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		<title><![CDATA[Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata» - Il giornale del Piemonte e della Liguria ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052602870908822.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it" </b>  del 26 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:09:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[26/05/2026            Chi siamo          Contatti				Editore: POLO GRAFICO SPA				Direttore: DIEGO RUBERO				AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23			Home					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi		AdnKronos				HOME					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi				AdnKronos			Sanità    Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata»	    	Duro scontro dopo lo flop della marcia di Torino. Cimo: «La salute non può diventare terreno ideologico»	            Eliana Puccio              26/05/2026  La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di dividere», ha sottolineato il sindacato nella nota diffusa alla vigilia della manifestazione.Cimo richiama anche il ruolo dell’Ordine dei Medici di Torino, chiedendo che il confronto rimanga «autonomo e super partes», senza sovrapposizioni con dinamiche politiche o sindacali.Critiche molto simili sono arrivate anche dalla Cisl Piemonte. Il segretario generale Luca Caretti ha parlato apertamente di una manifestazione costruita «attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale».«Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione», ha spiegato Caretti. «Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio,
 costruendo una piattaforma autonoma, la Cisl non può e non vuole farne parte».Parole che certificano una distanza ormai evidente tra le principali organizzazioni sindacali sul modo di affrontare la crisi della sanità piemontese. Nessuno nega i problemi. Anzi. Le criticità vengono riconosciute da tutte le sigle: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale, ritardi sulle Case di Comunità finanziate dal Pnrr.Ma il nodo riguarda il metodo.«I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi», ammette Caretti, che però aggiunge: «Secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto».Anche la Uil Fp ha scelto di non partecipare. E anche in questo caso le motivazioni parlano di una deriva politico-elettorale della protesta. Il segretario generale Nazzareno Arigò definisce la propria organizzazione «libera, laica e riformista» e spiega che la Uil «rifiuta iniziative caratterizzate da un’impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico».Una critica che si accompagna però a un’analisi molto dura sullo stato attuale del sistema sanitario piemontese. Arigò parla di Case di Comunità aperte senza personale sufficiente, strutture avviate «con organici non stabilizzati ed insufficienti» e di una sanità territoriale che rischia di reggersi sulla «logica della coperta corta».Secondo i dati Agenas e della Fondazione Gimbe, il Piemonte continua infatti a soffrire soprattutto sul fronte della medicina territoriale e delle liste d’attesa, mentre il personale sanitario resta sotto pressione nonostante il calo post-pandemico dei ricoveri Covid. La stessa Corte dei Conti, negli ultimi report regionali, ha evidenziato criticità nella sostenibilità futura delle strutture finanziate dal Pnrr.In questo clima la manifestazione torinese, anziché compattare il fronte della difesa della sanità pubblica, sembra avere accentuato le divisioni interne tra sindacati, ordini professionali e rappresentanze dei medici.Da una parte chi considera necessario mantenere alta la mobilitazione pubblica contro il progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale. Dall’altra chi teme che il disagio reale di pazienti e operatori venga utilizzato come leva politica, con il rischio di radicalizzare ulteriormente il confronto.Il risultato è una sanità piemontese che appare oggi attraversata non solo da problemi strutturali — carenza di personale, tempi di attesa, sostenibilità economica — ma anche da una crescente frammentazione nel modo di rappresentarli e affrontarli.E mentre il dibattito si polarizza, i problemi quotidiani di cittadini e operatori restano tutti sul tavolo.                        Sanità, Cronaca, Torino                ARTICOLI CORRELATI                                Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata»                                    Sanità, Cronaca, Torino																	Eliana Puccio - 																									    26/05/2026                                ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei reparti                                    Sanità, Cronaca, Torino																	Eliana Puccio - 																									    26/05/2026                                Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza                                    Sanità, Cronaca, Nord-Piemonte																									    25/05/2026                                Confronto sul futuro della ricerca clinica                                    Sanità, Alessandria																									    25/05/2026        ULTIMI ARTICOLI                                            ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei reparti              
