title§§ Marinelli e Paolucci su nuovo rapporto Gimbe su sanità: “Nuova bocciatura” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903031809271.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "abruzzolive.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "abruzzolive.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "abruzzolive.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "aliautonomie.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "biomedicalcue.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "calabria.live" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 09 Oct 2026
Trotta: «Le rivendicazioni nazionali in Calabria hanno un peso ancora maggiore». Appuntamenti il 17 ottobre a Roma e il 14 novembre a Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria
pubDate§§ 2026-10-09T13:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064809701.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064809701.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/cronaca/2026/10/09/lavoro-salari-e-sanita-da-catanzaro-la-cgil-rilancia-la-mobilitazione-nazionale-e-regionale/428703/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064809701.PDF tp:ocr§§ Rafforzare la partecipazione alla manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma e preparare le mobilitazioni regionali del 14 novembre, mettendo al centro salari, sanità, servizi pubblici, pace e difesa della Costituzione. È il percorso rilanciato dall’attivo dei quadri e dei delegati della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, che si è svolto nella sala Giuditta Levato del Museo Musmi, nel Parco della Biodiversità di Catanzaro.L’incontro ha collegato le ragioni della manifestazione “Insieme sulla Via Maestra”, promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni e realtà della società civile, alle criticità del territorio calabrese: perdita del potere d’acquisto, difficoltà nell’accesso alle cure, caro energia e carburanti, fragilità dell’occupazione e divari nei servizi.«Oggi siamo qui, in questo attivo, per serrare le file e proseguire il percorso verso la mobilitazione nazionale sui temi della pace, del lavoro, dei salari e della difesa della Costituzione, con particolare attenzione all’autonomia differenziata», ha dichiarato Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia.Scalese ha richiamato le difficoltà della sanità regionale, facendo riferimento al report Gimbe sulle liste d’attesa e alla necessità di garantire ai cittadini calabresi gli stessi diritti riconosciuti nel resto del Paese. Nel suo intervento anche la solidarietà agli agricoltori impegnati nelle proteste, che stanno portando in piazza il disagio di una parte importante dell’economia regionale.«Come lavoratori e lavoratrici viviamo quotidianamente le difficoltà legate alla perdita del potere d’acquisto di salari e stipendi. È un problema sociale che in Calabria si presenta con particolare intensità: al caro carburante si aggiunge il caro carrello della spesa, con persone costrette a rinunciare anche a beni e necessità quotidiane», ha sottolineato Scalese.La mobilitazione nazionale si lega quindi agli appuntamenti regionali già in preparazione. «Chiediamo di sostenere la manifestazione del 17 ottobre e leghiamo questo appuntamento alle mobilitazioni regionali già in cantiere per il 14 novembre a Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia», ha aggiunto il segretario dell’Area Vasta, indicando tra le priorità la sanità e la necessità di «restituire dignità al lavoro, ai lavoratori e alle lavoratrici».Il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha ribadito la continuità dell’impegno del sindacato, dai referendum alle iniziative di protesta. «Questo appuntamento assume un valore particolare per i temi che affronta: welfare, salari, pace e difesa della Costituzione», ha affermato, criticando il percorso del Governo sull’autonomia differenziata e sostenendo che non tenga conto delle sentenze della Consulta.Trotta ha inoltre evidenziato la questione salariale, l’aumento del costo della vita e dell’energia e le difficoltà dei trasporti in Calabria. «Il 17 ottobre saremo in piazza insieme alle cento associazioni della Via Maestra. Abbiamo ripreso questo percorso perché riteniamo necessario che anche la società civile si mobiliti per costruire un’opposizione sociale», ha dichiarato.Per il segretario regionale, gli appuntamenti di ottobre e novembre rispondono a una stessa esigenza: portare le rivendicazioni generali dentro le condizioni concrete della Calabria. «Il caro energia, il caro gasolio, i salari bassi e i rischi dell’autonomia differenziata incidono su un mercato del lavoro e su una società già fragili, mentre i giovani continuano ad andare via», ha sottolineato.Nel suo intervento anche una critica alla comunicazione dei governi nazionale e regionale, giudicata distante dalle difficoltà delle famiglie. Trotta ha contestato gli annunci sulle presenze turistiche e sull’apertura dell’ospedale di Sibari, sostenendo che l’avvio dei soli ambulatori non equivalga alla piena operatività della struttura. «Siamo alla politica degli annunci, sia a livello nazionale sia regionale. Si racconta che tutto vada bene, mentre aumentano i poveri, come rileva l’Istat, e diminuisce il potere d’acquisto», ha affermato.L’attivo di Catanzaro si inserisce nella piattaforma della Via Maestra, che tiene insieme lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione. Tra gli obiettivi, occupazione stabile e adeguatamente retribuita, contrasto alla precarietà e alle disuguaglianze, investimenti e politiche industriali capaci di accompagnare la transizione ecologica tutelando i lavoratori. Sul versante dei diritti sociali, la mobilitazione richiama la garanzia di sanità, istruzione, cura e assistenza, insieme alla difesa del potere d’acquisto delle pensioni e al sostegno delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.Il prossimo appuntamento sarà sabato 17 ottobre a Roma: il concentramento è previsto alle 13.30 in piazza della Repubblica, da dove il corteo raggiungerà piazza del Popolo, con conclusione indicata intorno alle 17. Il percorso proseguirà il 14 novembre con le tre manifestazioni in Calabria, a Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064809701.PDF §---§ title§§ Vincenzo Costantino: “Calabria ultima nella sanità. E chi non ha i soldi per curarsi al Nord?” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903062409725.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 09 Oct 2026
"C’è una cosa che non si può più accettare della Calabria: che una persona, proprio nel momento in cui è più fragile e avrebbe bisogno di essere aiutata,
pubDate§§ 2026-10-09T13:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903062409725.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903062409725.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/cronaca/2026/10/09/vincenzo-costantino-calabria-ultima-nella-sanita-e-chi-non-ha-i-soldi-per-curarsi-al-nord/428709/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903062409725.PDF tp:ocr§§ “C’è una cosa che non si può più accettare della Calabria: che una persona, proprio nel momento in cui è più fragile e avrebbe bisogno di essere aiutata, debba cominciare a farsi i conti in tasca per capire se può permettersi di curarsi.Perché curarsi in Lombardia, in Veneto o in Emilia-Romagna non è solo questione di prendere un aereo. C’è il viaggio da pagare, un alloggio da trovare, i giorni di lavoro persi, le spese di chi ti accompagna. E alla paura della malattia si aggiunge quella di non farcela economicamente.E chi quei soldi non li ha? Chi non può permettersi di partire, di restare lontano da casa per settimane, di pagare le spese necessarie? Aspetta. Rimanda. E qualche volta rinuncia.È questa la Calabria di cui dovremmo parlare. Prima di ogni altra cosa.Qualche tempo fa, riflettendo sulle difficoltà dei collegamenti nel Mezzogiorno, scrivevo che la distanza del Sud si misura in euro, non in chilometri. Oggi penso che la nostra sanità ne sia la dimostrazione più dolorosa.I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE ci restituiscono una realtà che non possiamo continuare a trattare come una notizia tra le tante. Nel 2024 la Calabria è ancora ultima nella valutazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, con 189 punti su 300. L’assistenza territoriale è insufficiente, ferma a 52 punti. È vero, c’è stato un miglioramento rispetto al 2023, ma restiamo lontani da una condizione accettabile.E c’è un altro numero che dovrebbe indignarci: 326,9 milioni di euro. È il saldo negativo della mobilità sanitaria calabrese nel 2023, il più alto d’Italia. Risorse che, nella compensazione tra regioni, escono dal nostro sistema per finanziare le cure ricevute altrove. E non comprendono le spese aggiuntive sostenute direttamente dalle famiglie per viaggiare e soggiornare fuori regione.Non è una questione di parte. Sono problemi che si trascinano da decenni e che hanno attraversato governi di ogni colore. Ma proprio per questo non possono più diventare un alibi. La sanità dovrebbe essere giudicata da una sola cosa: i risultati che i cittadini possono misurare nella propria vita.Quanti calabresi devono ancora attraversare l’Italia per ricevere cure adeguate?Eppure, mentre tutto questo accade, continuiamo ad assistere alla narrazione di una Calabria straordinaria. Una Calabria meravigliosa, piena di bellezze, di opportunità, di luoghi da scoprire. Una Calabria da celebrare, da promuovere, da raccontare.E sia chiaro: amo profondamente questa terra, credo nelle sue possibilità e nell’importanza di promuoverne la bellezza.Ma non possiamo accontentarci di una regione bellissima da fotografare, se poi diventa così difficile viverci, perché la qualità di una comunità si misura anche da come si prende cura delle persone nel momento in cui hanno più bisogno.Raccontiamo pure una Calabria straordinaria, ma nel frattempo lavoriamo seriamente per costruire una Calabria nella quale sia normale poter vivere, lavorare, crescere i propri figli e curarsi.E non riesco a immaginare una battaglia politica più importante di questa”.Vincenzo Costantino tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903062409725.PDF §---§ title§§ Race for the Cure 2026: Napoli punta sull’inclusione - Cinque Colonne Magazine link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046009385.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cinquecolonne.it" del 09 Oct 2026
Napoli si prepara ad accogliere la decima edizione della Race for the Cure, l’evento simbolo di Komen Italia dedicato alla prevenzione e alla lotta ai tumori del seno
pubDate§§ 2026-10-09T11:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046009385.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046009385.PDF', 'title': 'cinquecolonne.it'} tp:url§§ https://www.cinquecolonne.it/race-for-the-cure-2026-napoli-punta-sullinclusione.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046009385.PDF tp:ocr§§ Napoli si prepara ad accogliere la decima edizione della Race for the Cure, l’evento simbolo di Komen Italia dedicato alla prevenzione e alla lotta ai tumori del seno, in programma da domani, venerdì 9 ottobre, a domenica 11 ottobre in piazza del Plebiscito. L’edizione 2026 è stata presentata oggi nella Sala Giunta del Comune di Napoli, alla presenza di Emanuela Ferrante, assessora allo Sport e alle Pari opportunità, Marzia Imperiali di Francavilla, presidente Komen Comitato Campania, colonnello Alberto Valent, comandante Scuola Militare Nunziatella, Bruno Daniele, dirigente Unità Oncologica Ospedale del Mare, Alessandra Rubino, responsabile del Bilancio Sociale di Kimbo. Race for the Cure 2026L’iniziativa, che si avvale del patrocino del Comune di Napoli, quest’anno nasce con un obiettivo preciso: essere la Race più inclusiva mai realizzata in città, rendendo la prevenzione concretamente accessibile e riducendo le barriere che ancora possono ostacolare l’accesso alla salute. Per questo, accanto alle attività della manifestazione, saranno presenti interpreti LIS e realtà impegnate quotidianamente sul fronte dell’inclusione e della partecipazione, tra cui FAND, ENS sez. prov. Napoli e UICI. Proprio l’UICI sarà presente con una propria Carovana per offrire gratuitamente screening della vista. Domenica 11 ottobre sarà presente alla Race Angela Procida, medaglia di bronzo nei 50 dorso S2 alle Paralimpiadi di Parigi 2024 e ai Mondiali di Singapore 2025. Il cuore della manifestazione è il Villaggio della Salute, dove per tre giorni la Carovana della Prevenzione di Komen Italia offrirà screening gratuiti con ecografie e mammografie rivolte alle fasce di età under 40 e over 69. La Race for the Cure si apre tradizionalmente con le Donne in Rosa, protagoniste della manifestazione: donne che stanno affrontando o hanno superato un tumore al seno e che, attraverso la caratteristica maglia rosa, contribuiscono a portare al centro dell’attenzione pubblica il valore della prevenzione e della diagnosi precoce. Quest’anno saranno accompagnate in una speciale parata dagli allievi e dalle allieve della Scuola Militare Nunziatella, che prenderanno parte anche alle diverse attività del Villaggio della Salute. Gli spaziDurante i tre giorni, gli spazi della piazza saranno animati da incontri, attività di informazione e divulgazione, momenti dedicati al benessere e iniziative sportive per bambini, ragazzi, adulti. Ampio spazio sarà dedicato allo sport e al movimento, dal jazzercise al pilates, dallo yoga al taijiquan, fino al qi gong, alla scherma, al taekwondo, al rugby, al tiro con l’arco, al tennis e al padel. Per i più piccoli sono previste animazione a cura di RamBlas eventi, laboratori sul riciclo, educazione alla sicurezza organizzata dall’associazione Pompieropoli, parte integrante del corpo nazionale dei vigili del fuoco; mentre l’area benessere proporrà attività dedicate alla cura della persona. Nella giornata di sabato 10, dedicata al benessere psicofisico, all’interno dell’area olistica del Villaggio della Salute è prevista anche un’iniziativa promossa dalla V Municipalità grazie alla presidente Clementina Cozzolino, all’assessora alle Pari opportunità Tiziana D’Aniello e al consigliere con delega al Benessere e alla Salute Maurizio Malfitano. Anche la sostenibilità sarà protagonista con AiCS Ambiente, presente con i progetti Preventing Plastic Invasion e Rifiuthlon e attività di upcycling, riciclo e corretta gestione della plastica. Domenica 11 ottobre sarà il momento centrale della manifestazione. Dopo il riscaldamento e l’arrivo delle Allieve e degli Allievi della Nunziatella, alle 10.30 partirà la passeggiata di 2 chilometri aperta a tutti, con le Donne in Rosa in prima fila. Al termine, la premiazione delle squadre più numerose e le testimonianze delle Donne in Rosa chiuderanno la mattinata. PrevenzioneLa Race for the Cure si inserisce nella campagna di sensibilizzazione “La Prevenzione è il nostro capolavoro”, realizzata da Komen Italia insieme al Ministero della Cultura e al Ministero della Salute, in occasione di ot tobre, mese internazionale della prevenzione dei tumori del seno. Grazie alla partnership con il Ministero della Cultura i partecipanti alla Race for the Cure avranno la possibilità di visitare gratuitamente i principali musei napoletani nei giorni del Villaggio della Salute: con una donazione di 13 euro è possibile iscriversi alla Race for the Cure come singolo partecipante, oppure in squadra; i partecipanti riceveranno lo zainetto e l’iconica maglia della Race for the Cure.I donatori, muniti di ticket, ricevuta online o maglietta Race, limitatamente alle giornate del Villaggio della Salute potranno visitare gratuitamente i musei statali: Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo “Diego Aragona Pignatelli Cortés”; Palazzo Reale di Napoli, Castel Sant’Elmo, Certosa di San Martino e Villa Floridiana. L’organizzazione tecnica della corsa/passeggiata è a cura di Napoli Running. Parole dei protagonisti«Race for the Cure – ha affermato l’assessora Ferrante – è una delle manifestazioni alle quali teniamo di più non solo per lo spirito sportivo che la anima, ma anche per il messaggio di solidarietà di cui è portatrice. Da sempre questa iniziativa è al fianco delle donne con tumore al seno e sappiamo quanto l’attività sportiva possa incidere positivamente sul fisico e sulla mente di chi combatte questa battaglia». «Quest’anno abbiamo aperto le porte a tantissime persone e a tantissime associazioni. Ci saranno non soltanto le tradizionali attività di screening, ma anche le visite di controllo curate da dentisti, oculisti e altri professionisti – ha annunciato la presidente Marzia Imperiali di Francavilla –. Gli screening per il tumore al seno sono quanto mai necessari perché l’età delle pazienti si è abbassata. La diagnosi precoce ci permette di arrivare ad affrontare questo male con uno spirito diverso e di cercare di combatterlo con il sorriso». «La prevenzione è fondamentale – ha sottolineato il dottor Burno –. Uno dei dati diffusi dalla Fondazione Gimbe riguarda gli screening e merita attenzione: l’incidenza in Campania, e in generale nell’Italia meridionale, è più bassa di quella nazionale. Race for the Cure servire proprio a motivare e sensibilizzare la popolazione ad accedere agli screening». Redazione CinqueColonneVedi tutti gli articoli dell'Autore tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046009385.PDF §---§ title§§ Lavoro, salari e sanità: da Catanzaro la Cgil rilancia la mobilitazione nazionale e regionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903067709618.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredellacalabria.it" del 09 Oct 2026
Al Musmi l’attivo dei quadri e dei delegati dell’Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia
