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	<title>Rassegna online.</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 20 Mar 2026 15:27:24 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Cartabellotta "La vera svolta si misura nei servizi ai cittadini C'è sfiducia nel sistema sanità" ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/01/2026030102218901289.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 48 di <b>"REPUBBLICA MILANO" </b>  del 01 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 04:17:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Cartabellotta “La vera svolta si misura nei servizi ai cittadini C’è sfiducia nel sistema sanità”   l’intervista di ZITA DAZZI  uasi 6 lombardi su 10 ritengono che la sanità regionale sia peggiorata negli ultimi 20 anni. Professor Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, qual è stato il momento di crisi? La pandemia? «La pandemia è stata solo uno stress test che ha messo a nudo fragilità già esistenti: infatti, il progressivo indebolimento del Servizio sanitario nazionale ha peggiorato la qualità della sanità in tutte le Regioni. In Lombardia, verosimilmente, hanno pesato anche alcune scelte: l’equiparazione tra pubblico e privato e l’aver puntato troppo sugli ospedali e poco sul territorio».  Quali sono i motivi per i quali i lombardi non sono soddisfatti? «Le liste d’attesa sono il sintomo più evidente, ma non l’unico. Pesano la difficoltà di trovare un medico di famiglia, la frammentazione dei percorsi tra ospedale e territorio, la presa in carico inadeguata dei pazienti cronici, la gestione della non autosufficienza. Trattandosi di criticità che riguardano l’intero Paese, credo che l’insoddisfazione sia alimentata dalla consapevolezza  Q  di essere residenti nella regione più ricca d’Italia».  La gestione mista pubblico privato danneggia il pubblico? «Non bisogna contrapporre pubblico e privato, ma garantire un sano equilibrio nell’offerta dei servizi in relazione ai bisogni di salute. Altrimenti, si genera uno sbilanciamento che finisce per indebolire l’offerta pubblica, soprattutto per servizi e prestazioni poco remunerativi per il privato».  La gente ha capito e sentito la riforma della sanità regionale? «I cittadini faticano a percepire ancora benefici concreti. Le Case e gli Ospedali di comunità richiedono personale, integrazione digitale e nuovi modelli organizzativi. Se le strutture non sono pienamente operative, la riforma resta sulla carta: perché la vera svolta si misura nei servizi erogati ai cittadini, non nei metri quadri  inaugurati».  I cittadini si lamentano per il personale che manca negli ospedali o per la qualità delle prestazioni? «La qualità clinica delle grandi strutture lombarde è ampiamente riconosciuta, sia pubblico che nel privato convenzionato. Le criticità  riguardano la carenza di personale e i carichi di lavoro elevati che rallentano i percorsi di diagnosi e cura e sottraggono tempo prezioso alla relazione con il paziente. Non è una sfiducia nelle competenze dei professionisti, ma nella capacità del sistema di garantire tempestività, continuità e comunicazione».  Quanto pesa il fatto che solo pagando si riesce ad aver accesso a cure ed esami in tempi ragionevoli? «È uno degli elementi che generano maggiore frustrazione. Se i tempi massimi non vengono rispettati nel circuito pubblico/privato convenzionato, l’alternativa ad attese infinite è pagare; oppure, per i meno abbienti, rinunciare alle prestazioni. Questo “doppio binario” viene percepito come iniquo ed erode la fiducia nell’universalismo del Ssn».  Tante proteste ma 4 grandi ospedali lombardi sono ai vertici  delle classifiche sanitarie internazionali.  «Non è una contraddizione, perché la qualità dell’assistenza non si misura dalle “punte di diamante”, ma dall’equità di accesso a tutti i servizi sanitari e socio-sanitari in grado di soddisfare i bisogni di salute delle persone. E il cittadino giudica l’accessibilità quotidiana, non guarda le classifiche internazionali».  Eppure la sanità lombarda attrae pazienti da tutta Italia.  «La Lombardia è la prima regione per mobilità attiva grazie alle proprie eccellenze ospedaliere, ma al tempo stesso troppi residenti vanno a curarsi in altre regioni. Per il resto, ormai da 15 anni assistiamo al progressivo definanziamento del Ssn: la spesa sanitaria pubblica è inferiore alla media dei Paesi europei e il divario aumenta.  Perché a fronte dei roboanti annunci del governo sulle cifre assolute, il fondo sanitario nazionale dal 6,3 per cento del 2022 è crollato a valori intorno al 6 per cento negli anni successivi. Ovvero tra il 2023 e il 2026 sono venuti meno 17,5 miliardi
