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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title><![CDATA[Liste d’attesa, il Cimest denuncia criticità nella sanità siciliana ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/30/2026033001778805915.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"blogsicilia.it" </b>  del 30 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 11:14:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.blogsicilia.it/comunicati-stampa/liste-dattesa-il-cimest-denuncia-criticita-nella-sanita-siciliana/1242693/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Secondo il Coordinamento Intersindacale Medicina Specialistica di Territorio si tratta di uno spreco di risorse pubbliche e si spingono i cittadini verso le prestazioni a pagamento. Possibili profili di inefficienza e danno erariale. Una sanità che arretra nei livelli essenziali di assistenza«In merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dall’Assessore regionale alla Salute, secondo cui le direttive nazionali avrebbero subordinato le risorse per l’abbattimento delle liste di attesa esclusivamente al “regime pubblico”, riteniamo necessario chiarire alcuni aspetti fondamentali che riguardano l’organizzazione del sistema sanitario». Lo affermano il presidente del Cimest (Coordinamento Intersindacale Medicina Specialistica di Territorio) Salvatore Calvaruso e i coordinatori Domenico Garbo e Salvatore Gibiino.«Nel Servizio sanitario nazionale – continuano i tre medici – il concetto di “pubblico” comprende sia le strutture pubbliche a gestione diretta sia le strutture private accreditate, che operano nell’ambito del sistema pubblico e sono finanziate con le stesse risorse destinate all’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questo principio è chiaramente stabilito dalla normativa che disciplina il sistema sanitario italiano, tra cui la Legge 833/1978 e il Decreto Legislativo 502/1992, che prevedono l’integrazione tra erogatori pubblici e soggetti privati accreditati nell’ambito del Servizio sanitario nazionale».In buona sostanza, tale sistema è finalizzato a garantire il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana e ribadito dalla Legge 5/2009 della Regione Sicilia che stabilisce 40 milioni per abbattere le liste di attesa: ma le liste non si sono ridotte. Per il 2025 infatti sono stati stanziati 40 milioni di euro con l’obiettivo dichiarato di ridurre le liste di attesa. Tuttavia, i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie continuano a raggiungere in molti casi diversi mesi, arrivando anche a 8 mesi di attesa per alcune prestazioni diagnostiche se non il 2027. Dalle deliberazioni delle Aziende Sanitarie Provinciali — sostanzialmente identiche tra loro — emerge che gran parte di queste risorse viene destinata alla remunerazione di prestazioni aggiuntive degli specialisti ambulatoriali interni. A titolo esemplificativo, la deliberazione dell’ASP di Catania prevede: circa 80 euro l’ora per lo specialista, circa 40 euro l’ora per il personale infermieristico, circa 40 euro l’ora per il personale amministrativo. Il costo complessivo raggiunge quindi 160 euro per ogni ora di attività aggiuntiva. Se si considera che, secondo i tempi standard del sistema pubblico, per un elettrocardiogramma sono previsti circa 20 minuti, in un’ora vengono effettuate mediamente tre prestazioni. Questo significa che tre elettrocardiogrammi costano nel pubblico al sistema sanitario circa 160 euro. Le stesse prestazioni, se erogate nel privato accreditato nell’ambito del Servizio sanitario, vengono remunerate mediamente circa 33 euro complessivi. Con le stesse risorse pubbliche sarebbe quindi possibile erogare un numero di prestazioni molto più elevato, riducendo realmente le liste di attesa. Il paradosso del sistema: liste lunghe e ricorso alle prestazioni a