<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=1" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 16:10:02 +0200</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/1/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[I feriti di crans e il superconto: difendiamo la nostra sanità ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027703430.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027703430.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 34 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 27 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:47:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1750000" Sales="231167" Printing="182710" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027703430.PDF"><![CDATA[CORRIERE DELLA SERA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027703430.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[I FERITI DI CRANS E IL SUPERCONTO: DIFENDIAMO LA NOSTRA SANITÀ   ? Il corsivo del giorno di Sergio Harari  L’  insensibilità che sta dimostrando la Svizzera nel richiedere il pagamento delle cure prestate ai ragazzi italiani ustionati nel rogo di CransMontana, ha una spiegazione chiara e inequivocabile: lo Stato elvetico ha un sistema sanitario solo assicurativo, basato sui soldi. Allora, se la diplomazia difetta (ed eccome!), prevale la regola del vil danaro. E a noi, usi a un sistema pubblico che mai si sognerebbe di presentare una fattura, tutto ciò appare incomprensibile, ma è bene che impariamo la lezione che sta dietro a questa brutta e indecorosa vicenda.  Il privato è questo, non conosce né ragioni né pietà, considera solo i numeri.  Peraltro, i conti presentati sono allucinanti, neanche trattamenti effettuati in stanze foderate d’oro e d’arazzi costerebbero tanto in Italia. Negli Stati Uniti è così da anni, parliamo di una delle sanità più costose al mondo, e con questo, non certo con indicatori di risultato straordinari.  Noi dobbiamo tenerci stretto il nostro Servizio sanitario nazionale, universalistico e pubblico se vogliamo non diventare come la Svizzera o l’America. Il privato, non è il diavolo, ma deve essere integrativo e non sostitutivo del pubblico, e va governato. La conduzione della res publica (che comprende anche fondi integrativi, assicurazioni, ecc.) va agita e diretta, è questo che manca al Paese, e non solo con l’attuale governo. Siamo indignati, giustamente, dallo stupido e miope comportamento di un Paese confinante al quale siamo legati da secoli di relazioni di buon vicinato che si stanno frantumando a causa di una tragedia causata da errori gravissimi e gestita peggio, ma è bene non stupirsi troppo.  Rispondiamo a tono agli svizzeri ma pensiamo anche a salvaguardare il bene che abbiamo in casa e che da decenni garantisce a tutti, indipendentemente da reddito e ceto sociale, assistenza e cure (anche quando costose) gratuite e universali. Possiamo permetterci di non mandare fatture a nessuno, svizzeri compresi, grazie a questo, ricordiamocelo bene.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Sergio Harari  Heading: ? Il corsivo del giorno di Sergio Harari  Highlight:   Image: -tit_org- I feriti di crans e il superconto: difendiamo la nostra sanità   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Sergio Harari</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027703430.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Crans, sale il conto per gli italiani: 200 mila euro per 10 giorni di cure ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026803437.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026803437.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 26 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 27 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La richiesta ai genitori di Leonardo Bove. Da oggi a disposizione delle famiglie i video choc</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:47:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1750000" Sales="231167" Printing="182710" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026803437.PDF"><![CDATA[CORRIERE DELLA SERA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026803437.