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	<title>Rassegna online.</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 20 Mar 2026 15:27:17 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Rassegna online</title>
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		<title><![CDATA[Sanità digitale, il problema non sonoltarget mai dati ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801976303937.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801976303937.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 7 di <b>"CONQUISTE DEL LAVORO" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 04:49:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[LA SFIDA NON È PIÙ rispettare una scadenza europea, ma trasformare la digitalizzazione in un beneficio concreto  Sanità digitale, il problema non sono i target ma i dati  I  target sono stati centrati. Ma la vera domanda è: cosa è cambiato nella vita quotidiana dei cittadini?» La Missione Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza prevedeva entro il 31 dicembre 2025 tre scadenze cruciali sulla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale. Formalmente, gli obiettivi europei risultano raggiunti. Restano però dubbi su trasparenza e impatto reale su pazienti e professionisti. A evidenziarlo è la Fondazione Gimbe, che monitora l’attuazione del Piano. Per il presidente Nino Cartabellotta il rispetto delle milestone non può tradursi in una rendicontazione opaca: i dati pubblici sono un bene comune e condizione di accountability. Con 1,45 miliardi destinati alla digitalizzazione, il target iniziale prevedeva la completa informatizzazione di 280 ospedali sede di Dea. Oggi l’obiettivo è stato rimodulato: aumento di almeno un livello nella scala Emram della Healthcare Information and Management Systems Society per tutti e almeno 50 ospedali certificati al livello 2.  Uno stadio ancora iniziale verso l’ospedale “paperless”.  Senza l’elenco pubblico delle strutture e dei livelli raggiunti, è difficile valutare differenze territoriali e reale avanzamento. Sulla telemedicina, il traguardo dei 300 mila pazienti è stato superato: 467.479 assistiti. Ma il monitoraggio della piattaforma Agenas non è accessibile pubblicamente. Mancano dati per singola Regione e per tipologia di servizio. Senza trasparenza, non si può capire se la telemedicina riduca davvero le diseguaglianze o ampli il divario digitale. Altro pilastro è il Fascicolo sanitario elettronico. Il target prevedeva che almeno l’85% di medici e pediatri lo alimentasse: a dicembre 2025 il dato è 95,2%. Tuttavia, l’indica tore include anche una sola operazione, come l’invio di una ricetta. Il patient summary, il profilo sanitario sintetico con allergie e terapie, è stato prorogato al 31 marzo 2026 e in diverse Regioni non è pienamente operativo. Solo il 44% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del proprio Fse, con forti differenze territoriali. Senza consenso e aggiornamento continuo, lo strumento rischia di restare incompleto, soprattutto nelle emergenze. Il punto non è negare i progressi. Telemedicina, Fse e digitalizzazione ospedaliera hanno compiuto passi avanti. Ma il Pnrr non nasce per produrre certificazioni formali: deve migliorare accesso alle cure, ridurre attese, garantire continuità tra ospedale e territorio.  Servono indicatori chiari, confrontabili e aggiornati, capaci di misurare non solo l’attivazio ne delle piattaforme ma l’effet tivo utilizzo clinico e l’impatto sugli esiti di salute, anche nelle aree interne. La sfida non è più rispettare una scadenza europea, ma trasformare la digitalizzazione in un beneficio concreto, verificabile e misurabile per ogni cittadino, senza lasciare indietro territori e fasce fragili della popolazione, rafforzando equità e qualità del servizio pubblico. La sanità digitale si misura nei fatti.  Giovanni Ianni  ---End text---  Author: Giovanni lanni  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Sanità digitale, il problema non sonoltarget mai dati   -sec_org-
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		<tp:writer>Giovanni lanni</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Curarsi ai tempi del carovita tra lunghe attese e costi troppo alti ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803192407910.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"GAZZETTA DEL SUD COSENZA" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 09:09:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Curarsi ai tempi del carovita tra lunghe attese e costi troppo alti   A Cosenza e Reggio Calabria l’inflazione è tra le più alte d’Italia e la voce che cresce di più a gennaio 2026 è proprio quella sanitaria. Nel 2025 il 79% di calabresi si è rivolto al privato, pagando in media 225 euro a visita  COSENZA  Le architetture verbali segnano da oltre vent’anni la rotta del sistema salute calabrese. Annunci di una sanità migliore che sfumano, puntualmente, dentro il caos dei nostri ospedali, perennemente sotto assedio. In fondo, la storia illustra una sanità pubblica che in Calabria fatica ad offrire cure in tempi certi ai cittadini. Ma le patologie non aspettano, non restano in coda nelle agende. E quando le attese diventano impossibili e il male avanza, il diritto alla cura si assottiglia fino a diventare una voce nel deserto della solitudine.  Lo squarcio non è soltanto organizzativo ma assume i connotati sociali perché genera un pericoloso fenomeno di esclusione.  Secondo la Fondazione Gimbe, nel 2024 il 10% dei calabresi – più di 180 mila persone – ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Una quota superiore alla media nazionale e cresciuta rispetto all’anno precedente. Nel 2025 le  stime si fanno più dure: quasi un terzo dei cittadini sarebbe pronto a fare a meno di visite ed esami, secondo una ricerca Facile.it-mUp Research. Non sempre per mancanza di denaro. A volte per sfinimento. L’erosione del tempo tra liste interminabili e diagnosi rinviate diventa così una forma di esclusione. Tre pazienti su quattro raccontano di essersi scontrati almeno una volta con l’impossibilità stessa di prenotare, di tenere in vita la speranza. E’ quello il momento in cui il sistema pubblico smette di rispondere e ci si ritrova davanti a un bivio: partire, se si può, verso altre regioni, o rivolgersi al privato. E non si tratta di casi isolati. Spesso è l’alternativa alla rinuncia.  Nel 2025 il 79% dei pazienti calabresi ha fatto ricorso almeno una volta alla sanità privata, con una spesa media di 225 euro per prestazione. Per molti la visita specialistica diventa una scelta che pesa sui bilanci domestici: si rimanda, si taglia altrove, si chiede aiuto. Quasi 95 mila persone hanno chiesto un prestito per curarsi o per evitare che una malattia facesse saltare i conti.   Il giro d’orizzonte si chiude con i dati Istat sull’inflazione di gennaio rielaborati dall’Unione nazionale consumatori. Cifre che rivelano come Cosenza (+2,6%) e Reggio Calabria (2%) siano le prime due città d’Italia in termini di aumento dell’indice del costo della vita contro una media nazionale che si ferma al +1%. Per una famiglia cosentina la stangata media è di 506 euro l’anno, che diventano 659 se il nucleo è di quattro persone. A Reggio l’aumento è di 389 euro, 550 per le famiglie più numerose.  A Catanzaro l’incremento è più contenuto, ma resta preoccupante (+0,7% e 132 euro in più di spesa). La voce che cresce di più è proprio quella sanitaria. A Cosenza i servizi legati alla salute segnano un +8,1%, con le cure ambulatoriali salite del 13,2% e altri servizi sanitari fino al 17,7%. Reggio registra un +3,9% negli altri servizi e un +3,1% nelle cure ambulatoriali, valori ben sopra la media nazionale (+1,4% e +1,7%). Anche Catanzaro supera il dato italiano per cure ambulatoriali (+2,7%).  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Giovanni Pastore  Heading:   Highlight: Quasi 95 mila persone hanno chiesto un prestito per sostenere spese mediche per l’impossibilità di accedere al pubblico  Image: -tit_org- Curarsi ai tempi del carovita tra lunghe attese e costi troppo alti   -sec_org-
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		<tp:writer>Giovanni Pastore</tp:writer>
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		<title><![CDATA[Curarsi ai tempi del carovita tra lunghe attese e costi troppo alti ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803192707909.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 14 di <b>"GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 09:09:00 +0100</pubDate>
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		<title><![CDATA[Firmato all'Aran il contratto Area dirigenziale Sanità 2022-2024 ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213508149.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213508149.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 1 di <b>"PANORAMADELLASANITA.IT" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 11:34:00 +0100</pubDate>