pubDate§§ 2026-10-09T12:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903067709618.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903067709618.PDF', 'title': 'corrieredellacalabria.it'} tp:url§§ https://www.corrieredellacalabria.it/2026/10/09/lavoro-salari-e-sanita-da-catanzaro-la-cgil-rilancia-la-mobilitazione-nazionale-e-regionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903067709618.PDF tp:ocr§§ I nostri canaliCATANZARO Rafforzare la partecipazione alla manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma e preparare le mobilitazioni regionali del 14 novembre, mettendo al centro salari, sanità, servizi pubblici, pace e difesa della Costituzione. È il percorso rilanciato dall’attivo dei quadri e dei delegati della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, che si è svolto nella sala Giuditta Levato del Museo Musmi, nel Parco della Biodiversità di Catanzaro. L’incontro ha collegato le ragioni della manifestazione “Insieme sulla Via Maestra”, promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni e realtà della società civile, alle criticità del territorio calabrese: perdita del potere d’acquisto, difficoltà nell’accesso alle cure, caro energia e carburanti, fragilità dell’occupazione e divari nei servizi. «Oggi siamo qui, in questo attivo, per serrare le file e proseguire il percorso verso la mobilitazione nazionale sui temi della pace, del lavoro, dei salari e della difesa della Costituzione, con particolare attenzione all’autonomia differenziata», ha dichiarato Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Scalese ha richiamato le difficoltà della sanità regionale, facendo riferimento al report Gimbe sulle liste d’attesa e alla necessità di garantire ai cittadini calabresi gli stessi diritti riconosciuti nel resto del Paese. Nel suo intervento anche la solidarietà agli agricoltori impegnati nelle proteste, che stanno portando in piazza il disagio di una parte importante dell’economia regionale. «Come lavoratori e lavoratrici viviamo quotidianamente le difficoltà legate alla perdita del potere d’acquisto di salari e stipendi. È un problema sociale che in Calabria si presenta con particolare intensità: al caro carburante si aggiunge il caro carrello della spesa, con persone costrette a rinunciare anche a beni e necessità quotidiane», ha sottolineato Scalese. La mobilitazione nazionale si lega quindi agli appuntamenti regionali già in preparazione. «Chiediamo di sostenere la manifestazione del 17 ottobre e leghiamo questo appuntamento alle mobilitazioni regionali già in cantiere per il 14 novembre a Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia», ha aggiunto il segretario dell’Area Vasta, indicando tra le priorità la sanità e la necessità di «restituire dignità al lavoro, ai lavoratori e alle lavoratrici». Il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha ribadito la continuità dell’impegno del sindacato, dai referendum alle iniziative di protesta. «Questo appuntamento assume un valore particolare per i temi che affronta: welfare, salari, pace e difesa della Costituzione», ha affermato, criticando il percorso del Governo sull’autonomia differenziata e sostenendo che non tenga conto delle sentenze della Consulta. Trotta ha inoltre evidenziato la questione salariale, l’aumento del costo della vita e dell’energia e le difficoltà dei trasporti in Calabria. «Il 17 ottobre saremo in piazza insieme alle cento associazioni della Via Maestra. Abbiamo ripreso questo percorso perché riteniamo necessario che anche la società civile si mobiliti per costruire un’opposizione sociale», ha dichiarato. Per il segretario regionale, gli appuntamenti di ottobre e novembre rispondono a una stessa esigenza: portare le rivendicazioni generali dentro le condizioni concrete della Calabria. «Il caro energia, il caro gasolio, i salari bassi e i rischi dell’autonomia differenziata incidono su un mercato del lavoro e su una società già fragili, mentre i giovani continuano ad andare via», ha sottolineato. Nel suo intervento anche una critica alla comunicazione dei governi nazionale e regionale, giudicata distante dalle difficoltà delle famiglie. Trotta ha contestato gli annunci sulle presenze turistiche e sull’apertura dell’ospedale di Sibari, sostenendo che l’avvio dei soli ambulatori non equivalga alla piena operatività della struttura. «Siamo alla politica degli annunci, sia a livello nazionale sia regionale. Si racconta che tutto vada bene, mentre aumentano i poveri, com e rileva l’Istat, e diminuisce il potere d’acquisto», ha affermato. L’attivo di Catanzaro si inserisce nella piattaforma della Via Maestra, che tiene insieme lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione. Tra gli obiettivi, occupazione stabile e adeguatamente retribuita, contrasto alla precarietà e alle disuguaglianze, investimenti e politiche industriali capaci di accompagnare la transizione ecologica tutelando i lavoratori. Sul versante dei diritti sociali, la mobilitazione richiama la garanzia di sanità, istruzione, cura e assistenza, insieme alla difesa del potere d’acquisto delle pensioni e al sostegno delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. Il prossimo appuntamento sarà sabato 17 ottobre a Roma: il concentramento è previsto alle 13.30 in piazza della Repubblica, da dove il corteo raggiungerà piazza del Popolo, con conclusione indicata intorno alle 17. Il percorso proseguirà il 14 novembre con le tre manifestazioni in Calabria, a Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria.Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornatoNews&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email: newsandcom@gmail.comx tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903067709618.PDF §---§ title§§ In Toscana si vive più a lungo e la sanità funziona, ma mancano quasi 400 medici e 300mila persone rinunciano alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902908109158.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrierediarezzo.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "dedalomultimedia.org" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 09 Oct 2026
La Federazione degli internisti richiama i dati del Rapporto Gimbe: la quota di spesa sanitaria destinata al personale è scesa dal 39,7% al 36,9% tra il 2012 e il 2025
pubDate§§ 2026-10-09T10:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903029009227.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903029009227.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/69004/personale-sanitario-fadoi-il-ssn-deve-tornare-attrattivo-per-i-medici tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903029009227.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale deve tornare a investire sul personale per aumentare la propria capacità di attrarre e trattenere i medici. È la posizione espressa dalla Fadoi, Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, commentando i dati sul personale contenuti nel Rapporto Gimbe.«Si può discutere se vada rimarcato che il Fondo sanitario nazionale abbia registrato un incremento record in valori assoluti o se pesi di più il suo arretramento rispetto al Pil. Ma, al di là delle diverse letture, i numeri del Rapporto Gimbe indicano con chiarezza che negli ultimi anni il conto più pesante lo ha pagato il personale», sottolinea la Federazione in una nota.A richiamare l'attenzione sull'andamento della spesa è Andrea Montagnani, presidente Fadoi. «Nel 2012 stipendi di dipendenti e convenzionati assorbivano il 39,7% della spesa sanitaria pubblica, mentre nel 2025 la quota è scesa al 36,9%», evidenzia.Secondo la Federazione, anche il numero complessivo di medici disponibili in Italia deve essere interpretato alla luce della loro effettiva presenza nel Servizio sanitario nazionale.Il Paese conta infatti 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto a una media Ocse di quattro. Tuttavia, degli oltre 339mila professionisti censiti, almeno 88.258, pari al 26,1%, non lavorano nel Ssn né sono impegnati in percorsi di formazione post-laurea.«Questo conferma che il problema non è soltanto quanti medici abbiamo, ma quanto il Servizio sanitario nazionale riesca ad attrarli e trattenerli», osserva Montagnani.Per Fadoi, i dati richiamati dal Rapporto Gimbe confermano quindi la necessità di rafforzare l'attrattività del sistema pubblico attraverso maggiori investimenti nel personale.«Per salvaguardare il nostro Ssn occorre quindi tornare a investire nel suo capitale più prezioso: quello umano», conclude il presidente della Federazione.???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903029009227.PDF §---§ title§§ Visite ed esami, a luglio 4.301 prestazioni oltre i limiti di tempo: «Si riducano le liste di attesa» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902050600579.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ECODIBERGAMO.IT" del 09 Oct 2026
Amboni, della Cgil Bergamo: «Spese sanitarie aumentate, serve maggiore trasparenza sui dati».
pubDate§§ 2026-10-09T00:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902050600579.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902050600579.PDF', 'title': 'ECODIBERGAMO.IT'} tp:url§§ https://www.ecodibergamo.it/stories/premium/la-salute/visite-ed-esami-a-luglio-4301-prestazioni-oltre-i-limiti-di-tempo-si-riducan-o_3968682_11/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902050600579.PDF tp:ocr§§ Fondazione Gimbe ha stimato che 5,8 milioni di italiani rinunciano alle cureUn «riallineamento dei finanziamenti per il Servizio sanitario nazionale», così da tagliare le liste d’attesa ed evitare che i cittadini più fragili rinuncino alle cure, e una «maggiore trasparenza sui dati», per permettere a tutti di monitorare in maniera puntuale lo stato dell’arte.In Italia 5,8 milioni di persone rinunciano a visite ed esamiÈ la lettura di Orazio Amboni, del Dipartimento Welfare della Cgil di Bergamo, di fronte al recente rapporto della Fondazione Gimbe: nel documento presentato il 7 ottobre, il centro di ricerca ha stimato che 5,8 milioni di persone in Italia rinunciano a visite ed esami; in Lombardia, sarebbe in questa situazione il 10,3% dei cittadini.I cittadini non hanno sufficienti risorse economiche per curarsi con prestazioni a pagamento «Il Rapporto Gimbe – sottolinea Amboni – ha lanciato, ancora una volta, l’allarme sulle difficoltà del Servizio sanitario nazionale, sia per la perdita di valore reale del Fondo sanitario rispetto al Pil, sia per la rinuncia alle cure da parte dei cittadini che non hanno sufficienti risorse economiche per curarsi con prestazioni a pagamento. Su questo secondo aspetto è davvero difficile, se non impossibile, quantificare con esattezza il numero dei cittadini che rinuncia alle cure».A luglio il 15% delle prestazioni ha sforato i limitiAmboni ha comunque analizzato alcuni dati pubblici rilasciati dalle Asst bergamasche nell’ambito della normativa sulla trasparenza. A luglio 2026, ad esempio, per la specialistica ambulatoriale – cioè visite ed esami – erano indicate 29.371 prestazioni in lista: stando agli stessi dati, 25.070 di queste (l’85%) sono state garantite entro i tempi d’attesa fissati, mentre le altre 4.301 (il 15%) hanno sforato i limiti.Dalle dichiarazioni dei redditi emerge che le spese sanitarie sono il 63,9% degli oneri detraibili«Spese sanitarie su del 9% in un anno»Per Amboni, però, andrebbero considerati anche coloro che, una volta ottenuta l’impegnativa, «hanno rinunciato (all’esame tramite il canale pubblico, ndr) scegliendo o di non curarsi o di rivolgersi a un servizio a pagamento diretto».Una platea che sfugge a quei resoconti, perché riferiti solo alle prestazioni effettivamente prenotate ed erogate. Intanto, gli esborsi di tasca propria per la salute crescono: «Si è visto dalle dichiarazioni dei redditi che, ormai, le spese sanitarie sono il 63,9% degli oneri detraibili e sono aumentate del 9% in un anno», aggiunge il sindacalista basandosi sulle statistiche fiscali diffuse dal ministero dell’Economia.Amboni: «Serve un riallineamento dei finanziamenti e maggiore trasparenza sui dati»Dai numeri alle considerazioni: «Oltre a un riallineamento dei finanziamenti per il Servizio sanitario nazionale e alle altre proposte riformatrici presenti nella proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil – conclude Amboni –, è necessaria anche una maggiore trasparenza sui dati».© RIPRODUZIONE RISERVATABergamo Iniziative popolari Politica assistenza sanitaria Specializzazioni mediche Salute Servizi sociali Questioni sociali (generico) Sociale Orazio Amboni tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902050600579.PDF §---§ title§§ Sanità, Pd: nuova bocciatura per l’Abruzzo dal rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903047509556.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ekuonews.it" del 09 Oct 2026
Marinelli e Paolucci: criticità profonde. Con la destra disavanzi per 180,7 milioni e quasi 160mila cittadini rinunciano alle cure
pubDate§§ 2026-10-09T12:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903047509556.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903047509556.PDF', 'title': 'ekuonews.it'} tp:url§§ https://www.ekuonews.it/sanita-pd-nuova-bocciatura-per-labruzzo-dal-rapporto-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903047509556.PDF tp:ocr§§ Marinelli e Paolucci: criticità profonde. Con la destra disavanzi per 180,7 milioni e quasi 160mila cittadini rinunciano alle cure--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903047509556.PDF §---§ title§§ Prima Udine, ora San Daniele: tra restyling, lifting e punturine, la sanità regionale resta un disastro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902904509010.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "friulisera.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "fuoriporta.info" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "genova.repubblica.it" del 09 Oct 2026
Il dato emerge dal rapporto Gimbe presentato alla Camerama la regione con 2,2 miliardi è tra quelle che ricevono più fondi
pubDate§§ 2026-10-09T00:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902125300354.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902125300354.PDF', 'title': 'genova.repubblica.it'} tp:url§§ https://genova.repubblica.it/cronaca/2026/10/09/news/i_liguri_spendono_870_euro_l_anno_per_farsi_curare_piu_della_media_italiana-425635106/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902125300354.PDF tp:ocr§§ Il dato emerge dal rapporto Gimbe presentato alla Camerama la regione con 2,2 miliardi è tra quelle che ricevono più fondi--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902125300354.PDF §---§ title§§ Sanità, l’allarme del M5s su Medicina nucleare al villa Scassi: “La riforma Bucci colpisce il ponente” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903024209339.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "genova24.it" del 09 Oct 2026
Giordano e Piccardo: "Dal primo novembre pesanti conseguenze per le procedure di individuazione del linfonodo sentinella" e "I pazienti rischiano di dover proseguire il percorso lontano da casa"