pagamento.Il Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (GURS 18/2009) prevede diverse modalità per intervenire quando i tempi di accesso diventano eccessivi:1. prestazioni aggiuntive degli specialisti interni;2. ricorso all’attività libero professionale intramoenia (ALPI);3. attivazione dei cosiddetti “percorsi di tutela”, che prevedono il coinvolgimento delle strutture accreditate (GU 18/2009).Il quadro normativo è disciplinato, tra gli altri, dal Decreto Legislativo 124/1998.Tuttavia, nella pratica sembrerebbe, è un eufemismo, che le Aziende sanitarie abbiano privilegiato esclusivamente le prime due modalità, che risultano anche le più costose per il sistema. La terza opzione — quella che coinvolge le strutture accreditate e che con
sentirebbe di aumentare significativamente l’offerta di prestazioni — viene di fatto utilizzata raramente o non attivata affatto.Il risultato: i cittadini pagano di tasca propriaIl risultato di questo meccanismo è evidente. Di fronte a liste di attesa di molti mesi, il cittadino ha spesso una sola alternativa: pagare di tasca propria la prestazione sanitaria, spesso proprio attraverso l’attività libero-professionale intramoenia svolta all’interno delle strutture pubbliche ed addirittura pubblicizzate nei CUP e SovraCUP, ove sono presenti anche le Agende delle Aziende denominate ALPI (Attività Libero Professionale) i cui operatori del CUP possono indirizzare a pagamento i cittadini se trovano lunghe liste di attesa e se hanno urgenza ad eseguire quella determinata prestazione.I dati pubblicati dalle stesse aziende sanitarie mostrano volumi economici rilevanti:• ARNAS Garibaldi: circa 6 milioni di euro annui di prestazioni ALPI,• Policlinico San Marco: circa 1,1 milioni di euro a trimestre, pari a oltre 4,5 milioni annui,• ASP di Catania: circa 3 milioni di euro annui.E mancano i dati degli altri 6 ospedali operanti nella Provincia di Catania.Nel complesso, nella sola provincia di Catania i cittadini avrebbero speso, impoverendosi, oltre 20 milioni di euro nel 2024 per prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite dal Servizio sanitario nazionale (purtroppo non sono stati pubblicati per intero i dati del 2025 che ovviamente saranno superiori). Una situazione ancora più grave se si considera che circa 800 mila siciliani rinunciano alle cure per motivi economici. Possibili profili di inefficienza e danno erarialeAlla luce di questi dati, appare legittimo chiedersi se l’attuale modello di gestione delle risorse destinate all’abbattimento delle liste di attesa sia efficiente ed economicamente sostenibile.L’utilizzo prevalente delle modalità più costose, a fronte della mancata attivazione di strumenti meno onerosi previsti dalla normativa, potrebbe infatti configurare profili di inefficienza nell’impiego delle risorse pubbliche e, nei casi più gravi, anche potenziali ipotesi di danno erariale, materia di competenza della Corte dei conti.Una sanità che arretra nei livelli essenziali di assistenzaLe criticità del sistema sanitario regionale sono confermate anche dai dati pubblici presentati dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, che collocano la Regione Siciliana:• terzultima nell’area distrettuale,• penultima negli adempimenti dei LEA,• ultima nell’area della prevenzione.ConclusioneDi fronte a questi dati è inevitabile porsi una domanda semplice: esiste davvero un interesse concreto del sistema sanitario regionale a ridurre le liste di attesa? Perché se i cittadini continuano ad aspettare mesi per una prestazione pubblica, ma possono ottenerla immediatamente pagando, il rischio è che si stia progressivamente trasformando un diritto garantito dalla Costituzione in un servizio accessibile solo a chi può permetterselo.			Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale.  Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.   
