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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Sanità, Girelli (Pd): Gimbe certifica sanità al collasso e italiani abbandonati - Agenparl ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703035209420.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703035209420.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:55:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/03/17/sanita-girelli-pd-gimbe-certifica-sanita-al-collasso-e-italiani-abbandonati/]]></tp:url>
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		<title><![CDATA[Sanità, Malavasi (Pd): allarme Gimbe su medici di famiglia, territori abbandonati da governo - Agenparl ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703035809422.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703035809422.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenparl.eu" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:56:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://agenparl.eu/2026/03/17/sanita-malavasi-pd-allarme-gimbe-su-medici-di-famiglia-territori-abbandonati-da-governo/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[(AGENPARL) - Roma, 17 Marzo 2026 - “I dati di oggi della Fondazione GIMBE fotografano il progressivo smantellamento della medicina territoriale sotto i colpi dell’inerzia del governo Meloni: mancano oltre 5.700 medici di medicina generale in tutta Italia, con punte drammatiche nelle grandi regioni come la Lombardia, il Veneto e la Campania. Con una media di 1.383 assistiti per medico, ben oltre la soglia ottimale, e la prospettiva di oltre 8.000 pensionamenti entro il 2028, il primo presidio di salute per i cittadini sta scomparendo. Siamo di fronte a una desertificazione sanitaria che colpisce soprattutto i più fragili e gli anziani, trasformando il diritto di avere un medico vicino a casa in un privilegio per pochi e sovraccaricando ulteriormente i pronto soccorso già al collasso.”“È inaccettabile che, davanti a questa emergenza, la destra risponda con una programmazione insufficiente e con la minaccia dell’autonomia differenziata, che non farà che amplificare i divari regionali già esistenti. Serve un piano straordinario di assunzioni e di investimenti che possano rendere nuovamente attrattiva la professione di medico di base, superando l’attuale isolamento dei professionisti, con una rete attiva che faccia dialogare ospedale e territorio, con team multiprofessionali, percorsi di specializzazione e borse di studio adeguate. Non ci può essere prossimità, né l’attuazione di una buona riforma territoriale del PNRR senza le gambe dei medici: difendere il loro ruolo significa difendere l’universalità del nostro Sistema Sanitario Nazionale, che questo esecutivo sembra voler sacrificare sull’altare dei tagli e del disinvestimento.”Così Ilenia Malavasi, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputatiComments are closed.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below.   
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	<item>
		<title><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE * MEDICI FAMIGLIA – CARENZE AL 1/1/2025: «IN ITALIA NE MANCANO 5.700, MAGLIA NERA LA LOMBARDIA 1.540 / POI VENETO 747 / CAMPANIA 643 / TRENTINO 53» ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703192407920.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703192407920.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"agenziagiornalisticaopinione.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>CRISI DEI MEDICI DI FAMIGLIA: NE MANCANO OLTRE 5.700, CARENZE IN 18 REGIONI. SALE LA PRESSIONE SUI MMG: 1.383 ASSISTITI IN MEDIA, BEN OLTRE IL RAPPORTO</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:57:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="187" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703192407920.PDF"><![CDATA[agenziagiornalisticaopinione.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-medici-famiglia-carenze-al-1-1-2025-in-italia-ne-mancano-5-700-maglia-nera-la-lombardia-1-540-poi-veneto-747-campania-643-trentino-53/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[CRISI DEI MEDICI DI FAMIGLIA: NE MANCANO OLTRE 5.700, CARENZE IN 18 REGIONI. SALE LA PRESSIONE SUI MMG: 1.383 ASSISTITI IN MEDIA, BEN OLTRE IL RAPPORTO--PARTIAL--   
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	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di famiglia e carenze in 18 regioni - Salute e Benessere  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703224008108.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703224008108.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"altoadige.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:59:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="41363" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703224008108.PDF"><![CDATA[altoadige.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-mancano-oltre-5-700-medici-di-famiglia-e-carenze-in-18-regioni-1.4319576]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, "le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia". Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac.Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti". (ANSA).      
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	<item>
		<title><![CDATA[Alto Adige, sempre meno medici di famiglia: ne mancano 80 - Salute e Benessere  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703224608110.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703224608110.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"altoadige.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La fotografia della nostra provincia evidenzia un sistema sotto pressione. Aumentano i pazienti per medico e si fatica a trovare nuovi professionisti. Nei prossimi anni peseranno anche i pensionamenti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:00:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/alto-adige-sempre-meno-medici-di-famiglia-ne-mancano-80-1.4319615]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[BOLZANO. In Alto Adige il sistema dei medici di famiglia si trova sempre più sotto pressione. A dirlo è l’analisi della Fondazione GIMBE, che evidenzia come ogni medico di medicina generale segua in media 1.525 assistiti, un numero nettamente superiore alla media nazionale ferma a 1.383. Un dato che, da solo, restituisce la misura del carico crescente sulle cure territoriali.     Secondo le stime, basate su un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 mancano circa 80 medici di famiglia. Una carenza che si traduce in maggiori difficoltà per i cittadini nel trovare un medico disponibile e in un aumento della pressione su quelli già in servizio.     Il problema non riguarda solo il presente, ma anche il futuro. Il ricambio generazionale fatica a decollare: nel 2025 i candidati al corso di formazione in medicina generale sono stati meno dei posti disponibili, con un deficit di 18 aspiranti rispetto alle borse finanziate. Un segnale che indica una professione sempre meno attrattiva rispetto al passato.     Negli ultimi anni, tra il 2019 e il 2024, il numero complessivo dei medici di base è comunque cresciuto leggermente in regione, in controtendenza rispetto al calo nazionale. Tuttavia, questo non basta a compensare le uscite previste: entro il 2028 ben 76 medici raggiungeranno l’età pensionabile. Un passaggio che rischia di aggravare ulteriormente una situazione già delicata, rendendo necessario intervenire per garantire la tenuta dell’assistenza sanitaria sul territorio.   
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	<item>
		<title><![CDATA[Alto Adige, sempre meno medici di famiglia: ne mancano 80 - Salute e Benessere - Alto Adige ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703223608120.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703223608120.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"altoadige.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La fotografia della nostra provincia evidenzia un sistema sotto pressione. Aumentano i pazienti per medico e si fatica a trovare nuovi professionisti. Nei prossimi anni peseranno anche i pensionamenti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:00:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.altoadige.it/salute-e-benessere/alto-adige-sempre-meno-medici-di-famiglia-ne-mancano-80-1.4319615]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[BOLZANO. In Alto Adige il sistema dei medici di famiglia si trova sempre più sotto pressione. A dirlo è l’analisi della Fondazione GIMBE, che evidenzia come ogni medico di medicina generale segua in media 1.525 assistiti, un numero nettamente superiore alla media nazionale ferma a 1.383. Un dato che, da solo, restituisce la misura del carico crescente sulle cure territoriali.     Secondo le stime, basate su un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 mancano circa 80 medici di famiglia. Una carenza che si traduce in maggiori difficoltà per i cittadini nel trovare un medico disponibile e in un aumento della pressione su quelli già in servizio.     Il problema non riguarda solo il presente, ma anche il futuro. Il ricambio generazionale fatica a decollare: nel 2025 i candidati al corso di formazione in medicina generale sono stati meno dei posti disponibili, con un deficit di 18 aspiranti rispetto alle borse finanziate. Un segnale che indica una professione sempre meno attrattiva rispetto al passato.     Negli ultimi anni, tra il 2019 e il 2024, il numero complessivo dei medici di base è comunque cresciuto leggermente in regione, in controtendenza rispetto al calo nazionale. Tuttavia, questo non basta a compensare le uscite previste: entro il 2028 ben 76 medici raggiungeranno l’età pensionabile. Un passaggio che rischia di aggravare ulteriormente una situazione già delicata, rendendo necessario intervenire per garantire la tenuta dell’assistenza sanitaria sul territorio.   
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	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, in Molise 55 medici di base in etÃ  da pensione entro il 2028 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703045109387.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703045109387.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"altomolise.net" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:44:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.altomolise.net/notizie/attualita/44909/gimbe-in-molise-55-medici-di-base-in-eta-da-pensione-entro-il-2028]]></tp:url>
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	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, 231 medici in pensione entro il 2028, oggi ne mancano circa 150 - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703187307901.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703187307901.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Sardegna entro il 2028 saranno 231 i medici di medicina generale che raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni. Inoltre tra il 2019 e il 2024 i medici di base nell''Isola si sono ridotti del 40,3% rispetto alla media nazionale pari al 14,1%. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2026/03/17/gimbe-231-medici-in-pensione-entro-il-2028-oggi-ne-mancano-circa-150_6d24c33f-83a1-44cf-8253-00252a4c7f2a.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Sardegna entro il 2028 saranno231 i medici di medicina generale che raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni. Inoltre tra il 2019 e il 2024 i medicidi base nell'Isola si sono ridotti del 40,3% rispetto alla medianazionale pari al 14,1%. E' l'impietosa fotografia sulla sanitàterritoriale di base scattata dalla Fondazione Gimbe che haanalizzato le dinamiche e le criticità normative che regolanol'inserimento dei medici di famiglia nel sistema sanitarionazionale, stimando l'entità della loro carenza all'1 gennaio2025.   In particole in Sardegna il numero medio di assistiti persingolo medico è pari a 1.384 contro una media nazionale di1.383. Secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazioneil rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, allastessa data, nell'Isola mancavano 143 medici di medicinagenerale.                                                                           				   La situazione non è destinata a migliorare visto che nel 2025i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazionespecifica in medicina generale sono stati inferiori ai postidisponibili: -3 candidati (-5%) rispetto alle borse finanziate(media Italia +26%).                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di famiglia e carenze in 18 regioni - Sanità  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703192907909.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703192907909.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, "le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:48:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703192907909.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/03/17/gimbe-mancano-oltre-5.700-medici-di-famiglia-e-carenze-in-18-regioni_467f25be-2acb-49d5-a593-12064815b775.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, "le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia". Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti".     Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, 116 medici di famiglia mancanti in Liguria - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703191407922.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703191407922.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Per raggiungere il rapporto ottimale di un medico di famiglia ogni 1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:58:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/03/17/gimbe-116-medici-di-famiglia-mancanti-in-liguria_e9cebd5a-9e57-4d74-ac26-345b483b4a98.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Per raggiungere il rapportoottimale di un medico di famiglia ogni 1.200 assistiti al primogennaio 2025 nella Regione Liguria mancano 116 medici dimedicina generale e il trend rischia di aggravarsi poiché entroil 2028 raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni ben 215dottori. Lo segnala la Fondazione Gimbe in un report nazionalesulle dinamiche e criticità insite nelle norme che regolanol'inserimento dei medici nel sistema sanitario nazionale esull'entità della loro carenza nelle Regioni italiane.                                                                           				   In Liguria il numero medio di assistiti per ogni medico dimedicina generale al primo gennaio 2025 nell'intera regione èpari a 1.345 rispetto alla media nazionale di 1.383. Secondol'analisi della Fondazione Gimbe tra il 2019 e il 2024 il numerodi medici in Liguria si è ridotto del 15,1%, la media nazionaledella riduzione è stata pari al 14,1%.                                                                           				   Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso diformazione specifica in medicina generale sul territorio liguresono stati inferiori ai posti disponibili: 11 candidati in menopari a un -18% rispetto alle borse finanziate rispetto allamedia nazionale del +26%.                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[In Campania nel 2028 andranno in pensione 1.147 medici di medicina generale - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207807958.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207807958.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>È la Campania la regione con il più alto numero di medici di medicina generale che entro il 2028 raggiungeranno l''età di pensionamento (70 anni). Sono infatti 1.147, oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925). (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:11:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207807958.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/03/17/in-campania-nel-2028-andranno-in-pensione-1.147-medici-di-medicina-generale_d812143c-a0af-4bf7-ba89-b2d11bda1981.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207807958.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[È la Campania la regione con il piùalto numero di medici di medicina generale che entro il 2028raggiungeranno l'età di pensionamento (70 anni). Sono infatti1.147, oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) eLazio (925). La Campania sconta dal 2019 al 202 una riduzionepercentuale del numero di medici di medicina generale del 12,3%,che però è sotto la media nazionale (pari al 14,1%). È quantoemerge da un'analisi prodotta dalla Fondazione Gimbe, che hamesso in risalto come, al primo gennaio 2025, in Italia mancanooltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadinifaticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelleregioni più popolose.                                                                           				Allo stesso tempo però la Campania vanta la terza percentuale inItalia (153% rispetto al 273% della Calabria e al 221% delLazio) per partecipanti al bando per i corsi di formazionespecifica in medicina generale nel 2025 rispetto al numero diborse finanziate: "La carenza dei medici di medicina generale -afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda leradici in una programmazione inadeguata, che per anni non hagarantito il necessario ricambio generazionale rispetto aipensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questaprofessione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadinifaticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, condisagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattuttoper le persone anziane e per i pazienti più fragili".                                                                           				Stando sempre ai dati forniti dalla fondazione, al primo gennaio2025 il numero medio di cittadini campani assistiti dal singolomedico di medicina generale è pari a 1.425: la regione sicolloca al sesto posto a livello nazionale dietro Lombardia(1.533), Veneto (1.526), provincia autonoma di Bolzano (1.525),Friuli Venezia Giulia (1.473) e Valle d'Aosta (1.432), ma soprale media nazionale (pari a 1.383). Per Gimbe in Campania alprimo gennaio 2025 mancano 643 medici di medicina generale: icittadini della regione, in tal senso, sono messi meglio solo diLombardia (dove mancherebbero 1.540 medici) e Veneto (747).                                                                                                                  Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Per Gimbe in Umbria mancano 12 medici di medicina generale - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210607986.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210607986.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>E'' una carenza ridotta quella di medici di medicina generale in Umbria secondo un''analisi nazionale condotta dalla Fondazione Gimbe. In base alla quale ne mancano 12 al primo gennaio 2025 tenendo in considerazione il "rapporto ottimale" pari a uno ogni ogni 1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:19:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210607986.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/03/17/per-gimbe-in-umbria-mancano-12-medici-di-medicina-generale_42b8687f-00bb-4567-a4c0-9fc000270cb4.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[E' una carenza ridotta quella dimedici di medicina generale in Umbria secondo un'analisinazionale condotta dalla Fondazione Gimbe. In base alla quale nemancano 12 al primo gennaio 2025 tenendo in considerazione il"rapporto ottimale" pari a uno ogni ogni 1.200 assistiti.  Ilnumero medio di assistiti al primo gennaio 2025 nell'interaregione è pari a 1.223, più basso della media nazionale, 1.383.                                                                           				    Gimbe ha analizzato le "dinamiche e criticità" nelle normeche regolano l'inserimento dei medici di medicina generale nelservizio sanitario nazionale e sull'entità della carenza nelleregioni italiane.                                                                           				    La fondazione ha quindi rilevato che in Umbria entro il 2028116 medici raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni.                                                                           				    Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale - hareso noto la fondazione - in regione si sono ridotti del 17,6%,più del dato medio del Paese, 14,1%.                                                                           				    Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corsodi formazione specifica in medicina generale sono statisuperiori ai posti disponibili: +11 candidati (+32%) rispettoalle borse finanziate (media Italia +26%).                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, in Puglia entro il 2028 via 702 medici di famiglia - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210707987.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210707987.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Entro il 2028, in Puglia mancheranno 702 medici di Medicina generale perché raggiungendo i 70 anni di età andranno in pensione. È quanto emerge da una indagine svolta dalla fondazione Gimbe e relativa alla carenza di medici di base. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:19:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210707987.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/puglia/notizie/2026/03/17/gimbe-in-puglia-entro-il-2028-via-702-medici-di-famiglia_c519a7d1-d2cf-49e4-9a94-d9f222e944af.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210707987.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Entro il 2028, in Puglia mancheranno702 medici di Medicina generale perché raggiungendo i 70 anni dietà andranno in pensione. È quanto emerge da una indagine svoltadalla fondazione Gimbe e relativa alla carenza di medici dibase. Secondo la fondazione dal primo gennaio dell'anno scorso,in Puglia mancano 279 medici di famiglia mentre il numero mediodi assistiti dal primo gennaio 2025 a oggi, è di un medico per1.331 assistiti (media nazionale 1.383). Nel report sisottolinea che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicinagenerale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasidoppia rispetto alla media nazionale che è pari 14,1%. Inoltre,nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso diformazione specifica in Medicina generale sono stati il 27 percento in più rispetto ai posti disponibili.                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[In Alto Adige mancano 80 medici di medicina generale, in Trentino 53 - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703202408004.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703202408004.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Alto Adige mancano 80 medici di medicina generale e in Trentino 53: la stima è della Fondazione Gimbe che, tenendo conto dell''evoluzione demografica della popolazione italiana, assume come riferimento il rapporto ottimale di un medico di medicina gen... (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:22:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703202408004.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/trentino/notizie/2026/03/17/in-alto-adige-mancano-80-medici-di-medicina-generale-in-trentino-53_44efdf74-b8bb-4308-852f-03bcc226b938.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Alto Adige mancano 80 medicidi medicina generale e in Trentino 53: la stima è dellaFondazione Gimbe che, tenendo conto dell'evoluzione demograficadella popolazione italiana, assume come riferimento il rapportoottimale di un medico di medicina generale ogni 1.200 assistiti.                                                                           				   La media degli assistiti, calcolata sulla base di dati dellaStruttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac)aggiornati al primo gennaio 2025, è, però, nella realtà, piùelevata. In provincia di Bolzano, il numero medio di assistitiper medico di medicina generale è pari a 1.525, contro una medianazionale di 1.383. Migliore è la situazione in provincia diTrento che registra una media di assistiti pari a 1.388.                                                                           				   Questi dati pongono l'Alto Adige al terzo posto dellagraduatoria nazionale, dietro Lombardia (1.533) e Veneto 1.526.                                                                           				Va considerato che l'Accordo collettivo nazionale stabilisce a1.500 il numero massimo di assistiti per medico, con lapossibilità di aumentarlo in casi particolari, ad esempio, finoa 2.000 per la provincia di Bolzano.                                                                           				   Il dato altoatesino si inserisce, comunque, in un trendpositivo: tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generalenella provincia sono aumentati del 2,4%, mentre la medianazionale registra una riduzione pari al 14,1%. Una riduzionedell'1,5%, nello stesso periodo, viene segnalata anche inTrentino.                                                                           				   Gimbe rileva anche che nelle due Province autonome, nel 2025,i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazionespecifica in Medicina generale sono stati inferiori ai postidisponibili: meno 18 candidati (meno 60%) rispetto alle borsefinanziate, in Alto Adige e meno 15 candidati (meno 38%) inTrentino (media Italia più 26%).                                                                           				   Entro il 2028, conclude la Fondazione Gimbe, in Trentino AltoAdige, 76 medici di medicina generale (dato disponibile solo alivello regionale) raggiungeranno l'età di pensionamento di 70anni.                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, nel 2028 in Sicilia in età da pensione 820 medici di Medicina generale - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703202508005.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703202508005.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Entro 2028 in Sicilia saranno 820 i medici di Medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni. E'' quanto emerge da un report del Gimbe da cui emerge che il numero medio di assistiti al 1 gennaio 2025 nell''intera regione è pari a 1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:22:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703202508005.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2026/03/17/gimbe-nel-2028-in-sicilia-in-eta-da-pensione-820-medici-di-medicina-generale_159f88ea-360d-4b90-9d63-bd3ca42485d7.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Entro 2028 in Sicilia saranno 820i medici di Medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni. E' quanto emerge da un report delGimbe da cui emerge che il numero medio di assistiti al 1gennaio 2025 nell'intera regione è pari a 1.177, poco sotto lamedia nazionale che è di 1.383.                                                                           				Secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazione ilrapporto ottimale pari a un medico di Medicina generale ogni1.200 assistiti, al 1 gennaio 2025 in regione non si rilevanocarenze nel settore.                                                                           				     Tra il 2019 e il 2024, secondo il report, i medici diMedicina generale in Sicilia si sono ridotti del 14,7%, in lineacon la media nazionale che è pari al 14,1%;    Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corsodi formazione specifica in Medicina generale sono statisuperiori ai posti disponibili: +149 candidati (+79%) rispettoalle borse finanziate (media Italia +26%).                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, nelle Marche mancano 161 medici di famiglia - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205608036.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205608036.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Entro il 2028 nelle Marche sono 202 i medici di medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni mentre, secondo una stima che considera il rapporto ottimale pari a un Mmg ogni 1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:33:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205608036.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/03/17/gimbe-nelle-marche-mancano-161-medici-di-famiglia_cdb8d71a-b9a5-44bf-9f47-a3bd92a10a73.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Entro il 2028 nelle Marche sono 202i medici di medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni mentre,  secondo una stima checonsidera il rapporto ottimale pari a un Mmg ogni 1.200assistiti, al primo gennaio 2025 in regione mancano 161 medicidi medicina generale. Sono dati che emergono dall'analisi dellaFondazione Gimbe sui cosiddetti medici di famiglia, in relazionea dinamiche e criticità per l'inserimento nel Servizio sanitarionazionale, per l'entità delle carenze nelle varie regioni.                                                                           				   Tra i dati più negativi quello secondo cui, nel 2025, ipartecipanti delle Marche al concorso nazionale per il Corso diFormazione Specifica in Medicina generale sono stati inferioriai posti disponibili: 78 candidati in meno rispetto alle borsefinanziate, e ciioè -49% rispetto ai posti a fronte di una mediaItalia del +26%.                                                                           				   A guidare la classifica della carenza di medici di medicinagenerale - dal primo gennaio 2025 - è la Lombardia con 1.540,seguita da Veneto (747), Campania (643), Emilia Romagna (502);Marche al nono posto, a metà classifica. Sul trend dipensionamenti entro il 2028 le criticità maggiori sono inCampania (1.147) e Lombardia (928); le Marche (202) siposizionano in medio bassa classifica.                                                                           				   Per numero medio di assistiti per medico di medicina generalela regione si colloca poco sopra la media nazionale (1.406rispetto a 1.383) ben al di sotto della Lombardia in cui ognimedico si prende cura di 1.533 assistiti.                                                                           				   Il report evidenzia per le Marche, tra il 2019 e il 2024, lacontrazione di medici di medicina generale più bassa (-4,2%)rispetto a tutte le altre Regioni (fa eccezione la Provinciaautonoma di Trento, -1,5%), in particolare a Sardegna (-40,3%),Puglia (-26,3%), Calabria (-20,2%), Abruzzo (-20%), rispetto auna media Italia del 14,2%.                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, in Valle d'Aosta ogni medico di famiglia ha oltre 1.400 assistiti - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703203708065.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703203708065.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Valle d''Aosta il numero medio di assistiti per ogni medico di medicina generale è pari a 1.432 (media nazionale 1.383). Lo rivela uno studio di Gimbe (i dati sono relativi al primo gennaio 2025). (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:44:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703203708065.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2026/03/17/gimbe-in-valle-daosta-ogni-medico-di-famiglia-ha-oltre-1.400-assistiti_0c4660f6-55b0-48bf-87aa-1a5dded004c6.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Valle d'Aosta il numero medio diassistiti per ogni medico di medicina generale è pari a 1.432(media nazionale 1.383). Lo rivela uno studio di Gimbe (i datisono relativi al primo gennaio 2025). La Valle d'Aosta si piazzaal quinto posto tra le regioni a livello nazionale.                                                                           				Secondo la ricerca, entro il 2028 dieci medici di medicinagenerale raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni.                                                                           				Inoltre, tenendo in considerazione il rapporto ottimale pari aun medico ogni 1.200 assistiti, al primo gennaio 2025 in regionemancano 15 professionisti (che tra il 2019 e il 2024 si sonoridotti del 9,3% contro un calo nazionale pari al 14,1%).                                                                                                                  Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di famiglia e carenze in 18 regioni ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703215808134.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703215808134.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, "le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:02:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703215808134.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/03/17/gimbe-mancano-oltre-5.700-medici-di-famiglia-e-carenze-in-18-regioni_467f25be-2acb-49d5-a593-12064815b775.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, "le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia". Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti".     Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703215808134.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Fondazione Gimbe, in Basilicata non c'è carenza di medici di famiglia - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929108243.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929108243.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Basilicata non si registrano carenze di medici di medicina generale, i cosiddetti medici di famiglia, considerando un numero ottimale quello di 1.200 assistiti a medico. In regione, infatti, la media è di 1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:26:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929108243.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/03/17/fondazione-gimbe-in-basilicata-non-ce-carenza-di-medici-di-famiglia_c69e4d83-4612-483a-b8e7-d411cf7caf84.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929108243.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[In Basilicata non si registranocarenze di medici di medicina generale, i cosiddetti medici difamiglia, considerando un numero ottimale quello di 1.200assistiti a medico. In regione, infatti, la media è di 1.153pazienti per ogni professionista, a fronte della media nazionaledi 1.383.                                                                           				   È quanto riferisce l'analisi della Fondazione Gimbe suiMedici di Medicina Generale che esamina le dinamiche e lecriticità delle norme che regolano il loro inserimento nelServizio Sanitario Nazionale e la loro carenza nelle singoleregioni. "Considerato che le stime sono calcolate sulla mediaregionale - ha precisato il presidente della Fondazione Gimbe,Nino Cartabellotta - non si può tuttavia escludere che, anchenelle Regioni dove non emerge una carenza di Mmg, possanoesserci ambiti territoriali o singole aree senza medici".                                                                           				   L'analisi si concentra sul numero di assistiti per ognimedico, sui pensionamenti, sui nuovi medici, sul trend inriduzione tra il 2019 e il 2024, sulla stima della carenza apartire dal 1° gennaio 2025.                                                                           				   Tra gli altri elementi utili, si è appreso che entro il 2028107 medici di famiglia  raggiungeranno l'età di pensionamento di70 anni; che tra il 2019 e il 2024 i medici  in regione si sonoridotti del 17,2% (14,1% in Italia) e che nel 2025 ipartecipanti al concorso nazionale per il Corso di FormazioneSpecifica in Medicina Generale sono stati superiori ai postidisponibili: 8 candidati in più (+67%) rispetto alle borsefinanziate (media Italia +26%).                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, in Abruzzo 237 medici di base in età da pensione entro il 2028 - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921508263.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921508263.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Abruzzo, entro il 2028, 237 medici di medicina generale raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione all''undicesimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:34:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921508263.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2026/03/17/gimbe-in-abruzzo-237-medici-di-base-in-eta-da-pensione-entro-il-2028_a59e3ad7-53a1-44c9-954b-0ae408028b34.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Abruzzo, entro il 2028, 237medici di medicina generale raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni; il dato colloca la regioneall'undicesimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numeromedio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.216, controuna media nazionale di 1.383. La regione, inoltre, è al terzoposto per la riduzione dei medici: tra il 2019 e il 2024 sonoscesi del 20%, percentuale superiore alla media italiana, parial 14,1%. Lo rileva la fondazione Gimbe, secondo cui in Abruzzomancano 12 medici di base.                                                                           				   Il dato sulla carenza, che pone la regione in penultimaposizione, tra quelle con il dato più basso, è una stimaelaborata tenendo conto del rapporto ottimale pari a un medicoogni 1.200 assistiti. Il report rileva, inoltre, che nel 2025 ipartecipanti al concorso nazionale per il Corso di FormazioneSpecifica in Medicina Generale sono stati superiori ai postidisponibili: +44 candidati (+142%) rispetto alle borsefinanziate (media Italia +26%).                                                                           				   A livello nazionale, la carenza di medici di base riguardasoprattutto le regioni più grandi: in testa la Lombardia(-1.540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643),Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio(-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise eSicilia. Per quanto riguarda la riduzione tra il 2019 e il 2024,prima dell'Abruzzo ci sono Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) eCalabria (-20,2%). In Italia i medici che entro il 2028raggiungeranno il limite di età per la pensione sono 8.180.                                                                           				   "La carenza dei medici di medicina generale - afferma NinoCartabellotta, presidente della fondazione Gimbe - è un problemaormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in unaprogrammazione inadeguata, che per anni non ha garantito ilnecessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamentiattesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha persodi attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovareun medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti epotenziali rischi per la salute, soprattutto per le personeanziane e per i pazienti più fragili".                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, in Molise 55 medici di base in età da pensione entro il 2028 - Notizie  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702919908279.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Molise, entro il 2028, 55 medici di medicina generale raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione al penultimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:40:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/molise/notizie/2026/03/17/gimbe-in-molise-55-medici-di-base-in-eta-da-pensione-entro-il-2028_d88c166b-b4a6-4db4-b478-4c2950b72a67.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Molise, entro il 2028, 55medici di medicina generale raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione alpenultimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numeromedio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.154, controuna media nazionale di 1.383. Tra il 2019 e il 2024, inoltre, siregistra una riduzione di medici di base pari al -9,4%, controuna media italiana del 14,1%. Lo rileva la fondazione Gimbe,secondo cui in Molise, a differenza di quasi tutte le regioni,non si rileva una carenza di medici di medicina generale.                                                                           				   Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti alconcorso nazionale per il Corso di formazione specifica inMedicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: +7candidati (+70%) rispetto alle borse finanziate (media Italia+26%).                                                                           				   A livello nazionale, la carenza di medici di base riguardasoprattutto le regioni più grandi: in testa la Lombardia(-1.540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643),Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio(-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise eSicilia. Per quanto riguarda la riduzione tra il 2019 e il 2024,ci sono Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) e Calabria (-20,2%).                                                                           				In Italia i medici che entro il 2028 raggiungeranno il limite dietà per la pensione sono 8.180.                                                                           				   "La carenza dei medici di medicina generale - afferma NinoCartabellotta, presidente della fondazione Gimbe - è un problemaormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in unaprogrammazione inadeguata, che per anni non ha garantito ilnecessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamentiattesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha persodi attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovareun medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti epotenziali rischi per la salute, soprattutto per le personeanziane e per i pazienti più fragili".                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, in Calabria carenza minore di medici di famiglia, -43 - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702940108325.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702940108325.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Calabria c''è una leggera carenza di medici di famiglia, stimata in -43. Lo evidenzia l''analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Nella Regione, entro il 2028, raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni 420 medici di famiglia. (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:54:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702940108325.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/calabria/notizie/2026/03/17/gimbe-in-calabria-carenza-minore-di-medici-di-famiglia-43_15f0e0e9-2374-4ef0-bd0d-e0a4f14eef2d.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Calabria c'è una leggeracarenza di medici di famiglia, stimata in -43. Lo evidenzial'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. NellaRegione, entro il 2028, raggiungeranno l'età di pensionamento di70 anni 420 medici di famiglia.                                                                           				   Il numero medio di assistiti per ogni medico al 1° gennaio2025 nell'intera regione è pari a 1.242 contro una medianazionale di 1.383.                                                                           				   Il numero dei medici di famiglia è sceso, tra il 2019 e il2024 in maniera superiore alla media nazionale (14,1), con unaflessione del 20,2%. A fronte di questo, però, nel 2025 ipartecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazionespecifica in Medicina generale sono stati superiori ai postidisponibili: +109 candidati (+273%) rispetto alle borsefinanziate (media Italia +26%).                                                                           				   "La carenza dei medici di medicina generale - afferma NinoCartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problemaormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in unaprogrammazione inadeguata, che per anni non ha garantito ilnecessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamentiattesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha persodi attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovareun medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti epotenziali rischi per la salute, soprattutto per le personeanziane e per i pazienti più fragili".                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
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		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Fondazione Gimbe, in Piemonte meno medici della media nazionale - Notizie  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702943008366.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702943008366.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ansa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Entro il 2028 in Piemonte 433 medici di medicina generale raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni. Il numero medio di assistiti per medico di famiglia al 1 gennaio 2025 nell''intera regione è pari a 1.407 (media nazionale 1.383). (ANSA)</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:05:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1074704" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702943008366.PDF"><![CDATA[ansa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2026/03/17/fondazione-gimbe-in-piemonte-meno-medici-della-media-nazionale_3b694c31-db7a-4c70-9715-849500e018e3.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Entro il 2028 in Piemonte 433medici di medicina generale raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni. Il numero medio di assistiti permedico di famiglia al 1 gennaio 2025 nell'intera regione è paria 1.407 (media nazionale 1.383).  Emerge dall'analisi dellaFondazione Gimbe sui medici di medicina generale. Secondo lastima Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapportoottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti, al 1 gennaio2025 in regione mancano 463 medici.                                                                           				   Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale inregione si sono ridotti del 10,6%. La media nazionale dellariduzione è pari al 14,1% e nel 2025 i partecipanti al concorsonazionale per il corso di formazione specifica in medicinagenerale sono stati inferiori ai posti disponibili: -50candidati (-29%) rispetto alle borse finanziate (media Italia+26%).                                                                            Riproduzione riservata © Copyright ANSA   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Redazione ANSA</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di famiglia: gravi carenze in Campania ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205808034.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205808034.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"anteprima24.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:33:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="100" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205808034.PDF"><![CDATA[anteprima24.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.anteprima24.it/regione/gimbe-mancano-oltre-5-700-medici-di-famiglia-gravi-carenze-in-campania/]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205808034.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[«La notizia è importante, abbiamo bisogno di tempo!»   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205808034.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia in fuga in 18 regioni italiane colpisce carenza grave di oltre 5700 professionisti ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212107973.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212107973.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"assodigitale.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:17:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="114" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212107973.PDF"><![CDATA[assodigitale.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://assodigitale.it/medici-di-famiglia-in-fuga-in-18-regioni-italiane-colpisce-carenza-grave-di-oltre-5700-professionisti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Italia senza medici di famiglia: numeri, cause e rischi entro il 2028In Italia, secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, mancano oggi oltre 5.700 medici di famiglia, una carenza diffusa in almeno 18 Regioni e Province autonome.Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono scesi da 42.009 a 36.812 unità, mentre la popolazione invecchia rapidamente e accumula malattie croniche.Il problema si concentra soprattutto in grandi Regioni come Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio, e rischia di aggravarsi entro il 2028 per effetto dei pensionamenti e di una programmazione formativa inadeguata.Perché sta accadendo? Secondo il presidente Nino Cartabellotta, scelte politiche sbagliate, parametri che sottostimano le reali carenze e minore attrattività della professione hanno aperto una crisi strutturale della medicina generale, con ricadute dirette sull’accesso alle cure e sulle liste d’attesa ospedaliere.In sintesi:    Dal 2019 al 2024 persi 5.197 medici di famiglia, con forti squilibri regionali.    Entro il 2028 andranno in pensione 8.180 medici, sostituiti solo in parte.    Over 65 e malattie croniche in aumento rendono insostenibile l’attuale massimale di assistiti.    Gimbe chiede una riforma organica per rendere di nuovo attrattiva la medicina generale.Carenze, numeri regionali e impatto su cure e assistenza territorialeIl report della Fondazione Gimbe fotografa una carenza media di 1.383 assistiti per medico di famiglia al 1 gennaio 2025, con forti differenze territoriali: si va dai 1.153 assistiti del Molise ai 1.533 della Lombardia.Formalmente il massimale fissato dall’accordo collettivo è di 1.500 pazienti per ciascun medico, estendibile a 1.800 e, tramite deroghe locali, anche oltre, come avviene nella Provincia autonoma di Bolzano (fino a 2.000 assistiti). DA NON PERDERE ?  Macron a Davos sfida la realtà globale con una battuta sulla pace che fa discutere il mondoL’innalzamento del rapporto “ottimale” da un medico ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200, confermato dall’accordo del gennaio 2026, secondo Nino Cartabellotta è “un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta”. Aumentando il rapporto, infatti, cresce il numero di cittadini costretti a rimanere senza medico prima che un territorio venga dichiarato “zona carente” e si possa bandire un nuovo incarico.Le Regioni più in difficoltà sono Lombardia (-1.540 medici), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non risultano carenze ufficiali in Basilicata, Molise e Sicilia, ma la media regionale nasconde spesso criticità locali.Nel frattempo, l’Italia invecchia: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni e più della metà conviveva con almeno due patologie croniche. Le proiezioni Istat indicano che nel 2035 gli over 65 saliranno al 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 al 9,3% (5,39 milioni).“L’invecchiamento e l’aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato”, spiega Cartabellotta. In questo scenario, un massimale di 1.500 pazienti “riduce il tempo da dedicare ai singoli assistiti, aumenta i carichi di lavoro e peggiora accessibilità e qualità delle cure”. DA NON PERDERE ?  Israele minaccia Hezbollah con offensiva in Libano e ritorsioni durePensionamenti, formazione insufficiente e riforma necessaria entro il 2028Secondo la Fimmg, tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici di medicina generale avranno raggiunto o raggiungeranno l’età pensionabile (70 anni, salvo deroghe), con picchi che vanno dai 10 medici in Valle d’Aosta ai 1.147 in Campania.Il ricambio generazionale non è garantito. Tra il 2014 e il 2017 le borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si sono attestate intorno alle 1.000 unità l’anno, troppo poche rispetto ai pensionamenti previsti.Dopo l’
aumento fino a 4.362 borse nel 2021, i numeri sono nuovamente scesi: circa 2.600 nel 2023 e 2024, fino a 2.228 nel 2025. In diverse Regioni, inoltre, parte dei posti rimane scoperta per mancanza di candidati: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta registrano un -60%, le Marche -49%, la Provincia autonoma di Trento -38%, il Piemonte -29%.Anche se tutte le borse finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e completate e tutti i medici andassero in pensione a 70 anni, al 2028 resterebbe comunque un gap stimato in oltre 2.700 medici di famiglia.“A questa crisi della medicina generale bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva”, avverte Cartabellotta, criticando la moltiplicazione disordinata di norme e micro-interventi. “Senza una visione d’insieme Governo e Regioni continueranno a tamponare l’emergenza, mentre cresce il numero di persone senza medico di famiglia”. DA NON PERDERE ?  Bassetti svela super antibiotico per feriti a Crans-Montana: mix di inibitori che cambia la curaLa scadenza del 30 giugno 2026, fissata per l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale, si avvicina senza che il ruolo del medico di famiglia sia stato definito con chiarezza. Intanto, l’ospedale assorbe gran parte della domanda inevasa sul territorio, con inevitabile aumento delle liste d’attesa.FAQQuanti medici di famiglia mancano oggi in Italia secondo Gimbe?Secondo le stime aggiornate della Fondazione Gimbe, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale rispetto al fabbisogno.Quali Regioni italiane soffrono maggiormente la carenza di medici di famiglia?Le Regioni con le carenze più significative sono Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio.Quanti medici di famiglia andranno in pensione entro il 2028?Secondo la Fimmg, tra il 2025 e il 2028 raggiungeranno l’età pensionabile circa 8.180 medici di medicina generale.Quanti pazienti può seguire al massimo un medico di famiglia?Formalmente ogni medico di famiglia può seguire fino a 1.500 assistiti, elevabili a 1.800 e oltre con specifiche deroghe regionali.Da quali fonti sono stati elaborati i dati su medici di famiglia e carenze?I dati sono derivati da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia in fuga in 18 regioni italiane colpisce carenza grave di oltre 5700 professionisti ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702936508433.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"assodigitale.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Italia senza medici di famiglia: numeri, cause e rischi entro il 2028In Italia, secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, mancano oggi oltre 5.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:31:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://assodigitale.it/medici-di-famiglia-in-fuga-in-18-regioni-italiane-colpisce-carenza-grave-di-oltre-5700-professionisti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Italia senza medici di famiglia: numeri, cause e rischi entro il 2028In Italia, secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, mancano oggi oltre 5.--PARTIAL--   
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		<tp:writer>Michele Ficara Manganelli ????</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Puglia senza medici di famiglia: saranno 700 in meno entro il 2028. L'allarme del Gimbe ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702902809024.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702902809024.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"baritoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I dati emergono dall''analisi condotta dalla fondazione: la regione è tra quelle che hanno già registrato la riduzione più consistente di medici: -23,6% in cinque anni</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:36:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="28224" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702902809024.PDF"><![CDATA[baritoday.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.baritoday.it/attualita/puglia-bari-carenza-medici-di-famiglia-allarme-gimbe.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Dal primo gennaio 2025, in Puglia mancano circa 279 medici di famiglia, ed entro il 2028 la regione ne perderà altri 702, che raggiungeranno l'età della pensione. E' quanto emerge dall'analisi fatta dalla Fondazione Gimbe in relazione alla carenza di medici di medicina generale sul territorio nazionale, problematica che coinvolge tutte le regioni italiane. A fronte di una popolazione che invecchia, e di bisogni di assistenza che aumentano, in Italia - evidenzia lo studio - il numero di medici di base, tra il 2019 e il 2024, è diminuito di 5.197 unità, con la conseguente difficoltà, da parte dei cittadini, a trovare un medico di famiglia.Medici di famiglia: la fotografia puglieseL'Accordo Collettivo Nazionale (Acn), strumento che regola le attività lavorative dei medici di famiglia, che operano in convenzione con le Asl, fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per ciascun medico di famiglia, limite che in casi particolari può essere innalzato fino a 1.800. Nella sua indagine, il Gimbe ha comunque preso comunque riferimento il rapporto ottimale per l'assistenza indicato nell'ultimo Acn, ovvero di 1 medico ogni 1.200 assistiti. Le stime elaborate per la Puglia, come detto, parlano di circa 279 medici 'mancanti'. La Puglia inoltre è, dopo la Sardegna, la regione che tra il 2019 e il 2024 ha registrato la riduzione più consistente del numero di medici di famiglia: il 23,6% in meno, contro un dato nazionale che si attesta intorno al -14%. Nella regione, il numero medio di assistiti per ciascun medico è di 1331, di poco inferiore alla media nazionale di 1383.Per quanto riguarda i nuovi medici di famiglia, lo studio Gimbe, sulla base dei dati Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina generale) nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili. Una circostanza che si è verificata anche in Puglia, dove i partecipanti sono stati il 27 per cento in più rispetto ai posti disponibili.Il ricambio generazionale insufficiente"Anche se tutti i MMG andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine - rileva comunque il Gimbe - le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG". "Peraltro – evidenzia il presidente Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo".Il 'nodo' della riforma della medicina generaleLa fondazione Gimbe rileva anche come, negli ultimi anni, governo e regioni abbiano affrontato il problema della carenza di medici di medicina generale con "soluzioni tampone", come innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, e anche la possibilità, per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. "A questa crisi della medicina generale – commenta Cartabellotta – bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche". "Senza una visione d’insieme – chiosa Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, ment
re oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri".   
