title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802903209014.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "adnkronos.com" del 08 Oct 2026
‘Bene rafforzare prevenzione, personale e servizi, 4 proposte operative per il triennio 2027-2029’
pubDate§§ 2026-10-08T10:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802903209014.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802903209014.PDF', 'title': 'adnkronos.com'} tp:url§§ https://www.adnkronos.com/cronaca/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita_6hNc7AUuOG0lyLFU9OT0QU tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802903209014.PDF tp:ocr§§ ‘Bene rafforzare prevenzione, personale e servizi, 4 proposte operative per il triennio 2027-2029’“Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima - dettaglia Fism - siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”.Questi interventi - osserva la società scientifica - dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”.L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni - evidenzia Fism - crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse - continua la nota - Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”.La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri - puntualizza Fism - Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa : un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla continuità dell’assistenza”.Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’.“Le analisi - conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism - aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. tp:writer§§ MADDALENA GUIOTTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802903209014.PDF §---§ title§§ Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 08/10/2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803184407746.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "aduc.it" del 06 Oct 2026
Premessa editoriale La sanità italiana continua a arrancare tra liste d''attesa, struture inadeguate e decisioni che mettono il profitto davanti alla salut...
pubDate§§ 2026-10-08T06:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803184407746.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803184407746.PDF', 'title': 'aduc.it'} tp:url§§ https://www.aduc.it/articolo/salute+newsletter+settimanale+aduc+08+10+2026_42020.php tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803184407746.PDF tp:ocr§§ Premessa editorialeLa sanità italiana continua a arrancare tra liste d'attesa, struture inadeguate e decisioni che mettono il profitto davanti alla salute. Le RSA restano un nodo critico: rette insostenibili, anziani in attesa, personale insufficiente. Intanto cresce la consapevolezza che molti servizi sociosanitari dovrebbero essere responsabilità del SSN, non carico privato delle famiglie. Anche i dati sulla disabilità cambiano, ma senza risorse vere il diritto resta sulla carta. In questo numero EDITORIALE? Cari lettori del web di Aduc... volete sostenerci? ARTICOLI? Clima, la scienza non è un’opinione? Firenze. La collina spianata per un parcheggio albergo di lusso? Rette RSA. Se assistenza e cura non sono separabili paga il SSN? Marasma carburanti. Incapacità e mancanza di prospettive. Verso il peggio? Quali saranno le conseguenze di El Niño e dei potenziali eventi meteorologici estremi sui viaggi?? Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 07/10/2026? Firenze. Dimmi dove mandi i tuoi rifiuti e ti dirò quanto sei “sostenibile” (anche finanziariamente)!? Crisi della casa. No alle restrizioni delle libertà. Stimolare gli investimenti finanziari? Un tempo le droghe psichedeliche erano considerate "carburante rivoluzionario per razzi", ma potrebbero rivelarsi farmaci in grado di cambiare la vita?? Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 06/10/2026? Italia. Il fine settimana drogato. Tutto come non potrebbe essere altrimenti? Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026? Osservatorio disservizi da 29 Settembre a 5 Ottobre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta? Politiche energetiche. Isterie e incapacità? La raccolta rifiuti a Firenze? Il divieto di distruzione dell’invenduto potrebbe ridisegnare l’industria della moda? Economia in deterioramento. Da agosto a settembre si va verso un ottobre più incerto? Il Governo abbia il coraggio di fissare per legge i prezzi energetici? Lettera mensile ADUC — Ottobre 2026? Caro carburanti. L’alternativa è nel libero mercato con meno consumi e più ecologici? La tavola condivisa e il glucosio che si quieta: cronaca di un metabolismo sociale? Salute. Neswletter settimanale di Aduc. 01/10/2026 NOTIZIE? ITALIA. Rapporto Gimbe sul SSN? ITALIA. Cresce la raccolta differenziata, ma aumenta la produzione di rifiuti. Istat? FRANCIA. Le sanzioni pecuniarie fisse per l'uso di droghe sono in aumento? ITALIA. Legge 104, dal 1 gennaio cambia la valutazione della disabilità: la guida ANFFAS alle nuove regole? NEPAL. Animali venerati ma senza una legge che li protegga? ITALIA. Ex Ilva, la Corte d'Appello: la salute prevale sugli altiforni? ITALIA. Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società - Secondo trimestre 2026. Istat? TAIWAN. Scontro elettorale sulla politica antidroga tra DPP e KMT? ITALIA. Riforma RSA Piemonte: territori pronti, ma servono risorse certe? REGNO UNITO. I consigli comunali verdi spingono per le drug consumption room? U.E.. Calano i consumi di alcol a vantaggio di alternative salutari? ITALIA. IQVIA, dati di un milione di pazienti non erano anonimi: multa da 7 milioni? ITALIA. Suicidio assistito. Ass. Coscioni deposita firme per pdl in Lombardia e Piemonte? ITALIA. Pesaro, sfratto dalla Rsa rischia di dividere coppia sposata da 54 anni? MONDO. Oms: aspettativa di vita torna ai livelli pre-Covid, ma crescono le malattie croniche? ITALIA. Varese, medici ospedalieri in Rsa per ridurre i ricoveri degli anziani? ITALIA. Piemonte, 12 mila anziani in lista d'attesa per un posto in Rsa? ITALIA. Medici in fuga dal pubblico: nel 2025 le dimissioni superano le pensioni? IRLANDA. È fondamentale fornire informazioni sulle politiche in materia di droga? FIJI. Approvata legge sullo scambio di siringhe contro l'emergenza HIV? U.E.. EFSA ha espresso parere positivo sull'uso di CBD negli alimenti? U.E.. Il diritto alla cancellazione dei dati vale anche per i registri di battesimo? U.E.. Consultazione pubblica sul diritto all'oblio degli ex-malati di cancro? ITALIA. Decreto imballaggi approvato in via definitiva? USA. Piombo nei Tampax: via libera alla class action contro Procter & Gamble? SPAGNA. Madrid: 9mila appartamenti per affitti turistici in meno in 2 anni? GERMANIA. Studio: la legalizzazione della cannabis non ha aumentato i consumi? ITALIA. Casa, energia e cantieri, le proposte dell'ANCE per le città del futuro? U.E.. infrazione Ue a Italia, Grecia, Spagna e Malta sull'efficienza energetica? ITALIA. Lavoro Agosto. Crescono disoccupati, stabili occupati, calano inattivi. Istat? ITALIA. In quinta elementare il 52,7% degli alunni ha uno smartphone personale, in seconda media si sale al 90,7%? ITALIA. Avviata la campagna vaccinale 2026-2027? U.E.. L’inflazione esplode ovunque nella zona euro? ITALIA. Meloni chiede a von der Leyen più deficit per gli aiuti sull’energia LETTERE? Retta RSA per malato di Alzheimer: chi deve pagarla, SSN o familiari?? Polizza sanitaria collettiva: massimale odontoiatrico per persona o nucleo? Rimborso TASI negato: avviso definitivo per mancato ricorso in tempo? RSA accreditata Lombardia: può chiedere ISEE e fideiussione ai figli?? Integrazione retta RSA: come chiedere il pagamento alla ASL? RSA R1 chiede di pagare farmaci: è legittimo per invalido al 100% tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803184407746.PDF §---§ title§§ Agenzia nr. 1648 - Sanità, Minerva (Pd): "Più miliardi sulla carta, meno sanità reale. Il Governo non scarichi il conto sulle Regioni - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886308937.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 07 Oct 2026
* Dalla prima pagina del quotidiano "IL T QUOTIDIANO" *
pubDate§§ 2026-10-07T22:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802397200002.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802397200002.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/il-t-quotidiano-rassegna-stampa-in-edicola-il-08-10-2026-salute-spesa-privata-a-900-euro-il-report-della-fondazione-gimbe-la-spesa-pro-capite-superiore-allitalia-la-capacita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802397200002.PDF tp:ocr§§ * Dalla prima pagina del quotidiano "IL T QUOTIDIANO" *--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802397200002.PDF §---§ title§§ L’ADIGE.IT * «SANITÀ, IN TRENTINO ESPLODE LA SPESA PRIVATA: 900 EURO A PERSONA» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802893809044.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 08 Oct 2026
Il rapporto Gimbe fotografa un aumento della spesa sanitaria a carico dei cittadini, salita dagli 844 euro del 2023 ai 900 del 2024. Il consigliere
pubDate§§ 2026-10-08T10:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802893809044.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802893809044.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews-tn-aa/ladige-it-sanita-in-trentino-esplode-la-spesa-privata-900-euro-a-persona/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802893809044.PDF tp:ocr§§ Il rapporto Gimbe fotografa un aumento della spesa sanitaria a carico dei cittadini, salita dagli 844 euro del 2023 ai 900 del 2024. Il consigliere--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802893809044.PDF §---§ title§§ Sanità, toscani costretti ad andare nel privato. 300mila rinunciano a cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028409242.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziaimpress.it" del 08 Oct 2026
Non vanno bene le cose per la sanità pubblica. Il rapporto Gimbe fotografa una realtà in difficoltà. Sempre più toscani vanno nel privato.
pubDate§§ 2026-10-08T11:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028409242.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028409242.PDF', 'title': 'agenziaimpress.it'} tp:url§§ https://www.agenziaimpress.it/sanita-toscani-costretti-ad-andare-nel-privato-300mila-rinunciano-a-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028409242.PDF tp:ocr§§ Tempo lettura: < 1 minutoNon vanno bene le cose per la sanità pubblica toscana. Il rapporto Gimbe fotografa una realtà in crisi, con un numero sempre maggiore di cittadini toscani costretti a rivolgersi al settore privato e, addirittura, oltre 300mila costretti a rinunciare alle cure.Eppure, di contro, il costo pro-capite per la sanità pubblica nel 2024 è stato pari a 2.251 euro, leggermente superiore alla media nazionale di 2.218 euro. I toscani possono contare su un personale sanitario, a livello regionale, di 15 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 12,1) e sul personale medico dipendente di 2,36 ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,84), così come 5,91 è il rapporto degli infermieri dipendenti (media Italia 4,75). Infine, il rapporto infermieri/medici è pari a 2,51 (media Italia 2,59).Sono alcuni dei dati contenuti nel 9° rapporto della Fondazione Gimbe sulla sanità in Italia.Permane ancora sopra la media nazionale l’aspettativa di vita alla nascita, dati riferiti al 2025, ch in Toscana è pari a 84,3 anni, rispetto a una media nazionale di 83,7.Segui le nostre news sul canale WhatsAppCLICCA QUIPer continuare a rimanere sempre aggiornatoIscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028409242.PDF §---§ title§§ Al Policlinico Gemelli debutta YntraDose contro il carcinoma pancreatico non operabile link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037309475.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 08 Oct 2026
Una donna di 63 anni è stata trattata al Policlinico Gemelli di Roma con una colla biologica radioattiva, YntraDose, contro tumore pancreas
pubDate§§ 2026-10-08T12:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037309475.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037309475.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/2026/10/08/salute/yntradose-gemelli-carcinoma-pancreatico/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037309475.PDF tp:ocr§§ Una donna di 63 anni con un adenocarcinoma duttale del pancreas localmente avanzato e non operabile è stata trattata al Policlinico Gemelli di Roma con una colla biologica radioattiva, YntraDose. Si tratta del primo intervento al mondo con questa tecnologia, utilizzata nell’ambito di una sperimentazione internazionale.Al Policlinico Gemelli debutta YntraDoseLa procedura aveva l’obiettivo di creare le condizioni per una successiva operabilità. A eseguirla è stato Roberto Iezzi, direttore della radiologia interventistica di Fondazione Policlinico Gemelli.Il responsabile principale dello studio è Giampaolo Tortora, direttore dell’Unità operativa complessa (Uoc) di oncologia medica.La colla, denominata YntraDose, è stata sviluppata dall’azienda biotecnologica italiana BetaGlue Therapeutics, partecipata dalla Fondazione Tech e Biomedical.Lo sviluppo della colla biologica e la sperimentazione internazionale«Vedere la tecnologia di BetaGlue raggiungere la sua prima applicazione clinica al mondo rappresenta un momento fondamentale e la conferma del valore concreto del progetto», ha dichiarato Cinzia Marchese, presidente di Fondazione Tech e Biomedical.Il passaggio dalla ricerca all’impiego clinico è al centro dell’impegno descritto da Marchese: «È questo il ruolo che vogliamo avere: contribuire a creare le condizioni perché una tecnologia nata in Italia possa arrivare dal progetto alla sperimentazione clinica, fino al letto del paziente. Il caso BetaGlue dimostra quanto sia strategico costruire un ecosistema capace di accompagnare la ricerca biomedica lungo tutto questo percorso».Lo studio coinvolge centri in Italia, Belgio e Gran Bretagna e prosegue con l’arruolamento dei pazienti. I prossimi trattamenti sono previsti a ottobre.Articoli correlatielenco di 4 articoliarticolo 1 di 4La denuncia della fondazione Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026articolo 2 di 4Tumori, uno studio rivela che aumenta l’incidenza di alcuni tipi di cancro tra i più giovaniarticolo 3 di 4La peste esiste ancora: come si trasmette, quali sono i sintomi e dove circola oggiarticolo 4 di 4Covid, i nuovi casi in Italia e il monitoraggio delle varianti: la situazionefine elenco tp:writer§§ Marta Colazzo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037309475.PDF §---§ title§§ Pippo Callipo a sostegno per chiedere che non vengano realizzati i nuovi impianti eolici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887508853.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "assinews.it" del 08 Oct 2026
La rassegna stampa assicurativa quotidiana di Assinews.it: selezione dai quotidiani nazional ed internazionali
pubDate§§ 2026-10-08T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770406006.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770406006.PDF', 'title': 'assinews.it'} tp:url§§ https://www.assinews.it/10/2026/rassegna-stampa-assicurativa-8-ottobre-2026/660124858/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770406006.PDF tp:ocr§§ Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali A settembre raccolta record per le banche retiAncora un settembre in crescita e da record per Banca Generali e Banca Mediolanum, mentre Azimut con le sue attività globali si muove in netto anticipo rispetto al target annuale del piano Elevate 2030. Banca Generali, in dettaglio, ha realizzato a settembre una raccolta netta di 554 milioni che ha portato quella cumulata da inizio anno a 6,3 miliardi (+42,3%). Settembre è risultato il migliore di sempre per volumi totali. La raccolta del mese ha visto un importante flusso in liquidità, pari a 338 milioni, sostenuto anche dall’acquisizione di nuova clientela. Tale dinamica crea le condizioni per una progressiva riallocazione verso le nuove soluzioni di investimento gestite e amministrate recentemente presentate alla convention della banca e disponibili da ottobre. Ricetta Covip per le pensioniBisogna riconoscere a ogni nuovo nato un’identità anagrafica ma anche previdenziale, creando un salvadanaio alla nascita. Sarebbe una rivoluzione, si penserebbe alla previdenza non come un qualcosa che riguarda la vecchiaia, ma una questione della gioventù». Così Mario Pepe, presidente della Covip, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. E in vista della prossima manovra, la Covip ha preparato un pacchetto di riforme «che non costano». «Bisogna ammodernare l’organismo di vigilanza e migliorare l’accesso alla previdenza complementare di quelle categorie che ora ne sono escluse», ha aggiunto Pepe. Il presidente ha citato esplicitamente le forze armate, i pensionati, che potrebbero creare un fondo da passare ai nipoti, e i religiosi. Infine Pepe ha proposto di dare la possibilità alla commissione di vigilanza l’accesso all’anagrafe nazionale per poter scovare le posizioni silenti. L’AI rende più chiare le polizze ma aumenta il rischio di cyber attacchiOpportunità ma anche rischi. Questa potrebbe essere la sintesi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo assicurativo. «L’AI cambia la natura dei rischi che incombono sulle imprese, soprattutto per quanto riguarda il fattore tempo. Gli ultimi modelli di intelligenza artificiale elaborano in pochissimo tempo quali sono le vulnerabilità del sistema», ha spiegato Pietro Franchini, deputy head of research and data department di Ivass, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. Ivass si adopera in prima persona per avvertire i consumatori sui rischi dell’AI. Stefano Pompeo, senior cyber underwriter di Qbe, ha parlato della funzione di una compagnia assicurativa in questa «sfida» contro i rischi dell’AI: «Siamo impegnati con una campagna di sostegno e sensibilizzazione verso i nostri clienti», offrendo anche una linea con cui confrontarsi nel caso di «sospetto o avvenuto crimine informatico». Ma la maggior parte delle aziende però «naviga a vista». Sanità, i privati: noi importanti per il sistemaVorremmo che i privati nella sanità fossero considerati non soltanto come semplici pagatori, ma entità importanti che potrebbero riportare il sistema alla normalità», ha dichiarato Marco Mazzucco, ceo di Blue Assistance di Reale Mutua, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. Il mondo della sanità assicurativa ha raggiunto quota 3 miliardi a metà 2026 e la previsione è di arrivare a circa 6 miliardi entro fine anno. «Il salto di qualità deve passare da un quadro normativo organico, capace di rendere più chiaro ed evidente ai cittadini che il sistema è trasparente e affidabile», dando così «più fiducia al comparto», ha detto Luigi Di Falco, responsabile vita e welfare di Ania. I rischi del climate change vanno prevenutiIl surriscaldamento globale sta aumentando il rischio di catastrofi naturali, a causa di un clima che in Italia assomiglia sempre di più a quello dei tropici. Questo nuovo scenario apre nuove sfide per la sostenibilità assicurativa. «I rischi catastrofali bisogna renderli misurabili, in modo da adottare le misure necess arie», ha spiegato Daniela D’Agostino, chief property & casualty officer di Unipol, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. Ma soltanto pochi italiani sono consapevoli del rischio: la professoressa di econometria all’Università Ca’ Foscari Monica Billio ha sottolineato come «solo una famiglia su 10 ha una copertura sulle catastrofi naturali, mentre un terzo crede di averla anche se non è così». Umberto Guidoni, chief insurance officer di Ania, ha insistito sulla necessità di creare una cultura assicurativa: «Una copertura assicurativa non è un costo ma un investimento per l’azienda». Fondo sanitario a +17,5 mldIl 9° Rapporto Gimbe, presentato ieri alla Camera dei deputati, intende fotografare lo «stato di salute» del Sistema sanitario nazionale. Il rapporto spiega che nel triennio 2023-2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia, però, se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese. Se nello stesso periodo il rapporto fosse rimasto costante al livello del 2022, il Sistema sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione ulteriori 18,8 miliardi in più. «Il finanziamento nominale è certamente aumentato», ha spiegato il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta, «ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Sistema sanitario nazionale». Un dato indiscutibile è rappresentato dal fatto che tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite con mille dollari in meno della media. Per contro, la spesa sanitaria diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media. Allianz Bank, nuovo centro a MilanoAllianz Bank Financial advisors ha inaugurato il nuovo centro di consulenza finanziaria a Milano in Torre Velasca. «L’inaugurazione del nuovo centro di consulenza finanziaria in Torre Velasca rappresenta per Allianz Bank un passaggio significativo, che unisce il legame con la storia del nostro gruppo a una visione orientata al futuro», ha commentato l’a.d. Paola Pietrafesa. «Abbiamo scelto un luogo simbolo di Milano e spazi pensati per valorizzare la professionalità dei nostri financial advisor e, soprattutto, la relazione con i clienti. Una vicinanza che vogliamo continuare a rafforzare attraverso continui investimenti sulla presenza fisica nel territorio, e Milano rappresenta una delle nostre principali piazze». L’inflazione sale, gli stipendi noLe retribuzioni degli italiani sono sempre più congelate. Dal 2025 al 2026 i redditi medi di chi presenta il 730 sono cresciuti solo dell’1,1%. Briciole rispetto a un’inflazione che corre sempre più veloce a causa della crisi energetica e che a fine anno potrebbe arrivare al 4%. E in un’Italia con gli stipendi fermi (25 mila euro il reddito medio, pressoché immutato dall’anno scorso a quest’anno), le differenze territoriali, di genere e di età incrementano le disuguaglianze. Perché un lavoratore all’apice della carriera (tra 51 e 60 anni) a Monza Brianza guadagna in media 41.434 euro mentre una donna della stessa età in provincia di Foggia ne percepisce 15.836. Il welfare privato rischia frenata senza aiuti fiscaliRendere strutturali le attuali soglie di detassazione dei fringe benefit può sostenere consumi e crescita più di una riduzione generalizzata delle tasse. È la tesi di due studi presentati ieri a Roma in un evento organizzato da Satispay. Uno firmato dagli economisti Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli per l’Osservatorio conti pubblici italiani. L’altro dall’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano. Secondo Cottarelli e Galli, un miliardo in più di welfare aziendale potrebbe generare 800 milioni di Pil nel primo anno e 1,25 miliardi al terzo, con un recupero di gettito rispettivamente di 280 e 480 milioni. Il vantaggio rispetto a un taglio Irpef sta nel fatto che i fringe benefit vengono spesi rapidamente, mentre una parte dello sconto fiscale finisce in risparmio. Attacchi cyberIn Italia il 56% delle aziende dichiara di aver subito negli ultimi 12 mesi un attacco cyber con un impatto su un sistema cyber-fisico, secondo Claroty Cybersecurity. Crescono le difese ma la risposta è fragileLe imprese rafforzano le difese informatiche, ma la capacità di reagire a un attacco resta poco consolidata. Il Cyber Barometer 2025 di Ey, basato su oltre 300 società italiane, fotografa una maturità intermedia: i controlli sono diffusi, mentre procedure, responsabilità e verifiche faticano a diventare un sistema stabile. Ey segnala un avvicinamento tra Pmi e grandi imprese, con indici di maturità rispettivamente del 46,5% e del 50%. Unipol e Bper rinnovano la bancassuranceUnipol e Bper hanno rinnovato per 10 anni l’accordo di bancassicurazione, che consente la distribuzione delle polizze Arca ramo vita e ramo danni e di quelle UniSalute Antiriciclaggio, rischi e sanzioni nella futura banca dati europeaRischi, carenze organizzative e sanzioni dei soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio entreranno in una banca dati europea condivisa dalle autorità. L’Autorità europea antiriciclaggio (Amla) ha aperto la consultazione sul progetto di norme tecniche (Rts) previsto dall’articolo 11, paragrafo 6, del regolamento UE 2024/1620. L’audizione pubblica è fissata al 3 novembre: si tratta di una proposta, non di nuove regole già applicabili. tp:writer§§ ASSINEWS guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770406006.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe Sanità: l'Emilia-Romagna tra le eccellenze, ma "cresce la pressione sui bilanci" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803053309507.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "bolognatoday.it" del 08 Oct 2026
La fondazione certifica il primato regionale nella prevenzione, ma evidenzia anche segnali di criticità. Si accende il dibattito politico: mentre la giunta lancia l''allarme sul "definanziamento nazionale", Fratelli d''Italia chiede chiarezza sull''uso dei f
pubDate§§ 2026-10-08T12:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803053309507.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803053309507.PDF', 'title': 'bolognatoday.it'} tp:url§§ https://www.bolognatoday.it/politica/emilia-romagna-vertice-lea-rapporto-gimbe-sanita.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803053309507.PDF tp:ocr§§ Il sistema sanitario dell'Emilia-Romagna si conferma tra i migliori d'Italia secondo il nono rapporto della fondazione Gimbe, che premia la regione ai vertici nazionali per i livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè l'insieme delle prestazioni e dei servizi sanitari che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket.Ma i dati accendono anche il dibattito politico: mentre la giunta esulta e lancia l'allarme sul definanziamento nazionale, l'opposizione di Fratelli d'Italia accusa di strumentalizzazione.Rapporto Gimbe: i risultati dell'Emilia-Romagna e la pressione sui bilanci delle regioniSecondo i dati Gimbe relativi al 2024, l'Emilia-Romagna ottiene punteggi di vertice in tutte e tre le aree di valutazione: nella prevenzione raggiunge 97 punti, risultando prima in Italia (dietro solo alla provincia autonoma di Trento); nell'ambito distrettuale ottiene 94 punti, seconda solo al Veneto; in quello ospedaliero 91 punti, terza dopo Veneto e Toscana. Risultati raggiunti con una quota di riparto pro-capite di 2.218 euro, in linea con la media italiana.Nel 2023, ultimo anno analizzato, la regione ha concentrato il 17,6% della mobilità sanitaria attiva nazionale, dietro alla Lombardia (23,2%) e davanti al Veneto (11,1%). Insieme, le tre regioni attirano oltre la metà dei flussi economici legati alle cure fuori regione.Ma nel report Gimbe non sono tutte rose e fiori. "Il crescente divario - si legge nel rapporto - tra la previsione di spesa sanitaria e l’entità del finanziamento è destinato a esercitare una pressione crescente sui bilanci delle Regioni, ponendo un’incognita rilevante sull’evoluzione dei loro disavanzi… Nel 2024 il disavanzo complessivo delle Regioni prima delle coperture ha raggiunto € 2.572,6 milioni, il valore più elevato degli ultimi dieci anni, e 16 Regioni hanno registrato un risultato di esercizio negativo. La criticità non riguarda più soltanto le Regioni storicamente caratterizzate da squilibri finanziari, ma anche Regioni come Emilia-Romagna e Toscana che erano sempre riuscite a mantenere l’equilibrio economico garantendo un’elevata qualità dell’assistenza sanitaria".L'allarme lanciato dalla giunta dell'Emilia RomagnaIl presidente della regione Michele de Pascale e l'assessore regionale alle politiche per la salute, Massimo Fabi, commentano con soddisfazione ma anche con preoccupazione. "Se non possiamo non essere orgogliosi degli ottimi risultati centrati anche quest'anno dal Servizio sanitario pubblico dell'Emilia-Romagna, resta l'enorme preoccupazione per la tenuta della sanità pubblica del nostro Paese, vittima di un profondo definanziamento nazionale, come messo in luce anche dall'ultimo rapporto dell'Osservatorio Gimbe", dichiarano.Il rapporto evidenzia come in quattro anni, dal 2023 al 2026, la quota di finanziamento pubblico alla sanità italiana in rapporto al Pil sia calata dal 6,22 al 6,14%, con un "taglio invisibile" di 18,8 miliardi di euro. De Pascale e Fabi sottolineano che quasi 6 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami nel 2024 e che cresce il ricorso a fondi e assicurazioni private."È necessario un robusto rifinanziamento della sanità pubblica in Italia, se si vuole scongiurare il collasso dell'intero sistema - sottolineano de Pascale e Fabi -. L'aumento in termini assoluti è oggettivamente una realtà, ma non è nemmeno lontanamente sufficiente in alcun modo a coprire le necessità legate alla crescita dei costi, dei servizi e delle prestazioni, ancor di più adesso con l'impennata dei costi energetici. L'Italia si conferma in coda in Europa per spesa sanitaria pubblica pro-capite, con dati preoccupanti come i quasi 6 milioni di persone che hanno rinunciato a visite ed esami nel 2024 o la crescita del ricorso a fondi e assicurazioni private. Non sono i numeri che deve avere un Paese civile".I due esponenti della giunta rivolgono quindi un appello al governo: "L'auspicio è che il Governo ascolti la voce non solo dell'Emilia-Romagna, ma di tutte le Regioni italiane che, al di là del colore politico, st anno denunciando da tempo questa situazione, chiedendo interventi concreti e non più rinviabili".La replica di Fratelli d'ItaliaLa capogruppo in assemblea legislativa di Fratelli d'Italia, Marta Evangelisti, risponde con un'interrogazione, accusando la giunta di strumentalizzare i dati. "Lo stesso report colloca l'Emilia-Romagna ai vertici fra le regioni italiane per quanto concerne il rispetto e l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza - osserva Evangelisti -, smentendo, nei fatti, la narrazione catastrofista e d'emergenza continua alimentata dalle dichiarazioni dei vertici della giunta". La consigliera ricorda inoltre che "a livello nazionale si registra negli ultimi anni un incremento nominale costante e progressivo di risorse stanziate dal Governo, con un impegno economico senza precedenti", e che ciò "impone una riflessione rigorosa sulle modalità di gestione e di spending review da parte dei singoli enti regionali".Evangelisti elenca anche le criticità che, a suo avviso, permangono in regione: liste d'attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, carenza di personale sanitario con fuga dal pubblico al privato, sovraffollamento dei pronto soccorso e criticità nella medicina territoriale.Con l'interrogazione, la capogruppo chiede alla giunta di "evitare strumentalizzazioni, anche a tutela del personale sanitario", di fornire dati precisi sulla destinazione della quota pro-capite di 2.218 euro ricevuta da Roma, di illustrare le misure per ridurre il divario tra i punteggi Lea e le difficoltà reali dei cittadini, e di spiegare come intende contrastare la migrazione dei professionisti sanitari verso il privato. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803053309507.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” – EvolveMag Breaking News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036709417.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "breaking.evolvemag.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "buonasera24.it" del 08 Oct 2026
Gli esponenti regionali difendono i traguardi raggiunti sui livelli essenziali di assistenza ed evidenziano le difficoltà causate dai ridotti finanziamen...
pubDate§§ 2026-10-08T05:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803228107239.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803228107239.PDF', 'title': 'buonasera24.it'} tp:url§§ https://www.buonasera24.it/news/cronaca/930921/rapporto-gimbe-e-sanita-in-puglia-risorse-insufficienti-e-criteri-di-riparto-penalizzanti-per-il-sud.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803228107239.PDF tp:ocr§§ BARI – I risultati diffusi dall'analisi della Fondazione Gimbe accendono la discussione istituzionale. I rappresentanti della maggioranza in Consiglio regionale mettono in luce i successi operativi ottenuti e sollecitano una revisione delle strategie contabili adottate a livello nazionale.Le critiche sulla spesa e i vincoli finanziariFelice Spaccavento, alla guida della Commissione Sanità nell'assemblea pugliese, commenta: “Il nono Rapporto GIMBE dice con chiarezza quello che sosteniamo da tempo, insieme al presidente Antonio Decaro e alla maggioranza: il Fondo sanitario nazionale è inadeguato rispetto ai bisogni reali. Nei prossimi tre anni, secondo il rapporto, servirebbero oltre 32 miliardi di euro in più.La sanità ha un costo e, quando le risorse nazionali non bastano, quel costo finisce inevitabilmente per gravare sulle Regioni”. Il consiagliero fa notare che: “Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato nominalmente di 17,5 miliardi, ma GIMBE quantifica in 18,8 miliardi i cosiddetti 'tagli invisibili': risorse che il Servizio sanitario avrebbe avuto a disposizione mantenendo invariato il rapporto tra Fondo e PIL del 2022. Al netto dell’inflazione, inoltre, il finanziamento reale del 2026 torna sostanzialmente ai livelli del 2010”. Riguardo agli impegni per gli stipendi, aggiunge: “L’adeguamento contrattuale della dirigenza sanitaria, con un aumento di circa 560 euro, è giusto e necessario. Ma anche questo costo sarà sostenuto dalle Regioni e la Puglia farà convintamente la propria parte. Proprio per questo non si può continuare a caricare nuovi oneri sui bilanci regionali senza rafforzare parallelamente il finanziamento nazionale”.Infine, sulle risorse per il personale e la suddivisione dei fondi osserva: “Se l’incidenza della spesa per il personale fosse rimasta ai livelli del 2012, in tredici anni sarebbero stati destinati 36,8 miliardi in più a medici, infermieri e altri professionisti sanitari. A questo si aggiunge un altro nodo decisivo per il Mezzogiorno: i criteri di riparto del Fondo devono essere maggiormente legati ai bisogni reali di salute e alle condizioni socio-economiche dei territori. Oggi mortalità precoce e deprivazione pesano appena per lo 0,75% ciascuna. È troppo poco”.Gli investimenti per il personale e le prospettive futureMaria La Ghezza, capogruppo del Movimento 5 Stelle, punta l'attenzione sui conti complessivi: “Il Governo continua a raccontare che sulla sanità le risorse aumentano, ma i numeri dicono altro. Non basta aumentare nominalmente il Fondo Sanitario Nazionale se, rapportando quelle risorse alla ricchezza del Paese e all’inflazione, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale perde progressivamente peso. Il rapporto Gimbe mette in evidenza il taglio invisibile dal 2023 al 2026 pari a 18,8 miliardi di euro”. Sulle stime per gli anni a venire precisa: “Per il triennio 2027-2029 la forbice tra spesa sanitaria prevista e risorse disponibili potrebbe raggiungere complessivamente 32,3 miliardi di euro. A questo si aggiunge il dato sul riparto del Fondo Nazionale, i cui criteri non sono allineati ai bisogni di salute. Anche sul personale il quadro è preoccupante: se la quota della spesa sanitaria destinata al personale fosse rimasta quella del 2012, tra il 2012 e il 2025 sarebbero stati investiti 36,8 miliardi di euro in più”. Riferendosi alla situazione interna, nota: “La Puglia nel 2024 supera la soglia di 69 punti in tutte le tre macro-aree dei LEA, con 85 nella prevenzione, 76 nell’area distrettuale e 81 nell’area ospedaliera. Non vuol dire che non ci siano problemi, ma che si lavora con serietà per risolverli”.I dati sui servizi erogati e l'equilibrio con i territoriStefano Minerva, capogruppo del Partito Democratico, interpella la parte avversa: “Al centrodestra che da settimane punta il dito contro la sanità pugliese, e al sottosegretario Gemmato che non perde occasione per farlo, vorrei fare una domanda molto semplice: come si può pretendere che le Regioni garantiscano più cure, più personale e più servizi se le risorse non crescono quanto crescono i costi e i bisogni delle persone?”. Analizzando i bilanci e la situazione economica del Sud sostiene: “GIMBE calcola che, se dal 2023 avessimo continuato a destinare alla salute la stessa quota di ricchezza nazionale del 2022, il Servizio sanitario avrebbe avuto complessivamente 18,8 miliardi in più. Nel 2024 la Puglia ha superato le soglie previste per i Livelli essenziali di assistenza in tutte e tre le aree: prevenzione, assistenza territoriale e assistenza ospedaliera. Nell’elaborazione dei dati ministeriali raggiunge complessivamente 242 punti su 300, il risultato più alto tra le Regioni del Mezzogiorno. I documenti di finanza pubblica prevedono che la spesa sanitaria continui a crescere in termini nominali, ma resti ferma al 6,4 per cento del PIL nel 2027, nel 2028 e nel 2029”.La tenuta delle strutture regionali e le disparità geograficheRuggiero Passero, presidente del gruppo Per la Puglia, dichiara: “Il 9° Rapporto GIMBE conferma che la Puglia è pienamente adempiente sui Livelli essenziali di assistenza, con risultati positivi in tutte e tre le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. È un dato importante, che testimonia la tenuta del nostro sistema sanitario e il lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori”. Relativamente ai fondi assegnati puntualizza: “Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è cresciuto nominalmente, mentre rispetto al PIL il sistema ha perso risorse per 18,8 miliardi di euro. E, al netto dell’inflazione, il finanziamento del 2026 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. Mortalità precoce e deprivazione socio-economica pesano appena per lo 0,75% ciascuna: parametri troppo marginali per territori come quelli del Mezzogiorno. La Puglia riceve 2.226 euro pro capite e continua a pagare un sistema che non misura fino in fondo le reali necessità della popolazione”. Sulle carenze di risorse umane rammenta: “In tredici anni, secondo GIMBE, sono mancati 36,8 miliardi di euro rispetto al peso che la spesa per dipendenti e convenzionati aveva nel 2012”.La denuncia dei disavanzi contabili e il quadro nazionaleCosimo Borraccino, consigliere regionale del Partito Democratico, focalizza l'attenzione sulle perdite di bilancio: il fenomeno dei contrazioni non esplicite ammonta a 18,8 miliardi di euro tra il 2023 e il 2026, una situazione che genera sofferenze gestionali nei territori. Borraccino ricorda come i punteggi attribuiti al sistema pugliese evidenzino un balzo di 14 punti rispetto al periodo precedente, assicurando il primato nel Mezzogiorno e la decima posizione nella classifica generale. Sul piano nazionale si evidenzia inoltre che il 9,9 per cento della popolazione italiana, pari a circa 5,8 milioni di cittadini, si è trovata costretta a rinunciare a trattamenti informativi o visite di controllo. Le previsioni indicano una contrazione del rapporto tra spesa sanitaria e PIL, stimata al 6,2 per cento nel 2026 rispetto al 6,8 per cento del 2022, valore inferiore sia al parametro dell'Unione Europea pari al 6,9 per cento sia a quello stimato dall'Ocse al 7,1 per cento. La proiezione verso il triennio compreso tra il 2027 e il 2029 evidenzia uno scostamento teorico pari a 32,3 miliardi di euro tra necessità sanitarie e stanziamenti preventivati, mentre per la quota destinata al personale medico si calcola un ammanco storico di 36,8 miliardi di euro dal 2012. Si attende quindi di conoscere l'esito della proposta presentata dal ministro Orazio Schillaci per incrementare la dotazione complessiva di 5 miliardi di euro nella prossima manovra economica. tp:writer§§ Francesco Alberti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803228107239.PDF §---§ title§§ Sanità in Puglia, luci e ombre nel rapporto Gimbe: crescono i Lea ma pesa la fuga per curarsi - Buonasera 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803229107293.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "buonasera24.it" del 08 Oct 2026
La fotografia dell''agenzia indipendente evidenzia progressi nelle prestazioni essenziali, carenze di personale dipendente e un passivo milionario per le cure fu...
