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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title><![CDATA[La toppa su. buco Sanità, il piano Decaro: 230 milioni dall'aumento Irpef Cisi: tagli gli sprechi. Centrodestra: pugliesi tartassati = Sanità e Irpef, il centrodestra «Decaro venga in consiglio» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/09/2026050901831205594.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" </b>  del 09 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Verso una protesta in piazza. Il governatore studia come ridurre il disavanzo</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[La toppa sul buco Sanità, il piano Decaro: 230 milioni dall’aumento Irpef Cisl: tagli gli sprechi. Centrodestra: pugliesi tartassati   Sanità e Irpef, il centrodestra «Decaro venga in consiglio» Verso una protesta in piazza. Il governatore studia come ridurre il disavanzo  A. COLUCCI, SERVIZI E UNA NOTA DI JORIO ALLE PAGINE 2 E 3>>    l BARI. «Iniziano a circolare informalmente le prime tabelle con le proiezioni degli aumenti dell’addizionale Irpef che firmerà il governatore Antonio Decaro. Sarà un vero salasso»: il centrodestra, sconfitto nettamente nelle regionali dello scorso novembre, cavalca adesso la campagna sul buco nel Bilancio della Sanità e batte sul tasto dolente delle nuove tasse che arriveranno per coprire il disavanzo emerso negli ultimi mesi (al momento di 350 milioni di euro). Il capogruppo di FdI, Paolo Pagliaro, chiede che la stangata fiscale per i pugliesi venga discussa in Consiglio: «Non si possono aumentare le tasse nelle segrete stanze.  Decaro deve venire nell’assemblea regionale e confrontarsi con i consiglieri di maggioranza e opposizione».  L’istanza per una seduta monotematica è un refrain dell’opposizione, insieme alla proposta — avanzata anche da Fabio Romito (capogruppo della Lega) — di istituire una commissione d’inchiesta su sprechi e inefficienze dei manager che hanno portato al «rosso fisso in sanità».  Il timore è che la ricerca di tagli possa compromettere l’offerta delle prestazioni sanitarie.  LA PROTESTA DI PIAZZA - Non si può escludere che il centrodestra «evochi» anche la piazza, con una manifestazione unitaria volta a chiedere conto al centrosinistra - che governa da vent’anni - non solo della voragine nei conti ma anche, spiegano dal fronte conservatore, «della delusione dei pugliesi per i servizi sanitari, al punto che chi ha la possibilità economica va in altre regioni».  Un dibattito in Consiglio sull’aumento dell’addizionale Irpef, però, non sembra all’orizzonte: fonti consultate dalla Gazzetta evidenziano che «Decaro non ha mai rifuggito il confronto» e fanno intendere che la seduta sulle politiche sanitarie ci sarà, ma potrebbe slittare a giugno. Il calendario, infatti, dovrà fare i conti con la conclusione del percorso di commissariamento, che prevede passaggi tecnici che vanno dalla certificazione del disavanzo all’invio dei documenti al Ministero, fino alla definizione del piano di copertura.  LA RIDUZIONE DEL DISAVANZO - In queste ore Decaro è al lavoro con i tecnici del Dipartimento Bilancio della Regione per trovare, nei meandri della complessa situazione finanziaria dell’ente, somme non spese o possibili tagli che consentano di ridurre ulteriormente la cifra da coprire. L’obiettivo è rendere meno pesante l’intervento sull’Irpef, leva fiscale ritenuta indispensabile per raggiungere il riequilibrio.  IL MONITORAGGIO -Questo non è l’unico percorso avviato dalla task force del neogovernatore: fin dal primo giorno dopo la proclamazione, Decaro sta studiando nuovi accordi per ridurre la mobilità passiva e generare risparmi tramite prestazioni svolte in regione. Mentre analizza le proiezioni sul disavanzo (che potrebbe essere ulteriormente limato), è al lavoro per ponderare altri tagli - in primis ai costi della politica - per dare un segnale di concreta austerità proprio mentre si chiede un pesante sacrificio ai cittadini.  LA PARTITA DEI DG -In questo contesto va interpretato anche l’accurato iter che porterà alla definizione del perimetro d’azione per i nuovi direttori  generali delle Asl. Questi dovranno rispettare rigorosi obblighi di rendicontazione della spesa per evitare sforamenti, avvalendosi anche di sistemi di monitoraggio rafforzati dall’intelligenza artificiale. Anche sulle liste d’attesa è previsto un piano per verificare i risultati dell’accelerazione messa in cantiere negli ultimi mesi.  LA VERTENZA CON IL GOVERNO -Decaro, fin dalle prime riunioni nella Conferenza delle Regioni e nel tavolo Stato-Regioni, ha rivendicato la volontà di ridiscutere i criteri di distribuzione delle risorse per la sanità territoriale e ha messo in mora Palazzo Chigi s