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		<title><![CDATA[Allarme Medici di Famiglia: in Piemonte ne mancano 600. L'analisi shock della Fondazione Gimbe - Il Corriere di Alba Bra ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/30/2026033002139600451.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilcorriere.net" </b>  del 30 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Piemonte il numero dei medici di famiglia in rapporto alla popolazione è tra i più bassi d’Italia, ben al di sotto delle media nazionale. Una situazione che crea disagi soprattutto alla fascia di popolazione dei più anziani e in particolare nelle aree montane e collinari. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, che ha [...]</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 03:10:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://ilcorriere.net/allarme-medici-di-famiglia-in-piemonte-ne-mancano-600-lanalisi-shock-della-fondazione-gimbe/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Piemonte il numero dei medici di famiglia in rapporto alla popolazione è tra i più bassi d’Italia, ben al di sotto delle media nazionale. Una situazione che crea disagi soprattutto alla fascia di popolazione dei più anziani e in particolare nelle aree montane e collinari. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, che ha [...]--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[Sarà una Pasqua salata: l’effetto guerra sulla festività è l’inchiesta sul Corriere dei Territori ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/30/2026033001784306110.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"primalamartesana.it" </b>  del 30 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Si sta avvicinando la Festività di Pasqua, ma quest’anno sarà particolarmente segnata da rincari a causa della guerra</p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:19:00 +0200</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://primalamartesana.it/attualita/sara-una-pasqua-salata-leffetto-guerra-sulla-festivita-e-linchiesta-sul-corriere-dei-territori/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Inchieste, notizie, curiosità e approfondimenti dai territori del Nordovest in regalo con la Gazzetta della Martesana e la Gazzetta dell'Adda30/03/2026 alle 06:47Si sta avvicinando la Festività di Pasqua, ma quest’anno sarà particolarmente segnata da rincari a causa della guerra in Medio Oriente: l’inchiesta sul nuovo Corriere dei Territori.A pesare di più, quest’anno, saranno gli aumenti sulle uova di cioccolato. Secondo una rilevazione dell’istituto Piepoli sono 9 su 10 gli italiani che ritengono come le uova di Pasqua costino molto di più rispetto ad alcuni anni fa. Non è solamente colpa della guerra, ci sono anche altri fattori che determinano la situazione. Il risultato però non cambia: le Festività sono sempre più care, e quindi sono sempre meno le persone che possono permettersi, per esempio, di viaggiare. Ma quali sono, tra chi può ancora partire, le mete predilette? E, per chi resta a casa, come si festeggerà la Pasqua? Quali sono le ricette tipiche dei nostri territori? Tutto questo è nel primo piano di questa settimana del Corriere dei Territori.Su questo numero sono molte anche le curiosità che riguardano i territori e le regioni del Nordovest italiano. Per fare qualche esempio: abbiamo analizzato il trend dei furti in casa negli ultimi anni, in un rapporto di Verisure, ed emerge come il fenomeno sia più frequente in Lombardia che in Piemonte o in Liguria. Ancora, una società londinese esperta nella valutazione dell’istruzione superiore ha stilato la classifica mondiale delle università, con ottimi risultati per gli atenei del Nordovest. Un report della fondazione Gimbe infine spiega come la questione dei medici di famiglia e della loro carenza sia tutt’altro che risolta, con un aggiornamento delle carenze. Per le rubriche fisse infine proponiamo l’intervista con l’unico illustratore giudiziario che abbiamo in Italia, e per gli itinerari proponiamo un viaggio lungo l’AltraVia tra Torino e Savona.Questo giornale si occupa di questioni legate ai territori del Nordovest, pertanto si trova nelle edicole di questi luoghi. Viene allegato alle testate locali più storiche di questi territori, senza nessun sovrapprezzo di copertina. Di seguito l’elenco delle testate con i giorni della settimana di uscita da lunedì 30 marzo a sabato 4 aprile. Buona lettura (e buona Pasqua) a tutti!uscita di lunedì 30 marzoGiornale di LeccoNotizia Oggi VercelliCorriere di Novarauscita di martedì 31 marzoLa Nuova Periferia di SettimoGiornale di MerateGiornale di CarateGiornale di DesioGiornale di MonzaGiornale di SeregnoGiornale di Vimercateuscita di mercoledì 1 aprileIl Canavese CirièIl Canavese RivaroloGiornale di IvreaLa Nuova Periferia di Chivassouscita di giovedì 2 aprileIl Nuovo LevanteLa RivieraEco di Biellauscita di venerdì 3 aprilePrima BergamoGiornale di TreviglioRomanoweekChiariweekCremascoweekGardaweek ed. brescianaManerbioweekMontichiariweekValcamonicaSettegiorni Alto Milanese LegnanoSettegiorni BollateSettegiorni MagentaSettegiorni RhoLa Settimanauscita di sabato 4 aprileGiornale di CantùGiornale di ErbaGiornale di OlgiateGazzetta dell’AddaGazzetta della MartesanaCentrovalleCentrovalle Valchiavenna Alto Lario   
