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	<title>Rassegna online.</title>
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		<title><![CDATA[RADIO ROMA TELEVISION - NON SOLO ROMA 13.00 - "Che cos'è il pendolarimo sanitario e perché deve preoccuparci" - (10-03-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:57:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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In onda: 10-03-2026
Condotto da:
Ospiti:

Servizio di:
Durata del servizio: 00:14:02
Orario di rilevazione: 13:00:55

Intervento di: ALDO DI BLASI  (SEG REGIONALE ANAAO ASSOMED LAZIO)




Speech to text
 partire facendovi una domanda avete mai sentito parlare di pendolarismo sanitario che cos'è che cosa significa e perché inaspettatamente riguarda anche la nostra regione allora per pendolarismo sanitario si intende quel fenomeno per cui i cittadini decidono di recarsi in un'altra regione per effettuare delle visite specialistiche per operarsi insomma si affidano ad altre strutture ospedaliere per anch'io ma curarsi no ecco perché abbiamo detto inaspettatamente riguarda anche il lazio perché nella nostra regione ma fresca di classifiche ci sono delle vere e proprie eccellenze sanitari come ad esempio il bambin gesù di roma all'ospedale pediatrico oppure il gemelli allora che cosa succede perché i cittadini del lazio decidono di spostarsi in altre regioni per curarsi o per effettuare delle visite specialistiche questi numeri arrivano dall'ultimo rapporto gimbe che ha calcolato che il pendolarismo sanitario o mobilità sanitaria accosta alla nostra regione ogni anno centonovantuno milioni di euro una cifra imponente una cifra che fa paura è che riguarda anche un po' tutti i problemi legati al nostro assetto sanitario alla noi ne parliamo cerchiamo di capire le cause e soprattutto le conseguenze con il dottor aldo di blasi segretario regionale regionale di anaao assomed lazio che abbiamo raggiunto telefonicamente perché si sta spostando magari proprio per impegni medici buongiorno dottore buongiorno buongiorno agli ascoltatori grazie per l'invito grazie a lei per essere in nostra compagnia anche telefonicamente allora dottore lo abbiamo detto no il lazio fresco di classifica delle eccellenze sanitarie no però questi numeri vanno presi in considerazione come se spieghiamo il fatto che tantissimi cittadini del lazio decidono di spostarsi in base a quello che ci arriva da questo rapporto verso il nord che sembra essere insomma la zona più attrattiva d'italia sul fronte sanitario ma intanto leggiamo che purtroppo per questo fenomeno che appunto la mobilità extraregionale riguarda non solo il lazio ma riguarda purtroppo il me tutte le regioni del centro-sud e più si scende più il pendolarismo come lo come viene definito cifra accentuato questo è determinato da realtà sono decisamente da situazioni decisamente molteplici e comprensione brigade fra di loro intanto c'è da dire che il rapporto giugno del duemilaventidue e duemilaventitre quindi e per quanto performante ben fatto va al sud ometto aggiornato perché è ovvio che ci sono due anni di questo esprime la fotografia di una situazione che non è proprio recentissima per siamo nel duemilaventisei e nel duemilaventitre ancora era appena iniziato un altro governo regionale ora addirittura alla fine quello precedente qui so da un attimo un attimo circostanziato però in ogni caso il fenomeno non è risolutivo nell'ambito di una sola legislatura ecco quindi la fotografia che va sottolineata e quella dei numeri e che in realtà i centonovantuno milioni che vengono definiti come come buco di passivo di questa di questo gioco fra entrate e uscite va assolutamente identificato nel fatto che fino al duemilaventitre il il deficit che risulta determinato non da centonovantuno milioni di euro spesi per mobilità passiva in realtà la mobilità passiva è molto più elevata perché la circa di seicentoventuno milioni e che viene compensata dalla mobilità attiva che si chiamava centotrenta milioni proprio in funzione di quella eccellenze che poco fa lei lei parlava della verrà mi scusi se la interrompo per far capire meglio i nostri telespettatori cosa intendiamo per mobilità passiva mobilità attiva vediamo se riesco a spiegarlo insomma io e lei mobilità passiva è quella legata l'utenza che dal lazio si muove verso altre realtà sanitarie va bene che possono anche essere intra regionali per cui poi la mobilità passiva diventa una mobilità aziendale piuttosto che una mobilità extraregionale l'utenza sceglie di andarsi a farsi curare fuori regione poi esiste una mobilità attiva dove in realtà e l'utenza di altre regioni che viene a chi sceglie di farsi curare all'interno dei nostri confini regionali va b
