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		<title><![CDATA[Test negativi e rischi bassi «Ma non siamo pronti» = Test negativi e rischi bassi su hantavirus Ma i medici: non pronti alle pandemie ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051402201401959.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 03:36:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Test negativi e rischi bassi «Ma non siamo pronti» Salinaro a pagina 11   MONITORAGGIO HANTAVIRUS   Test negativi e rischi bassi su hantavirus Ma i medici: non pronti alle pandemie  L  a negatività dei test e il miglioramento dei sintomi in alcuni pazienti alle prese con delle polmoniti, allenta la tensione - in buona parte ingiustificata - sul fronte hantavirus.  Sia gli accertamenti eseguiti a Milano sul turista britannico 60enne, posto in quarantena perché si trovava a bordo del volo Sant'Elena-Johannesburg del 25 aprile (sul quale viaggiava anche la donna poi deceduta a causa dell'infezione), sia quelli dell’accompagnatore che viaggiava con lui in Italia hanno dato esito negativo. Così come gli esami effettuati sul giovane calabrese che si trova in isolamento fiduciario e sulla turista argentina 49enne, ricoverata nel Policlinico di Messina, e in via di miglioramento, proveniente da una zona endemica dell'Argentina. I campioni di entrambi sono stati analizzati allo Spallanzani di Roma. Il ministero ricorda che il rischio connesso al virus resta molto basso in Europa.  Buone notizie anche dal fronte scientifico: «Il virus Andes è l'unico della famiglia degli hantavirus che si trasmette da persona a persona. I virus possono mutare ma al momento non ci sono motivi per pensare che questo sia mutato per diventare più trasmissibile.  Il virus si sta comportando come di consueto». Così Andreas Hoefer, esperto di microbiologia ed epidemiologia molecolare durante un briefing del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Il Centro non esclude nuovi casi tra i passeggeri della nave da crociera Hondius in  quarantena a causa del lungo periodo di incubazione. «Questa situazione rappresenta un focolaio molto complesso a causa delle numerose incertezze e del coinvolgimento di 23 nazionalità», ha spiegato la direttrice dell’organismo, Pamela Rendi-Wagner. «A causa di molte di queste incertezze e soprattutto dell’incubazione che dura fino a sei settimane, l’Ecdc ha adottato un approccio precauzionale, un cosiddetto approccio “senza rimpianti”. Con i passeggeri risultati positivi al test negli ultimi giorni», questa scelta «si è dimostrata corretta. A causa del lungo periodo di incubazione, è ancora possibile che si verifichino altri casi tra i passeggeri in quarantena», ha aggiunto.   Chi non si culla troppo sulla situazione di oggi è Pierino di Silverio, segretario dell’Anaao Assomed (il primo sindacato dei medici in Italia), per il quale non ci troviamo di fronte a un nuovo Covid ma una eventuale emergenza pandemica «non troverebbe pronto il sistema sanitario: mancano ancora medici, e la medicina territoriale non è mai realmente decollata». Una preoccupazione non condivisa dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, convinto che «il Piano pandemico 2025-2029, approvato ad aprile dalla Conferenza Stato-Regioni, funziona. Lo sta dimostrando in questi giorni. A differenza del precedente – ha detto nel corso del question time alla Camera – permette risposte calibrate su scenari diversi. Le reti previste dal Piano si sono attivate in modo coordinato. Non è stato un esercizio teorico. È stata una risposta concreta, tempestiva, proporzionata».  Da parte sua, l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha ribadito che «non esistono trattamenti antivirali o vaccini autorizzati contro l’hantavirus» ma la  Task force di Emergenza dell’Ema «è pronta a supportarne lo sviluppo e la valutazione regolatoria». La stessa Ema «mette in guardia contro la disinformazione che circola online e che collega l’infezione da hantavirus alla vaccinazione contro il Covid-19, poiché non vi è alcuna prova scientifica a sostegno di tali affermazioni».  La gestione clinica dei pazienti, ha evidenziato l’ente regolatorio, si basa su cure di supporto e sull’accesso tempestivo a strutture di terapia intensiva.  Quanto alle terapie, l’Ema ha mappato i produttori di farmaci, in particolare antivirali, anticorpi monoclonali e vaccini contro gli hantavirus. Identificare immunomodulatori da riproporre per il trattamento e di antivirali per
 la profilassi post-esposizione, «è una priorità per ridurre morbilità e mortalità».  Allo stato, insomma, non ci sono urgenze. Anzi, «il tam-tam mediatico minuto per minuto, sta creando un allarmismo sproporzionato. La popolazione non deve essere spaventata ma solo informata», ha scritto su X il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Da Facebook Roberto Burioni, docente di Virologia e microbiologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha rivolto «un appello a media, ospedali e Asl: finitela con questa storia dei casi sospetti. I sintomi iniziali dell'hantavirus sono identici a quelli di una comune sindrome respiratoria, per cui non ha senso mettere in allarme la gente. Scrivete dei casi di hantavirus solo quando sono confermati».  ---End text---  Author: VITO SALINARO  Heading: MONITORAGGIO HANTAVIRUS  Highlight: Il pericolo resta limitato in Europa ma il sindacato dei camici bianchi Anaao Assomed avverte: pochi dottori e la medicina territoriale non è decollata. La risposta del ministro Schillaci: il piano pandemico funziona   Il Centro malattie Ue: il virus non è mutato. L’Ema: non esistono farmaci o vaccini ma siamo pronti a supportarne lo sviluppo. Cartabellotta e Burioni: basta con gli allarmi  Image:Sono arrivati ad Eindhoven, nei Paesi Bassi, gli ultimi passeggeri evacuati dalla nave da crociera Hondius/ REUTERS -tit_org- Test negativi e rischi bassi «Ma non siamo pronti»  Test negativi e rischi bassi su hantavirus Ma i medici: non pronti alle pandemie   -sec_org-
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		<tp:writer>VITO SALINARO</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Hantavirus, a un mese dalla scoperta del primo  caso gli esperti dettano le regole anti-contagio = I comandamenti anti Hantavirus ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051402105600029.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 14 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Trasmissibilità ed evoluzione. Dubbi sul vaccino. Il test</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 01:38:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Hantavirus, a un mese dalla scoperta del primo caso gli esperti dettano le regole anti-contagio   A un mese dalla scoperta del primo caso gli esperti dettano le regole per la prevenzione  I comandamenti anti Hantavirus Trasmissibilità ed evoluzione. Dubbi sul vaccino. Il test  Carlo Valentini a pag. 4    È  passato oltre un mese da quando, tra il 4 e il 6 aprile, un passeggero olandese di 70 anni ha accusato sulla nave MV Hondius i primi sintomi dell’Hantavirus, poi individuato nel suo ceppo Andes.  Al di là del chiacchiericcio, qual è il punto sul malanno che si può tracciare 30 giorni dopo? Lo facciamo insieme agli esperti che stanno affrontando questa emergenza e che ora hanno le idee più chiare rispetto ai primi giorni, anche un po’ caotici, quando dalla nave venne lanciato l’allarme.  I dieci comandamenti.  Cioè le dieci raccomandazioni raccolte contattando gli immunologi.  1. Evitare il contatto con urine, saliva e feci di roditori.  2. Arieggiare per Ju almeno 30 minuti gli ambienti chiusi prima di pulirli.  3. Non spazzare o s aspirare polvere che potrebbe in po qualche modo essere contaminata, per tr evitare la dispersiot ne del virus nell’aria.  4. Se ci sono dubbi sull’igiene dell’ambiente, utilizzare guanti e mascherine durante le operazioni di pulizia.  5. Disinfettare le superfici sospette con prodotti a base di candeggina o disinfettanti adeguati.  6. Conservare alimenti e rifiuti in contenitori chiusi.  7. Controllare eventuali infestazioni, anche in ambiente esterno, di roditori.  8. Sottoporsi immediatamente al test in caso di sintomi.  9. In attesa dell’esito del test stare in isolamento.  10. Non farsi influenzare da allarmismi.  Sottoporsi al test. Chi si ritiene a rischio dovrebbe ricorrere a un controllo attraverso il test. Spiega Giancarlo Icardi, direttore dell’Unità operativa di Igiene del San Martino (Genova): «Oggi disponiamo del test per analizzare eventuali casi sospetti ma anche effettuare la diagnosi qualora fosse necessario. Inoltre, per esempio, presso la nostra Unità di Igiene abbiamo allestito un sistema di sorveglianza rafforzata per i contatti dei casi confermati o probabili e per i soggetti sintomatici».  Perché l’isolamento, in determinati casi? Risponde Matteo Bassetti, direttore del Dipartimento metropolitano di malattie infettive di Genova: «Perché la trasmissione richiede contatti molto ravvicinati e prolungati, per esempio dormire nella stessa stanza o nella stessa cabina, mangiare allo stesso tavolo, parlare molto vicino, baciarsi.  Non è una trasmissione semplice ma può avvenire in determinate situazioni che è meglio evitare, quindi in situazioni rischiose l’isolamento è consigliato».  