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		<tp:url><![CDATA[https://panoramadellasanita.it/site/firmato-allaran-il-contratto-area-dirigenziale-sanita-2022-2024/]]></tp:url>
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		<tp:ocr><![CDATA[Firmato alTAran il contratto Area dirigenziali Sanità 2022-2024   Feb 27, 2026 | HOME - Primo Piano, lavoro     sindacali il Ceni 2022-2024 dell'Area della Dirigenza medica e sanitaria. "Per il Servizio sanitario nazionale afferma l'Aran - si chiude definitivamente il rinnovo contrattuale che riguarda 137m¡la dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. L'ipotesi di contratto era stata siglata lo scorso 18 novembre senza l'adesione di Fp Cgil Medici e Fassid. Con la firma definitiva resta solo il no della Cgil, mentre Fassid ha sottoscritto ¡I contratto definitivo. Le risorse stanziate, pari a 1,2 miliardi di euro,   garantiscono un incremento medio del 7,27%, con aumenti di circa 491 euro mensili per 13 mensilità, in parte destinati all'incremento dello stipendio tabellare e visibili già nelle buste paga di marzo. "Con la firma definitiva di oggi sì chiude iì triennio 2022-2024 assicurando incrementi economici significativi ai medici â ai dirigenti sanitari del Ssn - sottolinea ¡I presidente dell'Arali, Antonio Naddeo -. Ringrazio le organizzazioni sindacali per ¡I confronto serio e costruttivo che ho consentito dì raggiungere questo risultato. ¡I Comitato di indirizzo delle Regioni ha approvato gli atti di indirizzo sia per ¡I comparto sia per la dirigenza sanitaria: dopo il via libera del Ministero dell'Economia e delle Finanze potremo avviare formalmente ie trattative per i Ceni 2025-2027, in coerenza con ¡'impegno assunto dal Ministro per la Pubblica amministrazione. Paolo Zangrilio, per garanti rè continuità e regolarità nei rinnovi".   normativo, tra le principali novità figurano la possibilità di ricostituzione del rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione con una delle aziende di provenienza, misure volte a garantire una più effettiva fruizione delle ferie, anche durante i! periodo di preavviso, e una specifica tutela per il personale vittima di aggressioni, con patrocinio legale a carico dell'Azienda e supporto psicologico su richiesta. Firmano Anaao Assomed e Cimo-Fesmed:     Le organizzazioni sindacali AnaaoAssomed e Federazione Cimo-Fesmed hanno firmato questa mattina, presso l'Aran, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari relativo al triennio 2022-2024. Dopo la pre-intesa siglata lo scorso 18 novembre, si è concluso infatti positivamente l'iter di verifica dell'accordo: il contratto può ora entrare ufficialmente in vigore. In arrivo quindi, per 120.000 medici e 17.000 dirigenti sanitari non medici, aumenti e arretrati, che dovrebbero essere erogati già con le prossime buste paga: gli incrementi retributivi vanno dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali ai 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica. Gli arretrati invece oscillano tra gli 8.710 euro per gli incarichi professionali iniziali e i 14.540 euro per i direttori di struttura complessa dì area chirurgica, al lordo dell'indennità di vacanza contrattuale già corrisposta.     «Come abbiamo sempre sostenuto, il Ceni 2022-2024 è un contratto prevalentemente economico che andava chiuso rapidamente per poter aprire ii confronto sul Ceni 2025-2027 e riallineare finalmente la contrattazione ai triennio di riferimento - dichiarano Pierino Di Silverio, Segretario Anaao Assomed, e Guido Quici, Presidente Ci mo-Fé sm ed-. Va senz'altro in questa direzione l'approvazione, da parte del Comitato dì Settore, degli atti di indirizzo necessari a far partire le trattative per ¡I triennio 2025-2027 sia per la dirigenza che per il comparto, che per la prima volta si svolgeranno dunque in parallelo».   «Peccato che questo percorso contrattuale, tra i più virtuosi degli ultimi decenni, non sia accompagnato dalla medesima attenzione da parte della politica, che annuncia di voler premiare l'impegno quotidiano dei   professionisti della sanità ne! garantire fa tenuta dei Servìzio sanitario nazionale e poi rimanda sine die ¡'erogazione dì tali riconoscimenti. Ci riferiamo - spiegano Di Silverio e Quid - alla mancata adozione, ne
lla legge di Bilancio prima e nel Mitleproroghe poi, della norma che avrebbe permesso ii pagamento immediato degli aumenti defl'indennità dì specificità, già stanziati ma incomprensibilmente vincolati alla firma del contratto 2025-2027. Ancora una vofta - concludono - si chiede al personale sanitario di attendere per vedersi riconosciute risorse già disponibili. Un'assurdità che ci auguriamo sia urgentemente superata per dare un segnale concreto di attenzione e rispetto a medici e dirigenti sanitari, assicurando la piena valorizzazione del loro lavoro e la sostenÌbilità del sistema sanitario pubblico».   Fassid: una firma sofferta, un contratto collettivo che collettivo non è     Si è firmato oggi pomeriggio in Aran il CCNL della dirigenza medica e sanitaria. Un contratto collettivo che non sana una disparità dì incrementi dell'indennità di specificità medica e sanitaria di oltre sei volte tra medici e dirigenti sanitari. La FASSI D (Federazione AIPAC, AUPI, SINAFO, S1MET, SNR Dirigenti), per rispetto delle regole democratiche interne alla Federazione, consapevole che alcune delle Aree rappresentate, in particolare l'Area SiNaFO, continueranno a manifestare la propria contrarietà verso un contratto che aumenta le sperequazioni piuttosto che colmarle, al solo fine di evitare la paventata esclusione come soggetto sindacale dai tavoli così come previsto dall'art. 9 del CCNL 2019/2021, sigla con amarezza il contratto definitivo. L'auspido è che attraverso futuri interventi normativi e nella prossima contrattazione collettiva nazionale sia superato il divario economico che vede quote di indennità   differenziate verso ii basso per i dirigenti biologi, chimici, farmacisti, fisici, psicologi e per i dirigenti delle professioni sanitarie, rispetto ai dirigenti medici e veterinari. Duole anche constatare che le risorse messe in campo per questo contratto fossero da principio insufficienti a compensare la spinta inflazionistica del triennio. Inoltre coesistono condizioni di lavoro che avrebbero dovuto essere oggetto di correttivo normativo e non sono state minimamente scalfite, con particolare riferimento alla complessità applicativa dell'ari 27 e. 3 e alla destinazione dei pochi incrementi sul tabellare, come richiesto ripetutamente, a salvaguardia del TFR, invece che sul trattamento accessorio. Non è stata nemmeno colta l'occasione per cercare di rendere esigibile il CCNL a livello aziendale anche attraverso una migliore definizione di alcuni articoli di diffìcile interpretazione e applicazione, che però consentono a molte amministrazioni di rinviare l'applicazione del contratto a livello locale. FASSID comincia da domani a chiedere con forza un contratto   adeguatamente finanziato, giusto ed equilibrato che preveda un miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro di tutti i dirigenti dell'Area sanità e la necessaria perequazione economica tra dirigenti di pari qualifica. "La firma definitiva dei Contratto della Sanità è un passaggio essenziale per sbloccare aumenti e arretrati. Ma è evidente agii occhi dì tutti la necessaria riprogettazione di un sistema che vada incontro afte esigenze dei cittadini, assicurando quella certezza di qualità assistenziale che un sistema di welfare degno di questo nome deve garantire. Abbiamo già presentato proposte operative alla politica. Non saremo certo noi a gettare fa spugna, ne a recitare un De Profundis ai Servizio Sanitario Nazionale" ha affermato Giulio Argalia, Coordinatore Nazionale FASSID, al momento della firma in ARAN.   "Là   Fvm: il diritto alla salute e la sanità pubblica restano in sofferenza   'Oggi sottoscriviamo doverosamente e con misurata soddisfazione un contratto peraltro già superato, ma i problemi de!la sanità pubblica non finiscono certo qui". Così il Presidente Fvm, Aldo Grasseiii, ha commentato la firma definitiva del CCNL dell'Area Sanità relativo al triennio 2022-2024 da parte di ARAN e delle Organizzazioni sindacali. Il nuovo Contratto riguarda 137.000 dirigenti medici, veterinari e sanitari ed entrerà in vigore a partire da domani. Le Aziende prowederanno 