pubDate§§ 2026-10-08T05:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803229107293.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803229107293.PDF', 'title': 'buonasera24.it'} tp:url§§ https://www.buonasera24.it/news/cronaca/930920/sanita-in-puglia-luci-e-ombre-nel-rapporto-gimbe-crescono-i-lea-ma-pesa-la-fuga-per-curarsi.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803229107293.PDF tp:ocr§§ BARI – Un quadro dettagliato della salute pubblica pugliese emerge dalle rilevazioni e dalle analisi contenute nella nona edizione del resoconto pubblicato dalla Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale. Lo studio esamina risorse, spese e criticità dell'assistenza sul territorio locale.Risorse finanziarie e spesa dei cittadiniSul fronte dei trasferimenti, nel 2025 la quota pro capite assegnata alla regione nell'ambito del Fondo sanitario nazionale ha raggiunto 2226 euro, superando leggermente il dato medio di 2218 euro rilevato sul territorio italiano. L'aspettativa di vita stimata alla nascita, sempre riferita al 2025, si attesta a 83,5 anni, un valore prossimo agli 83,7 anni riscontrati a livello continentale nazionale. Nel 2024, le famiglie pugliesi hanno registrato una spesa diretta pro capite inviata alla dichiarazione dei redditi pari a 544 euro, cifra nettamente inferiore rispetto ai 787 euro medi registrati nel resto della penisola. Durante il 2025, inoltre, l'amministrazione non ha iscritto a bilancio alcuna somma per reclutare operatori sanitari tramite contratti esterni o ditte fornitrici.La carenza negli organici sanitariI dati relativi al 2024 evidenziano uno scoperto negli organici dipendenti: la struttura sanitaria regionale conta 11,1 addetti ogni 1000 residenti, rispetto alla media italiana di 12,1 unità. Più nello specifico, i medici operanti come dipendenti sono 1,72 ogni 1000 abitanti a fronte dell'1,84 nazionale, mentre il personale infermieristico dipendente risulta pari a 4,56 unità ogni 1000 cittadini, contro un parametro nazionale di 4,75. Il rapporto tra le due categorie professionali registra tuttavia 2,66 infermieri per ogni medico, un valore superiore al 2,59 rilevato sul piano generale.Qualità dei servizi ed erogazione dei LeaI parametri del Nuovo Sistema di Garanzia indicano per il 2024 un punteggio complessivo di 242 punti su 300 nell'assicurare le prestazioni essenziali, posizionando la Puglia al decimo posto tra regioni e province autonome con un incremento di 14 punti sul 2023. Nella graduatoria per settori, il territorio risulta all'ottavo posto per l'assistenza negli ospedali, all'undicesimo posto nella prevenzione pubblica e al tredicesimo posto nelle attività territoriali distrettuali. Nel 2024, il 10,9 per cento della popolazione, equivalente a 424000 persone, ha rinunciato a ricevere trattamenti sanitari, evidenziando una crescita di 2,5 punti percentuali nel confronto con l'anno antecedente e superando il 9,9 per cento stimato a livello nazionale.L'impatto economico della mobilità sanitariaI dati del 2023 confermano un deficit rilevante per i viaggi della salute verso altre regioni, con un saldo negativo pari a 253,2 milioni di euro, in aumento di 23 milioni di euro rispetto al 2022. L'ammontare è sintesi di 123347695 euro di crediti (con un nono posto per attrattività) e 376593382 euro di debiti (che collocano la regione in quarta posizione). La Puglia figura insieme a Calabria, Campania, Lazio, Sardegna e Sicilia tra le sei realtà che generano il 78,2 per cento dell'intero disavanzo di mobilità passiva in Italia. Nello stesso ambito, la sanità privata accreditata pugliese dimostra una forte attrattiva, garantendo il 68,9 per cento del valore economico delle cure erogate ai pazienti provenienti da fuori regione, ponendosi al terzo posto nazionale sopra la media del 54,5 per cento.La medicina di base e la pediatria di libera sceltaIl settore dei medici di medicina generale attraversa una fase di contrazione. Tra il 2019 e il 2024 i professionisti di base nella regione sono diminuiti del 26,3 per cento, a fronte di una contrazione nazionale del 14,1 per cento. Al 1 gennaio 2025, la media regionale conta 1331 assistiti per medico rispetto alla media italiana di 1383. Applicando la quota ideale di 1 medico ogni 1200 residenti, la stima indica un vuoto organico pari a 279 medici. Proiettando la situazione al 2028, sono 702 i medici di famiglia destinati a raggiungere i 70 anni di età per il collocamento a riposo.Situazione differente per la pediatria di libera scelta dove, al 1 gennaio 2025, non emergono carenze rispetto al parametro standard di 1 pediatra ogni 850 assistiti. Il carico medio si colloca a 830 piccoli pazienti per ciascun pediatra, sotto il dato medio italiano di 917 e distante dalla soglia limite di 1000 assistiti. Nel territorio pugliese, l'84,3 per cento dei minori tra 6 e 13 anni risulta in carico ai pediatri, un valore superiore all'82,9 per cento nazionale. Entro il 2029, tuttavia, saranno 143 i pediatri che compiranno i 70 anni necessari per il pensionamento. tp:writer§§ Francesco Alberti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803229107293.PDF §---§ title§§ Sanità, Decaro “Il sottofinanziamento è un problema nazionale” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067909617.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cagliarilivetv.it" del 08 Oct 2026
C''è un problema di sottofinanziamento del Fondo sanitario nazionale per tutte le Regioni. Non è un problema pugliese, è un problema di tutte le Regioni.…
pubDate§§ 2026-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067909617.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067909617.PDF', 'title': 'cagliarilivetv.it'} tp:url§§ https://www.cagliarilivetv.it/sanita-decaro-il-sottofinanziamento-e-un-problema-nazionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067909617.PDF tp:ocr§§ Cagliari Live TvLa notizie di Cagliari e del resto del mondoContenuto fornito dall’agenzia Italpress e pubblicato nell’ambito degli accordi di fornitura editoriale.BARI (ITALPRESS) – C’è un problema di sottofinanziamento del Fondo sanitario nazionale per tutte le Regioni. Non è un problema pugliese, è un problema di tutte le Regioni. Anche il ministro della Sanità ha chiesto al suo stesso Governo un finanziamento maggiore per l’anno prossimo. Quindi non lo chiedono nemmeno le Regioni, lo chiedono gli stessi ministri al loro Governo. C’è un tema di sottofinanziamento, c’è un tema di liste d’attesa”. Così il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha commentato questa mattina i dati riportati nel 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione Gimbe, presentato alla Camera dei Deputati.xa2/pc/aznIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Sito webIl menu Social non è impostato. È necessario creare un menu e assegnarlo al menu Social nelle Impostazioni menu.Cagliari Live di Garau SalvatoreVia Su Pirastu San Sperate SUTel. 3477722578infocagliarilive@gmail.cominfocagliarilive@pec.itP. Iva 03859880928Testata Giornalistica iscritta al tribunale di Cagliari con numero 11/2021Iscrizione R.O.C. n° 36901Direttore Responsabile Maria Laura Scifo tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067909617.PDF §---§ title§§ Cure troppo care e attese infinite. Un calabrese su dieci rinuncia - Gazzetta del Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801769806012.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabria.gazzettadelsud.it" del 08 Oct 2026
Gimbe: aumenta la quota di cittadini che rinunciano a visite ed esami. La spesa sanitaria delle famiglie è di 449 euro pro capite contro i 787 della media italiana, mentre medici di famiglia e pediatri continuano a diminuire
pubDate§§ 2026-10-08T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801769806012.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801769806012.PDF', 'title': 'calabria.gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://calabria.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/10/08/cure-troppo-care-e-attese-infinite-un-calabrese-su-dieci-rinuncia-316764df-d131-4e4e-b9d8-6e2626fbfe12/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801769806012.PDF tp:ocr§§ Gimbe: aumenta la quota di cittadini che rinunciano a visite ed esami. La spesa sanitaria delle famiglie è di 449 euro pro capite contro i 787 della media italiana, mentre medici di famiglia e pediatri continuano a diminuire--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801769806012.PDF §---§ title§§ Cure troppo care e attese infinite. Un calabrese su dieci rinuncia - Gazzetta del Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803134706189.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabria.gazzettadelsud.it" del 08 Oct 2026
Gimbe: aumenta la quota di cittadini che rinunciano a visite ed esami. La spesa sanitaria delle famiglie è di 449 euro pro capite contro i 787 della media italiana, mentre medici di famiglia e pediatri continuano a diminuire
pubDate§§ 2026-10-08T04:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803134706189.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803134706189.PDF', 'title': 'calabria.gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://calabria.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/10/08/cure-troppo-care-e-attese-infinite-un-calabrese-su-dieci-rinuncia-316764df-d131-4e4e-b9d8-6e2626fbfe12/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803134706189.PDF tp:ocr§§ EdizioniSezioniFocusSpecialiGimbe: aumenta la quota di cittadini che rinunciano a visite ed esami. La spesa sanitaria delle famiglie è di 449 euro pro capite contro i 787 della media italiana, mentre medici di famiglia e pediatri continuano a diminuiredi Giovanni PastoreIn Calabria l’emergenza è sempre stata pane quotidiano e la normalità finisce spesso per diventare straordinarietà. È la vicenda meridionalistica, una questione rimasta irrisolta, sia per l’assenza di un vero disegno politico, sia per una storica insufficiente dotazione di infrastrutture funzionali, scientifiche, sociali e fiscali, capaci di abbattere il dualismo tra il Nord e il Sud del paese. E l’ultimo rapporto sfornato dalla Fondazione Gimbe, il nono, sul Servizio sanitario nazionale, conferma le distanze tra le due Italie. Sostiene il presidente Nino Cartabellotta: «Il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal Cap di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami».Sono le cifre a scavare la frattura geografica. Nel 2024 il 10% dei calabresi, oltre 180mila residenti, ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. La media italiana è del 9,9%, ma il dato regionale è cresciuto di 2,7 punti percentuali in un solo anno. All’origine di questa impennata di casi ci sono due problemi: il costo delle cure e l’attesa di riceverle.L'articolo completo è disponibile sull'edizione cartacea e digitalePer leggere tutto acquista il quotidianoo scarica la versione digitale.1Oggi in edicolaPrima paginaCaricamento commentiCommenta la notiziaS.E.S. Società Editrice Sud S.p.A. C.F. e P.I. 00072240831Copyright 2023 - Tutti i diritti riservati tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803134706189.PDF §---§ title§§ Cure troppo care e attese infinite. Un calabrese su dieci rinuncia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803103107025.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabria.gazzettadelsud.it" del 08 Oct 2026
Gimbe: aumenta la quota di cittadini che rinunciano a visite ed esami. La spesa sanitaria delle famiglie è di 449 euro pro capite contro i 787 della media italiana, mentre medici di famiglia e pediatri continuano a diminuire
pubDate§§ 2026-10-08T05:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803103107025.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803103107025.PDF', 'title': 'calabria.gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://calabria.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/10/08/cure-troppo-care-e-attese-infinite-un-calabrese-su-dieci-rinuncia-316764df-d131-4e4e-b9d8-6e2626fbfe12/?utm_source=immediafeed&utm_medium=feed&utm_campaign=hp_calabria tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803103107025.PDF tp:ocr§§ Gimbe: aumenta la quota di cittadini che rinunciano a visite ed esami. La spesa sanitaria delle famiglie è di 449 euro pro capite contro i 787 della media italiana, mentre medici di famiglia e pediatri continuano a diminuire--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803103107025.PDF §---§ title§§ Sanità in Calabria, Tucci attacca Occhiuto: «Cinque anni e nulla è cambiato» - Gazzetta del Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892608872.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabria.gazzettadelsud.it" del 08 Oct 2026
Il deputato M5S richiama il rapporto Gimbe e critica la gestione del presidente: «Emigrazione sanitaria da 327 milioni annui e 180mila calabresi che rinunciano alle cure»
pubDate§§ 2026-10-08T09:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892608872.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892608872.PDF', 'title': 'calabria.gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://calabria.gazzettadelsud.it/articoli/politica/2026/10/08/sanita-in-calabria-tucci-attacca-occhiuto-cinque-anni-e-nulla-e-cambiato-4e89f468-6421-4c46-b2a5-779acd4d1dfe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892608872.PDF tp:ocr§§ Il deputato M5S richiama il rapporto Gimbe e critica la gestione del presidente: «Emigrazione sanitaria da 327 milioni annui e 180mila calabresi che rinunciano alle cure»--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892608872.PDF §---§ title§§ Sanità in Calabria, Tucci attacca Occhiuto: «Cinque anni e nulla è cambiato» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803023109297.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabria.gazzettadelsud.it" del 08 Oct 2026
Il deputato M5S richiama il rapporto Gimbe e critica la gestione del presidente: «Emigrazione sanitaria da 327 milioni annui e 180mila calabresi che rinunciano alle cure»
pubDate§§ 2026-10-08T11:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803023109297.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803023109297.PDF', 'title': 'calabria.gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://calabria.gazzettadelsud.it/articoli/politica/2026/10/08/sanita-in-calabria-tucci-attacca-occhiuto-cinque-anni-e-nulla-e-cambiato-4e89f468-6421-4c46-b2a5-779acd4d1dfe/?utm_source=immediafeed&utm_medium=feed&utm_campaign=hp_calabria tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803023109297.PDF tp:ocr§§ Il deputato M5S richiama il rapporto Gimbe e critica la gestione del presidente: «Emigrazione sanitaria da 327 milioni annui e 180mila calabresi che rinunciano alle cure»--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803023109297.PDF §---§ title§§ Diritto alla salute in Italia: quando curarsi dipende da reddito e residenza - Calabria Diretta News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887908857.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabriadirettanews.com" del 08 Oct 2026
Il nono Rapporto GIMBE evidenzia una crescente disuguaglianza nell''accesso alle cure in Italia, tra liste d''attesa, carenza di personale e costi elevati per le famiglie
pubDate§§ 2026-10-08T09:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887908857.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887908857.PDF', 'title': 'calabriadirettanews.com'} tp:url§§ https://www.calabriadirettanews.com/2026/10/08/diritto-alla-salute-in-italia-quando-curarsi-dipende-da-reddito-e-residenza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887908857.PDF tp:ocr§§ L’accesso al diritto alla salute in Italia continua a essere fortemente condizionato dal reddito dei cittadini e dalla regione di residenza. Questo quadro emerge dalle rilevazioni del nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato dalla Fondazione GIMBE e presentato alla Camera dei Deputati. L’associazione Codici ha evidenziato come le cifre riportate confermino una progressiva contrazione della capacità della sanità pubblica di garantire prestazioni tempestive ed eque.Nel corso del 2024, oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione complessiva, hanno rinunciato ad almeno un esame o una visita medica, registrando una crescita rispetto al 7,6% rilevato nell’anno precedente. Tra le motivazioni principali figurano i tempi di attesa elevati, indicati da circa 4 milioni di persone, e le difficoltà economiche, che hanno condizionato le scelte di 3,1 milioni di cittadini.Il ricorso alle strutture private per ovviare ai ritardi del sistema pubblico ha generato un incremento della spesa diretta a carico delle famiglie, che nel 2025 ha raggiunto la cifra complessiva di 42,4 miliardi di euro. Nello specifico, la spesa sostenuta presso le strutture private non accreditate è passata da 3,05 miliardi di euro nel 2016 a 8,2 miliardi di euro nel 2024, segnando un aumento del 169%. Parallelamente, la spesa intermediata da fondi integrativi e polizze assicurative ha registrato una crescita su base annua del 10,1%.A questa situazione si affianca la disparità tra i diversi territori regionali. Nel 2023 il valore della mobilità sanitaria interregionale si è attestato a 5,15 miliardi di euro, rappresentando il livello più alto registrato a partire dal 2010. Nel 2024 la Calabria, la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano sono risultate inadempienti rispetto al mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).Il settore sanitario pubblico continua ad affrontare criticità legate alla disponibilità di personale. Secondo le stime diffuse, al 1° gennaio 2025 si evidenzia una carenza di 5.716 medici di medicina generale e di 497 pediatri di libera scelta. Dai dati OCSE risulta inoltre che un medico su quattro e un infermiere su cinque operano al di fuori del Servizio Sanitario Nazionale. Il rapporto tra infermieri e abitanti in Italia è pari a 6,9 ogni 1.000 persone, contro una media OCSE di 9,7, mentre il rapporto tra infermieri e medici si attesta a 1,2. In questo contesto, nel 2025 la spesa legata ai contratti per il personale medico a gettone è aumentata del 62%.Sul fronte delle risorse finanziarie, l’Italia registra una spesa sanitaria pubblica pro-capite pari a 3.952 dollari, posizionandosi all’ultimo posto tra i Paesi del G7. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica approvato il 2 ottobre prospetta una riduzione della spesa sanitaria dal 6,4% al 6,3% del PIL, prefigurando un divario stimato in 32,3 miliardi di euro tra il finanziamento previsto e i fabbisogni del triennio 2027-2029.In merito alla situazione attuale, Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ha rilasciato la seguente dichiarazione:“Un diritto garantito sulla carta ma negato nella realtà non è un diritto. Le segnalazioni di persone che aspettano mesi per un esame o che devono rinunciare perché non possono permettersi il privato sono ormai quotidiane. Non è accettabile che la salute dipenda dal reddito o dal luogo di residenza. Il rapporto GIMBE certifica quello che denunciamo da anni”.A fronte di questo scenario, l’associazione ha avanzato una serie di richieste rivolte alle istituzioni governative e regionali:Un adeguamento del finanziamento pubblico destinato al settore sanitario per coprire il divario previsto nel triennio 2027-2029.L’adozione di un piano straordinario per la gestione delle liste d’attesa attraverso sistemi di monitoraggio e tempi di prestazione definiti.Un piano di interventi per il reclutamento e la valorizzazione del personale sanitario, con particolare riferimento ai medici di base, ai p ediatri e agli infermieri.La definizione di strumenti di verifica sull’esigibilità dei LEA sull’intero territorio nazionale.L’introduzione di una regolamentazione e di controlli specifici sull’attività della sanità integrativa e sul rapporto tra strutture pubbliche e private.Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è un'informazione dettagliata e costante attraverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.comCalabria Diretta News S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816© Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783 tp:writer§§ Redazione CDN guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887908857.PDF §---§ title§§ Ospedale della Sibaritide, Madeo: "I trasferimenti siano rapidi per non depotenziare i reparti" - Calabria Diretta News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886708861.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabriadirettanews.com" del 08 Oct 2026
Attivati 9 ambulatori su 22 al Nuovo Ospedale della Sibaritide. Riflettori sulla fase di trasferimento di macchinari e personale tra Corigliano e Rossano
pubDate§§ 2026-10-08T09:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886708861.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886708861.PDF', 'title': 'calabriadirettanews.com'} tp:url§§ https://www.calabriadirettanews.com/2026/10/08/ospedale-della-sibaritide-madeo-i-trasferimenti-siano-rapidi-per-non-depotenziare-i-reparti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886708861.PDF tp:ocr§§ I dati recenti diffusi dalla Fondazione Gimbe tracciano un quadro complesso per la sanità nazionale, con oltre 18 miliardi di euro di riduzione della spesa destinata all’assistenza sanitaria, fenomeno che alimenta l’allungamento delle liste d’attesa. In questo contesto, l’apertura del Nuovo Ospedale della Sibaritide rappresenta un punto di riferimento cruciale per la tutela della salute del territorio.Dopo il primo momento dell’inaugurazione, la priorità si sposta sul completamento dell’offerta sanitaria. Attualmente risultano operativi 9 ambulatori dei 22 previsti all’interno della struttura. La fase successiva richiede la gestione del trasferimento delle apparecchiature e del personale sanitario, tra cui medici e infermieri.Il passaggio organizzativo mira a tutelare i servizi già attivi nei presidi di Corigliano e Rossano, evitando un ridimensionamento delle prestazioni durante la transizione verso la sede di Insiti. L’obiettivo espresso per il nuovo presidio è l’attivazione a pieno regime di tutti gli spazi previsti, mantenendo continuità nell’assistenza ai pazienti e un’adeguata copertura di organico.Sulla necessità di completare i passaggi operativi si registra l’intervento dell’avvocato Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità, che ha evidenziato l’importanza dei prossimi passi organizzativi.“È adesso che arriva il momento più delicato, più complesso che costruire la struttura stessa. Ora c’è la fase di trasferimento dei macchinari e del capitale umano: medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Questo passaggio deve essere fatto con la massima cura e velocità affinché i reparti ancora attivi nei due spoke delle aree urbane di Corigliano e Rossano non vengano depotenziati ai danni dei pazienti e quelli attivati a Insiti non siano a mezzo servizio per carenza di sanitari”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Sanità.Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è un'informazione dettagliata e costante attraverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.comCalabria Diretta News S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816© Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783 tp:writer§§ Redazione CDN guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886708861.PDF §---§ title§§ Sanità calabrese, l'affondo dopo il rapporto Gimbe: «Fallimento politico e amministrativo della gestione Occhiuto» - Calabria Diretta News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802901008972.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabriadirettanews.com" del 08 Oct 2026
Risorse pro capite sopra la media, ma la Calabria resta all''ultimo posto per i Livelli Essenziali di Assistenza e colleziona un passivo record sulla mobilità sanitaria
pubDate§§ 2026-10-08T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802901008972.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802901008972.PDF', 'title': 'calabriadirettanews.com'} tp:url§§ https://www.calabriadirettanews.com/2026/10/08/sanita-calabrese-laffondo-dopo-il-rapporto-gimbe-fallimento-politico-e-amministrativo-della-gestione-occhiuto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802901008972.PDF tp:ocr§§ I numeri e i bilanci ufficiali tracciano un quadro critico per il Servizio Sanitario Regionale della Calabria, smentendo la narrazione mediatica e i contenuti social promossi dal Presidente e Commissario ad acta Roberto Occhiuto, in carica ormai da cinque anni.I dati emersi dal 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentati alla Camera dei deputati, evidenziano una forte contraddizione tra risorse assegnate e servizi effettivamente erogati sul territorio:Riparto Fondo Sanitario (2025): Alla Calabria sono stati assegnati 2.223 euro pro capite, una cifra superiore alla media nazionale (2.218 euro).Livelli Essenziali di Assistenza (LEA 2024): La Regione si posiziona all’ultimo posto in Italia con appena 189 punti su 300.Assistenza distrettuale e territoriale: La Calabria è l’unica regione a risultare insufficiente, totalizzando 52 punti a fronte della soglia minima fissata a 60.Nonostante la disponibilità finanziaria pro capite sia in linea con il resto del Paese, le risorse non si traducono in prestazioni sanitarie adeguate per i cittadini.Il quadro clinico dell’assistenza regionale mostra sofferenze diffuse su più fronti:Aspettativa di vita: Si attesta a 82,9 anni, al di sotto della media nazionale.Personale sanitario: La densità di operatori è pari a 10,4 unità ogni 1.000 abitanti, rispetto alla media italiana di 12,1. Medici e infermieri si trovano a operare in carenza di organico e in contesti complessi.Mobilità sanitaria passiva (2023): Il saldo negativo ha raggiunto i 326,9 milioni di euro. Una somma ingente spesa per coprire i ricoveri e le cure dei cittadini calabresi costretti a viaggiare fuori regione, con costi aggiuntivi a carico delle famiglie e il rischio di rinuncia alle cure per chi non ha le disponibilità economiche necessarie.Alle carenze strutturali si aggiungono le emergenze quotidiane nei presidi locali e nelle aree interne. Tra i casi emblematici riportati c’è la situazione nell’area dello Stretto, dove circa trenta pazienti nefropatici, trapiantati e dializzati cosiddetti “impropri” affrontano da mesi disagi legati alla gestione dei turni, trovandosi spesso inseriti in sedute ospedaliere notturne comprese tra le 22:00 e le 02:00 del mattino.Di fronte all’impatto dei dati emersi, il Partito Democratico contesta la propaganda istituzionale e le definizioni della Calabria come “laboratorio” sanitario, chiedendo una presa di responsabilità immediata da parte del Commissario ad acta.Per invertire la rotta, vengono indicate come prioritarie quattro azioni non più rinviabili:Un piano straordinario di assunzioni per colmare i vuoti d’organico.Misure strutturali ed economiche per trattenere i medici sul territorio.Un intervento drastico per l’abbattimento delle liste d’attesa.Il potenziamento reale della sanità di prossimità e dei presidi territoriali.La sfida della sanità calabrese richiede oggi un bagno di realtà: abbandonare la narrazione virtuale per affrontare le emergenze concrete nei pronto soccorso e nelle strutture ospedaliere della regione.Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è un'informazione dettagliata e costante attraverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.comCalabria Diretta News S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816© Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783 tp:writer§§ Redazione CDN guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802901008972.PDF §---§ title§§ Sanità, il Report Gimbe fotografa la Calabria: spesa pro-capite a 2.223 euro ma resta il nodo del personale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802878008762.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 08 Oct 2026
Il 9° Rapporto GIMBE inchioda il governatore: risorse superiori alla media nazionale ma LEA all''ultimo posto e assistenza territoriale insufficiente.
pubDate§§ 2026-10-08T09:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802885008940.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802885008940.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/cronaca/2026/10/08/sanita-in-calabria-la-bocciatura-del-report-gimbe-fallimento-totale-per-occhiuto-propaganda-smentita-dai-numeri/428569/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802885008940.PDF tp:ocr§§ Risorse superiori alla media nazionale, ma servizi al collasso e ultimi in Italia. I numeri del 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato alla Camera dei deputati, inchiodano il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto alle sue responsabilità politiche e istituzionali, smontando quella che viene definita una narrazione autocelebrativa distante dalla realtà quotidiana vissuta dai cittadini.Il paradosso dei fondi e il crollo dei LEANel 2025 alla Calabria è stato assegnato un riparto del Fondo sanitario nazionale pari a 2.223 euro pro capite, una cifra superiore rispetto alla media italiana (2.218 euro). Ciononostante, la regione si posiziona all’ultimo posto in Italia per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), totalizzando appena 189 punti su 300 nel monitoraggio del 2024. A preoccupare è soprattutto l’assistenza distrettuale e territoriale, unico caso in Italia a risultare insufficiente con soli 52 punti a fronte di una soglia minima fissata a 60. Un divario che dimostra come le risorse non si traducano in servizi reali per i calabresi.Aspettativa di vita ridotta e fuga per curarsiIl quadro tracciato dal report evidenzia criticità profonde anche sul fronte sociale e assistenziale. L’aspettativa di vita in Calabria si ferma a 82,9 anni, rimanendo al di sotto della media nazionale. Sul fronte lavorativo, il personale sanitario è ridotto all’osso: 10,4 unità ogni 1.000 abitanti contro le 12,1 della media italiana, con medici e infermieri costretti a operare in condizioni di estrema difficoltàA pesare ulteriormente è il fenomeno della mobilità sanitaria: nel 2023 la Calabria ha registrato un saldo negativo di ben 326,9 milioni di euro. Centinaia di milioni che lasciano la regione perché i pazienti sono costretti a emigrare altrove per potersi curare, affrontando ingenti spese di viaggio e soggiorno, mentre chi non può permetterselo finisce per rinunciare alle cure.La polemica politica e l’affondo sulle prioritàIl duro attacco politico punta il dito contro la comunicazione istituzionale del governatore, commissario ad acta per la sanità da cinque anni, accusato di prediligere la presenza mediatica e la promozione letteraria nazionale anziché affrontare le emergenze locali, come la situazione critica dei presidi territoriali e dei pazienti in trattamento di dialisi nelle aree urbane.Dal fronte politico si pretendono ora risposte immediate: un piano straordinario per le assunzioni, misure strutturali per trattenere il personale medico, l’abbattimento delle liste d’attesa e la garanzia dell’assistenza di prossimità, invitando l’amministrazione regionale ad abbandonare la comunicazione virtuale e ad assumersi la piena responsabilità del disastro sanitario registrato su tutti i fronti. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802885008940.PDF §---§ title§§ Sanità, l'Abruzzo migliora nei Lea ma è secondo in Italia per rinuncia alle cure: i dati del rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067509613.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "chietitoday.it" del 08 Oct 2026
Nel 2024 la regione ha ottenuto 229 punti nella valutazione dei Lea, collocandosi al 13mo, ma il 12,6% della popolazione rinuncia alle prestazioni sanitarie
pubDate§§ 2026-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067509613.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067509613.PDF', 'title': 'chietitoday.it'} tp:url§§ https://www.chietitoday.it/attualita/sanita-abruzzo-gimbe-miglioranno-lea-rinuncia-cure.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067509613.PDF tp:ocr§§ Raccontiamo la tua città ogni giorno, con una redazione sul territorio. La pubblicità ci permette di offrire gratuitamente gran parte del nostro lavoro: scegli come continuare a leggerci.Niente pubblicità e un sostegno diretto al nostro lavoro, al prezzo di un caffè al mese.L'app è gratuita: segui la tua città ovunque, sempre a portata di mano.Hai già un account? AccediNel 2024 la regione ha ottenuto 229 punti nella valutazione dei Lea, collocandosi al 13mo, ma il 12,6% della popolazione rinuncia alle prestazioni sanitarieL'Abruzzo migliora sensibilmente nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), risultando adempiente in tutte e tre le aree di valutazione, ma resta tra le regioni italiane in cui è più alta la percentuale di cittadini che rinunciano alle prestazioni sanitarie, come si legge su IlPescara. È il quadro che emerge dal nuovo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Nel 2024 la regione ha ottenuto 229 punti nella valutazione dei Lea, collocandosi al 13° posto tra 21 Regioni e Province autonome, con un incremento di 47 punti rispetto al 2023, il secondo più alto d'Italia dopo quello della Valle d'Aosta (+48).I Lea rappresentano le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire ai cittadini. Nel dettaglio, l'Abruzzo ha ottenuto 80 punti nell'area della prevenzione, 74 nell'assistenza distrettuale e 75 in quella ospedaliera, superando in tutti e tre i casi la soglia di adempimento fissata a 60 punti.In testa alla classifica nazionale c'è il Veneto con 288 punti, seguito da Emilia-Romagna (282) e Toscana (280), mentre ultima è la Calabria (189). Nel 2024 le Regioni adempienti sono 18, contro le 13 del 2023. Restano inadempienti Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano.Nella precedente griglia di valutazione dei Lea, l'adempimento cumulativo dell'Abruzzo nel periodo 2010-2019 era pari al 76,6%, nono valore tra le 16 Regioni sottoposte a verifica.A fronte del miglioramento dei Lea, resta elevata la quota di cittadini abruzzesi che rinunciano alle prestazioni sanitarie. Secondo i dati Istat riportati nel Rapporto, nel 2024 il fenomeno ha interessato il 12,6% della popolazione regionale, contro una media nazionale del 9,9%.Si tratta del secondo valore più alto in Italia, dopo quello della Sardegna (17,2%). Seguono Umbria (12,2%) e Lazio (12%).A livello nazionale, la rinuncia alle prestazioni per le liste d'attesa riguarda il 6,8% della popolazione, mentre quella per motivi economici interessa il 5,3%.Un altro elemento critico riguarda la mobilità sanitaria, cioè il ricorso alle prestazioni sanitarie fuori dalla propria regione di residenza e i relativi flussi economici.Nel 2023 l'Abruzzo ha registrato un saldo negativo di 86,9 milioni di euro. Il Rapporto colloca la regione nella fascia del "saldo negativo moderato", compresa tra 25,1 e 100 milioni di euro, insieme a Marche (-54,7 milioni), Umbria (-55,8), Liguria (-74,4) e Basilicata (-77,9).A livello nazionale, sei Regioni presentano un saldo positivo e 15 uno negativo. I valori positivi più elevati sono quelli di Lombardia (+645,8 milioni) ed Emilia-Romagna (+564,9 milioni), mentre il passivo maggiore si registra in Calabria (-326,9 milioni).Nel 2024 il Servizio sanitario abruzzese contava 16.373 dipendenti, pari a 12,9 ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 12,1.Anche la dotazione di medici e infermieri risulta superiore alla media italiana. I medici dipendenti sono 2,17 ogni mille abitanti, rispetto a una media di 1,84, mentre gli infermieri sono 5,21, contro 4,75.Secondo il Rapporto, l'Abruzzo è l'unica Regione sottoposta a Piano di rientro con una dotazione complessiva di personale superiore alla media nazionale. La spesa per unità di personale è di 58.786 euro, contro i 59.242 della media italiana.Un dato particolarmente significativo riguarda i contratti per i servizi di fornitura di personale sa nitario. Secondo i dati Anac, il loro valore è passato da 3,81 milioni di euro nel 2024 a 74,93 milioni nel 2025. Si tratta del terzo importo più elevato in Italia, dopo Sardegna (209,6 milioni) e Lombardia (95,7 milioni), su un totale nazionale di 568,2 milioni. Nel primo trimestre del 2026 l'Abruzzo figura inoltre tra le sette Regioni con procedure ancora attive.Al primo gennaio 2025 ogni medico di medicina generale abruzzese assisteva in media 1.216 persone, contro una media nazionale di 1.303.Sulla base di un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, la Fondazione Gimbe stima per l'Abruzzo una carenza di 12 medici di famiglia, a fronte di un fabbisogno nazionale di 5.716 unità. Per i pediatri di libera scelta, invece, non vengono rilevate carenze.Per il corso di formazione in medicina generale 2026-2029, le domande presentate in Abruzzo hanno superato del 246% il numero delle borse finanziate.Nel 2024 la spesa sanitaria pro capite comunicata al Sistema tessera sanitaria ai fini della dichiarazione dei redditi è stata di 569 euro in Abruzzo, contro una media nazionale di 787 euro.La regione è sottoposta a Piano di rientro dal 2007 ed è stata commissariata per nove anni, dal 2008 al 2016. Attualmente è una delle sei Regioni ancora soggette al Piano, insieme a Lazio, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia.Dal riparto della quota premiale 2025 l'Abruzzo riceve 6,3 milioni di euro, pari a 4,97 euro per abitante.Infine, l'aspettativa di vita alla nascita nella regione è di 83,7 anni, in linea con la media nazionale.Scegli ChietiToday come fonte preferita su Google NewsVuoi navigare senza pubblicità ? Scopri come fare© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067509613.PDF §---§ title§§ Nella sanità tagli “invisibili” per 18,8 miliardi tra 2023 e 2026. E non andrà affatto meglio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802964908591.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "contropiano.org" del 08 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario nazionale ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della Avere meno risorse significa anche peggiorare le condizioni di lavoro di chi opera nella sanità. Stiamo assistendo ad una grande fuga di professionisti dal settore pubblico. 1 medico su 4 e 1 infermiere su 5 non lavorano per il Sistema Sanitario Nazionale
pubDate§§ 2026-10-08T08:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802964908591.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802964908591.PDF', 'title': 'contropiano.org'} tp:url§§ https://contropiano.org/news/politica-news/2026/10/08/nella-sanita-tagli-invisibili-per-188-miliardi-tra-2023-e-2026-e-non-andra-affatto-meglio-0199397 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802964908591.PDF tp:ocr§§ ContropianoGiornale comunista onlineMenuAnche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario nazionale ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil.Secondo la Fondazione Gimbe che oggi ha presentato il suo rapporto annuale in Parlamento, le cose non sembrano cambiare per il prossimo futuro. Secondo il rapporto “Nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del Fondo sanitario nazionale (Fsn): 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di 32,3 miliardi”.L’Italia, ricorda la Fondazione Gimbe, rimane ultima nel G7 per la spesa sanitaria pubblica pro capite, mentre la spesa sanitaria privata sostenuta direttamente dalle famiglie (out of pocket) supera la media Ocse del 12,3%.Calcolato a prezzi costanti, il Fondo sanitario nazionale è ai livelli del 2010, ma ovviamente da allora la necessità di cure è aumentata perché l’età media è cresciuta (da 43,2 a 47,1 anni) e anche i costi sono saliti.Ma avere meno risorse significa anche peggiorare le condizioni di lavoro di chi opera nella sanità. Stiamo infatti assistendo ad una grande fuga di professionisti dal settore pubblico. 1 medico su 4 e 1 infermiere su 5 non lavorano per il Sistema Sanitario Nazionale. Dei 339.256 medici censiti dall’Ocse, almeno 88.258 (26,1%) non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi formativi post-laurea.“Se oltre 1 medico su 4 non lavora nel Ssn né è inserito in percorsi formativi post-laurea, è evidente che il servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici. Aumentare i posti nei Corsi di Laurea di Medicina non garantisce quindi più medici alla sanità pubblica, in particolare nelle specialità e nei territori dove servono“, ha avvertito il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta.Dal 1° gennaio 2025 Gimbe stima un deficit di 5.716 medici di medicina generale – assumendo come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti – e di 497 pediatri di libera scelta, il 78,7% dei quali concentrato in Lombardia, Piemonte e Veneto.Inevitabilmente questi tagli stanno incentivando la privatizzazione del sistema sanitario, un processo che impoverisce la popolazione costretta a pagare le sia le tasse che le prestazioni nella sanità privata, ma che lascia sempre più persone senza cure.8 Ottobre 2026 - © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANOIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.La decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di riaprire il dibattito sulla necessità di porre fine al blocco economico,...Ci sono momenti nella storia di un popolo in cui il dolore supera le parole. Il Venezuela sta vivendo...Mentre si annunciano nuovi Ospedali di Comunità e si celebrano inaugurazioni e trasformazioni sulla carta, la realtà che vivono...Tenete viva l’informazione: sostenete il sito di Contropiano mandandoci il vostro contributo!Sciopero generale provinciale per gli sfollati di Pozzuoli, manifestazione a RomaFirenze. No alla repressione e alla censura!Milano. Hasta siempre, hombre del futuro!Giornata di mobilitazione nazionale per la Palestina. Elenco delle manifestazioniMilano. 500 anni di resistenza dei popoli Latino-americaniVuoi essere sempre aggiornato sulle notizie di Contropiano? Iscriviti alla nostra newsletter: Accetto la privacy policy del sitoAutorizzazione del Tribunale di Roma 286 del 31 dicembre 2014. Direttore Responsabile: Sergio Cararo. Indirizzo: V.Casalbruciato 27- sc. B - 00159 Roma - Tel. 06.640.122.19 - redazione@contropiano.org tp:writer§§ Redazione Roma guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802964908591.PDF §---§ title§§ Mps, anche Caltagirone e i Benetton si schierano con Intesa Sanpaolo: ora più in salita il contro-piano di Siena | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802944608544.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 08 Oct 2026
Lovaglio ora punta al consenso dei grandi fondi storicamente alleati ai suoi piani e che valgono circa il 40% del capitale di Siena
pubDate§§ 2026-10-08T08:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802944608544.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802944608544.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/economia/finanza/26_ottobre_08/mps-anche-caltagirone-e-i-benetton-si-schierano-con-intesa-sanpaolo-ora-piu-in-salita-il-contro-piano-di-siena-efe04c3d-742c-4b64-b55d-e1062d137xlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802944608544.PDF tp:ocr§§ Incidente di Linate: la nebbia, i sistemi fuori uso, l’esplosione e i 118 morti che cambiarono l’aviazione europeaSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Lovaglio ora punta al consenso dei grandi fondi storicamente alleati ai suoi piani e che valgono circa il 40% del capitale di SienaAnche il gruppo Caltagirone porterà la sua quota, pari al 13%, all’Opas di Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi. Lo ha comunicato oggi 8 ottobre il consiglio della FGG, capofila della realtà romana il cui cda, all’unanimità, «ha recepito integralmente le valutazioni del Comitato degli amministratori Indipendenti coadiuvato dal parere del Prof. Giovanni Fiori ed ha deliberato all'unanimità di dare voto contrario a tutti e 5 i punti dell'ordine del giorno» dell’assemblea di Mps del 29 ottobre. di Daniela Polizzi e Andrea RinaldiMercoledì 7 è stata la volta di Edizione che ha preso posizione nella partita che vede Intesa Sanpaolo protagonista dell’Opas sul Monte dei Paschi. Dopo Delfin, azionista di Mps con il 17,6%, anche la holding della famiglia Benetton si è schierata con la Ca’ de Sass. «Intesa è una delle principali istituzioni finanziarie private italiane ed europee. E l’offerta promossa su Mps può creare valore sia per la banca senese, sia per i suoi azionisti», ha dichiarato ieri lo stesso presidente di Edizione, Alessandro Benetton, sottolineando che «è nostra intenzione partecipare all’offerta, conferendo l’1,45% di Mps detenuto da Edizione, che diventerà azionista stabile di Intesa». Quella quota, una volta conclusa l’offerta, si trasformerà nello 0,7% circa di Intesa. La famiglia è anche azionista di Generali con il 4,8% e guarda alle prossime fasi che porteranno sotto le insegne della Ca’ de Sass anche il 13,2% della compagnia in portafoglio a Mediobanca. «Ho molto apprezzato che Carlo Messina abbia sottolineato che l’operazione promossa da Intesa Sanpaolo rappresenterà un significativo valore sotto il profilo della stabilità dell’azionariato e dell’indipendenza di Generali». Per ora è una «dichiarazione autonoma» ma, nel caso fosse richiesto dalla normativa, Alessandro Benetton ha i poteri per trasformarla in un impegno vincolante. Appare quindi rafforzarsi il fronte dei soci di Mps a favore dell’operazione di Intesa, che ora si attesta al oltre il 32% del capitale del Monte. La doppia offerta difensiva costruita da Mps su Banca Generali e Banco Bpm a questo punto si trova davanti un cammino in forte salita. Lovaglio però non è un manager che rinuncia facilmente ai suoi progetti e ora punta sul consenso dei grandi fondi storicamente alleati ai suoi piani e che valgono circa il 40% del capitale di Siena. Già da lunedì, o forse prima, sono attesi i pareri dei proxy advisor Iss e Glass Lewiss che dovranno dare a fondi e asset manager, le indicazioni di voto. Intanto, salvo novità, l’ad di Siena, Luigi Lovaglio, potrebbe rinviare il confronto con i suoi consiglieri a quello già fissato per giovedì 15 ottobre. In quella occasione dovrà dare un’informativa ai suoi consiglieri in merito alle due Ops alla luce del rilancio di Intesa Sanpaolo. E lì potrebbe anche svelare le sue eventuali carte. Secondo rumor, se davvero prendesse corpo l’ipotesi che circola di distribuire l’intera quota in Generali (valore di circa 9 miliardi), la data dell’assise senese potrebbe anche essere rinviata. L’ordine del giorno potrebbe essere integrato, ma per modificarlo sarebbe necessaria una nuova convocazione. E i tempi giocherebbero a sfavore delle Ops di Siena su Banco Bpm e Banca Generali. L’eventualità di un aumento dell’extra dividendo lascia freddi alcuni osservatori. L’idea può apparire attraente, riferiscono fonti: Mps quota circa 11,6 euro per azione e gli investitori incasserebbero subito circa il 25% del valore del titolo. Ma la cedola trasformerebbe in cassa un asset che è già incorporato nella valutazione della banca. Il risultato sarebbe una Mps più piccola, meno diversificata, con utili inferiori. Verrebbe infatti meno uno degli asset di maggior qualità perché Generali contribuisce alla stabilità dei profitti, alla diversificazione dei ricavi e beneficia del Danish Compromise. Nel frattempo Unipol — che riceverà la metà degli sportelli di Mps da Intesa dopo la conclusione dell’Opas e li conferirà alla controllata Bper — ha rinnovato per dieci anni l’accordo di bancassicurazione con l’ex popolare emiliana.Caro benzina, la strategia del governo: marcatura stretta sulle compagnie e risparmi per ridurre il deficitdi Marco Galluzzo, Enrico MarroSuperbonus, oneri a carico dello Stato per 131,5 miliardi: coinvolti oltre 500 mila edificidi Redazione EconomiaData center in Italia, 37 miliardi di investimenti potenziali e 26 mila occupati entro il 2036di Massimiliano Jattoni Dall’AsénEasyJet, malore per il primo ufficiale: atterraggio d’emergenza a Liverpool per il volo diretto alle Canariedi Redazione EconomiaIl rapporto Gimbe: «Italia ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite»di Agenzia VISTA / Alexander JakhnagievLe urla di Bessent e gli obiettivi mancati: record di dimissioni al Tesoro statunitensedi Valentina IorioNuova app L'Economia. News, approfondimenti e l'assistente virtuale al tuo servizio.Iscriviti alle newsletter de L'Economia. Analisi e commenti sui principali avvenimenti economici a cura delle firme del Corriere.8 ottobre 2026© RIPRODUZIONE RISERVATALe guide per approfondire i temi più discussidi Alessia Conzonatodi Eleonora Chiodadi Redazione Economiadi Serena Burionidi Alessandra Nardinidi Francesco Bertolinodi Isidoro Trovatodi Alessandra Nardinidi Severino Salveminidi Redazione Economiadi Umberto ReanoTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. 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Estratto da pag. 1 di "corriereadriatico.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "corriereflegreo.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,…
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Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla continuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803024009342.PDF §---§ title§§ Sanità in Puglia, Capone: «Le difficoltà del servizio sanitario non dipendono da una mala gestione, ma dai tagli del Governo» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883508957.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieresalentino.it" del 08 Oct 2026
PUGLIA - La flessione delle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale e il progressivo disinvestimento pubblico rispetto al Pil si riflettono sulla
pubDate§§ 2026-10-08T09:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883508957.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883508957.PDF', 'title': 'corrieresalentino.it'} tp:url§§ https://www.corrieresalentino.it/2026/10/sanita-in-puglia-capone-le-difficolta-del-servizio-sanitario-non-dipendono-da-una-mala-gestione-ma-dai-tagli-del-governo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883508957.PDF tp:ocr§§ PUGLIA – La flessione delle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale e il progressivo disinvestimento pubblico rispetto al Pil si riflettono sulla gestione della sanità regionale, determinando l’allungamento delle liste d’attesa e la carenza di personale medico negli ospedali.È quanto sostiene Loredana Capone, consigliera regionale e presidente della V Commissione della Regione Puglia, richiamando gli esiti del nono Rapporto della Fondazione Gimbe sull’andamento della spesa sanitaria in Italia.Secondo l’analisi presentata da Gimbe, il mancato allineamento tra il Fondo sanitario nazionale e il Prodotto interno lordo negli anni compresi tra il 2023 e il 2026 rispetto ai valori del 2022 si traduce in un mancato finanziamento stimato in circa 18,8 miliardi di euro a livello nazionale.Una dinamica che, pur senza un taglio nominale diretto, riduce il peso specifico della tutela della salute nell’economia del Paese e impone alle Regioni sforzi finanziari crescenti per mantenere l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.I nodi strutturali investono direttamente l’organizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera, condizionando sia l’accessibilità alle prestazioni sia l’attrattività dei ruoli operativi nel settore pubblico. Un trend confermato anche dai dati sulle borse di studio nelle specializzazioni mediche, dove una quota significativa delle posizioni messe a bando risulta non assegnata a causa della migrazione dei professionisti verso l’ambito privato.L’orientamento politico espresso da Capone sollecita uno stop al palleggio di responsabilità amministrative in vista delle prossime scadenze elettorali, richiamando la richiesta avanzata dalla Conferenza delle Regioni per un incremento strutturale del Fondo sanitario nazionale a copertura delle spese sostenute dai territori. Continua a leggereSaluteNasce la Società Leccese di Psicoanalisi “Carmelo Bene”: presentazione al Convitto PalmieriAttualitàA Spongano il cinema racconta l'adolescenza: proiezioni e laboratori con Davide Maldi e Micol RoubiniAmbienteIl meteo di domani 8 ottobre 2026PoliticaRomeo Russo (Pd), la giunta Poli veste bluSalutePalazzo Adorno si illumina di verde per la salute mentale e la consapevolezza sulle sindromi Pans e PandasPoliticaLoredana Di Cuonzo: “Archiviato il procedimento contro alcuni lavoratori Sgm: cade un’accusa priva di riscontri” tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883508957.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" - Cronache del Mezzogiorno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802915009096.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedelmezzogiorno.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,…
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Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla continuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedelmezzogiorno.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802915009096.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" - Cronache di Trento e Trieste link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041909357.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronacheditrentoetrieste.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,…
pubDate§§ 2026-10-08T11:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041909357.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041909357.PDF', 'title': 'cronacheditrentoetrieste.it'} tp:url§§ https://cronacheditrentoetrieste.it/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041909357.PDF tp:ocr§§ -(Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla continuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronacheditrentoetrieste.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041909357.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918109131.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "dallaplatea.it" del 08 Oct 2026
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pubDate§§ 2026-10-08T10:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918109131.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918109131.PDF', 'title': 'dallaplatea.it'} tp:url§§ https://www.dallaplatea.it/2026/10/08/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918109131.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla conti nuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Condividi: Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X Scopri di più da Dalla Platea Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti tp:writer§§ Fabrizio Gerolla guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918109131.PDF §---§ title§§ Ospedale della Sibaritide, Madeo: «Solo 9 ambulatori operativi su 22, ora si acceleri» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894009050.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ecodellojonio.it" del 08 Oct 2026
La vicepresidente della Commissione Sanità regionale richiama l’attenzione sulla fase di trasferimento di reparti, macchinari e personale: «La transizione va gestita con metodo e velocità, senza depauperare Corigliano e Rossano»
pubDate§§ 2026-10-08T10:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894009050.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894009050.PDF', 'title': 'ecodellojonio.it'} tp:url§§ https://ecodellojonio.it/articoli/politica/2026/10/ospedale-della-sibaritide-madeo-solo-9-ambulatori-operativi-su-22-ora-si-acceleri tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894009050.PDF tp:ocr§§ La vicepresidente della Commissione Sanità regionale richiama l’attenzione sulla fase di trasferimento di reparti, macchinari e personale: «La transizione va gestita con metodo e velocità, senza depauperare Corigliano e Rossano»CORIGLIANO-ROSSANO - Accelerare sull’attivazione degli ambulatori e sulla piena operatività del nuovo Ospedale della Sibaritide, evitando che la fase di trasferimento penalizzi sia la nuova struttura di Insiti sia i presidi di Corigliano e Rossano. È la richiesta avanzata dalla vicepresidente della Commissione Sanità regionale Rosellina Madeo. Secondo quanto riferisce la consigliera, dei 22 ambulatori previsti sarebbero al momento 9 quelli effettivamente operativi. Da qui l’invito a proseguire rapidamente con il cronoprogramma di attivazione.«Dopo il taglio del nastro per i nuovi ambulatori e il comprensibile entusiasmo iniziale, adesso si deve pensare ad ultimare e a rendere pienamente funzionante l’intera struttura», afferma Madeo.La vicepresidente della Commissione Sanità non tralascia il quadro generale del servizio sanitario, citando dati della Fondazione Gimbe sulla riduzione della spesa destinata all’assistenza sanitaria e sulle difficoltà legate alle liste d’attesa. In questo contesto, sostiene, il nuovo ospedale rappresenta «una reale speranza per il bisogno di salute del territorio».Per Madeo, la fase che si apre ora è particolarmente complessa perché riguarda il trasferimento non soltanto delle apparecchiature, ma soprattutto del personale. «Ora c’è la fase di trasferimento dei macchinari e del capitale umano: medici, infermieri e tutto il personale sanitario», sottolinea.Il rischio da evitare è che i reparti ancora attivi nei due spoke di Corigliano e Rossano vengano progressivamente depotenziati prima che quelli trasferiti a Insiti siano realmente in grado di funzionare a pieno regime. «Questo passaggio deve essere fatto con la massima cura e velocità affinché i reparti ancora attivi nei due spoke delle aree urbane di Corigliano e Rossano non vengano depotenziati ai danni dei pazienti e quelli attivati a Insiti non siano a mezzo servizio per carenza di sanitari».Madeo chiede quindi di agire con «metodo, approccio scientifico e buon senso», auspicando che l’avvio degli ambulatori rappresenti realmente «un punto d’inizio» verso la piena operatività dell’ospedale.«La transizione deve essere fatta con la massima cura e serietà – conclude – per non creare disagi né all’utenza né al personale sanitario».Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.Condividi su:Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.Noi e alcuni partner selezionati utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Puoi acconsentire all’utilizzo di tali tecnologie chiudendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, interagendo con un link o un pulsante al di fuori di questa informativa o continuando a navigare in altro modo. tp:writer§§ Redazione Eco dello Jonio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894009050.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067609618.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "entilocali-online.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "farmaciavirtuale.it" del 08 Oct 2026
Secondo il Rapporto Gimbe, nel 2025 la spesa sanitaria a carico delle famiglie ha toccato quota 42,4 miliardi, mentre 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite ed esami.
