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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title><![CDATA[Decreto Schillaci, cosa cambia? Dagli orari agli stipendi fino alle pensioni, tutte le novità. E i medici di base protestano ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503191107926.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503191107926.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilmessaggero.it" </b>  del 24 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il provvedimento mira a rafforzare la sanità territoriale e a ridurre la pressione sugli ospedali attraverso il potenziamento delle strutture di prossimità, e lo fa intervenendo direttamente sulla figura del medico di famiglia</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 10:03:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilmessaggero.it/politica/decreto_schillaci_cosa_cambia_medici_stipendi_pensioni_orari_proteste-9493103.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia al centro dell'assistenza territoriale, motore delle Case di Comunità che stanno aprendo in tutta Italia e con un contratto da dipendente, su base volontaria, con il Servizio sanitario nazionale. Questo l'obiettivo del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha illustrato ieri in Conferenza delle Regioni la bozza di decreto legge che porta il suo nome e che punta, soprattutto «a fare presto per dare agli italiani una sanità più efficiente e vicina ai cittadini, in particolare ai più fragili». Per farlo, la strada scelta è quella di un decreto legge che potrebbe arrivare entro maggio. Ma proprio questo impianto di riforma ha già innescato proteste e forti critiche da parte della categoria dei medici di medicina generale, che temono un cambiamento profondo del proprio ruolo e del modello organizzativo. Il provvedimento, infatti, mira a rafforzare la sanità territoriale e a ridurre la pressione sugli ospedali attraverso il potenziamento delle strutture di prossimità, ma lo fa intervenendo direttamente sulla figura del medico di famiglia.       La riforma Come già annunciato in passato dal ministro, il cuore della riforma che punta a fare della medicina territoriale una chiave per la «svolta» e la «profonda innovazione» del Servizio Sanitario Nazionale, è rendere il ruolo dei medici di base una «componente stabile del modello organizzativo» delle case di Comunità. Per questi professionisti, oggi convenzionati con le Asl, prevede la possibilità, su base volontaria, di diventare dipendenti pubblici, cioè di avere un rapporto di lavoro subordinato come gli ospedalieri. Questo rapporto di dipendenza sarà però su base volontaria. Non si tratta di un obbligo ma di un percorso programmato e progressivo: il testo non cancella la convenzione, anche per andare incontro alle tante rimostranze già avanzate nelle scorse settimane, ma introduce un sistema misto, che potrebbe essere in futuro sempre più esteso. Altro capitolo di possibile scontro potrebbe essere la remunerazione: oggi i medici vengono pagati in base al numero di pazienti, in futuro dovrebbero esser remunerati in base alla partecipazione al lavoro nella rete territoriale, alla presa in carico di un certo numero di pazienti cronici e fragili. Realizzate con i fondi del Pnrr, al 31 dicembre 2025, erano 781 le Case di Comunità attive con almeno un servizio funzionante in Italia, a fronte di circa 1.715 strutture programmate. L'obiettivo del ministro arrivare entro il 30 giugno 2026 alla piena operatività. Il nuovo sistema che prevede di alleggerire il carico di lavoro sugli ospedali, potenziando strutture intermedie sul territorio all'interno delle quali i cittadini troveranno équipe multidisciplinari che prevedono anche pediatri, infermieri, specialisti ambulatoriali, psicologi, assistenti sociali. In Italia, secondo recenti dati della Fondazione Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovarne uno, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il loro numero è diminuito di ben 5.197 unità, tanto che ognuno segue in media 1.383 assistiti, oltre il livello ottimale. Una carenza nota e dovuta anche alla scarsa attrattività di questa branca. Per questo il progetto di Schillaci punta, spiuegano dal minitero, a nobilitare la medicina generale, rendendola una vera e propria specializzazione ad hoc, pagata alla stregua di altre, più 'blasonate'. Entro maggio, si apprende, è auspicato il via libera delle Regioni al testo del decreto, che aspettano di avere quello definitivo. Intanto ieri la bozza è stata recepita in modo complessivamente positivo, al netto delle differenze politiche. Il prossimo appuntamento è calendarizzato tra una decina di giorni, nel frattempo si attende la risposta dei sindacati di categoria, divisi sul tema, con alcuni pronti a dar battaglia. Ma, come ha spiegato il ministro ai presidenti di regione, «non possiamo perdere un'occasione storica per l'Italia».  Le proteste La riforma, però, ha aperto un fronte di forte contrapposizione con i medici di medicina