pubDate§§ 2026-10-09T11:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903024209339.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903024209339.PDF', 'title': 'genova24.it'} tp:url§§ https://www.genova24.it/2026/10/m5s-medicina-nucleare-villa-scassi-477269/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903024209339.PDF tp:ocr§§ Genova. Dal campo largo arrivano parole di preoccupazione per le voci di chiusura di Medicina nucleare all’ospedale Villa Scassi come parte della riforma della sanità pubblica territoriale e ospedaliera voluta dalla Regione.Giordano (M5s): “Colpo alla sanità pubblica e al diritto alla salute dei cittadini del Ponente”“Altro che rilancio della sanità ligure! La riforma sanitaria di Bucci rischia di trasformarsi nel definitivo depotenziamento dell’ospedale Villa Scassi. Secondo le informazioni in nostro possesso, dal primo novembre la Medicina nucleare del nosocomio di Sampierdarena è destinata alla chiusura, con pesanti conseguenze per le procedure di individuazione del linfonodo sentinella, fondamentali nella chirurgia del tumore al seno e in altri percorsi oncologici. Entro fine anno pare sia prevista anche la chiusura di Anatomia patologica, servizio essenziale per la diagnostica oncologica, per la Breast Unit e per specialità come Urologia e Chirurgia generale, che necessitano anche di esami istologici intraoperatori in tempo reale. La farmacia ospedaliera, nel frattempo, ha già chiuso, con ulteriori disagi per i pazienti, soprattutto oncologici. Un colpo durissimo alla sanità pubblica e al diritto alla salute dei cittadini del Ponente genovese”.Lo denuncia il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, richiamando i dati Gimbe, che “dovrebbero imporre scelte diametralmente opposte: nel 2023 la Liguria ha registrato un saldo negativo della mobilità sanitaria di 74,4 milioni di euro, mentre nel 2024 il 10,1% dei liguri ha rinunciato alle cure. Non solo: ci collochiamo al 14esimo posto per l’assistenza ospedaliera. Numeri che dovrebbero spingere la Giunta a rafforzare i presidi esistenti, non a impoverirli di servizi specialistici fondamentali”.Tornando allo Scassi, secondo Giordano “stanno sistematicamente togliendo ossigeno all’ospedale, privandolo, un servizio dopo l’altro, delle competenze e delle eccellenze costruite negli anni, fino a rischiare di trasformarlo in una struttura prevalentemente destinata alla lungodegenza, sul modello del Gallino o del Celesia. Un progressivo declassamento che farebbe perdere all’ospedale il suo ruolo strategico per Sampierdarena, la Valpolcevera e l’intero Ponente genovese. Sarebbe gravissimo se a pagare il prezzo di questa riorganizzazione fossero soprattutto i pazienti oncologici, costretti a rivolgersi ad altre strutture come il San Martino per prestazioni diagnostiche essenziali, con inevitabili disagi e possibili allungamenti dei tempi di cura”.Giordano infine avverte: “Privare un ospedale dei servizi diagnostici indispensabili significa rendere sempre più difficile il lavoro dei medici, comprometterne l’attrattività e rischiare di perdere professionisti altamente specializzati. Bucci e Nicolò chiariscano immediatamente quali siano le reali intenzioni della Regione sul futuro dell’ospedale e quali garanzie intendano offrire ai pazienti e agli operatori. E smettano di chiamare “riforma sanitaria” quello che rischia invece di essere un progressivo impoverimento e smantellamento degli ospedali pubblici”.Piccardo (Pd): “I pazienti rischiano di dover proseguire il proprio percorso al San Martino”“Il reparto di medicina nucleare sta attraversando una fase delicata: il pensionamento del primario, la sostituzione di personale, non possono indebolire una struttura essenziale che non può essere smantellata, ma deve invece essere rafforzata. Pare sia stata prospettata la decisione di trasferire gli esami, già dai prossimi giorni, con ricadute che devono essere chiarite immediatamente”. Così la vicecapogruppo PD in Regione Katia Piccardo su rischio chiusura reparto di Medicina nucleare a Villa Scassi“Tra le criticità ci sono i pazienti ricoverati o operati al Villa Scassi, che rischiano di dover proseguire il proprio percorso al San Martino, e il futuro del personale del comparto, al momento in discussione. La minaccia di chiusura del reparto è inaccettabile. Le notizie sul possibile ridimensionamento di altri servizi essenziali dell’ospedale alimentano ulteriori preoccupazioni”. “La Regione chiarisca quali siano le decisioni assunte e garantisca continuità assistenziale, tutela dei pazienti e certezze per i lavoratori. La riforma sanitaria non può tradursi in un progressivo impoverimento del Villa Scassi e delle preziose professionalità a servizio dei pazienti. Colpendo ancora una volta lavoratori e cittadini e facendolo in un settore delicato come l’oncologia. La cosiddetta riforma fortemente voluta da Bucci rischia di tradursi in uno smantellamento costante e quasi quotidiano: questo non è assolutamente tollerabile”, conclude. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903024209339.PDF §---§ title§§ Quei 18,8 miliardi che nascondono il vero problema del Ssn link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902903909016.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsussidiario.net" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "intermediachannel.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "itvonline.news" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 09 Oct 2026
Curarsi in Calabria può significare perdere giornate di lavoro, consumare risparmi, affrontare lunghi viaggi o rinunciare. È il volto meno visibile di una sanità che fatica a garantire prossimità
pubDate§§ 2026-10-09T05:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903275407595.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903275407595.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/attualita/il-prezzo-di-ammalarsi-in-calabria-quando-il-diritto-alla-salute-diventa-una-prova-di-resistenza-quotidiana-gjgj3p25 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903275407595.PDF tp:ocr§§ La Calabria impone una sofferenza quotidiana ad un popolo al quale la Repubblica riconosce il diritto di curarsi, ma non sempre garantisce i mezzi per esercitarlo. C'è una povertà che non si misura con il reddito, non compare negli estratti conto e non si lascia fotografare nelle statistiche sull'occupazione. È la povertà di salute. Quella che si manifesta quando una persona scopre di essere malata e, insieme alla paura della diagnosi, deve affrontare un'altra angoscia: trovare qualcuno che la curi, un luogo dove farlo e il denaro necessario per arrivarci. In Calabria questa povertà assume una dimensione particolarmente dolorosa. Non riguarda soltanto gli ospedali, i posti letto, le liste d'attesa o i bilanci delle aziende sanitarie. Investe l'intera esistenza delle persone. Condiziona le scelte familiari, consuma i risparmi, sottrae giornate di lavoro, trasforma i figli in accompagnatori dei genitori e i genitori in organizzatori di viaggi della speranza per i propri bambini. Il disagio sanitario più grave non è soltanto quello di non ricevere una cura. È quello di dover organizzare la propria vita intorno all'incertezza di poterla ricevere. Il 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato il 7 ottobre 2026 alla Camera dei Deputati, offre una base documentale per comprendere quanto sia profonda la distanza tra il diritto costituzionale alla salute e la sua effettiva fruizione. La Calabria figura ancora tra le Regioni inadempienti nell'assistenza territoriale. Ciò significa che proprio il sistema chiamato a intercettare i bisogni di salute vicino alle abitazioni, prima che diventino emergenze ospedaliere, non raggiunge la soglia minima richiesta. E dietro quella soglia ci sono persone. Non percentuali. SanitàSanità, Calabria ancora in fondo alla classifica: ha il punteggio più basso nell’assistenza territoriale. Ecco il report GimbeRedazione Attualità La geografia della sofferenza Il primo disagio è quello della distanza. Non soltanto chilometrica, ma assistenziale. Per chi vive nei piccoli centri dell'entroterra calabrese, la malattia può cominciare con la ricerca di un mezzo di trasporto. Una visita specialistica, un accertamento diagnostico, una seduta terapeutica diventano appuntamenti che coinvolgono intere famiglie. Occorre qualcuno che guidi, qualcuno che accompagni, qualcuno che rinunci al lavoro. Una prestazione che dovrebbe durare venti minuti può occupare un'intera giornata. E quando la malattia richiede controlli ripetuti, la distanza diventa una forma di impoverimento. Non soltanto economico: impoverimento del tempo, dell'autonomia personale, della serenità familiare. Il secondo disagio è l'attesa. Attendere una visita significa spesso attendere di sapere che cosa si ha. Attendere un esame significa convivere con il dubbio. Attendere un intervento può significare sopportare dolore, perdere capacità lavorativa, rinunciare alla normalità. La lista d'attesa, dunque, non è soltanto un problema di organizzazione sanitaria. È una sottrazione di tempo alla vita. Per chi possiede risorse economiche esiste frequentemente un'alternativa: pagare. Per chi non le possiede, l'attesa può trasformarsi in rinuncia. È qui che l'universalismo sanitario rischia di diventare una promessa differenziata per reddito. Gli anziani lasciati alla solitudine sanitaria Ma esiste un disagio ancora più difficile da rappresentare: quello dell'anziano che non riesce più a uscire di casa. È la persona affetta da più patologie croniche, che avrebbe bisogno di controlli regolari, assistenza infermieristica, riabilitazione, sostegno sociale e continuità terapeutica. Non necessariamente di un ospedale. Eppure, quando la medicina territoriale non funziona, l'ospedale diventa l'unico riferimento riconoscibile, anche per bisogni che dovrebbero trovare risposta altrove. L'anziano perde co sì due volte la propria autonomia: prima per la malattia, poi per l'insufficienza dell'organizzazione chiamata ad assisterlo. Il peso si trasferisce sulle famiglie. Soprattutto sulle donne, frequentemente costrette a conciliare lavoro, figli e assistenza ai genitori. Quando la famiglia non riesce a sostenere quel carico, la fragilità sanitaria rischia di trasformarsi in abbandono sociale. La sanità territoriale che manca non produce soltanto prestazioni non erogate. Produce solitudine. I malati che diventano emigranti della salute C'è poi una forma di emigrazione calabrese che raramente entra nei discorsi dedicati allo spopolamento. È quella dei malati. Non partono per trovare un lavoro, per studiare o per costruirsi un futuro. Partono per affrontare un intervento chirurgico, ricevere una terapia, ottenere una diagnosi complessa o cercare una risposta specialistica nella quale ripongono maggiore fiducia. Talvolta la scelta è motivata dalla necessità clinica di rivolgersi a centri altamente specializzati. Altre volte nasce dall'insufficienza dell'offerta locale, dai tempi di attesa o dalla sfiducia. Non tutte le partenze rappresentano dunque un fallimento della sanità regionale. Ma quando partire diventa la risposta ordinaria a bisogni che potrebbero essere soddisfatti vicino a casa, il problema è strutturale. Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale italiana ha raggiunto 5,153 miliardi di euro. La Calabria figura, insieme ad altre cinque Regioni, nel gruppo che concentra il 78,2% dei saldi negativi nazionali. Dietro questi trasferimenti ci sono costi che la contabilità sanitaria non rappresenta interamente: alberghi, treni, carburante, pasti, accompagnatori, ferie consumate, redditi perduti. E soprattutto c'è il costo emotivo di affrontare una malattia lontano dalla propria casa. La mobilità sanitaria contabilizza le prestazioni. Non contabilizza integralmente la sofferenza di chi è costretto a partire. Il malato calabrese può così diventare emigrante due volte: la prima per il lavoro, la seconda per la salute. E qualche volta è il figlio già emigrato a dover accogliere il genitore che arriva al Nord per curarsi. Il disagio più crudele: rinunciare senza fare rumore Esiste una categoria di malati che non compare nelle liste d'attesa, perché non riesce neppure a entrare nel sistema. Sono quelli che rinunciano. Non prenotano la visita perché sanno di non poter pagare un'alternativa privata. Non affrontano il viaggio perché non hanno chi li accompagni. Rimandano l'accertamento perché temono di perdere una giornata di lavoro. Smettono di chiedere perché hanno imparato che chiedere non sempre produce una risposta. È la domanda sanitaria sommersa. Il Rapporto GIMBE documenta che nel 2024, in Italia, oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Circa 4 milioni indicano le attese e 3,1 milioni le difficoltà economiche, con possibilità di sovrapposizione. Sono dati nazionali, non specificamente calabresi. Ma assumono un significato particolarmente preoccupante in un territorio nel quale alla fragilità dell'offerta sanitaria si aggiungono difficoltà economiche e territoriali. Il vero rischio è che la rinuncia alle cure venga interpretata come una riduzione della domanda, mentre può rappresentare l'esatto contrario: un bisogno che esiste, ma che il sistema non riesce più a vedere. I bambini, i disabili e le famiglie senza tregua La sofferenza sanitaria diventa ancora più intensa quando riguarda i bambini con disabilità, i minori che necessitano di percorsi riabilitativi continuativi e le persone non autosufficienti. Per queste famiglie non basta ottenere una prestazione. Occorre garantirne la regolarità, la continuità e il coordinamento. Una seduta riabilitativa interrotta, un'assistenza domiciliare insufficient e, un percorso diagnostico frammentato non sono semplici disfunzioni amministrative. Possono incidere sull'autonomia, sull'apprendimento, sulla qualità della vita e sulle opportunità future. In queste condizioni i genitori diventano amministratori involontari di un'assistenza che dovrebbe essere pubblicamente organizzata. Telefonano, prenotano, sollecitano, presentano istanze, percorrono chilometri, anticipano spese. La disabilità di un figlio rischia così di diventare anche una condizione di precarietà economica e lavorativa dell'intera famiglia. La questione non riguarda soltanto la sanità. Riguarda l'integrazione sociosanitaria, cioè il punto nel quale il diritto alla salute dell'articolo 32 della Costituzione incontra il diritto all'assistenza dell'articolo 38. Quando questi due diritti procedono separatamente, il cittadino fragile resta nello spazio vuoto che li divide. Il pronto soccorso come ultima spiaggia Un altro disagio riguarda chi arriva in pronto soccorso non soltanto per un'emergenza, ma perché non ha trovato una risposta tempestiva altrove. Il pronto soccorso rischia di diventare il luogo nel quale confluiscono anche le insufficienze della medicina territoriale, della diagnostica e dell'assistenza alle cronicità. Qui la sofferenza assume una dimensione collettiva. Il paziente attende, il familiare attende, il personale sanitario lavora sotto pressione. Il tempo trascorso in attesa, specialmente per una persona anziana o fragile, può trasformarsi in un'esperienza di smarrimento e perdita di dignità. La risposta non può consistere soltanto nell'aumentare gli accessi o moltiplicare le strutture. Occorre ricostruire una rete assistenziale capace di prevenire gli accessi evitabili e assicurare una presa in carico dopo la dimissione. La nuova sanità territoriale: il pericolo degli edifici senza assistenza Il PNRR avrebbe dovuto contribuire a correggere queste diseguaglianze attraverso Case della Comunità, Ospedali di Comunità, assistenza domiciliare e telemedicina. Ma il Rapporto GIMBE introduce una distinzione decisiva: il raggiungimento degli obiettivi amministrativi e la realizzazione delle infrastrutture non dimostrano, da soli, che i servizi siano realmente operativi, dotati di personale e accessibili ai cittadini. È un avvertimento che riguarda direttamente la Calabria. Una Casa della Comunità senza professionisti sufficienti non risolve il problema della prossimità. Un Ospedale di Comunità senza una rete assistenziale funzionante non garantisce la continuità delle cure. La telemedicina, senza personale, strumenti e collegamenti adeguati, rischia di diventare un'innovazione disponibile soprattutto a chi possiede già le competenze per utilizzarla. La sanità non si misura dal numero delle inaugurazioni, ma dalla quantità e qualità dei bisogni ai quali riesce a rispondere. La responsabilità che non può essere dispersa La condizione calabrese impone infine una riflessione istituzionale. Non basta attribuire ogni insufficienza alla scarsità delle risorse nazionali. E non basta, all'opposto, ricondurre ogni criticità all'incapacità organizzativa regionale. Lo Stato determina il finanziamento complessivo, definisce i LEA e deve garantirne l'uniformità. La Regione programma e organizza il servizio sanitario. Le aziende sanitarie devono tradurre risorse e programmazione in prestazioni effettive. La frammentazione delle competenze non può diventare una frammentazione delle responsabilità. La mancata piena attuazione del federalismo fiscale, con la determinazione dei fabbisogni standard e l'adeguata perequazione, costituisce un ulteriore nodo strutturale da affrontare. La distribuzione delle risorse dovrebbe riflettere i bisogni effettivi di salute, le condizioni socioeconomiche, le caratteristiche demografiche e i costi necessari a garantire le prestazioni. Ma maggiori risorse, senza una riorganizzazione verificabile dei servizi, non garantirebbero automaticamente migliori risultati. Occorre dunque una doppia responsabilità: dello Stato e della Regione, perché assicurino rispettivamente le condizioni finanziarie e istituzionali dell'uguaglianza e la concreta disponibilità delle cure. La Calabria non chiede il privilegio di guarire. Chiede il diritto di essere curata. Il problema, alla fine, non è soltanto sanitario. Una comunità nella quale ammalarsi significa rischiare di impoverirsi, perdere autonomia, allontanarsi dalla famiglia o rinunciare a una prestazione è una comunità nella quale la cittadinanza sociale risulta indebolita. La malattia non dovrebbe trasformarsi in una prova di resistenza economica, geografica e familiare. Per questo la Calabria ha bisogno di una politica della salute che cominci dalle persone, non dagli organigrammi. Che misuri il tempo necessario a ottenere una diagnosi, i chilometri percorsi per una terapia, gli anziani effettivamente assistiti a domicilio, le persone che rinunciano alle cure, i bambini ai quali viene garantita continuità riabilitativa. Serve una vera mappa dei rischi sociosanitari, costruita con i Comuni, le aziende sanitarie e le comunità locali, capace di identificare i bisogni che non emergono dalle sole prestazioni erogate. E serve un presidio di prossimità che colleghi stabilmente assistenza sanitaria e sociale, affinché nessun cittadino fragile debba trasformarsi nel coordinatore solitario delle proprie cure. La misura di una sanità giusta non è il numero di malati che riesce ad attrarre da altri territori. È, prima di tutto, la capacità di prendersi cura delle persone che le sono affidate. La Calabria non è soltanto una regione dalla quale si parte per lavorare. È anche una terra dalla quale troppe persone avvertono la necessità di partire per curarsi. E mentre la politica discute di strutture, competenze, bilanci e riforme, c'è una domanda che dovrebbe precedere tutte le altre: Quanto costa, in sofferenza umana, essere malati in Calabria? È una domanda alla quale nessun bilancio sanitario, da solo, può rispondere. Eppure è proprio da quella risposta che dovrebbe cominciare ogni seria politica della salute. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903275407595.PDF §---§ title§§ Multe e autovelox: dove finiscono davvero i soldi degli automobilisti? - L'Altra Imola link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905909180.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laltraimola.it" del 09 Oct 2026
L''articolo 142 del Codice della Strada parla chiaro: la totalità dei ricavi spettanti all''ente locale e derivanti dai verbali per eccesso di velocità deve essere reinvestita in interventi sulla viabilità e sulla sicurezza.