                                      Sanità, Cronaca, Torino                                                                                    Eliana Puccio -                                                                                                                                 26/05/2026                                            Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza                                                    Sanità, Cronaca, Nord-Piemonte                                                                                                                                25/05/2026                                            Confronto sul futuro della ricerca clinica                                                    Sanità, Alessandria                                                                                                                                25/05/2026                                            Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie                                                    Sanità, Nord-Piemonte                                                                                                                                22/05/2026            I PIù LETTI                                            ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei reparti                                                Sanità, Cronaca, Torino                                                                            Eliana Puccio -                                                                                                                     26/05/2026                                            Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza                                                Sanità, Cronaca, Nord-Piemonte                                                                                                                    25/05/2026                                            Confronto sul futuro della ricerca clinica                                                Sanità, Alessandria                                                                                                                    25/05/2026                                            Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie                                                Sanità, Nord-Piemonte                                                                                                                    22/05/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA                Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette              (CN)                +39 0171 392211             P.IVA: 02488690047            Il Giornale del Piemonte e della Liguria          Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa,           editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni           il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".      Polografico Spa - P.IVA: 02488690047      Chi Siamo      |              Contatti      |      Cookies      |      PrivacyEditore: POLO GRAFICO SPA				Direttore: DIEGO RUBERO				AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Home					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi		AdnKronosAlessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																TorinoGenova																Imperia																SavonaHOME					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi				AdnKronosAlessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																TorinoGenova																Imperia																SavonaLa manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di dividere», ha sottolineato il sindacato nella nota diffusa alla vigilia della manifestazione.Cimo richiama anche il ruolo dell’Ordine dei Medici di Torino, chiedendo che il confronto rimanga «autonomo e super partes», senza sovrapposizioni con dinamiche politiche o sindacali.Critiche molto simili sono arrivate anche dalla Cisl Piemonte. Il segretario generale Luca Caretti ha parlato apertamente di una manifestazione costruita «attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale».«Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione», ha spiegato Caretti. «Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio, costruendo una piattaforma autonoma, la Cisl non può e non vuole farne parte».Parole che certificano una distanza ormai evidente tra le principali organizzazioni sindacali sul modo di affrontare la crisi dell
