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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[RAI TRE PIEMONTE - BUONGIORNO REGIONE PIEMONTE 07.30 - "Pianocountdown, le case e gli ospedali di comunità" - (07-04-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:59:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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In onda: 07-04-2026
Condotto da:
Ospiti:

Servizio di: FRANCESCA NACINI 
In collegamento: SIMONA DE CIERO 
Durata del servizio: 00:04:37
Orario di rilevazione: 07:48:19

Intervento di: GIOVANNI LA VALLE  (DIRETTORE GENERALE ASLTO3)




Speech to text
 questa qua del corriere della sera proprio firmata da simone ha deciso che abbiamo in studio case di comunità in piemonte su novantasei soltanto cinque sono già operative ma a torino si accelera picco dice accordo con i medici per l'assessore piccolo accordo con i medici per coprire settecento ore di lavoro su novecento allora si in questo articolo spieghi che insomma ci sono due fronti quello degli infermieri è quello dei medici sì assolutamente diciamo che uno dei temi principali è proprio come verranno gestite al loro interno le case gli ospedali di comunità e da un certo punto di vista il sindacato nursing up sindacato del comparto con gli infermieri osa più in generale personale di servizio delle strutture sanitarie e ha bandito jamal dice c'è un concorso il concorso è stato fatto han partecipato quasi due mila persone e chiede alla politica e agli amministratori pubblici di accelerare perché quelle quel concorso di venti già operativo e le persone che l'hanno superato possano entrare a lavorare in pianta stabile nelle case di comunità quindi lo dico dal nostro punto dal loro lato nostro problema non ce n'è esatto dall'altra parte i medici di medicina generale spiegano da oltre un anno abbiamo istituito le aggregazioni funzionali territoriali ovvero questi gruppi di medicina dove i medici allargano il loro orario di servizio attraverso una auto mutuo aiuto una pratica che di fatto esisteva già da tempo ma che adesso è stata messa a sistema di questo monte-ore quale vorreste amministratori pubblici che finisce all'interno delle case di comunità abbiamo bisogno di capire chiaramente che cosa volete da noi e come per poterlo organizzare ma anche per non esser tappabuchi fa diventare dei veri medici specialisti del territorio per cui insomma il tema organizzativo è ancora apertissimo ed è questo il nodo centrale le strutture se finiranno magari con qualche giorno di ritardo ma il tema è chi le abiterà allora le strutture finiranno intanto allora vediamo insieme a che punto siamo sulla realizzazione delle strutture e poi torniamo a commentare un po' diciamo all'interno di questa struttura vediamo insieme il servizio di francesca mancini il conto alla rovescia è cominciato a meno di tre mesi dal trenta giugno scadenza per la riforma dell'assistenza territoriale prevista dal pnrr è corsa anche in piemonte a chiudere cantieri attivare servizi nelle nuove case ospedali di comunità pena la possibile perdita dei finanziamenti centotto i presidi previsti cui si sommano una manciata di altre opere per cui sono stati trovati i fondi extra non tutto a livello nazionale sarà pronto in tempo rivelano le fotografie scattate da enti pubblici come agenas o fondazioni indipendenti come gimbe che nel suo ultimo report parla di gravi ritardi lungo lo stivale il piemonte non è tra le regioni più indietro ma è ancora lontano dall'obiettivo attivato almeno un servizio nel trentasette cinque per cento delle case di comunità contro una media nazionale del quarantacinque cinque e nel tre per cento degli ospedali di comunità rispetto a una media italiana del ventisette al ventiquattresimo piano del grattacielo della regione tuttavia restano fiduciosi dall'ultima rendicontazione ufficiale che risale a gennaio infatti ulteriori strutture hanno aperto i battenti a torino in via botticelli ospedale e casa di comunità insieme e poi in via cigna nell'ex astanteria martini si stanno proprio in questi giorni trasferendo servizi nella nuova casa di comunità inaugurazione dopodomani altrove a ceva sono venti posti letto attivati nell'ospedale di comunità ad alessandria la casa di via pacinotti imminenti aperture pure omegna e gattinara mentre a giaveno uno degli ultimi presidi inaugurati se già fatto un passettino in più permette a febbraio l'ospedale di comunità è operativo e sono previsti i ricoveri di pazienti che arrivano dall'ospedale a cuccia come setting assistenziale posso come dire raffreddare la situazione clinica per poi poterli spostare a domicilio questa la nostra struttura ne siamo molto orgogliosi perché oltre a lavorare ai nostri special
isti hanno cominciato a essere operativi anche alcuni medici di famiglia che quindi sono già integrati grandi ritorni la prossima sfida appunto proprio questa evitare che i nuovi poli rimangano scatole vuote in una regione dove le figure sanitarie nel pubblico continuano a mancare i medici di medicina generale di certo non scalpitano per lasciare i propri ambulatori e mettersi al servizio della rinnovata organizzazione riuscirà a completare il piano edile senza però produrre benefici completi per i cittadini sarebbe comunque una sconfitta rivolgersi oggetto mistico cooperative va delineandosi come una possibile soluzione transitoria


