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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia Ne mancano 80 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801804805339.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801804805339.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"ALTO ADIGE" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:43:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Attenti alla pensione  Medici di famiglia Ne mancano 80   GIMBE  BOLZANO. In Alto Adige mancano 80 medici di famiglia e in Trentino 53: la stima è della Fondazione Gimbe che assume come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. La media degli assistiti, calcolata sulla base di dati della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac) aggiornati al primo gennaio 2025, è, però, nella realtà, più elevata. In provincia di Bolzano, il numero medio di assistiti per medico di medicina generale è pari a 1.525, contro una media nazionale di 1.383. Migliore è la situazione a Trento che registra una media di assistiti pari a 1.388.  Questi dati pongono l'Alto Adige al terzo posto della graduatoria nazionale, dietro Lombardia (1.533) e Veneto 1.526. Va considerato che l'accordo collettivo nazionale stabilisce a 1.500 il numero massimo di assistiti per medico, con la possibilità di aumentarlo in casi particolari, ad esempio, fino a 2.000 per Bolzano. Il dato altoatesino si inserisce, comunque, in un trend positivo: tra il 2019 e il 2024 i medici di base in provincia sono aumentati del 2,4%, mentre la media nazionale registra una riduzione pari al 14,1%. Una riduzione dell'1,5%, nello stesso periodo, viene segnalata in Trentino. Gimbe rileva anche che nelle due province autonome, nel 2025, i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: meno 18 candidati (meno 60%) rispetto alle borse finanziate, in Alto Adige e meno 15 candidati (meno 38%) in Trentino (media Italia più 26%).  Entro il 2028, conclude Gimbe, in Trentino Alto Adige, 76 medici di medicina generale (dato disponibile solo a livello regionale) raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni.  ---End text---  Author: Redazione  Heading: GIMBE  Highlight:   Image: -tit_org- Medici di famiglia Ne mancano 80   -sec_org-
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		<title><![CDATA[«In Veneto rimangono scoperti 74/7 posti» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802003903102.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802003903102.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 17 di <b>"ARENA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:16:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[«In Veneto rimangono scoperti 747 posti»   Assistenza territoriale in crisi  Entro il 2028 in pensione altri 469 medici. Turn over a rischio: l’anno scorso il 6% delle borse finanziate non è stato assegnato •  In Italia mancano 5.716 medici. Le situazioni più critiche si registrano in Veneto (-747), Lombardia (-1.540), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Nessuna carenza in Basilicata, Molise e Sicilia, mentre. Situazione «più leggera» in Puglia (-279), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e  Umbria (-12).  Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe: sulla base della prossimità e della densità abitativa, ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero che è risultato lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.526 pazienti ciascuno del Veneto ai 1.533 della Lombardia, ad esempio.  Altro aspetto. Entro il 2028 andranno in pensione 8.180 medici italiani per limite di età. Di questi, 469 solo in Veneto dove, tra il 2019 e il 2024, la riduzione di questi  specialisti è stata dell'11,1% (media nazionale 14,1%).  «Colpa», dicono gli esperti, «della mancata programmazione». I numeri lo confermano: nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per Medicina Generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -6% rispetto alle borse finanziate.  «Per anni non è stato garantito il ricambio rispetto ai pensionamenti», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, «da un lato, infatti,  sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero dei giovani neolaureati che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso». E comunque, anche se tutti i medici di base andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, «le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti», allarma Cartabellotta.  Terzo aspetto. La programmazione del fabbisogno di medici e i criteri per definire il numero massimo di pazienti che possono assistere dovrebbe tener conto, e non  accade, dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà con due o più malattie croniche.  Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti con più di 65 anni è quasi raddoppiata, da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025.  «Senza una visione lunga», conclude il presidente Gimbe, «il Governo continuerà a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma coraggiosa della medicina generale».  Camilla Ferro  ---End text---  Author: Camilla Ferro  Heading: Assistenza territoriale in crisi  Highlight:   Image:Sos specialità Medicina generale poco ambita dai neolaureati -tit_org- «In Veneto rimangono scoperti 74/7 posti»   -sec_org-
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		<tp:writer>CAMILLA FERRO</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Carenza di medici di famiglia Ne mancano oltre 5.700 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803248207353.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803248207353.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"BRESCIAOGGI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 08:01:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati Gimbe Carenzadimedicidifamiglia Nemancanooltre5.700  In Italia mancano 5.716 medici di famiglia.  Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Criticità nelle regioni più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia». Carenze minori in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53).  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Carenza di medici di famiglia Ne mancano oltre 5.700   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Mancano 5.700 medici di base, la Lombardia regione più in crisi ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803124106228.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803124106228.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 29 di <b>"CITTADINO DI LODI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:37:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[studio nazionale di gimbe  Mancano 5.700 medici di base, la Lombardia regione più in crisi  Secondo la Fondazione Gimbe in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (Mmg) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di Mmg è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha diritto a un Mmg, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (lea). Il Mmg non è un dipendente del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (Asl): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (Acn), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola Asl. «La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale». n  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Mancano 5.700 medici di base, la Lombardia regione più in crisi   -sec_org-
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	<item>
		<title><![CDATA[Sos medici di base nelle Marche ne mancano 161 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802037703524.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802037703524.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"CORRIERE ADRIATICO ANCONA E PROVINCIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:27:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="173000" Sales="8067" Printing="10003" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802037703524.PDF"><![CDATA[CORRIERE ADRIATICO ANCONA E PROVINCIA]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sos medici di base: nelle Marche ne mancano 161   L’allarme della Fondazione Gimbe: «Entro il 2028 oltre 200 pensionamenti»   L’ANALISI  ANCONA Da qui al 2028, nelle  Marche, ben 202 medici di medicina generale raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. E il presente non è tanto meglio della prospettiva futura: secondo una stima che considera il rapporto ottimale pari ad un medico di base ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 ce ne mancano all’appello 161. È il quadro a tinte fosche tratteggiato nell'analisi della Fondazione Gimbe sulle carenze nelle varie regioni.   La criticità alla base Il dato forse più preoccupante è però un altro: sono sempre meno i giovani che scelgono di diventare medici di base. Quindi anche se la Regione ha aumentato le borse di studio per questa specializzazione, spesso l’offerta va semi-deserta.  Nel 2025, i partecipanti delle Marche al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: 78 candidati in meno rispetto alle borse finanziate, cioè un -49% rispetto agli slot,  a fronte di una media Italia del +26%. Il dato peggiore a livello nazionale dopo Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano. Al momento, il numero medio di assistiti per medico di base si assesta sulle 1.406 unità, poco sopra la media italiana di 1.383 (ma molto di più se parametrato al rapporto ottimale di 1.200 a uno). In vetta  alla classifica della carenza di medici di medicina generale dal 1° gennaio 2025 - c’è la Lombardia con 1.540, seguita a distanza da Veneto (747), Campania (643) ed Emilia Romagna (502).   L’elenco Le Marche si piazzano al nono posto, più o meno a metà classifica. Quanto al trend dei pensionamenti entro il 2028, le criticità maggiori si rilevano in Campania (1.147) e in Lombardia (928). Su questo aspetto, invece, le Marche (che ne conteranno 202) si posizionano nella parte bassa della classifica.  Una magra consolazione.  m. m.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: m. m  Heading:   Highlight: I numeri  1.406  7Il numero medio di assistiti per medico di medicina generale nelle Marche. Il rapporto ottimale è di 1.200 a uno.   78  7I candidati marchigiani in meno rispetto alle borse finanziate al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale.   202  7I medici di base marchigiani che raggiungeranno l’età per andare in pensione (70 anni) da qui al 2028. Al 1° gennaio 2025 la carenza si assestava già sulle 161 unità.  Image:Un medico di medicina generale -tit_org- Sos medici di base nelle Marche ne mancano 161   -sec_org- Ancona
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		<tp:writer>m. m</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di base, progetto pilota per una scuola universitaria = «Pochi medici, progetto pilota per una scuola universitaria» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791706056.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791706056.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"CORRIERE DEL TRENTINO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>De Pretis (Ordine): «Idea in fase embrionale». I dati Gimbe: mancano 53 dottori</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[NODO DELLA CARENZA  Medici di base, progetto pilota per una scuola universitaria   «Pochi medici, progetto pilota per una scuola universitaria»  De Pretis (Ordine): «Idea in fase embrionale». I dati Gimbe: mancano 53 dottori  In Trentino mancano 53 medici di medicina generale e entro il 2028 altri 76 in regione andranno in pensione. Sono i dati della Fondazione Gimbe sulla situazione al 1° gennaio 2025. Un medico di famiglia dovrebbe avere 1.200 assistiti: in Trentino sono 1.388, arrivando a 1.500. Contro la carenza di medici, Ordine, Università, Asuit e Provincia lavorano a un progetto pilota: «Trasformare la scuola di formazione di medici di medicina generale in una scuola di specialità che rilasci un diploma universitario».  a pagina 4 Zamattio  TRENTO In Trentino mancano  53 medici di medicina generale, in Alto Adige 80. Ed entro il 2028, altri 76 in regione andranno in pensione. I dati del report della Fondazione Gimbe registrano la situazione al 1° gennaio 2025. Pochi camici bianchi oberati di lavoro. Un medico di famiglia dovrebbe avere 1.200 assistiti. Nella realtà sono molti di più: in Trentino in media 1.388 e in Alto Adige 1.525. «Ma vista la carenza si arriva fino a 1.500», precisa il presidente dell’Ordine dei medici del Trentino, Giovanni De Pretis. Che parla di un progetto pilota, unico in Italia, cui stanno lavorando Ordine, Università, Asuit e Provincia: «Trasformare la scuola di formazione di medici di medicina generale di Trento in una scuola di specialità, come cardiologia e pediatria, che rilasci un diploma universitario».   Un progetto «in fase embrionale», sul quale si è iniziato a lavorare da poco in attesa dell’approvazione nazionale del Ministero, che rendere b b e « p i ù a t t r a t t i va l a professione di medico di medicina generale». Perché con l’ingresso nel sistema universitario la formazione passerebbe sotto l’Università e i medici diventerebbero specializzandi a tutti gli effetti con diritti e inquadramento più simili agli altri medici. L’assenza di attrattività è uno dei motivi della carenza di medici, insieme all’eccessiva burocratizzazione, «snellire il lavoro sarebbe importante anche per la scelta». Anche se il problema è essenzialmente legato «alla totale mancanza di programmazione a livello nazionale dei governi che negli ultimi 15-20 anni hanno sbagliato totalmente o non fatto la programmazione necessaria, non garantendo il ricambio dei medici in pensione».  Secondo il report della Fondazione Gimbe, tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale in Trentino si sono ridotti dell’1,5%. La media nazionale della riduzione è pari al 14,1%. Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -15 candidati (-38%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).  Una situazione che peggiora di anno in anno, e a rimetterci sono gli assistiti, i cittadini «con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili», come spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. In una società italiana sempre più vecchia: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni).  Stesso trend anche in Trentino, penalizzato nella scelta dei medici, anche dalla conformazione olografica. Ecco perché, spiega ancora De Pretis, per attrarre qui i medici servono anche modelli innovativi, lavoro di gruppo, associazioni, elementi che «per un giovane medico rendono più attrattivo il lavoro, potendosi ad esempio può confrontare con altri colleghi e crescere insieme». Fattori importanti uniti ad una buona formazione, «e la scuola di formazione di Trento ha sempre funzionato molto bene, dando un’offerta sempre migliore con medici che vengono anche da fuori», servono per colmare le carenze. E coprire quel 40% di posti scoperti.  Marzia Zamattio  ---End text---  Author: Marzia Zamattio  Heading:   Highlight:   Image:Presidente Giovanni De Pretis -tit_org- Medici di base, pr
ogetto pilota per una scuola universitaria  «Pochi medici, progetto pilota per una scuola universitaria»   -sec_org-
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		<tp:writer>Marzia Zamattio</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Gimbe, mancano 744 medici di base ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801745505750.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801745505750.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"CORRIERE DEL VENETO VENEZIA E MESTRE" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:07:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="178000" Sales="215135" Printing="4263" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801745505750.PDF"><![CDATA[CORRIERE DEL VENETO VENEZIA E MESTRE]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Gimbe, mancano 744 medici di base  VENEZIA La Fondazione Gimbe  certifica la mancanza in Veneto, nel 2025, di 744 medici di base. E nel giro di due anni, entro il 2028, 469 arriveranno l’età pensionabile di 70 anni. Il report parla di un numero medio di assistiti per medico al primo gennaio 2025 pari a 1.526 contro una media nazionale di 1.383. Ed è dalla stima Gimbe su un rapporto ottimale pari a un medico di  famiglia ogni 1.200 assistiti che si deduce la «carenza» di 744 camici bianchi. Altro dato, tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale nel Veneto si sono ridotti dell’11,1%. Crisi di vocazioni: nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -12 candidati (6%) rispetto alle borse  finanziate. Il governatore Alberto Stefani risponde, indirettamente, con un post: «C’è un calo dell’attrattività di alcune professioni fra queste, una delle più preziose è il medico di base. Ecco perché abbiamo stanziato una cifra cospicua per rendere uguale l’importo delle borse di studio per gli studenti che si dedicano a questa specialità, a quello delle altre specialità mediche». © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: 469  È il numero dei medici di base che arriveranno all’età pensionabile entro il 2028  Image: -tit_org- Gimbe, mancano 744 medici di base   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Un medico di base per 1.500 pazienti L'Alto Adige in piena emergenza ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803265807625.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"CORRIERE DELL'ALTO ADIGE BOLZANO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L'allarme della Fondazione Gimbe. Messner: siamo l'unica Regione in cui i professionisti sono aumentati</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 08:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Un medico di base per 1.500 pazienti L’Alto Adige in piena emergenza L’allarme della Fondazione Gimbe. Messner: siamo l’unica Regione in cui i professionisti sono aumentati  BOLZANO In Alto Adige mancano 80 medici di base, il numero medio di pazienti è tra i più alti d’Italia e da qui al 2028 la situazione è destinata a peggiorare perchè decine di medici andranno in pensione. Anche se l’Alto Adige l’unica realtà dove negli ultimi 5 anni il numero di medici è aumentato, secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, in Provincia di Bolzano la situazione dei medici di medicina generale è a dir poco disastrosa. «Si tratta di stime teoriche che non riflettono la situazione reale, nessun altoatesino è senza medico» commenta l’assessore alla Salute Hubert Messner che cerca di gettare acqua sul fuoco.  I dati tuttavia parlano chiaro. Complessivamente in Alto Adige sono attivi 310 medici di medicina generale (cui 26 a titolo provvisorio): al primo gennaio 2025 il numero medio di assistiti per medico è pari a 1.525 contro una media nazionale di 1.383. Un rapporto peggiore si registra solamente in Lombardia e in Veneto. Contando che il rapporto ottimale sarebbe di 1.200 pazienti per ogni medico, secondo il Gimbe in Alto Adige mancano almeno 80 medici di base. Anche se Bolzano è l’unica regione dove tra il 2019 ed il 2024 il numero di medici in servizio è aumentato (+2,4% contro una media nazionale che fa segnare una riduzione del 14%) tuttavia il numero di partecipanti al corso nazionale di formazione specifica sono meno dei posti disponibili segno che il problema è destinato ad aggravarsi. Tantopiù che da qui al 2028 almeno 76 medici (il dato è regionale) avranno raggiunto l’età della pensione e usciranno dal servizio.   «Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un medico disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città. A questa crisi della medicina generale bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva» sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.   L’assessore alla salute Hubert Messner prova a spegnere le polemiche. «Il dato che manchino 80 medici è fuorviante: si tratta di una stima puramente teorica che non riflette la reale situazione dell’assistenza nei singoli contesti territoriali. L’Accordo collettivo Nnzionale per i medici di medicina generale prevede una progressiva riduzione del numero teorico di assistiti, vengono banditi un numero sufficiente di posti per raggiungere gradualmente tale obiettivo. Ma siccome ogni medico assiste più di 1.500 pazienti nella nostra provincia la copertura assistenziale  continua a essere garantita, nessun cittadino o cittadina altoatesina è senza medico di base» sottolinea Messner che rimarca come l’Alto Adige sia l’unica provincia in cui negli ultimi cinque anni il numero di professionisti è aumentato mentre in tutto il resto d’Italia c’è stata una sensibile diminuzione.  In Trentino la situazione è simile: mancano 53 medici e il numero medi di pazienti è di 1.388. Tuttavia il presidente dell’Ordine dei medici del Trentino, Giovanni De Pretiannuncia l’avvio di un progetto pilota, unico in Italia, cui stanno lavorando Ordine, Università, Azienda sanitaria e Provincia: «Trasformare la nostra scuola di formazione di medici di medicina generale in una scuola di specialità, come cardiologia e pediatria».  Un progetto «in fase embrionale in attesa dell’approvazione dal Ministero della Salute», spiega De Pretis, che renderebbe «più attrattiva la professione di medico di medicina generale». Perché con l’ingresso nel sistema universitario la formazione passerebbe sotto l’università con un titolo rilasciato e i medici diventerebbero specializzandi a tutti gli effetti con diritti e inquadramento più simili agli altri medici» Marco Angelucci Marzia Zamattio © RIPRODUZION
E RISERVATA  ---End text---  Author: Marco Angelucci  Heading:   Highlight: Cartabellotta «Con livelli di saturazione così alti viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un medico vicino a casa»   80  Sono i medici che mancano in Alto Adige secondo i dati della Fondazione Gimbe  Image:In corsia In Alto Adige sono molto alti il bisogno e la ricerca di medici. Con i prossimi pensionamenti la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare -tit_org- Un medico di base per 1.500 pazienti L’Alto Adige in piena emergenza   -sec_org-
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		<tp:writer>Marco Angelucci</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Sanità, mancano 80 medici di base = La presidente dell'Ordine avverte «Inostri compiti aumentano ma lo stipendio è sempre quello» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803265907626.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803265907626.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"CORRIERE DELL'ALTO ADIGE BOLZANO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Allarme del Gimbe: ognuno ha oltre 1.500 assistiti. Messner: nessuno è senza assistenza Marsoner: burocrazia e software inadeguati ci complicano la vita</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 08:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Lo studio La presidente dell’Ordine Marsoner: «Aumentano compiti e burocrazia, non i salari. Così i giovani scappano»  Sanità,mancano80medicidibase  Allarme del Gimbe: ognuno ha oltre 1.500 assistiti. Messner: nessuno è senza assistenza   Lapresidentedell’Ordineavverte «Inostricompitiaumentano malostipendioèsemprequello»  Marsoner:burocraziaesoftwareinadeguaticicomplicanolavita  In Alto Adige mancano 80 medici di medicina generale che in media assistono più di 1500 pazienti a testa. A lanciare l’allarme è uno studio della Fondazione Gimbe. «In queste condizioni è impossibile esercitare il diritto alla scelta del medico e trovarne uno vicino a casa» avverte il presidente Nino Cartabellotta. L’assessore alla salute Hubert Messner prova a gettare acqua sul fuoco. «Si tratta di stime teoriche, in Alto Adige nessuno è senza medico. E siamo l’unica regione italiana in cui negli ultimi anni il numero di medici di base è aumentato». Tuttavia anche la presidente dell’Ordine Astrid Marsoner denuncia condizioni critiche: «Aumentano i nostri compiti e la burocrazia ma non i salari e l’informatizzazione non funziona: in queste condizioni è difficile attirare giovani».  a pagina 2 Angelucci  BOLZANO «Ci danno sempre  nuovi compiti senza aumentarci gli stipendi. Così sarà impossibile convincere i giovani a diventare medici di base». La presidente dell’Ordine dei medici Astrid Marsoner è medico a Villabassa, in val Pusteria e la sua analisi della situazione è impietosa. Anche le nuove proposte della provincia, presentate la scorsa settimana, sono tutt’altro che risolutive. Un palliativo — per dirla in termini medici — che non risolve nulla.  Dottoressa come si fa ad occuparsi di più di 1.500 pazienti? «Prima erano anche di più. I miei colleghi che stanno per andare in pensione ne hanno avuti anche 5mila. Ma non è tanto il numero ad essere un problema, il punto è che è cambiata la popolazione. L’età media si è alzata: abbiamo pazienti più anziani che hanno bisogno di più prestazioni. E anche le aspettative sono più alte. E, come se non bastasse, ci hanno aumentato i compiti senza aumentarci i rimborsi».  Quali sono i nuovi compiti che vi hanno assegnato? «Dobbiamo occuparci delle malattie croniche, delle cure palliative, della prevenzione. Sono anche convinta che sia giusto affidare questi compiti al territorio invece che agli ospedali.   Poi in periferia abbiamo anche i turisti che ci chiamano perché non c’è la guardia turistica e quindi chiamano noi perché abbiamo la continuità assistenziale. Il lavoro è diventato veramente impegnativa. E anche la burocrazia è tanta» La digitalizzazione aiuta? «Non è adeguata. Ad esempio per accedere alla banca e vedere i refertiuna volta bastavano un paio di clic. Adesso bisogna scaricarsi ogni pdf e si perde un sacco di tempo. Poi un giorno si è uno no l’archivio non è raggiungibile. Senza contare mancano tutti i referti precedenti al 2020 e alcuni non vengono nemmeno inseriti».  Perchè? «A quanto pare c’èun problema di compatibilità ma non è possibile. In qualche modo deve essere risolto»  Secondo la Provincia le case di comunità dovrebbero migliorare la situazione. Lei come la vede? «Assolutamente no. Le case di comunità costano tantissimo e di fatto sono strutture parallele all’ospedale. Spesso a poche centinaia di metri di distanza. Si alimentano aspettative che non si riusciranno a mantenere, di fatto si appesantisce il sistema» Cosa non la convince? « Innanzitutto si andrà a perdere il rapporto fiduciario con i pazienti che ci consente di prendere decisioni anche se i referti non sono disponibili. Questo possiamo farlo perchè conosciamo i nostri assistiti. Nelle case di comunità ci saranno medici che non sanno nulla del paziente che hanno davanti e che dovrebbero assumersi delle grandi responsabilità. Finirà che manderanno i pazienti al pronto soccorso».  La settimana scorsa la Provincia ha presentato un pacchetto di misure per i medici di base. Si parla di 7 milioni per i prossimi tre anni. Può essere un aiuto? «Dubito perchè non incide sul salario. Si aumenta la quota di rimborso per 
la segretaria, un euro in più non cambia molto. E anche i rimborsi per le apparecchiature hanno poco senso: se spendo 50mila euro per comprare un ecografo e poi non posso chiedere i rimborsi per le prestazioni allora non ha molto senso» Nei prossimi anni tanti medici andranno in pensione. Come si fa ad attrarre i giovani? «Non lo chieda a me. Abbiamo poca sicurezza sullo stipendio, condizioni peggiori rispetto all’estero. É difficile in queste condizioni» L’università può aiutare? «Difficile. Ci vorranno anni prima di avere i professionisti e non c’è alcuna garanzia che rimangano. É vero che chi prende la borsa di studio deve impegnarsi a rimanere ma se una clinica vuole assumere un medico sarà pronta anche a rimborsargli queste spese» M. An.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Marco Angelucci  Heading:   Highlight: La dottoressa «Le case di comunità non sono la soluzione.  Anzi complicheranno ancora l’assistenza»  Image:Presidente Astrid Marsoner (Ordine dei Medici) Dubbi La presidente dell’Ordine dei medici Astrid Marsoner -tit_org- Sanità, mancano 80 medici di base    La presidente dell'Ordine avverte «Inostri compiti aumentano ma lo stipendio è sempre quello»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803110607129.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803110607129.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"CORRIERE DELLE ALPI" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il tema dell'ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell'Ue Tajani: «Euna priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:44:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L’integrazione punta verso Est» Buttafuoco assicura: «Sanzioni rispettate» Ma Giuli valuta le carte ROMA  A meno di 48 ore da uno degli eventi principali della fase preparatoria della Biennale, la presentazione del Padiglione Centrale restaurato, resta alta la tensione tra l'istituzione e il governo per la partecipazione della Russia. La Fondazione ha annunciato di aver inviato tutte le carte chieste dal miIl tema dell’ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell’Ue Tajani: «È una priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»  Passa da Trieste riunificaziostro dovere».  Lala documentane dell’Europa.  Cosìdel il minizione è ora al vaglio mistro degli Affari esteri Antonio nistro Alessandro Giuli.  VerTajani ha definito il processo rà esaminata la corrispondi allargamento a Estrusse, dell’Udenza con le autorità nione, intervenendo al trentenper capire in che modo sono nale Segretariato esecutistate del definite l'organizzaziovo Centro eurone edell’Iniziativa la gestione della perforpea, che già artisti.  dal 1989 agisce mance degli nell’area come facilitatrice La Biennale sostiene diattraverso progetti e iniziative aver preso atto della comuconcrete.  nicazione arrivata da MoLA PRIORITÀ  L’appuntamento, che a portato a Trieste i ministri degli EsteI DATI DELLA FONDAZIONE GIMB ri di diversi dei 17 Paesi aderenti all’InCe, non voleva essere, come sottolineato alla vigilia, un’occasione celebrativa.  Non lo è stata per il ministro Tajani che ieri al Paesi dei Balcani occidentali ancora in fila per entrare nell’Ue dopo In Italiadalla vent’anni mancano richiesta di oltre ade5.700 ha sione medici lanciato di famiglia un message «sempre gio chiaro: più «L’ingresso cittadini faticadei Balno a trovarne cani è prioritario uno vicino e se ciasono casa», tanto da problemi cherisolvere in 18 Regioni siamo si registra pronti come una italiani carenza a dare e le siuna tuazioni«Questa mano».  più critiche non èsono un’occain Lombardia, sione celebrativa Veneto mae Campapolitica – nia.affermato ha Una carenza il ministro che andrà – con aumentando l’obiettivo di guardare velocemente avanti dal raggiungere per momento che la riunificaziotra il 2019 e ildell’Europa.  ne 2024 il numero Parlare di medici di Baldi medicina cani non vuolgenerale dire dimenticare è diminuito di eben Ucraina Moldavia 5.197 unità ma ciesono di qui al che Paesi 2028aspettano i pensionamenti di essere  Sos medici d Ne mancano  Uecome da molto tempo e bemembri chiesto, da prassi, abbiamo alle il dovere di dare dinoi partecipare mostre.  risposte concrete». DialoganNella maggioranza, con do con la stampa dell’avl’esclusione dellaprima Lega, è vio dell’evento, il ministro opinione diffusa che in que- ha rilevato l’impegno costante sta situazione debba prevadell’Italia pernazionale, la distensione lere l'interesse in nell’area.  cheestera l'adesiolinea con la«Credo politica nePaese.  all'Unione europea possa esdel sere loGiuli strumento migliore Oggi dovrebbe scio-per ridurre tensioni tra sua questi gliere la leriserva sulla Paesi», ha affermato, aggiunpresenza il giorno successiche «lo sforzodel dell'Italia vogendo alla presentazione Paè quelloCentrale.  di avere un—dialogo podiglione sitivo con tutti e comprende la nostra presenza militare tra Kosovo e Serbia perché la tensiodiminuisca e siINpossa finalE ne SULLA CARENZA ITALIA mente arrivare all'adesione di questi Paesi all'Ue». Solo un’Europa più forte può del resto «costituire un vero baluardo di civiltà rispetto al disordine che esiste nel mondo», ha affermato da parte sua il segretario generale dell’InCe Franco Dal Mas.  Il ministro stimati sono 8.180. ATajani fare il ha ancheè la annunciato cheGiml'Italia punto Fondazione intenzione formalizzare behache sottolineadicome la riil suo ingresso «partner duzione vada dicome pari passo strategico dell'iniziativa con un aumento dei bisognidei mari, cui Trieste è al65cenditre cura: neldi2025 gli over tro» perché ci siamilioni, «dialogo erano quasi 14,6 di tra Mediterraneo, cui oltre la metàMar conNero dueeoBaltico».  p
iù malattie croniche. I criteri per definire il numero masCOOPERAZIONE REGIONALE simo di assistiti per medico In questo contesto ruolo «non hanno mai tenutoilconè stato definito stratetodell’InCe dell'invecchiamento della gico da tutti i spiega Paesi aderenti popolazione», il presi- ieri presenti, sia quelli già nel dente Nino Cartabellotta.  — pedi famiglia o 5.700  u senator rimetro dell’Ue sia in attesa di entrarvi. Sempre dal ministro Tajani, è arrivata la conferma dell’impegno al rilancio dell’Iniziativa Centro europea, che .  In Commissione Affari esteri e Difesa è stata delamreè statadel unaSenato chiacchierata sto risoluzione pia -approvata dall'Iran aiuna servizi segreti per rafforzamento dell’InCe, con ilpassaggi sull'appuntamencome ha ricordato nel suo into di domenica e lunedì.  «Non tervento la Meloni presidente della si vota sulla - ha ribadistessa, la senatrice Stefania to la premier - si vota sulla giuCraxi.  «In quadro geopolitico stizia. Anche chi non condivicomplesso necessario investide questo ègoverno dovrebbe re nella cooperazione regionavalutare nel merito una riforle ha aggiunto Craxi –. L’espema– che vuole migliorare il funrienza InCe dimostra che il prozionamento del sistema».  cesso di integrazione europea La puntata andrà in onda dopassa solo dalle mani, non a ridosso delledecisioni urne. Lo delle atscopoistituzioni, è arrivare ama unanche pubblico traverso iniziative, si progetti ed che del referendum è occupaesperienze condivise».  L'imto poco o nulla.  Anche perché, portanza deistati territori «nellai finché sono disponibili, creazione di legami strutturasondaggi indicavano che più li, fondamentali per elomaggiosvilupgente andrà a votare po delle nostre economie», re possibilità di vittoria avrà ilè stato sottolineato anche dal Sì. «Spero che l'affluenza siagola vernatore del Friuli più alta possibile, tra ilVenezia 50% e il Giulia, e presidente della Con60% almeno», ha detto il minire di FdI  ferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, convinto della necessità del rilancio dell’Iniziativa. «Le organizzazioni regionali possono avere un ruolo fondamentale», è stato ribadito dall’ambasciatore Mistro della Giustizia, Carlo Norchele Valensise,su Sky presidente dio, in confronto col predell’Istituto Affaridel Internaziosidente onorario comitato nali, che haNo, collaborato all’orGiusto dire Enrico Grosso.  ganizzazione Mentre il ministrodell’evento.  degli Esteri «L’InCe favorito processo AntoniohaTajani hailsfoderato di avvicinamento e potrà aveuna carta storica non scontata: re lo stesso ruolo in quelloundel«Volete cambiare e avere sila riunificazione».  stema della giustizia che sia diverso dal fascismo? Allora voIL FUTURO tate Sì al referendum», perché Proprio l’integrazione adesso è un po’ come col euro«mopea, le voci di dello«amplificando del regime fascista, quanchi deve entrare è in do l'inquisito eranell’Ue», considerato cima all’agenda dell’InCe delicolpevole».  neata da Oana ?oiu, ministra CAMPAGNA CARATTERIZZATA DA POLEMICHE degli Affari esterni della RomaDopopresidente le polemiche suscitate nia, di turno dell’Idalle parole delladopo capo di gabiniziativa.  Subito viene il netto del ministero Giurafforzamento delladella connettistiziadei Giusi Bartolozzi vità trasporti, delle (magireti di strati «plotoni di esecuzione») energia e di business e poi dele quelle del deputato di FdI Alla resilienza della società e dei  me se ti diagnosticano processi democratici. un «Lacanrecro». Ilha video è statocomplicata diffuso dal gione una storia «Non passa giorno - èpresta–M5S: ha osservato ?oiu – e un to il commento - senza checerti i posente dove i pericoli sono liticimolte del centrodestra non rivecon minacce ibride».  La lino la seteha di vendetta la ministra indicatoverso come magistratura».  obiettivi anche il potenziamenattacchi delleeopposizioto Gli delle comunità l’attrazioni riguardano ancheAilfronte rispetto ne di investimenti.  di dellasfida, par condicio.  Nel mirino una quella dell’integrac'è la trasmissione lunedì sezione europea, resadipiù impelra, Quarta Repubblica su Rete lent
