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		<title>Rassegna online</title>
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	<item>
		<title><![CDATA[CANALE 5 - MATTINO CINQUE NEWS 08.40 - "Sassari, il caso di un'anziana ricoverata al pronto soccorso" - (29-04-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:18:00 +0200</pubDate>
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In onda: 29-04-2026
Condotto da:
Ospiti: MICHELE PAIS  (CONSIGLIERE COMUNALE ALGHERO)

Servizio di:
Durata del servizio: 00:01:29
Orario di rilevazione: 09:07:03

Intervento di: MICHELE PAIS  (CONSIGLIERE COMUNALE ALGHERO)




Speech to text
 ha mangiato in piedi io ringrazio anche michele paris consigliere comunale ad alghero che ci racconta che purtroppo questa è una situazione molto frequente non tutti denunciano tutti magari mandano un video dando a noi della televisione la possibilità di mostrare anche a voi qual è la situazione nella situazione molto diffusa t buongiorno a tutti la situazione in sardegna è tragica perché al di là del condizione che è comune su tutto il territorio nazionale noi abbiamo un dato record che purtroppo è in aumento rispetto al due mila ventidue il duemilaventitre del diciassette di oltre diciassette persone per cento delle persone dei sardi che rinunciano alle cure pensate che la media nazionale è del nove virgola nove per cento quindi il dato della sardegna quanto davvero straordinario esatto è preoccupante peraltro la fondazione gimbe che è uscito autonomo ha evidenziato il fatto che siano cinquecento le sedi vacanti di medici di medicina generale pensate che solo ad alghero ottomila cittadini non hanno il medico di base potete capire la situazione di disastro sanitario che vivrà il nostro appello


ID:6873599

Tag: ANZIANA, BARELLE, DISASTRO SANITARIO, FONDAZIONE GIMBE, MEDICI DI MEDICINA GENERALE

SPC/SHK

29-04-26 10.18 NNNN 
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	<item>
		<title><![CDATA[RAI TRE LAZIO - TGR LAZIO 14.00 - "Il PD prepara la coalizione per le regionali" - (29-04-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:42:00 +0200</pubDate>
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In onda: 29-04-2026
Condotto da: ESTER MARIA LORIDO 
Ospiti:

Servizio di: FRANCESCO ROSITANO 
Durata del servizio: 00:01:54
Orario di rilevazione: 14:11:57

Intervento di: ADRIANO ZUCCALA  (M5S), ALESSIO D AMATO  (AZIONE), CLAUDIO MAROTTA  (SCE AVS), DANIELE LEODORI  (SEGR. PD LAZIO), MARIETTA TIDEI  (ITALIA VIVA)




Speech to text
 la politica il partito democratico lavora ad una coalizione in vista delle regionali del duemilaventotto al centro del programma sanità trasporti e lotta alle diseguaglianze francesco rositano il partito democratico chiama a raccolta a roma tutte le forze di opposizione per provare a costruire un'alternativa all'attuale maggioranza di centrodestra in vista delle prossime elezioni in calendario per il duemilaventotto il lavoro da fare proprio questo non regalare al centrodestra nulla e provare a costruire una coalizione che sia allo stesso tempo coesa omogenea e che individui dei punti programmatici chiari sanità trasporto sviluppo e servizi alla persona perché non bisogna lasciare indietro nessuno una coalizione da costruire sui temi sostiene il pd partendo dalla fotografia fornita dallo svimez della fondazione gimbe che pongono l'accento su sanità e fragilità economiche partiamo dal lavoro di opposizione che si è fatto in questi mesi in consiglio regionale e andrà portato soprattutto sui temi della sanità e questo consentirà sicuramente di costruire un'alternativa la volontà è quella di creare un progetto che sia solido che sia responsabile nei confronti della cittadinanza e che tenga in considerazione quello che al benessere dei cittadini in consiglio regionale abbiamo iniziato dal primo giorno di questa legislatura a costruire un'opposizione unitaria che è la premessa fondamentale per costruire un'alternativa di governo la parola chiave dunque unità con un'attenzione alle aree interne mettendo al centro gli investimenti e lo sviluppo economico partito anche il dibattito per individuare la persona che potrebbe guidare la coalizione noi siamo disponibili a sostenere la persona che unisce quante più forze politiche possibili se non ci sarà l'unità c'è una persona qui come a livello nazionale siamo comunque pronti per le primarie