 generale. Le principali critiche riguardano la trasformazione del rapporto di lavoro, letta come un primo passo verso una progressiva "pubblicizzazione" della categoria. Pur essendo volontario, il passaggio alla dipendenza viene considerato da una parte dei medici un cambiamento destinato a ridurre nel tempo l'autonomia professionale e a modificare il ruolo del medico di famiglia, storicamente basato su un rapporto diretto con i pazienti. Criticata anche la revisione del sistema di remunerazione, che secondo i sindacati rischia di spostare l'attività dalla relazione con il paziente a una logica di obiettivi, prestazioni e presa in carico organizzata nelle strutture territoriali. Sul piano organizzativo pesa inoltre la carenza di medici di medicina generale, con carichi di lavoro in aumento e una professione sempre meno attrattiva per le nuove generazioni. Una condizione che, secondo le rappresentanze della categoria, rende difficile affrontare una riforma di questo tipo senza un confronto più ampio. Non meno rilevante il nodo previdenziale. Il passaggio alla dipendenza pubblica comporterebbe un cambio di regime pensionistico: dai contributi versati nell'attuale sistema separato si passerebbe a quello dei dipendenti pubblici. Per i sindacati, questo potrebbe penalizzare soprattutto chi è vicino alla pensione o ha maturato la carriera con le regole attuali, alimentando incertezza e preoccupazioni economiche.                                © RIPRODUZIONE RISERVATA                            La chiave politica - Newsletter                            Commenti e retroscena del panorama politico                            Iscriviti e ricevi le notizie via email   
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		<title><![CDATA[Endometriosi tra diagnosi in ritardo e differenze territoriali ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503189707868.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"qds.it" </b>  del 25 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Italia l''endometriosi colpisce 9.300 donne l''anno con un ritardo diagnostico fino a 10 anni. Il report Gimbe certifica forti diseguaglianze tra le Regioni.</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 09:38:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://qds.it/endometriosi-tra-diagnosi-in-ritardo-e-differenze-territoriali/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia l'endometriosi colpisce 9.300 donne l'anno con un ritardo diagnostico fino a 10 anni. Il report Gimbe certifica forti diseguaglianze tra le Regioni.--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[Riforma Sanità, decreto Schillaci: novità per i medici di famiglia. Cosa cambia  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503116407135.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503116407135.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"tg24.sky.it" </b>  del 25 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Leggi su Sky TG24 l''articolo Riforma sanità, arriva il decreto Schillaci: cosa cambia per i medici di famiglia</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 07:23:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://tg24.sky.it/politica/2026/04/25/riforma-sanita-decreto-schillaci-medici-famiglia]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Un medico di famiglia al centro dell'assistenza territoriale, motore delle Case di Comunità che stanno aprendo in tutta Italia e con un contratto da dipendente, su base volontaria, con il Servizio sanitario nazionale. Questo l'obiettivo del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha illustrato in Conferenza delle Regioni la bozza di decreto-legge che porta il suo nome e che punta, soprattutto "a fare presto per dare agli italiani una sanità più efficiente e vicina ai cittadini, in particolare ai più fragili". Ecco cosa sapere.Per farlo, la strada scelta è quella di un decreto-legge che potrebbe arrivare entro maggio. Come già annunciato in passato dal ministro, il cuore della riforma che punta a fare della medicina territoriale una chiave per la "svolta" e la "profonda innovazione" del Servizio Sanitario Nazionale, è rendere il ruolo dei medici di base una "componente stabile del modello organizzativo" delle case di Comunità. Per approfondire: Medici di famiglia a lavoro fino a 72 anni, arriva la proroga al 2027: cosa saperePer questi professionisti, oggi convenzionati con le Asl, si prevede la possibilità, su base volontaria, di diventare dipendenti pubblici, cioè