Vaccino. Ci sono favorevoli e contrari. Oltre a coloro che invitano a monitorare quanto sta accadendo per poi prendere, a seconda dell’evoluzione, una decisione. Tra i contrari, spicca Juan Bertoglio, immunologo dell’università di Valdivia in Cile, che fu tra i primi  ad individuare il ceppo Andes: «Fare un vaccino è un’assurdità e a maggior ragione farlo come è stato annunciato con una tecnologia Rna perché si va a rischiare l’equilibrio immunitario di una popolazione intera per singoli casi, che possono essere trattati singolarmente e con terapie immunosoppressive naturali.  Oggi abbiamo tutti gli strumenti diagnostici, ci sono terapie precoci che abbattono la mortalità. Col nostro protocollo la mortalità è intorno al 16% con un caso per milione di abitanti».  Il virus potrebbe evolversi. Dice Massimo Ciccozzi, docente di Epidemiologia all’Università campus bio-medico di Roma: «È un virus a Rna a singolo filamento, così come lo è il Covid. Questo significa che può cambiare serbatoio, cioè passare dal tipico topo di campagna, al topo di città e poi fare il salto di specie. Sappiamo che le mutazioni casuali non hanno temporalità e non possono essere temporalmente quantificate, per  cui sono solo delle probabilità». Ma perché si muore? «Perché- risponde- si forma liquido intorno ai polmoni, la pressione si abbassa e arriva la sindrome polmonare classica. Il tasso di letalità è abbastanz
a alto, intorno al 40%: quindi su 100 persone che contraggono questo tipo di virus, 40 possono morire».  Appello all’Europa. A problemi su scala globale servirebbero risposte comuni. Ancora Bassetti: «Ogni Paese fa il suo annuncio, decide il suo protocollo, la sua gestione. Nelle malattie infettive bisogna andare tutti insieme, coordinati e collaboranti. Il sovranismo nella lotta alle malattie infettive è un’idea totalmente fallimentare. Soprattutto in Europa bisogna essere coordinati con tutti gli altri Paesi».  Concorda Francesca Colavita, microbiologa e virologa all’Istituto Spallanzani di Roma: «L’evento sottolinea l’importanza di una rete laboratoristica europea integrata e coordinata, in grado di rispondere in modo tempestivo a segnalazioni internazionali che richiedono elevati livelli di competenza, standardizzazione e sicurezza operativa».  Niente allarmismo. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, mette in guardia: «Questo tam-tam mediatico è dannoso, è un parlare del virus di continuo, minuto per minuto, e sta creando un allarmismo sproporzionato La popolazione non deve essere spaventata, ma solo informata: al momento, tutti i casi confermati sono collegati al focolaio della MV Hondius».  Concorda Giuseppe Iovane, direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: «Non siamo in condizioni di emergenza il livello di rischio è basso. Per quanto riguarda la Regione Campania, essa ha attivato le procedure previste dalla normativa per queste situazioni. L'isolamento è una precauzione per evitare il rischio di eventuale diffusione del virus.  Le autorità sanitarie hanno avviato il tracciamento dei contatti di chi è era sul volo KLM e dell'altro volo che da Amsterdam è arrivato a Roma. I passeggeri sono sotto osservazione, uno di essi a Torre del Greco. Il test è stato finora negativo».  ---End text---  Author: CARLO VALENTINI  Heading:   Highlight: Juan Bertoglio, immunologo: «Fare un vaccino è un’assurdità perché si va a rischiare l’equilibrio immunitario di una popolazione intera per singoli casi, che possono essere trattati singolarmente e con terapie immunosoppressive naturali»  Image:Le malattie da hantavirus sono infezioni virali trasmesse all'uomo dai roditori -tit_org- Hantavirus, a un mese dalla scoperta del primo  caso gli esperti dettano le regole anti-contagio  I comandamenti anti Hantavirus   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Hantavirus in Italia, tutti negativi i test su turisti e pazienti sospetti ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403269907652.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"LE CRONACHE LUCANE" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:18:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Schillaci: «Per l'Italia il rischio rimane molto basso. Il sistema sanitario funziona e i cittadini possono stare tranqui   Hantavirus in Italia, tutti negativ i test su turisti e pazienti sospett   D   viro ERRKHETTI   L Hantavirus, vi-   ms raro trasmesso   principalmente dai roditori e capace di provocare febbre emorragica con sindrome renale o polmonite, è tornato al centro dell'attenzione sanitaria intemazionale. La trasmissione da persona a persona ñ rara, ma la gravita potenziale delle infezioni richiede una risposta rapida e coordinata. Negli ultimi giorni, alcuni casi sospetti e confermati tra passeggeri di navi da crociera e voli intemazionali hanno spinto le autorità sanitarie italiane a intensificare le misure di prevenzione e sorveglianza.   IL TRACCIAMENTO DEI CONTATTI E I   CASI IN ITALIA T. Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato 11 casi legati alla nave Mv Hondius: due probabili e nove acclarati. Tra questi, una donna olandese deceduta aveva viaggiato su un volo Sant'Elena-Johannesburg il   24 aprile e su un volo Johannesburg-Amsterdam il   25 aprile, insieme a un giovane marittimo calabrese di 25 anni. I campioni di quest'ultimo, così come quelli di altri casi sospetti, sono stati inviati allo Spallanzani di Roma per le analisi virologi-   che.In Italia, le autorità sanitarie hanno rintracciato   e posto in quarantena i contatti ritenuti a rischio. Tra questi, un turista britannico di circa 60 anni, rintracciato a Milano perché a bordo del volo Sant'Rlena-Johannesburg insieme alta moglie della prima vittima, e il suo accompagnatore sono stati ospitati all'ospedale Sacco. Entrambi hanno eseguito test virologici risultati negativi. Analoghi risultati negativi sono stati registrati per la turista argentina ricoverata a Messina per polmonite, proveniente da una zona endemica, e per il giovane calabrese in isoFamento fiduciario.   AGGIORNAMENTI DALLA FRANCIA E   DALL'ESTERO In Francia, tutti i 22 casi contatto individuati in relazione alla passeggera olandese della Mv Hondius sono attualmente ricoverati. Gli 8 francesi che avevano preso il volo Sant'Elena-Johannesburg sono stati trasferiti a Parigi, presso l'ospedale della Pitié-Salpetrière, mentre gli altri 14 sono ospitati in strutture distribuite in diverse città del Paese.Secondo quanto riferito dall'Argentina, il ceppo che ha contagiato ² passeggeri della nave è identico a quello rilevato in un focolaio argentino nel 2018, confermando che si tratta del virus Andes, noto per la sua rara trasmissione   uomo-uomo ma solo in contatti stretti e prolungati.   QUARANTENA E ISOLAMENTO:   LA MISURA PIÙ   EFFICACE II Ministero della Salute italiano ha ribadito che l'isolamento resta la misura più efficace per prevenire eventuali contagi. In caso di comparsa dei sintomi è prevista una quarantena fiduciaria di sei settimane. Questo approccio prudente, unito alla sorveglianza sanitaria rafforzata, consente di monitorare i contatti e prevenire la diffusione del virus, in particolare tra coloro che hanno avuto esposizione diretta ai casi confermati. LOSPALLANZANI   E LE STRUTTURE   ITALIANE II direttore delle Malattie infettive ad alta intensità di cura dell'Inmi Spallanzani, Emanuele Nicastri, ha spiegato che l'istituto è pronto a svolgere tré ruoli fondamentali: informare i medici, confermare i casi sospetti tramite diagnostica avanzata e garantire sicurezza e cura dei pazienti. "L'Hantavirus Andes è noto da circa tren-   t'anni - ha detto Nicastri - e i focolai sono sempre stati limitati e localizzati. I giorni di incubazione massimi sono 42, ma nella maggior parte dei casi i sintomi si manifestano tra il settimo ñ il decimo giorno. Per i quattro pazienti in Ttalia, passate circa due settimane, i) rischio si riduce notevolmente se non compaiono sintomi nei prossimi giorni".11 Policlinico di Messina ha confermato che la paziente di 49 anni proveniente da una zona endemica dell'Argentina, ricoverata per polmonite, è risultata negativa al test e prosegue le cure in isolamento. Gli esperti italiani sottolineano che l'allerta mediática non deve trasfo