ugli stanziamenti per il settore, considerati «inadeguati a coprire l’aumento dei costi conclamati, riscontrabili anche in altre regioni». La strategia del centrosinistra pugliese, non a caso, punta i riflettori sui disavanzi sanitari presenti anche in roccaforti del centrodestra come Lombardia e Piemonte. L’attenzione sulla Sanità, infine, oscura in questa fase le difficoltà dell’economia pugliese, che presto dovrà affrontare la fine del Pnrr e una nuova fase in cui trovare leve pubbliche per favorire crescita e sviluppo.  ---End text---  Author: MICHELE DE FEUDIS  Heading:   Highlight: LA ROAD MAP L’opposizione chiede un dibattito pubblico È possibile che sia calendarizzato dopo la chiusura dell’iter per il commissariamento  Image: -tit_org- La toppa su. buco Sanità, il piano Decaro: 230 milioni dall'aumento Irpef Cisi: tagli gli sprechi. Centrodestra: pugliesi tartassati   Sanità e Irpef, il centrodestra «Decaro venga in consiglio»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Dall'emergenza del Servizio sanitario allo sport: a che punto è la salute dell'Italia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/09/2026050901832205584.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 25 di <b>"GIORNALE" </b>  del 09 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>«Ottimismo e gratitudine i capitali invisibili dell'economia». Sul palco, per parlare di medaglie olimpiche anche Giovanni Malagò</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Dall’emergenza del Servizio sanitario allo sport: a che punto è la salute dell’Italia «Ottimismo e gratitudine i capitali invisibili dell’economia». Sul palco, per parlare di medaglie olimpiche anche Giovanni Malagò   MEDICINA E PRATICHE QUOTIDIANE  Grande spazio e attenzione, nel palinsesto del Festival dell’Economia di Trento, al macro filone dedicato a medicina, salute e sanità, sempre più al centro del dibattito pubblico e delle scelte economiche.  A segnare l’apertura ideale di questo percorso sarà l’intervento di Immaculata De Vivo, della Harvard Medical School, dedicato a «Ottimismo e gratitudine: capitali invisibili dell’economia», una riflessione che lega benessere individuale e sostenibilità dei sistemi sociali, mostrando come le risorse immateriali incidano sulla qualità della vita e sulla produttività collettiva. Accanto a questo contributo, un tris di panel scandirà il confronto. Il primo, «Dalle medaglie olimpiche all’economia della vita», in scena il 21 maggio al Teatro Sociale, vedrà tra i protagonisti il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 che, reduce dal successo delle Olimpiadi Giovanni Malagò, sarà sul palco insieme ad atleti olimpici e paralimpici e ai giornalisti Marco Bellinazzo e Luisa Colledani. Insieme svilupperanno un parallelismo tra sport e quotidianità, metodo e allenamento, resilienza e capacità di superare ostacoli per raggiungere obiettivi personali e collettivi. Il secondo panel, fissato per il 23 maggio alle 9.45 al Palazzo della Provincia, affronterà il tema «Emergenza Servizio sanitario nazionale», con Orazio Schillaci, ministro della Salute, e Massimo Massetti, direttore del dipartimento di scienze cardiovascolari e cardiochirurgia del Policlinico Gemelli di Roma,  chiamati a discutere criticità e prospettive di un sistema fondamentale per l’equità sociale. Il terzo panel, in programma il 24 maggio alle 12 alla Filarmonica, sarà dedicato all’Economia della longevità, e avrà il contributo di Elena Beccalli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Fabrizia Lapecorella, vicesegretario generale Ocse, insieme a medici ed esperti impegnati in un dialogo sull’importanza di alimentazione equilibrata e attività fisica per tutelare corpo e mente lungo tutte le