa come generico 1,41 euro. Fino al 2024 la farmacia guadagnava il 30,35% più l’8% come farmaco generico, meno lo scont
o: in totale 50 centesimi. Con le nuove regole, la remunerazione diventa il 6% più 55 centesimi più l’8% come generico, meno lo sconto: 93 centesimi.  Un aumento dell’86% nei ricavi della farmacia, con un costo maggiore per lo Stato pari al 31%.  LE NOSTRE SCELTE C’è almeno una decisione immediata che possiamo prendere come cittadini: evitare di comprare il farmaco di marca, pagando di tasca nostra la differenza con il suo equivalente generico. Si tratta di una spesa inutile perché l’effetto curativo è identico. Su base individuale sono spiccioli, ma su base nazionale valgono un miliardo di euro l’anno che escono dalle nostre tasche.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: I generici hanno introdotto un principio chiaro: se due prodotti sono uguali, il rimborso del Ssn non può superare il prezzo più basso. Questo criterio è saltato   È come se il proprietario di un supermercato acquistasse un prodotto a un costo più alto rispetto a quello che espone sugli scaffali, per i clienti   C’è almeno una decisione immediata che potremmo prendere come cittadini: evitare di comprare il farmaco di marca, una spesa non indispensabile  Image:I FARMACI SUL MERCATO  FARMACO DI MARCA VS GENERICO  Italia, 2024  ESEMPIO: Atorvastatina Prezzo al pubblico  20.409 totali Classe C a carico del cittadino  Classe A gratuiti o con ticket  7.444  10.809  COPERTO DA BREVETTO 24,44 €  Classe H uso ospedaliero  Spesa pubblica farmaci fascia A  87,5% dei consumi di fascia A riguarda  farmaci a brevetto scaduto  Quasi sempre disponibile un equivalente generico Fonte: Aifa, OsMed 2024  6,36 €  4,35 €  2.156  8,35 miliardi €  DOPO SCADENZA BREVETTO (circa 10 anni)  Marca  Generico  Differenza per il cittadino 2,01 €  Marca  Stesso principio attivo, ef?cacia e modalità di somministrazione Marca Più costoso  DIFFERENZE  Generico Costa meno  Corriere della Sera - Infogra?ca di Cristina Pirola Nella tabella qui sopra, la spiegazione dei costi dell’Atorvastatina prima e dopo la modi?ca dal sistema della remunerazione dei farmaci decisa dal governo.  Potete leggere questa inchiesta anche sul sito corriere.it NUOVA REMUNERAZIONE: GUADAGNO PER LE FARMACIE Generico  Prezzo al pubblico  4,35 €  Lo Stato paga  5,24 € 4,22 €  Prima  Differenza +1,02 € (+24%)  Dopo  ESEMPIO: Atorvastatina  Il cittadino paga  Prezzo al pubblico 6,36 €  4,35 €  0€ Con SSN Senza SSN  Marca  Lo Stato paga  Il cittadino paga 6,36 €  3,96 €  4,75 €  Differenza +0,79 € (+20%)  Prima Dopo  2,01 € Differenza rispetto al generico  Totale al banco  Conseguenze Lo Stato paga 1,02 € in più a confezione 0,89 € in più del prezzo al banco Fonte: elaborazione Dataroom su dati Aifa e remunerazione farmacie  Il cittadino non paga nulla in più  Lo Stato paga 0,79 € in più a confezione  Il cittadino continua a pagare 2,01 €  Stato + cittadino: 4,75 + 2,01 = 6,76 € +0,40 € rispetto al prezzo al pubblico -tit_org- I farmaci e il Servizio nazionale Il sistema nato per produrre risparmi ora fa sprecare milioni allo Stato   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903107906961.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Trasporti e sanità: sciopero di 24 ore ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106406902.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106406902.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"GIORNALE" </b>  del 29 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="292000" Sales="28107" Printing="64791" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106406902.PDF"><![CDATA[GIORNALE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106406902.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Oggi serrata dei sindacati di base  Trasporti e sanità: sciopero di 24 ore  Sciopero generale nazionale di 24 ore oggi, con possibili disagi in tutta Italia nei trasporti, nella sanità e nei servizi pubblici. La mobilitazione è stata proclamata da diversi sindacati di base e coinvolgerà sia il settore pubblico sia quello privato. Alla base della protesta le richieste di aumento salariali, migliori condizioni di lavoro e, sul piano politico internazionale, l'interruzione di «ogni rapporto commerciale e politico» con Israele.  