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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title><![CDATA[SANITÀ, CASTELLONE (M5S): “RIFORMA SSN SENZA RISORSE, GOVERNO FACCIA PASSO INDIETRO” - Agenparl ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402951608474.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402951608474.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 11:11:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/04/14/sanita-castellone-m5s-riforma-ssn-senza-risorse-governo-faccia-passo-indietro/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Come ha chiaramente evidenziato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nell’audizione odierna in Commissione al Senato, il provvedimento presenta criticità formali, politiche e finanziarie, a partire dalla clausola di invarianza che mina alla radice la credibilità della riforma. A ciò si aggiungono criticità tecniche: il testo si concentra esclusivamente su ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. È paradossale che il termine ‘prevenzione’ non compaia mai nel testo. L’istituzione degli ospedali di terzo livello e la proposta degli ospedali elettivi sollevano seri interrogativi: nel primo caso, sul rischio di una ‘invasione di campo’ rispetto alle competenze delle Regioni; nel secondo, sul pericolo che si creino strutture che selezionano i casi meno complessi sottraendoli al pubblico per assegnarli al privato. Non si può riformare la sanità pubblica con un provvedimento che rischia di indebolirla ulteriormente, senza risorse certe e senza un vero confronto con le Regioni, il Parlamento e gli esperti. Il governo faccia un passo indietro e apra finalmente un dibattito serio sul futuro del nostro Servizio sanitario nazionale”. Lo dichiara la senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone.Comments are closed.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below.   
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		<title><![CDATA[SANITÀ, M5S: “RIFORMA SSN SENZA UN EURO E SENZA UN SENSO, GOVERNO BOCCIATO”  - Agenparl ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402961308699.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402961308699.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:44:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/04/14/sanita-m5s-riforma-ssn-senza-un-euro-e-senza-un-senso-governo-bocciato/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Arriva una pesante bocciatura al disegno di legge della maggioranza sulla riforma del Servizio sanitario nazionale, che secondo Fondazione GIMBE ambisce a potenziare sia l’ospedale sia il territorio senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, non fa alcun cenno alla prevenzione e apre spazi alla sanità privata. Il presidente Cartabellotta, ascoltato in Commissione al Senato, ha parlato di ‘numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure’. Il tutto di fronte a una delega in bianco che ha totalmente scavalcato ed esautorato Parlamento e Regioni. Insomma, una riforma senza un euro e senza un senso, che bocciamo senza appello perché sembra voler riportare il Paese indietro di cinquant’anni, a prima dell’istituzione del SSN. Per questi motivi, crediamo che la riforma andrebbe cancellata e riscritta da capo con l’apporto di tutti gli attori coinvolti, politici, istituzionali e professionali”. Lo scrivono in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato.Comments are closed.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below.   
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		<title><![CDATA[SANITÀ, MAZZELLA (M5S): “SU RIFORMA SSN GOVERNO CALPESTA PARLAMENTO E REGIONI” - Agenparl ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402880808918.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402880808918.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:49:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/04/14/sanita-mazzella-m5s-su-riforma-ssn-governo-calpesta-parlamento-e-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“L’audizione odierna della Fondazione GIMBE al Senato ha definitivamente smascherato il bluff del disegno di legge delega sulla riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Come è stato ben evidenziato, il rischio di ‘deleghe sospese’ in assenza di nuove risorse, l’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri e i conflitti di competenze tra Governo e Regioni rappresentano problemi irrisolti e amplificati da questa riforma. Ci troviamo di fronte a un testo vuoto, scritto senza prevedere un solo euro di investimenti aggiuntivi e blindato dall’assurda clausola di invarianza finanziaria. Si tratta di un’autentica ‘delega in bianco’ che non rafforza l’assistenza territoriale ma risponde a un disegno ben più pericoloso: spalancare le porte alla sanità privata a discapito di quella pubblica, universale e gratuita. L’istituzione dei cosiddetti ‘ospedali elettivi’ e il rafforzamento di strutture di terzo livello, senza imporre rigorosi obblighi di servizio pubblico, rappresentano un evidente assist a chi lucra sulla salute delle persone. A spaventare di più sono le criticità finanziarie evidenti: nell’ultima manovra sono previsti appena 30 milioni per gli ospedali di terzo livello e la riforma introduce invece una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri, come se si potessero prevederli con la sfera magica. Tutto questo mina profondamente la credibilità di questa riforma. Ancora una volta, si interviene su un pilastro della nostra Repubblica aggirando il confronto con le Regioni e calpestando le prerogative del Parlamento, costretto a esprimere pareri frettolosi su riforme cruciali per la vita dei cittadini. Questa è una vergogna che non può proseguire”. Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.Comments are closed.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below.   
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		<title><![CDATA[Sanità: Sereni (Pd), riforma Schillaci da riscrivere interamente - Agenparl ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402899508989.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402899508989.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:18:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/04/14/sanita-sereni-pd-riforma-schillaci-da-riscrivere-interamente/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Dalla Fondazione Gimbe arriva una bocciatura totale e argomentata del ddl Schillaci. Una legge delega vaga e confusa, mai discussa con le Regioni e con gli altri attori del mondo della sanità. Una proposta di riforma che istituisce nuove tipologie di ospedali, verso cui sposta le già scarse risorse disponibili, mentre non cita nemmeno la prevenzione e alla medicina territoriale dedica solo generiche buone intenzioni. Il tutto, come sempre, a invarianza finanziaria, cioè senza un euro in più. La conclusione della Fondazione Gimbe è chiarissima e del tutto condivisibile: ritirare il ddl e ripartire da un confronto serio e approfondito con tutti i soggetti istituzionali e professionali che possono contribuire a dare una svolta per rispondere ai reali problemi della sanità italiana. Le emergenze sono note: carenze di personale, sottofinanziamento, liste d’attesa, diseguaglianze territoriali e sociali crescenti, debolezza della medicina di prossimità. Anche dalle Regioni viene la richiesta, altrettanto ben argomentata, di sospendere l’iter del provvedimento e riaprire il confronto sugli obiettivi. Il governo faccia un passo indietro e si apra un confronto serio sui problemi strutturali della sanità pubblica”. Così in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Partito democratico.Comments are closed.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below.   