a sanità piemontese. Nessuno nega i problemi. Anzi. Le criticità vengono riconosciute da tutte le sigle: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale, ritardi sulle Case di Comunità finanziate dal Pnrr.Ma il nodo riguarda il metodo.«I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi», ammette Caretti, che però aggiunge: «Secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto».Anche la Uil Fp ha scelto di non partecipare. E anche in questo caso le motivazioni parlano di una deriva politico-elettorale della protesta. Il segretario generale Nazzareno Arigò definisce la propria organizzazione «libera, laica e riformista» e spiega che la Uil «rifiuta iniziative caratterizzate da un’impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico».Una critica che si accompagna però a un’analisi molto dura sullo stato attuale del sistema sanitario piemontese. Arigò parla di Case di Comunità aperte senza personale sufficiente, strutture avviate «con organici non stabilizzati ed insufficienti» e di una sanità territoriale che rischia di reggersi sulla «logica della coperta corta».Secondo i dati Agenas e della Fondazione Gimbe, il Piemonte continua infatti a soffrire soprattutto sul fronte della medicina territoriale e delle liste d’attesa, mentre il personale sanitario resta sotto pressione nonostante il calo post-pandemico dei ricoveri Covid. La stessa Corte dei Conti, negli ultimi report regionali, ha evidenziato criticità nella sostenibilità futura delle strutture finanziate dal Pnrr.In questo clima la manifestazione torinese, anziché compattare il fronte della difesa della sanità pubblica, sembra avere accentuato le divisioni interne tra sindacati, ordini professionali e rappresentanze dei medici.Da una parte chi considera necessario mantenere alta la mobilitazione pubblica contro il progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale. Dall’altra chi teme che il disagio reale di pazienti e operatori venga utilizzato come leva politica, con il rischio di radicalizzare ulteriormente il confronto.Il risultato è una sanità piemontese che appare oggi attraversata non solo da problemi strutturali — carenza di personale, tempi di attesa, sostenibilità economica — ma anche da una crescente frammentazione nel modo di rappresentarli e affrontarli.E mentre il dibattito si polarizza, i problemi quotidiani di cittadini e operatori restano tutti sul tavolo.ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei repartiEliana Puccio -                                                                                                                                 26/05/2026Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza25/05/2026Confronto sul futuro della ricerca clinica25/05/2026Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie22/05/2026ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei repartiEliana Puccio -                                                                                                                     26/05/2026Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza25/05/2026Confronto sul futuro della ricerca clinica25/05/2026Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie22/05/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA                Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette              (CN)                +39 0171 392211             P.IVA: 02488690047Il Giornale del Piemonte e della Liguria          Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, 
          editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni           il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".Il Giornale del Piemonte e della LiguriaPolografico Spa - P.IVA: 02488690047      Chi Siamo      |              Contatti      |      Cookies      |      Privacy   
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		<title><![CDATA[Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata» - Il giornale del Piemonte e della Liguria ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052602889008823.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it" </b>  del 26 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:09:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="4678" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052602889008823.PDF"><![CDATA[ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[26/05/2026            Chi siamo          Contatti				Editore: POLO GRAFICO SPA				Direttore: DIEGO RUBERO				AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23			Home					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi		AdnKronos				HOME					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi				AdnKronos			PiemonteTorino    Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata»	    	Duro scontro dopo lo flop della marcia di Torino. Cimo: «La salute non può diventare terreno ideologico»	            Eliana Puccio              26/05/2026  La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di dividere», ha sottolineato il sindacato nella nota diffusa alla vigilia della manifestazione.Cimo richiama anche il ruolo dell’Ordine dei Medici di Torino, chiedendo che il confronto rimanga «autonomo e super partes», senza sovrapposizioni con dinamiche politiche o sindacali.Critiche molto simili sono arrivate anche dalla Cisl Piemonte. Il segretario generale Luca Caretti ha parlato apertamente di una manifestazione costruita «attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale».«Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione», ha spiegato Caretti. «Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto 