e dal contesto geopolitico, 4, conriconssciuto un'intervistaanche del condutcome dalla tore Nicola Porro alla premier.  risoluzione sull’allargamento «Un monologo mezz'ora in approvata una disettimana fa prima serata senza contradditdal Parlamento europeo, InCe torio - hanno detto parlamenriconosce inoltre diiessere chiatari Pd in Vigilanza Rai - amcon mata a «elevare le proprie un conduttore primo Febizioni strategiche nelfan».  prossidezdecennio».  prova a prevenire gli attacmo L’Iniziativa, forchianche contro lui sostenendo di te deldiFondo della Banca aver «inviato e-mail sia europea di ricostruzione e svi-a Schleinconcentrerà sia a Conte»,i suoi che però luppo, sforhanno declinato.  zi, come emerge dal documenintantosulaprogetti protesta dei to Sale conclusivo, collefuorisede che chiedono pogati ai corridoi Ten-T di(Reti ter votare dove vivono e non estranseuropeee dei trasporti) sere costretti al ritorno codell’Ue, lungo gli assinelOvemuneediNord-Sud.  residenza.— — st-Est  ---End text---  Author: Laura Blasich/T  Heading:   Highlight:   Image:USTIZIA DI DOMENICA E LUNEDÌ  Meloni ospite di Pulp Podcast, assieme a Mr. Marra e Fedez  spite da Fedez  do Mattia (invito a utilizzare «il solito sistema clientelare»), un altro parlamentare di FdI, bfera La conferenza per il trentennale dell’Iniziativa Centro europea, ieri a Trieste -tit_org- Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb   -sec_org-
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		<tp:writer>Laura Blasich/T</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Sos medici di famiglia im Veneto Mancano oltre700 camici bianchi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803110707130.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"CORRIERE DELLE ALPI" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l'età pensionabile 469 professionisti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:44:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre 700 camici bianchi Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l’età pensionabile 469 professionisti  Federico Murzio / PADOVA  C’erano una volta i medici di famiglia. O i medici di base, se volete. Tecnicamente si parla di medici di medicina generale. Intendiamoci: ci sono ancora ma in numero inferiore al fabbisogno della popolazione residente. In Veneto, per esempio, al primo gennaio 2025 ne mancavano 747. Il numero arriva dal report pubblicato ieri dalla Fondazione Gimbe di Bologna.  In tutto il Paese ne mancano 5.700. E, in questa “classifica” delle mancanze, il Veneto è secondo solo alla Lombardia (lì ne servirebbero 1.540). Sul podio, al terzo posto c’è la Campania (643). A guardare il Nord Est, in Friuli Venezia-Giulia ne mancherebbero “solo” 156. Visto però che il peso dell’assenza del medico di famiglia varia al variare della popolazione, i numeri sono tutti ugualmente gravi. Come si evince dal  grafico accanto nel quale non sono presenti, stanno un po’ meglio Basilicata, Molise e Sicilia che avendo una media di assistiti inferiore a 1.200 per medico, non registrano carenza.  Tornando in Veneto, sullo sfondo di questi numeri ce ne sono altri. C’è per esempio lo stanziamento di 4,5 milioni di euro da parte della Regione per le borse di specializzazione in Medicina generale.  Il presidente della Regione Alberto Stefani parla di «una cifra doppia rispetto all’esercizio regionale precedente».  Sono tanti gli elementi della crisi. Tra questi «una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  Fermo restando che ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (i famosi Lea), tra gli elementi di una attrattività in caduta libera c’è la mole di lavoro. In Italia, per contratto, è fissato a 1.500 il numero massimo di assistiti, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari. Ecco: in Veneto il numero medio di assistiti è 1.526 contro una media italiana di 1.383. Ed è solo una delle chiavi di lettura del fatto che dal 2019 al 2024 il medico ha perso circa l’11 per cento dei medici di base.  Non solo. Se entro il 2028 saranno 469 i medici che raggiungeranno l’età pensionabile, c’è un altro dato che fa riflettere. O meglio una percentuale. Registra infatti un meno 6 per cento di partecipanti al bando per il corso di formazione specifica per medicina generale. In sintesi: cala l’attrattività della professione, aumenta la necessità della stessa professione. —  ---End text---  Author: Federico Murzio /  Heading:   Highlight: La Regione ha stanziato 4,5 milioni di euro per le borse di specializzazione in medicina generale   STIMA DELLA MANCANZA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE IN VENETO E IN ITALIA Lombardia  1.540  Veneto  747 Campania 643 Emilia-Romagna 502 Piemonte 463 Toscana 394 Lazio 358 Puglia 279 Marche 161 Friuli Venezia Giulia 156 Sardegna 143 Liguria 116 Prov. Aut. di Bolzano 80 Prov. Aut. di Trento 53 CaJabria 43 Valle d'Aosta 15 12 Abruzzo 12 Umbria 0  400  800  1.200  1.600  II grafico esclude Basilicata, Molise e Sicilia che hanno una media di assistiti per MMG inferiore a 1.200 e pertanto non registrano carenze di MMG al 1 ° gennaio 2025  Image:PUNTO DI RIFERIMENTO  I MEDICI DI BASE SONO UN PRESIDIO SOPRATTUTTO NEI PICCOLI COMUNI -tit_org- Sos medici di famiglia im Veneto Mancano oltre700 camici bianchi   -sec_org-
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		<tp:writer>Federico Murzio /</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, in Toscana ne mancano quasi quattrocento ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801732404599.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801732404599.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"CORRIERE FIORENTINO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:13:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia, in Toscana ne mancano quasi quattrocento  In Toscana mancano quasi 400 medici di famiglia. Lo dicono i numeri della Fondazione Gimbe. Nella nostra regione, sesta per numero assoluto di dottori mancanti, dal 2019 al 2024 si è registrato un calo di medici condotti del 15,5% quasi un punto e mezzo in più rispetto alla media nazionale, con 1.413 assistiti per singolo professionista (l’Italia è a quota 1.383), rispetto a un dato ottimale stimato in 1.200. Tutto questo a fronte di 446 medici di famiglia che entro il 2028 matureranno l’età pensionabile di 70 anni (ottavo dato assoluto) e quindi saranno costretti a uscire dal sistema. Secondo Gimbe, il ricambio non sarà sufficiente.  G.G.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: g.g  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Medici di famiglia, in Toscana ne mancano quasi quattrocento   -sec_org-
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		<tp:writer>G.G</tp:writer>
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		<title><![CDATA[In Piemonte mancano 463 medici di famiglia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801830205413.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"CORRIERE TORINO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:50:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Piemonte mancano 463 medici di famiglia   I dati Gimbe  I  n Piemonte la carenza di medici di famiglia è ormai strutturale: mancano circa 463 professionisti e trovarne uno vicino a casa è sempre più difficile. Il dato, elaborato dalla Fondazione scientifica Gimbe, si inserisce in una crisi nazionale che coinvolge 18 Regioni e supera le 5.700 unità mancanti, con il Nord particolarmente esposto.  Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna guidano la classifica delle carenze, confermando come il problema sia più acuto nelle aree a maggiore densità e domanda sanitaria. Intanto cresce la pressione sul personale sanitario in servizio: ogni medico segue in media 1.383 assistiti, ben oltre la soglia ottimale di 1.200. Un sovraccarico che si traduce in minor tempo per i pazienti e maggiori difficoltà di accesso alle cure, soprattutto per anziani e cronici, in  costante aumento anche in Piemonte. Il quadro è destinato a peggiorare.  Entro il 2028 sono previsti oltre 8.000 pensionamenti, a fronte di un numero insufficiente di nuovi ingressi. In Piemonte, come in altre Regioni del Nord, il problema è aggravato dalla scarsa attrattività della professione: quasi un terzo delle borse di formazione resta scoperto. Negli ultimi anni le istituzioni hanno risposto con misure tampone — innalzamento dell’età pensionabile e deroghe sui massimali — senza attuare, però, alcuna riforma organica. Il rischio è che la medicina territoriale perda il suo presidio, ampliando le disuguaglianze nell’accesso al servizio sanitario.  Simona De Ciero © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Simona De Ciero  Heading: I dati Gimbe  Highlight: Federico Riboldi, classe 1986, nato a Omegna, è assessore alla Sanità della Regione Piemonte  Image: -tit_org- In Piemonte mancano 463 medici di famiglia   -sec_org-
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		<tp:writer>Simona De Ciero</tp:writer>
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		<title><![CDATA[In Campania medici di base in fuga ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801745205751.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"CRONACHE DI CASERTA" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Zuccarelli (Anaao): carico di lavoro enorme, in molti preferiscono il privato</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:07:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati della Fondazione Gimbe Entro il 2028 andranno in pensione oltre 1100 professionisti e ne mancano già 643  In Campania medici di base in fuga  Zuccarelli (Anaao): carico di lavoro enorme, in molti preferiscono il privato  CASERTA (Renato Casella) - È la Campania la regione con il più alto numero di medici di medicina generale che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento (70 anni). Sono infatti 1.147, oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925). La Campania sconta dal 2019 al 2023 una riduzione percentuale del numero di medici di medicina generale del 12,3%, che però è sotto la media nazionale (pari al 14,1%).  È quanto emerge da un’analisi prodotta dalla Fondazione Gimbe, che ha messo in risalto come, al primo gennaio 2025, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni più popolose. Allo stesso tempo però la Campania vanta la terza percentuale in Italia (153% rispetto al 273% della Calabria e al 221% del Lazio) per partecipanti al bando per i corsi di formazione specifica in medicina generale nel 2025 rispetto al numero di borse finanziate: “La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.  Stando sempre ai dati forniti dalla fondazione, al primo gennaio 2025 il numero medio di cittadini campani assistiti dal singolo medico di medicina generale è pari a 1.425:  la regione si colloca al sesto posto a livello nazionale dietro Lombardia (1.533), Veneto (1.526), provincia autonoma di Bolzano (1.525), Friuli Venezia Giulia (1.473) e Valle d’Aosta (1.432), ma sopra la media nazionale (pari a 1.383). Per Gimbe in Campania al primo gennaio 2025 mancano 643 medici di medicina generale: i cittadini della regione, in tal senso, sono messi meglio solo di Lombardia (dove mancherebbero 1.540 medici) e Veneto (747).  “La medicina pubblica - dichiara a “Cronache” il presidente dell'Ordine dei medici di Napoli Bruno Zuccarelli, segretario regionale Anaao Assomed - da anni non è attrattiva, i medici preferiscono andare all’estero o lavorare nel privato. O di effettua un'inversione a U, o continueremo a vedere mancanza di assistenza e ospedali sempre più ingolfati. L'Italia è fra i Paesi europei con la più alta percentuale di laureati, ma in pochi vogliono lavorare nel pubblico”.  I medici di famiglia hanno “un carico burocratico enorme.  Diversi colleghi chiedono di anticipare il pensionamento prima dei 70 anni e nessuno chiede la proroga a 72. Oggi molti medici di famiglia con 1500 assistiti vengono caricati dalle aziende sanitarie fino al limite massimo di 1800.  La carenza è iniziata oltre 15 anni fa in Lombardia Veneto, in questo momento affligge la Campania, particolarmente nelle isole, ma anche a Napoli e provincia. La retribuzione dei medici di famiglia resta  bassa e la gente preferisce optare per l'attività privata: si fa una vita più tranquilla con un carico di lavoro minore e non si è sottoposti a orari”.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:Nel riquadro Bruno Zuccarelli -tit_org- In Campania medici di base in fuga   -sec_org-
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		<title><![CDATA[In Campania medici di base in fuga ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801650304654.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"CRONACHE DI NAPOLI" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Zuccarelli (Anaao): carico di lavoro enorme, in molti preferiscono il privato</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:16:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati della Fondazione Gimbe Entro il 2028 andranno in pensione oltre 1100 professionisti e ne mancano già 643  In Campania medici di base in fuga  Zuccarelli (Anaao): carico di lavoro enorme, in molti preferiscono il privato  NAPOLI (Renato Casella) È la Campania la regione con il più alto numero di medici di medicina generale che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento (70 anni). Sono infatti 1.147, oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925). La Campania sconta dal 2019 al 2023 una riduzione percentuale del numero di medici di medicina generale del 12,3%, che però è sotto la media nazionale (pari al 14,1%). È quanto emerge da un’analisi prodotta dalla Fondazione Gimbe, che ha messo in risalto come, al primo gennaio 2025, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni più popolose. Allo stesso tempo però la Campania vanta la terza percentuale in Italia (153% rispetto al 273% della Calabria e al 221% del Lazio) per partecipanti al bando per i corsi di formazione specifica in medicina generale nel 2025 rispetto al numero di borse finanziate: “La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.  Stando sempre ai dati forniti dalla fondazione, al primo gennaio 2025 il numero medio di cittadini campani assistiti dal singolo medico di medicina generale è pari a 1.425:  la regione si colloca al sesto posto a livello nazionale dietro Lombardia (1.533), Veneto (1.526), provincia autonoma di Bolzano (1.525), Friuli Venezia Giulia (1.473) e Valle d’Aosta (1.432), ma sopra la media nazionale (pari a 1.383). Per Gimbe in Campania al primo gennaio 2025 mancano 643 medici di medicina generale: i cittadini della regione, in tal senso, sono messi meglio solo di Lombardia (dove mancherebbero 1.540 medici) e Veneto (747).  “La medicina pubblica - dichiara a “Cronache” il presidente dell'Ordine dei medici di Napoli Bruno Zuccarelli, segretario regionale Anaao Assomed - da anni non è attrattiva, i medici preferiscono andare all’estero o lavorare nel privato. O di effettua un'inversione a U, o continueremo a vedere mancanza di assistenza e ospedali sempre più ingolfati. L'Italia è fra i Paesi europei con la più alta percentuale di laureati, ma in pochi vogliono lavorare nel pubblico”.  I medici di famiglia hanno “un carico burocratico enorme.  Diversi colleghi chiedono di anticipare il pensionamento prima dei 70 anni e nessuno chiede la proroga a 72. Oggi molti medici di famiglia con 1500 assistiti vengono caricati dalle aziende sanitarie fino al limite massimo di 1800.  La carenza è iniziata oltre 15 anni fa in Lombardia Veneto, in questo momento affligge la Campania, particolarmente nelle isole, ma anche a Napoli e provincia. La retribuzione dei medici di famiglia resta  bassa e la gente preferisce optare per l'attività privata: si fa una vita più tranquilla con un carico di lavoro minore e non si è sottoposti a orari”.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:Nel riquadro Bruno Zuccarelli -tit_org- In Campania medici di base in fuga   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Entro il 2028 mancheranno 700 medici di famiglia in regione ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801732604597.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"EDICOLA DEL SUD BARI BAT" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Dal primo gennaio dello scorso anno in Puglia oltre 270 unità in meno, tra il 2019 e il 2024 il numero dei sanitari di base nel territorio è sceso del 26 per cento, una flessione quasi doppia rispetto alla media italiana che si attesta al 14 per cento</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:13:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Entro il 2028 mancheranno 700 medici di famiglia in regione Dal primo gennaio dello scorso anno in Puglia oltre 270 unità in meno, tra il 2019 e il 2024 il numero dei sanitari di base nel territorio è sceso del 26 per cento, una flessione quasi doppia rispetto alla media italiana che si attesta al 14 per cento   LE STATISTICHE  2 BARI  Settecentodue medici in meno entro il 2028. È questo il dato che proietta la sanità territoriale pugliese verso una criticità sempre più evidente, legata all’uscita per pensionamento di centinaia di medici di Medicina generale. Un numero che pesa come un macigno su un sistema già in affanno. Secondo l’analisi della «Fondazione Gimbe», la carenza non è una prospettiva futura, ma una realtà consolidata. Dal primo gennaio dello scorso anno in Puglia mancano oltre 270 medici di famiglia. Una situazione che si riflette direttamente sugli assistiti, con ambulatori sempre più carichi. Attualmente, infatti, ogni medico segue in media 1.331 pazienti.  A rendere il quadro ancora più critico è il trend degli ultimi anni, che conferma la direzione. Il report evidenzia come tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di base nel territorio regionale sia diminuito del 26,3 per cento, una flessione quasi doppia rispetto alla media italiana, ferma al 14,1 per cento. Un calo significativo che colloca la Puglia tra le regioni più colpite, preceduta solo da Sardegna e Calabria. Il fenomeno si inserisce in una dinamica nazionale altrettanto preoccupante: entro il 2028 saranno 8.180 i medici di Medicina generale che raggiungeranno l’età pensionabile. Una previsione che evidenzia i limiti di una programmazione sanitaria incapace, negli anni, di garantire un adeguato ricambio generazionale.  Non manca, tuttavia, un segnale di interesse verso la professione. Nel 2025 i candidati al concorso per il corso di formazione in Medicina generale hanno superato del 27 per cento i posti disponibili. Un dato che indica una possibile inversione di tendenza, ma che rischia  di non tradursi in risultati concreti senza un ampliamento dell’offerta formativa e condizioni lavorative più attrattive. «La carenza dei medici di medicina generale - spiega Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che non  ha saputo garantire il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino casa, con disagi crescenti, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  Il rischio, per la Puglia, è dunque quello di una progressiva desertificazione sanitaria soprattutto nei territori periferici, dove il medico di famiglia rappresenta un presidio essenziale. E, stando a quanto emerge dal report, senza interventi strutturali e tempestivi, la carenza potrebbe tradursi in un aumento delle disuguaglianze nell’accesso alle cure e in una pressione crescente sugli ospedali, già messi alla prova da anni di carenze di personale.  ---End text---  Author: FEDERICA DIBENEDETTO  Heading: LE STATISTICHE  Highlight: Tra due anni saranno 8.180 i professionista della sanità che andranno in pensione  Image:I pensionamenti dei medici lasciano scoperte molte postazioni sanitarie -tit_org- Entro il 2028 mancheranno 700 medici di famiglia in regione   -sec_org-
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		<tp:writer>FEDERICA DIBENEDETTO</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Settecento medici in meno entro il 2028 = Entro il 2028 mancheranno 700 medici di famiglia in regione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803080106668.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803080106668.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"EDICOLA DEL SUD BARI BAT" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Dal primo gennaio dello scorso anno in Puglia oltre 270 unità in meno, tra il 2019 e il 2024 il numero dei sanitari di base nel territorio è sceso del 26 per cento, una flessione quasi doppia rispetto alla media italiana che si attesta al 14 per cento</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:13:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[SANITÀ IN PUGLIA  Settecento medici in meno entro il 2028   Entro il 2028 mancheranno 700 medici di famiglia in regione Dal primo gennaio dello scorso anno in Puglia oltre 270 unità in meno, tra il 2019 e il 2024 il numero dei sanitari di base nel territorio è sceso del 26 per cento, una flessione quasi doppia rispetto alla media italiana che si attesta al 14 per cento   LE STATISTICHE  2 BARI  Settecentodue medici in meno entro il 2028. È questo il dato che proietta la sanità territoriale pugliese verso una criticità sempre più evidente, legata all’uscita per pensionamento di centinaia di medici di Medicina generale.  DIBENEDETTO PAGINA 3   2 BARI  Settecentodue medici in meno entro il 2028. È questo il dato che proietta la sanità territoriale pugliese verso una criticità sempre più evidente, legata all’uscita per pensionamento di centinaia di medici di Medicina generale. Un numero che pesa come un macigno su un sistema già in affanno. Secondo l’analisi della «Fondazione Gimbe», la carenza non è una prospettiva futura, ma una realtà consolidata. Dal primo gennaio dello scorso anno in Puglia mancano oltre 270 medici di famiglia. Una situazione che si riflette direttamente sugli assistiti, con ambulatori sempre più carichi. Attualmente, infatti, ogni medico segue in media 1.331 pazienti.  A rendere il quadro ancora più critico è il trend degli ultimi anni, che conferma la direzione. Il report evidenzia come tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di base nel territorio regionale sia diminuito del 26,3 per cento, una flessione quasi doppia rispetto alla media italiana, ferma al 14,1 per cento. Un calo significativo che colloca la Puglia tra le regioni più colpite, preceduta solo da Sardegna e Calabria. Il fenomeno si inserisce in una dinamica nazionale altrettanto preoccupante: entro il 2028 saranno 8.180 i medici di Medicina generale che raggiungeranno l’età pensionabile. Una previsione che evidenzia i limiti di una programmazione sanitaria incapace, negli anni, di garantire un adeguato ricambio generazionale.  Non manca, tuttavia, un segnale di interesse verso la professione. Nel 2025 i candidati al concorso per il corso di formazione in Medicina generale hanno superato del 27 per cento i posti disponibili. Un dato che indica una possibile inversione di tendenza, ma che rischia  di non tradursi in risultati concreti senza un ampliamento dell’offerta formativa e condizioni lavorative più attrattive. «La carenza dei medici di medicina generale - spiega Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che non  ha saputo garantire il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino casa, con disagi crescenti, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  Il rischio, per la Puglia, è dunque quello di una progressiva desertificazione sanitaria soprattutto nei territori periferici, dove il medico di famiglia rappresenta un presidio essenziale. E, stando a quanto emerge dal report, senza interventi strutturali e tempestivi, la carenza potrebbe tradursi in un aumento delle disuguaglianze nell’accesso alle cure e in una pressione crescente sugli ospedali, già messi alla prova da anni di carenze di personale.  ---End text---  Author: FEDERICA DIBENEDETTO  Heading: LE STATISTICHE  Highlight: Tra due anni saranno 8.180 i professionista della sanità che andranno in pensione  Image:I pensionamenti dei medici lasciano scoperte molte postazioni sanitarie -tit_org- Settecento medici in meno entro il 2028  Entro il 2028 mancheranno 700 medici di famiglia in regione   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Settecento medici in meno entro il 2028 = Entro il 2028 mancheranno 700 medici di famiglia in regione ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803149206495.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"EDICOLA DEL SUD BASILICATA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<title><![CDATA[Biancalani (Fimmg Toscana) : "Nodo vero e rendere di nuovo attrattiva la medicina generale" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803052309570.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"FIMMGNOTIZE.ORG" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:24:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Biancalam (Fimmg Toscana): "Nodo vero è rendere di nuov< attrattiva la medicina generale"   mercoledì 18 marzo 2026 15:00 - Notizie   "La carenza c'è ed è un problema importante a livello nazionale, ma la Toscana si difende ancora abbastanza bene. Il rapporto ottimale qui è di 1.300 assistiti per medico, non 1.200. Questo significa che la carenza effettiva è più vicina a 100-150 medici. Il nodo vero è rendere di nuovo attrattiva la medicina generale: serve incentivare il lavoro in associazione, investire su infermieri e personale di supporto, ridurre la burocrazia e costruire équipe che aiutino i professionisti.   Possono essere una risposta - spiega - perché permettono di far lavorare insieme più professionisti e di alleggerire il carico organizzativo e burocratico". Lo ha detto Niccolo Biancalani, segretario della Fimmg Toscana, commentando su "La Nazione" i dati diffusi ieri dalla Gimbe sulla carenza dei medici.   -tit_org- Biancalani (Fimmg Toscana) : "Nodo vero e rendere di nuovo attrattiva la medicina generale"   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Carraro (Fimmg Liguria) : "Trasformati in videoterminalisti soffocati dalla burocrazie, ma noi vorremmo essere solo medici ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803052009571.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"FIMMGNOTIZE.ORG" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:24:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Carraro (Fimmg Liguria): Trasformati ¡n videoterminalisti soffocati dalla burocrazia, ma noi vorremmo essere solo medici   mercoledì 18 marzo 202614:59 - Notizie   "Perché nessuno vuole più fare il medico di famiglia? Perché ci hanno trasformati in videoterminalisti soffocati dalla burocrazia mentre noi vorremmo essere dei medici". Lo dice Andrea Carraro, segretario Fimmg della Liguria, commentando su "Repubblica" i dati diffusi ieri dalla Gimbe sulla carenza dei medici.   "La carenza di medici di famiglia, a livello nazionale, è figlia di una sciagurata programmazione degli ingressi a medicina commenta ancora Carraro - perché i dati dei pensionamenti erano ampiamente calcolabili e prevedibili da anni. Il secondo nodo è il rapporto fra carico di lavoro e guadagno: siamo sommersi dalla burocrazia, di fogli elettronici. Stiamo lavorando bene con la Regione, abbiamo ottenuto finanziamenti ma la situazione è complessa. Da mesi non si sblocca la pratica per le ricette annuali: permetterebbe di togliere tantissima burocrazia".   -tit_org- Carraro (Fimmg Liguria) : "Trasformati in videoterminalisti soffocati dalla burocrazie, ma noi vorremmo essere solo medici   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Desole (Fimmg Sassari) : "Disastro annunciato tra cattiva programmazione e burocrazie soffocante" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803052109572.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"FIMMGNOTIZE.ORG" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:24:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Desole (Fimrng Sassari): "Disastro annunciato tra cattiva programmazione e burocrazia soffocante"   mercoledì 18 marzo 2026 14:59 - Notizie   "C'è ben poco da stupirsi, in fondo è un disastro annunciato: II risultato di una cattiva programmazione e di una burocrazia soffocante. Ora siamo all'emergenza sanitaria". Lo ha detto Antonello Desole, segretario della Fimmg di Sassari, commentando su "La Nuova Sardegna" i dati diffusi ieri dalla Cimbe sulla carenza dei medici.   "Se partiamo dai numeri - spiega Desole - in Sardegna dovrebbero operare circa 1.120 medici di base (stima prudenziale Applicando il calo del 40,3% indicato da Gimbe, significa che mancano 451 medici. Oggi ne restano in servizio appena 669. Da oltre dieci anni - ricorda - la Fimmg chiedeva con forza di aumentare i posti nelle scuole di formazione in medicina generale per evitare il crollo. Ma non è stato fatto. Se chiude la porta dell'ambulatorio del medico di famiglia crolla l'assistenza primaria. E se i medici continueranno a diminuire, il ricorso al privato diventerà sopravvivenza, non più una scelta".   -tit_org- Desole (Fimmg Sassari) : "Disastro annunciato tra cattiva programmazione e burocrazie soffocante"   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Piana (Fimmg Bologna)_ _Urgente definir.. ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803052609573.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"FIMMGNOTIZE.ORG" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:24:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Piana (Fimmg Bologna): "Urgente definire gli accord territoriali locali"   mercoledì 18 marzo 2026 15:00 - Notizie   "La gobba pensionistica in questo momento non incontra una sostituzione adeguata, questo è un fenomeno nazionale mi che vediamo bene anche sul territorio. Adesso per quanto ci riguarda è urgente finire di definire gli accordi territoriali locali, dopo la firma dell'accordo regionale sul nuovo contratto del ruolo unico, perché ci sono molti colleghi che stanno già lavorando in quota oraria e ne hanno bisogno". Lo ha detto Ilaria Piana, segretaria provinciale Fimmg Bologna, commentando su "Repubblica" i dati dimisi ieri dalla Gimbe sulla carenza dei medici.   Per completare ospedali di comunità, case della comunità e Aft (che sostituiranno i Cau) e per questo l'Ausi la scorsa settimana ha inviato una lettera a tutti i medici di base, chiedendo le loro disponibilità a svolgere una parte del loro lavoro nelle strutture che saranno inaugurate a partire da maggio. Sono 215 i medici che hanno risposto.   "L'Ausi ha fatto un interpello pre-accordo legittimo, al quale i medici non erano obbligati a rispondere fino alla firma degli accordi locali. Per questo il nostro obbiettivo è concluderli il prima possibile", ha aggiunto Piana.   -tit_org- Piana (Fimmg Bologna)_ _Urgente definir..   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Nel 2028 saranno 820 i medici di base in pensione ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801650204653.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"GAZZETTA DEL SUD" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:16:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[REPORT GIMBE SULLA SICILIA  Nel 2028 saranno 820 i medici di base in pensione  CATANIA  Entro il 2028 in Sicilia saranno 820 i medici di Medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. È quanto emerge da un report del Gimbe. Il numero medio di assistiti al 1 gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.177, poco sotto la media nazionale che è di  1.383. Secondo la stima Gimbe al 1 gennaio 2025 in regione non si rilevano carenze nel settore. Tra il 2019 e il 2024 i medici di base in Sicilia si sono ridotti del 14,7%; Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili: +149 candidati (+79%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Nel 2028 saranno 820 i medici di base in pensione   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Nel 2028 saranno 820 i medici di base in pensione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801809605355.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801809605355.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"GAZZETTA DEL SUD MESSINA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:44:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="77977" Sales="7591" Printing="5471" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801809605355.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DEL SUD MESSINA]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[REPORT GIMBE SULLA SICILIA  Nel 2028 saranno 820 i medici di base in pensione   CATANIA  Entro il 2028 in Sicilia saranno 820 i medici di Medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. È quanto emerge da un report del Gimbe. Il numero medio di assistiti al 1 gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.177, poco sotto la media nazionale che è di  1.383. Secondo la stima Gimbe al 1 gennaio 2025 in regione non si rilevano carenze nel settore. Tra il 2019 e il 2024 i medici di base in Sicilia si sono ridotti del 14,7%; Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili: +149 candidati (+79%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).  ---End text---  Author: Redazione  Heading: CATANIA  Highlight:   Image: -tit_org- Nel 2028 saranno 820 i medici di base in pensione   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, Gimbe: permane una carenza ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803175207763.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803175207763.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 16 di <b>"GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:21:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia, Gimbe: permane una carenza   La contrazione (-43) mitigata dalle domande presentate per il corso di Medicina generale CATANZARO  In Calabria c'è una leggera carenza di medici di famiglia, stimata in -43. Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Nella Regione, entro il 2028, raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni 420 medici di famiglia. Il numero medio di assistiti per ogni medico al 1° gennaio 2025 nell'intera regione è pari a 1.242 contro una media nazionale di 1.383.  Il numero dei medici di famiglia è sceso, tra il 2019 e il 2024 in maniera superiore alla media nazionale (14,1), con una flessione del 20,2%. A fronte di questo, però, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili: +109 candidati (+273%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).  «La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio  generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili. Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta - aggiunge Cartabellotta - . Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:Rete assistenziale Fondamentale il ruolo dei medici di base -tit_org- Medici di famiglia, Gimbe: permane una carenza   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Gimbe: «Mancano 5.700 medici di famiglia» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803111807125.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 43 di <b>"GAZZETTA DELLO SPORT" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:44:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="2067000" Sales="141530" Printing="115284" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803111807125.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DELLO SPORT]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Gimbe: «Mancano 5.700 medici di famiglia»  ? Allarme dalla Fondazione Gimbe: «In Italia, dove nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, mancano 5.700 medici di famiglia e sempre più cittadini faticano a trovarne uno vicino a casa». Le situazioni più critiche si registrano in Lombardia, Veneto e Campania. Da qui al 2028, inoltre, i pensionamenti stimati sono 8.180.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Gimbe: «Mancano 5.700 medici di famiglia»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Carenza di medici di famiglia Ne mancano oltre 5.700 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801810805351.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801810805351.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"GAZZETTA DI MANTOVA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:44:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="97000" Sales="11631" Printing="13822" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801810805351.PDF"><![CDATA[GAZZETTA DI MANTOVA]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati Gimbe Carenzadimedicidifamiglia Nemancanooltre5.700  In Italia mancano 5.716 medici di famiglia.  Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Criticità nelle regioni più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia». Carenze minori in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53).  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Carenza di medici di famiglia Ne mancano oltre 5.700   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici verso la pensione Se ne andranno in 130 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801745305752.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801745305752.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 27 di <b>"GAZZETTINO FRIULI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:07:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="25000" Sales="49473" Printing="2446" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801745305752.PDF"><![CDATA[GAZZETTINO FRIULI]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici verso la pensione Se ne andranno in 130 Sono i dottori di base che in regione `Sul territorio mancano 156 professionisti di famiglia, ma migliorano le borse di studio raggiungeranno l’età entro il 2028  `  SANITÀ  Mentre in Friuli Venezia Giulia è in corso una prima ricognizione sugli effetti della recentissima norma regionale che riapre la possibilità ai medici di famiglia in pensione di ritornare in attività per tamponare la carenza cronica di questa figura, la Fondazione Gimbe ha aggiornato lo stato della situazione e proiettato lo sguardo al 2028 e oltre, quando è previsto un numero importante di pensionamenti senza adeguati ricambi.  Secondo gli studi Gimbe, ad inizio 2025 in Friuli Venezia Giulia mancavano 156 medici di medicina generale e quelli in servizio avevano un carico di 1.473 pazienti a testa, abbondantemente sopra la media italiana e quarta posizione in Italia, dopo Lombardia, Veneto e Provincia di Bolzano, dove i medici hanno in media più di 1.500 pazienti, cioè oltre il tetto massimo stabilito dagli accordi nazionali.   QUADRO  In regione la carenza persiste nonostante le azioni messe in atto dalla Regione per potenziare il numero dei posti disponibili nella Scuola di specialità e, da quest’anno, per l’adeguamento dell’importo della borsa di studio a quello che percepiscono i medici delle altre specialità. Gli effetti di tali interventi sono riscontrabili per ora nel numero delle domande d’ingresso alla Scuola in rapporto alle borse di studio che, stando al report  Gimbe, nel 2025 sono state quattro in più rispetto ai posti disponibili, pari a un +10 per cento. I risultati sul territorio – cioè più giovani medici disposti a entrare in servizio al posto di  coloro che vanno in pensione – ancora non sono percepibili e ci vorrà qualche anno prima che si abbia una efficace inversione di tendenza. Sempre che, ed è il secondo motivo che Gimbe intravvede in questa mancanza cronica – oltre a un’inadeguata programmazione formativa -, la professione riacquisti l’attrattività che sembra aver perso. Le carenze del Friuli Venezia Giulia, comunque, sono tutt’altro che un’eccezione in Italia. Anzi, sono condivise con almeno altre 18 regioni e le lacune più vistose si hanno in quelle del Nord e nelle più  popolose. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio, dove mancano 358 medici. Anche se tutti i medici di medicina generale andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, considera la Fondazione Gimbe, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 medici. «Peraltro – spiega il presidente Nino Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più medici scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo». Attualmente in Italia sono 5.700 i posti vacanti; tra il 2025 e il 2028, secondo i dati forniti dalla Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, ben 8.180 medici di famiglia hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione. In questo scenario, è l’analisi critica della Fondazione Gimbe, Regioni e Governo centrale agiscono «con soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice». Bisognerebbe, invece, rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normati