pubDate§§ 2026-10-08T02:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801946003682.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801946003682.PDF', 'title': 'farmaciavirtuale.it'} tp:url§§ https://farmaciavirtuale.it/ssn-sempre-piu-malato-gimbe-tagli-invisibili-per-188-miliardi-e-divario-da-323-miliardi-in-vista/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801946003682.PDF tp:ocr§§ Secondo il Rapporto Gimbe, nel 2025 la spesa sanitaria a carico delle famiglie ha toccato quota 42,4 miliardi, mentre 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite ed esami.Il Servizio sanitario nazionale sta perdendo progressivamente la capacità di garantire cure in modo equo e tempestivo a causa di un sotto-finanziamento strutturale, di crescenti diseguaglianze territoriali e sociali e di una crisi profonda del personale. A fotografare la situazione è l’annuale Rapporto sul Ssn della Fondazione Gimbe, presentato a Roma il 7 ottobre 2026. Il Rapporto, che analizza finanziamento pubblico, riparto delle risorse tra Regioni, spesa, Livelli essenziali di assistenza, personale, Pnrr e ruolo del privato, evidenzia come nel periodo 2023-2026 il Fondo sanitario nazionale sia cresciuto di 17,5 miliardi in termini nominali, passando da 125,4 a 142,9 miliardi. Tuttavia, rapportato al Pil, il finanziamento è calato dal 6,27% del 2022 a circa il 6% negli anni successivi. Se il rapporto fosse rimasto costante, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più: sono i cosiddetti tagli invisibili, risorse inferiori a quelle che sarebbero spettate al sistema mantenendo invariata la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità. Inoltre, al netto dell’inflazione, il finanziamento del 2026 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010, nonostante l’aumento dei bisogni legati all’invecchiamento della popolazione e ai costi delle innovazioni.La spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del Pil nel 2025, contro il 7,1% della media Ocse, con una spesa pro-capite di 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto, inferiore di 909 dollari rispetto alla media Ocse e di 1.013 dollari rispetto alla media europea. Tra i Paesi del G7, l’Italia è l’ultima per spesa pubblica pro-capite. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2026 conferma la tendenza: nel triennio 2027-2029 la spesa sanitaria è prevista in calo dal 6,4% al 6,3% del Pil, mentre il divario cumulativo tra previsioni di spesa e Fondo sanitario nazionale raggiungerà i 32,3 miliardi.I criteri di riparto del Fsn non sono allineati ai bisogni di salute: nel 2025 la Campania riceve la quota pro-capite più bassa tra le Regioni a statuto ordinario, nonostante condizioni socio-economiche sfavorevoli e una speranza di vita di quasi tre anni inferiore rispetto alla Provincia autonoma di Trento. Sempre nel 2025, la spesa totale sanitaria ammonta a 190,1 miliardi, di cui 42,4 miliardi a carico diretto delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi e assicurazioni, con un aumento del 12,7% per le polizze volontarie. Cartabellotta ha avvertito che, se il servizio pubblico arretra, la sanità integrativa rischia di diventare una corsia preferenziale per chi ha una copertura, ampliando le disuguaglianze.Le conseguenze sul fronte dell’accesso alle cure si misurano in oltre 5,8 milioni di persone che nel 2024 hanno dichiarato di aver rinunciato a visite o esami, pari al 9,9% della popolazione: circa 4 milioni per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici. Sempre nel 2024, 18 Regioni su 21 risultano adempienti ai Lea, contro le 13 del 2023. Per quanto riguarda il personale, la spesa per dipendenti e convenzionati nel 2025 è di 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più.L’Italia conta 5,8 medici per mille abitanti, ben sopra la media Ocse, ma oltre un quarto di questi non lavora nel Ssn, segno della scarsa attrattività del servizio pubblico. Particolarmente critica è la carenza di medici di medicina generale, con un deficit stimato di 5.716 unità al 1° gennaio 2025. Per gli infermieri il problema è quantitativo: 6,9 ogni mille abitanti contro 9,7 della media Ocse, con un rapporto infermieri/medici dimezzato rispetto alla media internazionale e retribuzioni inferiori del 27%. Il fenomeno dei gettonisti resta significativo: nel 20 25 la spesa per contratti di fornitura di personale ha raggiunto 568 milioni, con un aumento del 62% per il personale medico.Per quanto riguarda il Pnrr, il Governo ha trasmesso a fine settembre 2026 la decima richiesta di pagamento per la Missione 6 Salute, con nove target e una milestone in attesa di validazione europea. Il monitoraggio indipendente di Gimbe mostra che per sette obiettivi mancano evidenze pubbliche sufficientemente dettagliate per una verifica completa, mentre per tre il raggiungimento è verificabile. Cartabellotta ha precisato che anche la validazione europea di tutti i target non dimostrerà da sola un miglioramento dell’assistenza: dal 2027 sarà necessario verificare se i servizi sono realmente operativi e dotati di personale adeguato.Il Rapporto ha aggiornato il Piano di rilancio del Ssn, con 16 linee di intervento che vanno dal finanziamento pubblico alla governance del rapporto pubblico-privato, dalla riduzione degli sprechi al potenziamento del territorio. La Fondazione Gimbe intende utilizzare il Piano come riferimento per valutare i programmi di tutte le forze politiche in vista delle prossime elezioni. Cartabellotta ha concluso osservando che il Ssn, a quasi 48 anni dalla sua istituzione, continua formalmente a funzionare ma perde progressivamente la capacità di garantire cure accessibili a tutti, con ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese. La politica è chiamata a chiarire quale modello di sanità intende lasciare alle future generazioni e con quali risorse renderlo concreto.© Riproduzione riservataNon perdere nessun aggiornamento dal mondo della farmaciaFarmaciaVirtuale.it è un giornale online concepito per divulgare le conoscenze legate all'esercizio della professione del farmacista.Non perdere nessun aggiornamento:© 2026 PharmAdvertise P.IVA 03879730616 tp:writer§§ FarmaciaVirtuale.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801946003682.PDF §---§ title§§ Sanità in Toscana: crescono le rinunce alle cure e lo scontro sui fondi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803236907215.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "firenzedintorni.it" del 08 Oct 2026
Il nono Rapporto Gimbe fotografa sistemi che resistono nei livelli essenziali, ma frenano su liste d''attesa e carenza di personale. Sei governatori chiedono al governo 6 miliardi in più all''anno.
pubDate§§ 2026-10-08T05:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803236907215.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803236907215.PDF', 'title': 'firenzedintorni.it'} tp:url§§ https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/48271/sanita-in-toscana-crescono-le-rinunce-alle-cure-e-lo-scontro-sui-fondi-il-nono-rapporto-gimbe-fotografa-sistemi-che-resistono-nei-livelli-essenziali-ma-frenano-su-liste-dattesa-e-carenza-di-personale-sei-governatori-chiedono-al-governo-6-miliardi-in-piu-allanno.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803236907215.PDF tp:ocr§§ Come riportato da La Nazione, il nono Rapporto Gimbe sullo stato di salute della sanità pubblica evidenzia nel 2024 una forte crescita delle rinunce a visite ed esami a causa delle liste d'attesa e non solo, con 300mila toscani (8,2%) e oltre 104mila umbri (12,2%) costretti a rinunciare a curarsi, a fronte di una media nazionale del 9,9%.Nonostante le difficoltà di accesso, i Livelli Essenziali di Assistenza premiano entrambe le regioni, collocando la Toscana al terzo posto in Italia con 280 punti e l'Umbria al settimo con 254, sebbene entrambe registrino una flessione rispetto all'anno precedente. Di fronte al progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, un fronte comune composto da sei governatori — tra cui Eugenio Giani e Stefania Proietti — si è rivolto a Palazzo Chigi per richiedere un incremento di 6 miliardi di euro all'anno per un triennio nella prossima legge di bilancio.In Toscana, a fronte di un'aspettativa di vita elevata di 84,3 anni e di ottimi punteggi sui Lea, la quota di cittadini che rinunciano alle cure è salita in un solo anno del 2,6%. Particolarmente critica è la situazione dei medici di famiglia, diminuiti del 15,5% tra il 2019 e il 2024, con una carenza stimata da Gimbe di 394 unità e altri 466 pronti alla pensione entro il 2028, mentre la spesa privata pro capite raggiunge gli 848 euro e il ricorso al personale esterno nel 2025 è costato 34,9 milioni.In Umbria la percentuale di chi rinuncia a curarsi è ancora più alta, toccando il 12,2% della popolazione, con un punteggio Lea che scende a 254 e una mobilità sanitaria passiva che chiude con un saldo negativo di 55,8 milioni di euro. Il rapporto evidenzia infine come, pur a fronte di risultati complessivamente positivi nella garanzia dei livelli essenziali, l'accesso alle cure stia diventando un privilegio per chi può permettersi di pagare, lasciando gli altri in attesa o privi di assistenza. Sponsor Condividi La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni) Attiva i cookies tp:writer§§ Firenze Web Division guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803236907215.PDF §---§ title§§ I “tagli invisibili” alla sanità pubblica: non riduzioni nominali dei fondi ma minori risorse reali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802939708339.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "friulisera.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 08 Oct 2026
Il rapporto della Fondazione fotografa il calo della spesa rispetto al Pil, l’aumento della sanità privata e 5,8 milioni di italiani che rinunciano...
pubDate§§ 2026-10-08T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770906011.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770906011.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/744312/sanita-per-gimbe-mancano-quasi-19-miliardi-cosa-sono-i-tagli-invisibili-al-servizio-sanitario-nazionale.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770906011.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale continua a soffrire e, con esso, si incrina il diritto alla salute dei cittadini. La crescita nominale del fondo sanitario degli ultimi anni nasconde infatti un assottigliamento della spesa pubblica per la salute in rapporto al Pil. Intanto, mentre medici e infermieri scappano dal pubblico, i cittadini sempre più spesso rinunciano alle cure e quando possono ricorrono a fondi sanitari e assicurazioni private. È questo il ritratto della sanità pubblica che emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato oggi.I numeri illustrati da Gimbe mostrano che nel periodo 2023-2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil mentre negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%. Il risultato è che all'appello mancano 18,8 miliardi per la sanità."È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Per il prossimo triennio è previsto lo stesso trend, che potrebbe creare uno scarto di 32,3 miliardi tra il fabbisogno della sanità e le risorse disponibili. Senza interventi del Governo, toccherà alle Regioni colmare il gap e queste potrebbero rivalersi sui cittadini aumentando le imposte o tagliando i servizi, avverte Gimbe. Dal canto loro, i cittadini già da anni pagano le difficoltà del servizio sanitario. Nel 2025, su un totale di 190,1 miliardi di euro di spesa sanitaria in Italia, 42,4 miliardi sono stati proprio a loro carico. Non stupisce allora che lo scorso anno sia cresciuta del 10,1% la spesa intermediata da fondi sanitari e assicurazioni. L'altra faccia della medaglia è la rinuncia a visite ed esami, un fenomeno che nel 2024 ha toccato 5,8 milioni di italiani. "Se il servizio pubblico arretra, fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura", dice ancora Cartabellotta. Non va meglio sul fronte del personale sanitario. La riduzione della quota destinata agli stipendi sul totale della spesa sanitaria ha sottratto ai professionisti 36,8 miliardi dal 2012 a oggi, contribuendo a un calo dell'attrattività del pubblico: oggi circa 1 medico su 4 e 1 infermiere su 5 lavorano fuori dal servizio sanitario."L'analisi è molto chiara: è un taglio silenzioso, una tassa Meloni che finiscono per pagare i cittadini di tasca propria quando devono andare a curarsi", ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha sottolineato che la priorità del Pd "è portare la spesa sanitaria alla media europea del 7% del Pil"."Con i tagli alla sanità, Meloni si paga le armi", aggiungono in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato. Critiche al Rapporto, invece, arrivano dalla maggioranza: "Non è una fotografia neutrale. I cosiddetti 'tagli invisibili' sono un esercizio contabile: limitarsi al rapporto col Pil, senza dire che il finanziamento nominale è ai massimi, è una lettura di parte", afferma la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato Licia Ronzulli. Fino a 560 euro in più al mese ai medici: ecco cosa cambia con il nuovo contratto La pre-intesa riguarda circa 138mila dirigenti sanitari e introduce anche nuove tutele contro le aggressioni, permessi e regole sull’Intelligenza artificiale tp:writer§§ Tommaso Chirone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770906011.PDF §---§ title§§ Gasolio e sanità, il governo Meloni vive di cerotti e propaganda link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802871008832.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "google.com" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ildenaro.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ildispaccio.it" del 08 Oct 2026
?«Cinque anni sono un tempo ampiamente sufficiente per invertire la rotta e cambiare le sorti della sanità calabrese. Eppure nulla è cambiato. Anzi, se qualcosa va riconosciuto a Roberto Occhiuto, è quello di esser riuscito nell''impresa di peggiorare il peggiorabile: l''ultimo rapporto della Fondazione Gimbe lo certifica chiaramente, piazzando la Calabria all''ultimo posto in Italia [...]
pubDate§§ 2026-10-08T09:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802882008914.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802882008914.PDF', 'title': 'ildispaccio.it'} tp:url§§ https://ildispaccio.it/calabria/2026/10/08/sanita-tucci-m5s-cinque-anni-di-soli-annunci-con-occhiuto-il-fallimento-e-totale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802882008914.PDF tp:ocr§§ ?«Cinque anni sono un tempo ampiamente sufficiente per invertire la rotta e cambiare le sorti della sanità calabrese. Eppure nulla è cambiato. Anzi, se qualcosa va riconosciuto a Roberto Occhiuto, è quello di esser riuscito nell’impresa di peggiorare il peggiorabile: l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe lo certifica chiaramente, piazzando la Calabria all’ultimo posto in Italia per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con una sanità territoriale e distrettuale sprofondata sotto ogni soglia di dignità».?Lo dichiara in una nota il parlamentare del MoVimento 5 Stelle, Riccardo Tucci.?«In questo scenario impietoso – prosegue il deputato M5S – a fronte di un calo di medici di famiglia del 20 per cento e di una carenza di pediatri e infermieri, l’unica voce che continua a crescere a ritmi sostenuti è quella dell’emigrazione sanitaria. I cittadini calabresi, per potersi curare, continuano ad affrontare lunghi viaggi della speranza verso gli ospedali del Nord, facendosi carico di enormi sacrifici personali ed economici. Una piaga che comporta un salasso per le casse regionali dell’ordine di 327 milioni annui per i rimborsi delle prestazioni mediche».?«A tutto questo – continua l’esponente 5 stelle – si aggiungono le liste d’attesa dai tempi infiniti: una situazione drammatica le cui uniche “vie d’uscita” sono il ricorso al privato, per chi se lo può permettere, o la rinuncia totale alle cure. Un problema, quest’ultimo, che interessa 180mila calabresi, il 10 per cento della popolazione».?«Alla luce di questo disastro – osserva Tucci – Occhiuto farebbe bene a trarne le dovute conseguenze liberando la Calabria dalla sua fallimentare gestione, così da potersi dedicare a tempo pieno alle sue attività editoriali e alla segreteria di Forza Italia», conclude.© 2012-2026 Associazione Culturale "Quadrante Sud" Via Sant'Anna II Tronco 30, 89128 Reggio Calabria C.F. 92078700801 – Il Dispaccio - Reg. Trib. RC n° 02/2012Contatti - Note Legali e Privacy - Seguici su Facebook tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802882008914.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Il Gazzettino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027509245.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgazzettino.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilgazzettinobr.it" del 08 Oct 2026
Sanità in Puglia, Capone: "Nessuna mala gestione. Il Governo ha tolto 18,8 miliardi alle Regioni: ecco perché le liste d'attesa e la fuga d...
pubDate§§ 2026-10-08T10:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802898509063.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802898509063.PDF', 'title': 'ilgazzettinobr.it'} tp:url§§ https://www.ilgazzettinobr.it/comunicati/item/46464-sanita-in-puglia-capone-nessuna-mala-gestione-il-governo-ha-tolto-18-8-miliardi-alle-regioni-ecco-perche-le-liste-d-attesa-e-la-fuga-dei-medici tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802898509063.PDF tp:ocr§§ Nota di Loredana Capone, consigliera regionale Pd e presidente della V Commissione“I numeri non mentono e il “buco” della Regione Puglia in tema di salute non proviene da una mala gestione di Emiliano o di Decaro, ma dalla scelta del governo Meloni di non investire abbastanza in sanità riducendone progressivamente il peso rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese. E non lo dice il Pd o Loredana Capone, ma la Fondazione Gimbe attraverso il suo 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale.Il Gimbe sostiene che se tra il 2023 e il 2026 il rapporto tra Fondo sanitario nazionale e Pil fosse rimasto al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più. Non è un taglio nominale del Fondo, che è cresciuto, ma una progressiva riduzione del peso della sanità rispetto alla ricchezza del Paese. Quello che il Gimbe definisce un ‘taglio invisibile’.E le conseguenze di questa scelta sono tangibili: le Regioni, tutte non solo la Puglia, sono chiamate a garantire servizi sempre più difficili da sostenere e negli ospedali aumenta la difficoltà a trattenere e attrarre professionisti.Anche i dati sulle nuove specializzazioni mediche parlano chiaro: su 15.503 borse disponibili, una su quattro non è stata assegnata. Perché? Perché per i giovani medici diventano più attrattive le specializzazioni che offrono maggiori opportunità nel settore privato dove gli stipendi sono più alti.Quindi c’è poco da esultare per l’aumento fino a 560 euro mensili in busta paga per i medici dal 2027. È una misura che fa il paio con il taglio temporaneo delle accise sui carburanti che, come abbiamo visto, non ha prodotto benefici.È urgente un cambio di rotta. Dietro quei 18,8 miliardi in meno si sono le liste d’attesa, i pronto soccorso al collasso e i cittadini che, spinti a rivolgersi al privato, rinunciano a curarsi.Ora si capisce bene perché il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha chiesto al Governo un incremento di oltre 18 miliardi del Fondo sanitario nazionale: è una somma che corrisponde quasi esattamente al buco che il Governo ha fatto creare alle Regioni in questi quattro anni, dal 2022 a oggi. Per questo la richiesta deve essere soddisfatta.---------------Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube. Per scriverci e interagire con la redazione contattaciLo scaricabarile tra istituzioni è inaccettabile. Nessuno può pensare che, in vista della campagna elettorale, si faccia passare per buco delle Regioni quello che è invece un mancato finanziamento da parte dello Stato”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802898509063.PDF §---§ title§§ Sanità inaccessibile per uno su 10. La stampella del privato sulle cure – il Giornale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802913809100.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornale.it" del 08 Oct 2026
La Fondazione Gimbe: “Il Ssn non ha capacità di erogare prestazioni in modo equo e veloce”. Ospedali poco attrattivi? Rinnovato il contratto dei medici. Zangrillo: “Curiamo chi assiste i cittadini”
pubDate§§ 2026-10-08T10:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802913809100.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802913809100.PDF', 'title': 'ilgiornale.it'} tp:url§§ http://www.ilgiornale.it/news/attualita/sanita-inaccessibile-per-uno-su-10-la-stampella-del-privato-sulle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802913809100.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe: “Il Ssn non ha capacità di erogare prestazioni in modo equo e veloce”. Ospedali poco attrattivi? Rinnovato il contratto dei medici. Zangrillo: “Curiamo chi assiste i cittadini”--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802913809100.PDF §---§ title§§ Liguria, recupero sui Lea e record di infermieri - Il giornale del Piemonte e della Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027409244.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it" del 08 Oct 2026
È ancora una volta il Rapporto Gimbe a scattare la fotografia dettagliata sul Servizio Sanitario Nazionale, analizzando l’andamento del finanziamento pubblico, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), gli squilibri del personale e la mobilità sanitaria interregionale. I dati regionali del 9° Rapporto mettono in luce dinamiche e sfide specifiche per il Nord-Ovest, in particolare per Liguria e Piemonte.
pubDate§§ 2026-10-08T11:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027409244.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027409244.PDF', 'title': 'ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it'} tp:url§§ https://www.ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it/notizia/genova/liguria-recupero-sui-lea-e-record-di-infermieri tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027409244.PDF tp:ocr§§ 08/10/2026 Chi siamo Contatti Editore: POLO GRAFICO SPA Direttore: DIEGO RUBERO AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23 Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos HOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos LiguriaGenova Liguria, recupero sui Lea e record di infermieri Il bilancio Gimbe sulla sanità: mancano medici di base e pesa ancora la mobilità passiva Monica Bottino 08/10/2026 È ancora una volta il Rapporto Gimbe a scattare la fotografia dettagliata sul Servizio Sanitario Nazionale, analizzando l’andamento del finanziamento pubblico, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), gli squilibri del personale e la mobilità sanitaria interregionale. I dati regionali del 9° Rapporto mettono in luce dinamiche e sfide specifiche per il Nord-Ovest, in particolare per Liguria e Piemonte.In Liguria, le risorse pro-capite destinate dal Fondo Sanitario Nazionale per il 2025 toccano i 2.295 euro, cifra superiore alla media nazionale di 2.218 euro. L’aspettativa di vita alla nascita si attesta su una media di 83,7 anni, perfettamente in linea con il dato nazionale. Uno degli elementi più rilevanti riguarda la dotazione di personale sanitario dipendente: nel 2024 la regione registra 16,6 unità ogni 1.000 abitanti (contro la media italiana di 12,1). Nel dettaglio, si contano 2,26 medici (media Italia 1,84) e 6,78 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75), portando il rapporto infermieri/medici a 2,99 (rispetto al 2,59 nazionale). Per il ricorso ai servizi di fornitura di personale esterno (i cosiddetti «gettonisti»), nel 2025 si stima una spesa di 13,5 milioni di euro. Sul fronte privato, la spesa out-of-pocket (ovvero quella che i cittadini pagano di tasca propria) dichiarata nel 2024 tramite Sistema della Tessera sanitaria è pari a 870 euro pro-capite più alta della media Italia a 787 euro.I dati relativi alle cure essenziali evidenziano un recupero significativo: con 250 punti su 300 negli adempimenti Lea per il 2024 (+31 punti rispetto al 2023, anno in cui la regione era inadempiente), la Liguria sale all’8° posto tra regioni e province autonome. Nell’analisi del Nuovo Sistema di Garanzia, la Liguria si posiziona 8ª sia nell’area della prevenzione sia nell’assistenza distrettuale, collocandosi invece al 14° posto per l’assistenza ospedaliera.Restano tuttavia aperte alcune criticità, come la rinuncia alle cure: nel 2024 il 10,1% dei cittadini (oltre 152 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie (+2,3% rispetto al 2023). Non bene la mobilità sanitaria: nel 2023 il saldo è negativo per -74,4 milioni di euro (con 157,5 milioni di crediti e 231,8 milioni di debiti). La quota erogata dal privato accreditato sul totale della mobilità attiva è pari all’11,4%, posizionando la regione al 19° posto in Italia. Per quanto riguarda la medicina di base e la pediatria si stima una carenza di 116 Medici di Medicina Generale e la riduzione della categoria è stata del 15,1% tra il 2019 e il 2024. Entro il 2028 andra nno in pensione 215 MMG. Sul fronte dei Pediatri di Libera Scelta, il deficit stimato è di 7 unità, con il 91,6% dei bambini tra 6 e 13 anni seguito da un pediatra (3ª regione in Italia).Il presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria, Marco Frascatore, ha commentato i dati sottolineando il valore primario delle risorse umane: «La Liguria è la prima Regione italiana per numero di infermieri dipendenti del Ssn in rapporto alla popolazione. È un dato che va ricordato ogni volta che sentiamo dire che manca personale. Le difficoltà esistono, ma è importante riconoscere i risultati e i progressi sui Lea (+31 punti). Continueremo a confrontarci con le criticità, come mobilità e attrattività, per difendere il lavoro quotidiano dei nostri professionisti». Per quanto riguarda il Piemonte vanno segnalate la stabilità dei Lea, ma una forte pressione sui pediatriIn Piemonte, il Fsn pro-capite per il 2025 si attesta a 2.253 euro. L’aspettativa di vita alla nascita è pari a 83,6 anni. La dotazione di personale nel 2024 registra 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, con 1,89 medici e 5,19 infermieri (rapporto infermieri/medici pari a 2,75). A differenza della Liguria, l’impatto economico per la fornitura di personale esterno («gettonisti») nel 2025 risulta notevolmente più alto, pari a 57,5 milioni di euro. La spesa sanitaria out-of-pocket ammonta a 875 euro pro-capite., più alta che in Liguria. Sul versante delle prestazioni e dell’organizzazione, per le cure essenziali Il Piemonte ottiene 272 punti su 300 nei Lea per il 2024, confermandosi al 4° posto nazionale. Nelle singole aree si attesta al 6° posto nella prevenzione, al 4° nella distrettuale e al 5° nell’ospedaliera. La rinuncia alle cure riguarda il 9,2% dei residenti (circa 391 mila persone). La regione per la mobilità sanitaria presenta un saldo negativo contenuto a -20,7 milioni di euro. La componente del privato accreditato costituisce il 49,5% della mobilità attiva regionale. Capitolo medici di famiglia e pediatri: si stimano carenze per 463 MMG e ben 109 Pls. Il Piemonte detiene la media più alta in Italia per assistiti pro-capite per pediatra (1.126 bambini per pediatra, oltre il massimale senza deroghe). Liguria, Genova ARTICOLI CORRELATI Liguria, recupero sui Lea e record di infermieri Liguria, Genova Monica Bottino - 08/10/2026 Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari Cultura - Eventi, Liguria, Genova 07/10/2026 Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri Liguria, Genova 06/10/2026 Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge Liguria, Genova, Savona 02/10/2026 ULTIMI ARTICOLI Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari Cultura - Eventi, Liguria, Genova 07/10/2026 Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri Liguria, Genova 06/10/2026 Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge Liguria, Genova, Savona 02/10/2026 Il Colombo vale tra i 15 e i 16 milioni Economia, Liguria, Genova 01/10/2026 I PIù LETTI Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari Cultura - Eventi, Liguria, Genova 07/10/2026 Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri Liguria, Genova 06/10/2026 Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge Liguria, Genova, Savona 02/10/2026 Il Colombo vale tra i 15 e i 16 milioni Economia, Liguria, Genova 01/10/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047 Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria". Polografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | PrivacyEditore: POLO GRAFICO SPA Direttore: DIEGO RUBERO AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronosAlessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaHOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronosAlessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaÈ ancora una volta il Rapporto Gimbe a scattare la fotografia dettagliata sul Servizio Sanitario Nazionale, analizzando l’andamento del finanziamento pubblico, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), gli squilibri del personale e la mobilità sanitaria interregionale. I dati regionali del 9° Rapporto mettono in luce dinamiche e sfide specifiche per il Nord-Ovest, in particolare per Liguria e Piemonte.In Liguria, le risorse pro-capite destinate dal Fondo Sanitario Nazionale per il 2025 toccano i 2.295 euro, cifra superiore alla media nazionale di 2.218 euro. L’aspettativa di vita alla nascita si attesta su una media di 83,7 anni, perfettamente in linea con il dato nazionale. Uno degli elementi più rilevanti riguarda la dotazione di personale sanitario dipendente: nel 2024 la regione registra 16,6 unità ogni 1.000 abitanti (contro la media italiana di 12,1). Nel dettaglio, si contano 2,26 medici (media Italia 1,84) e 6,78 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75), portando il rapporto infermieri/medici a 2,99 (rispetto al 2,59 nazionale). Per il ricorso ai servizi di fornitura di personale esterno (i cosiddetti «gettonisti»), nel 2025 si stima una spesa di 13,5 milioni di euro. Sul fronte privato, la spesa out-of-pocket (ovvero quella che i cittadini pagano di tasca propria) dichiarata nel 2024 tramite Sistema della Tessera sanitaria è pari a 870 euro pro-capite più alta della media Italia a 787 euro.I dati relativi alle cure essenziali evidenziano un recupero significativo: con 250 punti su 300 negli adempimenti Lea per il 2024 (+31 punti rispetto al 2023, anno in cui la regione era inadempiente), la Liguria sale all’8° posto tra regioni e province autonome. Nell’analisi del Nuovo Sistema di Garanzia, la Liguria si posiziona 8ª sia nell’area della prevenzione sia nell’assistenza distrettuale, collocandosi invece al 14° posto per l’assistenza ospedaliera.Restano tuttavia aperte alcune criticità, come la rinuncia alle cure: nel 2024 il 10,1% dei cittadini (oltre 152 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie (+2,3% rispetto al 2023). Non bene la mobilità sanitaria: nel 2023 il saldo è negativo per -74,4 milioni di euro (con 157,5 milioni di crediti e 231,8 milioni di debiti). La quota erogata dal privato accreditato sul totale della mobilità attiva è pari all’11,4%, posizionando la regione al 19° posto in Italia. Per quanto riguarda la medicina di base e la pediatria si stima una carenza di 116 Medici di Medicina Generale e la riduzione della categoria è stata del 15,1% tra il 2019 e il 2024. Entro il 2028 andranno in pensione 215 MMG. Sul fronte dei Pediatri di Libera Scelta, il deficit stimato è di 7 unità, con il 91,6% dei bambini tra 6 e 13 anni seguito da un pediatra (3ª regione in Italia).Il presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria, Marco Frascatore, ha commentato i dati sottolineando il valore primario delle risorse umane: «La Liguria è la prima Regione italiana per numero di infermieri dipendenti del Ssn in rapporto alla popolazione. È un dato che va ricordato ogni volta che sentiamo dire che manca personale. Le difficoltà esistono, ma è importante riconoscere i risultati e i progressi sui Lea (+31 punti). Continueremo a confrontarci con le criticità, come mobilità e attrattività, per difendere il lavoro quotidiano dei nostri professionisti». Per quanto riguarda il Piemonte vanno segnalate la stabilità dei Lea, ma una forte pressione sui pediatriIn Piemonte, il Fsn pro-capite per il 2025 si attesta a 2.253 euro. L’aspettativa di vita alla nascita è pari a 83,6 anni. La dotazione di personale nel 2024 registra 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, con 1,89 medici e 5,19 infermieri (rapporto infermieri/medici pari a 2,75). A differenza de lla Liguria, l’impatto economico per la fornitura di personale esterno («gettonisti») nel 2025 risulta notevolmente più alto, pari a 57,5 milioni di euro. La spesa sanitaria out-of-pocket ammonta a 875 euro pro-capite., più alta che in Liguria. Sul versante delle prestazioni e dell’organizzazione, per le cure essenziali Il Piemonte ottiene 272 punti su 300 nei Lea per il 2024, confermandosi al 4° posto nazionale. Nelle singole aree si attesta al 6° posto nella prevenzione, al 4° nella distrettuale e al 5° nell’ospedaliera. La rinuncia alle cure riguarda il 9,2% dei residenti (circa 391 mila persone). La regione per la mobilità sanitaria presenta un saldo negativo contenuto a -20,7 milioni di euro. La componente del privato accreditato costituisce il 49,5% della mobilità attiva regionale. Capitolo medici di famiglia e pediatri: si stimano carenze per 463 MMG e ben 109 Pls. Il Piemonte detiene la media più alta in Italia per assistiti pro-capite per pediatra (1.126 bambini per pediatra, oltre il massimale senza deroghe).Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari07/10/2026Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri06/10/2026Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge02/10/2026Il Colombo vale tra i 15 e i 16 milioni01/10/2026Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari07/10/2026Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri06/10/2026Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge02/10/2026Il Colombo vale tra i 15 e i 16 milioni01/10/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".Il Giornale del Piemonte e della LiguriaPolografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy tp:writer§§ Pramac guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027409244.PDF §---§ title§§ Liguria, recupero sui Lea e record di infermieri - Il giornale del Piemonte e della Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027809248.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it" del 08 Oct 2026
È ancora una volta il Rapporto Gimbe a scattare la fotografia dettagliata sul Servizio Sanitario Nazionale, analizzando l’andamento del finanziamento pubblico, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), gli squilibri del personale e la mobilità sanitaria interregionale. I dati regionali del 9° Rapporto mettono in luce dinamiche e sfide specifiche per il Nord-Ovest, in particolare per Liguria e Piemonte.