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Crans, sale il conto per gli italiani: 200 mila euro per 10 giorni di cure  La richiesta ai genitori di Leonardo Bove. Da oggi a disposizione delle famiglie i video choc  di Elisabetta Andreis, Sara Bettoni e Alessandro Fulloni  Per quattro feriti che il 1° gennaio hanno ricevuto le prime cure all’ospedale di Sion (Francesca Nota, Giuseppe Giola, Manfredi Marcucci, Eleonora Palmieri) il totale è di oltre 128 mila euro. Alla famiglia di Antonio Lucia, per un paio d’ore al pronto soccorso, è arrivata una fattura di 2.500 euro, mentre ammonterebbe a circa 200mila euro quella inviata ai genitori di Leonardo Bove, rimasto in Svizzera fino all’11 gennaio prima di essere trasportato al Niguarda di Milano. Sale il conto per l’assistenza sanitaria che gli ospedali elvetici  hanno dato agli italiani rimasti coinvolti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana.  Nei documenti spediti ai pazienti è specificato che si tratta solo di una informativa. Il presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, prima ha parlato di un errore, poi ha invece spiegato all’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, che la mutua svizzera, ente di diritto privato, chiederà il rimborso all’Italia.   La protesta dei familiari  Una beffa in primis per i feriti (molti dei quali stanno ancora affrontando cure, interventi, sessioni di riabilitazione) e le loro famiglie. «È tutto molto spiacevole e inopportuno», ha detto al Corriere Umberto Marcucci, papà di uno dei giovani rimasti ustionati nel rogo del Constellation. «Se è un problema di norme, allora che si cambino» sbotta anche Fabrizio Ventimiglia, legale di un’altra studentessa ferita, Sofia Donadio. Anche la politica, a partire dalla premier Giorgia Meloni, si oppone alla richiesta di pagamento. «Ignobile», secondo la presidente del Consiglio. Reynard ha anche affermato di aspettarsi il conto dall’Italia per gli svizzeri curati al Niguarda. Già alcuni giorni fa l’ambasciatore Cornado aveva specificato però: «Se questi sono gli accordi, allora l’Italia rinuncia ad avvalersene». Ovvero né pagare né chiedere soldi. E si attiene a questa linea l’ospedale milanese, che non ha intenzione di emettere alcuna fattura tenendo conto anche del fatto che i due pazienti (una 56enne e un 15enne) hanno passaporto sia italiano sia straniero. Né per ora dalla Regione Lombardia sono arrivate indicazioni di calcolare le spese per i due feriti. Il Servizio sanitario nazionale e quello regionale si stanno facendo carico degli alti costi per l’assistenza dei feriti di Crans. Basti pensare che per un giorno di ricovero — escludendo eventuali interventi e farmaci — il Ssn spende dai 500 agli  800 euro. E una singola porzione di pelle da trapiantare di 20 per 30 centimetri «costa» all’incirca 5 mila euro.   L’inchiesta e le foto  Intanto sono in arrivo altre novità sul fronte giudiziario e diplomatico. Domani l’Italia si costituirà ufficialmente parte civile presentando il dossier (curato dall’avvocato Romain Jordan e altri colleghi) alla Procura di Sion che procede per i reati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Gli indagati sono sinora 13,  tra cui i proprietari del Constellation Jacques e Jessica Moretti. Da stamane, inoltre, per parti civili e indagati sarà possibile visionare per la prima volta video e foto di quei momenti drammatici. In particolare si tratta dei filmati p rove n i e n t i dalle telecamere interne: otto minuti tra l’una e 20 e l’una e 28, quando le riprese si interrompono.  Istanti così sconvolgenti per cui i pm hanno deciso di non inserirli nelle carte e nei cd allegati nfredi Marcucci ai faldoni. La procuratrice Béatrice Pillaud ha stabilito regole tassative per la visione: scaglionati in gruppi sino a giovedì, si accederà al commissariato di Sion, dov’è stata predisposta una sala, per guardare il materiale. Proibito riprenderlo, fotografarlo e ovviamente diffonderlo.  I pm hanno anche disposto una superperizia. Con 100 quesiti circa, sarà chiesto a degli specialisti in arrivo da Zurigo di spiegare tutto delle cause del rogo, dai materiali inadatti ai controlli mancati.  ---End tex