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	<item>
		<title><![CDATA[Fondazione GIMBE. Riforma SSN: DDL senza risorse, con numerose criticità, apre spazi al privato. Va ritirato  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402967508629.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenpress.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>AgenPress. «Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive,</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:22:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenpress.it/2026/04/14/fondazione-gimbe-riforma-ssn-ddl-senza-risorse-con-numerose-criticita-apre-spazi-al-privato-va-ritirato/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Continua lo scontro tra “due Papi”Attacco senza precedenti di un presidente degli Stati Uniti contro un PapaIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump diventa un “messia digitale”Trump attacca Leone XIV. Vescovi Usa: “Il Papa non è un rivale, né un politico. È il Vicario di Cristo”Elezioni Ungheria. Viktor Orbán ammette la sconfitta“Giovedì potrebbero tenersi nuovi colloqui tra Iran e Stati Uniti”Merz ospita il presidente ucraino Zelenskiy per colloqui a BerlinoColloqui di pace. Vance afferma che spetta all’Iran “fare il passo successivo”L’Iran chiede un risarcimento a Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania per la guerra.Due morti in un attacco militare statunitense contro un presunto traghetto di narcotrafficanti nel Pacifico orientaleElezioni Ungheria. Macron: “La Francia saluta la vittoria del popolo ungherese”Elezioni Ungheria: Serracchiani, segnale anche per Meloni e SalviniElezioni Ungheria. Orban: “I risultati elettorali, sebbene non ancora definitivi, sono chiari e per noi dolorosi”Elezioni Ungheria. Ursula von der Leyen: “Stasera in Ungheria il cuore dell’Europa batte più forte”Elezioni Ungheria. Viktor Orbán ammette la sconfittaAgenPress. «Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità».È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN.«Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo». Il provvedimento punta infatti “a garantire l’effettività nella tutela della salute”, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. «Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato».CRITICITÀ FORMALI. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. «Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria “delega in bianco”. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte».CRITICITÀ POLITICHE. «A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Carta
bellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni».CRITICITÀ FINANZIARIE. Le risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. «La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi». In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4). La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. «In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili». Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9). Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali».CRITICITÀ TECNICHE. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. «È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo».Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’o
rganizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA».Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. «È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti». Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. «La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica».I RISCHI. Il Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.LA PROPOSTA GIMBE. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.«Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali “effetti collaterali” – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità».Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Inte
rnet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits   
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		<title><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE * AUDIZIONE AL SENATO: «RIFORMA SSN, SENZA RISORSE FAVORISCE IL PRIVATO E RISCHIA PIÙ DISUGUAGLIANZE» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936508435.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziagiornalisticaopinione.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>«Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:43:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-audizione-al-senato-riforma-ssn-senza-risorse-favorisce-il-privato-e-rischia-piu-disuguaglianze/]]></tp:url>
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		<title><![CDATA[M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, MAZZELLA (M5S): “SU RIFORMA SSN GOVERNO CALPESTA PARLAMENTO E REGIONI”» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402884008950.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziagiornalisticaopinione.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''audizione della Fondazione GIMBE al Senato ha messo in luce le criticità del disegno di legge delega sulla riorganizzazione del Servizio Sanitario</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:00:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-mazzella-m5s-su-riforma-ssn-governo-calpesta-parlamento-e-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L'audizione della Fondazione GIMBE al Senato ha messo in luce le criticità del disegno di legge delega sulla riorganizzazione del Servizio Sanitario--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[PD – PARTITO DEMOCRATICO: «SANITÀ: RIFORMA SCHILLACI DA RISCRIVERE INTERAMENTE» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402900308981.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziagiornalisticaopinione.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La Fondazione Gimbe ha espresso una bocciatura totale e motivata nei confronti del disegno di legge Schillaci. Secondo l''analisi della fondazione, si tratta</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:14:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/pd-partito-democratico-sanita-riforma-schillaci-da-riscrivere-interamente/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[La Fondazione Gimbe ha espresso una bocciatura totale e motivata nei confronti del disegno di legge Schillaci. Secondo l'analisi della fondazione, si tratta--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936208428.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Prima Pagina. Sanita'': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:31:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/sanita--fondazione-gimbe-ritirare-ddl-riforma-servizio-sanitario-nazionale-nRC_14042026_1010_233157369.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - 'Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l'ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l'esigibilita' dei diritti e apre spazi alla sanita' privata. Le numerose criticita' e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l'impianto. Se l'obiettivo dichiarato e' davvero 'garantire effettivita' nella tutela della salute', la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il testo e di aprire un confronto ampio su come riformare la sanita' pubblica, nel perimetro dell'articolo 32 della Costituzione e dei princi'pi fondanti della legge 833/1978: universalita', uguaglianza, equita''. E' questo il messaggio-chiave del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito dalla 10a Commissione del Senato nell'ambito dell'esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del Ssn.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 14-04-26 10:10:01 (0233)SAN,PA 3 NNNN								 SanPubblica AmministrazioneNppIta   
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		<title><![CDATA[Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale -2-  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936408434.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borsaitaliana.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Radiocor. Prima Pagina. Sanita'': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale -2-.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:41:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - 'A fronte di una riforma cosi' ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali - ha spiegato ancora Cartabellotta - il Ddl, emanato con procedura d'urgenza il 13 gennaio 2026, non e' stato sottoposto all'esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni'. Secondo la Fondazione Gimbe il testo e' sbilanciato sull'ospedale e lascia poco spazio alle cure sul territorio: su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative 'si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti'. Il riordino dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e' 'vago e privo di leve strutturali'. Nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: dall'integrazione ospedale-territorio a quella socio-sanitaria, dall'identificazione degli ospedali elettivi ai servizi di salute mentale per adulti e di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza fino alle dipendenze patologiche e alla salute in carcere. 'Secondo la nostra analisi - ha commentato Cartabellotta - l'attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt'altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui gia' asfittici bilanci regionali'.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 14-04-26 10:10:23 (0234)SAN,PA 3 NNNN								 SanPubblica AmministrazioneNppIta   
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		<title><![CDATA[Monasterace, borse GIMBE sanità e ricerca ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402895709035.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"calabriainchieste.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Sanità e ricerca a Monasterace: 45 giovani per le borse GIMBE tra formazione clinica e rilancio dei borghi con il PNRR.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:35:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Quarantacinque ricercatori under 32 da tutta Italia per le borse di studio GIMBE: formazione, innovazione e rilancio dei borghi grazie al PNRRMONASTERACE (Rc) – Nel cuore della Calabria ionica, lontano dai tradizionali poli accademici ma non dalle grandi ambizioni, Monasterace si trasforma per una settimana in un crocevia della ricerca sanitaria italiana. Qui, tra storia e innovazione, si incontrano 45 giovani ricercatori selezionati a livello nazionale per partecipare a un percorso d’eccellenza sulla metodologia della ricerca clinica, promosso dalla Fondazione GIMBE. Un’iniziativa che va oltre la semplice formazione e che si inserisce in una visione più ampia: portare conoscenza e sviluppo nei territori meno centrali.Il progetto si inserisce nell’ambito di “M.O.R.E. – Monasterace Open Resource Experience”, un programma finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) volto a trasformare il borgo in un vero e proprio campus diffuso di innovazione. L’obiettivo è chiaro: coniugare formazione scientifica avanzata e valorizzazione territoriale, dimostrando che anche realtà periferiche possono diventare luoghi di produzione di sapere.Il corso, articolato in oltre 70 ore tra webinar e attività residenziali intensive, punta a fornire strumenti concreti per progettare, condurre e pubblicare studi clinici secondo gli standard internazionali. Non solo teoria, dunque, ma esercitazioni pratiche, lavori di gruppo e confronto diretto con esperti del settore. Un approccio moderno, che integra anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione e analisi delle evidenze scientifiche.Il tema della qualità della ricerca clinica, del resto, è oggi più centrale che mai. Secondo i dati consolidati dell’Evidence-based Medicine, meno del 10% delle pubblicazioni scientifiche soddisfa criteri metodologici rigorosi. Un dato che pesa sulle decisioni sanitarie, influenzando direttamente l’efficacia delle cure e l’utilizzo delle risorse pubbliche.In questo scenario, la formazione di una nuova generazione di ricercatori assume un valore strategico. «Investire nella metodologia della ricerca – afferma Nino Cartabellotta – significa migliorare la qualità delle decisioni sanitarie. Senza solide evidenze scientifiche, il rischio è adottare interventi inefficaci o inappropriati per i reali bisogni di salute».Il contesto calabrese rende questa iniziativa ancora più significativa. La Regione continua a confrontarsi con difficoltà strutturali nell’accesso alle cure e con un percorso di risalita nei Livelli Essenziali di Assistenza che procede, ma con fatica. In tale quadro, investire nella qualità della ricerca e nella formazione dei professionisti rappresenta una leva concreta per ridurre le diseguaglianze e rafforzare il sistema sanitario.Portare un progetto di alta formazione a Monasterace non è solo una scelta logistica, ma un segnale politico e culturale. Significa ribaltare una prospettiva consolidata, secondo cui innovazione e ricerca possono svilupparsi solo nei grandi centri urbani. Al contrario, l’esperienza dimostra che, con adeguati investimenti e una visione strategica, anche i piccoli borghi possono diventare laboratori di futuro.Per una settimana, Monasterace diventa dunque un punto di incontro tra giovani talenti, competenze scientifiche e sviluppo locale. Un modello che potrebbe essere replicato in altri territori, contribuendo a ridurre il divario tra centro e periferia e a rafforzare il legame tra ricerca e comunità.La presenza di ricercatori provenienti da tutta Italia crea inoltre una rete di relazioni e collaborazioni che va ben oltre la durata del corso. Un capitale umano che, se valorizzato, può incidere nel lungo periodo sulla qualità del sistema sanitario nazionale.   