di avere un rapporto di lavoro subordinato come gli ospedalieri. Questo rapporto di dipendenza sarà però su base volontaria. Non si tratta di un obbligo ma di un percorso programmato e progressivo: il testo non cancella la convenzione - anche per andare incontro alle tante rimostranze già avanzate nelle scorse settimane - ma introduce un sistema misto, che potrebbe essere in futuro sempre più esteso. Per approfondire: Salute e AI, entro il 2029 operativo lo Spazio Europeo dei dati sanitari: a cosa serviràAltro capitolo di scontro potrebbe essere la remunerazione: oggi i medici vengono pagati in base al numero di pazienti, in futuro dovrebbero esser remunerati in base alla partecipazione al lavoro nella rete territoriale, e alla presa in carico di un certo numero di pazienti cronici e fragili.    Realizzate con i fondi del Pnrr, al 31 dicembre 2025, erano 781 le Case di Comunità attive con almeno un servizio funzionante in Italia, a fronte di circa 1.715 strutture programmate. L'obiettivo del ministro sarebbe quello di arrivare entro il 30 giugno 2026 alla piena operatività. Il nuovo sistema prevede di alleggerire il carico di lavoro sugli ospedali, potenziando strutture intermedie sul territorio all'interno delle quali i cittadini troveranno équipe multidisciplinari che prevedono anche pediatri, infermieri, specialisti ambulatoriali, psicologi, assistenti sociali.In Italia, secondo recenti dati della Fondazione Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovarne uno, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di questi medici è diminuito di ben 5.197 unità, tanto che ognuno segue in media 1.383 assistiti, oltre il livello ottimale. Una carenza nota, e dovuta anche alla scarsa attrattività di questa branca. Per questo, il progetto di Schillaci punta, spiegano dal ministero, a nobilitare la medicina generale, rendendola una vera e propria specializzazione ad hoc, pagata alla stregua di altre più 'blasonate'.Entro maggio, si apprende, è auspicato il via libera al testo del decreto da parte delle Regioni, che aspettano di avere quello definitivo. Intanto, la bozza è stata recepita in modo complessivamente positivo, al netto delle differenze politiche. Il prossimo appuntamento è calendarizzato tra una decina di giorni, nel frattempo i sindacati di categoria sono divisi sul tema, con alcuni pronti a dar battaglia. Ma, come ha spiegato il ministro ai presidenti di Regione, "non possiamo perdere un'occasione storica per l'Italia".È stata però negativa la reazione dei medici di medicina generale alla bozza. Un provvedimento "che distruggerà il medico di famiglia" "mai discusso con le categorie, inattuabile e pericoloso per i pazienti", afferma in una nota la Federazione Itali
ana Medici di Medicina Generale (Fimmg), che chiede l'intervento della presidente del Consiglio. "È inaccettabile che una riforma di questa portata, che tocca il rapporto di cura di milioni di cittadini, venga elaborata nell'oscurità del mancato confronto istituzionale", sostiene la Fimmg, che contesta almeno due "contraddizioni tecniche" contenute nello schema circolato nelle ultime ore. La prima è che "il decreto subordina l'accesso alla dipendenza alla specializzazione in medicina generale, ignorando che per decenni i due percorsi formativi erano incompatibili": pertanto "l'intera generazione di medici di medicina generale attualmente in attività che non ha potuto conseguire la specialità si troverebbe così esclusa o penalizzata". La seconda riguarda i medici giovani ed esporrebbe al rischio di "un abbandono di massa della medicina territoriale proprio nelle aree già più fragili"."Un confronto positivo e costruttivo, su un tema fondamentale come quello della medicina generale di cui si discute da tempo e che ora, a pochi mesi dalla chiusura del Pnrr, assume una rilevanza strategica", ha dichiarato Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, commentando la presentazione delle prime linee di riforma della medicina generale da parte del ministro della Salute. "La presenza del ministro in Conferenza non è scontata - osserva Fedriga - perciò lo ringrazio per aver condiviso i principi guida che ispirano il riordino della medicina territoriale. Apprezziamo il dialogo aperto e ci rendiamo disponibili a dare il nostro contributo, consapevoli che abbiamo davanti l'obiettivo comune di dare piena attuazione alle Case di comunità. Ora - aggiunge - aspettiamo di conoscere il testo del decreto e di esaminarlo a livello tecnico in Commissione Salute, per poi procedere velocemente nell'unica direzione che serve, quella del rafforzamento dei servizi di salute per i cittadini". Per approfondire: Contratto medici, firma definitiva: in arrivo da marzo 490 euro di aumento lordo mensilePer il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2026 Sky Italia - Sky Italia Srl  Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi   