rmarsi in panico. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. ha chiarito che al momento tutti i casi confermati sono legati al focolaio della nave Mv Hondius e che fuori dalla nave non sono stati registrati positivi.Il virologo Roberto Burioni ha invitato i media e le strutture sanitarie a comunicare solo i casi confermati, evitando allarmismi: "I sintomi iniziali delPHantavi-   rus sono identici a quelli di una comune sindrome respiratoria, quindi non ha senso allarmare la popolazione".Antonio Fasanella, direttore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, ha spiegato che il virus Andes può trasmettersi da   persona a persona solo in contatti prolungati e stretti, e che il rischio di contagio per l'Italia e l'Europa è estremamente basso. «L'Hantavirus è noto dagli anni '50, ampiamente studiato, e non siamo di fronte a una situazione simile al Covid. La trasmissione richiede contesti molto specifici, come la presenza in edifici infestati da roditori infetti«, ha precisato.   RISCHIO LIMITATO   IN ITALIA Le misure adottate in Italia, dalla quarantena preventiva alfa sorveglianza attiva dei contatti, testimoniano un approccio prudente e coordinato. Pur con la conferma di alcuni casi legati a viaggi internazionali, i test negativi finora registrati e la rapida attivazione dei protocolli indicano che la diffusione   del virus nel territorio nazionale è al momento sotto controllo.Il ministro della Salute, Grazio Schillaci, intervenendo al question time alla Camera, ha rassicurato i cittadini:   «Siamo pronti, il sistema funziona, i cittadini possono stare tranquilli». Questa dichiarazione conferma la solidità del Servizio sanitario nazionale e l'efficacia del nuovo piano pandemico nella gestione di situazioni sanitarie emergenziati come l'Hanta virus.   -tit_org- Hantavirus in Italia, tutti negativi i test su turisti e pazienti sospetti   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Virus, negativi i primi esami sui casi sospetti isolati in Italia = Virus, negativi i primi test in Italia Gli esperti: «Nessuna mutazione» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403114807161.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 16 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 14 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il sindacato dei medici: non pronti a una nuova crisi sanitaria. Schillaci: no, tutto funziona</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[I CONTAGI E I CONTROLLI  Virus, negativi i primi esami sui casi sospetti isolati in Italia   Virus, negativi i primi test in Italia Gli esperti: «Nessuna mutazione»  Ilsindacatodeimedici:nonprontiaunanuovacrisisanitaria.Schillaci:no,tuttofunziona  di Bettoni e Salvatori  N  egativi ai test per l’Hantavirus i pazienti italiani in isolamento. Allerta alzata.  alle pagine 16 e 17 Cuppini, Turin intervento di Ilaria Capua  L’Italia può tirare un sospiro di sollievo. I pazienti che si trovano in isolamento e che sono stati sottoposti al test per l’Hantavirus sono tutti negativi. Ieri il ministero della Salute ha comunicato gli esiti degli esami del sangue eseguiti dal Sacco a Milano e dallo Spallanzani a Roma: sul marittimo di Villa San Giovanni, la turista proveniente dall’Argentina, quello inglese e il suo accompagnatore, nessuna traccia del virus che si è diffuso a bordo della nave da crociera MV Hondius, che arriverà a Rotterdam lunedì.   Il paziente inglese  Rimarrà in isolamento fino al 6 giugno a Milano il cittadino inglese, residente all’isola di Sant’Elena, venuto a contatto con due persone contagiate dall’Hantavirus. Il 60enne il 25 aprile era sul volo partito dall’isola atlantica e diretto a Johannesburg su cui viaggiavano anche l’olandese poi morta a causa del virus — moglie del «paziente zero» — e un’altra persona che poi si è ammalata.  Il giorno dopo, l’inglese è salito su un altro aereo diretto ad Amsterdam e da lì ha raggiunto Roma. In Italia ha incontrato un amico inglese di circa 50  anni e insieme a lui ha iniziato un tour della penisola: la Capitale, Pompei, Amalfi e Sorrento. Ha dormito 3 notti a Firenze, fatto un tour della Toscana, le Cinque Terre, Venezia dal 5 al 9 maggio, poi Milano. Da lì ha raggiunto Como e Lugano, tornando però a dormire nel b&b milanese in zona Pasteur.  Il 12 maggio, dopo l’alert dalla Gran Bretagna, lui e l’amico sono stati portati al Sacco, dove si trova ora il 60enne (l’amico ha già potuto lasciare l’ospedale).  Se non compariranno sintomi,  farà un test ogni settimana.  «Sarà nostro ospite al Sacco o in un’altra struttura», spiega l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. «Non è contagioso e non lo è stato finora», sottolinea Andrea Gori, direttore del Centro regionale per le malattie infettive.   L’allarme  Botta e risposta tra i medici ospedalieri e il ministro della Salute. «Se dovesse esserci una nuova pandemia, il sistema sanitario non sarebbe pronto: mancano medici», ha detto il segretario dell’Anaao, Pierino di Silverio. Pronta la risposta di Schillaci: «Solito atteggiamento autolesionistico per cui l’Italia non sarebbe mai pronta.  Non è vero».   Virus immutato  Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha confermato che al momento sono 11 i contagi, compresi i 3 decessi (numero che resta invariato dopo che un caso dato per certo è stato considerato «non inclusivo» in attesa di ulteriori esami). Ma non ne esclude di nuovi tra i passeggeri dell’Hondius: «Non ci sono motivi per pensare che il virus Andes sia mutato».   L’Ecdc ha raccomandato anche di tracciare i contatti dei positivi sui «2 giorni» precedenti alla comparsa dei sintomi. La presidenza Ue ha invece avviato il monitoraggio «a titolo precauzionale». La Liguria rivede il piano pandemico. Tutti asintomatici e in isolamento i 26 francesi (di cui 4 bambini) contatti stretti della donna olandese morta.   Rimpatrio australiani  Alla fine di questa settimana ritorneranno a casa i 5 australiani e il neozelandese sbarcati a Tenerife dalla Hondius.   Diario di bordo  Uno scienziato (anonimo) appassionato di birdwatching ha raccontato sul New Yorker l’odissea della Hondius: da crociera da sogno a emergenza internazionale.  Sara Bettoni Clarida Salvatori  ---End text---  Author: Sara Bettoni :-: Clarida Salvatori  Heading:   Highlight: L’assessore Bertolaso: il paziente inglese resterà in isolamento fino al 6 giugno a Milano  Image:Conferenza L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso durante la conferenza stampa per informare sulle condizioni del turista ingle
se all’ospedale Sacco di Milano (Fotogramma) -tit_org- Virus, negativi i primi esami sui casi sospetti isolati in Italia  Virus, negativi i primi test in Italia Gli esperti: «Nessuna mutazione»   -sec_org-
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		<tp:writer>Sara Bettoni - Clarida Salvatori</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Gemmato, «sfida» alla linea Schillaci: no a medici di base assunti dallo Stato ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403114907162.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 10 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Gemmato, «sfida» alla linea Schillaci: no a medici di base assunti dallo Stato   Il deputato di FdI  «F  ratelli d’Italia resta contraria all’ipotesi di far diventare medici di famiglia e pediatri di libera scelta dipendenti pubblici, la via prioritaria non può che essere la convenzione, confermando l’obiettivo di rendere operative le Case di comunità, anello fondamentale per ottenere una sanità territoriale sempre più capillare e a misura di cittadino e per proseguire con forza il lavoro di riduzione delle liste d’attesa, valorizzando i buoni risultati ottenuti dal governo Meloni». La critica alla riforma voluta dal ministro della Salute Orazio Schillaci arriva dal suo sottosegretario Marcello Gemmato. Che poi aggiunge: «Al tavolo tra ministero, Regioni e i rappresentanti dei medici di famiglia, dovranno emergere soluzioni per rendere operative entro giugno le Case di comunità realizzate grazie al raggiungimento degli obiettivi del Pnrr». La riunione è prevista per  oggi e i sindacati sono pronti alla protesta. Lo Smi, rappresentante dei medici italiani in una nota fa sapere di aver «ribadito al ministro che la riforma della medicina generale si fa con i medici e non nonostante i medici. Se l’impianto continuerà a prevedere obblighi unilaterali e lo smantellamento del rapporto fiduciario, il sindacato attiverà immediatamente tutte le forme di tutela e mobilitazione necessarie a difesa della categoria».  D’accordo lo Snami: «Il rafforzamento del territorio non può essere costruito attraverso imposizioni orarie standardizzate o automatismi organizzativi.  La medicina generale deve restare fondata sulla libera scelta, sulla presa in carico continuativa e sulla conoscenza longitudinale del paziente. La gestione della cronicità, della prevenzione e della medicina di iniziativa deve rimanere funzione propria dei medici di medicina generale convenzionati».  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading: Il deputato di FdI  Highlight:   Image:Chi è Marcello Gemmato, 53 anni, FdI, sottosegretario al ministero della Salute -tit_org- Gemmato, «sfida» alla linea Schillaci: no a medici di base assunti dallo Stato   -sec_org-