vo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche».  Antonella Lanfrit  ---End text---  Author: Antonella Lanfrit  Heading:   Highlight: LA GIUNTA HA MESSO IN CAMPO AZIONI I CUI RISULTATI SI VEDRANNO   OGNI SINGOLA UNITÀ ASSISTE PIÙ DI 1.400 PAZIENTI NEI PAESI  Image:IL NODO NEGLI AMBULATORI SI CERCANO SOLUZIONI In regione la carenza persiste nonostante le azioni messe in atto dalla Regione per potenziare il numero dei posti disponibili nella Scuola di specialità e, da quest’anno, per l’adeguamento dell’importo della borsa di studio -tit_org- Medici verso la pensione Se ne andranno in 130   -sec_org-
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		<tp:writer>Antonella Lanfrit</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici verso la pensione Se ne andranno in 130 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801744205753.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 27 di <b>"GAZZETTINO PORDENONE" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:07:00 +0100</pubDate>
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o si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche».  Antonella Lanfrit  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Antonella Lanfrit  Heading:   Highlight: LA GIUNTA HA MESSO IN CAMPO AZIONI I CUI RISULTATI SI VEDRANNO   OGNI SINGOLA UNITÀ ASSISTE PIÙ DI 1.400 PAZIENTI NEI PAESI  Image:IL NODO NEGLI AMBULATORI SI CERCANO SOLUZIONI  In regione la carenza persiste nonostante le azioni messe in atto dalla Regione per potenziare il numero dei posti disponibili nella Scuola di specialità e, da quest’anno, per l’adeguamento dell’importo della borsa di studio -tit_org- Medici verso la pensione Se ne andranno in 130   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Mancano 116 medici di medicina generale ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801964503816.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"GIORNALE DEL PIEMONTE" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:38:00 +0100</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="120000" Sales="30000" Printing="30000" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801964503816.PDF"><![CDATA[GIORNALE DEL PIEMONTE]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Mancano 116 medici di medicina generale  ¦ In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose.  Tra il 2019 e il 2024 il numero di Mmg è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinicoassistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.  «La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili». In Liguria entro il 2028 saranno 215 i medici di medicina generale che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; il numero medio di assistiti per Mmg al 1° gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.345 (media nazionale 1.383) e secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 Mmg ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 116 Mmg. Non solo tra il 2019 e il 2024 i Mmg in regione si sono ridotti del 15,1%, più della media nazionale della riduzione che è pari al 14,1%. Infine, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -11 candidati (-18%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Mancano 116 medici di medicina generale   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Carenza di medici di famiglia Ne mancano oltre 5.700 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803124006227.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803124006227.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"GIORNALE DI VICENZA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:37:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati Gimbe Carenzadimedicidifamiglia Nemancanooltre5.700  In Italia mancano 5.716 medici di famiglia.  Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Criticità nelle regioni più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia». Carenze minori in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53).  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Carenza di medici di famiglia Ne mancano oltre 5.700   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia cercasi: Campania, 300 studi vuoti ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803217808169.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilmattino.it" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Camici bianchi in fuga dal Ssn: il turnover a rilento non copre i pensionamenti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:37:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="0" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803217808169.PDF"><![CDATA[ilmattino.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ilmattino.it/primopiano/sanita/campania_medici_di_famiglia_cercansi-9421930.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia cercasi: Campania, 300 studi vuoti   Camici bianchi in fuga daf Ssn: i ! turnover a rilento non copre ¡ pensionamenti   di Ettore MautoneÄÄ   martedi 17 marzo 2026,23:44 - Ultimo agg. : 18 marzo, 09:33   ARTICOLO RISERVATO AGLI ABBONATI PREMIUM   4 Minuti di Lettura   Medici di famiglia cercasi: carenze sempre più acute lungo lo Stivale con   oltre 5.700 studi da popolare distribuiti in 18 regioni. In Campania sono ^9 circa 300 le zone carenti non assegnate a dicembre scorso (su 700)   o   concentrate nelle aree periferiche delle città, nei quartieri socialmente disagiati e nelle aree interne in cui pochi accettano di lavorare.   I 400 reclutati a fine anno dal primo marzo stanno progressivamente aprendo gli ambulatori in tutte le province campane ma il turn over tra chi ha lasciato per pensionamenti o impieghi in altri settori della sanità pubblica non è indolore. Per decine di migliaia di assistiti, spesso anziani e fragili che devono prendere contatto con i nuovi dottori si profila una corsa ad ostacoli visto che non tutti sono capaci di effettuare il cambio con procedure telematiche. Ogni camice bianco ha in carico fino a 1500 pazienti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico, senza contare che le deroghe salgono fino a 1.800 pazienti in casi particolari. Ciò sottostima la carenza, pur a fronte di un aumento del lìmite di età per la pensione fissato a 70 anni, salvo deroghe.   Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d'Aosta ai 1.147 della Campania mentre le borse   per le scuole di formazione specifica ¡n Medicina Generale è largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Anche il futuro è dipinto a tinte fosche; entro il 2028 - secondo le stime della Fondazione Gimbe - sono previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve e le ipotesi di riforme restano sempre nel limbo delle possibilità senza visione d'insieme. Prevenzione, visite domiciliari, prescrizioni per cronici e fragili, vaccinazioni e screening: gran parte dell'architrave dell'assistenza territoriale e di prossimità, emerso durante il Covid come anello debole del sistema di cure pubbliche, vacilla.   I numeri   Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di Medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità (oltre 1000 solo in Campania). Un calo drastico che si colloca in un contesto demografico in cui la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali. Parliamo di una figura   assistenziale centrale per le famiglie, che rappresenta il principale punto di accesso ai servìzi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali dì Assistenza (LEA).   «La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili. Per rispondere alla carenza di medici di famiglia Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice con un dibattito politico avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia dalla convenzione alla   dipendenza».   Case e ospedali di comunità   All'orizzonte c'è poi la necessità che ¡ medici vadano a popolare con infermieri e tecnici le nascenti Case e ospedali di Comunità. Una via d'uscita è stata tracciata proprio in Campania dalla precedente amministrazione con l'accordo regionale integrativo siglato per la medicina primaria. Diventano strutturali le cosiddette Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), ossia reti di di dottori articolate in base alla densità della popolazione servita (fino a 7 mila cittadini, d
a 7 mila a 25 mila e poi oltre questa soglia) in cui i camici bianchi condividono la storia e la cartella dei pazienti e in cui almeno una struttura di riferimento territoriale resta aperta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.   Ognuna delle 181 aggregazioni di medici Aft conserva la presenza capillare degli studi sui territori ma individua sempre una sede unica e uno   studio centrale di riferimento dotato di tecnologie diagnostiche di primo livello e di personale di studio (infermieri, tecnici e altre professioni sanitarie) sostenuti dalla destinazione dell'8°/o del fondo regionale per la medicina generale. Nelle Aft è garantita la presenza del medico del ruolo unico della medicina generale per 12 ore. Tutti i medici di nuovo ingresso in convenzione sono obbligati a presidiare queste strutture. Le reti si configurano come strutture spoke dei costituendi hub rappresentati dalle Case di Comunità previste dal Pnrr.   © RIPRODUZIONE RISERVATA   -tit_org- Medici di famiglia cercasi: Campania, 300 studi vuoti   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, crisi infinita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802060200545.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 30 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 02:36:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[I numeri da Fondazione Gimbe. Tra il 2019 e il 2024 persi quasi 5.200 professionisti  Medici di famiglia, crisi infinita Mancano 5.700 addetti e molti sono vicini alla pensione  a crisi dei medici di famiglia non si placa, anzi peggiora. In Italia ne mancano oltre 5.700 e, tra il 2019 e il 2024, sono diminuiti di 5.197 unità. Entro il 2028, inoltre, andranno in pensione 8.180 professionisti, aggravando ancora di più la situazione. Tra le soluzioni, necessario aumentare il numero di borse di studio, visto che nel 2025 i candidati superavano i posti a disposizione del 26,1%. È quanto emerge dal report pubblicato ieri da Fondazione Gimbe.  I numeri. Al 1° gennaio 2025 erano 36.812 i medici di medicina generale (o di famiglia) in servizio. Un contingente che aveva in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico. Il rapporto ottimale dovrebbe essere un medico ogni 1.200 cittadini. Perciò, la carenza complessiva è stimata in 5.716 medici. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in  L  Basilicata, Molise e Sicilia.  I pensionamenti. Tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici di famiglia hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.  Le borse di studio. Se le uscite saranno elevate, lo stesso non si può dire degli ingressi.  Nel periodo 2014-2017 il numero annuale di borse di studio ministeriali per il corso di formazione in medicina generale si è mantenuto intorno a 1.000, «largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi», si legge nell’indagine. Successivamente, il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal dl Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi Pnrr (2021-2023). Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con 395 borse in meno (-15,1%). Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%).  Il ricambio generazionale. Le prospettive, dunque, non sono rosee. «Anche se tutti i medici andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 medici», fanno sapere ancora da Gimbe.  Numeri che, come spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, sono destinati a peggiorare: «trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più medici di medicina generale scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo».  ---End text---  Author: MICHELE DAMIANI  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Medici di famiglia, crisi infinita   -sec_org-
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		<tp:writer>Michele Damiani</tp:writer>
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		<title><![CDATA[In italia mangano 5.716 medigi di base: nessuno vuole piu farlo = In Italia mancano 5.716 medici di base, ma nessuno vuole più farlo ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802038303526.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802038303526.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"L'IDENTITÀ" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:27:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="0" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802038303526.PDF"><![CDATA[L'IDENTITÀ]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[IN ITALIA MANCANO 5.716 MEDICI DI BASE: NESSUNO VUOLE PIÙ FARLO   I DATI ALLARMANTI DELLA FONDAZIONE GIMBE  In Italia mancano 5.716 medici di base, ma nessuno vuole più farlo  I  medici di famiglia stanno scomparendo. Non è uno slogan, ma un dato di realtà e a dircelo sono i numeri della Fondazione Gimbe: in Italia ne mancano 5.716, distribuiti in 18 regioni. Un dato che allarma e che, al suo interno, vede un ulteriore paradosso: la carenza maggiore colpisce soprattutto i territori più popolosi e strutturati: Lombardia,  Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana, Lazio. Proprio dove la domanda di sanità territoriale è più alta, mancano in percentuale un numero maggiore di medici di base. Il punto, però, non è solo quantitativo. È sistemico. E riguarda un modello che da anni mostra crepe sempre più evidenti.   ELEONORA CIAFFOLONI  a pagina 5    I  medici di famiglia stanno scomparendo. Non è uno slogan, ma un dato di realtà e a dircelo sono i numeri della Fondazione Gimbe: in Italia ne mancano 5.716, distribuiti in 18 regioni. Un dato che allarma e che, al suo interno, vede un ulteriore paradosso: la carenza maggiore colpisce soprattutto i territori più popolosi e strutturati: Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana, Lazio. Proprio dove la domanda di sanità territoriale è più alta, mancano in percentuale un numero maggiore di medici di base. Il punto, però, non è solo quantitativo. È sistemico. E riguarda un modello che da anni mostra crepe sempre più evidenti. Ad oggi i medici di  medicina generale sono 36.812 e assistono oltre 50,9 milioni di cittadini. Significa una media di 1.383 pazienti ciascuno, ben oltre il rapporto ottimale di 1 ogni 1.200. In alcune regioni si arriva a numeri ancora più alti: in Lombardia ogni medico segue mediamente 1.533 assistiti, nel Veneto 1.526.  Il tutto si traduce in una equazione molto semplice: meno tempo da dedicare a ogni paziente, maggiore difficoltà di accesso delle persone alle cure e una qualità dell’assistenza inevitabilmente sotto pressione. I numeri di Gimbe parlano non solo di mancanze, ma di un cambiamento ancora più profondo. L’Italia è un Paese che invecchia rapidamente: oggi gli over 65 sono quasi 14,6 milioni e oltre la metà convive con due o più patologie croniche. Una popolazione più fragile, più bisognosa di cure  continuative, di ascolto, di prossimità: tutto ciò che il medico di famiglia dovrebbe garantire. Tuttavia, se da un lato i bisogni crescono, dall'altro il presidio territoriale si indebolisce. Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di famiglia è diminuito di oltre 5.000 unità (-14,1%). E il futuro non promette troppo bene, perché tra il 2025 e il 2028 sono attesi più di 8.000 pensionamenti. Anche ipotizzando (con molto ottimismo) che tutte le borse di formazione vengano assegnate e completate, resterà comunque un vuoto di almeno 2.700 medici. Qui il secondo grande problema: sempre meno giovani medici neolaureati vogliono fare il medico di famiglia. Non perché manchino i candidati in assoluto — nel 2025 le domande per il corso di formazione sono state superiori ai posti disponibili — ma perché la professione ha perso attrattività rispetto ad altre specializzazioni e per questo in molte regioni, soprattutto al Nord, i bandi restano scoperti o parzialmente deserti. Le ragioni sono molteplici, ma per i non addetti ai lavori basta pensare a chi è e cosa fa il medico di famiglia. Formalmente è un libero professionista convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, ma nella pratica si trova spesso schiacciato tra burocrazia crescente, carichi di lavoro elevati e una organizzazione che non  tiene conto dell’evoluzione demografica e clinica del Paese. Il massimale di 1.500 assistiti — pensato negli anni Novanta — oggi è semplicemente fuori scala rispetto a una popolazione più anziana e più complessa. Nel frattempo, le risposte da parte delle istituzioni sono state quasi sempre con misure tampone: innalzamento dell’età pensionabile, deroghe ai massimali, possibilità per i medici in formazione di prendere in carico pazien
ti. Misure che spostano in avanti il problema senza risolverlo. Il risultato è quello di lasciare ai giovani, in mano, un ruolo sempre più incerto, meno autonomo di un tempo, ma senza essere pienamente integrato in una rete territoriale efficiente. Il rischio, se non si interviene, è evidente: un progressivo scivolamento verso una sanità meno accessibile, più diseguale, sempre più sbilanciata sugli ospedali e meno radicata nei territori. Eppure, il tempo degli aggiustamenti marginali sembra essere terminato: serve una riforma vera della medicina generale: formazione, condizioni di lavoro, integrazione con i servizi territoriali, uso delle tecnologie, organizzazione degli studi. Ma soprattutto una scelta politica chiara: decidere se il medico di famiglia debba restare il pilastro della sanità pubblica o diventare una figura residuale. Perché oggi, non registriamo solo una carenza di medici, ma una crisi di modello. Continuare a ignorarla significa accettare che quel presidio di prossimità, che per decenni ha rappresentato il volto più umano del Servizio sanitario nazionale, diventi progressivamente un ricordo.  ---End text---  Author: ELEONORA CIAFFOLONI  Heading:   Highlight: In cura per ogni professionista una media di 1.383 pazienti   In cinque anni (2019-2024) si contano 5mila dottori in meno  Image: -tit_org- In italia mangano 5.716 medigi di base: nessuno vuole piu farlo   In Italia mancano 5.716 medici di base, ma nessuno vuole più farlo   -sec_org-
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		<tp:writer>ELEONORA CIAFFOLONI</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia in via d'estinzione = Medici di famiglia in via di estinzione ne mancano 5700, Lombardia record ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801810305358.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801810305358.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"LEGGO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L'allarme del Gimbe: carenze in 18 regioni. In vista più di 8000 pensionamenti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:44:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia in via d’estinzione   «NE MANCANO 5.700»   Medici di famiglia in via di estinzione ne mancano 5700, Lombardia record (C) Ced Digital e Servizi | 1773801511 | 93.63.249.37 | sfoglia.leggo.it  L’allarme del Gimbe: carenze in 18 regioni. In vista più di 8000 pensionamenti   CAMICI CERCANSI  Ferrero a pagina 3    Medici di famiglia introvabili.  In Italia ne mancano oltre 5.700 e sempre più cittadini faticano ad averne uno vicino a casa. Una carenza che riguarda 18 regioni: le situazioni più critiche sono in Lombardia, dove mancano 1.540 medici, in Veneto (-747) e Campania (-643). E il quadro è destinato a peggiorare velocemente: se tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità, di qui al 2028 i pensionamenti stimati sono 8.180.  A fare il punto è la Fondazione Gimbe, che sottolinea come la riduzione vada di pari passo con un aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà con due o più malattie croniche.  «La carenza dei medici di medicina generale -spiega Nino Cartabellotta, presidente  Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le regioni». I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico, inoltre, «non hanno mai tenuto conto dell'invecchiamento della popolazione». Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti over 65 è quasi raddoppiata, passando da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025.   È proprio su questo squilibrio tra domanda e offerta di assistenza che devono fare i conti le stime più aggiornate.  Al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali: dai 1.153 pazienti ciascuno nel Molise ai 1.533 della Lombardia. Livelli di saturazione che, rileva Gimbe, limitano il principio della libera scelta (il rapporto ottimale è quello di un medico ogni 1.200 assistiti).  «Per anni - commenta Cartabellotta - non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti».  Inoltre, la professione ha perso di attrattività. «Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni», dall'altro il numero di chi completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: «Non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona». Tuttavia, se anche tutti i medici di base andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, «le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi» con un gap di oltre 2.700 professionisti.  Da qui la necessità di «interventi strutturali e non più emergenziali».  riproduzione riservata ®  ---End text---  Author: Chiara Ferrero  Heading: «NE MANCANO 5.700»   CAMICI CERCANSI  Highlight:   Image: -tit_org- Medici di famiglia in via d'estinzione    Medici di famiglia in via di estinzione ne mancano 5700, Lombardia record   -sec_org-
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		<tp:writer>Chiara Ferrero</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Allarme medici di base: 1147 verso la pensione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803175307764.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803175307764.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"LINEA MEZZOGIORNO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:21:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’allarme Studio Gimbe: la Campania è tra le regioni più in dif?coltà, all’appello mancano già 600 professionisti  Allarme medici di base: 1147 verso la pensione  NAPOLI - È la Campania una delle regioni più esposte alla crisi della medicina territoriale. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2025 mancano già 643 medici di medicina generale, mentre entro il 2028 ben 1.147 professionisti raggiungeranno l’età pensionabile. Si tratta del numero più alto a livello nazionale, superiore anche a Lombardia (929) e Lazio (925).Un dato che fotografa una situazione già critica e destinata a peggiorare, in un contesto in cui sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino casa. In Campania, ogni medico assiste mediamente 1.425 pazienti, un valore superiore alla media nazionale (1.383) e indice di un sistema già sotto pressione.La carenza di medici di base non è però un problema isolato della regione, ma riguarda l’intero Paese. In Italia mancano oltre  5.700 medici di medicina generale e, secondo le stime, entro il 2028 si registreranno più di 8.000 pensionamenti.  Tuttavia, nelle grandi regioni come Campania, Lombardia e Veneto le criticità risultano più evidenti per via dell’elevata densità abitativa.A pesare è soprattutto una  programmazione insufficiente negli anni passati, che non ha garantito un adeguato ricambio generazionale. “La carenza dei medici di medicina generale è ormai diffusa in tutte le regioni – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – e negli ultimi anni la professione ha  perso attrattività. Sempre più cittadini incontrano difficoltà nell’accesso alle cure primarie, con rischi maggiori per anziani e pazienti fragili”.Nonostante ciò, la Campania registra anche un dato in controtendenza: è tra le regioni con il più alto numero di partecipanti ai corsi di formazione in medicina generale rispetto alle borse disponibili (153%), segno di un interesse ancora presente ma non sufficiente a colmare il divario.Sul piano politico si moltiplicano le reazioni. La consigliera regionale della Lega Michela Rostan chiede un intervento immediato: “Serve investire sulle borse di studio e rendere più attrattiva la professione, come fatto in altre regioni. I 1.147 pensionamenti previsti si aggiungeranno a una carenza già grave”.Di diverso tenore la lettura dell’opposizione nazionale. Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in  Commissione Affari Sociali della Camera, parla di una vera e propria “desertificazione sanitaria” e invoca un piano straordinario di assunzioni e investimenti per rafforzare la medicina territoriale.Il problema, evidenzia Gimbe, è aggravato anche dall’invecchiamento della popolazione: gli over 65 in Italia sono oggi quasi 14,6 milioni, molti dei quali affetti da patologie croniche. Una domanda di assistenza crescente che si scontra con un’offerta sempre più ridotta.In questo scenario, la Campania si trova davanti a una sfida decisiva: rafforzare la medicina di prossimità e garantire il diritto alla salute.  Senza interventi strutturali e una pianificazione efficace, il rischio è quello di un sistema sempre più in affanno, con ripercussioni dirette sui cittadini e sui servizi sanitari territoriali.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Allarme medici di base: 1147 verso la pensione   -sec_org-
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia cercansi. Campania, 300 studi vuoti | allarme per anziani e fragili ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802199701976.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 10 di <b>"MATTINO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 03:46:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia cercansi Campania, 300 studi vuoti allarme per anziani e fragili  a c s n c a  C  A c c C v p   Camici bianchi in fuga dal Ssn: il turnover a rilento non copre i pensionamenti Entro il 2028 lasceranno 1100 professionisti, assistenza a rischio nelle aree interne  `  LA TENDENZA  Ettore Mautone Medici di famiglia cercasi: carenze sempre più acute lungo lo Stivale con oltre 5.700 studi da popolare distribuiti in 18 regioni. In Campania sono circa 300 le zone carenti non assegnate a dicembre scorso (su 700) concentrate nelle aree periferiche delle città, nei quartieri socialmente disagiati e nelle aree interne in cui pochi accettano di lavorare. I 400 reclutati a fine anno dal primo marzo stanno progressivamente aprendo gli ambulatori in tutte le province campane ma il turn over tra chi ha lasciato per pensionamenti o impieghi in altri settori della sanità pubblica non è indolore. Per decine di migliaia di assistiti, spesso anziani e fragili che devono prendere contatto con i nuovi dottori si profila una corsa ad ostacoli visto che non tutti sono capaci di effettuare il cambio con procedure telematiche. Ogni camice bianco ha in carico fino a 1500 pazienti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico, senza contare che le deroghe salgono fino a 1.800 pazienti in casi particolari. Ciò sottostima la carenza, pur a fronte di un aumento del limite di età per la pensione fissato a 70 anni, salvo deroghe.  Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania mentre le borse per le scuole di formazione specifica in Medicina Generale è largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Anche il futuro è dipinto a tinte fosche: entro il 2028 – secondo le stime della Fondazione Gimbe – sono previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve e le ipotesi di riforme restano sempre nel limbo delle possibilità senza visione d’insieme. Prevenzione, visite domiciliari, prescrizioni per cronici e fragili, vaccinazioni e screening: gran parte dell’architrave dell’assistenza territoriale e di prossimità, emerso durante il Covid come anello debole del sistema di cure pubbliche, vacilla.   I NUMERI  Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di Medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità (oltre 1000 solo in Campania). Un calo drastico che si colloca in un contesto demografico in cui la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali. Parliamo di una figura assistenziale centrale per le famiglie, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).  «La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili. Per rispondere alla carenza di medici di famiglia Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza  affrontare il problema alla radice con un dibattito politico avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia dalla convenzione alla dipendenza».   CASE E OSPEDALI DI COMUNITÀ  All’orizzonte c’è poi la necessità che i medici vadano a popolare con infermieri e tecnici le nascenti Case e ospedali di Comunità. Una via d’uscita è stata tracciata proprio in Campania dalla precedente amministrazione con l’accordo regionale integrativo siglato per la medicina primaria. Diventano strutturali le cosiddette Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), ossia reti di di dottori articolate in base alla densità della popolazione servita (fino a 7 mila cittadini
, da 7 mila a 25 mila e poi oltre questa soglia) in cui i camici bianchi condividono la storia e la cartella dei pazienti e in cui almeno una struttura di riferimento territoriale resta aperta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.  Ognuna delle 181 aggregazioni di medici Aft conserva la presenza capillare degli studi sui territori ma individua sempre una sede unica e uno studio centrale di riferimento dotato di tecnologie diagnostiche di primo livello e di personale di studio (infermieri, tecnici e altre professioni sanitarie) sostenuti dalla destinazione dell’8% del fondo regionale per la medicina generale.  Nelle Aft è garantita la presenza del medico del ruolo unico della medicina generale per 12 ore. Tutti i medici di nuovo ingresso in convenzione sono obbligati a presidiare queste strutture. Le reti si configurano come strutture spoke dei costituendi hub rappresentati dalle Case di Comunità previste dal Pnrr.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Ettore Mautone  Heading:   Highlight: IN CINQUE ANNI IL NUMERO DEI MEDICI NELLA REGIONE CALATO DI OLTRE MILLE UNITÀ   IN ATTESA DI UNA RIFORMA RESTA IL NODO DELLE NUOVE STRUTTURE DA POPOLARE  Image:à o i o a n 0 e n a o  e a e o – Medici, la grande fuga 5.700  8.180  1/1.425  I medici di medicina generale in meno rispetto al fabbisogno  I medici del Ssn che lasceranno il servizio entro il 2028 (salvo proroghe)  Il rapporto tra un medico e la popolazione assistita in Campania  5.197  1.147  1/1.383  Le unità di medici del Ssn perse tra il 2019 e il 2024  I medici del Ssn che lasceranno il servizio entro il 2028 in Campania (salvo proroghe)  Il rapporto tra un medico e la popolazione assistita media-Italia  Riduzione percentuale dei Mmg 2024-2019 Media Italia  -14,1%  Campania Fonte: Rapporto Gimbe  -12,3% -tit_org- Medici di famiglia cercansi. Campania, 300 studi vuoti | allarme per anziani e fragili   -sec_org-