pubDate§§ 2026-10-09T10:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905909180.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905909180.PDF', 'title': 'laltraimola.it'} tp:url§§ https://www.laltraimola.it/2026/10/09/multe-e-autovelox-dove-finiscono-davvero-i-soldi-degli-automobilisti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905909180.PDF tp:ocr§§ Dove finiscono davvero i soldi delle multe? Dagli autovelox alla caccia alle buche, cosa dice la leggeQuando la foto scattata dall’autovelox si trasforma nel recapito di una contravvenzione a casa, il primo sentimento dell’automobilista oscilla quasi sempre tra la rabbia e il sospetto. La sensazione diffusa, spesso alimentata dalle cronache locali, è che i Comuni utilizzino i rilevatori di velocità come veri e propri “bancomat” per risanare i bilanci in affanno. Ma dal punto di vista legale la realtà è più complessa: la legge impone paletti precisi e vincola una quota sostanziale degli incassi al miglioramento delle infrastrutture viarie.A fare da apripista in questo scenario sono proprio le sanzioni staccate dai dispositivi elettronici per il controllo dei limiti. Per queste somme l’ordinamento prevede una disciplina particolarmente rigida. L’articolo 142 del Codice della Strada parla chiaro: la totalità dei ricavi spettanti all’ente locale e derivanti dai verbali per eccesso di velocità deve essere reinvestita in interventi sulla viabilità e sulla sicurezza. Questo significa che ogni singolo euro incassato da autovelox e tutor non può terminare nel calderone generico della spesa comunale, ma deve ritornare direttamente sulla strada attraverso il rifacimento del manto d’asfalto, la riparazione delle buche, l’installazione di barriere di protezione più moderne o il potenziamento dell’illuminazione negli incroci più pericolosi.Per le altre infrazioni — che si tratti di un divieto di sosta, di un passaggio con il semaforo rosso o dell’uso del cellulare al volante — la norma di riferimento torna a essere l’articolo 208. In questo caso la regola aurea è quella della spesa divisa a metà. Una prima metà dell’incasso complessivo resta a destinazione libera e può confluire nel bilancio generale del Municipio per finanziare servizi che vanno dalla gestione del verde alla scuola, fino ai servizi sociali. La seconda metà, invece, entra in un canale rigorosamente vincolato alla sicurezza stradale e alla mobilità.Anche la ripartizione di questa seconda metà segue una mappa ben precisa tracciata dal legislatore, senza lasciare spazio all’improvvisazione. Almeno un quarto delle risorse deve coprire la manutenzione, la sostituzione e l’ammodernamento della segnaletica stradale, sia verticale sia orrizzontale. Un altro quarto va obbligatoriamente riservato al potenziamento della Polizia Locale, finanziando l’acquisto di nuove pattuglie, divise, etilometri e apparecchiature di controllo. Con quello che rimane, la giunta comunale è chiamata a finanziare ulteriori interventi sul manto stradale, ma anche progetti per la mobilità ciclistica, percorsi protetti per i pedoni, scivoli per disabili o corsi di educazione stradale nelle scuole.Resta tuttavia un interrogativo centrale: chi controlla che queste regole vengano effettivamente rispettate e che i fondi non prendano altre strade? Per evitare che i vincoli rimangano buone intenzioni sulla carta, il sistema impone agli enti locali un doppio passaggio di trasparenza. Da un lato la pianificazione della spesa deve essere deliberata in fase di bilancio, dall’altro entro il 31 maggio di ogni anno ogni Comune ha l’obbligo di inviare una dettagliata relazione telematica ai Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture. In questo report l’amministrazione deve rendicontare punto per punto la quantità di denaro incassata dalle sanzioni e l’impiego effettivo dei fondi vincolati. I municipi che non trasmettono la relazione o che destinano i ricavi a capitoli impropri rischiano sanzioni amministrative e il congelamento delle somme, a dimostrazione di come la tutela della sicurezza stradale debba rimanere, almeno sulla carta, il vero obiettivo di ogni sanzione.Imola, attacco di Fdi al sindaco Panieri a Singapore per la F1: «Missione diplomatica o vacanza?»Multe e autovelox: dove finiscono davvero i soldi degli automobilisti?Sanità, GIMBE: in Emilia-Romagna mancano 502 medici di famigliaMas simo Citro «L’elettrosmog disturba le cellule favorendo l’insorgenza di tumori”Lugo, molesto e a torso nudo in stazione: 38enne dà in escandescenze ed è stato arrestato tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905909180.PDF §---§ title§§ Sanità, GIMBE: in Emilia-Romagna mancano 502 medici di famiglia - L'Altra Imola link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905609181.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laltraimola.it" del 09 Oct 2026
Se vogliamo davvero migliorare il nostro Servizio sanitario regionale dovremmo avere il coraggio di guardare ciò che non funziona, cominciando a fare quei cambiamenti che dipendono direttamente dalla Regione.
pubDate§§ 2026-10-09T10:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905609181.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905609181.PDF', 'title': 'laltraimola.it'} tp:url§§ https://www.laltraimola.it/2026/10/09/sanita-gimbe-in-emilia-romagna-mancano-502-medici-di-famiglia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905609181.PDF tp:ocr§§ AUMENTANO LE RINUNCE ALLE PRESTAZIONICome scrive Elena Ugolini, l 9° Rapporto GIMBE, presentato ieri, va letto per intero, senza fermarsi ai risultati sui quali il presidente De Pascale e l’assessore Fabi hanno costruito una lettura trionfalistica del servizio sanitario regionale, nonostante “il profondo definanziamento nazionale” e il rischio di un “collasso dell’intero sistema”.Ci sono infatti numeri che mostrano criticità nell’organizzazione dei servizi sanitari e nella capacità di attrarre, trattenere e valorizzare il personale nella nostra Regione. Se il sistema continua a garantire livelli importanti di assistenza, molto lo dobbiamo alla professionalità, alla disponibilità e all’impegno quotidiano di medici, infermieri e di tutti gli operatori che vi lavorano. Ma non possiamo pensare che la tenuta del sistema poggi all’infinito sul loro sforzo. Ci sono crepe che rischiano di diventare talmente profonde da essere insanabili.Se vogliamo davvero migliorare il nostro Servizio sanitario regionale – esorta Ugolini – dovremmo avere il coraggio di guardare ciò che non funziona, cominciando a fare quei cambiamenti che dipendono direttamente dalla Regione.Il dato più preoccupante riguarda l’accesso concreto alle cure. In Emilia-Romagna le persone che dichiarano di aver rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici pur avendone bisogno erano il 5,8% nel 2023 e sono diventate l’8,8% nel 2024: tre punti percentuali in più in un solo anno. Lo stesso GIMBE mette in guardia dal considerare sufficienti le classifiche sui Livelli essenziali di assistenza, perché non riescono a rappresentare pienamente tempi di attesa, agende chiuse, difficoltà di prenotazione, distanza dai servizi e rinuncia alle prestazioni. Una prestazione formalmente garantita deve poter essere prenotata e ottenuta nei tempi necessari.C’è poi il problema dell’aumento delle dimissioni dei professionisti nel servizio pubblico. Il Rapporto GIMBE sottolinea, a livello nazionale, che nel 2025 le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri hanno superato i pensionamenti e richiama la necessità di rendere nuovamente attrattivo il lavoro nel SSN. In Emilia-Romagna il dato diffuso da Anaao Assomed è particolarmente significativo: nel 2025, 304 medici ospedalieri si sono dimessi volontariamente, contro 182 pensionamenti. Significa che, per ogni 100 medici che hanno lasciato il servizio andando in pensione, 167 hanno scelto di dimettersi. La media nazionale è 131.Non possiamo affrontare la carenza di personale soltanto contando quanti professionisti entrano: dobbiamo preoccuparci anche di quanti scelgono di andarsene e capire perché. Continuare a chiedere uno sforzo ulteriore a chi rimane, senza intervenire sulle condizioni di lavoro, rischia soltanto di aggravare il problema.Servono ascolto del personale, meno burocrazia, maggiore autonomia e coinvolgimento nella gestione, obiettivi chiari, percorsi di crescita professionale e una maggiore attenzione alle condizioni di lavoro. La contrapposizione ideologica tra pubblico e privato aiuta poco: se alcune modalità organizzative risultano più attrattive, vale la pena capire quali elementi possano essere utilmente applicati anche nel servizio pubblico.Rimane estremamente seria la situazione dei medici di medicina generale. GIMBE stima che al 1° gennaio 2025 in Emilia-Romagna ne manchino 502, la quarta carenza più elevata tra le Regioni italiane dopo Lombardia, Veneto e Campania. Ogni medico di famiglia nella nostra Regione ha mediamente 1.420 assistiti, sopra la media nazionale di 1.383.Proprio per questo trovo ancora più incomprensibile la recente decisione della Regione di eliminare il compenso riconosciuto ai medici di medicina generale che volontariamente fanno da tutor agli studenti del sesto anno di Medicina durante il tirocinio obbligatorio. Se abbiamo bisogno di medici di famiglia, dobbiamo avvicinare i giovani a questa professione e valorizzare chi dedica tempo alla loro formazione. Perché togliere quel riconoscim ento ai medici che danno la disponibilità a seguire, in un rapporto uno a uno, i giovani che frequentano l’ultimo anno di Medicina?C’è un quarto tema che non emerge nel rapporto GIMBE. La Giunta e la maggioranza che la sostiene continuano a dire che servono più fondi, senza valutare come vengono spesi quelli che si hanno. Nel 2025 in Emilia-Romagna sono stati destinati oltre 10 miliardi di euro alla sanità, ma non è possibile avere costi, ricavi, finanziamenti e volumi di attività dei singoli stabilimenti ospedalieri se non per i 5 ospedali universitari. Senza questa fotografia è molto difficile individuare punti di forza e di debolezza, inefficienze e margini di miglioramento, e intervenire sulla spesa senza ricorrere a tagli lineari.Guardare alle criticità e capire dove intervenire è indispensabile per preservare ciò che funziona e correggere ciò che oggi mette in difficoltà cittadini e professionisti. (Elena Ugolini – Capogruppo Rete Civica in Regione E-R)Pronto Soccorso di Imola: Patto per il Nord chiede un medico fisso al Triage tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902905609181.PDF §---§ title§§ Multe e autovelox: dove finiscono davvero i soldi degli automobilisti? - L'Altra Imola link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906209183.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laltraimola.it" del 09 Oct 2026
L''articolo 142 del Codice della Strada parla chiaro: la totalità dei ricavi spettanti all''ente locale e derivanti dai verbali per eccesso di velocità deve essere reinvestita in interventi sulla viabilità e sulla sicurezza.
pubDate§§ 2026-10-09T10:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906209183.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906209183.PDF', 'title': 'laltraimola.it'} tp:url§§ https://www.laltraimola.it/2026/10/09/multe-e-autovelox-dove-finiscono-davvero-i-soldi-degli-automobilisti/#comments tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906209183.PDF tp:ocr§§ Quando la foto scattata dall’autovelox si trasforma nel recapito di una contravvenzione a casa, il primo sentimento dell’automobilista oscilla quasi sempre tra la rabbia e il sospetto. La sensazione diffusa, spesso alimentata dalle cronache locali, è che i Comuni utilizzino i rilevatori di velocità come veri e propri “bancomat” per risanare i bilanci in affanno. Ma dal punto di vista legale la realtà è più complessa: la legge impone paletti precisi e vincola una quota sostanziale degli incassi al miglioramento delle infrastrutture viarie.A fare da apripista in questo scenario sono proprio le sanzioni staccate dai dispositivi elettronici per il controllo dei limiti. Per queste somme l’ordinamento prevede una disciplina particolarmente rigida.Questo significa che ogni singolo euro incassato da autovelox e tutor non può terminare nel calderone generico della spesa comunale, ma deve ritornare direttamente sulla strada attraverso il rifacimento del manto d’asfalto, la riparazione delle buche, l’installazione di barriere di protezione più moderne o il potenziamento dell’illuminazione negli incroci più pericolosi.Per le altre infrazioni — che si tratti di un divieto di sosta, di un passaggio con il semaforo rosso o dell’uso del cellulare al volante — la norma di riferimento torna a essere l’articolo 208. In questo caso la regola aurea è quella della spesa divisa a metà. Una prima metà dell’incasso complessivo resta a destinazione libera e può confluire nel bilancio generale del Municipio per finanziare servizi che vanno dalla gestione del verde alla scuola, fino ai servizi sociali. La seconda metà, invece, entra in un canale rigorosamente vincolato alla sicurezza stradale e alla mobilità.Anche la ripartizione di questa seconda metà segue una mappa ben precisa tracciata dal legislatore, senza lasciare spazio all’improvvisazione. Almeno un quarto delle risorse deve coprire la manutenzione, la sostituzione e l’ammodernamento della segnaletica stradale, sia verticale sia orrizzontale. Un altro quarto va obbligatoriamente riservato al potenziamento della Polizia Locale, finanziando l’acquisto di nuove pattuglie, divise, etilometri e apparecchiature di controllo. Con quello che rimane, la giunta comunale è chiamata a finanziare ulteriori interventi sul manto stradale, ma anche progetti per la mobilità ciclistica, percorsi protetti per i pedoni, scivoli per disabili o corsi di educazione stradale nelle scuole.Resta tuttavia un interrogativo centrale: chi controlla che queste regole vengano effettivamente rispettate e che i fondi non prendano altre strade? Per evitare che i vincoli rimangano buone intenzioni sulla carta, il sistema impone agli enti locali un doppio passaggio di trasparenza. Da un lato la pianificazione della spesa deve essere deliberata in fase di bilancio, dall’altro entro il 31 maggio di ogni anno ogni Comune ha l’obbligo di inviare una dettagliata relazione telematica ai Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture. In questo report l’amministrazione deve rendicontare punto per punto la quantità di denaro incassata dalle sanzioni e l’impiego effettivo dei fondi vincolati. I municipi che non trasmettono la relazione o che destinano i ricavi a capitoli impropri rischiano sanzioni amministrative e il congelamento delle somme, a dimostrazione di come la tutela della sicurezza stradale debba rimanere, almeno sulla carta, il vero obiettivo di ogni sanzione.Imola, attacco di Fdi al sindaco Panieri a Singapore per la F1: «Missione diplomatica o vacanza?»Sanità, GIMBE: in Emilia-Romagna mancano 502 medici di famigliaSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.© Copyright 2026 - L'Altra Imola | Privacy Policy | Mail: laltraimola@gmail.comNome utente o indirizzo emailPasswordRicordamiRegistration is closed. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906209183.PDF §---§ title§§ Sanità, GIMBE: in Emilia-Romagna mancano 502 medici di famiglia - L'Altra Imola link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906309184.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laltraimola.it" del 09 Oct 2026
Se vogliamo davvero migliorare il nostro Servizio sanitario regionale dovremmo avere il coraggio di guardare ciò che non funziona, cominciando a fare quei cambiamenti che dipendono direttamente dalla Regione.
