title§§ Sanità, "18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami" - Accade Ora link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960708706.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "accadeora.it" del 07 Oct 2026
Rapporto Fond. GIMBE: "Spesa sanitaria, crescono fondi e assicurazioni"
pubDate§§ 2026-10-07T10:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960708706.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960708706.PDF', 'title': 'accadeora.it'} tp:url§§ https://accadeora.it/sanita-188-mld-tagli-invisibili-crescono-rinunce-a-visite-e-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960708706.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Secondo il Rapporto, in Italia il diritto a salute sempre più condizionato da reddito e residenza ed in crescita chi rinuncia a una o più visite o esami: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.Infine, secondo GIMBE per far fronte alla spesa sanitaria sono in crescita fondi e assicurazioni. Nel 2025 la spesa sanitaria totale in Italia è di 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi di euro. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.Questo sito contribuisce alla audience di Magazine-Italia.it | © Magazine | Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 32 del 26.04-2005 | Direttore Responsabile Giuseppe Montagna© 2023 AccadeOra. All Rights Reserved.Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960708706.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Accade Ora link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874308738.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "accadeora.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874308738.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874308738.PDF', 'title': 'accadeora.it'} tp:url§§ https://accadeora.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874308738.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di Magazine-Italia.it | © Magazine | Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 32 del 26.04-2005 | Direttore Responsabile Giuseppe Montagna© 2023 AccadeOra. All Rights Reserved.Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874308738.PDF §---§ title§§ Sanità, il grande bluff: i fondi crescono ma spariscono 18,8 miliardi per "tagli invisibili". E il conto lo pagano i cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702959708652.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 07 Oct 2026
È quanto emerge dal Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione Gimbe
pubDate§§ 2026-10-07T10:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702959708652.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702959708652.PDF', 'title': 'affaritaliani.it'} tp:url§§ https://www.affaritaliani.it/economia/sanita-il-grande-bluff-i-fondi-crescono-ma-spariscono-188-miliardi-per-tagli-invisibili-e-il-conto-lo-pagano-i-cittadini.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702959708652.PDF tp:ocr§§ Fondato nel 1996 da Angelo Maria PerrinoDirettore responsabile Marco ScottiSezioniTendenzeMeteoOroscopoTendenzeSezioniMeteoOroscopoÈ quanto emerge dal Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione GimbeIl finanziamento della sanità italiana è aumentato in termini nominali, ma la quota di ricchezza nazionale destinata al Servizio sanitario nazionale si è progressivamente ridotta. È quanto emerge dal Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione Gimbe, presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Secondo il rapporto, tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando dai 125,4 miliardi del 2022 ai 142,9 miliardi previsti per il 2026. Se però il finanziamento viene rapportato al Pil, il quadro cambia significativamente.Infatti, se nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil, negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, arrivando al 6,14% nel 2026. Una dinamica che, secondo Gimbe, si traduce in una perdita “virtuale” per il Servizio sanitario nazionale pari a 18,8 miliardi di euro. “Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn”, spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. “È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022”. A pesare ulteriormente sulla capacità di spesa del sistema sanitario è poi l’inflazione. Secondo Gimbe, quest’ultima ha infatti praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi di euro registrata dal Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026.Le prospettive per i prossimi anni non sembrano indicare un’inversione di tendenza. Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, viene prevista una crescita nominale della spesa sanitaria per il prossimo triennio, ma una quota in rapporto al Pil in calo o stabile. Secondo le stime della Fondazione Gimbe, questo potrebbe determinare un divario di 32,3 miliardi di euro tra il fabbisogno sanitario e le risorse destinate al Fondo sanitario nazionale. “Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario”, commenta Cartabellotta.Il riferimento è ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), che lo Stato è chiamato a garantire sull’intero territorio nazionale. Il tema, dunque, non riguarda soltanto i conti pubblici, ma anche la capacità concreta del Servizio sanitario nazionale di assicurare le prestazioni previste ai cittadini. Il rischio, secondo Gimbe, è che il peso del mancato finanziamento finisca per trasferirsi sui bilanci regionali. “In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine – conclude – avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.LEGGI LE NEWS DI ECONOMIALeggi ancheFondato nel 1996 da Angelo Maria PerrinoDirettore responsabile Marco Scotti© 1996 – 2026 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservatiTestata giornalistica registrata, Direttore responsabile Marco Scotti, Reg. Trib. di Milano n° 210 dell’11 aprile 1996 – P.I. 11321290154Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso del materiale riservato, scriveteci a tecnici@affaritaliani.it.: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi. tp:writer§§ Chiara Feleppa guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702959708652.PDF §---§ title§§ Sanità, il grande bluff: i fondi crescono ma spariscono 18,8 miliardi per “tagli invisibili”. E il conto lo pagano i cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874908732.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "affaritaliani.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 07 Oct 2026
Gimbe: 18,8 miliardi di tagli «invisibili» alla sanità italiana negli ultimi 3 anni.
pubDate§§ 2026-10-07T10:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702962708678.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702962708678.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/trentino-it-cronaca-gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-italiana-negli-ultimi-3-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702962708678.PDF tp:ocr§§ Gimbe: 18,8 miliardi di tagli «invisibili» alla sanità italiana negli ultimi 3 anni.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702962708678.PDF §---§ title§§ PD – PARTITO DEMOCRATICO: «DATI GIMBE CONFERMANO TAGLI SANITÀ PUBBLICA, MELONI SMETTA DI FARE GIOCHETTI CON I NUMERI» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891608883.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 07 Oct 2026
Secondo il componente della segreteria del Pd Alessandro Zan, il governo continua a utilizzare artifici numerici per mascherare la realtà della situazione
pubDate§§ 2026-10-07T11:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891608883.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891608883.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/pd-partito-democratico-dati-gimbe-confermano-tagli-sanita-pubblica-meloni-smetta-di-fare-giochetti-con-i-numeri/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891608883.PDF tp:ocr§§ Secondo il componente della segreteria del Pd Alessandro Zan, il governo continua a utilizzare artifici numerici per mascherare la realtà della situazione--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891608883.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE * 9° RAPPORTO – RIPARTO FSN 2025: «2.218 PRO-CAPITE IN MEDIA, AL TOP IL MOLISE CON 2.319 / VALLE D’AOSTA 2.296 / LIGURIA 2.295 / TRENTINO A QUOTA 2.188» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702899408989.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 07 Oct 2026
FINANZIAMENTO E PREVISIONI DI SPESA: DIVARIO DI € 32,3 MILIARDI NEL TRIENNIO 2027-2029. SENZA NUOVE RISORSE, IL CONTO RICADRÀ SU REGIONI E CITTADINI.
pubDate§§ 2026-10-07T11:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702899408989.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702899408989.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews-tn-aa/fondazione-gimbe-9-rapporto-riparto-fsn-2025-2-218-pro-capite-in-media-al-top-il-molise-con-2-319-valle-daosta-2-296-liguria-2-295-trentino-a-quota-2-188/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702899408989.PDF tp:ocr§§ FINANZIAMENTO E PREVISIONI DI SPESA: DIVARIO DI € 32,3 MILIARDI NEL TRIENNIO 2027-2029. SENZA NUOVE RISORSE, IL CONTO RICADRÀ SU REGIONI E CITTADINI.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702899408989.PDF §---§ title§§ RAINEWS * SALUTE: «GIMBE: TRA TAGLI INVISIBILI E CATTIVA AMMINISTRAZIONE AFFOGA LA SANITÀ PUBBLICA» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914609093.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 07 Oct 2026
Il nono rapporto sul SSN della Fondazione Gimbe: 18,8 miliardi non pervenuti, 32,3 miliardi mancheranno nel prossimo triennio
pubDate§§ 2026-10-07T12:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914609093.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914609093.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/rainews-salute-gimbe-tra-tagli-invisibili-e-cattiva-amministrazione-affoga-la-sanita-pubblica/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914609093.PDF tp:ocr§§ Il nono rapporto sul SSN della Fondazione Gimbe: 18,8 miliardi non pervenuti, 32,3 miliardi mancheranno nel prossimo triennio--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914609093.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «M5S: “CON TAGLI DA 20 MILIARDI ALLA SANITÀ MELONI SI PAGA LE ARMI”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914209105.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 07 Oct 2026
Il Movimento 5 Stelle torna a puntare il dito contro la gestione sanitaria del governo Meloni, citando l''ultimo rapporto della Fondazione GIMBE presentato dal
pubDate§§ 2026-10-07T12:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914209105.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914209105.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-m5s-con-tagli-da-20-miliardi-alla-sanita-meloni-si-paga-le-armi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914209105.PDF tp:ocr§§ Il Movimento 5 Stelle torna a puntare il dito contro la gestione sanitaria del governo Meloni, citando l'ultimo rapporto della Fondazione GIMBE presentato dal--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702914209105.PDF §---§ title§§ PD – PARTITO DEMOCRATICO: «SANITÀ: GIMBE CONFERMA TAGLI. SPESA SANITARIA AL 7,1% DEL PIL E RIFORME» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915709156.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 07 Oct 2026
Il rapporto della Fondazione Gimbe 2026 ha messo in evidenza le numerose difficoltà che caratterizzano il Sistema Sanitario Nazionale. L''Italia emerge come il
pubDate§§ 2026-10-07T12:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915709156.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915709156.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/pd-partito-democratico-sanita-gimbe-conferma-tagli-spesa-sanitaria-al-71-del-pil-e-riforme/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915709156.PDF tp:ocr§§ Il rapporto della Fondazione Gimbe 2026 ha messo in evidenza le numerose difficoltà che caratterizzano il Sistema Sanitario Nazionale. L'Italia emerge come il--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915709156.PDF §---§ title§§ Gimbe: 18,8 miliardi di “tagli invisibili” al Sistema sanitario nazionale tra il 2023 e il 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702961408697.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenzianova.com" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziavista.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziavista.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziavista.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziavista.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 07 Oct 2026
La fondazione Gimbe denuncia tagli "invisibili" da 18,8 miliardi di euro destinati alla sanità pubblica nel periodo 2023-2026
pubDate§§ 2026-10-07T09:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702946208529.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702946208529.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/2026/10/07/salute/gimbe-18-miliardi-tagli-invisibili-sanita-2023-2026/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702946208529.PDF tp:ocr§§ La sanità pubblica italiana ha ricevuto 18,8 miliardi di euro in meno rispetto a quanto avrebbe ottenuto mantenendo invariato il rapporto tra il Fondo sanitario nazionale e il Pil del 2022. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe presentata alla Camera dal presidente Nino Cartabellotta. Un dato che arriva mentre Regioni e ministero della Salute chiedono circa 6,5 miliardi aggiuntivi per il 2027 e la distanza tra le risorse disponibili e la spesa sanitaria è destinata ad aumentare nei prossimi anni.Gimbe, i 18,8 miliardi dei “tagli invisibili” alla sanitàNel 2022 il Fondo sanitario nazionale ammontava a 125,4 miliardi di euro, pari al 6,27% del Pil. Nel 2026 è salito a 142,9 miliardi, con un incremento nominale di 17,5 miliardi, ma nello stesso periodo è diminuita la quota della ricchezza nazionale destinata alla sanità.Se il rapporto con il Pil fosse rimasto quello del 2022, secondo Gimbe, il Servizio sanitario nazionale avrebbe ricevuto altri 18,8 miliardi di euro. A pesare sul sistema ci sono inoltre l’inflazione e l’invecchiamento della popolazione.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato, ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN”, ha spiegato Cartabellotta, parlando del fenomeno dei “tagli invisibili”: “Non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto tra il Fondo e il Pil del 2022”.La spesa sanitaria cresce più delle risorse disponibiliLa distanza tra la spesa sanitaria prevista e il Fondo è destinata ad aumentare ulteriormente. Nel triennio 2027-2029, secondo le previsioni, la forbice passerà da 7,6 miliardi nel 2027 a 10,7 miliardi nel 2028, fino a 14 miliardi nel 2029.Senza nuovi stanziamenti, avverte Gimbe, saranno le Regioni a dover coprire la differenza. “Avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”, ha affermato Cartabellotta.Intanto aumenta il ricorso alle assicurazioni sanitarie: la spesa è passata da 4,69 a 5,29 miliardi di euro, mentre quella sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie è diminuita di 434 milioni tra il 2024 e il 2025.Resta poi il problema dell’accesso alle cure. Nel 2024, secondo i dati Istat ripresi da Gimbe, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato almeno a una visita o a un esame. Sul fronte del personale, l’Italia conta 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media Ocse di 9,7. Dei 407.750 infermieri censiti, quasi 80mila non lavorano nel servizio sanitario pubblico.Notizia in aggiornamento…Articoli correlatielenco di 4 articoliarticolo 1 di 4Francia, scontri e lacrimogeni contro gli studenti in protesta nelle piazze: giovedì nuova mobilitazionearticolo 2 di 47 ottobre, tre anni dopo: Israele commemora le vittime, Gaza continua a contare i mortiarticolo 3 di 4Tennessee, Christa Pike sopravvive all’iniezione letale: è cosciente e riesce a parlarearticolo 4 di 4Auto sulla folla a Modena, El Koudri ha cercato di togliersi la vita in carcerefine elenco tp:writer§§ Giulia Camuffo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702946208529.PDF §---§ title§§ Garlasco, spunta un documento dei Ris mai depositato: “Dna maschile sui pedali” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880308926.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 07 Oct 2026
Garlasco, il foglio del Ris non sarebbe stato incluso nelle relazioni ai pm: analisi sul Dna umano e maschile della bici di Stasi.