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		<tp:writer>Ettore Mautone</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801790606057.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801790606057.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"MATTINO DI PADOVA" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il tema dell'ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell'Ue Tajani: «Euna priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L’integrazione punta verso Est» Buttafuoco assicura: «Sanzioni rispettate» Ma Giuli valuta le carte ROMA  A meno di 48 ore da uno degli eventi principali della fase preparatoria della Biennale, la presentazione del Padiglione Centrale restaurato, resta alta la tensione tra l'istituzione e il governo per la partecipazione della Russia. La Fondazione ha annunciato di aver inviato tutte le carte chieste dal miIl tema dell’ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell’Ue Tajani: «È una priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»  Passa da Trieste riunificaziostro dovere».  Lala documentane dell’Europa.  Cosìdel il minizione è ora al vaglio mistro degli Affari esteri Antonio nistro Alessandro Giuli.  VerTajani ha definito il processo rà esaminata la corrispondi allargamento a Estrusse, dell’Udenza con le autorità nione, intervenendo al trentenper capire in che modo sono nale Segretariato esecutistate del definite l'organizzaziovo Centro eurone edell’Iniziativa la gestione della perforpea, che già artisti.  dal 1989 agisce mance degli nell’area come facilitatrice La Biennale sostiene diattraverso progetti e iniziative aver preso atto della comuconcrete.  nicazione arrivata da MoLA PRIORITÀ  L’appuntamento, che a portato a Trieste i ministri degli EsteI DATI DELLA FONDAZIONE GIMB ri di diversi dei 17 Paesi aderenti all’InCe, non voleva essere, come sottolineato alla vigilia, un’occasione celebrativa.  Non lo è stata per il ministro Tajani che ieri al Paesi dei Balcani occidentali ancora in fila per entrare nell’Ue dopo In Italiadalla vent’anni mancano richiesta di oltre ade5.700 ha sione medici lanciato di famiglia un message «sempre gio chiaro: più «L’ingresso cittadini faticadei Balno a trovarne cani è prioritario uno vicino e se ciasono casa», tanto da problemi cherisolvere in 18 Regioni siamo si registra pronti come una italiani carenza a dare e le siuna tuazioni«Questa mano».  più critiche non èsono un’occain Lombardia, sione celebrativa Veneto mae Campapolitica – nia.affermato ha Una carenza il ministro che andrà – con aumentando l’obiettivo di guardare velocemente avanti dal raggiungere per momento che la riunificaziotra il 2019 e ildell’Europa.  ne 2024 il numero Parlare di medici di Baldi medicina cani non vuolgenerale dire dimenticare è diminuito di eben Ucraina Moldavia 5.197 unità ma ciesono di qui al che Paesi 2028aspettano i pensionamenti di essere  Sos medici d Ne mancano  Uecome da molto tempo e bemembri chiesto, da prassi, abbiamo alle il dovere di dare dinoi partecipare mostre.  risposte concrete». DialoganNella maggioranza, con do con la stampa dell’avl’esclusione dellaprima Lega, è vio dell’evento, il ministro opinione diffusa che in que- ha rilevato l’impegno costante sta situazione debba prevadell’Italia pernazionale, la distensione lere l'interesse in nell’area.  cheestera l'adesiolinea con la«Credo politica nePaese.  all'Unione europea possa esdel sere loGiuli strumento migliore Oggi dovrebbe scio-per ridurre tensioni tra sua questi gliere la leriserva sulla Paesi», ha affermato, aggiunpresenza il giorno successiche «lo sforzodel dell'Italia vogendo alla presentazione Paè quelloCentrale.  di avere un—dialogo podiglione sitivo con tutti e comprende la nostra presenza militare tra Kosovo e Serbia perché la tensiodiminuisca e siINpossa finalE ne SULLA CARENZA ITALIA mente arrivare all'adesione di questi Paesi all'Ue». Solo un’Europa più forte può del resto «costituire un vero baluardo di civiltà rispetto al disordine che esiste nel mondo», ha affermato da parte sua il segretario generale dell’InCe Franco Dal Mas.  Il ministro stimati sono 8.180. ATajani fare il ha ancheè la annunciato cheGiml'Italia punto Fondazione intenzione formalizzare behache sottolineadicome la riil suo ingresso «partner duzione vada dicome pari passo strategico dell'iniziativa con un aumento dei bisognidei mari, cui Trieste è al65cenditre cura: neldi2025 gli over tro» perché ci siamilioni, «dialogo erano quasi 14,6 di tra Mediterraneo, cui oltre la metàMar conNero dueeoBaltico».  p
iù malattie croniche. I criteri per definire il numero masCOOPERAZIONE REGIONALE simo di assistiti per medico In questo contesto ruolo «non hanno mai tenutoilconè stato definito stratetodell’InCe dell'invecchiamento della gico da tutti i spiega Paesi aderenti popolazione», il presi- ieri presenti, sia quelli già nel dente Nino Cartabellotta.  — pedi famiglia o 5.700  u senator rimetro dell’Ue sia in attesa di entrarvi. Sempre dal ministro Tajani, è arrivata la conferma dell’impegno al rilancio dell’Iniziativa Centro europea, che .  In Commissione Affari esteri e Difesa è stata delamreè statadel unaSenato chiacchierata sto risoluzione pia -approvata dall'Iran aiuna servizi segreti per rafforzamento dell’InCe, con ilpassaggi sull'appuntamencome ha ricordato nel suo into di domenica e lunedì.  «Non tervento la Meloni presidente della si vota sulla - ha ribadistessa, la senatrice Stefania to la premier - si vota sulla giuCraxi.  «In quadro geopolitico stizia. Anche chi non condivicomplesso necessario investide questo ègoverno dovrebbe re nella cooperazione regionavalutare nel merito una riforle ha aggiunto Craxi –. L’espema– che vuole migliorare il funrienza InCe dimostra che il prozionamento del sistema».  cesso di integrazione europea La puntata andrà in onda dopassa solo dalle mani, non a ridosso delledecisioni urne. Lo delle atscopoistituzioni, è arrivare ama unanche pubblico traverso iniziative, si progetti ed che del referendum è occupaesperienze condivise».  L'imto poco o nulla.  Anche perché, portanza deistati territori «nellai finché sono disponibili, creazione di legami strutturasondaggi indicavano che più li, fondamentali per elomaggiosvilupgente andrà a votare po delle nostre economie», re possibilità di vittoria avrà ilè stato sottolineato anche dal Sì. «Spero che l'affluenza siagola vernatore del Friuli più alta possibile, tra ilVenezia 50% e il Giulia, e presidente della Con60% almeno», ha detto il minire di FdI  ferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, convinto della necessità del rilancio dell’Iniziativa. «Le organizzazioni regionali possono avere un ruolo fondamentale», è stato ribadito dall’ambasciatore Mistro della Giustizia, Carlo Norchele Valensise,su Sky presidente dio, in confronto col predell’Istituto Affaridel Internaziosidente onorario comitato nali, che haNo, collaborato all’orGiusto dire Enrico Grosso.  ganizzazione Mentre il ministrodell’evento.  degli Esteri «L’InCe favorito processo AntoniohaTajani hailsfoderato di avvicinamento e potrà aveuna carta storica non scontata: re lo stesso ruolo in quelloundel«Volete cambiare e avere sila riunificazione».  stema della giustizia che sia diverso dal fascismo? Allora voIL FUTURO tate Sì al referendum», perché Proprio l’integrazione adesso è un po’ come col euro«mopea, le voci di dello«amplificando del regime fascista, quanchi deve entrare è in do l'inquisito eranell’Ue», considerato cima all’agenda dell’InCe delicolpevole».  neata da Oana ?oiu, ministra CAMPAGNA CARATTERIZZATA DA POLEMICHE degli Affari esterni della RomaDopopresidente le polemiche suscitate nia, di turno dell’Idalle parole delladopo capo di gabiniziativa.  Subito viene il netto del ministero Giurafforzamento delladella connettistiziadei Giusi Bartolozzi vità trasporti, delle (magireti di strati «plotoni di esecuzione») energia e di business e poi dele quelle del deputato di FdI Alla resilienza della società e dei  me se ti diagnosticano processi democratici. un «Lacanrecro». Ilha video è statocomplicata diffuso dal gione una storia «Non passa giorno - èpresta–M5S: ha osservato ?oiu – e un to il commento - senza checerti i posente dove i pericoli sono liticimolte del centrodestra non rivecon minacce ibride».  La lino la seteha di vendetta la ministra indicatoverso come magistratura».  obiettivi anche il potenziamenattacchi delleeopposizioto Gli delle comunità l’attrazioni riguardano ancheAilfronte rispetto ne di investimenti.  di dellasfida, par condicio.  Nel mirino una quella dell’integrac'è la trasmissione lunedì sezione europea, resadipiù impelra, Quarta Repubblica su Rete lent
e dal contesto geopolitico, 4, conriconssciuto un'intervistaanche del condutcome dalla tore Nicola Porro alla premier.  risoluzione sull’allargamento «Un monologo mezz'ora in approvata una disettimana fa prima serata senza contradditdal Parlamento europeo, InCe torio - hanno detto parlamenriconosce inoltre diiessere chiatari Pd in Vigilanza Rai - amcon mata a «elevare le proprie un conduttore primo Febizioni strategiche nelfan».  prossidezdecennio».  prova a prevenire gli attacmo L’Iniziativa, forchianche contro lui sostenendo di te deldiFondo della Banca aver «inviato e-mail sia europea di ricostruzione e svi-a Schleinconcentrerà sia a Conte»,i suoi che però luppo, sforhanno declinato.  zi, come emerge dal documenintantosulaprogetti protesta dei to Sale conclusivo, collefuorisede che chiedono pogati ai corridoi Ten-T di(Reti ter votare dove vivono e non estranseuropeee dei trasporti) sere costretti al ritorno codell’Ue, lungo gli assinelOvemuneediNord-Sud.  residenza.— — st-Est  ---End text---  Author: Laura Blasich  Heading:   Highlight:   Image:USTIZIA DI DOMENICA E LUNEDÌ  Meloni ospite di Pulp Podcast, assieme a Mr. Marra e Fedez  spite da Fedez  do Mattia (invito a utilizzare «il solito sistema clientelare»), un altro parlamentare di FdI, bfera La conferenza per il trentennale dell’Iniziativa Centro europea, ieri a Trieste -tit_org- Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb   -sec_org-
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		<tp:writer>Laura Blasich</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre700 camici bianchi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801790706058.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 10 di <b>"MATTINO DI PADOVA" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l'età pensionabile 469 professionisti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre 700 camici bianchi Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l’età pensionabile 469 professionisti  C’erano una volta i medici di famiglia. O i medici di base, se volete. Tecnicamente si parla di medici di medicina generale. Intendiamoci: ci sono ancora ma in numero inferiore al fabbisogno della popolazione residente. In Veneto, per esempio, al primo gennaio 2025 ne mancavano 747. Il numero arriva dal report pubblicato ieri dalla Fondazione Gimbe di Bologna.  In tutto il Paese ne mancano 5.700. E, in questa “classifica” delle mancanze, il Veneto è secondo solo alla Lombardia (lì ne servirebbero 1.540). Sul podio, al terzo posto c’è la Campania (643). A guardare il Nord Est, in Friuli Venezia-Giulia ne mancherebbero “solo” 156. Visto però che il peso dell’assenza del medico di famiglia varia al variare della popolazione, i numeri sono tutti ugualmente gravi. Come si evince dal  grafico accanto nel quale non sono presenti, stanno un po’ meglio Basilicata, Molise e Sicilia che avendo una media di assistiti inferiore a 1.200 per medico, non registrano carenza.  Tornando in Veneto, sullo sfondo di questi numeri ce ne sono altri. C’è per esempio lo stanziamento di 4,5 milioni di euro da parte della Regione per le borse di specializzazione in Medicina generale.  Il presidente della Regione Alberto Stefani parla di «una cifra doppia rispetto all’esercizio regionale precedente».  Sono tanti gli elementi della crisi. Tra questi «una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  Fermo restando che ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (i famosi Lea), tra gli elementi di una attrattività in caduta libera c’è la mole di lavoro. In Italia, per contratto, è fissato a 1.500 il numero massimo di assistiti, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari. Ecco: in Veneto il numero medio di assistiti è 1.526 contro una media italiana di 1.383. Ed è solo una delle chiavi di lettura del fatto che dal 2019 al 2024 il medico ha perso circa l’11 per cento dei medici di base.  Non solo. Se entro il 2028 saranno 469 i medici che raggiungeranno l’età pensionabile, c’è un altro dato che fa riflettere. O meglio una percentuale. Registra infatti un meno 6 per cento di partecipanti al bando per il corso di formazione specifica per medicina generale. In sintesi: cala l’attrattività della professione, aumenta la necessità della stessa professione. —  ---End text---  Author: Federico Murzio  Heading:   Highlight: La Regione ha stanziato 4,5 milioni di euro per le borse di specializzazione in medicina generale  Image:PUNTO DI RIFERIMENTO  I MEDICI DI BASE SONO UN PRESIDIO SOPRATTUTTO NEI PICCOLI COMUNI STIMA DELLA MANCANZA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE IN VENETO E IN ITALIA Lombardia  1.540  Veneto  747 Campania 643 Emilia-Romagna 502 Piemonte 463 Toscana 394 Lazio 358 Puglia 279 Marche 161 Friuli Venezia Giulia 156 Sardegna 143 Liguria 116 Prov. Aut. di Bolzano 80 Prov. Aut. di Trento 53 CaJabria 43 Valle d'Aosta 15 12 Abruzzo 12 Umbria 0  400  800  1.200  1.600  II grafico esclude Basilicata, Molise e Sicilia che hanno una media di assistiti per MMG inferiore a 1.200 e pertanto non registrano carenze di MMG al 1 ° gennaio 2025 -tit_org- Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre700 camici bianchi   -sec_org-
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		<tp:writer>Federico Murzio</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di base, entro il 2028 237 sono in età pensionabile ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802097700940.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 35 di <b>"MESSAGGERO ABRUZZO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 03:05:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di base, entro il 2028 237 sono in età pensionabile  IL FOCUS  In Abruzzo, entro il 2028, 237 medici di medicina generale raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione all'undicesimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.216, contro una media nazionale di 1.383.  La regione, inoltre, è al terzo posto per la riduzione dei medici: tra il 2019 e il 2024 sono scesi del 20%, percentuale superiore alla media italiana, pari al 14,1%. Lo rileva la fondazione Gimbe, secondo cui in Abruzzo mancano 12 medici di base. Il dato sulla carenza, che pone la regione in penultima posizione, tra quelle con il dato più basso, è una stima elaborata tenendo conto del rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: +44 candidati (+142%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%). A livello nazionale, la carenza di medici di base riguarda soprattutto le regioni più grandi: in testa la Lombardia (-1.540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.  Per quanto riguarda la riduzione tra il 2019 e il 2024, prima dell'Abruzzo ci sono Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) e Calabria (-20,2%).  In Italia i medici che entro il 2028 raggiungeranno il limite di età per la pensione sono 8.180. «La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale  rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: IL NUMERO MEDIO DI ASSISTITI PER CAMICE BIANCO È PARI A 1216 CONTRO UNA MEDIA DI 1383  Image: -tit_org- Medici di base, entro il 2028 237 sono in età pensionabile   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici di base ce n'è uno ogni 1223 assistiti = Medici di base in Umbria, uno ogni 1223 assistiti: allarme nei piccoli centri ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802225701196.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 35 di <b>"MESSAGGERO UMBRIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>>» Da Monte Santa Maria Tiberina a Pierantonio: i borghi rimasti "senza dottore" Secondo i dati redatti dalla Fondazione Gimbe ne servono subito almeno dodici</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 03:21:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di base ce n’è uno ogni 1223 assistiti   Medici di base in Umbria, uno ogni 1223 assistiti: allarme nei piccoli centri Da Monte Santa Maria Tiberina a Pierantonio: i borghi rimasti “senza dottore” Secondo i dati redatti dalla Fondazione Gimbe ne servono subito almeno dodici  `   I servizi sul territorio  PERUGIA In Italia mancano 5.716 medici di famiglia. Tantissimi. A fare i conti dell’emergenza è stata la Fondazione Gimbe, che ha messo in fila i numeri del problema regione per regione. Le cifre piazzano l’Umbria nella parte “meno peggio” della classifica. Il Cuore verde, infatti, è al quinto posto tra le regioni italiane per la quota media di assistiti di ciascun medico. Lo studio fissa il parametro “corretto a un dottore di famiglia ogni 1200 assistiti, in Umbria ne risulta qualcuno in più: un medico ogni 1223 pazienti.  Fabrizi a pag. 35  IL FOCUS  PERUGIA In Italia mancano 5.716 medici di famiglia. Tantissimi. A fare i conti dell’emergenza è stata la Fondazione Gimbe, che ha messo in fila i numeri del problema regione per regione. Le cifre piazzano l’Umbria nella parte “meno peggio” della classifica. Il Cuore verde, infatti, è al quinto posto tra le regioni italiane per la quota media di assistiti di ciascun medico. Lo studio fissa il parametro “corretto a un dottore di famiglia ogni 1200 assistiti, in Umbria ne risulta qualcuno in più: un medico ogni 1223 pazienti.  Gimbe ha redatto l’analisi attraverso i dati messi a disposizione da Sisac, l’acronimo sta per “Struttura interregionale sanitari convenzionati”, cioè quell’ente che rappresenta le Regioni nel  rinnovo degli accordi riguardanti il personale sanitario. Tradotto, un po’ come se fosse l’organizzazione di categoria dei datori di lavoro dei dottori della sanità pubblica. Da questi parametri, che fotografano il problema attraverso le cifre, emerge come in Umbria servirebbero subito almeno 12 medici di base. Un numero necessario almeno a riportare la quota di “assistiti per ogni medico” entro il parametro minimo.   LA CLASSIFICA  Al primo gennaio 2025, Gimbe riporta che i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa ma con enormi differenze regionali. Dai 1.533 pazienti per ciascun dottore della Lombardia ai 1.153 nel Molise. Il problema ha dimensioni molto significative nelle regioni più grandi: in Lombardia, infatti, servirebbero 1540 medici, in Veneto oltre settecento, in Campania ne cercano 643 e in Emilia-Romagna 502. Basilicata, Molise e Sicilia sono le uniche regioni con i numeri in ordine.   I PICCOLI BORGHI  Il punto è che il problema non sta soltanto nei valori assoluti, quanto nelle realtà dei singoli territori. «Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta  - e certo non si può escludere che anche nelle regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti». Proprio così. Ne sanno qualcosa i sindaci dei comuni più piccoli, costretti qualche volta a fare i salti mortali per convincere un medico a restare o per trovarne uno disposto a stabilirsi lì.  Un paio d’anni fa il problema si era presentato nel Comune di Monte Santa Maria Tiberina, dove un paio di pensionamenti rischiavano di lasciare sguarnito un territorio piuttosto ampio. Di recente c’è stata la frazione di Pierantonio, nel Comune di Umbertide, dove la decisione di un medico di interrompere il servizio di ambulatorio ha aperto un verso e proprio caso istituzionale, con Comune e Regione in campo per una soluzione. Per provare a risolvere il problema, la Usl si era impegnata a mettere a disposizione degli spazi adeguati per un ambulatorio e la Pro Loco del borgo aveva deciso di offrire anche gli spazi Cva, se questo fosse stato utile a garantire un servizio di base essenziale ad un territorio che fa i conti con le conseguenze del terremoto del 2023 e dove il rischio di spopolamento è una questione concreta.  Federico Fabrizi © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Auth
or: Federico Fabrizi  Heading: I servizi sul territorio  Highlight: IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE SERVIREBBERO AL PIÙ PRESTO QUASI 6MILA PROFESSIONISTI   LA CLASSIFICA DELLE REGIONI: IN LOMBARDIA LA SITUAZIONE CHE RISULTA PIÙ GRAVE  Image: -tit_org- Medici di base ce n'è uno ogni 1223 assistiti  Medici di base in Umbria, uno ogni 1223 assistiti: allarme nei piccoli centri   -sec_org-
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		<tp:writer>Federico Fabrizi</tp:writer>
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		<title><![CDATA[In regione entro due anni altri 130 medici in pensione = Altri 130 medici in pensione entro il 2028 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801732504600.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"MESSAGGERO VENETO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le proiezioni di Gimbe:in regione 156 aree prive dell'assistenza dei dottori di base Riccardi: «Abbiamo investito per attrarre professionisti e vediamo i primi segnali»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:13:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[la fotografia di gimbe: 156 le aree già prive di assistenza di base  In regione entro due anni altri 130 medici in pensione   Altri 130 medici  in pensione entro il 2028  Le proiezioni di Gimbe: in regione 156 aree prive dell’assistenza dei dottori di base Riccardi: «Abbiamo investito per attrarre professionisti e vediamo i primi segnali»  In Friuli Venezia Giulia le zone prive di un medico di famiglia sono 156, con ripercussioni inevitabili sull’accesso alle cure e sulla continuità assistenziale. La fotografia aggiornata è della Fondazione Gimbe, che anticipa pure il dato dei pensionamenti: nel 2028 si conterranno ulteriori 130  mmg settantenni, anticamera di nuove scoperture sul territorio. A confortare la Regione, sottolinea però l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, «sono i primi risultati dei nostri interventi per aumentare le borse di studio e prorogare i contratti ai mmg in pensione». BALLICO / PAGINE 2 E 3    In Friuli Venezia Giulia le zone prive di un medico di famiglia sono 156, con ripercussioni inevitabili sull’accesso alle cure e sulla continuità assistenziale. La fotografia aggiornata è della Fondazione Gimbe, che anticipa pure il dato dei pensionamenti: nel 2028 si conterranno ulteriori 130 mmg settantenni, anticamera di nuove scoperture sul territorio. A confortare la Regione, sottolinea però l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, «sono i primi risultati dei nostri interventi per aumentare da un lato numero e entità economica delle borse di studio per la formazione al Ceformed, dall’altro per prorogare anche per il 2026 i contratti ai mmg in pensione».  L’INDAGINE  In Italia, fa sapere Gimbe, mancano 5.700 mmg, in un contesto in cui entro il 2028, altri 8.200 andranno in pensione.  Nello specifico del Fvg, la riduzione percentuale dal 2019 al 2024 è pari al 14,7%, poco sopra la media italiana del 14,1%, con conseguenza sul numero medio di assistiti: i 1.473 pazienti per ciascun medico di famiglia della regione sono il quarto valore più alto dopo Lombardia, Veneto e Provincia di Bolzano.  BORSE E CANDIDATI  Nel 2025, stando a un’elaborazione Fimmg, i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 (+26,1%). Ma se la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente a Bolzano, in Valle d’Aosta (-60%), nelle Marche (-49%), a Trento (-38%), in Piemonte (-29%), il Fvg è in controtendenza con il +10%, vale a dire che si sono registrati più candidati rispetto alle borse disponibili al Ceformed. «Le zone carenti ci sono anche da noi come in tutto  il Paese – è il commento di Riccardi –, ma è positivo che gli investimenti fatti sull’attrazione stiano dando i loro frutti». I dati forniti dalla Regione, che precisa in 673 il numero dei mmg attivi (si arriva a 780 con i sostituti a tempo determinato), confermano l’incremento di domande e iscritti nel triennio 2024-27 e nel 2025-28 rispetto al 2023-26, quando tra l’altro furono finanziate, oltre alle 40 borse ordinarie (raddoppiate, nel 2018, dalle precedenti 20), ulteriori 17 borse con i fondi Pnrr.  SCARSA ATTRATTIVITÀ  Sul fronte sindacale la questione è nota e ampiamente discussa. Per Matteo Picerna (Snami Trieste), la situazione resta critica. «C’è un grosso problema di attrattività – spiega – e le recenti proposte parlamentari, che prevedono ore lavorative aggiuntive, non aiutano». Picerna sottolinea anche le difficoltà legate al percorso formativo: «Iniziare il corso Ceformed è una cosa, portarlo a termine un’altra. E purtroppo fino al 20% dei giovani medici finiscono per lavorare altrove, dove trovano condizioni migliori. È una perdita enorme per la nostra regione».  L’ACCORDO INTEGRATIVO  Altro nodo segnalato da Picerna la mancata piena applicazione dell’accordo integrativo sottoscritto l’anno scorso con la Regione: «Dai collaboratori di studio alle attività nelle case di riposo: troppi strumenti sono inattuati». E ancora, le Case di comunità: «A Trieste è aperta solo quella del Maggiore, con un ambulatorio per codici
 bianchi che nulla ha a che fare con la riforma del Dm 77, che prevede un nostro impegno su prevenzione e cronicità». Più ottimista Ferdinando Agrusti (Fimmg): «Vero che l’Accordo integrativo deve ancora trovare piena applicazione, ma serve un po’ di tempo per vedere gli effetti». Agrusti sottolinea poi l’impegno della Regione  anche con misure per favorire donne e caregiver, riducendo il massimale dei pazienti, e con incentivi per personale di studio e apertura degli ambulatori. L’attrattività? «Il problema resta la percezione di un carico eccessivo, ma qualcosa si muove. C’è più presenza al Ceformed e forse l’apprezzamento per una delle espressioni più alte dell’umanizzazione delle cure sta tornando. Ora bisogna capire se ciò si tradurrà nella copertura delle zone carenti».  FORMAZIONE  In prospettiva, aggiunge Lorenzo Cociani (Smi), «la carenza complessiva di medici dovrebbe ridursi, fino ad arrivare a un aumento rispetto ai flussi attuali. Quello che continuerà a mancare, tuttavia, saranno i professionisti disponibili a ricoprire determinati ruoli, tra cui quello di mmg». Da qui la necessità di intervenire sull’attrattività: «Bisogna investire per rendere questa professione più sostenibile e appetibile, al pari di altri ruoli fondamentali del sistema sanitario. A nulla servono misure propagandistiche come la finta abolizione del numero chiuso o riforme improvvisate». Per Luca Maschietto (Simg) è soprattutto un problema di formazione: «La medicina generale non è strutturata all’università. Ci sono esperienze con docenti a contratto, ma manca un vero percorso nei sei anni». Un limite che incide sulle scelte: «Se non la presenti agli studenti, è difficile che la scelgano». Pesano anche i pregiudizi: «Si pensa sia medicina di serie B o da passacarte, ma è l’opposto. Va raccontato il vero ruolo per restituire attrattività». —  ---End text---  Author: Marco Ballico  Heading:   Highlight: In media ogni ambulatorio si prende cura di 1.473 persone È il quarto valore a livello nazionale   Trend positivo per le iscrizioni al centro per la formazione Finanziate 40 borse di studio  Image:673  Il numero medio di assistiti per medico al 1° gennaio 2025  Entro il 2028  Medici di famiglia attivi in regione  Medici di base raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni  130  Tenendo in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 156 medici  Fonte: Fondazione Gimbe  Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale in regione si sono ridotti Media Italia  Il report  LA FORMAZIONE AL CEFORMED Borse ordinarie Domande 82 68 *40  40  Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili  Rispetto alle borse finanziate (media Italia)  26%  80  31  2024-2027  *57 borse totali (di cui 17 PNRR)  1.383  Iscritti  21  2023-2026  1.473  Media nazionale  +4 Candidati (+10%)  14,7% 14,1%  Friuli Venezia Giulia  In FVG  40  30  2025-2028  Intervento economico Regione sul triennio 2026-28: 4,8 milioni (1,6 all’anno) per incrementare la borsa di studio da 12 a 25mila euro  Fonte: Regione Fvg -tit_org- In regione entro due anni altri 130 medici in pensione   Altri 130 medici in pensione entro il 2028   -sec_org-
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		<tp:writer>Marco Ballico</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Patologie croniche, tagli sulle vacanze per pagarsi le cure ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803148806491.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"METROPOLIS NAPOLI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Patologie croniche, tagli sulle vacanze per pagarsi le cure  Se sei napoletano e sei affetto da una patologia cronaca dovrai molto probabilmente rinunciare a una vacanza, a una cena fuori o a un acquisto importante. Lo rivela un sondaggio di Nomisma-Unisalute, secondo cui il 44% dei partenopei malati cronici ha dovuto tagliare una di queste voci. Uno dei motivi dietro questa statistica è che quasi una visita su due (il 41%) viene svolta CHOFCPFQUKCRTKXCVK HCEGPFQNKGXKVCTG notevolmente il costo.  Da anni infatti il Servizio Sanitario Pubblico è sottoposto a una grande pressione: invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e risorse spesso inadeguate. Questo USWKNKDTKQUKTKoGVVGKP uno slittamento delle liste d’attesa, con tempi sempre più dilatati che spingono molti cittadini verso il privato.  Servizi di questo genere infatti dovrebbero essere gestiti sul territorio tra ambulatori e medici di base: in Campania però la situazione è critica anche su questo versante. Si stima infatti che ogni medico generale segua in media 1425 pazienti, circa 200 in più del parametro ottimale di 1200. Secondo la Fondazione Gimbe mancherebbero 640 medici di base, un dato destinato anche a inasprirsi nel prossimo quinquennio. Il peso economico impatta notevolmente sulla vita di queste persone: un intervistato su sei ha infatti dichiarato di aver ridotto il numero delle visite negli ultimi dodici mesi a causa degli elevati costi mentre un altro “deterrente naturale” è stato l’elevato tempo di attesa. A ingrigire ulteriormente l’orizzonte contribuisce anche il fatto che  quasi un paziente su quattro necessita di assistenza da parte di altre persone, elemento che fa lievitare ancora i costi per le famiglie. Il tutto va a inserirsi in un contesto, quello partenopeo, dove spesso le famiglie sono monoreddituali o con stipendi mediamente più bassi del resto della Penisola.  Tra le patologie croniche maggiorOGPVGFKHHWUGOIWTCPQN?QUVGQRQTQUK  l’ipertensione arteriosa. l’artrosi e le malattie cardiovascolari: nella maggior parte dei casi queste patologie vengono diagnosticate dopo i 40 anni, rendendo necessario un monitoraggio costante nel tempo. L’aumento delle patologie croniche è strettamente legato all’invecchiamento della popolazione: gli over 65 in Italia sono quasi 15 milioni e oltre la metà convive con una o più patologie croniche. Negli ultimi quarant’anni la popolazione anziana è quasi raddoppiata mentre gli over 80 sono triplicati: verrebbe da se che in un quadro FGOQITCOEQFGNIGPGTG il rafforzamento della medicina di base dovrebbe essere un punto focale mentre la realtà sta prevedendo una sua contrazione.  In questo scenario delineatosi negli ultimi anni, strumenti “innovativi” come il tele monitoraggio potrebbero risultare un validissimo alleato per queste persone, riducendo i tempi e facilitando i controlli a distanza. L’utilizzo però resta circoscritto a meno del 5% dei pazienti, spesso semplicemente per mancanza di informazioni sulla loro  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Patologie croniche, tagli sulle vacanze per pagarsi le cure   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Aggiornato - Patologie croniche, tagli sulle vacanze per pagarsi le cure ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803148906492.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"METROPOLIS NAPOLI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Patologie croniche, tagli sulle vacanze per pagarsi le cure  Se sei napoletano e sei affetto da una patologia cronaca dovrai molto probabilmente rinunciare a una vacanza, a una cena fuori o a un acquisto importante. Lo rivela un sondaggio di Nomisma-Unisalute, secondo cui il 44% dei partenopei malati cronici ha dovuto tagliare una di queste voci. Uno dei motivi dietro questa statistica è che quasi una visita su due (il 41%) viene svolta CHOFCPFQUKCRTKXCVK HCEGPFQNKGXKVCTG notevolmente il costo.  Da anni infatti il Servizio Sanitario Pubblico è sottoposto a una grande pressione: invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e risorse spesso inadeguate. Questo USWKNKDTKQUKTKoGVVGKP uno slittamento delle liste d’attesa, con tempi sempre più dilatati che spingono molti cittadini verso il privato.  Servizi di questo genere infatti dovrebbero essere gestiti sul territorio tra ambulatori e medici di base: in Campania però la situazione è critica anche su questo versante. Si stima infatti che ogni medico generale segua in media 1425 pazienti, circa 200 in più del parametro ottimale di 1200. Secondo la Fondazione Gimbe mancherebbero 640 medici di base, un dato destinato anche a inasprirsi nel prossimo quinquennio. Il peso economico impatta notevolmente sulla vita di queste persone: un intervistato su sei ha infatti dichiarato di aver ridotto il numero delle visite negli ultimi dodici mesi a causa degli elevati costi mentre un altro “deterrente naturale” è stato l’elevato tempo di attesa. A ingrigire ulteriormente l’orizzonte contribuisce anche il fatto che  quasi un paziente su quattro necessita di assistenza da parte di altre persone, elemento che fa lievitare ancora i costi per le famiglie. Il tutto va a inserirsi in un contesto, quello partenopeo, dove spesso le famiglie sono monoreddituali o con stipendi mediamente più bassi del resto della Penisola.  Tra le patologie croniche maggiorOGPVGFKHHWUGOIWTCPQN?QUVGQRQTQUK  l’ipertensione arteriosa. l’artrosi e le malattie cardiovascolari: nella maggior parte dei casi queste patologie vengono diagnosticate dopo i 40 anni, rendendo necessario un monitoraggio costante nel tempo. L’aumento delle patologie croniche è strettamente legato all’invecchiamento della popolazione: gli over 65 in Italia sono quasi 15 milioni e oltre la metà convive con una o più patologie croniche. Negli ultimi quarant’anni la popolazione anziana è quasi raddoppiata mentre gli over 80 sono triplicati: verrebbe da se che in un quadro FGOQITCOEQFGNIGPGTG il rafforzamento della medicina di base dovrebbe essere un punto focale mentre la realtà sta prevedendo una sua contrazione.  In questo scenario delineatosi negli ultimi anni, strumenti “innovativi” come il tele monitoraggio potrebbero risultare un validissimo alleato per queste persone, riducendo i tempi e facilitando i controlli a distanza. L’utilizzo però resta circoscritto a meno del 5% dei pazienti, spesso semplicemente per mancanza di informazioni sulla loro  esistenza.   Vincenzo Esposito  ---End text---  Author: Vincenzo Esposito  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Aggiornato - Patologie croniche, tagli sulle vacanze per pagarsi le cure   -sec_org-
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		<tp:writer>Vincenzo Esposito</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, allarme in Campania Ne mancano 643 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803149506494.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"METROPOLIS NAPOLI" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Nel 2028 andranno in pensione quasi 1200 camici bianchi L'analisi di Fondazione Gimbe: «Età media sempre più alta»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia, allarme in Campania Ne mancano 643 Nel 2028 andranno in pensione quasi 1200 camici bianchi L’analisi di Fondazione Gimbe: «Età media sempre più alta»  In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (Mmg) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. E’ quanto emerge dal rapporto Gimbe sull’analisi dei Medici di medicina generale (Mmg), i cosiddetti Medici di famiglia.  Tra il 2019 e il 2024 il numero di Mmg è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto FGOQITCOEQFQXGNCRQRQNCzione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. “La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragil”.  La Fondazione Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei Mmg nel Ssn, stimando l’entita’ della loro carenza nelle Regioni italiane al 1Â° gennaio 2025.  Tuttavia, precisa Cartabellotta, “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perche’ il fabbisogno TGCNGFK/OIXKGPGFGOPKVQ dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi 4GIKQPCNKRQUUQPQOQFKOECTG il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali”.   I criteri.  ?+ ETKVGTK RGT FGOPKTG KN PWmero massimo di assistiti per Mmg - spiega Cartabellotta non hanno mai tenuto conto FGNN?GXQNW\KQPG FGOQITCOEC degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni». La FGOQITCOCFGNNCRQRQNC\KQPG italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età 65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9 per cento (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7 per cento (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5 per cento (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8 per cento (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni Istat confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30 per cento della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3 per cento (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5 per cento (18,34 milioni) e al 15 per cento (7,98 milioni)    N SWCFTQ FGOQITCOEQ UK  aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine Istat sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3 per cento) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5 per cento) con due o piu’ cronicità. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche - commenta Cartabellotta - generano bisogni assistenziali molto piu’ complessi rispetto al passato.  Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per Mmg, adeguato al quadro demograOEQ UKPQ CINK CPPK 0QXCPVC  oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilita’ e qualita’ dell’assistenza”.   I numeri delle regioni.  I dati Sisac documentano una progressiva riduzione dei Mmg dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4 per cento). Complessivamente, in 6 anni, il numero di Mmg in Italia è diminuito di 5.197 unita’ (-14,1 per cento), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3 per cento), il più contenuto nella Provincia autonoma d