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		<title><![CDATA[Sanità, allarme medici di famiglia in Campania: oltre 1.100 verso la pensione entro il 2028 - binews.it ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703062309671.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703062309671.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"binews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>NAPOLI — La Campania si conferma la regione italiana con il più alto numero di medici di medicina generale prossimi alla pensione. Secondo un’analisi</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:21:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.binews.it/evidenza/sanita-allarme-medici-di-famiglia-in-campania-oltre-1-100-verso-la-pensione-entro-il-2028/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[17/03/2026 binews.it EVIDENZA, NEWS CAMPANIA 0NAPOLI — La Campania si conferma la regione italiana con il più alto numero di medici di medicina generale prossimi alla pensione. Secondo un’analisi della Fondazione Gimbe, sono infatti 1.147 i medici di base che entro il 2028 raggiungeranno i 70 anni, superando nettamente regioni come Lombardia (929) e Lazio (925).Un dato che accende i riflettori su una criticità già evidente: la difficoltà per molti cittadini di trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle aree più densamente popolate.La Campania, negli ultimi anni, ha già registrato una riduzione del 12,3% dei medici di famiglia (dal 2019 al 2023), un calo leggermente inferiore alla media nazionale (14,1%), ma comunque significativo.Al 1° gennaio 2025, secondo Gimbe, in Campania mancano 643 medici di medicina generale, un dato che colloca la regione tra quelle più in difficoltà, superata solo da realtà come Lombardia e Veneto.La carenza si riflette direttamente sui cittadini: ogni medico di base campano assiste in media 1.425 pazienti, un numero superiore alla media nazionale (1.383), segno di un carico di lavoro crescente per i professionisti e di un servizio sempre più sotto pressione.Il problema principale resta il ricambio generazionale. Il progressivo pensionamento dei medici non è stato accompagnato, negli anni, da una programmazione adeguata del numero di nuovi professionisti.Come sottolineato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, la carenza dei medici di famiglia è ormai un fenomeno diffuso in tutta Italia, dovuto anche alla perdita di attrattività della professione, sempre meno scelta dai giovani medici.Nonostante le difficoltà, la Campania registra un dato incoraggiante: è tra le regioni con il più alto numero di candidati ai corsi di formazione in medicina generale rispetto alle borse disponibili. Nel 2025 si attesta al 153%, terza in Italia dopo Calabria e Lazio.Un segnale che potrebbe rappresentare una base per invertire la tendenza, se accompagnato da un adeguato aumento delle borse di studio e da politiche mirate a rendere più attrattiva la professione.La carenza di medici di famiglia si traduce in disagi concreti per la popolazione, soprattutto per anziani e pazienti fragili, che rischiano di rimanere senza assistenza sanitaria di prossimità.Senza interventi strutturali, l’ondata di pensionamenti prevista nei prossimi anni potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, rendendo ancora più difficile garantire un servizio essenziale per la salute pubblica.Congresso PD, Iovino: il partito non sia dei singoli o dei sindaci, ma una comunita’ in cammino.Da Sperone a Roma: Beatrice Vecchione protagonista in “Le Serve”Migliori ADMCasino online miglioriCasino online ItaliaCasino online non AAMSCasino online  Migliori casino online  © 2016-2021 - binews.it - Notizie - Tutti i diritti riservati   
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, è allarme in Puglia: entro il 2028 previsti 702 pensionamenti ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703216208186.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703216208186.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"borderline24.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:15:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.borderline24.com/2026/03/17/medici-di-famiglia-e-allarme-in-puglia-entro-il-2028-previsti-702-pensionamenti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ Direttore Responsabile: Adalisa MeiPer segnalazioni: redazione@borderline24.comContinua a crescere l’allarme per la carenza di medici di medicina generale in Puglia. Secondo un report della Fondazione Gimbe, entro il 2028 sono previsti 702 pensionamenti tra i medici di base, destinati a ridurre ulteriormente la copertura sul territorio.Il quadro emerge da un’analisi sulla situazione nazionale e regionale, che evidenzia come già dal 1° gennaio 2025 in Puglia risultassero mancanti 279 medici di famiglia. Un dato che si inserisce in un contesto di progressiva riduzione del personale negli ultimi anni. Dal report si rileva infatti che tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale in regione è diminuito del 26,3%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale, ferma al 14,1%.Nonostante ciò, il carico assistenziale per ciascun medico resta elevato: in Puglia si registra una media di un medico ogni 1.331 assistiti, leggermente inferiore rispetto alla media nazionale di 1.383, ma comunque indicativa della pressione sul sistema. Un segnale positivo arriva dal numero di candidati al corso di formazione specifica in medicina generale: nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale hanno superato del 27% i posti disponibili. Tuttavia, secondo la Fondazione Gimbe, il dato non è sufficiente a compensare le uscite previste nei prossimi anni.Foto repertorioCopyright 2016-2023 © Bitrecall S.r.l. Tutti i diritti sono riservati | Divisione Quotidiani Sede: Via Montenegro, 19 70121 BariCodice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Bari n.07770570724 | R.E.A. di Bari: 580439 | Borderline24 è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Bari n.ro R.G. 5301 – R.S. 21 / 2015   
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		<title><![CDATA[Fughe e pensioni, medici sempre più rari in Sardegna ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703024509345.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703024509345.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cagliarinews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il 40% in meno di dottori negli ultimi 5 anni, entro gennaio 2028 altri 231 lasceranno ambulatori e lettini: i numeri drammatici</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:27:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="328" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703024509345.PDF"><![CDATA[cagliarinews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://cagliarinews.it/fughe-pensioni-medici-sardegna-17-marzo-2026/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sardegna, allarme medici di base: carenze e pensionamenti mettono a rischio l’assistenzaSardegna, allarme medici di base: carenze e pensionamenti mettono a rischio l’assistenza. Secondo la Fondazione Gimbe, entro il 2028 andranno in pensione 231 medici di medicina generale mentre il numero è già crollato del 40,3%.La sanità territoriale in Sardegna attraversa una fase critica, fotografata da un’analisi della Fondazione Gimbe che evidenzia numeri destinati a pesare sull’assistenza quotidiana dei cittadini. Entro il 2028 saranno infatti 231 i medici di medicina generale che raggiungeranno il limite di età dei 70 anni, aggravando una carenza già significativa.Un crollo oltre la media nazionaleTra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di base nell’Isola si è ridotto del 40,3%, un dato nettamente superiore rispetto alla media nazionale, ferma al 14,1%. Una diminuzione che riflette criticità strutturali e normative nel sistema di inserimento dei medici di famiglia nel Servizio sanitario nazionale.Il risultato è una pressione crescente sui professionisti in attività. In Sardegna il numero medio di assistiti per medico è pari a 1384, in linea con la media italiana di 1383, ma comunque superiore al rapporto ottimale individuato in un medico ogni 1200 pazienti. Proprio su questo parametro, la stima evidenzia che al primo gennaio 2025 mancavano nell’Isola almeno 143 medici di medicina generale.Il nodo della formazioneA peggiorare lo scenario contribuisce la scarsa attrattività del percorso professionale. Nel 2025, infatti, i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori alle borse disponibili: tre candidati in meno, pari a un calo del 5%, in controtendenza rispetto alla media nazionale che registra invece un surplus del 26%.Questa dinamica segnala un disallineamento tra fabbisogni e capacità di reclutamento, che rischia di lasciare scoperti interi territori, soprattutto nelle aree interne e meno popolate.LEGGI ANCHE: Sanità a Cagliari e in Sardegna alle corde: “118 al collasso, mancano la metà dei medici”Un futuro incerto per l’assistenza di baseSe non si interverrà con misure strutturali, il combinato tra pensionamenti e carenza di nuovi ingressi potrebbe compromettere l’accesso alle cure primarie. La medicina generale rappresenta infatti il primo presidio sanitario per i cittadini e un filtro fondamentale per l’intero sistema.La situazione sarda diventa così emblematica di una criticità più ampia, ma con caratteristiche locali particolarmente accentuate. Il rischio concreto è quello di un progressivo indebolimento della sanità territoriale, proprio mentre cresce la domanda di assistenza legata all’invecchiamento della popolazione.   
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		<tp:writer>Paolo Rapeanu</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Sanità Sardegna, dal 2019 al 2024 perso oltre il 40% dei medici di base ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703030509277.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703030509277.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cagliaripad.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Un dato, quello della sanità in Sardegna, che polverizza la pur preoccupante flessione media nazionale ferma al 14%</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:59:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="5000" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703030509277.PDF"><![CDATA[cagliaripad.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.cagliaripad.it/668832/sanita-sardegna-dal-2019-al-2024-perso-oltre-il-40-dei-medici-di-base/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il quadro clinico della sanità territoriale sarda emerge con tinte drammatiche dall’ultima analisi pubblicata dalla Fondazione Gimbe, che delinea una vera e propria emorragia di professionisti destinata ad aggravarsi nel breve termine. Entro il 2028, infatti, ben 231 camici bianchi operanti nell’isola raggiungeranno la soglia dei settant’anni, uscendo definitivamente dal servizio per limiti di età.Questo imminente vuoto previdenziale si innesta su una crisi già profonda, che ha visto la Sardegna perdere oltre il 40% dei propri medici di base nel quinquennio tra il 2019 e il 2024, un dato che polverizza la pur preoccupante flessione media nazionale ferma al 14%.Oltre alla drastica diminuzione del personale, il monitoraggio evidenzia una pressione assistenziale che ha ormai superato i livelli di guardia. Con una popolazione medica sottodimensionata, il carico di pazienti per ogni singolo professionista ha raggiunto la quota di 1.384 assistiti, superando il già critico parametro medio del resto d’Italia.Questa distribuzione sproporzionata dei compiti è la diretta conseguenza di un buco organico che conta attualmente 143 posizioni scoperte, lasciando intere aree dell’Isola prive di quel presidio fondamentale rappresentato dalla medicina generale.Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Redazione Cagliaripad</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Emergenza medici di famiglia in Sardegna: entro il 2028 mancheranno 231 professionisti  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703061009674.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703061009674.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cagliaritomorrow.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Sardegna, la carenza di medici di medicina generale è in crescita, con un aumento dei pazienti per ogni medico e una significativa riduzione dei professionisti. Entro il 2028, si pensioneranno 231 medici di base.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:21:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.cagliaritomorrow.it/2026/03/17/emergenza-medici-di-famiglia-in-sardegna-entro-il-2028-mancheranno-231-professionisti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Home › La città › CronacaLa situazione della medicina generale in Italia, e in particolare in Sardegna, è sempre più critica. Secondo i dati della Fondazione Gimbe, attualmente in Italia mancano 5.716 medici di famiglia, una carenza che coinvolge 18 regioni, con Lombardia, Veneto e Campania in difficoltà maggiori. In Sardegna, la situazione è particolarmente preoccupante, con un forte calo nel numero dei medici disponibili e un numero sempre maggiore di pazienti per ogni medico.Entro il 2028, infatti, sono previsti 231 pensionamenti tra i medici di medicina generale dell’isola, un dato che prefigura un ulteriore aggravamento della carenza di professionisti, già critica oggi. Inoltre, tra il 2019 e il 2024, la Sardegna ha registrato una diminuzione del 40,3% nel numero di medici di base, un dato ben più alto rispetto alla media nazionale che si attesta al 14,1%.Non solo la riduzione del numero dei medici preoccupa, ma anche il numero di pazienti per medico. Attualmente, ogni medico in Sardegna ha in carico 1.384 assistiti, con una media nazionale di 1.383. Sebbene il limite ottimale fissato dalla Fondazione Gimbe sia di 1.200 pazienti per ogni medico, in Sardegna il numero di assistiti per medico è già sopra questa soglia, con le marcate differenze regionali a livello nazionale.La carenza di medici in Sardegna, tuttavia, non si limita al numero complessivo di professionisti, ma riguarda anche l’accessibilità alle cure primarie. “Con livelli di saturazione così elevati, viene limitato il principio della libera scelta”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che ha aggiunto che, nonostante alcuni territori non evidenziano carenze a livello regionale, potrebbero esserci delle aree specifiche con difficoltà nell’accesso alle cure.Il 2025 ha visto un calo significativo nel numero di partecipanti al concorso nazionale per la formazione in medicina generale, con 3 candidati in meno rispetto ai posti disponibili, il che non fa che accentuare una crisi già preannunciata. La situazione in Sardegna, purtroppo, non mostra segni di miglioramento a breve termine, alimentando preoccupazioni su come il sistema sanitario riuscirà a far fronte a una crescente domanda di assistenza.CagliariTomorrow è un supplemento alla testata giornalistica TOMORROWNETWORK, iscritto al registro stampa presso il Tribunale di Terni con autorizzazione del 08/01/2024 Copyright © - PagineSì! S.p.A. – P.Iva 01220990558 – Privacy Policy e Cookies Policy – Contatti – Disclaimer   
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	<item>
		<title><![CDATA[Carenza medici in Sardegna, la Regione: "Ma si sta invertendo la tendenza"  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703064209706.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703064209706.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cagliaritomorrow.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Nonostante i dati critici, la Regione Sardegna sta adottando misure strutturali per affrontare la carenza di medici, migliorando l’attrattività della professione e potenziando i servizi sanitari.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 22:01:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="271" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703064209706.PDF"><![CDATA[cagliaritomorrow.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.cagliaritomorrow.it/2026/03/17/carenza-medici-in-sardegna-la-regione-ma-si-sta-invertendo-la-tendenza/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Home › La città › PoliticaIn Sardegna, la carenza di medici di medicina generale è un problema che, secondo la recente analisi della Fondazione Gimbe, ha raggiunto livelli preoccupanti, con una significativa riduzione dei professionisti sul territorio. Tuttavia, la Regione Sardegna ha risposto con una serie di interventi strutturali che mirano a invertire la tendenza e affrontare le difficoltà accumulate negli anni precedenti.In una nota ufficiale, la Regione ha precisato che i dati pubblicati da Gimbe non devono essere letti come un quadro statico. “La rilevazione sulla carenza dei medici di medicina generale descrive un problema reale, ma va letta correttamente nella sua dimensione temporale”, afferma la Regione, sottolineando che la situazione è stata influenzata da cause strutturali a livello nazionale, come il pensionamento dei medici, l’insufficiente ricambio generazionale e la perdita di attrattività della professione, problematiche che si sono consolidate prima dell’avvio dell’amministrazione della presidente Alessandra Todde.La Regione Sardegna ha comunque agito concretamente, implementando accordi e misure mirate che sono rimaste ferme per oltre un decennio. Tra le azioni adottate, la Regione ha introdotto incentivi economici per i medici, semplificazione burocratica, e una programmazione territoriale che sta già dando i suoi frutti. I primi segnali di inversione di tendenza sono infatti già visibili, come confermano i dati degli uffici regionali.Alla fine del 2024, i medici di medicina generale mancanti in Sardegna erano circa 543, mentre oggi il numero è sceso a 496, segnando un calo positivo rispetto agli ultimi anni. Il numero di sedi carenti nell’isola, quindi, sta diminuendo, indicando una riqualificazione del sistema sanitario.Dal punto di vista amministrativo, nel 2025 la Sardegna ha approvato tempestivamente le graduatorie regionali per la medicina generale, con 519 partecipanti, e le graduatorie per incarichi temporanei e sostituzioni hanno visto 1.873 partecipanti, segno di una crescente attrattività della professione. A livello strategico, è stato rinnovato l’Accordo integrativo regionale per la medicina generale, che da oltre 15 anni non veniva aggiornato. Questo accordo ha previsto misure importanti per incentivare l’ingresso dei medici nelle aree più difficili, come indennità fino a 2.000 euro mensili per chi lavora in zone disagiate.Parallelamente, è stato avviato un percorso di riorganizzazione della medicina territoriale, con l’implementazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali. Queste strutture sono finalizzate a superare l’isolamento professionale e a promuovere modelli di lavoro integrati, favorendo la collaborazione tra medici e migliorando la qualità del servizio per i cittadini. Inoltre, sono stati potenziati i servizi di sanità di prossimità, con lo sviluppo delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e delle Centrali Operative Territoriali.Nonostante i passi avanti, la Regione è consapevole che la soluzione definitiva per una crisi accumulata negli anni richiederà tempo. Tuttavia, l’amministrazione ha garantito che il sistema sanitario sta diventando più reattivo, orientato e capace di attrarre nuovi professionisti, obiettivi che saranno consolidati nel medio periodo.CagliariTomorrow è un supplemento alla testata giornalistica TOMORROWNETWORK, iscritto al registro stampa presso il Tribunale di Terni con autorizzazione del 08/01/2024 Copyright © - PagineSì! S.p.A. – P.Iva 01220990558 – Privacy Policy e Cookies Policy – Contatti – Disclaimer   
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Carenza di medici di famiglia, la Calabria tra le regioni più critiche: a rischio la libera scelta dei pazienti - Calabria Diretta News ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703218308175.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703218308175.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"calabriadirettanews.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La Calabria registra una carenza di 43 medici di famiglia, un dato che preoccupa per la tenuta dell''assistenza nelle aree isolate e la libertà di scelta</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:10:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="624" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703218308175.PDF"><![CDATA[calabriadirettanews.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.calabriadirettanews.com/2026/03/17/carenza-di-medici-di-famiglia-la-calabria-tra-le-regioni-piu-critiche-a-rischio-la-libera-scelta-dei-pazienti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il Servizio Sanitario Nazionale affronta una sfida strutturale che incide direttamente sul diritto alla salute e sulla prossimità delle cure.Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Gimbe, in Italia mancano 5.716 medici di medicina generale, con una distribuzione delle carenze che disegna una mappa del Paese estremamente frammentata e disomogenea. Il deficit coinvolge 18 Regioni, lasciando scoperte ampie porzioni di territorio e sovraccaricando i professionisti in attività.Le situazioni di maggiore criticità si concentrano nelle grandi realtà regionali del Nord e del Centro. La Lombardia registra il dato più allarmante con un deficit di 1.540 unità, seguita dal Veneto con 747 e dalla Campania con 643. Anche l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Toscana e il Lazio evidenziano carenze significative, che oscillano tra i 502 e i 358 medici mancanti.Al polo opposto si collocano Basilicata, Molise e Sicilia, che non presentano carenze sistemiche rilevanti. In una fascia intermedia si trovano invece realtà come la Puglia, con un gap di 279 medici, le Marche con 161 e il Friuli Venezia Giulia con 156. Numeri più contenuti, ma comunque indicativi di un disagio localizzato, si registrano in Sardegna, Liguria, nelle Province autonome di Trento e Bolzano, e in Calabria, dove mancano 43 professionisti.L’analisi del rapporto tra il numero di medici e la popolazione assistita rivela un carico di lavoro che supera le soglie raccomandate per garantire un’assistenza di qualità. Se il rapporto ottimale indicato dalla Fondazione Gimbe prevede un medico ogni 1.200 assistiti, la media nazionale al 1° gennaio 2025 si attesta a 1.383 pazienti per ogni professionista, a fronte di una platea di oltre 50,9 milioni di cittadini serviti da 36.812 medici di base.Le differenze territoriali sono marcate: in Lombardia si raggiunge una media di 1.533 pazienti per medico, seguita da vicino dal Veneto con 1.526 e dalla Provincia autonoma di Bolzano con 1.525. Le regioni con il carico minore risultano essere la Basilicata con 1.153 assistiti per medico, il Molise con 1.154 e la Sicilia con 1.177.La saturazione dei posti disponibili presso i medici di base non è solo un problema organizzativo, ma limita le prerogative dei pazienti. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, sottolinea come la situazione attuale incida sui diritti fondamentali: “Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta”.Sebbene alcune regioni sembrino godere di una situazione di equilibrio, la distribuzione interna rimane un fattore di rischio. “Non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti”, precisa Cartabellotta, evidenziando come le medie regionali possano talvolta mascherare deserti sanitari in zone periferiche o montane.In Calabria la carenza di 43 medici di famiglia, pur non raggiungendo i picchi di altre zone d’Italia, rappresenta una criticità da monitorare con attenzione. Con un rapporto medio di 1.242 assistiti per medico, la regione si posiziona al di sotto della media nazionale, ma la conformazione del territorio, caratterizzato da numerose aree interne e comuni isolati, rende la distribuzione dei professionisti un tema centrale. La mancanza di copertura, anche minima, rischia di compromettere l’equità nell’accesso alle cure in un contesto dove la medicina di prossimità è essenziale per la gestione delle patologie croniche e dell’invecchiamento della popolazione.Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è  un'informazione dettagliata e costante attraverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.comCalabria Diretta News  S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816©  Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783   
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		<tp:writer>Redazione CDN</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia insufficienti. Anche in Calabria segnali di carenza e carichi sempre più elevati ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703200508033.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703200508033.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"calabrianews24.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il report Gimbe fotografa una sanità territoriale sotto pressione. In Calabria mancano 43 medici e cresce il numero di assistiti per ogni professionista</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:33:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="151" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703200508033.PDF"><![CDATA[calabrianews24.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.calabrianews24.com/news/72616939014/medici-di-famiglia-insufficienti-anche-in-calabria-segnali-di-carenza-e-carichi-sempre-piu-elevati]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703200508033.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Il report Gimbe fotografa una sanità territoriale sotto pressione. In Calabria mancano 43 medici e cresce il numero di assistiti per ogni professionista--PARTIAL--   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sicilia in controtendenza secondo Gimbe: nessuna carenza media di medici di famiglia, emergenza nel resto d’Italia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703027309245.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703027309245.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"cataniatoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''isola non registra deficit, anche se alcune zone potrebbero risentire di difficoltà locali. Nel resto del Paese mancano oltre 5.700 professionisti, con pensionamenti imminenti e crescente mobilità sanitaria verso il Nord</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:47:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.cataniatoday.it/attualita/sicilia-dati-medici-di-base-fondazione-gimbe.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L'isola non registra deficit, anche se alcune zone potrebbero risentire di difficoltà locali. Nel resto del Paese mancano oltre 5.700 professionisti, con pensionamenti imminenti e crescente mobilità sanitaria verso il NordLa Sicilia si distingue nel panorama nazionale: al 1° gennaio 2025 non risultano carenze complessive di medici di medicina generale, anche se alcune zone dell’Isola potrebbero comunque risentire di difficoltà locali. Una situazione positiva che emerge dai dati della Fondazione Gimbe che sottolinea un contesto italiano molto critico: 18 regioni affrontano un vero e proprio allarme sanitario, con oltre 5.700 posti vacanti di medici di base.Tra il 2019 e il 2024, il numero di medici di famiglia è diminuito di 5.197 unità, in un periodo in cui la popolazione italiana invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali. Nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, con oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Le carenze più significative si registrano nelle grandi regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358), mentre Basilicata, Molise e Sicilia risultano, secondo i dati medi, equilibrate.“La carenza di medici di medicina generale è ormai un problema diffuso in tutte le regioni, dovuto a programmazione insufficiente e scarsa attrattività della professione”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Tra il 2025 e il 2028, ben 8.180 medici raggiungeranno l’età pensionabile, con una distribuzione variabile: dai soli 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.Ogni cittadino ha diritto a un medico di base, punto di accesso essenziale ai servizi inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Tuttavia, il fabbisogno reale dipende dalle singole Asl, dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi attuativi aziendali, che possono modificare il numero massimo di assistiti, generando differenze tra fabbisogno stimato e reale.La crisi dei medici si intreccia con un fenomeno di crescente mobilità sanitaria interregionale. Nel 2023, i flussi di pazienti e risorse hanno raggiunto 5,15 miliardi di euro, il record storico, in aumento del 2,3% rispetto al 2022. La maggior parte dei flussi attivi si concentra in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), mentre Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna registrano il 78,2% della mobilità passiva, con impatto economico e assistenziale rilevante per cittadini e famiglie.“Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa”, avverte Cartabellotta. L’autonomia differenziata, con le pre-intese approvate per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, rischia di ampliare ulteriormente queste disuguaglianze.In questo contesto, la Sicilia, pur presentando una media regionale equilibrata, si inserisce in un quadro nazionale critico, dove carenze di medici, pensionamenti imminenti e spostamenti verso il Nord aumentano il rischio per anziani e pazienti fragili e mettono in luce le disparità strutturali del Servizio sanitario nazionale. CataniaToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, in Calabria carenza “invisibile”: cresce il divario tra dati e realtà ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702980009780.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702980009780.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"catanzaroinforma.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I numeri ufficiali della Fondazione Gimbe non segnalano emergenze, ma nei territori aumentano le difficoltà: pensionamenti, domanda in crescita e squilibri nella formazione aggravano il problema</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 23:38:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="8065" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702980009780.PDF"><![CDATA[catanzaroinforma.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.catanzaroinforma.it/sanita-e-salute/2026/03/17/medici-di-famiglia-in-calabria-carenza-invisibile-cresce-il-divario-tra-dati-e-realta/406798/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati ufficiali non la indicano tra le regioni più colpite, ma la carenza di medici di famiglia rischia di diventare un’emergenza concreta anche in Calabria. A livello nazionale mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e, tra il 2019 e il 2024, se ne sono persi 5.197, mentre la domanda di assistenza continua a crescere, spinta dall’invecchiamento della popolazione.Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Gimbe, in Calabria, però, il problema assume contorni diversi rispetto alla fotografia statistica. Le criticità si manifestano soprattutto su scala locale: nelle aree interne e nei piccoli centri è già difficile trovare un medico di base, con disagi evidenti soprattutto per anziani e pazienti cronici. Le medie regionali, su cui si basano molte rilevazioni, rischiano così di nascondere una situazione più frammentata e diffusa.Dal report emerge anche un dato apparentemente positivo ma che non risolve il problema: l’elevato numero di candidati alla formazione in medicina generale. Nel 2025, in Calabria, i partecipanti al bando superano le borse disponibili di 109 unità, pari a un incremento del 273%, tra i più alti in Italia. Un segnale chiaro di interesse verso la professione, che però non si traduce automaticamente in una copertura efficace del territorio.Il nodo centrale resta quello del ricambio generazionale. Tra il 2025 e il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti di medici di famiglia a livello nazionale e le nuove leve non saranno sufficienti a compensare le uscite. Nel frattempo, aumenta la popolazione over 65 e crescono le patologie croniche, con una pressione sempre più forte sulla medicina territoriale.A incidere ulteriormente è anche il nuovo parametro nazionale che stabilisce un medico ogni 1.200 abitanti. Un criterio che, di fatto, riduce il numero delle cosiddette “zone carenti” sulla carta, ma che rischia di non riflettere le reali esigenze dei territori più fragili.È proprio in questo scarto tra dati ufficiali e vita quotidiana che si inserisce il problema calabrese: una carenza che può apparire contenuta nelle statistiche, ma che per molti cittadini è già una difficoltà concreta, destinata ad accentuarsi nei prossimi anni senza interventi strutturali sulla medicina territoriale.   
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		<title><![CDATA[In Emilia-Romagna mancano 502 medici di Medicina Generale ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702908609158.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702908609158.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"chiamamicitta.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L’allarme lanciato dalla Fondazione GIMBE non lascia spazio a interpretazioni: la medicina generale in Italia è in terapia intensiva e l''Emilia-Romagna,</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:25:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.chiamamicitta.it/in-emilia-romagna-mancano-502-medici-di-medicina-generale/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’allarme lanciato dalla Fondazione GIMBE non lascia spazio a interpretazioni: la medicina generale in Italia è in terapia intensiva e l'Emilia-Romagna,--PARTIAL--   
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	<item>
		<title><![CDATA[L'Abruzzo fra le regioni con il maggiore calo di medici di base: -20% in cinque anni e nel prossimo biennio 237 pensionati ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702947208572.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702947208572.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"chietitoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I dati della Fondazione Gimbe rivelano che tra il 2019 e il 2024 sono scesi del 20% i camici bianchi di medicina generale, ma il numero medio di assistiti è inferiore alla media nazionale</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:11:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.chietitoday.it/attualita/mancano-medici-base-abruzzo-calo-pensionati-fondazione-gimbe.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati della Fondazione Gimbe rivelano che tra il 2019 e il 2024 sono scesi del 20% i camici bianchi di medicina generale, ma il numero medio di assistiti è inferiore alla media nazionaleIn Abruzzo, entro il 2028, 237 medici di medicina generale raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. Questo il dato diffuso dalla Fondazione Gimbe e ripreso dall'Ansa, che colloca la regione all'undicesimo posto in Italia.Al 1° gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.216, contro una media nazionale di 1.383.La regione, inoltre, è al terzo posto per la riduzione dei medici: tra il 2019 e il 2024 sono scesi del 20%, percentuale superiore alla media italiana, pari al 14,1%. Sempre secondo la fondazione Gimbe, secondo cui in Abruzzo mancano 12 medici di base.Il dato sulla carenza, che pone la regione in penultima posizione, tra quelle con il dato più basso, è una stima elaborata tenendo conto del rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: +44 candidati (+142%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).A livello nazionale, la carenza di medici di base riguarda soprattutto le regioni più grandi: in testa la Lombardia (-1.540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.Per quanto riguarda la riduzione tra il 2019 e il 2024, prima dell'Abruzzo ci sono Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) e Calabria (-20,2%). In Italia i medici che entro il 2028 raggiungeranno il limite di età per la pensione sono 8.180."La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili".Ricevi le notizie di ChietiToday su WhatsappChietiToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata   
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	<item>
		<title><![CDATA[Mancano più di 5.700 medici di famiglia; entro il 2028 previsti 8mila pensionamenti | Corriere.it ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703198807856.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703198807856.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corriere.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Numero di pensionati non «coperto» da ingressi di nuovi medici. Sempre più cittadini non riescono a trovare un medico vicino casa. In media ogni dottore assiste quasi 1.400 pazienti (ma si arriva anche a 1.800); il rapporto ottimale è di 1.200 per medico</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:22:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="3448504" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703198807856.PDF"><![CDATA[corriere.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.corriere.it/salute/26_marzo_17/mancano-piu-di-5-700-medici-di-famiglia-entro-il-2028-previsti-8mila-pensionamenti-edf48df1-a401-4bed-9d01-e70386476xlk.shtml]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Numero di pensionati non «coperto» da ingressi di nuovi medici. Sempre più cittadini non riescono a trovare un medico vicino casa. In media ogni dottore assiste quasi 1.400 pazienti (ma si arriva anche a 1.800); il rapporto ottimale è di 1.200 per medico(Getty Images)Nel nostro Paese mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini hanno difficoltà a trovare il medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. In media ogni dottore assiste quasi 1.400 pazienti (ma si arriva anche a 1.800), ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 assistiti per medico. A fronte di oltre 8mila dottori che andranno in pensione entro il 2028, cala il numero di giovani medici che scelgono questa professione. Intanto, la popolazione invecchia, con circa 14,6 milioni di over 65enni, di cui più della metà soffre di due o più malattie croniche. E sempre più cittadini non riescono a trovare un medico di famiglia disponibile vicino a casa. Lo evidenzia l’analisi della Fondazione GIMBE sulla carenza di medici di famiglia in Italia. Hai un dubbio sulla tua salute? Scrivi ai nostri medici o consulta tutte le risposte su IlMedicoRisponde, il servizio online di Corriere della SeraOgni iscritto al Servizio sanitario nazionale ha diritto ad avere un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso alle prestazioni e ai servizi compresi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Si può scegliere il medico di fiducia tra i professionisti sul territorio che operano in convenzione con l’Asl. Il medico di famiglia, infatti, non è un dipendente del Servizio sanitario nazionale, e il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), dagli Accordi integrativi regionali e dagli Accordi attuativi aziendali definiti a livello di singola Asl. «La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi – dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE –. Inoltre, negli ultimi anni la professione ha perso di attrattività. E oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».La Fondazione GIMBE ha analizzato sia le criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di medicina generale nel Servizio Sanitario Nazionale, sia l’entità della carenza di dottori nelle diverse Regioni al primo gennaio 2025, anche se, come sottolinea Cartabellotta, «è stato possibile effettuare solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di medicina generale è definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi integrativi regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovrastimare o sottostimare il reale fabbisogno di medicina generale nelle singole realtà territoriali».  Negli ultimi quarant’anni è profondamente cambiata la demografia della popolazione, ricorda la Fondazione Gimbe. La percentuale di over 65enni è quasi raddoppiata, passando dal 12,9% nel 1985 (7,29 milioni) al 24,7% nel 2025 (14,58 milioni). Ed è triplicato l’aumento degli over 80: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% nel 2025 (4,58 milioni). Una tendenza confermata dalle previsioni dell’Istat per il 2035, quando gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 saranno il 9,3% (5,39 milioni), mentre nel 2055 saliranno, rispettivamente, al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni). Se da un lato 
si vive più a lungo, dall’altro sono aumentate le condizioni croniche, come rilevano i dati Istat: nel 2024 soffrivano di almeno una malattia cronica 11,3 milioni di over 65 (77,3%), di cui ben 8,1 milioni (55,5%) avevano due o più malattie croniche. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato – fa notare Cartabellotta –. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medico di famiglia, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza».In base all’Accordo collettivo nazionale (ACN), il numero massimo di assistiti per medico di famiglia non deve superare 1.500 pazienti, con la possibilità di arrivare fino a 1.800 in casi particolari e anche oltre, tramite deroghe locali (per esempio,  fino a duemila nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe possono essere concesse anche in caso di indisponibilità di medici di medicina generale o per iscrizioni temporanee (per esempio, nel caso di non residenti o di extracomunitari senza permesso di soggiorno). Parallelamente, rileva la Fondazione Gimbe, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per medico di famiglia: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (per esempio quello di continuità assistenziale, l’ex guardia medica), l’esercizio della professione in zone disagiate. Il rapporto ottimale tra medici e popolazione è passato da un medico di famiglia ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200, come confermato dall’Accordo Collettivo Nazionale sottoscritto lo scorso gennaio, relativo al triennio 2022-24 (ne abbiamo parlato qui). Un parametro utilizzato per individuare le cosiddette “zone carenti”, cioè le aree in cui il numero di medici di famiglia è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. «Questa modifica è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta – segnala il presidente della Fondazione Gimbe –. Aumentando il rapporto ottimale, infatti, cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come “zona carente” e possa quindi essere attivato un bando».Quanto ai pensionamenti, secondo le stime di Fimmg-Federazione italiana dei medici di medicina generale, entro il 2028 ben 8.180  medici di famiglia raggiungeranno il limite di età per la pensione fissato a 70 anni, salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: dai dieci dottori della Valle D’Aosta ai 1.147 della Campania.  Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, nel periodo 2014-2017 il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di formazione specifica in Medicina generale si è mantenuto intorno a mille, insufficiente a coprire il fabbisogno di nuovi medici di famiglia rispetto ai pensionamenti attesi. In seguito il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021 (3.277 borse stanziate dal DL Calabria nel periodo 2019-2022 e 2.700 borse finanziate coi fondi del PNRR nel periodo 2021-2023); dal 2022 il numero di borse è di nuovo diminuito, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%), segnala la Fondazione GIMBE nell'analisi.Secondo i dati di Fimmg, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, (più 582 candidati). Il problema, però, è che in alcune Regioni, come  Provincia autonoma di Bolzano, Valle d'Aosta, Marche, Provincia autonoma di Trento, Piemonte, è più marcata la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili. «Questa spia rossa è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente  – fa notare Cartabellotta – . Da un lato segnala il il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia, dal
l’altro evidenzia criticità particolarmente gravi in alcune Regioni, dove la carenza è già rilevante». Quanti medici mancano? Le stime della Fondazione GIMBE, elaborate sui dati di SISAC-Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati al 1° gennaio 2025, documentano una progressiva riduzione dei medici di famiglia in tutte le Regioni, ad eccezione della Provincia autonoma di Bolzano. Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono diminuiti del 14,1% (5.197 unità in meno) passando da da 42.009 a 36.812. Quest’ultimi, al primo gennaio 2025, avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico ma con differenze significative tra Regioni: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia.«Il quadro reale è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano i numeri – sottolinea Cartabellotta –. Con un livello di saturazione così elevato viene limitato il principio della libera scelta, e diventa sempre più difficile trovare un medico di medicina generale disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove spesso i bandi vanno  deserti, ma coinvolge anche molte grandi città». Considerando che, per garantire la distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia sul territorio, la prossimità degli ambulatori e il diritto all’esercizio della libera scelta da parte degli assistiti, la Fondazione GIMBE ha valutato che il rapporto ottimale sia pari a un medico di famiglia ogni 1.200 assistiti. Ebbene, in base ai dati Sisac al primo gennaio 2025, la carenza complessiva è stimata in 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni. Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.Secondo l’analisi di GIMBE, se tutti i medici di medicina generale andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e completate, i nuovi medici di famiglia non riuscirebbero comunque a coprire i  pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze rilevate al primo gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 medici di medicina generale. «Peraltro– dice Cartabellotta – da un lato sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo». «Alla crisi della medicina generale bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva – suggerisce il presidente della Fondazione Gimbe –. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche». Secondo Cartabellotta, «oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri». Medici di famiglia, via libera alla nuova Convenzione. Cosa cambia per dottori e assistitidi Maria Giovanna Faiella18mila aggressioni l'anno contro medici, infermieri e operatori sanitari: «Vogliamo curare senza paura»di M.G.F.Medico di famiglia: quali sono i sui compiti e perchè è fondamentale per la prevenzione di patologie croniche?di Chiara DainaMedici di famiglia, prevenzione e case di comunità: così si possono «svuotare» i pronto soccorsoGiuseppe Remuzzi17 marzo 2026© RIPRODUZIONE RISERVATACosì può minare il benessere psicologico dei ragazzi: le ferite come quelle provocate da armiUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizi
o di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui   
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		<title><![CDATA[Sos medici di famiglia in Italia: 5.716 posti vacanti, ecco le regioni dove la situazione è critica. E nelle Marche? ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703191207924.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corriereadriatico.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo la Fondazione Gimbe, le carenze più critiche si registrano in Lombardia, Veneto e Campania; la media nazionale supera di molto il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 pazienti, limitando la libera scelta dei cittadini</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:58:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Secondo la Fondazione Gimbe, le carenze più critiche si registrano in Lombardia, Veneto e Campania; la media nazionale supera di molto il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 pazienti, limitando la libera scelta dei cittadini--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702942908369.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corrieredellacalabria.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Gimbe: «Carenze in 18 regioni»</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:06:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.corrieredellacalabria.it/2026/03/17/in-italia-mancano-oltre-5-700-medici-di-famiglia/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[I nostri canaliROMA In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia”. Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d’Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l’analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d’Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). «Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, «non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti».Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornatoNews&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email:  newsandcom@gmail.comx   
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		<title><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale. Lombardia e Veneto le più carenti  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703027909247.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"corrierenazionale.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Ognuno assiste in media ben 1.383 pazienti, dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:48:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.corrierenazionale.it/2026/03/17/in-italia-mancano-oltre-5-700-medici-di-medicina-generale-lombardia-e-veneto-le-piu-carenti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ognuno assiste in media ben 1.383 pazienti, dai 1.153 del Molise ai 1.533 della LombardiaIn Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Lo evidenzia l’analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac.«La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».Stima della carenza di MMG al 1° gennaio 2025Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della densità abitativa, della prossimità degli ambulatori e dell’esercizio della libera scelta, la Fondazione GIMBE ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di 1 MMG ogni 1.200 assistiti. Sulla base dei dati SISAC al 1° gennaio 2025, la carenza complessiva è stimata in 5.716 MMG, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. «Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale – precisa Cartabellotta – non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di MMG, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza MMG».Stima del numero di MMG mancanti al 1° gennaio 2025 (elaborazione GIMBE su dati SISAC)Gap 2019-2024I dati SISAC documentano una progressiva riduzione dei MMG dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di MMG in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%)Numero di assistiti per MMGSecondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia. «Il quadro reale – precisa Cartabellotta – è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città».Numero medio di assistiti per MMG al 1° gennaio 2025 (dati SISAC)«Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assi
stenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili». Tags: medico di base, medico di medicina generale, pazienti, salute, Sanita agnesepriorelliGiornalista   
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		<title><![CDATA[Sicilia, entro il 2028 in pensione 820 medici di base ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703218808168.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"dayitalianews.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:09:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.dayitalianews.com/sicilia-2028-pensione-820-medici-base/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Dayitalianews| La tua informazione« Torna indietroPubblicato il 17 Marzo 2026ABBONATI A DAYITALIANEWSSecondo un’analisi della Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2025 la Sicilia non presenta carenze di medici di Medicina generale. Il dato emerge considerando il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti.In dettaglio, il numero medio di pazienti per ciascun medico è pari a 1.177, valore leggermente inferiore alla media nazionale, che si attesta a 1.383.Lo studio evidenzia però una criticità futura: entro il 2028 ben 820 medici di Medicina generale raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni. Questo dato solleva interrogativi sulla tenuta del sistema nel medio periodo.Il report sottolinea inoltre un trend già in atto: tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di base in Sicilia è diminuito del 14,7%, un calo sostanzialmente in linea con quello nazionale, pari al 14,1%.Un segnale positivo arriva però dal fronte della formazione. Nel 2025, infatti, le domande per il corso di formazione in Medicina generale hanno superato i posti disponibili, con 149 candidati in più (+79%) rispetto alle borse finanziate, un incremento ben superiore alla media italiana (+26%).Questo dato indica un rinnovato interesse verso la professione, che potrebbe contribuire a compensare i pensionamenti previsti nei prossimi anni.Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.   