pubDate§§ 2026-10-07T11:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880308926.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880308926.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/2026/10/07/cronaca/garlasco-altro-atto-ris-non-depositato-2007-dna-maschile-pedali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880308926.PDF tp:ocr§§ Un nuovo documento interno dei Ris di Parma riporta alla luce un esame effettuato nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, nel contesto dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Si tratta di un foglio di lavoro che non era mai stato inserito nelle relazioni ufficiali e che è stato rintracciato dai pm di Pavia l’11 settembre scorso.Gli appunti aggiungono un ulteriore elemento alla documentazione relativa agli accertamenti genetici sulla bici Umberto Dei sequestrata a Stasi. Nel documento viene annotata la presenza di tracce brune sui due pedali, ma il successivo test specifico per individuare materiale ematico dà esito negativo.Il foglio del Ris ritrovato nelle carte dell’inchiestaIl documento è composto da dieci righe scritte a mano e porta la data del 20 settembre 2007. Quel giorno, nei laboratori del Ris di Parma, il capitano Alberto Marino effettuò nuovi accertamenti sui pedali della bicicletta.Gli appunti descrivono separatamente i due pedali. Su quello con la vite destrorsa viene indicata la presenza di almeno due piccole tracce brune nella parte terminale, risultate positive al combur test, un’analisi preliminare utilizzata per verificare la possibile presenza di sangue.Anche sul pedale con la vite sinistrorsa viene segnalata una traccia bruna, localizzata su un tacchetto della zigrinatura. Pure in questo caso il combur test risulta positivo.L’Obti test dà invece risultato negativoÈ però l’ultima annotazione del foglio a introdurre l’elemento più rilevante. La traccia individuata sul pedale con la vite sinistrorsa viene prelevata per essere sottoposta all’Obti test, un esame specifico per verificare la presenza di materiale ematico. L’esito riportato negli appunti è negativo. Nel documento compare anche un trattino cerchiato accanto al risultato, a indicare che non è stata riscontrata la presenza di sangue.Il dato, secondo quanto riportato da Corriere della Sera, Repubblica e Stampa, non era mai comparso nelle relazioni ufficiali né era stato precedentemente reso noto, neppure in via informale.Il giorno prima era stato trovato il Dna di Chiara PoggiLa nuova informazione si inserisce in una sequenza di accertamenti già emersa nell’ambito dell’attuale analisi dei dati grezzi. Il 19 settembre 2007, quindi il giorno precedente agli esami annotati nel documento, uno dei campioni prelevati dai pedali aveva evidenziato 2,78 nanogrammi di Dna attribuito a Chiara Poggi.Il 20 settembre, sullo stesso campione, Marino avrebbe poi effettuato due controanalisi, entrambe con esito negativo. Anche questi risultati non furono inseriti negli atti e la loro esistenza sarebbe stata ricostruita soltanto attraverso la recente analisi dei dati grezzi.Si tratta quindi di una serie di risultati relativi ai pedali che, secondo la documentazione ora esaminata dagli investigatori, non erano confluiti nelle relazioni ufficiali dell’epoca.La richiesta della difesa sull’Obti testUn altro elemento considerato significativo dagli investigatori riguarda quanto avvenuto pochi giorni dopo. Il 25 settembre 2007, mentre Stasi era ancora detenuto in attesa della convalida, il consulente della difesa Matteo Fabbri chiese che sulle tracce individuate sui pedali fosse eseguita una verifica di specie, come l’Obti test.Marino, che firmò il documento, prese atto della richiesta ma non procedette con quell’analisi. Secondo la ricostruzione riportata dai quotidiani, il capitano decise invece di cercare il Dna su una nuova traccia nel frattempo prelevata dai pedali. Anche questo successivo campione diede risultato negativo al test genetico.Il consiglio al perito durante il processo a StasiLa vicenda degli accertamenti sull’Obti test torna a emergere anche due anni più tardi, quando Stasi era sotto processo. In quella fase Marino avrebbe suggerito al perito nominato dal Tribunale, Carlo Robino, di non eseguire un test immunologico come l’Obti.La motivazione ind icata sarebbe stata la quantità ridotta del campione disponibile. Secondo la ricostruzione, dunque, nel corso degli anni si susseguirono diverse valutazioni sulle tracce individuate sui pedali, senza che l’esito negativo dell’Obti test del 20 settembre 2007 fosse riportato nelle relazioni ufficiali.Il precedente degli altri reperti di GarlascoGli appunti vengono ora riletti dagli investigatori anche alla luce di un’altra vicenda relativa alla gestione dei reperti conservati al Ris. In particolare, è tornata sotto esame la distruzione di alcuni campioni dell’indagine su Garlasco avvenuta nel settembre 2016, quando Marino era appena diventato comandante della sezione di Biologia.Secondo quanto ricostruito, il comandante Donghi aveva spiegato alla Procura di Pavia che si trattava di campioni intermedi, non destinati a essere conservati indefinitamente. La distruzione sarebbe poi stata ordinata dai giudici sei anni più tardi.La relazione interna sull’ordine di distruzioneUna relazione interna rintracciata ora dai pm avrebbe però fornito una ricostruzione diversa sull’origine di quell’ordine. Nel documento, Donghi avrebbe infatti scritto che la decisione era stata presa autonomamente da Marino.Il particolare viene quindi accostato dagli investigatori alle nuove informazioni emerse dagli appunti del 2007. Si tratta di elementi che, secondo la ricostruzione riportata dai quotidiani, vengono oggi esaminati nuovamente nell’ambito dell’indagine sulla morte di Chiara Poggi e sulla gestione degli accertamenti scientifici effettuati negli anni successivi all’omicidio.Articoli correlatielenco di 4 articoliarticolo 1 di 4Garlasco, l’avvocata di Sempio in Tribunale: ascolterà le intercettazioniarticolo 2 di 4Legge elettorale, la Camera approva la fiducia sull’articolo 3articolo 3 di 4Il Nobel per la Chimica 2026 lo vincono Henri B. Kagan e Kenso Soaiarticolo 4 di 4La denuncia della fondazione Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026fine elenco tp:writer§§ Alessandro Bolzani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880308926.PDF §---§ title§§ Legge elettorale, la Camera approva la fiducia sull’articolo 3 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880108928.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 07 Oct 2026
La Camera dei Deputati ha approvato la fiducia sull''articolo 3 della legge elettorale. Il provvedimento ha ottenuto 228 voti favorevoli
pubDate§§ 2026-10-07T11:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880108928.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880108928.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/2026/10/07/politica/elettorale-camera-approva-fiducia-sull-articolo-228/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880108928.PDF tp:ocr§§ La riforma della legge elettorale supera anche l’ultimo voto di fiducia alla Camera. L’Aula di Montecitorio ha approvato la questione posta dal governo sull’articolo 3 con 228 voti favorevoli e 144 contrari. I deputati che si sono astenuti sono stati tre.L’ultimo voto di fiducia sulla legge elettoraleQuella sull’articolo 3 era l’ultima questione di fiducia sulla legge elettorale. Il governo aveva già incassato nella giornata di ieri il via libera dell’assemblea sulle prime due questioni, relative agli articoli 1 e 2 del provvedimento. Con il voto di oggi si completa quindi il passaggio delle tre questioni di fiducia poste dall’esecutivo alla Camera.Cambiano alcuni collegi in Alto AdigeL’articolo 3, nella versione già approvata dal Senato, interviene sulla distribuzione di alcuni collegi elettorali dell’Alto Adige. La modifica riguarda in particolare i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano, che vengono ridisegnati nell’ambito della riforma della legge elettorale.Notizia in aggiornamento…Articoli correlatielenco di 4 articoliarticolo 1 di 4Garlasco, spunta un documento dei Ris mai depositato: “Dna maschile sui pedali”articolo 2 di 4Il Nobel per la Chimica 2026 lo vincono Henri B. Kagan e Kenso Soaiarticolo 3 di 4La denuncia della fondazione Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026articolo 4 di 4Legge elettorale, terza fiducia sul testo: domani voto finalefine elenco tp:writer§§ Alessandro Bolzani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880108928.PDF §---§ title§§ Il Nobel per la Chimica 2026 lo vincono Henri B. Kagan e Kenso Soai link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880408931.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "alanews.it" del 07 Oct 2026
Annunciato il Nobel per la Chimica 2026: il prestigioso riconoscimento scientifico è stato assegnato a Henri B. Kagan e Kenso Soai
pubDate§§ 2026-10-07T11:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880408931.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880408931.PDF', 'title': 'alanews.it'} tp:url§§ https://www.alanews.it/2026/10/07/scienze/nobel-chimica-2026-henri-kagan-kenso-soai/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880408931.PDF tp:ocr§§ Il Premio Nobel per la Chimica 2026 è stato assegnato al francese Henri B. Kagan e al giapponese Kenso Soai “per la scoperta di effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica“. Con i loro studi, i due chimici hanno contribuito a risolvere una questione centrale per diversi ambiti della ricerca: come indirizzare una reazione chimica affinché produca prevalentemente una sola delle due forme speculari di una molecola.Che cos’è la chiralitàIl concetto alla base è quello della chiralità. Alcune molecole possono esistere in due forme speculari tra loro, un po’ come la mano destra e la mano sinistra: si assomigliano, ma non possono essere sovrapposte perfettamente. Queste due versioni, chiamate enantiomeri, hanno la stessa composizione chimica ma possono interagire in modo diverso con altre molecole e con l’organismo. Per questo, soprattutto nello sviluppo dei farmaci, riuscire a ottenere prevalentemente una sola delle due forme può essere fondamentale.Nobel per la Chimica 2026, chi sono Kagan e SoaiIl francese Henri Kagan è considerato uno dei pionieri della sintesi asimmetrica, il settore della chimica che studia come produrre selettivamente una delle due forme speculari di una molecola. I suoi studi hanno contribuito anche alla comprensione dei cosiddetti effetti non lineari, attraverso i quali piccole differenze nella composizione di un sistema chimico possono essere amplificate durante una reazione.Il giapponese Kenso Soai, professore emerito alla Tokyo University of Science, è invece conosciuto soprattutto per la reazione che porta il suo nome. Nel 1995 il suo gruppo descrisse il primo caso di autocatalisi asimmetrica, un processo nel quale il prodotto di una reazione funziona a sua volta da catalizzatore per produrre altro materiale con la stessa configurazione.La cosiddetta reazione di Soai ha mostrato che anche una piccolissima asimmetria iniziale può essere progressivamente amplificata fino a ottenere una sostanza quasi interamente composta da una sola delle due forme speculari. Per questo il fenomeno è stato studiato anche nel tentativo di comprendere l’origine della chiralità nella natura e, in particolare, perché le molecole biologiche abbiano sviluppato una preferenza per determinate configurazioni.Nobel per la Chimica, il premio vale 12 milioni di coroneKagan e Soai divideranno un premio da 12 milioni di corone svedesi, oltre alla tradizionale medaglia d’oro. La cerimonia di consegna si svolgerà il 10 dicembre a Stoccolma, nell’anniversario della morte di Alfred Nobel.Nel 2025 il Nobel per la Chimica era stato assegnato a Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi per lo sviluppo delle strutture metallorganiche, i cosiddetti MOF: materiali caratterizzati da cavità interne che possono essere utilizzate, tra le altre applicazioni, per immagazzinare gas e catturare determinate sostanze.Dopo la Chimica, la settimana dei Nobel proseguirà giovedì 8 ottobre con la Letteratura, venerdì 9 con la Pace e si concluderà lunedì 12 ottobre con l’Economia.Articoli correlatielenco di 4 articoliarticolo 1 di 4Garlasco, spunta un documento dei Ris mai depositato: “Dna maschile sui pedali”articolo 2 di 4Legge elettorale, la Camera approva la fiducia sull’articolo 3articolo 3 di 4La denuncia della fondazione Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026articolo 4 di 4Francia, scontri e lacrimogeni contro gli studenti in protesta nelle piazze: giovedì nuova mobilitazionefine elenco tp:writer§§ Giulia Camuffo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702880408931.PDF §---§ title§§ ++ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 ++ - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702933408401.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T09:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702933408401.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702933408401.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2026/10/07/gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026_f6df953e-7566-4227-9137-70e5a0db51aa.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702933408401.PDF tp:ocr§§ Anche se nominalmente è cresciuto,dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardidi euro per effetto della contrazione della quota difinanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose nonsembrano cambiare e si prevede che per il prossimo trienniosaranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare lasanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei datisalienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionalerealizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattinapresso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702933408401.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 - Ultima ora link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935308440.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T09:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935308440.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935308440.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/07/gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026_8d2ae117-ada6-4078-b56f-49f6f21f9050.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935308440.PDF tp:ocr§§ Anche se nominalmente è cresciuto,dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardidi euro per effetto della contrazione della quota difinanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose nonsembrano cambiare e si prevede che per il prossimo trienniosaranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare lasanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei datisalienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionalerealizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattinapresso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935308440.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935608443.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T09:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935608443.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935608443.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/07/gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026_af63f375-7202-4634-877d-a31eda4e0e67.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935608443.PDF tp:ocr§§ Anche se nominalmente è cresciuto,dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardidi euro per effetto della contrazione della quota difinanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose nonsembrano cambiare e si prevede che per il prossimo trienniosaranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare lasanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei datisalienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionalerealizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattinapresso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935608443.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951508470.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T09:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951508470.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951508470.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/10/07/gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026_e827bf26-b030-4a49-b7cb-4bc59294b7c4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951508470.PDF tp:ocr§§ Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Questo calo ha prodotto una perdita 'virtuale' per la sanità di 18,8 miliardi. "Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta."È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022". A rosicchiare ulteriormente le risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l'inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare. Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe. «Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario", commenta Cartabellotta. "In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine - conclude - avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini".Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951508470.PDF §---§ title§§ Gimbe, 'aspettativa di vita in Sicilia è 82,6 anni' - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944108544.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