ID:6849056

Tag: AGENAS, FONDAZIONE GIMBE

SPC/DP

07-04-26 08.59 NNNN 
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	<item>
		<title><![CDATA[RAITRE - TG3 FUORI TG 12.25 - "Sanità e di emergenza medici" - (07-04-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 13:06:00 +0200</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[
In onda: 07-04-2026
Condotto da:
Ospiti: ANNA LISA MANDORINO  (CITTADINANZA ATTIVA), MARIO GUARINO  (SIMEU)

Servizio di:
Durata del servizio: 00:21:56
Orario di rilevazione: 12:24:37

Intervento di: ANNA LISA MANDORINO  (CITTADINANZA ATTIVA), DANIELE SAIA (SINDACO AGNONE), GIOVANNI AMEDEO DI NUCCI, MARIO GUARINO  (SIMEU), PAOLA CAPORALETTI




Speech to text
 ma sono qui prima di tutto per sensibilizzare perché dobbiamo mantenere il punto nascita il laboratorio di emodinamica che la parte di cardiologia che salva le persone quando c'è un infarto e questo laboratorio è fondamentale non solo per la provincia di isernia ma anche per alcune zone limitrofe io resto il tempo necessario per essere sicuri che questi due reparti non vengano chiusi e che ci sia un intervento straordinario per assumere medici sono molti molisani che anche per le operazioni di bassa complessità come si dice in gergo vanno fuori regione perché sono stati depotenziati gli ospedali pubblici ha disinvestito negli anni le famiglie cominciano a spendere i propri soldi per andare nelle strutture convenzionate o in quelle private quello che dobbiamo fare è rilanciare tutto il servizio sanitario nazionale con una programmazione che non promette tagli ma che promette invece investimenti non solo i macchinari ma soprattutto nelle persone del personale medico oggi c'è carenza di medici soprattutto negli ospedali pubblici delle aree interne questo problema è comune ad altre regioni ad altre aree interne ci vuole sicuramente uno sforzo aggiuntivo come in altre regioni è stato fatto capendo la specialità e l'importanza la debolezza ma anche la fragilità di questi territori buongiorno amici di fuori tg oggi parliamo di sanità e di emergenza medici mancano non si trovano perché cercheremo di capire quali sono le motivazioni lo avete riconosciuto nella copertina del nostro inviato pier damiani d'agata montata da sole marrama e il sindaco di isernia noi continuiamo a seguire la sua protesta la protesta del piero castrocaro che egli intenda dal ventisei di dicembre pensate a difendere il suo ospedale l'ospedale dei suoi cittadini perché non si trovano i medici rischiano i reparti ed è una carenza tutto il territorio italiano questa è l'emergenza noi partiamo dal molise per raccontare qualcosa di più ampio che sta succedendo nel nostro paese lo facciamo con i nostri ospiti in collegamento dalla sede rai di napoli è venuto a trovarci mario guarino vicepresidente nazionale del simeu che la società italiana di medicina di emergenza urgenza buongiorno buongiorno credo che l'invito voglio sottolineare che rappresenta ed è molto interessante questa è una società di medicina che unisce sia i medici che gli infermieri uniti in un fronte molto delicato della nostra qui in studio fatevi salutare anna lisa mandorino un'amica di fuori tg segretaria generale di cittadinanzattiva bentornata e pier damiani d'agata ve lo presento il nostro collega che ha inviato che ha seguito questi pezzi un racconto molto interessante adesso faremo in giro per l'italia ma intanto io vorrei partire dal seme o da chi rappresenta i medici sul fronte lei anche il primario di un reparto importante del pronto soccorso del ciclo di napoli intanto iniziamo quanto durano i vostri turni di lavoro non so rispondere nel senso che molto spesso se non c'è il turno allo smonto succede in tutta italia in tutti i pronto soccorso d'italia non si può chiudere il pronto soccorso e quindi si procede ad oltranza questo chiaramente è una delle cause che porta poi alle criticità di cui parlava il sindaco di cui apprezzo moltissimo un termine servizio sanitario nazionale non sistema servizio e esprime appieno il concetto dell'articolo trentadue della costituzione che tutela la salute dei cittadini italiani dalla quale purtroppo si stanno allontanando e già perché questo poi il tema al servizio sanitario nazionale che però ha delle differenze territoriali regionali locali questa è la verità mandorino beh si perché da una parte c'è il servizio sanitario nazionale ovviamente dall'altra però sappiamo che la sanità è anche gestita soprattutto per quanto riguarda la programmazione dei servizi e in ambito regionale e questo è ovviamente all'origine anche di un modo differente di organizzare i servizi quindi anche di disuguaglianze territoriali profonde che anche all'interno della stessa regione poi aumentano quando si considerano le aree più centrali e le aree considerate più di margi