fasi della vita. Un invito che la stessa cornice della kermesse rilancia ogni giorno, tra attività ed escursioni a valle e in quota, sempre in contatto diretto con la natura. Anche il Fuori Festival dedicherà spazio alla salute, con incontri sui ritmi biologici e il loro impatto sulle performance individuali, e sulle pratiche quotidiane per costruire una vita in salute. A portare questi temi sul palco saranno, tra gli altri, Roberto Manfredini dell’Università di Ferrara, esperto di cronobiologia e medicina circadiana e Mike Maric, medico, già campione mondiale di apnea e divulgatore delle scienze del respiro e della performance.  CGS  ---End text---  Author: Redazione  Heading: MEDICINA E PRATICHE QUOTIDIANE  Highlight: L’ULTIMO GIORNO Alla Filarmonica un dibattito sul tema di longevità, alimentazione e attività fisica  Image:OSPITE Al Fuori Festival sarà presente anche Giovanni Malagò con gli atleti olimpici -tit_org- Dall’emergenza del Servizio sanitario allo sport: a che punto è la salute dell’Italia   -sec_org-
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		<title><![CDATA[La salute è un diritto non una merce. Ora si può ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/09/2026050901832005586.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"MANIFESTO" </b>  del 09 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[La salute è un diritto non una merce. Ora si può  II Una proposta di legge di iniziativa popolare per «il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale» è stata depositata in Cassazione e il 15 maggio inizierà la raccolta di firme (si potrà firmare anche online).  È IL RISULTATO di un lungo percorso che ha unito un gran numero di associazioni impegnate sulla salute, molte delle quali aderiscono al coordinamento “La via maestra”, insieme alla Cgil. Voci, competenze ed energie accomunate dall’obiettivo di riaffermare il diritto alla salute e rilanciare lo strumento che lo rende effettivo: il Servizio sanitario nazionale (Ssn). La proposta di legge indica le azioni da intraprendere per difenderlo, rafforzarlo, finanziarlo adeguatamente portandolo entro il 2030 al 7,5% del Pil, dotarlo di capacità programmatoria e del personale necessario a garantire cura, assistenza e prevenzione a tutta la popolazione. La priorità che viene riconosciuta alla salute - in effetti è quanto qualifica non solo un assetto sanitario ma un modello di società. È stata questa la convinzione al fondo delle battaglie che negli anni Sessanta e Settanta hanno fatto dell’impegno per la salute una delle trasformazioni più  significative del paese. L’introduzione nel 1978 del Ssn fu il risultato di un’originale convergenza di mobilitazioni, nuove esperienze e saperi, intensi conflitti provenienti da tante e diverse soggettività.  QUELLA spinta è stata contrastata da decenni di scelte politiche che hanno indebolito il Ssn, limitandone la portata e il finanziamento. I processi di privatizzazione hanno favorito imprese sanitarie private, società finanziarie, multinazionali farmaceutiche, così come assicurazioni e fondi sanitari alimentano un “secondo pilastro” privato alternativo alla sanità pubblica. Siamo stati sommersi da narrazioni imbevute dell’ideologia neoliberale che celebrano le virtù del mercato e i modelli manageriali, propagandano la presunta insostenibilità del servizio pubblico, derubricano i diritti a merci. In questi mesi assistiamo ad accordi tra il governo e le regioni del Nord che reintroducono i presupposti della legge sull’autonomia regionale differenziata che nel 2024 è stata dichiarata in ampia parte incostituzionale dalla Consulta. Come osservò già due anni fa la Corte dei Conti, siamo di fronte al passaggio da  un Ssn incentrato sulla garanzia costituzionale del diritto alla salute, a tanti diversi sistemi sanitari regionali basati sulle regole del mercato.  