a breve ad applicare ¡n busta paga gli adeguamenti economici previsti, mentre nei prossimi mesi saranno corrisposti gli arretrati. Si tratta di un rinnovo contrattuale prevalentemente economico che, tuttavia, compensa di fatto solo un terzo dell'inflazione che ha eroso il potere d'acquisto degli stipendi nel periodo di riferimento. Fvm ha comunque ottenuto che la   maggior parte degli incrementi - seppur contenuti, in ragione delle modeste risorse stanziate dal Governo sia destinata alle voci fisse e ricorrenti della retribuzione, così da produrre effetti positivi anche sul sistema previdenziale e sugli incrementi percentuali dei futuri rinnovi contrattuali. "Molto resta da fare, sia sul versante normativo sia su quello economico. Auspichiamo pertanto di poter vedere quanto prima ¡'atto di' indirizzo datoriale per il triennio 2025-2027, così da avviare immediatamente la nuova fase di contrattazione", ha proseguito Grasselli. "Restano irrisolte e sempre più urgenti ¡e numerose criticità che investono la sanità pubblica e il diritto alla salute dei cittadini. Il disagio che attraversa ospedali e servizi territoriali ha raggiunto livelli tafi da non poter diminuire senza ulteriori e adeguati investimenti extracontrattuali e del Fondo sanitario nazionale. La sanità pubblica sta cedendo al mercato spazi sempre più ampi lasciando che un diritto collettivo si trasformi in un debito privato per curarsi. " "Siamo determinati nei pretendere che aita sanità pubblica siano date   risposte concrete rispetto al florilegio eli promesse che Stato e Regioni continuano a rinnovare "sine materia". E chiediamo che la disponibilità a chiudere ¡I nuovo contatto collettivo entro la sua vigenza sia confermata dal Governo e dalle Regioni aprendo subito la fase negoziale per il triennio 2025-2027" ha concluso il Presidente Fvm.   Aaroi-Emac: via agli aumenti e subito confronto per il triennio 2025-2027   Con la sottoscrizione definitiva del CCNL dell'Area della Dirigenza Sanitaria per il triennio 2022-2024 diventano oggi pienamente operative tutte le disposizioni previste dalla pre-intesa siglata lo scorso novembre. Si chiude così definitivamente questa fase contrattuale, creando al contempo le condizioni per   un rapido avvio del negoziato relativo al triennio 2025-2027. "Sebbene si tratti eli un contratto che come i precedenti entra in vigore dopo la sua scadenza temporale - afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC - va riconosciuto che dal 2019 a oggi sono stati firmati tré CCNL, ad iniziare da quello del 20º6-20º8, che dopo un blocco contrattuale durato 10 anni aveva introdotto importanti elementi innovativi, poi implementati nel CCNL 2019-202 i. Ora, dopo ¡i via libera delle Regioni all'Atto di Indirizzo per il triennio 2025-2027, si concretizza per la prima volta dopo decenni la possibilità di chiudere un CCNL prima della sua scadenza". Come già evidenziato in occasione della firma della pre-intesa, il confronto per il triennio 2022-2024 sì era concentrato principalmente sulla definizione degli incrementi economici, rinviando alla successiva tornata contrattuale diverse questioni normative ancora aperte, sulle quali l'AAROI-EMAC è già al lavoro. "Sin dall'avvio della trattativa, - sottolinea Vergallo - avevamo ¡Obiettivo di allocare ¡i maggior numera   possibile di risorse sulla parte fissa delta retribuzione, alfine di garantire aumenti certi e strutturali. Una scelta strategica accolta dalla controparte, che dal prossimo mese di marzo si concretizzerà nelle buste paga. Le risorse disponibili sono state orientate destinando circa /'57% dell'incremento complessivo alte voci stipendiali fisse, un obiettivo mai ottenuto prima. In particolare, il 58,84% è confluito nell'aumento dello stipendio tabellare, mentre circa ii 28% è stato destinato all'incremento della retribuzione di posizione fissa". Quest'impostazione contrattuale ha consentito:   • di rendere il più possibile uniformi e costanti per tutti, anche in proporzione all'incarico conferito, e quindi in relazione alla progressione di carriera di cui esso è l'espressi
one economica, gli aumenti   stipendiali fìssi (Stipendio Tabellare e Retribuzione di Posizione Parte Fissa);   di mantenere in tutte le Aziende una disponibilità economica sufficiente per le Retribuzioni di Posizione Parte Variabile, che resteranno tendenzialmente almeno uguali a quelle in essere, con possibilità di incrementarle ulteriormente in sede decentrata;   di ridurre al minimo gli incrementi della Retribuzione di Risultato, anche al fine di evitare il rischio di innalzare l'eventuale impegno orario prestato in eccesso alle 38 ore medie settimanali, che alcune Aziende tentano ancora di pretendere nonostante i paletti che l'art. 27 comma 3 del CCNL 2019-2021, per la prima volta nella storia, aveva imposto all'art. 15, comma 3, del D. Lgs. n.502/92 e s.m.i.   "La firma definitiva del CCNL 2022-2024 rappresenta dunque - conclude il Presidente AAROI-EMAC - non solo e non tanto la conclusione di un percorso negoziale che non poteva attendere oltre, ma anche e soprattutto il punto di partenza per una nuova fase di confronto, per la quale i'AAROI-EMAC è già pronta ad offrire un proprio contributo con cui dover fare i conti".   dai Medici: Determinante il nostro contributo   "La firma del contratto - afferma la Cisl Medici - segna un momento di grande rilievo per l'intero sistema sanitario pubblico, rafforzando il ruolo strategico della dirigenza sanitaria nella governance clinica, nell'innovazione organizzativa e nel miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini. Determinante è stato   il contributo della Cisl Medici, che ha partecipato al confronto negoziale con senso di responsabilità, competenza e visione strategica, ponendo al centro la valorizzazione delle professionalità, il riconoscimento delle responsabilità esercitate e la tutela delle condizioni di lavoro. L'impegno della Cisl Medici ha consentito di promuovere soluzioni orientate alla sostenibilità del sistema e alla dignità professionale dei dirigenti. Il nuovo CCNL introduce aggiornamenti mirati alla valorizzazione delle competenze, allo sviluppo di carriera, al rafforzamento delle tutele professionali e alla conciliazione tra vita lavorativa e personale".   "Con la firma dì oggi - dichiarano Luciana Cois e Aniello Pietropaolo, Segretaria Generale e Segretario   Generale Aggiunto CISL Medici - s/ compie un passo importante verso i! pieno riconoscimento del valore della   dirigenza sanitaria. Questo contratto rappresenta non solo un adeguamento economico, mo un investimento strategico sulla qualità, sulla motivazione dei professionisti e sulla tenuta dei Servizio Sanitario Nazionale." La sottoscrizione odierna conferma l'impegno della Cisl Medici nel promuovere un sistema sanitario pubblico più equo. moderno ed efficiente, capace di affrontare le sfide future attraverso la centralità delle competenze e la valorizzazione del capitale umano.   Novità della parte normativa   II dirigente può chiedere la ricostituzione del rapporto di lavoro, negli ultimi cinque anni, con una delle aziende con le quali ha cessato il proprio rapporto.   Sono state introdotte modifiche in materia di ferie, al fine di garantirne maggiormente la fruizione e il   monitoraggio del loro smaltimento. È prevista anche la possibilità di usufruire delle ferie durante ¡I periodo di preavviso.   Considerata la peculiarità del settore sanitario, è stata introdotta una specifica tutela per il personale oggetto di aggressioni da parte di terzi, prevedendo il patrocinio legale da parte dell'Azienda e, su richiesta del dirigente, ¡I supporto psicologico.   Snr, Sindacato Nazionale Area Radiologica: "Divide et impera. Noi non ci stiamo   "Non possiamo ignorare che da più parti, dalla Corte dei Conti alla Fondazione Gimbe, all'Agenzia per la coesione territoriale, soloper citarne alcune, le preoccupazioni sul futuro della sanità pubblica siano evidenti. Per noi che rappresentiamo una figura professionale centrale nei temi più caldi, dalla gestione delle liste d'attesa, alla riorganizzazione delle cure territoriali, alla spinosa gestione dei Pronto Soccorso, è ineludibile prendere parte ad 