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		<title><![CDATA[Siamo senza infermieri, piano da 74 milioni di euro per assumerne oltre 1600 nel Lazio ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503202308006.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503202308006.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"viterbotoday.it" </b>  del 25 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Oltre 1600 assuzioni per il 2026. Il Pd attacca: "La Regione si è arresa". Rocca: "Stanno distorcendo la realtà"</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 11:06:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.viterbotoday.it/politica/piano-assunzioni-infermieri-regione-lazio-2026.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Nuovo personale per il 2026. Il Pd attacca: "La Regione si è arresa". Il governatore Francesco Rocca: "Stanno distorcendo la realtà"Nuovi infermieri in arrivo a Viterbo e nel Lazio. La Regione ha autorizzato, per il 2026, l'assunzione di 1611 unità, per un costo complessivo annuale di 74 milioni di euro. A fornire i numeri a ViterboToday è la stessa Regione.Nei giorni scorsi il tema è stato al centro di un acceso botta e risposta tra la consigliera regionale del Pd, Eleonora Mattia, e il presidente della Regione, Francesco Rocca, dopo che Luigi Baldini, presidente di Enpapi (Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica) aveva annunciato con soddisfazione l'assunzione a tempo indeterminato di mille infermieri, già inseriti nelle graduatorie regionali, nelle Asl del Lazio.“La strada intrapresa è quella corretta – era stato il commento di Baldini -. Resta fondamentale continuare su questo binario, garantendo stabilità lavorativa e valorizzando anche il contributo della libera professione. Siamo pronti a collaborare con la Regione per rendere la sanità del Lazio più attrattiva, partendo dal riconoscimento di chi, con sacrificio e dedizione, ha scelto di servire il paese”.A commentare a stretto giro la notizia era stata la dem Mattia, “Volevano far arrivare gli infermieri dal Cile mentre le nostre graduatorie erano bloccate nei cassetti – era stato l'attacco -. Ci dicevano che non c'erano alternative, che dovevamo rassegnarci. Era una bugia e oggi lo abbiamo dimostrato. Dopo la nostra interrogazione e una pressione politica senza sosta, la giunta Rocca ha dovuto cedere: mille infermieri del Lazio saranno finalmente assunti a tempo indeterminato. Non è un regalo, è una conquista”. E ancora: “Non abbasseremo la guardia finché ogni singola graduatoria non sarà scorsa e la sanità non tornerà a essere un diritto garantito per tutti, non un privilegio per pochi”.Parole alle quali ha subito replicato Rocca: "Mi sono arreso davanti a tanta capacità di storpiare la realtà, non è la prima volta che Mattia ci stupisce con le sue dichiarazioni fuori da ogni contesto. Gli infermieri assunti sono migliaia e non mille, stiamo scorrendo le graduatorie". E poi: “Mi stupisce anche il fatto che lei non ricordi di avere sostenuto una maggioranza che ha governato 10 anni e fatto diminuire il personale. Basta guardare le statistiche. Da quando ci sono io quante assunzioni abbiamo fatto e le migliaia di unità di personale in più, oltre alle sostituzioni dei pensionamenti. Mi sembra proprio che Mattia cerchi ogni modo per trovare visibilità ma non gliela diamo. Non va ascoltata”.A questo proposito la Regione ha fornito gli ultimi numeri aggiornati sulle assunzioni: sono 1611 per il 2026, per un costo di 74 milioni. E sono aggiuntive alle assunzioni per sostituire eventuali ulteriori cessazioni/dimissioni che interverranno rispetto al personale già in servizio nelle Asl.Complessivamente, nel biennio 2025-26 è stata autorizzata l'assunzione di 2mila 48 infermieri per un costo complessivo pari a circa 94 milioni di euro. Mentre dal 2023 al 2026 si contano complessivamente 5mila 782 infermieri. Nel 2023 gli infermieri in servizio nel Lazio erano 23mila 884, mentre a fine 2025 questo valore è salito a 24mila 998.Che nella Regione ci fosse carenza di infermieri lo aveva già sottolineato l'ultimo report di Gimbe, presentato a ottobre 2025. Nel documento si segnalava come nel Lazio la percentuale di lavoratori e lavoratrici dipendenti ogni mille abitanti fosse tra le più basse d'Italia: 3,95%, a fronte di una media nazionale del 4,70%.Si tratta di figure che sono essenziale anche per “popolare” le case della comunità. Non a caso lo Spallanzani ha di recente avviato, su mandato della Regione, il primo programma formativo regionale per infermieri di famiglia e di comunità per 120 lavoratrici e lavoratori, selezionati dalle Asl di tutto il Lazio.ViterboToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Sanità, la Regione Lazio assume oltre 1600 infermieri nel 2026 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503205708028.