i Trento (-1,5 per cento). Secondo i dati Sisac, al 1° gennaio 2025 i 36.812 Mmg avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia. “Il quadro reale - precisa Cartabellotta è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa UGORTG RK¹ FKHOEKNG VTQXCTG un Mmg disponibile vicino a ECUC 7PCFKHOEQNVC?EJGPQP riguarda piu’ solo le aree a bassa densita’ abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città”.  Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della densità abitativa, della prossimità degli ambulatori e dell’esercizio della libera scelta, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di 1 Mmg ogni 1.200 assistiti.  Sulla base dei dati Sisac al 1° gennaio 2025, la carenza complessiva e’ stimata in 5.716 Mmg, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643).  “Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale - precisa Cartabellotta - non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di Mmg, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza Mmg”.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Medici di famiglia, allarme in Campania Ne mancano 643   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Sanità, il 2028 fa paura 500 medici di base andranno in pensione = I medici di famiglia sono sempre meno «Lavoro che ai giovani non piace più» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802003503098.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802003503098.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 16 di <b>"NAZIONE" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:16:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[TOSCANA Il rapporto del Gimbe  Sanità, il 2028 fa paura 500 medici di base andranno in pensione   I medici di famiglia sono sempre meno «Lavoro che ai giovani non piace più» Secondo l’ultimo rapporto Gimbe nel 2028 quasi 500 dottori andranno in pensione e manca il ricambio Biancalani (Fimmg): «E’ un problema serio, bisogna intervenire per rendere la professione più attrattiva»  Ulivelli a pagina 16   FIRENZE  La crisi dei medici di famiglia è sempre più al centro del dibattito. L’ultimo report della Fondazione Gimbe mostra un verdetto implacabile: in Italia ne mancano oltre 5.700 e sempre più cittadini fanno fatica a trovare un medico vicino a casa. Un problema non più episodico ma strutturale e che arriva proprio mentre il sistema sanitario prova a ridisegnare l’assistenza territoriale puntando sulle case di comunità, chiamate nelle intenzioni a garantire prossimità delle cure e a ridurre la pressione sui pronto soccorso.  Dentro questo scenario, la Toscana si muove su un crinale tutt’altro che rassicurante. I numeri raccontano una tendenza già in atto: entro il 2028 saranno 466 i medici di medicina generale che raggiungeranno l’età pensionabile, mentre già oggi, secondo le stime Gimbe, ne mancano 394 per garantire un equilibrio adeguato tra domanda e offerta. Nel frattempo cresce anche il carico di lavoro: ogni medico ha in media 1.413 assistiti, sopra la media nazionale, in un contesto in cui il parametro ottimale è fissato a 1.200 pazienti per professionista. E negli ultimi cinque anni il numero dei medici è diminuito del 15,5%, più della media italiana.  Una fotografia che, però, va letta anche alla luce di come questi numeri vengono costruiti e interpretati sul territorio. «La carenza c’è ed è un problema importante a livello nazionale – spiega Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg – ma la Toscana si difende ancora abbastanza bene». Secondo il sindacato, infatti, il fabbisogno reale sarebbe più contenuto rispetto alla stima Gimbe, perché calcolato su un parametro diverso: «Il rapporto ottimale qui è di 1.300 assistiti per medico, non 1.200. Questo significa che la carenza effettiva è più vicina a 100-150 medici».  Un quadro che potrebbe migliorare già nei prossimi mesi: tra aprile e maggio è previsto l’ingresso in servizio di alcune centinaia di nuovi medici, circa 200-300, destinati a rafforzare la rete territoriale. Ma anche questo, avverte Biancalani, non basta a risolvere il problema alla radice. «Il nodo vero è rendere di nuovo attrattiva la medicina generale: serve incentivare il lavoro in associazione, investire su infermieri e personale di supporto, ridurre la burocrazia e costruire équipe che aiutino i professionisti».  E’ una chiave di lettura che si lega direttamente al futuro della riforma territoriale. Perché le case di comunità, oltre a essere strutture fisiche, rappresentano proprio il tentativo di concentrare più competenze nello stesso luogo: «Possono essere una risposta – spiega – perché permettono di far lavorare insieme più professionisti e di alleggerire il carico organizzativo e burocratico».  Resta però il dato di fondo: il sistema si trova stretto tra bisogni crescenti e risorse professionali insufficienti. Anche perché il quadro demografico spinge nella direzione opposta: la popolazione invecchia, aumentano le patologie croniche e la gestione  dei pazienti è sempre più complessa. In queste condizioni, l’aumento del numero di assistiti per medico non è solo un dato statistico ma si traduce in meno tempo per ogni paziente, maggiore difficoltà di accesso e, inevitabilmente, in una pressione crescente su tutto il sistema.  Il paradosso è che, almeno sulla carta, qualche segnale positivo c’è. Nel 2025, in Toscana, il numero dei partecipanti al corso di formazione in medicina generale è stato pari ai posti disponibili. Ma non basta a colmare il divario: a livello nazionale le borse di studio sono diminuite negli ultimi anni, una quota significativa degli iscritti non conclude il percorso e, soprattutto, la professione ha perso attrattività. Il risultato è che il ricambio ge
nerazionale non riesce a tenere il passo con i pensionamenti. Un numero crescente di giovani medici preferisce lavorare privatamente.  E’ qui che il tema impatta con la riforma della medicina territoriale. Perché senza medici di famiglia, le case di comunità rischiano di restare un’infrastruttura incompleta: spazi e modelli organizzativi senza le figure professionali necessarie a farli funzionare. Il punto, allora, non è solo quanti medici mancano oggi, ma se il sistema sarà in grado di reggere nei prossimi anni. Senza una programmazione più efficace e senza interventi capaci di rendere nuovamente attrattiva la medicina generale, il rischio è che il divario si allarghi ulteriormente.  ---End text---  Author: Ilaria Ulivelli  Heading:   Highlight: LA PROSPETTIVA  Con carenze così impattanti non sarà facile organizzare le case di comunità   IL PUNTO CRITICO  Carico di lavoro eccessivo, sempre più medici preferiscono andare nel privato  Image:I dati  secondo la stima Gimbe mancano 394 medici di famiglia  In Toscana: entro il 2028 466 medici di famiglia andranno in pensione il numero medio di assistiti per medico è pari a  (media nazionale 1.383)  nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione speci?ica in Medicina generale sono stati pari ai posti disponibili (media italiana +26%)  LNZ  1.413  tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia si sono ridotti del 15,5% contro una media nazionale del 14,1% -tit_org- Sanità, il 2028 fa paura 500 medici di base andranno in pensione   I medici di famiglia sono sempre meno «Lavoro che ai giovani non piace più»   -sec_org-
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		<tp:writer>ILARIA ULIVELLI</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[I medici di famiglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801806305334.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801806305334.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 30 di <b>"NAZIONE UMBRIA PERUGIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:43:00 +0100</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:ocr><![CDATA[I medici di famiglia  Uno ogni 1.200 assistiti  Entro il 2028 ben 116 in pensione  È una carenza ridotta quella di medici di medicina generale in Umbria secondo un’analisi nazionale condotta dalla Fondazione Gimbe. In base alla quale ne mancano 12 al primo gennaio 2025 tenendo in considerazione il «rapporto ottimale» pari a uno ogni ogni 1.200 assistiti. Il numero medio di assistiti è pari a 1.223, più basso della media nazionale, 1.383. Gimbe ha analizzato le «dinamiche e criticità». La fondazione ha quindi rilevato che in Umbria entro il 2028 116 medici raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni.  Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale - ha reso noto la fondazione - in regione si sono ridotti del 17,6%, più del dato medio del Paese, 14,1%.  Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili: +11 candidati (+32%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:UMBRIA SOPRA LA MEDIA -tit_org- I medici di famiglia   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Sanità in affanno Medico di base 600mila sardi non lo hanno più = Medici di famiglia Scomparsi 4 su 10 600mila senza dottore ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802060300546.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802060300546.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"NUOVA SARDEGNA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 02:36:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanità in affanno Medico di base 600mila sardi non lo hanno più Il report Gimbe: in 5 anni spariti 4 su 10 La Regione: dato in netto miglioramento   Medici di famiglia Scomparsi 4 su 10 600mila senza dottore L’isola detiene il più alto calo a livello nazionale Desole (Fimgg): «Si rischia il tracollo del sistema»  Negli ultimi cinque anni sono spariti 4 medici di base su 10, il peggior dato d’Italia. È la fotografia della Sardegna raccontata dal report Gimbe: centinaia di ambulatori chiusi e quasi 600 mila sardi senza medico. Ma la Regione chiarisce: «Dati superati, siamo in ripresa».   ? Soriga a pag. 2 e 3  Sanità L’emergenza ? di Luigi Soriga  Sassari Una volta bastava scendere sotto casa o attraversare la piazza del paese. Il medico di famiglia era lì, nello studio con la porta sempre aperta e la sala d’attesa piena.  Oggi in molti paesi sardi quel camice bianco non c’è più.  Perché negli ultimi cinque anni sono spariti 4 medici di base su 10, il peggior dato d’Italia. È la fotografia della Sardegna raccontata dal report Gimbe: centinaia di ambulatori chiusi e quasi 600 mila sardi senza medico.  Per il segretario della Fimmg Sassari Antonello Desole c’è ben poco da stupirsi, in fondo è un disastro annunciato: «Il risultato di una cattiva programmazione e di una burocrazia soffocante. Ora siamo all’emergenza sanitaria».  La matematica non fa sconti: «Se partiamo dai numeri – spiega Desole – in Sardegna dovrebbero operare circa 1.120 medici di base (stima prudenziale). Applicando il calo del 40,3% indicato da Gimbe, significa che mancano 451 medici. Oggi ne restano in servizio appena 669».  Lo scenario è devastante: una carenza enorme di assistenza sanitaria sul territorio.  «Se quei 451 medici mancanti dovessero avere ciascuno un massimale di 1.200 pazienti – continua Desole – significa che circa 541mila sardi risultano tecnicamente senza un proprio medico di famiglia. È un dato che può variare leggermente da zona a zona, ma che rende l’idea della dimensione del problema».  La crisi attuale arriva da un’onda lunga. «Già prima degli anni Duemila avevamo segnalato la cosiddetta gobba pensionistica del 2020: per ragioni anagrafiche sarebbe andata in pensione una quota enorme di medici. Era un fenomeno prevedibile». Per tamponare la carenza ora si ricorre a soluzioni emergenziali. «Si utilizzano incarichi provvisori, che però i colleghi spesso faticano ad accettare, nonostante i nuovi incentivi di 2 mila euro per chi assume incarichi nelle aree più difficili. Al momento non risultano giovani medici arruolati. Inoltre si aprono gli Ascot, gli ambulatori straordinari di continuità territoriale, e si aumenta il massimale dei pazienti.  La nuova convenzione nazionale, infine, potrebbe portare il limite da 1.500 a 1.800 assistiti». Ma nonostante questa serie di toppe, la coperta resta comunque corta: mancano all’appello 143 medici.  La soluzione, secondo i sindacati, era evidente. «Da oltre dieci anni – ricorda – la Fimmg chiedeva con forza di aumentare i posti nelle scuole di formazione in medicina generale per evitare il crollo. Ma non è stato fatto». La pandemia ha assestato il successivo colpo. «Il 2020 – spiega Desole – è stato anche l’anno del Covid, che ha provocato un secondo crollo drammatico: colleghi morti, carichi di lavoro enormi e una reperibilità praticamente continua».  Durante la pandemia il ruolo del medico di famiglia è cambiato radicalmente. «Siamo stati sottoposti a una reperibilità dalle 8 alle 20, con vaccinazioni, gestione dei pazienti, tamponi e nuovi compiti.   In più si sono aggiunti WhatsApp, email, telefonate continue, che hanno aumentato enormemente il carico di lavoro». Una situazione che ha spinto molti medici a lasciare prima del previsto. «Molti colleghi hanno scelto l’uscita anticipata invece di restare fino ai 68 o ai 70 anni, come oggi si chiede». «Ma è un gatto che si morde la coda. Tra burocrazia soffocante e numero crescente di pazienti, il lavoro diventa sempre più difficile». Il medico di famiglia, spiega, è ormai schiacciato dalla carta.  «Tutto passa dal medico: assistenza dom
iciliare, prescrizioni farmaceutiche, presidi, certificazioni per le case di riposo. In Sardegna, per esempio, la cartella per l’assistenza domiciliare è di 28 pagine, mentre in altre regioni è di tre».  Negli ultimi trent’anni, ricorda Desole, la medicina generale si è trasformata profondamente. «Siamo passati dal medico condotto con la borsa allo studio di medicina di gruppo, collegato in rete, aperto 7 o 8 ore al giorno».  Questo modello ha creato  una relazione molto forte con i cittadini. «Abbiamo costruito una medicina di prossimità, in cui il paziente trova il proprio medico o un collega dello stesso gruppo che conosce».  Ma alcune riforme rischiano di cambiare questo equilibrio. «Oggi si parla di concentrare tutti i medici in grandi strutture. Così però si allontana il medico dal paziente, mentre noi abbiamo sempre cercato di fare il contrario».  Per Desole il medico di famiglia resta una figura centrale nel sistema sanitario. «Il rapporto medico-paziente è unico e insostituibile. È anche l’unica vera forma di democrazia in medicina: il cittadino sceglie il proprio medico».  Questo si riflette nei livelli di fiducia. «Gli indici di gradimento del medico di medicina generale arrivano all’83%, percentuali impensabili per qualsiasi altro servizio sanitario».  Un’altra caratteristica storica è la presenza capillare sul territorio. «Nei piccoli paesi, anche quando mancavano caserma o ufficio postale, il medico c’era sempre. Oggi invece assistiamo a una desertificazione che sta arrivando anche nelle città».  Il problema è aggravato dall’invecchiamento demografico. «Molti paesi sono abitati soprattutto da ultra 65enni e ultra 80enni, spesso con più patologie e difficoltà di spostamento. Togliere la vicinanza dello studio medico per concentrare tutto nelle Case di comunità significa privare questi pazienti della porta d’ingresso principale al sistema sanitario». La posta in gioco è altissima. «Se chiude la porta dell’ambulatorio del medico di famiglia – avverte – crolla l’assistenza primaria. E se i medici continueranno a diminuire, il ricorso al privato diventerà sopravvivenza, non più una scelta».  ---End text---  Author: Luigi Soriga  Heading:   Highlight: La fotografia impietosa del report di Gimbe Una carenza cronica dovuta a pensionamenti e scarso ricambio   Il Covid ha trasformato la professione appesantendola con la burocrazia e con carichi di lavoro insostenibili   Le cifre  40,3% È il calo dei medici di famiglia in Sardegna negli ultimi cinque anni, secondo il report della Fondazione Gimbe. È la diminuzione più alta registrata in Italia  451 Sono i medici di base che mancano oggi in Sardegna rispetto al fabbisogno stimato. Un vuoto causato da pensionamenti, pochi nuovi ingressi e carichi di lavoro crescenti  669 È il numero dei medici di medicina generale attualmente in servizio nell’isola. Dovrebbero essere almeno 1.120 per garantire una copertura adeguata della popolazione  541mila Sono i cittadini sardi che risultano tecnicamente senza medico di famiglia se si considera il massimale medio di 1.200 assistiti per ogni medico mancante. A questa carenza si cerca di supplire con gli incarichi provvisori e con gli Ascot.  Ciò nonostante mancano all’appello 143 medici  Image:Antonello Desole medico di medicina generale e segretario della Fimmg Sassari Nella foto in alto una paziente visitata in ambulatorio e nell’immagine a destra un medico di famiglia consegna le prescrizioni per le visite e i farmaci -tit_org- Sanità in affanno Medico di base 600mila sardi non lo hanno più   Medici di famiglia Scomparsi 4 su 10 600mila senza dottore   -sec_org-
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		<tp:writer>Luigi Soriga</tp:writer>
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		<title><![CDATA[La Regione «Interventi mirati: incentivi per le sedi disagiate eraduatorie e le nuove Aft» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802050100592.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"NUOVA SARDEGNA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 02:39:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[La Regione «Interventi mirati: incentivi per le sedi disagiate graduatorie e le nuove Aft» L’assessorato replica al dossier: «La situazione sta migliorando»  Sassari «La rilevazione Gimbe sulla carenza dei medici di medicina generale in Sardegna descrive un problema reale, ma va letta correttamente nella sua dimensione temporale – precisa la Regione – Quella fotografia riferita alla Sardegna adesso non rappresenta più un quadro statico: stiamo infatti intervenendo con accordi rimasti fermi per oltre un decennio, incentivi economici mirati, semplificazione, programmazione territoriale e nuovi modelli organizzativi. È su questa base che gli uffici regionali registrano i primi segnali di inversione di tendenza, destinati consolidarsi ulteriormente nel prossimo periodo».  Dalle ultime rilevazioni degli uffici dell’assessorato alla Sanità emerge che, alla fine del 2024, in Sardegna mancavano circa 543 medici di medicina generale. Oggi ne mancano 496, un numero che registra la diminuzione rispetto all’ultimo quinquennio delle sedi carenti nell’isola.  «Sul piano amministrativo nel 2025 sono state approvate nei tempi le graduatorie regionali della medicina generale, con 519 partecipanti, mentre le graduatorie aziendali per incarichi temporanei e sostituzioni hanno registrato 1.873 partecipanti, a testimonianza di una rinnovata capacità del sistema di attrarre professionisti». C’è anche il nodo della retribuzione e degli incentivi: «Occorre ricordare inoltre che sul piano delle azioni strategiche introdotte dall’assessorato della Sanità si annovera il rinnovo, dopo oltre 15 anni, dell’Accordo integrativo regionale per la medicina generale, che introduce misure volte a migliorare l’attrattività della professione e a rafforzare la presenza dei medici nei territori più carenti. In particolare, sono state previste indennità fino a 2.000 euro mensili per i professionisti che operano nelle aree disagiate, oltre all’attivazione di un tavolo dedicato alla semplificazione e alla riduzione degli oneri burocratici».  Parallelamente la Regione ha avviato inoltre un percorso di riorganizzazione della medicina territoriale attraverso l’implementazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), finalizzate a superare l’isolamento professionale e a promuovere modelli di lavoro integrati. A ciò si affianca il potenziamento delle infrastrutture della sanità di prossimità, con lo sviluppo delle Case della comunità, degli Ospedali di comunità e delle Centrali operative territoriali.  «Non siamo ancora alla soluzione definitiva di una  crisi accumulata in molti anni, ma siamo davanti a indicatori che mostrano un sistema più reattivo, più orientato e più capace di intercettare nuovi professionisti rispetto al passato. L’obiettivo della Giunta è consolidare e rafforzare questa inversione di tendenza, garantendo nel medio periodo una maggiore copertura territoriale e un miglior accesso alle cure per tutti i cittadini della Sardegna».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: «Potenzieremo le Case della comunità, gli Ospedali di comunità e le Centrali operative territoriali»   «In lista ci sono 519 camici mentre altri 1873 hanno accettato incarichi temporanei e sostituzioni»  Image:In alto un medico di medicina generale nel proprio ambulatorio consulta il database del pc -tit_org- La Regione «Interventi mirati: incentivi per le sedi disagiate eraduatorie e le nuove Aft»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre700 camici bianchi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801810705346.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"NUOVA VENEZIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l'età pensionabile 469 professionisti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:43:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre 700 camici bianchi Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l’età pensionabile 469 professionisti  C’erano una volta i medici di famiglia. O i medici di base, se volete. Tecnicamente si parla di medici di medicina generale. Intendiamoci: ci sono ancora ma in numero inferiore al fabbisogno della popolazione residente. In Veneto, per esempio, al primo gennaio 2025 ne mancavano 747. Il numero arriva dal report pubblicato ieri dalla Fondazione Gimbe di Bologna.  In tutto il Paese ne mancano 5.700. E, in questa “classifica” delle mancanze, il Veneto è secondo solo alla Lombardia (lì ne servirebbero 1.540). Sul podio, al terzo posto c’è la Campania (643). A guardare il Nord Est, in Friuli Venezia-Giulia ne mancherebbero “solo” 156. Visto però che il peso dell’assenza del medico di famiglia varia al variare della popolazione, i numeri sono tutti ugualmente gravi. Come si evince dal  grafico accanto nel quale non sono presenti, stanno un po’ meglio Basilicata, Molise e Sicilia che avendo una media di assistiti inferiore a 1.200 per medico, non registrano carenza.  Tornando in Veneto, sullo sfondo di questi numeri ce ne sono altri. C’è per esempio lo stanziamento di 4,5 milioni di euro da parte della Regione per le borse di specializzazione in Medicina generale.  Il presidente della Regione Alberto Stefani parla di «una cifra doppia rispetto all’esercizio regionale precedente».  Sono tanti gli elementi della crisi. Tra questi «una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  Fermo restando che ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (i famosi Lea), tra gli elementi di una attrattività in caduta libera c’è la mole di lavoro. In Italia, per contratto, è fissato a 1.500 il numero massimo di assistiti, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari. Ecco: in Veneto il numero medio di assistiti è 1.526 contro una media italiana di 1.383. Ed è solo una delle chiavi di lettura del fatto che dal 2019 al 2024 il medico ha perso circa l’11 per cento dei medici di base.  Non solo. Se entro il 2028 saranno 469 i medici che raggiungeranno l’età pensionabile, c’è un altro dato che fa riflettere. O meglio una percentuale. Registra infatti un meno 6 per cento di partecipanti al bando per il corso di formazione specifica per medicina generale. In sintesi: cala l’attrattività della professione, aumenta la necessità della stessa professione. —  ---End text---  Author: Federico Murzio /  Heading:   Highlight: La Regione ha stanziato 4,5 milioni di euro per le borse di specializzazione in medicina generale  Image:PUNTO DI RIFERIMENTO  I MEDICI DI BASE SONO UN PRESIDIO SOPRATTUTTO NEI PICCOLI COMUNI STIMA DELLA MANCANZA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE IN VENETO E IN ITALIA Lombardia  1.540  Veneto  747 Campania 643 Emilia-Romagna 502 Piemonte 463 Toscana 394 Lazio 358 Puglia 279 Marche 161 Friuli Venezia Giulia 156 Sardegna 143 Liguria 116 Prov. Aut. di Bolzano 80 Prov. Aut. di Trento 53 CaJabria 43 Valle d'Aosta 15 12 Abruzzo 12 Umbria 0  400  800  1.200  1.600  II grafico esclude Basilicata, Molise e Sicilia che hanno una media di assistiti per MMG inferiore a 1.200 e pertanto non registrano carenze di MMG al 1 ° gennaio 2025 -tit_org- Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre700 camici bianchi   -sec_org-
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		<tp:writer>Federico Murzio /</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801811105350.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"NUOVA VENEZIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il tema dell'ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell'Ue Tajani: «Euna priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:43:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L’integrazione punta verso Est» Buttafuoco assicura: «Sanzioni rispettate» Ma Giuli valuta le carte ROMA  A meno di 48 ore da uno degli eventi principali della fase preparatoria della Biennale, la presentazione del Padiglione Centrale restaurato, resta alta la tensione tra l'istituzione e il governo per la partecipazione della Russia. La Fondazione ha annunciato di aver inviato tutte le carte chieste dal miIl tema dell’ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell’Ue Tajani: «È una priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»  Passa da Trieste riunificaziostro dovere».  Lala documentane dell’Europa.  Cosìdel il minizione è ora al vaglio mistro degli Affari esteri Antonio nistro Alessandro Giuli.  VerTajani ha definito il processo rà esaminata la corrispondi allargamento a Estrusse, dell’Udenza con le autorità nione, intervenendo al trentenper capire in che modo sono nale Segretariato esecutistate del definite l'organizzaziovo Centro eurone edell’Iniziativa la gestione della perforpea, che già artisti.  dal 1989 agisce mance degli nell’area come facilitatrice La Biennale sostiene diattraverso progetti e iniziative aver preso atto della comuconcrete.  nicazione arrivata da MoLA PRIORITÀ  L’appuntamento, che a portato a Trieste i ministri degli EsteI DATI DELLA FONDAZIONE GIMB ri di diversi dei 17 Paesi aderenti all’InCe, non voleva essere, come sottolineato alla vigilia, un’occasione celebrativa.  Non lo è stata per il ministro Tajani che ieri al Paesi dei Balcani occidentali ancora in fila per entrare nell’Ue dopo In Italiadalla vent’anni mancano richiesta di oltre ade5.700 ha sione medici lanciato di famiglia un message «sempre gio chiaro: più «L’ingresso cittadini faticadei Balno a trovarne cani è prioritario uno vicino e se ciasono casa», tanto da problemi cherisolvere in 18 Regioni siamo si registra pronti come una italiani carenza a dare e le siuna tuazioni«Questa mano».  più critiche non èsono un’occain Lombardia, sione celebrativa Veneto mae Campapolitica – nia.affermato ha Una carenza il ministro che andrà – con aumentando l’obiettivo di guardare velocemente avanti dal raggiungere per momento che la riunificaziotra il 2019 e ildell’Europa.  ne 2024 il numero Parlare di medici di Baldi medicina cani non vuolgenerale dire dimenticare è diminuito di eben Ucraina Moldavia 5.197 unità ma ciesono di qui al che Paesi 2028aspettano i pensionamenti di essere  Sos medici d Ne mancano  Uecome da molto tempo e bemembri chiesto, da prassi, abbiamo alle il dovere di dare dinoi partecipare mostre.  risposte concrete». DialoganNella maggioranza, con do con la stampa dell’avl’esclusione dellaprima Lega, è vio dell’evento, il ministro opinione diffusa che in que- ha rilevato l’impegno costante sta situazione debba prevadell’Italia pernazionale, la distensione lere l'interesse in nell’area.  cheestera l'adesiolinea con la«Credo politica nePaese.  all'Unione europea possa esdel sere loGiuli strumento migliore Oggi dovrebbe scio-per ridurre tensioni tra sua questi gliere la leriserva sulla Paesi», ha affermato, aggiunpresenza il giorno successiche «lo sforzodel dell'Italia vogendo alla presentazione Paè quelloCentrale.  di avere un—dialogo podiglione sitivo con tutti e comprende la nostra presenza militare tra Kosovo e Serbia perché la tensiodiminuisca e siINpossa finalE ne SULLA CARENZA ITALIA mente arrivare all'adesione di questi Paesi all'Ue». Solo un’Europa più forte può del resto «costituire un vero baluardo di civiltà rispetto al disordine che esiste nel mondo», ha affermato da parte sua il segretario generale dell’InCe Franco Dal Mas.  Il ministro stimati sono 8.180. ATajani fare il ha ancheè la annunciato cheGiml'Italia punto Fondazione intenzione formalizzare behache sottolineadicome la riil suo ingresso «partner duzione vada dicome pari passo strategico dell'iniziativa con un aumento dei bisognidei mari, cui Trieste è al65cenditre cura: neldi2025 gli over tro» perché ci siamilioni, «dialogo erano quasi 14,6 di tra Mediterraneo, cui oltre la metàMar conNero dueeoBaltico».  p
iù malattie croniche. I criteri per definire il numero masCOOPERAZIONE REGIONALE simo di assistiti per medico In questo contesto ruolo «non hanno mai tenutoilconè stato definito stratetodell’InCe dell'invecchiamento della gico da tutti i spiega Paesi aderenti popolazione», il presi- ieri presenti, sia quelli già nel dente Nino Cartabellotta.  — pedi famiglia o 5.700  u senator rimetro dell’Ue sia in attesa di entrarvi. Sempre dal ministro Tajani, è arrivata la conferma dell’impegno al rilancio dell’Iniziativa Centro europea, che .  In Commissione Affari esteri e Difesa è stata delamreè statadel unaSenato chiacchierata sto risoluzione pia -approvata dall'Iran aiuna servizi segreti per rafforzamento dell’InCe, con ilpassaggi sull'appuntamencome ha ricordato nel suo into di domenica e lunedì.  «Non tervento la Meloni presidente della si vota sulla - ha ribadistessa, la senatrice Stefania to la premier - si vota sulla giuCraxi.  «In quadro geopolitico stizia. Anche chi non condivicomplesso necessario investide questo ègoverno dovrebbe re nella cooperazione regionavalutare nel merito una riforle ha aggiunto Craxi –. L’espema– che vuole migliorare il funrienza InCe dimostra che il prozionamento del sistema».  cesso di integrazione europea La puntata andrà in onda dopassa solo dalle mani, non a ridosso delledecisioni urne. Lo delle atscopoistituzioni, è arrivare ama unanche pubblico traverso iniziative, si progetti ed che del referendum è occupaesperienze condivise».  L'imto poco o nulla.  Anche perché, portanza deistati territori «nellai finché sono disponibili, creazione di legami strutturasondaggi indicavano che più li, fondamentali per elomaggiosvilupgente andrà a votare po delle nostre economie», re possibilità di vittoria avrà ilè stato sottolineato anche dal Sì. «Spero che l'affluenza siagola vernatore del Friuli più alta possibile, tra ilVenezia 50% e il Giulia, e presidente della Con60% almeno», ha detto il minire di FdI  ferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, convinto della necessità del rilancio dell’Iniziativa. «Le organizzazioni regionali possono avere un ruolo fondamentale», è stato ribadito dall’ambasciatore Mistro della Giustizia, Carlo Norchele Valensise,su Sky presidente dio, in confronto col predell’Istituto Affaridel Internaziosidente onorario comitato nali, che haNo, collaborato all’orGiusto dire Enrico Grosso.  ganizzazione Mentre il ministrodell’evento.  degli Esteri «L’InCe favorito processo AntoniohaTajani hailsfoderato di avvicinamento e potrà aveuna carta storica non scontata: re lo stesso ruolo in quelloundel«Volete cambiare e avere sila riunificazione».  stema della giustizia che sia diverso dal fascismo? Allora voIL FUTURO tate Sì al referendum», perché Proprio l’integrazione adesso è un po’ come col euro«mopea, le voci di dello«amplificando del regime fascista, quanchi deve entrare è in do l'inquisito eranell’Ue», considerato cima all’agenda dell’InCe delicolpevole».  neata da Oana ?oiu, ministra CAMPAGNA CARATTERIZZATA DA POLEMICHE degli Affari esterni della RomaDopopresidente le polemiche suscitate nia, di turno dell’Idalle parole delladopo capo di gabiniziativa.  Subito viene il netto del ministero Giurafforzamento delladella connettistiziadei Giusi Bartolozzi vità trasporti, delle (magireti di strati «plotoni di esecuzione») energia e di business e poi dele quelle del deputato di FdI Alla resilienza della società e dei  me se ti diagnosticano processi democratici. un «Lacanrecro». Ilha video è statocomplicata diffuso dal gione una storia «Non passa giorno - èpresta–M5S: ha osservato ?oiu – e un to il commento - senza checerti i posente dove i pericoli sono liticimolte del centrodestra non rivecon minacce ibride».  La lino la seteha di vendetta la ministra indicatoverso come magistratura».  obiettivi anche il potenziamenattacchi delleeopposizioto Gli delle comunità l’attrazioni riguardano ancheAilfronte rispetto ne di investimenti.  di dellasfida, par condicio.  Nel mirino una quella dell’integrac'è la trasmissione lunedì sezione europea, resadipiù impelra, Quarta Repubblica su Rete lent