ID:6873928

Tag: FONDAZIONE GIMBE, SVIMEZ (ASSOCIAZIONE PER LO SVILUPPO DELL’INDUSTRIA NEL MEZZOGIORNO), TGR LAZIO

SPC/DP

29-04-26 14.42 NNNN 
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	<item>
		<title><![CDATA[RAITRE - TG3 FUORI TG 12.25 - "La crisi nella sanita'" - (29-04-2026) *]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902727410437.MP4</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 12:59:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[
In onda: 29-04-2026
Condotto da: MARIA ROSARIA DE MEDICI 
Ospiti: ELISA MANACORDA, NINO CARTABELLOTTA     (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE)

Servizio di: PATRIZIA SENATORE
Durata del servizio: 00:20:46
Orario di rilevazione: 12:24:25

Intervento di: ELISA MANACORDA, MARINO GUARINO, NINO CARTABELLOTTA     (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE), ORNELLA GRILLO




Speech to text
 usciremo insieme abbiamo bisogno di un progetto aprite l'ospedale basta a tremila persone in corteo hanno chiesto la riapertura completa dell'ospedale di agropoli in provincia di salerno mai riattivato nella sua interezza la visita oculistica ha detto fino a dicembre tutto che quindi non se ne parla mi hanno proposto le alternative che sono tutta la regione ma io non intendo morire a campobasso quindi dovrò andare dal privato e io questo adesso ci devo pensare non lo so in sala operatoria anche di domenica per aggredire le liste d'attesa come prevede il piano sperimentale di recupero entriamo nel reparto di oftalmologia del policlinico di bari sessanta gli interventi eseguiti in dodici ore si tratta principalmente di pazienti che hanno le prenotazioni con la lettera b che vuol dire breve la gran parte sono interventi di cataratta e in più ci sono agenti che per motivi sistemici che le devo dire un paziente oncologico in terapia va gestito come prenotazioni non con un paziente normale lavoro extra di domenico e gli operatori dell'azienda sanitaria l'obiettivo smaltire le liste di attesa che soprattutto per alcune specialità mediche rappresentano uno dei maggiori problemi per la sanità materana oltre che per quella di tutta la basilicata concittadini costretti ad attendere talvolta mesi per ricevere diagnosi o fare i controlli anche su patologie importanti questa era la copertina di patrizia senatore che prende spunto ovviamente dalle notizie che arrivano dalle sedi regionali della rai il montaggio di sara cavallaro e la ricerca di eva pellegrini si parla sempre della stessa cosa no avete notato le liste d'attesa gli ospedali piccoli che vengono chiusi o che non vengono finanziati dunque riattivati e anche tutti quelli che ci scrivono sulla nostra pagina facebook e sui nostri social dicono la stessa cosa ci segnalano situazioni in sardegna si segnalano situazioni anche in lombardia dove uno magari non se lo aspetterebbe insomma che cosa sta succedendo non si riescono neanche a smaltire le urgenze ne ha parlato tra l'altro anche il ministro della salute schillaci proprio questa mattina cioè un venti per cento di prestazioni considerate urgenti che non si riescono a fare nei tempi lui dice dobbiamo metterci mano la domanda che ci faccio qua fuori tv e come come ci metteremo mano e lo chiederemo ai nostri ospiti che sono tornati a trovarci tutti e due in studio con noi e vista manacorda bongiorno bentornata la direttrice del portale scientifico galileo e poi dal gimbe dal gruppo diciamo scientifico che analizza i dati sanitari in modo indipendente le evidenze nino cartabellotta il presidente bongiorno allora cartabellotta come si fa a risolvere questa questione delle urgenze dice il ministro bisogna sbrigarsi ma è evidente permette di richiamare diciamo alla metafora che lanciamo nel duemilatredici quando oggi proprio ho mise in piedi questa campagna salviamo il nostro servizio sanitario nazionale e allora dissi guardate che se mai un giorno dovessimo perdere il servizio sanitario non è che ci sarà un annuncio fragoroso di una valanga sarà una sorta di lento scivolamento di un ghiacciaio e all'inizio nessuno ci ascoltava quello che oggi sta succendo che il ghiaccio è andato molto a valle perché tutti i governi di fatto nel corso di questi quindici anni hanno finanziato la sanità non hanno programmato adeguatamente quelle che sono