pubDate§§ 2026-10-08T11:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027809248.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027809248.PDF', 'title': 'ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it'} tp:url§§ https://www.ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it/notizia/liguria/liguria-recupero-sui-lea-e-record-di-infermieri tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027809248.PDF tp:ocr§§ 08/10/2026 Chi siamo Contatti Editore: POLO GRAFICO SPA Direttore: DIEGO RUBERO AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23 Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos HOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos Liguria Liguria, recupero sui Lea e record di infermieri Il bilancio Gimbe sulla sanità: mancano medici di base e pesa ancora la mobilità passiva Monica Bottino #formatDate($detail.get("kcnt_cnt.cnt_date")) È ancora una volta il Rapporto Gimbe a scattare la fotografia dettagliata sul Servizio Sanitario Nazionale, analizzando l’andamento del finanziamento pubblico, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), gli squilibri del personale e la mobilità sanitaria interregionale. I dati regionali del 9° Rapporto mettono in luce dinamiche e sfide specifiche per il Nord-Ovest, in particolare per Liguria e Piemonte.In Liguria, le risorse pro-capite destinate dal Fondo Sanitario Nazionale per il 2025 toccano i 2.295 euro, cifra superiore alla media nazionale di 2.218 euro. L’aspettativa di vita alla nascita si attesta su una media di 83,7 anni, perfettamente in linea con il dato nazionale. Uno degli elementi più rilevanti riguarda la dotazione di personale sanitario dipendente: nel 2024 la regione registra 16,6 unità ogni 1.000 abitanti (contro la media italiana di 12,1). Nel dettaglio, si contano 2,26 medici (media Italia 1,84) e 6,78 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75), portando il rapporto infermieri/medici a 2,99 (rispetto al 2,59 nazionale). Per il ricorso ai servizi di fornitura di personale esterno (i cosiddetti «gettonisti»), nel 2025 si stima una spesa di 13,5 milioni di euro. Sul fronte privato, la spesa out-of-pocket (ovvero quella che i cittadini pagano di tasca propria) dichiarata nel 2024 tramite Sistema della Tessera sanitaria è pari a 870 euro pro-capite più alta della media Italia a 787 euro.I dati relativi alle cure essenziali evidenziano un recupero significativo: con 250 punti su 300 negli adempimenti Lea per il 2024 (+31 punti rispetto al 2023, anno in cui la regione era inadempiente), la Liguria sale all’8° posto tra regioni e province autonome. Nell’analisi del Nuovo Sistema di Garanzia, la Liguria si posiziona 8ª sia nell’area della prevenzione sia nell’assistenza distrettuale, collocandosi invece al 14° posto per l’assistenza ospedaliera.Restano tuttavia aperte alcune criticità, come la rinuncia alle cure: nel 2024 il 10,1% dei cittadini (oltre 152 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie (+2,3% rispetto al 2023). Non bene la mobilità sanitaria: nel 2023 il saldo è negativo per -74,4 milioni di euro (con 157,5 milioni di crediti e 231,8 milioni di debiti). La quota erogata dal privato accreditato sul totale della mobilità attiva è pari all’11,4%, posizionando la regione al 19° posto in Italia. Per quanto riguarda la medicina di base e la pediatria si stima una carenza di 116 Medici di Medicina Generale e la riduzione della categoria è stata del 15,1% tra il 2019 e il 2024. Entro il 2028 andranno in pensione 215 MMG. Sul fronte dei Pediatri di Libera Scelta, il deficit stimato è di 7 unità, con il 91,6% dei bambini tra 6 e 13 anni seguito da un pediatra (3ª regione in Italia).Il presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria, Marco Frascatore, ha commentato i dati sottolineando il valore primario delle risorse umane: «La Liguria è la prima Regione italiana per numero di infermieri dipendenti del Ssn in rapporto alla popolazione. È un dato che va ricordato ogni volta che sentiamo dire che manca personale. Le difficoltà esistono, ma è importante riconoscere i risultati e i progressi sui Lea (+31 punti). Continueremo a confrontarci con le criticità, come mobilità e attrattività, per difendere il lavoro quotidiano dei nostri professionisti». Per quanto riguarda il Piemonte vanno segnalate la stabilità dei Lea, ma una forte pressione sui pediatriIn Piemonte, il Fsn pro-capite per il 2025 si attesta a 2.253 euro. L’aspettativa di vita alla nascita è pari a 83,6 anni. La dotazione di personale nel 2024 registra 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, con 1,89 medici e 5,19 infermieri (rapporto infermieri/medici pari a 2,75). A differenza della Liguria, l’impatto economico per la fornitura di personale esterno («gettonisti») nel 2025 risulta notevolmente più alto, pari a 57,5 milioni di euro. La spesa sanitaria out-of-pocket ammonta a 875 euro pro-capite., più alta che in Liguria. Sul versante delle prestazioni e dell’organizzazione, per le cure essenziali Il Piemonte ottiene 272 punti su 300 nei Lea per il 2024, confermandosi al 4° posto nazionale. Nelle singole aree si attesta al 6° posto nella prevenzione, al 4° nella distrettuale e al 5° nell’ospedaliera. La rinuncia alle cure riguarda il 9,2% dei residenti (circa 391 mila persone). La regione per la mobilità sanitaria presenta un saldo negativo contenuto a -20,7 milioni di euro. La componente del privato accreditato costituisce il 49,5% della mobilità attiva regionale. Capitolo medici di famiglia e pediatri: si stimano carenze per 463 MMG e ben 109 Pls. Il Piemonte detiene la media più alta in Italia per assistiti pro-capite per pediatra (1.126 bambini per pediatra, oltre il massimale senza deroghe). Liguria, Genova ARTICOLI CORRELATI Liguria, recupero sui Lea e record di infermieri Liguria, Genova Monica Bottino - 08/10/2026 Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari Cultura - Eventi, Liguria, Genova 07/10/2026 Acqua, Ponente verso un consorzio di bonifica Imperia, Savona 07/10/2026 Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri Liguria, Genova 06/10/2026 ULTIMI ARTICOLI Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari Cultura - Eventi, Liguria, Genova 07/10/2026 Acqua, Ponente verso un consorzio di bonifica Imperia, Savona 07/10/2026 Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri Liguria, Geno va 06/10/2026 Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge Liguria, Genova, Savona 02/10/2026 I PIù LETTI Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari Cultura - Eventi, Liguria, Genova 07/10/2026 Acqua, Ponente verso un consorzio di bonifica Imperia, Savona 07/10/2026 Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri Liguria, Genova 06/10/2026 Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge Liguria, Genova, Savona 02/10/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047 Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria". Polografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | PrivacyEditore: POLO GRAFICO SPA Direttore: DIEGO RUBERO AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronosAlessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaHOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaÈ ancora una volta il Rapporto Gimbe a scattare la fotografia dettagliata sul Servizio Sanitario Nazionale, analizzando l’andamento del finanziamento pubblico, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), gli squilibri del personale e la mobilità sanitaria interregionale. I dati regionali del 9° Rapporto mettono in luce dinamiche e sfide specifiche per il Nord-Ovest, in particolare per Liguria e Piemonte.In Liguria, le risorse pro-capite destinate dal Fondo Sanitario Nazionale per il 2025 toccano i 2.295 euro, cifra superiore alla media nazionale di 2.218 euro. L’aspettativa di vita alla nascita si attesta su una media di 83,7 anni, perfettamente in linea con il dato nazionale. Uno degli elementi più rilevanti riguarda la dotazione di personale sanitario dipendente: nel 2024 la regione registra 16,6 unità ogni 1.000 abitanti (contro la media italiana di 12,1). Nel dettaglio, si contano 2,26 medici (media Italia 1,84) e 6,78 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75), portando il rapporto infermieri/medici a 2,99 (rispetto al 2,59 nazionale). Per il ricorso ai servizi di fornitura di personale esterno (i cosiddetti «gettonisti»), nel 2025 si stima una spesa di 13,5 milioni di euro. Sul fronte privato, la spesa out-of-pocket (ovvero quella che i cittadini pagano di tasca propria) dichiarata nel 2024 tramite Sistema della Tessera sanitaria è pari a 870 euro pro-capite più alta della media Italia a 787 euro.I dati relativi alle cure essenziali evidenziano un recupero significativo: con 250 punti su 300 negli adempimenti Lea per il 2024 (+31 punti rispetto al 2023, anno in cui la regione era inadempiente), la Liguria sale all’8° posto tra regioni e province autonome. Nell’analisi del Nuovo Sistema di Garanzia, la Liguria si posiziona 8ª sia nell’area della prevenzione sia nell’assistenza distrettuale, collocandosi invece al 14° posto per l’assistenza ospedaliera.Restano tuttavia aperte alcune criticità, come la rinuncia alle cure: nel 2024 il 10,1% dei cittadini (oltre 152 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie (+2,3% rispetto al 2023). Non bene la mobilità sanitaria: nel 2023 il saldo è negativo per -74,4 milioni di euro (con 157,5 milioni di crediti e 231,8 milioni di debiti). La quota erogata dal privato accreditato sul totale della mobilità attiva è pari all’11,4%, posizionando la regione al 19° posto in Italia. Per quanto riguarda la medicina di base e la pediatria si stima una carenza di 116 Medici di Medicina Generale e la riduzione della categoria è stata del 15,1% tra il 2019 e il 2024. Entro il 2028 andranno in pensione 215 MMG. Sul fronte dei Pediatri di Libera Scelta, il deficit stimato è di 7 unità, con il 91,6% dei bambini tra 6 e 13 anni seguito da un pediatra (3ª regione in Italia).Il presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria, Marco Frascatore, ha commentato i dati sottolineando il valore primario delle risorse umane: «La Liguria è la prima Regione italiana per numero di infermieri dipendenti del Ssn in rapporto alla popolazione. È un dato che va ricordato ogni volta che sentiamo dire che manca personale. Le difficoltà esistono, ma è importante riconoscere i risultati e i progressi sui Lea (+31 punti). Continueremo a confrontarci con le criticità, come mobilità e attrattività, per difendere il lavoro quotidiano dei nostri professionisti». Per quanto riguarda il Piemonte vanno segnalate la stabilità dei Lea, ma una forte pressione sui pediatriIn Piemonte, il Fsn pro-capite per il 2025 si attesta a 2.253 euro. L’aspettativa di vita alla nascita è pari a 83,6 anni. La dotazione di personale nel 2024 registra 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, con 1,89 medici e 5,19 infermieri (rapporto infermieri/medici pari a 2,75). A di fferenza della Liguria, l’impatto economico per la fornitura di personale esterno («gettonisti») nel 2025 risulta notevolmente più alto, pari a 57,5 milioni di euro. La spesa sanitaria out-of-pocket ammonta a 875 euro pro-capite., più alta che in Liguria. Sul versante delle prestazioni e dell’organizzazione, per le cure essenziali Il Piemonte ottiene 272 punti su 300 nei Lea per il 2024, confermandosi al 4° posto nazionale. Nelle singole aree si attesta al 6° posto nella prevenzione, al 4° nella distrettuale e al 5° nell’ospedaliera. La rinuncia alle cure riguarda il 9,2% dei residenti (circa 391 mila persone). La regione per la mobilità sanitaria presenta un saldo negativo contenuto a -20,7 milioni di euro. La componente del privato accreditato costituisce il 49,5% della mobilità attiva regionale. Capitolo medici di famiglia e pediatri: si stimano carenze per 463 MMG e ben 109 Pls. Il Piemonte detiene la media più alta in Italia per assistiti pro-capite per pediatra (1.126 bambini per pediatra, oltre il massimale senza deroghe).Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari07/10/2026Acqua, Ponente verso un consorzio di bonifica07/10/2026Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri06/10/2026Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge02/10/2026Il Salone Nautico chiude in crescita per pubblico e affari07/10/2026Acqua, Ponente verso un consorzio di bonifica07/10/2026Diga Foranea di Genova arrivata a 1.630 metri06/10/2026Raccolti 625 chili di rifiuti sulle spiagge02/10/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".Il Giornale del Piemonte e della LiguriaPolografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy tp:writer§§ Pramac guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027809248.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" - Il Giornale di Torino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036109415.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditorino.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,…
pubDate§§ 2026-10-08T12:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036109415.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036109415.PDF', 'title': 'ilgiornaleditorino.it'} tp:url§§ https://ilgiornaleditorino.it/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036109415.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla conti nuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilgiornaleditorino.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036109415.PDF §---§ title§§ Sanità, l’austerità del governo Meloni fa calare la quota investita rispetto al Pil link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802079500869.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmanifesto.it" del 08 Oct 2026
La Fondazione Gimbe: la spesa per i medici «gettonisti» nel 2025, invece di calare, è aumentata del 15%
pubDate§§ 2026-10-08T01:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802079500869.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802079500869.PDF', 'title': 'ilmanifesto.it'} tp:url§§ https://ilmanifesto.it/sanita-lausterita-del-governo-meloni-fa-calare-la-quota-investita-rispetto-al-pil tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802079500869.PDF tp:ocr§§ Il report La Fondazione Gimbe: la spesa per i medici «gettonisti» nel 2025, invece di calare, è aumentata del 15%© 2026 il nuovo manifesto società coop. editriceDalla parte del torto, insieme. Registrati e scopri l'informazione indipendente.L’austerità del governo Meloni riduce gli investimenti nella sanità pubblica, con cali nel Fondo nazionale e nella spesa pro capite, mentre crescono le forme private e le disuguaglianze regionali, nonostante alcuni miglioramenti nei Livelli essenziali di assistenza.08/10/2026, 02:05 articolo aggiornatoScopri la manifestival 2026Dal 9 all'11 ottobre torna a Roma la manifestival. Tre giorni di eventi a ingresso gratuito.Leggi il programmaAbbonamento speciale manifestivalSostieni la manifestival e ricevi 10 giorni di abbonamento digitale completo senza limiti.Abbonati a € 4 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802079500869.PDF §---§ title§§ «Sud, 800mila posti a rischio ma arrivano 140 miliardi: è un'occasione storica» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802872008814.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmattino.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilmattino.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 08 Oct 2026
Nel centrosinistra si pone il tema delle forze di centro. Il leader M5s vuole da Elly un impegno sulla lealtà di Iv
pubDate§§ 2026-10-08T03:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669304979.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669304979.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/politica/conte_schlein_garanzie_patto_renzi_m5s-9810377.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669304979.PDF tp:ocr§§ Che il tema esista lo ha messo a verbale anche Angelo Bonelli, incalzato dai giornalisti con l'ennesima domanda sui tempi per il tavolo del programma di coalizione. «Va affrontata la questione del centro». Che, tradotto, significa, non solo capire quante liste andranno presentate - tra Casa Riformista che preme per il listino unico e Progetto Civico che vuole giocare la partita per sé - ma anche trovare la formula che permetta di disinnescare le resistenze reciproche tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Al momento, nella scacchiera del campo progressista ognuno ha mosso la sua di pedina: Elly Schlein ha detto che il programma si scriverà anche insieme ai centristi; Giuseppe Conte ha chiesto garanzie su Matteo Renzi e quest'ultimo ha fatto altrettanto con il leader pentastellato, addirittura triplicando la posta in gioco: «Mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri e mai dalla parte di Donald Trump».Fin qui la cronaca. Se c'è, però, una convinzione di cui si dicono «certi» molti big del Movimento è che «sia stato sottovalutato un dettaglio»: «Giuseppe ha chiesto che sia Schlein a garantire per il leader di Iv e ancora non ha ricevuto risposta». Quello di Conte, dunque, non sarebbe tanto un atto di fiducia condizionato verso la leader dem, come l'hanno inteso dalle parti del Nazareno, quanto piuttosto una «richiesta formale» da articolare con argomenti specifici, necessari a rompere gli indugi sul leader Iv, noto «per la sua scarsa affidabilità», affonda il colpo un maggiorente pentastellato. Rassicurazioni che, al momento, non sarebbero giunte, né per iscritto, né a voce, in una delle tante occasioni nelle quali i due leader hanno avuto modo di incrociarsi, anche solo di sfuggita, alla Camera per il voto sullo Stabilicum. Non si tratta di un punto su cui l'ex premier del governo giallorosso è intenzionato a soprassedere, al contrario: «Siamo certi - raccontano le stesse fonti di primo piano del M5S - che presto tornerà a porre il tema, chiedendo a Schlein di indicare pubblicamente le garanzie a sostegno di Matteo Renzi». Una mossa che potrebbe servire all'avvocato del Popolo per rassicurare una comunità, la sua, che ancora continua a maldigerire l'accoppiata con l'ex rottamatore, con cui la segretaria dem ha stretto un patto. Del resto era stato proprio Renzi, in estate, a proporre un patto anti-inciucio tra tutte le forze politiche. In questo caso, al contrario, l'accordo sarebbe ristretto a due: Conte e Schlein. I nodi centristi Con patto o senza, poi, sarà necessario che i due leader decidano come (e se) aiutare Progetto Civico, oggi alle prese con la norma della riforma elettorale che fa lievitare enormemente il numero di firme richieste alle forze non presenti in Parlamento per presentarsi alle prossime elezioni. Per avere uno sconto - 1500 firme per collegio anziché 6000 - sarebbe necessario un simbolo e la costituzione di una componente nel gruppo misto. Il tutto da mettere in piedi entro 15 giorni dall'entrata in vigore del Melonellum. Come fare? Uno spiraglio arriva dal regolamento del Senato, che prescrive che sia possibile costituire una componente rappresentativa di una forza che abbia corso alle elezioni regionali, eleggendo un proprio rappresentante. Proprio il caso del Partito socialista italiano guidato da Enzo Maraio che, con il partito dei civici, punta a fare asse. Affinché l'operazione vada in porto ci sarà bisogno che qualcuno, nel campo largo, "presti" i propri senatori. Ed è qui che Conte e Schlein dovrebbero venire in soccorso. Meno accidentato il percorso del duo Ernesto Maria Ruffini-Franco Gabrielli, alla guida di Più Uno: Bruno Tabacci sarebbe pronto a cedere il simbolo di Impegno civico, con cui si è presentato alle Politiche del 2022.In attesa del tavolo del programma, intanto, proseguono le tavolate. Ieri a Montecitorio è andato in scena il pranzo tra Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte. Assente giustificata Elly Schlein che, influenzata, subito dopo il suo intervento alla presentazione del Rapporto Gimbe sul Ssn ha abbandonato Mon tecitorio. I partecipanti al convivio hanno assicurato che «non si è parlato di politica» e che ci sia stato un «proficuo scambio di vedute». Dal Nazareno frenano ricostruzioni divisive, facili al ricordo del tavolo a quattro all'Hostaria Costanza, in cui i leader di Pd, M5S e Avs promettevano due piazze pubbliche per raccontare le cose fatte insieme. Nella direzione dell'unità vanno anche i vari conciliaboli tra esponenti del campo largo che si sono svolti ieri in Transatlantico. Le opposizioni studiano un'iniziativa congiunta da mettere in piedi dopo il voto sul Melonellum. Poi si penserà al centro. Politico e di gravità permanente. © RIPRODUZIONE RISERVATA La chiave politica - Newsletter Commenti e retroscena del panorama politico Iscriviti e ricevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669304979.PDF §---§ title§§ Il rapporto Gimbe: oltre centomila umbri rinunciano a curarsi perché costa troppo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803089106901.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 08 Oct 2026
PERUGIA - Aspettativa di vita alta e più medici e infermieri al lavoro rispetto alla media nazionale, ma le buone notizie finiscono qui perché il rapporto Gimbe presentato ieri...
pubDate§§ 2026-10-08T05:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803089106901.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803089106901.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/umbria/rapporto_gimbe_centomila_umbri_rincunciano_curarsi_costa_troppo-9810230.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803089106901.PDF tp:ocr§§ PERUGIA - Aspettativa di vita alta e più medici e infermieri al lavoro rispetto alla media nazionale, ma le buone notizie finiscono qui perché il rapporto Gimbe presentato ieri alla Camera racconta pure di 104mila umbri che rinunciano a curarsi per motivi economici. La fondazione ha messo in fila una serie di numeri per descrivere la situazione del servizio sanitario nazionale. Cifre alla mano, l’aspettativa di vita alta è certo un buono dato: 84,1 anni contro gli 83,7 della media nazionale (rilevazione riferita al 2025). Una cifra che come tutte le altre, però, va interpretata perché a voler cercare il pelo nell’uovo in quel numero ci sta anche il grande tema con cui fa i conti da tempo il Cuore verde: l’invecchiamento. Fatto sta che l’aumento dell’aspettativa di vita porta con sé anche la richiesta di servizi sanitari adeguati: lo sanno bene dalle parti di Palazzo Donini, in particolare in quegli uffici alle prese da mesi con la stesura del nuovo piano sociosanitario in cui ampi capitoli dovranno gioco forza essere dedicati alle patologie croniche in particolare quelle delle fasce di età meno giovani. Ma vero è anche, come sottolineato proprio dal rapporto Gimbe, che un’aspettativa di vita elevata corrisponde a un sistema sociale e anche sanitario capace di “tenere”. Riguardo al personale sanitario, nel 2024 a livello regionale Gimbe ha censito 14,2 unità di dipendenti ogni mille abitanti. Anche qui un dato sopra la media nazionale, che è ferma a 12,1. Con buona pace delle polemiche sulla mancanza di personale. Livelli più alti della media Paese - riferisce il rapporto - sono quelli relativi ai medici dipendenti: 2,33 ogni mille abitanti contro 1,84, e anche per agli infermieri che sono 5,86 ogni mille umbri contro il dato di 4,75 ogni mille italiani. Indicatore che certo da solo non basta a inquadrare la questione perché va incrociato con le caratteristiche dei territorio di riferimento. Ma l’allarme arriva in un altro capitolo del report, nella percentuale di cittadini che dichiarano di non essersi curati perché non erano nelle condizioni economiche di poterlo fare. Su questo terreno l’allarme è evidente perché la fondazione ha riscontrato che nel 2024 il 12,2 per cento dei residenti in Umbria rientra nella categoria della “povertà sanitaria”. Facendo il rapporto tra il sondaggio e la popolazione residente, la cifra è di quelle che fanno una certa impressione: 104mila umbri avrebbero scelto di fare a meno di una o più prestazioni sanitarie per motivi di costi. La media nazionale è di oltre due punti inferiore: 9,9 per cento. E chi si cura, spesso decide di spostarsi per farlo meglio: riguardo al tema della mobilità sanitaria, nel 2023 è emerso un saldo negativo pari a meno 55,8 milioni di euro, che risulta in aumento di 19,1 rispetto all’anno 2022. © RIPRODUZIONE RISERVATA Roma Weekend - Newsletter Gli eventi del fine settimana, ogni giovedì Iscriviti e ricevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803089106901.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Il Messaggero link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802893609046.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilmiogiornale.net" del 07 Oct 2026
Sanità: Emilia-Romagna sul podio del 9° Rapporto dell''Osservatorio Gimbe. La Regione è risultata infatti tra le prime tre in Italia...
pubDate§§ 2026-10-08T03:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669204978.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669204978.PDF', 'title': 'ilmiogiornale.net'} tp:url§§ https://www.ilmiogiornale.net/sanita-9-rapporto-gimbe-emilia-romagna-al-vertice-regioni-italiane/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669204978.PDF tp:ocr§§ Emilia-Romagna sul podio del 9° Rapporto della Fondazione Gimbe dedicato al Servizio sanitario nazionale. La Regione è risultata infatti tra le prime tre in Italia, insieme a Veneto e Toscana, nel garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea) attraverso le prestazioni fornite, sulla base di dati del ministero della Salute.“Se non possiamo non essere orgogliosi degli ottimi risultati centrati anche quest’anno dal Servizio sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna, resta l’enorme preoccupazione per la tenuta della sanità pubblica del nostro Paese, vittima di un profondo definanziamento nazionale, come messo in luce anche dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Gimbe”. A sottolinearlo sono il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, in una nota della Regione a commento dei dati. Numeri che mettono in luce come in 4 anni, dal 2023 al 2026, la quota di finanziamento pubblico al sistema sanitario italiano in rapporto al Pil del Paese sia calata dal 6,22 al 6,14%, con un “taglio invisibile” di 18,8 miliardi di euro.In coda all’Europa“È l’ennesima conferma a quanto sosteniamo da tempo: serve un robusto rifinanziamento della sanità pubblica in Italia, se si vuole scongiurare il collasso dell’intero sistema”, evidenziano de Pascale e Fabi. “L’aumento in termini assoluti è oggettivamente una realtà, ma non è nemmeno lontanamente sufficiente in alcun modo a coprire le necessità legate alla crescita dei costi, dei servizi e delle prestazioni, ancor di più adesso con l’impennata dei costi energetici. L’Italia si conferma in coda in Europa per spesa sanitaria pubblica pro-capite, con dati preoccupanti come i quasi 6 milioni di persone che hanno rinunciato a visite ed esami nel 2024 o la crescita del ricorso a fondi e assicurazioni private. Non sono i numeri che deve avere un Paese civile. L’auspicio è che il Governo ascolti la voce non solo dell’Emilia-Romagna, ma di tutte le Regioni italiane che, al di là del colore politico, stanno denunciando da tempo questa situazione, chiedendo interventi concreti e non più rinviabili”.Prevenzione, distretti e ospedaliSecondo i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe e relativi al 2024 (clicca qui per consultarli), l’Emilia-Romagna si conferma al vertice tra le Regioni italiane per punteggi legati ai parametri Lea, i Livelli essenziali di assistenza da garantire a cittadine e cittadini: nella Prevenzione (97 punti, prima Regione in Italia, dietro alla Provincia autonoma di Trento), nell’Ambito distrettuale (94 punti, seconda dietro al Veneto) e ospedaliero (91 punti, terza dietro Veneto e Toscana). Risultati centrati di fronte a una quota di riparto tra le più basse (2.218 euro pro-capite, pur in linea con la media italiana).“Risultati che ci rendono orgogliosi. E di cui dobbiamo ringraziare professioniste e professionisti della sanità regionale: medici, infermieri, operatori, personale amministrativo che ogni giorno lavorano in condizioni sempre più complesse per assistere chi è in difficoltà. Un patrimonio di competenze e umanità eccezionale che vogliamo difendere e aiutare con politiche che rafforzino la medicina di territorio e l’utilizzo delle nuove tecnologie”. Solo così “saremo in grado di mettere in campo un sistema sanitario pubblico al passo con i tempi e a misura delle persone, difendendo il diritto alle cure a prescindere dal luogo di nascita o dal reddito”, concludono de Pascale e Fabi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801669204978.PDF §---§ title§§ Sanità, 9° Rapporto Gimbe: l’Emilia-Romagna al vertice delle Regioni italiane link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802873208810.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmiogiornale.net" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilpescara.it" del 08 Oct 2026
Nel 2024 la regione ha ottenuto 229 punti nella valutazione dei Lea, collocandosi al 13mo, ma il 12,6% della popolazione rinuncia alle prestazioni sanitarie
pubDate§§ 2026-10-08T13:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067809616.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067809616.PDF', 'title': 'ilpescara.it'} tp:url§§ https://www.ilpescara.it/attualita/sanita-abruzzo-gimbe-miglioranno-lea-rinuncia-cure.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067809616.PDF tp:ocr§§ Raccontiamo la tua città ogni giorno, con una redazione sul territorio. La pubblicità ci permette di offrire gratuitamente gran parte del nostro lavoro: scegli come continuare a leggerci.Niente pubblicità e un sostegno diretto al nostro lavoro, al prezzo di un caffè al mese.L'app è gratuita: segui la tua città ovunque, sempre a portata di mano.Hai già un account? AccediNel 2024 la regione ha ottenuto 229 punti nella valutazione dei Lea, collocandosi al 13mo, ma il 12,6% della popolazione rinuncia alle prestazioni sanitarieL'Abruzzo migliora sensibilmente nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), risultando adempiente in tutte e tre le aree di valutazione, ma resta tra le regioni italiane in cui è più alta la percentuale di cittadini che rinunciano alle prestazioni sanitarie. È il quadro che emerge dal nuovo Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Nel 2024 la regione ha ottenuto 229 punti nella valutazione dei Lea, collocandosi al 13° posto tra 21 Regioni e Province autonome, con un incremento di 47 punti rispetto al 2023, il secondo più alto d'Italia dopo quello della Valle d'Aosta (+48).I Lea rappresentano le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire ai cittadini. Nel dettaglio, l'Abruzzo ha ottenuto 80 punti nell'area della prevenzione, 74 nell'assistenza distrettuale e 75 in quella ospedaliera, superando in tutti e tre i casi la soglia di adempimento fissata a 60 punti.In testa alla classifica nazionale c'è il Veneto con 288 punti, seguito da Emilia-Romagna (282) e Toscana (280), mentre ultima è la Calabria (189). Nel 2024 le Regioni adempienti sono 18, contro le 13 del 2023. Restano inadempienti Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano.Nella precedente griglia di valutazione dei Lea, l'adempimento cumulativo dell'Abruzzo nel periodo 2010-2019 era pari al 76,6%, nono valore tra le 16 Regioni sottoposte a verifica.A fronte del miglioramento dei Lea, resta elevata la quota di cittadini abruzzesi che rinunciano alle prestazioni sanitarie. Secondo i dati Istat riportati nel Rapporto, nel 2024 il fenomeno ha interessato il 12,6% della popolazione regionale, contro una media nazionale del 9,9%.Si tratta del secondo valore più alto in Italia, dopo quello della Sardegna (17,2%). Seguono Umbria (12,2%) e Lazio (12%).A livello nazionale, la rinuncia alle prestazioni per le liste d'attesa riguarda il 6,8% della popolazione, mentre quella per motivi economici interessa il 5,3%.Un altro elemento critico riguarda la mobilità sanitaria, cioè il ricorso alle prestazioni sanitarie fuori dalla propria regione di residenza e i relativi flussi economici.Nel 2023 l'Abruzzo ha registrato un saldo negativo di 86,9 milioni di euro. Il Rapporto colloca la regione nella fascia del "saldo negativo moderato", compresa tra 25,1 e 100 milioni di euro, insieme a Marche (-54,7 milioni), Umbria (-55,8), Liguria (-74,4) e Basilicata (-77,9).A livello nazionale, sei Regioni presentano un saldo positivo e 15 uno negativo. I valori positivi più elevati sono quelli di Lombardia (+645,8 milioni) ed Emilia-Romagna (+564,9 milioni), mentre il passivo maggiore si registra in Calabria (-326,9 milioni).Nel 2024 il Servizio sanitario abruzzese contava 16.373 dipendenti, pari a 12,9 ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 12,1.Anche la dotazione di medici e infermieri risulta superiore alla media italiana. I medici dipendenti sono 2,17 ogni mille abitanti, rispetto a una media di 1,84, mentre gli infermieri sono 5,21, contro 4,75.Secondo il Rapporto, l'Abruzzo è l'unica Regione sottoposta a Piano di rientro con una dotazione complessiva di personale superiore alla media nazionale. La spesa per unità di personale è di 58.786 euro, contro i 59.242 della media italiana.Un dato particolarmente significativo riguarda i contratti per i servizi di fornitura di personale sanitario. Secondo i dati Anac , il loro valore è passato da 3,81 milioni di euro nel 2024 a 74,93 milioni nel 2025. Si tratta del terzo importo più elevato in Italia, dopo Sardegna (209,6 milioni) e Lombardia (95,7 milioni), su un totale nazionale di 568,2 milioni. Nel primo trimestre del 2026 l'Abruzzo figura inoltre tra le sette Regioni con procedure ancora attive.Al primo gennaio 2025 ogni medico di medicina generale abruzzese assisteva in media 1.216 persone, contro una media nazionale di 1.303.Sulla base di un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, la Fondazione Gimbe stima per l'Abruzzo una carenza di 12 medici di famiglia, a fronte di un fabbisogno nazionale di 5.716 unità. Per i pediatri di libera scelta, invece, non vengono rilevate carenze.Per il corso di formazione in medicina generale 2026-2029, le domande presentate in Abruzzo hanno superato del 246% il numero delle borse finanziate.Nel 2024 la spesa sanitaria pro capite comunicata al Sistema tessera sanitaria ai fini della dichiarazione dei redditi è stata di 569 euro in Abruzzo, contro una media nazionale di 787 euro.La regione è sottoposta a Piano di rientro dal 2007 ed è stata commissariata per nove anni, dal 2008 al 2016. Attualmente è una delle sei Regioni ancora soggette al Piano, insieme a Lazio, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia.Dal riparto della quota premiale 2025 l'Abruzzo riceve 6,3 milioni di euro, pari a 4,97 euro per abitante.Infine, l'aspettativa di vita alla nascita nella regione è di 83,7 anni, in linea con la media nazionale.Scegli IlPescara come fonte preferita su Google NewsLeggi tutte le inchieste e gli approfondimentiVuoi navigare senza pubblicità ? Scopri come fare© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803067809616.PDF §---§ title§§ Sanità in Calabria, il Pd attacca Occhiuto: «I dati GIMBE fotografano una crisi profonda» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802872608816.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilregionale.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilroma.net" del 08 Oct 2026
La Fondazione Gimbe: «È la regione a statuto ordinario che riceve di meno»
pubDate§§ 2026-10-08T06:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803220008086.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803220008086.PDF', 'title': 'ilroma.net'} tp:url§§ https://www.ilroma.net/news/campania/865782/fondo-sanitario-campania-ultima.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803220008086.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe: «È la regione a statuto ordinario che riceve di meno»--PARTIAL-- tp:writer§§ Mauro Massa guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803220008086.PDF §---§ title§§ Dai pronto soccorso alla radioterapia: la fuga dal Servizio sanitario comincia dai giovani medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918908291.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 08 Oct 2026
Si scelgono sempre meno le carriere in ospedale e più quelle con sbocchi nel privato: metà borse non assegnate per la specialità in emergenza urgenza
pubDate§§ 2026-10-08T07:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918908291.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918908291.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/dai-pronto-soccorso-radioterapia-fuga-servizio-sanitario-comincia-giovani-medici-AJjFXJcB tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918908291.PDF tp:ocr§§ ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl bando delle specializzazioni medicheDai pronto soccorso alla radioterapia: la fuga dal Servizio sanitario comincia dai giovani mediciSi scelgono sempre meno le carriere in ospedale e più quelle con sbocchi nel privato: metà borse non assegnate per la specialità in emergenza urgenzadi Marzio Bartoloni8 ottobre 2026Aggiungi Il Sole 24 Ore ai preferiti su GoogleKrankenhaus mit Flur Bett Arzt und Krankenschwester mit Bewegungsunschärfe upixa - stock.adobe.com3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comAscolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comLa fuga dei camici bianchi dalla Sanità pubblica inizia subito dopo la laurea in Medicina. Quando i giovani medici devono decidere la specializzazione da seguire - un percorso formativo di 3-5 anni inevitabile per fare la pratica clinica - in molti snobbano tutte quelle carriere che hanno come sbocco professionale l'ospedale pubblico. Per molti neo dottori meglio infatti scegliere quelle specializzazioni che prevedono la possibilità di lavorare nel privato con guadagni spesso molto più alti del solo stipendio del Servizio sanitario. Un trend che dura da anni e che sembra intensificarsi ancora di più quest'anno come dimostrano i dati sulle scelte - arrivate ieri - del nuovo bando nazionale per le specializzazioni mediche che quest'anno ha messo in palio 15503 borse per i laureati in Medicina con ben una su quattro che non è stata assegnata (il 24,9% contro il 17% dell'anno scorso).Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILe domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AIsulla base del contenuto visualizzato.Una fuga tra l'altro che continua anche dopo quando i medici lavorano in ospedale visto che secondo gli ultimi dati per la prima volta il numero delle dimissioni volontarie dalla Sanità pubblica hanno superato quelle dei pensionamenti. Una emorragia che non fa altro che peggiorare il carico di lavoro di diversi reparti, a partire dai pronto soccorso che guarda caso continuano ad essere tra le specializzazioni mediche (emergenze-urgenza) meno scelte dai giovani medici: quest'anno sono state assegnate solo la metà delle borse a disposizione e cioè 515 su 1020 totali. I dati - raccolti da Als Anaao giovani per il Sole 24 Ore - e che nei prossimi giorni potrebbero vedere alcuni piccoli aggiustamenti migliorativi, tra scorrimenti e seconde scelte, vedono questa spaccatura evidente legata alle possibilità di guadagno troppo poco attrattive nel Ssn: tra le specializzazioni meno scelte - con posti non assegnati che vanno dal 50% all'87% - ci sono quelle per diventare microbiologi e virologi (passati del tutto di moda dopo il Covid), ma anche farmacologi, patologici clinici, radioterapisti, medici di cure primarie o palliative che lavorano in gran parte nel settore pubblico e come detto medici dei pronto soccorso. Ma anche il chirurgo perde sempre più appeal forse per i rischi di cause penali e richieste di risarcimenti.Loading...Al contrario sono gettonatissime altre specialità dove i posti sono già quasi esauriti (tra il 99% e il 90%) come quelle per diventare dermatologi, oftalmologi, chirurghi plastici, cardiologi, pediatri o ginecologi dove l'attività privata può diventare molto remunerativa. «Si conferma una evidente dicotomia - sottolinea Giammaria Liuzzi, vice segretario Anaao - i giovani medici scelgono in maniera prioritaria le specializzazioni con sblocco totale o preferenziale verso il privato, rispetto alle specialità ospedaliere, prime tra tutte la medicina di emergenza. Occorre un cambio di paradigma che metta al centro lo specialista del domani con una riforma della formazione medica che metta fine all'esodo dagli ospedali già durante la specializzazione». In realtà il ministro della Salute Orazio Schillaci già nella manovra 2025 ha aumentato di c irca 100 euro in media l'importo delle borse - soprattutto quelle meno scelte - che viaggiano intorno ai 1700-1800 euro al mese, ma l'incentivo per ora non sembra aver sortito effetto. E anche nella legge di Bilancio ora in preparazione Schillaci spera di spuntare almeno un miliardo per incentivare il personale: 500 milioni per assunzioni e liste d'attesa, 150 milioni per le indennità di infermieri e personale e 350 milioni per potenziare l'indennità di esclusiva dei medici e cioè la voce dello stipendio che premia chi “giura fedeltà” al Ssn e non lavora anche per il privato. Ieri c'è stata anche la firma nei tempi del nuovo contratto dei medici (si veda articolo a fianco), ma per il segretario di Anaao Pierino di Silverio «non è un punto d'arrivo»: gli occhi sono infatti puntati sulla manovra per «dare risposte economiche concrete ai medici e ai dirigenti sanitari. Senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico». Mentre il Gimbe ieri ha segnalato come il Ssn avrebbe perso 18,8 miliardi di finanziamenti sul Pil dal 2023 al 2026.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO2 anni di abbonamento a 199€. Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 Ore?Scopri di piùRiproduzione riservata ©ArgomentimedicoServizio Sanitario NazionaleIl Sole 24 OreMarzioMarzio Bartolonicaposervizio@marziobartoloniEmailLuogo: RomaLingue parlate: italiano, inglese, spagnoloArgomenti: sanità, imprese, innovazione, ricerca, universitàScheda autoreTrust projectLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802918908291.PDF §---§ title§§ Dermatologia piena, pronto soccorso vuoto: le specializzazioni più e meno amate dai medici - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802956708489.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 08 Oct 2026
Si scelgono sempre meno le carriere in ospedale e più quelle con sbocchi nel privato: metà borse non assegnate per la specialità in emergenza urgenza
pubDate§§ 2026-10-08T07:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802956708489.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802956708489.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/dai-pronto-soccorso-radioterapia-fuga-servizio-sanitario-comincia-giovani-medici-AJjFXJcB tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802956708489.PDF tp:ocr§§ Ascolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comLa fuga dei camici bianchi dalla Sanità pubblica inizia subito dopo la laurea in Medicina. Quando i giovani medici devono decidere la specializzazione da seguire - un percorso formativo di 3-5 anni inevitabile per fare la pratica clinica - in molti snobbano tutte quelle carriere che hanno come sbocco professionale l’ospedale pubblico. Per molti neo dottori meglio infatti scegliere quelle specializzazioni che prevedono la possibilità di lavorare nel privato con guadagni spesso molto più alti del solo stipendio del Servizio sanitario. Un trend che dura da anni e che sembra intensificarsi ancora di più quest’anno come dimostrano i dati sulle scelte - arrivate ieri - del nuovo bando nazionale per le specializzazioni mediche che quest’anno ha messo in palio 15503 borse per i laureati in Medicina con ben una su quattro che non è stata assegnata (il 24,9% contro il 17% dell’anno scorso).Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILe domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AIsulla base del contenuto visualizzato.Una borsa su quattro resta vuotaUna fuga tra l’altro che continua anche dopo quando i medici lavorano in ospedale visto che secondo gli ultimi dati per la prima volta il numero delle dimissioni volontarie dalla Sanità pubblica hanno superato quelle dei pensionamenti. Una emorragia che non fa altro che peggiorare il carico di lavoro di diversi reparti, a partire dai pronto soccorso che guarda caso continuano ad essere tra le specializzazioni mediche (emergenze-urgenza) meno scelte dai giovani medici: quest’anno sono state assegnate solo la metà delle borse a disposizione e cioè 515 su 1020 totali. I dati - raccolti da Als Anaao giovani per il Sole 24 Ore - e che nei prossimi giorni potrebbero vedere alcuni piccoli aggiustamenti migliorativi, tra scorrimenti e seconde scelte, vedono questa spaccatura evidente legata alle possibilità di guadagno troppo poco attrattive nel Ssn: tra le specializzazioni meno scelte - con posti non assegnati che vanno dal 50% all’87% - ci sono quelle per diventare microbiologi e virologi (passati del tutto di moda dopo il Covid), ma anche farmacologi, patologici clinici, radioterapisti, medici di cure primarie o palliative che lavorano in gran parte nel settore pubblico e come detto medici dei pronto soccorso. Ma anche il chirurgo perde sempre più appeal forse per i rischi di cause penali e richieste di risarcimenti.Loading...Il privato attira di piùAl contrario sono gettonatissime altre specialità dove i posti sono già quasi esauriti (tra il 99% e il 90%) come quelle per diventare dermatologi, oftalmologi, chirurghi plastici, cardiologi, pediatri o ginecologi dove l’attività privata può diventare molto remunerativa. «Si conferma una evidente dicotomia - sottolinea Giammaria Liuzzi, vice segretario Anaao - i giovani medici scelgono in maniera prioritaria le specializzazioni con sblocco totale o preferenziale verso il privato, rispetto alle specialità ospedaliere, prime tra tutte la medicina di emergenza. Occorre un cambio di paradigma che metta al centro lo specialista del domani con una riforma della formazione medica che metta fine all’esodo dagli ospedali già durante la specializzazione».Gli incentivi non bastanoIn realtà il ministro della Salute Orazio Schillaci già nella manovra 2025 ha aumentato di circa 100 euro in media l’importo delle borse - soprattutto quelle meno scelte - che viaggiano intorno ai 1700-1800 euro al mese, ma l’incentivo per ora non sembra aver sortito effetto. E anche nella legge di Bilancio ora in preparazione Schillaci spera di spuntare almeno un miliardo per incentivare il personale: 500 milioni per assunzioni e liste d’attesa, 150 milioni per le indennità di infermieri e personale e 350 milioni per potenziare l’indennità di esclusiva dei medici e cioè la voce dello stipendio che premia chi “giura fedeltà” al Ssn e non lavora anche per il privato. Ieri c’è stata anche la firma nei tempi del nuovo contratto dei medici (si veda articolo a fianco), ma per il segretario di Anaao Pierino di Silverio «non è un punto d’arrivo»: gli occhi sono infatti puntati sulla manovra per «dare risposte economiche concrete ai medici e ai dirigenti sanitari. Senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico». Mentre il Gimbe ieri ha segnalato come il Ssn avrebbe perso 18,8 miliardi di finanziamenti sul Pil dal 2023 al 2026.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO2 anni di abbonamento a 199€. Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 Ore?Scopri di piùRiproduzione riservata ©ArgomentimedicoIl Sole 24 OreMarzioServizio Sanitario NazionalePer approfondireFuga record dei medici dalla sanità pubblica: più dimissioni che pensionamenti e il Sud si svuotaMarzio Bartolonicaposervizio@marziobartoloniEmailLuogo: RomaLingue parlate: italiano, inglese, spagnoloArgomenti: sanità, imprese, innovazione, ricerca, universitàScheda autoreTrust projectLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802956708489.PDF §---§ title§§ Sanità, 9º Rapporto Gimbe: meno risorse, meno personale e più spesa privata. Il Sistema sanitario nazionale perde equità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196207812.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "imgpress.it" del 08 Oct 2026
Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è cresciuto di 17,5 miliardi, passando da 125,4 a 142,9 miliardi di euro. In rapporto al Pil, però, la quota è scesa dal 6,27% del 2022 a valori intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026: se fosse rimasta costante, calcola la Fondazione Gimbe, il Sistema sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Non tagli nominali, dunque, ma risorse inferiori a quelle che sarebbero arrivate mantenendo invariato quel rapporto. Al netto dell’inflazione, inoltre, il finanziamento del 2026 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010, mentre nel frattempo sono cresciuti i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni.