Nel settore dei trasporti lo sciopero interesserà il personale di Trenitalia, Trenord (Lombardia) e Trenitalia Tper (Emilia Romagna), oltre alle aziende del trasporto pubblico locale. Possibili cancellazioni fino alle 21 di oggi  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Trasporti e sanità: sciopero di 24 ore   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106406902.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[I veterinari rimangono fuori dal testo ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106706901.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106706901.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 31 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 29 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="88000" Sales="13753" Printing="15548" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106706901.PDF"><![CDATA[ITALIA OGGI]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106706901.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[I veterinari rimangono fuori dal testo  Veterinari in protesta per l’esclusione della loro categoria dalla riforma delle professioni sanitarie. È stata infatti respinta, in XII commissione alla Camera, una proposta emendativa che avrebbe reintegrato la professione veterinaria nel testo. Lo denunciano in una nota congiunta la Federazione nazionale (Fnovi) e le associazioni Anmvi e Sivemp.  «Senza alcun onere finanziario, l'emendamento avrebbe inserito un mero criterio per  l'esercizio della delega conferita al ministero della Salute, allo scopo di rendere i futuri decreti attuativi aderenti alla professione veterinaria», si legge nella nota. «Unica tra le 31 professioni sanitarie riconosciute dallo Stato - ricordano le tre sigle - la professione veterinaria agisce a presidio della prevenzione, della sanità animale, del benessere animale, della sicurezza alimentare e della salute pubblica. Non chiediamo un privilegio, ma coerenza ordinamentale», concludono le sigle.  ______© Riproduzione riservata _____  n  ---End text---  Author: GIOVANNI GALLI  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- I veterinari rimangono fuori dal testo   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Giovanni Galli</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106706901.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Ccnl Sanità 25-27 istituisce 3 tipologie di incarico per i ruoli ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106906907.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106906907.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 34 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 29 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="88000" Sales="13753" Printing="15548" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106906907.PDF"><![CDATA[ITALIA OGGI]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106906907.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[LA BOZZA DI CONTRATTO DEFINISCE I CRITERI DI GRADUAZIONE E MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE.   Ccnl Sanità 25-27 istituisce 3 tipologie di incarico per i ruoli  Un contratto che entra nel dettaglio della tipologia degli incarichi da assegnare e dei criteri da applicare per la loro graduazione ed assegnazione ai dipendenti.  L’ipotesi del Ccnl del comparto Sanità per il triennio 2025-2027 si caratterizza per una disciplina degli incarichi molto dettagliata, allo scopo, da una parte, di fornire agli enti del comparto una guida operativa e, dall’altra parte, di conseguire il risultato di una maggiore omogeneità nei processi di assegnazione e valutazione.  La contrattazione nazionale collettiva, in sostanza, prende atto che l’attribuzione e valutazione di incarichi particolari ai dipendenti è strettamente legata al concetto di gestione del rapporto di lavoro, sicchè prova a portare verso la disciplina contrattuale aspetti che fin qui sono stati oggetto di regole dettate dalla legge (il d.lgs 150/2009) o di regolamenti sul funzionamento degli uffici.  L’ipotesi in merito agli incarichi è chiara e drastica: essi debbono essere caratterizzati da maggiori responsabilità ed impegno, ai quali sono poi riconnessi i particolari trattamenti economici previsti.  In tutti i ruoli sanitari sono istitute tre tipologie di incarico: quello “di posizione”, destinabile al solo personale inquadrato nell’area di elevata qualificazione; quello di “funzione organizzativa”, per il personale inquadrato nell’area dei professionisti della salute e dei funzionari; e infine quello di “funzione professionale”, per il personale inquadrato nell’area dei professionisti della salute e dei funzionari.  