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		<title><![CDATA[È possibile positivizzarsi anche dopo molti giorni Solo chi ha i sintomi può essere contagioso ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403113807163.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 17 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 14 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il periodo di incubazione può arrivare fino a 6 settimane</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Èpossibilepositivizzarsi anchedopomoltigiorni Solochihaisintomi puòesserecontagioso  Il periodo di incubazione può arrivare fino a 6 settimane  1  Le persone negative all’Hantavirus nei test effettuati in questi giorni in Italia e all’estero potrebbero ancora positivizzarsi? Sì, anche se la probabilità è bassa. È corretto tenere i contatti a rischio in isolamento o quarantena per 6 settimane, come stabilito dal Ministero della Salute in Italia. Non basta monitorare la comparsa dei sintomi nei contatti a basso rischio: serve più cautela per via della mortalità elevata descritta per l’Hantavirus (di circa il 30%).  Esistono gli asintomatici da Hantavirus? Persone contagiate senza sintomi che possono trasmettere l’infezione? Per quel che sappiamo oggi, il virus può sicuramente essere trasmesso nella fase sintomatica. Non possiamo però  2  escludere che in alcuni casi il contagio possa avvenire anche nella fase pre-sintomatica. Al momento, invece, non è stata dimostrata la presenza di asintomatici contagiati.  In caso di contagio, dopo quanto inizia la positività nel sangue o al tampone? Certamente quando compaiono sintomi. Sebbene la contagiosità nel periodo pre-sintomatico non sia stata dimostrata, in alcuni casi è stata osservata una positività al test  3  poco prima della comparsa dei sintomi. Per questo l’Ecdc ora raccomanda di rintracciare tutti i contatti dei positivi risalendo ai «due giorni» precedenti la comparsa dei sintomi, anche se la massima contagiosità si ha nella prima fase della malattia sintomatica.  I casi potrebbero aumentare ancora? Sì, perché il periodo di incubazione può arrivare fino a 42 giorni, anche se è più probabile che i sintomi compaiano  4  entro 4 settimane. La sorveglianza dovrebbe terminare intorno al 6 giugno, considerando anche gli ultimi contatti a rischio conosciuti, che sarebbero avvenuti il 25 aprile sul volo Johannesburg-Amsterdam, su cui era brevemente salita la donna olandese poi deceduta in Sudafrica.  Tutti i casi positivi traggono origine dalla nave Hondius? Tutti i casi di positività riguardano per ora passeggeri della  5  nave. Dopo il «caso indice», l’olandese morto l’11 aprile, ci sono stati i contagi «di seconda generazione»: la moglie (deceduta) e gli altri passeggeri che si sono ammalati (inclusa la tedesca morta il 2 maggio). Le altre persone monitorate sono i contatti di «terza generazione»: soggetti che hanno volato con i passeggeri della nave o li hanno incrociati.  Ci sono casi che potrebbero sfuggire? In presenza di un virus che conosciamo relativamente poco, è bene aumentare la prudenza e isolare i contatti a rischio per le 6 settimane, è l’unica misura valida per evitare che possano sfuggire persone infette.  Il focolaio sulla nave è stato un caso particolarm e n t e s fo r t u n a t o o l’Hantavirus potrebbe diventare un problema? Sicuramente le circostanze sono state molto sfortunate: il passaggio del virus da topo a uomo non è molto frequente, anche se c’è stato negli ultimi mesi un aumento di casi in Argentina, ma il virus finora non è mutato e nell’uomo ha provocato brevi catene di trasmissione. Il rischio per la popolazione generale resta per ora molto basso.  *Ha collaborato Giovanni Rezza, professore straordinario di Igiene e sanità pubblica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.  Laura Cuppini Silvia Turin  6  7  ---End text---  Author: Laura Cuppini :-: Silvia Turin  Heading:   Highlight:   Image:Passeggeri Lo staff medico guida alcuni passeggeri evacuati dalla MV Hondius l’11 maggio (Getty) -tit_org- È possibile positivizzarsi anche dopo molti giorni Solo chi ha i sintomi può essere contagioso   -sec_org-
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		<tp:writer>Laura Cuppini - Silvia Turin</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Le risse tra Bertolaso e Zangrillo ei veri problemi della Sanità ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403113607165.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"FOGLIO" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Le risse tra Bertolaso e Zangrillo e i veri problemi della Sanità  E  ra scritto che finisse a sportellate tra Guido Bertolaso, ruvido servitore dello Stato prestato alla Sanità lombarda e Alberto Zangrillo, chief clinical officer del San Raffaele, cresciuto al capezzale di Silvio Berlusconi. Due medici, professionisti capaci, abituati a difendere le proprie idee. Ma non è stato un gesto di ostilità, quello di Bertolaso, perché l’idea che l’assistenza sanitaria universalista debba passare prima di tutto dalle strutture pubbliche è la sua.  Una scelta difficile, visto che il bilancio dello Stato langue. Tutto è nato – “complice” la trasmissione tv “Report” – da una battuta un tantino unnecessary dell’assessore al Welfare: “San Raffaele, fiore all’occhiello? Della sanità privata… quello lombardo è il Niguarda”.  Va ricordato per – al di là della querelle – che la classifica “World’s Best Hospitals" di Newsweek ha confermato Niguarda come il miglior ospedale pubblico in Italia e tra i migliori al mondo. La replica di Alberto Zangrillo non si è fatta attendere: “Ora chieda scusa a tutti i direttori generali. Anche chi lavora nel privato dà l’apporto al sistema sanitario.  E cosa dovrebbero dire i colleghi del Policlinico, del San Gerardo, del Papa Giovanni XXIII?”. “Probabilmente Bertolaso non ha mai creduto fino in fondo alla forza della sanità privata”, bisbiglia qualche consigliere di maggioranza, mentre c’è anche chi attribuisce le scintille al carattere spigoloso dei due contendenti. Certo è che il gruppo San Donato ha infilato una serie di “incidenti” che hanno lasciato il segno. A partire dalla vicenda della cooperativa di infermieri Auxilium Care, non in grado di curare i pazienti del reparto “Iceberg” del San Raffaele (vicenda nota e già chiarita, anche senza i “segugi” di Ranucci).  Che la stagione, per l’ospedale fondato da don Verzè, sia tra le più turbolente lo testimoniano anche le dimissioni dell’ad Francesco Galli e del vicepresidente del gruppo Paolo Rotelli (che ha scelto la via del rap in Francia), sostituito ai vertici dell’università Vita-Salute San Raffaele (UniSR) dall’ex ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il Gruppo San Donato (che assembla oltre al San Raffaele, l’Istituto Galeazzi e il Policlinico San Donato) resta uno tra i più prestigiosi nel campo della sanità e della ricerca, premiato come primo classificato nella categoria “gruppi privati di eccellenza” ai Best Italian Hospitals Awards 2025. Ha chiuso l’anno in crescita, con ricavi pari a 2,7 miliardi di euro (e un indebitamento complessivo pari a 1,5 miliardi di euro), ha iniziato a esportare il proprio modello sanitario all’estero, con una presenza oggi inIraq, Egitto, Albania, Arabia Saudita e Siria.  Dal prossimo anno poi il Gruppo San Donato assumerà la gestione del New Heliopolis Hospital, in costruzione al Cairo, mentre in Libia ha siglato a gennaio un accordo del valore complessivo di 2 miliardi di euro per interventi nel settore ospedaliero e per la realizzazione di un impianto waste-to-energy. Obiettivi ambiziosi, di cui sarà ovviamente interessante monitorare nel tempo la riuscita, soprattutto in un momento internazionale così traballante anche per i costi industriali. Idee che faranno bene al bilancio del gruppo ma destano qualche perplessità in chi si occupa della sanità sotto la Madonnina. Nel frattempo il confronto sulla salute dei lombardi è sempre aperto e se sul “fine vita” Bertolaso cerca sponde anche a sinistra – “Garantiremo diritti e cure, serve testo condiviso con gli alleati, noi allineati alla Consulta” – sul fronte delle liste d’attesa ha deciso di investire, mettendo sul tavolo 91 milioni per aumentare l’offerta sanitaria, allungare gli orari degli ambulatori e smaltire l’arretrato. Le risorse stanziate sono ripartite su tre fronti: 61 milioni per il piano operativo regionale (41 ai soggetti pubblici e 20 ai privati accreditati), 10 milioni per manifestazioni di interesse rivolte ai privati e 20 milioni dedicati al recupero dei ricoveri ancora in lista d'attesa al 1° gennaio 2026. In totale, 52 milioni an
dranno agli erogatori pubblici e 39 ai privati accreditati. In pratica, gli ambulatori e i centri di diagnostica continueranno a estendere l'attività nella fascia pomeridiana, dalle 16 alle 20, e il sabato mattina. Gli enti pubblici dovranno garantire ogni mese almeno il 70 per cento dei volumi erogati nei corrispondenti mesi del 2025, mantenendo come riferimento il volume massimo di prestazioni raggiunto tra il 2024 e il 2025. Tra le misure previste anche il recupero delle prestazioni di ricovero, il coinvolgimento delle ATS e il rafforzamento della prescrizione digitale, con l’obiettivo di raggiungere il 90 per cento delle ricette online.  Bertolaso ora è alle prese col paziente inglese, ricoverato al Sacco, sospetto di essere contagiato dall’Hantavirus, ma l’assessore rassicura: “Il cittadino britannico sottoposto nella serata di ieri ad accertamenti virologici è risultato negativo, così come il suo accompagnatore”. Ma non abbassa la guardia, pensa già all’Hub delle emergenze a Gallarate, nel cosiddetto “Casermone”. E’ “una struttura logistica imponente, importante, in decadenza che va assolutamente rivalutata per organizzare un grande centro logistico per tutte le attività legate alla sanità e alla protezione civile” ha ricordato nei giorni scorsi. “Abbiamo appena avuto dall’Agenzia del demanio l’autorizzazione a entrare in possesso di questo compound e quindi adesso possiamo dare seguito alle attività di progettazione e poi di realizzazione”.  Daniele Bonecchi  ---End text---  Author: Daniele Bonecchi  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Le risse tra Bertolaso e Zangrillo ei veri problemi della Sanità   -sec_org-