».   ©RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: 7di ZITA DAZZI  Heading: l’intervista di ZITA DAZZI  Highlight:   Image:Non bisogna contrapporre pubblico e privato ma garantire un equilibrio nell’offerta presidente fondazione gimbe -tit_org- Cartabellotta "La vera svolta si misura nei servizi ai cittadini C'è sfiducia nel sistema sanità"   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Mattarella: inaccettabili disparità Nord- Sud sulla sanità ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/01/2026030101886603066.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/01/2026030101886603066.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 9 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 01 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 05:44:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Mattarella: inaccettabili disparità NordSud sulla sanità  Ancora una volta Sergio Mattarella rimette al centro la Costituzione. Stavolta in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare. Il richiamo del capo dello Stato è ad avere pari diritti e pari opportunità terapeutiche per tutti i cittadini italiani da Nord a Sud, mentre invece «disomogeneità territoriali» determinano oggi «disparità non più accettabili». Per garantire l'articolo 32 della Carta serve, per Mattarella, «un impegno che non riguarda soltanto l’accesso ai farmaci», ma «si estende all’insieme delle terapie, dei trattamenti e dei servizi che accompagnano l’intero percorso di cura». L’Italia, comunque, «si distingue nel promuovere l’accesso ai farmaci destinati alle patologie rare».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Mattarella: inaccettabili disparità Nord- Sud sulla sanità   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Napoli, la famiglia del bimbo morto: «Va sostituito uno dei periti, collaborò con un indagato» = Il bimbo con il cuore bruciato La famiglia: cambiare uno dei periti ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/01/2026030101887003070.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/01/2026030101887003070.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 13 di <b>"QUOTIDIANO NAZIONALE" </b>  del 01 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 05:44:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Il primo trapiantato 70 anni fa: ricevetti la cornea di don Gnocchi  Napoli, la famiglia del bimbo morto: «Va sostituito uno dei periti, collaborò con un indagato»   Il bimbo con il cuore bruciato La famiglia: cambiare uno dei periti   Dopo la tragedia del piccolo Domenico la richiesta di ricusazione di un esperto nominato dal gip La relazione della Regione Campania al ministero: «L’équipe del Monaldi non era addestrata ai nuovi box»  Servizi e Ballatore a pagina 13  NAPOLI  Il cuore del piccolo Domenico Caliendo era già stato espiantato prima che l’équipe del Monaldi verificasse lo stato di quello da trapiantare proveniente da Bolzano. E quando i medici hanno appurato che questo era compromesso e non avrebbe mai fatto un battito era troppo tardi per tornare indietro.  A confermare la circostanza la deposizione resa al pm nei giorni scorsi da un’infermiera specializzata presente in sala operatoria lo scorso 23 dicembre. «Nella mia esperienza di trapianti era la prima volta che vedevo un torace vuoto», dice.  Rischiano intanto di allungarsi intanto i tempi per l’autopsia in calendario martedì. Il legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, ha annunciato istanza di ricusazione per uno dei cardiochirurghi del collegio dei periti scelti dal gip di Napoli per l’incidente probatorio. Mauro Rinaldi, docente di Cardiochirurgia dell’Università di Torino, si sarebbe espresso sui fatti in oggetto oltre a  essere coautore di una pubblicazione scientifica con uno dei medici indagati.  