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		<title><![CDATA[RAIUNO - SETTEGIORNI IN PARLAMENTO 07.05 - "Nino Cartabellotta ospite della trasmissione" - (11-04-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:29:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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In onda: 11-04-2026
Condotto da: SUSANNA PETRUNI 
Ospiti: GIORGIO MARIA BERGESIO  (LEGA), MARIANNA RICCIARDI  (M5S), NINO CARTABELLOTTA     (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE)

Servizio di:
Durata del servizio: 00:04:26
Orario di rilevazione: 07:21:34

Intervento di: NINO CARTABELLOTTA     (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE)




Speech to text
 siamo collegati con nino cartabellotta presidente della fondazione gimbe gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze bongiorno al al di là degli esempi positivi fuori dal coro come arginare la fuga di medici e infermieri che scelgono l'estero e non solo per buste paga più pesanti ma guardi tenderei a distinguere la situazione medici da quello infermieri perché la situazione medici e ci fa vedere che in italia non abbiamo una carenza in termini assoluti i professionisti vanno via dal servizio sanitario nazionale e si mettono sul libero mercato vanno anche all'estero vanno a lavorare nel privato puro nel privato accreditato quindi c'è un impoverimento della quantità di medici che lavorano nel servizio pubblico per quello che riguarda gli infermieri c'è proprio una vera e propria crisi vocazionale cioè noi abbiamo un numero di infermieri molto basso o sei e tre rispetto a quasi dieci della media europea della terra per mille abitanti ma soprattutto non abbiamo praticamente serbatoio perché nell'ultimo anno non abbiamo avuto nemmeno un giovane per ogni posto disponibile iscritto al corso di laurea in infermieristica quindi cosa significa questo che sono dinamiche diverse che devono essere gestite con strumenti diversi che sicuramente richiedono degli incrementi salariali ma anche miglioramenti e prospettive di carriera situazioni organizzative migliori oltre che sicurezza sul posto di lavoro con questo mix questa disaffezione dei professionisti per il servizio pubblico il pnrr poteva essere un'occasione irripetibile fino a che punto è riuscito a dare ossigeno alla nostra sanità ma in questo momento è ancora un work in progress il vero problema è che la missione sei salute del pnrr è molto indietro soprattutto in quella riforma dell'assistenza territoriale che doveva essere dopo l'esperienza della pandemia ha una sorta di rilancio o al dicembre del duemilaventicinque consideri che noi abbiamo soltanto sessantasei case della comunità che hanno tutti i servizi disponibili hanno anche il personale medico e infermieristico gli ospedali di comunità sono ancora indietro e la scadenza del pnrr è dietro l'angolo a questo aggiungo che sulla digitalizzazione soprattutto per quello che riguarda la diffusione del fascicolo sanitario elettronico seppur la regione siano abbastanza avanti dal punto di vista tecnologico in molte regioni soprattutto del centro-sud i cittadini non forniscono il consenso alla consultazione quindi è inevitabile che quella che io chiamo la cellula della trasformazione digitale permetterà di maschione tutte queste strutture di fatto non è assolutamente adeguata secondo lei qual è la prima emergenza sanitaria del paese cioè quale dovrebbe essere a suo avviso il primo intervento da effettuare ma guarda sicuramente quello di restituire attrattività al servizio pubblico ai professionisti sanitari perché dopo un periodo molto lungo di definanziamento di scarsa programmazione dai professionisti sanitari oggi siamo nella fase della demotivazione purtroppo la demotivazione non è come una tac risonanza magnetica che può essere acquistate se abbiamo i soldi quindi ci vogliono politiche di rilancio del capitale umano che deve essere rafforzato perché senza professionisti sanitari motivati quantitativamente sufficiente e qualificate da un punto di vista delle competenze cosa che l'italia ha ci invidiano in tutto il mondo è evidente che il servizio pubblico non può reggere quindi l'emergenza nell'emergenza e restituire attrattività al personale sanitario grazie chiarissimo le chiedo adesso una risposta più sintetica troppe differenze tra regione e regione come garantire equità di accesso alle cure e questa è una domanda molto complessa perché le differenze non sono soltanto regionali sono anche all'interno della stessa regione tra aree metropolitane e aree rurali a bassa densità abitativa tra diverse fasce socio-economiche della popolazione cioè sostanzialmente stiamo perdendo quella che è una delle caratteristiche principali del nostro servizio sanitario nazionale quella dell'equità di accesso alle cure è evidente
 che il prolungato il definanziamento la cattiva organizzazione in alcune regioni che si è prolungata per anni i piani di rientro non hanno favorito questo obiettivo e questo ovviamente deve essere una priorità politica perché di fronte alla salute di fronte alla malattia gli italiani dal punto di vista della costituzione sono tutte uguali allora grazie a nino cartabellotta presidente della fondazione gimbe riparto dal senatore