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		<tp:writer>Redazione Sicilia</tp:writer>
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		<title><![CDATA[ Medici di famiglia, Gimbe: più assistiti per medico. Carenza in 18 Regioni  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703211907983.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"doctor33.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:19:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.doctor33.it/articolo/67144/medici-di-famiglia-gimbe-piu-assistiti-per-medico-carenza-in-18-regioni]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[ Ogni MMG segue in media 1.383 assistiti, oltre il livello ottimale. Mancano 5.700 medici e i pensionamenti previsti entro il 2028 superano le nuove entratemedico parla con pazienteOgni medico di medicina generale ha in media 1.383 assistiti, oltre il rapporto ottimale di 1.200, in un contesto di carenza che supera le 5.700 unità in 18 Regioni. Entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti non compensati dalle nuove leve. Lo rileva la Fondazione GIMBE.«Sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.Tra il 2019 e il 2024 i MMG sono diminuiti di 5.197 unità (-14,1%), mentre il numero di assistiti supera i 50,9 milioni. Il carico assistenziale medio è in aumento, con differenze regionali rilevanti.«Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», sottolinea Cartabellotta. «Diventa sempre più difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa, anche nelle grandi città».Sul piano organizzativo, il massimale di 1.500 assistiti per medico non riflette più la complessità dei bisogni assistenziali. «Un massimale adeguato fino agli anni Novanta oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti», osserva Cartabellotta.Il ricambio generazionale resta il nodo principale. Tra il 2025 e il 2028 sono attesi 8.180 pensionamenti, mentre le borse di formazione sono in calo e non sempre assegnate o completate. «Il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate», precisa Cartabellotta.Anche nello scenario più favorevole, il numero di nuovi medici non sarà sufficiente a coprire le uscite, con un gap stimato superiore a 2.700 MMG entro il 2028.Le criticità si concentrano soprattutto nelle grandi Regioni, con impatto crescente sulla gestione dei pazienti cronici e fragili. «Oggi il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione», conclude Cartabellotta
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, Gimbe: più assistiti per medico. Carenza in 18 Regioni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703200408032.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"doctor33.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Ogni MMG segue in media 1.383 assistiti, oltre il livello ottimale. Mancano 5.700 medici e i pensionamenti previsti entro il 2028 superano le nuove entrate</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Ogni medico di medicina generale ha in media 1.383 assistiti, oltre il rapporto ottimale di 1.200, in un contesto di carenza che supera le 5.700 unità in 18 Regioni. Entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti non compensati dalle nuove leve. Lo rileva la Fondazione GIMBE.«Sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.Tra il 2019 e il 2024 i MMG sono diminuiti di 5.197 unità (-14,1%), mentre il numero di assistiti supera i 50,9 milioni. Il carico assistenziale medio è in aumento, con differenze regionali rilevanti.«Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», sottolinea Cartabellotta. «Diventa sempre più difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa, anche nelle grandi città».Sul piano organizzativo, il massimale di 1.500 assistiti per medico non riflette più la complessità dei bisogni assistenziali. «Un massimale adeguato fino agli anni Novanta oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti», osserva Cartabellotta.Il ricambio generazionale resta il nodo principale. Tra il 2025 e il 2028 sono attesi 8.180 pensionamenti, mentre le borse di formazione sono in calo e non sempre assegnate o completate. «Il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate», precisa Cartabellotta.Anche nello scenario più favorevole, il numero di nuovi medici non sarà sufficiente a coprire le uscite, con un gap stimato superiore a 2.700 MMG entro il 2028.Le criticità si concentrano soprattutto nelle grandi Regioni, con impatto crescente sulla gestione dei pazienti cronici e fragili. «Oggi il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione», conclude Cartabellotta???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso   
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		<title><![CDATA[La stima della Fondazione Gimbe: in Toscana mancano 493 medici di familgia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702955708497.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702955708497.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"firenzedintorni.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Entro il 2028 altri 466 saranno in età pensionabile</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/36108/la-stima-della-fondazione-gimbe-in-toscana-mancano-493-medici-di-familgia-entro-il-2028-altri-466-saranno-in-eta-pensionabile.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Toscana, all'1 gennaio 2025, secondo la stima Gimbe, mancano 394 medici di famiglia mentre entro il 2028 altri 466 raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. Questi i dati dell'analisi di Fondazione Gmbe sui medici di medicina generale e sulle dinamiche e criticità insite nelle norme che regolano l'inserimento di questi dottori nel Servizio sanitario nazionale e sulla loro carenza regione per regione.    In particolare la Toscana, riguardo al numero medio di assistiti per medico di famiglia, sempre all'1 gennaio 2025 ne ha 1.413, dato superiore alla media nazionale che è di 1.383 pazienti per dottore. In base al rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, spiega Gimbe, la Fondazione ha stimato che in Toscana manchino 394 medici di famiglia. Ancora, tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale in Toscana si sono ridotti del 15,5%, dato superiore alla media nazionale, pari al 14,1%. Infine l'anno scorso i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati pari ai posti disponibili (media Italia +26%).	Sponsor								Condividi			La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)				Attiva i cookies   
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		<tp:writer>Firenze Web Division</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, Gimbe: medici di famiglia, in Toscana ne mancano quasi 400 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703023709289.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703023709289.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"firenzepost.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Toscana, all''1 gennaio 2025, secondo la stima Gimbe, mancano 394 medici di famiglia mentre entro il 2028 altri 466 raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni. Questi i dati dell''analisi di Fondazione Gmbe sui medici di medicina generale e sulle dinamiche e criticità insite nelle norme che regolano l''inserimento di questi dottori nel Servizio sanitario nazionale e sulla loro carenza regione per regione</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:12:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.firenzepost.it/2026/03/17/sanita-gimbe-medici-di-famiglia-in-toscana-ne-mancano-quasi-400/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[FIRENZE – In Toscana, all’1 gennaio 2025, secondo la stima Gimbe, mancano 394 medici di famiglia mentre entro il 2028 altri 466 raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. Questi i dati dell’analisi di Fondazione Gimbe sui medici di medicina generale e sulle dinamiche e criticità insite nelle norme che regolano l’inserimento di questi dottori nel Servizio sanitario nazionale e sulla loro carenza regione per regione.In particolare la Toscana, riguardo al numero medio di assistiti per medico di famiglia, sempre all’1 gennaio 2025 ne ha 1.413, dato superiore alla media nazionale che è di 1.383 pazienti per dottore. In base al rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, spiega Gimbe, la Fondazione ha stimato che in Toscana manchino 394 medici di famiglia.Ancora, tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale in Toscana si sono ridotti del 15,5%, dato superiore alla media nazionale, pari al 14,1%. Infine l’anno scorso i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati pari ai posti disponibili (media Italia +26%).Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *CommentoNome *Email *Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.Invia commento?Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.   
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, oltre 5.700 in meno in tutta Italia: l'allarme Gimbe  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702925208224.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702925208224.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"fortuneita.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Medici di famiglia: pensionamenti in aumento, meno nuove leve e popolazione più anziana mettono sotto pressione l’assistenza territoriale.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:25:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.fortuneita.com/2026/03/17/medici-famiglia-carenza-italia-gimbe/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Trovare un medico di famiglia sta diventando sempre più difficile. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e la carenza riguarda 18 regioni, con criticità diffuse soprattutto nelle aree più popolose.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi”.Il nodo principale resta la pianificazione. Per anni il sistema non ha formato un numero sufficiente di nuovi medici per compensare le uscite.“Negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.Secondo le stime, tra il 2025 e il 2028 oltre 8.000 medici raggiungeranno l’età pensionabile, aggravando ulteriormente la situazione.La carenza si inserisce in un contesto demografico completamente cambiato. La popolazione invecchia e cresce il numero di pazienti con patologie croniche multiple.“I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico di famiglia – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni”.“L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato”.Anche i parametri utilizzati per definire il fabbisogno contribuiscono a ridimensionare il problema solo sulla carta.“Questa modifica – commenta Cartabellotta – è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta”.L’innalzamento del rapporto tra medici e popolazione rende infatti più difficile classificare un territorio come carente e attivare nuovi incarichi.Accanto alla programmazione, pesa il calo di attrattività della medicina generale. Le borse di formazione, dopo un aumento temporaneo, sono tornate a diminuire.“Questa spia rossa – conclude Cartabellotta – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di medici di famiglia già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni”.Il medico di famiglia rappresenta il primo punto di accesso al Servizio sanitario nazionale. La sua carenza ha effetti diretti sull’accessibilità alle cure, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.Senza un intervento strutturale su formazione, programmazione e organizzazione territoriale, il rischio è che la difficoltà di trovare un medico di base diventi una condizione stabile nel sistema sanitario italiano.FORTUNE ITALIAN. 2 del 2026FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.   
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		<tp:writer>Luisa Vittoria Amen</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, oltre 5.700 in meno in tutta Italia: l'allarme Gimbe  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702930408228.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"fortuneita.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Medici di famiglia: pensionamenti in aumento, meno nuove leve e popolazione più anziana mettono sotto pressione l’assistenza territoriale.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:26:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Trovare un medico di famiglia sta diventando sempre più difficile. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e la carenza riguarda 18 regioni, con criticità diffuse soprattutto nelle aree più popolose.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi”.Il nodo principale resta la pianificazione. Per anni il sistema non ha formato un numero sufficiente di nuovi medici per compensare le uscite.“Negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.Secondo le stime, tra il 2025 e il 2028 oltre 8.000 medici raggiungeranno l’età pensionabile, aggravando ulteriormente la situazione.La carenza si inserisce in un contesto demografico completamente cambiato. La popolazione invecchia e cresce il numero di pazienti con patologie croniche multiple.“I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico di famiglia – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni”.“L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato”.Anche i parametri utilizzati per definire il fabbisogno contribuiscono a ridimensionare il problema solo sulla carta.“Questa modifica – commenta Cartabellotta – è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta”.L’innalzamento del rapporto tra medici e popolazione rende infatti più difficile classificare un territorio come carente e attivare nuovi incarichi.Accanto alla programmazione, pesa il calo di attrattività della medicina generale. Le borse di formazione, dopo un aumento temporaneo, sono tornate a diminuire.“Questa spia rossa – conclude Cartabellotta – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di medici di famiglia già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni”.Il medico di famiglia rappresenta il primo punto di accesso al Servizio sanitario nazionale. La sua carenza ha effetti diretti sull’accessibilità alle cure, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.Senza un intervento strutturale su formazione, programmazione e organizzazione territoriale, il rischio è che la difficoltà di trovare un medico di base diventi una condizione stabile nel sistema sanitario italiano.FORTUNE ITALIAN. 2 del 2026FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.   
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		<tp:writer>Luisa Vittoria Amen</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia in Friuli Venezia Giulia: carenze e pensionamenti mettono a rischio l’assistenza ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703025109331.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703025109331.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"friulioggi.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Medici di famiglia in crisi anche in Friuli Venezia Giulia: carenze, pensionamenti e pochi nuovi ingressi mettono a rischio l’assistenza.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:26:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="630" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703025109331.PDF"><![CDATA[friulioggi.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.friulioggi.it/friuli-venezia-giulia/medici-famiglia-carenze-pensionamenti-rischio-assistenza-17-marzo-2026/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[17 Marzo 2026La crisi dei medici di medicina generale non risparmia il Friuli Venezia Giulia. I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe delineano un quadro preoccupante anche per la regione, dove il sistema dell’assistenza territoriale rischia di andare sotto pressione nei prossimi anni tra pensionamenti in arrivo e difficoltà nel ricambio generazionale.Al 1° gennaio 2025, secondo le stime Gimbe basate su un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, in Friuli Venezia Giulia si registra una carenza di 156 medici di medicina generale. Un dato che fotografa una situazione già critica, destinata a peggiorare nel breve periodo.Ogni medico di famiglia in regione segue in media 1.473 assistiti, ben al di sopra sia del livello ottimale sia della media nazionale, ferma a 1.383. Un carico di lavoro elevato che si traduce in tempi più stretti per ogni paziente e maggiori difficoltà di accesso ai servizi.A rendere ancora più complesso lo scenario è il numero di pensionamenti attesi: entro il 2028 ben 130 medici di famiglia in Friuli Venezia Giulia raggiungeranno il limite dei 70 anni. Un’uscita significativa che rischia di ampliare ulteriormente il divario tra domanda e offerta sanitaria sul territorio.Il problema non riguarda solo il futuro, ma è già in atto: tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG in regione è diminuito del 14,7%, un calo leggermente superiore alla media nazionale (-14,1%).Sul fronte del ricambio generazionale arrivano segnali contrastanti. Nel 2025 i candidati al corso di formazione in medicina generale in Friuli Venezia Giulia sono stati leggermente superiori ai posti disponibili (+10%), ma il dato resta inferiore rispetto alla media nazionale (+26%).Questo significa che, pur in presenza di interesse, le nuove leve non sono sufficienti a compensare le uscite previste. Una dinamica che rischia di lasciare scoperti interi ambiti territoriali, soprattutto nelle aree più periferiche o montane.Il quadro regionale si inserisce in una crisi più ampia: in Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia e tra il 2025 e il 2028 sono attesi più di 8.000 pensionamenti. Intanto la popolazione invecchia e cresce il numero di pazienti cronici, aumentando la domanda di assistenza.Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il problema nasce da una programmazione insufficiente e da una perdita di attrattività della professione. Oggi, infatti, sempre più giovani medici scelgono percorsi alternativi, ritenuti più sostenibili dal punto di vista economico e organizzativo.Le conseguenze sono già visibili: trovare un medico di famiglia disponibile diventa sempre più difficile, anche nei centri urbani. Una situazione che incide direttamente sull’accesso al Servizio sanitario nazionale e sulla qualità delle cure, soprattutto per anziani e pazienti fragili.Senza un intervento strutturale, il rischio è che nei prossimi anni anche in Friuli Venezia Giulia aumenti il numero di cittadini senza medico di riferimento, con un impatto significativo sull’intero sistema sanitario territoriale.Invia un Comunicato Stampa | Pubblicità | SegnalaIscriviti alla newsletter di Friuli Oggi e ricevi le nostre email periodiche contenenti le ultime notizie pubblicate sul sito web!PrivacyChi siamo – Codice etico   
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		<tp:writer>Giacomo Attuente</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Liguria, allarme medici di famiglia: ne mancano 116 e altri 215 andranno in pensione entro il 2028 .com ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702940408328.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702940408328.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"genovaquotidiana.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:55:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="220" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702940408328.PDF"><![CDATA[genovaquotidiana.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://genovaquotidiana.com/2026/03/17/liguria-allarme-medici-di-famiglia-ne-mancano-116-e-altri-215-andranno-in-pensione-entro-il-2028/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Liguria, allarme medici di famiglia: ne mancano 116 e altri 215 andranno in pensione entro il 2028							17 Marzo 202617 Marzo 2026			Il quadro tracciato dalla Fondazione Gimbe segnala una carenza già concreta e destinata a pesare ancora di più nei prossimi anni: in cinque anni i medici di medicina generale sono diminuiti del 15,1 per cento e i nuovi candidati non bastano a coprire i posti disponibiliLa medicina di base in Liguria continua a perdere pezzi e il problema, anziché ridursi, rischia di allargarsi nel giro di pochi anni. A mettere in fila i numeri è la Fondazione Gimbe, che in un’analisi dedicata agli equilibri del servizio sanitario nazionale segnala come, al primo gennaio 2025, nella regione manchino 116 medici di medicina generale per arrivare al rapporto ritenuto ottimale di un professionista ogni 1.200 assistiti.Il dato racconta una difficoltà che molti cittadini percepiscono già nella vita di tutti i giorni, tra studi sovraccarichi, liste di assistiti molto ampie e sempre maggiore fatica nel trovare un nuovo medico disponibile. In Liguria, infatti, ciascun medico di famiglia segue mediamente 1.345 persone. Il valore è più basso rispetto alla media italiana, che è di 1.383 assistiti per professionista, ma resta comunque sopra la soglia considerata più equilibrata per garantire una presa in carico efficace sul territorio.A pesare è soprattutto la tendenza degli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia liguri si è ridotto del 15,1 per cento, un calo leggermente più accentuato rispetto a quello registrato a livello nazionale, dove la flessione si è fermata al 14,1 per cento. Il punto, quindi, non è soltanto la carenza attuale, ma la progressiva contrazione di una figura centrale per la sanità di prossimità.Lo scenario diventa ancora più delicato guardando avanti. Entro il 2028, infatti, in Liguria ben 215 medici raggiungeranno i 70 anni, età che coincide con l’uscita dal servizio. Questo significa che, senza un ricambio adeguato, il sistema potrebbe trovarsi davanti a una nuova e più severa riduzione degli organici.Nemmeno la formazione, almeno per ora, sembra offrire segnali abbastanza incoraggianti. Nel 2025, sul territorio ligure, i candidati al concorso nazionale per il corso specifico in medicina generale sono stati meno delle borse disponibili: undici in meno, con uno scarto negativo del 18 per cento. Un risultato che contrasta con il quadro nazionale, dove invece le domande risultano superiori ai posti finanziati del 26 per cento.Mettendo insieme questi elementi, emerge un quadro chiaro: la Liguria deve fare i conti con una presenza insufficiente di medici di famiglia, con un numero importante di pensionamenti alle porte e con una capacità di attrarre nuovi professionisti che oggi non basta a compensare le uscite. Ed è proprio qui che si gioca uno dei passaggi più delicati per il futuro dell’assistenza territoriale, soprattutto in una regione con una popolazione anziana e con un forte bisogno di continuità nelle cure.Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principaliCondividi:				Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra)				E-mail							Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)				WhatsApp							Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra)				Telegram			Tweet				Stampa (Si apre in una nuova finestra)				Stampa			Mi piace:Mi piace Caricamento...	CorrelatiBronchiolite, in Liguria crollano ricoveri e casi: immunizzati oltre nove bambini su dieci                                								    16 
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		<tp:writer>GenovaQuotidiana</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Sempre meno medici di famiglia, sempre più pazienti: in Italia ne mancano oltre 5.700 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207607960.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207607960.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"giornalelavoce.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Oltre 5.700 in meno rispetto al fabbisogno. In molte regioni trovare un medico è già una corsa a ostacoli</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:11:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="524" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207607960.PDF"><![CDATA[giornalelavoce.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/683608/sempre-meno-medici-di-famiglia-sempre-piu-pazienti-in-italia-ne-mancano-oltre-5-700.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[C’è un momento preciso in cui il problema diventa evidente: quando si cerca un medico di famiglia e non si trova. Non perché manchi la volontà, ma perché, semplicemente, non ce ne sono abbastanza. È il segnale più concreto di una crisi che non è più solo nei numeri, ma nella vita quotidiana di milioni di cittadini.Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, in Italia mancano oltre 5.700 medici di base, una carenza che riguarda 18 regioni su 20 e che colpisce soprattutto le aree più popolose. Lombardia, Veneto, Campania, ma anche Piemonte e Toscana: territori diversi, accomunati da un vuoto che si sta progressivamente allargando.Il punto non è soltanto quanti medici mancano, ma quanti pazienti sono costretti a seguire quelli che restano. Oggi un medico di famiglia assiste in media 1.383 persone, ben oltre la soglia considerata ottimale, fissata a 1.200 assistiti. Un dato che, tradotto nella pratica, significa meno tempo per ogni paziente, visite più rapide, difficoltà nel garantire continuità e attenzione. In alcune regioni la situazione è ancora più evidente. In Lombardia ogni medico arriva a seguire oltre 1.500 pazienti, numeri che raccontano una sanità territoriale sempre più sotto pressione.È qui che il problema diventa strutturale. Perché il medico di famiglia non è solo il primo punto di accesso al sistema sanitario, ma anche il filtro che evita il sovraccarico degli ospedali. Quando questa figura viene meno, o è costretta a lavorare in condizioni di saturazione, l’intero sistema ne risente.Le conseguenze si vedono già: tempi più lunghi per ottenere un appuntamento, difficoltà a cambiare medico, cittadini costretti a spostarsi o a rinunciare alla continuità assistenziale. E soprattutto, una progressiva erosione di quel rapporto diretto e fiduciario che è sempre stato il cuore della medicina territoriale.A rendere il quadro ancora più complesso è il fatto che i dati, per loro natura, non riescono a raccontare tutte le sfumature. Anche nelle regioni dove la carenza non emerge in modo evidente, esistono zone scoperte, aree interne o periferiche dove trovare un medico è già oggi un problema concreto. Il rischio è quello di una sanità a due velocità: da una parte i territori meglio serviti, dall’altra quelli dove l’assistenza diventa sempre più fragile.Dietro questa situazione ci sono fattori noti: il numero insufficiente di nuovi medici formati, i pensionamenti non compensati, un sistema organizzativo che fatica ad adattarsi ai cambiamenti demografici.Ma c’è anche un elemento meno visibile e forse più profondo: la trasformazione stessa del ruolo del medico di famiglia. Un lavoro sempre più complesso, con carichi burocratici crescenti e responsabilità che vanno ben oltre la semplice visita ambulatoriale. Il risultato è un sistema che regge, ma con fatica crescente.E mentre si discute di riforme e modelli organizzativi, il problema resta lì, tangibile: cittadini senza medico, studi saturi, professionisti costretti a gestire numeri che rendono difficile mantenere la qualità dell’assistenza. Non è una crisi improvvisa, ma una lenta erosione. E proprio per questo, forse, ancora più difficile da affrontare.      Libano, oltre 290mila bambini costretti alla fuga in due settimane      L’allarme di Save the Children: 850 vittime nel Paese, tra cui 103 minori. Famiglie in fuga nella notte con pochi oggetti e rifugi sovraffollati mentre l’accesso alle cure mediche viene interrotto      Franca Fagioli è la Torinese dell'Anno 2025. Tra i premiati: tre studenti di Ivrea e una tabaccheria di Chivasso      Premio a Franca Fagioli come Torinese dell'Anno per l'eccellenza in oncoematologia pediatrica; 196 riconoscimenti per la fedeltà al lavoro, 9 imprese centenarie iscritte al registro storico e 97 diplomati eccellenti celebrati a Torino.      Non autosufficienza in Piemonte, fondi ancora fermi a marzo: «Anziani e famiglie lasciati soli»      Deambrogio (PRC): «In Piemonte ancora non assegnate
 le risorse del Fondo nazionale. Liste d’attesa bloccate e rette delle RSA sempre più alte»   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Virginia Serpe</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207607960.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base: ne mancano 5700 in Italia, oltre 1500 solo in Lombardia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702897809066.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702897809066.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilfattoquotidiano.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Leggi su Il Fatto Quotidiano.it l''allarme sui medici di famiglia: in Italia ne mancano 5700, con situazione critica in Lombardia. Entro il 2028 andranno in pensione altri 8mila professionisti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:54:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1551504" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702897809066.PDF"><![CDATA[ilfattoquotidiano.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/17/carenza-medici-base-italia-lombardia-sanita-oggi/8327402/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sempre più persone non hanno un medico di base a cui rivolgersi. E anche quando lo trovano – spesso lontano da casa – è già sottoposto a un carico di lavoro insopportabile. In tutto il Paese, mancano 5700 medici di famiglia, con significative differenze regionali. La situazione più critica è quella della Lombardia, dove ne mancano oltre 1500 e dove quelli che lavorano assistono in media almeno 300 pazienti in più rispetto al limite consigliato, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute. La Lombardia è seguita poi, a distanza, da Veneto (dove la carenza è di 747 medici) e Campania (643). Il quadro è peggiorato rapidamente negli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2024 il numero di professionisti è diminuito di 5197 unità (-14,1%), passando da circa 42mila a meno di 37mila. Nello stesso periodo la domanda di assistenza è cresciuta: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni (24,7% della popolazione). Di questi, oltre la metà soffriva di almeno due patologie croniche. E nei prossimi anni il quadro andrà peggiorando a causa della gobba pensionistica che incombe: entro il 2028 raggiungeranno l’età della pensione più di 8mila medici di famiglia.A delineare i contorni di questa crisi è un report della Fondazione Gimbe. “La carenza dei medici di medicina generale affonda le radici in una programmazione inadeguata e nella scarsa attrattività a cui è stata costretta questa professione”, commenta il presidente, Nino Cartabellotta. “Senza una visione d’insieme continueremo a mettere in campo soluzioni frammentarie che sottostimano la carenza sulla carta, mentre nella realtà aumentano i carichi di lavoro e si riducono accessibilità e qualità dell’assistenza”. Negli ultimi anni, per rispondere alla carenza di medici di base, governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone, senza affrontare il problema alla radice. L’età pensionabile dei professionisti è stata innalzata fino a 72 anni, sono state introdotte delle deroghe all’aumento del massimale dei pazienti, ed è stata data la possibilità agli iscritti al corso di formazione in Medicina Generale di acquisire fino a mille assistiti. “Ma senza una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva, è impossibile garantire il necessario ricambio generazionale”, commenta Cartabellotta.Il sistema continua a essere costruito su vecchi parametri che non riflettono più la realtà demografica italiana. I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico non tengono conto dei cambiamenti della popolazione degli ultimi 40 anni e ignorano le proiezioni per i prossimi decenni. Il Paese invecchia rapidamente: la quota di over 65 è quasi raddoppiata rispetto agli anni Ottanta e continuerà a crescere, arrivando al 30% della popolazione già nel 2035. In questo contesto, la complessità clinica dei pazienti aumenta. “L’invecchiamento e l’incremento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto diversi rispetto al passato”, osserva Cartabellotta, con conseguenze dirette sull’organizzazione del lavoro. Secondo Gimbe, un massimale di 1500 pazienti, coerente con il quadro demografico fino agli anni Novanta, oggi non è più adeguato. Riduce il tempo da dedicare agli assistiti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza.I numeri confermano questa pressione crescente. A gennaio 2025, i medici di medicina generale avevano in carico quasi 51 milioni di assistiti, con una media di 1383 pazienti ciascuno. Un dato che, precisa il report, è probabilmente sottostimato rispetto alla realtà: “Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un professionista disponibile vicino a casa”, commenta Cartabellotta. Una difficoltà che non riguarda più soltanto le aree interne o rurali, dove storicamente i bandi vanno deserti, ma coinvolge anche Regioni con sistemi sanitari tradizionalmente solidi, estendendosi ormai anche alle grandi città.Anche sul fronte del ricambio generaziona
le il quadro non è rassicurante. Negli anni scorsi il numero di borse di studio per la formazione in medicina generale era aumentato, superando le 4300 nel 2021, grazie ai finanziamenti straordinari arrivati sull’onda dell’emergenza Covid. Ma già dal 2022 la tendenza si è invertita e nel 2025 le borse sono state poco più di 2200. Il problema principale, però, è che anche quando i posti ci sono, non sempre vengono coperti, soprattutto in alcune regioni del Nord. Una tendenza che, secondo Gimbe, segnala un cambiamento profondo. “Questa spia rossa è accesa da anni e oggi è sempre più evidente – osserva Cartabellotta -, misurando il progressivo calo di attrattività della professione”.Secondo le stime, anche ipotizzando che tutti i medici vadano in pensione al limite massimo di età e che tutte le borse vengano assegnate e portate a termine, il sistema non riuscirà comunque a compensare le uscite. Il saldo resterà negativo, soprattutto considerando che una quota significativa degli iscritti – circa il 20% – non porta a termine il percorso formativo. Da qui al 2028 Gimbe prevede un gap di oltre 2700 medici di medicina generale. Ma il dato nazionale nasconde squilibri territoriali molto marcati. In Campania, ad esempio, si concentreranno ben 1147 dei circa 8mila pensionamenti previsti da qui al 2028 in tutta Italia, il dato più alto tra tutte le Regioni.In questo scenario di crisi, sottolinea Cartabellotta, il dibattito politico continua a concentrarsi su questioni che non affrontano il nodo centrale. “La discussione rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione – spiega Cartabellotta – mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia. Dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri”. In altre parole, non è solo una questione di contratto, ma di funzionamento del sistema. Senza una riforma complessiva, il medico di base, che rappresenta la porta d’ingresso al Servizio sanitario nazionale, rischia di diventare un collo di bottiglia. E quando questo filtro si inceppa, a restare esclusi sono soprattutto anziani e pazienti fragili, costretti a rivolgersi ai pronto soccorso già in affanno, o, sempre più spesso, a rinunciare alle cure.   
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base, ne mancano 5700 in tutta Italia. La situazione peggiore in Lombardia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702915209148.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilfattoquotidiano.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Leggi su Il Fatto Quotidiano.it l''allarme sui medici di famiglia: in Italia ne mancano 5700, con situazione critica in Lombardia. Entro il 2028 andranno in pensione altri 8mila professionisti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:24:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sempre più persone non hanno un medico di base a cui rivolgersi. E anche quando lo trovano – spesso lontano da casa – è già sottoposto a un carico di lavoro insopportabile. In tutto il Paese, mancano 5700 medici di famiglia, con significative differenze regionali. La situazione più critica è quella della Lombardia, dove ne mancano oltre 1500 e dove quelli che lavorano assistono in media almeno 300 pazienti in più rispetto al limite consigliato, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute. La Lombardia è seguita poi, a distanza, da Veneto (dove la carenza è di 747 medici) e Campania (643). Il quadro è peggiorato rapidamente negli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2024 il numero di professionisti è diminuito di 5197 unità (-14,1%), passando da circa 42mila a meno di 37mila. Nello stesso periodo la domanda di assistenza è cresciuta: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni (24,7% della popolazione). Di questi, oltre la metà soffriva di almeno due patologie croniche. E nei prossimi anni il quadro andrà peggiorando a causa della gobba pensionistica che incombe: entro il 2028 raggiungeranno l’età della pensione più di 8mila medici di famiglia.A delineare i contorni di questa crisi è un report della Fondazione Gimbe. “La carenza dei medici di medicina generale affonda le radici in una programmazione inadeguata e nella scarsa attrattività a cui è stata costretta questa professione”, commenta il presidente, Nino Cartabellotta. “Senza una visione d’insieme continueremo a mettere in campo soluzioni frammentarie che sottostimano la carenza sulla carta, mentre nella realtà aumentano i carichi di lavoro e si riducono accessibilità e qualità dell’assistenza”. Negli ultimi anni, per rispondere alla carenza di medici di base, governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone, senza affrontare il problema alla radice. L’età pensionabile dei professionisti è stata innalzata fino a 72 anni, sono state introdotte delle deroghe all’aumento del massimale dei pazienti, ed è stata data la possibilità agli iscritti al corso di formazione in Medicina Generale di acquisire fino a mille assistiti. “Ma senza una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva, è impossibile garantire il necessario ricambio generazionale”, commenta Cartabellotta.Il sistema continua a essere costruito su vecchi parametri che non riflettono più la realtà demografica italiana. I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico non tengono conto dei cambiamenti della popolazione degli ultimi 40 anni e ignorano le proiezioni per i prossimi decenni. Il Paese invecchia rapidamente: la quota di over 65 è quasi raddoppiata rispetto agli anni Ottanta e continuerà a crescere, arrivando al 30% della popolazione già nel 2035. In questo contesto, la complessità clinica dei pazienti aumenta. “L’invecchiamento e l’incremento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto diversi rispetto al passato”, osserva Cartabellotta, con conseguenze dirette sull’organizzazione del lavoro. Secondo Gimbe, un massimale di 1500 pazienti, coerente con il quadro demografico fino agli anni Novanta, oggi non è più adeguato. Riduce il tempo da dedicare agli assistiti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza.I numeri confermano questa pressione crescente. A gennaio 2025, i medici di medicina generale avevano in carico quasi 51 milioni di assistiti, con una media di 1383 pazienti ciascuno. Un dato che, precisa il report, è probabilmente sottostimato rispetto alla realtà: “Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un professionista disponibile vicino a casa”, commenta Cartabellotta. Una difficoltà che non riguarda più soltanto le aree interne o rurali, dove storicamente i bandi vanno deserti, ma coinvolge anche Regioni con sistemi sanitari tradizionalmente solidi, estendendosi ormai anche alle grandi città.Anche sul fronte del ricambio generaziona
le il quadro non è rassicurante. Negli anni scorsi il numero di borse di studio per la formazione in medicina generale era aumentato, superando le 4300 nel 2021, grazie ai finanziamenti straordinari arrivati sull’onda dell’emergenza Covid. Ma già dal 2022 la tendenza si è invertita e nel 2025 le borse sono state poco più di 2200. Il problema principale, però, è che anche quando i posti ci sono, non sempre vengono coperti, soprattutto in alcune regioni del Nord. Una tendenza che, secondo Gimbe, segnala un cambiamento profondo. “Questa spia rossa è accesa da anni e oggi è sempre più evidente – osserva Cartabellotta -, misurando il progressivo calo di attrattività della professione”.Secondo le stime, anche ipotizzando che tutti i medici vadano in pensione al limite massimo di età e che tutte le borse vengano assegnate e portate a termine, il sistema non riuscirà comunque a compensare le uscite. Il saldo resterà negativo, soprattutto considerando che una quota significativa degli iscritti – circa il 20% – non porta a termine il percorso formativo. Da qui al 2028 Gimbe prevede un gap di oltre 2700 medici di medicina generale. Ma il dato nazionale nasconde squilibri territoriali molto marcati. In Campania, ad esempio, si concentreranno ben 1147 dei circa 8mila pensionamenti previsti da qui al 2028 in tutta Italia, il dato più alto tra tutte le Regioni.In questo scenario di crisi, sottolinea Cartabellotta, il dibattito politico continua a concentrarsi su questioni che non affrontano il nodo centrale. “La discussione rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione – spiega Cartabellotta – mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia. Dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri”. In altre parole, non è solo una questione di contratto, ma di funzionamento del sistema. Senza una riforma complessiva, il medico di base, che rappresenta la porta d’ingresso al Servizio sanitario nazionale, rischia di diventare un collo di bottiglia. E quando questo filtro si inceppa, a restare esclusi sono soprattutto anziani e pazienti fragili, costretti a rivolgersi ai pronto soccorso già in affanno, o, sempre più spesso, a rinunciare alle cure.   
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		<title><![CDATA[Gimbe, in Fvg 130 medici di famiglia in pensione entro il 2028 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702931408410.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilfriuli.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:20:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilfriuli.it/cronaca/gimbe-in-fvg-130-medici-di-famiglia-in-pensione-entro-il-2028/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Entro il 2028 saranno 130 in Friuli Venezia Giulia i medici di medicina generale che raggiungeranno i 70 anni, età di pensionamento. Già dal primo gennaio scorso, considerando il rapporto ottimale di 1 medico di famiglia ogni 1.200 assistiti, nella nostra regione mancano 156 professionisti.E’ quanto indicano i dati della Fondazione Gimbe, la quale rileva che in Italia tra il 2019 e il 2024 il numero di professionisti è diminuito di 5.197 unità e tra il 2025 e il 2028 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione.Per la Fondazione, “anche se tutti i medici di base lavorassero fino a 70 anni e se tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, “le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti e le carenze”.In Friuli Venezia Giulia, sempre secondo la Fondazione Gimbe, il numero medio di assistiti per medico di medicina generale al 1° gennaio 2025 è di 1.473, più alto della media nazionale che è di 1.383.Tra il 2019 e il 2024 i professionisti si sono ridotti del 14,7%, in Italia del 14.1%. Gimbe riporta inoltre che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: 4 candidati in più (+10%) rispetto alle borse finanziate, rispetto ad una media italiana del + 26%.“Senza una visione – commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale”.P.IVA 01907840308Iscritto presso il Registro delle Imprese Tribunale di Udine n. 22270 – CCIAA Ud 203820©2023 IL FRIULI – Tutti i diritti riservati.Powered by Rubidia   
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, mancano oltre 5.700: carenze in 18 regioni. In Lombardia, Veneto e Campania situazione critica ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703061609668.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703061609668.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgazzettino.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:21:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilgazzettino.it//salute/focus/medici_famiglia_mancano_dove_cosa_sappiamo-9421688.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia e «sempre più cittadini faticano a trovarne uno vicino a casa», tanto che in 18 Regioni si registra una carenza e le situazioni più critiche sono in Lombardia, Veneto e Campania. Carenza che è «un problema ormai diffuso» e andrà aumentando velocemente: se tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità, di qui al 2028 i pensionamenti stimati sono 8.180. A fare il punto è la Fondazione Gimbe che sottolinea come la riduzione vada di pari passo con un aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà con due o più malattie croniche.            APPROFONDIMENTI                                        L'EPIDEMIA                        Meningite, epidemia nel Regno Unito: allarme "senza... I dati Al primo gennaio 2025, precisa Cartabellotta, "è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali». I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico, inoltre, «non hanno mai tenuto conto dell'invecchiamento della popolazione», spiega Cartabellotta. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti over 65 è quasi raddoppiata, passando da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. È proprio su questo squilibrio tra domanda e offerta di assistenza che si innestano le stime più aggiornate. Il sovraccarico Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali: dai 1.153 pazienti ciascuno nel Molise ai 1.533 della Lombardia. Livelli di saturazione che, rileva Gimbe, limitano il principio della libera scelta. Assumendo come rapporto ottimale quello di un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima la carenza complessiva in Italia pari a 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Alla base di questa situazione si intrecciano diversi fattori, tra cui una programmazione inadeguata. Le conseguenze «Per anni - spiega Cartabellotta - non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti, che tra il 2025 e il 2028 saranno 8.180». Inoltre, la professione ha perso di attrattività. «Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di chi completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona». Tuttavia, se anche tutti i cosiddetti 'medici di base' andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, «le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi e le carenze stimate al primo gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 professionisti». Da qui la necessità di interventi strutturali e non più emergenziali. Negli ultimi anni sono state adottate soluzioni tampone come l'innalzamento dell'età pensionabile e deroghe all'aumento del massimale di assistiti, ma la crisi, conclude Cartabellotta, «va affrontata alla radice con una riforma organica». Una riforma della medicina generale, che sta suscitando già polemiche, è da poco arrivata all'esame della Commissione Affari sociali della Camera. L'obiettivo è ottimizzare il lavoro dei medici di famiglia nelle strutture territoriali e in particolare nelle Case della Salute.                                                        © RIPRODUZIONE RISERVATA   
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	<item>
		<title><![CDATA[Addio medici di famiglia: in Campania mancano 643 dottori, è record di pensionamenti ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212507977.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212507977.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgazzettinovesuviano.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:18:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilgazzettinovesuviano.com/2026/03/17/addio-medici-di-famiglia-in-campania-mancano-643-dottori-e-record-di-pensionamenti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Allarme Fondazione Gimbe: tra programmazione errata e perdita di attrattività, trovare un medico vicino casa sta diventando un'impresa, soprattutto per gli anziani.daIGV News -17 Marzo 2026In tutta l’Italia mancano in totale più di 5.700 medici di famiglia e sempre più cittadini faticano a trovarne uno, soprattutto nelle regioni più popolose. L’allarme arriva da un’analisi della Fondazione Gmbe, che ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di medicina generale nel Sistema sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenza, in 18 regioni, al primo gennaio 2025.Tra le regioni più carenti c’è la Campania, dove mancano 643 medici all’appello. Tra il 2019 e il 2024, il numero è diminuito di ben 5.197 in tutto il nostro Paese. “Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali”, scrive nel rapporto la Fondazione Gimbe.Campania maglia nera: mancano 643 medici“Nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche”. Come detto, tra le regioni più critiche figura la Campania con quasi 650 medici mancanti, ma l’emergenza riguarda quasi tutte le grandi regioni.La mappa della carenza in ItaliaIn Lombardia servirebbero altri 1.540 professionisti, in Veneto 747, in Emilia Romagna 502, in Piemonte 463, in Toscana 394 e in Lazio 358. Le regioni virtuose sono invece la Basilicata, il Molise e la Sicilia, dove il rapporto Gimbe non ha rilevato carenze.Cartabellotta (Gimbe): “Programmazione inadeguata”Si tratta di un “problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta. Una programmazione “che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti fragili”. Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale ha diritto a un medico di famiglia, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nel cosiddetti Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Il medico di base non è un dipendente del Ssn, ma lavora in convenzione con le Asl. Il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo collettivo nazionale, dagli Accordi integrativi regionali e dagli Accordi attuativi aziendali, definiti a livello di singola Asl.Cartabellotta ha spiegato che “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di base viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra, o sotto, stimare il reale fabbisogno di medici di medicina generale nelle singole realtà territoriali”. Il nodo dei pensionamenti tra il 2025 e il 2028Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età pensionabile, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia da regione a Regione. Si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.