t---  Author: Alessandro Fulloni :-: Sara Bettoni  Heading:   Highlight: Le tappe  Il rogo a Capodanno al bar Constellation  Il locale risultò non essere a norma  Indagati i titolari, i coniugi Moretti  I mancati controlli del Comune  ?  ?  ?  ?  La notte di Capodanno a Crans scoppia un incendio all’interno del locale Le Constellation innescato da fontane di luce inserite nel collo delle bottiglie troppo vicine al soffitto  Sono 41 i morti, giovanissimi, e 115 feriti. Molte le falle nella sicurezza del locale: i materiali non ignifughi, le uscite chiuse, i mancati controlli, il personale non formato  I titolari Jacques e Jessica Moretti (foto), sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi.  Tra i 13 indagati il sindaco, l’ex e l’attuale capo alla sicurezza del Comune  Il Comune di Crans ammette di non aver fatto controlli antincendio nel bar dal 2019.  L’inchiesta della procura Vallese viene criticata per ritardi e negligenze   41  Vittime Nel rogo del disco bar “Le Constellation” la notte di Capodanno a CransMontana sono morte 41 persone di cui sei giovani italiani  115  I feriti la notte di Capodanno a CransMontana, tutti giovanissimi. A oggi, sono 38 i feriti ricoverati (5 sono ragazzi italiani) alle prese ancora con gravi ustioni   Le cifre altissime per le prime cure  La smentita, poi la conferma  L’indignazione dei familiari  ?  ?  ?  Nei giorni scorsi le famiglie di alcuni ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo hanno ricevuto fatture fino a 200 mila euro per le cure mediche ricevute in Svizzera  Il presidente del Canton Vallese inizialmente ha rassicurato l’ambasciatore italiano in Svizzera parlando di un errore. La mutua svizzera ha invece confermato la richiesta  Le famiglie italiane sono rimaste sconcertate, così come quelle svizzere.  Mentre l’ambasciatore in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha annunciato che l’Italia non pagherà  Image:Gli importi I feriti italiani del rogo di Crans-Montana che hanno già ricevuto le fatture mediche per le cure in Svizzera Leonardo Bove  Manfredi Marcucci  Giuseppe Giola  10 giorni  15 ore  15 ore  200.000 €  73.000 €  18.400 €  Antonio Lucia  Eleonora Palmieri  Francesca Nota  un paio di ore  12 ore  3 giorni  2.500 €  18.400 €  18.400 €  circa  Corriere della Sera Il conto La fattura che ha ricevuto Manfredi Marcucci In corteo Una manifestazione a Lutry dello scorso gennaio: parenti delle vittime e cittadini sfilano per chiedere giustizia e verità (foto Epa) -tit_org- Crans, sale il conto per gli italiani: 200 mila euro per 10 giorni di cure   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Alessandro Fulloni - Sara Bettoni</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026803437.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Dfp, conti in ordine e welfare salvo: a pensioni e sanità oltre 500 miliardi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027003435.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027003435.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"GIORNALE" </b>  del 27 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il documento certifica l'incremento delle risorse per Previdenza e Sanità La linea di Giorgetti combina il rigore con la tutela sociale, smentito il Pd</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:47:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="292000" Sales="28107" Printing="64791" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027003435.PDF"><![CDATA[GIORNALE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027003435.