ne lo diciamo sempre le carenze sono democratiche riguardano nord e sud adesso ne parleremo intanto continuiamo il nostro viaggio con pier damiani d'agata che ci porta ad agnone per vedere una situazione critica e poi le analizziamo guardate la sanità molisana sta vivendo un momento difficile e credo che molto dipenda dalla mancanza di medici la continua politica dei tagli delle riduzioni dei servizi ha portato alla scomparsa di alcuni servizi che prima erano assicurare un sistema commissariato un disavanzo allarmante continue riduzioni di servizi la sanità in molise al collasso è ormai dal duemilanove è commissariata con scarsi risultati con l'arretramento della efficacia e dell'efficienza della sanità pubblica è chiaro che la sanità privata sia privata normale che quella convenzionata sta avendo dei notevoli benefici secondo l'osservatorio gimbe il trenta per cento della spesa sanitaria finisce nelle tasche del privato convenzionato l'unico ancora inattivo la corte dei conti ha stimato infatti che due anni fa il deficit della sanità pubblica molisana ammontava a centoventi milioni di euro in larga parte ripianati dall'ultima legge di bilancio ieri non ho mangiato è il nuovo piano sanitario prevede ulteriori tagli la chiusura di alcuni punti nascita tra cui quello di isernia la riconversione dell'ospedale di agnone in strutture a bassa intensità assistenziale soli infermieri e un medico adori gli ultimi trenta anni se così li vogliamo definire questo territorio i territori interni territori montani continuano a subire uno spopolamento l'analisi per far rigenerare questi territori dal punto di vista economico e sociale è basata sul sui servizi al territorio tra questi servizi i servizi sanitari sono al primo posto affinché una persona non solo rimanga sul territorio ma scelga di tornare sul sul sul territorio la direzione regionale ha rimandato la nostra richiesta di chiarimenti alla struttura commissariale che però non ho trovato il tempo per rispondere lasciando interrogativi sul perché il molise non riesca a raggiungere i livelli essenziali di assistenza e sui tanti sprechi fatti negli anni trentacinque mila metri cubi di cemento armato lasciati nelle campagne di agnone un'idea sovradimensionata che portò all'abbandono dell'opera lo scheletro del vecchio ospedale civile l'emblema dell'abbandono della sanità molisana dieci miliardi di lire buttati dalla finestra in una regione già colpita da un forte spopolamento e con un indice di invecchiamento tra i più alti d'italia agnone lo ricorderete quella città dove il sindaco va approvata ad attrarre medici in tutti i modi offrendo la fit sconto sull'affitto teatro parcheggi aveva provato a mettere in campo tanta disponibilità anche del comune per cercare di reperire personale ma pier damiani d'agata questo non è ovviamente bastato qual è la situazione se abbiamo parlato di livelli essenziali d'assistenza che sono i servizi che il sanitario nazionale deve garantire ai cittadini tredici regioni tra cui il molise lo vediamo la cartina del duemilaventitre non hanno diciamo superato la soglia dei livelli essenziali e il molise ha una mobilità passiva la gente si va a curare fuori dalla regione mentre stranamente una mobilità attiva cioè la gente viene a curarsi molise ma va dal privato secondo la fondazione gimbe il rapporto medico è forse questo un po' il male che puoi porla anche al pronto soccorso il rapporto medici pazienti è di uno quarantacinque ogni mille abitanti però c'è una carenza poi nazionale di medici cinque stelle è quello che riguarda il molise significativo invece quanti medici mancano in italia i medici che mancano in italia noi abbiamo un dato che riguarda fondamentalmente il pronto soccorso perché sono un soccorso di foggia che poi andremo a vedere che abbiamo visitato che con soccorso un po' diciamo la la punta dell'iceberg no del del dei problemi che che soffre il sistema sanitario nazionale e dai dati offerti proprio dal seme o mancherebbero tre tre mila cinque mila unità e questo vuol dire che chi resta fa il lavoro di chi non c'è guerino e insomma qual 