pubDate§§ 2026-10-08T06:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196207812.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196207812.PDF', 'title': 'imgpress.it'} tp:url§§ https://www.imgpress.it/politica/sanita-9o-rapporto-gimbe-meno-risorse-meno-personale-e-piu-spesa-privata-il-sistema-sanitario-nazionale-perde-equita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196207812.PDF tp:ocr§§ Finanziamento: 18,8 miliardi di “tagli invisibili”Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è cresciuto di 17,5 miliardi, passando da 125,4 a 142,9 miliardi di euro. In rapporto al Pil, però, la quota è scesa dal 6,27% del 2022 a valori intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026: se fosse rimasta costante, calcola la Fondazione Gimbe, il Sistema sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Non tagli nominali, dunque, ma risorse inferiori a quelle che sarebbero arrivate mantenendo invariato quel rapporto. Al netto dell’inflazione, inoltre, il finanziamento del 2026 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010, mentre nel frattempo sono cresciuti i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni.Nel confronto internazionale, l’Italia è ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite: 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto, 909 in meno della media Ocse. Né le previsioni indicano un’inversione di tendenza: il Documento programmatico di finanza pubblica 2026 stima una spesa sanitaria al 6,3% del Pil nel triennio 2027-2029, con un divario cumulativo di 32,3 miliardi rispetto al Fsn. Senza nuovi stanziamenti, avverte Gimbe, il conto ricadrà sulle Regioni e, attraverso più imposte o meno servizi, sui cittadini.Anche la distribuzione delle risorse solleva interrogativi. Nel 2025 il riparto del Fsn indistinto assegna in media 2.218 euro per abitante, dai 2.319 del Molise ai 2.143 della Provincia autonoma di Bolzano. La Campania, con 2.173 euro, riceve la quota più bassa tra le Regioni a statuto ordinario, nonostante condizioni socio-economiche sfavorevoli e una speranza di vita alla nascita quasi tre anni inferiore a quella della Provincia autonoma di Trento: un caso che il Presidente Cartabellotta definisce «emblematico dei limiti dell’attuale sistema».Famiglie: 42,4 miliardi di spesa e 5,8 milioni di rinunceNel 2025 la spesa sanitaria totale ha raggiunto 190,1 miliardi di euro: 140,8 di spesa pubblica, 42,4 a carico diretto delle famiglie e quasi 7 intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024 la spesa diretta delle famiglie cala dell’1%, mentre quella intermediata cresce del 10,1% e la sola componente delle assicurazioni sanitarie volontarie del 12,7%, da 4,69 a 5,29 miliardi. «Se il servizio pubblico arretra – osserva Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura».Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone – il 9,9% della popolazione contro il 7,6% del 2023 – hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami: circa 4 milioni per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, con la possibilità di indicare entrambe le cause. Rinunce che restano fuori dal conto della spesa, ma che alimentano quello che la Fondazione chiama un «debito sanitario».Migliora, intanto, la “pagella” ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), con 18 Regioni e Province autonome adempienti su 21 (erano 13 nel 2023). Sei delle Regioni “promosse”, tuttavia, presentano almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69, e i divari territoriali restano: la mobilità sanitaria interregionale ha toccato nel 2023 i 5,15 miliardi, il valore più alto dal 2010. Dal 30 ottobre 2026 entreranno in vigore i Lea aggiornati, dopo un’attesa di quasi dieci anni.Personale: un medico su quattro fuori dal SsnL’incidenza della spesa per il personale sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9% del 2025: a quota invariata, in tredici anni sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più. L’Italia conta 5,8 medici ogni 1.000 abitanti, ben oltre la media Ocse (4,0), ma almeno il 26,1% non lavora nel Ssn né frequenta percorsi formativi post-laurea. La Fondazione stima un deficit sul territorio di 5.716 medici di medicina generale e di 497 pediatri di libera scelta.Per gli infermieri il problema è anzitutto numerico: 6,9 ogni 1.000 abitanti contro 9,7 della media Ocse, e almeno il 19,6%, quasi uno su cinque, opera fuori dal servizio pubblico. Pesano anche le retribuzioni degli infermieri ospedalieri, inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Il risultato è un rapporto di 1,2 infermieri per medico, la metà della media Ocse (2,4). «Il Sistema sanitario nazionale ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli», commenta Cartabellotta, che chiede retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera. Nel frattempo, nel biennio 2024-2025 i contratti per la fornitura di personale, i cosiddetti “gettonisti”, hanno raggiunto 1,06 miliardi di euro.Il “secondo binario” del privatoIl Rapporto Gimbe invita a distinguere il privato accreditato, parte integrante del Ssn, dal “privato puro”. Nel 2025 la spesa pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 29,4 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa al 20,8%, il valore più basso dal 2012. Diversa la dinamica delle strutture non accreditate, dove la spesa diretta dei cittadini tracciata dal Sistema tessera sanitaria è aumentata del 169%, da 3,05 miliardi nel 2016 a 8,2 miliardi nel 2024. Numeri che per Cartabellotta documentano l’espansione di un «“secondo binario” dell’offerta sanitaria», riservato a chi può pagare o dispone di un fondo sanitario o di una polizza.Pnrr e Piano di rilancioQuanto alla Missione 6 Salute del Pnrr, i dieci obiettivi dell’ultima rata sono stati rendicontati alla Commissione europea il 29 settembre, ma secondo il monitoraggio Gimbe solo per tre è possibile verificare in modo indipendente il rispetto dei requisiti; per gli altri sette mancano evidenze pubbliche sufficientemente dettagliate – il che non ne implica il mancato raggiungimento. Dal 2027, sottolinea la Fondazione, andrà verificato se i servizi sono realmente operativi e quale impatto producono sull’accesso alle cure.Il Rapporto, infine, aggiorna il Piano di rilancio del Sistema sanitario nazionale: 16 linee di intervento, dal finanziamento alla governance Stato-Regioni, dal personale alla sanità integrativa, che nel 2027 serviranno alla Fondazione per valutare i programmi elettorali sulla sanità. «La crisi del Ssn non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese», conclude Cartabellotta: «La salute non è un privilegio riservato a chi può permetterselo, ma un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti». Eurispes.it Stampa tp:writer§§ roberto guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196207812.PDF §---§ title§§ Sanità, in Sardegna il 17,2% rinuncia alle cure: è il dato più alto d’Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802872708817.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "kalaritanamedia.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 08 Oct 2026
Il parlamentare del Movimento 5 stelle commenta i dati riportati dalla Fondazione: «Medici di famiglia in calo, carenza di infermieri e pediatri, liste d’attesa infinite. Il governatore ne tragga le conseguenze»
pubDate§§ 2026-10-08T08:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802969408616.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802969408616.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/report-gimbe-tucci-calabria-ultima-per-i-lea-sulla-sanita-occhiuto-ha-fallito-farebbe-bene-a-farsi-da-parte-re91chiq tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802969408616.PDF tp:ocr§§ «Cinque anni sono un tempo ampiamente sufficiente per invertire la rotta e cambiare le sorti della sanità calabrese. Eppure nulla è cambiato. Anzi, se qualcosa va riconosciuto a Roberto Occhiuto, è quello di esser riuscito nell'impresa di peggiorare il peggiorabile: l'ultimo rapporto della Fondazione Gimbe lo certifica chiaramente, piazzando la Calabria all'ultimo posto in Italia per l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), con una sanità territoriale e distrettuale sprofondata sotto ogni soglia di dignità». Lo dichiara in una nota il parlamentare del MoVimento 5 Stelle, Riccardo Tucci. SanitàSanità, Calabria ancora in fondo alla classifica: ha il punteggio più basso nell’assistenza territoriale. Ecco il report GimbeRedazione Attualità «In questo scenario impietoso - prosegue il deputato M5S - a fronte di un calo di medici di famiglia del 20 per cento e di una carenza di pediatri e infermieri, l'unica voce che continua a crescere a ritmi sostenuti è quella dell'emigrazione sanitaria. I cittadini calabresi, per potersi curare, continuano ad affrontare lunghi viaggi della speranza verso gli ospedali del Nord, facendosi carico di enormi sacrifici personali ed economici. Una piaga che comporta un salasso per le casse regionali dell'ordine di 327 milioni annui per i rimborsi delle prestazioni mediche». «A tutto questo - continua l'esponente 5 stelle - si aggiungono le liste d'attesa dai tempi infiniti: una situazione drammatica le cui uniche "vie d'uscita" sono il ricorso al privato, per chi se lo può permettere, o la rinuncia totale alle cure. Un problema, quest'ultimo, che interessa 180mila calabresi, il 10 per cento della popolazione». «Alla luce di questo disastro - osserva Tucci - Occhiuto farebbe bene a trarne le dovute conseguenze liberando la Calabria dalla sua fallimentare gestione, così da potersi dedicare a tempo pieno alle sue attività editoriali e alla segreteria di Forza Italia», conclude. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802969408616.PDF §---§ title§§ Calabria ultima per i Lea, l’attacco del Pd a Occhiuto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887108865.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 08 Oct 2026
Il rapporto Gimbe vede la nostra regione in fondo alla classifica nell’assistenza territoriale. Il gruppo consiliare: «Mentre la nostra sanità affonda, Occhiuto presenta il suo libro in giro per l’Italia»
pubDate§§ 2026-10-08T09:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887108865.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887108865.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/calabria-ultima-per-i-lea-lattacco-del-pd-a-occhiuto-la-realta-e-ben-diversa-da-cio-che-racconta-nei-suoi-reel-e2rxfchq tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887108865.PDF tp:ocr§§ Più risorse pro capite rispetto alla media nazionale, ma risultati sanitari tra i peggiori d’Italia. È il paradosso evidenziato dal 9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, sul quale il Partito democratico calabrese concentra il proprio attacco al presidente della Regione Roberto Occhiuto. Nel 2025 alla Calabria sono stati assegnati 2.223 euro pro capite dal Fondo sanitario nazionale, contro i 2.218 della media italiana, ma nel monitoraggio 2024 sui Lea la regione ha ottenuto appena 189 punti su 300, risultando ultima in Italia. SanitàSanità, Calabria ancora in fondo alla classifica: ha il punteggio più basso nell’assistenza territoriale. Ecco il report GimbeRedazione Attualità Particolarmente critica la situazione dell’assistenza distrettuale e territoriale, dove la Calabria è l’unica regione sotto la soglia di sufficienza: 52 punti contro un minimo di 60. «I numeri – evidenzia il gruppo dem – parlano chiaro e inchiodano il presidente Roberto Occhiuto alle sue responsabilità politiche e istituzionali. Appare evidente come quelle risorse non vengano tradotte in servizi reali». «I calabresi – si legge ancora nella nota – vivono sulla propria pelle i disservizi e le emergenze quotidiane, con una realtà ben diversa da quella presentata nei reel social di Occhiuto, che ormai è commissario ad acta per la Sanità da ben 5 anni. I numeri certificano un fallimento totale su tutti i fronti, il quadro del rapporto Gimbe smonta ogni narrazione autocelebrativa». Personale e mobilità sanitaria Tra gli altri indicatori richiamati nella nota c'è quello relativo al personale: in Calabria si contano 10,4 unità ogni mille abitanti, contro le 12,1 della media nazionale. A questo si aggiunge il saldo della mobilità sanitaria, negativo per 326,9 milioni di euro nel 2023, e l’aspettativa di vita, che in Calabria si ferma a circa 82 anni. «Centinaia di milioni che fuggono dalla nostra regione perché i calabresi sono costretti a emigrare per curarsi», denuncia ancora il gruppo consiliare del Pd, sottolineando come il fenomeno finisca per gravare anche sulle famiglie che devono sostenere spese di viaggio e soggiorno. La nota cita quindi il caso di trenta dializzati, nefropatici e trapiantati della Città dello Stretto, costretti, secondo il partito, a ricorrere anche a turni ospedalieri aggiuntivi notturni, tra le 22 e le 2, quando non riescono a essere inseriti nelle altre disponibilità. «Smettere di raccontarsi che va tutto bene» Da qui l'affondo politico nei confronti di Occhiuto, al quale il Pd contesta anche l'attività di comunicazione e promozione della propria immagine mentre, secondo il partito, persistono criticità nei servizi sanitari: «Mentre la sanità calabrese affonda, Occhiuto continua a girare l'Italia e le trasmissioni televisive per presentare il suo libro e tentare la scalata politica personale, azzardando l'indegna definizione della Calabria come "laboratorio" ed esempio per il Paese. È una propaganda intollerabile che calpesta la dignità dei calabresi che non hanno garantito il diritto a essere assistiti e curati e di chi lavora negli ospedali». «Il presidente – prosegue la nota – spenga lo smartphone, scenda dai palchi e inizi a frequentare i pronto soccorso, le strutture delle aree interne e i presidi territoriali abbandonati». Il Pd chiede quindi un piano straordinario per le assunzioni, misure per trattenere i medici, l'abbattimento delle liste d'attesa e il rafforzamento dell'assistenza di prossimità. «Il vero coraggio conclude il Pd di governare oggi significa una sola cosa: smetterla con la realtà virtuale, smettere di raccontarsi che va tutto bene, e assumersi la piena e totale responsabilità di questo disastro sanitario». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802887108865.PDF §---§ title§§ Ospedale della Sibaritide, Madeo: «Adesso il momento più delicato» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892308869.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 08 Oct 2026
La vicepresidente della Commissione Sanità chiede di accelerare sul completamento della struttura e sul trasferimento di medici e infermieri
pubDate§§ 2026-10-08T09:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892308869.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892308869.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/ospedale-della-sibaritide-madeo-solo-9-ambulatori-su-22-sono-operativi-adesso-arriva-il-momento-piu-delicato-b9gr8td1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892308869.PDF tp:ocr§§ Sono 9 su 22 gli ambulatori attualmente operativi al Nuovo ospedale della Sibaritide. E mentre l’inaugurazione ha segnato l’avvio di una nuova fase per la sanità del territorio, adesso arriva il passaggio più delicato: completare l’attivazione della struttura e organizzare il trasferimento di personale e macchinari senza impoverire i presidi ancora attivi a Corigliano e Rossano. È su questo terreno che interviene Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità, chiedendo di accelerare il percorso verso la piena operatività dell’ospedale. SanitàPrimo step per l’apertura del nuovo ospedale della Sibaritide: inaugurati 22 ambulatori | FOTO-VIDEOMatteo Lauria L’esponente politica richiama il quadro nazionale, segnato da liste d’attesa sempre più difficili da sostenere e dalla riduzione della spesa sanitaria, e considera il nuovo presidio una concreta opportunità per rispondere alla domanda di salute della Sibaritide. «In un panorama di tagli e di liste d’attesa improponibili – si legge nella nota – certificate in queste ore dalla Fondazione Gimbe che parla di oltre 18 miliardi di riduzione della spesa sull’assistenza sanitaria nel nostro Paese, il nuovo ospedale costituisce una reale speranza per il bisogno di salute del territorio». SanitàSanità, Calabria ancora in fondo alla classifica: ha il punteggio più basso nell’assistenza territoriale. Ecco il report GimbeRedazione Attualità Per Madeo, però, l’entusiasmo seguito al taglio del nastro deve ora trovare un’accelerata sul fronte dell’operatività: «Al momento solo 9 operativi sui 22 previsti. D’ora in poi bisogna pensare ad ultimare e a rendere pienamente funzionante l’intera struttura». «Spenti i riflettori e le telecamere – sottolinea ancora Madeo – il processo di conclusione dell’ospedale e di trasferimento non si deve arrestare», chiedendo che le prossime fasi vengano affrontate «con metodo, approccio scientifico e buon senso». L’obiettivo, spiega, è fare in modo che l’inaugurazione rappresenti l’inizio della piena operatività e non un punto di arrivo. «La giornata dell’inaugurazione non sia stata uno spot elettorale e uno strumento per mettere a tacere perplessità e critiche fondate –ribadisce la vicepresidente della Commissione Sanità. ma un punto d’inizio per restituire ai cittadini di tutto il territorio il sacrosanto diritto alla salute». «È adesso – si legge ancora nella nota – che arriva il momento più delicato, più complesso che costruire la struttura stessa. Ora c’è la fase di trasferimento dei macchinari e del capitale umano: medici, infermieri e tutto il personale sanitario». «Questo passaggio – prpsegue – deve essere fatto con la massima cura e velocità affinché i reparti ancora attivi nei due spoke delle aree urbane di Corigliano e Rossano non vengano depotenziati ai danni dei pazienti e quelli attivati a Insiti non siano a mezzo servizio per carenza di sanitari». Il problema, in particolare, riguarda la disponibilità di personale. Da qui la necessità di una programmazione che accompagni il trasferimento evitando di creare carenze sia nella nuova struttura sia nei presidi esistenti. La richiesta finale è quindi quella di gestire il passaggio con attenzione e senza forzature che possano ricadere sui cittadini o sugli operatori: «La transizione deve essere fatta con la massima cura e serietà per non creare disagi né all’utenza né al personale sanitario». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892308869.PDF §---§ title§§ Allarme Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità italiana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111600042.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ladiscussione.com" del 08 Oct 2026
Il 9° Rapporto Gimbe denuncia 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità. Crescono le rinunce alle cure per liste d''attesa e costi alti.
pubDate§§ 2026-10-07T23:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111600042.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111600042.PDF', 'title': 'ladiscussione.com'} tp:url§§ https://ladiscussione.com/465839/sanita/allarme-gimbe-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111600042.PDF tp:ocr§§ Il 9° Rapporto Gimbe denuncia 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità. Crescono le rinunce alle cure per liste d'attesa e costi alti.--PARTIAL-- tp:writer§§ Anna Garofalo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111600042.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, il Ssn si sgretola sotto il peso delle liste d’attesa - L'Altravoce Il Quotidiano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874308737.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laltravoce.com" del 08 Oct 2026
Il nono Rapporto Gimbe fotografa un Servizio sanitario nazionale ancora capace di garantire buoni risultati di salute, ma sempre più in difficoltà nell’assicurare le liste d''attese brevi che servono alla sanità pubblica
pubDate§§ 2026-10-08T09:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874308737.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874308737.PDF', 'title': 'laltravoce.com'} tp:url§§ https://laltravoce.com/italia/2026/10/08/sanita-pubblica-il-ssn-si-sgretola-sotto-il-peso-delle-liste-dattesa/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874308737.PDF tp:ocr§§ Il nono Rapporto Gimbe fotografa un Servizio sanitario nazionale ancora capace di garantire buoni risultati di salute, ma sempre più in difficoltà nell’assicurare le liste d'attese brevi che servono alla sanità pubblica--PARTIAL-- tp:writer§§ Leonardo Venanzoni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874308737.PDF §---§ title§§ Sanità | Quasi 19 miliardi persi in rapporto al Pil, Gimbe: «Servono altri 32 miliardi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803152106527.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanovitaonline.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "lanuovacalabria.it" del 08 Oct 2026
"Accelerare sullattivazione di tutti gli ambulatori e sulla piena operatività del nuovo ospedale della Sibaritide. In un panorama di tagli e di liste datte...
pubDate§§ 2026-10-08T09:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886608860.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886608860.PDF', 'title': 'lanuovacalabria.it'} tp:url§§ http://lanuovacalabria.it/ospedale-sibaritide-madeo-si-acceleri-sul-trasferimento-dei-reparti tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886608860.PDF tp:ocr§§ "Accelerare sull’attivazione di tutti gli ambulatori e sulla piena operatività del nuovo ospedale della Sibaritide. In un panorama di tagli e di liste d’attesa improponibili, certificate in queste ore dalla Fondazione Gimbe che parla di oltre 18miliardi di riduzione della spesa sull’assistenza sanitaria nel nostro Paese, il nuovo ospedale costituisce una reale speranza per il bisogno di salute del territorio". Lo dichiara Rosellina Madeo vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale. "Pertanto, - prosegue - dopo il taglio del nastro per i nuovi ambulatori – al momento solo 9 operativi sui 22 previsti - e il comprensibile entusiasmo iniziale, adesso si deve pensare ad ultimare e a rendere pienamente funzionante l’intera struttura. Spenti i riflettori e le telecamere, il processo di conclusione dell’ospedale e di trasferimento non si deve arrestare. Si agisca con metodo, approccio scientifico e buon senso affinché - afferma - la giornata dell’inaugurazione non sia stata uno spot elettorale e uno strumento per mettere a tacere perplessità e critiche fondate, ma un punto d’inizio per restituire ai cittadini di tutto il territorio il sacrosanto diritto alla salute"."E' adesso - dichiara Madeo - che arriva il momento più delicato, più complesso che costruire la struttura stessa. Ora c’è la fase di trasferimento dei macchinari e del capitale umano: medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Questo passaggio deve essere fatto con la massima cura e velocità affinché i reparti ancora attivi nei due spoke delle aree urbane di Corigliano e Rossano non vengano depotenziati ai danni dei pazienti e quelli attivati a Insiti non siano a mezzo servizio per carenza di sanitari. D’altronde, il personale quello è. La transizione - conclude Madeo - deve essere fatta con la massima cura e serietà per non creare disagi né all’utenza né al personale sanitario".Segui La Nuova Calabria sui socialTestata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019 Direttore responsabile: Enzo Cosentino Direttore editoriale: Stefania Papaleo Redazione centrale: Vico dell'Onda 5 88100 Catanzaro (CZ) LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797Service Provider Sirinfo Srl Contattaci: redazione@lanuovacalabria.itTel. 3508267797 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886608860.PDF §---§ title§§ New article link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803182307705.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laprovinciadicomo.it" del 08 Oct 2026
I dati dell’Osservatorio delle Acli. Negli ultimi cinque anni l’incremento della spesa è stato del 25%
pubDate§§ 2026-10-08T06:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803182307705.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803182307705.PDF', 'title': 'laprovinciadicomo.it'} tp:url§§ https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/sanita-quanto-mi-costi-ogni-anno-una-famiglia-comasca-spende-in-media-1700-eu-o_3967947_11/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803182307705.PDF tp:ocr§§ SEZIONISETTIMANALITERRITORIOSPORTCHI SIAMOSERVIZII dati dell’Osservatorio delle Acli. Negli ultimi cinque anni l’incremento della spesa è stato del 25%ComoFino a 1.700 euro all’anno a famiglia per la sanità, tra farmaci, visite ed esami i comaschi negli ultimi cinque anni hanno speso il 25% in più. L’osservatorio delle Acli di Como è piccolo, le dichiarazioni e i 730 analizzati riguardano, raccontano dagli sportelli, la fascia intermedia della popolazione comasca, famiglie con figli, dipendenti statali, professionisti del ceto medio. I dati pubblicati il corrente mese nel rapporto “Over vulnerabilità e resilienza” non contemplano quindi i cittadini più benestanti e nemmeno i nuclei più in difficoltà.Ne risulta comunque da questo spaccato che la spesa media annua per la sanità, ciò che viene pagato di tasca propria privatamente, nelle ultime dichiarazioni analizzate relative al 2024 è pari a 1.669 euro. Nel 2022 questa cifra arrivava a 1.578 euro e nel 2020 a 1.328 euro. Il balzo è pari dunque al 25,6%. «Una voce sempre più dispendiosa quella sanità nei bilanci familiari - precisa la presidente delle Acli Marina Consonni - sono i farmaci, gli esami, le visite specialistiche che i cittadini hanno deciso di pagare privatamente, non riuscendo tramite ricetta o non volendo attendere i tempi del sistema sanitario».E’ una spesa maggiore rispetto a quanto queste famiglie spendono gli immobili, per la loro casa tra manutenzioni, mutui o affitti, 1.544 euro annui. Nel panorama lombardo, sempre stando al rapporto delle Acli, a Lecco (1.633 euro) e a Monza (1.602) si spende un po’ meno, la differenza è più sostanziale con Sondrio (1.536), mentre il costo della sanità parte privata per le famiglie è più salato a Varese (1.695), ancor di più a Milano (1.753).Nel fare il conto del carrello della spesa, in un periodo delicato per il caro benzina e le bollette, anche FederConsumatori stima un costo annuo per la sanità pari a circa 1.700 euro, soldi che le famiglie devono trovare in tasca e che non sono coperti dal sistema gratuito universale. I motivi possono essere diversi. La fretta di trovare un appuntamento libero per fare un controllo, la difficoltà di spostarsi lontano per raggiungere un ambulatorio, l’indisponibilità di attendere mesi e mesi prima di essere ricevuti da uno specialista.Secondo la Fondazione Gimbe comunque i lombardi spendono in media meno, 1.105 euro anno per la sanità senza rimborsi o coperture, cifra che è però molto superiore alla media italiana, 787 euro. Sempre a proposito del 2024, ultimo anno di rilevazione, scrive la Fondazione Gimbe «il 10,3% dei cittadini ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie con un incremento di 3,1 punti percentuali rispetto al 2023».«Senza nuove e più importanti risorse sulla sanità pubblica, il conto ricadrà di nuovo sulle Regioni che avranno due possibilità, aumentare le imposte o tagliare i servizi, in entrambi i casi a farne le spese saranno ancora una volta i cittadini».«Un’involuzione che indebolisce i principi di universalità ed equità – così il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta - disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle cure, ampliando il divario tra chi può pagare e chi è costretto ad attendere o a rinunciare. Il sistema sanitario nazionale continua formalmente a funzionare, ma perde progressivamente la capacità di garantire cure accessibili a tutti, mettendo a rischio il patto sociale tra cittadini e istituzioni».© RIPRODUZIONE RISERVATA© COPYRIGHT 2026 - La Provincia di Como S.r.l. P. IVA 04178040137 via Giovanni de Simoni 6 – 22100 - E' vietata la riproduzione anche parzialeIscritta al Registro Imprese di Como al n. 425567 Capitale Sociale Euro 1.050.000 i.v.Loading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803182307705.PDF §---§ title§§ Gasolio e sanità, il governo Meloni vive di cerotti e propaganda - Left link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936108431.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "left.it" del 08 Oct 2026
La propaganda copre le falle finché si sta bene…
pubDate§§ 2026-10-08T07:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936108431.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936108431.PDF', 'title': 'left.it'} tp:url§§ https://left.it/2026/10/08/gasolio-e-sanita-il-governo-meloni-vive-di-cerotti-e-propaganda/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936108431.PDF tp:ocr§§ Il governo ha ragione su un numero, uno solo: il fondo sanitario del 2026, 142,9 miliardi, è il più alto di sempre in valore nominale. Ieri alla Camera la Fondazione Gimbe gli ha messo accanto il resto, e il re è rimasto nudo: tra il 2023 e il 2026 il Servizio sanitario nazionale ha avuto 18,8 miliardi in meno di quelli che avrebbe ricevuto tenendo la quota di ricchezza nazionale del 2022, e nel 2024 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a una visita o a un esame, circa 4 milioni per le attese e 3,1 milioni per i soldi.Facendola semplice: il servizio sanitario nazionale si è impoverito. Del resto la propaganda copre le falle finché si sta bene. Poi ci si ammala e ognuno scopre da sé la visita che slitta di mesi, il medico che manca, l’ospedale in emergenza perenne. È un contagio. E quello nessun comunicato lo cura.Col gasolio è uguale: lo sconto sulle accise ridotto a rate fino al 5 ottobre, il tetto di Eni ai prezzi per trenta giorni, gli autotrasportatori siciliani in fermo dal 16 al 20 ottobre. Cerotti e tutto attorno una bonifica dell’informazione per nascondere le ferite. Ieri il senatore Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Sanità, ha liquidato il rapporto come “metodo a orologeria” di una “fondazione privata” mentre sui fondi europei per la sanità del Piano di ripresa Gimbe scrive che per 7 obiettivi su 10 mancano evidenze pubbliche abbastanza dettagliate da verificarli. Insomma, si governa il racconto e i dati si seppelliscono. Adesso sappiamo che la sanità è malata e sappiamo anche dove finisce il governo di Giorgia Meloni ogni volta che la realtà irrompe: nudo in sala d’attesa, col numerino in mano come tutti.Buon giovedì.Foto Gov tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936108431.PDF §---§ title§§ “Tagli invisibili” alla sanità. E così la qualità cala link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906809178.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 08 Oct 2026
Nel dibattito sulla sanità pubblica, un nuovo paradosso interviene a disorientare probabilmente i cittadini.
pubDate§§ 2026-10-08T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906809178.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906809178.PDF', 'title': 'lidentita.it'} tp:url§§ https://www.lidentita.it/tagli-invisibili-sanita-qualita-cala/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906809178.PDF tp:ocr§§ AbbonatiIscriviti alle newsletterAttualitàSi consolida così un "secondo binario" della salute, riservato solo a chi ha disponibilità economicheUna veduta interna del triage del pronto soccorso di un ospedaleNel dibattito sulla sanità pubblica, un nuovo paradosso interviene a disorientare probabilmente i cittadini. Da un lato, la politica rivendica cifre record: un Fondo sanitario in crescita e nuovi miliardi stanziati nelle leggi di bilancio. Dall’altro, chiunque cerchi di prenotare una visita o un esame si scontra con liste d’attesa interminabili, carenza di personale e Pronto soccorso allo stremo e luogo continuo di aggressioni e violenze da parte di utenti esasperati.La risposta sta in ciò che la Fondazione Gimbe definisce “tagli invisibili”. Cosa sono davvero? Subito un punto va chiarito: non si tratta di risorse finanziarie sottratte fisicamente dal bilancio statale dall’oggi al domani.Se si osservano esclusivamente i dati nominali, il denaro non manca: il Fondo sanitario nazionale è infatti passato dai 125,4 miliardi di euro del 2022 ai 142,9 miliardi del 2026, segnando un aumento complessivo di 17,5 miliardi. Tuttavia, fermarsi ai soli numeri assoluti offre una visione parziale e ingannevole.I “tagli invisibili” emergono chiaramente quando si confronta il finanziamento della sanità con la ricchezza complessiva prodotta dal Paese, ovvero il Prodotto Interno Lordo . Nel 2022 la quota di Pil destinata alla sanità pubblica era pari al 6,27%. Negli anni successivi, questa percentuale è progressivamente scesa attorno al 6%, attestandosi al 6,14% nel 2026.Sembra una variazione minima, ma tradotta in risorse reali significa che se l’Italia avesse mantenuto invariata l’incidenza della spesa sanitaria al livello del 2022, nel quadriennio 2023-2026 il sistema sanitario avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più, che non sono pochi.Fondi mai erogati perché la sanità è cresciuta meno dell’economia generale. Perché sono ugualmente e pericolosamente dannosi? Un taglio invisibile produce effetti del tutto reali ed assai dannosi per la popolazione. La ragione è semplice: i bisogni di salute di una popolazione non restano immobili nel tempo.Mentre l’Italia affronta un progressivo invecchiamento demografico, subisce al contempo un aumento costante delle patologie croniche e il costo sempre più elevato delle innovazioni tecnologiche e farmaceutiche. A ciò si aggiunge l’impatto dell’inflazione, che ha eroso gli aumenti nominali riportando il valore reale del finanziamento ai livelli del 2010.E quando la quota di ricchezza destinata alla salute diminuisce, il servizio pubblico perde capacità di risposta. Le conseguenze pesano sui bilanci delle Regioni, costrette a comprimere i servizi territoriali o ad alzare le imposte locali per coprire i disavanzi. Alla fine, l’impatto economico e sociale si scarica interamente sulle famiglie. Nel 2024 oltre 5,8 milioni di cittadini hanno dovuto rinunciare a visite ed esami per tempi d’attesa o motivi economici.Nello stesso tempo, la spesa sanitaria sostenuta di tasca propria dalle famiglie ha raggiunto i 42,4 miliardi di euro, mentre cresce il ricorso alle polizze sanitarie private. Si consolida così un “secondo binario” della salute, riservato solo a chi ha disponibilità economiche. Il diritto alla tutela della salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, rischia di trasformarsi da pilastro universale a un privilegio legato al reddito economico o al codice di avviamento postale di residenza. tp:writer§§ GIORGIO BRESCIA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906809178.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028509243.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lospecialegiornale.it" del 08 Oct 2026
‘Bene rafforzare prevenzione, personale e servizi, 4 proposte operative per il triennio 2027-2029’
pubDate§§ 2026-10-08T11:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028509243.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028509243.PDF', 'title': 'lospecialegiornale.it'} tp:url§§ https://www.lospecialegiornale.it/2026/10/08/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028509243.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla conti nuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. Novità su Google: per aggiungere Lo Speciale tra le tue fonti preferite, clicca qui tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028509243.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" - Mantovauno.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803055309479.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "mantovauno.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "meteoweb.eu" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "mondosanita.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "montagneepaesi.com" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure
pubDate§§ 2026-10-08T10:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894109051.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894109051.PDF', 'title': 'montagneepaesi.com'} tp:url§§ https://www.montagneepaesi.com/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894109051.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla continuità dell’assistenza”. Fism avanza quat tro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli. Clicca qui per iscriverti al canale Seguici anche su Telegram!Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale. Clicca qui per iscriverti su TelegramEditore: PUBBLI MEDIA s.r.l. Direttore responsabile: Enrico TironiReg: Tribunale di Bergamo: 14 del 08.04.1997P. IVA e Cod. Fisc.: 01975490986Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nelle impostazioni.Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili. Puoi trovare maggiorni informazioni sul nostro trattamento dei dati personali nella nostra Privacy PolicyI cookie strettamente necessari dovrebbero essere lasciati attivi in modo che possiamo salvare le tue preferenze per la scelta dei cookie.Questo sito web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime quali il numero di visitatori nel sito e le pagine più visitate.Lasciare attivo questo cookie ci aiuta a migliorare il nostro sito web. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802894109051.PDF §---§ title§§ Campania, sanità pubblica bocciata si vive di meno, i pazienti vanno via - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111700043.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "napoli.repubblica.it" del 08 Oct 2026
Il rapporto Gimbe sul servizio sanitario nazionale evidenzia le difficoltà: siamo ultimi come aspettativa di vita, continuano i viaggi in altre regioni, oltre …
pubDate§§ 2026-10-07T23:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111700043.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111700043.PDF', 'title': 'napoli.repubblica.it'} tp:url§§ https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/10/08/news/campania_sanita_pubblica_bocciata_si_vive_di_meno_i_pazienti_vanno_via-425633024/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111700043.PDF tp:ocr§§ Il rapporto Gimbe sul servizio sanitario nazionale evidenzia le difficoltà: siamo ultimi come aspettativa di vita, continuano i viaggi in altre regioni, oltre …--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111700043.PDF §---§ title§§ Sanità, rapporto Gimbe: i numeri nelle Marche. Criticità in particolare nell’area della prevenzione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802872508819.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "nonsoloflaminia.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "notizie.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure
pubDate§§ 2026-10-08T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914709093.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914709093.PDF', 'title': 'notizie.it'} tp:url§§ https://www.notizie.it/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914709093.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure--PARTIAL-- tp:writer§§ Adnkronos guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914709093.PDF §---§ title§§ Sanità, "18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami" - Notiziedi.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111800040.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "notiziedi.it" del 07 Oct 2026
Rapporto Fond. GIMBE: "Spesa sanitaria, crescono fondi e assicurazioni"
pubDate§§ 2026-10-07T23:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111800040.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111800040.PDF', 'title': 'notiziedi.it'} tp:url§§ https://notiziedi.it/sanita-188-mld-tagli-invisibili-crescono-rinunce-a-visite-e-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111800040.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Secondo il Rapporto, in Italia il diritto a salute sempre più condizionato da reddito e residenza ed in crescita chi rinuncia a una o più visite o esami: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.Infine, secondo GIMBE per far fronte alla spesa sanitaria sono in crescita fondi e assicurazioni. Nel 2025 la spesa sanitaria totale in Italia è di 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi di euro. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.© All Rights Reserved, Notiziedi.it | Questo sito contribuisce alla audience di "notiziedi.it" Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@notiziedi.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802111800040.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041809356.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "notiziedi.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,…
pubDate§§ 2026-10-08T11:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041809356.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041809356.PDF', 'title': 'notiziedi.it'} tp:url§§ https://notiziedi.it/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041809356.PDF tp:ocr§§ -(Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla continuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. © All Rights Reserved, Notiziedi.it | Questo sito contribuisce alla audience di "notiziedi.it" Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@notiziedi.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803041809356.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica: ?aumenti in busta paga e rinunce alle cure • Nove da Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936208428.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "nove.firenze.it" del 08 Oct 2026
Oltre lo stipendio, lo scontro tra incentivi economici e sostenibilità operativa
pubDate§§ 2026-10-08T07:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936208428.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936208428.PDF', 'title': 'nove.firenze.it'} tp:url§§ https://www.nove.firenze.it/sanita-pubblica-aumenti-in-busta-paga-e-rinunce-alle-cure.htm tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936208428.PDF tp:ocr§§ Oltre lo stipendio, lo scontro tra incentivi economici e sostenibilità operativaDa un lato, si registrano notizie positive sul fronte contrattuale, con significativi aumenti in busta paga, la detassazione dello straordinario e l'arrivo di corposi arretrati per i medici e i dirigenti sanitari; dall'altro, la quotidianità mette i cittadini di fronte a difficoltà sempre più gravi nell'accedere alle prestazioni essenziali, allungando le liste d'attesa e spingendo una fascia crescente di popolazione a rinunciare alle cure.Di fronte a questa insanabile spaccatura tra risorse stanziate e servizi percepiti, l'analisi delle politiche sanitarie impone un interrogativo di fondo che va oltre lo scontro ideologico: basta investire più risorse per salvare il Servizio Sanitario Nazionale, o il vero nodo è come vengono gestite? L'esame attento della realtà regionale e delle dinamiche contrattuali rivela tre distinti paradossi gestionali che minano la tenuta della sanità pubblica.I dati della Fondazione Gimbe, ripresi nell'arena politica dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Jacopo Cellai, mostrano in modo inequivocabile come l'incremento di budget e personale non garantisca automaticamente un servizio tempestivo ed efficace. Il caso della Regione Toscana è emblematico per chi si occupa di analisi dei sistemi sanitari: il territorio toscano dispone infatti di una densità di medici e infermieri superiore alla media e registra una spesa sanitaria pro capite più alta di circa 60 euro rispetto allo standard nazionale.Tuttavia, a fronte di questo primato teorico in termini di input finanziari e d'organico, gli output prestazionali evidenziano crepe profonde:Nel dibattito politico locale, l'opposizione di centrodestra muove un'analisi incalzante nei confronti della Giunta guidata da Eugenio Giani. La tesi analitica sostenuta da Cellai individua il collo di bottiglia non nella carenza di liquidità, bensì nella capacità organizzativa di trasformare le risorse finanziarie in prestazioni erogate con tempestività: "Le risorse quindi ci sono: il problema è come vengono utilizzate. Se aumentano le rinunce alle cure e ciò che le famiglie devono pagare di tasca propria, significa che il sistema non riesce a trasformare adeguatamente le risorse disponibili in servizi accessibili e tempestivi."La recente sigla dell'ipotesi di pre-intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria è stata presentata a livello centrale come un punto di svolta per valorizzare la professione e frenare la fuga del personale verso la sanità privata o l'estero. Sul piano finanziario, il quadro contrattuale definisce interventi di rilievo:Sotto il profilo dell'analisi politica, la dinamica istituzionale evidenzia tuttavia una forte frattura applicativa. Se la maggioranza di governo rivendica la portata della riforma, l'opposizione regionale guidata da Fratelli d'Italia — attraverso la voce di Diego Petrucci, componente FdI della Commissione Sanità in Toscana — punta il dito contro la gestione amministrativa del presidente Giani. Petrucci contesta alla Giunta toscana la mancata erogazione della totalità delle indennità destinate agli operatori dei Pronto Soccorso e il rifiuto di stanziare risorse extracontrattuali dal bilancio regionale, facoltà espressamente prevista dalla legge per sostenere il personale in prima linea.Tuttavia, l'esame analitico della misura svela un rischio implicito: la detassazione delle prestazioni aggiuntive rappresenta uno strumento d'emergenza efficace nel breve periodo per ridurre i tempi d'attesa, ma se trasformata in modello di gestione strutturale rischia di spingere il personale verso il sovraccarico di lavoro. Questo corto circuito introduce direttamente il terzo e più complesso paradosso.Sebbene l'adeguamento stipendiale sia una condizione inderogabile per recuperare il potere d'acquisto intaccato dall'inflazione, la sola leva finanziaria non appare in grado di risolvere i problemi strutt urali che alimentano il fenomeno del burnout e l'abbandono delle strutture pubbliche.A richiamare l'attenzione su questa componente cruciale è la prospettiva sindacale espressa da Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute. L'analisi sindacale sottolinea come la tenuta complessiva del Servizio Sanitario Nazionale non dipenda unicamente dall'importo degli stipendi, ma dalla capacità del sistema di restituire attrattività e dignità all'esercizio della professione attraverso riforme organizzative concrete:I tre paradossi analizzati dimostrano con chiarezza che le sole risorse economiche, seppur indispensabili, non costituiscono una condizione sufficiente per salvare il sistema sanitario pubblico. Gli aumenti contrattuali di circa 560 euro lordi a regime e la detassazione degli straordinari offrono un'indispensabile boccata d'ossigeno ai medici, ma rischiano di trasformarsi in palliativi infruttuosi se le amministrazioni regionali non dimostrano la capacità di pianificare i servizi, ottimizzare la spesa e garantire ambienti di lavoro sicuri.Senza un radicale cambio di paradigma nella gestione organizzativa e una reale sinergia tra programmazione nazionale ed esecuzione locale, il rischio concreto è che i finanziamenti pubblici continuino a disperdersi in inefficienze burocratiche mentre i cittadini aumentano la spesa privata o rinunciano alle cure.© 1997-2026 Nove da Firenze. Dal 1997 il primo quotidiano on line di Firenze. Reg. Trib. Firenze n. 4877 del 31/03/99. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802936208428.PDF §---§ title§§ Sanità, Rapporto GIMBE: 1 infermiere su 5 non lavora nel SSN link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803217308187.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "nurse24.it" del 08 Oct 2026
Rapporto GIMBE sul SSN: quasi un infermiere su cinque non lavora nel servizio pubblico. Pesano carenze, retribuzioni e pochi nuovi laureati.