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Dfp, conti in ordine e welfare salvo: a pensioni e sanità oltre 500 miliardi Il documento certifica l’incremento delle risorse per Previdenza e Sanità La linea di Giorgetti combina il rigore con la tutela sociale, smentito il Pd  Nel bilancio pubblico del nostro Paese pensioni e sanità continuano a rappresentare i due pilastri centrali dello Stato sociale, pesando oltre il 45% dei circa 1.100 miliardi di spesa pubblica quest’anno (500 miliardi, più di due quinti del Pil). Esse sono anche le voci più impegnative da sostenere in una stagione di rigore finanziario obbligatorio. I numeri del Documento di finanza pubblica (Dfp) raccontano, però, una realtà diversa dalla narrazione delle opposizioni. Nonostante una linea di controllo dei conti che ha portato il deficit/Pil 2025 a sfiorare il 3% - mancato solo per una manciata di milioni - e che punta quest’anno al 2,9% con la conseguente uscita dalla procedura d’infrazione europea, non si registra alcun definanziamento dei capitoli fondamentali del welfare.  Anzi, sul fronte previdenziale la spesa continua a crescere in modo robusto. Nel 2025 le pensioni hanno assorbito 342,9 miliardi di euro, pari al 15,2% del Pil; nel 2026 saliranno a 352,4 miliardi, con un incremento del 2,8%, mantenendo invariata l’incidenza sul prodotto. Nel 2027 arriveranno a 365,9 miliardi, per poi toccare 386,9 miliardi nel 2029, quando peseranno per il 15,5% del Pil. In pratica, quasi 44 miliardi in più nell’arco del quadriennio. Il Dfp sottolinea come «un elevato livello e dinamica della spesa per prestazioni sociali in denaro» resti strutturale, con una crescita media annua delle pensioni del 3,2% tra 2027 e 2029.  Sono dati che confermano due verità spesso rimosse nel dibattito politico. La prima: la stretta previdenziale degli ultimi anni, dall’adeguamento automatico dei requisiti fino al progressivo superamento delle uscite anticipate più generose, è stata necessaria per impedire una deriva insostenibile dei conti. La seconda: malgrado questi correttivi, la spesa pensionistica italiana resta tra  le più alte d’Europa. Non a caso la Ragioneria ricorda che senza le riforme stratificate dal 2004 in poi, l’incidenza sarebbe stata di oltre 60 punti di Pil più elevata nel lungo periodo.  Accanto alle pensioni cresce anche la sanità. Nel 2025 la spesa sanitaria si è attestata a 141,5 miliardi, il 6,3% del Pil. Nel 2026 salirà a 148,5 miliardi, con un balzo del 4,9%, raggiungendo il 6,4% del Pil. Da lì continuerà a crescere fino a 159,4 miliardi nel 2029, con un’incidenza al 6,4%. In tre anni significa quasi 11 miliardi aggiuntivi.  Il quadro smentisce frontalmente le accuse di tagli al Servizio sanitario nazionale. Palazzo Chigi, pur dentro una cornice di finanza pubblica severa, ha aumentato il finanziamento sanitario, sostenendo rinnovi contrattuali, assunzioni, farmaceutica, assistenza territoriale e investimenti Pnrr. Certo, restano criticità profonde - dall’invecchiamento del personale medico alla pressione della spesa farmaceutica ma parlare di smantellamento, come fa il Pd, appare più propaganda che realtà.  La fotografia complessiva mostra dunque un governo che, con Giorgetti al timone del Tesoro, ha scelto una linea di responsabilità: contenere il deficit senza sacrificare pensionati e sanità pubblica. Le opposizioni continuano a evocare austerità e tagli sociali, ma i numeri raccontano l’opposto. L’Italia spende molto, e continuerà a spendere moltissimo, per protezione sociale e salute.  Semmai, la vera sfida sarà rendere questa spesa sempre più efficiente e sostenibile, evitando che il peso crescente sul bilancio comprometta la stabilità futura.  ---End text---  Author: Gian Maria De Francesco  Heading:   Highlight: Nel 2026 la spesa pensionistica salirà a 352 miliardi e la sanitaria a 148,5 miliardi, per un totale di oltre il 21% del Pil. Mentre il deficit scenderà verso il 2,9%  Image:CRESCITA Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti -tit_org- Dfp, conti in ordine e welfare salvo: a pensioni e sanità oltre 500 miliardi   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Gian Maria De Francesco</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702027003435.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA["Noi, medici che svelammo il Mal di Eternit a Casale" = "Nol, i medici che scoprirono i malati della polvere eil disastro dell''Eternit" ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026503434.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026503434.