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/25/2026042503205708028.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"viterbotoday.it" </b>  del 25 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Oltre 1600 assuzioni per il 2026. Il Pd attacca: "La Regione si è arresa". Rocca: "Stanno distorcendo la realtà"</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 11:27:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.viterbotoday.it/politica/piano-assunzioni-infermieri-regione-lazio-2026.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Nuovo personale per il 2026. Il Pd attacca: "La Regione si è arresa". Il governatore Francesco Rocca: "Stanno distorcendo la realtà"Nuovi infermieri in arrivo a Viterbo e nel Lazio. La Regione ha autorizzato, per il 2026, l'assunzione di 1611 unità, per un costo complessivo annuale di 74 milioni di euro. A fornire i numeri a ViterboToday è la stessa Regione.Nei giorni scorsi il tema è stato al centro di un acceso botta e risposta tra la consigliera regionale del Pd, Eleonora Mattia, e il presidente della Regione, Francesco Rocca, dopo che Luigi Baldini, presidente di Enpapi (Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica) aveva annunciato con soddisfazione l'assunzione a tempo indeterminato di mille infermieri, già inseriti nelle graduatorie regionali, nelle Asl del Lazio.“La strada intrapresa è quella corretta – era stato il commento di Baldini -. Resta fondamentale continuare su questo binario, garantendo stabilità lavorativa e valorizzando anche il contributo della libera professione. Siamo pronti a collaborare con la Regione per rendere la sanità del Lazio più attrattiva, partendo dal riconoscimento di chi, con sacrificio e dedizione, ha scelto di servire il paese”.A commentare a stretto giro la notizia era stata la dem Mattia, “Volevano far arrivare gli infermieri dal Cile mentre le nostre graduatorie erano bloccate nei cassetti – era stato l'attacco -. Ci dicevano che non c'erano alternative, che dovevamo rassegnarci. Era una bugia e oggi lo abbiamo dimostrato. Dopo la nostra interrogazione e una pressione politica senza sosta, la giunta Rocca ha dovuto cedere: mille infermieri del Lazio saranno finalmente assunti a tempo indeterminato. Non è un regalo, è una conquista”. E ancora: “Non abbasseremo la guardia finché ogni singola graduatoria non sarà scorsa e la sanità non tornerà a essere un diritto garantito per tutti, non un privilegio per pochi”.Parole alle quali ha subito replicato Rocca: "Mi sono arreso davanti a tanta capacità di storpiare la realtà, non è la prima volta che Mattia ci stupisce con le sue dichiarazioni fuori da ogni contesto. Gli infermieri assunti sono migliaia e non mille, stiamo scorrendo le graduatorie". E poi: “Mi stupisce anche il fatto che lei non ricordi di avere sostenuto una maggioranza che ha governato 10 anni e fatto diminuire il personale. Basta guardare le statistiche. Da quando ci sono io quante assunzioni abbiamo fatto e le migliaia di unità di personale in più, oltre alle sostituzioni dei pensionamenti. Mi sembra proprio che Mattia cerchi ogni modo per trovare visibilità ma non gliela diamo. Non va ascoltata”.A questo proposito la Regione ha fornito gli ultimi numeri aggiornati sulle assunzioni: sono 1611 per il 2026, per un costo di 74 milioni. E sono aggiuntive alle assunzioni per sostituire eventuali ulteriori cessazioni/dimissioni che interverranno rispetto al personale già in servizio nelle Asl.Complessivamente, nel biennio 2025-26 è stata autorizzata l'assunzione di 2mila 48 infermieri per un costo complessivo pari a circa 94 milioni di euro. Mentre dal 2023 al 2026 si contano complessivamente 5mila 782 infermieri. Nel 2023 gli infermieri in servizio nel Lazio erano 23mila 884, mentre a fine 2025 questo valore è salito a 24mila 998.Che nella Regione ci fosse carenza di infermieri lo aveva già sottolineato l'ultimo report di Gimbe, presentato a ottobre 2025. Nel documento si segnalava come nel Lazio la percentuale di lavoratori e lavoratrici dipendenti ogni mille abitanti fosse tra le più basse d'Italia: 3,95%, a fronte di una media nazionale del 4,70%.Si tratta di figure che sono essenziale anche per “popolare” le case della comunità. Non a caso lo Spallanzani ha di recente avviato, su mandato della Regione, il primo programma formativo regionale per infermieri di famiglia e di comunità per 120 lavoratrici e lavoratori, selezionati dalle Asl di tutto il Lazio.ViterboToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata   
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