una nprogettazione del sistema sanitario italiano, contrastando l'attuale tendenza politica del divide et impera che vede nella contrapposizione infermieri-medici, dirigenti medici-dirigenti sanitari, universitari-ospedalieri, un metodo sicuro di governo della sanità, a farsi che in - in ordine anche ad aggettive penurie di risorse economiche - nessuno alzi troppo ia testa. Tuttavia noi non ci stiamo. Per la nostra storia, per ie nostre responsabilità, per le nostre diagnosi, che sono necessarie e trasversali a tutti i servizi sanitari, a partire     dall'emergenza urgenza. Dobbiamo caparbiamente ricominciare il dialogo con tutte fé parti coinvolte, dobbiamo necessariamente riprendere a mediare per l'interesse collettivo". È il commento di Giulio Argalia, Segretario Nazionale dell'Area Radiologica, a margine della riunione in Aran per il CCNL Sanità definitivo, che ha siglato oggi pomeriggio come Coordinatore Nazionale FASSID.   "H nuovo contratto necessariamente dovrà valorizzare la figura centrale del radiologo. Non per difesa corporativa, ma nell'interesse dei servizio sanitario. Occorrono misure volte a remunerare la produttività aggiuntiva, se si vuoie incidere sulle ¡iste d'attesa. Bisogna ridurre la tassazione della libera professione per non penalizzare chi vuole lavorare di più. E offrire un incremento economico superiore a chi lavora in emergenza urgenza, se si vuole fermare la fuga dei nostri migliori elementi all'estero. È necessario che sia prevista fa   presenza radiologica anche nelle case della salute e negli ospedali di comunità, se non si vuole privarli di contenuto diagnostico, rappresentando così solo un ostacolo aH'affollamento dei Pronto Soccorso e non una risposta efficace. Esfruttare fé risorse investite nella digitalizzazione per colmare anche attraverso la teleradiofogia le decennali carenze di personale che affliggono il sistema, ora ancor più provato dalla carenza di vocazioni e dalla fuga verso il privato".   lacob (Aupi): La fuma, scelta responsabile per difendere la categoria psicologi   "Non è un contratto soddisfacente, ne all'altezza delle aspettative della dirigenza sanitaria. Ma restare fuori avrebbe significato rinunciare a difendere concretamente la professione nei luoghi in cui oggi si decidono ruoli, responsabilità e tutele". Così Ivan lacob. Segretario Generale di Aupi, Associazione Unitaria Psicologi   Italiani, commenta la sottoscrizione del contratto nazionale del lavoro 2022-2024 della Dirigenza Sanitaria, avvenuta nell'ambito della delegazione Fassid.II contratto non recupera la perdita di potere d'acquisto accumulata negli ultimi anni e non introduce elementi di reale valorizzazione della dirigenza sanitaria spiega lacob -. Resta inoltre una differenza ingiustificata rispetto alla dirigenza medica, che continuiamo a considerare un errore politico e culturale prima ancora che economico".   Una disparità che, secondo Aupi, non rafforza il Servizio Sanitario Nazionale ma ne mina la coesione, alimentando gerarchie improprie tra professionisti che contribuiscono in modo diverso ma complementare alla tutela della salute dei cittadini.   La decisione di firmare non è stata immediata ne scontata. "In una prima fase avevamo scelto di non     sottoscrivere la pre-intesa proprio per segnalare con chiarezza queste criticità - chiarisce lacob -. Alla fine, però, abbia mo fatto una scelta di responsabilità".   Restare fuori dal contratto avrebbe infatti comportato l'esclusione dalla contrattazione aziendale e dagli intersindacali regionali, oggi sempre più centrali per la tutela concreta dei professionisti. «È nelle aziende sanitarie che si concentrano molte delle criticità quotidiane - sottolinea il Segretario Generale Aupi -:   inquadramenti impropri, richieste operative non coerenti con il profilo sanitario, attività che travalicano il perimetro dei LEA e che espongono gli psicologi a rischi giuridici e professionali crescenti».   "Essere presenti nella contrattazione decentrata significa poter intervenire su queste derive, chiarire   competenze e responsabilità, difendere il perimetr
o professionale - conclude lacob -. Continueremo a denunciare le disparità esistenti sul piano nazionale, ma senza rinunciare a presidiare i luoghi in cui le decisioni incidono davvero sulla vita lavorativa dei colleghi. In questa fase, restare significa tutelare".   Filippi (Fp Cgil): Diciamo NO a questo contratto per lottare con più forza per il prossimo   "Non abbiamo sottoscritto a novembre l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2022/2024 dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari e non firmiamo oggi il definitivo perché non ci sono le condizioni sindacali minime economiche e normative. Rimane un contratto defìnanziato di ben 580 euro lordi rispetto all'inflazione del triennio, che non introduce nulla di normativo e che peggiora le sperequazioni a danno dei     Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie".   Lo afferma Andrea Filippi, Segretario Nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN che ribadisce il no alla sottoscrizione del contratto 2022/2024 anche per i Dirigenti del SSN.   "Il SSN - prosegue - sta vivendo la peggiore fase storica da quando è stato istituito, il defìnanziamento tocca punte al ribasso mai raggiunte rispetto al PIL, manca personale su tutto il territorio nazionale, le retribuzioni sono le più basse d'Europa, le condizioni di lavoro dei professionisti e la qualità dei servizi peggiorano ogni giorno, ormai quotidiane le aggressioni contro gli operatori da parte di cittadini estenuati   dalle liste di attesa, i concorsi vanno deserti perché il SSN a queste condizioni non può più essere attrattivo e inarrestabile è la fuga dei professionisti verso l'estero o verso il privato. Di fronte a questo scenario desolante come Organizzazione sindacale sentiamo il dovere di opporci allo smantellamento dell'offerta di salute pubblica che questo Governo sta perpetrando a partire dal defìnanziamento del Contratto".   "Inaccettabile poi che a fronte di un aumento mortificante di 90 euro lordi sul tabellare che purtroppo troveremo in busta paga a marzo/aprile rispetto a quanto già percepito, si sia deciso di congelare fino al prossimo contratto le risorse già finanziate per l'aumento dell'indennità di specificità. Circa 300 euro lordi in più al mese che a tutfoggi mancano per i Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie".     "Contestare oggi questo contratto ci deve dare la forza e la rappresentanza, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori nella nostra vertenza, per creare migliori presupposti per il triennio 2025/2027 che deve essere awiato nel più breve tempo possibile, soprattutto per recuperare le risorse ancora assenti per le indennità di specificità e di esclusività dei Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie, avviare da subito una nuova,     vera stagione contrattuale per affrontare i temi economici e normativi utili a migliorare le condizioni di lavoro e la qualità delle cure che oggi non hanno trovato nessuna risposta. Noi saremo comunque, con le nostre Rappresentanze sindacali aziendali, su tutti i tavoli a vigilare sulla corretta applicazione delle norme contrattuali ancora vigenti, su orario di lavoro, carriere e fondi dei professionisti", conclude Filippi.   -tit_org- Firmato all’Aran il contratto Area dirigenziale Sanità 2022-2024   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Sondaggio denuncia presentato dal Pd "Sanità bocciata" = "Liste d'attesa e troppi privati" Pd: sanità bocciata dai cittadini ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802174601696.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 55 di <b>"REPUBBLICA MILANO" </b>  del 28 Feb 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>La due giorni dei dem dedicata al tema, aperta da un sondaggio: un lombardo su due dà un giudizio negativo. Schlein: "E la priorità dell'alternativa che stiamo costruendo"</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 03:39:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sondaggio denuncia presentato dal Pd “Sanità bocciata”   “Liste d’attesa e troppi privati” Pd: sanità bocciata dai cittadini La due giorni dei dem dedicata al tema, aperta da un sondaggio: un lombardo su due dà un giudizio negativo. Schlein: “È la priorità dell’alternativa che stiamo costruendo”  SERVIZIO A a pagina 5    a sanità lombarda non supera il test dei cittadini. Il 52 per cento dà un giudizio “abbastanza” o “molto negativo” sulla situazione attuale e il 57 per cento ritiene che ci sia stato un peggioramento negli ultimi vent’anni. Sono questi i risultati di un sondaggio condotto da Youtrend, commissionato dal Pd Lombardia e realizzato su un campione di 1.200 maggiorenni su tutto il territorio. L’indagine è stata presentata ieri nel corso della due giorni organizzata dai dem lombardi a Palazzo Pirelli, dal titolo “L’Italia che si prende cura”. Ospite dell’evento anche la segretaria del partito Elly Schlein: «Oggi in Italia ci sono sei milioni di persone che non riescono più a curarsi perché le liste d’attesa sono troppo lunghe», ha dichiarato. «La sanità è la prima preoccupazione degli italiani e per questo è la prima priorità dell’alternativa che stiamo costruendo per l’Italia con questo percorso d’ascolto del Pd».  Sul banco degli imputati, secondo il sondaggio, ci sono il governo italiano - il cui operato è considerato insufficiente dal 63 per cento degli intervistati - e Regione Lombardia, bocciata nel 58 per cento dei casi. In cima ai problemi avvertiti come prioritari dai lombardi ci sono appunto le liste d’attesa, indicate come la piaga peggiore in più di sei risposte su dieci. A seguire, la carenza di medici e personale sanitario, la poca disponibilità di medici di base e il peso eccessivo della sanità privata. Ma di chi è la colpa? Per quanto riguarda i ritardi nell’ottenere una visita e il ruolo preponderante delle cliniche private in molti puntano il dito contro la Regione, mentre degli  L  altri due disagi è ritenuto perlopiù responsabile il governo.  «La Lombardia è oggi l’emblema di una contraddizione», ha spiegato Silvia Roggiani, segretaria regionale dem, «da un lato una sanità di eccellenza, dall’altro due milioni di cittadini che rinunciano a curarsi». Anche per il capogruppo dem, Pierfrancesco Majorino, la situazione è insostenibile. «Vent’anni fa la sanità lombarda era la migliore d’Italia, sia per prestazioni, qualità degli interventi che per accessibilità», ha commentato.  «Oggi abbiamo bravissimi medici e infermieri, e ne siamo orgogliosi, ma è una sanità a cui è difficile accedere. C’è sempre un odioso ricatto.  Volete farvi curare? Pagate. Le liste d’attesa fanno crescere i bilanci dei grandi gruppi della sanità privata e fregano tantissime persone. E noi per questo abbiamo proposte per cambiare radicalmente». Prima fra tutte quella che riguarda le liste d’attesa, per snellire le quali i dem prevedono un piano che definisca i volumi di attività e tipologie di prestazioni da erogare, definendone con precisione la parte richiesta ai privati accreditati. Quindi, la doppia richiesta alla Regione di ritirare sia le disposizioni relative all’estensione dell’attività libero-professionale intramoenia in spazi esterni all’ospedale sia quelle che riguardano l’attività super intramoenia, che consentono alle aziende sanitarie di fare convenzioni con mutue e assicurazioni per il pagamento delle prestazioni degli assistiti.  Alla lista dei desiderata del Pd lombardo si aggiungono il potenziamento dei servizi territoriali (come i centri vaccinali, i servizi per la dipendenze, l’assistenza domiciliare) e la messa in regola di tutte le Case di Comunità in programma. Gli ultimi dati Gimbe - presentati ieri dal presidente dell’organizzazione Nino Cartabellotta - parlano di sole 12 strutture provviste di medici e infermieri sulle 240 totali. Netto Majorino: «Solo il 6 per cento delle Case di Comunità in Lombardia in questo momento è realizzato secondo quelli che sono i presupposti definiti dal decreto ministeriale, mentre il 94 per cento non rispetta le regole nazionali: è un vero scandalo».  ---End
 text---  Author: ALESSANDRO DOWLATSHAHI  Heading:   Highlight: “La regione è una contraddizione: ci sono eccellenze e le persone che rinunciano a curarsi”  Image:T  La segretaria del Pd Elly Schlein e il capogruppo Pierfrancesco Majorino -tit_org- Sondaggio denuncia presentato dal Pd “Sanità bocciata”   “Liste d'attesa e troppi privati” Pd: sanità bocciata dai cittadini   -sec_org-
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		<title><![CDATA[E Cartabellotta se la prende conla Lombardia ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802026003446.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 3 di <b>"VERITÀ" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 04:24:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[EVENTO DEL PD  E Cartabellotta se la prende con la Lombardia  n Si sentiva proprio la mancanza di un commento dell’onnipresente Nino Cartabellotta, presidente dell ’ubiqua Fondazione Gimbe, più che un’entità, un effetto avverso degli anni bui del Covid e di cui probabilmente non ci libereremo mai. Prendendosi una pausa dai giudizi canori su Sanremo, con i quali inonda X, l’autoproclamatosi esperto ha pensato bene di attaccare la Lombardia mentre tutto il mondo della sanità piange la straziante morte del piccolo Domenico al Monaldi di Napoli. Ma questo non conta, la Regione guidata dal centrodestra vivrebbe, secondo Cartabellotta, «la grande contraddizione: equiparare l’eccellenza del servizio sanitario alle punte di diamante». Una secca bocciatura del sistema lombardo in un evento organizzato dal Pd, che sogna il Pirellone da una vita. Perché si sa, i «competenti» non hanno bandiere e non cercano poltrone.  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- E Cartabellotta se la prende conla Lombardia   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Sanità privata: altri scioperi per rinnovo che non arriva ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801765505797.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801765505797.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 11 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:14:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanità privata: altri scioperi per rinnovo che non arriva  Nonostante l’apertura del tavolo fissato per il 4 marzo alla presenza del ministro della Salute, le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato lo sciopero nazionale dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa per il 17 marzo per il rinnovo del contratto di lavoro di 300 mila dipendenti. Il 13 aprile, invece, torneranno a scioperare le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie private – oltre 76mila addetti – anche in questo caso per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 agosto 2024.  Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il rinnovo del contratto nazionale non è più rinviabile: «Servono risorse adeguate e rispetto per il lavoro».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Sanità privata: altri scioperi per rinnovo che non arriva   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Alla Casa di comunità la sanità si fa più vicina ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801764605804.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801764605804.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 33 di <b>"AVVENIRE" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:14:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Alla Casa di comunità la sanità si fa più vicina  P  rofessionalità, efficienza, cortesia, umanità: questi sono solo alcuni dei principi che fanno della Casa di Comunità di Vimercate, fra le prime aperte negli anni scorsi in Regione, un modello da imitare. In giorni in cui in tanti lamentano i ritardi di questi avamposti diffusi della salute sul territorio, scoprire e vivere i molti servizi offerti da questa struttura che ha la sua sede in via Giuditta Brambilla davanti al locale ospedale, è riconoscere l’impegno di una macchina organizzativa che ha nella direttrice del distretto sanitario di Vimercate, la dottoressa Carmen Papotti e di tutto il personale operativo, nel fare sentire la vicinanza della sanità pubblica agli utenti, ai pazienti che ogni giorno si interfacciano con questa “Casa”. Una struttura accogliente, che vede presente fra il personale 10 amministrativi, 11 infermieri coordinati da Vincenzo Stefano Abate, una quindicina di medici specialistici, ai quali vanno aggiunti quelli dell’ambulatorio medico diurno e della continuità assistenziale. Tutto funziona in questi spazi, a partire dal parcheggio, al front office, il biglietto da visita di questa complessa macchina sanitaria, che schiera personale qualificato nell’accoglienza, nelle prenotazioni, nel supportare i pazienti nel raggiungere i diversi studi medici. E’ la dottoressa Papotti a ricordare che: «il distretto di Vimercate comprende 22 comuni e oltre che a Vimercate le Casa di Comunità è operativa a Bellusco e da fine mese a Agrate». In questi nuovi spazi che dovrebbero essere il vanto della  sanità regionale, è possibile ottenere, previa impegnativa del medico curante, in tempi brevissimi visite con specialisti in cardiologia, diabetologia, epatologia, fisiatria, geriatria, medicina interna, neurologia, pneumologia con la possibilità di controlli per il tabagismo, reumatologia, ecografie, angiografie. In tempi in cui c’è carenza di medici di base, l’ambulatorio di medicina territoriale apre non stop tutti i giorni dalle 8 alle 20, per poi lasciare spazio alla Continuità assistenziale dalle 20 alle 8 sette giorni su sette. Frequentato da cittadini che vivono in situazione di fragilità è il Punto Unico di Accesso (Pua) operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16, ambulatorio prezioso per una prima valutazione del bisogno di salute della persona. Accanto allo sportello per le cure domiciliari, sono operativi due sportelli con psicologi. Un giorno la settimana funziona lo spazio per supportare pazienti alle prese con il gioco d’azzardo. C’è lo sportello per il centro per la vita indipendente. In collaborazione con i 22 comuni il venerdì è aperto il Si (sportello informatico). In questo prezioso centro territoriale hanno la loro sede gli infermieri impegnati nelle cure domiciliari. Fra i più frequentati sono inoltre gli sportelli per la scelta e la revoca del medico di base. «Una realtà questa dell’Asst Brianza – dice la Papotti che non lascia sole centinaia di cittadini che ogni giorno la frequentano, una “Casa” ben strutturata, che consente loro di affrontare e di superare la gran parte delle difficoltà collegate alla salute».  