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 21 di <b>"STAMPA" </b>  del 27 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:47:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="837000" Sales="79093" Printing="95214" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026503434.PDF"><![CDATA[STAMPA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026503434.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[40 ANNI FA LA CHIUSURA DELLA FABBRICA  “Noi, medici che svelammo il Mal di Eternit a Casale”   Quarant’anni fa la chiusura dello stabilimento simbolo della lotta all’amianto L’epidemiologo Magnani racconta la squadra che cambiò le sorti di Casale  “Noi, i medici che scoprirono i malati della polvere e il disastro dell’Eternit”  GIULIA DI LEO — PAGINA 21  LA STORIA  GIULIA DI LEO ALESSANDRIA  Q  ualcosa aveva intuito, ma solo quando l’ha visto con i suoi occhi ha capito.  «Sapevo dei “malati della polvere”, all’epoca si chiamavano così, ma quantificarli era stata una sorpresa». Nel 1982 l’epidemiologo Corrado Magnani arriva a Casale Monferrato sapendo solo quello che si diceva tra colleghi. Lavorava come medico del lavoro ad Asti e la vicinanza con la cittadina della provincia di Alessandria faceva sì che arrivassero spesso delle segnalazioni. Perché lì, dove  c’era il più grande stabilimento dell’Eternit in Europa, si sapeva che si moriva per la polvere d’amianto, nonostante i dati dicessero il contrario. «Nel 1978 – ripercorre Magnani – erano uscite le misurazioni ambientali condotte all’interno della fabbrica, dopo una campagna di bonifica voluta da Stephan Schmidheiny appena entrato in azienda. Si diceva che l’esposizione non fosse rischiosa e per questo l’Inail aveva negato l’indennizzo economico ai lavoratori».  Ma operai e sindacati non si arrendono e trovano in una squadra di medici l’alleanza di cui hanno bisogno. Dopo l’ispezione Magnani va a Torino e riferisce quello che ha visto al suo superiore Benedetto Terracini. «Mi chiese: “Lo sai che a Casale Monferrato ci sono decine di morti di mesotelioma?», racconta. Parte  l’indagine epidemiologica, ancora oggi la più grande mai condotta in Italia: i dati del Registro tumori del Piemonte vengono incrociati con quelli dell’Anagrafe di Casale Monferrato e della fabbrica. Magnani ha un’intuizione: l’incidenza di casi tra i lavoratori – dieci morti in più all’anno rispetto al resto della popolazione – non bastava a spiegare quei numeri così grandi, quella macchia nera sull’Alessandrino. C’era dell’altro e riguardava le mogli degli operai. «Ancora oggi lo studio ha rilevanza mondiale – precisa Magnani –.  L’unico altro realizzato è quello del 1976 dal gruppo Selikoff a New York».  A Casale i casi femminili erano la metà, mentre altrove si fermavano a un quinto del totale. Così quel team di medici capisce che si ammala chi lavora nella fabbrica, chi vive in casa con gli operai e persino chi non ha contatti con lo stabilimento. «Proprio Casale ci ha fatto capire che questi disastri si commettono all’interno delle fabbriche ma non solo, anche al di fuori: sono disastri ambientali», conferma il pm Raffaele Guariniello che da Torino, sempre in quegli anni, aveva iniziato a studiare l’Eternit. «Ci arrivò persino il caso di un calciatore della Fiorentina: era morto di mesotelioma, perché era originario di Casale e da giovane aveva giocato in un campetto della città». Il caso di Sergio Castelletti, morto nel 2004 a 67 anni, è finito nella maxi-inchiesta della procura di Torino: nel 2009 si è aperto il primo maxi-processo per disastro ambientale in Europa, su cui nel 2014 si è abbattuta la sentenza di prescrizione della Cassazione.  Ma Casale è riuscita a fare di più. In quell’angolo del Piemonte, al centro del triangolo industriale del Nord Ovest, il destino ha voluto che nascesse una speciale sinergia tra scienziati e istituzioni. «È stato un caso unico nella storia nazionale – conferma Magnani –.  Allora non era scontato parlare di ambiente. Il Comune e la Regione mostrarono una sensibilità rara. Fu il sindaco a cogliere il nostro messaggio scientifico e a trasformarlo in un’iniziativa amministrativa». Grazie al primo cittadino Riccardo Coppo a Casale Monferrato l’amianto è stato messo al bando nel 1987, cinque anni prima dell’Italia e molti di più confronto al resto del mondo: in alcuni Paesi si produce e utilizza ancora, in Ucraina è stato vietato solo nel 2017 e lo United Nations Office for Disaster Risk Reduction allarma: tutta la distruzione causata dalla guerra c