le risorse umane che servivano e oggi ci troviamo con disagi dei cittadini e pazienti che come lei diceva riguardano tutte le regioni italiane soprattutto in aree più disagiate quindi è evidente che da un lato ci vogliono finanziamenti e i dati non vanno nella giusta direzione dall'altro ci vuole un'idea io dico una vision di quella che è stata in sanità che noi vogliamo lasciare alle future generazioni perché in questo momento lo scivolamento del ghiacciaio sta continuando e stanno continuando a pagare le persone più fragili e più deboli quelle che noi secondo l'articolo trentadue alla quale dovremmo garantire delle cure gratuite invece sono quelli che di fatto finiscono per rinunciare alle presta
zioni ora elisa manacorda noi tra poco andremo in calabria a vedere una situazione c'è stata proprio ieri una manifestazione a tropea dove chiedono appunto che vengano potenziati i servizi dell'ospedale dove invece i posti letto come sentiremo fra breve sono ormai pochissimi il reparto aperto soltanto uno allora c'è anche una questione di sicurezza dei piccoli ospedali questa faccenda dei piccoli ospedali è molto complessa perché i piccoli ospedali come per l'appunto quello di tropea non sono né sicuri perché non hanno quel volume almeno per un certo tipo di attività mediche non hanno quel volume che la letteratura definisce come la soglia minima per la sicurezza il training dei medici mancano magari delle apparecchiature e non sono neanche sostenibili dal punto di vista economico quindi da tempo si dice che la riorganizzazione del sistema sanitario debba prevedere la chiusura dei piccoli ospedali che però devono essere sostituiti con qualcos'altro non si possono chiudere queste strutture lasciando dei cittadini senza un presidio di pronto soccorso perché poi come dire la calabria anche come si diceva prima delle strade un poco i trasporti come si fa un pronto soccorso che magari a catanzaro non si arriva esatto è quello che dicono e li sentirete tra pochissimo nel servizio di lara nicoli e qui non ci viene più nessuno se non c'è più l'ospedale lara nicoli passa siamo qui perché non possiamo assistere allo smantellamento continua di un ospedale seppur generale quello di trofeo importantissimo diritto alla salute non si può negare siamo qui per rivendicare la riapertura effettiva dell'ospedale di tropea un ospedale che esiste da più di quaranta anni che un tempo vantava una struttura completa di tutti i servizi tutti i reparti è stato gradualmente smantellato e depauperato sia di posti letto sia di unità professionali in tanti hanno sfilato per rivendicare il diritto alla salute sancito dall'articolo trentadue della costituzione nel piccolo borgo di tropea in provincia di vibo valentia i cittadini contestano la chiusura di cinque reparti dell'ospedale ad oggi l'unico rimasto aperto e medicina generale con circa una dozzina di posti letto mancano medici infermieri e anestesisti l'ospedale sta diventando una scatola vuota come molti in calabria al duemiladieci infatti con il piano di rientro di ristrutturazione finanziaria sono stati chiusi nella regione ben diciotto ospedali un vero e proprio smantellamento della sanità pubblica noi siamo qui per denunciare la situazione drammatica della sanità calabrese sedici anni di commissariamento lasciano un'eredità pesantissima nel duemilaventicinque l'emigrazione sanitaria ha raggiunto i trecentoventisei milioni di euro la ripartizione iniqua del fondo sanitario nazionale denuncia l'osservatorio città attiva di vibo valentia non garantisce di fatto il diritto alla salute nella regione calabria la quota pro-capite che riceve la calabria è notevolmente inferiore a quella che ricevono altre regioni ad esempio rispet segnala un calabrese riceve duecentosessantaquattro euro in meno che moltiplicati per un milione e otto fanno quattrocentosettantacinque milioni anche i medici cubani iniziano a mancare la calabria soffre di una carenza di personale quattro anni fa abbiamo preso di buon auspicio l'iniziativa del presidente occhiuto con l'arrivo di quattrocento medici cubani oggi stiamo assistendo ancora una volta allo smantellamento di questo sistema molti anche gli operatori turistici presenti alla manifestazione organizzata dal comitato costa degli dei tropea un borgo che arriva più di due milioni e mezzo di abitanti in estate e il diritto alla sanità vale per i cittadini come per i turisti e i turisti possono anche diminuire se non c'è l'ospedale in quanto chi va in vacanza ci documenta dove va a finire in che location sta ormai moltissima parte del turismo vibonese e soprattutto tropeano in questo caso è fatta dal sessanta per cento di persone over sessanta over settanta che cominciano a gestire le loro prenotazioni sapendo che in caso di malore di qualsiasi genere non possono avere u
