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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title><![CDATA[La sanità spaccata: il Sud finanzia il Nord mentre i malati sono costretti a emigrare - Calabria Diretta News ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051402900308980.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"calabriadirettanews.com" </b>  del 14 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le regioni del Sud, già segnate da anni di commissariamenti, tagli e piani di rientro, faticano a investire in personale, tecnologie e strutture</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 10:09:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.calabriadirettanews.com/2026/05/14/la-sanita-spaccata-il-sud-finanzia-il-nord-mentre-i-malati-sono-costretti-a-emigrare/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[di Massimo Mastruzzo*Sembra un paradosso, ma è la fotografia sempre più nitida della sanità italiana: mentre la Lombardia teme di chiudere l’anno con un disavanzo nei conti della sanità, continua a essere la principale beneficiaria di quel sistema di mobilità sanitaria che da anni trasferisce miliardi di euro dal Sud al Nord del Paese.Ed è proprio qui che si consuma la contraddizione politica dello scontro sul riparto del Fondo sanitario nazionale.Da una parte, il presidente lombardo Attilio Fontana si oppone alla battaglia portata avanti dai governatori del Centro-Sud, che chiedono nuovi criteri di distribuzione delle risorse capaci di tenere conto non solo della popolazione residente e dell’età anagrafica, ma anche delle difficoltà strutturali delle regioni a bassa densità demografica, con maggiori fragilità sociali e soprattutto con altissimi livelli di migrazione sanitaria passiva.Dall’altra parte ci sono regioni che da anni vedono partire i propri cittadini per curarsi altrove e che, insieme ai pazienti, vedono partire anche enormi quote di finanziamento pubblico.La posizione lombarda viene giustificata con la necessità di difendere un sistema sanitario efficiente che oggi regge una parte importante della domanda nazionale di cure. Ma questa lettura omette un elemento decisivo: la Lombardia non sostiene soltanto costi elevati, incassa anche risorse enormi proprio grazie alla mobilità sanitaria proveniente soprattutto dal Mezzogiorno.Secondo i dati della Fondazione GIMBE, la mobilità sanitaria interregionale ha superato i 5 miliardi di euro nel 2022. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano la quasi totalità del saldo attivo nazionale, mentre Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Abruzzo registrano i disavanzi più pesanti. Regioni che ogni anno trasferiscono centinaia di milioni di euro ai sistemi sanitari del Nord per pagare le cure erogate ai propri cittadini fuori regione.È qui che il dibattito smette di essere tecnico e diventa profondamente politico.Perché difendere l’attuale modello di riparto significa, di fatto, difendere uno status quo che continua ad alimentare il divario territoriale. Significa mantenere in vita un meccanismo nel quale le regioni più forti si rafforzano ulteriormente grazie ai pazienti — e alle risorse economiche — provenienti dalle regioni più deboli.È il circuito perfetto della diseguaglianza.Le regioni del Sud, già segnate da anni di commissariamenti, tagli e piani di rientro, faticano a investire in personale, tecnologie e strutture. La qualità dei servizi peggiora o resta insufficiente. I cittadini sono costretti a partire. Ma ogni cittadino che parte porta con sé finanziamenti pubblici che finiscono nei bilanci delle regioni più attrattive. Così il Nord continua a crescere, mentre il Sud perde contemporaneamente risorse economiche, fiducia e capacità di rilancio.Il cane continua a mordersi la coda.Eppure la Costituzione italiana dice altro.L’articolo 32 tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo. Non come privilegio territoriale. E l’articolo 3 impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che producono diseguaglianze sostanziali tra cittadini.Ma oggi il diritto alla salute cambia radicalmente a seconda del luogo in cui si nasce.Chi vive nelle regioni economicamente più forti può accedere più facilmente a cure specialistiche, tempi d’attesa più contenuti e strutture più attrezzate. Chi nasce in molte aree del Mezzogiorno spesso deve affrontare liste d’attesa infinite o la scelta obbligata di partire per ricevere cure adeguate. *Direttivo Nazionale MET Movimento Equità Territoriale Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è  un'informazione dettagliata e costante attraverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.c