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		<tp:writer>Daniele Bonecchi</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Intervista a Pier Luigi Lopalco  - «Salvati da una hostess scrupolosa Troppi errori a bordo della nave» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403114507158.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403114507158.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"GIORNALE" </b>  del 14 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L'epidemiologo: «Servivano più controlli a bordo, i test sui sospetti andranno ripetuti»</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Pier Luigi Lopalco  «Salvati da una hostess scrupolosa Troppi errori a bordo della nave» L’epidemiologo: «Servivano più controlli a bordo, i test sui sospetti andranno ripetuti»  Pier Luigi Lopalco, ordinario di Igiene all’Università di Pisa, i casi sospetti di Hantavirus sono tutti negativi. Siamo fuori pericolo? «È ancora presto per dire che non ci siano più rischi. Ma, mentre il Covid aveva delle chiare potenzialità pandemiche, questo virus non è così. Se fosse mutato o se si fosse rafforzato circolando tra le persone, allora avrebbe cambiato le sue caratteristiche e ci sarebbero stati più motivi di preoccupazione».  In Italia è stata ben gestita l’ipotesi focolai?  «È stato molto positivo che la prudenza sia stata massima, ci ha permesso di gestire bene le cose in Italia. Ricostruire la catena dei contatti dei casi sospetti è stato importante perché, in caso di diagnosi positiva, avrebbe permesso di gestire gli isolamenti Ma sono stati fatti grossi errori altrove».  A che errori si riferisce? «A quelli a bordo della nave. Nemmeno dopo il primo decesso per Hantavirus sono scattati i protocolli di allerta, per le imbarcazioni non sono nemmeno stati scritti e resi obbligatori, quando si sa che da sempre le navi sono  l’anello debole della sanità internazionale. Lì sopra c’erano passeggeri di 23 paesi, di 4 continenti».  E una quarantina di passeggeri potenzialmente infetti hanno lasciato la nave viaggiando sui voli di linea.  «Paradossalmente, se ci siamo salvati dall’inizio di un’epidemia dobbiamo dire grazie a una hostess scrupolosa della Klm. Grazie al suo buonsenso, la passeggera (poi morta) che era salita sull’aereo a Johannesburg è stata fatta scendere dopo pochi minuti, altrimenti avrebbe contagiato tutti portando il virus in Europa».   Non ci possiamo permettere certe superficialità.  «Sarebbe folle dopo quello che abbiamo passato. I passeggeri di 12 nazionalità diverse scesi sull’isola di Sant’Elena, la turista che ha cercato di viaggiare su un volo internazionale di linea.  Ci rendiamo conto di cosa abbiamo rischiato? Le autorità internazionali si sono mosse ma solo dopo gli errori. Il Covid non ci ha insegnato nulla sulla prevenzione. Aumentiamo subito i livelli di controllo, a cominciare dalle navi».  Il Ministero della Salute ha diffuso  la circolare anti virus in tempi molto stretti.  «L’Italia si è mossa subito, ha lavorato e sta lavorando bene: mi riferisco ai tracciamenti, all’allerta alle compagnie aeree e soprattutto alla quarantene per isolare i sospetti. La falla è stata a monte».  Quando potremo dire che i tracciamenti dei potenziali contagiati sono riusciti? «Ufficialmente saremo fuori pericolo dopo 45 giorni dall’ultimo caso diagnosticato. Quindi nelle settimane successive bisogna ancora stare attenti. La  catena di contagi si è potuta ricostruire con facilità, molto gestibile. Insomma nulla di paragonabile a quello accaduto con i primi focolai di Covid, quando ci siamo mossi tardi e i contagi erano già fuori controllo».  Ci vorranno ancora test sui pazienti sospetti? «Sì, assolutamente. Il virus potrebbe ancora manifestarsi poiché ha un’incubazione molto lunga. sarebbe un errore dare per scontato che le persone positive oggi lo rimangano fino alla fine del loro isolamento».  MaS  ---End text---  Author: MA S  Heading:   Highlight: Superficiali L’Italia si è mossa con prudenza ma tante falle iniziali  Image: -tit_org- Intervista a Pier Luigi Lopalco  - «Salvati da una hostess scrupolosa Troppi errori a bordo della nave»   -sec_org-
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		<tp:writer>MA S</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Da costo a investimento: un nuovo approccio ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403114407157.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 17 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:ocr><![CDATA[Da costo a investimento: un nuovo approccio Prevenzione sanitaria  Nicoletta Luppi  L  a prevenzione sanitaria non è un costo: è un investimento. Riconoscerlo significa cambiare il metro con cui valutiamo le politiche pubbliche, spostando lo sguardo dal breve al lungo periodo. È una sfida anzitutto culturale, perché le riforme nascono prima nelle categorie con cui interpretiamo la realtà e solo dopo nelle decisioni che la trasformano. L’impegno di Assolombarda su questo fronte non è una rivendicazione di parte, ma una proposta di metodo: riconoscere alla spesa in prevenzione la sua natura reale di determinante economico per la crescita, superando la lettura riduttiva che la confina nei saldi di breve periodo.  Questa proposta arriva da uno dei sistemi sanitari più efficienti al mondo e, più precisamente, da un’area di eccellenza: il “quadrilatero” di Assolombarda genera oltre il 13% del PIL nazionale ed è il principale polo italiano nelle Life Sciences, con una concentrazione unica di IRCCS, università, industria farmaceutica e biomedicale.  Questo valore si innesta in un sistema sanitario regionale lungimirante e innovativo, che introduce nuovi percorsi di screening e si posiziona tra i primi in Italia per copertura vaccinale e degli screening tra i propri cittadini. È il territorio in cui prevenzione, innovazione e tessuto produttivo si incontrano ogni giorno.  Con il Documento di Finanza Pubblica approvato il 22 aprile 2026, questa impostazione ha trovato un primo concreto riconoscimento. Il MEF ha inserito un focus dedicato alla valutazione dell’impatto della prevenzione, i cui benefici sono distribuiti nel tempo rispetto alla spesa sostenuta nell’anno, sottolineando che “la sanità è uno dei principali capitoli di spesa connessi all’invecchiamento”. Non è un dettaglio tecnico: è il segnale che un cambio di paradigma è possibile quando le idee sono solide e il lavoro è continuativo.  Il nodo è noto: l’attuale sistema di contabilità pubblica classifica la prevenzione - immunizzazione e screening - come spesa corrente, che pesa integralmente nell’anno in cui viene sostenuta, senza considerare i benefici futuri in termini di minori ricoveri, diagnosi precoci e riduzione della spesa assistenziale. Un solo dato fotografa il problema: ogni euro speso nella vaccinazione degli adulti ne genera fino a 19 in costi sanitari evitati e produttività recuperata. È come giudicare un’infrastruttura guardando solo il costo di costruzione, ignorandone gli impatti complessivi.  Questa logica in un quadro di finanza pubblica con vincoli stringenti, porta inevitabilmente a penalizzare le spese con maggiore ritorno nel tempo, finendo per spendere di più per curare ciò che non si è prevenuto.  Rompere questo schema è l’obiettivo del progetto strategico “Prevenzione come investimento” di Assolombarda. Grazie a un confronto strutturato con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il DFP recepisce questa visione: la prevenzione concentra i costi all’inizio ma distribuisce benefici nel tempo; il costo del mancato intervento è spesso invisibile ma economicamente rilevante.  Sono scelte politiche prima ancora che tecniche, perché definiscono cosa uno Stato considera investimento e cosa considera costo. Una direzione già indicata dal Ministro Schillaci, che ha chiesto di svincolare le spese in prevenzione dal deficit UE, ricordando che “la prevenzione è il miglior investimento e non una spesa”.  L’obiettivo si muove però dentro la cornice europea.  La riforma del Patto di stabilità del 2024 ha individuato nei Piani strutturali di bilancio di medio termine lo strumento per definire investimenti pubblici prioritari riconducibili a priorità comuni dell’Unione. Portare la prevenzione immunizzazione e screening - dentro questa categoria è la prossima battaglia. Tanto più in un paese come l’Italia, con il più elevato indice di vecchiaia e una tendenza demografica che pesa sia sulla sanità sia sul welfare.  Eppure, in quasi l’80% degli Stati membri dell’UE meno dello 0,5% dei budget sanitari è destinato alla prevenzione delle malattie prevenibi