Circostanze che – a detta del legale della famiglia di Domenico – ne comprometterebbero la necessaria imparzialità. La palla passa ora al giudice.  Dopo che nella tarda serata di venerdì l’azienda ospedaliera cui fa capo il Monaldi ha deciso di sospendere i due dirigenti medici coinvolti in prima battuta nell’espianto e nel successivo trapianto dell’organo, da altri verbali emerge il clima creatosi nel reparto dopo l’esplosione del caso sui media. «Non era dei migliori – spiega un’infermiera –. Negli ultimi anni sono andati via circa una cinquantina di persone a causa del clima di conflittualità ingenerato dal carattere del dottor Oppido», cardiochirurgo autore dell’intervento su Domenico.  Inoltre, dalla relazione che la Regione Campania ha inviato al ministero della Salute, emerge che l’équipe del Monaldi non era addestrata all’uso dei nuovi box per il trasporto e conservazione degli organi, e che il corso specifico è stato previsto solo dopo la morte del piccolo Domenico.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight: L’avvocato Petrucci «Il cardiochirurgo è coautore di una ricerca con uno degli indagati»  Image:Gli omaggi a Domenico Caliendo, morto a 2 anni all’ospedale Monaldi di Napoli -tit_org- Napoli, la famiglia del bimbo morto: «Va sostituito uno dei periti, collaborò con un indagato»  Il bimbo con il cuore bruciato La famiglia: cambiare uno dei periti   -sec_org-
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		<title><![CDATA[AGGIORNATO - La madre: «Ho affidato mio figlio ai medici e loro mi hanno tradito» = Mamma Patrizia merita che sia fatta giustizia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/01/2026030101886003080.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 15 di <b>"VERITÀ" </b>  del 01 Mar 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 05:45:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
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		<tp:ocr><![CDATA[VERITÀ PER DOMENICO  La madre: «Ho affidato mio figlio ai medici e loro mi hanno tradito»   Mamma Patrizia merita che sia fatta giustizia Non si devono spegnere i riflettori sul dramma vissuto dalla famiglia Caliendo. «Ho affidato mio figlio ai dottori, e loro mi hanno tradito», ha affermato la donna. Non c’è sconfessione più grande per chi dovrebbe tutelare la vita, soprattutto dei più fragili   LaVerità  VERITÀ PER DOMENICO  n La morte di un bambino è il mistero più grande cui possiamo assistere nella nostra vita terrena. E non mancano le parole perché non conosciamo (...) segue a pagina 15  Segue dalla prima pagina di PAOLO DEL DEBBIO  (...) quelle adeguate: mancano perché non esistono. Così è per la morte del piccolo Domenico.  Doverne scrivere dopo aver parlato ripetutamente con mamma Patrizia, una donna straordinaria per intelligenza, dignità, determinazione e compostezza.  La morte di un bambino innocente di due anni è il segno inequivocabile che nel mondo c’è il male, il mistero del male: mysterium iniquitatis. Ma come da sempre insegna la tradizione cattolica, ci sono due tipi di male: il male fisico, che non dipende dall’uomo (come nel caso di un  tumore inguaribile o nel caso di un terremoto che distrugge case e fa morire le persone) e il male morale, cioè quello che, diversamente dal primo, dipende dall’azione dell’uomo e si chiama appunto morale perché dietro a quel male c’è una colpa. Questo è il caso della morte del piccolo Domenico.  Domenico era un angelo venuto dal cielo che a due anni, sulla terra, ha incontrato quelli che la teologia chiama gli angeli decaduti: dei diavoli, delle persone che compiono il male e che hanno colpa di quel male e lo compiono perché non fanno il loro dovere. Ora quell’angelo in cielo prega per la mamma, per il papà e per i due fratelli che soffrono le pene  dell’inferno per il male compiuto dagli uomini che dovevano salvare la vita di Domenico.  