<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:tp="http://telpress.it/xsd/newspaper" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"   >
	<channel>
	<atom:link href="http://gimbe.telpress.it/rss.php?l=2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<title>Rassegna online.</title>
	<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	<description>Rassegna online</description>
	<language>it</language>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2026 16:10:02 +0100</lastBuildDate>
	<image>
		<url>http://gimbe.telpress.it/configuration/images/PDF/2/logo.png</url>
		<title>Rassegna online</title>
		<link>http://gimbe.telpress.it</link>
	</image>
	<item>
		<title><![CDATA[ Sanità, in Abruzzo 237 medici di base in età da pensione entro il 2028  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702905609170.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702905609170.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cityrumorsabruzzo.it" </b>  del 27 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:30:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1713" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702905609170.PDF"><![CDATA[cityrumorsabruzzo.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.cityrumorsabruzzo.it/abruzzo/sanita-in-abruzzo-237-medici-di-base-in-eta-da-pensione-entro-il-2028.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702905609170.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[In Abruzzo, entro il 2028, 237 medici di medicina generale raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione all’undicesimo posto in Italia.Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.216, contro una media nazionale di 1.383.PUBBLICITÀCuriosity is ElectricE se il tuo sogno elettrizzante potesse diventare realtà?Inspired byLa Regione, inoltre, è al terzo posto per la riduzione dei medici: tra il 2019 e il 2024 sono scesi del 20%, percentuale superiore alla media italiana, pari al 14,1%. Lo rileva la fondazione Gimbe, secondo cui in Abruzzo mancano 12 medici di base.Il dato sulla carenza, che pone la regione in penultima posizione, tra quelle con il dato più basso, è una stima elaborata tenendo conto del rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili:  44 candidati ( 142%) rispetto alle borse finanziate (media Italia  26%).A livello nazionale, la carenza di medici di base riguarda soprattutto le regioni più grandi: in testa la Lombardia (-1.540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Per quanto riguarda la riduzione tra il 2019 e il 2024, prima dell’Abruzzo ci sono Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) e Calabria (-20,2%). In Italia i medici che entro il 2028 raggiungeranno il limite di età per la pensione sono 8.180.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702905609170.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[ Allarme Gimbe medici di base: in Abruzzo la situazione sarà sempre più preoccupante  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702911209178.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702911209178.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cityrumorsabruzzo.it" </b>  del 27 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:30:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1713" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702911209178.PDF"><![CDATA[cityrumorsabruzzo.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.cityrumorsabruzzo.it/abruzzo/allarme-gimbe-medici-di-base-in-abruzzo-la-situazione-sara-sempre-piu-preoccupante.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702911209178.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[La Regione deve intraprendere azioni prioritarieFoto di Redazione CityrumorsAbruzzo Redazione CityrumorsAbruzzo Invia un'email 1 settimana fa929 minuto di letturaFacebook X LinkedIn Messenger StampaAbruzzo. “I dati della Fondazione Gimbe parlano chiaro: entro il 2028 ben 237 medici di famiglia andranno in pensione e negli ultimi cinque anni abbiamo già perso il 20% dei professionisti.Un dato tra i peggiori in Italia. Un allarme che, purtroppo, è per noi cosa nota e si sta rivelando esattamente quello che avevamo denunciato già due anni fa, raccogliendo le preoccupazioni della Federazione dei medici di medicina generale d’Abruzzo, che l’ha poi rilanciata. In questi anni abbiamo anche combattuto battaglie concrete per territori rimasti senza copertura, soprattutto nelle aree interne, dove a pagare il prezzo più alto sono stati anziani e cittadini fragili. Ma la soluzione non c’è ancora e le prospettive dicono che il tempo per agire è sempre meno”, avverte il consigliere regionale Antonio Di Marco, più volte alle prese con il problema.PUBBLICITÀIQOS ILUMA iOra con Touch Screen e Pause Mode. Curious?Inspired by“Oggi quella situazione non solo non è stata risolta, ma rischia di esplodere: la Regione Abruzzo non ha ancora messo in campo risposte adeguate a quello che nel 2028 sarà un problema enorme per l’intera comunità, né soluzioni – ricorda Di Marco – . Questo significa una cosa molto semplice: sempre più cittadini rischiano di restare senza un punto di riferimento essenziale per la propria salute e si tratta soprattutto di persone che vivono nelle aree interne e in fasce di età fragile e vulnerabile. Non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di anni di mancata programmazione. E proprio per questo servono interventi immediati: rafforzare la medicina territoriale, rendere più attrattiva la professione e garantire un ricambio reale, soprattutto nelle aree più fragili. La sanità di prossimità è il primo presidio di equità. E senza medici di base, semplicemente, non esiste”.