pubDate§§ 2026-10-08T06:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803217308187.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803217308187.PDF', 'title': 'nurse24.it'} tp:url§§ https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/sanita-rapporto-gimbe-infermiere-su-cinque-non-lavora-ssn.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803217308187.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale continua a garantire buoni esiti di salute, ma incontra difficoltà crescenti nell’assicurare un accesso equo e tempestivo alle cure. È il quadro tracciato dal 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato il 7 ottobre 2026 alla Camera dei Deputati. Finanziamento, personale, rinuncia alle prestazioni e differenze territoriali sono tra i principali nodi individuati. Per gli infermieri emerge un dato significativo: l’Italia dispone di 6,9 professionisti ogni 1.000 abitanti, contro una media OCSE di 9,7, mentre quasi un infermiere su cinque non lavora nel SSN.Un infermiere su cinque fuori dal SSNNino Cartabellotta, presidente GimbeSecondo i dati riportati da GIMBE, l’Italia conta 407.750 infermieri nel perimetro considerato dall’OCSE. La disponibilità per abitante è inferiore del 29% alla media OCSE e almeno 79.926 professionisti, pari al 19,6%, non lavorano nel Servizio sanitario nazionale.Considerando esclusivamente i dipendenti del SSN, nel 2024 gli infermieri sono 279.990, pari a 4,75 ogni 1.000 abitanti. Il dato varia sensibilmente tra le Regioni, dai 3,75 della Lombardia ai 6,78 della Liguria.A pesare sono anche formazione e retribuzioni. In Italia si registrano 19,5 laureati in infermieristica ogni 100.000 abitanti, contro 43,6 della media OCSE. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri risultano inoltre inferiori del 27% rispetto alla media OCSE a parità di potere d’acquisto.Lo squilibrio emerge anche nel rapporto tra professioni: l’Italia conta 1,2 infermieri per medico, la metà della media OCSE di 2,4.Personale, 36,8 miliardi in meno rispetto al 2012Nel 2025 la spesa per il personale dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi di euro, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%.GIMBE calcola che, se quella quota fosse rimasta invariata, tra il 2012 e il 2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi di euro in più.Non si tratta di un taglio nominale, ma della differenza cumulativa rispetto a uno scenario ipotetico nel quale la quota della spesa sanitaria destinata al personale fosse rimasta ai livelli del 2012.Finanziamento, il peso sul PIL non cresceTra il 2023 e il 2026 il Fondo Sanitario Nazionale è aumentato nominalmente di 17,5 miliardi, passando dai 125,4 miliardi del 2022 ai 142,9 miliardi del 2026.GIMBE evidenzia però che la quota rispetto al PIL è rimasta intorno al 6%, rispetto al 6,27% del 2022. Da qui la stima di 18,8 miliardi di “tagli invisibili”: risorse che, secondo la Fondazione, sarebbero state disponibili mantenendo costante il rapporto tra Fondo sanitario e PIL del 2022.Per il triennio 2027-2029 viene inoltre stimato un divario cumulativo di 32,3 miliardi tra le previsioni di spesa sanitaria e l’entità del Fondo Sanitario Nazionale.Quasi 6 milioni rinunciano a visite ed esamiNel 2025 la spesa sanitaria complessiva raggiunge 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi direttamente a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti.Sul fronte dell’accessibilità, nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una visita o un esame, rispetto al 7,6% dell’anno precedente.Circa 4 milioni hanno indicato tra le cause i lunghi tempi di attesa e 3,1 milioni motivazioni economiche. Le due ragioni potevano essere indicate contemporaneamente.Anche i divari territoriali restano rilevanti. Nel 2024 risultano adempienti ai LEA 18 Regioni e Province autonome su 21, contro 13 nel 2023, mentre la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto nel 2023 5,15 miliardi di euro, il valore più elevato dal 2010.PNRR, ora bisogna misurare l’impattoIl Rapporto dedica spazio anche alla Missione 6 Salute del PNRR. I nove target e la milestone dell’u ltima richiesta di pagamento risultano dichiarati raggiunti e rendicontati dal Governo, con la validazione europea ancora in corso.Secondo il monitoraggio indipendente di GIMBE, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili solo tre obiettivi risultano integralmente verificabili, mentre per gli altri mancano evidenze sufficientemente dettagliate. La Fondazione precisa che questo non significa che i target non siano stati raggiunti.Conclusa la fase di rendicontazione, la questione sarà verificare se strutture, tecnologie e servizi finanziati siano realmente operativi, dispongano di personale sufficiente e producano miglioramenti nell’accesso e negli esiti di salute.Per gli infermieri il quadro mette insieme più criticità: dotazione inferiore alla media OCSE, pochi laureati, retribuzioni più basse e difficoltà del SSN nell’attrarre e trattenere professionisti. Un problema che rende le politiche sul personale uno dei passaggi centrali per la tenuta futura del servizio sanitario pubblico. Tags :Attualità Infermieri tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803217308187.PDF §---§ title§§ 9° Rapporto Gimbe sul Ssn: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802872108815.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "nursetimes.org" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "nursetimes.org" del 08 Oct 2026
9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza
pubDate§§ 2026-10-08T10:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802895909033.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802895909033.PDF', 'title': 'nursetimes.org'} tp:url§§ https://nursetimes.org/9-rapporto-gimbe-sul-ssn-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802895909033.PDF tp:ocr§§ 9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Nurse Times guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802895909033.PDF §---§ title§§ Sanità nelle Marche, Ruggeri (M5S): “Assistenza in calo e prevenzione al 18° posto” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802899908993.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "occhioallanotizia.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ondazzurra.com" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,…
pubDate§§ 2026-10-08T11:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803025309339.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803025309339.PDF', 'title': 'ondazzurra.com'} tp:url§§ https://www.ondazzurra.com/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803025309339.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla conti nuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. Check out other tags:© All Rights Reserved, OndAzzurra.com © | Tutti I Diritti Sono Riservati | Registro Stampa del Tribunale di Napoli n. 4874 | Direttore Responsabile:Emilia Velardi ColasantiVia Ceneda, 39 – 00183 (Roma)direzione@ondazzurra.com+39 06 892 811 98 Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803025309339.PDF §---§ title§§ Ok dal Senato al Testo Unico della legislazione farmaceutica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802871508821.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "panoramadellasanita.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "piacenzasera.it" del 08 Oct 2026
"Se non possiamo non essere orgogliosi degli ottimi risultati centrati anche quest''anno dal Servizio sanitario pubblico dell''Emilia-Romagna, resta
pubDate§§ 2026-10-08T06:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196307813.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196307813.PDF', 'title': 'piacenzasera.it'} tp:url§§ https://www.piacenzasera.it/2026/10/sanita-regionale-ai-vertici-nazionali-ma-senza-rifinanziamento-si-rischia-il-collasso/664619/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196307813.PDF tp:ocr§§ “Se non possiamo non essere orgogliosi degli ottimi risultati centrati anche quest’anno dal Servizio sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna, resta l’enorme preoccupazione per la tenuta della sanità pubblica del nostro Paese, vittima di un profondo definanziamento nazionale, come messo in luce anche dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Gimbe”. A sottolinearlo sono il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, commentando i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe, che mettono in luce come in 4 anni, dal 2023 al 2026, la quota di finanziamento pubblico al sistema sanitario italiano in rapporto al Pil del Paese sia calata dal 6,22 al 6,14%, con un “taglio invisibile” di 18,8 miliardi di euro. “E’ l’ennesima conferma a quanto sosteniamo da tempo: è necessario un robusto rifinanziamento della sanità pubblica in Italia, se si vuole scongiurare il collasso dell’intero sistema – sottolineano de Pascale e Fabi -. L’aumento in termini assoluti è oggettivamente una realtà, ma non è nemmeno lontanamente sufficiente in alcun modo a coprire le necessità legate alla crescita dei costi, dei servizi e delle prestazioni, ancor di più adesso con l’impennata dei costi energetici. L’Italia si conferma in coda in Europa per spesa sanitaria pubblica pro-capite, con dati preoccupanti come i quasi 6 milioni di persone che hanno rinunciato a visite ed esami nel 2024 o la crescita del ricorso a fondi e assicurazioni private. Non sono i numeri che deve avere un Paese civile- proseguono-. L’auspicio è che il Governo ascolti la voce non solo dell’Emilia-Romagna, ma di tutte le Regioni italiane che, al di là del colore politico, stanno denunciando da tempo questa situazione, chiedendo interventi concreti e non più rinviabili”. Secondo i dati diffusi da Gimbe e relativi al 2024, l’Emilia-Romagna si conferma al vertice tra le Regioni italiane per punteggi legati ai parametri Lea, i Livelli essenziali di assistenza da garantire a cittadine e cittadini: nella Prevenzione (97 punti, prima in Italia, dietro solo alla Provincia autonoma di Trento), nell’Ambito distrettuale (94 punti, seconda dietro al Veneto) e ospedaliero (91 punti, terza dietro Veneto e Toscana). Risultati centrati di fronte a una quota di riparto tra le più basse (2.218 euro pro-capite, pur in linea con la media italiana). “Risultati che ci rendono orgogliosi e di cui dobbiamo ringraziare professioniste e professionisti della sanità regionale: medici, infermieri, operatori, personale amministrativo che ogni giorno lavorano in condizioni sempre più complesse per assistere chi è in difficoltà. Un patrimonio di competenze e umanità eccezionale che vogliamo difendere e aiutare con politiche che rafforzino la medicina di territorio e l’utilizzo delle nuove tecnologie: solo così- concludono de Pascale e Fabi– saremo in grado di mettere in campo un sistema sanitario pubblico al passo con i tempi e a misura delle persone, difendendo il diritto alle cure a prescindere dal luogo di nascita o dal reddito”. Red tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803196307813.PDF §---§ title§§ Sanità regionale ai vertici nazionali "Ma senza rifinanziamento si rischia il collasso" - piacenzasera.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803217408184.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "piacenzasera.it" del 08 Oct 2026
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Estratto da pag. 1 di "piacenzasera.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "piazzalevante.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "primocomunicazione.it" del 08 Oct 2026
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle interviene sui dati GIMBE relativi al 2024: le Marche restano adempienti sui LEA, ma registrano un calo complessivo e una forte criticità nell’area della prevenzione
pubDate§§ 2026-10-08T12:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036909471.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036909471.PDF', 'title': 'primocomunicazione.it'} tp:url§§ https://primocomunicazione.it/articoli/politica/sanita-marche-lea-calo-di-11-punti-marta-ruggeri-critica-la-gestione-della-giunta-acquaroli tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036909471.PDF tp:ocr§§ La sanità delle Marche registra un calo di 11 punti nel punteggio complessivo dei LEA relativo al 2024. È quanto emerge dai dati della Fondazione GIMBE sul monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza, secondo i quali la regione passa da 248 a 237 punti su 300, pur mantenendo lo status di regione adempiente. Le Marche si collocano all’11° posto nel confronto tra Regioni e Province autonome.Il dato viene rilanciato dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri, che attribuisce alla Giunta Acquaroli la responsabilità politica delle criticità evidenziate dal rapporto. «I dati non mentono», sostiene Ruggeri, parlando di un peggioramento che, a suo giudizio, evidenzierebbe le difficoltà della gestione sanitaria regionale.Particolarmente significativo è il risultato relativo alla prevenzione collettiva e sanità pubblica. Nel 2024 le Marche hanno ottenuto 65 punti, contro i 74 dell'anno precedente, collocandosi al 18° posto nazionale in questa area. L'assistenza distrettuale è invece salita da 83 a 85 punti, mentre quella ospedaliera è scesa da 91 a 87.Ruggeri richiama inoltre il tema dell'accessibilità alle prestazioni sanitarie. Secondo i dati GIMBE elaborati sulla base delle rilevazioni ISTAT, nel 2024 nelle Marche il 10,6% della popolazione, pari a oltre 157 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Il dato regionale è superiore alla media nazionale del 9,9% e risulta in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al 2023.A livello nazionale, nello stesso anno, la quota di persone che ha rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici è arrivata al 9,9%, circa 5,8 milioni di cittadini. GIMBE rileva che l'aumento è stato trainato soprattutto dai tempi di attesa, con la quota di rinunce per questo motivo salita al 6,8% nel 2024.Nel suo intervento, la consigliera M5S collega la difficoltà di accesso alle cure anche alla mobilità sanitaria passiva, cioè alle prestazioni effettuate dai cittadini fuori dalla propria regione. Sul Rendiconto 2025, dati riportati anche recentemente in Consiglio regionale indicano che la spesa marchigiana per le cure fuori regione è salita da 48,7 milioni a quasi 53 milioni di euro.Ruggeri conclude chiedendo una maggiore attenzione alla capacità del sistema sanitario regionale di garantire concretamente i servizi ai cittadini. La consigliera contesta in particolare il peggioramento della prevenzione e l'aumento delle persone che dichiarano di rinunciare alle prestazioni, utilizzando questi elementi per criticare le politiche sanitarie della Giunta Acquaroli, al governo della Regione Marche. tp:writer§§ Up Studio Creativo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803036909471.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" - Primopiano24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906409174.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "primopiano24.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,…
pubDate§§ 2026-10-08T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906409174.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906409174.PDF', 'title': 'primopiano24.it'} tp:url§§ https://primopiano24.it/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906409174.PDF tp:ocr§§ -(Adnkronos) – “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche italiane, valuta positivamente gli interventi avviati per rafforzare il Ssn ed evidenzia 4 proposte operative per il triennio 2027-2029. “In 4 anni, cosa mai successa prima – dettaglia Fism – siamo passati da 125,4 a 142,9 miliardi di euro nel 2026: +17,5 miliardi, la crescita più alta di sempre. Solo nell’ultima legge di Bilancio, +3,5 miliardi strutturali, gli stanziamenti per la prevenzione e il personale, e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La programmazione ministeriale prevede 238 milioni di euro annui per i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e 450 milioni annui a regime per l’assunzione di personale sanitario”. Questi interventi – osserva la società scientifica – dovranno misurarsi nella capacità di ridurre le attese, garantire la presa in carico delle persone con patologie croniche e rendere effettivi i servizi sul territorio. Le società scientifiche possono affiancare le istituzioni con competenze cliniche, formazione, raccomandazioni basate sulle evidenze e strumenti per valutare qualità e risultati. L’Italia continua a ottenere “risultati di salute di rilievo internazionale”, tra cui un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile. La spesa pubblica sanitaria resta però “inferiore alla media Ocse: 6,2% del Pil contro 7,1% e 3.952 dollari pro capite contro 4.861. La spesa sanitaria totale pro capite è di 5.337 dollari contro 6.097. Le famiglie sostengono una spesa diretta superiore del 12,3% alla media, mentre la spesa intermediata da fondi e assicurazioni è inferiore del 43,7%”. L’aumento delle risorse e l’aggiornamento dei Lea sono passaggi rilevanti. Per rendere le nuove prestazioni concretamente esigibili “occorre accompagnarli con una programmazione basata sui bisogni di salute, sui costi effettivi e sulla capacità di erogazione dei servizi. I bisogni – evidenzia Fism – crescono con l’invecchiamento della popolazione e con la diffusione delle patologie croniche, che interessano circa 24 milioni di persone”. Sul personale, “l’Italia dispone di 5,8 medici ogni mille abitanti, rispetto ai 4 della media Ocse – continua la nota – Le maggiori criticità riguardano la componente infermieristica e assistenziale: 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro 9,7; 1,2 infermieri per medico contro 2,4; 19,5 laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti contro 43,6. Le retribuzioni degli infermieri ospedalieri sono inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Anche nell’assistenza a lungo termine il divario è rilevante: 1,5 operatori ogni 100 anziani contro 5 nella media Ocse”. La medicina generale, la cui quota di spesa è passata dal 6,2% al 5,1%, “sostiene una parte essenziale della presa in carico della cronicità. La sua efficacia va valutata anche in base alla continuità assistenziale e alla capacità di seguire le persone, in raccordo con i servizi territoriali e ospedalieri – puntualizza Fism – Sul fronte dell’equità, nel 2024 risultano adempienti ai Lea 18 regioni e province autonome, cinque in più rispetto all’anno precedente. Restano tuttavia 5,8 milioni di persone che dichiarano di aver rinunciato a visite o esami e una mobilità sanitaria interregionale pari a 5,15 miliardi di euro. I divari dipendono anche dall’organizzazione dei servizi, dalla distribuzione delle risorse professionali e dai determinanti sociali della salute. La spesa destinata al privato accreditato rappresenta il 20,8% della spesa sanitaria pubblica, il valore più basso dal 2012. Il ricorso ai professionisti a gettone pesa per circa lo 0,4% della spesa: un indicatore da monitorare insieme alla stabilità degli organici e alla continuità dell’assistenza”. Fism avanza quattro proposte operative per il triennio 2027-2029: 1) Rafforzare infermieristica e assistenza territoriale. Affiancare agli interventi sul personale un piano per formazione, sviluppo professionale e valorizzazione retributiva; investire inoltre nella long-term care, dove il divario con la media Ocse è più ampio. 2) Programmare il costo reale dei nuovi Lea. Definire il fabbisogno necessario per erogare le nuove prestazioni in ogni Regione, accompagnando l’aggiornamento dei livelli essenziali con risorse, personale e capacità organizzativa adeguati. 3) Misurare l’accesso e l’operatività dei servizi. Realizzare un cruscotto nazionale pubblico, aggiornato almeno ogni sei mesi, che rilevi il rispetto dei tempi per le prestazioni prescritte, le richieste rimaste senza risposta e l’effettiva operatività di Case e ospedali di comunità e delle tecnologie sanitarie. Infine, 4) Promuovere appropriatezza e prevenzione. Applicare le raccomandazioni delle Società Scientifiche sulle prestazioni a basso valore e collegare accreditamento, qualità ed esiti. Rafforzare screening, informazione e counseling, anche attraverso iniziative come ‘Fism for People’. “Le analisi – conclude Loreto Gesualdo, presidente Fism – aiutano a individuare le priorità. Le misure promosse dal ministero offrono strumenti concreti per affrontarle. La Fism mette a disposizione le competenze delle proprie 250 società scientifiche per accompagnare questo percorso e contribuire a tradurre le scelte in servizi più vicini alle persone. Il Ssn deve continuare a garantire risultati di salute e rafforzare tempi, accesso e prossimità”. Primo Piano 24 | direttore editoriale Susy Miraglia Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@primopiano24.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802906409174.PDF §---§ title§§ Sanità, Spaccavento: “GIMBE conferma che il Fondo sanitario è inadeguato" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874908731.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "pugliain.net" del 08 Oct 2026
Non basta dire che il Fondo cresce: bisogna capire quale capacità di spesa reale resta alle Regioni, considerando inflazione, aumento dei costi, tecnologie e nuovi bisogni
pubDate§§ 2026-10-08T09:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874908731.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874908731.PDF', 'title': 'pugliain.net'} tp:url§§ https://www.pugliain.net/304519-sanita-rapporto-gimbe-puglia-spaccavento/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874908731.PDF tp:ocr§§ In evidenza:“Il nono Rapporto GIMBE dice con chiarezza quello che sosteniamo da tempo, insieme al presidente Antonio Decaro e alla maggioranza: il Fondo sanitario nazionale è inadeguato rispetto ai bisogni reali. Nei prossimi tre anni, secondo il rapporto, servirebbero oltre 32 miliardi di euro in più. La sanità ha un costo e, quando le risorse nazionali non bastano, quel costo finisce inevitabilmente per gravare sulle Regioni”.Lo dichiara Felice Spaccavento, presidente della III Commissione Sanità del Consiglio regionale della Puglia, commentando i dati del 9° Rapporto GIMBE.“Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato nominalmente di 17,5 miliardi, ma GIMBE quantifica in 18,8 miliardi i cosiddetti “tagli invisibili”: risorse che il Servizio sanitario avrebbe avuto a disposizione mantenendo invariato il rapporto tra Fondo e PIL del 2022. Al netto dell’inflazione, inoltre, il finanziamento reale del 2026 torna sostanzialmente ai livelli del 2010.Questo significa che non basta dire che il Fondo cresce: bisogna capire quale capacità di spesa reale resta alle Regioni, considerando inflazione, aumento dei costi, tecnologie e nuovi bisogni assistenziali.L’adeguamento contrattuale della dirigenza sanitaria, con un aumento di circa 560 euro, è giusto e necessario. Ma anche questo costo sarà sostenuto dalle Regioni e la Puglia farà convintamente la propria parte. Proprio per questo non si può continuare a caricare nuovi oneri sui bilanci regionali senza rafforzare parallelamente il finanziamento nazionale.Il Rapporto evidenzia inoltre che, se l’incidenza della spesa per il personale fosse rimasta ai livelli del 2012, in tredici anni sarebbero stati destinati 36,8 miliardi in più a medici, infermieri e altri professionisti sanitari.A questo si aggiunge un altro nodo decisivo per il Mezzogiorno: i criteri di riparto del Fondo devono essere maggiormente legati ai bisogni reali di salute e alle condizioni socio-economiche dei territori. Oggi mortalità precoce e deprivazione pesano appena per lo 0,75% ciascuna. È troppo poco.La Puglia ha dimostrato di essere adempiente sui LEA. Ora serve un finanziamento nazionale adeguato e distribuito secondo criteri più equi. Non bastano aumenti nominali: servono risorse che consentano davvero alle Regioni di assumere personale, garantire servizi e curare le persone”.Il 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) evidenzia un fenomeno definito di “tagli invisibili”, in base al quale, a fronte di un aumento nominale del Fondo Sanitario Nazionale (FSN), si registra una contrazione della quota di ricchezza destinata alla sanità rispetto al Prodotto Interno Lordo. Tra il 2023 e il 2026 il FSN è cresciuto fino a 142,9 miliardi di euro; tuttavia, se il rapporto con il PIL fosse rimasto costante sui livelli del 2022 (6,27%), il SSN avrebbe beneficiato di ulteriori 18,8 miliardi di euro. Questa erosione relativa delle risorse, aggravata dall’inflazione e dal progressive invecchiamento della popolazione, colloca l’Italia all’ultimo posto tra i Paesi del G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite, traducendosi in un consistente aumento della spesa sostenuta direttamente dalle famiglie e nell’esacerbare la rinuncia alle cure.Nel quadro dei trasferimenti statali a favore delle Regioni per il soddisfacimento del Fabbisogno Sanitario Nazionale, il Rapporto mette in luce forti criticità strutturali e distributive. Per il triennio 2027-2029 la Fondazione stima un divario cumulativo di 32,3 miliardi di euro tra i costi operativi previsti e le risorse stanziate dallo Stato, un deficit che rischia di ricadere sui bilanci regionali, costringendoli ad aumentare la pressione fiscale locale o a contrarre i servizi offerti.A ciò si aggiungono le distorsioni nei criteri di riparto delle risorse tra Regioni, i quali continuano a basarsi quasi esclusivamente sul fattore anagrafico lasciando uno spazio marginale (pesante solo per lo 0,75%) ad indicatori socio-economici e di dep rivazione: una modalità che penalizza territori con contesti fragili — come la Campania, che registra la quota pro-capite più bassa tra le Regioni a statuto ordinario — alimentando la mobilità sanitaria interregionale e diseguaglianze nell’accesso ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).Testata registrata c/o Tribunale di Bari al n. 3 del 1 febbraio 2008Direttore responsabile: Fabio Paparellaredazione: Via Roma 104, Sammichele di Bari (Ba)I tuoi comunicati a: redazione@pugliain.net© Copyright 2020 - Pugliain.net è una iniziativa editoriale di Scritture Digitali tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802874908731.PDF §---§ title§§ Sanità, Decaro “Il sottofinanziamento è un problema nazionale” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803053509505.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "pugliain.net" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "qds.it" del 08 Oct 2026
Sanità, la fotografia del Gimbe è impietosa: Sicilia ultima per prevenzione e con personale sempre più ridotto. Cisl Fp “Serve una svolta”
pubDate§§ 2026-10-08T12:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034809434.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034809434.PDF', 'title': 'qds.it'} tp:url§§ https://qds.it/sanita-sicilia-ultima-prevenzione-pochi-infermieri-pazienti-fuga-cisl-fp-serve-svolta/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034809434.PDF tp:ocr§§ Sanità, la fotografia del Gimbe è impietosa: Sicilia ultima per prevenzione e con personale sempre più ridotto. Cisl Fp “Serve una svolta”--PARTIAL-- tp:writer§§ Edoardo Ullo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034809434.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803055609482.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "quotidianodipuglia.it" del 08 Oct 2026
Il rapporto Gimbe evidenzia un indebolimento del sistema pubblico: risorse scarse, liste d’attesa e mobilità verso altre regioni pesano sempre più sulle famiglie, mentre entro il 2028 sono previste centinaia di uscite tra i professionisti in servizio
pubDate§§ 2026-10-08T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770506007.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770506007.PDF', 'title': 'quotidianodipuglia.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodipuglia.it/regione/sanita_allarme_tagli_invisibili_meno_279_medici_di_base_puglia_cure_piu_difficili-9810351.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770506007.PDF tp:ocr§§ Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato nominalmente di 17,5 miliardi. Una buona notizia se non fosse che, una volta rapportate le risorse erogate alla ricchezza prodotta dal Paese, emergano “tagli invisibili” quantificabili in 18,8 miliardi di euro in più che il Servizio sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione. È il quadro tracciato dal nono rapporto Gimbe, presentato ieri mattina a Roma. Nel 2022, il Fondo valeva il 6,27% del Pil, ma negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto Fsn/Pil fosse rimasto costante al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto appunto a disposizione 18,8 miliardi in più. Al netto dell’inflazione, inoltre, il finanziamento reale del 2026 torna sostanzialmente ai livelli del 2010. Un indebolimento progressivo della capacità di assicurare cure tempestive ed eque. La conseguenza diretta è che il sottofinanziamento strutturale, le carenze di personale sanitario, le diseguaglianze territoriali e socioeconomiche rendono l’accesso alle cure sempre più dipendente dal luogo di residenza e dalla capacità di spesa individuale. Pesando per la maggior parte sui bilanci delle Regioni, che avranno due sole leve per recuperare le risorse: aumentare le entrate o tagliare i servizi. APPROFONDIMENTI REGIONE«Io, medico che ha lasciato la sanità pubblica per quella privata. In ospedale non potevo fare bene il mio lavoro» LECCEAsl, Capochiani traccia la rotta: «Ospedali da riorganizzare». Faro su tre punti nascita La Puglia riceve 2.226 euro pro capite di risorse del Fondo, leggermente al di sopra della media nazionale (2.218 euro). Come sottolinea il rapporto Gimbe, però, anche dopo la recente revisione, i criteri di riparto continuano a penalizzare il Mezzogiorno, dove persistono carenze nell’erogazione di servizi e, nella maggior parte dei casi, Piani di rientro o commissariamenti, associati a peggiori indicatori di salute e maggiori difficoltà di accesso ai servizi. Oggi il 98,5% delle risorse viene distribuito sulla base della popolazione e dei consumi sanitari legati all’età. Agli indicatori socioeconomici, come povertà relativa, disoccupazione e bassa scolarizzazione, pesa appena lo 0,75 per cento.Due dati su questo fronte sono strettamente connessi: da un lato, in Puglia la spesa sanitaria pro capite sostenuta direttamente dai cittadini è di 544 euro (a fronte di una media nazionale di 787 euro), dall’altro aumenta la quota di persone che hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, soprattutto per motivazioni economiche. In Puglia sono il 10,9%, che la collocano al sesto posto a livello nazionale (con una media del 9,9%).Male anche la mobilità passiva, con la Puglia che nel 2023 (ultimi dati disponibili nel rapporto Gimbe) si attesta su un saldo negativo di 253,2 milioni di euro, quota aumentata nel 2025: 345 milioni (come riportato dai dati presentati in più occasioni dalla Regione Puglia). Perde il servizio sanitario pubblico e ne guadagnano i privati: a fronte di una media nazionale del 54,5%, la quota del valore della mobilità per ricoveri e prestazioni specialistiche erogata dalle strutture private convenzionate varia in maniera significativa tra le Regioni. Oltre al Molise (90,2%), la quota supera il 60% in Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%).Un capitolo a parte è dedicato nel rapporto Gimbe all’analisi del personale sanitario e ai fabbisogni delle Regioni. Se fino al 2019 c’è stata una contrazione delle assunzioni di personale soprattutto nelle Regioni sottoposte ai Piani di rientro, come la Puglia, soggette a specifici vincoli assunzionali definiti nei programmi operativi, nel 2022 si è invece registrato un incremento quasi doppio rispetto alle altre. Considerando l’intero periodo 2015-2024, tuttavia, le dinamiche regionali restano eterogenee.Rapportando il dato alla popolazione Istat al 1° gennaio 2025, la media nazionale è pari a 1,84 medici per mille abitanti. In Puglia il rapporto scende a 1,72.La situazione più critica si registra sui medici di medicina generale. Gimbe ha calcolato che entro il 2028 saranno 702 i pensionamenti in Puglia, con un aggravamento della situazione: fino al 2024, infatti, il numero di professionisti disponibili è diminuito in percentuale del 26,3% (il secondo più ampio in Italia dopo la Sardegna, -40,3%). Al primo gennaio 2025 la carenza è stimata in 279 unità.Secondo Gimbe, anche nell’ipotesi che tutti i medici di base andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a compensare i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 medici in tutta Italia. Trattandosi dello scenario più ottimistico, è verosimile che nel 2028 il divario sia ancora più ampio. Da un lato, infatti, sempre più medici di base scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni; dall’altro, il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore a quello delle borse finanziate, perché non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il corso. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801770506007.PDF §---§ title§§ ULTIMISSIME_ADN - Quotidiano Di Puglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028709241.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianodipuglia.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 08 Oct 2026
Gentile direttore, ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera
pubDate§§ 2026-10-08T08:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802947308575.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802947308575.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/sanita-misuriamo-i-bisogni-non-i-decimali-del-pil/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802947308575.PDF tp:ocr§§ Lettere al direttoreGentile direttore, ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla CameraGentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione del Senato che si occupa di sanità fa bene a leggerlo per intero, non solo nei titoli. Proprio perche l’ho preso sempre sul serio, non posso non osservare una deriva “politica”, della quale mi dispiaccio, che a mio avviso deprezza il lavoro, ma tant’è’, qui vorrei però proporre una lettura diversa degli stessi numeri: non per negare i problemi, che esistono e che conosciamo, ma perché una Nazione che vuole curare i cittadini e il proprio Servizio sanitario, unico e irripetibile, deve prima misurarlo bene.Partiamo da ciò che il Rapporto riconosce quando si apre con una frase che merita di essere ripetuta: il Servizio sanitario «continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile». Non è una concessione: è il dato di partenza, sono determinanti di salute dei quali dobbiamo essere fieri e consapevoli. Gli italiani vivono in media 83 anni e mezzo, due anni e mezzo in più della media dei Paesi OCSE. Muoiono per cause prevenibili un terzo in meno. Chi arriva in ospedale con un infarto ha una probabilità di sopravvivere a trenta giorni fra le più alte dell’area OCSE. Tutto questo con una spesa sanitaria complessiva per abitante, tutta a carico della fiscalità generale, inferiore del 13% alla media OCSE. Nessun sistema al mondo ottiene di più con meno, e questo risultato è merito di medici, infermieri, operatori e amministratori che ogni giorno lo rendono possibile: a loro va il primo pensiero di chi fa politica sanitaria e loro non rende merito una narrazione strumentale.Lo sforzo di finanziamento, con i numeri veriIl Rapporto scrive che il Fondo sanitario nazionale è cresciuto di 17,5 miliardi in quattro anni, da 125,4 a 142,9 miliardi: il livello più alto nella storia della Repubblica, e il Documento programmatico appena approvato lo porta a 160 miliardi nel 2029. In un quadro di finanza pubblica vincolato dalle regole europee, con un debito da ridurre e tassi di interesse che pesano sul bilancio, la sanità con il Governo Meloni è stata ogni anno la prima voce a cui sono andate le risorse aggiuntive. Si poteva fare di più? In sanità si può sempre fare di più, e lo faremo. Ma dire che questi quattro anni siano stati anni di «tagli» non corrisponde a ciò che è scritto nei bilanci.Il Rapporto parla di «tagli invisibili» per 18,8 miliardi. Vale la pena spiegare ai cittadini che cosa significa quella cifra: non è denaro tolto alla sanità, è la differenza fra quanto la sanità ha ricevuto e quanto avrebbe ricevuto se la sua quota sul prodotto interno lordo fosse rimasta quella del 2022. Il Rapporto lo riconosce, correttamente, nel testo. Ma il risultato dipende dall’anno che si sceglie come riferimento: con la quota del 2019 il presunto «taglio» sarebbe di 28 miliardi, con quella del 2010 di 44, con quella del 2020 — quando il PIL crollò e la quota salì per effetto del denominatore — di oltre 100. Un indicatore che può dare 19 o 107 miliardi a seconda della fotografia di partenza è utile per il dibattito POLITICO strumentale alla sinistra, meno per valutare e decidere.C’è poi la quota sul PIL in sé. Fra aprile e ottobre il Governo ha alzato la spesa sanitaria prevista per ciascun anno fino al 2029; eppure la quota sul PIL è scesa dal 6,4 al 6,3%, perché l’ISTAT ha rivisto al rialzo il PIL. Si è mosso solo il denominatore. Credo che dovremmo tutti — maggioranza, opposizione, osservatori — accettare di misurare la spesa sanitaria rispetto a ciò che conta davvero: quanti siamo, quanti anni abbiamo, di che cosa ci ammaliamo. Il Fondo del 2026, tolta l’inflazione, vale quanto quello del 2010; ma nel frattempo gli anziani sono passati d a uno su cinque a uno su quattro. È questa, non la quota sul PIL, la misura onesta del compito che abbiamo davanti, ed è una misura che chiama tutti alla responsabilità, almeno nel dibattito e nella lettura dei dati, non solo un Governo.Le cose fatte, e quelle da fare.Dal 30 ottobre entrano in vigore i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, dopo quasi dieci anni di attesa (e 23 dall’ultima vera revisione): il Rapporto dice «finalmente», e condivido. Nel 2024 diciotto Regioni e Province autonome su ventuno risultano adempienti ai LEA, contro le tredici dell’anno prima: il Rapporto osserva giustamente che la pagella non misura tutto, ma cinque Regioni in più che garantiscono gli standard sono cinque Regioni in più, e sono quasi tutte nel Mezzogiorno. Il 29 settembre il Governo ha trasmesso a Bruxelles l’ultima richiesta di pagamento del PNRR: oltre 1.270 Case della Comunità, 327 Ospedali di Comunità, più di tremila nuove apparecchiature, seimila posti di terapia intensiva e semi-intensiva, il Fascicolo sanitario elettronico al 98,9%. Faccio mia la richiesta di GIMBE di rendere pubblici tutti i dati di verifica ma anche nei confronti delle Regioni: la trasparenza non ci spaventa, e dal 2027 la sfida è far vivere quelle strutture con il personale e i servizi, non più solo costruirle.Il personale è il punto su cui il Rapporto si concentra di più e io ci metto il mio: gli stipendi dei nostri infermieri sono inferiori di un quarto alla media OCSE; abbiamo 1,3 infermieri per medico contro 2,5; e, dato che il Rapporto non cita ma che a me preoccupa più di ogni altro, abbiamo un operatore e mezzo di assistenza di lungo termine ogni cento anziani, contro cinque nella media dei Paesi avanzati. Il nostro problema non è il numero dei medici — ne abbiamo più di quasi tutti in Europa — ma chi assiste, in ospedale e a casa, una popolazione che invecchia. Qui si gioca la partita dei prossimi dieci anni sulla dirigenza abbiamo operato tre rinnovi contrattuali, nei prossimi giorni andrà in aula alla Camera un provvedimento per la valorizzazione delle professioni sanitarie, formazione, inoltre c’è un piano nazionale per la non autosufficienza che impegna risorse importanti ma soprattutto trasmette una visione.E c’è un comparto di cui il Rapporto parla solo per contare i medici mancanti, mentre meriterebbe di essere guardato per ciò che fa: la Medicina Generale, i protagonisti delle cure primarie. Quarantamila medici che ogni giorno, quasi tutti, si adoperano e prendono in carico la cronicità di un Paese che invecchia, presidiano i territori e le aree interne, e tengono fuori dagli ospedali milioni di persone, con una quota della spesa sanitaria pubblica, quella di che è calata davvero, scesa dal 6,2% del 2012 al 5,1% di oggi. Se il Servizio sanitario regge con le risorse che ha, una parte della spiegazione è lì. Le Case della Comunità che il PNRR ci ha consegnato non devono essere “riempite contro” i medici di famiglia, ma insieme a loro: questa è la riforma vera del territorio, restituire centralità del MMG, figura professionale terza tra cittadino e SSN, della quale intendo continuare a farmi carico.Sulla «rinuncia alle cure» il dato dei 5,8 milioni di persone che «rinunciano» a visite ed esami è quello che più colpisce l’opinione pubblica, ed è giusto che ci interroghi. Ma dobbiamo anche dire ai cittadini che cosa misura: un sondaggio in cui il 9,9% degli intervistati dichiara di aver rinunciato ad almeno una visita o un esame nell’anno, per qualunque motivo e di qualunque tipo, dentista compreso. La stessa domanda, posta dall’indagine europea, dà per l’Italia il 3,8%. Non sto dicendo che il problema non esista: le liste d’attesa sono reali, i cittadini le vivono ogni giorno, e il Governo ha messo in campo insieme alle Regioni un piano nazionale che va monitorato con severità. Un problema dalle mille facce e motivazioni, quello delle liste di attesa, che però per risolverlo dobbiamo misurarlo con precisione: quante prestazioni prescritte vengono erogate nei tempi, quante in ritardo, quan te a pagamento, quante mai. Questi dati li abbiamo nei sistemi del Servizio sanitario. Mi impegno perché diventino pubblici e diventino il metro con cui giudicare, anche noi, il nostro lavoro.Il privato, senza pregiudiziIl Rapporto teme un «secondo binario» per chi può pagare. I suoi stessi dati, però, dicono che nel 2025 la spesa di tasca propria delle famiglie è diminuita (ricordo che questa solo per 1/3 e’ per prestazioni LEA); che la quota pubblica sul totale è salita, e che la spesa verso le strutture convenzionate è al 20,8%, il livello più basso dal 2012. Il privato accreditato è parte del Servizio sanitario dal 1978, e va governato — su accreditamento, volumi, qualità — non demonizzato. Quanto alla sanità integrativa, concordo con GIMBE: servono regole e trasparenza perché completi le tutele pubbliche senza sostituirle. Su questo il Parlamento può e deve lavorare insieme.Una propostaOgni autunno il dibattito sulla sanità, mettendo a confronto sistemi profondamente diversi, si riduce a un confronto fra decimali: 6,2 o 6,4 per cento del PIL. Vorrei che la smettessimo. Propongo che Governo, Regioni, Parlamento e le istituzioni di ricerca indipendenti — GIMBE compresa, e i laboratori che stanno lavorando su questi temi con metodo rigoroso — concordino un insieme di misure comuni, e offro la Commissione che presiedo come sede in cui costruirle, con un ciclo di audizioni da avviare subito dopo la sessione di bilancio: la spesa rispetto ai bisogni della popolazione e non al PIL; un obiettivo annuale di crescita delle risorse che tenga conto di inflazione, invecchiamento e innovazione; il costo effettivo dei Livelli Essenziali di Assistenza, Regione per Regione, che non è mai stato calcolato; l’accesso alle cure misurato dalle prescrizioni, non dai sondaggi; la capacità di cura — ore di medici e infermieri per mille abitanti — in ogni territorio. Con queste misure il dibattito sarebbe più duro per tutti, perché nessuno potrebbe più nascondersi dietro una percentuale. Ma sarebbe finalmente un dibattito sulla salute degli italiani.Il Servizio sanitario nazionale è, insieme alla scuola, la più grande infrastruttura di uguaglianza che la Repubblica abbia costruito. Ogni giorno eroga oltre 2 milioni di prestazioni, solo per il 30% di queste è richiesto un ticket. Non lo difenderemo con gli allarmi sguaiati, né con le rassicurazioni: lo difenderemo con i numeri giusti, con le risorse che il Paese può mettere e con il coraggio di cambiare e integrare ciò che non basta più a coprire la domanda di cura che il COVID ha letteralmente esploso. A questo lavoro la maggioranza è pronta, e la Commissione SANITA’ del Senato è la casa in cui invito tutti a svolgerlo.Francesco Zaffini (FdI)Presidente della Commissione Sanità, Lavoro e Previdenza sociale del Senato08 Ottobre 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore, è stato dato di recente un ampio spazio dai media alla Classifica degli ospedali specializzati migliori del mondo. Si tratta di una classifica realizzata dal settimanale statunitense Newsweek...Gentile Direttore,i dieci giorni di RO.MENS - Festival della Salute Mentale di Roma, promosso dalla ASL Roma 2 nel mese di ottobre, rappresentano un’occasione per riflettere non soltanto sui servizi...Gentile Direttore,è notte profonda nel reparto di riabilitazione di una struttura accreditata convenzionata. Vicino alla finestra dorme un uomo colpito da ictus: domani, con il fisioterapista, proverà a stare in...Gentile Direttore, il caso di Sibilla Barbieri apre un nuovo e delicato capitolo nel dibattito sul fine vita. Al centro vi sono i medici chiamati a verificare la sussistenza dei...Intelligenza emotiva nel nursing: da competenza relazionale a leva per sicurezza, benessere e governanceIntelligenza Artificiale Generativa nella Pratica Clinica: strumenti, evidenze, limiti e governance per i professionisti del SSNAritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: come orientare diagn osi, stratificazione e terapiaStrategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativaIntelligenza artificiale e medicina predittiva. Modelli, evidenze cliniche e limiti per il SSNSanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneRiparto Fondo sanitario 2026. L’appello di Bertolaso (Lombardia): “Chiudere subito, ritardo pesa su programmazione regionale”Arrivano i nuovi Lea. Via libera a 800 nuove prestazioni e servizi: dalla Sma ai test prenatali, ecco le novità. Schillaci: “Ssn più equo e moderno”È fuga dei medici dalla sanità pubblica. Studio Anaao: “Sono più quelli che si dimettono rispetto a chi va in pensione. È un vero e proprio esodo”Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàDimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei mediciDa Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversaTumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora apertaL’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfareEcco i migliori ospedali specializzati al mondo 2027 per Newsweek. Italia protagonista: dal Gemelli al Bambino Gesù, Ieo, Monzino, Besta e RizzoliQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802947308575.PDF §---§ title§§ Rinvio dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali: una scelta che indebolisce il Ssn link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803022609292.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 08 Oct 2026
Gentile Direttore, ai non addetti ai lavori il rinvio di un anno dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali può sembrare una questione marginale.