Ha detto bene la mamma: «Ho affidato la vita di mio figlio ai medici, e loro mi hanno tradito». È vero. Perché oltre a tradire la deontologia professionale hanno tradito la fiducia di una mamma che affidava loro il frutto del suo amore. Una mamma che durante tutte le fasi che hanno portato alla morte di Domenico aveva avuto l’intuizione, che solo una mamma può avere, che il suo angelo, in quei momenti, era nelle mani di coloro che non stavano facendo quello che avrebbero dovuto fare e che si rifiutavano anche di parlare, perché non sapevano cosa dire se  non delle menzogne. In quei giorni terribili che hanno preceduto la morte del bambino, mamma Patrizia mi ha fatto venire in mente la Madonna ai piedi della Croce: una donna straziata dal dolore che vede la morte del Figlio che non ha compiuto alcun male, ma che è frutto del male compiuto dagli uomini.  C’è una frase molto celebre di Sant’Agostino che dice così: «La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per le cose così come sono, il coraggio per cambiarle». Mamma Patrizia ha ampiamente dimostrato di avere tutte e due queste caratteristiche: lo sdegno che, però, dimostra con dignità - al contrario dei responsabili della morte di  suo figlio, che non hanno neanche sentito il bisogno di scrivere una lettera alla famiglia o di incontrarla anche semplicemente per un gesto di umanità; e il coraggio di voler cambiare le cose, tanto da voler dar vita a una fondazione intitolata a Domenico e che si occupi di tutto ciò che non ha funzionato in questa vicenda: delle malefatte, dell’incompetenza inaccettabile, della disumanità dei comportamenti di fronte dei genitori distrutti.  Questo giornale, nel suo piccolo, vuole collaborare perché si è fatta giustizia e, almeno, come ha detto il figlio di Patrizia, il fratellino di Domenico, «gli sia fatta pagare» a chi ha sbagliato. Occorre che giustizia sia fatta in  fretta perché si deve evitare che coloro che hanno fatto il male provino a nascondere ciò che deve essere conosciuto, provino a occultare quello che va visto, provino a concordare tra di loro una versione falsa e menzognera di quello che è successo.  Do
po la morte di Domenico sono accaduti fatti gravi: sta scoppiando una guerra, e di questi fatti ne accadranno di nuovi e di grande rilievo.  Questo è un motivo in più per non attenuare l’attenzione, non spegnere i fari su questa vicenda favorendo, così, coloro che vorrebbero oscurarli perché ne va della loro vita e della loro professione: un processo giusto dovrà far luce sulle loro colpe.  La morte colpevole di un  bimbo innocente non ha valenza inferiore a nessun altro fatto che possa accadere nel mondo. Non ha dignità minore tale da distogliere la tensione e concentrarla solo su altro. Questa mamma e questa famiglia debbono continuare a essere seguite, a essere aiutate, a essere incoraggiate perché la vicenda, le indagini e il processo non rappresentino un ulteriore via Crucis. Noi della Verità chiediamo giustizia per il piccolo Domenico. E non smetteremo di farlo. Per quanto mi riguarda non smetterò di farlo all’interno delle mie trasmissioni perché l’ho promesso alla mamma e gliel’ho promesso semplicemente perché lo ritengo un dovere.  Mi permetto di scrivere ancora una cosa, perché  mamma Patrizia è una donna di fede. Il piccolo Domenico è dall’eternità che è scritto nel Libro della vita: la sua giornata è stata breve, troppo breve, inspiegabilmente breve, ma ora in quel Libro della vita vivrà eternamente, custodito dal Dio della vita che ascolterà le preghiere per il suo babbo, per la sua mamma, per i suoi fratellini. Questo non toglie nulla alla sofferenza e alla tragedia di questa famiglia, ma ci fa pensare al piccolo Domenico circondato da angeli buoni in una dimensione di eterna beatitudine. Lo pensiamo che gioca con gli altri bambini morti immaturamente e anche loro presenti nel Grande Libro della memoria di Dio.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: PAOLO DEL DEBBIO  Heading: LaVerità  VERITÀ PER DOMENICO  Highlight: Persino il fratellino della vittima ha chiesto che chi ha sbagliato paghi   Nessuno dei presunti responsabili ha ancora pensato a chiedere scusa  Image:DOLORE Mamma Patrizia, la madre del piccolo Domenico Caliendo, morto in seguito a un trapianto di cuore gestito fuori dai protocolli [Ansa] -tit_org- AGGIORNATO - La madre: «Ho affidato mio figlio ai medici e loro mi hanno tradito»  Mamma Patrizia merita che sia fatta giustizia   -sec_org-
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		<tp:writer>Paolo Del Debbio</tp:writer>
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