In Sicilia il riparto Fondo sanitario nazionale (FSN) nel 2025 è stato pari a 2.205 euro pro capite , sotto la media nazionale di 2.218 euro . L''aspettativa di vita alla nascita (dati 2025) è pari a 82,6 anni (media nazionale 83,7 anni). (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944108544.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944108544.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2026/10/07/gimbe-aspettativa-di-vita-in-sicilia-e-826-anni_2c841b7d-db8a-4f4d-998b-02c0e590c538.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944108544.PDF tp:ocr§§ In Sicilia il riparto Fondosanitario nazionale (FSN) nel 2025 è stato pari a 2.205 europro capite , sotto la media nazionale di 2.218 euro . L'aspettativa di vita alla nascita (dati 2025) è pari a 82,6anni (media nazionale 83,7 anni). Penultima fra le regioni. Nel 2024, a livello regionale si registrano 10,1 unità dipersonale dipendente ogni 1.000 abitanti (media Italia 12,1); alivello regionale si registrano 1,92 medici dipendenti ogni1.000 abitanti (media Italia 1,84), 3,86 infermieri dipendentiogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75), il rapportoinfermieri/medici è pari a 2,01 (media Italia 2,59). Sono idati, sulla Sicilia, del nono rapporto sul Servizio sanitarionazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questamattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Servizi di fornitura di personale (cosiddetti "gettonisti"):nel 2025, il valore economico dei contratti per servizi difornitura di personale sanitario è pari a 3,4 milioni. Nel 2024,la spesa sanitaria pro-capite trasmessa al Sistema TS per ladichiarazione dei redditi è pari a 469 euro (media Italia 787). Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944108544.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944608545.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944608545.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944608545.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/10/07/gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026_e827bf26-b030-4a49-b7cb-4bc59294b7c4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944608545.PDF tp:ocr§§ Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Questo calo ha prodotto una perdita 'virtuale' per la sanità di 18,8 miliardi. "Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta."È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022". A rosicchiare ulteriormente le risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l'inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare. Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe. «Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario", commenta Cartabellotta. "In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine - conclude - avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini".Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944608545.PDF §---§ title§§ National health system endured 18.8 bn in 'invisible' cuts 2023-2026 - Gimbe - General News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950108556.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Although funding for the Italian national health service has grown in nominal terms since 2023, it has lost around 18. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T09:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950108556.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950108556.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/english/news/general_news/2026/10/07/national-health-system-endured-18.8-bn-in-invisible-cuts-2023-2026-gimbe_0ca8668a-2ec3-4680-851b-04b4aa5cee0d.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950108556.PDF tp:ocr§§ Although funding for the Italiannational health service has grown in nominal terms since 2023,it has lost around 18.8 billion euros in that period in terms ofthe amount of money needed to keep its share of funding stablein relation to GDP, the GIMBE health institute said in a reporton Wednesday. It added that an additional 32 billion euros in funding will beneeded over the next three years to avert the danger of theburden of health-care spending being increasingly shifted tocitizens. "Nominal funding has certainly increased, yet the share ofnational wealth allocated to the National Health Service hasshrunk," said Gimbe President Nino Cartabellotta. "It is a phenomenon of 'invisible cuts: not nominal cuts, butfewer resources than the national health service would havereceived had the health-service-fund-to-GDP ratio from 2022remained unchanged". The report said the national health service fund increased by17,5 billion euros between 2023 and 2026, going from 125.4billion in 2022 to 142..9 billion 2026 this year. ALL RIGHTS RESERVED © Copyright ANSA tp:writer§§ ANSA English Desk guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950108556.PDF §---§ title§§ Per Gimbe l'aspettativa di vita in Umbria maggiore della media nazionale - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702967108642.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Nel 2025 in Umbria l''aspettativa di vita alla nascita (dati 2025) è maggiore di quella nazionale, 84,1 anni a fronte di 83,7. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T10:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702967108642.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702967108642.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/10/07/per-gimbe-laspettativa-di-vita-in-umbria-maggiore-della-media-nazionale_d14eef93-d6fa-4e2a-83a4-2bacac378105.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702967108642.PDF tp:ocr§§ Nel 2025 in Umbria l'aspettativadi vita alla nascita (dati 2025) è maggiore di quella nazionale,84,1 anni a fronte di 83,7. E' uno dei dati del nono rapportosul Servizio sanitario nazionale realizzato da fondazione Gimbee presentato alla Camera dei deputati. Riguardo al personale sanitario nel 2024, a livello regionalesi registrano 14,2 unità di dipendenti ogni 1.000 abitanti(media Italia 12,1). Livelli più alti della media Paese -riferisce Gimbe - per medici dipendenti, 2,33 ogni 1.000abitanti contro 1,84, e per infermieri, 5,86 contro 4,75. La fondazione ha poi ricordato che nel 2024 il 12,2% deicittadini residenti in Umbria, oltre 104 mila, ha dichiarato diavere rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (mediaItalia 9,9%) con un incremento di 3 punti percentuali rispettoal 2023. Riguardo alla mobilità sanitaria nel 2023 è emerso unsaldo negativo "moderato", pari a meno 55,8 milioni di euro, inaumento di 19,1 rispetto al 2022. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702967108642.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702876008711.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
L''aspettativa di vita alla nascita dei valdostani è di 83,7 anni. Lo rivela il nono rapporto Gimbe. Il dato è in linea con quello nazionale. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872808807.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872808807.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2026/10/07/gimbe-laspettativa-di-vita-dei-valdostani-e-di-837-anni_9744baf4-ace2-4e3d-b87d-f84759445833.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872808807.PDF tp:ocr§§ L'aspettativa di vita alla nascitadei valdostani è di 83,7 anni. Lo rivela il nono rapporto Gimbe. Il dato è in linea con quello nazionale. Nel documento vieneanche precisato che le spese sanitarie 'out-of-pocket',sostenute in media direttamente da ciascun valdostano, ammontanoa 697 euro, quasi 100 euro in meno rispetto al dato nazionale,che si attesta a 787 euro. Il riparto pro-capite del fondosanitario in Valle d'Aosta è invece di 2.296 euro, contro i2.218 euro rilevati nel Paese. Nel 2024, a livello regionale siregistrano 18 unità di personale sanitario dipendente ogni milleabitanti (media Italia 12,1); 2,41 medici dipendenti ogni mille(1,84) e 4,89 infermieri (4,75). Il rapporto tra infermieri emedici è pari a 2,03 (2,59). Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872808807.PDF §---§ title§§ Gimbe, nelle Marche mancano 161 medici medicina generale e 13 pediatri libera scelta - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702871608827.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Nelle Marche entro il 2028 202 Medici di medicina generale (Mmg) raggiungeranno l''età di pensionamento di 70 anni e, secondo la stima della Fondazione Gimbe, che considera il rapporto ottimale pari a un Mmg ogni 1. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T11:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702871608827.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702871608827.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/10/07/gimbe-nelle-marche-mancano-161-medici-medicina-generale-e-13-pediatri-libera_93ad3faf-6f9c-4a88-95c9-1cc67320f4f8.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702871608827.PDF tp:ocr§§ Nelle Marche entro il 2028 202Medici di medicina generale (Mmg) raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni e, secondo la stima della FondazioneGimbe, che considera il rapporto ottimale pari a un Mmg ogni1.200 assistiti, al primo gennaio 2025 in regione ne mancano161. In questo contesto, sempre al primo gennaio 2025, Gimbestima una carenza di 13 Pediatri di libera scelta (Pls) nelleMarche. Sono dati che emergono dal 9/o Rapporto Gimbe sulServizio sanitario nazionale (Ssn) relativi a finanziamentopubblico, riparto del Fondo sanitario nazionale, spesasanitaria, Livelli essenziali di assistenza, squilibri delpersonale sanitario, monitoraggio del Pnrr, Piano di Rilanciodel Ssn. Nelle Marche, al primo gennaio 2025, il numero di Mmg è paria 1.406 (media nazionale 1.383); tra il 2019 e il 2024 -4,2% diMmg (media nazionale -14,1%). Quanto ai Pls entro il 2029raggiungeranno l'età di pensionamento (70 anni) in 48: il numeromedio di assistiti per Pls è pari a 926 (917 a livellonazionale). Nel 2024, secondo Gimbe, oltre 157mila marchigiani (10,6%) hadichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie(Italia 9,9%) con un+0,9% rispetto al 2023. La mobilitàsanitaria, su dati del 2023, registra -54,7 milioni (+1 milionerispetto al 2022); crediti 123.258.217 euro (10/a); debiti177.983.912 euro (13/a). Alle Marche il riparto del Fondo sanitario nazionale (Fsn)nel 2025 è stato pari a 2.246 euro (2.218 euro); l'aspettativadi vita alla nascita (dati 2025) è di 84,4 anni (83,7). Per ilpersonale sanitario i dati marchigiani superano la media Italia:nel 2024 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti (12,1); 2,04 medicidipendenti ogni 1.000 abitanti (1,84); 5,70 infermieridipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75); il rapportoinfermieri/medici è pari a 2,80 (media Italia 2,59). Quanto aimedici cosiddetti "gettonisti", nel 2025 il valore economico deicontratti è stato pari a 900mila euro. La spesa sanitariaout-of-pocket nel 2024 pro-capite trasmessa al Sistema TS per ladichiarazione dei redditi è di 723 euro (787 euro). Infine per le cure essenziali, nel 2024 il punteggio totaledegli adempimenti della Regione ai Livelli essenziali diassistenza (Lea), le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamenteo tramite pagamento di un ticket, è di 237 (punteggio max 300):Marche 11/e tra le regioni e province autonome e adempientisecondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg). Tuttavia, rispettoal 2023 il punteggio totale è peggiorato (-11); criticità inparticolare nell'area della prevenzione nella quale le Marche siposizionano al 18/o posto. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702871608827.PDF §---§ title§§ Gimbe, Molise al top per riparto Fondo sanitario indistinto, 2.319 euro per abitante - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904909000.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
Il riparto del Fondo sanitario indistinto 2025 indica il Molise al primo posto in Italia con una media di 2.319 euro per abitante a fronte di un dato medio nazionale di 2.218 euro. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T11:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904909000.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904909000.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/molise/notizie/2026/10/07/gimbe-molise-al-top-per-riparto-fondo-sanitario-indistinto-2.319-euro_832fb106-24ed-4c0e-8184-ff10feff027b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904909000.PDF tp:ocr§§ Il riparto del Fondo sanitarioindistinto 2025 indica il Molise al primo posto in Italia conuna media di 2.319 euro per abitante a fronte di un dato medionazionale di 2.218 euro. E' quanto emerge dal 9/o Rapporto Gimbepresentato oggi alla Camera dei deputati che fotografa lo 'statodi salute' del Servizio sanitario nazionale. Situazione diametralmente opposta per quanto riguarda ilnumero dei medici dipendenti per mille abitanti: nel 2024 era1,35, il più basso del Paese. Dal report si apprende inoltre cheal 1/o gennaio 2025 non si registrano carenze nel numero deimedici di Medicina generale, mentre per i pediatri di liberascelta la carenza è pari a due. Nel 2024 gli infermieri sono4,92 per mille abitanti, leggermente al di sopra della medianazionale, 4,75. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904909000.PDF §---§ title§§ Fratoianni, 'su sanità non si può continuare a dire che c'è un aumento delle risorse' - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907809169.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
"Non si può continuare a dire che c''è un aumento nominale delle risorse" per il Servizio sanitario nazionale, "lo sappiamo tutti che c''è, il punto è che questa crescita non risponde ai bisogni reali e indica invece un deperimento dell''investimento rispetto... (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T12:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907809169.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907809169.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/10/07/fratoianni-su-sanita-non-si-puo-continuare-a-dire-che-ce-un-aumento-delle-risorse_a78cb750-1a6c-4527-b834-0a894791ddf3.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907809169.PDF tp:ocr§§ "Non si può continuare a dire che c'èun aumento nominale delle risorse" per il Servizio sanitarionazionale, "lo sappiamo tutti che c'è, il punto è che questacrescita non risponde ai bisogni reali e indica invece undeperimento dell'investimento rispetto al Pil e rispetto alledinamiche reali del nostro Paese. Il dato che emerge oggi è cheil definanziamento si misura nel rapporto con il Pil e conl'inflazione, oltre al fatto che le cifre realmente appostatesono persino più basse di quelle dichiarate. Senza un'inversionedi tendenza radicale sul terreno del finanziamento si consegnaal collasso il Servizio sanitario nazionale". Lo ha detto ilsegretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, allapresentazione del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionalerealizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina allaCamera dei Deputati. Per Fratoianni, "per dare concretezzaall'Articolo 32 della Costituzione, bisogna tenere inconsiderazione anche l'altro pezzo della discussione, ossia chesalute non significa solo erogare prestazioni ma anche la sferasociale, che ha un impatto sulla prevenzione e riduzione dellamalattia. Se aumenta il numero delle persone che rinuncia allecure perché si trova in povertà e, contemporaneamente, il modocon cui ripartiamo le risorse sul piano nazionale non guarda aquesta condizione, il cortocircuito diventa devastante". Infine,sulle Case di comunità, per Fratoianni, "bisogna emanciparsidall'idea che l'unica risposta ai bisogni di salute sial'ospedale, ovunque e comunque, perché questo non è sostenibile"e se manca il personale "bisogna mettercelo". Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907809169.PDF §---§ title§§ Firmato il contratto dei dirigenti medici, fino a 560 euro al mese di aumento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027609251.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