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		<title><![CDATA[Sanità, in Molise 55 medici in pensione entro il 2028  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702955608496.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgiornaledelmolise.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilgiornaledelmolise.it/2026/03/17/sanita-in-molise-55-medici-in-pensione-entro-il-2028/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Molise, entro il 2028, 55 medici di medicina generale raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione al penultimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.154, controuna media nazionale di 1.383. Tra il 2019 e il 2024, inoltre, si registra una riduzione di medici di base pari al -9,4%, contro una media italiana del 14,1%. Lo rileva la fondazione Gimbe, secondo cui in Molise, a differenza di quasi tutte le regioni, non si rileva una carenza di medici di medicina generale. Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: +7 candidati (+70%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).A livello nazionale, la carenza di medici di base riguarda soprattutto le regioni più grandi: in testa la Lombardia (-1.540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Per quanto riguarda la riduzione tra il 2019 e il 2024, ci sono Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) e Calabria (-20,2%). In Italia i medici che entro il 2028 raggiungeranno il limite di età per la pensione sono 8.180.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”. Il Giornale del Molise - reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001Editoria Innovazioni Sviluppo srl - via San Giovanni in Golfo ZI - P.IVA 01576640708   Direttore responsabile: Manuela Petescia© Copyright 2024 - Il Giornale del Molise   
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		<tp:writer>Enzo Luongo</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base, in Lombardia ne mancano 1.540. Il rapporto ottimale di 1.200 pazienti per camice bianco? Un miraggio ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703219308093.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703219308093.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgiorno.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I dati Gimbe e il problema che interessa ormai in maniera omogenea tutte le grandi regioni. In media un dottore di base lombardo ha in carico 1.533 assistiti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:54:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilgiorno.it/salute/medici-di-base-lombardia-ji2pqqqh]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[I dati Gimbe e il problema che interessa ormai in maniera omogenea tutte le grandi regioni. In media un dottore di base lombardo ha in carico 1.533 assistiti--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[Medici di base, in Lombardia ne mancano 1.540. Il rapporto ottimale di 1.200 pazienti per camice bianco? Un miraggio ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703215508131.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilgiorno.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I dati Gimbe e il problema che interessa ormai in maniera omogenea tutte le grandi regioni. In media un dottore di base lombardo ha in carico 1.533 assistiti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:02:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilgiorno.it/salute/medici-di-base-lombardia-ji2pqqqh]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Non è un Paese per giovani1 mese a 6 € Mancano medici di base (foto di repertorio)Milano, 17 marzo 2026 – In Lombardia mancano 1.540 medici di famiglia. Una carenza ormai cronica che interessa quasi tutte le regioni più grandi, territorio lombardo in testa. Un tema molto sentito dalla popolazione, dal momento che il medico di base è storicamente un presidio fondamentale e un punto di riferimento, anche per indirizzare a eventuali percorsi specialistici. Negli ultimi anni, però, il quadro generale è notevolmente cambiato tra mancato turnover, territori “scoperti” e sanitari sovraccarichi di pazienti (con le tutte le ripercussioni del caso).  Nel complesso in Italia – viene evidenziato dall'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac – mancano 5.716 medici di base distribuiti in 18 Regioni. In particolare, "le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia seguita da Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia,. Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12).Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti". © Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3107   
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia cercansi: Campania, 300 studi vuoti ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702979209788.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702979209788.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilmattino.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Camici bianchi in fuga dal Ssn: il turnover a rilento non copre i pensionamenti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 23:51:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilmattino.it/primopiano/sanita/campania_medici_di_famiglia_cercansi-9421930.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di famiglia cercasi: carenze sempre più acute lungo lo Stivale con oltre 5.700 studi da popolare distribuiti in 18 regioni. In Campania sono circa 300 le zone carenti non assegnate a dicembre scorso (su 700) concentrate nelle aree periferiche delle città, nei quartieri socialmente disagiati e nelle aree interne in cui pochi accettano di lavorare.  APPROFONDIMENTI     Medico compie 70 anni: rinuncia alla pensione e salva la vita a un uomo       Napoli, studenti in visita negli studi dei medici di base: costruire una cittadinanza sanitaria più consapevole       Intervista Bruno Zuccarelli: «Medici, 400 assunzioni bloccate dalla burocrazia»        I 400 reclutati a fine anno dal primo marzo stanno progressivamente aprendo gli ambulatori in tutte le province campane ma il turn over tra chi ha lasciato per pensionamenti o impieghi in altri settori della sanità pubblica non è indolore. Per decine di migliaia di assistiti, spesso anziani e fragili che devono prendere contatto con i nuovi dottori si profila una corsa ad ostacoli visto che non tutti sono capaci di effettuare il cambio con procedure telematiche. Ogni camice bianco ha in carico fino a 1500 pazienti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico, senza contare che le deroghe salgono fino a 1.800 pazienti in casi particolari. Ciò sottostima la carenza, pur a fronte di un aumento del limite di età per la pensione fissato a 70 anni, salvo deroghe.Napoli, radiologia e TAC anche di sera e nel weekend all’Ospedale San Giovanni Bosco della ASL Napoli 1 CentroIl numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania mentre le borse per le scuole di formazione specifica in Medicina Generale è largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Anche il futuro è dipinto a tinte fosche: entro il 2028 – secondo le stime della Fondazione Gimbe – sono previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve e le ipotesi di riforme restano sempre nel limbo delle possibilità senza visione d’insieme. Prevenzione, visite domiciliari, prescrizioni per cronici e fragili, vaccinazioni e screening: gran parte dell’architrave dell’assistenza territoriale e di prossimità, emerso durante il Covid come anello debole del sistema di cure pubbliche, vacilla.  I numeri  Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di Medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità (oltre 1000 solo in Campania). Un calo drastico che si colloca in un contesto demografico in cui la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali. Parliamo di una figura assistenziale centrale per le famiglie, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).  «La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili. Per rispondere alla carenza di medici di famiglia Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice con un dibattito politico avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia dalla convenzione alla dipendenza».   Case e ospedali di comunità  All’orizzonte c’è poi la necessità che i medici vadano a popolare con infermieri e tecnici le nascenti Case e ospedali di Comunità. Una via d’uscita è stata tracciata proprio in Campania dalla precedente amministrazione con l’accordo regionale integrativo siglato per la medicina primaria. Diventano strutturali le cosiddette Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), 
ossia reti di di dottori articolate in base alla densità della popolazione servita (fino a 7 mila cittadini, da 7 mila a 25 mila e poi oltre questa soglia) in cui i camici bianchi condividono la storia e la cartella dei pazienti e in cui almeno una struttura di riferimento territoriale resta aperta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.       Ognuna delle 181 aggregazioni di medici Aft conserva la presenza capillare degli studi sui territori ma individua sempre una sede unica e uno studio centrale di riferimento dotato di tecnologie diagnostiche di primo livello e di personale di studio (infermieri, tecnici e altre professioni sanitarie) sostenuti dalla destinazione dell’8% del fondo regionale per la medicina generale. Nelle Aft è garantita la presenza del medico del ruolo unico della medicina generale per 12 ore. Tutti i medici di nuovo ingresso in convenzione sono obbligati a presidiare queste strutture. Le reti si configurano come strutture spoke dei costituendi hub rappresentati dalle Case di Comunità previste dal Pnrr.   
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		<title><![CDATA[Medici di base, Gimbe promuove la Basilicata: numeri migliori della media nazionale  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935208436.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilmattinoquotidiano.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Basilicata non si registrano carenze di medici di medicina generale, i cosiddetti medici di famiglia, considerando un numero ottimale quello di 1.200 assisti...</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ilmattinoquotidiano.it/news/basilicata-free/211662/medici-di-base-gimbe-promuove-la-basilicata-numeri-migliori-della-media-nazionale.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Basilicata non si registrano carenze di medici di medicina generale, i cosiddetti medici di famiglia, considerando un numero ottimale quello di 1.200 assistiti a medico. In regione, infatti, la media è di 1.153 pazienti per ogni professionista, a fronte della media nazionale di 1.383. È quanto riferisce l'analisi della Fondazione Gimbe sui Medici di Medicina Generale che esamina le dinamiche e le criticità delle norme che regolano il loro inserimento nel Servizio Sanitario Nazionale e la loro carenza nelle singole regioni. "Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale - ha precisato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta - non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di Mmg, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza medici". L'analisi si concentra sul numero di assistiti per ogni medico, sui pensionamenti, sui nuovi medici, sul trend in riduzione tra il 2019 e il 2024, sulla stima della carenza a partire dal 1° gennaio 2025. Tra gli altri elementi utili, si è appreso che entro il 2028 107 medici di famiglia raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni; che tra il 2019 e il 2024 i medici in regione si sono ridotti del 17,2% (14,1% in Italia) e che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: 8 candidati in più (+67%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Il Mattino di Basilicata</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935208436.PDF</guid>
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, mancano oltre 5.700: carenze in 18 regioni. In Lombardia, Veneto e Campania situazione critica ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703050509589.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703050509589.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilmessaggero.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 20:30:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia e «sempre più cittadini faticano a trovarne uno vicino a casa», tanto che in 18 Regioni si registra una carenza e le situazioni più critiche sono in Lombardia, Veneto e Campania. Carenza che è «un problema ormai diffuso» e andrà aumentando velocemente: se tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità, di qui al 2028 i pensionamenti stimati sono 8.180. A fare il punto è la Fondazione Gimbe che sottolinea come la riduzione vada di pari passo con un aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà con due o più malattie croniche. I dati Al primo gennaio 2025, precisa Cartabellotta, "è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali». I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico, inoltre, «non hanno mai tenuto conto dell'invecchiamento della popolazione», spiega Cartabellotta. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti over 65 è quasi raddoppiata, passando da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. È proprio su questo squilibrio tra domanda e offerta di assistenza che si innestano le stime più aggiornate. Il sovraccarico Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali: dai 1.153 pazienti ciascuno nel Molise ai 1.533 della Lombardia. Livelli di saturazione che, rileva Gimbe, limitano il principio della libera scelta. Assumendo come rapporto ottimale quello di un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima la carenza complessiva in Italia pari a 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Alla base di questa situazione si intrecciano diversi fattori, tra cui una programmazione inadeguata. Le conseguenze «Per anni - spiega Cartabellotta - non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti, che tra il 2025 e il 2028 saranno 8.180». Inoltre, la professione ha perso di attrattività. «Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di chi completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona». Tuttavia, se anche tutti i cosiddetti 'medici di base' andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, «le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi e le carenze stimate al primo gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 professionisti». Da qui la necessità di interventi strutturali e non più emergenziali. Negli ultimi anni sono state adottate soluzioni tampone come l'innalzamento dell'età pensionabile e deroghe all'aumento del massimale di assistiti, ma la crisi, conclude Cartabellotta, «va affrontata alla radice con una riforma organica». Una riforma della medicina generale, che sta suscitando già polemiche, è da poco arrivata all'esame della Commissione Affari sociali della Camera. L'obiettivo è ottimizzare il lavoro dei medici di famiglia nelle strutture territoriali e in particolare nelle Case della Salute.                                © RIPRODUZIONE RISERVATA                            Salute - Newsletter                            Ogni Giovedì gli aggiornamenti su Salute e Benessere                            Iscriviti e ricevi le notizie via email   
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia: già ne mancano 5.700 e nel 2028 in pensione altri 8.180  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703192807908.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Per Cartabellotta carenze diffuse in tutte le Regioni: rispondere alla crisi con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:48:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFondazione GimbeMedici di famiglia: già ne mancano 5.700 e nel 2028 in pensione altri 8.180Per Cartabellotta carenze diffuse in tutte le Regioni: rispondere alla crisi con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattivadi Ernesto Diffidenti17 marzo 2026Mid section of female doctor writing prescription to patient at worktable.4' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveI cambiamenti demografici Numero di assistiti per medicoRicambio generazionale al 2028Ascolta la versione audio dell'articolo4' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comIn Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (Mmg) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 i camici bianchi sono diminuiti di ben 5.197 unità (-14,1%) passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%). Una riduzione significativa che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.«La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che ha stimato le carenze sul territorio – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».Loading...Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale ha diritto a un Mmg, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Il medico di famiglia non è un dipendente del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda sanitaria locale con un rapporto di lavoro regolato dall’Accordo collettivo nazionale (Acn). Ogni medico può avere fino a 1.500 assistiti (1.200 è il rapporto ottimale) che possono crescere fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza Mmg o per iscrizioni temporanee, per esempio agli extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti.I cambiamenti demografici «I criteri per definire il numero massimo di assistiti per Mmg – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni». La demografia della popolazione italiana, infatti, è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età =65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 49€!Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùE a fronte di una domanda di assistenza che cresce diminuiscono i medici di famiglia.Secondo i dati forniti dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 camici bianchi hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni s
alvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.Numero di assistiti per medicoCosì il numero di assistiti per medico potrebbe crescere ancora lasciando scoperte interee aree territoriali. Secondo i dati Sisac, al 1° gennaio 2025 i 36.812 Mmg avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia. «Il quadro reale – precisa Cartabellotta – è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un medico disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città».Secondo le stime della Fondazione Gimbe le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia (figura 7). «Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale – precisa Cartabellotta – non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza Mmg».Ricambio generazionale al 2028Anche se tutti i medici di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, secondo la Fondazione Gimbe le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 Mmg. «Peraltro – spiega Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso dei nuovi Mmg sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più medici scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo».Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di Mmg, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al corso di formazione in Medicina generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. «A questa crisi della medicina generale – commenta Cartabellotta – bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Senza una visione d’insieme, Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri».Riproduzione riservata ©Argomentimedico di baseServizio Sanitario NazionaleMoliseCampaniaLombardiaLoading...   
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia: già ne mancano 5.700 e nel 2028 in pensione altri 8.180 - Il Sole 24 ORE ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703193507911.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ilsole24ore.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Per Cartabellotta carenze diffuse in tutte le Regioni: rispondere alla crisi con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva</p>]]></description>
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ncipio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un medico disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città».Secondo le stime della Fondazione Gimbe le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia (figura 7). «Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale – precisa Cartabellotta – non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza Mmg».Ricambio generazionale al 2028Anche se tutti i medici di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, secondo la Fondazione Gimbe le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 Mmg. «Peraltro – spiega Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso dei nuovi Mmg sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più medici scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo».Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di Mmg, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al corso di formazione in Medicina generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. «A questa crisi della medicina generale – commenta Cartabellotta – bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Senza una visione d’insieme, Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri».Riproduzione riservata ©Argomentimedico di baseServizio Sanitario NazionaleMoliseCampaniaLombardiaLoading...   
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		<title><![CDATA[Sanita': Gimbe, mancano 5.700 medici di famiglia e nel 2028 in pensione altri 8.180 ]]></title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:19:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[17 marzo 2026(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 17 mar - In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (Mmg) e sempre piu' cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni piu' popolose. Tra il 2019 e il 2024 i camici bianchi sono diminuiti di 5.197 unita' (-14,1%) passando da 42.009 a 36.812. Lo rileva uno studio della Fondazione Gimbe secondo cui entro il 2028 altri 8.180 medici di famiglia andranno in pensione. 'La carenza dei medici di medicina generale - afferma il presidente, Nino Cartabellotta - e' un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi'. Per evitare 'potenziali rischi per la salute', soprattutto per le persone anziane e per i pazienti piu' fragili, 'serve una riforma organica, capace di rendere la professione piu' attrattiva'.Dif.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 17-03-26 10:35:06 (0218)SAN 5 NNNN
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		<title><![CDATA[Medici di base, in Abruzzo 237 pensionamenti entro il 2028: -20% in cinque anni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702919608280.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"iltrafiletto.it" </b>  del 15 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Tra il 2019 e il 2024 terzo posto in Italia per riduzione</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:41:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.iltrafiletto.it/2026/03/17/medici-di-base-in-abruzzo-237-pensionamenti-entro-il-2028-20-in-cinque-anni/9-18645.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Tra il 2019 e il 2024 terzo posto in Italia per riduzioneIn Abruzzo il sistema della medicina di base si prepara a una nuova fase critica: entro il 2028 saranno 237 i medici di medicina generale che raggiungeranno l’età pensionabile dei 70 anni, un dato che colloca la regione all’undicesimo posto in Italia.A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che evidenzia come, nonostante un numero medio di assistiti per medico pari a 1.216 (contro i 1.383 della media nazionale), il territorio abruzzese sia tra quelli che hanno registrato il calo più significativo di medici negli ultimi anni.Tra il 2019 e il 2024, infatti, i medici di famiglia sono diminuiti del 20%, una percentuale superiore alla media italiana del 14,1% e che colloca l’Abruzzo al terzo posto per riduzione, dietro solo a Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) e Calabria (-20,2%).Nonostante questo, la carenza stimata è contenuta in 12 medici, un dato che pone la regione in penultima posizione tra quelle con meno deficit, calcolato sulla base del rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti.Un segnale positivo arriva però dal fronte della formazione: nel 2025 i candidati al corso di Medicina Generale hanno superato i posti disponibili del 142% (+44 partecipanti), un dato superiore alla media nazionale (+26%).A livello nazionale, la carenza di medici di base riguarda soprattutto le regioni più popolose: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si registrano invece carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Complessivamente, entro il 2028, saranno 8.180 i medici italiani a raggiungere l’età pensionabile.«La carenza dei medici di medicina generale è ormai un problema diffuso in tutte le Regioni – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – e deriva da una programmazione inadeguata che non ha garantito il necessario ricambio generazionale. A questo si aggiunge una perdita di attrattività della professione, con conseguenti difficoltà per i cittadini a trovare un medico vicino a casa, soprattutto per anziani e pazienti fragili».Il Trafiletto testata giornalistica online, registrata nella sezione stampa del Tribunale di Teramo in data 29/11/2022 con n. 715Direttore Responsabile: Nikasia SistilliSocietà editrice: ORBIS s.r.l.Codice fiscale e P. Iva: 02130190677 - Numero REA: TE – 206249Sede legale: via Emidio Ambrosi 31 - 64100 Teramo TE+39.347.3268683redazione@iltrafiletto.it direzione@iltrafiletto.it commerciale@iltrafiletto.it   
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		<title><![CDATA[Medici di base, allarme Gimbe in Puglia: entro il 2028 via 702 professionisti - l'Immediato ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921308265.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921308265.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"immediato.net" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La fondazione fotografa una carenza già in atto: meno camici bianchi e più assistiti per ogni medico. In crescita anche il divario rispetto alla media nazionale</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:34:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.immediato.net/2026/03/17/medici-di-base-allarme-gimbe-in-puglia-entro-il-2028-via-702-professionisti/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Home - Medici di base, allarme Gimbe in Puglia: entro il 2028 via 702 professionistiLa Puglia si prepara ad affrontare una nuova emergenza sanitaria sul fronte della medicina territoriale. Secondo un’indagine della fondazione Gimbe, entro il 2028 saranno 702 i medici di Medicina generale che andranno in pensione al compimento dei 70 anni, aggravando una carenza già oggi significativa. Il dato si inserisce in un quadro critico che riguarda l’intero sistema sanitario regionale, con effetti diretti sull’assistenza ai cittadini e sull’accesso alle cure di base.Secondo il report della fondazione, la situazione attuale presenta già numeri preoccupanti. Dal primo gennaio dello scorso anno, infatti, in Puglia risultano mancanti 279 medici di famiglia. Un vuoto che si riflette anche sul carico di lavoro dei professionisti in servizio: dal primo gennaio 2025 a oggi, ogni medico assiste mediamente 1.331 pazienti, un dato inferiore alla media nazionale (1.383), ma comunque indicativo di una pressione crescente.Il report evidenzia inoltre una riduzione significativa del numero di medici di base negli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2024, in Puglia i medici di Medicina generale sono diminuiti del 26,3%. Una percentuale che risulta quasi doppia rispetto alla media nazionale, ferma al 14,1%, e che segnala una criticità strutturale più marcata rispetto al resto del Paese.Sul fronte della formazione, emergono segnali contrastanti. Nel 2025, infatti, i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27% in più rispetto ai posti disponibili. Un dato che evidenzia un interesse crescente per la professione, ma che allo stesso tempo sottolinea un limite nel numero di borse e percorsi formativi attivati, insufficienti a colmare il fabbisogno futuro.L’uscita prevista di centinaia di medici nei prossimi anni rischia di accentuare le difficoltà già presenti, con possibili ricadute sulla qualità dell’assistenza territoriale. La medicina generale rappresenta infatti il primo punto di contatto tra cittadini e sistema sanitario, e una sua progressiva riduzione potrebbe tradursi in maggiori difficoltà di accesso alle cure e in un aumento della pressione su ospedali e pronto soccorso.Il 27 e 28 marzo a Castrignano dei Greci un evento tra spiritualità e tradizione: un patrimonio immateriale che continua...Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714Copyright © 2026Copyright  © 2024   
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		<title><![CDATA[Carenza record di medici di famiglia: cosa succederà entro il 2028. Report GIMBE  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703218008176.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"insalutenews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Bologna, 17 marzo 2026 - In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:11:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.insalutenews.it/in-salute/carenza-record-di-medici-di-famiglia-cosa-succedera-entro-il-2028-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=carenza-record-di-medici-di-famiglia-cosa-succedera-entro-il-2028-report-gimbe]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Bologna, 17 marzo 2026 – In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha diritto a un MMG, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il MMG non è un dipendente del SSN, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (ASL): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola ASL.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.La Fondazione GIMBE ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei MMG nel SSN, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di MMG viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di MMG nelle singole realtà territoriali”.DINAMICHE E CRITICITÀQuadro demograficoDott. Nino Cartabellotta“I criteri per definire il numero massimo di assistiti per MMG – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni”.La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età =65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025.Le previsioni ISTAT confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine ISTAT sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità.“L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per MMG, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza”.Massimale di assistitiL’ACN fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite d
eroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza MMG o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti).Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per MMG: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate.Ambiti territoriali carentiL’ACN sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un MMG ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette “zone carenti”, ovvero le aree in cui il numero di MMG è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione.“Questa modifica – commenta Cartabellotta – è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come “zona carente” e possa quindi essere attivato un bando”.PensionamentiSecondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.Nuovi MMGNel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi PNRR (2021-2023).Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%).Secondo i dati FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). Tuttavia, la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente in alcune Regioni: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta (-60%), Marche (-49%), Provincia autonoma di Trento (-38%), Piemonte (-29%).“Questa spia rossa – commenta Cartabellotta – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni”.STIMA DELLE CARENZELe stime della Fondazione GIMBE sono state elaborate sui dati della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) al 1° gennaio 2025.Gap 2019-2024I dati SISAC documentano una progressiva riduzione dei MMG dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di MMG in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%).Numero di assistiti per MMGSecondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della L
ombardia.“Il quadro reale – precisa Cartabellotta – è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città”.Stima della carenza di MMG al 1° gennaio 2025Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della densità abitativa, della prossimità degli ambulatori e dell’esercizio della libera scelta, la Fondazione GIMBE ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di 1 MMG ogni 1.200 assistiti.Sulla base dei dati SISAC al 1° gennaio 2025, la carenza complessiva è stimata in 5.716 MMG, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.“Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale – precisa Cartabellotta – non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di MMG, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza MMG”.Ricambio generazionale al 2028Anche se tutti i MMG andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG.“Peraltro – spiega Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo”.RIFORMA DELLA MEDICINA GENERALENegli ultimi anni per rispondere alla carenza di MMG, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti.“A questa crisi della medicina generale – commenta Cartabellotta – bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche”.L’ACN 2022-2024 rafforza l’integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunità e nelle nuove strutture dell’assistenza territoriale previste dal PNRR. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l’istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria.Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei MMG e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalità di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in parti
colare nelle Case di Comunità.“Senza una visione d’insieme – chiosa Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri”.“Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili”.   
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, l’allarme del Gimbe: «Ne mancano oltre 5mila». Situazione critica anche in Calabria ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703206208038.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lacnews24.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo la Fondazione, nella programmazione per definire il fabbisogno di sanitari, non si tiene conto dell''invecchiamento della popolazione e dell''aumento dei bisogni di cura. Il presidente Cartabellotta: «Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta»</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:34:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lacnews24.it/sanita/medici-di-famiglia-lallarme-del-gimbe-ne-mancano-oltre-5mila-situazione-critica-anche-in-calabria-gf7kv20g]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, «le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia». Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac.   Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). «Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, «non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti». Nel 2025 quasi 14,6 milioni di over 65 Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità e tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione. «Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti dei medici di famiglia», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta commentando i dati emersi dall'analisi della Fondazione. «Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso». Ma, anche se tutti i cosiddetti 'medici di base' andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, «le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti e le carenze», aggiunge Cartabellotta. Inoltre, la programmazione del fabbisogno di medici e i criteri per definire il numero massimo di pazienti che possono assistere dovrebbe tener conto, e non accade, dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà soffre di due o più malattie croniche. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti con più di 65 anni è quasi raddoppiata, da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. «Senza una visione - conclude il presidente Gimbe - Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale».   
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		<title><![CDATA[Allarme medici di base: in Trentino ne mancano 53, ognuno ha una media di 1.388 assistiti - Cronaca | l'Adige.it ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702962908681.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702962908681.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"ladige.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L’analisi di Gimbe sul fabbisogno di medicina generale: il rapporto ottimale sarebbe di un medico di medicina generale ogni 1.200 assistiti. Il problema dei concorsi disertati</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:35:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.ladige.it/cronaca/2026/03/17/allame-medici-di-base-in-trentino-ne-mancano-53-ognuno-ha-una-media-di-1-388-assistiti-1.4319636]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’analisi di Gimbe sul fabbisogno di medicina generale: il rapporto ottimale sarebbe di un medico di medicina generale ogni 1.200 assistiti. Il problema dei concorsi disertatiTRENTO. In Alto Adige mancano 80 medici di medicina generale e in Trentino 53: la stima è della Fondazione Gimbe che, tenendo conto dell'evoluzione demografica della popolazione italiana, assume come riferimento il rapporto ottimale di un medico di medicina generale ogni 1.200 assistiti.La media degli assistiti, calcolata sulla base di dati della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac) aggiornati al primo gennaio 2025, è, però, nella realtà, più elevata. In provincia di Bolzano, il numero medio di assistiti per medico di medicina generale è pari a 1.525, contro una media nazionale di 1.383. Migliore è la situazione in provincia di Trento che registra una media di assistiti pari a 1.388.Questi dati pongono l'Alto Adige al terzo posto della graduatoria nazionale, dietro Lombardia (1.533) e Veneto 1.526. Va considerato che l'Accordo collettivo nazionale stabilisce a 1.500 il numero massimo di assistiti per medico, con la possibilità di aumentarlo in casi particolari, ad esempio, fino a 2.000 per la provincia di Bolzano. Il dato altoatesino si inserisce, comunque, in un trend positivo: tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale nella provincia sono aumentati del 2,4%, mentre la media nazionale registra una riduzione pari al 14,1%.Una riduzione dell'1,5%, nello stesso periodo, viene segnalata anche in Trentino. Gimbe rileva anche che nelle due Province autonome, nel 2025, i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: meno 18 candidati (meno 60%) rispetto alle borse finanziate, in Alto Adige e meno 15 candidati (meno 38%) in Trentino (media Italia più 26%). Entro il 2028, conclude la Fondazione Gimbe, in Trentino Alto Adige, 76 medici di medicina generale (dato disponibile solo a livello regionale) raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni.S.I.E. S.p.A. -       Società Iniziative Editoriali -               via Missioni Africane n. 17 -        38121        Trento       - P.I.       01568000226   
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		<title><![CDATA[Medici di base, il caso Sardegna: sono diminuiti del 40% in cinque anni, è il calo maggiore in Italia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703211207980.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lanuovasardegna.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:18:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lanuovasardegna.it/regione/2026/03/17/news/medici-di-base-il-caso-sardegna-sono-diminuiti-del-40-in-cinque-anni-e-il-calo-maggiore-in-italia-1.100845477]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il report della Fondazione Gimbe certifica le carenze legate a pensionamenti e pochi nuovi ingressi17 marzo 2026 10:284 MINUTI DI LETTURARoma In Italia mancano «oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di base è diminuito di ben 5.197 unità. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%). Numero di assistiti per MMG. Secondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia.Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche».L’analisi GimbeE' quanto emerge dall'analisi della Fondazione Gimbe che ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l'inserimento dei medici di famiglia nel Ssn, stimando l'entità della loro carenze - in 18 Regioni - al primo gennaio 2025. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.«La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».Embed ImageDiritti violati Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Il medico di base non è un dipendente del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l'Azienda Sanitaria Locale (Asl): il suo rapporto di lavoro è regolato dall'Accordo collettivo nazionale (Acn), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi attuativi aziendali, definiti a livello di singola Asl. Per Cartabellotta «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di base viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali».PensionamentiSecondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d'Aosta ai 1.147 della Campania. «I criteri per definire il numero massimo di assistiti per MMG - spiega Cartabellotta - non hanno mai tenuto conto dell'evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni». La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant'anni la quota di residenti di età  superiore ai 65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l'aumento degli over 80, la cui preval
enza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni ISTAT confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni).Massimale di assistitiL'ACN fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza medico o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti).Borse di studioNel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di formazione specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi PNRR (2021-2023). Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%). Secondo i dati FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati ( 26,1%).  
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		<title><![CDATA[Sanità, medici di base, il caso Sardegna: sono diminuiti del 40% in cinque anni, è il calo maggiore in Italia, report Gimbe - La Nuova Sardegna ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703219608096.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lanuovasardegna.it" </b>  del 16 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il report della Fondazione Gimbe certifica le carenze legate a pensionamenti e pochi nuovi ingressi</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:54:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lanuovasardegna.it/regione/2026/03/17/news/medici-di-base-il-caso-sardegna-sono-diminuiti-del-40-in-cinque-anni-e-il-calo-maggiore-in-italia-1.100845477]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Roma In Italia mancano «oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di base è diminuito di ben 5.197 unità. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%). Numero di assistiti per MMG. Secondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia.Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche».E' quanto emerge dall'analisi della Fondazione Gimbe che ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l'inserimento dei medici di famiglia nel Ssn, stimando l'entità della loro carenze - in 18 Regioni - al primo gennaio 2025. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.«La carenza dei medici di medicina generale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Il medico di base non è un dipendente del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l'Azienda Sanitaria Locale (Asl): il suo rapporto di lavoro è regolato dall'Accordo collettivo nazionale (Acn), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi attuativi aziendali, definiti a livello di singola Asl. Per Cartabellotta «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di base viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali».Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d'Aosta ai 1.147 della Campania. «I criteri per definire il numero massimo di assistiti per MMG - spiega Cartabellotta - non hanno mai tenuto conto dell'evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni». La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant'anni la quota di residenti di età  superiore ai 65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l'aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni ISTAT confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80
 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni).L'ACN fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza medico o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti).Nel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di formazione specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi PNRR (2021-2023). Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%). Secondo i dati FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). SpecialeArcipelago SardegnaSpecialeUna città e le sue storie   
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		<title><![CDATA[Emorragia di medici di famiglia in 18 regioni, ne mancano più di 5.700 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703191507923.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lapresse.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La mappa delle carenze dei medici di famiglia in un''Italia che invecchia. L''ultimo report Gimbe.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:58:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/03/17/emorragia-di-medici-di-famiglia-in-18-regioni-ne-mancano-piu-di-5-700/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Emorragia di medici di famiglia in 18 regioni, ne mancano più di 5.700La mappa delle carenze dei medici di famiglia in un’Italia che invecchia. L’ultimo report Gimbe.Un po’ come i panda: i medici di famiglia in Italia sembrano davvero una figura professionale in via d’estinzione. Ne mancano oltre 5.700 e il problema riguarda tantissime regioni, come sanno bene i cittadini che faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle aree più popolose. A metterlo nero su bianco è l’ultima analisi di Fondazione Gimbe, che aggiorna le stime 1 gennaio 2025.Ebbene, tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità. Il tutto mentre la popolazione del Belpaese invecchia: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. “La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni, questa professione ha perso di attrattività. Così oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa”, sintetizza il sempre battagliero presidente Gimbe, Nino Cartabellotta.Questa volta il lavoro stima soltanto la media regionale delle carenze, “perché il fabbisogno reale di medici di medicina generale viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali”. La realtà insomma potrebbe essere peggiore, ma i numeri sono comunque allarmanti a fronte di una popolazione che secondo l’Istat nel 2035 vedrà gli over 65 salire al 30% del totale (17,36 milioni) e gli over 80 al 9,3% (5,39 milioni).“L’invecchiamento e l’aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medico di medicina generale, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza”, chiarisce Cartabellotta.Stando all’accordo collettivo, poi, 1.500 è il numero massimo di assistiti per ogni medico di famiglia, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). L’accordo sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un camice bianco ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. “Un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come ‘zona carente’ e possa quindi essere attivato un bando”, afferma Cartabellotta.Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 dottori hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni (salvo deroghe). Dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.Nel frattempo nel 2014-2017 il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021. Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025. Ma a colpire è anche la mancanza di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente in alcune Regioni: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta (-60%), Marche (-49%), Provincia autonoma di Trento (-38%), Piemonte (-29%).Insomma, la professione ha perso smalto. 
Così dal 2019 al 2024 il numero di medici di famiglia in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%). Secondo i dati Sisac al 1 gennaio 2025 la media era di 1.383 assistiti per medico, con marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia. Ma “con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un medico di medicina generale disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città”, dice Cartabellotta. Stando al report le carenze riguardano 18 Regioni e Province autonome. Ma le situazioni più critiche si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. E il futuro non lascia ben sperare. Anche se tutti i dottori di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028, con un gap di oltre 2.700 medici di famiglia. “A questa crisi della medicina generale bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva”, dice Cartabellotta, convinto che “senza una visione d’insieme Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale.Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi”. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, “alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia”, conclude Cartabellotta. E a risentirne sono sia i cittadini che l’altro braccio del Ssn: quello ospedaliero. Con l’aumentare delle liste d’attesa.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano,              Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino,              Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong              Kong   
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		<title><![CDATA[Sanità, nel 2028 andranno in pensione 1.147 medici di medicina generale campani ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935808438.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"larampa.news" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.larampa.news/2026/03/sanita-pensione-2028-medici-medicina-generale-campani/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[È la Campania la regione con il più alto numero di medici di medicina generale che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento (70 anni).Sono infatti 1.147, oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925).La Campania sconta dal 2019 al 202 una riduzione percentuale del numero di medici di medicina generale del 12,3%, che però è sotto la media nazionale (pari al 14,1%). È quanto emerge da un’analisi prodotta dalla Fondazione Gimbe, che ha messo in risalto come, al primo gennaio 2025, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni più popolose.Allo stesso tempo però la Campania vanta la terza percentuale in Italia (153% rispetto al 273% della Calabria e al 221% del Lazio) per partecipanti al bando per i corsi di formazione specifica in medicina generale nel 2025 rispetto al numero di borse finanziate: “La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.Stando sempre ai dati forniti dalla fondazione, al primo gennaio 2025 il numero medio di cittadini campani assistiti dal singolo medico di medicina generale è pari a 1.425: la regione si colloca al sesto posto a livello nazionale dietro Lombardia (1.533), Veneto (1.526), provincia autonoma di Bolzano (1.525), Friuli Venezia Giulia (1.473) e Valle d’Aosta (1.432), ma sopra le media nazionale (pari a 1.383).Per Gimbe in Campania al primo gennaio 2025 mancano 643 medici di medicina generale: i cittadini della regione, in tal senso, sono messi meglio solo di Lombardia (dove mancherebbero 1.540 medici) e Veneto (747).   
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		<title><![CDATA[Allarme medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700. “Milioni di italiani scoperti” ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703193107907.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lastampa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il report Gimbe: a rischio anche le Case di comunità previste dalla riforma Schillaci. Il segretario generale Fimmg: «È il risultato di una programma…</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:48:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="1049385" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703193107907.PDF"><![CDATA[lastampa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.lastampa.it/cronaca/2026/03/17/news/sanita_medici_di_famiglia_italiani_scoperti-15547936/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziSei qui:Articolo FreeIL DOSSIERIl report Gimbe: a rischio anche le Case di comunità previste dalla riforma Schillaci. Il segretario generale Fimmg: «È il risultato di una programmazione sbagliata durata decenni. La professione va resa più attrattiva»PAOLO RUSSO3 minuti di letturaL'ascolto è riservato agli abbonatiIn Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia, tanto che cambiarne uno quando casomai si trasloca lontano da casa diventa un’impresa. Un numero che fotografa solo una parte della crisi che sta attraversando la medicina generale e che rischia di lasciare scoperti milioni di cittadini proprio mentre la popolazione invecchia e cresce il peso delle malattie croniche. I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe parlano chiaro: tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia è diminuito di 5.197 unità e oggi ogni medico ha in media 1.383 assistiti, ben oltre la soglia considerata ottimale di 1.200 pazienti.Il problema non riguarda più soltanto le aree interne o montane, dove da anni i bandi vanno deserti. Sempre più spesso la difficoltà di trovare un medico di famiglia riguarda anche le grandi città. Un segnale che la crisi non è più episodica, ma strutturale. Secondo le stime elaborate sui dati Sisac, le carenze coinvolgono 18 regioni italiane e colpiscono soprattutto le aree più popolose: Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio.Il quadro rischia di aggravarsi nei prossimi anni. Tra il 2025 e il 2028 oltre 8.000 medici di famiglia raggiungeranno l’età della pensione, fissata a 70 anni salvo deroghe. Il turn-over non sarà sufficiente a compensare le uscite: anche nell’ipotesi più ottimistica, il sistema potrebbe ritrovarsi con un deficit di oltre 2.700 professionisti.Il risultato è un carico di lavoro crescente per chi resta. Il massimale teorico di 1.500 assistiti per medico, già innalzabile fino a 1.800 in alcune situazioni, non tiene conto della trasformazione demografica del Paese: gli over 65 sono quasi raddoppiati negli ultimi quarant’anni e più della metà convive con due o più patologie croniche. Una platea di pazienti che richiede più tempo, più coordinamento con gli specialisti e un ruolo sempre più centrale della medicina territoriale. Non a caso il nuovo accordo di lavoro della medicina generale rafforza il ruolo dei medici nelle Case di comunità, le strutture cardine dell’assistenza territoriale previste dal Pnrr. Il principio è semplice: una quota di ore settimanali dovrà essere dedicata proprio a queste strutture e sarà inversamente proporzionale al numero degli assistiti. In altre parole, chi ha meno pazienti dovrà garantire una presenza maggiore nelle Case di comunità, contribuendo a costruire un modello di medicina più integrato con il territorio.Ma la crisi non riguarda solo l’organizzazione del lavoro. C’è un problema di attrattività della professione. Negli ultimi anni sempre più giovani medici scelgono altri percorsi: specializzazioni ospedaliere, libera professione o lavoro all’estero. Il tradizionale corso di formazione triennale regionale non sembra più sufficiente a rendere competitivo il percorso della medicina generale.Per questo la riforma delle professioni sanitarie annunciata dal ministro della Salute Orazio Schillaci – attualmente in discussione in Parlamento – punta a cambiare anche il modello formativo. L’idea è spostare la formazione dei medici di famiglia all’interno dell’università, superando l’attuale sistema dei corsi regionali e avvicinandolo al modello delle scuole di specializzazione. L’obiettivo dichiarato è rendere la professione più attrattiva e rafforzarne il profilo accademico e clinico.Il malessere della categoria è noto da tempo. Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, lo ripete da anni: «La carenza di medici di famiglia non è un’emergenza improv
visa ma il risultato di una programmazione sbagliata durata decenni. Se non rendiamo la professione più attrattiva per i giovani medici continueremo a rincorrere le emergenze». E per Scotti la strada è chiara: «Servono percorsi formativi universitari strutturati, un’organizzazione del lavoro che valorizzi il lavoro in team nelle Case di comunità e condizioni professionali che permettano ai medici di famiglia di lavorare con tecnologie, personale di supporto e prospettive di carriera paragonabili a quelle delle altre specialità».La medicina generale, del resto, è il primo presidio del Servizio sanitario nazionale. Ogni cittadino ha diritto a un medico di famiglia che rappresenta la porta di accesso alle cure e ai servizi garantiti dai livelli essenziali di assistenza. Quando questo presidio si indebolisce, l’intero sistema rischia di andare in affanno: aumentano gli accessi impropri ai pronto soccorso, si allungano i tempi per le prescrizioni e diventa più difficile seguire i pazienti cronici. Il Covid ne è stato un esempio drammatico e lampante.È qui che la crisi dei medici di famiglia si intreccia con la riforma dell’assistenza territoriale. Le Case di comunità dovrebbero rappresentare il nuovo punto di riferimento per i cittadini, integrando medici di famiglia, infermieri, specialisti e servizi sociali. Ma senza un numero adeguato di professionisti il rischio è di costruire strutture senza medici.Il paradosso è evidente: proprio mentre il sistema sanitario punta a rafforzare la medicina territoriale, la figura chiave di questo modello – il medico di famiglia – diventa sempre più difficile da trovare. Per questo, come osservano molti osservatori del settore, la vera sfida non riguarda soltanto il numero di borse di formazione o l’età pensionabile. Si tratta di ripensare l’intero ruolo della medicina generale: dalla formazione universitaria alla presenza nelle strutture territoriali, fino all’integrazione con ospedali e servizi sociali.Senza una riforma organica, la crisi rischia di allargarsi. E il primo segnale, per molti cittadini, continuerà a essere sempre lo stesso: la difficoltà – a volte l’impossibilità – di trovare un medico di famiglia sotto casa.GEDI News Network S.p.A.         Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e        coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi        mezzo e l'adattamento totale o parziale.   