n'assistenza sanitaria come si fanno anche a ripopolare le aree interne no cartabellotta se le aree interne non sono servite a parte la questione del turismo che pure per alcuni territori come per la calabria diventa cruciale per l'economia generale della regione ma proprio la sopravvivenza nel giorno per giorno in questi territori mantenerle all'interno ovviamente non riguarda soltanto la sanità perché non dimentichiamo che sono decine di milioni di persone che vivono nelle aree interne questo è purtroppo sono sempre più sacrificate da tutti i punti di vista dal punto di vista della viabilità dei trasporti anche dai servizi sanitari e ho ascoltato le giuste proteste dei cittadini però bisogna anche tenere conto di un fatto noi anzianità abbiamo risorse finite e sono poche le regioni devono essere capaci di riorganizzare il servizio in maniera omogenea sul territorio cioè quello che va detto ai cittadini non solo che si chiudono ospedale ma nel momento in cui si chiudono l'ospedale bisogna dirle quando tu hai un problema come lo risolve senza necessaria dovette spostare trenta quaranta cinquanta m teoria allora a questo punto anticipiamo il cartello sulle case di comunità perché che cosa ci dovrebbe essere non analizziamo una corda al posto della situazione ospedale con dieci posti letto ci dovrebbero essere una medicina del territorio questi dati sono di gimbe però intanto voglio subito il commento di elisa manna ospedali di comunità case di comunità presidi dove si possano gestire non le jacuzzi e quindi le emergenze o comunque diciamo gli interventi pesanti ma le cronicità per esempio gli interventi programmati di baku di un basso grado di difficoltà e naturalmente non c'è questo passo non ci sei a regime a dicembre duemilaventicinque no avete contato cartabellotta se il tema è che quel sessantasei cosa include include due caratteristiche il fatto che ci siano tutti i servizi attive sono undici in il punto di emergenza il punto prelievi e la specialistica ambulatoriale c'è tutto quello che serve al cittadino un livello di assistenza territoriale a è inclusa il personale medico e infermieristico quindi è evidente che c'è un tema sia di completamento di strutture ma soprattutto di personale e tra il personale in particolare quello infermieristico come sappiamo è un'emergenza nell'emergenza poi ce ne sono altre quattrocento che hanno tutti i servizi ma non hanno il personale quindi ecco qua quello personale apriamo un attimo l'altro capitolo no il ministro ha anticipato qualche giorno fa una bozza di decreto che poi dobbiamo ancora vedere nel suo dettaglio quindi la commentiamo per quello che abbiamo letto sui giornali sulle agenzie ma che parla di una rimodulazione del rapporto di lavoro fra il medico di base il medico di medicina generale e il servizio sanitario nazionale cioè a dire una parte di questi medici dovrebbero diventare dipendenti diretti del servizio sanitario nazionale e un'altra parte dovrebbero continuare ad essere libero professionisti però adibiti quindi anche al ruolo di medici che vanno a lavorare dentro le case di comunità che cosa ne pensate c'è stata la protesta ovviamente di varie sigle sindacali che li rappresentano siamo pochi non ci vogliamo andare si sono diciamo vantaggi e svantaggi è evidente che nelle aree interne nei piccoli ospedali nelle case di comunità qualcuno ci dovrebbe andare perché altrimenti noi è come dire costruiamo strutture e poi non sappiamo chi metterci dentro il fatto di essere dei dipendenti statali quindi del sistema sanitario nazionale in qualche modo obbligherebbe i medici ad andare a lavorare in posti che magari non sarebbero di prima scelta come gli insegnanti che girano per tutta italia dopodiché c'è un problema che sollevano i medici di rapporto per esempio e fiducia la famiglia noi andiamo sempre dallo stesso medico di famiglia in qualche modo e nel momento in cui si va in una casa di comunità si trova chi si trova e quindi questo potrebbe in qualche modo essere un problema per le persone anziane e così via però è però nel lavoro di tutto questo ci facciamo semp