E'' stato firmata oggi all''Aran la pre-intesa del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dell''Area Sanità 2025-2027. Il Ccnl interessa circa 138mila dirigenti medici ospedalieri, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T13:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027609251.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027609251.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/10/07/firmato-contratto-per-dirigenti-medici-fino-a-560-euro-al-mese-in-piu_85d14c43-8838-4ed0-aa47-6e891d191676.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027609251.PDF tp:ocr§§ E' stato firmata oggi all'Aran la pre-intesa del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dell'Area Sanità 2025-2027. Il Ccnl interessa circa 138mila dirigenti medici ospedalieri, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie. In busta paga è previsto un aumento medio mensile fino a 560 euro.Da nuove tutele contro le aggressioni a regole per l'IA. L'ok da tutte le sigle sindacali. Naddeo (Aran), 'risultato importante' Aumento medio a regime di 560 euro al mese per 13 mensilità, riforma degli incarichi, nuove tutele contro le aggressioni, permessi per gravi patologie e regole per l'intelligenza artificiale. Sono alcuni dei punti dell'ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 dell'Area Sanità, sottoscritta oggi all'Aran. L'accordo, sottolinea l'Aran, riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. L'intesa è stata sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali.L'aumento retributivo medio a regime raggiunge i 560 euro mensili per tredici mensilità, di cui 393 euro derivanti dal rinnovo contrattuale e 167 euro dalle ulteriori risorse stanziate per legge. Con la sottoscrizione di oggi "raggiungiamo un risultato importante per una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale - afferma il presidente Aran, Antonio Naddeo -. Il nuovo contratto riconosce concretamente il valore, le competenze e le responsabilità della dirigenza sanitaria, con un incremento retributivo medio a regime di 560 euro al mese. Ma il valore dell'intesa va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro". Tra le principali novità figurano infatti il rafforzamento delle tutele contro le aggressioni, i permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima regolamentazione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale nell'ambito del rapporto di lavoro."È un contratto che interviene in modo concreto sull'organizzazione del lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle tutele - prosegue Naddeo -. Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato intenso e costruttivo e ci ha consentito di raggiungere l'intesa in tempi rapidi.Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione resta per Aran un obiettivo strategico, perché significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace".Con la sottoscrizione dell'Ipotesi si apre ora la fase degli adempimenti previsti dalla normativa prima della firma definitiva del Contratto collettivo nazionale. Sindacato medici Anaao, 'con contratto risultati concreti, ora la manovra'. L'erogazione degli aumenti verosimilmente all'inizio del 2027 Il principale sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao Assomed, ha sottoscritto oggi la pre-intesa del Contratto della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria 2025-2027: "Una firma responsabile - commenta Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato - che porta risultati tangibili a migliaia di professionisti che ogni giorno, tra carenze di organico e carichi di lavoro insostenibili, garantiscono il diritto alla salute dei cittadini. Un'intesa che mette in sicurezza il contratto, proteggendolo dalle incertezze della campagna elettorale. Ora la partita si gioca sulla legge di Bilancio".Prima del via libera definitivo, il testo sarà sottoposto alle verifiche di rito. L'entrata in vigore è prevista verosimilmente a inizio 2027 con l'erogazione degli aumenti e degli arretrati."Abbiamo scelto di firmare perché i colleghi non potevano più aspettare - dichiara Di Silverio -. Rifiutare la firma di questo contratto ci avrebbe trascinati in un vicolo cieco. Le elezioni politiche imminenti avrebbero inevitabilmente bloccato i tempi della firma, azzerando il lavoro fatto per normalizzare i tempi della contrattazione. Abbiamo scelto di garantire risultati concreti e immediati, evitando di lasciare medici e dirigenti sanitari in un limbo imprevedibile. Ma la firma non è un punto d'arrivo. Ora - conclude - sta alla legge di bilancio dare risposte economiche concrete ai medici e ai dirigenti sanitari.Senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico. L'Anaao Assomed vigilerà senza sconti, pronta a farsi sentire in Parlamento e nelle piazze se necessario".Per approfondire Agenzia ANSA Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 - Sanità - Ansa.it Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. (ANSA) Il sindacato dei medici Anaao: 'Con il contratto risultati concreti, ora la manovra' Il principale sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao Assomed, ha sottoscritto oggi la pre-intesa del Contratto della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria 2025-2027: "Una firma responsabile - commenta Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato - che porta risultati tangibili a migliaia di professionisti che ogni giorno, tra carenze di organico e carichi di lavoro insostenibili, garantiscono il diritto alla salute dei cittadini. Un'intesa che mette in sicurezza il contratto, proteggendolo dalle incertezze della campagna elettorale. Ora la partita si gioca sulla legge di Bilancio".Prima del via libera definitivo, il testo sarà sottoposto alle verifiche di rito. L'entrata in vigore è prevista verosimilmente a inizio 2027 con l'erogazione degli aumenti e degli arretrati. "Abbiamo scelto di firmare perché i colleghi non potevano più aspettare - dichiara Di Silverio -. Rifiutare la firma di questo contratto ci avrebbe trascinati in un vicolo cieco. Le elezioni politiche imminenti avrebbero inevitabilmente bloccato i tempi della firma, azzerando il lavoro fatto per normalizzare i tempi della contrattazione. Abbiamo scelto di garantire risultati concreti e immediati, evitando di lasciare medici e dirigenti sanitari in un limbo imprevedibile.Ma la firma non è un punto d'arrivo. Ora - conclude - sta alla legge di bilancio dare risposte economiche concrete ai medici e ai dirigenti sanitari. Senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico. L'Anaao Assomed vigilerà senza sconti, pronta a farsi sentire in Parlamento e nelle piazze se necessario".Questi, afferma l'Anaao, i principali risultati ottenuti sulla parte normativa al tavolo negoziale: nuove carriere con garanzia economica. Percorsi di crescita professionale trasparenti e riconoscimenti certi, "finalmente liberi dalla discrezionalità aziendale". Meno ore eccedenti da dare alle Aziende.Via libera alla detassazione delle prestazioni aggiuntive contro le liste d'attesa: Il provvedimento azzera la tassazione su tutte le prestazioni aggiuntive per la riduzione delle liste d'attesa, svolte sia nella propria azienda sia presso enti terzi.Riorganizzazione delle Guardie e delle Pronte disponibilità orientate verso una maggiore sicurezza clinica e operativa. Più forza al confronto regionale. Tutela della dirigenza sanitaria.Maggiori tutele in caso di 'Clinicizzazione delle Strutture Complesse': deve cioè essere garantito un incarico equivalente al direttore che perde la Struttura.Ferie per i neoassunti: il contratto elimina la disparità ai danni dei neoassunti prevedendo due giorni di ferie in più, equiparandoli agli altri dirigenti.Riconoscimento dell'indennità di ferie: durante le ferie viene riconosciuta un'indennità aggiuntiva a compensazione dei turni di guardia e di servizio in pronto soccorso non effettuati in quel periodo. Welfare aziendale potenziato.Revisione dei criteri per la definizione delle tariffe libero professionali: la tariffa verrà costruita a partire dall'o norario del professionista cui verranno aggiunte le spese e gli oneri accessori. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027609251.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe, liguri sborsano 870 euro a testa per curarsi - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027709252.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
La spesa sanitaria privata ''out-of-pocket'', letteralmente di tasca propria senza alcun rimborso da parte del servizio sanitario nazionale o di un''assicurazione privata, dei liguri nel 2024 è stata in media di 870 euro a testa per curarsi, oltre il 10% in p... (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T13:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027709252.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027709252.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/07/sanita-gimbe-liguri-sborsano-870-euro-a-testa-per-curarsi_cf1b747d-e640-4284-a7fa-8e191377ff73.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027709252.PDF tp:ocr§§ La spesa sanitaria privata'out-of-pocket', letteralmente di tasca propria senza alcunrimborso da parte del servizio sanitario nazionale o diun'assicurazione privata, dei liguri nel 2024 è stata in mediadi 870 euro a testa per curarsi, oltre il 10% in più della medianazionale di 787 euro. Lo rileva la Fondazione Gimbe analizzandola spesa pro-capite trasmessa al sistema della tessera sanitariaper la dichiarazione dei redditi. Costa più di un affitto medio a Genova curarsi in Liguria,nonostante la regione nel 2025 sia risultata sul podio nelriparto pro-capite del fondo sanitario nazionale con 2.295 euroad abitante, a ruota del Molise con 2.319 e della Valle d'Aostacon 2.296, sopra alla media nazionale di 2.218 euro. La Liguria nel 2024 si è attesta al settimo posto a livellonazionale per ammontare della spesa sanitaria privata'out-of-pocket', dietro alla Lombardia con in media 1.105 eurospesi a testa, al Lazio con 921, all'Emilia Romagna con 914, alVeneto con 903, al Trentino-Alto Adige con la Provincia autonomadi Trento a 900 euro e la Provincia autonoma di Bolzano a 882,al Piemonte con 875. Davanti alla Toscana con 848 euro, alFriuli Venezia Giulia con 787, alle Marche con 723, alla Valled'Aosta con 697, all'Umbria con 689, alla Sardegna con 596,all'Abruzzo con 569, alla Puglia con 544, al Molise con 506,alla Campania e alla Sicilia entrambe con 469 euro, allaCalabria con 449 e alla Basilicata con 425. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027709252.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe, in Basilicata più personale rispetto alla media italiana - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703033109254.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
In Basilicata nel 2024 si registrano 13 dipendenti del servizio sanitario ogni mille abitanti, rispetto a una media nazionale di 12,1. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T13:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703033109254.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703033109254.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/10/07/sanita-gimbe-in-basilicata-piu-personale-rispetto-alla-media-italiana_5f741ae8-9a58-4a83-a943-240b673d77b5.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703033109254.PDF tp:ocr§§ In Basilicata nel 2024 siregistrano 13 dipendenti del servizio sanitario ogni milleabitanti, rispetto a una media nazionale di 12,1. Il dato emergedal nono Rapporto sul Servizio sanitario nazionale realizzatodalla Fondazione Gimbe e presentato oggi nella Sala della Reginadella Camera dei deputati. Nel dettaglio, i medici dipendenti sono 1,74 ogni milleabitanti, al di sotto della media italiana di 1,84, mentre gliinfermieri sono 5,55, contro i 4,75 a livello nazionale. Ilrapporto tra infermieri e medici è pari a 3,18, rispetto al 2,59nazionale. Nel 2025 il Fondo sanitario nazionale pro capite inBasilicata è stato pari a 2.251 euro, superiore alla mediaitaliana di 2.218 euro, mentre l'aspettativa di vita allanascita è di 83,1 anni, contro gli 83,7 nazionali. Nel 2025, inoltre, non sono riportati importi perl'acquisizione di servizi di fornitura di personale sanitario, icosiddetti "gettonisti". Nel 2024 la spesa sanitaria pro capitetrasmessa al Sistema Tessera Sanitaria per la dichiarazione deiredditi è stata pari a 425 euro, contro una media italiana di787. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703033109254.PDF §---§ title§§ Gimbe, in Piemonte 875 euro a persona di spesa privata in sanità - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026509320.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
È stata di 875 euro pro-capite in Piemonte la spesa sanitaria a carico dei cittadini (''out of pocket'') nel 2024, un dato superiore alla media italiana, che è di 787 euro. (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T13:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026509320.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026509320.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2026/10/07/gimbe-in-piemonte-875-euro-a-persona-di-spesa-privata-in-sanita_d8c4ee60-5d58-4db9-a376-222d894d9d92.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026509320.PDF tp:ocr§§ È stata di 875 euro pro-capite inPiemonte la spesa sanitaria a carico dei cittadini ('out ofpocket') nel 2024, un dato superiore alla media italiana, che èdi 787 euro. è uno degli elementi che emergono dal nono rapportoGimbe sul servizio sanitario nazionale. In Piemonte nel 2025 il Fondo sanitario nazionale pro-capiteè stato di 2.253 euro, di poco superiore alla media italiana(2.218). L'aspettativa di vita è di 83,6 anni, in linea con ilPaese (83,7). Riguardo ai lavoratori della sanità, nel 2024, a livelloregionale si registrano 13,7 unità di personale dipendente ognimille abitanti (media Italia 12,1). In particolare ci sono 1,89medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,84) e 5,19infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75). Il rapporto infermieri/medici è pari a 2,75 (media Italia 2,59). Considerando i servizi di fornitura di personale sanitario, icosiddetti 'gettonisti', nel 2025 il valore economico deicontratti è pari a 57,5 milioni di euro. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026509320.PDF §---§ title§§ Gimbe, in Calabria riparto Fondo sanitario 2025 pari a 2.223 euro a persona - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703040009375.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 07 Oct 2026
In Calabria, nel 2025, il riparto del Fondo sanitario nazionale (Fsn) pro-capite è stato pari a 2.223 euro (media nazionale € 2.218) e l''aspettativa di vita alla nascita (dati 2025) è pari a 82,9 anni (media nazionale 83,7). (ANSA)
pubDate§§ 2026-10-07T13:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703040009375.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703040009375.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/calabria/notizie/2026/10/07/gimbe-in-calabria-riparto-fondo-sanitario-2025-pari-a-2.223-euro-a-persona_c9557941-7a65-4df2-82ed-42045e5d176f.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703040009375.PDF tp:ocr§§ In Calabria, nel 2025, ilriparto del Fondo sanitario nazionale (Fsn) pro-capite è statopari a 2.223 euro (media nazionale € 2.218) e l'aspettativa divita alla nascita (dati 2025) è pari a 82,9 anni (medianazionale 83,7). Sono alcuni dei deati contenuti nel nonoRapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Riguardo al personale sanitario, nel 2024, a livelloregionale, Gimbe registra 10,4 unità ogni 1.000 abitanti (mediaItalia 12,1), 1,78 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (mediaItalia 1,84), 4 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (mediaItalia 4,75) ed il rapporto infermieri/medici è pari a 2,25(media Italia 2,59). Il valore economico dei cosiddetti"gettonisti" per i servizi di fornitura di personale, nel 2025è pari a 0,8 milioni. e nel 2024, la spesa sanitaria pro-capitetrasmessa al Sistema TS per la dichiarazione dei redditi è paria 449 (media Italia 787). Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703040009375.PDF §---§ title§§ Sanità , Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968308622.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "askanews.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "askanews.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "avantionline.it" del 07 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per…
pubDate§§ 2026-10-07T11:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873508810.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873508810.PDF', 'title': 'avantionline.it'} tp:url§§ https://avantionline.it/gimbe-in-tre-anni-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873508810.PDF tp:ocr§§ Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per…--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873508810.PDF §---§ title§§ In 4 anni persi 19 miliardi: ecco i «tagli invisibili alla sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873908734.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "avvenire.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "bresciaoggi.it" del 07 Oct 2026
ROMA, 07 OTT - Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto... Scopri di più
pubDate§§ 2026-10-07T09:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935708444.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935708444.PDF', 'title': 'bresciaoggi.it'} tp:url§§ https://www.bresciaoggi.it/news/italia/gimbe-18-8-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026-1.13145738 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935708444.PDF tp:ocr§§ ROMA, 07 OTT - Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. (ANSA). ROMA Bresciaoggi è su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti al nostro canale e rimanere aggiornato in tempo reale.ROMA, 07 OTT - Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. (ANSA). tp:writer§§ Società Editrice Athesis S.p.A. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702935708444.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra il 2023 e il 2026 | Bresciaoggi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912809111.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "bresciaoggi.it" del 07 Oct 2026
ROMA, 07 OTT - Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto... Scopri di più