ID:6854284

Tag:  SANITÀ, CARENZA DI MEDICI , FONDAZIONE GIMBE, FUGA DEGLI INFERMIERI, TUTELA DELLA SALUTE

SPC/IB

11-04-26 08.29 NNNN 
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		<title><![CDATA[RAIUNO - SETTEGIORNI IN PARLAMENTO 07.05 - "Guerra in Iran: l'impatto sul bidget familiare" - (11-04-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:34:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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In onda: 11-04-2026
Condotto da: SUSANNA PETRUNI 
Ospiti: ANTONELLA STIRATI  (ECONOMIA POLITICA UNIVERSITÀ ROMA TRE), GIORGIO MARIA BERGESIO  (LEGA), MARIANNA RICCIARDI  (M5S), NINO CARTABELLOTTA     (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE)

Servizio di:
Durata del servizio: 00:03:43
Orario di rilevazione: 07:47:37

Intervento di: ANTONELLA STIRATI  (ECONOMIA POLITICA UNIVERSITÀ ROMA TRE)




Speech to text
 è tornata a trovarci la professoressa antonella stirati docente di economia politica all'università roma tre buongiorno la nostra economia è diventata vittima di continue crisi pandemia ucraine adesso iran come cambiano i consumi degli italiani l'unico metodo per sopravvive tagliare i costi e questo taglio ha comunque delle conseguenze allora i redditi reali degli italiani cioè in termini potere d'acquisto in media non hanno ancora recuperato i livelli del diciannove o addirittura del duemilasette no quindi siamo rimasti indietro rispetto all'inflazione quindi è chiaro che questo ulteriore timore di inflazione aumento dei prezzi spaventa soprattutto chi ha redditi bassi e infatti la fiducia dei consumatori è crollata alle vendite al dettaglio sono ferme e quali sono le conseguenze le conseguenze sono negative per l'economia perché si riduce la domanda e questo ci porta verso una stagnazione economica a livello individuale non credo che si possa far altro che insomma che cercare di cavarsela e la politica può fare qualcosa a mio parere dovrebbe urgentemente intervenire sul controllo dei prezzi dei beni energetici perché si parla tanto di tassare gli extraprofitti ma dovrebbe impedire il formarsi di questi extraprofitti agganciando i prezzi ai costi effettivi di approvvigionamento e quindi calmierando in questo modo l'inflazione si abbassa la qualità degli acquisti di prodotti alimentari e si riduce ulteriormente il ricorso a cure mediche fino a che punto si può tagliare e io credo che qui si debba intervenire sui redditi quindi aumentare le retribuzioni soprattutto quelle più basse adeguando all'inflazione soprattutto l'inflazione al costo dei beni necessari nella sanità no non si può tagliare ulteriormente perché già le famiglie pagano di tasca propria una quota molto rilevante della spesa sanitaria una quota che è in crescita a causa dei disservizi della sanità e questo incide più pesantemente sui redditi bassi sulle regioni del sud quindi anche in modo iniquo diciamo bisognerebbe intervenire la sospensione del patto di stabilità una scelta obbligata in questo questo nostro caso ma guardi io sono molto critica delle regole fiscali europee perché il patto di stabilità ci avrebbe portato comunque persino senza questa guerra questa crisi in una situazione di stagnazione economica di scarsa crescita quindi a mio parere l'italia deve trovare la forza di uscire da questi vincoli che determinano stagnazione economica redditi che che non crescono eccetera e riuscire a trovare una strada anche a negoziare una strada per ridurre il rapporto debito pil attraverso la crescita e non attraverso l'austerità come difendere le famiglie abbiamo già detto secondo me le due strade sono uno l'adeguamento delle retribuzioni in particolare di quelle più basse all'inflazione e l'altro è il controllo sui prezzi energetici che attualmente sono agganciati al prezzo del gas sul mercato di amsterdam che è un mercato fortemente speculativo e dovrebbero essere almeno temporaneamente regolati in modo da agganciarsi ai costi effettivi di approvvigionamento questo riuscirebbe a fermare il processo inflazionistico allora grazie alla professoressa antonella stirati dell'università roma tre resti ancora con noi io riparto dall'onorevole


ID:6854294

Tag: FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ, PATTO DI STABILITÀ, POTERE D ACQUISTO, RIPERCUSSIONI ECONOMICHE 

Keywords: fondazione gimbe, Nino Cartabellotta

SPC/IB

11-04-26 08.34 NNNN 
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