e dal contesto geopolitico, 4, conriconssciuto un'intervistaanche del condutcome dalla tore Nicola Porro alla premier.  risoluzione sull’allargamento «Un monologo mezz'ora in approvata una disettimana fa prima serata senza contradditdal Parlamento europeo, InCe torio - hanno detto parlamenriconosce inoltre diiessere chiatari Pd in Vigilanza Rai - amcon mata a «elevare le proprie un conduttore primo Febizioni strategiche nelfan».  prossidezdecennio».  prova a prevenire gli attacmo L’Iniziativa, forchianche contro lui sostenendo di te deldiFondo della Banca aver «inviato e-mail sia europea di ricostruzione e svi-a Schleinconcentrerà sia a Conte»,i suoi che però luppo, sforhanno declinato.  zi, come emerge dal documenintantosulaprogetti protesta dei to Sale conclusivo, collefuorisede che chiedono pogati ai corridoi Ten-T di(Reti ter votare dove vivono e non estranseuropeee dei trasporti) sere costretti al ritorno codell’Ue, lungo gli assinelOvemuneediNord-Sud.  residenza.— — st-Est  ---End text---  Author: Laura Blasich  Heading:   Highlight:   Image:USTIZIA DI DOMENICA E LUNEDÌ  Meloni ospite di Pulp Podcast, assieme a Mr. Marra e Fedez  spite da Fedez  do Mattia (invito a utilizzare «il solito sistema clientelare»), un altro parlamentare di FdI, bfera La conferenza per il trentennale dell’Iniziativa Centro europea, ieri a Trieste -tit_org- Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[L'anno nero della sanita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803209407941.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 2 di <b>"NUOVO MOLISE" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 10:09:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[LE STIME DELLA FONDAZIONE GIMBE SULLA VORAGINE SANITARIA NEL 2028  L’ANNO NERO DELLA SANITÀ   Entro due anni in Molise andranno in pensione 55 medici di famiglia, in Abruzzo saranno 237, lasciando scoperta una medicina territoriale che farà soffrire soprattutto le aree interne. Mentre arriva l'allarme dell'associazione Coscioni sui ginecologi obiettori di coscienza (sono il 91,7% in Molise, il 75% in Abruzzo) che non garantiscono il diritto dell'aborto alle donne che, pertanto, si recano in altre regioni  Fate attenzione al 2028 perché sarà l’anno nero della sanità per il Molise e l’Abruzzo. Entro due anni, in Molise 55 medici di medicina generale raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione al penultimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.154, contro una media nazionale di 1.383. Tra il 2019 e il 2024, inoltre, si registra una riduzione di medici di base pari al -9,4%, contro una media italiana del 14,1%. Lo rileva la fondazione Gimbe, secondo cui in Molise, a differenza di quasi tutte le regioni, non si rileva una carenza di medici di medicina generale.  Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione speci ica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: +7 candidati (+70%) rispetto alle borse inanziate (media Italia +26%).  In Abruzzo, entro il 2028, 237 medici di medicina generale raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione all’undicesimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.216, contro una media nazionale di 1.383. La regione, inoltre, è al terzo posto per la riduzione dei medici: tra il 2019 e il 2024 sono scesi del 20%, percentuale superiore alla media italiana, pari al 14,1%. A rilevarlo è sempre la fondazione Gimbe, secondo cui in Abruzzo mancano 12 medici di base. Il dato sulla carenza, che pone la regione in penultima posizione, tra quelle con il dato più basso, è una stima elaborata tenendo conto del rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Speci ica in Medicina Generale sono stati  superiori ai posti disponibili: +44 candidati (+142%) rispetto alle borse inanziate (media Italia +26%).  Giusto per avere un quadro completo, raffrontato con le regioni limitrofe, entro il 2028, in Puglia mancheranno 702 medici di Medicina generale perché raggiungendo i 70 anni di età andranno in pensione. È quanto emerge da una indagine svolta dalla fondazione Gimbe e relativa alla carenza di medici di base. Secondo la fondazione dal primo gennaio dell’anno scorso, in Puglia mancano 279 medici di famiglia mentre il numero medio di assistiti dal primo gennaio  2025 a oggi, è di un medico per 1.331 assistiti (media nazionale 1.383). Nel report si sottolinea che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale che è pari 14,1%. Inoltre, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione speci ica in Medicina generale sono stati il 27 per cento in più rispetto ai posti disponibili.  In Basilicata non si registrano carenze di medici di medicina generale, i cosiddetti medici di famiglia, considerando un numero ottimale quello di 1.200 assistiti a medico. In regione, infatti, la media è di 1.153 pazienti per ogni professionista, a fronte della media nazionale di 1.383.  Ma è la Campania la regione con il più alto numero di medici di medicina generale che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento (70 anni). Sono infatti 1.147, oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925). La Campania sconta dal 2019 al 202 una riduzione percentuale del numero di medici di medicina generale del 12,3%, che però è sotto la media nazionale (pari al 14,1%).   In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 
18 Regioni. In particolare, “le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), EmiliaRomagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia”. Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d’Aosta (-15), Abruzzo  e Umbria (-12), evidenzia l’analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise.  Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d’Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). “Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta”, commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, “non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge  una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti”.  “I dati fotografano il progressivo smantellamento della medicina territoriale sotto i colpi dell’inerzia del governo Meloni: mancano oltre 5.700 medici di medicina generale in tutta Italia, con punte drammatiche nelle grandi regioni come la Lombardia, il Veneto e la Campania”. Cosi’ Ilenia Malavasi, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. “Con una media di 1.383 assistiti per medico, ben oltre la soglia ottimale, e la prospettiva di oltre 8.000 pensionamenti entro il 2028, il primo presidio di salute per i cittadini sta scomparendo. Siamo di fronte - sottolinea - a una deserti icazione sanitaria che colpisce soprattutto i piu’ fragili e gli anziani, trasformando il diritto di avere un medico vicino a casa in un privilegio per pochi e sovraccaricando ulteriormente i pronto soccorso gia’ al collasso. E’ inaccettabile - afferma ancora - che, davanti a questa emergenza, la destra risponda con una programmazione insuf iciente e con la minaccia dell’autonomia differenziata, che non fara’ che ampli icare i divari regionali gia’ esistenti. Serve un piano straordinario di assunzioni e di investimenti che possano rendere nuovamente attrattiva la professione di  medico di base, superando l’attuale isolamento dei professionisti, con una rete attiva che faccia dialogare ospedale e territorio, con team multiprofessionali, percorsi di specializzazione e borse di studio adeguate. Non ci puo’ essere prossimita’, ne’ l’attuazione di una buona riforma territoriale del PNRR senza le gambe dei medici: difendere il loro ruolo signiica difendere l’universalita’ del nostro Sistema Sanitario Nazionale, che questo esecutivo sembra voler sacri icare sull’altare dei tagli e del disinvestimento”.  “Di fronte alla carenza sempre più grave di medici di medicina generale chiederò che la Regione Campania investa le risorse necessarie a rafforzare numero ed entità delle borse di studio post laurea. Solo così potremo rendere più attrattiva questa specializzazione per i neo laureati, come accaduto nelle regioni che hanno lo stesso problema: il Veneto, ad esempio, ha investito 4,5 milioni di euro destinati a equiparare le borse di studi
o a quelle delle altre specializzazioni”. Lo ha dichiarato la consigliera regionale della Lega Michela Rostan, componente della commissione Sanità. “Secondo i dati della Fondazione Gimbe - prosegue Rostan - la Campania è la regione che vedrà il maggior numero di medici di famiglia andare in pensione entro il 2028. Parliamo di 1.147 unità che si aggiungeranno alla carenza già censita di 643 medici. Una situazione estremamente grave nei confronti della quale si deve agire subito, a partire dall’approvazione di questo bilancio, se vogliamo continuare a garantire il diritto alla salute dei cittadini campani”. “Abbiamo ereditato una situazione catastro ica dal punto di vista della programmazione di eventi che potevano e dovevano essere monitorati meglio - conclude la consigliera della Lega - e per questo rinnovo la richiesta al Presidente della Regione af inché lo sviluppo della medicina territoriale diventi una priorità dell’amministrazione”.  L’ALLARME DELLA ASSOCIAZIONE COSCIONI SULL’ABORTO S “Con quasi 2 anni di ritardo, il 6 marzo scorso, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato la relazione sulla 194, con i dati relativi al 2023 della interruzione volontaria della gravidanza (Ivg), ai presidenti della Camera e del Senato. La relazione non è ancora consultabile sul sito del ministero della salute, nonostante per la legge 194 dovrebbe essere presentata al Parlamento entro il mese di febbraio, ma ha cominciato a circolare in maniera sotterranea”. Lo segnala l’Associazione Luca CONTINUA A PAGINA 4  Coscioni, riportando alcuni dati del rapporto. “A fronte di una sostanziale stabilità del numero delle Ivg (65.746 nel 2023 e 65.661 nel 2022) - riferisce in una nota - il dato più rilevante è il crescente ricorso alla procedura farmacologica (59,4% del 2023 rispetto al 52% del 2022), seppure con forti disparità territoriali, che ci restituiscono l’immagine di un’Italia delle diseguaglianze nella quale il diritto di scelta è funzione del Cap”, osserva l’associazione. “Nonostante l’aggiornamento delle linee di indirizzo della procedura farmacologica, nel 2023 solamente 3 Regioni ammettevano il regime ambulatoriale (Emilia Romagna, Toscana e Lazio), e tra queste solo il Lazio l’autosomministrazione a domicilio del misoprostolo”, rimarca l’ente che “rilancerà la campagna ‘Aborto senza ricovero’ - annunciano le ginecologhe Anna Pompili, consigliera generale dell’Associazione Coscioni, e Mirella Parachini, vicepresidente - per garantire alle donne il diritto di scegliere e per limitare gli sprechi di risorse dei sistemi sanitari regionali. Il ministro Schillaci, che ha dimostrato di avere particolarmente a  cuore l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, dovrebbe richiamare le Regioni a non obbligare le donne a ricoveri ospedalieri inutili e potenzialmente dannosi. Lo abbiamo detto molte volte: le ospedalizzazioni inappropriate costituiscono un ingiusti icato pericolo per la salute, comportano un inutile spreco di risorse e sono un ostacolo all’accesso all’Ivg”.  “L’analisi dei lussi migratori - prosegue l’Associazione Coscioni - evidenzia come nelle regioni nelle quali l’accesso  all’aborto è limitato (Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata) le donne migrano verso province o regioni più disponibili. Nella relazione questa migrazione viene attribuita all’assenza di punti Ivg in alcune province (a esempio Isernia), ignorando come la deospedalizzazione e la possibilità di eseguire le procedure in consultorio permetterebbe di superare queste dif icoltà, riducendo i costi e le diseguaglianze”. Pompili e Parachini rimarcano che, “come nelle relazioni precedenti, si sottolinea il ruolo fondamentale dei consultori nell’applicazione della legge 194. Eppure, nel 2023 solo il 73% ha effettuato consulenze per le Ivg. Ci chiediamo cosa succeda alle donne che si rivolgono a quel 27% inadempiente per una Ivg”.  Dall’esame dell’Associazione Coscioni, nella report “si conferma la riduzione percentuale dei ginecologi che hanno sollevato obiezione di coscienza: il 57,1% nel 2023, contro il 60,5% nel 2022.  Un dato positivo, anche se con f
orti differenze territoriali: nel 2023 ha sollevato obiezione il 73,7% dei ginecologi di Bolzano, il 75% in Abruzzo, il 91,7% in Molise, il 71,4% in Campania, il 73% in Puglia e il 78,6% in Sicilia.  E’ indubbio che percentuali così alte potrebbero costituire un ostacolo reale all’accesso all’Ivg (anche se sarebbe necessario conoscere le percentuali di obiezione per singola struttura per avere una idea più precisa)”, ma “tale ostacolo potrebbe comunque essere minimizzato dalla deospedalizzazione e dall’apertura dei consultori per le procedure ambulatoriali”.  Nel commentare il rapporto “non si può andare, però, oltre le impressioni,  perché i dati continuano a essere chiusi, vecchi (noi abbiamo i dati del 2024 e alcuni del 2025) e per medie regionali, e quindi poco utili per capire davvero com’è applicata la legge e quali sono le differenze territoriali. Ancora una volta, dunque, la relazione del ministro ci consegna un quadro sfocato, che non permette di individuare con chiarezza le criticità” né quindi “di pensare a possibili strategie per superarle o ridurle”, commentano Chiara Lalli, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, e Sonia Montegiove, giornalista, che dal 2021 chiedono i dati aperti e dettagliati per singola struttura (è la campagna ‘Mai dati’), perché “solo così è possibile capire davvero com’è applicata la 194”. In conclusione, l’Associazione Coscioni ribadisce il proprio “impegno per avere dati aperti e dettagliati, per la deospedalizzazione delle procedure farmacologiche e la concentrazione in centri di eccellenza delle procedure complesse. Di pari passo”, l’ente rinnova “l’impegno per aggiornare la legge 194 e per allargare non solo il diritto alla salute, ma anche quello all’autodeterminazione”.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:CARTABELLOTTA -tit_org- L'anno nero della sanita   -sec_org-
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		<title><![CDATA[E fuga dalla medicina: mancano 279 dottori Altri 700 sono in uscita ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801830305414.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:50:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[È fuga dalla medicina: mancano 279 dottori Altri 700 sono in uscita   Sanità  Negli ultimi cinque anni l’organico in Puglia ridotto del 26% E le prospettive di Gimbe lasciano presagire uno scenario peggiore: entro due anni previsti 702 pensionamenti per limiti di età  In Puglia entro due anni 702 medici raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. E oggi mancano 279 dottori. È emergenza per il numero dei medici di famiglia e l'allarme viene lanciato da Gimbe in un report pubblicato ieri. In Italia mancano oltre 5.700 Mmg (medici di medicina generale) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di Mmg è diminuito di ben 5.197 unità.  Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.  «La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  La fondazione Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei Mmg nel Ssn, stimando l’entità della loro carenza nelle regioni italiane al 1° gennaio 2025.   Tuttavia, precisa Cartabellotta, «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di Mmg viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti accordi integrativi regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali».   In termini percentuali la Puglia è una delle regioni messe peggio nella riduzione percentuale del numero dei medici tra il 2019 e il 2024, -26,3%. Solo in Sardegna (-40%) è andata peggio, a fronte di una media nazionale che vede una contrazione del 14%.  «I criteri per definire il numero massimo di assistiti per Mmg – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto  conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni». La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età uguale o superiore a 65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 miover 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025.  Le previsioni Istat confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine Istat sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità.  «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medicina generale, adeguato al quadro demografico sino agli anni novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza».  Al primo gennaio 2025 secondo Gimbe su dati Sisac in Puglia mancavano 279 medici di famiglia. E la situazione sembra destinata a peggiorare per vari motiv
i: l’invecchiamento progressivo della popolazione, le prospettive sui pensionamenti e gli effetti dell’aumento dei posti per medicina che si vedranno solo tra un po’ di anni.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading: Sanità  Negli ultimi cinque anni l’organico in Puglia ridotto del 26% E le prospettive di Gimbe lasciano presagire uno scenario peggiore: entro due anni previsti 702 pensionamenti per limiti di età  Highlight: Cartabellotta: «Per troppi anni programmazione inadeguata Gli effetti ora sono visibili»  Image:Sanità - La carenza di medici Stima in % del numero di MMG mancanti al 1° gennaio 2025 Lombardia 1.540 Veneto 747 Campania 643 Emilia R.  502 Piemonte 463 Toscana 394 Lazio 358 Puglia 279 Marche 161 Friuli V. G.  156 Sardegna 143 Liguria 116 P.A. Bolzano 80 P.A. Trento 53 Calabria 43 Valle d'Aosta 15 Abruzzo 12 Umbria 12  Riduzione % del numero di MMG: 2024 vs 2019 -40,3 -26,3 -20,2 -20,0 -17,6 -17,2 -15,8 -15,5 -15,1 -14,7 -14,7 -14,1 -12,3 -11,1 -10,6 -10,0 -9,4 -9,3 Il grafico esclude Basilicata, Molise e Sicilia che hanno -7,6 Il grafico non include una media di assistiti per MMG inferiore a 1.200 e pertanto la P.A. Bolzano -4,2 non registrano carenze di MMG al 1° gennaio 2025 +2,4% -1,5  Fonte: elaborazione GIMBE su dati SISAC  Fonte: SISAC  MMG che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni Campania Sardegna 1.147 Lombardia Puglia 929 Lazio Calabria 925 Sicilia Abruzzo 820 Puglia Umbria 702 Basilicata Emilia R.  490 Veneto Lazio 469 Toscana Toscana 466 Piemonte Liguria 433 Calabria Friuli V. G.  420 Abruzzo Sicilia 237 Sardegna Italia 231 Liguria Campania 215 Veneto Marche 202 Friuli V. G.  Piemonte 130 Umbria Lombardia 116 Basilicata Molise 107 Valle d'Aosta Trentino A. A. 76 Molise 55 Emilia R.  Valle d'Aosta 10 Marche P.A. Trento Fonte: FIMMG -tit_org- E fuga dalla medicina: mancano 279 dottori Altri 700 sono in uscita   -sec_org-
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		<title><![CDATA[La carenza di medici di famiglia: altri 130 in pensione entro il 2028 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803111607127.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"PICCOLO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:44:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[La carenza di medici di famiglia: altri 130 in pensione entro il 2028 Gimbe: in regione 156 aree prive dell’assistenza di base. Riccardi: ma abbiamo investito sull’attrattività  In Friuli Venezia Giulia le zone prive di un medico di famiglia sono 156, con ripercussioni inevitabili su accesso alle cure e continuità assistenziale. La fotografia è della Fondazione Gimbe, che anticipa il dato dei pensionamenti: nel 2028 altri 130 mmg 70enni, anticamera di nuove scoperture sul territorio. A confortare la Regione, dice l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, «i primi risultati dei nostri interventi per aumentare numero e entità economica delle borse di studio per la formazione al Ceformed, e per prorogare per il 2026 i contratti ai mmg in pensione».  L’INDAGINE  In Italia, così Gimbe, mancano 5.700 mmg, mentre entro il 2028 altri 8.200 andranno in pensione. In Fvg la riduzione dal 2019 al 2024 è del 14,7%, poco sopra la media italiana del 14,1%, con conseguenza sul numero medio di assistiti: i 1.473 pazienti per ogni medico di famiglia della regione sono il quarto valore più alto dopo Lombardia, Veneto e Provincia di Bolzano.  BORSE E CANDIDATI  Nel 2025, stando a un’elaborazione Fimmg, i partecipanti al concorso nazionale sono stati  superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 (+26,1%). Ma se la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente a Bolzano, in Valle d’Aosta (-60%), nelle Marche (-49%), a Trento (-38%), in Piemonte (-29%), il Fvg è in controtendenza con il  +10%: cioè più candidati rispetto alle borse disponibili al Ceformed. «Le zone carenti ci sono come in tutto il Paese – così Riccardi –, ma gli investimenti fatti sull’attrazione stanno dando frutti». I dati forniti dalla Regione, che precisa in 673 i mmg attivi (780 coi sostituti a tempo determinato), confermano l’incremento di domande e iscritti nel triennio 2024-27 e nel ’25-28 rispetto al ’23-26, quando furono finanziate, oltre alle 40 ordinarie, ulteriori 17 borse con fondi Pnrr.  SCARSA ATTRATTIVITÀ  Sul fronte sindacale il tema è noto. Per Matteo Picerna (Snami Trieste), la situazione resta critica. «C’è un grosso problema di attrattività e le recenti proposte parlamentari, che prevedono ore lavorative aggiuntive, non aiutano». Picerna annota le difficoltà del percorso formativo: «Iniziare il corso Ceformed è una cosa, concluderlo un’altra. Fino al 20% dei giovani medici finiscono per lavorare altrove, con condizioni migliori. Perdita  enorme per la nostra regione».  L’ACCORDO INTEGRATIVO  Picerna segnala poi la mancata piena applicazione dell’accordo integrativo sottoscritto l’anno scorso con la Regione: «Dai collaboratori di studio alle attività nelle case di riposo: troppi strumenti inattuati». E le Case di comunità: «A Trieste è aperta solo quella del Maggiore, con un ambulatorio per codici bianchi che nulla ha a che fare con la riforma del Dm 77, che prevede un nostro impegno su prevenzione e cronicità». Più ottimista Ferdinando Agrusti (Fimmg): «L’Integrativo deve trovare piena applicazione ma serve un po’ di tempo per vedere gli effetti».  Agrusti sottolinea l’impegno della Regione anche con misure per favorire donne e caregiver, riducendo il massimale dei pazienti, e con incentivi per personale di studio e apertura degli ambulatori. L’attrattività? «Resta la percezione di un carico eccessivo, ma qualcosa si muove».  FORMAZIONE  Aggiunge Lorenzo Cociani (Smi) che «la carenza complessiva di medici dovrebbe ridursi, fino a un aumento rispetto ai flussi attuali. Continueranno a mancare tuttavia i professionisti disponibili a ricoprire dei ruoli, tra cui mmg». Da qui l’esigenza di intervenire sull’attrattività: «Investire per rendere questa professione più sostenibile e appetibile, al pari di altri ruoli nodali del sistema sanitario. A nulla servono misure propagandistiche come la finta abolizione del numero chiuso o riforme improvvisate».  Per Luca Maschietto (Simg) è soprattutto un tema di formazione: «La medicina generale non è strutturata all’universit
à. Ci sono esperienze con docenti a contratto, manca un vero percorso nei sei anni». Un limite che incide sulle scelte. —  ---End text---  Author: Marco Ballico  Heading:   Highlight:   Image:IL REPORT Il numero medio di assistiti per medico al 1° gennaio 2025  Entro il 2028  673 Medici di famiglia attivi in regione  130  Medici di base raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni Fonte: Fondazione Gimbe  Tenendo in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 156 medici Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale in regione si sono ridotti  14,7% 14,1%  Friuli Venezia Giulia Media Italia LA FORMAZIONE AL CEFORMED Borse ordinarie Domande  40  40 31  30  2024-2027  2025-2028  21  *57 borse totali (di cui 17 PNRR)  1.383  Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili +4 Candidati (+10%) Rispetto alle borse 26% finanziate (media Italia)  80  68  2023-2026  1.473  Iscritti  82 *40  In FVG  Media nazionale  Intervento economico Regione sul triennio 2026-28: 4,8 milioni (1,6 all’anno) per incrementare la borsa di studio da 12 a 25mila euro Fonte: Regione Fvg -tit_org- La carenza di medici di famiglia: altri 130 in pensione entro il 2028   -sec_org-
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		<tp:writer>Marco Ballico</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Gimbe: in Italia mancano 5.700 medici di famiglia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801829705412.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"PREALPINA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:50:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Gimbe: in Italia mancano 5.700 medici di famiglia  ROMA - In Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia e «sempre più cittadini faticano a trovarne uno vicino a casa», tanto che in 18 Regioni si registra una carenza e le situazioni più critiche sono in Lombardia, Veneto e Campania. Carenza che è «un problema ormai diffuso” e andrà aumentando velocemente: se tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità, di qui al 2028 i pensionamenti stimati sono 8.180.  A fare il punto è la Fondazione Gimbe che sottolinea come la riduzione vada di pari passo con un aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà con due o più malattie croniche.  Al primo gennaio 2025, precisa Cartabellotta, «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali». I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico, inoltre, «non hanno mai tenuto conto dell’invecchiamento della popolazione», spiega Cartabellotta.  Negli ultimi quarant’anni la quota di residenti over 65 è quasi raddoppiata, passando da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l’aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025.  È proprio su questo squilibrio tra domanda e offerta di assistenza che si innestano le stime più aggiornate. Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali: dai 1.153 pazienti ciascuno nel Molise ai 1.533 della Lombardia. Livelli di saturazione che, rileva Gimbe, limitano il principio della libera scelta. Assumendo come rapporto ottimale quello di un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima la carenza complessiva in Italia pari a 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni.  Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.  Alla base di questa situazione si intrecciano diversi fattori, tra cui una programmazione inadeguata. «Per anni», spiega Cartabellotta, «non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti, che tra il 2025 e il 2028 saranno 8.180». Inoltre, la professione ha perso di attrattività: «Da un lato sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di chi completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Gimbe: in Italia mancano 5.700 medici di famiglia   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Mancano medici «Il sistema Ucat sta dando risposte» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801790406059.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 43 di <b>"PROVINCIA DI BIELLA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Mancano medici «Il sistema Ucat sta dando risposte»  Sollecitato dalla minoranza il vice sindaco di Pettinengo Giovanni Grossi nell’ultimo consiglio comunale ha trattato al questione dei medici di base.  Gli argomenti portati dalla minoranza riguardavano la mancanza oramai da parecchi mesi di due medici famiglia e la possibilità di perderne un terzo a breve. Altro tema riguarda alle difficoltà che, soprattutto le persone anziane o che lavorano, hanno nel prenotare un prelievo ematico che può essere effettuato nell’ambulatorio che si trova nel palazzo municipale, ma che da tempo non è più prenotabile nella farmacia ma solamente nei i “Cup”, annullando così i vantaggi di una comoda e veloce effettuazione dell’operazione.  «In qualità di vicesindaco e assessore alla Sanità - continua Grossi -, ho fornito al consiglio informazioni, dichiarando che abbiamo contattato Asl non solo a telefonicamente ma anche con l’invio di email, proprio per dare comprovata risposta alle interrogazioni, ma tutto ciò per ora non è servito a grandi speranze di miglioramento della situazione. E, questo, non per mancanza della Asl Bi, che ha sempre fornito un importantissimo aiuto ma purtroppo stiamo parlando di problematiche che non affliggono solo la nostra provincia o la nostra regione ma l’intera nazione. Difficoltà che sono note e commentate con frequenza dagli organi di stampa e che risalgono a molti anni passati di programmazione in materia che si è rivelata, diciamo eufemisticamente, “non  molto efficaci”. Per questo, mi sono convinto che fosse il caso di dare a tutti i cittadini una illustrazione meno tecnica, ma più legata alle problematiche di noi utenti, rispetto alla risposta più articolata e circostanziata resa nel corso della comunicazione e del susseguente dibattito avutosi in seduta».  Nel suo intervento poi Grossi aggiunge: «Prima, però, occorre comprendere quale sia lo stato delle cose. In Piemonte mancano almeno oltre 400 medici di famiglia, che potrebbero essere calcolati anche in aumento secondo come si considerino i fabbisogni per zona. Diciamo che ho deciso di prendere i dati più “ottimisti” (ammesso che si possa usare questo termine) della fondazione “Gimbe”. Insomma, ne mancano tanti. Avere 1500 assistiti, numero già molto elevato per garantire un servizio veramente vicino al paziente, è un limite che può anche essere superato. Nel Biellese, secondo un recente articolo riportato su un giornale nazionale, le mancanze di medici erano 36. L’Asl è prontamente intervenuta, anche integrandosi con i servizi sociali territoriali, Cissabo e Iris. Chi scrive è anche Presidente del Cissabo e anche su questo più avanti farò un cenno. Così arriviamo alla situazione che riguarda il nostro Paese. Nel momento in cui sono usciti dal sistema due medici, l’Ucat, cioè l’Unità di continuità assistenziale territoriale della Asl di Biella è immediatamente intervenuta indicendo una conferenza telematica con i sindaci o gli assessori competenti per illustrare la situazione (in pratica il fatto che d’improvviso diverse centinaia di persone si siano trovate senza medico “personale”). Nel corso della riunione, la stessa Ucat ha comunicato che avrebbe provveduto lei a dotare la zona (con diversi comuni interessati) di un medico, ovviamente turnando i suoi dottori, compatibilmente con le altre numerose incombenze che “pesano” sull’unità. Se guardate la pagina internet dell’Ucat scoprirete quali e quante sono. Per farla breve, nel corso della riunione telematica ho dichiarato, in accordo con il sindaco Giovanni Blumetti, che il Comune di Pettinengo poteva immediatamente mettere a disposizione l’ambulatorio comunale, dove, fino a quel momento, operava uno dei medici uscenti. Ovviamente senza oneri a carico della Asl.  Dirigenti ed esperti dell’unità sono venuti a verificare l’idoneit à dell’offerta e hanno con eccezionale rapidità iniziato il servizio presso di noi. Ne abbiamo così approfittato anche per dare una rinfrescata all’ambulatorio, che erano molti anni che abbisognava almeno di interventi di base. Cosa volete che noi possiamo dire all’U
cat se non un grande “grazie”, esprimendo anche una forte stima per la rapidità e l’efficienza nell’operato? Certo, è una situazione provvisoria, cosa che, normalmente, in Italia vuol dire “stabile”. Cosa che si può risolvere a passi, solo di volta in volta nel momento in cui si reperiscano medici generici, specializzazione che non appare tra le più gradite dagli specializzandi.  Per questo, anche quando mancherà il prossimo medico, non si potrà che vedere al momento, così come, senza nessun problema, mi ha risposto per iscritto l’Ucat. Tenendo presente che il Biellese presenta anche molte difficoltà, quali tanti piccoli Comuni, sparsi in un territorio abbastanza ampio e con molta montagna, cosa che non aiuta negli spostamenti e nell’organizzazione. Io ovviamente, ho monitorato la situazione, come anche impegnatomi con una mozione votata all’unanimità (ma anche senza avrei fatto lo stesso). Come detto continua Giovanni Grossi -, sono anche presidente di amministrazione del Cissabo, il Consorzio intercomunale dei servizi sociali del Biellese Orientale. In questo caso, probabilmente, usciamo un po’ dallo stretto argomento che stiamo a rontando. Ma, probabilmente, non troppo, perché molti casi hanno purtroppo bisogno di interventi specialistici di più ampia misura, che spesso potrebbero essere scambiati con necessità del medico curante, specie in un momento in cui la gravità della situazione politico/economica mondiale può portare a peggioramenti di crisi personali e familiari che hanno il pericolo di sfociare da problemi “basici” di difficoltà economica a situazioni di vero disagio fisico/mentale che possono richiedere un intervento combinato del medico e dello specialista sociale, che aumentano vieppiù il carico di medici e di addetti ai servizi sociali, che già non sono pochi. Per fortuna, col Cissabo, ho avuto modo di trovare una “società”, perché alla fine questo siamo, che lavora con addetti che ho trovato di alta qualità e grazie ai quali si riescono seguire situazioni di ampia e diversificata difficoltà, fatto che, in qualche misura, può alleviare l’intervento medicale puro. Questo, tenendo presente che l’organizzazione si occupa anche di altro, dalla povertà alla violenza di genere, passando per i minori. Anche in questo caso, probabilmente, la popolazione non si rende conto del lavoro che si fa; spesso perché sono tipologie di problemi di cui le famiglie e le persone colpite non hanno piacere di parlarne. Immagino, senza tema sbagliare, che anche i “confratelli” dell’Iris a rontino gli stessi problemi. E, tutti, lavoriamo grazie alle tante organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, che cooperano con noi, delle quali, temo, il lavoro sia spesso misconosciuto. E grazie anche ai sindaci dei Comuni che sono i nostri datori di lavoro e che assai spesso riescono a intervenire in ausilio in maniera e icace, ma non facilmente gratuita (qui parlo come vice-sindaco)».   E la questione prelievi? «Venendo, infine, all’ultimo problema che ho citato, le prenotazioni dei prelievi ematici, che sono molti mesi che non possono più essere effettuate in farmacia. Anche in questo caso, temo, il problema non sia da attribuire all’amministrazione comunale, alla Asl o alCup. Per motivi personali che avrei preferito non avere, ho frequentato, come accompagnatore, per qualche anno l’ospedale, durante il quale ho visto scritte sui tabelloni delle chiamate a visita una scritta che diceva che “In questi giorni…” (o qualcosa del genere) sono in corso modifiche al sistema informativo.  Qualche mese fa ho avuto bisogno io di fare delle analisi del sangue.  Indovinate che scritta girava ancora? Troverò un’occasione per andare a vedere se adesso non c’è più.  In più, ho anche scoperto che non si poteva più pagare (momentaneamente) col bancomat o con la carta sul pos di sportello, ma solo dai totem o in ricevitorie attrezzate. Oppure, con la App pubblica “IO”, che consiglio caldamente a chi sappia “sditeggiare” su un cellulare. Una gioia per una persona anziana - conclude Grossi -, costretta a un’altra peregrinazione».  Red.pa  ---End
 text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Mancano medici «Il sistema Ucat sta dando risposte»   -sec_org-
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		<title><![CDATA[I farmacisti «Noi il primo hub sanitario» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791606055.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791606055.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 22 di <b>"PROVINCIA DI COMO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:32:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="59134" Sales="13368" Printing="12306" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791606055.PDF"><![CDATA[PROVINCIA DI COMO]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[I farmacisti «Noi il primo hub sanitario»  Sanità/1 Non solo gli esami, ora anche il vaccino anti Hpv: «Ma non vogliamo sostituirci ai medici di base» Le farmacie: «Siamo il primo presidio sanitario del territorio», al via anche il vaccino anti Hpv. Lo dicono le associazioni di categoria, lo ribadiva prima il progetto per la farmacia dei servizi e ora quello della farmacia di prossimità, il cui obiettivo è quello di essere un po’ meno negozio e un po’ più poliambulatorio.  «Se, come pare, le case di comunità non verranno riempite di personale e contenuti, siamo noi a tutti gli effetti il primo hub sanitario del territorio – spiega Attilio Marcantonio, presidente di FederFarma Como – perché ovunque presenti in maniera capillare, perché capaci di erogare sempre più servizi.  L’holter, lo screening del colon, più tamponi e test, la spirometria, gli esami per i pazienti cronici cardiopatici anche tramite ricetta e a breve, oltre a tanti altri vaccini, anche quello anti Hpv. Facciamo esami anche specifici in maniera curata e affidabile, refertati da specialisti  riconosciuti. A regime avremo anche la possibilità di inserire noi nel fascicolo sanitario elettronico esiti e referti, superando un passaggio altrimenti faticoso per molti. Noi, sia chiaro, non vogliamo sostituirci ai medici, ma vogliamo offrire anche tramite tele consulto un riferimento sicuro alla cittadinanza».  Le farmacie nel Comasco sono 174, le ultime direttive dell’Ats hanno dato il via libera a nuove diverse aperture in alcuni Comuni ancora in corso d’opera, stante l’aumento della popolazione anziana si supererà quota 180 tra non molto. Le farmacie oggi hanno bisogno di personale, sono ancorate alle licenze, ma il mercato di sicuro non ha carenza di richieste, anzi. Ed è vero che negli ultimi anni, spinte dalla pandemia, le farmacie si sono attrezzate per fare più esami e prestazioni, incassato il via libera delle autorità regionali, anche formando debitamente il personale.  I medici di medicina generale, sempre nei confini della nostra provincia, sono invece scesi a quota 290, abbiamo perso circa il 10% dei medici dalla pandemia e entro il 2028 matureranno la pensione un quarto  dei dottori over 65, con dall’altra parte della barricata pochi giovani laureati in arrivo. Ieri sul tema la fondazione Gimbe chiedeva riforme con una visione d’insieme. Se è vero che circa l’85% dei medici comaschi già oggi lavora in forma associata, per corrispondere un servizio più strutturato, ormai gli studi medici sono inferiori per numero alle singole farmacie.  Anche se nella pratica la riforma non ha molto avuto seguito le farmacie oggi anche unendo le forze possono allestire spazi esterni o aggiuntivi per effettuare test e iniezioni.  Nuove offerte che fanno scuotere il capo ai medici di famiglia, che pure immaginano nuovi servizi diagnostici nei loro studi e che nel Comasco sottolineano il lavoro da sempre svolto in sinergia con i colleghi farmacisti. Anche il presidente dell’Ordine Gianluigi Spata, in maniera diplomatica, ha fatto riferimento alle possibili invasioni di campo nel suo discorso annuale. Sul tema molte sigle sono ai ferri corti. «Il contributo dei farmacisti è prezioso – dice il segretario provinciale della Federazione medici di medicina generale Massimo Monti – per raggiungere gli obiettivi di salute pubblica. Ma il ruolo del medico resta fiduciario, garantisce l’appropriatezza, la diagnosi, non guarda a logiche prestazionali e di consumo».  S. Bac.  ©RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- I farmacisti «Noi il primo hub sanitario»   -sec_org-