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image:Carmen Papotti con il responsabile infermieristico Vincenzo Abate -tit_org- Alla Casa di comunità la sanità si fa più vicina   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Sanità in affanno in Europa ci stanno surclassando ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801764105803.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801764105803.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 38 di <b>"CORRIERE DELLA SERA" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:14:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[SANITÀINAFFANNO INEUROPACISTANNO SURCLASSANDO   ?  Il corsivo del giorno  di Sergio Harari  I  l Servizio sanitario nazionale è in affanno strutturale, non per un’emergenza passeggera ma per un insieme di scelte politiche, vincoli di finanza pubblica e squilibri territoriali che lo stanno logorando «da lungo periodo». Lo sottolinea la Procura generale alla Corte dei conti nella relazione presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario.  La crisi del SSN si inserisce in un quadro demografico ed economico sfavorevole: meno nascite, più anziani, più cronicità, mentre le risorse non crescono allo stesso ritmo. La spesa sanitaria pubblica italiana resta stabilmente sotto la media europea, intorno al 6,36,4% del PIL contro il 6,9% della media UE; lo scarto è ancora maggiore rispetto a Germania (10,6%) e Francia (9,7%). In termini pro capite, nel 2024, l’Italia ha speso circa 2.375 euro per cittadino, ben al di sotto dei principali partner europei.  Questi numeri, osserva la Corte dei conti, non sono più compatibili con un sistema impostato sui principi di universalità ed equità di accesso alle cure.  Abbiamo sistemi sanitari regionali molto diversi tra loro, con un mosaico di diritti sanitari diversi a seconda della regione di residenza.  L’integrazione tra pubblico e privato accreditato, definita «ineludibile e strutturale», si rivela spesso difficoltosa con una crescente dipendenza del servizio pubblico dall’offerta privata per garantire prestazioni incluse nei livelli essenziali.  Inoltre, si va consolidando un «doppio canale» non governato né gestito: da un lato le liste d’attesa del pubblico, dall’altro una crescita dell’offerta privata fuori SSN, con il rischio di trasformare il diritto alla salute in una prestazione sempre più legata al reddito. La tenuta del SSN, sottolinea la Corte, non dipende solo da quanti soldi ci sono, ma anche da come vengono spesi, rimarcando una serie di inefficienze.  La nostra sanità si trova così a un «crocevia»: schiacciata tra bisogni di salute crescenti, spesa pubblica relativamente bassa, pressioni geopolitiche che spostano risorse verso altre priorità, autonomie regionali non sempre virtuose e una crescente interdipendenza con il privato.  Così, senza un salto di qualità politico, il SSN rischia di scivolare lentamente da sistema universalistico a rete di servizi frammentati, dove il diritto alla cura piena e tempestiva non è più per tutti ma solo per qualcuno.  © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading: ?  Il corsivo del giorno  di Sergio Harari  Highlight:   Image: -tit_org- Sanità in affanno in Europa ci stanno surclassando   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici Ssn, rinnovato il contratto:  490 euro ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801763205810.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 15 di <b>"FATTO QUOTIDIANO" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:15:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[SCIOPERO FARMACIE PRIVATE  Medici Ssn, rinnovato il contratto: +490 euro  BUSTA PAGA più pesante, a partire da marzo, per sanitari e medici del Servizio sanitario nazionale, che avranno un aumento medio dello stipendio pari a circa 491 euro lordi per 13 mensilità. La novità – che arriva grazie alla firma definitiva del contratto (Fp-Cgil non ha firmato) – riguarda 137mila dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici.  Ma se per i camici bianchi si guarda già al prossimo rinnovo, sono invece sul piede di guerra la Sanità privata e Rsa e le farmacie che, per protestare contro i mancati rinnovi contrattuali, hanno proclamato lo sciopero nazionale rispettivamente per i prossimi 17 marzo e 14 aprile.   q  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Medici Ssn, rinnovato il contratto:  490 euro   -sec_org-
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		<tp:writer>REDAZIONE</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, in porto il nuovo Cenl ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801764005802.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 27 di <b>"ITALIA OGGI" </b>  del 28 Feb 2026 </p><p style='color:#444;font-size:11px;'>Incrementimedi del 7,27% e arretratifino a 14.540 euro</p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:14:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<source Readership="88000" Sales="13753" Printing="15548" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801764005802.PDF"><![CDATA[ITALIA OGGI]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[Siglato il nuovo contratto collettivo della dirigenza medica e sanitaria tra Aran e i sindacati  Sanità, in porto il nuovo Ccnl Incrementi medi del 7,27% e arretrati fino a 14.540 euro  nche il Ccnl Area della dirigenza medica e sanitaria giunge al traguardo con la sottoscrizione relativa al triennio 2022-2024 avvenuta ieri in via definitiva tra Aran e le organizzazioni sindacali. La preintesa era stata sottoscritta lo scorso novembre.  Il rinnovo coinvolge complessivamente 137mila dirigenti, divisi tra 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Come per altre contrattazioni chiuse in questi ultimi giorni, le trattative erano state difficili e rallentate a causa del mancato accordo inizialmente di Fp Cgil Medici e Fassid. Quest’ultima sigla, tuttavia, ha sottoscritto il contratto definitivo, mentre la Cgil ha confermato la propria mancata sottoscrizione.  La firma definitiva movimenta uno stanziamento complessivo di 1,2 miliardi di euro, per effetto del quale la specifica area ottiene un incremento stipendiale medio del 7,27%. Gli aumenti vanno dai 322 euro lordi mensili previsti per gli incarichi professionali iniziali, fino ai 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica.  Gli arretrati invece partono dagli 8.710 euro spettanti agli incarichi professionali iniziali, fino ai 14.540 euro riconosciuti ai direttori di struttura complessa di area chirurgica, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta. Gli effetti dei nuovi stipendi dovranno manifestarsi già con le buste paA  ga di marzo. I contenuti del rinnovo rilevano soprattutto per la parte economica e comportano un rafforzamento della parte fissa della retribuzione di posizione, con una specifica attenzione per i dirigenti medici neoassunti, il cui trattamento economico consegue un incremento del 55%, allo scopo di rendere più interessante l’ingresso dei giovani medici nel Ssn e provare a superare la situazione di crisi che si è registrata nell’ultimo decennio, con un numero di nuovi ingressi inferiore alle cessazioni.  La distribuzione delle disponibili ha permesso di destinare circa l’87% dell’incremento complessivo alle voci stipendiali fisse: percentuale molto elevata e fin qui mai riscontrata, sempre allo scopo di rendere concorrenziale il lavoro nelle strutture pubbliche rispetto alle prospettive economiche di quelle private.  Di queste risorse circa il 58,84% è stato assegnato all’aumento dello stipendio tabellare, e circa il 28% è stato destinato all’incremento della retribuzione di posizione fissa.  In particolare, il Ccnl ha provato a contenere quanto possibile gli incrementi della retribuzione di risultato, cioè la componente variabile degli emolumenti, allo scopo di evitare di innalzare l’eventuale impegno orario prestato in eccesso alle 38 ore medie settimanali, modalità organizzativa che alcune aziende sanitare provano a disporre, nonostante non si tratti di previsioni in linea con la contrattazione e la normativa vigente.  I contenuti di natura giuridica del nuovo Ccnl di maggior rilievo riguardano l’introduzione della possibilità per i dirigenti di chiedere la ricostituzione del rapporto di lavoro, negli ultimi cinque anni, con una delle aziende con le quali abbia cessato il proprio rapporto. C’è, poi, una disciplina più chiara delle ferie, tema divenuto molto caldo negli ultimi anni, per effetto dell’indirizzo giurisprudenziale tendente a garantire anche ai dirigenti medici il diritto a fruire delle ferie accumulate se il datore pubblico non  riesce a dimostrare di averle effettivamente offerte ed aver messo in condizione il dirigente di fruirne. Il nuovo Ccnl detta regole per facilitare, quindi, la fruizione delle ferie, fissando anche i criteri ai quali le aziende dovranno attenersi per controllare che siano effettivamente smaltite nei tempi dovuti. In ogni caso, proprio allo scopo di intervenire sul contenzioso, si introduce la possibilità che i dirigenti siano autorizzati a collocarsi in ferie anche durante il periodo di preavviso, come  metodo per chiudere eventuali arret