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		<title><![CDATA[Mancano 5700 medici di famiglia: carenze in 18 regioni  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702947308573.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lastampa.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Ogni dottore ha in media ben 1.383 pazienti. Continua la crisi dell’assistenza primaria. I dati della Fondazione Gimbe</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:12:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.lastampa.it/salute/2026/03/17/news/carenza_medici_famiglia_gimbe-425227399/?ref=-BH-I0-P-S1-T1]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziOgni dottore ha in media ben 1.383 pazienti. Continua la crisi dell’assistenza primaria. I dati della Fondazione GimbeIn un piccolo comune del Foggiano i residenti sono rimasti senza medico di base dopo il pensionamento dell’unico professionista in servizio, ormai anziano. Una situazione che negli ultimi anni si ripete sempre più spesso, in alcune regioni più che in altre. In Sardegna, ad esempio, in cinque anni si è perso oltre il 40% dei medici di famiglia; i partecipanti all’ultimo concorso per il corso di formazione in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili. In  Lombardia un medico di famiglia ha una media di 1.533 pazienti. In Abruzzo, entro il 2028, ben 237 medici di medicina generale raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni. La Fondazione Gimbe aggiorna i numeri che raccontano la crisi di una professione e di un sistema senza il quale sono a rischio prevenzione e cure necessarie per malati cronici e over 65. Oggi in Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. Nel gennaio 2024 ne mancavano all’appello 5.575.  C’era una volta il medico di famiglia: lo specialeLe declinazioni variano a seconda dei territori. Le situazioni più critiche si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Fanno eccezione Basilicata, Molise e Sicilia, dove non si registrano carenze.Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa. Anche qui con marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti".Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 professionisti e tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione. La carenza dei medici di medicina generale affonda le radici in una programmazione inadeguata. "Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti dei medici di famiglia", commenta Nino Cartabellotta. "Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso". Ma, anche se tutti i medici di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, "le nuove leve non riuscirebbero comunque a copri
re i pensionamenti e le carenze", aggiunge Cartabellotta.Il medico di famiglia rischia di scomparire in un momento storico in cui l’invecchiamento della popolazione fa moltiplicare i bisogni di assistenza. La programmazione del fabbisogno di medici e i criteri per definire il numero massimo di pazienti che possono assistere non tiene conto infatti dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà soffre di due o più malattie croniche. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti con più di 65 anni è quasi raddoppiata, da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. "Senza una visione - conclude il presidente Gimbe - Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale".GEDI News Network S.p.A.         Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e        coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi        mezzo e l'adattamento totale o parziale.   
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		<title><![CDATA[Mancano 5700 medici di famiglia: carenze in 18 regioni - La Stampa ]]></title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:52:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="1049385" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702874408724.PDF"><![CDATA[lastampa.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.lastampa.it/salute/2026/03/17/news/carenza_medici_famiglia_gimbe-425227399/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In un piccolo comune del Foggiano i residenti sono rimasti senza medico di base dopo il pensionamento dell’unico professionista in servizio, ormai anziano. Una situazione che negli ultimi anni si ripete sempre più spesso, in alcune regioni più che in altre. In Sardegna, ad esempio, in cinque anni si è perso oltre il 40% dei medici di famiglia; i partecipanti all’ultimo concorso per il corso di formazione in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili. In  Lombardia un medico di famiglia ha una media di 1.533 pazienti. In Abruzzo, entro il 2028, ben 237 medici di medicina generale raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni. La Fondazione Gimbe aggiorna i numeri che raccontano la crisi di una professione e di un sistema senza il quale sono a rischio prevenzione e cure necessarie per malati cronici e over 65. Oggi in Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. Nel gennaio 2024 ne mancavano all’appello 5.575.  C’era una volta il medico di famiglia: lo speciale I dati delle RegioniLe declinazioni variano a seconda dei territori. Le situazioni più critiche si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Fanno eccezione Basilicata, Molise e Sicilia, dove non si registrano carenze.		Terlizzi, vita di un giovane medico di famiglia: "Lavoriamo poco? Arriviamo a 13 ore al giorno"Un medico per 1.383 pazientiPer garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa. Anche qui con marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti".		Venezia, un giorno con il medico delle isole: "Il battello è il mio ufficio. Le ferie? Un sogno"Previsti 8.180 pensionamenti entro il 2028  Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 professionisti e tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione. La carenza dei medici di medicina generale affonda le radici in una programmazione inadeguata. "Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti dei medici di famiglia", commenta Nino Cartabellotta. "Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso". Ma, anche se tutti i medici di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione f
inanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, "le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti e le carenze", aggiunge Cartabellotta.  		Il vuoto lasciato dal Covid: tra colleghi deceduti o prepensionati, a Lovere la dottoressa che resisteLa popolazione invecchia, aumentano i bisogni di cura  Il medico di famiglia rischia di scomparire in un momento storico in cui l’invecchiamento della popolazione fa moltiplicare i bisogni di assistenza. La programmazione del fabbisogno di medici e i criteri per definire il numero massimo di pazienti che possono assistere non tiene conto infatti dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà soffre di due o più malattie croniche. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti con più di 65 anni è quasi raddoppiata, da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. "Senza una visione - conclude il presidente Gimbe - Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale".   
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	<item>
		<title><![CDATA[Sos medici di famiglia in Italia: 5.716 posti vacanti, ecco le regioni dove la situazione è critica ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703202808008.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"leggo.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:22:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.leggo.it/italia/cronache/17_marzo_2026_medici_famiglia_sos_posti_vacanti_regioni_situazione_critica_quali_sono-9421208.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Secondo la Fondazione Gimbe, le carenze più critiche si registrano in Lombardia, Veneto e Campania; la media nazionale supera di molto il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 pazienti, limitando la libera scelta dei cittadiniSos medici di famiglia in Italia: 5.716 posti vacanti, ecco le regioni dove la situazione è criticaIn Italia mancano 5.716 medici di medicina generale distribuiti in 18 Regioni. In particolare, «le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia».Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac.Numeri lontaniPer garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise.Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153).«Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta», commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, «non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti».
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	<item>
		<title><![CDATA[Sempre meno medici di base e sempre più sotto pressione: i dati della fondazione Gimbe  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702948608566.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"lespresso.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Quasi 6mila professionisti mancanti in tutta Italia: quelli in servizio sono sotto pressione per un parco pazienti sempre più ampio e sempre più bisognoso di cu</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:09:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="20048" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702948608566.PDF"><![CDATA[lespresso.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://lespresso.it/c/salute/2026/3/17/medici-di-base-mancanti-dati-fondazione-gimbe/60684]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Quasi 6mila professionisti mancanti in tutta Italia: quelli in servizio sono sotto pressione per un parco pazienti sempre più ampio e sempre più bisognoso di cureIl termometro della sanità pubblica si tiene anche sotto il braccio della medicina generale, un servizio sempre più in affanno e che nei prossimi anni finirà ancora più sotto pressione. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, che rende noto come tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale sia diminuito di ben 5.197 unità e che tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione. Un vuoto assistenziale che si misura nell’ordine delle migliaia di professionisti mancanti. Sono 5.716 i posti vacanti per medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni. La situazione più critica è negli ambulatori di Lombardia, Veneto e Campania, dove mancano rispettivamente 1.540, 747 e 643 medici. Le carenze minori sono invece in Valle d’Aosta, Abruzzo e Umbria, dove alla prima mancano 15 professionisti e alle ultime due 12. In sofferenza anche Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463) e Toscana (-394). Quanto ai medici che già ci sono, sono sotto pressione per un parco pazienti sempre più ampio e sempre più bisognoso di cure.  Nonostante il contratto dei medici di medicina generale e di pediatria preveda, salvo eccezioni, che ciascun medico di medicina di base assista al massimo 1500 pazienti adulti, la situazione reale è ben diversa da quella ideale. Laddove la Fondazione Gimbe assume come riferimento il rapporto "ottimale" di un medico ogni 1.200 assistiti, in Italia al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1153 pazienti nel Molise. A metà classifica - spiega il report della Fondazione - ci sono il Veneto con 1526 assistiti e la Provincia autonoma di Bolzano con 1525, mentre tra i 1500 e i 1400 troviamo Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Campania, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Marche.  È anche la “qualità” degli assistiti a fare la differenza. Nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà sofferente di due o più malattie croniche. L’invecchiamento della popolazione ha quindi un peso specifico sul carico di lavoro dei medici di famiglia. Negli ultimi quarant'anni - spiega il report - la quota di residenti con più di 65 anni è quasi raddoppiata, da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. “Da un lato sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso". A spiegarlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che spiega che anche se tutti i medici di base andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, "le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti e le carenze".di Serena ConvertinoL'E COMMUNITYIl settimanale, da venerdì 13 marzo, è disponibile in edicola e in appL'Espresso Media S.p.A Partita IVA 122627409672.1.0 Powered by Men At Code   
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		<title><![CDATA[Sicilia in controtendenza secondo Gimbe: nessuna carenza media di medici di famiglia, emergenza nel resto d’Italia  --  Sicilia in controtendenza secondo Gimbe: nessuna carenza media di medici di famiglia, emergenza nel resto d’Italia https://www.messina]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703211407978.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"messinatoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:18:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.messinatoday.it/cronaca/sicilia-dati-medici-di-base-fondazione-gimbe.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L'isola non registra deficit, anche se alcune zone potrebbero risentire di difficoltà locali. Nel resto del Paese mancano oltre 5.700 professionisti, con pensionamenti imminenti e crescente mobilità sanitaria verso il NordLa Sicilia si distingue nel panorama nazionale: al 1° gennaio 2025 non risultano carenze complessive di medici di medicina generale, anche se alcune zone dell’Isola potrebbero comunque risentire di difficoltà locali. Una situazione positiva che emerge dai dati della Fondazione Gimbe che sottolinea un contesto italiano molto critico: 18 regioni affrontano un vero e proprio allarme sanitario, con oltre 5.700 posti vacanti di medici di base.Tra il 2019 e il 2024, il numero di medici di famiglia è diminuito di 5.197 unità, in un periodo in cui la popolazione italiana invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali. Nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, con oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Le carenze più significative si registrano nelle grandi regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358), mentre Basilicata, Molise e Sicilia risultano, secondo i dati medi, equilibrate.“La carenza di medici di medicina generale è ormai un problema diffuso in tutte le regioni, dovuto a programmazione insufficiente e scarsa attrattività della professione”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Tra il 2025 e il 2028, ben 8.180 medici raggiungeranno l’età pensionabile, con una distribuzione variabile: dai soli 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.Ogni cittadino ha diritto a un medico di base, punto di accesso essenziale ai servizi inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Tuttavia, il fabbisogno reale dipende dalle singole Asl, dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi attuativi aziendali, che possono modificare il numero massimo di assistiti, generando differenze tra fabbisogno stimato e reale.La crisi dei medici si intreccia con un fenomeno di crescente mobilità sanitaria interregionale. Nel 2023, i flussi di pazienti e risorse hanno raggiunto 5,15 miliardi di euro, il record storico, in aumento del 2,3% rispetto al 2022. La maggior parte dei flussi attivi si concentra in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), mentre Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna registrano il 78,2% della mobilità passiva, con impatto economico e assistenziale rilevante per cittadini e famiglie.“Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa”, avverte Cartabellotta. L’autonomia differenziata, con le pre-intese approvate per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, rischia di ampliare ulteriormente queste disuguaglianze.In questo contesto, la Sicilia, pur presentando una media regionale equilibrata, si inserisce in un quadro nazionale critico, dove carenze di medici, pensionamenti imminenti e spostamenti verso il Nord aumentano il rischio per anziani e pazienti fragili e mettono in luce le disparità strutturali del Servizio sanitario nazionale.-- Sicilia in controtendenza secondo Gimbe: nessuna carenza media di medici di famiglia, emergenza nel resto d’Italiahttps://www.messinatoday.it/cronaca/sicilia-dati-medici-di-base-fondazione-gimbe.html© MessinaToday
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		<title><![CDATA[Sicilia in controtendenza secondo Gimbe: nessuna carenza media di medici di famiglia, emergenza nel resto d’Italia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205908035.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"messinatoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''isola non registra deficit, anche se alcune zone potrebbero risentire di difficoltà locali. Nel resto del Paese mancano oltre 5.700 professionisti, con pensionamenti imminenti e crescente mobilità sanitaria verso il Nord</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:33:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:ocr><![CDATA[L'isola non registra deficit, anche se alcune zone potrebbero risentire di difficoltà locali. Nel resto del Paese mancano oltre 5.700 professionisti, con pensionamenti imminenti e crescente mobilità sanitaria verso il NordLa Sicilia si distingue nel panorama nazionale: al 1° gennaio 2025 non risultano carenze complessive di medici di medicina generale, anche se alcune zone dell’Isola potrebbero comunque risentire di difficoltà locali. Una situazione positiva che emerge dai dati della Fondazione Gimbe che sottolinea un contesto italiano molto critico: 18 regioni affrontano un vero e proprio allarme sanitario, con oltre 5.700 posti vacanti di medici di base.Tra il 2019 e il 2024, il numero di medici di famiglia è diminuito di 5.197 unità, in un periodo in cui la popolazione italiana invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali. Nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, con oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Le carenze più significative si registrano nelle grandi regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358), mentre Basilicata, Molise e Sicilia risultano, secondo i dati medi, equilibrate.“La carenza di medici di medicina generale è ormai un problema diffuso in tutte le regioni, dovuto a programmazione insufficiente e scarsa attrattività della professione”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Tra il 2025 e il 2028, ben 8.180 medici raggiungeranno l’età pensionabile, con una distribuzione variabile: dai soli 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.Ogni cittadino ha diritto a un medico di base, punto di accesso essenziale ai servizi inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Tuttavia, il fabbisogno reale dipende dalle singole Asl, dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi attuativi aziendali, che possono modificare il numero massimo di assistiti, generando differenze tra fabbisogno stimato e reale.La crisi dei medici si intreccia con un fenomeno di crescente mobilità sanitaria interregionale. Nel 2023, i flussi di pazienti e risorse hanno raggiunto 5,15 miliardi di euro, il record storico, in aumento del 2,3% rispetto al 2022. La maggior parte dei flussi attivi si concentra in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), mentre Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna registrano il 78,2% della mobilità passiva, con impatto economico e assistenziale rilevante per cittadini e famiglie.“Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa”, avverte Cartabellotta. L’autonomia differenziata, con le pre-intese approvate per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, rischia di ampliare ulteriormente queste disuguaglianze.In questo contesto, la Sicilia, pur presentando una media regionale equilibrata, si inserisce in un quadro nazionale critico, dove carenze di medici, pensionamenti imminenti e spostamenti verso il Nord aumentano il rischio per anziani e pazienti fragili e mettono in luce le disparità strutturali del Servizio sanitario nazionale.MessinaToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[ La crisi dei medici di famiglia, la Campania tra le regioni con l’emergenza più alta  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212007972.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"metropolisweb.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:17:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="10977" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212007972.PDF"><![CDATA[metropolisweb.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.metropolisweb.it/2026/03/17/la-crisi-dei-medici-famiglia-la-campania-le-regioni-lemergenza-piu-alta/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Secondo Gimbe la Cmapania è prima al sud per carenza di medici e tra i primi posti insieme a Lombardia e Veneto a livello nazionaleAndrea RipaLa carenza di medici di famiglia in Italia non è più un rischio futuro, ma una realtà già evidente. A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che segnala una mancanza complessiva di 5.716 medici distribuiti in 18 regioni. Tra queste, la Campania si colloca tra le aree più critiche, con un deficit stimato di 643 professionisti. Un dato che, letto insieme agli altri indicatori, restituisce l’immagine di un sistema sotto pressione, dove il rapporto tra medici e cittadini è sempre più squilibrato.  Campania sotto stress: troppi pazienti per ogni medico – In Campania, ogni medico di medicina generale segue in media 1.425 assistiti, ben oltre il parametro ottimale individuato in un medico ogni 1.200 pazienti. Una soglia che dovrebbe garantire una presa in carico efficace e capillare, ma che nella realtà appare sempre più lontana. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: studi medici sovraffollati, tempi di attesa più lunghi e una crescente difficoltà per i cittadini nel trovare un medico disponibile. Una situazione che rischia di compromettere uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale, ovvero la libera scelta del medico di base.  Un problema nazionale, ma con forti squilibri – Il fenomeno riguarda gran parte del Paese, con le criticità maggiori concentrate nelle regioni più popolose: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, oltre alla Campania. Al contrario, realtà più piccole come Basilicata, Molise e Sicilia non registrano carenze complessive, anche se – avvertono gli esperti – questo non esclude difficoltà locali. A livello nazionale, al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia assistono oltre 50,9 milioni di cittadini, con una media di 1.383 pazienti ciascuno. Numeri che evidenziano un sistema già oltre il limite.  Le cause: pochi ricambi e programmazione insufficiente – Alla base della crisi c’è un problema strutturale. Negli ultimi anni il numero dei medici di famiglia è diminuito drasticamente: tra il 2019 e il 2024 se ne sono persi oltre 5.000. E il trend è destinato a peggiorare: tra il 2025 e il 2028 più di 8.000 professionisti raggiungeranno l’età pensionabile. Secondo Nino Cartabellotta, il nodo principale è la mancanza di una programmazione adeguata. “Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale”, sottolinea, evidenziando anche come molte borse di formazione restino inutilizzate e una quota significativa di giovani medici abbandoni il percorso. Una popolazione sempre più anziana – A complicare il quadro è l’invecchiamento della popolazione. Nel 2025 in Italia gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, e oltre la metà convive con due o più patologie croniche. Un dato che aumenta la domanda di assistenza sanitaria territoriale, proprio mentre diminuisce il numero di medici disponibili. Negli ultimi quarant’anni la popolazione anziana è quasi raddoppiata, mentre gli over 80 sono triplicati. Un cambiamento demografico che richiederebbe un rafforzamento della medicina di base, non una sua contrazione. Il rischio per il sistema sanitario – In Campania, come nel resto d’Italia, la combinazione tra carenza di medici e aumento dei bisogni sanitari rischia di mettere in crisi l’intero sistema. Quando il medico di famiglia diventa difficile da trovare o da contattare, i cittadini si rivolgono sempre più spesso ai pronto soccorso, aggravando ulteriormente la pressione sugli ospedali. “Senza una visione – avverte Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una crisi che richiede una riforma organica e coraggiosa”. Una riforma non più rinviabile – Il caso della Campania rappresenta un campanello d’allarme particolarmente significativo. Qui, più che altrove, la distanza tra bisogni reali e risposte del sistema sanitar
io appare evidente. La sfida, ora, è trasformare i dati in azioni concrete: aumentare il numero di medici, rendere più attrattiva la professione e ripensare l’organizzazione della medicina territoriale. Perché, senza interventi strutturali, il rischio è che trovare un medico di famiglia diventi, per molti cittadini, sempre più difficile.
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		<title><![CDATA[La crisi dei medici di famiglia, la Campania tra le regioni con l'emergenza più alta - Metropolisweb ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702954708499.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"metropolisweb.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La carenza di medici di famiglia in Italia non è più un rischio futuro, ma una realtà già evidente. A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che segnala una mancanza complessiva di 5.716 medici distribuiti in 18 regioni. Tra queste, la Campania si colloca tra le aree più critiche, con un deficit stimato di 643 professionisti. Un dato che, letto insieme agli altri indicatori, restituisce l’immagine di un sistema...</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[La carenza di medici di famiglia in Italia non è più un rischio futuro, ma una realtà già evidente. A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che segnala una mancanza complessiva di 5.716 medici distribuiti in 18 regioni. Tra queste, la Campania si colloca tra le aree più critiche, con un deficit stimato di 643 professionisti. Un dato che, letto insieme agli altri indicatori, restituisce l’immagine di un sistema sotto pressione, dove il rapporto tra medici e cittadini è sempre più squilibrato. Campania sotto stress: troppi pazienti per ogni medico – In Campania, ogni medico di medicina generale segue in media 1.425 assistiti, ben oltre il parametro ottimale individuato in un medico ogni 1.200 pazienti. Una soglia che dovrebbe garantire una presa in carico efficace e capillare, ma che nella realtà appare sempre più lontana. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: studi medici sovraffollati, tempi di attesa più lunghi e una crescente difficoltà per i cittadini nel trovare un medico disponibile. Una situazione che rischia di compromettere uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale, ovvero la libera scelta del medico di base. Un problema nazionale, ma con forti squilibri – Il fenomeno riguarda gran parte del Paese, con le criticità maggiori concentrate nelle regioni più popolose: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, oltre alla Campania. Al contrario, realtà più piccole come Basilicata, Molise e Sicilia non registrano carenze complessive, anche se – avvertono gli esperti – questo non esclude difficoltà locali. A livello nazionale, al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia assistono oltre 50,9 milioni di cittadini, con una media di 1.383 pazienti ciascuno. Numeri che evidenziano un sistema già oltre il limite. Le cause: pochi ricambi e programmazione insufficiente – Alla base della crisi c’è un problema strutturale. Negli ultimi anni il numero dei medici di famiglia è diminuito drasticamente: tra il 2019 e il 2024 se ne sono persi oltre 5.000. E il trend è destinato a peggiorare: tra il 2025 e il 2028 più di 8.000 professionisti raggiungeranno l’età pensionabile. Secondo Nino Cartabellotta, il nodo principale è la mancanza di una programmazione adeguata. “Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale”, sottolinea, evidenziando anche come molte borse di formazione restino inutilizzate e una quota significativa di giovani medici abbandoni il percorso. Una popolazione sempre più anziana – A complicare il quadro è l’invecchiamento della popolazione. Nel 2025 in Italia gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, e oltre la metà convive con due o più patologie croniche. Un dato che aumenta la domanda di assistenza sanitaria territoriale, proprio mentre diminuisce il numero di medici disponibili. Negli ultimi quarant’anni la popolazione anziana è quasi raddoppiata, mentre gli over 80 sono triplicati. Un cambiamento demografico che richiederebbe un rafforzamento della medicina di base, non una sua contrazione. Il rischio per il sistema sanitario – In Campania, come nel resto d’Italia, la combinazione tra carenza di medici e aumento dei bisogni sanitari rischia di mettere in crisi l’intero sistema. Quando il medico di famiglia diventa difficile da trovare o da contattare, i cittadini si rivolgono sempre più spesso ai pronto soccorso, aggravando ulteriormente la pressione sugli ospedali. “Senza una visione – avverte Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una crisi che richiede una riforma organica e coraggiosa”. Una riforma non più rinviabile – Il caso della Campania rappresenta un campanello d’allarme particolarmente significativo. Qui, più che altrove, la distanza tra bisogni reali e risposte del sistema sanitario appare evidente. La sfida, ora, è trasformare i dati in azioni concrete: aumentare il numero di medici, rendere più attrattiva la professione e ripensare l’organizzazione della medicina t
erritoriale. Perché, senza interventi strutturali, il rischio è che trovare un medico di famiglia diventi, per molti cittadini, sempre più difficile.Tags:   
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		<tp:writer>Andrea Ripa</tp:writer>
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		<title><![CDATA[SALE LA PRESSIONE SUI MMG: 1.383 ASSISTITI PER MEDICO.  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935308437.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"mondoprofessionisti.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L’ipotesi di riforme è senza una visione d’insieme.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:32:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.mondoprofessionisti.it/dalle-professioni/medici-di-base/sale-la-pressione-sui-mmg-1-383-assistiti-per-medico/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha diritto a un Mmg, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il MMG non è un dipendente del SSN, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (ASL): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola ASL.«La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».La Fondazione Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei MMG nel Ssn, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di MMG viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di MMG nelle singole realtà territoriali».Dinamiche e criticitàQuadro demografico. «I criteri per definire il numero massimo di assistiti per MMG – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni». La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età =65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni ISTAT confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni) (figura 1). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine ISTAT sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per MMG, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza».Massimale di assistiti. L’ACN fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza 
MMG o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per MMG: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate.Ambiti territoriali carenti. L’ACN sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un MMG ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette “zone carenti”, ovvero le aree in cui il numero di MMG è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. «Questa modifica – commenta Cartabellotta – è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come “zona carente” e possa quindi essere attivato un bando».Pensionamenti. Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania (figura 2).Nuovi MMG. Nel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi PNRR (2021-2023). Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%) (figura 3). Secondo i dati FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). Tuttavia, la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente in alcune Regioni: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta (-60%), Marche (-49%), Provincia autonoma di Trento (-38%), Piemonte (-29%) (tabella 1, figura 4). «Questa spia rossa – commenta Cartabellotta – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni».Stima delle carenze. Le stime della Fondazione GIMBE sono state elaborate sui dati della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) al 1° gennaio 2025.Gap 2019-2024. I dati SISAC documentano una progressiva riduzione dei MMG dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di MMG in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%) (figura 5).Numero di assistiti per MMG. Secondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia (figura 6). «Il quadro reale – precisa Cartabellotta – è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa semp
re più difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città».Stima della carenza di MMG al 1° gennaio 2025. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della densità abitativa, della prossimità degli ambulatori e dell’esercizio della libera scelta, la Fondazione GIMBE ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di 1 MMG ogni 1.200 assistiti. Sulla base dei dati SISAC al 1° gennaio 2025, la carenza complessiva è stimata in 5.716 MMG, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia (figura 7). «Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale – precisa Cartabellotta – non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di MMG, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza MMG».Ricambio generazionale al 2028. Anche se tutti i MMG andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG. «Peraltro – spiega Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo».Riforma della Medicina Generale. Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di MMG, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. «A questa crisi della medicina generale – commenta Cartabellotta – bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche».L’ACN 2022-2024 rafforza l’integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunità e nelle nuove strutture dell’assistenza territoriale previste dal PNRR. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l’istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria. Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei MMG e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalità di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in particolare nelle Case di Comunità. «Senza una visione d’insieme – chiosa Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrappos
izione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri». Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili».     
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia: in Campania ne mancano 643 e ne andranno in pensione mille e 147 nel 2028 - la Repubblica ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703221808066.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703221808066.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"napoli.repubblica.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Studio della Fondazione Gimbe: sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni più popolose</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:45:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/03/17/news/medici_famiglia_campania_gimbe-425227109/]]></tp:url>
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		<title><![CDATA[Sempre meno medici di famiglia a Napoli e in Campania, situazione critica ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702943108367.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702943108367.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"napolitoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Pesanti le conseguenze nell''assistenza. La fotografia della Fondazione Gimbe</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:05:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.napolitoday.it/salute/medici-famiglia-napoli-quanti-sono.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[La carenza di medici di famiglia è un problema ormai concreto per migliaia di cittadini. Napoli, insieme al resto della Campania, è tra i territori dove l’emergenza si avverte di più: secondo un’analisi della Fondazione Gimbe nella regione mancano 643 medici di medicina generale, dato che la colloca tra le aree più critiche d’Italia.Medici pochi e studi sovraffollatiLe conseguenze sono evidenti soprattutto nei contesti urbani più densamente popolati come il capoluogo partenopeo. In Campania ogni medico segue in media 1.425 assistiti, contro un parametro ritenuto adeguato di circa 1.200. Questo livello di saturazione rende più difficile la libera scelta del professionista e incide sulla qualità della presa in carico.A Napoli il problema è noto da tempo: già all’inizio del 2025 si stimava che circa 150mila cittadini fossero senza medico di base. Molti riescono a ottenere solo una nomina provvisoria oppure finiscono nelle liste di professionisti con carichi che arrivano anche a duemila pazienti.Ospedali sempre più sotto pressioneIn assenza di una rete territoriale percepita come efficace, sempre più cittadini si rivolgono direttamente ai pronto soccorso, aggravando il carico su strutture già in difficoltà, soprattutto nei periodi di picco influenzale. Per molti napoletani gli ospedali restano di fatto l’unico punto di riferimento immediato, al netto del supporto delle guardie mediche.Il fenomeno in realtà riguarda quasi tutto il Paese. Al primo gennaio 2025 i medici di famiglia erano 36.812 e avevano in carico oltre 50,9 milioni di cittadini, con una media nazionale di 1.383 assistiti. Le carenze più rilevanti si registrano nelle regioni più popolose: Lombardia (-1.540), Veneto (-747) e Campania (-643), seguite da Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio.Pensionamenti e ricambio insufficienteAlla base della crisi c’è soprattutto la mancanza di programmazione. Tra il 2019 e il 2024 in Italia si sono persi oltre 5mila medici di medicina generale e tra il 2025 e il 2028 più di 8mila raggiungeranno l’età pensionabile. In Campania si stima che oltre 1.100 professionisti andranno in pensione entro il 2028. Per provare a ridurre il deficit, la Regione ha sbloccato le procedure di assegnazione: la graduatoria pubblicata a fine 2025 comprende 993 medici che dovrebbero entrare progressivamente in servizio nei prossimi mesi.Nel frattempo cresce la domanda di assistenza. Nel 2025 gli over 65 in Italia sono diventati circa 14,6 milioni, con oltre la metà affetta da almeno due patologie croniche. Negli ultimi quarant’anni la popolazione anziana è quasi raddoppiata, mentre gli ultraottantenni sono triplicati.   
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		<title><![CDATA[Sicilia, 820 medici di Medicina generale raggiungeranno l’età di pensionamento entro il 2028 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702955908495.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"newsicilia.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Sicilia, 820 medici di Medicina generale raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni entro il 2028</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://newsicilia.it/sicilia/cronaca/sicilia-820-medici-di-medicina-generale-raggiungeranno-leta-di-pensionamento-entro-il-2028/1071684/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[SICILIA – Entro 2028 in Sicilia saranno 820 i medici di Medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni.Da da un report del Gimbe emerge che il numero medio di assistiti dal 1 gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.177, poco sotto la media nazionale che è di 1.383.Secondo la stima, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a un medico di Medicina generale ogni 1.200 assistiti, dal 1 gennaio 2025 in regione non si rilevano carenze nel settore.Tuttavia tra il 2019 e il 2024, secondo il report, i medici di Medicina generale in Sicilia si sono ridotti del 14,7%. Inoltre, seppur nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili ,+149 candidati  (+79%) rispetto alle borse finanziate, per l’imminente futuro è previsto un momento di criticità. Infatti dai dati della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale emerge un profondo calo di operatori sanitari entro il 2028 dovuto al raggiungimento dell’età idonea alla pensione.Dai dati emergono diverse regioni con un tasso di pensionamento più alto della Sicilia in vista del 2028. Al primo posto troviamo la Campania con 1.147 medici che raggiungeranno l’età pensionistica entro 2 anni. Subito dopo la Lombardia con 929 medici e il Lazio con 925.Tutti i suggerimenti di                  Questo sito è associato allaLa RedazioneI NOSTRI PARTNER   
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		<title><![CDATA[Gimbe: nel 2028 in Sicilia in età da pensione 820 medici di Medicina generale - Giornale di Sicilia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703206108041.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"palermo.gds.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Entro 2028 in Sicilia saranno 820 i medici di Medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. E’ quanto emerge da un report del...</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:35:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://palermo.gds.it/articoli/cronaca/2026/03/17/gimbe-nel-2028-in-sicilia-in-eta-da-pensione-820-medici-di-medicina-generale-7408cdb3-38dc-4c78-b42c-db929d9c2cad/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Entro 2028 in Sicilia saranno 820 i medici di Medicina generale (Mmg) che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. E’ quanto emerge da un report del...--PARTIAL--   
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		<title><![CDATA[Crisi dei medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700, carenze in 18 regioni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210307999.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"panoramadellasanita.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:22:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://panoramadellasanita.it/site/crisi-dei-medici-di-famiglia-ne-mancano-oltre-5-700-carenze-in-18-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Secondo l’analisi di Gimbe, sale la pressione sui mmg: 1.383 assistiti in media, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico. Entro il 2028 previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve. Ipotesi di riforme senza visione d’insiemeIn Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (Mmg) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di Mmg è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) ha diritto a un Mmg, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Il Mmg non è un dipendente del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (Asl): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (Acn), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola Asl.«La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».La Fondazione Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei Mmg nel Ssn, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di Mmg viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali».DINAMICHE E CRITICITÀQuadro demografico. «I criteri per definire il numero massimo di assistiti per Mmg – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni». La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età =65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni Istat confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni) (figura 1). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine Istat sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per Mmg, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza».
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, allarme Gimbe: ne mancano 5.700 in Italia, 502 in Emilia Romagna ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702915309149.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702915309149.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"piacenzasera.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:25:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.piacenzasera.it/2026/03/medici-di-famiglia-allarme-gimbe-ne-mancano-5-700-in-italia-502-in-emilia-romagna/637385/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Lo evidenzia lo studio della Fondazione Gimbe – basato su dati Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (Sisac) – che ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei MMG nel SSN, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025.               Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. “La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”. Tuttavia, precisa Cartabellotta, “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di MMG viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra o sotto-stimare il reale fabbisogno di MMG nelle singole realtà territoriali”. Secondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia. In Emilia Romagna il numero medio di assistiti è pari a 1.420.                                              Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe (490 in Emilia Romagna). “Anche se tutti i MMG andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine – rileva la Fondazione Gimbe -, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG. “Peraltro – spiega Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo”.   
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, allarme Gimbe: ne mancano 5.700 in Italia, 502 in Emilia Romagna - piacenzasera.it ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703023609288.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"piacenzasera.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:12:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.piacenzasera.it/2026/03/medici-di-famiglia-allarme-gimbe-ne-mancano-5-700-in-italia-502-in-emilia-romagna/637385/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Lo evidenzia lo studio della Fondazione Gimbe – basato su dati Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (Sisac) – che ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei MMG nel SSN, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025.               Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. “La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”. Tuttavia, precisa Cartabellotta, “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di MMG viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra o sotto-stimare il reale fabbisogno di MMG nelle singole realtà territoriali”. Secondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia. In Emilia Romagna il numero medio di assistiti è pari a 1.420.                                              Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe (490 in Emilia Romagna). “Anche se tutti i MMG andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine – rileva la Fondazione Gimbe -, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG. “Peraltro – spiega Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo”.   
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	<item>
		<title><![CDATA[Fondazione GIMBE. Crisi dei medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700, carenze in 18 regioni - FNOMCeO ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207907959.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"portale.fnomceo.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:11:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="4814" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703207907959.PDF"><![CDATA[portale.fnomceo.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://portale.fnomceo.it/fondazione-gimbe-crisi-dei-medici-di-famiglia-ne-mancano-oltre-5-700-carenze-in-18-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sale la pressione sui MMG: 1.383 assistiti in media, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico.Entro il 2028 previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve.Ipotesi di riforme senza visione d’insieme.17 marzo 2026. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha diritto a un MMG, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il MMG non è un dipendente del SSN, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (ASL): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola ASL.«La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».La Fondazione GIMBE ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei MMG nel SSN, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, «è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di MMG viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di MMG nelle singole realtà territoriali». In allegato il report completo.    Autore:  Redazione   
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	<item>
		<title><![CDATA[Allarme sanità territoriale: mancano 5.700 medici di famiglia, è crisi in 18 Regioni ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703062109673.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"primapaginanews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:21:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="641" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703062109673.PDF"><![CDATA[primapaginanews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.primapaginanews.it/articoli/allarme-sanit-territoriale-mancano-5.700-medici-di-famiglia-crisi-in-18-regioni-554197]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Roma                -                                                17 mar 2026                (Prima Pagina News)                Il nuovo report della Fondazione Gimbe fotografa un sistema al collasso: tra pensionamenti record e scarsa attrattività della professione, l'assistenza di base è a rischio. Lombardia, Veneto e Campania le aree più colpite mentre la popolazione invecchia.L'Italia si trova ad affrontare una voragine assistenziale senza precedenti: mancano all'appello oltre 5.700 medici di medicina generale, una carenza che sta rendendo quasi impossibile per milioni di cittadini trovare un dottore vicino a casa.Secondo l'analisi della Fondazione Gimbe, il calo dei professionisti è verticale — oltre cinquemila unità perse in soli cinque anni — e le previsioni per il prossimo triennio sono ancora più fosche, con oltre 8.000 pensionamenti attesi entro il 2028.Il quadro clinico del Paese mostra uno squilibrio demografico insostenibile. Se nel 1985 gli over 80 erano poco più di un milione, oggi sono 4,5 milioni, spesso affetti da cronicità multiple.Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, chiarisce la difficoltà nel mappare il fenomeno: "Al primo gennaio 2025 è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali".Cartabellotta punta il dito anche sui parametri burocratici: "I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico, inoltre, non hanno mai tenuto conto dell'invecchiamento della popolazione".Attualmente, la saturazione dei medici rimasti in servizio è altissima, con punte di oltre 1.500 pazienti per camice bianco in Lombardia. Questo scenario mina il diritto alla libera scelta del cittadino e deriva da errori di lungo corso. "Per anni", sottolinea Cartabellotta, "non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti, che tra il 2025 e il 2028 saranno 8.180".La crisi è alimentata anche da una fuga dalla professione: tra borse di studio non assegnate e abbandoni dei percorsi formativi, le nuove leve non bastano. Anche nello scenario più ottimistico, il divario resta incolmabile.Secondo il presidente di Gimbe, se pure tutti i medici restassero in servizio fino a 70 anni e tutte le borse di studio venissero occupate, "le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi e le carenze stimate al primo gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 professionisti".La soluzione non può più passare per misure temporanee come l'aumento dei massimali di pazienti. Per questo, Cartabellotta avverte che la crisi "va affrontata alla radice con una riforma organica", proprio mentre il Parlamento inizia a discutere un piano per centralizzare l'attività dei medici nelle Case della Salute.                                                RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Pagina News                                        	#Gimbe                                        	#MedicidiBase                                        	#Salute                                        	#sanità                                        	PPN                                        	Prima Pagina News   
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base, Gimbe: in Molise 55 pensionamenti entro il 2028 ma nessuna carenza ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702954408500.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702954408500.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"primonumero.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>1.154 assistiti per medico contro 1.383 in Italia.  Il report Gimbe indica 55 pensionamenti entro il 2028 ma nessun deficit di medici di famiglia in regione. Un dato controcorrente rispetto al resto d’Italia, spiegato però da una minore pressione sui professionisti. Negli ultimi anni i numeri sono in calo e il sistema resta esposto al rischio di squilibri.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:48:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="100" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702954408500.PDF"><![CDATA[primonumero.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.primonumero.it/2026/03/medici-di-base-gimbe-in-molise-55-pensionamenti-entro-il-2028-ma-nessuna-carenza/1530892256/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[1.154 assistiti per medico contro 1.383 in Italia.  Il report Gimbe indica 55 pensionamenti entro il 2028 ma nessun deficit di medici di famiglia in regione. Un dato controcorrente rispetto al resto d’Italia, spiegato però da una minore pressione sui professionisti. Negli ultimi anni i numeri sono in calo e il sistema resta esposto al rischio di squilibri.--PARTIAL--   
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Puglia, emergenza medici di famiglia: 702 in pensione entro il 2028 - Il Quotidiano del Sud ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702923808302.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702923808302.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianodelsud.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Tra pensionamenti e carenza di nuovi ingressi, la Puglia rischia un forte deficit di medici di base con conseguenze su liste d’attesa e accesso alle cure primarie.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:48:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="16013" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702923808302.PDF"><![CDATA[quotidianodelsud.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianodelsud.it/puglia/societa-e-cultura/salute-e-assistenza/2026/03/17/puglia-emergenza-medici-di-famiglia-702-in-pensione-entro-il-2028]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Tra pensionamenti e carenza di nuovi ingressi, la Puglia rischia un forte deficit di medici di base con conseguenze su liste d’attesa e accesso alle cure primarie.La Puglia si trova di fronte a una sfida significativa per la medicina territoriale. Secondo i dati della fondazione Gimbe, entro il 2028, 702 medici di famiglia lasceranno il servizio per raggiungimento dell’età pensionabile (70 anni), accentuando una carenza già evidente. Già dal primo gennaio 2025, il deficit riguarda 279 professionisti. Attualmente, ogni medico assiste in media 1.331 pazienti, poco sotto la media nazionale, con conseguenze su tempi di attesa e continuità delle cure.Negli ultimi cinque anni, tra il 2019 e il 2024, la regione ha registrato una riduzione dei medici di medicina generale del 26,3%, quasi il doppio della media italiana (14,1%). Un calo rapido, collegato sia ai pensionamenti sia alla carenza di nuovi ingressi, che rischia di compromettere l’efficienza del sistema sanitario e l’accesso alle cure primarie. Un segnale positivo arriva però dai concorsi per il corso di formazione specifica in Medicina generale: nel 2025 i candidati sono stati il 27% in più rispetto ai posti disponibili, dimostrando interesse crescente per la professione. Tuttavia, questa tendenza non sarà sufficiente a compensare completamente i pensionamenti previsti nei prossimi anni.La fondazione Gimbe sottolinea l’urgenza di azioni concrete: programmazione dei concorsi, incentivi per i giovani medici e politiche di valorizzazione della medicina di base sono indispensabili per evitare un vuoto significativo nell’assistenza primaria e tutelare la salute dei cittadini. Senza queste misure, la Puglia rischia di affrontare un deficit di assistenza primaria con ripercussioni su tempi di attesa, continuità delle cure e qualità del servizio sanitario.   