Detti incarichi sono tra essi collocati in rapporto di gerarchia: quelli di posizione sono sovraordinati agli incarichi di funzione organizzativa e questi sono a loro volta sovraordinati agli incarichi di funzione professionale: in tal modo si contribuisce a chiarie anche il peso lavorativo e retributivo connesso.  L’ipotesi considera presupposto fondamentale per il conferimento (e dunque anche per la selezione che li precede) degli incarichi il possesso di particolari esperienze, conoscenze e titoli, dimostrati nello svolgimento delle funzioni. Gli enti del comparto dovranno istituire, medianti propri atti di organizzazione, gli incarichi, determinando la loro quantità e pesatura: gli incarichi di posizione, comunque, non potranno essere in numero maggiore del 20% degli incarichi di funzione organizzativa e professionale di “complessità media”.  Particolarmente di rilievo la specificazione dei molti criteri che gli enti dovranno adottare per la graduazione delle funzioni, dettata direttamente dal Ccnl.  Ai fini dell’assegnazione, gli enti dovranno pubblicare un avviso/interpello, col quale invitare gli interessati a candidarsi: sono specificati gli elementi ponderali mediante i quali determinare, in modo trasparente, la graduatoria finale in esito alla quale sceglie i dipendenti destinatari degli incarichi.  L’ambizione del Ccnl, quindi, è creare un sistema comune dettagliato, che non trascura di definire la durata, fissata in 5 anni, i sistemi di selezione, i casi di revoca  anticipata (connessa a riorganizzazioni o risultati negativi) e metodi di valutazione. Questa non si limiterà alla solta verifica annuale: almeno tre mesi prima della scadenza finale dell’incarico andrà anche effettuata una specifica valutazione retrospettiva dell’intero periodo, allo scopo di evidenziare la sussistenza di elementi volti a consentire la conferma oppure la destinazione dell’incaricato ad incarichi di minore portata sul piano gerarchico e retributivo.  Anche le mansioni superiori sono oggetto dell’ipotesi, la quale le definisce come le attività svolte dal dipendente in modo prevalente, proprie dell’area immediatamente superiore rispetto a quelle di inquadramento del dipendente stesso.  Altra norma di rilievo è quella che prevede un anticipo del 30% dell’Indice Ipca nel caso in cui il Ccnl non risulti rinnovato al mese di aprile dell’anno successivo alla scadenza (cioè il 
2028): la percentuale tenderà a crescere con l’aumento del ritardo del rinnovo.  ______© Riproduzione riservata _____  n  ---End text---  Author: LUIGI OLIVERI  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Ccnl Sanità 25-27 istituisce 3 tipologie di incarico per i ruoli   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>LUIGI OLIVERI</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106906907.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità vaticana, impero intoccabile Milioni di euro di fondi dello Stato e lo scudo dell'immunita oltretevere ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903104406930.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903104406930.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"L'IDENTITÀ" </b>  del 29 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="0" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903104406930.PDF"><![CDATA[L'IDENTITÀ]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903104406930.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Sanità vaticana, impero intoccabile Milioni di euro di fondi dello Stato e lo scudo dell’immunità oltretevere   DALLO SCANDALO DEL BAMBIN GESÙ AL “BUCO” DELL’OSPEDALE DI PADRE PIO  L  e mura leonine non proteggono solo la spiritualità, ma un vero e proprio impero clinico-finanziario che sta però mostrando crepe sempre più profonde.  Il recente terremoto che ha colpito la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, con un buco di bilancio stimato tra i 108 e i 250 milioni di euro, ha costretto papa Leone XIV a intervenire d’autorità, firmando un chirografo per esautorare i vertici e commissariare la struttura. Un cratere finanziario che non è un caso isolato. Il sintomo di una "sanità vaticana" che opera come una potente cassaforte di eccellenze mediche e, al contempo, di scandali gestionali. Protetta da uno scudo giuridico che la rende impermeabile alle ispezioni dello Stato pur attingendo in maniera copiosa alle sue casse.  