è il punto c'è stata la riforma dell'accesso a medicina sembrava insomma tutto risolto dei problemi dei medici in italia i medici ci sono o non ci sono o non vogliono fare medicina d'urgenza innanzitutto la riforma parziale quindi bisogna capire che cosa si intende per riforma perché non c'è che non è che non c'è l'esame di accesso ma vi dividerei il problema non mancano medici mancano i medici in quei settori in cui ce n'è bisogno la medicina d'urgenza quindi il pronto soccorso e la medicina del territorio attraverso i medici di medicina generale lì che mancano gli specialisti perché non non c'è una grossa richiesta per fare il nostro lavoro perché complicato ed del reso complicato dalla disorganizzazione se la disciplina e attrattiva di per sé se lei vede i medical drama più seguiti sono quelli proprio sul pronto soccorso ultimo pit tanto per intenderci con ascolti alle stelle non è quello il problema e sono le condizioni di lavoro abbiamo voglia di dare case parcheggi gratuiti ai medici bisogna dare un modello che propone la società italiana di medicina di emergenza urgenza che renda possibile fare questo lavoro far fare al medico d'urgenza e l'infermiere ed urgenza il loro lavoro è uno dei problemi principali che distacca lontana da questo mondo e il problema del burning c'è il l'avere in carico pazienti per i quali si è deciso il ricovero che restano in pronto soccorso ore e giorni per mancanza di posti letto non ci ricordiamo con rispetto alla media europea in italia abbiamo solo tre virgola uno posti letto ogni mille abitanti a differenza del resto dell'europa cena cinque due questo già spiega una parte del problema che si riflette sulla cosiddetta moral ingiurie cioè l'incapacità di affrontare questo lavoro senza uno scoraggiamento interno che è totalmente diverso dal burnout è certo e poi alla fine magari lei non lo vuole dire ma insomma e si preferisce fare chirurgia estetica è più redditizio più tranquillo piuttosto che medicina d'urgenza che è un lavoro appassionante che però espone a tanti rischi ed è faticoso e poi gli orari di lavoro non sono definiti nemmeno per legge questa è una cosa gravissima mandorino perché poi rimetterci sono i cittadini noi quello che stiamo sentendo parlava del fenomeno del byod cioè un intasamento nel pronto soccorso alla fine si bloccano tutti lì i medici non riede gli infermieri non riescono ad operare in pronto soccorso non c'è posto nei reparti e quindi non c'è posto per gli interventi le liste d'attesa di cui parliamo tanto intanto è molto importante questa cosa che state sottolineando cioè che non esiste una carenza assoluta dei medici ma una carenza di medici in alcune specialità e in alcune zone del nostro paese quindi disuguaglianze territoriale territoriali mentre c'è una carenza assoluta di infermieri ed è questo un punto sul quale bisognerebbe riflettere è proprio simeu ha in particolare un'attenzione a questa sinergia tra medici e infermieri quello che notiamo noi attraverso il nostro osservatorio e le segnalazioni che riceviamo all'indirizzo tutela chiocciola cittadinanzattiva puntoit sono segnalazioni sempre di più legate all'accesso col passare degli anni la percentuale di segnalazioni che riguarda proprio la possibilità per i cittadini di accedere al servizio sanitario nazionale è cresciuta enormemente ora più del cinquanta per cento delle segnalazioni che riceviamo riguarda questo allora vediamo un attimo il cartello lo anticipiamo perché avevamo preparato proprio i dati delle liste delle segnalazioni di cittadinanzattiva secondo l'ultimo rapporto perché è significativo che il settanta più del settanta per cento insomma riguarda le liste d'attesa sempre dovuto a questo intasa messico è come se i cittadini trovassero la porta di accesso al servizio sanitario nazionale chiusa no o difficilmente valicabile vuol dire liste d'attesa per la maggior parte ma vuol dire anche il tema di cui stiamo parlando cioè difficoltà di accesso alle prestazioni territoriali a quelle legate alla medicina di base alla presenza di pediatri all'accesso al pronto soccorso che spesso co