omCalabria Diretta News  S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816©  Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783   
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		<title><![CDATA[“Hantavirus, basta allarmismo”. Se lo dicono loro, mi tocco i cosiddetti ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403033909436.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"nicolaporro.it" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 12:23:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.nicolaporro.it/hantavirus-basta-allarmismo-se-lo-dicono-loro-mi-tocco-i-cosiddetti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il nuovo virus rievoca la voglia di lockdown mai sopita nel giornale unico del virus. Ma stavolta Burioni e Cartabellotta...Max Del Papadi Max Del Papa14 Maggio 2026, 12:011.2k Visualizzazioni0  commentiRoberto Burioni e Nino Cartabellotta sull'Hantavirus Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAIAscolta l'articolo0:00 / 0:22Noi già avevamo pochi dubbi, e l’abbiamo scritto, sul fatto che questo fanta o farsa Hantavirus fosse niente più che un pretesto, il solito circolare pretesto per tornare alla repressione globale, al sovrastato concentrazionario di stampo cinese nel segno della permacrisi cara alla Ursula von der Siringhen. Una roba che sta in circolo da decenni e ha fatto duemila infezioni in tre anni, meno di 900 casi in 30 anni in America, e adesso per 8 casi presunti, più un morto d’infarto, parlano di richiudere il mondo? Oh, per favore, cherie!Già, noi di dubbi già ne avevamo pochissimi, quando poi abbiamo sentito Mattarella avallare retrospettivamente gli errori del passato ovvero pretendere di indicare al Governo, a Meloni, come regolarsi, ossia tornare al caro vecchio “non si invochi la libertà…” col fragilisssimo pretesto di una difesa d’ufficio degli infermieri, ebbene a quel punto anche le poche riserve superstiti sono evaporate. Ci resta solo una perplessità, ed è quella legata ai televirologi utilité subito tornati a balzar fuori come tanti Misirizzi: i viromnibus dei quali abbiamo capito presto la stoffa, abbiamo imparato a diffidare di default: se sostenevano una cosa potevamo star certi che era il contrario: passati dall’irridere il Covid, “è più facile cascare fulminati” al farne una riedizione della peste nera due punto zero, gente che le cannava tutte ma proprio tutte in sequenza, che consigliava un certo vaccino e subito dopo, al primo morto (Camilla Canepa) incidentale, ma certificato, “ah, non chiedetelo a me”, gente che assicurava su una dose, poi due, poi tre, poi a oltranza, unico limite il cielo, o sottoterra, gente che sponsorizzava i vaccini come manco Chiara Ferragni i pandori, e lo avranno fatto disinterevolissimevolmente, senz’altro, gente i cui strafalcioni, non solo scientifici, non si contavano, ma tronfia, nutrita di un ego gassoso televisivo; ce le ricordiamo le loro profezie scientifiche, cani, sorci, in guerra vi fucilavano, imboscati, vigliacchi, dovete scoppiare, dovete estinguervi, non discutete, noi siamo noi e voi non siete un cazzo, noi siamo la Scienza.Come no. Prima il Covid era un ciondolo, poi si prendeva anche da soli, in macchina, con la maschera, senza respirare. Gente che ti diceva come scopare, ricordate? Solo a pecora, con le maschere e “per non più di 15 minuti”. Ma sì che ricordare, era troppo pazzesco. Gente il cui grottesco è superato solo dalla grottesca circostanza per cui ancora li interpellano, ancora circolano. Loro, non il virus. O loro come un virus. E adesso giurano che no, non c’è pericolo, finitela con questo allarmismo, non ha senso, siete irresponsabili. Ipse dixit! Anzi dicunt! Tutti. Perché cantano in coro, loro. Salvo aggiungere: comunque sia vigiliamo, non si sa mai, e ci trovi il vecchio guizzo della vanità, più li terrorizzi, li chiudi e più torniamo in auge, però facciamolo con metodo, senza fretta, che viene meglio, “va va va vacciniamoci”, che manco i sette nani ed era gente, medici, di 60 anni. Ecco, allora a noi a sentire questi profeti del disastro che di colpo fanno i pompieri ci viene, come mi ha scritto un amico, “voglia di toccarmi i coglioni con gesti apotropaici”. Anche non apotropaici. Di più pericoloso dei virus, ci son solo i virologi. Che garantivano e facevano la spia, si gonfiavano di vittimismo passivo aggressivo e segnalavano i colleghi fino a farli radiare e poi ne gioivano, bulli peggio dei maranza.Eh, noi abbiamo pochi dubbi ma quei pochi ce li inducono proprio i virocaratteristi. Fra i dubbi, uno pù prepotente che mai: lo stesso Nicola Magrini ex direttore dell’Aifa, agenzia che avrebbe dovuto stabilire la sicurez