La vicenda della struttura pugliese ha svelato una realtà parallela fatta di benefit amministrativi da 300mila euro al mese e promozioni interne definite dai sindacati "miracolose": ausiliari trasformati in dirigenti, segretarie con stipendi da primario mentre il deficit cresceva nell'ombra. Una circostanza che ha spinto il Vaticano a parlare apertamente di necessità di estirpare "malagestione e interessi personali". Con oltre 2.600 dipendenti e 50 milioni di euro di debiti verso i soli fornitori farmaceutici, l'ospedale fondato dal Santo di Pietrelcina è diventato l'emblema di come l'assenza di vigilanza possa trasformare una missione caritatevole in un dissesto sistemico.  Ma l'ombra della mala gestione non aveva risparmiato nemmeno il fiore all'occhiello della pediatria mondiale.  L'inchiesta dell'Associated Press pubblicata nel 2017 aveva squarciato il velo sulla gestione dell'Ospedale Bambino Gesù tra il 2008 e il 2015. Un'indagine interna vaticana, rimasta segreta fino allo scoop giornalistico, avrebbe denunciato che la missione era andata perduta in favore di una massimizzazione del fatturato.  I dati clinici riportati, drammatici: carenze igieniche e sovraffollamento dei reparti avevano favorito la proliferazione di super-batteri, causando la morte di 8 bambini nel solo reparto oncologico. Per abbattere i costi e aumentare i rimborsi regionali, acquistati aghi scadenti che si spezzavano nelle vene dei neonati, i piccoli pazienti svegliati bruscamente dall'anestesia per accelerare il ricambio delle sale operatorie. I vertici del Bambin Gesù rivendicarono poi un cambio di rotta citando i successi scientifici e l'accreditamento internazionale.  La Santa Sede non confermò mai i fatti, scegliendo una ammissione parziale e selettiva, innanzitutto riguardo ai "problemi di gestione" sollevati.  Il punto di rottura del sistema, da sempre, risiede nell'immunità ispettiva. Grazie ai Patti Lateranensi, la sede  del Bambino Gesù al Gianicolo gode del regime di extraterritorialità, rendendo l'istituzione - finanziata dai contribuenti italiani immune alle ispezioni a sorpresa. Ex ispettori dell'Agenas avrebbero confermato di non aver mai potuto effettuare ispezioni nella struttura vaticana. Nei corridoi della Regione Lazio si ammette a bassa voce l'impossibilità per l’ente pubblico di verificare standard e distribuzioni interne, poiché l'ospedale risponde solo ai propri regolamenti e non alla sovranità italiana.  Questa asimmetria crea un paradosso istituzionale non da poco. Mentre un ospedale pubblico come il Monaldi di Napoli subisce ispezioni immediate e sospensioni dei programmi dopo un trapianto finito tragicamente, le strutture vaticane restano protette da uno scudo diplomatico.  Poi, succede che, nonostante l'indipendenza dai controlli dello Stato, la sanità vaticana è un beneficiario privilegiato di flussi finanziari pubblici in costante aumento.  I numeri del peso economico sono imponenti. la Legge di Bilancio successiva al Decreto-Legge 110/2025 ha innalzato il tetto del finanziamento statale annuo per il Bambino Gesù da 20 a 70 milioni di euro a partire dal 2025. E  lo Stato h
a avviato la cessione del complesso monumentale dell'ex Forlanini al Vaticano per espandere l'ospedale entro il 2030. Un'area di 18 ettari valutata appena 70 milioni di euro. Una cifra da taluni considerata irrisoria. Una ristrutturazione che sarà pagata dall'Inail con un investimento pubblico stimato tra i 400 e i 600 milioni di euro. Cifra che taluni rilevazioni spingono fino a 800 milioni di euro. Le scene di un quadro di insieme che prevede - se ne discute da decenni - esenzioni Iva, Imu e Irpef. Il cortocircuito di un sistema che per decenni lo Stato ha alimentato e tuttora conforta. fino a operazioni come quella del Forlanini, definite dai critici una vera "cessione di sovranità territoriale".  Peraltro a discapito dei poli pubblici vicini, come il San Camillo. Risorse per un'enclave sì di eccellenza ma che spende soldi degli italiani rispondendo solo al diritto canonico. In questo scenario, il confine tra carità cristiana e impresa aziendale sempre più labile. La sanità vaticana, un soggetto a sostentamento pubblico ma a zero trasparenza. una questione di equità.  