ene o come più specificatamente detto prima se riguarda la mobilità interna alcuni pazienti scelgono di farsi curare in altre aziende sanitarie locali piuttosto che nella propria questo ovviamente perché la nostra costituzione ci lascia liberi di scegliere da chi farsi curare da bene ora risse tutto questo gioco diciamo così di bilanci fra entrate e uscite determina una passività di centonovantuno milioni va bene questo vuol dire che la nostra regione ogni anno deve ripianare per quella equivalente che evidentemente e per buona parte frutto della famosa irpef regionale e comunale quindi la tassazione all'interno della nostra regione del piano di queste situazioni e al massimo di quello che può essere erogata proprio perché dobbiamo andare a coprire questi bug università è chiaro che questi bui di passività non è che dobbiamo esercitare ho visti nella fotografia di un momento sono come ha detto giustamente dall'inizio conseguenza di una strutturazione della nostra sanità che parte ovviamente da lontano e la fotografia in questo caso si ferma nel duemilaventitre dobbiamo allora per quello che saranno i prossimi i prossimi due anni cosa c'è di interessante da dire che la mobilità per questo sessantaquattro per cento va bene che questa mobilità passiva riguarda solo la otto per cento la e i ricoveri va bene e i ricoveri mentre per il resto riguarda in realtà prestigio e selvatiche che sceglie proprio di trasferirsi da un'altra parte ma beh ecco ecco perfetto quindi quindi reso mare sante no è una differenza interessante ancorché poi interessante è che nella mobilità attiva quindi il le prestazioni che vengono erogati il sessantaquattro per cento è svolto da strutture private accreditate quindi o a quello che vogliamo arrivare in finale non c'è esso combinarle molto complesso il ruolo della sanità privata qui gioca valle la sanità privata qui gioca un ruolo fondamentale no e quindi anche un po' rose dei tanti cambiamenti esattamente diciamo che sui due quattrocentotrenta milioni di euro rientrano nelle casse regionali va bene il sessantaquattro per cento sono gestite proprio dal privato accreditato quindi vuol dire che nel nel nel pugno al pubblico il pubblico partecipa per questa attività del del trentasei per cento va bene c'è da dire del resto qui la famosa mobilità passiva il ruolo del bambin gesù è un ruolo fra virgolette promiscuo perché è vero che rende un servizio alla regione fondamentale però che la regione si è pur vero che la regione però in termini di bilancio paga centocinquantuno milioni di euro di passività solo per quelli per cui le prestazioni di mi sono spiegato si se sia assolutamente a solo una quindi non è questione di sono relativi al duemilaventi tre secondo lei onore della chiesa serie tre potrebbero anche essere più importanti se venissero aggiornate potremmo parlare di cifre anche più alte venissero io su questo su questo non mi azzarderei perché nel gioco di questi bilanci rientrano molti fattori io le do solo le posso dire come segretario regionale della mano a vedere i risultati sperati in cui non è solo la passività legata al bilancio che deve far come dire rumore di comunicazione ma soprattutto è la buona sanità che quella che si erogano tutte e nella maggior parte delle situazioni poi perché verissimo le situazioni esiste il buono e il cattivo ne sono sono da niente però abbiamo abbiamo veramente delle dell'eccellenza e bisognerebbe ecco tutelarle un po di più e a usa sull'argomento ma un po' brutto dottore magari a approfittarsi una di quelle grandi eccellenze che abbiamo passatemi il termine avete capito il senso dottor io devo chiudere ma la ringrazio di cuore per per essere stato in nostra compagnia sarei piacere grazie all'estero di essere stato come insieme a nel comunicare nostri cittadini quelle che sono le difficoltà no sono davvero ben note grazie davvero dottore