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		<tp:writer>Redazione Calabria Inchieste</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Riforma del Servizio Sanitario: timori per risorse e disuguaglianze ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968308621.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"finanza.lastampa.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>&quot;Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio...</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:20:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[http://finanza.lastampa.it/News/2026/04/14/riforma-del-servizio-sanitario-timori-per-risorse-e-disuguaglianze/OTVfMjAyNi0wNC0xNF9UTEI]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA["Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità".È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN."Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo". Il provvedimento punta infatti "a garantire l’effettività nella tutela della salute", nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. "Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato".Criticità Formali. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. "Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria "delega in bianco". Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte".Criticità Politiche. "A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni".Criticità Finanziarie. Le risorse certe sono limitate ai 30 milioni di euro assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. "La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi". In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili. La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. "In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, l
asciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili". Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri. Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali".Criticità Tecniche. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla "riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera", senza affrontare la "revisione del modello organizzativo". Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. "È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine "prevenzione" non ricorra addirittura mai nel testo".Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA".Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile "invasione di campo" rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. "È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti". Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. "ospedali elettivi", strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. "La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezi
onano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica".I rischi. Il Presidente ha richiamato i possibili "effetti collaterali" della riforma: dal rischio di "deleghe sospese" in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta Gimbe. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute."Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali "effetti collaterali" – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità".   
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		<title><![CDATA[Lvmh debole a Parigi dopo ricavi I trimestre, riflettori accesi anche su Kering - Il Sole 24 ORE ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969208618.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il colosso del lusso ha accusato il contraccolpo della guerra in Iran, che ha pesato per l''1% sulla crescita organica. Il gruppo della famiglia Pinault comunicherà i ricavi questa sera 14 aprile e giovedì terrà il Capital Market Day</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:20:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilsole24ore.com/art/lvmh-debole-parigi-ricavi-trimestre-riflettori-accesi-anche-kering-AIjwckUC]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Le ultime da Radiocor14 aprile, 10:22 ***Conti pubblici: Salvini, superare 3% deficit? Se c'e' problema va risolto14 aprile, 10:10 Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale14 aprile, 10:06 Iran: negoziati Washington-Teheran potrebbero riprendere questa settimanaVedi tutteAscolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com(Il Sole 24 Ore Radiocor) Settore del lusso sotto la lente, all’indomani della diffusione dei numeri del colosso francese, Lvmh. Le azioni del comparto si muovono in ordine sparso, anche in base alle considerazioni che gli analisti hanno fatto dopo la pubblicazione dei ricavi del primo trimestre 2026 del gruppo della famiglia Arnault, test importante anche per comprendere l'impatto della guerra in Iran, che, come indicato dal gruppo, ha frenato la crescita organica dell'1%. Nel dettaglio le azioni di Lvmh perdono quota, pagando dazio anche alla scarsa visibilità sui conti del 2026 (i vertici del gruppo non hanno fornito stime). Salgono invece quelle di Kering, nell’attesa che il gruppo guidato da Luca De Meo questa sera pubblichi i ricavi del primo trimestre 2026 e soprattutto giovedì esponga la strategia di rilancio, nel corso del Capital Market Day organizzato a Firenze. Gli analisti hanno fiducia nella visione del manager proveniente dal comparto auto. Hermes, che darà i numeri di fatturato domani, è in lieve rialzo. Ed ancora, le azioni della svizzera Cie Financiere Richemont Sa sono comprate, spinte dalla performance della divisione Gioielli e Orologi di Lvmh, che nel primo trimestre è andata molto bene, vantato una crescita organica del 7% a 2,4 miliardi. Va ricordato che Richemont è molto esposta al settore della gioielleria, essendo ad esempio proprietaria di Cartier. A Milano, dopo la frenata della vigilia, salgono le Brunello Cucinellie le Moncler , quest'ultime in vista dei numeri che saranno diffusi la prossima settimana. Vanno bene anche le Salvatore Ferragamo . Da rilevare che guadagnano punti anche le Davide Campari, dopo l'annuncio della performance apprezzabile di Vini e Alcolici del gruppo francese.Tornando ai numeri di Lvmh, il gruppo ha registrato un fatturato di 19,12 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026, in calo del 6% o in crescita a livello organico dell'1%. Il conflitto in Medio Oriente ha avuto un impatto negativo di circa l'1%, pesando soprattutto sulla divisione Moda e Pelletteria, la più importante in termini di fatturato: ha registrato ricavi per 9,24 miliardi in calo del 9% o del 2% su base organica. E' andata meglio la divisione Vini e Alcolici, che ha registrato ricavi per 1,2 miliardi (-2% o +5%). Ha tenuto a livello organico la divisione Profumo e Comesi, con un fatturato di 2 miliardi (-6% e 0%), mentre ha fatto molto bene, sempre a livello organico, quella di Orologi e Gioielli (2,44 miliardi i ricavi, -2% e +7%). Infine la divisione Selective Retailing ha registrato un fatturato di 4 miliardi (-3% e +4%), con Sephora che ha continuato a registrare «una crescita solida in tutte le regioni, guadagnando quote di mercato». Il gruppo non ha fornito indicazioni sul 2026, ma la direttrice finanziaria, Cecile Cabanis, ha avvertito che la società registrerà margini stabili solamente a patto che i ricavi registrino una crescita organica del 3-4%. «Forse si potrebbe riuscire anche con qualcosa in meno, ma se si arriva a una crescita piatta o leggermente negativa dei ricavi, questo avrà un impatto sui margini organici», ha spiegato.Loading...Bernstein, comunque, ha reiterato la raccomandazione di ‘Outperform’ sulle Lvmh, sebbene abbia rivisto il target di prezzo a 600 euro, da 685 euro. La casa d’affari ha apprezzato il fatto che, in base a quanto fatto capire dalla conference call, sono stati registrati miglioramenti nei marchi di punta Louis Vuitton e Dior. In più gli analisti sono rimasti colpiti anche dall’indicazione che la domanda in Cina pare in miglioramento e quella in America è in slancio. Certo, ha ammesso Bernstein, «l'incertezza e 
i venti contrari a breve termine rischiano di oscurare questi miglioramenti di fondo. Se la guerra dovesse protrarsi per tutto il secondo trimestre del 2026, ci aspetteremmo un impatto negativo simile o leggermente maggiore al primo». Rimarranno inoltre le pressioni sui margini dovute alle fluttuazioni valutarie e alla minore crescita del fatturato. Così Bernstein ha abbassato le previsioni di ebit margin per l'esercizio 2026 al 21,7% rispetto al 22% dell'esercizio 2025. Sono invece più cauti gli analisti di Jefferies che hanno raccomandato un ‘Hold’ sulle Lvmh, con target di prezzo tagliato di 100 euro, da 610 a 510 euro. «L'incertezza generale sulla propensione dei consumatori a spendere per i prodotti a prezzi più elevati negli Stati Uniti e in Europa e la misura in cui i consumatori cinesi meno abbienti riprenderanno a far shopping saranno fattori cruciali», hanno considerato gli esperti, ritenendo comunque che in un’ottica di lungo periodo gli attuali livelli di prezzo potrebbero anche rappresentare un valore interessante di ingresso nel titolo Lvmh.STRUMENTICalcola il tuo preventivo online per l’assicurazione della tua auto, moto e motocicloScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€! Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùRiproduzione riservata ©ArgomentiricavoKeringParigiDiorLouis VuittonEleonora Micheliredattore Radiocor@eleonoramicheliLinkedInLuogo: MilanoLingue parlate: italiano, inglese, franceseArgomenti: finanza, economiaScheda autoreTrust projectLoading...   