proprio, costruendo una piattaforma autonoma, la Cisl non può e non vuole farne parte».Parole che certificano una distanza ormai evidente tra le principali organizzazioni sindacali sul modo di affrontare la crisi della sanità piemontese. Nessuno nega i problemi. Anzi. Le criticità vengono riconosciute da tutte le sigle: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale, ritardi sulle Case di Comunità finanziate dal Pnrr.Ma il nodo riguarda il metodo.«I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi», ammette Caretti, che però aggiunge: «Secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto».Anche la Uil Fp ha scelto di non partecipare. E anche in questo caso le motivazioni parlano di una deriva politico-elettorale della protesta. Il segretario generale Nazzareno Arigò definisce la propria organizzazione «libera, laica e riformista» e spiega che la Uil «rifiuta iniziative caratterizzate da un’impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico».Una critica che si accompagna però a un’analisi molto dura sullo stato attuale del sistema sanitario piemontese. Arigò parla di Case di Comunità aperte senza personale sufficiente, strutture avviate «con organici non stabilizzati ed insufficienti» e di una sanità territoriale che rischia di reggersi sulla «logica della coperta corta».Secondo i dati Agenas e della Fondazione Gimbe, il Piemonte continua infatti a soffrire soprattutto sul fronte della medicina territoriale e delle liste d’attesa, mentre il personale sanitario resta sotto pressione nonostante il calo post-pandemico dei ricoveri Covid. La stessa Corte dei Conti, negli ultimi report regionali, ha evidenziato criticità nella sostenibilità futura delle strutture finanziate dal Pnrr.In questo clima la manifestazione torinese, anziché compattare il fronte della difesa della sanità pubblica, sembra avere accentuato le divisioni interne tra sindacati, ordini professionali e rappresentanze dei medici.Da una parte chi considera necessario mantenere alta la mobilitazione pubblica contro il progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale. Dall’altra chi teme che il disagio reale di pazienti e operatori venga utilizzato come leva politica, con il rischio di radicalizzare ulteriormente il confronto.Il risultato è una sanità piemontese che appare oggi attraversata non solo da problemi strutturali — carenza di personale, tempi di attesa, sostenibilità economica — ma anche da una crescente frammentazione nel modo di rappresentarli e affrontarli.E mentre il dibattito si polarizza, i problemi quotidiani di cittadini e operatori restano tutti sul tavolo.                        Sanità, Cronaca, Torino                ARTICOLI CORRELATI                                Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata»                                    Sanità, Cronaca, Torino																	Eliana Puccio - 																									    26/05/2026                                Uomo travolto da un treno a Settimo: traffico ferroviario in tilt                                    Cronaca, Torino																	Carlo Santori - 																									    26/05/2026                                Torino torna a ballare con 'Jukebox – La notte delle hit'                                    Cronaca, Cultura - Eventi, Torino																	Eliana Puccio - 																									    26/05/2026                                Piemonte al voto: finisce 2 a 1 per il centrosinistra, ma il vero vincitore è l’astensione                                    Cronaca, Piemonte, Torino, Alessandria, Novara																	Marco Cortese - 																									    26/05/2026        ULTIMI ARTICOL
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          Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa,           editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni           il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".      Polografico Spa - P.IVA: 02488690047      Chi Siamo      |              Contatti      |      Cookies      |      PrivacyEditore: POLO GRAFICO SPA				Direttore: DIEGO RUBERO				AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Home					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi		AdnKronosAlessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																TorinoGenova																Imperia																SavonaHOME					Cronaca					Piemonte																Alessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																Torino					Liguria																Genova																Imperia																Savona					Economia					Sanità					Cultura - Eventi				AdnKronosAlessandria																Asti																Cuneo																Nord-Piemonte																Novara																TorinoGenova																Imperia																SavonaLa manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di d