ID:6817820

Tag: ANAAO ASSOMED , FONDAZIONE GIMBE, PENDOLARISMO, SANITARIO

Filtro: #rule1
KeyPhrases: New filter
Keywords: fondazione gimbe

SPC/KP

10-03-26 16.57 NNNN 
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		<title><![CDATA[RAITRE - TG3 FUORI TG 12.25 - "Sanità , le difficoltà" - (10-03-2026) *]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'></p>]]></description>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:07:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[FONDAZIONE GIMBE]]></category>
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In onda: 10-03-2026
Condotto da: PATRIZIA SENATORE   
Ospiti: ISABELLA MORI   (CITTADINANZATTIVA), NINO CARTABELLOTTA (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE)

Servizio di: GABRIELE CARLETTI 
Durata del servizio: 00:20:02
Orario di rilevazione: 12:25:23

Intervento di: ISABELLA MORI   (CITTADINANZATTIVA), NINO CARTABELLOTTA (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE), PIETRO CASTRATARO  (SINDACO DI ISERNIA)




Speech to text
 questa la tachicardia che potrebbe essere anche una fibrillazione sorge gusto è di turno al pronto soccorso di polistena trump vorrebbe dettare legge anche qui alle pendici dell'aspromonte dicono i media statunitensi e rispedire a cuba i quattrocento medici che da tre anni tengono in piedi la sanità regionale noi siamo qua per aiutare la sanità calabrese noi la politica è una cosa da altro tempo noi siamo qua per lavorare continuiamo a lavorare lo stesso la loro forma di resistenza il lavoro indispensabile tanto da spingere il governatore di centrodestra occhiuto a lanciare l'altro i medici cubani non si toccano sono determinanti per tenere aperti gli ospedali noi avremo difficoltà ad avere una turnazione regolare certo io ne ho due in reparto fanno parte del gruppo ed è una rotazione vitale nostre famiglie ai nostri parenti stanno dell'ago una situazione critica che tutti sanno come combustibile il cibo però noi come le dico continuiamo a lavorare qua e dando il meglio per i nostri pazienti mostrano il lato fiero altruista mentre sulle loro teste si gioca una partita geopolitica forse pochi se ne accorgono ma la popolazione quella più semplice vede nel collega cubano un suo simile si fida perché vede loro medici che hanno anche difficoltà difficoltà nella vita e questo unisce un po' penso i popoli buongiorno amici di fuori di oggi parliamo di sanità e della carenza drammatica dei medici avete visto nella copertina del nostro gabriele carletti le storie dei medici cubani che stanno aiut sanità calabrese è commissariata oramai da anni mancano i medici c'è l'accordo con cuba per fornire questi medici oramai amatissimi dai calabresi ma c'è la pressione americana che sta stringendo anche l'isola di cuba come sapete bene vorrebbe che i medici cubani se ne andassero dall'italia ma noi abbiamo bisogno di quei medici per tenere aperti gli ospedali in calabria questa è una delle tante storie che racconteremo oggi che commenteremo con i nostri ospiti qui studio salutiamo un'amica di fuori tg isabella mori rappresentante di cittadinanzattiva accanto a lei voglio presentarvi la nostra ines uva pronta a leggere le tante storie che ci stanno arrivando ma fatemi salutare immediatamente il sindaco di isernia che stiamo seguendo da oramai da tanti giorni perché lì dal ventisei di dicembre piero castra taro a difesa del polo ospedaliero dei medici dei suoi medici per la sanità in molise quella è la tenda dove dorme dal ventisei di dicembre per cercare di difendere il presidio sanitario sindaco che cosa è cambiato oramai dal ventisei di dicembre purtroppo è cambiato poco e anzi addirittura qualche settimane fa c'è stato un decreto del commissario ad acta che ha ridotto da quarantaquattro sedici le guardie mediche dando un colpo anche a quella che era la medicina territoriale la sanità territoriale stiamo combattendo ancora per l'urgenza e la medicina d'urgenza soprattutto il centodicotto sono ventiquattro medici invece di novantasei pronto soccorso dove il personale è dimezzato l'unica nota forse