pubDate§§ 2026-10-07T12:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912809111.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912809111.PDF', 'title': 'bresciaoggi.it'} tp:url§§ https://www.bresciaoggi.it/news/italia/gimbe-18-8-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026-1.13145962 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912809111.PDF tp:ocr§§ ROMA, 07 OTT - Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini.Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. (ANSA). ROMA Bresciaoggi è su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti al nostro canale e rimanere aggiornato in tempo reale.ROMA, 07 OTT - Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini.Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. (ANSA). tp:writer§§ Società Editrice Athesis S.p.A. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912809111.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Città dì link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879308744.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cittadi.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879308744.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879308744.PDF', 'title': 'cittadi.it'} tp:url§§ https://cittadi.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879308744.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Campania Press". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 3889 del 30/06/1989. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cittadi.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879308744.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Citta di Napoli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949608551.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cittadinapoli.com" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949608551.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949608551.PDF', 'title': 'cittadinapoli.com'} tp:url§§ https://cittadinapoli.com/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949608551.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Questo sito contribuisce alla audience di notiziedi.it. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cittadinapoli.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949608551.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Citta di Napoli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703025609327.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cittadinapoli.com" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T13:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703025609327.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703025609327.PDF', 'title': 'cittadinapoli.com'} tp:url§§ https://cittadinapoli.com/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703025609327.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di notiziedi.it. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cittadinapoli.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703025609327.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960008703.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "comunicazionenazionale.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960008703.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960008703.PDF', 'title': 'comunicazionenazionale.it'} tp:url§§ https://comunicazionenazionale.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960008703.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it© All Rights Reserved, comunicazionenazionale.it | Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 5292 del 2/4/2002 | Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo direzione@forumitalia.info per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960008703.PDF §---§ title§§ Nella sanità tagli “invisibili” per 18,8 miliardi tra 2023 e 2026. E non andrà affatto meglio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702901708968.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "contropiano.org" del 07 Oct 2026
Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario nazionale ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della
pubDate§§ 2026-10-07T11:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702901708968.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702901708968.PDF', 'title': 'contropiano.org'} tp:url§§ https://contropiano.org/news/politica-news/2026/10/07/nella-sanita-tagli-invisibili-per-188-miliardi-tra-2023-e-2026-e-non-andra-affatto-meglio-0199397 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702901708968.PDF tp:ocr§§ ContropianoGiornale comunista onlineMenuAnche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario nazionale ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil.Secondo la Fondazione Gimbe che oggi ha presentato il suo rapporto annuale in Parlamento, le cose non sembrano cambiare per il prossimo futuro. Secondo il rapporto “Nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del Fondo sanitario nazionale (Fsn): 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di 32,3 miliardi”.L’Italia, ricorda la Fondazione Gimbe, rimane ultima nel G7 per la spesa sanitaria pubblica pro capite, mentre la spesa sanitaria privata sostenuta direttamente dalle famiglie (out of pocket) supera la media Ocse del 12,3%.Calcolato a prezzi costanti, il Fondo sanitario nazionale è ai livelli del 2010, ma ovviamente da allora la necessità di cure è aumentata perché l’età media è cresciuta (da 43,2 a 47,1 anni) e anche i costi sono saliti.Ma avere meno risorse significa anche peggiorare le condizioni di lavoro di chi opera nella sanità. Stiamo infatti assistendo ad una grande fuga di professionisti dal settore pubblico. 1 medico su 4 e 1 infermiere su 5 non lavorano per il Sistema Sanitario Nazionale. Dei 339.256 medici censiti dall’Ocse, almeno 88.258 (26,1%) non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi formativi post-laurea. “Se oltre 1 medico su 4 non lavora nel Ssn né è inserito in percorsi formativi post-laurea, è evidente che il servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici. Aumentare i posti nei Corsi di Laurea di Medicina non garantisce quindi più medici alla sanità pubblica, in particolare nelle specialità e nei territori dove servono”, ha avvertito il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta.Dal 1° gennaio 2025 Gimbe stima un deficit di 5.716 medici di medicina generale – assumendo come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti – e di 497 pediatri di libera scelta, il 78,7% dei quali concentrato in Lombardia, Piemonte e Veneto.Inevitabilmente questi tagli stanno incentivando la privatizzazione del sistema sanitario, un processo che impoverisce la popolazione costretta a pagare le sia le tasse che le prestazioni nella sanità privata, ma che lascia sempre più persone senza cure.7 Ottobre 2026 - © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANOIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento *Nome *Email *Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.Quanto sta accadendo lungo il Savena abbandonato, nel tratto di via Romita a ridosso dell’area che verrà interessata dall’espansione...Il nuovo rapporto SIPRI colloca l’Italia al dodicesimo posto mondiale per spesa bellica: 48,1 miliardi di dollari, +20% in...I medici cubani hanno trasformato i sistemi sanitari pubblici dall’Algeria al Brasile. L’internazionalismo della medicina cubana è diventato un...Tenete viva l’informazione: sostenete il sito di Contropiano mandandoci il vostro contributo!Milano. Dall’industria all’overtourismSciopero generale provinciale per gli sfollati di Pozzuoli, manifestazione a RomaFirenze. No alla repressione e alla censura!Milano. Hasta siempre, hombre del futuro!Giornata di mobilitazione nazionale per la Palestina. Elenco delle manifestazioniVuoi essere sempre aggiornato sulle notizie di Contropiano? Iscriviti alla nostra newsletter: Accetto la privacy policy del sitoAutorizzazione del Tribunale di Roma 286 del 31 dicembre 2014. Direttore Responsabile: Sergio Cararo. Indirizzo: V.Casalbruciato 27- sc. B - 00159 Roma - Tel. 06.640.122.19 - redazione@contropiano.or g tp:writer§§ Redazione Roma guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702901708968.PDF §---§ title§§ Un italiano su 10 rinuncia a visite ed esami per le lunghe attese. 42,4 miliardi di spesa sanitaria a carico delle famiglie | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702943808361.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 07 Oct 2026
1 infermiere su 5 e 1 medico su 4 non lavorano nel Servizio sanitario nazionale, sempre meno attrattivo. Gimbe: «Senza nuove risorse, il conto ricadrà su Regioni e cittadini»
pubDate§§ 2026-10-07T08:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702943808361.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702943808361.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/26_ottobre_07/un-italiano-su-10-rinuncia-a-visite-ed-esami-per-le-lunghe-attese-42-4-miliardi-di-spesa-sanitaria-a-carico-delle-famiglie-8221af23-ff30-4e52-9b19-00bdd6eb3xlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702943808361.PDF tp:ocr§§ Sinner, la scelta sbagliata di allenarsi sopra il dolore. Cahill e il precedente dell'addio a Panichi: sarà rivoluzione?Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.1 infermiere su 5 e 1 medico su 4 non lavorano nel Servizio sanitario nazionale, sempre meno attrattivo. Gimbe: «Senza nuove risorse, il conto ricadrà su Regioni e cittadini»Aumentano le Regioni che garantiscono i Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni e i servizi sanitari che ogni assistito ha diritto a ricevere dallo Stato, ma rimane il divario tra Nord e Sud nell’offerta dei servizi sanitari e quasi un connazionale su dieci rinuncia ad almeno una visita specialistica o a un esame diagnostico a causa di lunghe liste d’attesa e/o per motivi economici. A fronte di una carenza di personale sanitario, un infermiere su cinque e un medico su quattro non lavorano nel Servizio sanitario nazionale (Ssn), sempre meno attrattivo. Nonostante diverse criticità, il sistema sanitario pubblico continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e un tasso di mortalità evitabile tra i più bassi d’Europa.Sono alcune luci e ombre che emergono dal nono Rapporto della Fondazione Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.Secondo i dati Istat, nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato almeno a una visita specialistica o a un esame diagnostico ovvero oltre 5,8 milioni di persone.«Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute» commenta il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che aggiunge: «Il diritto alla tutela della salute è sempre meno esigibile nella vita reale, un’involuzione che indebolisce i princìpi di universalità ed equità: disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle cure, ampliando il divario tra chi può pagare e chi è costretto ad attendere o a rinunciare».Nel 2025, segnala il rapporto Gimbe, la spesa sanitaria a carico delle famiglie (out of pocket) è stata di 42,4 miliardi, diminuita dell’1% rispetto al 2024; aumenta invece del 10,1% la spesa intermediata da fondi sanitari e assicurazioni, in particolare quella per assicurazioni sanitarie volontarie (del 12,7%). «Se il Servizio pubblico arretra, fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura – avverte Cartabellotta –. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del Servizio sanitario senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze». La spesa out of pocket, puntualizza Gimbe, «non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche; da un lato, non intercetta le prestazioni cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-Lea e per beni e servizi a basso valore». Quanto ai Livelli essenziali di assistenza che lo Stato deve garantire, secondo il rapporto del ministero della Salute nel 2024 18 Regioni su 21 garantiscono i Lea, contro le 13 del 2023. Tuttavia, sottolinea la Fondazione Gimbe, «sei delle diciotto Regioni “promosse” presentano almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69 e, nello stesso anno, aumenta la quota di popolazione che rinuncia a visite o esami». Le diseguaglianze territoriali sono confermate anche dalla mobilità sanitaria interregionale, che nel 2023 ha raggiunto 5,15 miliardi, il valore più elevato dal 2010, secondo l’analisi di Gimbe. Rispetto al personale sanitario, rileva il Rapporto, il nostro Paese conta ben 339.256 medici censiti dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ovvero 5,8 medici per mille abitanti rispetto alla media OCSE (4 medici ogni mille abitanti). Però, almeno 88.258 (26,1%) dott ori non lavorano nel Servizio sanitario nazionale. «Se oltre un medico su quattro non lavora nel Ssn né è inserito in percorsi formativi post laurea, è evidente che il Servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici – fa notare Cartabellotta –. Aumentare i posti nei corsi di Laurea di Medicina non garantisce quindi più medici al Ssn, in particolare nelle specialità e nei territori dove servono». Sul fronte della medicina territoriale, al 1° gennaio 2025 la Fondazione Gimbe stima una carenza di 5.716 medici di medicina generale (calcolata in base al rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti ndr) e di 497 pediatri di libera scelta, il 78,7% dei quali concentrato in Lombardia, Piemonte e Veneto. Una carenza che rende spesso difficile trovare un professionista vicino casa.Ancora più carenti gli infermieri: con 6,9 ogni mille abitanti l’Italia è ben al di sotto della media OCSE (9,7 infermieri ogni mille abitanti). Tuttavia, dei 407.750 infermieri censiti dall’OCSE, almeno 79.926 (19,6%) non lavorano nel Servizio sanitario nazionale. «Alla grave carenza di personale infermieristico si aggiunge il fatto che un infermiere su cinque non lavora nel Ssn: un ulteriore segnale delle difficoltà del Servizio pubblico ad attrarre e trattenere questi professionisti» sottolinea Cartabellotta. Anche formazione e retribuzioni restano indietro: 19,5 laureati in infermieristica ogni 100 mila abitanti contro 43,6 della media OCSE e retribuzioni degli infermieri ospedalieri inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. «Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza ma il Servizio sanitario ha perso attrattività – sottolinea il presidente Gimbe –. I professionisti non si trattengono con gli appelli; servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera».Intanto non accenna a diminuire il ricorso a medici e infermieri che lavorano «a gettone», cioè reclutati – anche all’estero – tramite società di somministrazione del lavoro e cooperative, che di solito li pagano per i turni che svolgono. Secondo l’analisi di Gimbe, nel biennio 2024-2025 il valore dei contratti per servizi di fornitura di personale ha raggiunto 1,06 miliardi; nel 2025 la spesa è cresciuta del 15% e il valore dei contratti specificamente riferiti al personale medico è aumentato del 62% rispetto al 2024. «Lo stop normativo ai “gettonisti” non riporta automaticamente medici e infermieri nei reparti: deve essere accompagnato da misure capaci di reclutare e trattenere i professionisti nel Ssn, altrimenti si rischia di lasciare scoperti servizi essenziali» evidenzia Cartabellotta.Mentre la sanità pubblica arranca, avanza il privato «puro». Secondo i dati del ministero della Salute (riferiti al 2023), su 29.386 strutture sanitarie 17.042 (il 58%) sono private accreditate e 12.344 pubbliche (il 42%). Il privato accreditato (parte integrante del Servizio sanitario) è particolarmente rilevante nell’assistenza residenziale, riabilitativa, semi-residenziale e specialistica ambulatoriale.Nel 2025, documenta il rapporto Gimbe, la spesa sanitaria pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 29,4 miliardi, con un aumento del 25,9% rispetto al 2012; ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa al 20,8%, il valore più basso del periodo 2012-2025. Quanto al «privato puro», invece, la spesa delle famiglie (rilevata dal Sistema Tessera Sanitaria) presso le strutture non accreditate, quindi a pagamento, è aumentata del 169%, passando da 3,05 miliardi nel 2016 a 8,2 miliardi nel 2024. Il Fondo sanitario nazionale (FSN) nel periodo 2023-2026 è cresciuto di ben 17,5 miliardi, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026; secondo l’analisi di Gimbe, però, il quadro cambia se si rapporta la percentuale del Fondo sanitario nazionale alla ricchezza prodotta dal Paese: il FSN nel 2022 rappresentava il 6,27% del PIL (Prodotto interno lordo); negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel corso di questi anni «il rapporto tra FSN e PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il Servizio sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più». Commenta Cartabellotta: «Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Servizio sanitario. È il fenomeno dei “tagli invisibili”: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto tra FSN e PIL del 2022». Dal 2010 al 2026 il Fondo sanitario nazionale nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, secondo Gimbe, queste risorse sono state in buona parte erose dall’inflazione, per cui «nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010». «Nel frattempo – sottolinea Cartabellotta – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche».La spesa sanitaria pubblica, nel 2025, si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE; inoltre, segnala il rapporto Gimbe, il nostro Paese è ultimo tra quelli del G7 per spesa sanitaria pubblica pro capite, ammontando a 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto: 909 in meno della media OCSE e 1.013 in meno della media europea. «Un divario che rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i 36 miliardi» commenta Cartabellotta. «La voragine, scavata negli ultimi 15 anni da Governi di ogni colore, anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa».Dal punto di vista previsionale, secondo l’analisi di Gimbe, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2026, approvato il 2 ottobre, «prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029», quindi si ridurrebbe la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità.«Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza, il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario – osserva il presidente della Fondazione Gimbe –. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini».Un altro problema segnalato nel Rapporto riguarda il riparto del Fondo sanitario nazionale. La Fondazione Gimbe cita il caso della Campania, Regione più giovane d’Italia, che riceve la quota pro capite più bassa tra le Regioni a statuto ordinario (2.173 euro), «nonostante condizioni socio-economiche sfavorevoli e una speranza di vita alla nascita quasi tre anni inferiore a quella della Provincia autonoma di Trento».La Fondazione Gimbe propone un patto per il rilancio del Servizio sanitario nazionale con 16 linee di intervento per orientare e monitorare le politiche di Governo e Regioni; tra l’altro si chiede: una «strategia organica che integri un finanziamento pubblico adeguato ai bisogni di salute, una governance Stato-Regioni capace di ridurre i divari, l’aggiornamento continuo e l’uniforme esigibilità dei Livelli essenziali di assistenza, il rilancio delle politiche sul personale sanitario, il potenziamento del territorio e l’integrazione con ospedale e servizi sociali, la riduzione di sprechi e inefficienze, la governance del rapporto pubblico-privato, il riordino della sanità integrativa, gli investimenti in prevenzione, ricerca e digitalizzazione».Dice Cartabellotta: «Nel 2027 il piano di rilancio sarà il nostro riferimento per analizzare i programmi sulla sanità di tutte le forze politiche alle prossime elezioni, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere azioni e omissioni della politica nella tutela della loro salute».Visite mediche ed esami: si aspetta ancora troppo nel Pubblico. Approvato il nuovo Piano nazionale liste d'attesadi Maria Giovanna FaiellaSanità, oltre il 70% delle famiglie italiane paga prestazioni di tasca propriadi Redazione SaluteAssistenza domiciliare, perché è ancora così difficile ottenerla in Italiadi Maria Giovanna FaiellaMedico di famiglia, trovarlo è sempre più complicato: ne mancano oltre 5.500 e il 52% ha già oltre 1500 assistitidi Maria Giovanna FaiellaSanità, cure essenziali: nel 2024 «promosse» 18 Regioni, ma quasi 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato ad almeno una visita o un esamedi Maria Giovanna FaiellaSanità, liste d'attesa per visite ed esami: ecco le Regioni migliori e peggiori. Tutti i datidi Maria Giovanna FaiellaSpese mediche: quanto si paga di tasca propria per curarsi e perché? Partecipa al sondaggio di Corriere.it ??di Luigi RipamontiIl servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d'eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute7 ottobre 2026© RIPRODUZIONE RISERVATANicolò Sabbattini, 35 anniUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. 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Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "corriereadriatico.it" del 07 Oct 2026