pubDate§§ 2026-10-09T10:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906309184.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906309184.PDF', 'title': 'laltraimola.it'} tp:url§§ https://www.laltraimola.it/2026/10/09/sanita-gimbe-in-emilia-romagna-mancano-502-medici-di-famiglia/#comments tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906309184.PDF tp:ocr§§ Come scrive Elena Ugolini, l 9° Rapporto GIMBE, presentato ieri, va letto per intero, senza fermarsi ai risultati sui quali il presidente De Pascale e l’assessore Fabi hanno costruito una lettura trionfalistica del servizio sanitario regionale, nonostante “il profondo definanziamento nazionale” e il rischio di un “collasso dell’intero sistema”.Ci sono infatti numeri che mostrano criticità nell’organizzazione dei servizi sanitari e nella capacità di attrarre, trattenere e valorizzare il personale nella nostra Regione. Se il sistema continua a garantire livelli importanti di assistenza, molto lo dobbiamo alla professionalità, alla disponibilità e all’impegno quotidiano di medici, infermieri e di tutti gli operatori che vi lavorano. Ma non possiamo pensare che la tenuta del sistema poggi all’infinito sul loro sforzo. Ci sono crepe che rischiano di diventare talmente profonde da essere insanabili.Se vogliamo davvero migliorare il nostro Servizio sanitario regionale – esorta Ugolini – dovremmo avere il coraggio di guardare ciò che non funziona, cominciando a fare quei cambiamenti che dipendono direttamente dalla Regione.Il dato più preoccupante riguarda l’accesso concreto alle cure. In Emilia-Romagna le persone che dichiarano di aver rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici pur avendone bisogno erano il 5,8% nel 2023 e sono diventate l’8,8% nel 2024: tre punti percentuali in più in un solo anno. Lo stesso GIMBE mette in guardia dal considerare sufficienti le classifiche sui Livelli essenziali di assistenza, perché non riescono a rappresentare pienamente tempi di attesa, agende chiuse, difficoltà di prenotazione, distanza dai servizi e rinuncia alle prestazioni. Una prestazione formalmente garantita deve poter essere prenotata e ottenuta nei tempi necessari.C’è poi il problema dell’aumento delle dimissioni dei professionisti nel servizio pubblico. Il Rapporto GIMBE sottolinea, a livello nazionale, che nel 2025 le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri hanno superato i pensionamenti e richiama la necessità di rendere nuovamente attrattivo il lavoro nel SSN. In Emilia-Romagna il dato diffuso da Anaao Assomed è particolarmente significativo: nel 2025, 304 medici ospedalieri si sono dimessi volontariamente, contro 182 pensionamenti. Significa che, per ogni 100 medici che hanno lasciato il servizio andando in pensione, 167 hanno scelto di dimettersi. La media nazionale è 131.Non possiamo affrontare la carenza di personale soltanto contando quanti professionisti entrano: dobbiamo preoccuparci anche di quanti scelgono di andarsene e capire perché. Continuare a chiedere uno sforzo ulteriore a chi rimane, senza intervenire sulle condizioni di lavoro, rischia soltanto di aggravare il problema.Servono ascolto del personale, meno burocrazia, maggiore autonomia e coinvolgimento nella gestione, obiettivi chiari, percorsi di crescita professionale e una maggiore attenzione alle condizioni di lavoro. La contrapposizione ideologica tra pubblico e privato aiuta poco: se alcune modalità organizzative risultano più attrattive, vale la pena capire quali elementi possano essere utilmente applicati anche nel servizio pubblico.Rimane estremamente seria la situazione dei medici di medicina generale. GIMBE stima che al 1° gennaio 2025 in Emilia-Romagna ne manchino 502, la quarta carenza più elevata tra le Regioni italiane dopo Lombardia, Veneto e Campania. Ogni medico di famiglia nella nostra Regione ha mediamente 1.420 assistiti, sopra la media nazionale di 1.383.Proprio per questo trovo ancora più incomprensibile la recente decisione della Regione di eliminare il compenso riconosciuto ai medici di medicina generale che volontariamente fanno da tutor agli studenti del sesto anno di Medicina durante il tirocinio obbligatorio. Se abbiamo bisogno di medici di famiglia, dobbiamo avvicinare i giovani a questa professione e valorizzare chi dedica tempo alla loro formazione. Perché togliere quel riconoscimento ai medici che danno la disponibilità a seg uire, in un rapporto uno a uno, i giovani che frequentano l’ultimo anno di Medicina?C’è un quarto tema che non emerge nel rapporto GIMBE. La Giunta e la maggioranza che la sostiene continuano a dire che servono più fondi, senza valutare come vengono spesi quelli che si hanno. Nel 2025 in Emilia-Romagna sono stati destinati oltre 10 miliardi di euro alla sanità, ma non è possibile avere costi, ricavi, finanziamenti e volumi di attività dei singoli stabilimenti ospedalieri se non per i 5 ospedali universitari. Senza questa fotografia è molto difficile individuare punti di forza e di debolezza, inefficienze e margini di miglioramento, e intervenire sulla spesa senza ricorrere a tagli lineari.Guardare alle criticità e capire dove intervenire è indispensabile per preservare ciò che funziona e correggere ciò che oggi mette in difficoltà cittadini e professionisti. (Elena Ugolini – Capogruppo Rete Civica in Regione E-R)Multe e autovelox: dove finiscono davvero i soldi degli automobilisti?Massimo Citro «L'elettrosmog disturba le cellule favorendo l'insorgenza di tumori"Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.© Copyright 2026 - L'Altra Imola | Privacy Policy | Mail: laltraimola@gmail.comNome utente o indirizzo emailPasswordRicordamiRegistration is closed. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902906309184.PDF §---§ title§§ Il nodo liste di attesa. Ecco cosa non funziona: “Tanti anziani in difficoltà” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902130400357.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanazione.it" del 09 Oct 2026
I bisogni insoddisfatti delle visite mediche in Umbria riguardano l9 cittadini su 100: in Toscana sono lo 0,9% e nelle Marche solo l’1,2 per cento
pubDate§§ 2026-10-09T00:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902130400357.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902130400357.PDF', 'title': 'lanazione.it'} tp:url§§ https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/il-nodo-liste-di-attesa-ecco-cosa-non-funziona-tanti-anziani-in-difficolta-pi640pao tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902130400357.PDF tp:ocr§§ Primo mese a 1 € I bisogni insoddisfatti delle visite mediche in Umbria riguardano l9 cittadini su 100: in Toscana sono lo 0,9% e nelle Marche solo l’1,2 per centoPerugia, 9 ottobre 2026 – La nona edizione del rapporto Gimbe, la fondazione indipendente che contribuisce alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, non tratta i dati sanitari delle ultime settimane. Come meritano certi approfondimenti, la fotografia è del 2024 e 2025 ed evidenzia pregi e difetti del sistema sanitario pubblico in Umbria. Sistema in evoluzione, ma che offre spunti per capire dove eravamo qualche mese fa e dove sta lavorando l’attuale Giunta.E allora i dati Eurostat 2026 (questi sì recenti) raccontano una criticità importante: l’Umbria presenta il valore più alto in Italia per bisogni insoddisfatti di visite mediche (8,8%), molto superiore alla media nazionale e Ue, il peggiore del nostro Paese. E il confronto con le regioni confinanti non è lusinghiero: in Toscana lo 0,9% della popolazione dichiara bisogni insoddisfatti di visite mediche, nelle Marche la percentuale è dell’1,2%, nel Lazio il 2,1%. Dunque quell’8,8% evidenzia una criticità nell’accesso alle prestazioni sanitarie, legata sia a fattori economici che organizzativi. In Umbria, per farla breve, quasi 9 persone su 100 dichiarano di non aver potuto effettuare visite mediche necessarie.Quali sono i motivi? Intanto ci sono cause strutturali e organizzative: tempi di attesa prolungati per visite specialistiche e diagnostiche o difficoltà di contatto con il Cup, chiusura delle agende, mancato rispetto delle priorità. Spesso, secondo Gimbe, c’è insufficiente disponibilità di servizi territoriali (es. assistenza domiciliare, salute mentale, Rsa), scarsa integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociali. A incidere le differenze tra aree urbane e rurali/interne, con maggiore difficoltà di accesso nelle zone meno servite.E non vanno sottovalutate le difficoltà di utilizzo dei servizi digitali (Cup online, Fascicolo sanitario elettronico) per alcune fasce di popolazione (anziani, persone con bassa alfabetizzazione digitale). Le conseguenze? Dove il pubblico non riesce a garantire tempi e servizi adeguati, chi può permetterselo si rivolge al privato, mentre chi non può rischia di rinunciare alle cure. Va aggiunto che in Umbria, la quota di mobilità sanitaria gestita da privati convenzionati è bassa (15,1%), segno di una forte presenza pubblica, ma ciò non elimina le disuguaglianze legate alla capacità di spesa.Le luci. L’Umbria resta una delle Regioni “benchmark” per il calcolo del fabbisogno standard, insieme a Emilia-Romagna, Marche, Veneto e Lombardia. Questo significa che i suoi costi e risultati sono presi come riferimento per la ripartizione delle risorse nazionali. La nostra Regione ha ricevuto una delle quote premiali pro-capite più elevate (€ 35,35 per abitante, totale € 30.070.579), seconda solo alla Liguria. Questo riconoscimento è legato anche all’indice di vecchiaia della popolazione. Siamo inoltre “adempienti” sia nella verifica cumulativa 2010-2019 (85,9% di adempimento) sia nel Nuovo Sistema di Garanzia 2020-2024, con punteggi elevati nelle tre macro-aree (prevenzione: 95, distrettuale: 82, ospedaliera: 77, totale 2024: 254).Michele Nucci© Riproduzione riservataTag dell'articoloSocietà soggetta a direzione e coordinamento di QN Media S.p.A.categorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 08475510155 - ISSN: 2499-295X tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902130400357.PDF §---§ title§§ Costantino: "Calabria ultima nella sanità. E chi non ha i soldi per curarsi al Nord?" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903060509690.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanuovacalabria.it" del 09 Oct 2026
di VINCENZO COSTANTINOCè una cosa che non si può più accettare della Calabria: che una persona, proprio nel momento in cui è più fragile e avrebbe bisogno...
pubDate§§ 2026-10-09T13:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903060509690.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903060509690.PDF', 'title': 'lanuovacalabria.it'} tp:url§§ https://lanuovacalabria.it/costantino-calabria-ultima-nella-sanita-e-chi-non-ha-i-soldi-per-curarsi-al-nord tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903060509690.PDF tp:ocr§§ di VINCENZO COSTANTINOC’è una cosa che non si può più accettare della Calabria: che una persona, proprio nel momento in cui è più fragile e avrebbe bisogno di essere aiutata, debba cominciare a farsi i conti in tasca per capire se può permettersi di curarsi.Perché curarsi in Lombardia, in Veneto o in Emilia-Romagna non è solo questione di prendere un aereo. C’è il viaggio da pagare, un alloggio da trovare, i giorni di lavoro persi, le spese di chi ti accompagna. E alla paura della malattia si aggiunge quella di non farcela economicamente.E chi quei soldi non li ha? Chi non può permettersi di partire, di restare lontano da casa per settimane, di pagare le spese necessarie? Aspetta. Rimanda. E qualche volta rinuncia.È questa la Calabria di cui dovremmo parlare. Prima di ogni altra cosa.Qualche tempo fa, riflettendo sulle difficoltà dei collegamenti nel Mezzogiorno, scrivevo che la distanza del Sud si misura in euro, non in chilometri. Oggi penso che la nostra sanità ne sia la dimostrazione più dolorosa.I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE ci restituiscono una realtà che non possiamo continuare a trattare come una notizia tra le tante. Nel 2024 la Calabria è ancora ultima nella valutazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, con 189 punti su 300. L’assistenza territoriale è insufficiente, ferma a 52 punti. È vero, c’è stato un miglioramento rispetto al 2023, ma restiamo lontani da una condizione accettabile.E c’è un altro numero che dovrebbe indignarci: 326,9 milioni di euro. È il saldo negativo della mobilità sanitaria calabrese nel 2023, il più alto d’Italia. Risorse che, nella compensazione tra regioni, escono dal nostro sistema per finanziare le cure ricevute altrove. E non comprendono le spese aggiuntive sostenute direttamente dalle famiglie per viaggiare e soggiornare fuori regione.Non è una questione di parte. Sono problemi che si trascinano da decenni e che hanno attraversato governi di ogni colore. Ma proprio per questo non possono più diventare un alibi. La sanità dovrebbe essere giudicata da una sola cosa: i risultati che i cittadini possono misurare nella propria vita.Quanti calabresi devono ancora attraversare l’Italia per ricevere cure adeguate?Eppure, mentre tutto questo accade, continuiamo ad assistere alla narrazione di una Calabria straordinaria. Una Calabria meravigliosa, piena di bellezze, di opportunità, di luoghi da scoprire. Una Calabria da celebrare, da promuovere, da raccontare.E sia chiaro: amo profondamente questa terra, credo nelle sue possibilità e nell’importanza di promuoverne la bellezza.Ma non possiamo accontentarci di una regione bellissima da fotografare, se poi diventa così difficile viverci, perché la qualità di una comunità si misura anche da come si prende cura delle persone nel momento in cui hanno più bisogno.Raccontiamo pure una Calabria straordinaria, ma nel frattempo lavoriamo seriamente per costruire una Calabria nella quale sia normale poter vivere, lavorare, crescere i propri figli e curarsi.E non riesco a immaginare una battaglia politica più importante di questa.Segui La Nuova Calabria sui socialTestata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019 Direttore responsabile: Enzo Cosentino Direttore editoriale: Stefania Papaleo Redazione centrale: Vico dell'Onda 5 88100 Catanzaro (CZ) LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797Service Provider Sirinfo Srl Contattaci: redazione@lanuovacalabria.itTel. 3508267797 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903060509690.PDF §---§ title§§ Lavoro, salari e sanità: da Catanzaro la Cgil rilancia la mobilitazione nazionale e regionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903059409691.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanuovacalabria.it" del 09 Oct 2026
Rafforzare la partecipazione alla manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma e preparare le mobilitazioni regionali del 14 novembre, mettendo al centro...