positiva ma che in realtà denota la situazione di crisi attuale il fatto che anche la regione è unita al nostro al nostro grido di protesta contro i commissari contro chi non ha saputo in questi tre anni risollevare questa situazione crea una situazione di carenza dei medici ma anche di un debito sanitario il commissariamento che va avanti e si è adesso infatti ne dobbiamo parlare perché il commissariamento sicuramente un tema molto importante intanto vi voglio far vedere queste sentire queste voci dei cittadini che stanno poi sostenendo il sindaco di serie che ringrazio nel sindaco di isernia per il suo presidio le difficoltà raccolte dal nostro inviato riccardo porcu proprio di chi si deve curare ad isernia in molise sentite per una visita prenotata diciamo a giugno duemilaventicinque adesso siamo al duemilaventisei prenotato per dicembre siamo a marzo nessuno mi dice vieni fra un mese vieni fra quindici giorni niente tutto qua per fare prima dove ti trovi il posto più libero insomma se il posto di luce di aspettare tre quattro mesi queste gar
anzie ti vedo meglio dal dottore se si è fatto cosa sono guai sono cabo campobasso riccia ma dove dobbiamo andare insieme a due ante a lui quando serve qualcosa pagamento a pagamento me ne vado in un modo che oggi come oggi con quattro centesimi quindi lo schermo manca ma è molto triste però figure di figuri se ci dobbiamo pagare magari tutte le visite oppure qualche intervento questo e poi è stato fatto qua e devo qua io sono nuovo da dan sette anni quando all'epoca quando abbiamo fatto questo ospedale qua questo banner batman che fanno qua le ho vissute lungo stamane è tolto all'europa wild dare un'altra band ma abbiamo invitato la comunità richiamo così quello che facciamo noi come medici di base di famiglia praticamente cerchiamo di prenotare questi esami e dicono guarda dottore qui se ne parla ottobre a novembre e liste d'attesa devono essere annullate devono essere ridotte al lumicino hanno chiamato medici in pensione hanno chiamato hanno fatto delle convenzioni con altri istituti per dare la possibilità di dare una risposta a questi pazienti che hanno bisogno di di di di avere hanno tutto il diritto di avere una risposta e loras esiste davvero il servizio sanitario nazionale lo chiediamo a nino cartabellotta caccia ha raggiunto presidente della fondazione gimbe che da trenta anni compie almeno in questi giorni il compleanno della fondazione da trenta anni ci fornisce i numeri spesso impietosi della sanità italiana e delle difficoltà allora noi abbiamo raccontato le difficoltà in calabria le difficoltà in molise con il sindaco di isernia che lei conosce molto bene due realtà commissariate intanto saluto all'amico pietro e gli faccio da sempre il mio sostegno per il suo coraggio il problema reale è che il servizio sanitario nazionale esiste come esiste sulla carta ecco dove carta lo scrivo con la lettera maiuscola perché di fatto è un'estensione operativa della carta costituzionale dell'articolo trentadue in realtà oggi i diritti delle persone dipendono dal luogo di residenza e dal portafoglio perché come abbiamo sentito dai cittadini che giustamente lamentavano la mancata esigibilità di un diritto o se i tempi sono così lunghi e o paghi o se non puoi rinunci quindi il servizio sanitario nazionale va rilanciato come presidio di democrazia come strumento di coesione sociale e io dico anche come leva di sviluppo economico del paese perché quando la popolazione sta male la popolazione non produce assorbe risorse sanitarie assorbe risorse sociali e quindi di fatto quello che abbiamo tagliato al servizio sanitario nazionale in termini di risorse in questi anni adesso lo stiamo pagando con la sofferenza delle persone ma anche con la mancata crescita economica del paese questo è sicuramente un tema poi da nino cartabellotta voglio ancora un commento su questi commissariamenti cioè se funzionano o meno intanto isabella mori a casa si chiedono sì ma noi come facciamo a difendere che tra poco in insomma ci darà dei dati preoccupanti che ci fanno riflettere intanto