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		<title><![CDATA[Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale - Il Sole 24 ORE ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969308619.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - ''Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere s...</p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[14 aprile 2026(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - 'Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l'ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l'esigibilita' dei diritti e apre spazi alla sanita' privata. Le numerose criticita' e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l'impianto. Se l'obiettivo dichiarato e' davvero 'garantire effettivita' nella tutela della salute', la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il testo e di aprire un confronto ampio su come riformare la sanita' pubblica, nel perimetro dell'articolo 32 della Costituzione e dei princi'pi fondanti della legge 833/1978: universalita', uguaglianza, equita''. E' questo il messaggio-chiave del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito dalla 10a Commissione del Senato nell'ambito dell'esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del Ssn.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 14-04-26 10:10:01 (0233)SAN,PA 3 NNNN14 aprile, 10:3714 aprile, 10:2214 aprile, 10:10Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.FinanzaPlus24FinanzaMedio OrienteEuropaMercatidi Eleonora Micheli e Stefania BlasioliLa mappadi Michela FinizioFinanza13 foto10 fotoFinanza8 fotoFinanza12 fotoApp disponibile su:Google Play App storeP.I. 00777910159 Dati societari © Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati Per la tua pubblicità sul sito:  24 Ore System Informativa sui cookie Privacy policy Accessibilità TDM Disclaimer   
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		<title><![CDATA[DdL SSN, GIMBE all’attacco: “Una riforma che dimentica la prevenzione e favorisce il privato”  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402955608498.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"insalutenews.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Bologna, 14 aprile 2026 - “Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 11:23:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.insalutenews.it/in-salute/ddl-ssn-gimbe-allattacco-una-riforma-che-dimentica-la-prevenzione-e-favorisce-il-privato/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ddl-ssn-gimbe-allattacco-una-riforma-che-dimentica-la-prevenzione-e-favorisce-il-privato]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 14 aprile 2026 – “Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”.È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN.Dott. Nino Cartabellotta“Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo”.Il provvedimento punta infatti “a garantire l’effettività nella tutela della salute”, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. “Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato”.Criticità formaliLa delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. “Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria “delega in bianco”. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte”.Criticità politiche“A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni”.Criticità finanziarieLe risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. “La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi”. In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4)La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, 
standard per le cure palliative. “In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili”. Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9)Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.“Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali”.Criticità tecnicheRispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione.“È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo”.Assistenza territorialeIl DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualitàdell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.“Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA”.Assistenza ospedalieraL’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni.“È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti”.Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasf
erendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. “La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica”.I rischiIl Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta GIMBEIl DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.“Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali “effetti collaterali” – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”.   
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		<title><![CDATA[Ssn, il ddl per la riforma non piace alla Fondazione Gimbe: le criticità ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402913609102.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lapresse.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il ddl delega sulla riforma del Ssn non convince la Fondazione Gimbe: le critiche e la richiesta di ritirare il provvedimento.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:00:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/04/14/ssn-il-ddl-per-la-riforma-non-piace-alla-fondazione-gimbe-le-criticita/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Ssn, il ddl per la riforma non piace alla Fondazione Gimbe: le criticitàIl ddl delega sulla riforma del Ssn non convince la Fondazione Gimbe: le critiche e la richiesta di ritirare il provvedimento.Non piace alla Fondazione Gimbe il ddl delega sulla riforma del Servizio sanitario nazionale (Ssn). “Prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, durante l’audizione odierna al Senato.Il provvedimento punta a garantire l’effettività nella tutela della salutenel quadro delle esigenze di ammodernamento del Ssn, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. Ma all’analisi del testo e della relazione tecnica “emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato”, spiega il numero uno della Fondazione. Tra le criticità rilevate dalla Fondazione Gimbe c’è anche l’aspetto finanziario. Le risorse certe sono limitate ai 30 milioni di euro assegnati dall’ultima legge di bilancio per la sperimentazione degli ospedali di terzo livello. “La riforma introduce una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri, una scelta che ne mina alla radice la credibilità”, ribadisce Cartabellotta. Per il presidente, il testo di riforma non affronta la revisione del modello organizzativo e risulta inoltre sbilanciato a favore dell’ospedale, penalizzando il territorio. “È paradossale che una riforma del Ssn, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalocentrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine prevenzione non ricorra mai nel testo”, rimarca Cartabellotta. “Se l’obiettivo è davvero quello di garantire effettività nella tutela della salute – conclude – la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il ddl e aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il Ssn, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza ed equità”. ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano,              Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino,              Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong              Kong   
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		<title><![CDATA[Il ddl delega di riforma del servizio sanitario senza risorse  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402892008870.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"mondoprofessionisti.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In audizione al Senato la fondazione Gimbe chiede il ritiro del testo e un ampio confronto sulla riforma.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:31:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/il-ddl-delega-di-riforma-del-servizio-sanitario-senza-risorse/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[«Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità».È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN.«Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo». Il provvedimento punta infatti “a garantire l’effettività nella tutela della salute”, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. «Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato».CRITICITÀ FORMALI. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. «Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria “delega in bianco”. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte».CRITICITÀ POLITICHE. «A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni».CRITICITÀ FINANZIARIE. Le risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. «La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi». In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4). La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. «In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, 
lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili». Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9). Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali».CRITICITÀ TECNICHE. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. «È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo».Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA».Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. «È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti». Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. «La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture ch
e selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica».I RISCHI. Il Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.LA PROPOSTA GIMBE. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.«Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali “effetti collaterali” – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità».    
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		<title><![CDATA[Riforma Ssn. Gimbe chiede il ritiro: “Ddl senza risorse, con numerose criticità, apre spazi al privato e rischia di aumentare diseguaglianze” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402943108369.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La Fondazione Gimbe ha chiesto, in audizione presso la X Commissione del Senato, il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, giudicandolo troppo ampio, privo di risorse</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:10:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/riforma-ssn-gimbe-chiede-il-ritiro-ddl-senza-risorse-con-numerose-criticita-apre-spazi-al-privato-e-rischia-di-aumentare-diseguaglianze/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Il Ddl sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero ‘garantire effettività nella tutela della salute’, la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il Ssn, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”.È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del Ssn.“Il Ddl delega sul potenziamento e la riorganizzazione del Ssn – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un Ssn che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo”. Il provvedimento punta infatti ‘a garantire l’effettività nella tutela della salute’, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del Ssn, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. “Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato”.Criticità formali. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. “Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria ‘delega in bianco’. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del Ssn e il razionale delle misure proposte”.Criticità politiche. “A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni”.Criticità finanziarie. Le risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. “La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi”. In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4). La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. “In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rileva
nti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili”. Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9). Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. “Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali”.Criticità tecniche. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. “È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del Ssn, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo”.Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualitàdell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. “Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di Mmg e Pls è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei Lea”.Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. “È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti”. Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. “La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazio
ne con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica”.I rischi. Il Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal Pnrr. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta di Gimbe. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.“Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali ‘effetti collaterali’ – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di ‘garantire effettività nella tutela della salute’, la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il Ssn, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”.   
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		<title><![CDATA[Castellone (M5S): “Riforma Ssn senza risorse, Governo faccia passo indietro” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402868908783.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'> “Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l''ospedale che il territorio,</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:02:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="3135" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402868908783.PDF"><![CDATA[quotidianosanita.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/insights/castellone-m5s-riforma-ssn-senza-risorse-governo-faccia-passo-indietro/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ “Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Come ha chiaramente evidenziato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nell’audizione odierna in Commissione al Senato, il provvedimento presenta criticità formali, politiche e finanziarie, a partire dalla clausola di invarianza che mina alla radice la credibilità della riforma. A ciò si aggiungono criticità tecniche: il testo si concentra esclusivamente su ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. È paradossale che il termine ‘prevenzione’ non compaia mai nel testo. L’istituzione degli ospedali di terzo livello e la proposta degli ospedali elettivi sollevano seri interrogativi: nel primo caso, sul rischio di una ‘invasione di campo’ rispetto alle competenze delle Regioni; nel secondo, sul pericolo che si creino strutture che selezionano i casi meno complessi sottraendoli al pubblico per assegnarli al privato. Non si può riformare la sanità pubblica con un provvedimento che rischia di indebolirla ulteriormente, senza risorse certe e senza un vero confronto con le Regioni, il Parlamento e gli esperti. Il governo faccia un passo indietro e apra finalmente un dibattito serio sul futuro del nostro Servizio sanitario nazionale”.Lo dichiara la senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone.   