li tramite immunizzazione.  La salute non è una voce di costo da ottimizzare al ribasso. È un investimento produttivo strategico che genera valore economico e sociale nel tempo, rafforza la produttività e la coesione delle comunità.  Agire compatti a tutti i livelli - industria, istituzioni, Regione, Stato, Unione europea - non è uno slogan: è l’unico modo per trasformare una battaglia culturale in una politica pubblica. E oggi, con Assolombarda, stiamo dimostrando che si può fare.  Vicepresidente Assolombarda con Delega a Europa e Life Sciences © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Nicoletta Luppi  Heading:   Highlight: 0,5%  la percentuale In quasi l’80% degli Stati membri dell’UE meno dello 0,5% dei budget sanitari è destinato alla prevenzione delle malattie per immunizzazione  Image: -tit_org- Da costo a investimento: un nuovo approccio   -sec_org-
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		<tp:writer>Nicoletta Luppi</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Intervista a Anna Maria Bernini - Bernini: Medicina, si va avanti: pronti ad arrivare a 30mila posti = «Su medicina non si torna indietro, pronti ad arrivare a 30mila posti» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403115107160.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Tp Edizione chiusa in redazione alle 22  Poste italiane Sped. in A.P. - D.L.  353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, comma 1, DCB Milano  € 2 in Italia — Giovedì 14 Maggio 2026 — Anno 162°, Numero 130 — ilsole24ore.com  Domani con Il Sole Bonus assunzioni e retribuzioni: tutte le novità dei decreti lavoro  Agevolazioni Iperammortamento, interconnessione necessaria per chiudere l’iter  —a 1,00 euro più il prezzo del quotidiano  Roberto Lenzi —a pag. 31  Fondato nel 1865 Quotidiano Politico Economico Finanziario Normativo  FTSE MIB 49480,70 +1,00%    Spread Bund 10Y 74,38 -3,02    Sole24ESG MORN. 1697,47 +0,45%    Sole40 MORN. 1800,27 +0,57%  Indici & Numeri v p. 37-41  PANORAMA  AP  allarme dell’aie per il blocco di hormuz  effetto energia  l’altro fronte  Petrolio, offerta in caduta Per le scorte di greggio un calo a ritmo record  Negli Usa i prezzi alla produzione schizzano a +6% Su i rendimenti dei titoli di Stato  Raid israeliani sul sud Libano: almeno 12 morti alla vigilia dei colloqui  Sissi Bellomo —a pag. 8  Tutto fermo. Nello stretto di Hormuz  Vittorio Carlini —a pag. 8  —Rosalba Reggio —a pag. 7  Partite Iva, più tempo per il concordato Allentata la stretta sui pagamenti Pa  la telefonata  Mattarella sente Herzog: attacchi alle truppe Unifil inaccettabili Sergio Mattarella ha ricevuto ieri sera una telefonata da parte del presidente di Israele, Isaac Herzog. Mattarella ha sottolineato l’urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente, definito inaccettabili gli attacchi al contingente Unifil e richiamato la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali.  —a pagina 14 la premier in senato  epa/reuters  Decreto fiscale  bilaterale in cina  Rottamazione quinquies per Imu, Tari e multe: domande entro ottobre Nuovo calendario del concordato preventivo. Adesione al patto entro il 31 ottobre e nuove soglie per le partite Iva non affidabili. Compensazioni con crediti Pa per i professionisti solo con debiti da 5mila euro. Rottamazione per Imu, Tari e multe. Queste le novità del Dl fiscale in commissione Finanze al Senato.Mobili e Parente —a pag. 2  «Entro l’estate sarà adottata la legge delega necessaria alla ripresa della produzione nucleare in Italia». Lo ha detto Giorgia Meloni al Premier Time in Senato.  —a pagina 12  Commercio, Hormuz e Taiwan: Trump e Xi in cerca di una intesa  Patto entro il 31 ottobre Professionisti penalizzati per cartelle da 5mila euro  Meloni: entro l’estate la delega sul nucleare  il futuro dell’europa  i passi necessari per la nuova Unione  Fatiguso e Valsania —a pag. 6  di Franco Gallo —a pagina 16  Di nuovo in Cina dopo quasi dieci anni. L’ultima visita di Trump risale al novembre 2017, durante il suo primo mandato  sfide globali  5  milioni Le dichiarazioni fai da te compilate lo scorso anno e inviate alle Entrate  dichiarazioni  Da oggi è possibile modificare e inviare il 730 Cristina Bartelli —a pag. 3  La raffineria di Priolo torna italiana: accordo tra Goi Energy e Ludoil Energia  rinnovo contratto  Priolo torna italiana. Il gruppo Ludoil della famiglia Ammaturo ha sottoscritto un accordo con Goi Energy per l’acquisizione della partecipazione nel capitale della raffineria.  Nino Amadore —a pag. 17  Assicurazioni, aumento di 280 euro ai dipendenti Cristina Casadei —a pag. 20  imagoeconomica  Cdp Equity in 2i Aeroporti con una quota del 10% e l’opzione per il controllo Infrastrutture Cdp Equity tratta con F2i l’ingresso in 2i Aeroporti. A breve la due diligence: in caso di esito positivo, la holding controllata da Cdp rileverà il 10% con la possibilità in futuro di assumere il controllo. Cheo Condina —a pag. 26  nautica  Ferretti, Kkcg chiama in causa il governo sul golden power Raoul de Forcade —a pag. 26  l’ue deve diventare una potenza spaziale di Josef Aschbacher —a pag. 17  nel trimestre  Prosieben pesa su Mfe: rosso da 26 milioni Nel primo trimestre dell’anno Mfe-Mediaset, con Prosieben consolidata nel perimetro di bilancio, ha registrato un risultato netto negativo di 26,1 milioni di euro.  —a pagina 27  Nòva 
24 Sicurezza digitale Mondiali di calcio: l’ombra hacker  Università. Anna Maria Bernini  intervista alla ministra  Bernini: «Medicina, si va avanti: pronti ad arrivare a 30mila posti» Eugenio Bruno —a pag. 5  Il fornitore globale di soluzioni intralogistiche Automazione e robotica Software WMS Sistemi di stoccaggio  02 98836601 mecalux.it  Gianni Rusconi —a pag. 25  Nordovest Domani. In Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria  ABBONATI AL SOLE 24 ORE Scopri le offerte ilsole24ore.com/abbonamento Servizio Clienti 02.30.300.600   «Su medicina non si torna indietro, pronti ad arrivare a 30mila posti»   L’intervista. Anna Maria Bernini. La ministra dell’Università difende l’impianto della riforma, promosso anche dai giudici e annuncia ritocchi: medici e prof delle superiori nelle commissioni, esami a gennaio  L’  impianto della riforma di Medicina ha tenuto. Lo dicono anche i giudici.  Avanti allora anche nel 2026/27 con il semestre aperto. Magari con qualche ritocco che consenta agli studenti di prepararsi meglio e confrontarsi con programmi più aderenti a ciò che hanno studiato a scuola. Proseguendo, se possibile, con l’aumento dei posti e cercando di arrivare quanto prima a quota 30mila. A raccontarlo, al Sole 24 Ore è la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini.  Il Tar e il Consiglio di Stato hanno ritenuto legittimo il semestre aperto. Considerando che a inizio della legislatura uno dei motivi che vi aveva spinto a intervenire erano state le sentenze dei giudici che segnale è in vista del prossimo anno? Tar e Consiglio di Stato hanno posto fine a una narrazione distorta. Ci siamo sentiti dire che le procedure erano contorte, che c’erano aule dove tutti copiavano e che gli esami contenevano domande strampalate. E invece l’impianto normativo e il nuovo meccanismo sono stati considerati pienamente validi dai giudici e le prove regolari.  Le ordinanze sono la sconfitta di chi, anche a livello politico, ha tentato di speculare sull’ansia degli studenti e ha spinto migliaia di famiglie a spendere soldi, tempo ed energie inseguendo scorciatoie giudiziarie. A chi è convenuto alimentare questo clima? Non certo agli studenti. Per loro investire nello studio conviene più che spendere in ricorsi.  Su 52mila studenti che hanno sostenuto almeno un esame l’80% è attualmente iscritto all’università tra medicina, corsi affini o altri corsi. Che bilancio fa della prima applicazione del semestre aperto? È la fotografia di una realtà positiva, la certificazione di un cambio di paradigma: non più selezione fuori dall’università, ma formazione dentro. Tra il 2010 e il 2020 oltre un milione di ragazze e ragazzi ha fatto richiesta di ingresso a Medicina. I posti a disposizione, nello stesso periodo, sono stati poco più di 110mila. I conti sono presto fatti: abbiamo impedito a 900mila ragazzi di entrare all’università. Che fine hanno fatto? La risposta è semplice: non lo sappiamo. Oggi conosciamo il destino di coloro che entrano a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, ma anche quello di tutti gli altri. Non più respinti, non più “non idonei”, non più rifiutati, ma parte integrante del sistema universitario.  Parliamo dei corsi affini e degli altri corsi. Per qualcuno rappresentano un ripiego, un percorso di serie B.  La considero un’offesa non alla riforma, ma agli studenti per cui un altro corso non è un ripiego, ma una scelta. Così come è offensiva l’accusa, che mi sono sentita ripetere spesso, di chi ha detto che con il semestre aperto “si perde un anno”.  Anche in questo caso i numeri hanno ribaltato la narrazione. Ma lo ricordiamo come funzionava gli scorsi anni? Graduatorie perennemente provvisorie, scorrimenti continui che andavano avanti per oltre 12 mesi. Insomma, lunghi periodi di incertezza per studenti e atenei. Quest’anno abbiamo chiuso le graduatorie, piene per oltre il 99%, a febbraio. Insomma, meno attese, meno incertezze, tempi più certi e percorsi definiti.  Un altro 20% però, circa 11mila studenti, non risultano iscritti ad  alcun corso. Che ne sarà di loro? Possiamo pensare di riorientarli? Prima della riforma questi 11mila