]]></tp:ocr>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Puglia, emergenza medici di famiglia: 702 in pensione entro il 2028 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702923908303.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702923908303.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianodelsud.it" </b>  del 16 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Tra pensionamenti e carenza di nuovi ingressi, la Puglia rischia un forte deficit di medici di base con conseguenze su liste d’attesa e accesso alle cure primarie.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:48:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianodelsud.it/puglia/societa-e-cultura/salute-e-assistenza/2026/03/17/puglia-emergenza-medici-di-famiglia-702-in-pensione-entro-il-2028]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Tra pensionamenti e carenza di nuovi ingressi, la Puglia rischia un forte deficit di medici di base con conseguenze su liste d’attesa e accesso alle cure primarie.La Puglia si trova di fronte a una sfida significativa per la medicina territoriale. Secondo i dati della fondazione Gimbe, entro il 2028, 702 medici di famiglia lasceranno il servizio per raggiungimento dell’età pensionabile (70 anni), accentuando una carenza già evidente. Già dal primo gennaio 2025, il deficit riguarda 279 professionisti. Attualmente, ogni medico assiste in media 1.331 pazienti, poco sotto la media nazionale, con conseguenze su tempi di attesa e continuità delle cure.Negli ultimi cinque anni, tra il 2019 e il 2024, la regione ha registrato una riduzione dei medici di medicina generale del 26,3%, quasi il doppio della media italiana (14,1%). Un calo rapido, collegato sia ai pensionamenti sia alla carenza di nuovi ingressi, che rischia di compromettere l’efficienza del sistema sanitario e l’accesso alle cure primarie. Un segnale positivo arriva però dai concorsi per il corso di formazione specifica in Medicina generale: nel 2025 i candidati sono stati il 27% in più rispetto ai posti disponibili, dimostrando interesse crescente per la professione. Tuttavia, questa tendenza non sarà sufficiente a compensare completamente i pensionamenti previsti nei prossimi anni.La fondazione Gimbe sottolinea l’urgenza di azioni concrete: programmazione dei concorsi, incentivi per i giovani medici e politiche di valorizzazione della medicina di base sono indispensabili per evitare un vuoto significativo nell’assistenza primaria e tutelare la salute dei cittadini. Senza queste misure, la Puglia rischia di affrontare un deficit di assistenza primaria con ripercussioni su tempi di attesa, continuità delle cure e qualità del servizio sanitario.   
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, mancano oltre 5.700: carenze in 18 regioni. In Lombardia, Veneto e Campania situazione critica ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703061909667.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703061909667.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianodipuglia.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:21:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianodipuglia.it/salute/focus/medici_famiglia_mancano_dove_cosa_sappiamo-9421688.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia e «sempre più cittadini faticano a trovarne uno vicino a casa», tanto che in 18 Regioni si registra una carenza e le situazioni più critiche sono in Lombardia, Veneto e Campania. Carenza che è «un problema ormai diffuso» e andrà aumentando velocemente: se tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità, di qui al 2028 i pensionamenti stimati sono 8.180. A fare il punto è la Fondazione Gimbe che sottolinea come la riduzione vada di pari passo con un aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà con due o più malattie croniche.  APPROFONDIMENTI            L'EPIDEMIAMeningite, epidemia nel Regno Unito            I dati Al primo gennaio 2025, precisa Cartabellotta, "è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali». I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico, inoltre, «non hanno mai tenuto conto dell'invecchiamento della popolazione», spiega Cartabellotta. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti over 65 è quasi raddoppiata, passando da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. È proprio su questo squilibrio tra domanda e offerta di assistenza che si innestano le stime più aggiornate. Il sovraccarico Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali: dai 1.153 pazienti ciascuno nel Molise ai 1.533 della Lombardia. Livelli di saturazione che, rileva Gimbe, limitano il principio della libera scelta. Assumendo come rapporto ottimale quello di un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima la carenza complessiva in Italia pari a 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Alla base di questa situazione si intrecciano diversi fattori, tra cui una programmazione inadeguata. Le conseguenze «Per anni - spiega Cartabellotta - non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti, che tra il 2025 e il 2028 saranno 8.180». Inoltre, la professione ha perso di attrattività. «Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di chi completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona». Tuttavia, se anche tutti i cosiddetti 'medici di base' andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, «le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi e le carenze stimate al primo gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 professionisti». Da qui la necessità di interventi strutturali e non più emergenziali. Negli ultimi anni sono state adottate soluzioni tampone come l'innalzamento dell'età pensionabile e deroghe all'aumento del massimale di assistiti, ma la crisi, conclude Cartabellotta, «va affrontata alla radice con una riforma organica». Una riforma della medicina generale, che sta suscitando già polemiche, è da poco arrivata all'esame della Commissione Affari sociali della Camera. L'obiettivo è ottimizzare il lavoro dei medici di famiglia nelle strutture territoriali e in particolare nelle Case della Salute.   
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Fondazione Gimbe: in Piemonte mancano 463 medici di medicina generale, più di 5700 in tutta Italia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702969408614.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianopiemontese.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''analisi sui numeri di queste figure professionali mette in luce come il fabbisogno non sia soddisfatto e come manchi un ricambio generazionale</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:22:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="33774" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702969408614.PDF"><![CDATA[quotidianopiemontese.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianopiemontese.it/2026/03/17/fondazione-gimbe-in-piemonte-mancano-463-medici-di-medicina-generale-piu-di-5700-in-tutta-italia/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’analisi sui numeri di queste figure professionali mette in luce come il fabbisogno non sia soddisfatto e come manchi un ricambio generazionalePubblicatoilDiPIEMONTE – Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, in Piemonte mancano 463 dottori. L’analisi della Fondazione Gimbe sui medici di medicina generale pubblicata oggi, 17 marzo, mostra numeri preoccupanti per tutta Italia, ai quali la nostra regione non fa eccezione.In Italia, sottolinea la Fondazione, mancano oltre 5700 medici di medicina generale: tra il 2019 e il 2024 il numero di queste figure è diminuito di ben 5197 unità (-10,6%). Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. «La carenza dei medici di medicina generale» – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – «è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili». «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche» – continua Cartabellotta – «generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per MMG [fissato, sia pure con alcune deroghe, dall’Accordo Collettivo Nazionale, ndr], adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza».I prossimi anni attendono oltretutto numerosi pensionamenti di questi professionisti: tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici di medicina generale hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione (70 anni), di questi, 433 in Piemonte. Non ci si attende però un corretto ricambio generazionale: secondo le stime di Gimbe, anche se tutti i medici di medicina generale andassero in pensione effettivamente a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2700 figure professionali.«A questa crisi della medicina generale» – commenta ancora Cartabellotta – «bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche».Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano PiemonteseMalattie croniche a Torino: un paziente su tre ha rinunciato a qualcosa per permettersi le cureIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webQuotidiano Piemontese: il sito di informazione più letto del Piemonte. Libero, tempestivo indipendente, social. L'hub sociale e informativo del PiemonteCreative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)Servizi informatici e concessionaria di pubblicità: Diario del Web S.r.l.   
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		<tp:writer>Marco Lovisolo</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Sostegno di 29 milioni di euro dalla Regione per 241 progetti di efficientamento irriguo ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702880208922.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianopiemontese.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>232 saranno realizzati nelle aziende agricole, 9 dai consorzi irrigui: orgoglioso l''assessore regionale Bongioanni</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 15:55:00 +0100</pubDate>
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		<source Readership="33774" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702880208922.PDF"><![CDATA[quotidianopiemontese.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianopiemontese.it/2026/03/17/progetti-efficientamento-irriguo-piemonte-bongioanni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[232 saranno realizzati nelle aziende agricole, 9 dai consorzi irrigui: orgoglioso l’assessore regionale BongioanniPubblicatoilDiPIEMONTE – «È il più importante intervento regionale per ammodernare ed efficientare il sistema di gestione della risorsa idrica irrigua al servizio dell’agricoltura piemontese». Presenta così i prossimi interventi per l’ammodernamento delle infrastrutture irrigue e il miglioramento della gestione della risorsa idrica a scopo agricolo sul territorio piemontese l’assessore regionale Bongioanni.Si tratta di 241 nuovi progetti, 232 dei quali saranno realizzati nelle aziende agricole e 9 dai consorzi irrigui piemontesi: dalle cisterne e vasche di stoccaggio di acqua piovana all’impermeabilizzazione dei canali per ridurre la dispersione, dalle centraline di misurazione di portata ai meccanismi di erogazione. Particolarmente interessata la provincia di Cuneo, che registra il numero più elevato di interventi finanziabili nelle aziende agricole con 165 progetti, pari a circa il 71% del totale regionale. Il dato – sottolinea la Regione – è coerente con il peso dell’ortofrutticoltura e delle colture specializzate nel territorio cuneese, particolarmente sensibili alla disponibilità di acqua per l’irrigazione e quindi maggiormente interessate a interventi di efficientamento degli impianti e di accumulo delle risorse idriche.I progetti sono sostenuti dai bandi lanciati dalla Regione Piemonte e giunti ora a conclusione. «Grazie a nuove risorse che ho reperito» – conclude l’assessore – «ho potuto aggiungere ancora 4 milioni di euro di risorse fresche e portare il sostegno complessivo alla cifra record di 29 milioni di euro, permettendo lo scorrimento delle graduatorie e il finanziamento di 241 progetti, di cui 41 totalmente nuovi già giudicati idonei e in attesa di partire. È un risultato straordinario, in attesa della “storica” riforma, che tra poche settimane porterò in Commissione».Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano PiemonteseFondazione Gimbe: in Piemonte mancano 463 medici di medicina generale, più di 5700 in tutta ItaliaIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webQuotidiano Piemontese: il sito di informazione più letto del Piemonte. Libero, tempestivo indipendente, social. L'hub sociale e informativo del PiemonteCreative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)Servizi informatici e concessionaria di pubblicità: Diario del Web S.r.l.   
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		<tp:writer>Marco Lovisolo</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[I medici di famiglia sono sempre meno. Gimbe: “Ne mancano oltre 5.700, carenze in 18 Regioni” ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703215208132.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703215208132.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"quotidianosanita.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''Italia conta oltre 5.700 medici di medicina generale in meno rispetto al fabbisogno, con un calo di 5.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:02:00 +0100</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/i-medici-di-famiglia-sono-sempre-meno-gimbe-ne-mancano-oltre-5-700-carenze-in-18-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (Mmg) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche.Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha diritto a un Mmg, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Il Mmg non è un dipendente del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (Asl): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale (Acn), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola Asl.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.La Fondazione Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei Mmg nel Ssn, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di mg viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali”.Dinamiche e criticitàQuadro demografico. “I criteri per definire il numero massimo di assistiti per Mmg – spiega Cartabellotta – non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni”. La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età =65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni ISTAT confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni) (figura 1). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine ISTAT sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità. “L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per Mmg, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza”.Massimale di assistiti. L’Acn fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per Mmg, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori
 deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza Mmg o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per Mmg: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate.Ambiti territoriali carenti. L’Acn sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un Mmg ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette “zone carenti”, ovvero le aree in cui il numero di Mmg è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. “Questa modifica – commenta Cartabellotta – è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come “zona carente” e possa quindi essere attivato un bando”.Pensionamenti. Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 Mmg hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania (figura 2).Nuovi Mmg. Nel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi Pnrr (2021-2023). Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%) (figura 3). Secondo i dati Fimmg, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). Tuttavia, la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente in alcune Regioni: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta (-60%), Marche (-49%), Provincia autonoma di Trento (-38%), Piemonte (-29%) (tabella 1, figura 4). “Questa spia rossa – commenta Cartabellotta – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni”.Stima delle carenze. Le stime della Fondazione Gimbe sono state elaborate sui dati della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) al 1° gennaio 2025.Gap 2019-2024. I dati Sisac documentano una progressiva riduzione dei Mmg dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di Mmg in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%) (figura 5).Numero di assistiti per Mmg. Secondo i dati Sisac, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia (figura 6). “Il quadro reale – precisa Cartabellotta – è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi 
numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un Mmg disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città”.Stima della carenza di Mmg al 1° gennaio 2025. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della densità abitativa, della prossimità degli ambulatori e dell’esercizio della libera scelta, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di 1 Mmg ogni 1.200 assistiti. Sulla base dei dati SISAC al 1° gennaio 2025, la carenza complessiva è stimata in 5.716 MMG, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia (figura 7). “Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale – precisa Cartabellotta – non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di Mmg, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza Mmg”.Ricambio generazionale al 2028. Anche se tutti i Mmg andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 Mmg. “Peraltro – spiega Cartabellotta – trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più Mmg scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo”.Riforma della medicina generale. Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di Mmg, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. “A questa crisi della medicina generale – commenta Cartabellotta – bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche”.L’Acn 2022-2024 rafforza l’integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunità e nelle nuove strutture dell’assistenza territoriale previste dal Pnrr. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l’istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria. Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei Mmg e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalità di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in particolare nelle Case di Comunità. “Senza una visione d’insieme – chiosa Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una 
grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri”.“Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di Mmg, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al Ssn, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili”.Vedi qui le figure.   
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	<item>
		<title><![CDATA[Allarme Gimbe: “Mancano 5.700 medici di famiglia”. Piemonte al quinto posto con -463 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703212407976.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"radiogold.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:18:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[PIEMONTE – In Italia mancano “oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di base è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche“. Questo scenario emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe che ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di famiglia nel Ssn, stimando l’entità della loro carenze in 18 Regioni al primo gennaio 2025. In cima a questa classifica di affanno troviamo la Lombardia (-1540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643) ed Emilia-Romagna (-502). Al quinto posto figura il Piemonte con una carenza di 463 medici e poi Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili“. Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha diritto a un medico di medicina generale, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Il medico di base non è un dipendente del Ssn, ma opera in regime di convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale (Asl): il suo rapporto di lavoro è regolato dall’Accordo collettivo nazionale (Acn), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi attuativi aziendali, definiti a livello di singola Asl.Per Cartabellotta, “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di base viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di Mmg nelle singole realtà territoriali”.Inoltre, secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.C’è poi l’aspetto demografico, ha aggiunto Cartabellotta perché “i criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico di famiglia non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni“. La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: “Negli ultimi quarant’anni la quota di residenti over 65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato – prosegue l’analisi di Gimbe – l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni Istat confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine Istat sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,
3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità“. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche – commenta Cartabellotta – generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medico, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza“.L’Acn fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per medico di famiglia, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza medico di famiglia o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per medico: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate.L’Acn sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un medico di famiglia ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette “zone carenti”, ovvero le aree in cui il numero di medici è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. “Questa modifica – commenta Cartabellotta – è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come “zona carente” e possa quindi essere attivato un bando“. 
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		<title><![CDATA[Allarme Gimbe: “Mancano 5.700 medici di famiglia”. Piemonte al quinto posto con -463 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703205708037.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"radiogold.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>PIEMONTE - In Italia mancano "oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:33:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[PIEMONTE - In Italia mancano "oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle--PARTIAL--   
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		<tp:writer>Fabrizio Laddago</tp:writer>
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		<title><![CDATA[FaiNotizia - Focus Sanità (16.03.2026) ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703193007906.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"radioradicale.it" </b>  del 16 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Rubrica. Ascolta l''audio registrato lunedì 16 marzo 2026 in radio. FaiNotizia - Focus Sanità</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.radioradicale.it/scheda/784613/fainotizia-focus-sanita]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Nella puntata di oggi parliamo di dipendenze e di come il nostro Servizio Sanitario Nazionale risponde a uno dei fenomeni più complessi e delicati della sanità pubblica.Un tema che riguarda la salute, ma anche il disagio sociale, la marginalità, le disuguaglianze territoriali e la capacità dello Stato di intercettare il bisogno prima che diventi emergenza.Il cuore di questo sistema sono i Servizi per le Dipendenze, i cosiddetti SerD: strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale che si occupano di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.Sulla carta, il modello italiano è …  avanzato: un sistema pubblico, universalistico, integrato con servizi ambulatoriali, strutture residenziali e semi-residenziali.Nella realtà, però, il funzionamento dei SerD è molto diverso da regione a regione, e spesso lontano dagli standard previsti.L'intervista a Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.leggi tuttoriduci   
]]></tp:ocr>
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia in crisi, carenze diffuse e sistema sotto pressione ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921208264.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921208264.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Sempre più cittadini senza assistenza di base. Nel Lazio mancano centinaia di medici e cresce l’allarme per il futuro</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:34:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702921208264.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/lazio/articoli/2026/03/medici-di-famiglia-in-crisi-carenze-diffuse-e-sistema-sotto-pressione-fe59d10a-77b9-44d0-8441-57765d17f82f.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[La sanità territoriale italiana affronta una crisi sempre più evidente, con una grave carenza di medici di medicina generale (MMG) che coinvolge quasi tutto il Paese. Secondo le stime della Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2025 mancano complessivamente 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome.Tra le realtà più colpite figurano le grandi Regioni, con numeri particolarmente significativi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e soprattutto il Lazio, dove si registra una carenza di 358 medici di base.Il parametro utilizzato per valutare il fabbisogno è quello di un medico ogni 1.200 assistiti, considerato ottimale per garantire una copertura capillare e accessibile. Tuttavia, la situazione reale mostra un sovraccarico diffuso: in Italia ogni medico segue in media 1.383 pazienti, con punte che superano i 1.500 assistiti in alcune Regioni.Nel Lazio, e in particolare nelle aree urbane come Roma, questa pressione si traduce in una crescente difficoltà per i cittadini nel trovare un medico disponibile vicino casa, compromettendo il principio della libera scelta del medico di famiglia e l’accesso ai servizi sanitari di base.Il problema è aggravato da un calo costante del numero di MMG: tra il 2019 e il 2024 si è registrata una diminuzione di oltre 5.000 medici (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812 professionisti. Questo trend negativo interessa quasi tutte le Regioni italiane, con rare eccezioni.Parallelamente, il sistema non riesce a garantire un adeguato ricambio generazionale. Anche ipotizzando che tutti i medici vadano in pensione a 70 anni e che tutte le borse di formazione vengano completate, entro il 2028 resterebbe comunque un gap di oltre 2.700 medici di famiglia. Una stima considerata ottimistica, poiché molti professionisti anticipano il pensionamento e una parte significativa dei medici in formazione abbandona il percorso.Per fronteggiare l’emergenza, negli ultimi anni sono state adottate diverse misure temporanee: aumento dell’età pensionabile fino a 72 anni, ampliamento del numero massimo di assistiti per medico e coinvolgimento degli specializzandi con incarichi anticipati. Interventi che hanno permesso di contenere l’impatto immediato, ma senza risolvere le criticità strutturali.Nel Lazio, queste soluzioni hanno contribuito a mantenere operativa la rete territoriale, ma non hanno evitato il progressivo aumento dei cittadini senza medico di riferimento, soprattutto nelle periferie urbane e nelle aree più densamente popolate.Il quadro normativo resta frammentato. L’Accordo Collettivo Nazionale 2022-2024 punta a rafforzare il ruolo dei medici nelle Case di Comunità, strutture chiave previste dal PNRR per l’assistenza territoriale. Tuttavia, restano aperte questioni centrali come la riorganizzazione del lavoro, gli orari e il modello contrattuale, ancora diviso tra convenzione e ipotesi di dipendenza dal Servizio sanitario nazionale.Un altro nodo riguarda la formazione: la riforma prevista non include, almeno per ora, una vera scuola di specializzazione dedicata alla medicina generale, elemento che potrebbe incidere sull’attrattività della professione.Proprio la scarsa attrattività rappresenta oggi uno dei principali fattori di crisi. Sempre più giovani medici, soprattutto nelle Regioni del Nord ma con effetti evidenti anche nel Lazio, scelgono percorsi alternativi ritenuti più vantaggiosi dal punto di vista economico e professionale.Le conseguenze sono già visibili nella vita quotidiana: aumenta il numero di persone senza medico di famiglia, con difficoltà nell’accesso alle cure, riduzione della qualità dell’assistenza territoriale e maggiori rischi per le fasce più fragili della popolazione, come anziani e pazienti cronici.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>TGR Lazio</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Fondazione Gimbe: "In Piemonte mancano 463 medici di medicina generale" ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702920208266.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702920208266.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Nella nostra regione entro il 2028 dovrebbero andare in pensione altri 433 dottori. E i giovani non vogliono seguire questa strada</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:34:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702920208266.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2026/03/fondazione-gimbe-in-piemonte-mancano-463-medici-di-medicina-generale-ea18ed01-e734-4a63-9aa4-bbd5ab0138b5.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702920208266.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Sono oltre 5700 i medici di medicina generale che mancano all'appello in Italia. Di questi quasi 5200 hanno lasciato la professione tra 2019 e 2024. Numeri diffusi dalla Fondazione Gimbe a cui il presidente, Nino Cartabellotta, cerca di dare una spiegazione: “è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi”.“Inoltre -conclude Cartabellotta- negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.La situazione in Piemonte secondo la fondazione è in linea con l'emergenza in Italia. Entro il 2028 saranno 433 i medici di medicina generale che raggiungeranno l'età del pre-pensionamento, ovvero 70 anni. A partire dal primo gennaio 2025 invece il numero medio di assistiti per dottore sono 1.407, leggermente superiori alla media nazionale pari a 1.383. Secondo le stime Gimbe in Piemonte per mantenere un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti a oggi mancano 463 dottori. Infine tra 2019 e 2024 c'è stata una riduzione dei medici di medicina generale del 10,6 per cento, inferiore alla media nazionale pari al 14,1 per cento.A preoccupare è inoltre la scarsa attrattiva rappresentata da questa professione nei più giovani. Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati 50 in meno rispetto alle borse finanziate.    
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Tgr Piemonte</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[In Puglia entro il 2028 via 702 medici di famiglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935908439.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935908439.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Dall''inizio dello scorso anno mancano già 279 medici di base. I dati nell''ultimo rapporto della fondazione Gimbe</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:32:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935908439.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2026/03/medici-famiglia-fondazione-gimbe-cb447bce-b454-4e8c-b8a8-fab6e249004b.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702935908439.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Entro il 2028, in Puglia mancheranno 702 medici di Medicina generale perché raggiungendo i 70 anni di età andranno in pensione. È quanto emerge dall'ultima indagine svolta dalla fondazione Gimbe sulle carenze di medici di base. Secondo la fondazione dal primo gennaio dell'anno scorso, in Puglia mancano già 279 medici di famiglia. C'è un medico per 1.331 assistiti, poi, a fronte di una media nazionale di 1.383. Nel rapporto si sottolinea anche che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasi doppia rispetto a quella italiana del 14,1%. Inoltre, nel 2025, i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27 per cento in più rispetto ai posti disponibili.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>TGR Puglia</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Non è un'Isola per medici: in 5 anni perso il 40,3 per cento, contro la media nazionale del 14 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703040209370.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703040209370.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Il rapporto Gimbe scatta una fotografia impietosa della situazione dei dirigenti sanitari: entro il 2028 ne andranno in pensione 231</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:38:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703040209370.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/sardegna/articoli/2026/03/non-e-unisola-per-medici-in-5-anni-perso-il-403-per-cento-contro-la-media-nazionale-del-14-c4c67ae5-a0ee-4ab6-98fd-107ddc485d87.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703040209370.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[In Sardegna entro il 2028 saranno 231 i medici di medicina generale che raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. Inoltre, tra il 2019 e il 2024 i medici di base nell'Isola si sono ridotti del 40,3% rispetto alla media nazionale pari al 14,1%. E' l'impietosa fotografia sulla sanità territoriale di base scattata dalla Fondazione Gimbe che ha analizzato le dinamiche e le criticità normative che regolano l'inserimento dei medici di famiglia nel sistema sanitario nazionale, stimando l'entità della loro carenza all'1 gennaio 2025.In particole in Sardegna il numero medio di assistiti per singolo medico è pari a 1.384 contro una media nazionale di 1.383. Secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, alla stessa data, nell'Isola mancavano 143 medici di medicina generale.La situazione non è destinata a migliorare visto che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -3 candidati (-5%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>TGR Sardegna</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[80 Hausärzte zu wenig ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051309581.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051309581.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Laut einer Schätzung der Gimbe-Stiftung fehlen in Südtirol mehr Hausärzte als im benachbarten Trentino.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 20:21:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051309581.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/tagesschau/articoli/2026/03/80-hausarzte-zu-wenig-8df72edf-3f4b-4050-bb60-e31b312d0248.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051309581.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[Der Hausärztemangel ist ein Thema, das die Sanität schon lange umtreibt. Zuletzt wiesen die Hausärzte bei einem Streik im Herbst energisch auf die Probleme in ihrer Berufsgruppe hin. Eine neue Studie untermauert die Thematik nun mit Zahlen. Demnach fehlen in Südtirol laut einer Schätzung der Gimbe-Stiftung 80 Hausärzte, im Trentino hingegen sind es 53.Die Zahlen sind im Vergleich zu 2022 in Südtirol sogar noch gestiegen.Die auf medizinische Fragen spezialisierte Stiftung bezeichnet ein Verhältnis von einem Hausarzt pro 1.200 Patienten als optimal. Tatsächlich betreut ein Hausarzt in Südtirol durchschnittlich 1.525 Patienten, während der staatsweite Durchschnitt bei 1.383 liegt. Fast identisch ist die Lage in der Provinz Trient mit einem Durchschnitt von 1.388 Patienten – also deutlich besser als in Südtirol. Dabei spielt auch die Zweisprachigkeit eine Rolle, immer wieder gibt es hier in Südtirol Probleme.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>fh</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Allarme medici di famiglia: ne mancano 400 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051909583.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051909583.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>E'' quanto emerge dall''ultimo report della Fondazione Gimbe. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico in cui la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 20:21:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051909583.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/toscana/video/2026/03/allarme-medici-di-famiglia-ne-mancano-400-99f45d9a-d4f2-4f3a-92bc-3cab83019c99.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051909583.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[E' quanto emerge dall'ultimo report della Fondazione Gimbe. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico in cui la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali--PARTIAL--   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Federica Sevi, montaggio Michele Gori</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051909583.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base, in Alto Adige ne mancano ottanta ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051609584.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051609584.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I dati della Fondazione Gimbe: in provincia di Bolzano una media di 1.525 assistiti per ciascun dottore</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 20:22:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051609584.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/bolzano/articoli/2026/03/medici-di-base-in-alto-adige-ne-mancano-ottanta-3a859616-7350-482b-94e4-37ed7e8d25ed.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051609584.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[In Alto Adige mancano 80 medici di medicina generale (53 in Trentino): la stima è della Fondazione Gimbe che, tenendo conto dell'evoluzione demografica della popolazione italiana, assume come riferimento il rapporto ottimale di un medico di medicina generale ogni 1.200 assistiti.La media degli assistiti, calcolata sulla base di dati della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac) aggiornati al primo gennaio 2025, è, però, nella realtà, più elevata. In provincia di Bolzano, in particolare, il numero medio di assistiti per medico di base è pari a 1.525, contro una media nazionale di 1.383. Questi dati pongono l'Alto Adige al terzo posto della graduatoria nazionale, dietro Lombardia (1.533) e Veneto 1.526. Migliore è la situazione in provincia di Trento che registra una media di assistiti pari a 1.388.Va considerato che l'accordo collettivo nazionale stabilisce a 1.500 il numero massimo di assistiti per medico, con la possibilità di aumentarlo in casi particolari, ad esempio, fino a 2.000 per la provincia di Bolzano. Il dato altoatesino si inserisce, comunque, in un trend positivo: tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale nella provincia sono aumentati del 2,4%, mentre la media nazionale registra una riduzione pari al 14,1%. Una riduzione dell'1,5%, nello stesso periodo, viene segnalata anche in Trentino.Gimbe rileva anche che nelle due Province autonome, nel 2025, i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: meno 18 candidati (meno 60%) rispetto alle borse finanziate, in Alto Adige e meno 15 candidati (meno 38%) in Trentino (media Italia più 26%). Quello del ricambio generazionale resta un tema delicato: entro il 2028, conclude la Fondazione Gimbe, in Trentino Alto Adige, 76 medici di medicina generale (dato disponibile solo a livello regionale) raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni.      
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>TGR Bolzano</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051609584.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[In Emilia-Romagna mancano 500 medici di base ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051709585.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051709585.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Lo certifica la Fondazione Gimbe: le cose stanno peggio in Veneto, Campania e Lombardia. In totale 5700 le carenze in Italia</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 20:22:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051709585.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/articoli/2026/03/in-emilia-romagna-mancano-500-medici-di-base-dee5fc85-753e-4bae-bb89-5a8457bf39fb.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051709585.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[In Emilia -Romagna mancano 502 medici di base. A certificarlo la Fondazione Gimbe che mette in classifica le situazioni più complesse in Italia, dove la carenza totale è di 5700 camici.Peggio dell'Emilia-Romagna solo Lombardia, Veneto e Campania. Da sole, le prime quattro regioni valgono circa 3500 vuoti negli ambulatori, dunque ben oltre la metà di tutto lo stivale. Numeri che vanno in senso opposto all'incremento di bisogni di cure da parte dei cittadini. Il valore calcolato dalla Fondazione prende come rapporto ottimale quello di 1200 medici a paziente, anche se in diverse realtà i numeri sono ben più elevati di così.Alla base di questa situazione si intrecciano diversi fattori, tra cui una programmazione inadeguata. "Per anni - spiega il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta - non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti, che tra il 2025 e il 2028 saranno 8.180. Sempre più cittadini - conclude - faticano a trovare un medico vicino a casa".   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703051709585.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base: ne mancano 53 in Trentino; altri 76 in pensione entro il 2026 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703050609586.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703050609586.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I dati del periodico report della Fondazione Gimbe al 1° gennaio 2025</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 20:22:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="944622" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703050609586.PDF"><![CDATA[rainews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/tgr/trento/articoli/2026/03/medici-di-base-ne-mancano-53-in-trentino-altri-76-in-pensione-entro-il-2026--859ae85f-01bd-4702-aedb-11b27f522075.html]]></tp:url>
		<tp:attach_fn>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703050609586.PDF</tp:attach_fn>
		<tp:ocr><![CDATA[In Trentino mancano 53 medici di medicina generale ed entro il 2028 altri 76 medici in regione andranno in pensione.I dati sono quelli del periodico report della fondazione Gimbe e registrano la situazione al 1° gennaio 2025.A quella data ciascun medico di famiglia trentino seguiva in media 1.388 pazienti (media nazionale 1.383); secondo la stima GIMBE, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 MMG ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 nella provincia autonoma mancavano dunque 53 MMG.Tra il 2019 e il 2024 i MMG nella provincia autonoma di Trento si sono ridotti dell’1,5%. La media nazionale della riduzione è pari al 14,1%; nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -15 candidati (-38%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>TGR Trento</tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703050609586.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, Gimbe: ne mancano oltre 5.700 e carenze in 18 regioni ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702976709759.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702976709759.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rainews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Va peggio in Lombardia, Veneto e Campania. Ognuno assiste in media ben 1.383 pazienti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 23:16:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.rainews.it/articoli/2026/03/gimbe-mancano-oltre-5700-medici-di-famiglia-e-carenze-in-18-regioni-8ceba861-9389-4d4a-aa93-a74c1d3b1204.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, "le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia". Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna(-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l'analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407),Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio(1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.   Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti".   
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		<tp:writer>Redazione di Rainews</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, 231 medici in pensione entro il 2028, oggi ne mancano circa 150 – Report Sardegna 24 ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702954608498.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"reportsardegna24.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:47:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.reportsardegna24.it/gimbe-231-medici-in-pensione-entro-il-2028-oggi-ne-mancano-circa-150/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Sardegna entro il 2028 saranno 231 i medici di medicina generale che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni.Inoltre tra il 2019 e il 2024 i medici di base nell’Isola si sono ridotti del 40,3% rispetto alla media nazionale pari al 14,1%.E’ l’impietosa fotografia sulla sanità territoriale di base scattata dalla Fondazione Gimbe che ha analizzato le dinamiche e le criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di famiglia nel sistema sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenza all’1 gennaio 2025. In particole in Sardegna il numero medio di assistiti per singolo medico è pari a 1.384 contro una media nazionale di 1.383. Secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, alla stessa data, nell’Isola mancavano 143 medici di medicina generale.La situazione non è destinata a migliorare visto che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -3 candidati (-5%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).																	Tags: 231 medici in pensione entro il 2028231 medici in pensione entro il 2028 in Sardegnafondazione Gimbegimbesanità in Sardegna   
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	<item>
		<title><![CDATA[Gimbe, 231 medici in pensione entro il 2028, oggi ne mancano circa 150  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702963108679.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702963108679.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"reportsardegna24.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:34:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.reportsardegna24.it/gimbe-231-medici-in-pensione-entro-il-2028-oggi-ne-mancano-circa-150/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Sardegna entro il 2028 saranno 231 i medici di medicina generale che raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni.Inoltre tra il 2019 e il 2024 i medici di base nell’Isola si sono ridotti del 40,3% rispetto alla media nazionale pari al 14,1%.E’ l’impietosa fotografia sulla sanità territoriale di base scattata dalla Fondazione Gimbe che ha analizzato le dinamiche e le criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di famiglia nel sistema sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenza all’1 gennaio 2025. In particole in Sardegna il numero medio di assistiti per singolo medico è pari a 1.384 contro una media nazionale di 1.383. Secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, alla stessa data, nell’Isola mancavano 143 medici di medicina generale.La situazione non è destinata a migliorare visto che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -3 candidati (-5%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).																	Tags: 231 medici in pensione entro il 2028231 medici in pensione entro il 2028 in Sardegnafondazione Gimbegimbesanità in Sardegna   
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Mancano 5700 medici di famiglia: carenze in 18 regioni - la Repubblica ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944708543.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944708543.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"repubblica.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Ogni dottore ha in media ben 1.383 pazienti. Continua la crisi dell’assistenza primaria. I dati della Fondazione Gimbe</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:54:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="2719174" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944708543.PDF"><![CDATA[repubblica.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.repubblica.it/salute/2026/03/17/news/carenza_medici_famiglia_gimbe-425227399/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In un piccolo comune del Foggiano i residenti sono rimasti senza medico di base dopo il pensionamento dell’unico professionista in servizio, ormai anziano. Una situazione che negli ultimi anni si ripete sempre più spesso, in alcune regioni più che in altre. In Sardegna, ad esempio, in cinque anni si è perso oltre il 40% dei medici di famiglia; i partecipanti all’ultimo concorso per il corso di formazione in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili. In  Lombardia un medico di famiglia ha una media di 1.533 pazienti. In Abruzzo, entro il 2028, ben 237 medici di medicina generale raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni. La Fondazione Gimbe aggiorna i numeri che raccontano la crisi di una professione e di un sistema senza il quale sono a rischio prevenzione e cure necessarie per malati cronici e over 65. Oggi in Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. Nel gennaio 2024 ne mancavano all’appello 5.575.  C’era una volta il medico di famiglia: lo speciale I dati delle RegioniLe declinazioni variano a seconda dei territori. Le situazioni più critiche si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Fanno eccezione Basilicata, Molise e Sicilia, dove non si registrano carenze.		Terlizzi, vita di un giovane medico di famiglia: "Lavoriamo poco? Arriviamo a 13 ore al giorno"Un medico per 1.383 pazientiPer garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa. Anche qui con marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti".		Venezia, un giorno con il medico delle isole: "Il battello è il mio ufficio. Le ferie? Un sogno"Previsti 8.180 pensionamenti entro il 2028  Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 professionisti e tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione. La carenza dei medici di medicina generale affonda le radici in una programmazione inadeguata. "Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti dei medici di famiglia", commenta Nino Cartabellotta. "Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso". Ma, anche se tutti i medici di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione f
inanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, "le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti e le carenze", aggiunge Cartabellotta.  		Il vuoto lasciato dal Covid: tra colleghi deceduti o prepensionati, a Lovere la dottoressa che resisteLa popolazione invecchia, aumentano i bisogni di cura  Il medico di famiglia rischia di scomparire in un momento storico in cui l’invecchiamento della popolazione fa moltiplicare i bisogni di assistenza. La programmazione del fabbisogno di medici e i criteri per definire il numero massimo di pazienti che possono assistere non tiene conto infatti dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà soffre di due o più malattie croniche. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti con più di 65 anni è quasi raddoppiata, da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. "Senza una visione - conclude il presidente Gimbe - Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale".   
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[New article ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702894309047.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702894309047.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"rticalabria.tv" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:46:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="19" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702894309047.PDF"><![CDATA[rticalabria.tv]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.rticalabria.tv/cronaca/gimbe-in-calabria-carenza-minore-di-medici-di-famiglia-43/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[13			Il numero medio di assistiti per ogni dottore al primo gennaio è 1.242In Calabria c’è una leggera carenza di medici di famiglia, stimata in -43.Lo evidenzia l’analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac.Nella Regione, entro il 2028, raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni 420 medici di famiglia.    Il numero medio di assistiti per ogni medico al 1° gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.242 contro una media nazionale di 1.383.    Il numero dei medici di famiglia è sceso, tra il 2019 e il 2024 in maniera superiore alla media nazionale (14,1), con una flessione del 20,2%. A fronte di questo, però, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili: +109 candidati (+273%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).    “La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.   