Ma tutto questo può essere fermato. La legge di iniziativa popolare, importante strumento di democrazia dal basso, consente di promuovere un nuovo impegno per la salute collettiva, per saldare partecipazione, consapevolezza, informazione, per rivendicare diritti sociali e di libertà, per sostenere una ripubblicizzazione partecipata e qualificata dei servizi socio-sanitari. Tra le disposizioni previste ci sono: l’intera destinazione delle risorse aggiuntive al potenziamento dei servizi e dei percorsi di cura direttamente erogati dalle strutture pubbliche, il rafforzamento e la valorizzazione del personale, lo stop alle esternalizzazioni, l’individuazione della copertura finanziaria (nella razionalizzazione della spesa farmaceutica, nella lotta all’evasione fiscale, nella possibilità di tassare i patrimoni).  La vittoria del No all’ultimo referendum ha reso visibile come sia possibile lottare insieme per un progetto e principi comuni; in questo caso riportando al centro dell’iniziativa politica la salute come attività fuori dal mercato, come diritto reso esigibile dal Ssn che deve tornare a essere il riferimento fondamentale per tutte le persone. Non si tratta di un’ennesima riforma, ma di tornare a quel modello in nome del quale sono state fatte battaglie che a loro volta ne hanno configurato le caratteristiche: universalità, equità, globalità, solidarietà, finanziamento tramite la fiscalità progressiva generale, governo pubblico del sistema.  PORTARE nelle piazze i conflitti contro la privatizzazione della sanità e la proposta di mettere in primo piano la salute collettiv
a può diventare un’occasione di larghissima mobilitazione in una nuova stagione di partecipazione sociale. Il modello e le risorse ci sono. L’avevamo già intuito ai tempi della pandemia: la salute può e deve tornare a essere una delle priorità di un’agenda politica alternativa al governo Meloni - e alle scelte di molti governi precedenti.  ---End text---  Author: CHIARA GIORGI  Heading:   Highlight: Rafforzare Il Ssn, legge d’iniziativa popolare dopo la vittoria del No: dal 15 raccolta firme  Image: -tit_org- La salute è un diritto non una merce. Ora si può   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Cuore donato, video choc la voce delle infermiere «E ancora nel contenitore» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/09/2026050901832305585.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"MATTINO" </b>  del 09 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Cuore donato, video choc la voce delle infermiere «È ancora nel contenitore»  L’INCHIESTA  Leandro Del Gaudio Parole che evocano una certa calma, una certa dimestichezza. Parole che però vibrano alla fine.  Proviamo a riascoltarle dall’inizio, in quella manciata di secondi che fanno da spartiacque, che creano una linea netta tra la speranza di vita e l’orrore di un calvario che nessuno aveva previsto. È lo scorso 23 dicembre, siamo nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi, quando si ascoltano quelle parole. Le pronunciano gli infermieri, probabilmente i medici che hanno il compito di gestire il cuore donato a Bolzano, quello destinato al piccolo Domenico Caliendo. Come sono andati i fatti, almeno nelle linee generali, purtroppo è la sintesi di un atroce fatto di cronaca, come la morte del piccolo paziente di Nola. Ma cosa ha provocato il fallimento dell’operazione è storia di una indagine in corso. Ed è ad oltre due mesi dalla morte del piccolo di Nola, che emergono particolari, sulla scorta della decisione della Procura di Napoli di rendere pubblici gli  atti di questa prima fase investigativa.   IL RETROSCENA  Trapianto fallito, cuore bruciato dal ghiaccio, espianto in anticipo (secondo i pm) da parte dello staff di chirurghi napoletani, l’ecmo per il piccolo paziente. Ma restiamo al video. Era stato realizzato da una delle infermiere che aveva il compito di attestare le fasi di un’operazione complessa, anche per mettere in risalto il talento dei medici del Monaldi.  Purtroppo le cose sono andate diversamente. Si nota al centro del lettino operatorio il cuore nativo di Domenico. È un cuore pulsante. È lì ad attestare che per oltre due anni aveva dato vita al bambino. Un video che oggi potrebbe essere utile per risalire all’orario in cui viene realizzato l’espianto del cuore nativo di Domenico, quando - è logico supporre - non c’è alcun allarme sull’organo bruciato dall’uso di ghiaccio sintetico.   