pubDate§§ 2026-10-08T11:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803022609292.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803022609292.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/rinvio-dellaggiornamento-dellalbo-nazionale-dei-direttori-generali-una-scelta-che-indebolisce-il-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803022609292.PDF tp:ocr§§ Lettere al direttoreGentile Direttore, ai non addetti ai lavori il rinvio di un anno dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali può sembrare una questione marginale. In realtà, si tratta di una decisione che produce effetti negativi sul Servizio sanitario nazionale, sui pazienti e sul personale...Gentile Direttore,ai non addetti ai lavori il rinvio di un anno dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali può sembrare una questione marginale. In realtà, si tratta di una decisione che produce effetti negativi sul Servizio sanitario nazionale, sui pazienti e sul personale. A meno di non ritenere che i Direttori Generali siano sostanzialmente irrilevanti, perché le aziende sanitarie si governano da sole o direttamente attraverso le Regioni.La dott.ssa Marinella D’Innocenzo, in un articolo pubblicato su QS il 2 ottobre, ha illustrato in modo chiaro e approfondito i rischi derivanti dalla conversione in legge, avvenuta con voto di fiducia, del DL 144/2026, proponendo anche importanti correttivi per limitarne gli effetti. In questo contributo intendo evidenziare le principali conseguenze della norma e avanzare alcune ipotesi sulle ragioni che possono avere portato al mancato rispetto dei tempi previsti dalla legislazione vigente.È noto che, per essere ammessi agli albi regionali, i candidati a Direttore Generale devono essere iscritti all’albo nazionale. Si tratta di un passaggio utile, perché consente allo Stato di svolgere una prima selezione e di costituire un bacino unico nazionale dal quale le Regioni possono successivamente attingere, applicando ulteriori criteri coerenti con le proprie esigenze.Il ritardo nell’aggiornamento dell’albo nazionale, e la conseguente proroga dell’albo vigente, determinano un sostanziale congelamento dell’esistente con due effetti principali. Il primo è che restano iscritti all’albo soggetti che potrebbero non possedere più i requisiti richiesti per l’ammissione. Il secondo è che viene rinviato di almeno un anno l’ingresso di nuovi candidati.D’Innocenzo sostiene che non si tratti di una questione generazionale. Su questo punto, tuttavia, dissento. È oggettivo osservare che il rinvio dell’aggiornamento favorisce i candidati più anziani a discapito di quelli più giovani, poiché la costruzione di un curriculum coerente con i requisiti previsti richiede tempo. Il naturale ricambio, che consente periodicamente l’ingresso di nuovi Direttori Generali, tendenzialmente più giovani di quelli già in carica, viene così rinviato di almeno un anno.La norma, inoltre, non consente di eliminare dall’albo profili che non soddisfano più i requisiti previsti. Anche questo rappresenta un elemento negativo, perché finisce per ridurre la qualità complessiva del bacino nazionale dei candidati. In questo caso il problema non riguarda tanto il ricambio generazionale quanto la credibilità e l’efficacia del filtro preliminare che lo Stato dovrebbe garantire.Va inoltre osservato che il sistema introdotto dal Decreto legislativo 171/2016, con un aggiornamento dell’albo ogni due anni, presenta già di per sé elementi di rigidità. Sarebbe preferibile un sistema dinamico, aperto in modo permanente ai nuovi ingressi e accompagnato da verifiche periodiche dei requisiti. Oggi una parte significativa di questo processo potrebbe essere gestita automaticamente attraverso adeguate piattaforme digitali. Se la digitalizzazione rappresenta una priorità strategica della sanità pubblica, dovrebbe essere utilizzata maggiormente anche per rafforzare gli strumenti di governance del Servizio sanitario nazionale.Le conseguenze del rinvio risultano particolarmente penalizzanti anche per le donne. Nelle posizioni dirigenziali apicali, infatti, le donne tendono mediamente ad essere più giovani e, poiché sono ancora sottorappresentate, beneficiano maggiormente di processi di ricambio più rapidi. Un sistema di aggiornamento più frequente e possibilmente dinamico favorirebbe l’accesso delle donne ai vertici del Ssn. Si tratta di una questione rilevante, perché la percentuale di donne Direttori Generali rimane ancora troppo bassa e segnala la persistente presenza di un evidente “tetto di vetro” nelle posizioni di vertice delle aziende.Le Regioni possono certamente aggiornare i propri albi, ma non possono ammettere nuovi candidati se questi non sono stati prima inseriti nell’albo nazionale. Questo rappresenta un danno per i professionisti esclusi, che potrebbero possedere non solo i requisiti formali ma anche le qualità necessarie per svolgere efficacemente il ruolo di Direttore Generale. È però soprattutto un danno per il sistema e, in ultima analisi, per i cittadini.Limitare l’ingresso di nuovi potenziali direttori riduce gli spazi di scelta delle Regioni e restringe la possibilità di selezionare i vertici aziendali sulla base del merito. Il risultato è un sistema meno aperto, meno competitivo e meno orientato all’innovazione. Il rischio è quello di favorire una classe dirigente mediamente più anziana, prevalentemente maschile e, non necessariamente ma potenzialmente, meno preparata ad affrontare le sfide future.Nel settore privato, la scelta dell’Amministratore Delegato o del Direttore Generale è considerata una decisione strategica, tanto da influenzare l’andamento borsistico delle imprese. Il caso di Leonardo costituisce un esempio noto. Non è raro che gli amministratori delegati delle grandi aziende percepiscano compensi di diversi milioni di euro proprio perché il loro contributo è ritenuto determinante per i risultati dell’organizzazione.Anche nelle aziende sanitarie la qualità della leadership è decisiva. Certamente il Direttore Generale opera entro vincoli molto più stringenti di quelli presenti nel settore privato. Al tempo stesso, però, deve affrontare un contesto straordinariamente complesso, caratterizzato da relazioni istituzionali articolate con Regioni e Comuni e dalla gestione di migliaia di professionisti, molti dei quali dotati di elevata autonomia tecnica e professionale. Inoltre, i vincoli derivanti dai sistemi di controllo e vigilanza, dalla Corte dei Conti ai Collegi sindacali, dai NAS al Ministero della Salute, richiedono competenze specialistiche e capacità manageriali di alto livello.Il fatto che l’impatto dei manager privati sia più facilmente misurabile attraverso indicatori finanziari non significa che il contributo dei Direttori Generali del SSN sia meno rilevante. Significa semplicemente che è più difficile misurarlo. Se il ricambio dei Direttori Generali rallenta, come accade con il rinvio previsto dal DL 144/2026, il rischio è che a pagarne le conseguenze siano i pazienti, attraverso una riduzione dell’efficienza e dell’efficacia delle aziende sanitarie.Come ha opportunamente ricordato D’Innocenzo, la fase storica attuale richiede qualità manageriali straordinarie per affrontare la conclusione del PNRR e garantire la piena attuazione del DM 77/2022. Proprio per questo appare difficile comprendere una scelta che restringe ulteriormente le opportunità di selezionare nuovi profili qualificati.Viene spontaneo chiedersi perché il Ministero della Salute abbia adottato questa decisione. In assenza di dichiarazioni ufficiali o di documenti esplicativi, è possibile formulare soltanto alcune ipotesi.La prima è che il Ministero non sia stato in grado di completare nei tempi previsti il processo di aggiornamento dell’albo, per insufficienza di risorse organizzative o professionali. Pur disponendo di una piattaforma digitale già utilizzata in passato, potrebbero essere mancati il personale necessario per le attività istruttorie o le condizioni per costituire una commissione adeguata. Può sembrare sorprendente, ma non è un’ipotesi da escludere.Questa possibilità suggerisce una riflessione più generale. Il Ssn ha bisogno di un livello centrale forte, autorevole e capace di fornire indirizzo strategico alle Regioni. Per svolgere efficacemente questa funzione è però necessario rafforzarne le capacità manageriali e organizzative, ga rantendo innanzitutto il corretto svolgimento delle responsabilità che gli sono attribuite dalla legge.Una seconda ipotesi è che il Ministero stia lavorando a una riforma complessiva del sistema degli albi e delle nomine e abbia quindi deciso di guadagnare tempo in vista dell’introduzione delle nuove regole. È una spiegazione possibile. Tuttavia, allo stato attuale, la prima ipotesi appare più plausibile.Rimane l’impressione che il Ministero abbia sottovalutato l’importanza del rispetto delle scadenze previste per l’aggiornamento dell’albo nazionale, non cogliendone pienamente il valore strategico. Perché quell’aggiornamento non rappresenta un semplice adempimento amministrativo: è uno strumento essenziale per favorire il ricambio generazionale, ampliare le opportunità per i professionisti più giovani, aumentare la presenza femminile nei ruoli di vertice e, in ultima analisi, migliorare la qualità della governance del Servizio sanitario nazionale.Giovanni Fattore, PhDFull Professor Department of Social and Political Sciences, ?CERGAS-SDA and F Dondena Università Bocconi08 Ottobre 2026© Riproduzione riservataGentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione...Gentile Direttore,la domanda che ci dobbiamo porre è semplice: perché la politica vuole così male ai cittadini e ai lavoratori del SSN della sanità privata accreditata? Una precisazione è d’obbligo....Gentile Direttore, è stato dato di recente un ampio spazio dai media alla Classifica degli ospedali specializzati migliori del mondo. Si tratta di una classifica realizzata dal settimanale statunitense Newsweek...Gentile Direttore,i dieci giorni di RO.MENS - Festival della Salute Mentale di Roma, promosso dalla ASL Roma 2 nel mese di ottobre, rappresentano un’occasione per riflettere non soltanto sui servizi...Intelligenza emotiva nel nursing: da competenza relazionale a leva per sicurezza, benessere e governanceIntelligenza Artificiale Generativa nella Pratica Clinica: strumenti, evidenze, limiti e governance per i professionisti del SSNAritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: come orientare diagnosi, stratificazione e terapiaStrategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativaIntelligenza artificiale e medicina predittiva. Modelli, evidenze cliniche e limiti per il SSNSanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneRiparto Fondo sanitario 2026. L’appello di Bertolaso (Lombardia): “Chiudere subito, ritardo pesa su programmazione regionale”Arrivano i nuovi Lea. Via libera a 800 nuove prestazioni e servizi: dalla Sma ai test prenatali, ecco le novità. Schillaci: “Ssn più equo e moderno”È fuga dei medici dalla sanità pubblica. Studio Anaao: “Sono più quelli che si dimettono rispetto a chi va in pensione. È un vero e proprio esodo”Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàDimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei mediciDa Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversaTumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora apertaL’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfareEcco i migliori ospedali specializzati al mondo 2027 per Newsweek. Italia protagonista: dal Gemelli al Bambino Gesù, Ieo, Monzino, Besta e Rizzoli Quotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803022609292.PDF §---§ title§§ La salute nell’agenda “smemoranda” della politica: il caso degli ospedali privati del Ssn link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803022709293.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 08 Oct 2026
Gentile Direttore, la domanda che ci dobbiamo porre è semplice: perché la politica vuole così male ai cittadini e ai lavoratori del SSN della sanità privata accreditata? Una
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Una precisazione è d’obbligo. Non è una critica a questo o quel partito, bensì la presa d’atto che da diverso tempo non vi è forza politica che traduca i propri astratti proclami, accompagnati da un generico riguardo, in posizioni e azioni di governo. E questo è ancor più grave se consideriamo che il 30% delle prestazioni ospedaliere, da quelle chirurgiche a quelle mediche, dagli accessi in Pronto Soccorso alle terapie oncologiche, e ben l’80% di quelle riabilitative sono oggi garantite proprio dagli ospedali privati accreditati del SSN. Ad ulteriore riprova del loro ruolo determinante soccorrono anche i risultati scientifici degli ospedali IRCCS, la cui autorevolezza è diffusamente riconosciuta nel panorama della ricerca biomedica nazionale ed internazionale.La risposta ai bisogni di salute dei cittadini è quindi fornita in modo strutturale da questo strategico comparto industriale del Paese, remunerato dal SSN per le sole prestazioni sanitarie effettivamente erogate ai cittadini. L’evidenza della sua essenzialità è sempre più minata dalla progressiva perdita di sostenibilità economica, esito del convergere di un diffuso disinteresse della classe politica a cogliere il suo determinante apporto per la tenuta del Servizio Sanitario, accompagnato da un altrettanto distorto pregiudizio ideologico nel negarlo in radice. Per fornire una risposta è sufficiente porsi un’altra domanda: paghiamo ancora ai prezzi del 2012 il caffè e il panino al bar, il carrello della spesa o lo scontrino autostradale? La risposta è scontata! No. E allora come si può pensare che le aziende sanitarie private del SSN possano sostenere i propri costi operativi con tariffe ospedaliere remunerate dal SSN ferme al 2012!E quel che più sconcerta è l’inerzia dello Stato e delle Regioni nel dare concreta destinazione anche a quei fondi già appostati negli ultimi anni dalle leggi di bilancio e finalizzati proprio ad accrescere il volume di prestazioni sanitarie e adeguarne il loro valore. In questa cornice è maturato il comprensibile disappunto dei cittadini: da un lato, in quanto pazienti, per le liste di attesa; dall’altro, in quanto lavoratori, per l’impossibilità di procedere al rinnovo del contratto degli infermieri e di tutto il restante personale del comparto della sanità privata, il cui incremento salariale non può prescindere da un adeguamento delle tariffe delle prestazioni sanitarie corrisposte al loro datore di lavoro.Dopo diversi anni trascorsi in regime di spending review, nel corso degli ultimi esercizi il finanziamento pubblico destinato al SSN ha quindi visto vincolare risorse all’adeguamento delle tariffe delle prestazioni sanitarie e all’incremento dei budget per poterle incrementare. Da qui muovono allora interrogativi di fondo: cosa sta impedendo il loro impiego? A che serve sbandierare più risorse e adeguamento delle tariffe se tutto ciò non trova poi concreta attuazione. Perché?… Restiamo in attesa di gradito riscontro!Prof. Livio Pietro TronconiPresidente Nazionale – Sezione Ospedaliera AIOP08 Ottobre 2026© Riproduzione riservataGentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione...Gentile Direttore,ai non addetti ai lavori il rinvio di un anno dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali può sembrare una questione marginale. In realtà, si tratta di una decisione che...Gentile Dire ttore, è stato dato di recente un ampio spazio dai media alla Classifica degli ospedali specializzati migliori del mondo. Si tratta di una classifica realizzata dal settimanale statunitense Newsweek...Gentile Direttore,i dieci giorni di RO.MENS - Festival della Salute Mentale di Roma, promosso dalla ASL Roma 2 nel mese di ottobre, rappresentano un’occasione per riflettere non soltanto sui servizi...Intelligenza emotiva nel nursing: da competenza relazionale a leva per sicurezza, benessere e governanceIntelligenza Artificiale Generativa nella Pratica Clinica: strumenti, evidenze, limiti e governance per i professionisti del SSNAritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: come orientare diagnosi, stratificazione e terapiaStrategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativaIntelligenza artificiale e medicina predittiva. Modelli, evidenze cliniche e limiti per il SSNSanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneRiparto Fondo sanitario 2026. L’appello di Bertolaso (Lombardia): “Chiudere subito, ritardo pesa su programmazione regionale”Arrivano i nuovi Lea. Via libera a 800 nuove prestazioni e servizi: dalla Sma ai test prenatali, ecco le novità. Schillaci: “Ssn più equo e moderno”È fuga dei medici dalla sanità pubblica. Studio Anaao: “Sono più quelli che si dimettono rispetto a chi va in pensione. È un vero e proprio esodo”Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novitàDimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei mediciDa Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversaTumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora apertaL’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfareEcco i migliori ospedali specializzati al mondo 2027 per Newsweek. Italia protagonista: dal Gemelli al Bambino Gesù, Ieo, Monzino, Besta e RizzoliQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803022709293.PDF §---§ title§§ Sanità nel Lazio, 6 persone su 10 rinunciano a visite ed esami per le liste d'attesa troppo lunghe - Radio Colonna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034909435.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radiocolonna.it" del 08 Oct 2026
È quanto emerge da un sondaggio della Cgil Roma e Lazio, realizzato online a settembre 2026, a cui hanno risposto 2.405 persone
pubDate§§ 2026-10-08T12:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034909435.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034909435.PDF', 'title': 'radiocolonna.it'} tp:url§§ https://www.radiocolonna.it/lifestyle-e-benessere/sanita-nel-lazio-6-persone-su-10-rinunciano-a-visite-ed-esami-per-le-liste-dattesa-troppo-lunghe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034909435.PDF tp:ocr§§ Home Lifestyle e benessere Sanità nel Lazio, 6 persone su 10 rinunciano a visite ed esami per le liste d’attesa troppo lungheÈ quanto emerge da un sondaggio della Cgil Roma e Lazio, realizzato online a settembre 2026, a cui hanno risposto 2.405 personeNel giorno in cui la Fondazione Gimbe fotografa un Paese dove 6 milioni di persone rinunciano a curarsi, a Roma e nel Lazio il medico di famiglia c’è quasi sempre, ma il problema arriva dopo, quando servono una visita specialistica o un esame diagnostico. È quanto emerge da un sondaggio della Cgil Roma e Lazio, realizzato online a settembre 2026, a cui hanno risposto 2.405 persone.Come riporta il dorso romano de La Repubblica, il campione non è statisticamente rappresentativo, perché i partecipanti hanno risposto spontaneamente, in gran parte anziani, ma il quadro delle difficoltà percepite è netto. La medicina di base regge: il 99% ha un medico assegnato e l’88,5% giudica facile ottenere un appuntamento, anche se il 18% ha spesso difficoltà a contattarlo e il 29% lamenta orari di apertura insufficienti. Solo il 10% dice che il medico è sempre disponibile per una visita a domicilio, mentre il 50% non sa se può chiederla.Le criticità maggiori riguardano le visiste specialistiche e la diagnostica: solo il 35% si è rivolto al pubblico, il 48% ha scelto privato o intramoenia e il 12% un’assicurazione privata. Tra chi è passato dal pubblico, il 42% ha atteso oltre sei mesi, il 23% tra tre e sei mesi e il 13% non ha ricevuto una data. Sei persone su dieci dicono di aver rinunciato spesso o sempre a una visita o a un esame, l’86% se si include chi lo ha fatto raramente. Il 95% ha pagato almeno qualche volta di tasca propria per far prima e per l’84,9% la spesa privata pesa abbastanza o molto sul bilancio familiare.Il segretario della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, sostiene che “questo non è il diritto alla salute sancito dalla Costituzione” e chiede investimenti, assunzioni, reinternalizzazione dei servizi in appalto e aumenti degli stipendi. La Cgil sarà in piazza sabato 17 ottobre a Roma, con un corteo da piazza della Repubblica a piazza del Popolo promosso dalla Via Maestra.Il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha quantificato in un 5-8% il “buco di risposta” nel pubblico: “Ci manca l’ultimo miglio, ma la direzione è quella giusta”. Ha ricordato il piano di assunzioni che ha già portato 5mila unità in più, con altre 5mila entro la fine del 2027. Le Case della comunità sono ancora poco note: solo il 35% dice di conoscerle bene, il 18% non ne ha mai sentito parlare. Le richieste degli intervistati convergono su tre parole: personale, attese, specialistica. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803034909435.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803027309247.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "raggix.eu" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "reggiotoday.it" del 08 Oct 2026
Il nono rapporto della Fondazione GIMBE fotografa una situazione critica: 189 punti complessivi contro i 288 del Veneto. Il dato più pesante riguarda il territorio, dove la Calabria si ferma a 52 punti. Migliora però di 12 punti rispetto al 2023
pubDate§§ 2026-10-08T07:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802934108395.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802934108395.PDF', 'title': 'reggiotoday.it'} tp:url§§ https://www.reggiotoday.it/cronaca/calabria-gimbe-cure-calabresi-dati-rapporto-2025.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802934108395.PDF tp:ocr§§ La Calabria resta in fondo alla classifica della sanità italiana. È la fotografia che emerge dal nono rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato nella giornata di ieri, che dedica ampio spazio alle disuguaglianze territoriali nell'accesso alle cure.Il dato più significativo riguarda i Livelli essenziali di assistenza. Nel periodo preso in esame da Gimbe la Calabria è una delle sole tre realtà italiane formalmente inadempienti secondo il nuovo sistema di garanzia, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano e alla Sicilia. Ma la situazione calabrese è diversa da quella delle altre due: la criticità riguarda l'assistenza distrettuale, cioè quella parte del sistema sanitario più vicina alla vita quotidiana dei cittadini.La Calabria ottiene infatti 66 punti nell'area della prevenzione, 52 nell'area distrettuale e 71 nell'area ospedaliera. La soglia minima prevista dal sistema è di 60 punti: basta quindi il risultato insufficiente nel distretto per classificare la Regione come inadempiente.Il problema è particolarmente evidente nella graduatoria nazionale. Nell'area distrettuale la Calabria occupa il 18esimo posto su 21. È un dato che riguarda tutto ciò che dovrebbe garantire continuità assistenziale fuori dall'ospedale: medicina territoriale, assistenza domiciliare, tempi e accessibilità delle prestazioni, presa in carico delle cronicità e dei pazienti più fragili.Calabria ultima nella classifica complessivaLa fondazione Gimbe, guidata da Nino Cartabellotta, ha inoltre elaborato, a fini comparativi, un punteggio complessivo sommando i risultati delle tre macro-aree. Anche se il nuovo sistema di garanzia non utilizza questa somma per stabilire formalmente l'adempimento, il risultato rende immediatamente visibile il divario territoriale. La Calabria totalizza 189 punti, il valore più basso tra Regioni e Province autonome.Davanti alla Calabria troviamo il Molise con 192 punti, la Sicilia con 196, la Basilicata con 205 e la Provincia autonoma di Bolzano con 206. All'estremo opposto c'è il Veneto, con 288 punti, seguito da Emilia-Romagna (282), Toscana (280) e Piemonte (272).Il dato restituisce ancora una volta un forte gradiente Nord-Sud: le ultime posizioni sono occupate quasi esclusivamente da Regioni meridionali.Ma c'è anche un segnale positivoLa fotografia non è completamente negativa. Tra il 2023 e il 2024 il punteggio complessivo della Calabria è cresciuto di 12 punti, uno dei miglioramenti registrati nel Paese. È un incremento significativo, anche se non sufficiente a colmare il divario con le Regioni più performanti.Il problema, dunque, non è tanto chiedersi se la Calabria sia migliorata, quanto capire se il miglioramento sia abbastanza rapido e soprattutto se si traduca in servizi concretamente più accessibili per i cittadini. Ed è proprio su questo punto che la fondazione Gimbe invita alla cautela.La “promozione” non significa automaticamente sanità miglioreIl rapporto mette in guardia dall'interpretazione semplicistica dei punteggi Lea. Una regione che raggiunge 60 punti e una che arriva a 95 vengono entrambe considerate adempienti, anche se la distanza tra le loro performance è enorme.Inoltre, il superamento della soglia non certifica automaticamente che tutti i cittadini riescano a ottenere le prestazioni nei tempi appropriati.È una distinzione importante anche per la Calabria: il problema non può essere ridotto al fatto che un indicatore superi o non superi una soglia. Occorre guardare alla concreta possibilità di curarsi, alla disponibilità di medici e infermieri, ai tempi di attesa, alla medicina territoriale e alla capacità del sistema di seguire il paziente anche dopo l'uscita dall'ospedale.Il grande problema della mobilità sanitariaÈ qui che entra in gioco un altro dei dati più pesanti contenuti nel rapporto Gimbe: la mobilità sanitaria interregionale. Nel 2023 il valore complessivo della mobilità sanitaria italiana ha raggiunto 5,153 miliardi di euro, il livello più alto dal 2010. E il Mezzogiorno continua a essere l'area maggiormente interessata dai saldi negativi.Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e Lazio concentrano complessivamente il 78,2% dei saldi negativi. Dietro il dato economico ci sono persone che si spostano. Pazienti che lasciano la propria regione per ricoverarsi, sottoporsi a visite, interventi o prestazioni specialistiche altrove.È un fenomeno che produce un doppio effetto: da una parte rappresenta un diritto del cittadino, che può scegliere di curarsi fuori regione; dall'altra segnala una difficoltà del territorio di residenza a garantire una risposta sufficientemente attrattiva e completa.Per la Calabria, quindi, la mobilità sanitaria non è soltanto una voce contabile. È anche un indicatore della fiducia dei cittadini nel sistema regionale e della capacità della sanità calabrese di trattenere pazienti e risorse.Il nodo del territorioLa bocciatura nell'assistenza distrettuale assume quindi un significato particolare. Se l'ospedale rappresenta il punto di riferimento per la fase acuta della malattia, il distretto dovrebbe garantire quella rete di servizi che permette di evitare ricoveri non necessari, seguire le persone con patologie croniche, assistere gli anziani e i fragili, garantire continuità dopo una dimissione e intercettare i bisogni prima che diventino emergenze.È proprio questo livello che in Calabria, secondo il monitoraggio Gimbe, resta sotto la soglia di garanzia. E il tema è ancora più delicato in una fase in cui il sistema sanitario italiano sta cercando di trasferire una parte crescente dell'assistenza dall'ospedale al territorio attraverso le riforme legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza.Il personale resta una delle grandi incogniteIl rapporto dedica un intero capitolo alla crisi del personale sanitario. A livello nazionale il numero dei medici è relativamente elevato rispetto alla media internazionale, ma il problema riguarda la loro distribuzione, le specializzazioni e soprattutto la capacità del Servizio sanitario nazionale di attrarre e trattenere professionisti.Ancora più strutturale è il problema degli infermieri: l'Italia conta 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro i 9,7 della media Ocse.Anche la medicina generale è sotto pressione: tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono diminuiti di 5.197 unità, pari al 12,4%. Gimbe stima, infatti, una carenza di 5.716 medici di medicina generale in 18 regioni e province autonome.Sono numeri nazionali, ma il loro significato per una regione già fragile sul fronte dell'assistenza territoriale è evidente: rafforzare strutture e servizi senza personale sufficiente rischia di produrre contenitori senza una reale capacità assistenziale.La sfida per la CalabriaIl quadro che emerge dal nono rapporto Gimbe è quindi più articolato di una semplice bocciatura. La Calabria migliora, ma resta ultima nella classifica complessiva. L'ospedale supera la soglia dei 60 punti, mentre la prevenzione raggiunge 66 punti. È però il territorio a rappresentare il punto debole: 52 punti e 18° posto nazionale.Contemporaneamente, la regione appartiene al gruppo di territori che registrano i maggiori saldi negativi nella mobilità sanitaria. Il vero banco di prova sarà dunque la capacità di trasformare gli investimenti, le riforme organizzative e le risorse disponibili in servizi territoriali realmente funzionanti, capaci di ridurre le attese, prendere in carico i pazienti cronici, sostenere anziani e fragili e, soprattutto, limitare la necessità di cercare altrove le cure.Perché il dato più importante, alla fine, non è la posizione in una classifica. È la distanza tra il diritto alla salute scritto sulla carta e la possibilità concreta, per un cittadino calabrese, di essere curato vicino casa, nei tempi giusti e senza dover affrontare un viaggio per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito dal proprio servizio sanitario regionale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802934108395.PDF §---§ title§§ Sanità in Calabria, il Pd attacca Occhiuto: "Fallimento politico e amministrativo" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892909055.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "reggiotoday.it" del 08 Oct 2026
Il Partito democratico, analizzando i dati di Gimbe, punta il dito contro il presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità: “Più risorse pro capite della media nazionale, ma la Calabria resta ultima nei Lea”. Nel mirino anche personale, mob
pubDate§§ 2026-10-08T10:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892909055.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892909055.PDF', 'title': 'reggiotoday.it'} tp:url§§ https://www.reggiotoday.it/politica/calabria-rapporto-gimbe-attacco-pd-fallimento-occhiuto.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892909055.PDF tp:ocr§§ La sanità calabrese torna al centro dello scontro politico. A puntare il dito contro il presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, è il Partito democratico, che parla apertamente di un “fallimento politico e amministrativo” alla luce dei dati contenuti nel nono rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale.Secondo i numeri richiamati dal Pd, nel 2025 alla Calabria è stato assegnato un riparto del Fondo sanitario nazionale pari a 2.223 euro pro capite, leggermente superiore alla media nazionale di 2.218 euro. Una disponibilità di risorse che, secondo la lettura dei democratici, non si sarebbe però tradotta in un adeguato livello di servizi.Il dato più preoccupante riguarda i Livelli essenziali di assistenza (Lea): nel monitoraggio 2024 la Calabria avrebbe totalizzato 189 punti su 300, risultando ultima tra le regioni. Particolarmente critica, sempre secondo i dati citati, la situazione dell'assistenza distrettuale e territoriale, dove la Calabria avrebbe ottenuto 52 punti, al di sotto della soglia minima di 60 e risultando l'unica regione classificata come insufficiente.“Numeri che smontano la narrazione di Occhiuto"È proprio sulla distanza tra risorse disponibili e qualità dell'assistenza che il Pd concentra la propria critica. “Appare evidente come quelle risorse non vengano tradotte in servizi reali”, è la posizione espressa dai democratici, che accusano il governatore di proporre attraverso i social e le apparizioni televisive una rappresentazione della sanità calabrese distante dalla quotidianità vissuta da cittadini e operatori.Nel mirino finisce anche la permanenza di Occhiuto nel ruolo di commissario ad acta per la sanità. Per il Pd, i risultati registrati negli ultimi anni rappresenterebbero la certificazione di un bilancio negativo su più fronti.A pesare, nella lettura del partito, sono anche i dati relativi alla salute della popolazione e al personale sanitario. L'aspettativa di vita in Calabria viene indicata in 82,9 anni, al di sotto della media nazionale, mentre il personale sanitario si attesterebbe a 10,4 unità ogni mille abitanti, contro una media italiana di 12,1.Numeri che, secondo il Pd, descrivono un sistema nel quale medici, infermieri e operatori sono costretti a lavorare quotidianamente in condizioni di forte pressione, con organici insufficienti e difficoltà a garantire un'assistenza adeguata.La mobilità sanitaria e i 326,9 milioni di euroAltro capitolo particolarmente delicato è quello della mobilità sanitaria. Nel 2023, secondo i dati citati dal Pd, la Calabria avrebbe registrato un saldo negativo pari a 326,9 milioni di euro.Risorse che, nella lettura dei democratici, rappresentano anche la conseguenza della necessità per molti calabresi di spostarsi fuori regione per ottenere prestazioni e cure che non riescono a trovare sul territorio.“Centinaia di milioni che fuggono dalla nostra regione perché i calabresi sono costretti a emigrare per curarsi”, sostiene il Pd, sottolineando anche i costi indiretti sostenuti dalle famiglie per viaggi, soggiorni e assistenza. Una situazione che, secondo il partito, rischia inoltre di aggravare le disuguaglianze, perché non tutti hanno la possibilità economica di affrontare un percorso di cura lontano da casa.Il caso dei dializzati dello StrettoTra le situazioni portate come esempio dal Pd c'è anche quella di circa trenta pazienti dializzati, nefropatici e trapiantati dell'area dello Stretto, definiti “impropri” nel testo diffuso dal partito.Secondo la denuncia, da mesi questi pazienti incontrerebbero difficoltà nell'inserimento nei turni di dialisi e, quando possibile, sarebbero costretti a ricorrere a turni aggiuntivi in orario notturno, indicativamente tra le 22 e le 2.Una condizione che, sottolinea il Pd, si aggiunge alle già complesse condizioni di salute dei pazienti e che pone nuovamente il tema della capacità del sistema sanitario regionale di garantire continuità e prossimità dell'assistenza.“Basta propaganda, servono risposte”Il Partito democratico chiede quindi un cambio di passo e indica alcune priorit à: un piano straordinario per le assunzioni, misure strutturali per trattenere medici e professionisti sanitari in Calabria, abbattimento delle liste d'attesa e rafforzamento dell'assistenza territoriale e di prossimità.La critica politica si estende anche alla comunicazione del governatore. Il Pd contesta a Occhiuto di continuare a presentare la Calabria come un possibile «laboratorio» e come un esempio per il resto del Paese mentre, secondo i democratici, persistono gravi criticità nell'accesso alle cure.“Il vero coraggio di governare oggi significa smetterla con la realtà virtuale, smettere di raccontarsi che va tutto bene e assumersi la piena responsabilità”, è la conclusione della dura presa di posizione del Pd.La questione sanitaria resta dunque uno dei principali terreni di confronto politico in Calabria. Da una parte la Regione rivendica il percorso di risanamento e le riforme avviate; dall'altra l'opposizione utilizza i dati sui Lea, sul personale e sulla mobilità sanitaria per contestare radicalmente i risultati della gestione commissariale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802892909055.PDF §---§ title§§ Rapporto GIMBE, Codici: “Il diritto alla salute dipende da reddito e CAP” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802961008692.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sardegnagol.eu" del 08 Oct 2026
Per questo Codici chiede al Governo e alle Regioni un finanziamento pubblico adeguato ai bisogni
pubDate§§ 2026-10-08T08:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802961008692.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802961008692.PDF', 'title': 'sardegnagol.eu'} tp:url§§ https://www.sardegnagol.eu/rapporto-gimbe-codici-il-diritto-alla-salute-dipende-da-reddito-e-cap/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rapporto-gimbe-codici-il-diritto-alla-salute-dipende-da-reddito-e-cap tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802961008692.PDF tp:ocr§§ Per questo Codici chiede al Governo e alle Regioni un finanziamento pubblico adeguato ai bisogni--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802961008692.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: "Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803028109239.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sardegnareporter.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "senzalinea.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “È una patologia complessa, multidisciplinare e progressiva”. Non possiamo più considerarla semplicemente come una condizione che si osserva
pubDate§§ 2026-10-08T12:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037509473.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037509473.PDF', 'title': 'senzalinea.it'} tp:url§§ https://www.senzalinea.it/giornale/giornata-nazionale-pcos-pmos-unfer-egoi-non-e-solo-una-malattia-dellovaio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037509473.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) – “È una patologia complessa, multidisciplinare e progressiva”. Non possiamo più considerarla semplicemente come una condizione che si osserva all’ecografia. “Dietro a quella che chiamiamo sindrome dell’ovaio policistico esiste un quadro molto più ampio, che coinvolge il metabolismo, l’endocrinologia, la fertilità e, in determinate condizioni, anche l’uomo. Per questo è importante una giornata nazionale di sensibilizzazione: serve a far comprendere alle pazienti e ai medici che la diagnosi precoce e la prevenzione dei fattori di rischio possono cambiare la storia naturale della malattia”. Così Vittorio Unfer, presidente Egoi-Pcos, The Experts’ Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos-Pmos spiega l’obiettivo della prima Giornata nazionale della sindrome dell’ovaio policistico (Pcos, rinominata di recente Pmos), promossa da Egoi Pcos, che si celebra oggi, 8 ottobre. La sindrome dell’ovaio policistico, condizione che interessa circa una donna su otto in età riproduttiva, è stata progressivamente reinterpretata alla luce delle conoscenze più recenti. Non a caso, l’acronimo Pcos- Polycystic Ovary Syndrome è stato cambiato in Pmos -Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome. “Oggi sappiamo che esiste una componente metabolica molto importante, in particolare legata agli zuccheri e all’insulina – spiega Unfer – L’ovaio, quindi, può essere considerato più una ‘vittima’ che il protagonista della sindrome. Come Egoi siamo andati anche oltre alla denominazione tradizionale, perché riteniamo che alcuni elementi endocrino-metabolici e familiari della sindrome possano avere anche un corrispettivo maschile, che stiamo studiando. Per questo proponiamo di parlare di sindrome endocrino-metabolica: eliminare il riferimento esclusivo all’ovaio e sottolineare la componente endocrino-metabolica consente di inquadrare meglio la patologia e di costruire un percorso diagnostico e terapeutico più razionale”. Nelle famiglie in cui è presente una ragazza con questa sindrome, “anche i fratelli possono presentare gli stessi fattori di rischio: una maggiore probabilità di sviluppare diabete, patologie cardiometaboliche e insulino-resistenza – chiarisce l’esperto – Da alcuni anni, insieme al professor Calogero, andrologo che insegna Endocrinologia all’Università di Catania, stiamo caratterizzando l’aspetto maschile della sindrome. Negli uomini possono essere presenti una maggiore alopecia androgenetica, alterazioni della distribuzione dei peli e problemi di fertilità, tra cui l’oligospermia, in un certo senso corrispondente all’anovulazione cronica che osserviamo nella donna”. È importante riconoscere precocemente alcuni segnali. “Quando, superata la prima fase fisiologica dopo il menarca, persistono importanti irregolarità mestruali come cicli molto distanziati o periodi prolungati di amenorrea, soprattutto se associate a segni di iperandrogenismo, è opportuno rivolgersi al medico – avverte Unfer – È importante che il medico abbia una preparazione specifica: deve raccogliere un’accurata anamnesi, eseguire un buon esame obiettivo, prescrivere gli esami appropriati e saper interpretare l’ecografia, che in età adolescenziale non è sempre semplice da valutare. L’obiettivo è riconoscere precocemente una ragazza a rischio di sviluppare la sindrome in età fertile e intervenire prima che la condizione si manifesti pienamente”. “La sindrome – rimarca – ha una predisposizione genetica, ma l’aumento di peso, la sedentarietà e una cattiva alimentazione possono favorirne l’espressione clinica e aggravare il quadro endocrino-metabolico. Per questo abbiamo elaborato, come Egoi, un decalogo della prevenzione”, che viene diffuso in occasione della prima Giornata nazionale della sindrome dell’ovaio policistico. Tra le iniziative c’è anche il servizio dell’Help Desk Egoi, accessibile dal sito egoi.it, con gli esperti che rispondono gratuitamente alla popolazione. Sul territorio sono comunque presenti 9 ambulatori dedicati. Il decalogo invita a: conoscere la sindrome e i suoi segnali; ricordar e che non riguarda soltanto le ovaie; non affidare la diagnosi alla sola ecografia; ricorrere a un approccio multidisciplinare; rivolgersi a professionisti esperti; controllare la salute metabolica; prestare attenzione ad alimentazione, movimento e sonno; non trascurare il benessere psicologico; ricordare che Pmos non significa infertilità; considerare, infine, che ogni donna è diversa e anche il trattamento deve esserlo. “Oltre all’alimentazione e all’attività fisica per il mantenimento di un corretto peso corporeo – evidenzia l’esperto – sul fronte terapeutico ci sono interventi non farmacologici come il mio-inositolo, che può contribuire a migliorare la sensibilità all’insulina e la risposta all’Fsh. Sul fronte farmacologico è importante chiarire che la pillola contraccettiva non cura la sindrome, ma può avere un ruolo nel controllo di alcuni sintomi”. Inoltre, le “punturine” contro l’obesità, di cui si parla moltissimo, “possono rappresentare un’opportunità terapeutica – afferma Unfer – ma è necessario fare attenzione perché agiscono sul sistema Glp-1 hanno un ruolo nella gestione dell’obesità e, in determinate condizioni, del sovrappeso associato a comorbidità. Non devono diventare una scorciatoia, ma un modo per acquisire adeguati stili di vita. Inoltre – precisa – per le donne in età fertile è particolarmente importante il tema della contraccezione e della pianificazione della gravidanza perché questi farmaci non sono indicati in gravidanza e richiedono quindi un’attenta pianificazione preconcezionale”. In generale, anche in altre specialità mediche, “la tendenza è di non vedere più soltanto la singola patologia, ma la singola persona – sottolinea Unfer – Qualche giorno fa abbiamo partecipato a Cagliari, come società scientifica, all’iniziativa Fism for People”, il progetto promosso dalla Federazione delle società medico-scientifiche italiane che ha l’obiettivo di portare la prevenzione sempre più vicino ai cittadini attraverso un modello di sanità di prossimità. “Credo che Fism stia svolgendo un lavoro importante, perché rappresenta un vero punto di collegamento tra le società scientifiche, i medici e il mondo politico. È qualcosa che mancava. Serve una voce comune e, quando questa voce è forte, può avere un peso importante: Fism rappresenta ormai quasi 300 società scientifiche italiane, un numero molto significativo di professionisti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)Potrebbe piacerti anche Assicurazioni, Oddone (Alleanza): “Proteggersi prima per investire meglio” Assicurazioni, Ghinfanti (Alleanza): “Consulenti aiutano a rimettere futuro nel verso giusto” Giornata della vista, Bayer: “Proteggere occhi riduce peso cure malattie retiniche” Real Madrid, ancora una rissa. Dalla Spagna: “Due giocatori si sono picchiati” Esplosione in un’officina a Roma: morto un operaio, indagini in corsoShare this Article Facebook TwitterEmail StampaPrevious Article Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” Next Article Alcaraz: “Elezioni in Spagna? Potrei essere in finale di Coppa Davis…” tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803037509473.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803040809366.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "shmag.it" del 08 Oct 2026
(Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,
pubDate§§ 2026-10-08T11:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803040809366.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803040809366.PDF', 'title': 'shmag.it'} tp:url§§ https://www.shmag.it/italia-mondo/08_10_2026/report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=report-gimbe-fism-misure-ministero-per-rafforzare-ssn-diventino-accesso-e-prossimita tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803040809366.PDF tp:ocr§§ (Adnkronos) - “Il 9° Rapporto Gimbe richiama criticità che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Accanto a queste, vanno valorizzate le misure promosse dal ministero della Salute per rafforzare prevenzione, personale e servizi. La priorità è tradurle in risposte concrete per i cittadini, con cure accessibili, tempestive e appropriate”. Così, in una nota, la Fism,--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803040809366.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803026009330.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "spotandweb.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "stampareggiana.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "statoquotidiano.it" del 08 Oct 2026
"I numeri non mentono e il "buco" della Regione Puglia in tema di salute non proviene da una mala gestione di Emiliano o di Decaro"
pubDate§§ 2026-10-08T10:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802917109133.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802917109133.PDF', 'title': 'statoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.statoquotidiano.it/08/10/2026/sanita-in-puglia-capone-il-buco-non-e-mala-gestione/1355582/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802917109133.PDF tp:ocr§§ Iscriviti al canale WhatsappBALLON D'ESSAICALEMBOURIscriviti al canale WhatsappFoggiaManfredoniaCronacaPoliticaSportEventiSan SeveroCerignolaHome // Medicina // Sanità in Puglia, Capone: «Il “buco” non è mala gestione, il Governo ha tolto 18,8 miliardi alle Regioni»Sanità in Puglia, Capone: «Il "buco" non è mala gestione, il Governo ha tolto 18,8 miliardi alle Regioni» - Fonte Immagine: Facebook, Loredana CaponeLASCIA UN COMMENTO«I numeri non mentono». È da questa premessa che Loredana Capone, consigliera regionale della Puglia e presidente della V Commissione, interviene sul tema del finanziamento della sanità pubblica e sulle difficoltà che stanno interessando il Servizio sanitario nazionale, dalle liste d’attesa alla carenza di medici.Secondo Capone, le criticità del sistema sanitario pugliese non sarebbero riconducibili a una presunta cattiva gestione regionale, ma soprattutto alle scelte compiute a livello nazionale sul finanziamento della sanità. Un’analisi che la consigliera attribuisce alla Fondazione Gimbe e al suo 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale.«I numeri non mentono e il “buco” della Regione Puglia in tema di salute non proviene da una mala gestione di Emiliano o di Decaro, ma dalla scelta del governo Meloni di non investire abbastanza in sanità riducendone progressivamente il peso rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese. E non lo dice il Pd o Loredana Capone, ma la Fondazione Gimbe attraverso il suo 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale», afferma la presidente della V Commissione.Il riferimento è alla stima secondo cui, tra il 2023 e il 2026, il Fondo sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più se il rapporto tra finanziamento del Servizio sanitario nazionale e Pil fosse rimasto ai livelli del 2022.«Non è un taglio nominale del Fondo, che è cresciuto, ma una progressiva riduzione del peso della sanità rispetto alla ricchezza del Paese. Quello che il Gimbe definisce un “taglio invisibile”», sottolinea Capone.Secondo la consigliera regionale, le conseguenze di questa dinamica ricadono direttamente sui sistemi sanitari regionali, chiamati a garantire servizi sempre più difficili da sostenere. Tra le criticità evidenziate ci sono anche le difficoltà degli ospedali nel trattenere e attrarre professionisti sanitari.Un altro elemento indicato da Capone riguarda la formazione dei medici specialisti. Dei 15.503 posti disponibili per le nuove specializzazioni, circa uno su quattro non sarebbe stato assegnato. Una situazione che, secondo la consigliera, sarebbe legata anche alle maggiori opportunità offerte dal settore privato, dove le condizioni economiche risultano più attrattive.«Perché per i giovani medici diventano più attrattive le specializzazioni che offrono maggiori opportunità nel settore privato dove gli stipendi sono più alti», osserva Capone.La consigliera guarda con scetticismo anche all’incremento previsto delle retribuzioni dei medici.«Quindi c’è poco da esultare per l’aumento fino a 560 euro mensili in busta paga per i medici dal 2027. È una misura che fa il paio con il taglio temporaneo delle accise sui carburanti che, come abbiamo visto, non ha prodotto benefici», sostiene.Per Capone, serve quindi un cambio di rotta nelle politiche di finanziamento della sanità.«È urgente un cambio di rotta. Dietro quei 18,8 miliardi in meno si sono le liste d’attesa, i pronto soccorso al collasso e i cittadini che, spinti a rivolgersi al privato, rinunciano a curarsi», afferma.La presidente della V Commissione richiama quindi anche la richiesta avanzata dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, di aumentare di oltre 18 miliardi di euro il Fondo sanitario nazionale.«Ora si capisce bene perché il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fe driga, ha chiesto al Governo un incremento di oltre 18 miliardi del Fondo sanitario nazionale: è una somma che corrisponde quasi esattamente al buco che il Governo ha fatto creare alle Regioni in questi quattro anni, dal 2022 a oggi. Per questo la richiesta deve essere soddisfatta», sostiene Capone.La consigliera regionale conclude contestando quello che definisce uno “scaricabarile” tra istituzioni, soprattutto in vista della prossima campagna elettorale.«Lo scaricabarile tra istituzioni è inaccettabile. Nessuno può pensare che, in vista della campagna elettorale, si faccia passare per buco delle Regioni quello che è invece un mancato finanziamento da parte dello Stato».CommentoSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.?Stato Donna è l'inserto di Stato Quotidiano che parla al femminile. Con decine di storie e volti di donne che raccontano il mondo attuale."L'INFORMAZIONE LIBERA DELLA CAPITANATA ED OLTRE (DAL 2009)"Registrazione al tribunale di Foggia n°28 del 05.10.2009REDAZIONECODICE ETICOPRIVACY POLICYCONTATTIVuoi segnalare un problema nella tua città?AnonimoManfredoniaFoggiaSan SeveroLuceraCerignolaGarganoPrima PaginaPrimo PianoCronacaScienza e tecnologiaMedicinaEconomiaLavoroFocus e InchiesteIl FogliettoStorie e ProfiliStato SportAttualitàModaViaggiEventiCinemaSpettacoliSalute e BenessereStato DonnaPubblicitàSegnalazioniMeteoStato TVRedazioneScriveteciCompila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.LASCIA UN COMMENTO tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802917109133.PDF §---§ title§§ Nuovo Ospedale della Sibaritide, solo 9 ambulatori su 22 operativi. Madeo: “non sia stato uno spot elettorale” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886508863.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "strettoweb.com" del 08 Oct 2026
La vicepresidente della Commissione Sanità Rosellina Madeo chiede di accelerare il completamento della struttura e il trasferimento di personale e...