za e l’efficacia dei vaccini e invece mentiva e copriva, coi risultati che sappiamo, ha finito per ammettere davanti alla commissione Covid che quegli intrugli non funzionavano, al massimo “frenavano un po’ il contagio, quanto? Un po’, bon”. Bon. Roba da arresto sul posto. Invece in Italia passa sempre tutto come una pisciatina. In soldoni, Magrini ha riconosciuto che avevano ragione i medici critici che avvertivano dell’inefficacia, che proponevano soluzioni diverse. Ora, è questione di matematica della ragione: se quei medici avevano ragione, fatti alla mano, scienza alla mano, come si spiega che restano radiati, qualcuno indotto a suicidarsi, tutti con la vita distrutta, mentre quelli che le avevano sbagliate tutte, e manovravano per farli fuori, restano liberi e belli, e per di più ci dicono di stare tranquilli, che l’Hantavirus è solo narrazione? Scusassero, tutti, Colle, magistratura, scienziati, dotti medici e sapienti, ma non dovrebbe andare al contrario,o almeno non dovrebbero venire riabilitati quelli che hanno pagato per avere avuto ragione? O non si deve invocare la libertà per ragionare, ancora una volta?Max Del Papa, 14 maggio 2026Nei giorni scorsi, le dichiarazioni di Nino Cartabellotta e Roberto Burioni. “Il tam-tam mediatico, ‘caso per caso, minuto per minuto’, sta creando un allarmismo sproporzionato. La popolazione non deve essere spaventata, ma solo informata”, ha detto Cartabellotta. “Al momento, tutti i casi confermati sono collegati al focolaio della Mv Hondius”.  Roberto Burioni, docente di Virologia e Microbiologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha invece rivolto “un appello pubblico a tutti i mezzi di informazione, a tutti gli ospedali, a tutte le Asl: finitela con questa storia dei casi sospetti. I sintomi iniziali dell’hantavirus sono identici a quelli di una comune sindrome respiratoria, per cui non ha senso mettere in allarme la gente. Scrivete dei casi di Hantavirus solo quando sono confermati”.
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utto come una pisciatina. In soldoni, Magrini ha riconosciuto che avevano ragione i medici critici che avvertivano dell’inefficacia, che proponevano soluzioni diverse. Ora, è questione di matematica della ragione: se quei medici avevano ragione, fatti alla mano, scienza alla mano, come si spiega che restano radiati, qualcuno indotto a suicidarsi, tutti con la vita distrutta, mentre quelli che le avevano sbagliate tutte, e manovravano per farli fuori, restano liberi e belli, e per di più ci dicono di stare tranquilli, che l’Hantavirus è solo narrazione? Scusassero, tutti, Colle, magistratura, scienziati, dotti medici e sapienti, ma non dovrebbe andare al contrario,o almeno non dovrebbero venire riabilitati quelli che hanno pagato per avere avuto ragione? O non si deve invocare la libertà per ragionare, ancora una volta?Max Del Papa, 14 maggio 2026Nei giorni scorsi, le dichiarazioni di Nino Cartabellotta e Roberto Burioni. “Il tam-tam mediatico, ‘caso per caso, minuto per minuto’, sta creando un allarmismo sproporzionato. La popolazione non deve essere spaventata, ma solo informata”, ha detto Cartabellotta. “Al momento, tutti i casi confermati sono collegati al focolaio della Mv Hondius”.  Roberto Burioni, docente di Virologia e Microbiologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha invece rivolto “un appello pubblico a tutti i mezzi di informazione, a tutti gli ospedali, a tutte le Asl: finitela con questa storia dei casi sospetti. I sintomi iniziali dell’hantavirus sono identici a quelli di una comune sindrome respiratoria, per cui non ha senso mettere in allarme la gente. Scrivete dei casi di Hantavirus solo quando sono confermati”.                                                    Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).                                                1                                        Leggi i commenti                                SEDUTE SATIRICHE                                                                    Vignetta del 13/05/2026                                    Vai all'archivio delle vignette        Lo sapevi che...       Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“   
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		<tp:writer>Max Del Papa</tp:writer>
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