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702911209178.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici e infermieri, corsi di laurea al tutto esaurito: «La scelta dei ragazzi è il riconoscimento più bello» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702909809192.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702909809192.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgazzettino.it" </b>  del 27 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:34:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="729701" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702909809192.PDF"><![CDATA[ilgazzettino.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/medici_infermieri_corsi_di_laurea-9424886.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702909809192.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Oltre ai quasi 600 iscritti dal primo al sesto anno nel corso di medicina dell'Università di Padova a Treviso, infatti, anche il primo anno dei 7 corsi di laurea nelle professioni sanitarie attivati nella Marca, sempre da UniPd, è praticamente al tutto esaurito con 390 matricoleNordest > Trevisogiovedì 19 marzo 2026 di Mauro FavaroMedici e infermieri, corsi di laurea al tutto esaurito: «La scelta dei ragazzi è il riconoscimento più bello»TREVISO - Oggi mancano professionisti della salute. Non solo medici, ma anche infermieri e tecnici. Dall'università, però, arriva una speranza per il prossimo futuro. Oltre ai quasi 600 iscritti dal primo al sesto anno nel corso di medicina dell'Università di Padova a Treviso, infatti, anche il primo anno dei 7 corsi di laurea nelle professioni sanitarie attivati nella Marca, sempre da UniPd, è praticamente al tutto esaurito con 390 matricole. Gli iscritti sono saliti a 1.006 tra tutti gli anni delle professioni sanitarie. Un record. E proprio questa mattina le matricole saranno simbolicamente accolte al Sant'Artemio da Giancarlo Bizzarri, direttore generale dell'Usl della Marca, assieme ad Alberto Stefani, presidente della Regione.APPROFONDIMENTIPORDENONEMedici di famiglia verso la pensione: se ne andranno in 130...PREVIDENZAPensione anticipata, riscatto della laurea o contributi volontari?...BELLUNOVaccino anti Covid, vita devastata e invalidità permanente:...PREVIDENZAPensioni, come neutralizzare i contributi per avere un assegno...I corsiIl primo anno del corso di infermieristica è pieno: 200 matricole su 200 posti. In totale, comprendendo tutti gli anni, sono 516 gli studenti che si stanno formando nella Marca (162 al secondo anno e 154 al terzo anno). In crescita anche le aspiranti ostetriche: al primo anno si contano 19 studentesse, e negli altri due ce ne sono rispettivamente 17 e 13. Per un totale di 49. Per quanto riguarda le assistenti sanitarie, ci sono 35 matricole. Anche in questo caso i numeri sono progressivamente lievitati. Negli altri due anni del corso, infatti, ci sono rispettivamente 27 e 19 studenti. Per un totale di 81. Discorso simile per il percorso dedicato ai futuri tecnici di radiologia, di laboratorio e di audiologia. Gli iscritti al primo anno del corso per diventare tecnici di radiologia sono 22. E negli altri due si contano altri 16 e altri 18 studenti. Per un conto complessivo di 60.Quest'anno, poi, 25 persone hanno iniziato a frequentare il corso per diventare tecnico di laboratorio. Un numero in crescita rispetto alle 20 dell'anno scorso. Mentre le matricole del corso per tecnici di audiologia sono 16 (gli iscritti arrivano in tutto a 39). A chiudere, c'è il corso per assistenti alla poltrona. Qui si contano 73 matricole. Per un totale di 216 studenti.Dalle superioriSi è sulla buona strada anche per il prossimo anno. Sono stati oltre 200 ragazzi di quarta e quinta superiore che hanno partecipato all'ultima due giorni di Open-day dedicata ai corsi di laurea delle professioni sanitarie. Insomma, si viaggia a pieno regime. «Essere scelti dagli studenti è il più bel riconoscimento per il lavoro che portiamo avanti in questa sede», sottolineano i riferenti di UniPd nella sede di Treviso.E c'è la prospettiva di migliorare ulteriormente dal punto di vista delle strutture con il trasferimento dei primi due anni nel futuro campus dell'ex caserma Salsa, in fase di realizzazione nell'ambito del Pnrr. La settimana scorsa i ragazzi delle superiori si sono riuniti nella sede di via Venier. «L'obiettivo è orientarli sui nostri percorsi e sui nostri valori - specificano dalla sede delle professioni sanitarie - qui hanno potuto sperimentare le realtà di formazione dei nostri 7 corsi di laurea assieme a coordinatori, tutor e studenti del secondo e terzo anno». Sono stati accolti anche i genitori. «Spesso sono ancora una leva importante nelle scelte dei ragazzi - si sottolinea - abbiamo trovato opportuno metterci a disposizione per risp