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		<title><![CDATA[Sereni (Pd): “Riforma Schillaci da riscrivere interamente” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403030709277.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>“Dalla Fondazione Gimbe arriva una bocciatura totale e argomentata del ddl Schillaci.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:55:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Dalla Fondazione Gimbe arriva una bocciatura totale e argomentata del ddl Schillaci. Una legge delega vaga e confusa, mai discussa con le Regioni e con gli altri attori del mondo della sanità. Una proposta di riforma che istituisce nuove tipologie di ospedali, verso cui sposta le già scarse risorse disponibili, mentre non cita nemmeno la prevenzione e alla medicina territoriale dedica solo generiche buone intenzioni. Il tutto, come sempre, a invarianza finanziaria, cioè senza un euro in più. La conclusione della Fondazione Gimbe è chiarissima e del tutto condivisibile: ritirare il ddl e ripartire da un confronto serio e approfondito con tutti i soggetti istituzionali e professionali che possono contribuire a dare una svolta per rispondere ai reali problemi della sanità italiana. Le emergenze sono note: carenze di personale, sottofinanziamento, liste d’attesa, diseguaglianze territoriali e sociali crescenti, debolezza della medicina di prossimità. Anche dalle Regioni viene la richiesta, altrettanto ben argomentata, di sospendere l’iter del provvedimento e riaprire il confronto sugli obiettivi. Il Governo faccia un passo indietro e si apra un confronto serio sui problemi strutturali della sanità pubblica”. Così in una nota Marina Sereni, responsabile Sanità e salute nella segreteria nazionale del Pd.    
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		<title><![CDATA[Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968808614.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:19:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/mercato/7357/pharma-academy-460-giovani-formati-occupazione-al-100-nel-settore-life-sciences.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ricerca e cura             				  			             Pharma           14 Aprile 2026                          Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences                          Oltre 460 giovani coinvolti dal 2019 nella Pharma Academy, con un tasso di occupazione e coerenza tra studi e lavoro pari al 100%           La Pharma Academy ha formato oltre 300 giovani dal 2019 e ne ha attualmente 160 in corso di formazione, con un tasso di occupazione del 100%. I dati sono stati presentati in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, durante l’evento “Competenze per l’innovazione” organizzato da Farmindustria.Secondo quanto riportato, il tasso di coerenza tra percorso di studi e occupazione è pari al 100%. Il 35% degli iscritti è costituito da donne, una quota superiore alla media nei percorsi Stem, mentre il 30% degli studenti è già laureato o frequenta l’università.L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Farmindustria e la Fondazione Its Pharma Academy con l’obiettivo di colmare il divario di competenze tecniche nel settore. «Dal 2019 abbiamo dato vita a un’Academy settoriale da cui è scaturito nel 2023 il primo Campus Its in Italia», ha dichiarato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, sottolineando il ruolo della partnership pubblico-privato nel favorire occupazione e sviluppo delle competenze.Il modello formativo si è evoluto negli anni fino a configurarsi come una Academy di filiera nelle life sciences, con il coinvolgimento anche dell’Agenzia Italiana del Farmaco nelle attività didattiche. Nel 2025 il modello è stato esportato anche in Egitto nell’ambito del Piano Mattei.Tra i profili formati figurano tecnici di laboratorio, addetti alle camere sterili, operatori della catena di approvvigionamento e del controllo qualità. «L’obiettivo è promuovere un modello di Campus capace di formare risorse altamente specializzate e favorire la portabilità internazionale delle competenze», ha affermato Giorgio Maracchioni, presidente della Fondazione Pharma Academy.L’iniziativa viene indicata come un modello di politica attiva del lavoro nel settore delle life sciences, con focus su formazione tecnica, occupabilità e allineamento tra domanda e offerta di competenze.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale          Governo e Parlamento                    Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale                  Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute 		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti          Governo e Parlamento                    Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti                  Durante un’audizione al Senato la Fondazione GIMBE ha chiesto il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, segnalando criticità su risorse, governance e equità 		  14/04/2026        Europa        Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE          Europa                    Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE                  Nel 2025 il saldo commerciale dei farmaci nell’UE raggiunge 220,5 miliardi. Export e import in crescita 		  13/04/2026        Governo e Parlamento        Liste d’attes
a, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli          Governo e Parlamento                    Liste d’attesa, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli                  Da gennaio 2026 circa 500 segnalazioni sulle liste d’attesa. Persistono ritardi anche per urgenze. Il ministro richiama Regioni e controlli sull’intramoenia   
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		<title><![CDATA[Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969408616.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:19:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             acqua           14 Aprile 2026                          Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale                          Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute           Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS/UNECE su Acqua e Salute, accordo giuridicamente vincolante che integra tutela della salute e gestione sostenibile delle risorse idriche. Il percorso attuativo è al centro del convegno internazionale “Italian Ratification of the WHO/UNECE Protocol on Water and Health”, in programma da oggi al 17 aprile presso l’Istituto superiore di sanità.Con la ratifica, l’Italia si unisce ai Paesi della Regione paneuropea impegnati a definire obiettivi nazionali misurabili su accesso all’acqua potabile, servizi igienico-sanitari sicuri, riduzione delle malattie idrotrasmesse e protezione degli ecosistemi idrici, con obblighi periodici di rendicontazione a OMS e UNECE.L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato da crisi idrica, cambiamenti climatici e pressioni ambientali, che spingono a considerare l’acqua come determinante di sicurezza sanitaria oltre che ambientale. Il modello proposto integra sanità pubblica, gestione delle risorse, industria, agricoltura e ricerca, con un approccio di prevenzione intersettoriale.“L’acqua è una risorsa unica e insostituibile, essenziale per sostenere la vita e i diritti umani”, afferma Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto superiore di sanità, richiamando l’approccio “One Water” in linea con i principi della One Health.Sul piano operativo, l’Italia ha già sviluppato strumenti coerenti con gli obiettivi del Protocollo. Tra questi il Sistema nazionale di prevenzione Salute-Ambiente-Clima e il Centro nazionale per la sicurezza delle acque (CeNSiA), istituito presso l’Iss con la legge 127/2022, che svolge funzioni tecnico-scientifiche di supporto alle Regioni e alle autorità di regolazione.Il CeNSiA, in qualità di focal point nazionale del Protocollo, coordina anche iniziative internazionali sulla resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici. Il primo rapporto nazionale ha evidenziato un’elevata conformità della qualità dell’acqua potabile nel Paese.Nel quadro normativo europeo, la nuova direttiva sulle acque reflue urbane approvata nel 2024 amplia il campo di applicazione, introduce il trattamento avanzato per la rimozione dei microinquinanti, inclusi residui farmaceutici, e rafforza il monitoraggio sanitario. La direttiva prevede inoltre il principio di responsabilità estesa del produttore, con il coinvolgimento dei produttori di farmaci e cosmetici nei costi del trattamento.La revisione della direttiva sulle acque di balneazione punta invece a superare il controllo retrospettivo, introducendo modelli previsionali e gestione del rischio sito-specifica.A supporto dell’attuazione del Protocollo si inserisce il progetto ACeS – “Acqua, Clima e Salute”, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano nazionale complementare al PNRR, che integra ricerca, innovazione tecnologica e supporto regolatorio per tradurre le evidenze scientifiche in decisioni operative.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti          Governo e Parlamento                    Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti                  Durante un’audizione al Senato la Fondazione GIMBE ha chiesto il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, segnalando criticità su risorse, governance 
e equità 		  14/04/2026        Europa        Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE          Europa                    Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE                  Nel 2025 il saldo commerciale dei farmaci nell’UE raggiunge 220,5 miliardi. Export e import in crescita 		  14/04/2026        Mercato        Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences          Mercato                    Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences                  Oltre 460 giovani coinvolti dal 2019 nella Pharma Academy, con un tasso di occupazione e coerenza tra studi e lavoro pari al 100% 		  13/04/2026        Governo e Parlamento        Liste d’attesa, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli          Governo e Parlamento                    Liste d’attesa, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli                  Da gennaio 2026 circa 500 segnalazioni sulle liste d’attesa. Persistono ritardi anche per urgenze. Il ministro richiama Regioni e controlli sull’intramoenia   