LE FRASI  Restiamo al video, anzi, alle poche parole che vengono captate dalla registrazione. Si ascoltano voci femminili, che dicono: «La prendo io...»; «madò, che fatto strano...»; «sta in un contenitore...». Eccola la frase da brividi:  «Sta in un contenitore...». Potrebbe essere un riferimento diretto al cuore in arrivo da Bolzano. Se questa fosse l’interpretazione giusta, dunque, sarebbe la conferma del fatto che l’intervento di espianto è stato anticipato, nel senso che è avvenuto prima di verificare le condizioni dell’organo donato e in arrivo da Bolzano.  Poi, una volta aperto il contenitore, è piombata l’angoscia: il cuore donato era ghiacciato, dunque inutilizzabile; mentre l’organo nativo di Domenico era già tolto, era lì a pulsare sul tavolo operatorio. Dramma irreversibile. Per questa vicenda sono indagati sette medici del Monaldi. Tra questi i chirurghi del Monaldi che hanno eseguito l’espianto, vale a dire Guido Oppido (assistito dai penalisti Vittorio Manes Alfredo Sorge) ed Emma Bergonzoni (difesa  dal professore Vincenzo Maiello), mentre sono sotto inchiesta anche due chirurghi che hanno operato il trapianto a Bolzano e la responsabile della formazione (assistiti dai penalisti Dario Gagliano, Annamaria Ziccardi e Luigi Ferrante).  E torniamo alla storia del video.  Inchiesta condotta dai pm Giuseppe Tittaferrante, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci, siamo tra le 14.18 e le 14.34 dell’antivigilia di Natale, quando si realizza l’espianto del cuore di Domenico.   Per alcuni testimoni - tra cui l’ex caposala Francesco Farinaceo il dottor Oppido avrebbe realizzato l’espianto quando non era stato ancora visionato il cuore in arrivo, che «non era ancora in sala operatoria». Una circostanza respinta dal chirurgo, che sostiene di aver «lavorato contro i minuti» ma di aver rispettato la procedura, anche alla luce delle indicazioni che arrivavano dal proprio staff. E si ritorna a quelle frasi tra i denti: «...sta in un contenitore».   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Leandro Del Gaudio  Heading:   Highlight: L’ORGANO ESPIANTATO PULSAVA ANCORA MA NESSUNO SI ERA ACCO
RTO CHE LA BOX FRIGO ERA GHIACCIATA  Image:Il piccolo Domenico Caliendo, morto a due anni e mezzo -tit_org- Cuore donato, video choc la voce delle infermiere «E ancora nel contenitore»   -sec_org-
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		<tp:writer>Leandro Del Gaudio</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Intervista a Federico Riboldi - "Ospedali, servizi e conti in ordine Chi frena è contro la sanità pubblica" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/09/2026050901831505593.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 38 di <b>"STAMPA" </b>  del 09 May 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L'assessore alla Salute: "La Cgil cerca consensi, inComune parte della maggioranza appoggia i comitati"</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:30:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Federico Riboldi  “Ospedali, servizi e conti in ordine Chi frena è contro la sanità pubblica” L’assessore alla Salute: “La Cgil cerca consensi, in Comune parte della maggioranza appoggia i comitati”  L’INTERVISTA  ALESSANDRO MONDO  N  e ha per tutti, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi: generalmente cordiale, e buon incassatore, ma convinto che la politica è fatta di decisioni. E solito a non mandarla a dire quando considera le obiezioni al suo operato arbitrarie o strumentali. Risponde a quanti lo accusano di tagliare la Sanità pubblica da Roma, dal ministero della Salute, dove ha incontrato il capo di gabinetto del ministro.  Tema dell’incontro? «Diversi. Un aggiornamento sugli Irccs che vogliamo creare in Piemonte, liste di attesa, impiego dei fondi Pnrr anche per le telecamere nei pronto soccorso».  Quindi la sicurezza del personale? «Esatto. Quello che non è stato speso per la digitalizzazione dei servizi può essere destinato a questo capitolo di spesa, come hanno fatto altre Regioni».  In Piemonte ribollono le polemiche per la variazione di bilancio da 209 milioni: tagli mascherati, ribadiscono le opposizioni.  «Non c’ènessun taglio ai servizi sanitari e neppure degli altri settori: l’obiettivo è garantire il livello elevato della Sanità pubblica».  Secondo le minoranze navigate a fari spenti.  «Dov’era chi oggi attacca, ai tempi della delibera 1/600, che falcidiò la sanità piemontese? E cosa avrebbero detto se avessimo come loro chiuso reparti, costringendo i piemontesi a rivolgersi al privato? Noi abbiamo fatto una scelta diversa: non tagliare, ma organizzare i conti e continuare a investire nella Sanità pubblica».  All’epoca la Sanità piemonte era in piano di rientro, cioè commissariata da Roma: ricorda? «Vero. Anche così, il maggior limite era stata la mancanza di dialogo con i territori: altro che l’attuale piano sociosanitario» Come intendete rimetterci mano? «Troppo presto per i dettaglia ma ci stiamo già lavorando, e posso dire fin d’ora che saranno riaperte alcune strutture e riorganizzate altre, i punti di emergenza-urgenza non si toccano».  I sindacati, come le opposizioni in Consiglio, sono preoccupati.  «Isindacati, chi più e chi meno, devono mantenere fasce di influenza e gestire gli iscritti. Ma in Osservatorio partecipano, e approvano».  Lei vuole difendere la Sanità pubblica, la Cgil sostiene che la state privatizzando.  «La Cgil è stata tra i promotori dell’Osservatorio sulla Sanità, ora non può dire che 4.200 mila persone in più sono noccioline. Quanto al fatto che voglio privilegiare i privati, come ha detto Giorgio Airaudo, è una vergogna: sono affermazioni completamente inventate, non c’è un solo dato che dimostri che non ho lavorato per il pubblico.  Spero si riveda».  Eppure il 23 maggio il Comitato per la tutela dei diritti e delle cure scenderà in piazza. E la Cgil è in prima fila a sostenerlo.  «Cisl e Uil, invece, non hanno aderito. Mi rendo conto che la Cgil ha un problema di mantenimento degli iscritti, in forte calo stando ai dati nazionali, ma attaccare in modo scomposto, e tanto per, non la aiuta a recuperare nè la credibilità nè i tesserati persi».  E il Comitato tout court? Non cè solo la Cgil.  «Se fa proposte serie è uno strumento utile, se diventa l’house organ della Cgil, diciamo così, allora no. Qualcuno ha anche detto che “vado fermato”: inaccettabile».  Si sente minacciato? «Figuriamoci, ma sono toni  d’altri tempi».  I bilanci delle Asl restano critici, lo dice anche la Corte dei Conti: concorda? «Naturalmente. Ho già avuto due incontri con i manager delle Asl sulla gestione dei bilanci preventivi. Non si possono creare aspettative impossibili, stop ai bilanci irrealizzabili e a scostamenti così importanti».  In sintesi? «Sta a loro, in primis, verificare cosa può essere fattibile o meno rispetto ai conti delle loro aziende».  L’Ordine dei Medici di Torino, che fa parte del Comitato, esprime la “sofferenza” dei medici di famiglia: vorrebbero fare di più ma non ne hanno la possibilità.  «Conosco la buona volontà del medico di medicina generale e sono d’accordo 
con il presidente Giustetto che molti di loro vorrebbero fare di più».  Ma? «In questo momento i medici di famiglia servono per attivare le Case di Comunità: sono certo che non mancheranno di portare il loro contributo, possibilmente in fretta».  A proposito di ospedali: dopo il ricorso degli ambientalisti quello della Pellerina è a rischio? «I fondi ci sono, e restano: è questione di tempi, perchè Inail chiede garanzie. Un freno è rappresentato da una parte del cosiddetto “campo largo” che dovrebbe sostenere il sindaco Lo Russo alle prossime elezioni: dialoga con le frange che hanno ricorso contro l’ospedale».  Sull’inderogabilità del nuovo ospedale, però, il sindaco è stato netto.  «Ma la sua maggioranza non è omogenea. E questo è un problema».—  ---End text---  Author: ALESSANDRO MONDO  Heading:   Highlight: “  I medici di famiglia vogliono fare di più? Sicuro che presto li vedremo nelle case di comunità  Image:La maggioranza in Consiglio regionale ha appena approvato la variazione di bilancio 2025: 209 milioni per sostenere la Sanità FEDERICO RIBOLDI ASSESSORE ALLA SALUTE -tit_org- Intervista a Federico Riboldi - “Ospedali, servizi e conti in ordine Chi frena è contro la sanità pubblica”   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Asintomatici, vaccini, mascherine : riparte il circo delle virostar = Vaccini e mascherine Col virus dei ratti già riparte la giostra ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/09/2026050901749705643.