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base, paradosso lucano ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791806053.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 5 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[SANITÀ I professionisti ci sono ma diminuiscono e non sono ben distribuiti  Medici di base, paradosso lucano  Per Gimbe, a livello statistico, non c’è carenza. Ma pesano (in tante regioni) due fattori  In Basilicata, il numero complessivo dei medici di medicina generale (quelli “di famiglia”, per intenderci) è sufficiente. Anzi, numeri alla mano, la media di 1.153 pazienti per ogni professionista è considerata tutto sommato in linea con quella nazionale che, al momento, ne prevede 1.383. La regione, in sostanza, non soffrirebbe carenze. Almeno all’apparenza. Il problema, infatti, non è nell’indagine statistica, realizzata dalla Fondazione Gimbe, quanto nel parametro utilizzato per la definizione dei professionisti presenti in un determinato territorio. A precisarlo è proprio il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta, che evidenzia come il dato numerico non rispecchi le varie peculiarità: «Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di Mmg, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza medici». Una descrizione che, in realtà, rispecchia piuttosto fedelmente quanto accade in alcuni territori italiani, Basilicata inclusa, dove la problematica emerge con maggior volume per quel che riguarda le cosiddette aree interne.  Se in linea generale la Basilicata gode di buona salute in numeri assoluti di medici presenti, alcuni fattori vanno tenuti in considerazione per capire meglio le ragioni di quella che, in ogni caso, si presenta come una criticità. Innanzitutto, va precisato che, tra il 2019 e il 2024, il numero dei professionisti è stato in costante riduzione. Basti pensare che, nel range temporale preso in considerazione, i medici presenti in regione si sono ridotti del 17,2%, a fronte di una media nazionale comunque in discesa (14,2%) ma in modo più lieve. Tuttavia, nel 2025, il concorso indetto per il Corso di Formazione specifica in Medicina Generale ha visto la presenza di un numero di candidati superiore ai posti disponibili, nell’ordine di 8 candidati in media in più rispetto alle borse finanziate: +67%, a fronte di una media nazionale del +26%. Il che, se in qualche modo, lascia ben sperare considerando che, nella sola Basilicata, da qui ad appena due anni (2028), ben 107 medici raggiungeranno l’età del pensionamento (70 anni), mostra la necessità di un ricambio generazionale che, inevitabilmente, andrà a scontrarsi con realtà territoriali ancora in debito d’ossigeno per quel che concerne la capillarità del servizio.  A inizio marzo, l’allarme suonato dal sindaco di Moliteron, Antonio Rubino, era stato emblematico in quanto la carenza dei medici di base era incorsa proprio a seguito di un pensionamento, con il professionista uscente impossibilitato a nominare un sostituto, in quanto la lista dell’Asp latitava di risorse umane a disposizione. Un caso non isolato, come segnalato dal primo cittadino. E che, per la verità, risulta piuttosto diffuso a livello nazionale.  Gimbe, infatti, ha evidenziato come in Italia manchino oltre 5.700 medici di famiglia e, soprattutto, come sia difficile, per molti cittadini (peraltro in numero crescente) reperirne uno vicino casa. Con l’ulteriore spauracchio degli 8.180 pensionamenti stimati che, se il trend non fosse invertito, significherebbe proseguire l’andamento in diminuzione già registrato nel quinquennio 2019-2024, con 5.197 unità in meno. Il problema, oltre che nella disponibilità fattiva dei professionisti, è nella difficoltà a restare al passo con la diversificazione delle cure, con bisogni in aumento anche in relazione a una media anagrafica sempre più elevata: «Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti over 65 è quasi raddoppiata, passando da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025», con 36.812 medici a prendersi in carico 50,9 milioni di assistiti. E il gap tra domanda e offerta cresce.  ---End text---  Author: DAMIANO MATTANA  Heading:   Highlight:   Image:Medico 
di base -tit_org- Medici di base, paradosso lucano   -sec_org-
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		<tp:writer>Damiano Mattana</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[In Calabria carenza di medici di base ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803178907800.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"QUOTIDIANO DEL SUD ED. REGGIO CALABRIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:31:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="4524" Sales="5639" Printing="1131" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803178907800.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO DEL SUD ED. REGGIO CALABRIA]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[IL RAPPORTO L’analisi di Gimbe  In Calabria carenza di medici di base  CATANZARO – La carenza di medici di famiglia rischia di trasformarsi in un’emergenza concreta anche in Calabria, nonostante i dati ufficiali non la indichino tra le regioni più colpite.  In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e tra il 2019 e il 2024 se ne sono persi 5.197, mentre cresce la domanda di assistenza legata all’invecchiamento della popolazione.  Nel territorio calabrese, però, il problema si manifesta soprattutto a livello locale: aree interne e piccoli centri registrano già difficoltà nel reperire un medico di base, con disagi per anziani e pazienti cronici. Le stime nazionali, basate su medie regionali, rischiano quindi di nascondere criticità diffuse.  Dal report emerge però un dato significativo: la Calabria registra un forte squilibrio tra candidati e posti disponibili per la  formazione in medicina generale. Nel 2025 i partecipanti al bando superano le borse di 109 unità, pari a un +273%, tra i valori più alti in Italia. Un segnale di interesse per la professione che però non si traduce automaticamente in copertura territoriale.  Il nodo resta il ricambio generazionale: tra il 2025 e il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti a livello nazionale e le nuove leve non basteranno a compensare le uscite. Intanto gli over 65 continuano a crescere e aumentano le patologie croniche, con una pressione sempre maggiore sulla medicina territoriale.  A incidere anche il nuovo parametro nazionale – un medico ogni 1.200 abitanti – che riduce formalmente le “zone carenti”.  Ma in Calabria, dove la rete sanitaria è più fragile, il rischio è che la carenza resti invisibile sulla carta e sempre più evidente nella vita quotidiana dei cittadini.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- In Calabria carenza di medici di base   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rimpasto, sindacati in pressing su Schifani: "Serve un assessore alle Autonomie locali" = SI attende il rimpasto, sindacati in pressing su Schifani: "Trovi al più presto un assessore alle Autonomie locali" ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791906054.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791906054.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"QUOTIDIANO DI SICILIA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:32:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="74128" Sales="9850" Printing="9205" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791906054.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO DI SICILIA]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ancora stallo sul turnover nella Giunta regionale, che riguarderà anche gli incarichi rimossi dopo l'inchiesta giudiziaria su Cuffaro   Rimpasto, sindacati in pressing su Schifimi :   "Serve nn assessore alle Antonomie locali"   Servizio a pagina 3   È ancora stallo sul turnover nella Giunta regionale, che riguarderà anche gli incarichi rimossi dopo l'inchiesta su Cuffarc   Si attende il rimpasto, sindacati in pressing su Schifani;   ^Trovi al più presto un assessore alle Autonomie locali9   La delega è tra quelle trattenute ad interim dal presidente della Regione. I leader della Funzione pubblica di Cgil, Cis   e Uil esortano: "Assenza di guida operativa tiene appese questioni fondamentali per le Amministrazioni comunali"   PALERMO - La giunta regionale lia ormai da mesi de teghe sospese e deleghe in bilico. Due sono le ormai note deleghe assessoriali riiiraie agli esponenti designati dalla Democrazia cristiana di Toto CufTaro. Quando l'ex governatore è staio nuovamente travolto da un'inchiesta giudiziaria, il presidente della Regione ha dato un segno che, forse, più che assecondare la trasparenza ha assecondalo alcuni alleati. Nella sostanza, Andrea Messina e Nuccia Albano, entrambi assessori democristiani, alle Autonomie locali Funzione pubblica il primo , ñ alla Famiglia, Politiche sociali e Lavoro la seconda, non risultavano - ne risultano tutt'oggi - indagati per alcuna ipotesi di reato.   Renato Schifani quindi non ha inleso "epurare" il partilo ricostituito   in Sicilia dall'alleato ex governatore caduto nuovamente in disgrazia, ma ha assunto l'intérim dei due assessorati i primi di novembre C lo ha tutt'ora, malgrado le pressioni quotidiane e costanti che riceve per la redislribuzione della quota democristiana in giunta. In bilico è invece l'assessorato al Turismo affidato all'esponente di Fratelli d'Italia Elvira Amata. L'udienza rinviata adesso a fine aprile, che de-   lerminera la decisione del giudice su un eventuale rinvio a giudizio, mette in stallo anche un turnover tra le poltrone, e quella di un eventuale Turismo vacante per dimissioni aprirebbe una partita importantissima per la delega più ambita ma al momento anche più scottante oggi in mano a Daniela Faraoni.   sto momento. Tanto più se le bordate che arrivano dall'opposizione fanno breccia su un governo che non può negare difficoltà nel rendere   il Servizio sanitario regionale siciliano diverso da quello fotografato dalla Fondazione Gimbe, con Livelli essenziali di assistenza ancora in profondo rosso. Così, quando un deputato regionale — nel caso specifico il leader di Controcorrente, Ismael ñ La Vardera - riporta sono i rifle lori una macchina da 7,8 milioni di euro, installata nel 2015 per la tomografia a emissione di posi   troni e mai entrata in funzione, lo scandalo sulla gestione della sanila pubblica si rinvigorisce.   Marzo, altro periodo indicato per un eventuale "rimpasto di giunta"   dal presidente Schifani, scorre inesorabilmente e la tensione si percepisce. Tensione tangibile ormai tra gli alleali, che hanno bocciato il disegno di legge   - per l'ennesima volta riproposto - sul terzo mandato ai sindaci dei comuni under 15 mila con una ventina di voti in più rispetto a quelli della sola opposizione. Ma anche tra le file dell'opposizione, che ormai pare avere un metodo scienti fico per chiedere il voto segreto al momento giusto ñ far venir fuori franchi tiratori da ogni parte. Tensione che si accumula però anche fuori dai palazzi dei partiti ñ della politica attiva. 1 segreiari generali delle federazioni della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di alzare i toni con il presidente della Regione siciliana affinchè lo sbando della Autonomie locali prove di un referente   politico in giunta abbia fine.   "Il presidente della Regione Renato Schi fan ß nomini al più presto un   assessore agli Enti locali", esonano Francesco Fucile, Daniele Passanisi e Salvatore Sampino, scgrctari delle rispettive organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. "L'assenza di una guida politica pienamente operativa - proseguono con il monito - 
rischia di lasciare senza risposte questioni fondamentali relative al funzionamento delle amministrazioni comunali ñ al futuro di migliaia di lavoratrici ñ lavoratori". Le sigle sindacali esortano il presidente della Regione sostenendo una "condizione di forte precarietà organizzativa e lavorativa che caratterizza molti Comuni siciliani in merito alla gestione del personale part-time degli Enti locali".   "Dopo l'emanazione del decreto assessoriale del 2 marzo, che peraltro avevamo fortemente richiesto, abbiamo segnalato numerose criticità affermano i sindacalisti referenti per Cgil, Cisl ñ Uil - come l'insufficienza delle risorse destinate all'incremento orario del personale part-time; le persistenti disuguaglianze tra lavoratori con diversa dotazione oraria; i dubbi interpretativi e applicativi del decreto, che stanno generando incertezze nei Comuni; l'esclusione di alcuni enti dai meccanismi di riparto delle risorse e la   necessità di garantire un percorso strutturale verso i I raggiungimento delle 36 ore settimanali". Fucile, Passanisi ñ Sampino, al dunque della criticità, spiegano: "Per questo avevamo chiesto un confronto con il governo regionale che, pero, non solo non è arrivato, ma abbiamo assistito all'emanazione di un nuovo decreto, sostitutivo di quello precedente, senza che questo risolvesse le problematiche già segnalate",   Alle lunghe, l'intérim, tanto più se per due assessorati e con le contemporanee deleghe commissariali ed emergenze di assoluta priorità come quelle derivate dal ciclone Hany per i territori della costa ionica e isole minori e quelle dovute al drammatico smottamento dell'altura di Nisccmi, pongono dei limiti operativi che qualcuno inevitabilmente avrà da recriminare. I scgretari delle federazioni della Funzione pubblica di Cgil. Cisl ñ Uil chiedono perentoriamente a Schifanì di procedere: "Nomini un assessore e si avvii con urgenza un confronto con i sindacati, stabile e qualificato, per assicurare l'emanazione di direttive chiare e uniformi per tutti gli enti, il rafforzamento delle risorse economiche in maniera strutturale, il superamento definitivo delle disparità tra lavoratori e, in definitiva, il miglioramenie della capacità organizzativa dei   Comuni e della qualità dei servizi ai cittadini".   E a proposito di Ni see m i, e di Autonomie locali, oggi 11 Consiglio regionale dcll'Anci Sicilia si riunirà proprio nel comune nisseno per "un gesto di vicinanza al sindaco di Niscemi. Massimi liano Conti, e alla sua comunità". Così il presidente ñ il segretario dell'associazione dei Comuni siciliani. Paolo Amenta e Mario Emanuele Ivano.   Mauro Seminara   Oggi il Consiglio deIPAnci Sicilia sarà riunito a Niscemi   -tit_org- Rimpasto, sindacati in pressing su Schifani: "Serve un assessore alle Autonomie locali"   SI attende il rimpasto, sindacati in pressing su Schifani: “Trovi al più presto un assessore alle Autonomie locali”   -sec_org-
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		<tp:writer>Mauro Seminara</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, il 2028 fa paura 500 medici di base andranno in pensione = I medici di famiglia sono sempre meno «Lavoro che ai giovani non piace più» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802198601977.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802198601977.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 16 di <b>"QUOTIDIANO NAZIONALE" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo l'ultimo rapporto Gimbe nel 2028 quasi 500 dottori andranno in pensione e manca il ricambio Biancalani (Fimmg): «E' un problema serio, bisogna intervenire per rendere la professione più attrattiva»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 03:46:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1076000" Sales="127120" Printing="175325" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802198601977.PDF"><![CDATA[QUOTIDIANO NAZIONALE]]></source>
		<tp:url><![CDATA[]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[TOSCANA Il rapporto del Gimbe  Sanità, il 2028 fa paura 500 medici di base andranno in pensione   I medici di famiglia sono sempre meno «Lavoro che ai giovani non piace più» Secondo l’ultimo rapporto Gimbe nel 2028 quasi 500 dottori andranno in pensione e manca il ricambio Biancalani (Fimmg): «E’ un problema serio, bisogna intervenire per rendere la professione più attrattiva»  Ulivelli a pagina 16   FIRENZE  La crisi dei medici di famiglia è sempre più al centro del dibattito. L’ultimo report della Fondazione Gimbe mostra un verdetto implacabile: in Italia ne mancano oltre 5.700 e sempre più cittadini fanno fatica a trovare un medico vicino a casa. Un problema non più episodico ma strutturale e che arriva proprio mentre il sistema sanitario prova a ridisegnare l’assistenza territoriale puntando sulle case di comunità, chiamate nelle intenzioni a garantire prossimità delle cure e a ridurre la pressione sui pronto soccorso.  Dentro questo scenario, la Toscana si muove su un crinale tutt’altro che rassicurante. I numeri raccontano una tendenza già in atto: entro il 2028 saranno 466 i medici di medicina generale che raggiungeranno l’età pensionabile, mentre già oggi, secondo le stime Gimbe, ne mancano 394 per garantire un equilibrio adeguato tra domanda e offerta. Nel frattempo cresce anche il carico di lavoro: ogni medico ha in media 1.413 assistiti, sopra la media nazionale, in un contesto in cui il parametro ottimale è fissato a 1.200 pazienti per professionista. E negli ultimi cinque anni il numero dei medici è diminuito del 15,5%, più della media italiana.  Una fotografia che, però, va letta anche alla luce di come questi numeri vengono costruiti e interpretati sul territorio. «La carenza c’è ed è un problema importante a livello nazionale – spiega Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg – ma la Toscana si difende ancora abbastanza bene». Secondo il sindacato, infatti, il fabbisogno reale sarebbe più contenuto rispetto alla stima Gimbe, perché calcolato su un parametro diverso: «Il rapporto ottimale qui è di 1.300 assistiti per medico, non 1.200. Questo significa che la carenza effettiva è più vicina a 100-150 medici».  Un quadro che potrebbe migliorare già nei prossimi mesi: tra aprile e maggio è previsto l’ingresso in servizio di alcune centinaia di nuovi medici, circa 200-300, destinati a rafforzare la rete territoriale. Ma anche questo, avverte Biancalani, non basta a risolvere il problema alla radice. «Il nodo vero è rendere di nuovo attrattiva la medicina generale: serve incentivare il lavoro in associazione, investire su infermieri e personale di supporto, ridurre la burocrazia e costruire équipe che aiutino i professionisti».  E’ una chiave di lettura che si lega direttamente al futuro della riforma territoriale. Perché le case di comunità, oltre a essere strutture fisiche, rappresentano proprio il tentativo di concentrare più competenze nello stesso luogo: «Possono essere una risposta – spiega – perché permettono di far lavorare insieme più professionisti e di alleggerire il carico organizzativo e burocratico».  Resta però il dato di fondo: il sistema si trova stretto tra bisogni crescenti e risorse professionali insufficienti. Anche perché il quadro demografico spinge nella direzione opposta: la popolazione invecchia, aumentano le patologie croniche e la gestione  dei pazienti è sempre più complessa. In queste condizioni, l’aumento del numero di assistiti per medico non è solo un dato statistico ma si traduce in meno tempo per ogni paziente, maggiore difficoltà di accesso e, inevitabilmente, in una pressione crescente su tutto il sistema.  Il paradosso è che, almeno sulla carta, qualche segnale positivo c’è. Nel 2025, in Toscana, il numero dei partecipanti al corso di formazione in medicina generale è stato pari ai posti disponibili. Ma non basta a colmare il divario: a livello nazionale le borse di studio sono diminuite negli ultimi anni, una quota significativa degli iscritti non conclude il percorso e, soprattutto, la professione ha perso attrattività. Il risultato è che il ricambio ge
nerazionale non riesce a tenere il passo con i pensionamenti. Un numero crescente di giovani medici preferisce lavorare privatamente.  E’ qui che il tema impatta con la riforma della medicina territoriale. Perché senza medici di famiglia, le case di comunità rischiano di restare un’infrastruttura incompleta: spazi e modelli organizzativi senza le figure professionali necessarie a farli funzionare. Il punto, allora, non è solo quanti medici mancano oggi, ma se il sistema sarà in grado di reggere nei prossimi anni. Senza una programmazione più efficace e senza interventi capaci di rendere nuovamente attrattiva la medicina generale, il rischio è che il divario si allarghi ulteriormente.  ---End text---  Author: Ilaria Ulivelli  Heading:   Highlight: IL PUNTO CRITICO  Carico di lavoro eccessivo, sempre più medici preferiscono andare nel privato   Burocrazia da alleggerire MEGLIO LAVORARE INSIEME  Niccolò Biancalani  Segretario toscano Fimmg  «Il problema della carenza dei medici di famiglia è un problema importante. Il nodo, però, non è solo numerico.  Serve rendere la medicina generale di nuovo attrattiva.  Per farlo è necessario puntare sul lavoro in associazione, incentivare l’impiego di infermieri e personale di segreteria, e alleggerire in modo concreto il peso della burocrazia che oggi grava sui professionisti.  In questa direzione, un ruolo chiave potrà essere svolto dalle Case di comunità: strutture in cui più figure sanitarie lavorano insieme, condividendo competenze e carichi, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza e rendere più sostenibile il lavoro dei medici».    LA PROSPETTIVA  Con carenze così impattanti non sarà facile organizzare le case di comunità  Image:I dati  secondo la stima Gimbe mancano 394 medici di famiglia  In Toscana: entro il 2028 466 medici di famiglia andranno in pensione il numero medio di assistiti per medico è pari a  (media nazionale 1.383)  nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione speci?ica in Medicina generale sono stati pari ai posti disponibili (media italiana +26%)  LNZ  1.413  tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia si sono ridotti del 15,5% contro una media nazionale del 14,1% -tit_org- Sanità, il 2028 fa paura 500 medici di base andranno in pensione   I medici di famiglia sono sempre meno «Lavoro che ai giovani non piace più»   -sec_org-
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		<tp:writer>ILARIA ULIVELLI</tp:writer>
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		<title><![CDATA[La Puglia senza medici di famiglia = Medici di famiglia, in 702 lasceranno entro due anni "Fasce deboli penalizzate" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801732704598.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 47 di <b>"REPUBBLICA BARI" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In 702 lasceranno nel giro di due anni. L'allarme delFAnci: "Penalizzate le fasce deboli"</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 05:13:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[La Puglia senza medici di famiglia In 702 lasceranno nel giro di due anni. L’allarme dell’Anci: “Penalizzate le fasce deboli”   Medici di famiglia, in 702 lasceranno entro due anni “Fasce deboli penalizzate”   L’allarme dell’Anci dopo ultimo report Gimbe. Già 279 professionisti in meno da inizio anno. L’Asl Foggia interviene sul caso Celle  In Puglia mancano 279 medici di famiglia e la proiezione per i prossimi anni è preoccupante. Non soltanto perché in tanti andranno in pensione, ma anche perché in pochi scelgono questa specializzazione. Nelle scuole di specializzazione attualmente sono occupati meno della metà dei posti messi a disposizione. Così si stima che nel 2028 mancheranno 702 medici di base.  A a pagina 5    n Puglia mancano 279 medici di famiglia e la proiezione per i prossimi anni è preoccupante. Non soltanto perché in tanti andranno in pensione, ma anche perché in pochi scelgono questa specializzazione. Nelle scuole di specializzazione attualmente sono occupati meno della metà dei posti messi a disposizione. Così si stima che nel 2028 mancheranno su tutto il territorio regionale 702 medici di base. Interi paesi senza l’assistenza sanitaria di prossimità, migliaia di cittadini senza medico o costretti a recarsi in altri paesi anche soltanto per un consulto. Le situazioni peggiori si riscontrano nei comuni più piccoli, meno appetibili per i già pochi medici. Questo è quanto si legge nell’ultima indagine della fondazione Gimbe. Nel report si rimarca che tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia in Puglia sono diminuiti del 26,3 per cento, quasi il doppio rispetto alla media nazionale (14,1). C’è un medico per 1.331 assistiti ( la media nazionale 1.383). Le carenze maggiori nelle province di Foggia e Taranto.  Proprio due giorni fa la sindaca di Celle San Vito, Maria Palma, ha chiesto l’intervento dell’Asl per il suo comune rimasto senza medico.  La Asl di Foggia ha assicurato di avere «attivato tutte le misure organizzative possibili per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria e che questa al momento viene assicurata dall’aggregazione funzionale territoriale (Aft), il nuovo modelI  lo organizzativo della medicina di famiglia operativo dal primo luglio 2025». Un modello che aggrega otto comuni attraverso un solo ambulatorio medico. Ma provvedimenti tampone sono stati adottati anche in altri comuni. A Ruvo di Puglia, per esempio, sono scoperte due zone della città e i pazienti sono stati temporaneamente assegnati ad altri medici in attesa che arrivino i nuovi. Ogni medico può avere al massimo 1500 assistiti con una deroga di altri 300 considerando congiunti e caregiver. «Il problema è che qui è a rischio il diritto primario alla salute, una discriminazione che colpisce soprattutto le fasce più fragili come anziani e persone bisognose», spiega Ninni Chieco, sindaco a Ruvo di Puglia e responsabile Welfare dell’Anci Puglia. «Soltanto chi avrà i soldi potrà permettersi le cure, come già sta accadendo per altri servizi di assistenza sanitaria». Il problema, evidenzia Francesco Paolo Ricci, sindaco di Bitonto e delegato Sanità Anci Puglia, riguarda soprattutto i comuni con meno abitanti, che non vengono scelti dai medici di famiglia. «Bisognerebbe porre le condizioni per agevolare i medici — a lavorare in questi paesi, offrendo per esempio spazi gratuiti così da ammortizzare i costi. Deve essere fatta una programmazione per affrontare quella che sarà un’emergenza».  E aumenta la preoccupazione della Federazione medici di medicina generale Puglia: quest’anno su 280 posti disponibili della Scuola di specializzazione ne sono stati coperti 116. E soltanto un terzo arriva alla fine. «Per coprire le carenze sono stati già utilizzati gli attuali specializzandi che sono ancora alla fine del primo anno», avverte Donato Monopoli, presidente Fmmg Puglia. «Questi possono avere incarichi provvisori con mille assistiti. Ma lo scorso anno si sono presentati in 80 su 216 posti disponibili».  ---End text---  Author: LUCIA PORTOLANO  Heading:   Highlight:   Image:Una veduta di Celle di San Vito, il più piccolo paese 
della Puglia, rimasto senza medici di famiglia: sul caso interviene la Asl di Foggia T -tit_org- La Puglia senza medici di famiglia   Medici di famiglia, in 702 lasceranno entro due anni "Fasce deboli penalizzate"   -sec_org-
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		<tp:writer>Lucia Portolano</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Sanità, la crisi dei medici di base In Regione ne mancano 500 = Crisi dei medici di base ne mancano almeno 500 Calo del 7,6% in sei anni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802038203525.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 44 di <b>"REPUBBLICA BOLOGNA" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le stime del Gimbe per l'Emilia-Romagna: peggio di Toscana e Lazio Entro il 2028 in pensione altri 490 dottori, ineo assunti non bastano</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:27:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanità, la crisi dei medici di base In Regione ne mancano 500   Crisi dei medici di base ne mancano almeno 500 Calo del 7,6% in sei anni Le stime del Gimbe per l’Emilia-Romagna: peggio di Toscana e Lazio Entro il 2028 in pensione altri 490 dottori, i neo assunti non bastano  In Emilia-Romagna, secondo la Fondazione Gimbe, al primo gennaio 2025 mancavano 502 medici di famiglia, assumendo come riferimento quello di 1200 assistiti per ogni medico. E sono 490 quelli che raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni entro il 2028.  di CATERINA GIUSBERTI A a pagina 2  n Emilia-Romagna, secondo la Fondazione Gimbe, al 1 gennaio 2025 mancavano 502 medici di famiglia, assumendo come riferimento quello di 1200 assistiti per ogni medico. Più della Toscana e anche del Lazio, dove la carenza stimata è rispettivamente di 394 e 358. E sono 490 quelli che raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni entro il 2028, secondo i dati della Fimmg. «Il problema della carenza dei medici spiega il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta - affonda le sue radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti. Inoltre, negli ultimi anni la professione ha perso attrattività».  Insomma i nuovi ingressi non coprono i pensionamenti, nel contesto di una popolazione che invecchia, con sempre più malati cronici, dove la sanità territoriale è sempre più importante anche in chiave preventiva, per non affollare i pronto soccorso inutilmente. E infatti nel 2024, sempre secondo le elaborazioni di Gimbe, i medici di base in Emilia-Romagna sono calati del 7,6% rispetto al 2019. Anche se il trend potrebbe iniziare a dare segnali di inversione di rotta, visto che siamo una delle regioni in cui gli iscritti ai corsi di medicina generale sono aumentati rispetto all’anno precedente: del 42%. Per la segretaria provinciale della Fimmg di Bologna Ilaria Piana «la gobba pensionistica in questo momento non incontra una sostituzione adeguata, questo è un fenomeno nazionale ma che vediamo bene anche sul territorio. Adesso per quanto ci riguarda è urgente finire di definire gli accordi territoriali locali, dopo la firma dell’accordo regionale sul nuovo contratto del ruolo unico, perché ci  I  sono molti colleghi che stanno già lavorando in quota oraria e ne hanno bisogno». Ma i tempi del Pnrr impongono di correre, per completare ospedali di comunità, case della comunità e Aft (che sostituiranno i Cau) e per questo l’Ausl la scorsa settimana ha inviato una lettera a tutti i medici di base, chiedendo le loro disponibilità a svolgere una parte del loro lavoro nelle strutture che saranno inaugurate a partire da maggio.  Alla fine nonostante le polemiche sono 215 i medici che hanno risposto alla Pec, un numero che dovrebbe consetire ai servizi di partire. «L’Ausl ha fatto un interpello pre-accordo legittimo, al quale i medici non erano obbligati a rispondere fino alla firma degli accordi locali. Per questo il nostro obbiettivo è concluderli il prima possibile», precisa Piana. Insomma l’intenzione è andare avanti spediti, per definire l’intero quadro. Inoltre, entro fine mese è prevista la pubblicazione delle zone carenti da parte dell’Ausl ovvero delle zone di Bologna e provincia in cui mancano medici di base. — C.G.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: A Bologna in 215 hanno risposto alla chiamata dell’Ausl per dare disponibilità di alcune ore nei Cau, in base al nuovo contratto integrativo  Image: -tit_org- Sanità, la crisi dei medici di base In Regione ne mancano 500  Crisi dei medici di base ne mancano almeno 500 Calo del 7,6% in sei anni   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Allarme medici di famiglia in regione 645) in meno abreve boom di pensionati = Allarme medici di famiglia in Campania ne mancano 6043 e presto boom di pensionati ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801995704016.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801995704016.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 44 di <b>"REPUBBLICA NAPOLI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:45:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Allarme medici di famiglia in regione 643 in meno a breve boom di pensionati   il dossier della fondazione gimbe di GIUSEPPE DEL BELLO   Allarme medici di famiglia in Campania ne mancano 643 e presto boom di pensionati  A a pagina 2    l telefono. Da una parte c’è un’anziana, a letto con la bronchite: «Per favore mi passa il dottore, avrei bisogno di una visita». Dall’altro capo del filo, immediata la risposta della segretaria: «Mi spiace, è andato in pensione da pochi giorni. E manca il sostituto». Per ora è una eventualità in agguato, ma una conversazione simile diventerebbe realtà a breve, tempo due anni e mezzo, se non si corre ai ripari.  Lo dice Gimbe, la Fondazione presieduta da Nino Cartabellotta che ha stilato la proiezione dello scenario attuale e quello del 2028.  In tutte le città d’Italia i medici di famiglia scarseggiano: molti sono già in pensione o sono in procinto di andarci; mentre altri, i giovani, non sono convinti di intraprendere una professione che presenta troppe incertezze.  Certo, fino a vent’anni fa i neoA  laureati aspiravano a essere inseriti nelle graduatorie per l’assegnazione di un posto di medico di famiglia, ma oggi la situazione appare capovolta.  Un po’ perché le facoltà di medicina sfornano un numero di laureati non parametrato al reale fabbisogno della popolazione, un po’ perché esercitare l’attività ippocratica espone a rischi di tutti i tipi. Insomma, mancano i presupposti per renderla appetibile.  Ed eccoci perciò al risultato di Gimbe che vede la Campania tra le regioni agli ultimi posti per carenza di medici di famiglia: siamo al valore negativo di - 643, in buona compagnia con Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Stanno meglio Basilicata, Molise e Sicilia.  La stima è al primo gennaio del 2025. La premessa della Fondazione è che per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei dottori, il rapporto ottimale dovrebbe essere di un medico ogni 1.200 assistiti.  «Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale – precisa Cartabellotta – non si può escludere che, anche nelle regioni dove non emerge alcuna carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza medici di famiglia». Ed è il futuro a mettere in discussione un’assistenza adeguata.  La Campania si rivela essere la regione con il più alto numero di medici di medicina generale che entro il 2028 andranno in pensione per raggiunti limiti di età, 70 anni: 1.147.  Duecento in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925). Poi, lo scotto che, come gli altri territori, paghiamo: dal 2019 al 2024 la riduzione percentuale del numero di  medici di medicina generale è stata del 12,3 per cento, fortunatamente sotto la media nazionale del 14,1.  I numeri attuali sciorinati dalla fondazione segnalano che al primo gennaio dell’anno scorso il numero medio di cittadini campani assistiti dal singolo medico è pari a 1.425; dato che ci pone al sesto posto a livello nazionale, dietro Lombardia (1.533), Veneto (1.526), provincia autonoma di Bolzano (1.525). Eppure il fatto di essere quasi a secco di medici di famiglia è nota dolente che risale a quasi un decennio fa, una carenza a cui si sono messe delle toppe senza, osserva il documento di Gimbe, affrontare il problema alla radice, cioè innalzare l’età della pensione  a 72 anni, derogare all’aumento del numero massimo di pazienti per medico, concedere agli iscritti al corso di formazione in Medicina generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. «A questa crisi – sottolinea Cartabellotta – bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche».  ---End text---  Author: GIUSEPPE DEL BELLO  Heading: il dossier della fondazion
e gimbe di GIUSEPPE DEL BELLO  Highlight: I dati della Fondazione Gimbe: entro il 2028 lasceranno il lavoro per raggiunti limiti di età 1147 camici bianchi  Image: -tit_org- Allarme medici di famiglia in regione 645) in meno abreve boom di pensionati   Allarme medici di famiglia in Campania ne mancano 6043 e presto boom di pensionati   -sec_org-