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		<title><![CDATA[Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969508617.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/europa/7360/mercato-farmaci-eurostat-surplus-record-in-europa-italia-primo-importatore-extra-ue.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Farmaci           14 Aprile 2026                          Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE                          Nel 2025 il saldo commerciale dei farmaci nell’UE raggiunge 220,5 miliardi. Export e import in crescita           Il mercato europeo dei medicinali registra nel 2025 un saldo commerciale record di 220,5 miliardi di euro. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, le esportazioni hanno raggiunto 366,2 miliardi di euro e le importazioni 145,7 miliardi, entrambe in aumento rispetto al 2024.L’Irlanda si conferma il primo esportatore verso i Paesi extra-UE con 93,8 miliardi di euro, seguita dalla Germania con 67,9 miliardi e dal Belgio con 38,5 miliardi. Sul fronte delle importazioni, l’Italia si colloca al primo posto tra gli Stati membri con acquisti per 27,5 miliardi di euro, seguita da Belgio (24,7 miliardi) e Germania (24,2 miliardi).Gli Stati Uniti rappresentano il principale partner commerciale dell’Unione europea. Nel 2025 hanno assorbito il 43,8% delle esportazioni farmaceutiche europee, pari a 160,6 miliardi di euro. Seguono la Svizzera con il 16,3% (59,7 miliardi) e il Regno Unito con il 5,6% (20,6 miliardi). Anche sul versante delle importazioni gli Stati Uniti si confermano il primo fornitore con il 41,2% del totale (60,1 miliardi), seguiti da Svizzera (28,4%) e Cina (9%).Il dato evidenzia il rafforzamento del ruolo dell’Europa come esportatore netto nel settore farmaceutico e conferma il peso delle relazioni commerciali con i principali partner internazionali. In questo contesto, il posizionamento dell’Italia come primo importatore da Paesi extra-UE segnala una rilevante esposizione alle dinamiche della supply chain globale dei medicinali.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale          Governo e Parlamento                    Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale                  Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute 		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti          Governo e Parlamento                    Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti                  Durante un’audizione al Senato la Fondazione GIMBE ha chiesto il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, segnalando criticità su risorse, governance e equità 		  14/04/2026        Mercato        Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences          Mercato                    Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences                  Oltre 460 giovani coinvolti dal 2019 nella Pharma Academy, con un tasso di occupazione e coerenza tra studi e lavoro pari al 100% 		  13/04/2026        Governo e Parlamento        Liste d’attesa, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli          Governo e Parlamento                    Liste d’attesa, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli                  Da gennaio 2026 circa 500 segnalazioni sulle liste d’attesa. Persistono ritardi anche per urgenze. Il ministro richiama Regioni e controlli sull’intramoe
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		<title><![CDATA[Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968208620.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Riforma Ssn           14 Aprile 2026                          Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti                          Durante un’audizione al Senato la Fondazione GIMBE ha chiesto il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, segnalando criticità su risorse, governance e equità           La Fondazione Gimbe chiede il ritiro del disegno di legge delega sulla riforma del Servizio sanitario nazionale. La richiesta è stata avanzata durante l’audizione presso la 10ª Commissione del Senato, nell’ambito dell’esame del ddl n. 1825.Secondo quanto illustrato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, il provvedimento presenta “numerose criticità” e non dispone di risorse adeguate per raggiungere gli obiettivi dichiarati. «Il ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione», ha affermato.Uno dei punti centrali riguarda la clausola di invarianza finanziaria. Il testo prevede risorse certe limitate a 30 milioni di euro destinati alla sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. «Una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi», ha sottolineato Cartabellotta.Tra le criticità evidenziate, la Fondazione segnala anche un perimetro della delega ritenuto troppo ampio e poco definito. «Questo impianto rispetto ai vincoli costituzionali rischia di tradursi in una vera e propria “delega in bianco”», ha dichiarato il presidente.Sul piano istituzionale, GIMBE rileva il mancato coinvolgimento delle Regioni nella fase consultiva e un ruolo limitato del Parlamento. Gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari per un parere non vincolante da esprimere entro 30 giorni.Dal punto di vista organizzativo, il disegno di legge viene giudicato sbilanciato verso l’assistenza ospedaliera e carente sul fronte della prevenzione. «È paradossale che una riforma del Ssn finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico», ha osservato Cartabellotta, aggiungendo che «il termine prevenzione non ricorre addirittura mai nel testo».La Fondazione segnala inoltre possibili effetti sull’equità di accesso e sul rapporto tra pubblico e privato. Il provvedimento, secondo GIMBE, «apre spazi alla sanità privata» e potrebbe incidere sulle diseguaglianze territoriali e sociali, oltre che sui bilanci regionali.Alla luce delle criticità evidenziate, la Fondazione ha chiesto di interrompere l’iter del disegno di legge e avviare un confronto più ampio sul riordino del Servizio sanitario nazionale. «Se l’obiettivo dichiarato è davvero garantire effettività nella tutela della salute, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il ddl delega e di aprire un confronto ampio», ha concluso Cartabellotta.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale          Governo e Parlamento                    Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale                  Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute 		  14/04/2026        Europa        Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE          Europa                    Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE                  Nel 2025 il saldo commerciale dei farmaci nell’UE raggiunge 220,5 miliardi. Export e import in crescita 		  14/04/2026        Mercato        Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences          Mercato                    Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences                  Oltre 460 giovani coinvolti dal 2019 nella Pharma Academy, con un tasso di occupazione e coerenza tra studi e lavoro pari al 100% 		  13/04/2026        Governo e Parlamento        Liste d’attesa, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli          Governo e Parlamento                    Liste d’attesa, segnalazioni in aumento. Schillaci: applicare le norme e rafforzare i controlli                  Da gennaio 2026 circa 500 segnalazioni sulle liste d’attesa. Persistono ritardi anche per urgenze. Il ministro richiama Regioni e controlli sull’intramoenia   
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		<title><![CDATA[Guerra in Iran, industria: rischio carenze di farmaci nei prossimi mesi  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402906809178.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/mercato/7363/guerra-in-iran-industria-rischio-carenze-di-farmaci-nei-prossimi-mesi.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Pharma           14 Aprile 2026                          Guerra in Iran, industria: rischio carenze di farmaci nei prossimi mesi                          Farmindustria e Confindustria segnalano l’impatto della crisi in Iran su energia e materie prime. Possibili effetti sulle forniture in Europa dall’estate           Il rischio di carenze di farmaci potrebbe emergere nei prossimi mesi e diventare più concreto a partire dall’estate se il conflitto in Iran dovesse proseguire. È quanto segnalano esponenti dell’industria farmaceutica intervenuti a Roma all’evento “Innovazione, investimenti, competenze. L’industria farmaceutica come asset prioritario del Made in Italy”.Secondo Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, «l’orizzonte temporale è breve, quindi di alcuni mesi. Dopodiché la situazione potrebbe diventare davvero preoccupante, così come la sostenibilità industriale». Il conflitto in Iran, ha aggiunto, rappresenta «il terzo shock in quattro anni, dopo Ucraina e crisi del Mar Rosso, che colpisce simultaneamente logistica, energia e costi di tutti i fattori di produzione», con «proiezioni di aumenti totali di oltre il 20%, da sommare all’incremento del 30% dal 2021 a oggi».L’aumento dei costi riguarda diverse componenti della filiera. «Si sono visti già incrementi del 25% sull’alluminio, del 15% sui principi attivi, del 25% sul vetro e la carta per l’imballaggio», ha spiegato Cattani, sottolineando che «le filiere vanno sotto stress» con una riduzione dei volumi disponibili e fenomeni di accaparramento. La dipendenza da fornitori esteri resta un elemento critico: «ci sono limiti oggettivi perché, ad esempio, l’alluminio lo prendiamo in India o in Cina o in Australia».Sulle possibili ricadute sulle forniture è intervenuta anche Lucia Aleotti, vicepresidente per il Centro studi di Confindustria, che ha collegato l’evoluzione del quadro internazionale alla stabilità degli approvvigionamenti. «Il settore farmaceutico potrebbe andare al rischio di carenze perché le forniture a livello globale sono tutte connesse», ha affermato. «I fornitori di principi attivi sono energivori, i costi dei materiali di confezionamento sono esplosi. Il rischio è che ci possa essere una limitazione delle forniture in Europa e in Italia».Aleotti ha indicato una possibile finestra temporale per gli effetti della crisi: «non attualmente, non nei prossimi mesi, ma a partire dall’estate o dopo l’estate». In questo contesto, ha concluso, «sarà cruciale il tipo di risposta che i Paesi e la Commissione europea sapranno dare».Le indicazioni emerse nel corso dell’evento richiamano il tema della vulnerabilità delle filiere del farmaco in presenza di shock geopolitici, con possibili implicazioni sulla continuità delle forniture e sulla sostenibilità produttiva nel medio periodo.