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		<title><![CDATA[AISI: SPESA PRIVATA SALITA A 46,4 MILIARDI, OLTRE 47% SU SPECIALISTICA ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/30/2026033001841205547.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"salutedomani.com" </b>  del 26 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:51:00 +0200</pubDate>
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		<source Readership="29" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/30/2026033001841205547.PDF"><![CDATA[salutedomani.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.salutedomani.com/2026/03/30/aisi-spesa-privata-salita-a-464-miliardi-oltre-47-su-specialistica/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’analisi dei dati sulla spesa sanitaria in Italia evidenzia una realtà consolidata: il comparto del privato non rappresenta un costo aggiunto, ma una risorsa strutturale che garantisce sempre di più la continuità dei servizi ai cittadini. Secondo le recenti elaborazioni basate sui dati del Sistema dei Conti della Sanità (Istat/Mef) e monitorate dalla Fondazione Gimbe (con report autorevole del portale specializzato Money.it), la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie (out-of-pocket) ha toccato nel 2024 la cifra record di 46,4 miliardi di euro, con un incremento stimato del 7,7% rispetto all’anno precedente. Aisi (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti) sottolinea come questi numeri non vadano letti come una contrapposizione al pubblico, ma come la testimonianza di una scelta di qualità e tempestività che merita un riconoscimento istituzionale e un sostegno politico strutturale.L’incremento della spesa privata, che porta la media pro-capite italiana a circa 1.115 euro (un valore superiore alla media Ocse di 906 euro, come rilevato dai rapporti Cergas Bocconi – Oasi 2024), riflette una domanda crescente di servizi specialistici. Oltre il 47% della spesa privata è infatti concentrato su visite specialistiche e diagnostica ambulatoriale: aree dove le strutture della sanità privata, in Italia, accreditata e pura, garantiscono standard d’eccellenza, contribuendo in modo decisivo a contenere i tempi d’attesa e a decongestionare le strutture del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). “La sanità privata agisce oggi come uno scudo di stabilità per l’intero sistema salute- afferma Karin Saccomanno, Presidente di Aisi- I dati ci dicono che i cittadini si rivolgono a noi non per una logica di esclusione del pubblico, ma per una necessità di efficacia e personalizzazione delle cure. È essenziale che la politica superi i pregiudizi ideologici e consideri la sanità privata come un partner strategico. Il nostro obiettivo è un’integrazione reale nelle politiche di programmazione sanitaria, per far sì che la qualità che offriamo sia sempre più accessibile e sostenuta da una visione d’insieme”. Capacità produttiva, investimenti e innovazione organizzativa Sul fronte della capacità produttiva del settore, interviene il direttore generale, Giovanni Onesti: “Le imprese sanitarie sostengono autonomamente costi tecnologici e organizzativi di alto livello, rispondendo a una domanda che la spesa pubblica, cresciuta a ritmi inferiori nel 2024, fatica a soddisfare interamente. Siamo un motore di innovazione che opera al servizio del territorio. Chiediamo che questa capacità operativa venga valorizzata attraverso politiche che facilitino l’attività d’impresa in ambito sanitario, eliminando gli ostacoli burocratici che frenano lo sviluppo di servizi essenziali per la comunità”.Equilibrio del sistema e strumenti per la sostenibilità Il segretario generale di Aisi, Fabio Vivaldi, evidenzia la necessità di un dialogo costruttivo: “Condividiamo le preoccupazioni sull’equilibrio del sistema sanitario nazionale: se l’apporto della sanità privata venisse meno, la sostenibilità complessiva della salute pubblica sarebbe a rischio. La nostra posizione è propositiva: la politica deve guardare al comparto privato come a una componente essenziale di un’unica offerta di salute. Occorre lavorare su strumenti che alleggeriscano l’onere diretto sui cittadini, ad esempio attraverso una revisione dei modelli di defiscalizzazione e il superamento dei vincoli alla capacità erogativa, per garantire che l’eccellenza rimanga un diritto tutelato per tutti”. In conclusione, Aisi ribadisce che la crescita della spesa privata dimostra come siamo di fronte a una realtà da non demonizzare. I dati rappresentano un segnale di fiducia dei cittadini verso un modello di cura efficiente. L’Associazione auspica finalmente un patto di collaborazione con le istituzioni che riconosca alle imprese indipendenti il ruolo di ‘sostegno vitale’ del sistema, promuovendo un modello dove pubblico e privato collaborino armoniosamente per l’unico
 obiettivo comune: il benessere e la salute dell’individuo.Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.Proudly powered by WordPress																 | 								Tema: Newses di Themeansar.   
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