È ancora tollerabile che milioni di euro dei cittadini italiani alimentino strutture dove lo Stato non può nemmeno varcare la soglia per un controllo igienico?  ---End text---  Author: ANGELO VITALE  Heading: DALLO SCANDALO DEL BAMBIN GESÙ AL “BUCO” DELL’OSPEDALE DI PADRE PIO  Highlight:   Image:(© Ansa) -tit_org- Sanità vaticana, impero intoccabile Milioni di euro di fondi dello Stato e lo scudo dell'immunita oltretevere   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>ANGELO VITALE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903104406930.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Un italiano su tre utilizza l'AI per notizie sulla salute ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903105806908.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903105806908.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 20 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 29 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="770000" Sales="120223" Printing="61990" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903105806908.PDF"><![CDATA[SOLE 24 ORE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903105806908.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Un italiano su tre utilizza l’AI per notizie sulla salute   Studio Farmindustria   Il rapporto con medico resta insostituibile. Crescita record delle molecole  Sono sempre più gli italiani - oltre uno su tre (il 35%) - che interrogano l'intelligenza artificiale quando hanno un dubbio sulla propria salute. Ma non lo fanno tutti allo stesso modo perché sono soprattutto le donne a interpretare l'AI con un approccio più prudente e una visione equilibrata che vede insostituibile il rapporto umano con il medico. È quanto emerge dall'indagine Censis presentata ieri durante l'evento “Salute al femminile” promosso da Farmindustria con il patrocinio della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella. La ricerca evidenzia in particolare il ruolo centrale delle donne nella diffusione di una cultura dell'autoregolazione responsabile di fronte alle nuove tecnologie: il 92,3% ritiene che le informazioni ottenute con strumenti digitali debbano essere sempre verificate con il medico, come fonte primaria di informazione sulla salute, come anche l'88% degli uomini. Il 65,3% delle donne e il 58% degli uomini dichiara inoltre di non sentirsi a proprio agio  a informarsi solo tramite AI, per il timore di fake news e per la maggiore fiducia nelle informazioni prodotte da persone. Prevale dunque un approccio equilibrato: non tecnofobico, ma neppure fideistico. E anche nell'era dell'AI resta forte il primato del fattore umano e il rapporto di fiducia con il medico. Per l’81,7% delle donne e il 71,4% degli uomini algoritmi e Ia non potranno mai scalzare la centralità del medico.  «L'intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per migliorare prevenzione, diagnosi, ricerca e gestione della salute e dei percorsi di cura, ma il rapporto umano resta fondamentale.  E le donne sono protagoniste di questo equilibrio tra innovazione, responsabilità e cura: nella Ricerca e Sviluppo, dove il numero di molecole identificate dall'IA è cresciuto del 300% dal 2023 e i tempi nella fase preclinica si sono ridotti del 40% sempre grazie all'IA, la presenza femminile raggiunge il 52%», avverte Marcello Cattani Presidente di Farmindustria. «Tutti noi usiamo già l'intelligenza artificiale ed è preziosa. Bisogna cercare di accompagnare questi fenomeni e di governarli per tutelare i nostri ragazzi più giovani che sono sempre i più vulnerabili», ha aggiunto la ministra Roccella.  —Mar.B.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: marb.  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Un italiano su tre utilizza l’AI per notizie sulla salute   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>marb.</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903105806908.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[L'ultima sfida sono le case della comunità ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106106915.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106106915.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 29 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:44:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="770000" Sales="120223" Printing="61990" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106106915.PDF"><![CDATA[SOLE 24 ORE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106106915.