nell'emergenza il cittadino come si può difendere beh questo caso specifico delle liste d'attesa chiaramente è che abbiamo un decreto liste d'attesa che dovrebbe garantire laddove il servizio sanitario nazionale non riesce a garantire i tempi dei percorsi di tutela per i cittadini sappiamo che questo purtroppo non avviene non avviene in automatico noi chiaramente come associazione abbiamo creato dei moduli che sono presenti nel nostro sito e cerchiamo di dare quanto più possibile informazione ai cittadini i cittadini hanno il diritto di accedere è un diritto costituzionale diritto alla salute ma purtroppo anche i nostri dati ahimè abbiamo presentato dicembre scorso il nostro rapporto basato sulle segnalazioni dei cittadini ci dicono che se non ci si riesce a curare e non si hanno le risorse per andare alla sanità privata sbagliatissimo perché il nostro servizio universale purtroppo si rinuncia alle cure contro i dati che ci date quello che un italiano su dieci rinuncia perché non ce la fa in esubero quali altri dati vengono fuori dall'ultimo rapporto di gimbe che f
otografa la situazione italiana pare intanto partiamo patrizia da un numero che potrebbe essere sorprendente ma non lo è perché poi tutti i numeri vanno analizzati lo sappiamo cioè quanti sono in realtà i medici in italia perché noi parliamo di appunto fuga non ci sono medici ecco il cartello secondo appunto i dati elaborati dalla fondazione gimbe di nino cartabellotta nel sistema sanitario ci sono quasi centodieci mila medici dipendenti sono più o meno due ogni mille abitanti più di cinquantasette mila invece sono quelli del sistema privato convenzionato ma stando alle stime dell'ocse che include un numero più ampio quindi anche privati che lavorano sono in studio gli specializzati si superano i trecento mila e cioè sono più di cinque ogni mille abitanti sopra la media europea che si ferma a quattro quindi la domanda sarebbe ma dove sono questi medici allora nino cartabellotta dove sono questi medici ma come diciamo da giorni da mesi che mancano i medici lo diciamo pure al sindaco di isernia che lì che cerca in tutti i modi di trovare medici che vadano lì a sostenere il pronto soccorso e le corsie di quell'ospedale invece dei vostri dati dai medici ci sono e cioè la mancanza cronica disperata di infermieri ma questo è un po' una sorta di paradosso perché di fatto come dicono i dati dell'ocse che va ribadito sono del duemilaventitre quindi oggi la situazione potrebbe essere differente perché sono passati più di due anni diciamo se noi contiamo i medici dal giorno della laurea al giorno del pensionamento sostanzialmente siamo secondi in europa per numero di medici il tema qual è che se sommiamo i dipendenti medici convenzionati che sono medici di famiglia medici i pediatri libera scelta specialista ambulatoriale convenzionali se ci sommiamo anche gli specializzandi e quelli che stanno diciamo nel corso di formazione specifica in medicina generale all'appello mancano circa cento mila professionisti cosa significa questo che i medici in italia ci sono ma mancano i medici del servizio sanitario nazionale per due ragioni in parte perché negli ultimi anni diciamo a causa della disaffezione e demotivazione è aumentata la fuga quindi la dimissione precoce le emissioni volontarie pensionamento anticipato dall'altro alcune specialità sono diventate poco attrattive tra cui quella propria del pronto soccorso dove i medici sostanzialmente i giovani non vogliono fare questa stagionalità quindi noi abbiamo da un lato ho una presenza di medici in italia il termine assoluta che non è praticamente seconda soltanto all'austria dall'altro una grave carenza selettiva in particolare in alcune aree che riguarda invece il servizio pubblico quindi i professionisti ci sono vanno a lavorare altrove noi ci aggrappiamo disperatamente ai medici cubani ai medici venezuelani che sono arrivati a dare una mano anche in molise intanto c'è il problema dei cittadini che non riescono a curarsi e chi magari vive nelle isole ancora più difficoltà sentite questa storia che ci racconta