rati accumulati.  Altro elemento di rilievo, connesso purtroppo ai fatti di cronaca che negli ultimi anni hanno visto un incremento di casi di aggressione nei confronti del personale sanitario, è la previsione di una tutela per chi subisca proprio da parte di terzi, con l’assunzione del patrocinio legale da parte dell’azienda sanitaria di appartenenza e il supporto psicologico (si veda l’altro articolo in pagina).  ---End text---  Author: LUIGI OLIVERI  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- Sanità, in porto il nuovo Cenl   -sec_org-
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		<tp:writer>LUIGI OLIVERI</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[Sanità, firmato il contratto Aumenti medi per 491 euro ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801763505809.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801763505809.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 19 di <b>"MESSAGGERO" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:15:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
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		<tp:ocr><![CDATA[Sanità, firmato il contratto Aumenti medi per 491 euro  IL RINNOVO  ROMA Via libera delle Regioni agli atti di indirizzo che aprono ufficialmente la stagione dei rinnovi contrattuali 2025-2027 per il comparto Sanità e per la dirigenza medica e sanitaria. Il semaforo verde del Comitato di settore Regioni-Sanità apre all’avvio formale della contrattazione per oltre 590 mila professionisti.   LA SIGLA  Ieri, intanto, è stato sottoscritto in via definitiva il contratto dell’Area della dirigenza medica e sanitaria: per 137mila dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti, l’accordo vale in media circa 491 euro di aumento mensile. Gli aumenti saranno visibili già nelle buste paga di marzo. Per il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, «il contratto, che prevede aumenti medi che incidono in modo concreto sulle retribuzioni, contribuisce a valorizzare competenze e professionalità strategiche per il funzionamento dello Stato». Così il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo: «Presto convocheremo i tavoli per i contratti del  triennio 2025-2027, manca solo il via libera del ministero dell’Economia e delle Finanze per procedere».   I DETTAGLI  Il contratto firmato ieri all’Aran prevede un rafforzamento della retribuzione di posizione che per i dirigenti neoassunti corrisponde a un incremento del 55%. Obiettivo: valorizzare l’ingresso dei giovani professionisti e rendere più attrattivo il Servizio sanitario nazionale. Ma il contratto introduce incrementi anche per l’indennità di direzione di struttura complessa e per le indennità di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari. Sul piano normativo, tra le principali novità figura la possibilità di ricostituzione del rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione con una delle aziende di provenienza.  Non mancano poi misure volte a garantire una più effettiva fruizione delle ferie. Spazio infine a una specifica tutela per il personale vittima di aggressioni, con patrocinio legale a carico dell’azienda di appartenenza e supporto psicologico su richiesta.  I futuri contratti, oltre a valorizzare la componente retributiva, dovranno migliorare gli strumenti di welfare e implementare la politica di incentivazione.  La carenza di personale e la crescente difficoltà nel trattenere i professionisti negli ospedali impongono interventi strutturali, sia a livello organizzativo che sul piano economico.  F. Bis.   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: F. Bis.  Heading:   Highlight: IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ZANGRILLO: «VALORIZZATE LE PROFESSIONALITÀ»  Image: -tit_org- Sanità, firmato il contratto Aumenti medi per 491 euro   -sec_org-
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		<tp:writer>f. bis.</tp:writer>
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	<item>
		<title><![CDATA[L'alta formazione sanitaria che attrae i talenti ]]></title>
		<link>http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801763805812.PDF</link>
		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801763805812.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 50 di <b>"REPUBBLICA" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:15:00 +0100</pubDate>
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		<category domain=""><![CDATA[POLITICA SANITARIA]]></category>
		<subcategory domain=""><![CDATA[]]></subcategory>
		<source Readership="1455000" Sales="146420" Printing="122131" url="http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801763805812.PDF"><![CDATA[REPUBBLICA]]></source>
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		<tp:ocr><![CDATA[UNIVERSITÀ DI PADOVA IL DOTTORATO IN MEDICINA SPECIALISTICA TRASLAZIONALE “G.B. MORGAGNI” PUNTA A FORMARE RICERCATORI CAPACI DI INTEGRARE COMPETENZE  L’alta formazione sanitaria che attrae i talenti  «I  l dottorato può essere un modo per attrarre delle menti brillanti all’Università degli Studi di Padova. Noi lo facciamo con il corso di dottorato in Medicina specialistica Traslazionale “G.B. Morgagni”, nel dipartimento di Scienze cardiotoraco-vascolari e sanità pubblica (DCTV)». A presentare le opportunità del corso è proprio il suo coordinatore, il professor Dario Gregori.  Ad affiancarlo la professoressa Martina Perazzolo Marra, vice-coordinatrice, e alla professoressa Simonetta Baraldo, referente per la Qualità, e Alessandra Cervellin, referente amministrativa. «Ha un grande potenziale e nasce per far “dialogare” vari ambiti di ricerca – afferma il coordinatore – dalle discipline toraciche alla chirurgia vascolare, passando per neuroscienze, cardiologia e cardiochirurgia, disfunzioni metaboliche, biostatistica e molto altro. Il tutto puntando alla massima qualità, perché i nostri dottorandi devono fare pubblicazioni e andare a congressi internazionali se vogliono il titolo. Abbiamo dei fondi appositi per farli partecipare agli eventi».  Nello specifico, sono attivi i cicli 39°, 40° e 41° e l’attuale numero complessivo dei dottorandi iscritti è pari a 121, rendendolo uno dei percorsi dottorali più strutturati e numericamente rilevanti nell’area delle scienze mediche e biomediche. «Il dottorato si caratterizza per una marcata vocazione clinico-traslazionale, con l’obiettivo di formare ricercatori capaci di integrare competenze in epidemiologia, genetica, biologia e patologia molecolare, medicina rigenerativa, fisiopatologia, diagnostica e terapia, con un approccio fortemente multidisciplinare e orientato all’impatto sulla salute pubblica», aggiunge.  DAGLI INIZI DEGLI ANNI 2000 Il dottorato nasce nell’area delle Scienze mediche e biomediche dell’Università di Padova e affonda  le proprie radici in una lunga tradizione accademica. Dal 2008 al 2017 il coordinamento è stato affidato al professor Gaetano Thiene, sotto la cui guida il dottorato ha consolidato la propria identità scientifica.  In quella fase l’organizzazione era strutturata in tre principali curricula – Neuroscienze, Scienze endocrine e Metaboliche e Scienze cardiotoraco-vascolari – con un impianto didattico fortemente strutturato, articolato in lezioni, seminari, letture e conferenze clinico-patologiche. Nel 2017 la guida scientifica è passata alla professoressa Annalisa Angelini, già vicecoordinatrice del corso, che ha promosso un’evoluzione verso una crescente multidisciplinarietà e un ampliamento dei curricula. In questa fase si sono consolidate aree quali Biostatistica ed Epidemiologia clinica e Scienze toraciche e polmonari, oltre alla creazione di summer e winter school con particolare attenzione agli aspetti traslazionali in campo medico. Negli anni più recenti, con la nomina a coordinatore del professor Gregori, il dottorato ha ulteriormente rafforzato il proprio orientamento metodologico, con una forte integrazione delle metodologie di intelligenza artificiale, biostatistica avanzata e analisi dei dati in tutti i curricula, consolidando al contempo il processo di internazionalizzazione. A questi aspetti si aggiungono i servizi: «Abbiamo attrezzature e laboratori all’avanguardia, oltre all’accesso a conferenze e investimenti continui sia nella formazione teorica sia pratica. Il risultato sono delle skill molto apprezzate anche dal mondo industriale e imprenditoriale, perché oggi la formazione deve guardare anche alla preparazione della classe dirigente». Consolidate anche le collaborazioni: «Lavoriamo molto strettamente con vari enti, Medici con l’Africa Cuamm, varie realtà in America Latina e, ovviamente, con le imprese».   I CURRICULA L’offerta formativa è attualmente articolata in sei curricula, che coprono in modo integrato le principali aree della medicina specialistica traslazionale. Il curriculum in Biostatistics and Clinical Epidemio