 ragazzi sarebbero stati respinti alla porta e spariti nel buio. Oggi sono dentro il sistema, li vediamo, possiamo raggiungerli. E vogliamo raggiungerli. Per questo chiederò agli atenei di creare strutture per l’orientamento, coinvolgendo se possibile gli studenti degli anni precedenti. È un’azione necessaria soprattutto dentro le università e nel passaggio tra primo e secondo semestre. Mentre il test d’ingresso mortificava le aspirazioni, il semestre aperto valorizza i talenti.  Guardiamo all’anno prossimo.  A questo punto dobbiamo aspettarci solo ritocchi minimi? Dal semestre aperto non si torna indietro. Esami e non più test, graduatorie chiuse a febbraio e stop a scorrimenti continui sono elementi positivi. È da qui che ripartiamo per rendere il sistema ancora più efficace. Abbiamo iniziato un percorso di ascolto partendo dagli studenti. Al ministero è attivo un tavolo istituzionale che sta raccogliendo e valutando le proposte nate dall’esperienza concreta di questo primo anno.  Gli esami fondamentali resteranno Fisica, Chimica e Biologia? Come evitare che Fisica sia di nuovo uno spauracchio? I primi esami universitari sono uno scoglio per tutti. Ci si confronta con metodi nuovi e tempi diversi. Integreremo con medici e docenti delle superiori le commissioni di professori incaricati di preparare programmi e domande su Fisica, Chimica e Biologia. Con loro aggiorneremo i Syllabus per una migliore connessione tra i programmi scolastici e quelli universitari.  L’anno scorso si era partiti chiedendo la sufficienza nelle tre materie fondamentali salvo correggere poi il tiro a dicembre ritenendo sufficiente una sola con l’impegno a recuperare il debito prima del secondo semestre.  Quest’anno invece? I tre esami superati come criterio per l’accesso non cambieranno. Il recupero dei crediti nelle università è un meccanismo consolidato che, anche in merito al semestre di Medicina, ha funzionato. Sarà confermato. In sostanza, si entrerà in graduatoria anche con dei debiti  formativi, ma per l’ingresso al corso occorrerà recuperarli, valorizzando, da questo punto di vista, l’autonomia universitaria.  Cambieranno anche i calendari o si partirà di nuovo il 1° settembre con un appello a fine novembre? L’obiettivo è che il periodo di lezioni del semestre aperto sia più lungo, consentendo agli atenei di organizzare meglio la didattica. E puntiamo a far slittare gli esami, così che gli studenti possano avere più tempo da dedicare allo studio.  Vorrei che una delle sessioni d’esame si tenesse a gennaio. Ma per questo è necessario il coinvolgimento degli atenei.  A che punto è l’idea di coinvolgere anche le private nel modello del semestre aperto? Le forze parlamentari di maggioranza hanno presentato una proposta di legge in base alla quale gli atenei non statali si devono conformare alle linee nazionali. È giusto che il Parlamento discuta la proposta e indichi al Governo la linea da seguire.  All’inizio del suo mandato, raccogliendo l’input dei tecnici, aveva annunciato un aumento del 20-30% dei posti nell’arco di sette anni. Siamo partiti da 14.700 per arrivare agli oltre 24mila dell’anno scorso incluse le private. Ci sono margini per salire ancora? L’aumento dei posti è una scelta che rivendico per il passato e rinnovo per il futuro. Abbiamo intrapreso un percorso di allargamento sostenibile e condiviso per rispondere alle esigenze del Paese e del Servizio sanitario nazionale di formare più medici ma anche del sistema di cura e assistenza alla persona nel suo complesso.  L’obiettivo di aumentare di 30mila i posti rimane, anzi lo rilancio con l’intenzione di arrivarci il prima possibile.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Eugenio Bruno  Heading:   Highlight: Le graduatorie erano piene al 99% a febbraio: meno attese, meno incertezze, tempi più certi e percorsi definiti  Image:Tp Edizione chiusa in redazione alle 22  Poste italiane Sped. in A.P. - D.L.  353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, comma 1, DCB Milano  € 2 in Italia — Giovedì 14 Maggio 2026 — Anno 162°, Numero 130 — ilsole24ore.com  Domani con Il Sole Bonus assunz
ioni e retribuzioni: tutte le novità dei decreti lavoro  Agevolazioni Iperammortamento, interconnessione necessaria per chiudere l’iter  —a 1,00 euro più il prezzo del quotidiano  Roberto Lenzi —a pag. 31  Fondato nel 1865 Quotidiano Politico Economico Finanziario Normativo  FTSE MIB 49480,70 +1,00%    Spread Bund 10Y 74,38 -3,02    Sole24ESG MORN. 1697,47 +0,45%    Sole40 MORN. 1800,27 +0,57%  Indici & Numeri v p. 37-41  PANORAMA  AP  allarme dell’aie per il blocco di hormuz  effetto energia  l’altro fronte  Petrolio, offerta in caduta Per le scorte di greggio un calo a ritmo record  Negli Usa i prezzi alla produzione schizzano a +6% Su i rendimenti dei titoli di Stato  Raid israeliani sul sud Libano: almeno 12 morti alla vigilia dei colloqui  Sissi Bellomo —a pag. 8  Tutto fermo. Nello stretto di Hormuz  Vittorio Carlini —a pag. 8  —Rosalba Reggio —a pag. 7  Partite Iva, più tempo per il concordato Allentata la stretta sui pagamenti Pa  la telefonata  Mattarella sente Herzog: attacchi alle truppe Unifil inaccettabili Sergio Mattarella ha ricevuto ieri sera una telefonata da parte del presidente di Israele, Isaac Herzog. Mattarella ha sottolineato l’urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente, definito inaccettabili gli attacchi al contingente Unifil e richiamato la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali.  —a pagina 14 la premier in senato  epa/reuters  Decreto fiscale  bilaterale in cina  Rottamazione quinquies per Imu, Tari e multe: domande entro ottobre Nuovo calendario del concordato preventivo. Adesione al patto entro il 31 ottobre e nuove soglie per le partite Iva non affidabili. Compensazioni con crediti Pa per i professionisti solo con debiti da 5mila euro. Rottamazione per Imu, Tari e multe. Queste le novità del Dl fiscale in commissione Finanze al Senato.Mobili e Parente —a pag. 2  «Entro l’estate sarà adottata la legge delega necessaria alla ripresa della produzione nucleare in Italia». Lo ha detto Giorgia Meloni al Premier Time in Senato.  —a pagina 12  Commercio, Hormuz e Taiwan: Trump e Xi in cerca di una intesa  Patto entro il 31 ottobre Professionisti penalizzati per cartelle da 5mila euro  Meloni: entro l’estate la delega sul nucleare  il futuro dell’europa  i passi necessari per la nuova Unione  Fatiguso e Valsania —a pag. 6  di Franco Gallo —a pagina 16  Di nuovo in Cina dopo quasi dieci anni. L’ultima visita di Trump risale al novembre 2017, durante il suo primo mandato  sfide globali  5  milioni Le dichiarazioni fai da te compilate lo scorso anno e inviate alle Entrate  dichiarazioni  Da oggi è possibile modificare e inviare il 730 Cristina Bartelli —a pag. 3  La raffineria di Priolo torna italiana: accordo tra Goi Energy e Ludoil Energia  rinnovo contratto  Priolo torna italiana. Il gruppo Ludoil della famiglia Ammaturo ha sottoscritto un accordo con Goi Energy per l’acquisizione della partecipazione nel capitale della raffineria.  Nino Amadore —a pag. 17  Assicurazioni, aumento di 280 euro ai dipendenti Cristina Casadei —a pag. 20  imagoeconomica  Cdp Equity in 2i Aeroporti con una quota del 10% e l’opzione per il controllo Infrastrutture Cdp Equity tratta con F2i l’ingresso in 2i Aeroporti. A breve la due diligence: in caso di esito positivo, la holding controllata da Cdp rileverà il 10% con la possibilità in futuro di assumere il controllo. Cheo Condina —a pag. 26  nautica  Ferretti, Kkcg chiama in causa il governo sul golden power Raoul de Forcade —a pag. 26  l’ue deve diventare una potenza spaziale di Josef Aschbacher —a pag. 17  nel trimestre  Prosieben pesa su Mfe: rosso da 26 milioni Nel primo trimestre dell’anno Mfe-Mediaset, con Prosieben consolidata nel perimetro di bilancio, ha registrato un risultato netto negativo di 26,1 milioni di euro.  —a pagina 27  Nòva 24 Sicurezza digitale Mondiali di calcio: l’ombra hacker  Università. Anna Maria Bernini  intervista alla ministra  Bernini: «Medicina, si va avanti: pronti ad arrivare a 30mila posti» Eugenio Bruno —a pag. 5  Il fornitore globale di soluzioni intralogis