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		<tp:writer> </tp:writer>
		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702894309047.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[GIMBE: MANCANO OLTRE 5.700 MEDICI DI FAMIGLIA IN ITALIA, CARENZE IN 18 REGIONI. TUTTI I DATI ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702919808278.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702919808278.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"salutedomani.com" </b>  del 15 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:40:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="29" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702919808278.PDF"><![CDATA[salutedomani.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.salutedomani.com/2026/03/17/gimbe-mancano-oltre-5-700-medici-di-famiglia-in-italia-carenze-in-18-regioni-tutti-i-dati/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[‘In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche’.È l’allarme lanciato dalla Fondazione Gimbe. ‘La carenza dei medici di medicina generale- afferma Nino Cartabellotta, presidente GIMBE- è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili’. La Fondazione GIMBE ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei MMG nel SSN, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, è ‘possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di MMG viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di MMG nelle singole realtà territoriali’.I criteri per definire il numero massimo di assistiti per MMG ‘non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni’, spiega Cartabellotta. La demografia della popolazione italiana è profondamente mutata: negli ultimi quarant’anni la quota di residenti di età superiore 65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le previsioni ISTAT confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni) (figura 1). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità: secondo l’indagine ISTAT sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità. ‘L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche- commenta Cartabellotta- generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per MMG, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza’.L’ACN fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza MMG o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per MMG: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate. L’ACN sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2
024, passando da un MMG ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette ‘zone carenti’, ovvero le aree in cui il numero di MMG è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. ‘Questa modifica- commenta Cartabellotta- è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come ‘zona carente’ e possa quindi essere attivato un bando’. Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania. Nuovi MMG. Nel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi.Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi PNRR (2021-2023). Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%). Secondo i dati FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). Tuttavia, la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente in alcune Regioni: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta (-60%), Marche (-49%), Provincia autonoma di Trento (-38%), Piemonte (-29%). ‘Questa spia rossa- commenta Cartabellotta- è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni’. I dati SISAC documentano una progressiva riduzione dei MMG dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di MMG in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%).Secondo i dati SISAC, al 1° gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia (figura 6). ‘Il quadro reale- precisa Cartabellotta- è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città’. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della densità abitativa, della prossimità degli ambulatori e dell’esercizio della libera scelta, la Fondazione GIMBE ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di 1 MMG ogni 1.200 assistiti. Sulla base dei dati SISAC al 1° gennaio 2025, la carenza complessiva è stimata in 5.716 MMG, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emili
a-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. ‘Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale- precisa Cartabellotta – non si può tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di MMG, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza MMG’.Anche se tutti i MMG andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG. ‘Peraltro- spiega Cartabellotta- trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo’. Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di MMG, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. ‘A questa crisi della medicina generale- commenta Cartabellotta- bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche’.L’ACN 2022-2024 rafforza l’integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunità e nelle nuove strutture dell’assistenza territoriale previste dal PNRR. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l’istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria. Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei MMG e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalità di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in particolare nelle Case di Comunità. ‘Senza una visione d’insieme- chiosa Cartabellotta- Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri’. Oggi i dati documentano che il problema ‘si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi’.E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava ‘con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in mod
o disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili’, conclude Cartabellotta.Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.Proudly powered by WordPress																 | 								Tema: Newses di Themeansar.   
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		<title><![CDATA[Farmaci, 2025 da record per l’Ema: 104 approvazioni. In arrivo riforma della nuova legislazione europea  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703219108167.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:09:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/europa/7214/farmaci-2025-da-record-per-l-ema-104-approvazioni-in-arrivo-riforma-della-nuova-legislazione-europea.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Farmaci           17 Marzo 2026                          Farmaci, 2025 da record per l’Ema: 104 approvazioni. In arrivo riforma della nuova legislazione europea                          Dal foglietto illustrativo elettronico alle possibili carenze legate alla guerra in Medio Oriente. Numerosi i temi al centro della riunione di marzo del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia europea per i medicinali           Un anno record per le autorizzazioni di nuovi medicinali e l’avvio della nuova legislazione farmaceutica europea. Sono alcuni dei temi al centro della riunione di marzo del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), che ha fatto il punto sulle principali sfide per la regolazione dei farmaci nell’Unione europea. Il Board ha adottato il rapporto annuale dell’Agenzia relativo al 2025, che conferma un anno particolarmente positivo per l’attività regolatoria. Nel corso dell’anno l’Ema ha espresso 104 raccomandazioni positive per nuovi farmaci destinati all’uso umano, di cui 38 contenenti un nuovo principio attivo. Sul fronte veterinario sono state invece 30 le raccomandazioni per nuovi medicinali, il numero più alto per il secondo anno consecutivo.Il rapporto evidenzia anche le iniziative avviate per migliorare l’accesso ai farmaci e rafforzarne la disponibilità nell’Unione europea, oltre al contributo dell’Agenzia nell’attuazione del regolamento europeo sull’Health Technology Assessment. Uno dei dossier più rilevanti riguarda la nuova legislazione farmaceutica europea, per la quale è ormai quasi definita la struttura di governance che coinvolgerà Commissione europea, Ema e autorità nazionali competenti. Dopo l’adozione formale dei testi da parte del Consiglio e del Parlamento europeo, la Commissione elaborerà atti delegati e di esecuzione per definire nel dettaglio i nuovi requisiti e le procedure. L’Ema sarà invece chiamata a predisporre linee guida per supportare aziende e operatori nell’applicazione del nuovo quadro normativo. Tra le novità in arrivo c’è anche la diffusione del foglietto illustrativo elettronico (electronic product information, ePI). Il Consiglio di amministrazione ha esaminato la roadmap per l’introduzione coordinata di queste informazioni digitali sui medicinali in tutta l’Unione europea. Una volta entrata in vigore la nuova legislazione farmaceutica, l’ePI diventerà obbligatoria per tutti i farmaci di nuova autorizzazione, con l’obiettivo di rendere le informazioni più aggiornate, accessibili e facilmente consultabili da pazienti e professionisti sanitari.Nel corso della riunione si è discusso anche delle possibili ripercussioni della guerra in Medio Oriente sulla catena di approvvigionamento dei medicinali. L’Ema, insieme al gruppo europeo dedicato alla gestione delle carenze di farmaci, sta monitorando la situazione. Al momento non sono state segnalate carenze critiche, ma alcune aziende stanno registrando interruzioni nelle rotte aeree e marittime e un aumento dei costi logistici, fattori che potrebbero incidere sulla disponibilità dei medicinali se le difficoltà dovessero protrarsi. Tra gli altri temi affrontati dal Board figurano il coinvolgimento degli stakeholder nel processo regolatorio e lo sviluppo di strumenti digitali, compreso l’utilizzo etico ed efficace dell’intelligenza artificiale nella valutazione e nel monitoraggio dei farmaci. Il Consiglio ha inoltre adottato il rapporto sull’indipendenza dell’Agenzia relativo al 2025, che analizza l’applicazione delle nuove regole sulla gestione dei conflitti di interesse per esperti, membri dei comitati scientifici e personale dell’Ema.Infine, è stata avviata la procedura per la nomina del prossimo direttore esecutivo dell’Agenzia, che succederà all’attuale direttrice Emer Cooke, il cui mandato scadrà il 30 aprile 2027. L’avviso di selezione è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e le candidature potranno essere presentate fino al 19 marzo 2026. Tra le priorità per 
il prossimo futuro anche il rafforzamento dell’ecosistema europeo degli studi clinici. L’Ema ha aggiornato il Board sui lavori legati al Biotech Act e sul piano europeo di investimenti nella ricerca clinica, mentre per il 2026 sono previsti ulteriori miglioramenti del sistema informativo europeo per gli studi clinici (CTIS), tra cui un nuovo modulo dedicato alla sicurezza.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  17/03/2026        Europa        Cina-Europa, apertura anche alla sanità tra i settori strategici della cooperazione          Europa                    Cina-Europa, apertura anche alla sanità tra i settori strategici della cooperazione                  In una lettera al Sole 24 Ore l’incaricato di affari cinese in Italia definisce solida e reciprocamente vantaggiosa la cooperazione economica tra Cina ed Europa, Italia compresa 		  17/03/2026        Regioni e Asl        Tumore al seno, una rete tra tre centri del Sud per ridurre la mobilità sanitaria          Regioni e Asl                    Tumore al seno, una rete tra tre centri del Sud per ridurre la mobilità sanitaria                  Parte il progetto Beacon tra Napoli, Rionero in Vulture e Bari per portare cure oncologiche più vicino alle pazienti 		  17/03/2026        Terapia        Atrofia muscolare spinale, Biogen presenta nuovi dati su salanersen. Avviato il programma di fase 3          Terapia                    Atrofia muscolare spinale, Biogen presenta nuovi dati su salanersen. Avviato il programma di fase 3                  Nuovi risultati di fase 1b mostrano miglioramenti motori e riduzione del biomarcatore di neurodegenerazione in bambini con SMA precedentemente trattati con terapia genica 		  17/03/2026        Medici        Medici di famiglia, GIMBE: carenza diffusa. Oltre 5.700 MMG mancanti          Medici                    Medici di famiglia, GIMBE: carenza diffusa. Oltre 5.700 MMG mancanti                  Al 1° gennaio 2025 mancano oltre 5.700 medici di famiglia in 18 Regioni. Media di 1.383 assistiti per medico e 8.180 pensionamenti previsti entro il 2028   
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703218208174.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:09:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Medici di Famiglia           17 Marzo 2026                          Medici di famiglia, GIMBE: carenza diffusa. Oltre 5.700 MMG mancanti                          Al 1° gennaio 2025 mancano oltre 5.700 medici di famiglia in 18 Regioni. Media di 1.383 assistiti per medico e 8.180 pensionamenti previsti entro il 2028           In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e la carenza riguarda 18 Regioni. Al 1° gennaio 2025 ogni medico ha in media 1.383 assistiti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200, mentre entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione GIMBE. «La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. «Negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa». Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Nello stesso periodo è aumentata la pressione assistenziale, in un contesto demografico caratterizzato da un forte invecchiamento della popolazione: nel 2025 gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, con oltre la metà affetta da due o più patologie croniche. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato», sottolinea Cartabellotta. «Un massimale di 1.500 assistiti per MMG oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza». Secondo GIMBE, il recente innalzamento del rapporto ottimale a un medico ogni 1.200 abitanti rischia di sottostimare formalmente le carenze. «Aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga riconosciuto come zona carente», osserva Cartabellotta. Le criticità emergono anche sul fronte del ricambio generazionale. Tra il 2025 e il 2028 sono attesi 8.180 pensionamenti, mentre il numero di borse di formazione è tornato a ridursi fino a 2.228 nel 2025 (-15,1%). In alcune Regioni si registra inoltre una scarsa partecipazione ai bandi. «Questa spia rossa è accesa da anni e oggi è sempre più evidente», afferma Cartabellotta. «Segnala il calo di attrattività della professione e criticità particolarmente gravi in alcune Regioni». Anche nello scenario più favorevole, le nuove leve non saranno sufficienti a compensare le uscite: il divario stimato supera le 2.700 unità entro il 2028. «È evidente che nel 2028 il divario sarà ancora più ampio», precisa Cartabellotta. Le carenze risultano particolarmente rilevanti nelle grandi Regioni, tra cui Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Secondo la Fondazione GIMBE, negli ultimi anni sono state adottate soprattutto misure temporanee. «Senza una visione d’insieme Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate», osserva Cartabellotta. «La vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia». «Oggi il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione», conclude Cartabellotta, evidenziando un impatto crescente sull’accesso al SSN, in particolare per anziani e pazienti fragili.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  17/03/2026        Europa        Cina-Europa, apertura anche alla sanità tra i settori strategici della cooperazione          Europa
                    Cina-Europa, apertura anche alla sanità tra i settori strategici della cooperazione                  In una lettera al Sole 24 Ore l’incaricato di affari cinese in Italia definisce solida e reciprocamente vantaggiosa la cooperazione economica tra Cina ed Europa, Italia compresa 		  17/03/2026        Europa        Farmaci, 2025 da record per l’Ema: 104 approvazioni. In arrivo riforma della nuova legislazione europea          Europa                    Farmaci, 2025 da record per l’Ema: 104 approvazioni. In arrivo riforma della nuova legislazione europea                  Dal foglietto illustrativo elettronico alle possibili carenze legate alla guerra in Medio Oriente. Numerosi i temi al centro della riunione di marzo del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia... 		  17/03/2026        Regioni e Asl        Tumore al seno, una rete tra tre centri del Sud per ridurre la mobilità sanitaria          Regioni e Asl                    Tumore al seno, una rete tra tre centri del Sud per ridurre la mobilità sanitaria                  Parte il progetto Beacon tra Napoli, Rionero in Vulture e Bari per portare cure oncologiche più vicino alle pazienti 		  17/03/2026        Terapia        Atrofia muscolare spinale, Biogen presenta nuovi dati su salanersen. Avviato il programma di fase 3          Terapia                    Atrofia muscolare spinale, Biogen presenta nuovi dati su salanersen. Avviato il programma di fase 3                  Nuovi risultati di fase 1b mostrano miglioramenti motori e riduzione del biomarcatore di neurodegenerazione in bambini con SMA precedentemente trattati con terapia genica   
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		<title><![CDATA[Medici di famiglia, GIMBE: carenza diffusa. Oltre 5.700 MMG mancanti  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702884208946.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sanita33.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:03:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.sanita33.it/medici/7213/medici-di-famiglia-fondazione-gimbe-carenza-diffusa-oltre-5-700-mmg-mancanti.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Politica sanitaria             				  			             Medici di Famiglia           17 Marzo 2026                          Medici di famiglia, Fondazione Gimbe: carenza diffusa. Oltre 5.700 MMG mancanti                          Al 1° gennaio 2025 mancano oltre 5.700 medici di famiglia in 18 Regioni. Media di 1.383 assistiti per medico e 8.180 pensionamenti previsti entro il 2028           In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e la carenza riguarda 18 Regioni. Al 1° gennaio 2025 ogni medico ha in media 1.383 assistiti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200, mentre entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione GIMBE. «La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. «Negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa». Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Nello stesso periodo è aumentata la pressione assistenziale, in un contesto demografico caratterizzato da un forte invecchiamento della popolazione: nel 2025 gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, con oltre la metà affetta da due o più patologie croniche. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato», sottolinea Cartabellotta. «Un massimale di 1.500 assistiti per MMG oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza». Secondo GIMBE, il recente innalzamento del rapporto ottimale a un medico ogni 1.200 abitanti rischia di sottostimare formalmente le carenze. «Aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga riconosciuto come zona carente», osserva Cartabellotta. Le criticità emergono anche sul fronte del ricambio generazionale. Tra il 2025 e il 2028 sono attesi 8.180 pensionamenti, mentre il numero di borse di formazione è tornato a ridursi fino a 2.228 nel 2025 (-15,1%). In alcune Regioni si registra inoltre una scarsa partecipazione ai bandi. «Questa spia rossa è accesa da anni e oggi è sempre più evidente», afferma Cartabellotta. «Segnala il calo di attrattività della professione e criticità particolarmente gravi in alcune Regioni». Anche nello scenario più favorevole, le nuove leve non saranno sufficienti a compensare le uscite: il divario stimato supera le 2.700 unità entro il 2028. «È evidente che nel 2028 il divario sarà ancora più ampio», precisa Cartabellotta. Le carenze risultano particolarmente rilevanti nelle grandi Regioni, tra cui Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Secondo la Fondazione GIMBE, negli ultimi anni sono state adottate soprattutto misure temporanee. «Senza una visione d’insieme Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate», osserva Cartabellotta. «La vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia». «Oggi il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione», conclude Cartabellotta, evidenziando un impatto crescente sull’accesso al SSN, in particolare per anziani e pazienti fragili.           			Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:			Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!			ISCRIVITI				 POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE		  17/03/2026        Europa        Cina-Europa, apertura anche alla sanità tra i settori strategici della cooperazione     
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di base, allarme nell’Isola: 231 in pensione entro il 2028. Numero ridotto del 40 per cento in 6 anni ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703203908063.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703203908063.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sardiniapost.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Medici di base, allarme nell''Isola: 231 in pensione entro il 2028. Numero ridotto del 40 per cento in 6 anni - Cronaca - sardiniapost</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:44:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="4809" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703203908063.PDF"><![CDATA[sardiniapost.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.sardiniapost.it/cronaca/medici-di-base-allarme-nellisola-231-in-pensione-entro-il-2028-numero-ridotto-del-40-per-cento-in-6-anni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Secondo il report della Fondazione Gimbe il calo è molto maggiore rispetto alla media italiana del 14%. Pochi iscritti ai corsi di medicina generale. In Sardegna, entro il 2028, saranno 231 i medici di medicina generale che raggiungeranno l’età di pensionamento. Un dato che si inserisce in un quadro già critico per la sanità territoriale dell’isola. Secondo un’analisi della Fondazione Gimbe, tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di base in Sardegna è diminuito del 40,3%, un calo molto più marcato rispetto alla media nazionale, ferma al 14,1%. Una fotografia che evidenzia le difficoltà del sistema e le criticità legate anche alle regole di accesso e inserimento dei medici nel Servizio sanitario nazionale.  Attualmente, nell’Isola, il numero medio di assistiti per ciascun medico è di 1.384 pazienti, sostanzialmente in linea con la media italiana (1.383). Tuttavia, prendendo come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, la stima di Gimbe indica che al 1° gennaio 2025 in Sardegna mancavano 143 medici di medicina generale. Una carenza che rischia di aggravarsi ulteriormente. Nel 2025, infatti, i candidati al concorso nazionale per il corso di formazione in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili, con un deficit di tre partecipanti rispetto alle borse finanziate (-5%), in controtendenza rispetto al dato nazionale, che registra invece un surplus medio del +26%.   
]]></tp:ocr>
		<tp:writer>Andrea Tramonte</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Puglia: entro il 2028 mancheranno 702 medici di famiglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929808234.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929808234.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"statoquotidiano.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>A evidenziarlo è un’indagine della Fondazione Gimbe, che mette in luce le criticità del sistema sanitario regionale</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:26:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.statoquotidiano.it/17/03/2026/puglia-entro-il-2028-mancheranno-702-medici-di-famiglia/1295648/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Iscriviti al canale WhatsappBALLON D'ESSAICALEMBOURIscriviti al canale WhatsappFoggiaManfredoniaCronacaPoliticaSportEventiSan SeveroCerignolaHome // Attualità // Puglia: entro il 2028 mancheranno 702 medici di famigliaMedico di famiglia - Fonte Immagine: giornaleprevidenza.itLASCIA UN COMMENTOEntro il 2028, la Puglia rischia di registrare una significativa carenza di medici di Medicina generale: 702 medici andranno in pensione al raggiungimento dei 70 anni di età.A evidenziarlo è un’indagine della Fondazione Gimbe, che mette in luce le criticità del sistema sanitario regionale. Dall’1 gennaio 2025, in Puglia risultano mancanti 279 medici di famiglia, con una media di un medico ogni 1.331 assistiti, leggermente inferiore alla media nazionale di 1.383.Il report sottolinea inoltre che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, quasi il doppio rispetto alla media nazionale del 14,1%. Nonostante ciò, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27% in più rispetto ai posti disponibili, evidenziando un interesse crescente ma insufficiente a colmare il gap previsto nei prossimi anni.Lo riporta ansa.it.CommentoSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.?Stato Donna è l'inserto di Stato Quotidiano che parla al femminile. Con decine di storie e volti di donne che raccontano il mondo attuale."L'INFORMAZIONE LIBERA DELLA CAPITANATA ED OLTRE (DAL 2009)"Registrazione al tribunale di Foggia n°28 del 05.10.2009REDAZIONECODICE ETICOPRIVACY POLICYCONTATTIVuoi segnalare un problema nella tua città?AnonimoManfredoniaFoggiaSan SeveroLuceraCerignolaGarganoPrima PaginaPrimo PianoCronacaScienza e tecnologiaMedicinaEconomiaLavoroFocus e InchiesteIl FogliettoStorie e ProfiliStato SportAttualitàModaViaggiEventiCinemaSpettacoliSalute e BenessereStato DonnaPubblicitàSegnalazioniMeteoStato TVRedazioneScriveteciCompila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.LASCIA UN COMMENTO   
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	<item>
		<title><![CDATA[Puglia: entro il 2028 mancheranno 702 medici di famiglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929608236.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702929608236.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"statoquotidiano.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>A evidenziarlo è un’indagine della Fondazione Gimbe, che mette in luce le criticità del sistema sanitario regionale</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:26:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Iscriviti al canale WhatsappBALLON D'ESSAICALEMBOURIscriviti al canale WhatsappFoggiaManfredoniaCronacaPoliticaSportEventiSan SeveroCerignolaHome // Attualità // Puglia: entro il 2028 mancheranno 702 medici di famigliaMedico di famiglia - Fonte Immagine: giornaleprevidenza.itLASCIA UN COMMENTOEntro il 2028, la Puglia rischia di registrare una significativa carenza di medici di Medicina generale: 702 medici andranno in pensione al raggiungimento dei 70 anni di età.A evidenziarlo è un’indagine della Fondazione Gimbe, che mette in luce le criticità del sistema sanitario regionale. Dall’1 gennaio 2025, in Puglia risultano mancanti 279 medici di famiglia, con una media di un medico ogni 1.331 assistiti, leggermente inferiore alla media nazionale di 1.383.Il report sottolinea inoltre che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, quasi il doppio rispetto alla media nazionale del 14,1%. Nonostante ciò, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27% in più rispetto ai posti disponibili, evidenziando un interesse crescente ma insufficiente a colmare il gap previsto nei prossimi anni.Lo riporta ansa.it.CommentoSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.?Stato Donna è l'inserto di Stato Quotidiano che parla al femminile. Con decine di storie e volti di donne che raccontano il mondo attuale."L'INFORMAZIONE LIBERA DELLA CAPITANATA ED OLTRE (DAL 2009)"Registrazione al tribunale di Foggia n°28 del 05.10.2009REDAZIONECODICE ETICOPRIVACY POLICYCONTATTIVuoi segnalare un problema nella tua città?AnonimoManfredoniaFoggiaSan SeveroLuceraCerignolaGarganoPrima PaginaPrimo PianoCronacaScienza e tecnologiaMedicinaEconomiaLavoroFocus e InchiesteIl FogliettoStorie e ProfiliStato SportAttualitàModaViaggiEventiCinemaSpettacoliSalute e BenessereStato DonnaPubblicitàSegnalazioniMeteoStato TVRedazioneScriveteciCompila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.LASCIA UN COMMENTO   
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		<title><![CDATA[Gimbe, mancano oltre 5.700 medici di famiglia e carenze in 18 regioni  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210407988.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703210407988.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"sumailombardia.info" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:19:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://sumailombardia.info/sanita-nazionale/ansa/2026/03/17/gimbe-mancano-oltre-5-700-medici-di-famiglia-e-carenze-in-18-regioni/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Va peggio in Lombardia, Veneto e Campania. Ognuno assiste in media ben 1.383 pazientiSUMAI Lombardia  | Via Costanza Arconati, 9 - 20135 Milano   | Email segreteria:  lombardia@sumaiweb.it  | Telefono: +39 02 475450© 2024 SUMAI LombardiaItalianoOfferto da																																					OneTapPredefinito   
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia. In Campania ne mancano 643, e nel 2028 ne andranno in pensione 1.147 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703043109351.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703043109351.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"teleischia.com" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Medici di medicina generale, o medici di famiglia, la stato delle cose in Campania non è affatto positivo e nei prossimi anni sarà ancora peggio.…</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:28:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="85" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703043109351.PDF"><![CDATA[teleischia.com]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.teleischia.com/medici-di-famiglia-in-campania-ne-mancano-643-e-nel-2028-ne-andranno-in-pensione-1-147/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici di medicina generale, o medici di famiglia, la stato delle cose in Campania non è affatto positivo e nei prossimi anni sarà ancora peggio. Inoltre le isole di Ischia e Procida vivono di riflesso la situazione della regione con il problema aggiunto delle carenze del settore nell’ambito dei loro territori.  Per Gimbe in Campania al primo gennaio 2025 mancano 643 medici di medicina generale: i cittadini della regione, in tal senso, sono messi meglio solo di Lombardia (dove mancherebbero 1.540 medici) e Veneto (747). Inoltre la Campania la regione con il più alto numero di medici di medicina generale che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento (70 anni).Sono infatti 1.147, oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925). La Campania sconta dal 2019 al 202 una riduzione percentuale del numero di medici di famiglia del 12,3%, che però è sotto la media nazionale (pari al 14,1%). È quanto emerge da un’analisi prodotta dalla Fondazione Gimbe, che ha messo in risalto come, al primo gennaio 2025, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni più popolose.Allo stesso tempo però la Campania vanta la terza percentuale in Italia (153% rispetto al 273% della Calabria e al 221% del Lazio) per partecipanti al bando per i corsi di formazione specifica in medicina generale nel 2025 rispetto al numero di borse finanziate: “La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.Stando sempre ai dati forniti dalla fondazione, al primo gennaio 2025 il numero medio di cittadini campani assistiti dal singolo medico di medicina generale è pari a 1.425: la regione si colloca al sesto posto a livello nazionale dietro Lombardia (1.533), Veneto (1.526), provincia autonoma di Bolzano (1.525), Friuli Venezia Giulia (1.473) e Valle d’Aosta (1.432), ma sopra le media nazionale (pari a 1.383). Per Gimbe in Campania al primo gennaio 2025 mancano 643 medici di medicina generale: i cittadini della regione, in tal senso, sono messi meglio solo di Lombardia (dove mancherebbero 1.540 medici) e Veneto (747).P.IVA 03841480639C.F. e n.iscr. al Registro Imprese 03841480639REA: NA – 344854PEC: [email protected]SEDE: Ischia (NA) Via Casciaro 2/C 80070CAPITALE SOCIALE VERSATO 222.592,93MenùInfoSeguiciContatti@2023 Teleischia SRL. All Rights ReservedCredits: Buono Pubblicità   
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Indagine Gimbe, entro il 2028 via 702 medici di famiglia in Puglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703217308185.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703217308185.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"telenorba.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Secondo Gimbe la carenza di personale medico in Puglia è influenzata dall''età media alta di tanti medici, prossimi alla pensione nel 2028</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:15:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="0" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703217308185.PDF"><![CDATA[telenorba.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://telenorba.it/2026/03/17/indagine-gimbe-entro-il-2028-via-702-medici-di-famiglia-in-puglia/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’indagine di Gimbe parla chiaro: entro il 2028 ben 702 medici in Puglia lasceranno l’incarico perché ormai arrivati alla pensione.La carenza di personale medico è un problema reale: secondo la fondazione il numero medio di assistiti dal primo gennaio 2025 a oggi è di un medico per 1.331 assistiti mentre tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale che è pari 14,1%. Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27% in più rispetto ai posti disponibili.Telenorba SPAVia Pantaleo 20/a – C.a.p. 70014Conversano (BA) – ItalyTel:       080 4092111Fax:      080 4955412P.IVA:   00825610728Direttore responsabile: Domenico CastellanetaWeb Designer: Carmela Del Core2021 – All rights reservedConcessionaria PubblicitàMade with  by XdevelSeguci su:   
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		<tp:writer>marco.desario</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Crisi medici di famiglia, in Calabria ne mancano 43 • TEN TV ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944608542.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944608542.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"tenonline.tv" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:54:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="293" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944608542.PDF"><![CDATA[tenonline.tv]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.tenonline.tv/news/attualita/crisi-medici-di-famiglia-in-calabria-ne-mancano-43/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[La crisi dei medici di medicina generale al centro dell’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, che mostra quanto sia radicata in tutta Italia dove si riscontra una mancanza di 5700. Carenze in 18 regioni, per lo più quelle più densamente abitate. Sale la pressione sui medici di famiglia: 1.383 assistiti in media, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico. Entro il 2028 previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve.Entro il 2028, 420 Medici condotti raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. Il numero medio di assistiti per MMG (medici di medicina generale) al 1° gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.242 (media nazionale 1.383). Secondo la stima GIMBE, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 MMG ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 43 MMG. Tra il 2019 e il 2024 i Medici di famiglia in regione si sono ridotti del 20,2%. La media nazionale della riduzione è pari al 14,1%. Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: +109 candidati (+273%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).   
]]></tp:ocr>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, carenza medici di medicina generale in Campania. Rostan (Lega): “Più fondi per borse di studio post laurea” ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703042509349.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703042509349.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"terranostranews.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:27:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="4055" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703042509349.PDF"><![CDATA[terranostranews.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.terranostranews.it/2026/03/17/melito-9/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[“Di fronte alla carenza sempre più grave di medici di medicina generale chiederò che la Regione Campania investa le risorse necessarie a rafforzare numero ed entità delle borse di studio post laurea. Solo così potremo rendere più attrattiva questa specializzazione per i neo laureati, come accaduto nelle regioni che hanno lo stesso problema: il Veneto, ad esempio, ha investito 4,5 milioni di euro destinati a equiparare le borse di studio a quelle delle altre specializzazioni”. Lo ha dichiarato la consigliera regionale della Lega Michela Rostan, componente della commissione Sanità.“Secondo i dati della Fondazione Gimbe – prosegue Rostan – la Campania è la regione che vedrà il maggior numero di medici di famiglia andare in pensione entro il 2028. Parliamo di 1.147 unità che si aggiungeranno alla carenza già censita di 643 medici. Una situazione estremamente grave nei confronti della quale si deve agire subito, a partire dall’approvazione di questo bilancio, se vogliamo continuare a garantire il diritto alla salute dei cittadini campani”.“Abbiamo ereditato una situazione catastrofica dal punto di vista della programmazione di eventi che potevano e dovevano essere monitorati meglio – conclude la consigliera della Lega – e per questo rinnovo la richiesta al Presidente della Regione affinché lo sviluppo della medicina territoriale diventi una priorità dell’amministrazione”.&copy Copyright  redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNewsDIVENTA FAN DI TERRANOSTRA NEWS SU FACEBOOK    
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[In Italia mancano più di 5.700 medici di famiglia, entro 2028 previsti 8mila pensionamenti  Salute ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944108541.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944108541.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"tg24.sky.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Leggi su Sky TG24 l''articolo In Italia mancano più di 5.700 medici di base, entro il 2028 previsti 8mila pensionamenti</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:54:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="362810" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702944108541.PDF"><![CDATA[tg24.sky.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2026/03/17/carenza-medici-famiglia]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il ricambio generazionale non copre le carenze attuali e la professione perde attrattività, con forti disomogeneità regionali e ambulatori sempre più saturi. Gimbe chiede una riforma della medicina generale, ripensando ruolo, formazione e integrazione del medico di famiglia nella rete dei servizi territorialiIn Italia mancano più di 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose. Oggi ogni medico assiste in media quasi 1.400 pazienti, ma si arriva anche a 1.800, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 assistiti. La situazione è aggravata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dal calo dei giovani medici che scelgono questa professione, mentre oltre 8.000 dottori andranno in pensione entro il 2028. A evidenziarlo l'analisi della Fondazione Gimbe sulla carenza di medici di famiglia in Italia.Ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale ha diritto a un medico di medicina generale, primo punto di accesso ai servizi compresi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). I medici di famiglia non sono dipendenti del Servizio sanitario nazionale: operano in convenzione con le Asl e il loro lavoro è regolato dall'Accordo Collettivo Nazionale (ACN), dagli Accordi integrativi regionali e dagli Accordi attuativi aziendali definiti a livello di singola Asl. Secondo la Fondazione Gimbe, "la carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi", dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione. Il risultato è che sempre più cittadini non riescono a trovare un medico vicino a casa, con disagi e rischi per la salute soprattutto per anziani e pazienti fragili.Negli ultimi quarant'anni la demografia italiana è cambiata profondamente. Gli over 65 sono passati dal 12,9% del 1985 al 24,7% del 2025, mentre gli over 80 sono triplicati. Una tendenza confermata dalle previsioni Istat che indicano che nel 2035 gli over 65 saranno il 30% della popolazione. Sono aumentate inoltre, le malattie croniche: nel 2024 il 77,3% degli over 65 soffriva di almeno una patologia cronica, e oltre la metà conviveva con due o più malattie. "L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato - sottolinea Cartabellotta -. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medico di famiglia, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell'assistenza".L'Accordo collettivo nazionale stabilisce un massimo di 1.500 assistiti per medico, con possibilità di arrivare a 1.800 o oltre tramite deroghe locali. In alcune aree, come la Provincia autonoma di Bolzano, si può arrivare fino a 2.000. Ulteriori deroghe, inoltre, possono essere concesse anche in caso di indisponibilità di medici di medicina generale o per iscrizioni temporanee. Secondo Gimbe, il rapporto ottimale tra medici e popolazione è passato da un medico di famiglia ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200, come confermato dal nuovo Accordo Collettivo Nazionale. Un parametro utilizzato per individuare le "zone carenti", cioè le aree in cui il numero di medici di famiglia è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. "Questa modifica è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta - segnala il presidente della Fondazione Gimbe -. Aumentando il rapporto ottimale, infatti, cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come "zona carente" e possa quindi essere attivato un bando".Secondo le stime di Fimmg-Federazione italiana dei medici di medicina generale, entro il 2028, 8.180 medici di famiglia raggiungeranno l
'età pensionabile, Le borse di studio per la formazione in medicina generale, per anni insufficienti, sono cresciute fino al picco del 2021, ma sono poi tornate a diminuire: nel 2025 scendono a 2.228, con un calo del 15%. Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati più dei posti disponibili, ma in alcune Regioni - come Bolzano, Valle d'Aosta, Marche, Trento e Piemonte - è più marcata la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili. Un segnale del calo di attrattività della professione e delle difficoltà territoriali più acute.Le stime della Fondazione Gimbe elaborate sui dati di Sisac-Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati al 1° gennaio 2025, documentano una progressiva riduzione dei medici di famiglia in tutte le Regioni, ad eccezione della Provincia autonoma di Bolzano. Tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia sono diminuiti del 14,1%, passando da 42.009 a 36.812. Al 1° gennaio 2025 ogni medico ha in carico in media 1.383 assistiti, con forti differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia.Secondo Gimbe, per garantire prossimità e libera scelta il rapporto ottimale dovrebbe essere di 1 medico ogni 1.200 assistiti. Con questo parametro, la carenza stimata è di 5.716 medici, distribuiti in 18 Regioni. Le situazioni più critiche riguardano quasi tutte le grandi Regioni, mentre non si registrano carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.Anche ipotizzando che tutti i medici vadano in pensione a 70 anni e che tutte le borse vengano assegnate e completate, i nuovi ingressi non copriranno né i pensionamenti né le carenze attuali. Il gap stimato supera i 2.700 medici di famiglia. "Peraltro - dice Cartabellotta – da un lato sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo"."Alla crisi della medicina generale bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva - suggerisce il presidente della Fondazione Gimbe -. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche". Secondo il presidente della Fondazione la vera priorità oggi è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all'organizzazione del lavoro, fino all'integrazione con l'intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri.In occasione del congresso dell’Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma è stata ribadita...Lo studio diretto dall'IRCCS materno - infantile Burlo Garofolo ha identificato per la prima...Raffaella CesaroniRecentemente si è diffusa sui social una nuova tendenza salutista che consiglia di bere acqua...Dal latte di soia a quello di riso o di mandorla, sono tante le alternative da gustare a...Per il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2026 Sky Italia - Sky Italia Srl  Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi   
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	<item>
		<title><![CDATA[Quasi nessuno vuole più fare il medico di famiglia. Ne mancano 5.716, ognuno ha 1.383 pazienti in media ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703187207900.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"today.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I numeri preoccupanti contenuti nel report della Fondazione Gimbe: tra il 2019 e il 2024 l''Italia ha perso ben 5.197 medici di medicina generale. Carenze in 18 Regioni, in uno scenario che potrebbe peggiorare ulteriormente: entro il 2028 sono previsti olt</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:46:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Cercasi medici di famiglia. Disperatamente. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e i cittadini fanno sempre più fatica a trovare un dottore a cui affidarsi, con criticità maggiori soprattutto nelle zone a densità abitativa elevata. Tra il 2019 e il 2024, l'Italia ha perso ben 5.197 medici di medicina generale. Un calo che avviene mentre la popolazione invecchia: nel 2025 gli over 65 hanno raggiunto quasi i 14,6 milioni, con oltre la metà colpita da almeno due patologie croniche. Sebbene ogni cittadino abbia diritto a un medico di famiglia come accesso principale ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), questi professionisti non sono dipendenti pubblici. Operano invece in convenzione con l'Asl, regolati da accordi collettivi nazionali e regionali. In media ogni camice bianco deve assistere 1.383 pazienti, ben oltre il tetto dei 1.200, e in futuro le cose potrebbero peggiorare ancora. L'analisi GimbeA lanciare l'allarme è Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe: "La carenza dei medici di medicina generale un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili".Gimbe ha analizzato le dinamiche e le criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di medicina generale nel Sistema sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025: "Tuttavia - spiega Cartabellotta - è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di famiglia viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi integrativi regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra o sotto-stimare il reale fabbisogno di medici nelle singole realtà territoriali".La carenza di medici di famigliaCome spiegato nello studio Gimbe, i criteri per definire il numero massimo di assistiti per ogni medico di famiglia non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e delle proiezioni per i prossimi decenni. Negli ultimi quattro decenni, la struttura demografica nazionale ha subito una profonda trasformazione, caratterizzata dal raddoppio della coorte degli ultra sessantacinquenni (dal 12,9% nel 1985 al 24,7% nel 2025). Particolarmente rilevante risulta l’incremento della popolazione over 80, passata dall'1,4 ai 4,58 milioni di unità. Le proiezioni Istat indicano una progressione continua, stimando che gli over 65 rappresenteranno il 34,5% della popolazione totale entro il 2055. Tale scenario è aggravato dal carico epidemiologico: al 2024, il 77,3% della popolazione anziana risultava affetto da patologie croniche, con un 55,5% che presentava un quadro di multicronicità."L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche - commenta Cartabellotta - generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medici di medicina generale, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza".Il numero massimo di pazientiL'Accordo collettivo nazionale fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per ogni medico con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre, come nella Provincia autonoma di Bolzano, dove il tetto è di 2mila.Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza medico o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni ridu
cono il numero di assistiti per ogni medico: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate. Over 65 e over 80 sul totale della popolazione  (Fonte Gimbe)L'intesa sottoscritta nel 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un medico ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette "zone carenti", ovvero le aree in cui il numero di medici di famiglia è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. "Questa modifica - commenta Cartabellotta - è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come zona carente e possa quindi essere attivato un bando".I pensionamentiNumeri già al limite, che nei prossimi anni potrebbero subire anche gli effetti dei pensionamenti.  Secondo i dati forniti dalla Federazione italiana dei medici di medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania Medici di medicina generale che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni (Fonte Gimbe)Tra il 2014 e il 2017, l’Italia ha messo a disposizione solo circa 1.000 borse di studio l’anno per i medici di base, una cifra insufficiente a coprire i pensionamenti. La situazione è migliorata temporaneamente nel 2021, raggiungendo le 4.362 borse grazie ai fondi del Dl Calabria e del Pnrr. Tuttavia, dal 2022 è iniziato un nuovo calo: nel 2025 i posti sono scesi a 2.228, il 15% in meno rispetto all'anno precedente. Nonostante a livello nazionale i candidati (2.810) superino i posti disponibili, molte regioni faticano a coprire le borse: in Valle d’Aosta e a Bolzano le domande sono inferiori ai posti del 60%, mentre nelle Marche il deficit è del 49%. Numero di borse di studio finanziate per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (Fonte Giombe)Un problema in diverse aree, come confermato da Cartabellotta: "Questa spia rossa è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di medici di famiglia è già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni".Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale 2025:percentuale di partecipanti al bando su numero di borse finanziate (Fonte Gimbe)Gimbe ha cercato di stimare le carenze elaborando i dati della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac) al 1° gennaio 2025.Gap 2019-2024. I dati Sisac documentano una progressiva riduzione dei medici dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di medici in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%) .Riduzione percentuale del numero di medici di medicina generale: 2024 vs 2019Secondo i dati Sisac, al 1° gennaio 2025 i 36.812 medici di medicina generale avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della LombardiaNumero medio di assistiti per medici di medicina generale al 1° gennaio 2025 (Fonte Gimbe)"Il quadro reale - precisa Cartabellotta - è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. I
nfatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città".Mancano 5.700 mediciAl 1° gennaio 2025, l'Italia registra una carenza di 5.716 medici di medicina generale. Per calcolare questo dato, la Fondazione Gimbe ha utilizzato un parametro di riferimento di un medico ogni 1.200 assistiti, necessario per garantire vicinanza e libertà di scelta. Il deficit colpisce 18 tra Regioni e Province autonome, con i vuoti più pesanti nelle aree più popolose: la Lombardia è maglia nera (-1.540), seguita da Veneto, Campania ed Emilia-Romagna. Al contrario, il problema non sussiste in Basilicata, Molise e Sicilia.Stima del numero di medici di famiglia mancanti al 1° gennaio 2025 (Fonte Gimbe)Ci sarà poi il problema del ricambio generazionale nel 2028. Anche se tutti i medici andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 camici bianchi: "Peraltro - spiega Cartabellotta - trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo".Le soluzioni di Governo e RegioniNegli ultimi anni per rispondere alla carenza di medici di medicina generale, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di formazione in Medicina generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. "A questa crisi della medicina generale - aggiunge Cartabellotta - bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche".L’Accordo 2022-2024 rafforza l’integrazione dei medici convenzionati nelle case di comunità e nelle nuove strutture dell’assistenza territoriale previste dal Pnrr. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l’istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria. Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalità di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in particolare nelle case di comunità.  "Manca una visione di insieme"Una situazione che, senza visione di insieme continuerà a produrre soluzioni frammentate, come sottolineato da Cartabellotta: "Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è
 ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri". "Oggi - conclude Cartabellotta - i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di medici di famiglia, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al Ssn, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili".   