Nel prossimo triennio il fabbisogno potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse stanziate, mentre attese e costi limitano l’accesso alle prestazioni
pubDate§§ 2026-10-07T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878008763.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878008763.PDF', 'title': 'corriereadriatico.it'} tp:url§§ https://www.corriereadriatico.it/attualita/sanita_rapporto_gimbe_rinuncia_cure_finanziamenti-9809642.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878008763.PDF tp:ocr§§ Nel prossimo triennio il fabbisogno potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse stanziate, mentre attese e costi limitano l’accesso alle prestazioni--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878008763.PDF §---§ title§§ Il 10% degli italiani rinuncia a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702931908418.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredellacalabria.it" del 07 Oct 2026
Gimbe presenta il rapporto sul Ssn alla Camera
pubDate§§ 2026-10-07T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702931908418.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702931908418.PDF', 'title': 'corrieredellacalabria.it'} tp:url§§ https://www.corrieredellacalabria.it/2026/10/07/il-10-degli-italiani-rinuncia-a-curarsi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702931908418.PDF tp:ocr§§ I nostri canaliROMA Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9 per cento della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6 per cento del 2023. Circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi di attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal Nono Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato oggi alla Camera dei deputati. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realta’, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. (Nova)Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornatoNews&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email: newsandcom@gmail.comx tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702931908418.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Corriere della Sardegna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874108740.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredellasardegna.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874108740.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874108740.PDF', 'title': 'corrieredellasardegna.it'} tp:url§§ https://corrieredellasardegna.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874108740.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@corrieredellasardegna.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874108740.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887708860.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrierediancona.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887708860.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887708860.PDF', 'title': 'corrierediancona.it'} tp:url§§ https://corrierediancona.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887708860.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@corrierediancona.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887708860.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Corriere di Palermo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949808549.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredipalermo.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949808549.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949808549.PDF', 'title': 'corrieredipalermo.it'} tp:url§§ https://corrieredipalermo.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949808549.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949808549.PDF §---§ title§§ Sanità, “18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950008555.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredipalermo.it" del 07 Oct 2026
Rapporto Fond. GIMBE: "Spesa sanitaria, crescono fondi e assicurazioni"
pubDate§§ 2026-10-07T09:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950008555.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950008555.PDF', 'title': 'corrieredipalermo.it'} tp:url§§ https://corrieredipalermo.it/sanita-188-mld-tagli-invisibili-crescono-rinunce-a-visite-e-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950008555.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Secondo il Rapporto, in Italia il diritto a salute sempre più condizionato da reddito e residenza ed in crescita chi rinuncia a una o più visite o esami: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.Infine, secondo GIMBE per far fronte alla spesa sanitaria sono in crescita fondi e assicurazioni. Nel 2025 la spesa sanitaria totale in Italia è di 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi di euro. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950008555.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Corriere di Palermo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888608849.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredipalermo.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888608849.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888608849.PDF', 'title': 'corrieredipalermo.it'} tp:url§§ https://corrieredipalermo.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888608849.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888608849.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Corriere Flegreo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702948908560.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriereflegreo.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T09:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702948908560.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702948908560.PDF', 'title': 'corriereflegreo.it'} tp:url§§ https://corriereflegreo.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702948908560.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702948908560.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Corriere Flegreo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889408841.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriereflegreo.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889408841.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889408841.PDF', 'title': 'corriereflegreo.it'} tp:url§§ https://corriereflegreo.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889408841.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889408841.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe, allarme sanità: spesa in calo sul Pil e un “buco” di 32 miliardi. In Campania i fondi pro-capite più bassi d’Italia – Corriere dell'Irpinia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702937008421.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriereirpinia.it" del 07 Oct 2026
La spesa sanitaria cresce in termini nominali, ma continua a perdere terreno rispetto alla ricchezza del Paese, allargando pericolosamente la forbice tra i fondi stanziati e le reali necessità del Servizio sanitario nazionale. È la fotografia impietosa scattata dal nono Rapporto della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera dei Deputati. Analizzando il Documento programmatico di
pubDate§§ 2026-10-07T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702937008421.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702937008421.PDF', 'title': 'corriereirpinia.it'} tp:url§§ https://corriereirpinia.it/rapporto-gimbe-allarme-sanita-spesa-in-calo-sul-pil-e-un-buco-di-32-miliardi-in-campania-i-fondi-pro-capite-piu-bassi-ditalia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702937008421.PDF tp:ocr§§ La spesa sanitaria cresce in termini nominali, ma continua a perdere terreno rispetto alla ricchezza del Paese, allargando pericolosamente la forbice tra i fondi stanziati e le reali necessità del Servizio sanitario nazionale. È la fotografia impietosa scattata dal nono Rapporto della Fondazione Gimbe, presentato oggi alla Camera dei Deputati. Analizzando il Documento programmatico di--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702937008421.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Cronache della Calabria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887808857.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedellacalabria.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887808857.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887808857.PDF', 'title': 'cronachedellacalabria.it'} tp:url§§ https://cronachedellacalabria.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887808857.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedellacalabria.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887808857.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889308844.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedelmezzogiorno.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889308844.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889308844.PDF', 'title': 'cronachedelmezzogiorno.it'} tp:url§§ https://cronachedelmezzogiorno.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889308844.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedelmezzogiorno.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702889308844.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Cronache Abruzzo e Molise link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944708546.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachediabruzzoemolise.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944708546.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944708546.PDF', 'title': 'cronachediabruzzoemolise.it'} tp:url§§ https://cronachediabruzzoemolise.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944708546.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944708546.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Cronache Abruzzo e Molise link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878608749.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachediabruzzoemolise.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878608749.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878608749.PDF', 'title': 'cronachediabruzzoemolise.it'} tp:url§§ https://cronachediabruzzoemolise.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878608749.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878608749.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Cronache di Bari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960608705.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedibari.com" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T10:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960608705.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960608705.PDF', 'title': 'cronachedibari.com'} tp:url§§ https://cronachedibari.com/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960608705.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedibari.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960608705.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Cronache di Bari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873308812.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedibari.com" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873308812.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873308812.PDF', 'title': 'cronachedibari.com'} tp:url§§ https://cronachedibari.com/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873308812.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedibari.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873308812.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Cronache di Milano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968208621.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedimilano.com" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968208621.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968208621.PDF', 'title': 'cronachedimilano.com'} tp:url§§ https://cronachedimilano.com/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968208621.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedimilano.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968208621.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Cronache di Milano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968008623.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedimilano.com" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T10:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968008623.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968008623.PDF', 'title': 'cronachedimilano.com'} tp:url§§ https://cronachedimilano.com/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968008623.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedimilano.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968008623.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Cronache di Trento e Trieste link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912009119.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronacheditrentoetrieste.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T12:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912009119.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912009119.PDF', 'title': 'cronacheditrentoetrieste.it'} tp:url§§ https://cronacheditrentoetrieste.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912009119.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronacheditrentoetrieste.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702912009119.PDF §---§ title§§ Taglia di qua, taglia di lÀ: a prendersela in saccoccia È la sanitÀ - tra il 2023 e il 2026 il... link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969508618.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "dagospia.com" del 07 Oct 2026
Taglia di qua, taglia di là: a prendersela in saccoccia è la sanità - tra il 2023 e il 2026 il fondo sanitario nazionale ha perso 18,8 miliardi di euro. il motivo? la contrazione della quota di finanziamento in rapporto al pil. lo rileva un rapporto della fondazione gimbe - si tratta di “tagli invi…
pubDate§§ 2026-10-07T10:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969508618.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969508618.PDF', 'title': 'dagospia.com'} tp:url§§ http://www.dagospia.com/cronache/taglia-qua-taglia-la-prendersela-in-saccoccia-e-sanita-2023-2026-il-489398 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969508618.PDF tp:ocr§§ Ospedali (ANSA) - Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Medici Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Questo calo ha prodotto una perdita 'virtuale' per la sanità di 18,8 miliardi. "Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. "È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022". giorgia meloni orazio schillaci foto lapresse A rosicchiare ulteriormente le risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l'inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare. Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe. nino cartabellotta «Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario", commenta Cartabellotta. "In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine - conclude - avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini".Medici 3NINO CARTABELLOTTASANITA PUBBLICA - CARENZA DI MEDICI E INFERMIERIGIORGIA MELONI ORAZIO SCHILLACInino cartabellottaOspedali tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969508618.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944508548.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "dire.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944508548.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944508548.PDF', 'title': 'dire.it'} tp:url§§ https://www.dire.it/07-10-2026/1273873-nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944508548.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.“Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa d iretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”. tp:writer§§ Vittorio Di Mambro Rossetti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944508548.PDF §---§ title§§ Sanita': Gimbe, tagli invisibili al Ssn che erodono universalita' ed equita' - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702875208719.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "en.ilsole24ore.com" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 07 Oct 2026
Mercoledì 07/10/2026 Appuntamenti: Mercanteinfiera Autunno 2026 - Fiere di Parma - 45ª edizione dell''appuntamento autunnale dedicato all''antiquariato, al modernariato e al collezionismo.