me si diceva diventa lo snodo poi per risolvere il problema della carenza di altri servizi territoriali e teniamo conto che in questo momento il sei per cento dei cittadini italiani non riesce a raggiungere un pronto soccorso entro trenta minuti quindi questo è un dato molto importante che ci deve far riflettere perché è troppo lontano da un pronto soccorso accessibile facilmente ci sono dei limiti di legge e certo che ci sono dei limiti di legge ma ci sono anche delle gravi carenze il progetto di assistenza territoriale legato al pnrr in parte è destinato a colmarle ma sappiamo quanto lento e questo processo per esempio di nascita delle case della comunità vediamo perché c'era la scadenza del trenta giugno ma intanto andiamo a foggia con pier damiani d'agata che ci porta a vedere quelle che sono le criticità del pronto soccorso dove finiscono poi tutte le richieste di salute dei cittadini sette l'herpes ricovero alle ore sedici in malattie infettive dove mangiare qualcosa di salutare no perché non rifare la difficoltà principale è quella dell'organico del personale medico che al momento attuale cosa di diciassette medici a fronte di un fabbisogno di trentaquattro terza provetta in cartella merita non so le conseguenze di questa carenza di medici personale il superlavoro il carico quindi pro-capite di di quello che c'è un disagio per i cittadini la crisi dei pronto soccorso in italia ormai è strutturale e non riguarda solo il policlinico di foggia quest'anno solo un terzo delle strutture italiane avrà medici sufficienti per coprire il bisogno in corsia un problema complesso che ricade sulle spalle di chi resta con turni di lavoro massacranti maggiore pressione sui sanitari e tempi d'attesa più lunghi per i pazienti i rischi sono innanzitutto quello dell'errore più facile perché il medico di pronto soccorso fa tante cose insieme è il suo pensiero è interrotto continuamente durante l'attività questo fa sì che il carico di lavoro diventi veramente eccessivo e che il rischio di errore possa essere alto la sanità territoriale medici di base case di comunità non sempre intercettano la domanda e così il pronto soccorso rimane l'ultimo baluardo del diritto alla salute quella medicina d'urgenza che neolaureati scelgono a fatica i concorsi vanno deserti e sui diciotto posti banditi a foggia si sono presentate appena sette tanto che la direzione sanitaria ha fatto ricorso ai medici a gettone mille euro per dodici ore di lavoro per i sindacati una deriva pericolosa lei una specializzanda tanti suoi colleghi scelgono anzi evitano diciamolo medicina d'urgenza secondo lei perché c'è questa crisi questa crisi anche perché a parte la difficoltà ma anche la comunicazione forse con con i parenti è difficile pronto soccorso la società italiana di medicina d'urgenza chiede maggiore attenzione interventi sulla formazione un aumento del corrispettivo economico soluzioni che spesso possono fare la differenza tra la vita e la morte dei pazienti guerino allora questo è la fotografia del vostro lavoro tutti i giorni con le scuole di specializzazione che non riescono nemmeno a riempire le classi e poi viene ripetuto sempre a noi ai cittadini che magari ci rivolgiamo al pronto soccorso e molti degli accessi sono impropri poi alla fine è la disperazione di tanti cittadini si due cose innanzitutto nessun accesso inappropriato in pronto soccorso se non ha ricevuto un'adeguata risposta alla richiesta di salute sul territorio noi li chiamiamo accessi con codici minori quindi assolutamente non urgenze emergenze ma il cittadino ha bisogno di una risposta se non la trova sul territorio viene in pronto soccorso ed è giusto che sia così fin quando non avrà un una organizzazione territoriale che risponderà alle sue esigenze altra cosa noi non chiediamo un riconoscimento economico noi richiediamo riconoscimento della nostra specializzazione della nostra attività che comprende anche il riconoscimento economico ma far passare il messaggio che i medici d'urgenza vogliono essere solo pagare di più se visto che con i gettoni se non è stato risolto assolutamente nul