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"VERITÀ" </b>  del 09 May 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:31:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Asintomatici, vaccini, mascherine: riparte il circo delle virostar   Vaccini e mascherine Col virus dei ratti già riparte la giostra Nuovi casi sospetti. Gli esperti: «Presto un farmaco a mRna» Moderna vola in Borsa. Ma l’Oms insiste: «Rischio bassissimo»  n L’ O m s r i d imensiona l’a llarme Hantavirus, ma il circo è già ripartito: si parla di vaccini pronti in dieci mesi, di asintomatici e di mascherine. E il titolo di Moderna schizza fino al +17% in Borsa. L’epidemia che non è un’epidemia però evolve come previsto, con un paio di nuovi casi sospetti legati al focolaio iniziale. Oggi, la nave MV Hondius arriva alle Canarie. E il nostro ministero della Salute assicura: nessuna emergenza in Italia.  a pagina 14    n Visto il precedente del 2020, ha senso diffidare dell’Oms. Ma quello tra la saggia cautela e la nostalgia canaglia è un confine sottile. Così, sebbene l’agenzia sanitaria continui a ridimensionare l’allarme su Hantavirus - il rischio per la popolazione mondiale, ha ribadito ieri, è «assolutamente basso» - i media e le virostar hanno rispolverato il repertorio dell’epopea Covid: asintomatici, mascherine e vaccini.  Tanto che il titolo di Moderna, già schizzato del 10% in Borsa giovedì, ieri è arrivato a guadagnare più del 17%.  Faceva sobbalzare dalla sedia, poi, l’intervista alla Stampa di Drew Weissman, premio Nobel, insieme a Katalin Karikó, per la scoperta dei vaccini contro il Sars-Cov-2. L’immunologo ha annunciato che quelli per il virus dei ratti saranno «accessibili» entro «nove o dieci mesi». Gli scienziati sono all’opera tipo folletti di Babbo Natale: «Stiamo lavorando su tutti i virus potenzialmente responsabili di pandemie», ha raccontato Wei ssman. Che ha aggiunto: «Anche con il Covid li avevamo pronti già da prima». «Già da prima»? Probabilmente, l’esperto si riferiva alla flessibilità della tecnologia a mRna: si prepara una «libreria» di genomi virali e dopo la sia adatta al ceppo da combattere. Nature, d’altronde, ha scritto che le indagini su un rimedio per l’Hantavirus sono iniziate  trent’anni fa. È questione di soldi. Bisogna «mettere a disposizione fondi», ha tuonato Weissman. Il Matilda De Angelis della virologia ce l’ha con il ministro della Salute americano, Robert Kennedy jr, diventato no vax perché «ha un passato da avvocato e ha fatto i soldi attaccando le compagnie farmaceutiche». Esisterà chi fa i soldi lavorando per loro? La panacea non è ancora sul mercato, eppure la giostra delle siringhe ha ripreso a girare: anche il Corriere della Sera, ieri, sottolineava che «sarebbe possibile mettere a punto un vaccino», rigorosamente «a mRna». E sul giornale di via  Solferino sono ricomparsi i malati sani: gli asintomatici. I quali, però, dovrebbero avere «una bassa carica virale e quindi una scarsa o nulla capacità di trasmissione».  Ancora più audace è stato Quotidiano Sanità. Appoggiandosi a un articolo argentino uscito sul New England Journal of Medicine, che ha documentato «un focolaio con superdiffusori e aerosol come possibile via di infezione», la testata ha riesumato un altro feticcio dei gloriosi anni di Roberto Speranza: «Il principio  di precauzione imporrebbe l’uso di mascherine». Basta non siano cinesi...  L’odissea della crociera infetta ha svegliato dal letargo pure Massimo Galli. Il medico con l’eskimo, come il collega statunitense, ha contestato l’amministrazione Usa, rea di aver sospeso i finanziamenti alla rete che analizzava i patogeni con potenziale pandemico: «Uno studio in particolare riguardava il passaggio degli Hantavirus dai roditori serbatoio alla nostra specie. Grande tempestività, complimentoni». A Donald Trump avranno fischiato le orecchie: «La situazione è, speriamo, sotto controllo», ha detto ieri. Il tycoon aveva voluto il divorzio dall’Organizzazione mondiale della sanità. E, su questa strada, lo aveva seguito Javier Milei, presidente di quell’Argentina dove si sarebbero contagiati, mentre osservavano uccelli all’interno di una discarica di Ushuaia, nella Terra del Fuoco, i coniugi olandesi poi saliti sulla MV Hondius e deceduti per la malattia. 