pubDate§§ 2026-10-08T09:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886508863.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886508863.PDF', 'title': 'strettoweb.com'} tp:url§§ https://www.strettoweb.com/2026/10/nuovo-ospedale-della-sibaritide-solo-9-ambulatori-su-22-operativi-madeo-non-sia-stato-uno-spot-elettorale/2156654/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886508863.PDF tp:ocr§§ “Accelerare sull’attivazione di tutti gli ambulatori e sulla piena operatività del Nuovo Ospedale della Sibaritide. In un panorama di tagli e di liste d’attesa improponibili, certificate in queste ore dalla Fondazione Gimbe che parla di oltre 18miliardi di riduzione della spesa sull’assistenza sanitaria nel nostro Paese, il nuovo ospedale costituisce una reale speranza per il bisogno di salute del territorio. Pertanto, dopo il taglio del nastro per i nuovi ambulatori – al momento solo 9 operativi sui 22 previsti – e il comprensibile entusiasmo iniziale, adesso si deve pensare ad ultimare e a rendere pienamente funzionante l’intera struttura. Spenti i riflettori e le telecamere, il processo di conclusione dell’ospedale e di trasferimento non si deve arrestare. Si agisca con metodo, approccio scientifico e buon senso affinché la giornata dell’inaugurazione non sia stata uno spot elettorale e uno strumento per mettere a tacere perplessità e critiche fondate, ma un punto d’inizio per restituire ai cittadini di tutto il territorio il sacrosanto diritto alla salute”. Lo afferma in una nota l’Avv. Rosellina Madeo, Vicepresidente della Commissione Sanità.“É adesso che arriva il momento più delicato, più complesso che costruire la struttura stessa. Ora c’è la fase di trasferimento dei macchinari e del capitale umano: medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Questo passaggio deve essere fatto con la massima cura e velocità affinché i reparti ancora attivi nei due spoke delle aree urbane di Corigliano e Rossano non vengano depotenziati ai danni dei pazienti e quelli attivati a Insiti non siano a mezzo servizio per carenza di sanitari. D’altronde, il personale quello è. La transizione deve essere fatta con la massima cura e serietà per non creare disagi né all’utenza né al personale sanitario”.Iscrivendoti dichiari di aver preso visione delle condizioni generali del servizio.© 2026 StrettoWeb - Editore Socedit srl - P.iva/CF 02901400800 tp:writer§§ Ilaria Calabrò guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802886508863.PDF §---§ title§§ Report Gimbe, Fism: “Misure ministero per rafforzare Ssn diventino accesso e prossimità” – TELELASER.TV link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803055509477.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "telelaser.tv" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "telelaser.tv" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "telemia.it" del 08 Oct 2026
Nuovo ospedale della Sibaritide, Madeo: “Accelerare sull’attivazione degli ambulatori”
pubDate§§ 2026-10-08T09:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883708963.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883708963.PDF', 'title': 'telemia.it'} tp:url§§ https://www.telemia.it/nuovo-ospedale-della-sibaritide-madeo-accelerare-sullattivazione-degli-ambulatori/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883708963.PDF tp:ocr§§ TelemiaTelemia, la tv crossmediale a portata di click. Cronaca, politica, economia, cultura e sport dalla Calabria in tempo reale.Dei 22 ambulatori previsti solo 9 sono operativi. Metodo e velocità per non disperdere personale e creare disagi ai cittadiniContinua....Accelerare sull’attivazione di tutti gli ambulatori e sulla piena operatività del Nuovo Ospedale della Sibaritide. In un panorama di tagli e di liste d’attesa improponibili, certificate in queste ore dalla Fondazione Gimbe che parla di oltre 18miliardi di riduzione della spesa sull’assistenza sanitaria nel nostro Paese, il nuovo ospedale costituisce una reale speranza per il bisogno di salute del territorio.Pertanto, dopo il taglio del nastro per i nuovi ambulatori – al momento solo 9 operativi sui 22 previsti – e il comprensibile entusiasmo iniziale, adesso si deve pensare ad ultimare e a rendere pienamente funzionante l’intera struttura. Spenti i riflettori e le telecamere, il processo di conclusione dell’ospedale e di trasferimento non si deve arrestare. Si agisca con metodo, approccio scientifico e buon senso affinché la giornata dell’inaugurazione non sia stata uno spot elettorale e uno strumento per mettere a tacere perplessità e critiche fondate, ma un punto d’inizio per restituire ai cittadini di tutto il territorio il sacrosanto diritto alla salute.É adesso che arriva il momento più delicato, più complesso che costruire la struttura stessa. Ora c’è la fase di trasferimento dei macchinari e del capitale umano: medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Questo passaggio deve essere fatto con la massima cura e velocità affinché i reparti ancora attivi nei due spoke delle aree urbane di Corigliano e Rossano non vengano depotenziati ai danni dei pazienti e quelli attivati a Insiti non siano a mezzo servizio per carenza di sanitari. D’altronde, il personale quello è. La transizione deve essere fatta con la massima cura e serietà per non creare disagi né all’utenza né al personale sanitario.Avv. Rosellina MadeoVicepresidente della Commissione SanitàTelemiaTelemia, la tv crossmediale a portata di click. Cronaca, politica, economia, cultura e sport dalla Calabria in tempo reale.Telemia | Media Società Cooperativa Arl Copyright | 2026 © Tutti i diritti riservati | Newspaperup di Themeansar.This is an example widget to show how the Header Toggle Sidebar looks by default. You can add custom widgets from the widget in the admin. tp:writer§§ Raffaella Silvestro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802883708963.PDF §---§ title§§ SANITÀ IN CALABRIA: IL FALLIMENTO POLITICO E AMMINISTRATIVO DEL PRESIDENTE/COMMISSARIO OCCHIUTO - Telemia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802902108971.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "telemia.it" del 08 Oct 2026
SANITÀ IN CALABRIA: IL FALLIMENTO POLITICO E AMMINISTRATIVO DEL PRESIDENTE/COMMISSARIO OCCHIUTO
pubDate§§ 2026-10-08T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802902108971.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802902108971.PDF', 'title': 'telemia.it'} tp:url§§ https://www.telemia.it/sanita-in-calabria-il-fallimento-politico-e-amministrativo-del-presidente-commissario-occhiuto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802902108971.PDF tp:ocr§§ TelemiaTelemia, la tv crossmediale a portata di click. Cronaca, politica, economia, cultura e sport dalla Calabria in tempo reale.Il Partito Democratico richiama i dati del Rapporto Gimbe su LEA, personale, mobilità sanitaria e assistenza territoriale e chiede risposte immediate.Continua....I numeri parlano chiaro e inchiodano il presidente Roberto Occhiuto alle sue responsabilità politiche e istituzionali. Nel 2025 alla Calabria è stato assegnato un riparto del Fondo sanitario nazionale pari a 2.223 euro pro capite, una cifra superiore alla media nazionale (2.218 euro). Eppure, nonostante risorse pro capite più alte, la Calabria è ultima in Italia per i Livelli essenziali di assistenza (LEA), con appena 189 punti su 300 nel monitoraggio del 2024 ed è l’unica regione insufficiente nell’assistenza distrettuale e territoriale con soli 52 punti a fronte di una soglia minima di 60. Questo il bilancio impietoso presentato ieri, alla Camera dei deputati, nel 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale. Appare evidente come quelle risorse non vengano tradotte in servizi reali. I calabresi vivono sulla propria pelle i disservizi e le emergenze quotidiane, con una realtà ben diversa da quella presentata nei reel social di Occhiuto, che ormai è commissario ad acta per la Sanità da ben 5 anni. I numeri certificano un fallimento totale su tutti i fronti, il quadro del rapporto GIMBE smonta ogni narrazione autocelebrativa.Ma c’è di più! L’aspettativa di vita in Calabria si ferma a 82,9 anni, al di sotto della media nazionale. Il personale sanitario è ridotto all’osso: 10,4 unità ogni 1.000 abitanti contro le 12,1 della media italiana, con medici e infermieri costretti a operare in trincea in condizioni disperate e con organici ridotti al lumicino. A questo sfacelo si unisce il salasso della mobilità sanitaria: nel 2023 la Calabria ha registrato un saldo negativo di ben 326,9 milioni di euro. Centinaia di milioni che fuggono dalla nostra regione perché i calabresi sono costretti a emigrare per curarsi, pagando di tasca propria viaggi e soggiorni e chi non può permetterselo rinuncia alle cure.E mentre la sanità calabrese affonda, Occhiuto continua a girare l’Italia e le trasmissioni televisive per presentare il suo libro e tentare la scalata politica personale, azzardando l’indegna definizione della Calabria come “laboratorio” ed esempio per il Paese. È una propaganda intollerabile che calpesta la dignità dei calabresi che non hanno garantito il diritto a essere assistiti e curati e di chi lavora negli ospedali. Il “coraggio di governare”, che Occhiuto sbandiera nei suoi reel e nei circuiti mediatici, non è altro che la sfacciataggine di chi rifiuta di guardare in faccia la realtà. Il presidente spenga lo smartphone, scenda dai palchi e inizi a frequentare i pronto soccorso, le strutture delle aree interne e i presidi territoriali abbandonati, dove il personale sanitario fa i miracoli per supplire all’assenza totale di programmazione della sua giunta. Sono mesi, ad esempio, che trenta dializzati cosiddetti impropri, nefropatici, trapiantati della Città dello Stretto, sono costretti a vagare, quando non riescono ad essere inseriti in turni aggiuntivi notturni ospedalieri (tra le 22 della tarda sera e le 2 del mattino). Un disagio che si aggiunge alle loro già quotidiane precarie condizioni di salute.La Calabria pretende risposte immediate: un piano straordinario per le assunzioni, misure strutturali per trattenere i medici, l’abbattimento delle liste d’attesa e la garanzia dell’assistenza di prossimità. Il Partito Democratico continuerà a denunciare senza sconti questo fallimento politico e amministrativo. Presidente Occhiuto, il vero coraggio di governare oggi significa una sola cosa: smetterla con la realtà virtuale, smettere di raccontarsi che va tutto bene, e assumersi la piena e totale responsabilità di questo disastro sanitario, rispondendo di fronte ai calabresi del peggioramento registrato su tutti i fronti.TelemiaTelemia, la tv crossmediale a portata di click. Cronaca, politica, economia, cultura e sport dalla Calabria in tempo reale.Telemia | Media Società Cooperativa Arl Copyright | 2026 © Tutti i diritti riservati | Newspaperup di Themeansar.This is an example widget to show how the Header Toggle Sidebar looks by default. You can add custom widgets from the widget in the admin. tp:writer§§ Raffaella Silvestro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802902108971.PDF §---§ title§§ Sanità regionale: il conto dei gettonisti lievita del 45 per cento, in un anno spesi oltre 25 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803062509727.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "triesteprima.it" del 08 Oct 2026
Il nuovo rapporto GIMBE fotografa luci e ombre del sistema regionale: migliorano i livelli essenziali di assistenza, ma gli ospedali ottengono risultati meno brillanti. Il Fvg figura tra i territori con più dipendenti sanitari in rapporto agli abitanti
pubDate§§ 2026-10-08T14:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803062509727.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803062509727.PDF', 'title': 'triesteprima.it'} tp:url§§ https://www.triesteprima.it/salute/sanita-fvg-rapporto-gimbe-2026.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803062509727.PDF tp:ocr§§ Raccontiamo la tua città ogni giorno, con una redazione sul territorio. La pubblicità ci permette di offrire gratuitamente gran parte del nostro lavoro: scegli come continuare a leggerci.Niente pubblicità e un sostegno diretto al nostro lavoro, al prezzo di un caffè al mese.L'app è gratuita: segui la tua città ovunque, sempre a portata di mano.Hai già un account? AccediIl nuovo rapporto Gimbe fotografa luci e ombre del sistema del Friuli Venezia Giulia: migliorano i livelli essenziali di assistenza, ma gli ospedali ottengono risultati meno brillanti. Figuriamo tra i territori con più dipendenti sanitari in rapporto agli abitantiIl conto per il personale sanitario esterno si fa sempre più salato in Friuli Venezia Giulia. In un solo anno il valore dei contratti per la fornitura di medici e infermieri è passato da 17,72 a 25,61 milioni di euro, con un aumento del 44,5 per cento. Quasi 8 milioni in più rispetto ai 12 mesi precedenti. È uno dei dati più significativi che emergono dal nono Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato il 7 ottobre alla Camera dei deputati. Una fotografia che mette in luce le contraddizioni della sanità regionale: da una parte il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza e una dotazione di personale relativamente elevata, dall'altra il ricorso crescente ai professionisti esterni e risultati ancora disomogenei tra ospedali, prevenzione e servizi territoriali.A certificare l'incremento sono i dati dell'Autorità nazionale anticorruzione, ripresi dalla Fondazione Gimbe nel capitolo dedicato al personale sanitario. Nel 2024 il valore dei contratti per i servizi di fornitura di personale in Friuli Venezia Giulia ammontava a 17,72 milioni di euro. Nel 2025 ha raggiunto i 25,61 milioni, con una crescita di 7,89 milioni. Si tratta dei contratti attraverso i quali le strutture sanitarie ricorrono a professionisti forniti da operatori esterni, un sistema comunemente associato al fenomeno dei cosiddetti ‘gettonisti’. Gli importi indicano il valore dei contratti rilevati dall'Anac, non necessariamente le somme già liquidate. Il fenomeno riguarda l'intero Paese, ma con differenze territoriali considerevoli. Nel 2025 il valore nazionale di questi contratti ha superato i 568 milioni di euro, il 15 per cento in più rispetto all'anno precedente. Il Friuli Venezia Giulia è tra le nove regioni in cui gli importi sono cresciuti, mentre in altre otto si sono ridotti.Il dato assume particolare interesse se confrontato con gli organici del sistema sanitario regionale. Secondo il Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, nel 2024 il Friuli Venezia Giulia contava 20 mila e 795 dipendenti, considerando sia il personale sanitario sia le altre categorie di personale delle strutture. Rapportando gli organici alla popolazione, la regione figura tra i territori con la maggiore dotazione di dipendenti del Servizio sanitario pubblico. La media nazionale si ferma a 12,1 addetti ogni mille abitanti, mentre il Friuli Venezia Giulia rientra nelle prime cinque posizioni insieme a Valle d'Aosta e alle Province autonome di Trento e Bolzano, con un punteggio di 17,4. Avere un numero relativamente elevato di dipendenti, tuttavia, non esclude carenze in specifiche specialità o servizi. La consistenza complessiva degli organici non permette infatti di stabilire se il personale sia distribuito in modo adeguato tra ospedali e territorio, né di misurare le difficoltà nel coprire determinati turni.Il rapporto analizza anche la capacità delle Regioni di garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve assicurare ai cittadini. Sulla base dei dati 2024 del Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute, il Friuli Venezia Giulia ottiene complessivamente 248 punti su 300, collocandosi al nono posto nella graduatoria elaborata da Gimbe. Il risultato segna un miglioramento di 13 punti rispetto al 2023, quando il punteggio si fermava a 235. La distanza dalle reg ioni ai vertici rimane però significativa: il Veneto raggiunge 288 punti, l'Emilia-Romagna 282 e la Toscana 280. La Lombardia si attesta a 270 punti. Il Friuli Venezia Giulia supera invece Puglia, Marche, Lazio e Abruzzo, oltre alle regioni che occupano le posizioni successive della classifica.A rendere più interessante il quadro sono le differenze tra i tre settori presi in esame. Nella prevenzione, che comprende gli interventi di sanità pubblica, il Friuli Venezia Giulia raggiunge 88 punti su 100. Nell'assistenza distrettuale, che riguarda i servizi territoriali, arriva a 85. Il risultato più basso si registra nell'area ospedaliera, con 75 punti, 13 in meno rispetto alla prevenzione. Nella classifica Gimbe, che considera anche i pari merito, la regione occupa rispettivamente il sesto, il quinto e il nono posto nelle tre aree. Il Friuli Venezia Giulia risulta adempiente in tutti e tre gli ambiti del Nuovo Sistema di Garanzia, superando la soglia minima di 60 punti. Il rapporto avverte però che il rispetto degli indicatori non garantisce automaticamente a ogni cittadino un accesso tempestivo alle prestazioni. Anche una regione formalmente adempiente può presentare criticità, per esempio nella disponibilità dei servizi o nei tempi necessari per ottenere una visita.Tra i dati che riguardano il futuro del sistema sanitario c'è anche quello relativo alla formazione dei medici di medicina generale. Secondo i dati della Fimmg riportati dal rapporto, per il corso 2026-2029 in Friuli Venezia Giulia le candidature sono il doppio delle borse finanziate: 80 partecipanti al bando a fronte di 40 posti. È un segnale di interesse per il percorso formativo, ma da leggere con cautela: la stessa Fimmg avverte che l'aumento delle domande potrebbe dipendere anche dal maggior numero di laureati e dalla sovrapposizione con il concorso per le scuole di specializzazione. Il numero delle candidature non corrisponde inoltre a quello dei professionisti che completeranno la formazione e poi entreranno in servizio. Esiste una difficoltà più ampia, documentata da Gimbe a livello nazionale: tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale è diminuito di 5 mila e 197 unità, pari al 12,4 per cento. Il Friuli Venezia Giulia non fa eccezione, e in alcuni indicatori sta peggio della media. Tra il 2019 e il 2024 la regione ha perso il 14,7 per cento dei medici di famiglia, una riduzione più marcata di quella nazionale. Al primo di gennaio 2025 ogni medico aveva in media 1.473 assistiti, contro una media italiana di 1.383: è il quarto valore più alto del Paese, dopo Lombardia (1.533), Veneto (1.526) e Provincia autonoma di Bolzano (1.525). Prendendo come riferimento un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima che in regione ne manchino 156, il decimo dato più alto tra le regioni.Scegli TriestePrima come fonte preferita su Google NewsLeggi tutte le inchieste e gli approfondimentiVuoi navigare senza pubblicità ? Scopri come fare© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803062509727.PDF §---§ title§§ Sanità Puglia, affondo dem dopo report GIMBE: “Dal Governo tagli invisibili per 18 miliardi” - trmtv link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803024309341.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "trmtv.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "tuttoatalanta.com" del 08 Oct 2026
Dalla sosta arrivano segnali incoraggianti per Sarri: le punte nerazzurre brillano in Nazionale alla vigilia della ripresa del campionato.
pubDate§§ 2026-10-08T05:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803088806902.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803088806902.PDF', 'title': 'tuttoatalanta.com'} tp:url§§ https://www.tuttoatalanta.com/rassegna-stampa/pagina-eco-bergamo-belle-notizie-punte-nazionale-139524 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803088806902.PDF tp:ocr§§ Ecco le notizie principali della prima pagina dell'edizione cartacea de "L'Eco di Bergamo" in edicola oggi:ATALANTA"Belle notizie dalle punte in Nazionale"Atalanta – Bergamo. Scamacca e Krstovic in gol, buoni segnali da Cdk, Raspadori bene (anche se ko): belle notizie per Sarri in vista della ripresa di Serie A.Il quotidiano cittadino chiude la sosta con un bilancio che sorride all'attacco nerazzurro, accompagnato da una foto di gioco: i gol di Scamacca e Krstovic, i segnali di De Ketelaere e la buona prova di Raspadori, frenata soltanto dall'infortunio, consegnano al tecnico un reparto offensivo ritrovato proprio quando il campionato sta per ripartire.APERTURA"Vacilla il diritto alla salute Cure, desistono in 6 milioni"L'allarme del Gimbe – Il Fondo sanitario cresce nominalmente, ma si assottiglia se viene rapportato al Pil. Contratto medici ospedalieri: aumenti e maggior sicurezzaIl rapporto del Gimbe accende un faro sulla tenuta del servizio sanitario: sono sei milioni le persone che rinunciano a curarsi, mentre le risorse crescono soltanto sulla carta. Sullo sfondo, il nuovo contratto dei medici ospedalieri porta aumenti e più sicurezza.DI SPALLAIn alto, quattro richiami tra Medio Oriente, Quirinale, Nobel e spettacolo; la colonna di destra torna poi sulla cronaca del territorio."Padre Neuhaus «Il male non avrà l'ultima parola»"Medio OrienteDal Medio Oriente una voce di speranza, mentre uno dei commenti di colonna torna sul 7 ottobre."Grazia all'orafo che uccise due rapinatori"Dal QuirinaleIl Colle chiude con un atto di clemenza una dolorosa vicenda giudiziaria."Nobel agli studi di Kagan e Soai sulle molecole"ChimicaIl riconoscimento più prestigioso premia la ricerca sulle molecole."«Io, Quasimodo dal 2002: ancora mi emoziono»"Giò Di TonnoL'interprete racconta l'emozione intatta di un ruolo che porta in scena da oltre vent'anni.Lungo la colonna di destra, la provincia tra emergenze, lutti, sanità e viabilità."Venti alloggi non agibili Presidi contro gli sciacalli"Borgo S. CaterinaNel quartiere ferito venti appartamenti restano inagibili e scattano i presidi contro gli sciacalli, come racconta la foto di un interno devastato."Muore a 35 anni la pallavolista Stefania Corna"BoltiereUna notizia che colpisce al cuore lo sport locale: è il lutto della pallavolo bergamasca per Stefania Corna."Prematuri operati senza il bisturi"Al «Papa Giovanni»Una tecnica innovativa a tutela dei pazienti più fragili."Via il semaforo I lavori nel 2027"MartinellaCambia la viabilità, ma per i cantieri bisognerà attendere."Caccia all'uranio Parla l'analista"Miniera di NovazzaTorna d'attualità la vicenda dell'uranio, con la lettura di un esperto.DI TAGLIO MEDIOLa fascia centrale alterna la sanità di prossimità e una brutta storia di truffe ai danni degli anziani."La Casa di comunità nel cuore di Ponte"Servizi sanitari. Rigenerazione urbana e medicina di prossimità s'incontrano nel cuore di Ponte San Pietro. Dopo 15 anni, l'ex palazzo Inam torna a vivere come Casa e Ospedale di Comunità. Da qui è partita la giornata di inaugurazioni dell'Asst Bergamo Ovest, alla presenza dell'assessore regionale Guido Bertolaso. Inaugurati anche le Casa di Comunità di Calusco d'Adda e Zanica, Casa Camilla a Suisio, l'Ospedale di Comunità di Romano di Lombardia e Pronto soccorso, Terapia intensiva e Ospedale di Comunità di Treviglio.La grande foto mostra il palazzo rinato e la folla dell'inaugurazione: un contrappunto locale all'allarme sulla sanità che apre la pagina."Truffe agli anziani Preso il «poliziotto»"Arrestato anche il complice – Villa d'Almè. La truffa è iniziata con una telefonata. E, con la scusa di c ontrollare la carta d'identità, due individui hanno portato via i gioielli di famiglia a una coppia di anziani a Villa d'Almè. I truffatori sono stati rintracciati dalla polizia di Stato e arrestati.Una vicenda che si chiude con le manette, ma che conferma quanto restino esposte le persone più fragili.DI TAGLIO BASSOLa fascia bassa, dove trova posto anche il box sulle punte nerazzurre, porta in pagina arte, città e libri."Enea Salmeggia la naturalezza artistica del sacro"Mostra – Albino. Dal 10 ottobre al 13 dicembre la chiesa di San Bartolomeo ospita la mostra. Un'occasione per ammirare opere poco viste e restaurate.La foto di un dipinto esposto anticipa un viaggio nell'arte sacra."Meno asfalto più alberi e spazi alle bici"Via Ghislandi – Bergamo. La Giunta ha approvato il progetto di riqualificazione di via Ghislandi. Arriverà del verde al posto dell'asfalto e una pista ciclabile.La foto della via accompagna un progetto che punta su verde e mobilità dolce."Voci d'autore «Nella lettura spazi di libertà»"Librai per un anno – Bergamo. Gli incontri iniziano domani con il sold out di Dandini. In programma Gentiloni, Aime, Calabresi, Bergonzoni, Bruni, Recalcati e Riotta.La rassegna, presentata nella foto di gruppo, porta in città grandi firme della cultura.RICHIAMI ED EDITORIALIIn colonna, due commenti tra il Medio Oriente a tre anni dal 7 ottobre e le disuguaglianze sociali."Onda d'urto allargata al mondo"Il 7 ottobreDopo tre anni di stragi e analisi infinite, resta impossibile capire che cosa sperasse di ottenere Yahya Sinwar, capo di Hamas nella Striscia di Gaza, organizzando l'attacco del 7 ottobre 2023, in cui i terroristi uccisero 859 civili e 274 militari israeliani e sequestrarono 251 persone."Favorire il lavoro sul resto"DisuguaglianzeLe proteste in Francia e le manifestazioni in Spagna hanno riacceso il dibattito sulle disuguaglianze: l'elemento comune è la richiesta di un maggiore intervento pubblico, dalle scuole migliori alle case accessibili, e il commento mette a confronto le due posizioni che si fronteggiano.© Riproduzione Riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803088806902.PDF §---§ title§§ Sanità friulana, il conto dei gettonisti lievita del 45%: oltre 25 milioni in un anno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803048909543.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "udinetoday.it" del 08 Oct 2026
Il nuovo rapporto GIMBE fotografa luci e ombre del sistema regionale: migliorano i livelli essenziali di assistenza, ma gli ospedali ottengono risultati meno brillanti. Il Fvg figura tra i territori con più dipendenti sanitari in rapporto agli abitanti
pubDate§§ 2026-10-08T13:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803048909543.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803048909543.PDF', 'title': 'udinetoday.it'} tp:url§§ https://www.udinetoday.it/salute/sanita-fvg-rapporto-gimbe-2026.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803048909543.PDF tp:ocr§§ Il conto per il personale sanitario esterno si fa sempre più salato in Friuli Venezia Giulia. In un solo anno il valore dei contratti per la fornitura di medici e infermieri è passato da 17,72 a 25,61 milioni di euro, con un aumento del 44,5 per cento. Quasi 8 milioni in più rispetto ai 12 mesi precedenti. È uno dei dati più significativi che emergono dal nono Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato il 7 ottobre alla Camera dei deputati. Una fotografia che mette in luce le contraddizioni della sanità regionale: da una parte il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza e una dotazione di personale relativamente elevata, dall'altra il ricorso crescente ai professionisti esterni e risultati ancora disomogenei tra ospedali, prevenzione e servizi territoriali.Quasi 8 milioni in più per il personale esternoA certificare l'incremento sono i dati dell'Autorità nazionale anticorruzione, ripresi dalla Fondazione Gimbe nel capitolo dedicato al personale sanitario. Nel 2024 il valore dei contratti per i servizi di fornitura di personale in Friuli Venezia Giulia ammontava a 17,72 milioni di euro. Nel 2025 ha raggiunto i 25,61 milioni, con una crescita di 7,89 milioni. Si tratta dei contratti attraverso i quali le strutture sanitarie ricorrono a professionisti forniti da operatori esterni, un sistema comunemente associato al fenomeno dei cosiddetti ‘gettonisti’. Gli importi indicano il valore dei contratti rilevati dall'Anac, non necessariamente le somme già liquidate. Il fenomeno riguarda l'intero Paese, ma con differenze territoriali considerevoli. Nel 2025 il valore nazionale di questi contratti ha superato i 568 milioni di euro, il 15 per cento in più rispetto all'anno precedente. Il Friuli Venezia Giulia è tra le nove regioni in cui gli importi sono cresciuti, mentre in altre otto si sono ridotti.Oltre 20mila dipendenti, ma il ricorso agli esterni continuaIl dato assume particolare interesse se confrontato con gli organici del sistema sanitario regionale. Secondo il Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, nel 2024 il Friuli Venezia Giulia contava 20 mila e 795 dipendenti, considerando sia il personale sanitario sia le altre categorie di personale delle strutture. Rapportando gli organici alla popolazione, la regione figura tra i territori con la maggiore dotazione di dipendenti del Servizio sanitario pubblico. La media nazionale si ferma a 12,1 addetti ogni mille abitanti, mentre il Friuli Venezia Giulia rientra nelle prime cinque posizioni insieme a Valle d'Aosta e alle Province autonome di Trento e Bolzano, con un punteggio di 17,4. Avere un numero relativamente elevato di dipendenti, tuttavia, non esclude carenze in specifiche specialità o servizi. La consistenza complessiva degli organici non permette infatti di stabilire se il personale sia distribuito in modo adeguato tra ospedali e territorio, né di misurare le difficoltà nel coprire determinati turni.La sanità del Fvg migliora, ma resta distante dalle regioni ai verticiIl rapporto analizza anche la capacità delle Regioni di garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve assicurare ai cittadini. Sulla base dei dati 2024 del Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute, il Friuli Venezia Giulia ottiene complessivamente 248 punti su 300, collocandosi al nono posto nella graduatoria elaborata da Gimbe. Il risultato segna un miglioramento di 13 punti rispetto al 2023, quando il punteggio si fermava a 235. La distanza dalle regioni ai vertici rimane però significativa: il Veneto raggiunge 288 punti, l'Emilia-Romagna 282 e la Toscana 280. La Lombardia si attesta a 270 punti. Il Friuli Venezia Giulia supera invece Puglia, Marche, Lazio e Abruzzo, oltre alle regioni che occupano le posizioni successive della classifica.Prevenzione e territorio meglio degli ospedaliA rendere più interessante il quadro sono le differenze tra i tre settori presi in esame. Nella prevenzione, che comprende gli interventi di sanità pubblica, il Friuli Venezia Giulia raggiunge 88 pu nti su 100. Nell'assistenza distrettuale, che riguarda i servizi territoriali, arriva a 85. Il risultato più basso si registra nell'area ospedaliera, con 75 punti, 13 in meno rispetto alla prevenzione. Nella classifica Gimbe, che considera anche i pari merito, la regione occupa rispettivamente il sesto, il quinto e il nono posto nelle tre aree. Il Friuli Venezia Giulia risulta adempiente in tutti e tre gli ambiti del Nuovo Sistema di Garanzia, superando la soglia minima di 60 punti. Il rapporto avverte però che il rispetto degli indicatori non garantisce automaticamente a ogni cittadino un accesso tempestivo alle prestazioni. Anche una regione formalmente adempiente può presentare criticità, per esempio nella disponibilità dei servizi o nei tempi necessari per ottenere una visita.Medici di famiglia, le candidature sono il doppio dei postiTra i dati che riguardano il futuro del sistema sanitario c'è anche quello relativo alla formazione dei medici di medicina generale. Secondo i dati della Fimmg riportati dal rapporto, per il corso 2026-2029 in Friuli Venezia Giulia le candidature sono il doppio delle borse finanziate: 80 partecipanti al bando a fronte di 40 posti. È un segnale di interesse per il percorso formativo, ma da leggere con cautela: la stessa Fimmg avverte che l'aumento delle domande potrebbe dipendere anche dal maggior numero di laureati e dalla sovrapposizione con il concorso per le scuole di specializzazione. Il numero delle candidature non corrisponde inoltre a quello dei professionisti che completeranno la formazione e poi entreranno in servizio. Esiste una difficoltà più ampia, documentata da Gimbe a livello nazionale: tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale è diminuito di 5 mila e 197 unità, pari al 12,4 per cento. Il Friuli Venezia Giulia non fa eccezione, e in alcuni indicatori sta peggio della media. Tra il 2019 e il 2024 la regione ha perso il 14,7 per cento dei medici di famiglia, una riduzione più marcata di quella nazionale. Al primo di gennaio 2025 ogni medico aveva in media 1.473 assistiti, contro una media italiana di 1.383: è il quarto valore più alto del Paese, dopo Lombardia (1.533), Veneto (1.526) e Provincia autonoma di Bolzano (1.525). Prendendo come riferimento un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima che in regione ne manchino 156, il decimo dato più alto tra le regioni. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100803048909543.PDF §---§ title§§ Sanità Umbria, report Gimbe: promossi i Lea ma troppi rinunciano alle cure per l’attesa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914609092.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "umbriaon.it" del 08 Oct 2026
Bene prevenzione e quota premiale, ma il 12,2% degli umbri rinuncia a visite o esami. Pesano le liste d''attesa e il passivo da 55,8 milioni sulla mobilità sanitaria
pubDate§§ 2026-10-08T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914609092.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914609092.PDF', 'title': 'umbriaon.it'} tp:url§§ https://www.umbriaon.it/sanita-umbria-report-gimbe-promossi-i-lea-ma-troppi-rinunciano-alle-cure-per-lattesa/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914609092.PDF tp:ocr§§ Home » Sanità Umbria, report Gimbe: promossi i Lea ma troppi rinunciano alle cure per l’attesaNel 9° rapporto sul Servizio sanitario nazionale, presentato mercoledì 7 ottobre dalla Fondazione Gimbe a palazzo Montecitorio, emerge un quadro dettagliato della sanità pubblica italiana, con dati specifici anche per l’Umbria. La fotografia regionale riguarda finanziamento, prevenzione, liste d’attesa e mobilità sanitaria.Fabbisogno sanitario e quota premialeNella ripartizione del fabbisogno sanitario nazionale (Fsn) per il 2025, l’Umbria registra un finanziamento pro capite indistinto di 2.263 euro per abitante, a fronte di una media nazionale di 2.210 euro. La regione si posiziona così tra quelle con le quote più alte, un dato legato anche all’elevato indice di vecchiaia della popolazione, che incide sui criteri di calcolo del Fsn.Un contributo rilevante arriva dalla quota premiale del 2025, nell’ambito della quale l’Umbria ha ottenuto 30.070.579 euro, pari a 35,35 euro pro capite. La regione si posiziona al secondo posto in Italia per quota premiale pro capite assegnata, subito dopo la Liguria.Monitoraggio dei LEA e nuovo sistema di garanziaIn base al monitoraggio del nuovo sistema di garanzia (Nsg) sui dati 2024, l’Umbria rientra tra le regioni adempienti nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea). Nelle tre macro-aree monitorate, a fronte di una soglia minima di 60 punti, l’Umbria ha registrato 95 punti nella prevenzione, 82 nell’assistenza distrettuale e 77 nell’assistenza ospedaliera. Con un totale di 254 punti su un massimo di 300, la regione si posiziona nella seconda fascia nazionale, prevista tra 238 e 270 punti, insieme a Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Puglia.Mobilità sanitaria interregionalePer quanto riguarda la mobilità sanitaria relativa al 2023, l’Umbria registra un saldo negativo di 55,8 milioni di euro. Il dato inserisce la regione nella fascia a «saldo negativo moderato», compresa tra -25,1 e -100 milioni di euro. Un risultato che evidenzia la differenza tra il valore dei servizi erogati a pazienti provenienti da altre regioni e quello delle prestazioni di cui i cittadini umbri hanno usufruito fuori dal territorio regionale.Accesso alle cure, liste d’attesa e aspettativa di vitaNonostante i buoni punteggi nei Lea, le analisi sul territorio evidenziano alcune criticità nell’accesso alle prestazioni sanitarie. I dati Istat elaborati dalla Fondazione Gimbe indicano infatti che in Umbria il 12,2% della popolazione ha rinunciato a visite o esami sanitari: un dato superiore alla media nazionale, pari al 9,9%, e superato solo da Abruzzo e Sardegna.Per quanto riguarda la spesa privata out-of-pocket, cioè le spese pagate direttamente dai cittadini, l’importo pro capite trasmesso al Sistema tessera sanitaria per le dichiarazioni dei redditi 2024 è stato di 689 euro, a fronte di una media nazionale di 787 euro. Infine, per l’aspettativa di vita alla nascita nel 2025, l’Umbria si attesta su una media di 84,1 anni, superiore al dato medio nazionale stimato in 83,7 anni.© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.Login to your account belowRemember MePlease enter your username or email address to reset your password.- Select Visibility -PublicPrivate© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802914609092.PDF §---§ title§§ Luci e ombre nel 9° Rapporto GIMBE tra ottime coperture e rinunce cure - Umbria TV link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100801850702581.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "umbriatv.com" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "videonord.it" del 08 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "vipiu.it" del 08 Oct 2026
Il rapporto Gimbe fotografa la rinuncia alle cure in Italia: 5,8 milioni senza visite o esami, mentre la spesa privata sale a 42,4 miliardi.
pubDate§§ 2026-10-08T08:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802962108691.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802962108691.PDF', 'title': 'vipiu.it'} tp:url§§ https://www.vipiu.it/leggi/rinuncia-alle-cure-in-italia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802962108691.PDF tp:ocr§§ Codici richiama i dati del nono rapporto Gimbe e chiede più finanziamenti, personale e tempi garantiti per visite ed esami.La notizia su rinuncia alle cure in Italia nasce dal comunicato inviato alla redazione. Il riferimento è disponibile sul sito ufficiale.Il tema si collega a un precedente approfondimento di ViPiù: il contesto sullo stesso ambito.Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, il 9,9 per cento della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una visita o a un esame.Quattro milioni avrebbero rinunciato per tempi di attesa troppo lunghi e 3,1 milioni per ragioni economiche. Nel 2025 la spesa diretta delle famiglie ha raggiunto 42,4 miliardi.La mobilità sanitaria interregionale è arrivata nel 2023 a 5,15 miliardi. Codici sostiene che luogo di residenza e reddito incidano sulla possibilità di ottenere cure tempestive.Le stime citate parlano di 5.716 medici di medicina generale e 497 pediatri mancanti al primo gennaio 2025. L’Italia conta 6,9 infermieri ogni mille abitanti.Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, chiede risorse certe, un piano sulle liste d’attesa, assunzioni e regole sulla sanità integrativa.Il comunicato definisce il quadro disponibile al momento dell’invio e consente di distinguere i dati già acquisiti dagli sviluppi ancora da verificare. Per questo la valutazione editoriale mantiene separati i fatti, le dichiarazioni dei promotori e gli eventuali passaggi affidati alle istituzioni competenti. Ulteriori elementi saranno integrati soltanto quando accompagnati da documenti, decisioni o informazioni ufficiali.Per il territorio interessato la notizia assume rilievo anche per le possibili conseguenze su cittadini, famiglie, operatori e servizi. L’evoluzione concreta dipenderà dall’attuazione delle iniziative annunciate e dalla loro verifica nel tempo. ViPiù seguirà gli aggiornamenti pertinenti senza sostituire alle fonti del comunicato informazioni estranee alla notizia originaria.La questione relativa a rinuncia alle cure in Italia resta quindi aperta ai prossimi aggiornamenti, che saranno valutati sulla base degli atti e delle informazioni ufficiali disponibili. Per lettori e soggetti interessati è opportuno consultare documenti, requisiti e scadenze direttamente presso l’ente competente.Fondato nel 2006, quotidiano web indipendente su Veneto (focus Vicenza), Italia, Europa e mondo e su Perle e borghi d’Italia.Redazioneredazione@vipiu.itPubblicitàinfo@vipiu.itAmministrazioneelas@editoriale-elas.orgLaPiù Tv è la web tv on demanda della testata ViPiu.it e delle altre testate di Editoriale Elas© Giovanni Coviello - Via Anastasio II 139 - 00165 Roma | P.iva 03822120246 tp:writer§§ Edoardo Pepe guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/08/2026100802962108691.PDF §---§