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		<title><![CDATA[Cercasi medici di famiglia, il report Gimbe: ne mancano 5.700, ognuno ha 1.383 pazienti in media ]]></title>
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		<tp:ocr><![CDATA[Giorgia canta 'La Cura Per Me' con una piccola fan. Il video dolcissimoI numeri preoccupanti contenuti nel report della Fondazione Gimbe: tra il 2019 e il 2024 l'Italia ha perso ben 5.197 medici di medicina generale. Carenze in 18 Regioni, in uno scenario che potrebbe peggiorare ulteriormente: entro il 2028 sono previsti oltre 8mila pensionamenti, mentre i nuovi camici bianchi sono in caloCercasi medici di famiglia. Disperatamente. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e i cittadini fanno sempre più fatica a trovare un dottore a cui affidarsi, con criticità maggiori soprattutto nelle zone a densità abitativa elevata. Tra il 2019 e il 2024, l'Italia ha perso ben 5.197 medici di medicina generale. Un calo che avviene mentre la popolazione invecchia: nel 2025 gli over 65 hanno raggiunto quasi i 14,6 milioni, con oltre la metà colpita da almeno due patologie croniche. Sebbene ogni cittadino abbia diritto a un medico di famiglia come accesso principale ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), questi professionisti non sono dipendenti pubblici. Operano invece in convenzione con l'Asl, regolati da accordi collettivi nazionali e regionali. In media ogni camice bianco deve assistere 1.383 pazienti, ben oltre il tetto dei 1.200, e in futuro le cose potrebbero peggiorare ancora. A lanciare l'allarme è Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe: "La carenza dei medici di medicina generale un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili".Gimbe ha analizzato le dinamiche e le criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di medicina generale nel Sistema sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025: "Tuttavia - spiega Cartabellotta - è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di famiglia viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi integrativi regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra o sotto-stimare il reale fabbisogno di medici nelle singole realtà territoriali".Come spiegato nello studio Gimbe, i criteri per definire il numero massimo di assistiti per ogni medico di famiglia non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e delle proiezioni per i prossimi decenni. Negli ultimi quattro decenni, la struttura demografica nazionale ha subito una profonda trasformazione, caratterizzata dal raddoppio della coorte degli ultra sessantacinquenni (dal 12,9% nel 1985 al 24,7% nel 2025). Particolarmente rilevante risulta l’incremento della popolazione over 80, passata dall'1,4 ai 4,58 milioni di unità. Le proiezioni Istat indicano una progressione continua, stimando che gli over 65 rappresenteranno il 34,5% della popolazione totale entro il 2055. Tale scenario è aggravato dal carico epidemiologico: al 2024, il 77,3% della popolazione anziana risultava affetto da patologie croniche, con un 55,5% che presentava un quadro di multicronicità."L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche - commenta Cartabellotta - generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medici di medicina generale, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza".L'Accordo collettivo nazionale fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per ogni m
edico con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre, come nella Provincia autonoma di Bolzano, dove il tetto è di 2mila.Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza medico o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per ogni medico: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate. L'intesa sottoscritta nel 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un medico ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette "zone carenti", ovvero le aree in cui il numero di medici di famiglia è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. "Questa modifica - commenta Cartabellotta - è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come zona carente e possa quindi essere attivato un bando".Numeri già al limite, che nei prossimi anni potrebbero subire anche gli effetti dei pensionamenti.  Secondo i dati forniti dalla Federazione italiana dei medici di medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania Tra il 2014 e il 2017, l’Italia ha messo a disposizione solo circa 1.000 borse di studio l’anno per i medici di base, una cifra insufficiente a coprire i pensionamenti. La situazione è migliorata temporaneamente nel 2021, raggiungendo le 4.362 borse grazie ai fondi del Dl Calabria e del Pnrr. Tuttavia, dal 2022 è iniziato un nuovo calo: nel 2025 i posti sono scesi a 2.228, il 15% in meno rispetto all'anno precedente. Nonostante a livello nazionale i candidati (2.810) superino i posti disponibili, molte regioni faticano a coprire le borse: in Valle d’Aosta e a Bolzano le domande sono inferiori ai posti del 60%, mentre nelle Marche il deficit è del 49%. Un problema in diverse aree, come confermato da Cartabellotta: "Questa spia rossa è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di medici di famiglia è già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni".Gimbe ha cercato di stimare le carenze elaborando i dati della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac) al 1° gennaio 2025.Gap 2019-2024. I dati Sisac documentano una progressiva riduzione dei medici dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di medici in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%) .Secondo i dati Sisac, al 1° gennaio 2025 i 36.812 medici di medicina generale avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia"Il quadro reale - precisa Cartabellotta - è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un MM
G disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città".Al 1° gennaio 2025, l'Italia registra una carenza di 5.716 medici di medicina generale. Per calcolare questo dato, la Fondazione Gimbe ha utilizzato un parametro di riferimento di un medico ogni 1.200 assistiti, necessario per garantire vicinanza e libertà di scelta. Il deficit colpisce 18 tra Regioni e Province autonome, con i vuoti più pesanti nelle aree più popolose: la Lombardia è maglia nera (-1.540), seguita da Veneto, Campania ed Emilia-Romagna. Al contrario, il problema non sussiste in Basilicata, Molise e Sicilia.Ci sarà poi il problema del ricambio generazionale nel 2028. Anche se tutti i medici andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 camici bianchi: "Peraltro - spiega Cartabellotta - trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo".Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di medici di medicina generale, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di formazione in Medicina generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. "A questa crisi della medicina generale - aggiunge Cartabellotta - bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche".L’Accordo 2022-2024 rafforza l’integrazione dei medici convenzionati nelle case di comunità e nelle nuove strutture dell’assistenza territoriale previste dal Pnrr. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l’istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria. Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalità di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in particolare nelle case di comunità.  Una situazione che, senza visione di insieme continuerà a produrre soluzioni frammentate, come sottolineato da Cartabellotta: "Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri". "Oggi - conclude Cartabellotta - i dati documentano che il problema si
 è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di medici di famiglia, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al Ssn, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili".© Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Quasi nessuno vuole più fare il medico di famiglia. Ne mancano 5.716, ognuno ha 1.383 pazienti in media ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703220508089.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"today.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>I numeri preoccupanti contenuti nel report della Fondazione Gimbe: tra il 2019 e il 2024 l''Italia ha perso ben 5.197 medici di medicina generale. Carenze in 18 Regioni, in uno scenario che potrebbe peggiorare ulteriormente: entro il 2028 sono previsti olt</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:53:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.today.it/attualita/carenza-medici-famiglia-report-gimbe.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Giorgia canta 'La Cura Per Me' con una piccola fan. Il video dolcissimoI numeri preoccupanti contenuti nel report della Fondazione Gimbe: tra il 2019 e il 2024 l'Italia ha perso ben 5.197 medici di medicina generale. Carenze in 18 Regioni, in uno scenario che potrebbe peggiorare ulteriormente: entro il 2028 sono previsti oltre 8mila pensionamenti, mentre i nuovi camici bianchi sono in caloCercasi medici di famiglia. Disperatamente. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e i cittadini fanno sempre più fatica a trovare un dottore a cui affidarsi, con criticità maggiori soprattutto nelle zone a densità abitativa elevata. Tra il 2019 e il 2024, l'Italia ha perso ben 5.197 medici di medicina generale. Un calo che avviene mentre la popolazione invecchia: nel 2025 gli over 65 hanno raggiunto quasi i 14,6 milioni, con oltre la metà colpita da almeno due patologie croniche. Sebbene ogni cittadino abbia diritto a un medico di famiglia come accesso principale ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), questi professionisti non sono dipendenti pubblici. Operano invece in convenzione con l'Asl, regolati da accordi collettivi nazionali e regionali. In media ogni camice bianco deve assistere 1.383 pazienti, ben oltre il tetto dei 1.200, e in futuro le cose potrebbero peggiorare ancora. A lanciare l'allarme è Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe: "La carenza dei medici di medicina generale un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili".Gimbe ha analizzato le dinamiche e le criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di medicina generale nel Sistema sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenza nelle Regioni italiane al 1° gennaio 2025: "Tuttavia - spiega Cartabellotta - è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale di medici di famiglia viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi integrativi regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra o sotto-stimare il reale fabbisogno di medici nelle singole realtà territoriali".Come spiegato nello studio Gimbe, i criteri per definire il numero massimo di assistiti per ogni medico di famiglia non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e delle proiezioni per i prossimi decenni. Negli ultimi quattro decenni, la struttura demografica nazionale ha subito una profonda trasformazione, caratterizzata dal raddoppio della coorte degli ultra sessantacinquenni (dal 12,9% nel 1985 al 24,7% nel 2025). Particolarmente rilevante risulta l’incremento della popolazione over 80, passata dall'1,4 ai 4,58 milioni di unità. Le proiezioni Istat indicano una progressione continua, stimando che gli over 65 rappresenteranno il 34,5% della popolazione totale entro il 2055. Tale scenario è aggravato dal carico epidemiologico: al 2024, il 77,3% della popolazione anziana risultava affetto da patologie croniche, con un 55,5% che presentava un quadro di multicronicità."L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche - commenta Cartabellotta - generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medici di medicina generale, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza".L'Accordo collettivo nazionale fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per ogni m
edico con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre, come nella Provincia autonoma di Bolzano, dove il tetto è di 2mila.Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza medico o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per ogni medico: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuità assistenziale), il periodo di avvio dell’attività professionale, l’esercizio della professione in zone disagiate. L'intesa sottoscritta nel 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un medico ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette "zone carenti", ovvero le aree in cui il numero di medici di famiglia è insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. "Questa modifica - commenta Cartabellotta - è di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come zona carente e possa quindi essere attivato un bando".Numeri già al limite, che nei prossimi anni potrebbero subire anche gli effetti dei pensionamenti.  Secondo i dati forniti dalla Federazione italiana dei medici di medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania Tra il 2014 e il 2017, l’Italia ha messo a disposizione solo circa 1.000 borse di studio l’anno per i medici di base, una cifra insufficiente a coprire i pensionamenti. La situazione è migliorata temporaneamente nel 2021, raggiungendo le 4.362 borse grazie ai fondi del Dl Calabria e del Pnrr. Tuttavia, dal 2022 è iniziato un nuovo calo: nel 2025 i posti sono scesi a 2.228, il 15% in meno rispetto all'anno precedente. Nonostante a livello nazionale i candidati (2.810) superino i posti disponibili, molte regioni faticano a coprire le borse: in Valle d’Aosta e a Bolzano le domande sono inferiori ai posti del 60%, mentre nelle Marche il deficit è del 49%. Un problema in diverse aree, come confermato da Cartabellotta: "Questa spia rossa è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di medici di famiglia è già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni".Gimbe ha cercato di stimare le carenze elaborando i dati della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac) al 1° gennaio 2025.Gap 2019-2024. I dati Sisac documentano una progressiva riduzione dei medici dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di medici in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%) .Secondo i dati Sisac, al 1° gennaio 2025 i 36.812 medici di medicina generale avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia"Il quadro reale - precisa Cartabellotta - è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un MM
G disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città".Al 1° gennaio 2025, l'Italia registra una carenza di 5.716 medici di medicina generale. Per calcolare questo dato, la Fondazione Gimbe ha utilizzato un parametro di riferimento di un medico ogni 1.200 assistiti, necessario per garantire vicinanza e libertà di scelta. Il deficit colpisce 18 tra Regioni e Province autonome, con i vuoti più pesanti nelle aree più popolose: la Lombardia è maglia nera (-1.540), seguita da Veneto, Campania ed Emilia-Romagna. Al contrario, il problema non sussiste in Basilicata, Molise e Sicilia.Ci sarà poi il problema del ricambio generazionale nel 2028. Anche se tutti i medici andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 camici bianchi: "Peraltro - spiega Cartabellotta - trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo".Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di medici di medicina generale, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di formazione in Medicina generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. "A questa crisi della medicina generale - aggiunge Cartabellotta - bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si è sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche".L’Accordo 2022-2024 rafforza l’integrazione dei medici convenzionati nelle case di comunità e nelle nuove strutture dell’assistenza territoriale previste dal Pnrr. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l’istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria. Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalità di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in particolare nelle case di comunità.  Una situazione che, senza visione di insieme continuerà a produrre soluzioni frammentate, come sottolineato da Cartabellotta: "Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri". "Oggi - conclude Cartabellotta - i dati documentano che il problema si
 è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di medici di famiglia, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al Ssn, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili".© Riproduzione riservata   
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		<title><![CDATA[Asl TO3, arriva l’Infermiere/a di Processo: stop alle lunghe attese in Pronto Soccorso  ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703061709669.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"torinocronaca.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Una figura innovativa per coordinare i flussi dei pazienti e ridurre i tempi di attesa</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:21:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://torinocronaca.it/news/provincia/614399/asl-to3-arriva-linfermiere-a-di-processo-stop-alle-lunghe-attese-in-pronto-soccorso.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[L’ASL TO3 introduce una nuova strategia per affrontare il sovraffollamento e le lunghe attese nei Pronto Soccorso: la figura dell’Infermiere/a di Processo, professionista qualificato e specializzato nel coordinamento dei percorsi dei pazienti.Il problema del sovraffollamento nei PS è noto e riguarda diverse fasi del percorso del paziente: dal triage all’inizio del trattamento, dalle attese per esami di laboratorio o radiologia alle consulenze specialistiche, fino alla rivalutazione finale e, in caso di ricovero, alla disponibilità del posto letto in reparto, il cosiddetto boarding. Powered by     L’Infermiere/a di Processo interviene proprio per monitorare e ottimizzare ciascuna fase del percorso, trasformando i tempi di attesa in momenti utili e garantendo un miglior orientamento, gestione delle criticità e interventi tempestivi per evitare rallentamenti.   Torino, allarme medici di famiglia: ne mancano 600 (e nessuno vuole farlo)     La crisi del sistema sanitario parte dal basso. Il numeri della Fondazione Gimbe e dei sindacati“Abbiamo avviato il progetto in forma sperimentale nei due DEA di I livello di Pinerolo e Rivoli, monitorandone l’impatto”, spiega Marina Civita, Direttrice del Pronto Soccorso di Pinerolo. “I primi risultati evidenziano un impatto positivo, migliorando l’organizzazione e i tempi di cura.”Anche il Direttore Generale ASL TO3, Giovanni La Valle, sottolinea che questa figura rappresenta un intervento concreto contro il sovraffollamento, ottimizzando tempi e risorse e aumentando la sicurezza e la soddisfazione dei pazienti.Da febbraio, l’iniziativa è in sperimentazione anche presso il DEA di Rivoli, mentre a Pinerolo l’Infermiere/a di Processo è ormai una presenza consolidata.   
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		<tp:writer>Teresa Carlucci</tp:writer>
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		<title><![CDATA[In Piemonte mancano 463 medici di base: i dati della Fondazione Gimbe ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703041209368.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703041209368.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"torinofree.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>In Piemonte mancano 463 medici di famiglia: il report Fondazione Gimbe segnala la presenza di pensionamenti senza ricambio.</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:37:00 +0100</pubDate>
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		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="582" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703041209368.PDF"><![CDATA[torinofree.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.torinofree.it/news/in-piemonte-mancano-463-medici-di-base-i-dati-della-fondazione-gimbe.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Piemonte mancano 463 medici di famiglia: il report Fondazione Gimbe segnala la presenza di pensionamenti senza ricambio.--PARTIAL--   
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		<tp:writer>Isan Hydi</tp:writer>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Fondazione Gimbe: Piemonte con meno dottori della media nazionale, mancano 433 medici di famiglia ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703041309369.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703041309369.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"torinotoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''analisi sulla medicina generale evidenza le mancanze regionali, denunciate pure dal sindacato Fimmg</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:37:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.torinotoday.it/benessere/salute/sanita-piemonte-mancano-433-medici-famiglia-gimbe-fimmg.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Dall'ultima analisi della Fondazione Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze), presieduta da Nino Cartabellotta, 433 medici di medicina generale piemontesi, entro il 2028, raggiungeranno l'età per andare in pensione. Questo dato mette in allerta il Piemonte che, al primo gennaio 2025, riferimento dello studio Gimbe, ha un numero medio di assistiti per medico di famiglia pari a 1.407. La media nazionale è 1.383 per ogni dottore ma Gimbe ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. Il quadro è fosco: numero di medici sotto la media nazionale e prossima mancanza di 463 dottori di famiglia.Il sindacato vuol di piùSecondo i calcoli fatti dai sindacati del settore ne mancano addirittura di più, ovvero 600: l'ha denunciato Roberto Venesia, medico di base e segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), il quale ha sottolineato come l'urgenza ne richiederebbe immediatamente 300 ma che all'oggi quelli disponibili non sarebbero più della metà, cioè 150. I numeri che emergono rispetto alla professione sanitaria, centrale per ogni cittadino e famiglia, sono preoccupanti perché tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina in Piemonte si sono ridotti del 10.6%, benché a livello nazionale la curva sia andata ancora peggio: riduzione del 14.1%.Il problema di base“La carenza dei medici di medicina generale - ha dichiarato il presidente Cartabellotta - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose.Male ma non malissimoIl Piemonte si colloca al quinto posto in questa malaugurata classifica. Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di famiglia nel Servizio sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenze in 18 Regioni. Mancano perciò 463 medici: un numero che, benché sia lontano dell'ancor più preoccupante 1.540 della Lombardia, non lascia senza pensieri. “È possibile solo stimare la media regionale delle carenze perché il fabbisogno reale di medici di base viene definito dalle singole Aziende sanitarie locali nei rispettivi ambiti territoriali” ha concluso Cartabellotta, dando quindi ulteriore credito e valore agli allarmanti numeri raccolti sul territorio dai medici di famiglia che fanno parte del sindacato Fimmg.Iscriviti al canale di TorinoToday su WhatsApp e su Facebook.   
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Fondazione Gimbe: Piemonte con meno dottori della media nazionale, mancano 433 medici di base ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703044809388.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703044809388.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"torinotoday.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L''analisi sulla medicina generale evidenza le mancanze regionali, denunciate pure dal sindacato Fimmg</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:44:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.torinotoday.it/benessere/salute/sanita-piemonte-mancano-433-medici-famiglia-gimbe-fimmg.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Dall'ultima analisi della Fondazione Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze), presieduta da Nino Cartabellotta, 433 medici di medicina generale piemontesi, entro il 2028, raggiungeranno l'età per andare in pensione. Questo dato mette in allerta il Piemonte che, al primo gennaio 2025, riferimento dello studio Gimbe, ha un numero medio di assistiti per medico di famiglia pari a 1.407. La media nazionale è 1.383 per ogni dottore ma Gimbe ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. Il quadro è fosco: numero di medici sotto la media nazionale e prossima mancanza di 463 dottori di famiglia.Il sindacato vuol di piùSecondo i calcoli fatti dai sindacati del settore ne mancano addirittura di più, ovvero 600: l'ha denunciato Roberto Venesia, medico di base e segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), il quale ha sottolineato come l'urgenza ne richiederebbe immediatamente 300 ma che all'oggi quelli disponibili non sarebbero più della metà, cioè 150. I numeri che emergono rispetto alla professione sanitaria, centrale per ogni cittadino e famiglia, sono preoccupanti perché tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina in Piemonte si sono ridotti del 10.6%, benché a livello nazionale la curva sia andata ancora peggio: riduzione del 14.1%.Il problema di base“La carenza dei medici di medicina generale - ha dichiarato il presidente Cartabellotta - è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose.Male ma non malissimoIl Piemonte si colloca al quinto posto in questa malaugurata classifica. Gimbe ha analizzato dinamiche e criticità normative che regolano l’inserimento dei medici di famiglia nel Servizio sanitario nazionale, stimando l’entità della loro carenze in 18 Regioni. Mancano perciò 463 medici: un numero che, benché sia lontano dell'ancor più preoccupante 1.540 della Lombardia, non lascia senza pensieri. “È possibile solo stimare la media regionale delle carenze perché il fabbisogno reale di medici di base viene definito dalle singole Aziende sanitarie locali nei rispettivi ambiti territoriali” ha concluso Cartabellotta, dando quindi ulteriore credito e valore agli allarmanti numeri raccolti sul territorio dai medici di famiglia che fanno parte del sindacato Fimmg.Iscriviti al canale di TorinoToday su WhatsApp e su Facebook.   
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		<title><![CDATA[Anche i medici di famiglia invecchiano: 8mila in pensione entro due anni, 500 in regione VIDEO ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702947908575.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"trcmodena.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:12:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<tp:url><![CDATA[https://trcmodena.it/anche-i-medici-di-famiglia-invecchiano-8mila-pensione]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[BOLOGNA – La crisi dei medici di famiglia peggiora, secondo la fondazione GIMBE; e l’Emilia-Romagna resiste, meglio di altre grandi regioni, ma soffre. I dati descrivono il rapido e inesorabile invecchiamento non solo della popolazione italiana, ma anche di quella della medicina generale: 8.200 andranno in pensione entro il 2028, 490 nella nostra regione, e il tasso di ricambio è ancora insufficiente. Si registra infatti una generale diserzione delle borse di specialità per l’accesso a medicina generale in quasi metà delle regioni italiane: come detto l’Emilia-Romagna resiste, avendo raccolto una settantina di candidati in più – almeno sulla carta – rispetto alla disponibilità. Ma la stessa disponibilità delle borse precipita e questo grafico della fondazione GIMBE è, metaforicamente, un pugno nello stomaco: all’indomani dell’emergenza COVID le borse erano state sostanzialmente raddoppiate, da 2 a oltre 4mila, dietro la convinzione che quella per la sanità pubblica sarebbe stata la grande battaglia di questi anni; intento totalmente disatteso negli anni successivi a causa di tagli, deviazioni di risorse verso altri capitoli di spesa e, purtroppo, anche l’appeal calante di una figura professionale fondamentale. Che oggi assiste in media 1.383 cittadini, in Emilia-Romagna 1.420, addirittura 1.533 in Lombardia che è di gran lunga la regione più in crisi sul fronte dei medici di base, 1.500 e più quelli mancanti, mentre la carenza in Veneto è di 747 unità e in Emilia-Romagna di 500. Secondo il direttore del GIMBE, Nino Cartabellotta, la crisi dei medici di base è dovuta oggi alla strategia mancante di ieri. Serve, spiega, “una visione d’insieme” verso il ricambio generazionale dei medici di famiglia – senza dimenticare i pediatri – “dalla formazione all’organizzazione del lavoro, fino all’integrazione con l’intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri”.TRMedia S.r.l.Società a socio unicoSocietà sottoposta ad attività di direzione e coordinamento da parte di Coop Alleanza 3.0 Soc. Coop. Sede legale: via Ragazzi del ’99 nr. 51 42124 Reggio Emilia (RE)P.Iva 00651840365Capitale sociale € 1.040.000 i.v.Home    i Programmi    Diretta Streaming    Guida TV    Chi Siamo    Contatti    Gerenza    WhistleblowingRiproduzione Riservata – Copyright © 2024   
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		<title><![CDATA[In Umbria mancano 12 medici di medicina generale: fra 2 anni 116 andranno in pensione  ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702902909025.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702902909025.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"umbriadomani.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:37:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
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		<source Readership="286" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702902909025.PDF"><![CDATA[umbriadomani.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.umbriadomani.it/perugia/in-umbria-mancano-12-medici-di-medicina-generale-fra-2-anni-116-andranno-in-pensione-341803/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[E’ considerata una carenza ridotta quella di medici di medicina generale in Umbria secondo un’analisi nazionale condotta dalla Fondazione Gimbe. In base alla quale ne mancano 12 al primo gennaio 2025 tenendo in considerazione il “rapporto ottimale” pari a uno ogni 1200 assistiti. Il numero medio di assistiti al primo gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.223, più basso della media nazionale, 1.383. Gimbe ha analizzato le “dinamiche e criticità” nelle norme che regolano l’inserimento dei medici di medicina generale nel servizio sanitario nazionale e sull’entità della carenza nelle regioni italiane. La fondazione ha quindi rilevato che in Umbria entro il 2028 ben 116 medici raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale nella nostra regione si sono ridotti del 17,6%, più del dato medio dell’Italia, 14,1%. Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili: +11 candidati (+32%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).   
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	<item>
		<title><![CDATA[La Sardegna ha perso il 40% dei medici di base in 5 anni. E altri 231 stanno per andare in pensione - L'Unione Sarda.it ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703038109465.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703038109465.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"unionesarda.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La Sardegna ha perso il 40% dei medici di base in 5 anni. E altri 231 stanno per andare in pensione. Cronaca Sardegna - L''Unione Sarda.it</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:20:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="293036" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703038109465.PDF"><![CDATA[unionesarda.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.unionesarda.it/news-sardegna/la-sardegna-ha-perso-il-40-dei-medici-di-base-in-5-anni-e-altri-231-stanno-per-andare-in-pensione-fiw0wsr0]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Sardegna entro il 2028 saranno 231 i medici di medicina generale che raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. Inoltre, tra il 2019 e il 2024 i medici di base nell’Isola si sono ridotti del 40,3% rispetto alla media nazionale pari al 14,1%. Questa l’impietosa fotografia sulla sanità regionale scattata nell’ultimo report della Fondazione Gimbe. Ma non sono le uniche criticità segnalate nei dati. In Sardegna infatti spicca – in negativo – anche il numero medio di assistiti per singolo medico, pari a 1.384 contro una media nazionale di 1.383 (e in teoria il limite dovrebbe essere 1.200). Non solo: nell'Isola mancherebbero 143 medici di medicina generale. Una situazione, viene segnalato, che non è destinata a migliorare nel breve periodo, visto che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -3 candidati (-5%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).  (Unioneonline)© Riproduzione riservata   
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	<item>
		<title><![CDATA[Medici di famiglia, una crisi silenziosa: carenze anche in Valle d’Aosta - Valledaostaglocal.it ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703065309705.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703065309705.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"valledaostaglocal.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>L’analisi della Fondazione GIMBE fotografa una sanità territoriale in difficoltà: in Italia mancano oltre 5.700 medici di base. In Valle d’Aosta la situazione è meno grave ma in peggioramento, tra pensionamenti imminenti e scarsa attrattività della professione</p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 22:00:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="521" Sales="0" Printing="0" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703065309705.PDF"><![CDATA[valledaostaglocal.it]]></source>
		<tp:url><![CDATA[https://www.valledaostaglocal.it/2026/03/17/leggi-notizia/argomenti/cronaca-4/articolo/medici-di-famiglia-una-crisi-silenziosa-carenze-anche-in-valle-daosta.html]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[La crisi dei medici di famiglia non è più un’ombra lontana, ma una realtà sempre più concreta che attraversa l’intero Paese e tocca, seppur con numeri più contenuti, anche la Valle d’Aosta. L’analisi della Fondazione GIMBE mette in fila dati e tendenze che raccontano un sistema sotto pressione, stretto tra invecchiamento della popolazione, carenza di ricambio generazionale e difficoltà strutturali mai davvero affrontate.A livello nazionale, il quadro è netto: «in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale», con carenze diffuse in 18 Regioni. Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici è diminuito di oltre 5.000 unità (-14,1%), mentre cresce la domanda di assistenza, trainata da una popolazione sempre più anziana e fragile. Oggi ogni medico di famiglia ha in media 1.383 assistiti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200.«La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata», sottolineando come negli anni non sia stato garantito un adeguato ricambio rispetto ai pensionamenti.In questo scenario, la Valle d’Aosta presenta numeri più piccoli ma dinamiche simili. Al 1° gennaio 2025 il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.432, superiore alla media nazionale. Un dato che fotografa già oggi una pressione significativa sul territorio, soprattutto se si considera la particolare conformazione geografica e la dispersione della popolazione.Secondo le stime GIMBE, in regione mancano attualmente 15 medici di medicina generale. Un deficit che, pur lontano dalle cifre delle grandi regioni, rischia di pesare in modo ancora più marcato in un contesto montano, dove la prossimità dei servizi rappresenta un elemento essenziale.Il problema è destinato ad accentuarsi nel breve periodo. Entro il 2028, infatti, 10 medici di famiglia valdostani raggiungeranno l’età pensionabile. E se a livello nazionale si prevedono oltre 8.000 uscite, il nodo del ricambio resta irrisolto anche a livello locale.«Le nuove leve non riusciranno a coprire i pensionamenti attesi», avverte Cartabellotta, evidenziando come il sistema formativo non sia ancora in grado di rispondere alla domanda.A complicare ulteriormente il quadro è la scarsa attrattività della professione. In Valle d’Aosta, nel 2025, i candidati al corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili, con un dato particolarmente critico: -60% rispetto alle borse finanziate. Un segnale chiaro di disaffezione, che si inserisce in una tendenza più ampia.«Questa spia rossa è accesa da anni – osserva il presidente della Fondazione GIMBE – e segnala criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza rischia di aggravarsi ulteriormente».Nel frattempo, il numero complessivo dei medici di famiglia in Valle d’Aosta è già diminuito del 9,3% tra il 2019 e il 2024, un calo inferiore alla media nazionale ma comunque significativo.Dietro ai numeri, emerge un problema strutturale che riguarda l’organizzazione stessa della medicina territoriale. Il modello attuale, basato su convenzioni e su un massimale di assistiti ormai datato, fatica a reggere l’impatto di una popolazione sempre più anziana e con bisogni complessi.«Senza una visione d’insieme – avverte Cartabellotta – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate», mentre il rischio è quello di perdere progressivamente il presidio più vicino ai cittadini.E proprio sul territorio, la percezione della crisi è già evidente: cresce il numero di persone che faticano a trovare un medico di famiglia, anche in contesti che fino a pochi anni fa non presentavano criticità. Una difficoltà che, nelle aree montane come la Valle d’Aosta, può tradursi rapidamente in isolamento sanitario.La fotografia scattata dalla Fondazione GIMBE, in definitiva, restituisce un sistema in equilibrio precario. E mentre il dibattit
o politico si concentra ancora su modelli organizzativi e ipotesi di riforma, la realtà quotidiana racconta di un servizio essenziale sempre più sotto pressione. «Oggi il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione», conclude Cartabellotta.Una sintesi che vale per l’Italia intera, ma che in Valle d’Aosta assume contorni ancora più delicati, dove anche pochi numeri possono fare la differenza.pi.mi.   
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		<guid isPermaLink="true">http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703065309705.PDF</guid>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Forum Welfare 2026 della città di Milano - Vita.it ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702936708431.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031702936708431.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"vita.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:31:00 +0100</pubDate>
		<argument order=""><![CDATA[]]></argument>
		<category domain=""><![CDATA[GIMBE]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.vita.it/agenda/forum-welfare-2026-della-citta-di-milano/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA["Verso il Piano per l’economia sociale di Milano: per una città più giusta". Questo il titolo dell'incontro che chiude la tre giorni in cui si racconta la scelta della città di investire sull’amministrazione condivisa per costruire un welfare territoriale di comunità e di prossimitàIn un contesto segnato dalla crescita delle disuguaglianze e dalla diversificazione dei bisogni sociali, l’alleanza con “tutta la Milano possibile” è condizione essenziale per leggere la domanda sociale e costruire risposte integrate, per garantire accesso alle opportunità e ai diritti. A questi temi è dedicato il Forum Welfare 2026 della città di Milano, che assume come asse centrale la regia della complessità. Il Forum – tre giorni a partire da mercoledì 25 marzo a Base Milano – si arricchisce di una nuova formula realizzata in collaborazione con i nove Municipi, nei luoghi in cui le politiche pubbliche incontrano concretamente la città reale nei giorni 30 e 31 marzo e 1, 8 e 9 aprile.ProgrammaMercoledì 25 marzoOre 10 – Apertura del ForumLe alleanze necessarie per rispondere ai bisogni sociali e ridurre le disuguaglianze, con il Sindaco del Comune di Milano Giuseppe Sala e l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé.Ore 11 – I valori che guidano il welfare milanese Lamberto Bertolé dialoga con:Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe;Marta Cartabia, Università Bocconi, Presidente emerita della Corte Costituzionale;Filippo Grandi, già alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati;Susanna Mantovani, garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Milano;Luigi Pagano, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano;Alice Redaelli, presidente CIG Arcigay Milano;Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano;Erica Tossani, condirettrice di Caritas Ambrosiana.Conduce Giampiero Rossi, Corriere della Sera.Ore 14:30 – Contrastare le solitudini e costruire legami nella città complessaIntroduce: Francesco Berlingieri, analista socioeconomico, Commissione Europea, Centro Comune di Ricerca.Ne discutono:Federica Alberti, Direttrice Wellness Foundation;Carlo Asta, Better Together;  Anna Bini, presidente APS Sempreverdi, Casa di Quartiere Valdibondo;Paolo Larghi, cooperativa sociale La Strada;Mariella Luciani, Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano;Franca Maino, direttrice scientifica Percorsi di Secondo Welfare e Università degli Studi di Milano;Sara Mariazzi, presidente cooperativa sociale Equa;Gaia Romani, assessora al Decentramento, Quartieri e Partecipazione, Servizi civici e generali del Comune di Milano.Ore 16:30 – Fare bene welfare: analizzare i dati, valutare gli impattiA cosa servono gli osservatori? Perché insistere tanto sulle azioni di sistema? Perché il monitoraggio non può e non deve essere un adempimento? Perché oggi più che mai la valutazione degli impatti è cruciale nei sistemi di welfare? Il panel è dedicato a ragionare su queste domande con: Miriam Pasqui, Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano;Marco Santambrogio, presidente Fondazione Welfare Intelligence;Paolo Venturi, Università di Bologna, Centro Studi sull’Economia Social.Giovedì 26 marzoOre 9:15 – Disabilità e progetto di vita: diritti, integrazione e personalizzazione  Con:Giuseppe Arconzo, delegato del Sindaco per le politiche sull’accessibilità del Comune di Milano; Serafino Corti, Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’OND e Direttore del Dipartimento delle Disabilità di Fondazione  Sospiro; Mariella Meli, presidente della Consulta per la disabilità del Comune di Milano;  Massimo Molgora – Responsabile dell’Area Servizi alle persone, Comune di Brescia; Paolo Petracca, presidente della Commissione consigliare Welfare e Salut
e del Comune di Milano; Tatiana De Nisco, Comune di Milano; Nicola Querci, Dirigente vicario Filiale Metropolitana INPS Milano; Marco Rasconi, LEDHA co-progettazione Centri di Vita; Federica Rolli, Direttrice sociosanitaria ATS Milano.  Conduce: Alessandra Corica, La Repubblica  Ore 11:15 – Crescere a Milano: ridurre le disuguaglianze, dare accesso alle opportunità  Con:Dario Anzani, Comunità del Giambellino; Cristiana Benetti, Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano; Benedetta Castelli, Ceasoltreilpregiudizio cooperativa sociale e e Giuseppe Vaciago, Fondazione Marazzina per il progetto Radici e Futuroprogetto Radici e Futuro; Emanuela Losito, Direzione Welfare del Comune di Milano, WeMi Scuola; Paola Ortolan, presidente del Tribunale per i minorenni di Milano; Giulia Tosoni, Direzione Lavoro, Giovani e Sport del Comune di Milano; Anna Scavuzzo, vice Sindaco, assessora all’educazione e alla rigenerazione urbana del Comune di Milano.Conduce: Massimo Conte, Codici.Ore 14 – Il valore dell’immigrazione: governare la complessità per promuovere diritti e sicurezza sociale  L’incontro fa parte del percorso programmatorio del sistema cittadino di accoglienza e integrazione promosso dal Comune di Milano in collaborazione con il Terzo settore. Con:Laura Agalbato, tutrice volontaria; Maurizio Ambrosini, Università degli Studi di Milano; Enrico Brambilla, segretario generale APA Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza; Luca Misculin, giornalista Il Post; Barbara Siclari, Direzione generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Angelo Stanghellini, Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano; Nicoletta Stefanelli, progetto Fr-Agile! Ore 16  – Nuove opportunità abitative per le persone vulnerabili  Con:Monica Barbarotto, Fondazione Progetto Arca;Lamberto Bertolé, assessore al Welfare del Comune di Milano,Federico Bottelli, presidente Commissione Casa e Piano Quartieri;Fabio Bottero, assessore alla Casa del Comune di Milano;Matteo Busnelli, Dipartimento Housing di Legacoop Lombardia;Francesca Cognetti, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano;Sara Travaglini, Dar=Casa Venerdì 27 marzoOre 9:15 – Dalla salute mentale all’integrazione sociosanitaria: ricomporre i bisogni complessiIntroduce: Massimo Recalcati, Jonas Italia, Unimi, Iulm di Milano;Ne discutono: Stefano Benzoni, direttore scientifico del progetto TCOM -Italia in collaborazione con il la UONPIA, Policlinico di Milano;  Patrizia Ceroni, coordinatrice del programma regionale dell’Emilia Romagna Inclusione Sociale e Budget di Salute; Valentina Di Mattei, Presidentessa Ordine degli psicologi della Lombardia; Raffaella Ferrari, Direttore SC Salute Mentale e Dipendenze ATS Milano; Dalia Gazzarri, Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano;  Marco Papa, Area Salute e Servizi di Comunità Comune di Milano; Simona Silvestro, Coordinamento Salute mentale Milano.  Conduce: Francesco Caroli, Coordinatore Rete Città Sane OMS Ore 11 – Lavoro sociale e welfare locale nei nuovi scenari di politica economica e innovazione digitale  Introduce: Tommaso Vitale, professore associato di Sociologia e direttore del master Governing the Large Metropolis presso l’Ecole Urbaine de Sciences Po di Parigi.Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, ne discute con:Giovanni Azzone, presidente della Fondazione Cariplo; Silvia Cappellini, direttrice generale di Unicredit Fundation; Roberta Cocco, esperta di trasformazione digitale, docente universitaria, board member. Stefano Granata, pres
idente Confcooperative FedersolidarietàIl panel conclusivoOre 14:30 – Verso il Piano per l’economia sociale di Milano: per una città più giustaMilano si avvia a dotarsi del Piano attuativo per l’economia sociale, forte anche delle esperienze di Bologna e Torino, per promuovere uno sviluppo urbano fondato sui principi della cooperazione, del mutualismo, dell’imprenditoria sociale e civile e sostenere politiche pubbliche capaci di ridurre le disuguaglianze e favorire l’inclusione economica e sociale.Lamberto Bertolé ne discute con:Giovanni Abimelech, segretario generale Cisl Milano Metropoli;Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico e politiche del Lavoro;Valerio Pedroni, presidente Commissione speciale per l’economia civile e lo sviluppo del terzo settore del Comune di Milano;Rossella Sacco, portavoce Forum del Terzo Settore di Milano;Luca Stanzione, segretario generale Camera del Lavoro Metropolitana di Milano;Patrizia Toia, già cochair dell’intergruppo Economia sociale del Parlamento europeo;Enrico Vizza, segretario generale UIL Milano e Lombardia.Conduce: Stefano Arduini, VITA                                                                Indirizzo e indicazioni stradali   
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		<title><![CDATA[Gimbe mancano oltre 5.700 medici di famiglia | gravi carenze in Campania ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/17/2026031703203108007.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"zazoom.it" </b>  del 17 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:22:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://www.zazoom.it/2026-03-17/gimbe-mancano-oltre-5-700-medici-di-famiglia-gravi-carenze-in-campania/18848858/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[In Italia, ci sono attualmente 5.716 medici di famiglia in meno rispetto al numero necessario, distribuiti in 18 regioni. La carenza è più evidente nelle regioni più popolose, con alcune che affrontano situazioni particolarmente difficili. Tra queste, la Campania registra una delle mancanze più significative, con oltre 5.700 medici di famiglia mancanti complessivamente nel paese.Tempo di lettura: 4 minuti In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, “ le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia”. Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d’Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Lo evidenzia l’analisi della Fondazione Gimbe basata su dati Sisac.
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