Buenos Aires ha dichiarato che «prosegue la cooperazione internazionale senza rinunciare alla sovranità».  A proposito di Oms, tra i dottori teledipendenti c’è chi ne ha approfittato per rilanciare l’accordo pandemico, da cui l’Italia si è ritirata la scorsa estate: Matteo Bassetti ha chiesto al governo di tornare a sostenerlo. Per fortuna, la Conferenza Stato-Regioni ne ha appena approvato uno nazionale, che prevede di graduare le eventuali misure restrittive e che, per la somministrazione di medicinali, introduce il principio della «appropriatezza prescrittiva». Per quale motivo la vaccinazione dovrebbe essere la strategia migliore? Hantavirus colpisce migliaia di persone l’anno, sì; ma su miliardi di individui. E, secondo il nostro Istituto superiore di sanità, la sua incidenza è «diminuita negli ultimi decenni». Non avrebbe più senso concentrare le risorse sullo sviluppo di una terapia per i pochi che si ammalano? Intanto, l’epidemia che non è un’epidemia e che - ha garantito Tedros Adhanom Ghebreyesus - non sarà una pandemia evolve come da previsioni. Il periodo d’incubazione è lungo e perciò, man mano, emergeranno nuovi positivi legati al  focolaio originario. Ieri sono stati registrati due casi sospetti: un cittadino britannico che si trova sulla remota isola di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale; e una donna ricoverata ad Alicante, che era sull’aereo partito da Johannesburg, sul quale aveva provato a imbarcarsi la moglie del paziente zero, morta il giorno dopo. Lascerebbe ben sperare che sia risultata negativa la hostess di Klm, entrata in contatto con la signora in aeroporto.  Il Cile ha messo in isolamento preventivo due passeggeri  provenienti dalla crociera. E la Spagna ha comunicato che chi sbarcherà dalla nave, attesa alle Canarie, sarà riportato nel proprio Paese di origine anche se presenta sintomi, purché non gravi. Madrid garantirà «la sicurezza del dispositivo di evacuazione e di rimpatrio».  Le autorità dell’isola, tuttavia, hanno avvertito che, a causa delle avverse condizioni meteo, le operazioni dovranno svolgersi entro luendì.  L’Istituto superiore di sanità ha precisato che, nel nostro Paese, «non ci sono segnalazioni di casi umani di infezione» e ha ricordato che «il virus non si trasmette facilmente», con buona pace degli studi sugli aerosol. Il ministero lo ha confermato: non c’è «una situazione di allarme». I nostalgici non si rassegneranno.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: ALESSANDRO RICO  Heading:   Highlight: Negativa la hostess di Klm. Il nostro ministero: «Nessun allarme da noi»   Strana ammissione del papà dei sieri anti Sars-Cov-2: «Erano pronti già da prima»  Image: -tit_org- Asintomatici, vaccini, mascherine : riparte il circo delle virostar   Vaccini e mascherine Col virus dei ratti già riparte la giostra   -sec_org-
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