la e il riconoscimento della figura dell' unicità del nostro lavoro la dottoressa caporaletti il primario di foggia lo lo lo ha detto chiaramente e il multitasking fare molte cose contemporaneamente tra competenze della comunicazione difficile non è semplice comunicare un genitore che il figlio di dieci anni anna leuci acuta non è facile dire al figlio del vecchietto che purtroppo non c'è nulla da fare possiamo solo accompagnarlo alla morte bene quelli sono competenze che solo il medico d'urgenza in un contesto così complesso può avere ecco riconoscimento di questa attività è il fulcro del del della soluzione del problema mandolino anche perché l'abbiamo visto nelle immagini anche nel racconto che ci hanno fatto i medici ci sono sempre più anziani che si rivolgono al pronto soccorso poi perché sta perché non trovano come abbiamo detto altre risposte ai loro bisogni di salute sul sul territorio e questo è un fenomeno che andrà sempre più ad aumentare lo sappiamo nel nostro paese il nostro paese è il secondo al mondo per popolazione anziana invecchierà sempre di più come aumenteranno i problemi legati alle cronicità ecco sia i problemi legati alla agli anziani sia i problemi legati alla cronicità sia i problemi legati alla non autosufficienza non possono trovare una risposta nel pronto soccorso perché non è quello l'ambito diciamo di elezione c'erano le case della comunità rom pnr che entro il trenta giugno avrebbe dovuto risolvere molti di questi problemi ma a che punto siamo purtroppo i dati che abbiamo non ci confortano nel senso che il processo va molto a rilento e risente proprio del tema di cui stiamo parlando oggi cioè della carenza di personale quindi anche laddove le strutture in in in sé sono terminate o a buon punto c'è poi il problema di riempirle del personale che deve garantire i servizi ma quella potrebbe essere una soluzione anche per disincentivare degli accessi al pronto soccorso che anche noi non definiamo impropri ma che sicuramente potrebbero trovare una risposta in altri contesti assistenziali pier damiani arrivano tante riflessioni anche dai nostri telespettatori di chi magari ha delle difficoltà sul territorio c'è chi dice che abbiamo diciamo centrato il problema quindi persone probabilmente hanno avuto esperienze personali poi c'è un commento punto da napoli che dice a napoli e frequenti lamento nei primi soccorsi purtroppo è sempre colpa dei tagli alla sanità e in questo governo le cose sono peggiorate iniziando dai ticket e dai tagli al personale allora guarino ovviamente se non ci sono i soldi non si riescono nemmeno a fare le cose ma sicuramente servono delle politiche adesso la vostra società è diventata grande tra dieci giorni compie venticinque anni la richiesta del simeu dei medici e degli infermieri ed urgenza di emergenza e urgenza che cosa chiedono subito chiedono che noi abbiamo fatto un progetto di tre punti di risoluzione del problema la lotta al burning quindi l'adeguamento del numero dei posti letti con la media europea bed management strutturati in tutte le aziende che consentono di ridurre al minimo sei otto ore il tempo di attesa per un posto letto in pronto soccorso la qualificazione della specializzazione il nostro lavoro consente di i giovani medici in formazione di arruolarli subito al lavoro di fare una formazione on the job cioè formarsi mentre lavorano con tutta la tutela chiaramente e assicurativa e amministrativa dovuta e poi sul territorio quindi lavorare come diceva tex mandolino sul sul sulle case di comunità sui punti di accesso che soprattutto nelle strutture che sono localizzate nelle zone interne potrebbero essere una soluzione così come il rinnovamento il sistema centodicotto che al momento è staccato dal sistema di emergenza in molte realtà per cui sono molto spesso medici convenzionati mentre la specializzazione li rende unici con i medici d'urgenza e quindi porterebbero la formazione la competenza sulle ruote dell'ambulanza anche in posti che sono distanti dal pronto soccorso offrendo quindi una migliore risposta di salute ai cittadini e certo sono tanti i te
mi noi continueremo sicuramente a parlare di queste cose ma la mandorino chiedo un flash di continuare ad avere fiducia questo diciamo ai nostri telespettatori nel servizio sanitario nazionale lo diciamo sempre il servizio sanitario nazionale resta comunque una delle infrastrutture se non l'infrastruttura sociale più importante per il nostro paese per cui niente profezia che si autoavvera dobbiamo tutelare dobbiamo continuare a lottare domani parliamo di energia e guerra domani dodici e venticinque eritrei buona giornata


ID:6849290

Tag: EMERGENZA MEDICI, FONDAZIONE GIMBE, SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

SPC/EJ

07-04-26 13.06 NNNN 
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