re le spese noi utenti del servizio sanitario nazionale purtroppo sì e questo purtroppo è dato anche da quello che è la nostra analisi sul documento di finanza pubblica dove sostanzialmente il governo prevede di spendere il sei quattro per cento da allora fino al duemilatrentuno a riassumere è una cifra importante in termini di percentuale del pil è però quello su cui oggi la regione soffrono ieri abbiamo parlato prova di bomba orologeria che a fronte di questa spesa che viene prevista al sei quattro per cento o le regioni ricevono come fondo sanitario nazionale circa il sei per cento cioè c'è un gap di zero quattro punti di pil al telespettatore potrebbero sembrare pochissime ma sono circa dieci miliardi l'anno le regioni non hanno tutte queste risorse per cui alla fine perché paga sempre il cittadino perché siccome i soldi sono poche le regioni devono aumentare le imposte regionale per poter colmare questo gap finanziario oppure devono tagliare i servizi quindi che c'è un tema di sottofinanziamento importante questo è un dato di fatto assolutamente incontestabile allora vi ricorderete voi telespettatori di fuori tg mario guarino che il vicepresidente della società italiana di medicina di urgenza e di emergenza ma è anche il direttore del pronto soccorso del cto di napoli l'azienda dei colli ecco patrizia senatore lo ha intervistato e lui ci dice delle cose davvero davvero che colpiscono state a sentire questa è l'area di triage dove avviene la valutazione del codice di priorità e quindi l'accesso alle sale visite dei pazienti e chiaramente per ordine di priorità vengono prima accende respiro profondo non ci sono segni di interessamento ibrido ogni giorno noi vediamo circa centocinquanta centottanta persone che accedono al pronto soccorso attraverso il triage per i motivi più diversi di cioccolato basta questo momento ci troviamo nel reparto di medicina d'urgenza e sub intensiva dell'ospedale cto dell'azienda dei colli di napoli ma è una situazione analoga tutti i pronto soccorso d'italia tutta l'area di emergenza e ingrossa fanno da anni un po' per la mancanza di personale un po' per problemi organizzativi che non consentono molto spesso ammalati che non hanno vere e proprie emergenze urgenze di trovare una risposta adatta alla loro richiesta di salute sul territorio e quindi accedono in pronto soccorso con i pazienti oncologici alla prima diagnosi la rimozione dei punti di sutura tra sette otto giorni anche il medico di base persone senza nessun problema poi per quanto riguarda il resto come si beve come società italiana di medicina di emergenza urgenza abbiamo notato un aumento dei pazienti che in cui viene fatta la prima diagnosi di cancro in pronto soccorso dopo la pandemia e stiamo partendo con un'indagine sul territorio nazionale per quantificare questo fenomeno in maniera tale anche da pesare le attività dei medici degli infermieri d'urgenza e di pronto soccorso su questo specifico argomento e portare alle istituzioni questo problema che si verifica quotidianamente nei pronto soccorso pronto soccorso diventa il luogo dove si tratta la medicina delle necessità dove anche bisogni sociali trovano l'unica porta aperta l'unica luce accesa ventiquattro ore al giorno sette giorni su sette ecco io credo che la medicina d'urgenza come definizione precisa è proprio la medicina delle necessità ma ti fanno capire cioè il punto è se questa è la medicina della necessità allora si capisce perché a tropea loro vogliono mantenere aperto l'ospedale perché hanno paura di rompersi una gamba e quando non la scoprono di avere un tumore no ma è evidente che questo è un serpente che si morde la coda come si dice nel senso che è vero che ci sono degli accessi impropri al pronto soccorso ma perché il pronto soccorso e quindi i pronto soccorsi sono come dire sopraffatti dalle persone che arrivano senza avere reale e urgenza ma la necessità di trovare una persona che ti accoglie che ti spiega ti tranquillizza e ti dice che cosa sta succedendo anche se non è una cosa grave questo c'è e questo dovrebbero essere poi le case di comunità in qu