pubDate§§ 2026-10-09T13:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903059409691.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903059409691.PDF', 'title': 'lanuovacalabria.it'} tp:url§§ https://lanuovacalabria.it/lavoro-salari-e-sanita-da-catanzaro-la-cgil-rilancia-la-mobilitazione-nazionale-e-regionale tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903059409691.PDF tp:ocr§§ Al Musmi l’attivo dei quadri e dei delegati dell’Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Scalese: «Restituire dignità al lavoro». Trotta: «Le rivendicazioni nazionali in Calabria hanno un peso ancora maggiore». Appuntamenti il 17 ottobre a Roma e il 14 novembre a Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria.Rafforzare la partecipazione alla manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma e preparare le mobilitazioni regionali del 14 novembre, mettendo al centro salari, sanità, servizi pubblici, pace e difesa della Costituzione. È il percorso rilanciato dall’attivo dei quadri e dei delegati della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, che si è svolto nella sala Giuditta Levato del Museo Musmi, nel Parco della Biodiversità di Catanzaro.L’incontro ha collegato le ragioni della manifestazione “Insieme sulla Via Maestra”, promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni e realtà della società civile, alle criticità del territorio calabrese: perdita del potere d’acquisto, difficoltà nell’accesso alle cure, caro energia e carburanti, fragilità dell’occupazione e divari nei servizi.«Oggi siamo qui, in questo attivo, per serrare le file e proseguire il percorso verso la mobilitazione nazionale sui temi della pace, del lavoro, dei salari e della difesa della Costituzione, con particolare attenzione all’autonomia differenziata», ha dichiarato Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia.Scalese ha richiamato le difficoltà della sanità regionale, facendo riferimento al report Gimbe sulle liste d’attesa e alla necessità di garantire ai cittadini calabresi gli stessi diritti riconosciuti nel resto del Paese. Nel suo intervento anche la solidarietà agli agricoltori impegnati nelle proteste, che stanno portando in piazza il disagio di una parte importante dell’economia regionale.«Come lavoratori e lavoratrici viviamo quotidianamente le difficoltà legate alla perdita del potere d’acquisto di salari e stipendi. È un problema sociale che in Calabria si presenta con particolare intensità: al caro carburante si aggiunge il caro carrello della spesa, con persone costrette a rinunciare anche a beni e necessità quotidiane», ha sottolineato Scalese.La mobilitazione nazionale si lega quindi agli appuntamenti regionali già in preparazione. «Chiediamo di sostenere la manifestazione del 17 ottobre e leghiamo questo appuntamento alle mobilitazioni regionali già in cantiere per il 14 novembre a Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia», ha aggiunto il segretario dell’Area Vasta, indicando tra le priorità la sanità e la necessità di «restituire dignità al lavoro, ai lavoratori e alle lavoratrici».Il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha ribadito la continuità dell’impegno del sindacato, dai referendum alle iniziative di protesta. «Questo appuntamento assume un valore particolare per i temi che affronta: welfare, salari, pace e difesa della Costituzione», ha affermato, criticando il percorso del Governo sull’autonomia differenziata e sostenendo che non tenga conto delle sentenze della Consulta.Trotta ha inoltre evidenziato la questione salariale, l’aumento del costo della vita e dell’energia e le difficoltà dei trasporti in Calabria. «Il 17 ottobre saremo in piazza insieme alle cento associazioni della Via Maestra. Abbiamo ripreso questo percorso perché riteniamo necessario che anche la società civile si mobiliti per costruire un’opposizione sociale», ha dichiarato.Per il segretario regionale, gli appuntamenti di ottobre e novembre rispondono a una stessa esigenza: portare le rivendicazioni generali dentro le condizioni concrete della Calabria. «Il caro energia, il caro gasolio, i salari bassi e i rischi dell’autonomia differenziata incidono su un mercato del lavoro e su una società già fragili, mentre i giovani continuano ad andare via», ha sottolineato.Nel suo intervento anche una critica alla comunicazione dei governi nazionale e regionale, giudicata distante dal le difficoltà delle famiglie. Trotta ha contestato gli annunci sulle presenze turistiche e sull’apertura dell’ospedale di Sibari, sostenendo che l’avvio dei soli ambulatori non equivalga alla piena operatività della struttura. «Siamo alla politica degli annunci, sia a livello nazionale sia regionale. Si racconta che tutto vada bene, mentre aumentano i poveri, come rileva l’Istat, e diminuisce il potere d’acquisto», ha affermato.L’attivo di Catanzaro si inserisce nella piattaforma della Via Maestra, che tiene insieme lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione. Tra gli obiettivi, occupazione stabile e adeguatamente retribuita, contrasto alla precarietà e alle disuguaglianze, investimenti e politiche industriali capaci di accompagnare la transizione ecologica tutelando i lavoratori. Sul versante dei diritti sociali, la mobilitazione richiama la garanzia di sanità, istruzione, cura e assistenza, insieme alla difesa del potere d’acquisto delle pensioni e al sostegno delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.Il prossimo appuntamento sarà sabato 17 ottobre a Roma: il concentramento è previsto alle 13.30 in piazza della Repubblica, da dove il corteo raggiungerà piazza del Popolo, con conclusione indicata intorno alle 17. Il percorso proseguirà il 14 novembre con le tre manifestazioni in Calabria, a Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Segui La Nuova Calabria sui socialTestata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019 Direttore responsabile: Enzo Cosentino Direttore editoriale: Stefania Papaleo Redazione centrale: Vico dell'Onda 5 88100 Catanzaro (CZ) LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797Service Provider Sirinfo Srl Contattaci: redazione@lanuovacalabria.itTel. 3508267797 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903059409691.PDF §---§ title§§ Sanità, una stangata: all’anno 1.600 euro solo per farsi curare - Cronaca, Lecco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902869208785.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laprovinciaunicatv.it" del 09 Oct 2026
I dati di Acli a partire dalle denunce dei redditi. L’incremento nel Lecchese è stato del 30% in cinque anni La salute arriva a pesare quasi il 4% sul reddito familiare
pubDate§§ 2026-10-09T08:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902869208785.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902869208785.PDF', 'title': 'laprovinciaunicatv.it'} tp:url§§ https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/lecco/lecco-citta/sanita-una-stangata-allanno-1600-euro-solo-per-farsi-curare-o_3968698_11/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902869208785.PDF tp:ocr§§ LeccoOltre 1.600 euro all’anno a famiglia per la sanità, tra farmaci, visite ed esami i lecchesi negli ultimi cinque anni hanno speso il 30% in più. Le dichiarazioni e i 730 analizzati riguardano, raccontano dagli sportelli, la fascia intermedia della popolazione lecchese, famiglie con figli, dipendenti statali, professionisti del ceto medio. I dati pubblicati il corrente mese nel rapporto “Over vulnerabilità e resilienza” non contemplano quindi i cittadini più benestanti e nemmeno i nuclei più in difficoltà.Ne risulta comunque da questo spaccato che la spesa media annua per la sanità, ciò che viene pagato di tasca propria privatamente, nelle ultime dichiarazioni analizzate relative al 2024 è pari a 1.663 euro. Nel 2022 questa cifra arrivava a 1.497 euro e nel 2020 a 1.258 euro. Il balzo è pari dunque al 29,8%.E’ una spesa maggiore rispetto a quanto queste famiglie spendono gli immobili, per la loro casa tra manutenzioni, mutui o affitti, 1.508 euro annui. Nel panorama lombardo, sempre stando al rapporto delle Acli, a Como (1.669 euro) si spende la stessa cifra, mentre a Monza (1.602) si spende un po’ meno. La differenza è più sostanziale con Sondrio (1.536), mentre il costo della sanità parte privata per le famiglie è più salato a Varese (1.695), ancor di più a Milano (1.753).Nel fare il conto del carrello della spesa, in un periodo delicato per il caro benzina e le bollette, anche FederConsumatori stima un costo annuo per la sanità pari a circa 1.700 euro, soldi che le famiglie devono trovare in tasca e che non sono coperti dal sistema gratuito universale. I motivi possono essere diversi. La fretta di trovare un appuntamento libero per fare un controllo, la difficoltà di spostarsi lontano per raggiungere un ambulatorio, l’indisponibilità di attendere mesi e mesi prima di essere ricevuti da uno specialista. Secondo la Fondazione Gimbe comunque i lombardi spendono in media meno, 1.105 euro anno per la sanità senza rimborsi o coperture, cifra che è però molto superiore alla media italiana, 787 euro.Le Acli spiegano: «Tra il 2019 e il 2024 si è registrato un aumento significativo di tutte le voci di spesa. In particolare, il valore medio delle spese per immobili è cresciuto del 51,2% nell’intervallo di tempo considerato, mentre quello delle spese sanitarie è aumentato del 29,8%, con incidenze superiori ai corrispondenti valori regionali, arrivando a pesare il 3,8% sul reddito. Più contenuto l’incremento delle spese per istruzione e sport, che nel quinquennio sono aumentate del 16,5% e risultano sostenute dal 17% dei contribuenti. Tale aumento non sempre si è tradotto in un incremento del peso delle diverse voci di spesa sul reddito dei contribuenti, ad eccezione, in particolare, delle spese per immobili, che nel 2024 rappresentano il 14,7% dei redditi dei contribuenti del primo quintile, contro il 9,3% del 2020».Sempre a proposito del 2024, ultimo anno di rilevazione, scrive la Fondazione Gimbe «il 10,3% dei cittadini ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie con un incremento di 3,1 punti percentuali rispetto al 2023». «Senza nuove e più importanti risorse sulla sanità pubblica, il conto ricadrà di nuovo sulle Regioni che avranno due possibilità, aumentare le imposte o tagliare i servizi, in entrambi i casi a farne le spese saranno ancora una volta i cittadini».© RIPRODUZIONE RISERVATALecco Como Milano Monza Varese assistenza sanitaria Politica Salute Salute Associazioni Cristiane Lavoratori Italiane tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902869208785.PDF §---§ title§§ Sanità, Marinelli e Paolucci (Pd): “In Abruzzo criticità ancora profonde” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903065409703.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 09 Oct 2026
Crescita della spesa per la fornitura di personale. Sono gli elementi sui quali intervengono il segretario regionale del PD Marinelli
pubDate§§ 2026-10-09T13:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903065409703.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903065409703.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/sanita-marinelli-e-paolucci-pd-in-abruzzo-criticita-ancora-profonde/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903065409703.PDF tp:ocr§§ Disavanzo sanitario, mobilità passiva, rinuncia alle cure e crescita della spesa per la fornitura di personale. Sono i principali elementi sui quali intervengono il segretario regionale del Partito Democratico Daniele Marinelli e il capogruppo dem in Consiglio regionale Silvio Paolucci, commentando i dati dell’ultimo rapporto della Fondazione GIMBE.Secondo i due esponenti del Pd, il quadro restituito dall’analisi evidenzierebbe “criticità profonde” nel sistema sanitario regionale e richiederebbe una verifica delle politiche adottate negli ultimi anni.Marinelli e Paolucci partono dai conti. Nella loro ricostruzione, nel 2018 le quattro Asl abruzzesi registravano perdite complessive per circa 20,8 milioni di euro, mentre la Regione chiudeva con un lieve avanzo dopo le coperture della Gestione sanitaria accentrata. Al quarto trimestre 2024 il disavanzo sarebbe invece arrivato a 180,7 milioni.Per il 2025, affermano, il complesso delle aziende sanitarie registrerebbe un disavanzo di circa 74,5 milioni di euro. I due rappresentanti dem richiamano inoltre la manovra fiscale sanitaria e il maggiore gettito derivante dall’addizionale regionale Irpef.“Il finanziamento nazionale del Servizio sanitario è certamente un problema”, riconoscono Marinelli e Paolucci, sottolineando però che, a loro giudizio, la carenza di risorse non può esaurire l’analisi sulle difficoltà regionali. “Governare significa anche organizzare meglio i servizi, programmare il personale, ridurre gli sprechi e garantire ai cittadini risposte adeguate”.Tra i dati evidenziati dal Pd c’è quello relativo alla rinuncia alle prestazioni sanitarie. Secondo i numeri richiamati nella nota, nel 2024 il 12,6% degli abruzzesi, quasi 160mila persone, avrebbe rinunciato a visite o esami, a fronte di una media nazionale del 9,9%.“Non è un indicatore astratto”, sostengono. “Significa che per una parte della popolazione curarsi è diventato difficile”.Marinelli e Paolucci richiamano anche la mobilità sanitaria passiva, sostenendo che il saldo negativo sarebbe passato dai 71,2 milioni di euro del 2018 a oltre 104 milioni nel 2024.Sul fronte delle liste d’attesa, i due esponenti dem citano i dati relativi ai recuperi degli arretrati registrati a fine 2023 e chiedono alla Regione di rendere noto il numero attuale dei cittadini ancora in attesa e i tempi previsti per l’erogazione delle prestazioni.L’analisi si concentra anche sull’attività ospedaliera. Nei presidi presi in considerazione dal Pd le dimissioni sarebbero passate dalle 158.631 del 2018 alle 135.482 del 2025, con una riduzione del 14,59%. “La riduzione dei ricoveri non dimostra, da sola, un peggioramento dell’assistenza”, precisano Marinelli e Paolucci, chiedendo però alla Giunta di chiarire dove sia stata trasferita l’attività e come vengano oggi presi in carico i pazienti.Per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza, i due rappresentanti del Pd riconoscono il recupero registrato nel 2024, ma sottolineano che, secondo la comparazione elaborata da GIMBE, l’Abruzzo si collocherebbe ancora al tredicesimo posto.L’attenzione viene poi rivolta alla sanità territoriale finanziata dal Pnrr. Il Pd chiede alla Regione di specificare quali Case e Ospedali di Comunità siano effettivamente operativi, con quale personale e per quante ore al giorno, oltre a chiarire lo stato dei finanziamenti e delle eventuali rimodulazioni.Marinelli e Paolucci chiedono inoltre indicazioni sul futuro assetto della rete ospedaliera e sull’individuazione dei due Dea di secondo livello, contestando il rinvio previsto nel documento tecnico regionale.Infine, il Pd solleva la questione della spesa per la fornitura di personale. Secondo i dati riportati nella nota, i contratti sarebbero passati da 3,81 milioni di euro nel 2024 a 74,93 milioni nel 2025.“È una cifra che richiede trasparenza”, affermano Marinelli e Paolucci, chiedendo di conoscere quali Asl abbiano sottoscritto i contratti, per quali figure professionali, con quali operatori e a quali costi.Per i due esponenti dem, i dati richiamati impongono quindi alla Regione di fornire chiarimenti sui conti, sulle liste d’attesa, sulla mobilità sanitaria e sull’organizzazione del personale, mettendo a disposizione informazioni aggiornate e verificabili sul funzionamento del sistema sanitario abruzzese.Pezzopane: “Le donne hanno conquistato il diritto di scegliere, non di essere nominate”PD L’Aquila, Avellani: “Progetto aperto e partecipato per costruire la città del futuro”L’Aquila Blog, quotidiano on-line e web-tv registrato al Tribunale dell’Aquila n. 14 dell’8/01/2020. Direttore responsabile Cinzia Scopano - Caporedattore, Alessio Ludovici© 2012 - 2026 laquilablog.it | Chi siamo | Design and Development by Mister Wolf | Tutti i diritti riservati | Privacy Policy | Cookie PolicyAlcune foto potrebbero essere prese dal web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari, contrari alla pubblicazione, potranno segnalarcelo contattando la redazione.Il sito www.laquilablog.it è stato designato da Search Console, sistema di Google, come organizzazione giornalistica europea, in base alla definizione della Direttiva Ue 2019/790 sul diritto d’autore.© 2026 L'Aquila BlogRicerche frequentiScopri L’Aquila 2026 su L’Aquila Blog! SCOPRI DI PIÙUtilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e per mostrare annunci (non) personalizzati. 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Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 09 Oct 2026
Il 9° rapporto della Fondazione Gimbe fotografa i Livelli essenziali di assistenza, finanziamenti, costi, personale e accessibilità
pubDate§§ 2026-10-09T08:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902889708894.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902889708894.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/cuneo/2026/10/09/news/sanita_piemonte_rinuncia_cure_piemonte-15761652/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902889708894.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziSei qui:Articolo FreeIl 9° rapporto della Fondazione Gimbe fotografa i Livelli essenziali di assistenza, finanziamenti, costi, personale e accessibilitàPaola Scola2 minuti di letturaLA STAMPA SAE S.P.A P. IVA 13425960013 Redazione: Via Ernesto Lugaro 15 - 10126 Torino (TO), ItaliaI diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902889708894.PDF §---§ title§§ Sanità, Zullo (FdI): Gimbe non si limiti a fotografare i problemi, studi sprechi aziende sanitarie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902908709160.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lavocedelpatriota.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 09 Oct 2026
Il Servizio sanitario nazionale continua a garantire buoni esiti di salute, ma incontra difficoltà crescenti nell’assicurare un accesso equo e tempestivo alle cure.