logy, coordinato dalla professoressa Ileana Baldi, è dedicato allo sviluppo e all’applicazione di metodi statistici e matematici avanzati per l’analisi di fenomeni biomedici complessi. Il curriculum in Cardiovascular Sciences, coordinato dalla professoressa Annalisa Angelini, affronta tematiche che spaziano dalla cardiologia molecolare e cellulare alle cardiomiopatie, dalla genetica delle patologie ereditarie alla morte improvvisa giovanile, dalla medicina rigenerativa alla chirurgia cardiovascolare, includendo tecniche avanzate di ricerca anatomo-patologica e diagnostica molecolare. Il curriculum in Clinical and Translational Neurosciences, coordinato dalla professoressa Elena Pegoraro, si concentra sulla neurobiologia clinica e genetica, sulle malattie neuromuscolari e neuroimmunologiche, sulle correlazioni genotipofenotipo e sulle applicazioni della medicina rigenerativa e delle nanotecnologie in ambito neurologico e otorinolaringoiatrico. Il curriculum in Nursing and Health Sciences, coordinato dalla professoressa Laura Iop, mira alla formazione di ricercatori in ambito infermieristico e delle scienze della salute, con particolare attenzione alla metodologia della ricerca, alla citizen science, al paradigma One Health e alla ricerca sui servizi sanitari, attraverso percorsi personalizzati e fortemente integrati con team multidisciplinari. Il curriculum in Thoracic and Pulmonary Sciences, coordinato dal professor Paolo Spagnolo, è dedicato allo studio delle patologie polmonari ostruttive e interstiziali, delle neoplasie toraciche e dei processi immunologici e molecolari correlati, integrando tecnologie avanzate  di analisi strutturale e genetica con un approccio multidisciplinare che coinvolge clinici, chirurghi, patologi e radiologi. Il curriculum in Endocrinology and Metabolic Diseases, coordinato dal professor Gian Paolo Fadini, è infine dedicato allo studio del diabete e dei disordini metabolici, dalla resistenza insulinica alle complicanze micro e macrovascolari, integrando ricerca clinica, genetica e proteomica.  UNO SGUARDO INTERNAZIONALE Il programma TADPOLE rappresenta il principale motore di internazionalizzazione del Dottorato “G.B. Morgagni”. Avviato nel 2023, coinvolge ricercatori altamente qualificati provenienti da America Latina, Africa e Asia e promuove la costruzione di una rete accademica stabile e di lungo periodo. Ogni dottorando sviluppa il proprio progetto di ricerca attraverso un sistema di co-supervisione internazionale, lavorando presso l’istituzione di origine e svolgendo un periodo obbligatorio di formazione e ricerca a Padova. Questo modello favorisce una cooperazione scientifica bidirezionale e uno scambio continuo di competenze e conoscenze. La dimensione internazionale del dottorato si riflette nella partecipazione di professionisti provenienti da numerosi Paesi. Spiega il professore: «Circa il 20-25% dei docenti arrivano dall’estero e più della metà degli studenti sono stranieri da tutto il mondo. Non a caso la ricerca in ambito medico all’Università di Padova è riconosciuta tra le migliori».  Il profilo dei partecipanti evidenzia una caratteristica peculiare: molti di loro non si limitano a svolgere attività di ricerca, ma ricoprono ruoli di governo accademico e istituzionale nei propri Paesi. Tra i dottorandi, infatti, figurano decani di facoltà dell’area delle scienze della salute, dirigenti universitari ed ex funzionari pubblici. La presenza di figure con responsabilità nella gestione  di università, sistemi sanitari e politiche pubbliche rende il programma uno spazio di formazione della leadership istituzionale e rafforza il ruolo di Padova come hub di cooperazione scientifica internazionale tra Europa, Africa e America Latina.  «I nostri percorsi permettono agli studenti di continuare a lavorare con le istituzioni di provenienza, così da evitare il “drenaggio” di cervelli da quei Paesi. Noi vogliamo lo sviluppo di competenze in collaborazione e in loco».  UN FUTURO CERTIFICATO Il corso di dottorato ha ottenuto la certificazione del Sistema di gestione per la qualità secondo lo s
tandard ISO 9001:2015, risultando il primo corso di dottorato dell’Università di Padova ad aver conseguito tale certificazione. Il professor Gregori ne rivendica l’importanza: «Siamo il primo e unico dottorato che ha una certificazione ISO 9001, implementando una qualità certificata». Non si tratta di un riconoscimento formale, ma di un vero e proprio salto di qualità nel modo in cui si eroga formazione: «È un nuovo approccio che investe l’organizzazione, i processi, la struttura stessa dell’esperienza accademica». Lo sguardo, però, è già oltre: «Vorremmo ottenere certificazioni ulteriori su inclusività e parità di genere.  Perché se si vuole attirare ricercatori di qualità bisogna garantire un ambiente adeguato, non basta una lunga e prestigiosa storia. Servono contesti solidi, trasparenti, strutturati, capaci di sostenere davvero il talento». L’auspicio è chiaro: continuare su questa strada e attrarre studenti di qualità, consolidando un modello che punta su certificazione, inclusività e responsabilità come leve strategiche per costruire il futuro della formazione dottorale.  Per informazioni: https://phdmorgagni.dctv.unipd.  it/phd/index.php  ---End text---  Author: Redazione  Heading:   Highlight:   Image: -tit_org- L’alta formazione sanitaria che attrae i talenti   -sec_org-
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		<title><![CDATA[Medici: 491 euro in più già da marzo, Sanità privata e farmacie allo sciopero ]]></title>
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		<description><![CDATA[<p style='color:#069;font-size:11px;font-style:italic;'><a href='http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022801764305801.PDF' target="_blank" ><img src='http://gimbe.telpress.it/images/help/PDF_16.png' align="left" border='0'/></a> Estratto da pag. 6 di <b>"SOLE 24 ORE" </b>  del 28 Feb 2026 </p>]]></description>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:14:00 +0100</pubDate>
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		<tp:ocr><![CDATA[Medici: 491 euro in più già da marzo, Sanità privata e farmacie allo sciopero   sì definitivo al contratto  Già a marzo i medici del Servizio sanitario riceveranno in busta paga un aumento medio di circa 491 euro lordi per 13 mensilità, con arretrati medi da 7.300 euro. La novità arriva grazie alla firma definitiva del contratto dell’Area dirigenziale Sanità 20222024 da parte di Aran e organizzazioni sindacali e riguarda 137mila dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. In particolare - grazie a 1,2 miliardi stanziati - gli incrementi retributivi vanno dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali ai 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica (gli arretrati invece oscillano tra gli 8.710 euro e i 14.540 euro). Per il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, «il contratto contribuisce a valorizzare competenze e professionalità strategiche per il funzionamento dello Stato». Ed ora, «dopo il via libera del Ministero dell'Economia - rileva il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo potremo avviare formalmente le trattative per il prossimo Contratto». Giovedì scorso il comitato di settore ha infatti approvato per la prima volta in contemporanea, gli atti di indirizzo necessari a far partire le trattative per il triennio 2025/27, sia per i medici sia per gli infermieri e gli altri dipendenti del comparto. Ma se per i sanitari si guarda già al prossimo rinnovo, sono invece sul piede di guerra la Sanità privata e Rsa e le farmacie che, per protestare contro i mancati rinnovi contrattuali, hanno proclamato lo sciopero nazionale rispettivamente per il 17 e per il 14 aprile. Per la Sanità, alla firma definitiva non ha partecipato la Fp-Cgil, che punta il dito contro un contratto «definanziato, con aumenti mortificanti e senza novità normative».   © RIPRODUZIONE RISERVATA  ---End text---  Author: Redazione  Heading: sì definitivo al contratto  Highlight:   Image: -tit_org- Medici: 491 euro in più già da marzo, Sanità privata e farmacie allo sciopero   -sec_org-
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