ondere alle loro domande».Il mondo della scuola è pronto a stringere sempre di più i rapporti con quello della sanità. «Da parte nostra c'è l'impegno a sviluppare il rapporto con l'Usl della Marca sul fronte dell'orientamento - è la linea indicata da Barbara Sardella, ex dirigente dell'ufficio scolastico di Treviso, appena passata alla guida di quello di Venezia, dove ha anche l'incarico di vicedirettrice dell'ufficio scolastico del Veneto - assicuro che anche attraverso i nostri canali sarà possibile dare sempre più risalto a momenti importanti come gli Open-day». «L'interesse è evidente. E stiamo parlando di un settore che dà anche tante possibilità lavorative - conclude - da un lato c'è la possibilità di fare un buon lavoro per la cura delle altre persone. E dall'altro viene anche assicurata stabilità, sia dal punto di vista professionale che economico».
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702909809192.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Mancano 122 medici di famiglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703051009580.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703051009580.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"polesine24.it" </b>  del 27 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Situazione critica</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 15:20:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="28500" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703051009580.PDF"><![CDATA[polesine24.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.polesine24.it/cronaca/2026/03/27/news/mancano-122-medici-di-famiglia-391579/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703051009580.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[In Polesine non solo mancano i medici ospedalieri, perché al primo gennaio scorso l’Ulss 5 ne aveva alle proprie dipendenze dirette 478 rispetto ai 634 previsti dalla pianta organica, ma anche 122 medici di famiglia. O, per meglio dire, medici del ruolo unico di assistenza primaria. E’ quello che emerge dall’ultima ricognizione del fabbisogno di incarichi dell’Ulss per quanto riguarda la medicina territoriale. Nel 2019 le “zone carenti” erano appena 20.Ora ne mancano 37 nell’Aft, Aggregazione funzionale, Rovigo 1 che raggruppa il capoluogo e anche Boara Pisani, Costa di Rovigo, San Martino, Villadose, Ceregnano, Gavello; 12 nell’Aft Rovigo 2 che comprende Villamarzana, Arquà, Frassinelle, Polesella, Bosaro, Guarda, Canaro, Crespino, Villanova Marchesana, Pontecchio; 13 nell’Aft di Castelmassa, che comprende anche Bergantino, Castelnovo Bariano, Melara, Calto, Ceneselli, Ficarolo, Giacciano con Baruchella, Trecenta, Salara, Bagnolo di Po; 14 nell’Aft Badia 1, che oltre a Badia comprende Lendinara, Fratta, Lusia, San Bellino, Villanova del Ghebbo, Pincara; 12 nell’Aft Badia 2 che comprende Castelguglielmo, Canda, Fiesso Umbertiano, Occhiobello, Galba, Stienta; 9 nell’Aft Adria, con Pettorazza e Papozze; 9 anche nell’Aft Destra Po, che comprende Ariano, Corbola e Taglio di Po; 6 nell’Aft di Porto Tolle; 12 nell’Aft Sinistra Po, ovvero Rosolina, Porto Viro, Loreo.Un numero decisamente alto, pari, fra l’altro, al numero di medici di medicina generale attivi sul territorio. Questo significa che, in pratica, manca un medico su due.Tuttavia, questo numero va preso “con le pinze”, è proprio il caso di dirlo. Innanzitutto, si tratta di un numero analogo a quello dello scorso anno, perché la prima ricognizione delle zone carenti nel 2025 aveva individuato 123 medici mancanti, che si sono poi ridotti a 119. Non solo, ma va poi rimarcato che il calcolo viene effettuato sulla base del “massimale ideale”, ovvero di 1.200 assistiti per medico, mentre la realtà, purtroppo, è di una media di ben oltre i 1.600 per medico. Secondo l’ultimo rapporto “Cure Primarie nella Regione Veneto” realizzato dall’Ires, l’Istituto di ricerche economiche e sociali del Veneto, nel 2024 ogni medico polesano aveva 1.641 assistiti, numero più alto di tutte le province venete con la media regionale, già la seconda più alta in Italia, a 1.551 pazienti per medico.Proprio nei giorni scorsi la Fondazione Gimbe ha rilanciato il tema, rilevando come “secondo i dati Sisac, al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di medicina generale avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia”. Seguita proprio dal Veneto con 1.526. E, secondo l’analisi Gimbe, in Veneto mancano 747 medici. E 469 andranno in pensione da qui al 