pubDate§§ 2026-10-09T12:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903058809513.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903058809513.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/dalle-professioni/infermieri/un-infermiere-su-cinque-non-lavora-nel-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903058809513.PDF tp:ocr§§ È il quadro tracciato dal 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato il 7 ottobre 2026 alla Camera dei Deputati. Finanziamento, personale, rinuncia alle prestazioni e differenze territoriali sono tra i principali nodi individuati. Per gli infermieri emerge un dato significativo: l’Italia dispone di 6,9 professionisti ogni 1.000 abitanti, contro una media Ocse di 9,7, mentre quasi un infermiere su cinque non lavora nel Ssn.Secondo i dati riportati da GIMBE, l’Italia conta 407.750 infermieri nel perimetro considerato dall’OCSE. La disponibilità per abitante è inferiore del 29% alla media Ocse e almeno 79.926 professionisti, pari al 19,6%, non lavorano nel Servizio sanitario nazionale.Considerando esclusivamente i dipendenti del SSN, nel 2024 gli infermieri sono 279.990, pari a 4,75 ogni 1.000 abitanti. Il dato varia sensibilmente tra le Regioni, dai 3,75 della Lombardia ai 6,78 della Liguria.A pesare sono anche formazione e retribuzioni. In Italia si registrano 19,5 laureati in infermieristica ogni 100.000 abitanti, contro 43,6 della media Ocse. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri risultano inoltre inferiori del 27% rispetto alla media Ocse a parità di potere d’acquisto.Lo squilibrio emerge anche nel rapporto tra professioni: l’Italia conta 1,2 infermieri per medico, la metà della media Ocse di 2,4.Personale, 36,8 miliardi in meno rispetto al 2012Nel 2025 la spesa per il personale dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi di euro, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%.GIMBE calcola che, se quella quota fosse rimasta invariata, tra il 2012 e il 2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi di euro in più.Non si tratta di un taglio nominale, ma della differenza cumulativa rispetto a uno scenario ipotetico nel quale la quota della spesa sanitaria destinata al personale fosse rimasta ai livelli del 2012.Finanziamento, il peso sul PIL non cresceTra il 2023 e il 2026 il Fondo Sanitario Nazionale è aumentato nominalmente di 17,5 miliardi, passando dai 125,4 miliardi del 2022 ai 142,9 miliardi del 2026.GIMBE evidenzia però che la quota rispetto al PIL è rimasta intorno al 6%, rispetto al 6,27% del 2022. Da qui la stima di 18,8 miliardi di “tagli invisibili”: risorse che, secondo la Fondazione, sarebbero state disponibili mantenendo costante il rapporto tra Fondo sanitario e PIL del 2022.Per il triennio 2027-2029 viene inoltre stimato un divario cumulativo di 32,3 miliardi tra le previsioni di spesa sanitaria e l’entità del Fondo Sanitario Nazionale.Quasi 6 milioni rinunciano a visite ed esamiNel 2025 la spesa sanitaria complessiva raggiunge 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi direttamente a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti.Sul fronte dell’accessibilità, nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una visita o un esame, rispetto al 7,6% dell’anno precedente.Circa 4 milioni hanno indicato tra le cause i lunghi tempi di attesa e 3,1 milioni motivazioni economiche. Le due ragioni potevano essere indicate contemporaneamente.Anche i divari territoriali restano rilevanti. Nel 2024 risultano adempienti ai LEA 18 Regioni e Province autonome su 21, contro 13 nel 2023, mentre la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto nel 2023 5,15 miliardi di euro, il valore più elevato dal 2010.Pnrr, ora bisogna misurare l’impattoIl Rapporto dedica spazio anche alla Missione 6 Salute del Pnrr. I nove target e la milestone dell’ultima richiesta di pagamento risultano dichiarati raggiunti e rendicontati dal Governo, con la validazione europea ancora in corso.Secondo il monitoraggio indipendente di GIMBE, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili solo tre obiettivi risultano integralmente verificabili, mentre per gli altri mancano evidenze sufficientemente dettagliate. La Fondazione precisa che questo non significa che i target non siano stati raggiunti.Con clusa la fase di rendicontazione, la questione sarà verificare se strutture, tecnologie e servizi finanziati siano realmente operativi, dispongano di personale sufficiente e producano miglioramenti nell’accesso e negli esiti di salute.Per gli infermieri il quadro mette insieme più criticità: dotazione inferiore alla media OCSE, pochi laureati, retribuzioni più basse e difficoltà del SSN nell’attrarre e trattenere professionisti. Un problema che rende le politiche sul personale uno dei passaggi centrali per la tenuta futura del servizio sanitario pubblico. tp:writer§§ Luigi Pio Berliri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903058809513.PDF §---§ title§§ Pentenero: “In Piemonte mancano medici di base e pediatri, la rete territoriale è sotto pressione” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902895209029.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "newsnovara.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "panoramadellasanita.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "perugiatoday.it" del 09 Oct 2026
Il segretario Bernardini: "Non solo un argine alle emergenze, ma un progetto per il futuro. Portare il finanziamento del SSN almeno al 7% del PIL è una condizione, non un punto d''arrivo"
pubDate§§ 2026-10-09T09:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902900908974.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902900908974.PDF', 'title': 'perugiatoday.it'} tp:url§§ https://www.perugiatoday.it/politica/sanita-pubblica-regione-governo-pd-perugia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902900908974.PDF tp:ocr§§ Raccontiamo la tua città ogni giorno, con una redazione sul territorio. La pubblicità ci permette di offrire gratuitamente gran parte del nostro lavoro: scegli come continuare a leggerci.Niente pubblicità e un sostegno diretto al nostro lavoro, al prezzo di un caffè al mese.L'app è gratuita: segui la tua città ovunque, sempre a portata di mano.Hai già un account? AccediIl segretario Bernardini: "Non solo un argine alle emergenze, ma un progetto per il futuro. Portare il finanziamento del SSN almeno al 7% del PIL è una condizione, non un punto d'arrivo""È con soddisfazione che concludiamo con il voto positivo in Assemblea regionale il lavoro portato avanti in questi mesi dal Dipartimento sanità e da vari gruppi tematici e territoriali". Così il segretario del Partito Democratico dell'Umbria, Damiano Bernardini, commenta l'approvazione del documento sulla Sanità, consegnato alle forze della coalizione e alla Presidente Proietti come contributo di riflessione del partito democratico regionale al Piano Socio Sanitario."La nuova sanità che vogliamo costruire in Umbria – sottolinea Bernardini – deve avere l'ambizione e i connotati di un progetto per il futuro. Non solo un argine alle emergenze del presente". In questo senso, appare evidente che "la sfida regionale e quella nazionale hanno l'esigenza di procedere insieme".Da una parte, l'Umbria deve avere "il coraggio di innovare la propria organizzazione, rafforzare il territorio, investire nelle persone, modernizzare gli ospedali, utilizzare le nuove tecnologie e realizzare una vera integrazione sociosanitaria". Dall'altra, il Governo deve garantire al Servizio Sanitario Nazionale "le risorse necessarie per rendere possibile questa trasformazione". Il segretario cita il 9° Rapporto della Fondazione GIMBE sul SSN, che ha denunciato 18,8 miliardi di euro di "tagli invisibili" al fondo sanitario tra il 2023 e il 2026. "Il 7% del PIL per la sanità quindi non è il punto di arrivo di una riforma strutturale. È una delle condizioni per poterla realizzare. Perché più risorse senza cambiamento non bastano, ma nemmeno una grande riforma può essere realizzata senza risorse adeguate".La sfida è doppia: investire di più e innovare"Dopo anni di difficoltà, l'impegno del pubblico deve tornare a crescere. Dopo anni di una cultura della sanità che ruota intorno alle strutture, è il momento che la persona torni al centro. Andare oltre la logica dell'emergenza costante e recuperare la capacità e la responsabilità di programmare". L'Umbria, afferma Bernardini, "deve fare la sua parte, costruendo un futuro diverso per la sanità regionale". Il nuovo Piano socio-sanitario, il primo dal 2009, dovrà andare in questa direzione con l'ambizione di "portare la cura più vicino alle case dei cittadini". Una nuova stagione della sanità umbra che non si sostanzi in "una semplice riorganizzazione amministrativa o di singoli interventi in grado di tappare qualche buca del sistema, ma in una prospettiva capace di tenere insieme qualità delle cure, innovazione, prossimità, sostenibilità e diritto alla salute".I dieci punti del documentoIl Partito Democratico dell'Umbria consegna all'elaborazione regionale diversi punti programmatici.Risorse nazionali: portare progressivamente il finanziamento del SSN almeno al 7% del PIL. Non si tratta solo di chiedere più denaro, ma di riconoscere che un sistema universalistico ha bisogno di una base finanziaria adeguata e stabile.Il cittadino al centro: una sanità moderna deve permettere al cittadino di non sentirsi solo di fronte alla malattia. Le Case della Comunità devono diventare luoghi reali di presa in carico, i Distretti rafforzati, con medici di medicina generale, pediatri, servizi sociali, assistenza domiciliare, riabilitazione e specialistica che lavorano come parti di un unico sistema. L'obiettivo è passare dalla logica della prestazione a quella della presa in carico.Territorio e ospedali: rafforzare il territorio non significa indebolire gli ospedali. L'ospedale del futuro è il nodo di una rete in cui emergenza, alta specialità, assistenza domiciliare e servizi sociali collaborano per garantire continuità di cura. L'Umbria deve mantenere e rilanciare le proprie due Aziende ospedaliere, valorizzando le competenze e favorendo l'integrazione tra Perugia e Terni.One Health e prevenzione: riconoscere il rapporto tra salute delle persone, ambiente e comunità. Investire nella prevenzione lungo tutto l'arco della vita, nella promozione di stili di vita sani, nella riduzione dei fattori di rischio e nella prevenzione delle disuguaglianze.Personale sanitario: non esiste riforma della sanità senza una politica per chi ci lavora. Serve un piano pluriennale del personale, maggiore stabilità, condizioni di lavoro migliori, capacità di attrarre e trattenere professionalità e una formazione collegata ai nuovi bisogni.Digitalizzazione: sistemi informativi integrati, interoperabilità dei dati, telemedicina, teleassistenza e teleriabilitazione possono rendere più semplice la continuità delle cure e ridurre le distanze territoriali. L'intelligenza artificiale può essere utilizzata per l'analisi epidemiologica, l'individuazione precoce dei rischi, il supporto diagnostico e la programmazione dei servizi.Equità territoriale: la distanza geografica non può diventare distanza dal diritto alla salute. Occorre ridurre le differenze tra aree urbane, aree interne e territori periferici, garantendo accessibilità, continuità assistenziale e servizi di prossimità.Fragilità: anziani, persone con disabilità, non autosufficienti, persone con problemi di salute mentale o dipendenze e famiglie che assistono persone fragili hanno bisogno di percorsi integrati. Più assistenza domiciliare, più integrazione sociosanitaria, sostegno ai caregiver, riabilitazione, autonomia, inclusione sociale e lavorativa.Salute mentale, cure palliative e riabilitazione: tre settori da rafforzare. Per la salute mentale, progressivo incremento delle risorse dedicate fino al 5% della spesa sanitaria regionale nell'arco di tre anni. Le cure palliative devono diventare una rete regionale strutturale, con il progetto dell'hospice pediatrico di Assisi come centro di riferimento regionale. La riabilitazione deve accompagnare la persona dall'ospedale alla casa, puntando anche all'autonomia e all'inclusione.Governo della domanda e dell'offerta: le liste d'attesa non si risolvono semplicemente aumentando il numero delle prestazioni. Servono appropriatezza delle prescrizioni, orientamento dei cittadini, ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri, programmazione dell'offerta e utilizzo trasparente delle strutture accreditate.Governance e misurabilità"Una riforma è credibile se i cittadini possono verificarne i risultati. È necessaria una governance pubblica, integrata e misurabile". La Regione deve tornare pienamente a svolgere il proprio ruolo di programmazione, coordinamento e verifica. Le due Aziende USL e le due Aziende ospedaliere devono essere mantenute, rafforzando però l'integrazione delle funzioni amministrative, tecniche e di supporto. Regione, Aziende sanitarie, ospedali, Distretti, Comuni, Ambiti sociali, Università, professionisti, Terzo settore e soggetti accreditati devono lavorare dentro una governance stabile. E gli obiettivi – accessibilità, tempi di attesa, presa in carico, assistenza domiciliare, prevenzione, continuità assistenziale, qualità degli esiti, integrazione sociosanitaria, condizioni del personale e differenze territoriali – devono essere monitorati e resi pubblici."L'Umbria sta giocando la partita, il Governo no", conclude Bernardini, rilanciando la doppia sfida – nazionale e regionale – per una sanità che torni a investire nelle persone, nei professionisti, nella prevenzione, nei territori, negli ospedali, nella tecnologia e nella capacità di ripensarsi in base alle esigenze della domanda di assistenza.Scegli PerugiaToday come fonte preferita su Google NewsLeggi tutte le inchieste e gli approfondimentiVuoi navigare senza pubblicità ? Scopri come fare© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902900908974.PDF §---§ title§§ Servizio Sanitario Nazionale: in quattro anni circa 19 miliardi di “tagli invisibili” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902895309030.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "pressenza.com" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "primonumero.it" del 09 Oct 2026
Rapporto GIMBE 2026: Molise penultimo nei LEA, ultimo per medici dipendenti. Fondi pro capite più alti, cure insufficienti e privato dominante.
pubDate§§ 2026-10-09T07:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902967008639.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902967008639.PDF', 'title': 'primonumero.it'} tp:url§§ https://www.primonumero.it/2026/10/sanita-il-molise-e-la-regione-con-piu-fondi-per-abitante-ma-meno-medici-e-servizi-appena-sufficienti-e-un-terzo-della-spesa-pubblica-va-al-privato-convenzionato/1530912255/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902967008639.PDF tp:ocr§§ Rapporto GIMBE 2026: Molise penultimo nei LEA, ultimo per medici dipendenti. Fondi pro capite più alti, cure insufficienti e privato dominante.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902967008639.PDF §---§ title§§ Nuovi Lea, il diritto alla salute comprende anche le cure odontoiatriche link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902949308562.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 09 Oct 2026
Gentile Direttore, l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un passo positivo per il Servizio sanitario nazionale.