la nostra valeria capito eleonora vive a pantelleria isola stupenda però guardate sono rivolto a diversi dottori diverse strutture la parola d'ordine era sempre sei mesi d'attesa sono qua comincia due anni fa l'odissea sanitaria di eleonora che vive a pantelleria e per curarsi le ha provate tutte prima nella sua isola cinque medici di base per otto mila abitanti una carenza cronica di sanitari anche in ospedale poi in diverse strutture siciliane ora è finita qui al careggi di firenze ne ho appuntamento dal dottore a firenze dal giorno cinque io sono messo in moto giorno due per un'ora di visita eleonora è costretto a stare fuori una settimana un viaggio difficile anche al ritorno la mia speranza è arrivare a palermo correre o proponi per prendere la nave che porta alle undici di sera non port fermarsi a trovarmi e poi mattino prendere il primo aereo l'aereo partirò solo sei voli al giorno per la sicilia con prenotazioni quasi impossibile coincidenze che in caso di ritardo non aspettano aerei spesso fermi in aeroporto per manutenzione o meteo avverso c'è un traghetto vecchio di ci
nquanta anni oltre sei ore per trapani un piano stilato durante la pandemia quando non voleva più nessuno e che ora tutti qui nell'isola chiedono di rivedere noi non siamo un'isola a quindici chilometri dalla terraferma raggiungibile con un mezzo veloce con soli trenta minuti di navigazione noi ci vogliono sei ore sei ore e mezza di navigazione cioè non non è una una storia che può funzionare cioè noi chiediamo semplicemente di essere trattati come cittadini della repubblica e nulla di più non ci si deve nessun favore ci si deve semplicemente dare la nostra dignità quella che meritiamo eleonora trema al solo pensiero del prossimo viaggio e i piani b per noi dove sono sicuramente non posso averlo io cittadino perché io arrivo all'aeroporto prego ecco bisogna appellarsi alle preghiere e isabella amore quante segnalazioni vi arrivano a cittadinanza attiva sicilia sardegna sicilia e sardegna altre aree interne del nostro paese sappiamo che l'italia è un paese bellissimo pieno di borghi di aree interne e quindi zone anche di difficile raggiungere e spostarsi da queste zone per esempio dalla sardegna abbiamo fatto una battaglia qualche anni anni fa per avere un medico di base e a calasetta lì è nata poi un movimento della cittadinanza attiva proprio per far sì che ci fossero tutta una serie di servizi ma sono solo degli esempi ce ne sono tantissimi il problema è che il cittadino non deve pregare come diceva bene prima l'intervistato diceva ci sono dovuti è un diritto ricordiamoci che noi paghiamo le tasse per avere il servizio sanitario nazionale universale vicino ai cittadini e già in esubero la fotografia delle migrazioni delle persone che devono curarsi fatta da gimbe impietosa e si dati sempre del duemilaventitre insomma gli ultimi disponibili non ci si sposta per curarsi soltanto dalle isole ma purtroppo è un fenomeno ben più diffuso intanto il numero della spesa diciamo il numero che fotografa l'entità di questo fenomeno è appunto cinque quindici miliardi di spesa sanitaria per la mobilità interregionale un livello più alto di sempre in aumento del due tre per cento rispetto all'anno precedente quindi al duemilaventidue rispetto a quello preso in considerazione e lo vediamo poi nella cartina i colori dicono insomma fotografano la situazione qual è la direzione di questi spostamenti dal sud al nord in particolare dal mezzogiorno appunto si va verso lombardia emilia romagna e veneto e allora torniamo in molise che insomma sembrerebbe invece una regione abbastanza virtuosa però sindaco lei che cosa sta facendo so che le sta provando tutte pur di attrarre medici verso il suo territorio noi abbiamo fatto delle proposte semplici e mutuandolo da altre regioni che hanno lo stesso problema soprattutto in alcune aree interne alcune aree disagiate che è quella di avere delle indennità aggiuntive purtroppo a queste proposte ci è stato risposto che qui non potevano essere attuate perché siamo in piano di rientro e allora siamo anche resi