pubDate§§ 2026-10-07T07:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211207983.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211207983.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2026/10/07/eventi-e-scadenze-del-7-ottobre-2026/MTVfMjAyNi0xMC0wN19UTEI tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211207983.PDF tp:ocr§§ Mercoledì 07/10/2026 Appuntamenti: Mercanteinfiera Autunno 2026 - Fiere di Parma - 45ª edizione dell'appuntamento autunnale dedicato all'antiquariato, al modernariato e al collezionismo. La manifestazione ospita circa 1.000 presenze espositive, 6.000 buyer internazionali e oltre 56.000 visitatori ad ogni edizione. Si trovano capolavori d'arte antica, gioielli rari, beni di lusso vintage e molto altro (da sabato 03/10/2026 a domenica 11/10/2026) CNR - 1ª Conferenza Nazionale Polare - Roma, sede centrale del CNR - Conferenza dal titolo "Poli di conoscenza: dalle terre estreme alle sfide globali", promossa e coordinata dal CNR in collaborazione con ENEA, INGV e OGS, dedicata ad Artico, Antartide e Terzo Polo, con la partecipazione della comunità scientifica italiana per discutere di cambiamento climatico, trasformazioni ambientali, innovazione e geopolitica. Obiettivo dell'iniziativa è elaborare un white paper a supporto delle future strategie nazionali e iniziative internazionali (da lunedì 05/10/2026 a mercoledì 07/10/2026) Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale - Milano, Università Bocconi - Il tema dell'edizione 2026 è "Andare oltre". La manifestazione è dedicata alla sostenibilità e all'innovazione sociale, con incontri e confronti su imprese, comunità, ambiente, finanza, organizzazioni e sport. La 14ª edizione si articola in sei percorsi tematici e coinvolge rappresentanti del mondo economico, istituzionale, accademico e sociale. Tra gli interventi, figura Francesco Billari (da martedì 06/10/2026 a giovedì 08/10/2026) MED9 Leaders' Summit - Spalato, Croazia - Vertice dei capi di Stato o di governo dei nove Paesi mediterranei dell'UE (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia e Croazia), presieduto dal primo ministro croato Andrej Plenkovic, dedicato alle principali questioni europee e al rafforzamento della sicurezza, sostenibilità e resilienza del Mediterraneo e dell'UE. Tra i partecipanti di rilievo, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Consiglio europeo António Costa Healthcare Innovation Summit 2026 - Milano, Hotel Nhow - Evento organizzato da AISIS e The Innovation Group dedicato all'innovazione digitale nella sanità e nelle Lifescience, con focus su sanità digitale dopo il PNRR, intelligenza artificiale, interoperabilità dei dati, telemedicina, cybersecurity e sostenibilità. Tra i temi anche l'appropriatezza delle prestazioni e i nuovi modelli di interazione con il cittadino (da mercoledì 07/10/2026 a venerdì 09/10/2026) Banca d'Italia - Le riserve ufficiali della Banca d'Italia; Gli aggregati di bilancio della Banca d'Italia SAIE Bologna 2026 - La Fiera delle Costruzioni - BolognaFiere - 60ª edizione dell'evento di riferimento in Italia per il settore delle costruzioni, delle infrastrutture e dell’impiantistica. Un appuntamento che riunisce la più ampia community di imprese, istituzioni, professionisti e associazioni del comparto. Il titolo di quest'anno è "Verso una nuova politica dell'Abitare. La competitività del Paese passa dalle costruzioni: strategie, incentivi e investimenti". Ci saranno 567 espositori, 235 convegni e 68 associazioni (da mercoledì 07/10/2026 a sabato 10/10/2026) Greenitaly 2026 - Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio - Fiera di Parma - Manifestazione di riferimento in Italia per le aziende e i professionisti del comparto florovivaistico e del paesaggio. La fiera offre un'esposizione completa di prodotti, tecnologie e servizi innovativi, unitamente a un ricco programma di eventi formativi e di networking. Convegno inaugurale "Il paesaggio urbano di domani", con le conclusioni affidate a Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura (da mercoledì 07/10/2026 a venerdì 09/10/2026) FOMC - Pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione di politica monetaria 09:00 - 6° Pambianco-PwC "Wine & Food Summit" - Milano, Palazzo Mezzanotte - Incontro dedicato agli scenari di sviluppo e alle nuove dinamiche internazionali del settore food & beverage. Tra i partecipanti, David Pambianco, CEO di Pambianco, Maria Teresa Ceglia, director PwC – Advisory, Food & Beverage specialist, Angelo Mastrolia, Presidente esecutivo di NewPrinces Group, Lamberto Frescobaldi, Presidente di Marchesi Frescobaldi, Ettore Nicoletto, CEO di Compagnia del Gusto Holding, Nicola Massari, CEO di Iginio Massari Alta Pasticceria e Alberto Lusini, Presidente e CEO di Angelini Wines & Estates 09:30 - 58° Giornata del Credito - CCIAA, Piazza di Pietra - Tema principale dell'evento organizzato da ANSPC è "Energia sostenibile, leva a sostegno della competitività; ruolo del sistema finanziario". Tra gli interventi, Ercole Pellicanò (Presidente ANSPC), Paolo Angelini (DG Banca d’Italia e Presidente Ivass), Giovanni Liverani (Presidente ANIA), Antonio Patuelli (Presidente ABI), Aurelio Regina (Vice Presidente Confindustria per l'Energia), Francesca Mariotti (Presidente ENEA), Gaetano Miccichè (Presidente Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo) e Fabio Pompei (CEO Deloitte Italia) 09:30 - Assemblea Pubblica di Federtrasporto 2026 - Roma, Sede di Confindustria - All'assemblea, dal titolo "L'industria che muove l'Italia", sono previsti interventi istituzionali e di categoria, tra i quali Matteo Salvini (Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Giancarlo Giorgetti (Ministro dell'Economia e delle Finanze), Paolo Colombo (Presidente Federtrasporto), Joerg Eberhart (A.D. ITA Airways), Arrigo Giana (A.D. ASPI) e Gianpiero Strisciuglio (A.D. Ferrovie dello Stato Italiane) 10:00 - Contaminazioni: Gli ITS Academy al centro del confronto sulla crescita del Paese - Roma, EY wavespace - Incontro promosso da EY Foundation e Rete ITS Italy sul ruolo degli ITS Academy e sul rapporto tra formazione e domanda di lavoro, con la presentazione dello studio "Formare i tecnici del futuro". Tra gli interventi, il ministro Giuseppe Valditar, Riccardo Paternò, Presidente EY Foundation, Carlo Chiattelli, People Consulting Leader di EY Italia, Annamaria Bottero, Global Partner Lead, Microsoft Italia e Nunzia Ciardi, Vicedirettrice Generale, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) 10:00 - Investire nel domani: innovazione, abitare e fiducia nel risparmio - Roma, Palazzo San Macuto - Relazione della Commissione di Vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti dedicata alla tutela del risparmio e alla crescita delle imprese e dei territori dal titolo "Investire nel domani: innovazione, abitare e fiducia nel risparmio - Dalla tutela del risparmio alla crescita delle imprese e dei territori". Tra gli interventi, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Presidente della Commissione, Carlo Maccari e il Presidente del Senato, Ignazio La Russa 10:30 - Evento inaugurale 60ª edizione SAIE, La Fiera delle Costruzioni - Sala UniSalute, BolognaFiere - Evento inaugurale della 60ª edizione di SAIE Bologna 2026 – La Fiera delle Costruzioni: Progettazione, Edilizia e Impianti, dal titolo "Verso una nuova politica dell'Abitare. La competitività del Paese passa dalle costruzioni: strategie, incentivi e investimenti". Interverranno, tra gli altri, il Ministro Matteo Salvini, Emanuele Ferraloro, Presidente Federcostruzioni e Stefano Betti, Vicepresidente ANCE 10:30 - 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale - Roma, Montecitorio - Presentazione del 9° Rapporto GIMBE che fotografa il Servizio sanitario nazionale per monitorare ed analizzare la sanità pubblica. Saluto della vicepresidente della Camera, Anna Ascani. Presenta il Rapporto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE 11:00 - Conferenza stampa nazionale Gruppo Tecnocasa - Milano, Palazzo delle Stelline - Conferenza, dal titolo "Capillarità delle reti e conoscenza dei territori per capire il mercato immobiliare e creditizio in Italia", organizzata dal Gruppo Tecnocasa per presentare le nuove analisi sul mercato immobiliare residenziale e i trend del comparto creditizio. Interviene, tra gli altri, Anna Pasquali (Consigliere Delegato di Tecnocasa Group) 11:00 - "LA RETE CHE NON VEDI”: Data center, energia e territorio per un’Italia digitalmente sovrana - Roma, Museo dell'Ara Pac is - Incontro organizzato da Core Stack (società del gruppo Lazzari) con Green Arrow Capital sul ruolo dei data center distribuiti e alimentati da energia rinnovabile per la competitività e la resilienza digitale dell'Italia. Interverranno, tra gli altri, Raffaele Fitto (Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea), Alessio Butti (Sottosegretario di Stato per l'Innovazione Digitale),Anna Lazzari (Presidente Core Stack & CEO Gruppo Lazzari), Eugenio de Blasio (Founder & Executive Chairman Green Arrow Capital) e Mario Nobile (DG Agenzia per l'Italia Digitale) 14:30 - Camera dei Deputati - Copasir, audizione Tronchetti Provera - Palazzo San Macuto - Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica svolge l'audizione del presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera 17:00 - Satispay "Il welfare che vince nel tempo" - Roma, Casina Valadier - Incontro organizzato da Satispay sul tema del welfare, con gli interventi di Alberto Dalmasso, CEO di Satispay, e dell'economista Carlo Cottarelli 18:00 - Attività istituzionali - Presidente della Repubblica - Roma, Scuderie del Quirinale - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà presente all'inaugurazione della Mostra "Pontormo. La Maniera Italiana" Borsa: Cina - Borse di Shanghai e Shenzhen chiuse per festività (da lunedì 05/10/2026 a mercoledì 07/10/2026) Aziende: Dotstay - CDA: Informazioni finanziarie periodiche aggiuntive Levi Strauss - Risultati di periodo OPS Retail - Assemblea: Nomina e definizione del compenso del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale per il triennio 2026-2028, inclusa la nomina dei rispettivi Presidenti e la determinazione della durata del mandato del CdA - seconda convocazione(Foto: a_korn - stock.adobe.com (ex Fotolia)) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211207983.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe: in Toscana sanità sopra la media nazionale per fondi, personale e aspettativa di vita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702902208969.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "firenzedintorni.it" del 07 Oct 2026
Secondo il 7° rapporto Gimbe, la regione registra più risorse pro-capite, maggiore dotazione di medici e infermieri e una vita media più lunga, ma pesano ancora oltre 34 milioni per i gettonisti.