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		<tp:writer>Giuseppe Del Bello</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia in campania 1.147 in pensione entro il 2028 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803149406493.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 4 di <b>"ROMA" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia, in Campania 1.147 in pensione entro il 2028   ANALISI DELLA FONDAZIONE GIMBE, È LA PRIMA REGIONE IN ITALIA DAVANTI A LOMBARDIA E LAZIO. TRA IL 2019 E IL 2024 PERSI 643 CAMICI BIANCHI  ROMA. In Campania 1.147 medici di medicina generale raggiungeranno l’età di pensionamento a 70 anni entro il 2028. È quanto risulta da un’analisi della Fondazione Gimbe, che fa notare come, al primo gennaio 2025, in Italia la carenza di medici di famiglia era pari a 5.700 unità. Per quanto riguarda il pensionamento, la Campania vanta duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925). Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di base è diminuito di ben 5.197 unità: una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. E le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e  Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia Allo stesso tempo però la Campania vanta la terza percentuale in Italia (153% rispetto al 273% della Calabria e al 221% del Lazio) per partecipanti al bando per i corsi di formazione specifica in medicina generale nel 2025 rispetto al numero di borse finanziate. Per una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha preso a riferimento il rapporto di un medico ogni 1.200 assistiti. Ma al primo gennaio dello scorso, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa : dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Poi ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d’Aosta (1.432), Campania (1.425),  Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). «A questa crisi della medicina generale - commenta il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta - bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche». Secondo Cartabellotta «senza una visione d’insieme, Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri». Infine: «I dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di Mmg, soprattutto nelle grandi regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attua© RIPRODUZIONE RISERVATA li».  ---End text---  Author: Redazione  Heading: ANALISI DELLA FONDAZIONE GIMBE, È LA PRIMA REGIONE IN ITALIA DAVANTI A LOMBARDIA E LAZIO. TRA IL 2019 E IL 2024 PERSI 643 CAMICI BIANCHI  Highlight:   Image: -tit_org- Medici di famiglia in campania 1.147 in pensione entro il 2028 
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		<title><![CDATA[Medici di base, la grande fuga Nel 2028 saranno 215 in meno = Medici di base, Liguria in apnea «Nel 2028 ne mancheranno 215» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031802098200941.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"SECOLO XIX" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Troppi pazienti e pochi laureati disposti a scegliere la Missione territoriale</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 03:05:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[La fimg: «c’è troppa burocrazia»  Medici di base, la grande fuga Nel 2028 saranno 215 in meno   Medici di base, Liguria in apnea «Nel 2028 ne mancheranno 215» Troppi pazienti e pochi laureati disposti a scegliere la missione territoriale  SILVIA PEDEMONTE / PAGINA 8  Silvia Pedemonte / GENOVA  L  a prima fotografia arriva dallo studio della fondazione Gimbe: a oggi in Liguria mancano 116 medici di famiglia e da qui al 2028 non andrà meglio visto che, entro quell’anno, 215 medici di base al lavoro raggiungeranno il limite d’età per la pensione (70 anni). L’Università di Genova aggiunge un altro tassello: oggi gli specializzandi in questo percorso sono una trentina all’anno, meno della metà delle borse di studio offerte.  «Le scelte prevalenti sono su Dermatologia, Oculistica, Chirurgia plastica – spiega Piero Ruggeri, preside della Scuola di Scienze mediche e farmaceutiche dell’Ateneo genovese e ligure – mentre l’appeal minore  è proprio per medicina di base e per tutta l’area della medicina d’urgenza».  Il saldo fra le nuove leve e chi, dopo una vita in studio, lascerà il camice ha insomma cifre che rischiano di diventare sempre più cupe. Il sindacato Fimmg – Federazione italiana medici di medicina generale - aggiunge un elemento ancora, al ragionamento: «Perché nessuno vuole più fare il medico di famiglia? Perché ci hanno trasformati in videoterminalisti soffocati dalla burocrazia – dice Andrea Carraro, segretario Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) della Liguria – mentre noi vorremmo essere dei medici».  L’annuale report della Fondazione Gimbe certifica le emorragie: in Italia mancano più di 5.700 medici di famiglia. In Liguria ogni professionista (960 in tutto, la metà circa solo a Genova) ha 1.345 assistiti (poco al di sotto della media nazionale che è di 1.383). La popolazione invecchia, il massimale degli assistiti aumenta (in provincia di Bolzano la deroga è arrivata a 2 mila pazienti), i medici di famiglia scarseggiano. In Liguria tra il 2024 e il 2019 il numero dei professionisti si è ridotto del 15,1% (sempre secondo i dati Gimbe).  «La carenza di medici di famiglia, a livello nazionale, è figlia di una sciagurata programmazione degli ingressi a medicina – commenta ancora Carraro – perché i dati dei pensionamenti erano ampiamente calcolabili e prevedibili da anni.  Il secondo nodo è il rapporto fra carico di lavoro e guadagno: siamo sommersi dalla burocrazia, di fogli elettronici. Stiamo lavorando bene con la Regione, abbiamo ottenuto finanziamenti ma la situazione è complessa. Da mesi non si sblocca la pratica per le ricette annuali: permetterebbe di togliere tantissima burocrazia».  Il gap che rende meno attrattiva la specializzazione si verifica da subito: perché per i laureati che intraprendono l’ultimo tratto di formazione dirigendosi verso la medicina generale la borsa di studio è meno della metà rispetto a quella degli specializzandi di altre discipline mediche. Un cambio di passo potrà arrivare con le Case di Comunità? «I medici di medicina generale da tempo lamentano di essere diventati burocrati, di essere lasciati soli a fare tutta una serie di attività di natura segretariale – riflette Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici di Genova – l’idea di  una rete di tante professioni diverse che lavorano assieme, nella Casa di Comunità, può essere una risposta concreta. Questo concetto deve ancora passare, però, fra gli studenti così come un altro elemento non secondario: il fatto che nelle Case di Comunità finalmente i medici di base potranno fare carriera ambendo a un ruolo di secondo livello». —  ---End text---  Author: Silvia Pedemonte  Heading:   Highlight:   Image:I numeri  215  Medici di famiglia che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento (70 anni)  1.345  Il numero di pazienti assistiti per ogni medico  116  La stima di medici di famiglia mancanti  30 all’anno  Gli specializzandi in medicina generale all’Università di Genova (meno della metà delle borse disponibili) Fonte: Gimbe – Fimmg Liguria  960  Medici di famiglia in Liguria  461  a Ge
nova -tit_org- Medici di base, la grande fuga Nel 2028 saranno 215 in meno   Medici di base, Liguria in apnea «Nel 2028 ne mancheranno 215»   -sec_org-
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		<tp:writer>Silvia Pedemonte</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di base, ne mancano 53 Pensione per 78 = Mancano 53 medici, ma si migliora ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803080606669.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 18 di <b>"T QUOTIDIANO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Rispetto al 2024 ce ne sono 4 in più. Ma da qui al 2028 ben 76 pensionamenti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:13:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di base, ne mancano 53 Pensione per 78 di Davide Orsato  18   Mancano 53 medici, ma si migliora  Rispetto al 2024 ce ne sono 4 in più. Ma da qui al 2028 ben 76 pensionamenti   Il report Gimbe   In Trentino 1.388 assistiti ogni medico di famiglia, più della media nazionale Borse studio: 49% vacanti di Davide Orsato  T  rovare un buon medico di base è un terno al lotto e il report annuale della Fondazione Gimbe, che calcola i fabbisogno per ogni regione e provincia autonoma, lo conferma ancora una volta. Ma, grattando tra i dati, si accende un barlume di speranza per i pazienti trentini: la situazione non è peggiorata, anzi, si intravede un leggero miglioramento.  E questa tendenza potrebbe essere confermata anche l’anno successivo.  Cominciamo dalla cifra importante.  La fondazione Gimbe (l’acronimo sta per Gruppo italiano per la medicina basata sull’evidenza) stima il fabbisogno di medici con il seguente metodo: il numero di assistiti divisi per 1.200. Si tratta di quello che, per legge, sarebbe considerata la soglia ottimale per ogni medico libero professionista. Ma sono in tanti ad andare «oltre soglia», fino a 1.500 assistiti e, in certi casi, fino a 1.800.  Ecco, per rispettare la regola raccomandata dall’accordo collettivo nazionale, ci vorrebbero in Trentino 53 medici di medicina generale in  più. Non sono pochi in un territorio che raggiunge i 500mila abitanti. Ma sono comunque meno dell’anno scorso, quando, facendo gli stessi conti, ne mancavano 57. Insomma, in un anno (per la precisione dal 2024 al 2025, dato che il dossier Gimbe si riferisce sempre all’anno precedente), il Trentino ha «guadagnato» quattro medici. Il miglioramento si vede anche nel numero medio degli assistiti, che scende sotto quota 1.400: nel 2024 erano 1.405, nel 2025 si sono attestati  a quota 1.388. Un piccolo miglioramento ma che si inserisce in un trend di lungo corso: sebbene il Trentino sia ancora sopra la media italiana (che vede un impegno di 1.383 pazienti per ogni medico), la provincia è il territorio italiano che, negli ultimi cinque anni (dal 2019 al 2024), ha visto una riduzione minore di camici bianchi: -1,5%, contro una flessione nazionale del 14,1%.  Insomma, l’emorragia c’è e continua, ma sta rallentando.  Durerà? Il vero enigma è  rappresentato dai pensionamenti: si calcola che entro il 2028 ben 76 medici attivi ora in Trentino raggiungeranno l’età della pensione.  E sarà dura sostituirli con le sole «forze» che arrivano dal territorio. In Trentino, secondo Gimbe, il 49% delle borse di studio della scuola che prepara i medici di medicina generale non sono state assegnate: significa che manca quasi la metà degli aspiranti medici di base, almeno secondo la programmazione fatta dalla Provincia.  «La situazione del Trentino, pur meno critica rispetto ad altre Regioni, rappresenta dunque una finestra di opportunità: intervenire oggi significa evitare una futura emergenza anche nei territori attualmente più solidi — sostiene Valerio Di Giannantonio, segretario generale della Fimmg del Trentino — I medici di famiglia devono essere protagonisti del nuovo modello territoriale, non semplici utilizzatori di spazi. Le Case di comunità devono diventare luoghi di integrazione reale tra professionisti, capaci di sostenere il lavoro clinico e migliorare l’accesso ai servizi per i cittadini. Occorre proseguire nel prezioso lavoro svolto finora in Asuit con la piattaforma di teleconsulto pubblico che ha garantito oltre 2000 consulti con specialisti nel 2025 e con la diffusione sempre più sistematica e capillare della diagnostica di primo livello e in provincia con gli accordi economici e organizzativi pregressi e prossimi, come l’Accordo Integrativo all’Acn 2022-2024».  ---End text---  Author: Redazione :-: Davide Orsato  Heading:   Highlight: “  In provincia si apre finestra di opportunità: le Case di comunità saranno fondamentali Di Giannantonio (Segretario Fimmg)  Image:Anagrafe avversa I medici devono fare conto con l’aumento dell’età media dei pazienti e con tanti pensionamenti dei colleghi -tit_org- Medici di base, ne man
cano 53 Pensione per 78  Mancano 53 medici, ma si migliora   -sec_org-
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		<tp:writer>Redazione - Davide Orsato</tp:writer>
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		<title><![CDATA[In Italia mancano 5.700 medici di base, le regioni in crisi sono le più popolose ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803111707128.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"T QUOTIDIANO" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:44:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano 5.700 medici di base, le regioni in crisi sono le più popolose  Secondo la Fondazione Gimbe in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (Mmg) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di Mmg è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinicoassistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha diritto a un Mmg, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (lea). Il Mmg non è un dipendente del Ssn,  ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (Asl): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (Acn), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola Asl. «La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi.  Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e  potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  La Fondazione Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei Mmg nel Ssn, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di Mmg viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali.  Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: Numero di medici di famiglia mancanti Situazione al 1° gennaio 2025 Lombardia Veneto Campania Emilia Romagna Piemonte Toscana Lazio Puglia Marche Friuli Venezia Giulia Sardegna Liguria Prov. Aut. Bolzano Prov . Aut. Trento Calabria Valle d’Aosta Abruzzo Umbria  279 161 156 143 116 80 53 43 15 12 12 0  Fonte: Gimbe su dati SISAC  300  502 463 394 358  600  643  1.540  747  900  1.200  1.500 Withub  Image: -tit_org- In Italia mancano 5.700 medici di base, le regioni in crisi sono le più popolose   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803149306496.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803149306496.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"TRIBUNA DI TREVISO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il tema dell'ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell'Ue Tajani: «Euna priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Trieste crocevia della nuova Europa «L’integrazione punta verso Est» Buttafuoco assicura: «Sanzioni rispettate» Ma Giuli valuta le carte ROMA  A meno di 48 ore da uno degli eventi principali della fase preparatoria della Biennale, la presentazione del Padiglione Centrale restaurato, resta alta la tensione tra l'istituzione e il governo per la partecipazione della Russia. La Fondazione ha annunciato di aver inviato tutte le carte chieste dal miIl tema dell’ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali nell’Ue Tajani: «È una priorità, Italia pronta ad agevolare il percorso»  Passa da Trieste riunificaziostro dovere».  Lala documentane dell’Europa.  Cosìdel il minizione è ora al vaglio mistro degli Affari esteri Antonio nistro Alessandro Giuli.  VerTajani ha definito il processo rà esaminata la corrispondi allargamento a Estrusse, dell’Udenza con le autorità nione, intervenendo al trentenper capire in che modo sono nale Segretariato esecutistate del definite l'organizzaziovo Centro eurone edell’Iniziativa la gestione della perforpea, che già artisti.  dal 1989 agisce mance degli nell’area come facilitatrice La Biennale sostiene diattraverso progetti e iniziative aver preso atto della comuconcrete.  nicazione arrivata da MoLA PRIORITÀ  L’appuntamento, che a portato a Trieste i ministri degli EsteI DATI DELLA FONDAZIONE GIMB ri di diversi dei 17 Paesi aderenti all’InCe, non voleva essere, come sottolineato alla vigilia, un’occasione celebrativa.  Non lo è stata per il ministro Tajani che ieri al Paesi dei Balcani occidentali ancora in fila per entrare nell’Ue dopo In Italiadalla vent’anni mancano richiesta di oltre ade5.700 ha sione medici lanciato di famiglia un message «sempre gio chiaro: più «L’ingresso cittadini faticadei Balno a trovarne cani è prioritario uno vicino e se ciasono casa», tanto da problemi cherisolvere in 18 Regioni siamo si registra pronti come una italiani carenza a dare e le siuna tuazioni«Questa mano».  più critiche non èsono un’occain Lombardia, sione celebrativa Veneto mae Campapolitica – nia.affermato ha Una carenza il ministro che andrà – con aumentando l’obiettivo di guardare velocemente avanti dal raggiungere per momento che la riunificaziotra il 2019 e ildell’Europa.  ne 2024 il numero Parlare di medici di Baldi medicina cani non vuolgenerale dire dimenticare è diminuito di eben Ucraina Moldavia 5.197 unità ma ciesono di qui al che Paesi 2028aspettano i pensionamenti di essere  Sos medici d Ne mancano  Uecome da molto tempo e bemembri chiesto, da prassi, abbiamo alle il dovere di dare dinoi partecipare mostre.  risposte concrete». DialoganNella maggioranza, con do con la stampa dell’avl’esclusione dellaprima Lega, è vio dell’evento, il ministro opinione diffusa che in que- ha rilevato l’impegno costante sta situazione debba prevadell’Italia pernazionale, la distensione lere l'interesse in nell’area.  cheestera l'adesiolinea con la«Credo politica nePaese.  all'Unione europea possa esdel sere loGiuli strumento migliore Oggi dovrebbe scio-per ridurre tensioni tra sua questi gliere la leriserva sulla Paesi», ha affermato, aggiunpresenza il giorno successiche «lo sforzodel dell'Italia vogendo alla presentazione Paè quelloCentrale.  di avere un—dialogo podiglione sitivo con tutti e comprende la nostra presenza militare tra Kosovo e Serbia perché la tensiodiminuisca e siINpossa finalE ne SULLA CARENZA ITALIA mente arrivare all'adesione di questi Paesi all'Ue». Solo un’Europa più forte può del resto «costituire un vero baluardo di civiltà rispetto al disordine che esiste nel mondo», ha affermato da parte sua il segretario generale dell’InCe Franco Dal Mas.  Il ministro stimati sono 8.180. ATajani fare il ha ancheè la annunciato cheGiml'Italia punto Fondazione intenzione formalizzare behache sottolineadicome la riil suo ingresso «partner duzione vada dicome pari passo strategico dell'iniziativa con un aumento dei bisognidei mari, cui Trieste è al65cenditre cura: neldi2025 gli over tro» perché ci siamilioni, «dialogo erano quasi 14,6 di tra Mediterraneo, cui oltre la metàMar conNero dueeoBaltico».  p
iù malattie croniche. I criteri per definire il numero masCOOPERAZIONE REGIONALE simo di assistiti per medico In questo contesto ruolo «non hanno mai tenutoilconè stato definito stratetodell’InCe dell'invecchiamento della gico da tutti i spiega Paesi aderenti popolazione», il presi- ieri presenti, sia quelli già nel dente Nino Cartabellotta.  — pedi famiglia o 5.700  u senator rimetro dell’Ue sia in attesa di entrarvi. Sempre dal ministro Tajani, è arrivata la conferma dell’impegno al rilancio dell’Iniziativa Centro europea, che .  In Commissione Affari esteri e Difesa è stata delamreè statadel unaSenato chiacchierata sto risoluzione pia -approvata dall'Iran aiuna servizi segreti per rafforzamento dell’InCe, con ilpassaggi sull'appuntamencome ha ricordato nel suo into di domenica e lunedì.  «Non tervento la Meloni presidente della si vota sulla - ha ribadistessa, la senatrice Stefania to la premier - si vota sulla giuCraxi.  «In quadro geopolitico stizia. Anche chi non condivicomplesso necessario investide questo ègoverno dovrebbe re nella cooperazione regionavalutare nel merito una riforle ha aggiunto Craxi –. L’espema– che vuole migliorare il funrienza InCe dimostra che il prozionamento del sistema».  cesso di integrazione europea La puntata andrà in onda dopassa solo dalle mani, non a ridosso delledecisioni urne. Lo delle atscopoistituzioni, è arrivare ama unanche pubblico traverso iniziative, si progetti ed che del referendum è occupaesperienze condivise».  L'imto poco o nulla.  Anche perché, portanza deistati territori «nellai finché sono disponibili, creazione di legami strutturasondaggi indicavano che più li, fondamentali per elomaggiosvilupgente andrà a votare po delle nostre economie», re possibilità di vittoria avrà ilè stato sottolineato anche dal Sì. «Spero che l'affluenza siagola vernatore del Friuli più alta possibile, tra ilVenezia 50% e il Giulia, e presidente della Con60% almeno», ha detto il minire di FdI  ferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, convinto della necessità del rilancio dell’Iniziativa. «Le organizzazioni regionali possono avere un ruolo fondamentale», è stato ribadito dall’ambasciatore Mistro della Giustizia, Carlo Norchele Valensise,su Sky presidente dio, in confronto col predell’Istituto Affaridel Internaziosidente onorario comitato nali, che haNo, collaborato all’orGiusto dire Enrico Grosso.  ganizzazione Mentre il ministrodell’evento.  degli Esteri «L’InCe favorito processo AntoniohaTajani hailsfoderato di avvicinamento e potrà aveuna carta storica non scontata: re lo stesso ruolo in quelloundel«Volete cambiare e avere sila riunificazione».  stema della giustizia che sia diverso dal fascismo? Allora voIL FUTURO tate Sì al referendum», perché Proprio l’integrazione adesso è un po’ come col euro«mopea, le voci di dello«amplificando del regime fascista, quanchi deve entrare è in do l'inquisito eranell’Ue», considerato cima all’agenda dell’InCe delicolpevole».  neata da Oana ?oiu, ministra CAMPAGNA CARATTERIZZATA DA POLEMICHE degli Affari esterni della RomaDopopresidente le polemiche suscitate nia, di turno dell’Idalle parole delladopo capo di gabiniziativa.  Subito viene il netto del ministero Giurafforzamento delladella connettistiziadei Giusi Bartolozzi vità trasporti, delle (magireti di strati «plotoni di esecuzione») energia e di business e poi dele quelle del deputato di FdI Alla resilienza della società e dei  me se ti diagnosticano processi democratici. un «Lacanrecro». Ilha video è statocomplicata diffuso dal gione una storia «Non passa giorno - èpresta–M5S: ha osservato ?oiu – e un to il commento - senza checerti i posente dove i pericoli sono liticimolte del centrodestra non rivecon minacce ibride».  La lino la seteha di vendetta la ministra indicatoverso come magistratura».  obiettivi anche il potenziamenattacchi delleeopposizioto Gli delle comunità l’attrazioni riguardano ancheAilfronte rispetto ne di investimenti.  di dellasfida, par condicio.  Nel mirino una quella dell’integrac'è la trasmissione lunedì sezione europea, resadipiù impelra, Quarta Repubblica su Rete lent
e dal contesto geopolitico, 4, conriconssciuto un'intervistaanche del condutcome dalla tore Nicola Porro alla premier.  risoluzione sull’allargamento «Un monologo mezz'ora in approvata una disettimana fa prima serata senza contradditdal Parlamento europeo, InCe torio - hanno detto parlamenriconosce inoltre diiessere chiatari Pd in Vigilanza Rai - amcon mata a «elevare le proprie un conduttore primo Febizioni strategiche nelfan».  prossidezdecennio».  prova a prevenire gli attacmo L’Iniziativa, forchianche contro lui sostenendo di te deldiFondo della Banca aver «inviato e-mail sia europea di ricostruzione e svi-a Schleinconcentrerà sia a Conte»,i suoi che però luppo, sforhanno declinato.  zi, come emerge dal documenintantosulaprogetti protesta dei to Sale conclusivo, collefuorisede che chiedono pogati ai corridoi Ten-T di(Reti ter votare dove vivono e non estranseuropeee dei trasporti) sere costretti al ritorno codell’Ue, lungo gli assinelOvemuneediNord-Sud.  residenza.— — st-Est  ---End text---  Author: Laura Blasich  Heading:   Highlight:   Image:USTIZIA DI DOMENICA E LUNEDÌ  Meloni ospite di Pulp Podcast, assieme a Mr. Marra e Fedez  spite da Fedez  do Mattia (invito a utilizzare «il solito sistema clientelare»), un altro parlamentare di FdI, bfera La conferenza per il trentennale dell’Iniziativa Centro europea, ieri a Trieste -tit_org- Trieste crocevia della nuova Europa «L'integrazione punta verso Esb   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Sos medici di famiglia im Veneto Mancano oltre 700 camici bianchi ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803154606497.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 8 di <b>"TRIBUNA DI TREVISO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l'età pensionabile 469 professionisti</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sos medici di famiglia in Veneto Mancano oltre 700 camici bianchi Le cifre della Fondazione Gimbe: nel 2028 raggiungeranno l’età pensionabile 469 professionisti  Federico Murzio / PADOVA  C’erano una volta i medici di famiglia. O i medici di base, se volete. Tecnicamente si parla di medici di medicina generale. Intendiamoci: ci sono ancora ma in numero inferiore al fabbisogno della popolazione residente. In Veneto, per esempio, al primo gennaio 2025 ne mancavano 747. Il numero arriva dal report pubblicato ieri dalla Fondazione Gimbe di Bologna.  In tutto il Paese ne mancano 5.700. E, in questa “classifica” delle mancanze, il Veneto è secondo solo alla Lombardia (lì ne servirebbero 1.540). Sul podio, al terzo posto c’è la Campania (643). A guardare il Nord Est, in Friuli Venezia-Giulia ne mancherebbero “solo” 156. Visto però che il peso dell’assenza del medico di famiglia varia al variare della popolazione, i numeri sono tutti ugualmente gravi. Come si evince dal  grafico accanto nel quale non sono presenti, stanno un po’ meglio Basilicata, Molise e Sicilia che avendo una media di assistiti inferiore a 1.200 per medico, non registrano carenza.  Tornando in Veneto, sullo sfondo di questi numeri ce ne sono altri. C’è per esempio lo stanziamento di 4,5 milioni di euro da parte della Regione per le borse di specializzazione in Medicina generale.  Il presidente della Regione Alberto Stefani parla di «una cifra doppia rispetto all’esercizio regionale precedente».  Sono tanti gli elementi della crisi. Tra questi «una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».  Fermo restando che ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (i famosi Lea), tra gli elementi di una attrattività in caduta libera c’è la mole di lavoro. In Italia, per contratto, è fissato a 1.500 il numero massimo di assistiti, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari. Ecco: in Veneto il numero medio di assistiti è 1.526 contro una media italiana di 1.383. Ed è solo una delle chiavi di lettura del fatto che dal 2019 al 2024 il medico ha perso circa l’11 per cento dei medici di base.  Non solo. Se entro il 2028 saranno 469 i medici che raggiungeranno l’età pensionabile, c’è un altro dato che fa riflettere. O meglio una percentuale. Registra infatti un meno 6 per cento di partecipanti al bando per il corso di formazione specifica per medicina generale. In sintesi: cala l’attrattività della professione, aumenta la necessità della stessa professione. —  ---End text---  Author: Federico Murzio  Heading:   Highlight: La Regione ha stanziato 4,5 milioni di euro per le borse di specializzazione in medicina generale  Image:PUNTO DI RIFERIMENTO  I MEDICI DI BASE SONO UN PRESIDIO SOPRATTUTTO NEI PICCOLI COMUNI STIMA DELLA MANCANZA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE IN VENETO E IN ITALIA Lombardia  1.540  Veneto  747 Campania 643 Emilia-Romagna 502 Piemonte 463 Toscana 394 Lazio 358 Puglia 279 Marche 161 Friuli Venezia Giulia 156 Sardegna 143 Liguria 116 Prov. Aut. di Bolzano 80 Prov. Aut. di Trento 53 CaJabria 43 Valle d'Aosta 15 12 Abruzzo 12 Umbria 0  400  800  1.200  1.600  II grafico esclude Basilicata, Molise e Sicilia che hanno una media di assistiti per MMG inferiore a 1.200 e pertanto non registrano carenze di MMG al 1 ° gennaio 2025 -tit_org- Sos medici di famiglia im Veneto Mancano oltre 700 camici bianchi   -sec_org-
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		<tp:writer>Federico Murzio</tp:writer>
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		<title><![CDATA[In Veneto mancano 747 dottori ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031803149106490.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 34 di <b>"VOCE DI ROVIGO" </b>  del 18 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Solo la Lombardia fa peggio: -1.540. Programmazione inadeguata e professione che non attrae</p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:07:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Veneto mancano 747 dottori  Solo la Lombardia fa peggio: -1.540. Programmazione inadeguata e professione che non attrae   Secondo il rapporto Gimbe sempre più persone faticano a trovare un medico di base  VENEZIA - “In Italia mancano "oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di base è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinicoassistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche". E’ quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe che ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di famiglia nel Ssn, stimando l’entità della loro carenze - in 18 Regioni - al primo gennaio 2025. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. "La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi  sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili".  Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Il medico di base non è un dipendente  del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (Asl). Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.  ---End text---  Author: Redazione  Heading: Secondo il rapporto Gimbe sempre più persone faticano a trovare un medico di base  Highlight: Numero di medici di famiglia mancanti Situazione al 1° gennaio 2025 Lombardia Veneto Campania Emilia Romagna Piemonte Toscana Lazio Puglia Marche Friuli VG Sardegna Liguria Prov. Aut. Bolzano Prov . Aut. Trento Calabria Valle d’Aosta Abruzzo Umbria 0 Fonte: Gimbe su dati SISAC  1.540 747 643 502 463 394 358 279 161 156 143 116 80 53 43 15 12 12 300  600  900  1.200  1.500  Image: -tit_org- In Veneto mancano 747 dottori   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici anti-Cpr, Gip: «Una aperta contestazione al sistema» ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791506050.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:31:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici anti-Cpr, Gip: «Una aperta contestazione al sistema»  I medici indagati a Ravenna per falso in atto pubblico e interruzione di pubblico servizio, dopo aver certificato la non idoneità al trasferimento in un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di diverse persone straniere avrebbero agito per ragioni ideologiche e lo avrebbero fatto violando la legge.  Questa è la conclusione della Gip Federica Lipovscek, che ha disposto l’interdizione dalla professione per dieci mesi a tre degli otto dottori indagati. I certificati antirimpatrio sarebbero stati emessi per evitare il trasferimento degli stranieri irregolari nei Cpr in un’ottica «di aperta contestazione del sistema di gestione» dei rimpatri, secondo la giudice che parla di «immigrazione clandestina».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Medici anti-Cpr, Gip: «Una aperta contestazione al sistema»   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Riforma Ssn, la priorità è ridurre le liste d'attesa ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791306052.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 28 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:31:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Riforma Ssn, la priorità è ridurre le liste d’attesa  Potenziare il livello di integrazione tra l’ospedale e il territorio, aggiornare la classificazione delle strutture ospedaliere, introdurre nuove reti assistenziali, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera anche attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero e promuovere il ruolo della bioetica clinica nell’ambito delle aziende sanitarie locali e ospedaliere.  Sono questi alcuni degli obiettivi del disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 gennaio, che delega al Governo l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale.  Il provvedimento, previsto dal Documento programmatico di finanza pubblica 2025 quale collegato alla manovra di bilancio, è volto a garantire l’effettività della tutela della salute, in coerenza con l’art. 32 della Costituzione, attraverso una revisione sistemica della governance del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto dei principi di universalità, equità e solidarietà.  Lo scopo prioritario della riforma è l’abbattimento delle liste d’attesa, garantendo ai cittadini tempi certi per l’accesso a visite ed esami diagnostici attraverso una maggiore appropriatezza clinica e organizzativa.  In tale prospettiva, il disegno di legge valorizza l’assistenza territoriale, rafforzandone l’integrazione con l’assistenza ospedaliera, al fine di rispondere in modo più efficace ai bisogni assistenziali complesare riferimento. In mansi e multidisciplinari delnon sia possibile acquisila popolazione e di accrecumento tutte le informascere la resilienza comrà redigere una dichiaraplessiva dell’SSN.  a. Ciò vale per tutte le miUn’altra novità sarà ll’allegato 1, anche se le lil’aggiornamento della no le Amministrazioni ticlassificazione delle strutere le stesse modalità ad ture ospedaliere con il rinti le medesime carattericonoscimento degli ospedali di terzo livello come erò, sul punto saranno deorganismi ospedalieri di oni fornite dai diversi Mieccellenza con un bacino sso negli atti d’obbligo di utenza nazionale e soagli attuatori ulteriori vranazionale. Questi poesempio, il collaudo o il tranno essere gestiti da olare esecuzione). Nel caenti privati senza scopo riori documenti siano già di lucro e verranno financaricati essi, restano pieziati con risorse dedicate enza necessità di produrin base a specifici criteri l certificato di ultimazioquali, ad esempio, la valuregolare esecuzione/fortazione dell’attività sulla necessari, invece, questi ricerca scientifica prodotessere caricati su REGiS ta o la quota dei pazienti a fase Esecuzione/Esecuassistiti provenienti da al’iter di progetto) entro 5 tre regioni.  clusione dei lavori, menOltre agli ospedali di cumenti (ad esempio DNterzo livello, il legislatore rni.  individua negli ospedali adenze, il documento conelettivi, quelle strutture e principali sono il 30 giusanitarie focalizzate atori (data a cui vengono sull’assistenza a lungo tere misure da chiudere enmine e sulle cure palliati1 marzo) e il 31 agosto per ve per persone fragili e oni titolari. Fanno eccecroniche. Tali enti, al fine enti ammessi a finanziadi ridurre il carico sugli o di avvisi approvati nel ospedali, saranno privi di per cui la scadenza di giupronto soccorso ma gestisto. La stessa proroga poranno pazienti che non nessa anche per altri intercessiteranno di cure d’urinistrazioni titolari. Non genza ma di supporto cononi sui tempi di rendicontinuativo o permanente.  esa, che però potrebbe a Pasquale Quaranta ttare.  Matteo Barbero  ultimazione  ---End text---  Author: Pasquale Quaranta  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Riforma Ssn, la priorità è ridurre le liste d’attesa   -sec_org-
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		<tp:writer>Pasquale Quaranta</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Al via la campagna nazionale per la salute del cervello ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791206051.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 21 di <b>"VERITÀ" </b>  del 18 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:31:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="279450" Sales="27768" Printing="55890" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/18/2026031801791206051.PDF"><![CDATA[VERITÀ]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[PROTOCOLLO FRA SIN, CROCE ROSSA E ALETHEIA  Al via la campagna nazionale per la salute del cervello  n Firmato al Senato il protocollo tra Sin (Società Italiana di Neurologia), Croce Rossa e Fondazione Aletheia per la campagna sulla salute del cervello. L’iniziativa punta su prevenzione e stili di vita contro patologie  neurologiche in crescita, come demenza e Parkinson. In Italia i casi di demenza superano 1,4 milioni e sono destinati ad aumentare. Centrale il ruolo di dieta, attività fisica e riduzione dei fattori di rischio.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Al via la campagna nazionale per la salute del cervello   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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