pubDate§§ 2026-10-09T07:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902949308562.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902949308562.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/nuovi-lea-il-diritto-alla-salute-comprende-anche-le-cure-odontoiatriche/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902949308562.PDF tp:ocr§§ Lettere al direttoreGentile Direttore, l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un passo positivo per il Servizio sanitario nazionale. Per l’Associazione Italiana Odontoiatri, però, deve accompagnarsi a un maggiore impegno per la salute orale, ancora poco rappresentata nell’assistenza pubblica...Gentile Direttore,l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un passo positivo per il Servizio sanitario nazionale. Per l’Associazione Italiana Odontoiatri, però, deve accompagnarsi a un maggiore impegno per la salute orale, ancora poco rappresentata nell’assistenza pubblica.L’accesso alle cure odontoiatriche nel SSN resta prevalentemente rivolto all’età evolutiva e alle persone in condizioni di vulnerabilità sanitaria e sociale, oltre alle prestazioni previste per le urgenze e la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale. AIO chiede di rafforzare queste tutele, rendendo chiari e più uniformi tra regioni i requisiti di accesso e garantendo servizi disponibili e tempi appropriati.Il quadro richiamato dalla Fondazione GIMBE nella presentazione del 9° Rapporto sul SSN evidenzia quanto il diritto alla salute rischi di essere condizionato dal reddito e dal luogo di residenza. Anche in odontoiatria, l’efficacia dei LEA deve essere misurata sulla possibilità concreta di ricevere le cure e sulla riduzione delle rinunce per ragioni economiche.In questa prospettiva si colloca tra l’altro anche l’impegno del SUMAI, sindacato dei medici specialisti ambulatoriali per rafforzare l’odontoiatria nel SSN e renderla accessibile alle persone più fragili. La salute orale incide sulla salute generale, sull’alimentazione e sulla qualità della vita: non può essere considerata un bisogno secondario. Servono finanziamenti adeguati e tariffe che coprano realisticamente i costi delle prestazioni, garantendo qualità, sicurezza e continuità assistenziale.AIO propone inoltre di valorizzare la rete degli studi odontoiatrici attraverso collaborazioni trasparenti e sostenibili con il SSN, tutelando autonomia clinica, appropriatezza terapeutica e libertà di scelta del paziente.Prevenzione, controlli periodici e percorsi di mantenimento devono trovare maggiore spazio nella programmazione sanitaria. AIO chiede un confronto stabile tra Ministero della Salute, Regioni e rappresentanze odontoiatriche: il diritto alla salute comprende anche le cure della bocca e deve diventare effettivo in ogni territorio.Graziano Langone Segretario Sindacale Nazionale AIO – Associazione Italiana OdontoiatriMaurizio Capuano Segretario Regionale SUMAI Assoprof – Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria e Socio AIO09 Ottobre 2026© Riproduzione riservataGentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione...Gentile Direttore,la domanda che ci dobbiamo porre è semplice: perché la politica vuole così male ai cittadini e ai lavoratori del SSN della sanità privata accreditata? Una precisazione è d’obbligo....Gentile Direttore,ai non addetti ai lavori il rinvio di un anno dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali può sembrare una questione marginale. In realtà, si tratta di una decisione che...Gentile Direttore, è stato dato di recente un ampio spazio dai media alla Classifica degli ospedali specializzati migliori del mondo. Si tratta di una classifica realizzata dal settimanale statunitense Newsweek...Dislipidemie e nuovi inibitori PCSK9: cosa cambia nella pratica clinicaIntelligenza emotiva nel nursing: da competenza relazionale a leva per sicurezza, benessere e governanceIntelligenza Artificiale Generativa nella Pratica Clinica: strumenti, evidenze, limiti e governance per i professionisti del SSNAritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: come orientare diagnosi, stratificazione e te rapiaStrategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativaSanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneContratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàRiparto Fondo sanitario 2026. L’appello di Bertolaso (Lombardia): “Chiudere subito, ritardo pesa su programmazione regionale”Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei mediciÈ fuga dei medici dalla sanità pubblica. Studio Anaao: “Sono più quelli che si dimettono rispetto a chi va in pensione. È un vero e proprio esodo”Direttori generali, una proroga che interroga il modello di governance e rischia di rinviare l’innovazioneDa Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversaContratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàContratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora apertaL’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfareTumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?Quotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902949308562.PDF §---§ title§§ Fuga dal sistema, disincanto e burnout link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912309116.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 09 Oct 2026
Gentile Direttore, pur condividendo l''analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata
pubDate§§ 2026-10-09T10:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912309116.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912309116.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/fuga-dal-sistema-disincanto-e-burnout/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912309116.PDF tp:ocr§§ Lettere al direttoreGentile Direttore, pur condividendo l'analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata dalla politica e dalle istituzioni —, ritengo necessario estendere la riflessione del Dott. Giuseppe Belleri...Gentile Direttore,pur condividendo l’analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata dalla politica e dalle istituzioni —, ritengo necessario estendere la riflessione del Dott. Giuseppe Belleri anche al personale del Comparto Sanità e, nello specifico, agli esercenti le professioni sanitarie non mediche.Se per i medici il passaggio verso la sanità privata convenzionata o la libera professione rappresenta un’alternativa concreta, per gli altri operatori del settore pubblico la situazione è radicalmente diversa. Anch’essi lascerebbero volentieri il Servizio Sanitario Nazionale, ma si scontrano con un amaro paradosso: la sanità privata offre loro retribuzioni, tutele e condizioni di lavoro spesso persino peggiori.Tuttavia, l’aspetto ancor più grave e mortificante, che merita di essere denunciato con forza, risiede nella sostanziale assenza di una reale e compiuta autonomia per i professionisti sanitari non medici.Come ho già avuto modo di evidenziare, ci troviamo di fronte a un corto circuito normativo e culturale inaccettabile: professionisti con percorsi accademici di alto livello — articolati in lauree triennali, lauree magistrali, master di I e II livello e persino dottorati di ricerca — non si vedono riconoscere, nella pratica quotidiana, un’autonomia operativa e decisionale proporzionata al rango di professioni intellettuali.In questo scenario, il lavoro all’interno del servizio pubblico ha perso ogni attrattiva ideale o vocazionale, riducendosi a mero strumento di sostentamento economico. Non c’è spazio per la soddisfazione professionale, né esiste una reale prospettiva di carriera basata sul merito e sulla valorizzazione delle competenze faticosamente acquisite.Finché non si comprenderà che il declino del SSN non riguarda solo la classe medica ma investe l’intero corpo dei professionisti sanitari — privati dell’autonomia che spetterebbe loro di diritto e imbrigliati in modelli organizzativi obsoleti —, la “fuga” dal sistema, sia essa un abbandono effettivo o una resa silenziosa al disincanto e al burnout, sarà un processo del tutto inarrestabile.Francesco Sciacca, Ph.D09 Ottobre 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore,già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito dai servizi delle...Gentile Direttore,l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un passo positivo per il Servizio sanitario nazionale. Per l’Associazione Italiana Odontoiatri, però, deve accompagnarsi a un maggiore impegno per la...Gentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione...Gentile Direttore,la domanda che ci dobbiamo porre è semplice: perché la politica vuole così male ai cittadini e ai lavoratori del SSN della sanità privata accreditata? Una precisazione è d’obbligo....Dislipidemie e nuovi inibitori PCSK9: cosa cambia nella pratica clinicaIntelligenza emotiva nel nursing: da competenza relazionale a leva per sicurezza, benessere e governanceIntelligenza Artificiale Generativa nella Pratica Clinica: strumenti, evidenze, limiti e governance per i professionisti del SSNAritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: come orientare diagnosi, stratificazione e terapiaStrategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativaSanità digitale per ga rantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneContratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàRiparto Fondo sanitario 2026. L’appello di Bertolaso (Lombardia): “Chiudere subito, ritardo pesa su programmazione regionale”Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei mediciÈ fuga dei medici dalla sanità pubblica. Studio Anaao: “Sono più quelli che si dimettono rispetto a chi va in pensione. È un vero e proprio esodo”Direttori generali, una proroga che interroga il modello di governance e rischia di rinviare l’innovazioneDa Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversaContratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàContratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora apertaL’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfareTumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?Quotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912309116.PDF §---§ title§§ Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912009117.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 09 Oct 2026
Gentile Direttore, già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito
pubDate§§ 2026-10-09T10:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912009117.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912009117.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/chemsex-riduzione-del-danno-e-consumo-controllato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100902912009117.PDF tp:ocr§§ Lettere al direttoreGentile Direttore, già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito dai servizi delle dipendenze...Gentile Direttore,già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito dai servizi delle dipendenze.Il caso di cronaca nera, della morte violenta di Fabio Colapietro, avvenuta a settembre 2026 costituisce un evento sentinella e un’occasione per interrogarsi, da una prospettiva di sanità pubblica, sul significato del chemsex e sui rischi derivanti da una sua rappresentazione esclusivamente patologizzante.Il chemsex viene generalmente definito come l’uso intenzionale di sostanze psicoattive in associazione all’attività sessuale, con particolare riferimento, sebbene non esclusivo, agli uomini gay e bisessuali. L’obiettivo può essere quello di aumentare il piacere, facilitare l’intimità, ridurre le inibizioni, prolungare l’attività sessuale o modificare l’esperienza corporea e relazionale. Questa definizione descrive un comportamento e un contesto, non è un pattern diagnostico.Uno dei problemi principali nel dibattito sul chemsex consiste nella sovrapposizione concettuale fra uso sessualizzato di sostanze e uso problematico di sostanze.La letteratura più recente suggerisce di considerare il fenomeno lungo un continuum all’interno del quale esistono esperienze caratterizzate da uso occasionale e intenzionalmente ricreativo [1], esperienze nelle quali compaiono elementi di rischio più rilevanti e situazioni nelle quali il consumo diviene persistente, compulsivo o associato a conseguenze cliniche significative [ibidem]. Ne consegue che la presenza del chemsex non consente, da sola, di inferire la presenza di una condizione patologica.Anche il caso Colapietro impone una particolare cautela metodologica.La cronaca disponibile descrive un contesto caratterizzato da consumo ripetuto di più sostanze e una successiva colluttazione; tuttavia, non è possibile trasformare questo singolo episodio in una relazione causale generale tra chemsex e comportamento omicida.La violenza non costituisce una conseguenza necessaria del chemsex. Al contrario, dai dati riportati disponibili [3, 4, 5] il rischio può aumentare quando vengono meno elementi fondamentali di controllo: consumo protratto per molte ore o giorni, policonsumo, perdita di sonno, assenza di limiti condivisi, isolamento, conflittualità interpersonale, incapacità di riconoscere un deterioramento delle condizioni psicofisiche e assenza di persone in grado di intervenire.La distinzione tra i rischi sanitari, comportamenti devianti ed il vissuto normalizzabile di Chemsex è fondamentale anche sul piano culturale. “Normalizzare” un comportamento non significa negarne i rischi. Significa però riconoscere che un’esperienza può essere vissuta come ricreativa e intenzionale senza che ciò implichi automaticamente, dipendenza, disfunzionalità o violenza.Una prospettiva scientificamente fondata dovrebbe essere in grado di sostenere contemporaneamente due affermazioni:Questa apparente contraddizione è in realtà il punto di partenza della Riduzione del Danno.L’obiettivo dell’intervento sanitario può pertanto consistere nella riduzione della probabilità e della gravità degli eventi avversi, senza subordinare l’accesso alle cure alla decisione di cessare il consumo. Nel chemsex questo principio assume una particolare rilevanza. Bisogna fare i conti con il fatto che Il chemsex può svolgere, per alcune persone, una funzione eminentemente ludica e ricreativa. A ciò può aggiungersi una dimensione prestazionale, nella quale la sostanza viene percepita come strumento per modificare durata e intensità dell’esperienza sessuale.Il passaggio da esperienza ricreativa a uso problematico non è definito semplicemente dalla presenza della sostanza, ma dalla progressiva perdita di controllo, dall’aumento delle conseguenze negative, dalla compromissione del funzionamento individuale e relazionale.La comprensione di queste differenze permette di lavorare in un’ottica di Riduzione del Danno.Uno degli sviluppi più interessanti della prospettiva della Riduzione del Danno consiste nel considerare il gruppo non soltanto come luogo nel quale avviene il consumo, ma come possibile dispositivo informale di sicurezza. La letteratura descrive pratiche di “watching out for others”, organizzazione collettiva e sostegno reciproco [1].Adottando questo punto di vista si può suggerire di introdurre una figura che potremmo definire facilitatore di sicurezza. Non necessariamente un operatore sanitario o una persona completamente estranea alla scena del chemsex, ma un soggetto che, in una determinata occasione, scelga intenzionalmente di mantenere una condizione di sufficiente lucidità per osservare l’ambiente e intervenire quando emergano segnali di rischio.Il modello è intuitivamente paragonabile a quello del guidatore designato: in un gruppo nel quale alcune persone scelgono di consumare alcol, una persona rimane astinente per poter guidare successivamente e garantire la sicurezza del gruppo. Trasposto, con le dovute cautele, al chemsex, il principio diventa:una persona mantiene una posizione sufficientemente lucida per conservare una capacità di osservazione, comunicazione e intervento.Non si tratta, evidentemente, di trasformare un pari in un professionista sanitario né di attribuirgli responsabilità cliniche che non possiede. Il valore di questo modello risiede soprattutto nella distribuzione della responsabilità di sicurezza all’interno della scena di consumo.L’analogia con il guidatore designato permette di introdurre una concezione più ampia del controllo. In questa prospettiva si passa da:Devo essere abbastanza forte da controllarmia: Il gruppo allestisce condizioni affinché qualcuno possa mantenere una capacità di controllo e proteggere gli altri.Questa trasformazione è coerente con il paradigma della Harm Reduction, che considera il rischio come risultato dell’interazione fra sostanza, persona e ambiente.Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato, nell’ambito delle raccomandazioni relative all’HIV e alle popolazioni bersaglio, la preferenza per servizi specialistici sul chemsex, interventi peer-led e non giudicanti, fondati sulla Riduzione del Danno piuttosto che esclusivamente sulla cessazione del consumo [6].Ludovico VerdePsicologo-Psicoterapeuta, UOMI ASL Napoli 1 Centro – AMIAGAY apsChiara CicalaPsicologa -PsicoterapeutaAndrea Paolo Di NapoliPsicologo-Psicoterapeuta i.f. –AMIGAY aps.Riferimenti essenziali09 Ottobre 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore,pur condividendo l'analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata dalla politica e...Gentile Direttore,l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un passo positivo per il Servizio sanitario nazionale. Per l’Associazione Italiana Odontoiatri, però, deve accompagnarsi a un maggiore impegno per la...Gentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione...Gentile Direttore,la domanda che ci dobbiamo porre è semplice: perché la politica vuole così male ai cittadini e ai lavoratori del SSN della sanità privata accreditata? Una precisazione è d’obbligo....Dislipidemie e nuovi inibitori PCSK9: cosa cambia nella pratica clinicaIntelligenza emotiva nel nursing: da competenza relazionale a leva per sicurezza, benessere e governanceIntelligenza Artificiale Generativa nella Pratica Clinica: strumenti, evidenze, limiti e governance per i professionisti del SSNAritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: come orientare diagnosi, stratificazione e terapiaStrategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativaSanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneContratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàRiparto Fondo sanitario 2026. 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Estratto da pag. 1 di "radiopnr.it" del 09 Oct 2026
Il cinquanta per cento degli stabilimenti nel nuovo polo logistico costruito a Tortona, la Nexos Tortona Logistics, inaugurato due settimane fa e situato a 2 km dal casello autostradale sono già stati allocati a un unico cliente. L''advisor Colliers ha agito come intermediario per locare una porzione di 50.000 m² del polo logistico Nexos Tortona Logistics a un operatore leader nel settore dell’e-commerce, di cui non viene al momento resa nota l''identità, ma con tutta probabilità risulta essere un importante operatore titolare di un frequentato portale del commercio on line specializzato nel settore di macchine ed attrezzature per l''agricoltura.La struttura si sviluppa complessivamente su 101.000 m² di superficie di magazzino e 3.000 m² di uffici, con 100 banchine di carico e ulteriori 20 predisposizioni, il tutto realizzato con caratteristiche di elevate performance ambientali ed energetiche della struttura, come da prestigiose certificazioni già ottenute. Proprio la posizione e la qualità dell''area hanno immediatamente attirato l''attenzione di clienti molto significativi, che hanno manifestato interesse e chiuso gli accordi per ottenere gli spazi che, con un solo cliente, occupano già metà dell''area del polo logistico progettato e sviluppato da Garbe Industrial Real Estate Italy.
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Estratto da pag. 1 di "ripartelitalia.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "tecnicaospedaliera.it" del 09 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "tuttosanita.com" del 09 Oct 2026
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Estratto da pag. 1 di "video.corriere.it" del 09 Oct 2026
Le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
pubDate§§ 2026-10-09T11:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046109386.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046109386.PDF', 'title': 'video.corriere.it'} tp:url§§ https://video.corriere.it/economia/manovra-salvini-tre-miliardi-da-banche-e-assicurazioni-possiamo-essere-piu-ambiziosi/9177face-c008-4017-854b-6fdb8ad7exlk tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046109386.PDF tp:ocr§§ 09 ottobre 2026Le parole del ministro delle Infrastrutture e dei TrasportiCorriereTv(LaPresse) "Due o tre miliardi da banche e assicurazioni per la manovra? Potremmo essere più ambiziosi e aspettarci 5 miliardi di contributo volontario e gioioso da chi sta facendo grandi profitti, non extraprofitti". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in una conferenza stampa sulla casa e il contributo per l'affitto ai genitori separati, rispondendo a una domanda sulla prossima manovra. "Conto che ci arriveremo con un confronto positivo e costruttivo, senza mettere una norma. Qualcuno dice 'abbiamo già' dato. No", ha aggiunto, "per le grandi banche è una cifra rispettosa. Credo che ci arriveremo di comune accordo" in maggioranza. Comunque, ha confermato Salvini, "il tema del contributo ci sarà in legge di bilancio".Gli allarmi sull’Intelligenza artificiale? È solo questione di soldi«Se applaudite ancora un po' dividerò il premio con Trump», la battuta di Navi Pillay ai festeggiamenti dei colleghi dopo il Nobel per la PaceSestriere, prima nevicata dell’autunno: fiocchi anche a 1.600 metri in PiemonteDoppia tromba d'aria a Marsala: auto capovolte e feriti. 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Aprire il capitale porta trasparenza»«Sulla robotica adesso ci danno tutti ragione, ma solo cinque anni fa eravamo i nerd»Il rapporto Gimbe: «Italia ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite»Per usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo account tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903046109386.PDF §---§ title§§ Biennale dell'Economia Cooperativa 2026: la prima giornata - Economia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064909702.PDF description§§ pubDate§§ 2026-10-09T13:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064909702.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064909702.PDF', 'title': 'video.corriere.it'} tp:url§§ https://video.corriere.it/biennale-dell-economia-cooperativa-2026-la-prima-giornata/3ca1f8aa-f8fb-4c85-8fce-85c98dadcxlk tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064909702.PDF tp:ocr§§ Presenta e modera i lavoriFrancesca Gambarini, Giornalista L'Economia del Corriere della Sera Ore 14.45Lettere CooperativeUna stanza, un disegno e un sogno: bisogni che sanno cooperare Ore 15.00Key Note SpeechAlessandro Rosina, Professore Ordinario di Demografia e Statistica sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore di MilanoItalia 2050.Crisi demografica, sfide e opportunità per un Paese che ha smesso di crescere Ore 15.15InterventoTomaso Greco, Co-fondatore di Adesso!Rinnovarsi o perire.La libertà di costruire il presente. Ore 15.25PanelCome le cooperative risponderanno ai nuovi bisogni degli italiani.Leandro Caccamo, Presidente PianagriItalo Corsale, Presidente CNSMauro Lusetti, Presidente ConadDaniela Mori, Presidente Unicoop FirenzeChiara Nasi, Presidente CirfoodNella Rescigno, Presidente JustMo’Sara Travaglini, Presidente Dar Casa Ore 16.20Key Note SpeechNino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBETutela della salute: da diritto per tutti a privilegio per pochi? Ore 16.35PanelMichele De Pascale, Presidente Regione Emilia-RomagnaChiara Tenerini, Componente Commissione Lavoro, Camera dei deputatiPaola Mancini, Componente Commissione Lavoro e affari sociali, Senato della RepubblicaAnnalisa Pelacci, Presidente ProgesMassimiliano Contini, Direttore Generale Team ApDaniela Fumarola, Segretaria Generale CISLInformazioni sull'eventoBiennale dell'Economia Cooperativa 2026: la prima giornataIn diretta streaming su Corriere.itModera Francesca Gambarini, Giornalista L'Economia del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo account tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/09/2026100903064909702.PDF §---§