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale          Governo e Parlamento                    Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale                  Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute 		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti          Governo e Parlamento                    Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti                  Durante un’audizione al Senato la Fondazione GIMBE ha chiesto il ritiro del Ddl delega sulla r
iforma del Ssn, segnalando criticità su risorse, governance e equità 		  14/04/2026        Europa        Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE          Europa                    Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE                  Nel 2025 il saldo commerciale dei farmaci nell’UE raggiunge 220,5 miliardi. Export e import in crescita 		  14/04/2026        Regioni e Asl        Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale.          Regioni e Asl                    Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale.                  Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale   
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		<title><![CDATA[Farmaci, Novo Nordisk–OpenAI: accordo sull’IA per accelerare ricerca e sviluppo  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402906909179.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:31:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="231" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402906909179.PDF"><![CDATA[sanita33.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/mercato/7362/farmaci-novo-nordisk-openai-accordo-sull-ia-per-accelerare-ricerca-e-sviluppo.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ricerca e cura             				  			             intelligenza artificiale           14 Aprile 2026                          Farmaci, Novo Nordisk–OpenAI: accordo sull’IA per accelerare ricerca e sviluppo                          La collaborazione punta a usare l’intelligenza artificiale per analizzare dati complessi e ridurre i tempi tra ricerca e accesso alle terapie.           Novo Nordisk ha annunciato una partnership con OpenAI per integrare l’intelligenza artificiale nei processi di ricerca e sviluppo farmaceutico, con l’obiettivo di accelerare l’individuazione di nuovi farmaci e ridurre i tempi di accesso alle terapie. Lo riferisce l’azienda in una nota, ripresa anche da fonti di stampa internazionali.Secondo quanto comunicato, la collaborazione consentirà di applicare strumenti avanzati di IA all’analisi di dataset complessi, all’identificazione di potenziali candidati farmacologici e alla verifica più rapida delle ipotesi di ricerca. L’obiettivo dichiarato è ridurre il tempo necessario per passare dalla fase di scoperta al paziente.«L’integrazione dell’IA nel nostro lavoro quotidiano ci offre la possibilità di analizzare dati su una scala prima impossibile, identificare modelli e testare ipotesi più rapidamente», ha dichiarato Mike Doustdar, presidente e amministratore delegato di Novo Nordisk. «Ci sono milioni di persone con obesità e diabete che hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche».Anche Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale nelle scienze della vita, evidenziando come possa contribuire ad accelerare le scoperte scientifiche e migliorare l’efficienza dei processi.La partnership si inserisce in un contesto in cui le aziende farmaceutiche stanno aumentando l’impiego dell’intelligenza artificiale per ottimizzare attività complesse e lunghe, in particolare nelle fasi iniziali della ricerca e nella gestione dei trial clinici. Secondo quanto riportato da fonti di stampa, i benefici più immediati dell’IA riguardano l’analisi dei dati e l’identificazione dei pazienti per gli studi clinici, mentre l’applicazione completa lungo l’intero ciclo di sviluppo resta ancora in evoluzione.Novo Nordisk ha già avviato iniziative analoghe nel campo dell’intelligenza artificiale, tra cui collaborazioni per lo sviluppo di modelli dedicati alla ricerca precoce e allo sviluppo clinico. L’accordo con OpenAI rappresenta un ulteriore passaggio nella strategia dell’azienda, impegnata anche sul fronte delle terapie per obesità e diabete.La collaborazione, precisa la società, è stata strutturata nel rispetto degli standard di protezione dei dati, governance e supervisione umana, con l’obiettivo di garantire un utilizzo conforme alle normative.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale          Governo e Parlamento                    Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale                  Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute 		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti          Governo e Parlamento                    Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti                  Durante un’audizione al Senato la Fondazione GIMBE ha chiesto il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, segnalando criticità su risorse, governance e equità 		  14/04/2026
        Europa        Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE          Europa                    Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE                  Nel 2025 il saldo commerciale dei farmaci nell’UE raggiunge 220,5 miliardi. Export e import in crescita 		  14/04/2026        Regioni e Asl        Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale.          Regioni e Asl                    Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale.                  Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale   
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		<title><![CDATA[Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale.  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402905809180.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:32:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/regioni-e-asl/7361/al-cracking-cancer-forum-di-bari-il-focus-su-cronicizzazione-dei-tumori-follow-up-e-ruolo-delle-reti-oncologiche-e-dell-intelligenza-artificiale.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Oncologia           14 Aprile 2026                          Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale.                          Al Cracking Cancer Forum di Bari il focus su cronicizzazione dei tumori, follow up e ruolo delle reti oncologiche e dell’intelligenza artificiale           Entro il 2030 i casi prevalenti di tumore potrebbero superare i 4 milioni, imponendo una revisione dei modelli di presa in carico e dell’organizzazione dei servizi. Il dato emerge dall’ottava edizione del Cracking Cancer Forum, in corso a Bari.Secondo quanto illustrato da Fabrizio Stracci, presidente dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTum), l’aumento dei pazienti che convivono nel tempo con una diagnosi oncologica è legato sia al miglioramento della sopravvivenza sia all’efficacia degli screening. «Nel 2030 i casi prevalenti potrebbero superare i 4 milioni», ha spiegato, sottolineando la necessità di rafforzare la prevenzione e ripensare la presa in carico, includendo anche i bisogni sociali e psicologici.Il cambiamento epidemiologico impone una riorganizzazione dei servizi sanitari. La gestione della fase di follow up, in particolare, è stata indicata come uno dei nodi ancora da completare. Giammarco Surico, coordinatore operativo della Rete oncologica pugliese, ha evidenziato la necessità di garantire una presa in carico complessiva attraverso i percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali e di completare il follow up per rendere continuo il percorso del paziente.Sul piano organizzativo, è emerso il ruolo centrale delle reti oncologiche regionali. Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, ha richiamato la necessità di una revisione dei Pdta alla luce della telemedicina e di un percorso digitalizzato che consenta la pianificazione delle prestazioni diagnostiche e di controllo, evitando frammentazioni e accessi impropri.Nel dibattito è stato inoltre sottolineato l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale nei percorsi oncologici. Gianni Amunni, presidente del Cracking Cancer Forum e dell’Associazione Periplo, ha evidenziato come l’IA debba essere integrata lungo tutte le fasi del percorso, dalla prevenzione alla cura, con un approccio che valorizzi le opportunità mantenendo un controllo critico sugli ambiti applicativi.La cronicizzazione della malattia oncologica pone anche un tema di sostenibilità per il Servizio sanitario nazionale. L’aumento dei pazienti a lungo sopravviventi richiede infatti un rafforzamento delle cure territoriali e una maggiore integrazione con le cure primarie, per rispondere a una domanda assistenziale destinata a crescere nei prossimi anni.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale          Governo e Parlamento                    Acqua e salute, ratificato il Protocollo OMS-UNECE. Verso un coordinamento nazionale                  Il Senato ha ratificato il 31 marzo 2026 il Protocollo OMS-UNECE su Acqua e Salute 		  14/04/2026        Governo e Parlamento        Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti          Governo e Parlamento                    Riforma Ssn, Gimbe chiede il ritiro del ddl delega. criticità e risorse insufficienti                  Durante un’audizione al Senato la Fondazione GIMBE ha chiesto il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, segnalando criticità su risorse, gov