2028. Il problema, generalizzato, è la mancanza di attrattività della professione, perché anche le borse per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale messe a bando non sono state tutte assegnate.C’è poi un terzo importante aspetto da considerare: i 122 medici che mancano all’appello non sono “medici di medicina generale” in senso tradizionale, ma “medici del ruolo unico di assistenza primaria”. E la differenza non è solo lessicale, ma proprio di funzioni. Perché quelli che furono medici condotti, poi medici di famiglia, infine medici di medicina generale, sdoppiano il proprio ruolo, perché una quota del loro tempo sarà sì dedicata ai propri assistiti, mentre un’altra alla presenza nelle nuove strutture previste dal Decreto 77 del 2022 e finanziata dal Pnrr, le Case della comunità.Come ben spiegato dall’Ires, infatti, “a partire dal 2025 si è definito il ruolo unico che integra i medici di assistenza primaria e quelli di continuità assistenziale (ex guardia medica), consentendo loro di svolgere sia attività a ciclo di scelta (con pazienti assegnati) sia attività oraria (in strutture pubbliche). In particolare si prevede che: ogni medico di medicina generale è 
tenuto a mettere a disposizione dell’Ulss 38 ore settimanali, suddivise tra attività ambulatoriali, domiciliari e di continuità assistenziale. Questo monte ore può essere modulato in base al numero di pazienti assistiti, fino a un massimo di1.500. I medici operano all’interno delle Aft e delle Case della Comunità, collaborando con altri professionisti sanitari per garantire un’assistenza integrata e continua. Oltre alla cura dei pazienti, i medici del ruolo unico partecipano a programmi di prevenzione, telemedicina, vaccinazioni e assistenza domiciliare, contribuendo a una gestione più efficiente delle risorse sanitarie”.Fatte queste premesse, resta comunque il fatto che in provincia di Rovigo i medici mancano. E fra 2021 e 2024 è stata la provincia veneta che ha fronteggiato l’emorragia più violenta di camici bianchi, con un calo del -26%, oltre il doppio della già pesante media veneta, -11% del Veneto, passando da 166 medici a 123.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Francesco Campi</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703051009580.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Brescia senza medici di base: ne servono 400, cresce l’allarme  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703225008088.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703225008088.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quibrescia.it" </b>  del 27 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Carenza diffusa nelle Valli e nella Bassa bresciana. In Lombardia, nella fotografia scattata da Fondazione Gimbe, mancano 1.540 medici di famiglia.</p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:34:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="58080" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703225008088.PDF"><![CDATA[quibrescia.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quibrescia.it/sanita-2/2026/03/27/brescia-senza-medici-di-base-ne-servono-400-cresce-lallarme/815236/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703225008088.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Brescia. In Italia mancano all’appello 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni. A fotografare una situazione sempre più critica è la Fondazione Gimbe, che evidenzia come le carenze più gravi riguardino soprattutto le aree più popolose: in testa la Lombardia con un deficit di 1.540 medici, seguita da Veneto (-747), Campania (-643) ed Emilia-Romagna (-502). Non emergono invece criticità in Basilicata, Molise e Sicilia, anche se, viene precisato, non si possono escludere zone scoperte anche in queste regioni.Il problema non è solo numerico, ma anche legato al carico di lavoro. Il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti è ormai lontano: al 1° gennaio 2025, i 36.812 medici di base italiani seguono oltre 50,9 milioni di pazienti, con una media di 1.383 a testa. In Lombardia si arriva addirittura a 1.533 assistiti per medico, uno dei valori più alti del Paese. «Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», ha sottolineato il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta.Una situazione destinata a peggiorare. Entro il 2028, solo in Lombardia oltre 900 medici di famiglia raggiungeranno l’età pensionabile, senza un adeguato ricambio generazionale. Tra il 2019 e il 2024, i medici di base nella regione sono già diminuiti del 10%.Nel Bresciano il quadro non è migliore: se in città la presenza è ancora relativamente