alche modo no e questo potrebbe togliere e tutti questi accessi per così dire impropri ma non possiamo accusare le persone di andare di recarsi al pronto soccorso perché non hanno altri posti dove andare quindi quando il dottor cartabellotta dice manca una strategia esaù in questo c'è manca una riorganizzazione strategica che preveda come dire una vera riorganizzazione della sanità io non lo so ma mi sembra di ricordare che ci siano pochi i ragazzi che vogliono fare la specializzazione sia come medici di medicina generale sia in urgenza emergenza perché sia così nell'ultimo anno accademico praticamente la metà delle borse di studio per la scuola di specializzazione in medicina d'urgenza non sono state assegnate quindi significa che non è più una specialità attrattiva per i giovani e con questa tante altre il problema che viene vista come una specialità molto complessa con grandi carichi di lavoro con scarsa possibilità di attività libero professionale e anche devo dire con preoccupazione rispetto alla sicurezza sul lavoro perché come ci raccontava il collega ormai il pronto soccorso è l'unico posto che il cittadino percepisce come sempre aperto quindi qualunque situazione patologica qualunque disturbo a sa che può andare sempre al pronto soccorso mentre nella casa di comunità dove c'è un punto di prima emergenza andrebbe a sostenere che l'urgenza di bassa complessità che non hanno ad andare al pronto soccorso tra l'altro ho è importante ricordare anche a chi ci ascolta che il tema del problema di pronto soccorso affollati non è solo non sono soltanto gli accessi impropri ma quando il pronto soccorso non può ricoverare e tiene nel pronto soccorso pazienti gravi che in pronto soccorso spesso finiscono per morire perché il pronto l'ospedale non può dimettere quei pazienti che sul territorio non hanno una risposta adeguata quindi quel famoso serpente che si morde la struttura per la cronicità e quindi non si sa dove andare magari gente che sta sola e quindi rimane in ospedale nel frattempo gli stai simpatico però si rimane in pronto soccorso ora dietro a tutto questo aleggia un grande diciamo ignota l'ignoto numero uno è il fascicolo sanitario elettronico allora io l'ho provato no io ho scoperto di avere il mio fascicolo sanitario ma sopratutto trovato pochissime informazioni ma penso che la maggior parte degli italiani ancora non abbia aderito per motivi di privacy allora da dal duemilaventi mi pare in poi tutto quello che è stato però dal duemilaventidue e tutto quello tutti i documenti sanitari ma vanno a finire automaticamente non c'è più bisogno di dare il permesso c'è bisogno eventualmente di dare il permesso per quelli precedenti il problema è che bisogna dare il permesso anche al medico cioè bisogna abilitare i medici bisogna dare il permesso a chi deve poi vedere questi dati e su questo gli italiani diciamo non hanno risposto vuol dire cartabellotta che se io arrivo in pronto soccorso il medico apro il mio fascicolo non conosce la mia terapia fascicolo sanitario elettronico rappresenta anche uno strumento salvavita perché il cittadino che non dà l'autorizzazione al consenso alla consultazione dei dati a tutti i dati dentro sulla propria storia e mettiamo che avremo paziente magari solo che arriva arriverà non è vincere non è accompagnato da nessuno il medico praticamente deve soltanto basarsi sulle sue mani sulla strumentazione non può raccogliere la storia clinica e questo è un dato importante perché in italia solo il quarantasei per cento ha dato il consenso alla consultazione dei dati ma si va dal novantadue per cento dell'emilia romagna al due tre per cento di regioni del sud bisogna dirlo ridirlo e soprattutto sono penso ai medici di famiglia che devono comunicarlo ai propri pazienti tra le tante cose che devono fare vi ringrazio per aver seguito la puntata di oggi ringrazio i nostri ospiti


ID:6873732

Tag:  REGIONE CALABRIA ,  REGIONE SARDEGNA,  SICUREZZA, EMERGENZA  , FONDAZIONE GIMBE, ORAZIO SCHILLACI  (MINISTRO DELLA SALUTE), POLICLINICO DI BARI

Keywords: fondazione gimbe, Nino Cartabellotta

SPC/EJ

29-04-26 12.59 NNNN 
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