ernance e equità 		  14/04/2026        Europa        Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE          Europa                    Mercato farmaci, Eurostat: surplus record in Europa. Italia primo importatore extra-UE                  Nel 2025 il saldo commerciale dei farmaci nell’UE raggiunge 220,5 miliardi. Export e import in crescita 		  14/04/2026        Mercato        Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences          Mercato                    Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences                  Oltre 460 giovani coinvolti dal 2019 nella Pharma Academy, con un tasso di occupazione e coerenza tra studi e lavoro pari al 100%   
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		<title><![CDATA[Riforma del Servizio Sanitario: timori per risorse e disuguaglianze ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402958808658.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"teleborsa.it" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La Fondazione GIMBE, in audizione al Senato, chiede il ritiro del DDL delega e l’apertura di un confronto pi&#249; ampio</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:35:00 +0200</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/95_2026-04-14_TLB/Riforma-del-Servizio-Sanitario-timori-per-risorse-e-disuguaglianze.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Home Page  /  Notizie  /  Riforma del Servizio Sanitario: timori per risorse e disuguaglianze                Riforma del Servizio Sanitario: timori per risorse e disuguaglianze                La Fondazione GIMBE, in audizione al Senato, chiede il ritiro del DDL delega e l’apertura di un confronto più ampio                        Economia                                                14 aprile 2026 - 11.44                    (Teleborsa) - "Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità".È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN."Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo". Il provvedimento punta infatti "a garantire l’effettività nella tutela della salute", nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. "Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato".Criticità Formali. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. "Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria "delega in bianco". Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte".Criticità Politiche. "A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni".Criticità Finanziarie. Le risorse certe sono limitate ai 30 milioni di euro assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. "La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi". In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categori
e: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili. La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. "In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili". Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri. Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali".Criticità Tecniche. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla "riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera", senza affrontare la "revisione del modello organizzativo". Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. "È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine "prevenzione" non ricorra addirittura mai nel testo".Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA".Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile "invasione di campo" rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. "È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa
 in carico dei pazienti". Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. "ospedali elettivi", strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. "La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica".I rischi. Il Presidente ha richiamato i possibili "effetti collaterali" della riforma: dal rischio di "deleghe sospese" in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta Gimbe. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute."Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali "effetti collaterali" – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità".    Condividi```			Leggi anche                Scuola, riforma Istituti Tecnici: Anief contrario per didattica e organici                            Anief proclama stato agitazione su riforma Istituti tecnici: confronto al MIM su futuro docenti                            Scuola, Anief auspica rinvio riforma Istituti Tecnici all'AS 2026-2027                            Corte Conti: ok a programma 2026 su controlli gestione   
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		<title><![CDATA[“Sanità a Corinaldo (Marche – Italia): onore al merito o ipocrisia politica?” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403147306319.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"valmisa.com" </b>  del 14 Apr 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Leggere attentamente le avvertenze: questo non è un articolo divertente, può generare effetti collaterali di scoramento, indignazione, o voglia di impegnarsi, a seconda dei casi. Leggo di un premio dedicato alla memoria di Alfonso Federico Pagliariccio, medico scomparso nel 1980, spesso associato ad attenzione per la persona, rispetto, professionalità unita a sensibilità umana, ad una […]</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:17:00 +0200</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Leggere attentamente le avvertenze: questo non è un articolo divertente, può generare effetti collaterali di scoramento, indignazione, o voglia di impegnarsi, a seconda dei casi.Leggo di un premio dedicato alla memoria di Alfonso Federico Pagliariccio, medico scomparso nel 1980, spesso associato ad attenzione per la persona, rispetto, professionalità unita a sensibilità umana, ad una idea di professione medica intesa come prendersi cura e non come lucro.Tutti elementi assai carenti nella pratica medica attuale e nelle scelte politiche.Non entro nel merito della parte tecnico-scientifica del premio (che non conosco, ma che presumo di buon livello) né dei soggetti promotori, che ovviamente rispetto.Però, nelle foto dell’evento conclusivo, vedo tra il pubblico figure di politici ed amministratori pubblici i cui partiti hanno fatto (e continuano a fare) strame del servizio sanitario nazionale: dal 2010 al 2019, col Partito Democratico al governo nazionale quasi tutti gli anni, la sanità pubblica è stata definanziata di 37 miliardi di Euro (fonte Gimbe). Con il PD al governo regionale marchigiano dal 2015 al 2020 sono stati chiusi o declassati 13 ospedali.La premiazione si è tenuta a Corinaldo i cui amministratori (alcuni) mi sembra siano politicamente assai vicini all’attuale principale partito di governo (nazionale e regionale) Fratelli d’Italia: ritengo superfluo argomentare lo stato pietoso in cui versa la sanità attuale, tra visite specialistiche impossibili e sacche di plasma gettate al macero.Ma sarebbe parziale dare le responsabilità solo sulla politica (che pure ne ha tante).Anche la classe medica, di fronte a questo sfacelo, è rimasta spesso silente se non complice, con alcune luminose eccezioni, ad es. il dott. Gabriele Pagliariccio ed altri che singolarmente o riuniti in associazioni professionali, si battono per servizi medici di qualità per tutti.La crisi della sanità pubblica è parallela alla crescita della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie (36 miliardi di Euro annui in Italia) con tanti bei guadagni per molti medici. Alla faccia della sanità come bene comune!La mia esperienza di utente dei servizi sanitari corinaldesi è stata pessima, telefoni che squillavano all’infinito in ambulatori medici durante i risicati orari di apertura, senza risposta; ore di fila in spazi angusti per tentare di conferire con un medico, scarsissima sensibilità per le difficoltà organizzative e psicologiche di chi si trova a gestire gravi patologie familiari.Tutto il contrario di quei valori attribuiti al dott. Alfonso Pagliariccio. Ricordo qualche stralcio di un surreale dibattito in consiglio comunale di Corinaldo di qualche mese fa, nel quale si discuteva di sanità, con i consiglieri intenti a dimostrare che la mozione era stata presentata per prima dalla propria fazione politica e non di quella avversa. Ricordo anche un articolo che, senza offendere nessuno, scrissi per raccontare la mia esperienza, che fu censurato nel giornalino comunale corinaldese; i problemi si risolvono nascondendoli? Si predica l’ascolto, ma non lo si pratica.Con questo non intendo fare di tutta un’erba un fascio, ci sono operatori sanitari che svolgono il loro ruolo egregiamente, che non ho mancato di ringraziare di persona.Ma se le cose in ambito sanitario vanno così male la responsabilità è di tanti, compresi quei cittadini che, se non capita qualcosa a loro direttamente, non si interessano, e vanno a letto tranquilli purché vinca Sinner.Auguro tanta salute a tutte e tutti!Massimo Bellucci   
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