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		<title><![CDATA[Mangialardi: "Ancora sui gravi ritardi in merito alla messa a terra delle risorse PNRR sul Fascicolo Sanitario Elettronico" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603024709332.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"viveresenigallia.it" </b>  del 26 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Grazie alle puntuali interrogazioni delle colleghe consigliere Micaela Vitri e Marta Ruggeri, è tornato oggi al centro della discussione in consiglio regionale il tema dei ritardi nella spesa PNRR per ciò che concerne il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 16:09:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.viveresenigallia.it/2026/05/26/mangialardi-ancora-sui-gravi-ritardi-in-merito-alla-messa-a-terra-delle-risorse-pnrr-sul-fascicolo-sanitario-elettronico/91023]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[da Maurizio MangialardiConsigliere regionale PDGrazie alle puntuali interrogazioni delle colleghe consigliere Micaela Vitri e Marta Ruggeri, è tornato oggi al centro della discussione in consiglio regionale il tema dei ritardi nella spesa PNRR per ciò che concerne il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).Una questione che avevo già sollevato la settimana scorsa con un atto ispettivo nel quale sottolineavo l’urgenza di accelerare nell’utilizzo dei fondi europei sulla digitalizzazione del servizio sanitario regionale, a solo un mese dalla scadenza tassativa del PNRR – Missione 6 Salute. Per il potenziamento delle infrastrutture digitali, e dunque anche per il fascicolo sanitario elettronico, il PNRR aveva infatti destinato alle Marche 14 milioni di euro. Dopo 4 anni, tuttavia, i risultati risultano particolarmente deludenti. Secondo il recente report della Fondazione Gimbe, la nostra Regione risulta all’ultimo posto in Italia per utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte dei cittadini: solo l’1% dei marchigiani ha utilizzato il servizio negli ultimi 90 giorni precedenti la rilevazione, contro una media nazionale del 21%. Ancora più allarmante il dato sulla fiducia nello strumento: solo il 12% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione dei dati sanitari da parte degli operatori del Servizio sanitario nazionale, a fronte di una media italiana del 42% e del 92% registrato in Emilia-Romagna.Siamo indietro di 5 anni rispetto all’Emilia Romagna dove ogni cittadino ha tutti i propri dati sanitari in un fascicolo digitale, che qualunque medico può vedere con un clic: dai vaccini a terapie e interventi chirurgici. La Giunta Acquaroli non è riuscita né a costruire un sistema moderno ed efficiente né a creare fiducia tra i cittadini. Non basta avere una piattaforma online se poi i cittadini non vengono informati, accompagnati e messi nelle condizioni di utilizzarla davvero. Il Fascicolo Sanitario Elettronico non può restare un contenitore vuoto o uno strumento usato da pochi. Serve un cambio di passo immediato: la digitalizzazione della sanità è un pezzo fondamentale di quella medicina del territorio, da tutti invocata dopo il COVID ma, purtroppo, ancora in grande affanno nella nostra Regione nonostante le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea con il PNRR.Amministrative: Massimo Olivetti riconfermato sindaco, vince...Docente di musica accusa un malore e muore durante il saggio:...Tutte le preferenze lista per lista, il più votato è Gabriele...Sfida all’ultimo voto tra Romano e Olivetti: exit poll...Addio a Luca Bastianoni, anima del Borgo Catena. Aveva 59 annida Maurizio MangialardiConsigliere regionale PDGrazie alle puntuali interrogazioni delle colleghe consigliere Micaela Vitri e Marta Ruggeri, è tornato oggi al centro della discussione in consiglio regionale il tema dei ritardi nella spesa PNRR per ciò che concerne il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).Una questione che avevo già sollevato la settimana scorsa con un atto ispettivo nel quale sottolineavo l’urgenza di accelerare nell’utilizzo dei fondi europei sulla digitalizzazione del servizio sanitario regionale, a solo un mese dalla scadenza tassativa del PNRR – Missione 6 Salute. Per il potenziamento delle infrastrutture digitali, e dunque anche per il fascicolo sanitario elettronico, il PNRR aveva infatti destinato alle Marche 14 milioni di euro. Dopo 4 anni, tuttavia, i risultati risultano particolarmente deludenti. Secondo il recente report della Fondazione Gimbe, la nostra Regione risulta all’ultimo posto in Italia per utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte dei cittadini: solo l’1% dei marchigiani ha utilizzato il servizio negli ultimi 90 giorni precedenti la rilevazione, contro una media nazionale del 21%. Ancora più allarmante il dato sulla fiducia nello strumento: solo il 12% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione dei dati sanitari da parte degli operatori del Servizio sanit
ario nazionale, a fronte di una media italiana del 42% e del 92% registrato in Emilia-Romagna.Siamo indietro di 5 anni rispetto all’Emilia Romagna dove ogni cittadino ha tutti i propri dati sanitari in un fascicolo digitale, che qualunque medico può vedere con un clic: dai vaccini a terapie e interventi chirurgici. La Giunta Acquaroli non è riuscita né a costruire un sistema moderno ed efficiente né a creare fiducia tra i cittadini. Non basta avere una piattaforma online se poi i cittadini non vengono informati, accompagnati e messi nelle condizioni di utilizzarla davvero. Il Fascicolo Sanitario Elettronico non può restare un contenitore vuoto o uno strumento usato da pochi. Serve un cambio di passo immediato: la digitalizzazione della sanità è un pezzo fondamentale di quella medicina del territorio, da tutti invocata dopo il COVID ma, purtroppo, ancora in grande affanno nella nostra Regione nonostante le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea con il PNRR.   
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