tiche Automazione e robotica Software WMS Sistemi di stoccaggio  02 98836601 mecalux.it  Gianni Rusconi —a pag. 25  Nordovest Domani. In Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria  ABBONATI AL SOLE 24 ORE Scopri le offerte ilsole24ore.com/abbonamento Servizio Clienti 02.30.300.600 «La riforma di medicina ha tenuto».  La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini IMAGOECONOMICA -tit_org- Intervista a Anna Maria Bernini - Bernini: Medicina, si va avanti: pronti ad arrivare a 30mila posti  «Su medicina non si torna indietro, pronti ad arrivare a 30mila posti»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Rimborso delle spese mediche, puzzle di regole in dichiarazione ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403113907164.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Rimborso delle spese mediche, puzzle di regole in dichiarazione   Una bussola Polizze, mutue e fondi integrativi: tre regimi per il vantaggio fiscale  Le spese sanitarie rimborsate danno sempre grattacapi al contribuente, che deve verificare se può comunque inserirle tra gli oneri, se deve escluderle (per la parte rimborsata) o se deve invece tassare il rimborso. Le regole cambiano, infatti, a seconda dell’origine del rimborso (assicurazione, fondi, mutue) e dell’anno di percezione (medesimo della spesa o successivo).  La regola generale è chiara: spese e oneri sono detraibili o deducibili nei limiti in cui sono rimasti effettivamente a carico del contribuente. Se una spesa viene rimborsata nell’anno in cui è sostenuta, questa non è rimasta a carico, e il beneficio si perde. Se, invece, il rimborso arriva in anni successivi, il bonus resta, ma il rimborso è tassato nell’anno di incasso. Se il rimborso è parziale, la detrazione o deduzione di calcola sulla parte non rimborsata.  Ma la legge prevede molte eccezioni. Perché un conto è il rimborso che davvero elide la spesa, come quando vengono risarcite (dal danneggiante o dalla sua assicurazione) cure mediche sostenute seguito di un infortuno, di un incidente o per colpa medica; o quando il datore di lavoro eroga un fringe benefit non tassato (ad esempio il rimborso degli interessi sui mutui di cui all’articolo 1, comma 16, della legge di bilancio 2024). Diverso è il caso di chi fruisce, a proprie spese, di una copertura sanitaria: assicurazioni, fondi sanitari, società di mutuo soccorso. In questi casi, l’articolo 15 del Tuir stabilisce che si considerano a carico del contribuente anche le spese rimborsate per effetto di coperture i cui premi (per le polizze) o contributi (per fondi e mutue) sono indetraibili o indeducibili se versati dal contribuente, o tassati come retribuzione quando versati dal datore di lavoro (con o senza trattenuta). E la spesa si considera a carico anche se l’assicurazione paga direttamente il medico o la struttura, senza anticipazioni o franchigie da parte dell’assistito, come nel caso di cure all’estero (Cassazione 30611/2024).  Se, invece, il premio o il contributo sono detraibili o deducibili (o esentasse quando li paga il sostituto di imposta), il rimborso azzera il bonus fiscale sulla spesa rimborsata nell’anno, o è soggetto a tassazione  separata se arriva in anni successivi.  Con la precisazione (si veda da ultimo la circolare 14/E/2023) che se premio o contributo erano detraibili o deducibili per legge, il fatto con in concreto il contribuente non li abbia inseriti tra gli oneri è irrilevante.  Tre sono le principali tipologie di coperture, ciascuna delle quali ha regole differenti: O polizze assicurative: le polizze sanitarie sono indetraibili, per cui i relativi rimborsi sono esentasse.  Conclusione opposta se il rimborso deriva da una polizza per invalidità permanente o non autosufficienza nella vita quotidiana, detraibili ex articolo 15 lettera f) Tuir (fino a 530 euro le prime, fino a 1.291,14 le seconde); O enti e casse assistenziali e fondi integrativi del Ssn: i versamenti sono deducibili entro il limite di 3.615,20 euro o, se pagati dal datore di lavoro, sono detassati entro lo stesso massimale (unico cumulativo). Rimborsi, quindi, imponibili; O società di mutuo soccorso: si detraggono al 19% i contributi, entro un massimale di 1.300 euro e i rimborsi sono quindi tassati.   Il tutto si complica quando premi e contributi effettivamente versati sono superiori a quelli detratti o dedotti. Vuoi perché si superano i limiti di importo, vuoi perché le detrazioni sui premi assicurativi possono calare o azzerarsi sopra i 75mila euro di reddito: dal 2025 scatta, infatti, il plafond alle spese detraibili (articolo 16-ter del Tuir, ma sono salve le polizze stipulate entro il 2024); oltre i 120mila euro le detrazioni decrescono fino ad azzerarsi a 240mila euro di imponibile (articolo 15, comma 3-bis Tuir).  In questi casi è richiesto un calcolo proporzionale: il rimborso eliderà la spesa (o sarà tassato se percepito in anni successivi
) in proporzione al rapporto tra importo detratto e importo complessivo pagato (esempi di calcolo nella circolare 14/E/2023 a pagina 41).  Con un simile quadro, è più che naturale che nella precompilata i rimborsi vadano attentamente verificati per correggere, se necessario, la dichiarazione. E se sono nel 2026 sono state rimborsate spese sostenute nel 2025, è meglio escluderle modificando la precompilata, se la detrazione è del 19%: la successiva tassazione del rimborso (nel 730/2027) avrebbe infatti come aliquota minima il 23%, costando più del bonus fruito.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Marcello Tarabusi  Heading:   Highlight: Le regole cambiano a seconda dell’origine del rimborso e dell’anno di percezione  Image: -tit_org- Rimborso delle spese mediche, puzzle di regole in dichiarazione   -sec_org-
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		<tp:writer>Marcello Tarabusi</tp:writer>
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		<title><![CDATA[AGGIORNATO - Medici di guerra le promesse tradite = Medici di guerra le promesse tradite ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/14/2026051403115007159.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 27 di <b>"STAMPA" </b>  del 14 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:42:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di guerra le promesse tradite CHIARA MONTALDO — PAGINA 27   MEDICI DI GUERRA, LE PROMESSE TRADITE  A  lle 02,08 del 3 ottobre 2015, un aereo militare statunitense lanciò 211 proiettili contro l’ospedale traumatologico di Medici Senza Frontiere (Msf) a Kunduz, in Afghanistan. Alla fine dell’attacco, lungo un’ora, i morti furono almeno 42. Alcune persone morirono bruciate nei loro letti, alcuni furono decapitati o persero degli arti, altri colpiti con armi da fuoco mentre fuggivano dall’edificio.  Kunduz fu uno shock internazionale: l’ospedale era l’unico centro traumatologico specializzato nel Nord Est dell’Afghanistan. Msf lanciò l’iniziativa “Not A Target” per difendere la protezione degli ospedali nelle zone di conflitto. Pochi mesi dopo, il 3 maggio 2016, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò all’unanimità la risoluzione 2286: ospedali, ambulanze, personale sanitario e pazienti non potevano essere bersagli di guerra.  Dieci anni dopo, quella promessa è stata tradita: gli attacchi contro l’assistenza sanitaria sono aumentati. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel solo 2025 sono stati registrati 1.348 attacchi contro strutture mediche, con quasi 2.000 morti. La maggior parte sono avvenuti in Ucraina e Ga2a. Dal 2016, 21 operatori di Msf hanno perso la vita. Ogni volta, dopo l’indignazione iniziale, si ripete lo stesso copione: le responsabilità si dissolvono tra accuse reciproche, errori ammessi a metà, inchieste incomplete o mai avviate.  Ed è forse proprio questa la trasformazione più inquietante: la normalizzazione. Ci stiamo abituando all’idea che un ospedale possa diventare un obiettivo militare.  Che un medico possa essere trattato come un sospetto anziché come una persona protetta. Che la distruzione di una terapia intensiva venga raccontata come un inevitabile “effetto collaterale”.  Eppure, colpire un ospedale non significa soltanto distruggere un edificio. Significa interrompere vaccinazioni, parti cesarei, interventi chirurgici d’urgenza. Significa lasciare una popolazione senza cure oncologiche, dialisi, sangue per le trasfusioni. Le vittime non sono solo quelle che muoiono nell’attacco: sono anche quelle che moriranno nei mesi successivi perché nessuno potrà curarle.  In molte guerre contemporanee, l’attacco all’assistenza sanitaria sembra diventato una strategia per rendere impossibile la vita civile. Se distruggi gli ospedali, costringi le persone a fuggire, spezzi le comunità, trasformi la sopravvivenza stessa in un privilegio.  Le regole esistono già, ma nessuno è stato ritenuto responsabile degli oltre 7.500 attacchi documentati. Il problema non è il vuoto normativo: è quello politico. Nel 2024, l’81% degli episodi violenti contro gli operatori sanitari è stato commesso da attori statali, con Russia e Israele in testa. Gli Stati condannano selettivamente, mentre i meccanismi di indagine restano deboli o paralizzati.  Questo è il vero fallimento della risoluzione 2286: non la mancanza di regole, ma la mancanza di volontà politica nel farle rispettare.  Per questo motivo, Msf e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) hanno lanciato una petizione rivolta alla comunità sanitaria italiana per chiedere al governo un impegno chiaro nel difendere il rispetto delle norme che proteggono l’assistenza sanitaria nei conflitti e nel fare pressione affinché altri Stati facciano lo stesso.  Oggi, bisogna tornare a dire con chiarezza che un ospedale non è un campo di battaglia. Che un’ambulanza non è un bersaglio. Che chi cura deve essere protetto, sempre.  Perché quando smettiamo di indignarci davanti a un ospedale bombardato, il problema non riguarda più solo la guerra. Riguarda ciò che siamo diventati.— *Responsabile medica di Medici Senza Frontiere  ---End text---  Author: CHIARA MONTALDO  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- AGGIORNATO - Medici di guerra le promesse tradite Medici di guerra le promesse tradite   -sec_org-
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