garantita, nelle aree della Bassa e delle Valli si registrano interi comuni senza medico di base. Servirebbero circa 400 professionisti in più per coprire il fabbisogno.Alla base della crisi c’è anche una crescente disaffezione verso la medicina generale. Le soluzioni tampone, come il prolungamento dell’attività fino a 72 anni previsto dal Milleproroghe, non bastano a colmare una carenza strutturale.A rendere ancora più complesso il quadro, si aggiungono le scelte di finanza pubblica. Il decreto-legge sul caro carburanti, in vigore dal 18 marzo, ha previsto un taglio temporaneo delle accise finanziato anche attraverso riduzioni di spesa in ambito sanitario, proprio mentre il sistema mostra segnali di forte sofferenza.«La carenza dei medici di medicina generale è ormai diffusa in tutto il Paese», ha spiegato Cartabellotta, «e deriva da una programmazione inadeguata che non ha garantito il necessario ricambio. Oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico vicino a casa, con disagi crescenti e rischi soprattutto per anziani e pazienti fragili».   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032703225008088.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[ Brescia senza medici di base: ne servono 400, cresce l’allarme  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702910809190.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702910809190.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quibrescia.it" </b>  del 27 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:33:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="58080" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702910809190.PDF"><![CDATA[quibrescia.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quibrescia.it/sanita-2/2026/03/27/brescia-senza-medici-di-base-ne-servono-400-cresce-lallarme/815236/amp/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702910809190.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Carenza diffusa nelle Valli e nella Bassa bresciana. In Lombardia, nella fotografia scattata da Fondazione Gimbe, mancano 1.540 medici di famiglia.WhatsappBrescia. In Italia mancano all’appello 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni. A fotografare una situazione sempre più critica è la Fondazione Gimbe, che evidenzia come le carenze più gravi riguardino soprattutto le aree più popolose: in testa la Lombardia con un deficit di 1.540 medici, seguita da Veneto (-747), Campania (-643) ed Emilia-Romagna (-502). Non emergono invece criticità in Basilicata, Molise e Sicilia, anche se, viene precisato, non si possono escludere zone scoperte anche in queste regioni.Il problema non è solo numerico, ma anche legato al carico di lavoro. Il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti è ormai lontano: al 1° gennaio 2025, i 36.812 medici di base italiani seguono oltre 50,9 milioni di pazienti, con una media di 1.383 a testa. In Lombardia si arriva addirittura a 1.533 assistiti per medico, uno dei valori più alti del Paese. «Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», ha sottolineato il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta.Una situazione destinata a peggiorare. Entro il 2028, solo in Lombardia oltre 900 medici di famiglia raggiungeranno l’età pensionabile, senza un adeguato ricambio generazionale. Tra il 2019 e il 2024, i medici di base nella regione sono già diminuiti del 10%.Nel Bresciano il quadro non è migliore: se in città la presenza è ancora relativamente garantita, nelle aree della Bassa e delle Valli si registrano interi comuni senza medico di base. Servirebbero circa 400 professionisti in più per coprire il fabbisogno.Alla base della crisi c’è anche una crescente disaffezione verso la medicina generale. Le soluzioni tampone, come il prolungamento dell’attività fino a 72 anni previsto dal Milleproroghe, non bastano a colmare una carenza strutturale.A rendere ancora più complesso il quadro, si aggiungono le scelte di finanza pubblica. Il decreto-legge sul caro carburanti, in vigore dal 18 marzo, ha previsto un taglio temporaneo delle accise finanziato anche attraverso riduzioni di spesa in ambito sanitario, proprio mentre il sistema mostra segnali di forte sofferenza.«La carenza dei medici di medicina generale è ormai diffusa in tutto il Paese», ha spiegato Cartabellotta, «e deriva da una programmazione inadeguata che non ha garantito il necessario ricambio. Oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico vicino a casa, con disagi crescenti e rischi soprattutto per anziani e pazienti fragili».
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/27/2026032702910809190.PDF</guid>
	</item>
	</channel>
</rss>