on la Russia provocherà nuove esposizioni.  Di quella squadra che è stata capace di cambiare le sorti di Casale e farne un modello di lotta e resilienza nel mondo ha fatto parte anche Dario Mirabelli, diventato poi responsabile del Registro mesoteliomi (Renam) del Piemonte. «Il nostro registro – spiega l’attuale responsabile Enrica Migliore – è stato il secondo in Italia dopo la Toscana». Oggi, a poco più di un anno dalla morte, Mirabelli sarà ricordato in un convegno alla Città della salute di Torino dai colleghi che con lui hanno studiato il caso dell’Eternit. «L’amianto è ovunque, non è un problema finito», anticipa Guariniello. Oggi in Piemonte si contano 230 casi l’anno di mesotelioma, 1800-2000 sul suolo nazionale. La zona dell’Eternit è quella più colpita: 50 uomini e 56 donne ogni 100 mila abitanti contro i 3 in Italia. E questo nonostante la fabbrica abbia chiuso il 6 giugno del 1986. Tra poco saranno quarant’anni esatti, ma la storia sembra non finire mai, eterna come quel materiale tanto indistruttibile quanto nocivo per la salute.  Un legame che nel 2005 si è scelto di sancire unendo alla «Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro» l’istituzione della «Giornata mondiale delle vittime dell’amianto», che verrà celebrata domani come ogni 28 aprile. Per l’occasione a Casale Monferrato verrà presentato il trailer della docuserie «Negli occhi di chi resta», prodotta da LaV Comunicazione in collaborazione con La Stampa. Per raccontare una storia lunga più di quarant’anni, iniziata quando su Casale si sono posati i primi occhi capaci di vedere cosa rimaneva di tante morti e tanto dolore. —  ---End text---  Author: GIULIA DILEO  Heading:   Highlight: Oggi a Torino un incontro per ricordare il collega che divenne consulente al processo   Il loro studio dimostrò che ad ammalarsi non erano solo gli operai ma anche i familiari   “  Corrado Magnani Epidemiologo  Negli Anni 80 l’Inail negava l’indennizzo ai lavoratori perché l’esposizione non era considerata un rischio per la salute   Allora non era scontato parlare di ambiente Il sindaco capì e per primo in Italia mise al bando l’amianto   S La vicenda  1  La strage Tra il 1907 e il 1986, le polveri tossiche dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato hanno causato migliaia di morti, tra lavoratori e residenti, per mesotelioma e malattie collegate all’asbesto  2  Il primo processo Si è concluso nel 2014 con una sentenza della Cassazione che ha dichiarato prescritti i reati di disastro ambientale doloso e ha impedito l'applicazione delle pene ai vertici della multinazionale   3  La svolta Nel giugno 2023, il processo Eternit bis ha portato alla condanna in primo grado dell'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny a 12 anni di carcere per l'omicidio colposo di 392 persone  4  I ricorsi Nell'aprile 2025, la Corte di Assise di Appello di Torino ha ridotto la pena per Schmidheiny a 9 anni e 6 mesi. Sentenza annullata lo scorso febbraio dalla Corte di Cassazione per un vizio procedurale  Image:Benedetto Terracini Professore di epidemiologia dei tumori e di statistica medica di UniTo, ha 95 anni  Dario Mirabelli Il ricercatore, scomparso un anno fa, è stato consulente del pm ai processi Eternit I sopralluoghi La task force anti-amianto a Casale Monferrato durante un sopralluogo nel 2007 -tit_org- “Noi, medici che svelammo il Mal di Eternit a Casale”   “Nol, i medici che scoprirono i malati della polvere eil disastro dell’'Eternit”   -sec_org-
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>GIULIA DILEO</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/27/2026042702026503434.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>