disponibili a fornire delle risorse aggiuntive da versare direttamente all'azienda sanitaria locale pur di farle ora stiamo attendendo un parere dal ministero per poter fare questi concorsi per attrarre giovani medici che si possono anche formare in altro ospedale dal delle indennità aggiuntive dargli un sostegno anche come un bonus affitti un welfare aziendale pagato dal comune è un modo per per attrarre giovani medici e già vediamo nelle immagini e il suo presidio continua lì con il suo presidio sostenuto dai suoi cittadini anche perché la qualità della vita in molise molto alta vedremo che cosa succederà intanto nino cartabellotta e che cosa possono fare le regioni commissariate funziona o no questo commissariamento ma il problema fondamentale che al commissariamento si arriva dopo il cosiddetto piano di rientro o la cui denominazione estesa e piani di riqualificazione e riorganizzazione del servizio sanitario regionale la verità è che in questi vent'anni questi piani hanno nella migliore delle ipotesi riequilibrato i bilanci ma non hanno permesso la riorganizzazione e la riqualificazione di null
a perché il gap tra nord e sud è aumentato purtroppo molise calabria sono ancora commissariate che ne hanno ancora problemi di bilancio che devono essere sistemati però il vero problema è che per risollevare tutte le regioni del mezzogiorno bisogna rivedere profondamente questa modalità di piano di rientro e commissariamenti perché è come se permettete la metafora è un po' come mettere le ganasce o un mezzo che comunque si deve muovere cialde il problema se io metto le ganasce blocca lo sviluppo organizzativo l'assunzione del personale una serie di attività che possono migliorare la qualità della sanità è evidente che il piano di rientro e commissariamenti diciamo sono strumenti burocratici che non favoriscono lo sviluppo la sanità tanto che come dicevo tra nord e sud il gap con questi piani di rientro e commissariamenti non si è affatto ridotto ma è addirittura aumentato già e poi c'è il tema che i soldi per assumere i medici magari non si trovano però per pagare i gettoni stia addirittura l'ultimo caso i gettoni vista di settanta anni che in un mese ha incassato trentacinque mila euro con trentasei turni in un mese poi i soldi si trovano e poi a rischio c'è la salute di tutti i cittadini isabella mori voi avete anche uno sportello virtuale gratuito per i cittadini per trovare delle risposte assolutamente sì sul nostro portale della tutela di cittadinanzattiva abbiamo una calendarizzazione dei temi e approfondiamo alcune tematiche come quelle che abbiamo trattato oggi liste d'attesa diritti dei cittadini ma anche bollette e tutto ciò che vi può aiutare e quindi basta andare sul nostro sito e visualizzare il calendario in un flash tanti le storie che ci stanno arrivando viene suva una sola leggiamo tantissimi vogliamo leggere questo commento che ha scritto mariarita che abita a novara in piemonte è una malata oncologica e si deve sottoporre a esami insomma continui dice non ho mai trovato posto a novara ogni volta devo fare settanta cento chilometri e si domanda sconsolata non ho mai capito come funzionano gli algoritmi per le prenotazioni e noi continueremo a seguire sicuramente questa storia come seguiremo anche la storia del sindaco di isernia che salutiamo e ringraziamo per l'impegno sul campo e fatemi fare intanto oggi ringraziamo per la sua disponibilità nino cartabellotta il suo compleanno ma ha trovato il tempo per stare comunque con noi sempre grazie grazie isabella mori perché non ricordiamo cittadinanza attiva sul sito trovate sia i moduli per far valere i vostri diritti che gli spazi e gli interrogatori gratuiti per avere risposte domani parliamo dei rincari dovuti


ID:6817448

Tag:  CALABRIA,  MEDICINA TERRITORIALE, CUBA, MEDICI CUBANI, NINO CARTABELLOTTA    (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE), SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 

Keywords: fondazione gimbe, Nino Cartabellotta

SPC/EJ

10-03-26 13.07 NNNN 
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