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[L’ultima sfida sono le case della comunità   Enti locali Target sanitario più difficile da completare rispetto a digitalizzazione e asili nido  Se i Comuni sono la rete neurale del Pnrr, la sanità è l’organo a cui tutti si collegano. Per questo era particolarmente importante che gli investimenti nella modernizzazione del Sistema sanitario nazionale arrivassero a compimento. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo in collegamento all’evento annuale «L’Italia del Pnrr» al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, elenca i target raggiunti: tre miliardi per l’assistenza domiciliare di oltre un milione e mezzo di over 65 presi in carico nel 2025; un miliardo e mezzo per la telemedicina rivolta a oltre 560mila persone fragili e con patologie croniche; oltre un miliardo per l’ammodernamento del parco tech degli ospedali; un miliardo e quattrocento milioni per la digitalizzazione dei reparti d’emergenza e l’accettazione; l’avvio del fascicolo sanitario elettronico. «Resta da completare il progetto delle case della comunità: il target della medicina territoriale è più complesso da raggiungere, ma con lo sforzo di tutti è fattibile in tempo (la scadenza è il 30 giugno, ndr), perché dopo 47 anni è giusto che il Ssn si ammoderni senza rinunciare ai suoi principi fondanti», dice Schillaci.  Antonio Decaro, nella doppia veste di ex sindaco di Bari e attuale presidente della Regione Puglia, si dimostra fiducioso, visti i target raggiunti finora in ambito sanitario, ma pone un quesito rilevante: se il target delle 1.038 case della comunità è complessivo per tutto il Paese, l’impresa è fattibile, se deve essere distribuito per regione, emergono criticità. «Per creare le case della comunità ci sono difficoltà pratiche, come l’individuazione degli immobili nei Comuni, le numerose autorizzazioni, l’affidamento a Invitalia per velocizzare le procedure ma con l’effetto che le imprese  coinvolte erano sempre le stesse».  Il caso della Regione Liguria sembra indicare un modello positivo: il presidente Marco Bucci riferisce di aver realizzato 32 case della comunità (il target era 30) per un totale di 25mila visite al mese tolte ai Pronto soccorso. «L’alta qualità della vita è garantita solo dall’alta qualità della sanità», commenta Bucci. «In questo la medicina territoriale è fondamentale al pari della telemedicina sia perché ci sono valli nel nostro territorio difficili da raggiungere sia perché, con l’invecchiamento della popolazione, è imprescindibile investire in prevenzione in un’ottica anche di sostenibilità economica».  Oltre alla sanità, gli ambiti in cui i finanziamenti del Pnrr hanno attecchito di più sui territori sono la digitalizzazione, le infrastrutture scolastiche, la mobilità. Dei 415 milioni ottenuti con il Pnrr, la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, spiega che oltre 200 sono stati rivolti alla mobilità sostenibile per decongestionare il traffico privato mentre oltre otto milioni sono stati dedicati alla demolizione e alla ricostruzione di scuole e asili nidi, per un totale di 140 posti in più. «Dobbiamo attirare non solo turisti, ma anche famiglie e diffondere un’idea di genitorialità sostenuta da infrastrutture, occupazione femminile e sostegni alla casa», sottolinea Carnevali.  Di quattro scuole nuove e quattro palestre nuove beneficia anche la provincia di Cuneo, come ricordato dal presidente della Provincia Luca Robalbo, il cui ente ha gestito direttamente 35 gare relative a opere proprie per un valore di circa 85 milioni e ha seguito ulteriori 51 procedure di affidamento per conto di decine di Comuni, per un valore di circa 29 milioni. «La capacità di interloquire con altre realtà, il sistema scolastico o le camere di commercio, ad esempio, è una delle eredità più utili del Pnrr. Al pari della collaborazione fra uffici», conclude Robalbo.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Camilla Colombo  Heading:   Highlight: Fra gli obiettivi raggiunti nella sanità l’avvio della telemedicina e del fascicolo sanitario elettronico  Image: -tit_org- L’ultim
a sfida sono le case della comunità   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Camilla Colombo</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/29/2026052903106106915.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>