pubDate§§ 2026-10-07T11:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702902208969.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702902208969.PDF', 'title': 'firenzedintorni.it'} tp:url§§ https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/48237/fondazione-gimbe-in-toscana-sanita-sopra-la-media-nazionale-per-fondi-personale-e-aspettativa-di-vita-secondo-il-7-rapporto-gimbe-la-regione-registra-piu-risorse-pro-capite-maggiore-dotazione-di-medici-e-infermieri-e-una-vita-media-piu-lunga-ma-pesano-ancora-oltre-34-milioni-per-i-gettonisti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702902208969.PDF tp:ocr§§ Secondo il 7° rapporto della Fondazione Gimbe, la Toscana si posiziona sopra la media nazionale in diversi indicatori chiave relativi alla sanità e al benessere. Nel dettaglio, l'anno scorso il Fondo sanitario nazionale pro-capite è stato pari a 2.251 euro, a fronte di una media italiana di 2.218 euro, mentre l'aspettativa di vita alla nascita si attesta a 84,3 anni rispetto ai 83,7 della media nazionale.Sul fronte del personale sanitario, i dati evidenziano una dotazione superiore alla media: si registrano 15 unità ogni 1.000 abitanti (contro i 12,1 italiani), suddivise tra 2,36 medici dipendenti (media Italia 1,84) e 5,91 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75), con un rapporto infermieri/medici pari a 2,51 (media nazionale 2,59).Il report evidenzia tuttavia anche alcuni costi significativi: nell'anno precedente il valore economico dei contratti per i servizi di fornitura di personale sanitario, ovvero i cosiddetti medici "gettonisti", è stato pari a 34,9 milioni di euro. Infine, per quanto riguarda la spesa sanitaria privata trasmessa al Sistema TS per la dichiarazione dei redditi, nel 2024 la spesa pro-capite in Toscana è stata di 848 euro, superando la media italiana di 787 euro. Sponsor Condividi La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni) Attiva i cookies tp:writer§§ Firenze Web Division guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702902208969.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958808659.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "forumitalia.info" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T10:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958808659.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958808659.PDF', 'title': 'forumitalia.info'} tp:url§§ https://www.forumitalia.info/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958808659.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Check out other tags:Iscrizione registro stampa tribunale di Napoli N. 5292 del 2/4/2002 Direttore Responsabile: Emilia Velardi Colasanti direzione@forumitalia.info Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958808659.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026. Sicilia penultima in Italia per aspettativa di vita - Gazzetta del Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895909034.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "gazzettadelsud.it" del 07 Oct 2026
Per prossimo triennio ne servono 32. Cartabellotta: "rischiano di pagare cittadini"
pubDate§§ 2026-10-07T12:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895909034.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895909034.PDF', 'title': 'gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://gazzettadelsud.it/articoli/salute/2026/10/07/gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026-ff3df7ce-2893-4f93-a100-3ac625f25926/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895909034.PDF tp:ocr§§ Per prossimo triennio ne servono 32. Cartabellotta: "rischiano di pagare cittadini"--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895909034.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Gazzetta di Genova link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872208813.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "gazzettadigenova.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872208813.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872208813.PDF', 'title': 'gazzettadigenova.it'} tp:url§§ https://gazzettadigenova.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872208813.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@gazzettadigenova.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872208813.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 - Gazzetta di Parma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966508640.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "gazzettadiparma.it" del 07 Oct 2026
Per prossimo triennio servono 32 miliardi. Cartabellotta: ''rischiano di pagare cittadini''
pubDate§§ 2026-10-07T10:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966508640.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966508640.PDF', 'title': 'gazzettadiparma.it'} tp:url§§ https://www.gazzettadiparma.it/italia-mondo/2026/10/07/news/gimbe-18-8-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanita-tra-2023-e-2026-972715/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966508640.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 07 OTT - Anche se nominalmente è cresciuto,dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardidi euro per effetto della contrazione della quota difinanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose nonsembrano cambiare e si prevede che per il prossimo trienniosaranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare lasanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei datisalienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionalerealizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattinapresso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. (ANSA). tp:writer§§ Agenzia ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966508640.PDF §---§ title§§ Gimbe: 18,8 miliardi di tagli «invisibili» alla sanità italiana negli ultimi 3 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702890108900.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "giornaletrentino.it" del 07 Oct 2026
Il Rapporto ha esaminato i flussi reali del periodo dal 2023 al 2026, il presidente Cartabellotta: senza ulteriori stanziamenti, il problema ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine potranno solo aumentare le imposte o tagliare i servizi
pubDate§§ 2026-10-07T11:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702890108900.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702890108900.PDF', 'title': 'giornaletrentino.it'} tp:url§§ https://www.giornaletrentino.it/cronaca/gimbe-18-8-miliardi-di-tagli-invisibili-alla-sanit%C3%A0-italiana-negli-ultimi-3-anni-1.4456073 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702890108900.PDF tp:ocr§§ Il Rapporto ha esaminato i flussi reali del periodo dal 2023 al 2026, il presidente Cartabellotta: senza ulteriori stanziamenti, il problema ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine potranno solo aumentare le imposte o tagliare i serviziAnche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini.Sono alcuni dei dati salienti del nono Rapporto sul servizio sanitario nazionale realizzato da fondazione Gimbe e presentato questa mattina nella sala della Regina della Camera dei deputati. Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026.Questo calo ha prodotto una perdita 'virtuale' per la sanità di 18,8 miliardi."Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. "È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022".A rosicchiare ulteriormente le risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l'inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare.Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe."Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario", commenta Cartabellotta."In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine - conclude - avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini".Tra il 2012 e il 2025 la spesa per il personale sanitario in Italia ha visto una contrazione di 36,8 miliardi, di cui 23,9 miliardi nel periodo 2020-2025. È uno dei dati che emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale di fondazione Gimbe presentato oggi alla sala della regina della Camera dei deputati.Secondo l'analisi contenuta nel Rapporto, nel 2025 la spesa per il personale dipendente del servizio sanitario e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, tuttavia la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica nel tempo è progressivamente scesa, passando dal 39,7% del 2012 al 36,9% del 2025.Se questa quota negli anni fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più. "Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza ma il servizio sanitario nazionale ha perso attrattività", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. "I professionisti non si trattengono con gli appelli.Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera". Resta inoltre il nodo della carenza di personale sanitario. In Italia, ribadisce il rapporto Gimbe, i medici non mancano. Con 5,8 camici bianchi per 1.000 abitanti l'Italia è al secondo posto tra i Paesi Ocse.Tuttavia, degli oltre 339 mila medici censiti, almeno 88 mila (26,1%) non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi formativi post-laurea. "Se oltre 1 medico su 4 non lavora nel Ssn né è inserito in percorsi formativi post-laurea, è evidente che il servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Le carenze si concentrano in alcune specializzazioni e nell'assistenza primaria: a gennaio 2025, per esempio, si stimava un deficit di 5.716 medici di medicina generale. Per gli infermieri, invece, il problema è innanzitutto quantitativo: l'Italia ne conta 6,9 ogni 1.000 abitanti contro 9,7 della media Ocse.Inoltre, quasi 80 mila dei 407 mila infermieri censiti non lavorano nel Ssn. "Alla grave carenza di personale infermieristico si aggiunge il fatto che 1 infermiere su 5 non lavora nel Ssn: un ulteriore segnale delle difficoltà del servizio pubblico ad attrarre e trattenere questi professionisti", conclude Cartabellotta. Risveglio di paura, ieri mattina, domenica, per i cittadini di Peschiera del Garda e gli ospiti del camping Bella Italia, nel comune del Veronese. Poco prima delle 6 è scattato l'allarme per un incendio, probabilmente di natura accidentale, che in poche ore ha bruciato trenta bungalow e diverse vetture, oltre ad avere completamente carbonizzato un van."Sono stato svegliato da un botto tremendo, sembrava di essere in guerra", ha riferito uno dei turisti stranieri presenti nella struttura al momento dell'incendio. L'intervento di vigili del fuoco e carabinieri è durato 11 ore, complicato dalla presenza di bombole di gpl e vetture.Con loro sono giunti sul posto anche sei mezzi del Suem 118, mentre a livello territoriale è scattato il protocollo di maxi emergenza per mettere in allerta gli ospedali del circondario, tra cui Borgo Trento a Verona che contiene il Centro grandi ustionati. È stata prestata assistenza a una ventina di persone, sette delle quali sono state poi portate all'ospedale di Peschiera del Garda. Si tratta di sei turisti, di cui tre minorenni, e di un addetto alla sicurezza del camping.Uno ha registrato ustioni di terzo grado alle gambe, mentre per gli altri sei si parla di esalazioni da monossido di carbonio. Nessuno, però, versa in gravi condizioni e quasi tutti sono stati dimessi nelle ore immediatamente successive. Nell'emergenza sono intervenuti, tra gli altri, anche quattro pompieri tedeschi di Dietzenbach, che si trovavano da venerdì in vacanza nel campeggio. A loro è andato il ringraziamento del presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia.Non è ancora stata accertata la dinamica dell'incendio, anche perché le operazioni di spegnimento si sono protratte fino alle 17. Sembra scontato l'episodio accidentale, probabilmente scaturito da una delle casette mobili, ma al momento vigili del fuoco e carabinieri, che si confronteranno nei prossimi giorni, non escludono alcuna ipotesi.Il camping Bella Italia, sul lago di Garda, è uno dei più grandi del territorio. Si estende su oltre 30 ettari e ha una capienza stimata complessiva di circa 7.500 persone: domenica mattina non era pieno, ma comunque c'era una certa presenza di turisti, probabilmente anche richiamati da una manifestazione di triathlon in corso nel weekend proprio a Peschiera del Garda. La struttura, ha spiegato la sindaca Orietta Gaiulli, aveva sistemato proprio l'estate scorsa l'impianto antincendio."Ritengo - ha affermato la prima cittadina - che gli interventi siano stati molto tempestivi e abbiano evitato il peggio". La figura del triestino trapiantato sui Monti Pallidi (prima in Cadore e poi in val Gardena) è ripercorsa da Marco Proietti, in un nuovo volume, con prefazione di Hans Kammerlander. Viene definito «l'interprete di una rivoluzione: trasformare l'arrampicata da semplice conquista della vetta a ricerca della bellezza»Alla scoperta dell'area protetta, in alta Valsugana, che presenta in basso una zona umida e sopra un colle panoramico con sommità a quota mille e vegetazione particolare, fra i pini bonsai cresciuti sui materiali di scarto delle antiche miniere Doss delle Grave: le immagini dell'area protettaA pochi chilometri dal lago di Garda, il selvaggio «Caminàcol dei rivani» offre molte suggestioni naturalistiche ed è ricco di storie e leggende: una terra per secoli contesa fra le genti di Tenno e di Fiavè, tra i villaggi dei due versanti del passo BallinoAl rifugio Sette Selle per un assaggio del selvaggio LagoraiSant'Anna a Sopramonte: la memoria dell’antico ospizioIl Rapporto ha esaminato i flussi reali del periodo dal 2023 al 2026, il presidente Cartabellotta: senza ulteriori stanziamenti, il problema ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine potranno solo aumentare le imposte o tagliare i serviziS.I.E. S.p.A.Società Iniziative EditorialiVia Missioni Africane n. 1738121 TrentoP.I. 01568000226ScriveteciRedazioneRss/xmlPubblicitàPrivacy PolicyCookie PolicyComunicati stampaSocial media tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702890108900.PDF §---§ title§§ Sanità, "18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami" - Il Corriere di Bologna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944408547.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilcorrieredibologna.it" del 07 Oct 2026
Rapporto Fond. GIMBE: "Spesa sanitaria, crescono fondi e assicurazioni"
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944408547.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944408547.PDF', 'title': 'ilcorrieredibologna.it'} tp:url§§ https://ilcorrieredibologna.it/sanita-188-mld-tagli-invisibili-crescono-rinunce-a-visite-e-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944408547.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Secondo il Rapporto, in Italia il diritto a salute sempre più condizionato da reddito e residenza ed in crescita chi rinuncia a una o più visite o esami: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.Infine, secondo GIMBE per far fronte alla spesa sanitaria sono in crescita fondi e assicurazioni. Nel 2025 la spesa sanitaria totale in Italia è di 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi di euro. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredibologna.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702944408547.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887908858.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilcorrieredibologna.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887908858.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887908858.PDF', 'title': 'ilcorrieredibologna.it'} tp:url§§ https://ilcorrieredibologna.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887908858.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredibologna.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887908858.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Il Corriere di Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949708552.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilcorrieredifirenze.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949708552.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949708552.PDF', 'title': 'ilcorrieredifirenze.it'} tp:url§§ https://ilcorrieredifirenze.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949708552.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredifirenze.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949708552.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Il Corriere di Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888308846.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilcorrieredifirenze.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888308846.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888308846.PDF', 'title': 'ilcorrieredifirenze.it'} tp:url§§ https://ilcorrieredifirenze.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888308846.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredifirenze.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888308846.PDF §---§ title§§ Sanità, "18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami" - Il Corriere di Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887508854.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilcorrieredifirenze.it" del 07 Oct 2026
Rapporto Fond. GIMBE: "Spesa sanitaria, crescono fondi e assicurazioni"
pubDate§§ 2026-10-07T11:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887508854.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887508854.PDF', 'title': 'ilcorrieredifirenze.it'} tp:url§§ https://ilcorrieredifirenze.it/sanita-188-mld-tagli-invisibili-crescono-rinunce-a-visite-e-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887508854.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Secondo il Rapporto, in Italia il diritto a salute sempre più condizionato da reddito e residenza ed in crescita chi rinuncia a una o più visite o esami: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.Infine, secondo GIMBE per far fronte alla spesa sanitaria sono in crescita fondi e assicurazioni. Nel 2025 la spesa sanitaria totale in Italia è di 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi di euro. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredifirenze.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887508854.PDF §---§ title§§ Sanità, Rapporto Gimbe: 18,8 miliardi in meno al Ssn. E 5,8 milioni rinunciano alle cure - Il Diario del link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702876608713.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ildiariodellavoro.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilgazzettino.it" del 07 Oct 2026
Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe
pubDate§§ 2026-10-07T11:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887108866.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887108866.PDF', 'title': 'ilgazzettino.it'} tp:url§§ https://www.ilgazzettino.it/salute/ricerca/sanita_pubblica_tagli_visite_mediche_rapporto_gimbe-9809608.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887108866.PDF tp:ocr§§ Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702887108866.PDF §---§ title§§ Fratoianni (Avs): Stop a gioco delle 3 carte su risorse, investimento su sanità è scelta politica - Il Giornale d'Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026809323.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditalia.it" del 07 Oct 2026
(Agenzia Vista) Roma, 07 ottobre 2026 “Basta fare il gioco delle tre carte sulle risorse alla sanità. Se aumenta il numero delle persone che rinunc...
pubDate§§ 2026-10-07T13:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026809323.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026809323.PDF', 'title': 'ilgiornaleditalia.it'} tp:url§§ https://www.ilgiornaleditalia.it/video/politica/827858/fratoianni-avs-stop-a-gioco-delle-3-carte-su-risorse-investimento-su-sanita-e-scelta-politica.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026809323.PDF tp:ocr§§ (Agenzia Vista) Roma, 07 ottobre 2026“Basta fare il gioco delle tre carte sulle risorse alla sanità. Se aumenta il numero delle persone che rinunciano a curarsi e non aumentano le risorse il cortocircuito è lancinante. Dobbiamo costruire un investimento e un modo in cui si redistribuiscono le risorse che saranno più importanti quando andremo al Governo. La sanità ha bisogno di competenze ma anche di politica, una scelta chiara che riguarda il futuro del Paese". Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, alla presentazione del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina alla Camera dei Deputati.CameraFonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev tp:writer§§ Agenzia Vista guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026809323.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Il Giornale di Torino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951408469.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditorino.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T09:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951408469.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951408469.PDF', 'title': 'ilgiornaleditorino.it'} tp:url§§ https://ilgiornaleditorino.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951408469.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilgiornaleditorino.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702951408469.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958108668.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditorino.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958108668.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958108668.PDF', 'title': 'ilgiornaleditorino.it'} tp:url§§ https://ilgiornaleditorino.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958108668.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilgiornaleditorino.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702958108668.PDF §---§ title§§ Sanità, "18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami" - Il Giornale di Torino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702956808671.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditorino.it" del 07 Oct 2026
Rapporto Fond. GIMBE: "Spesa sanitaria, crescono fondi e assicurazioni"
pubDate§§ 2026-10-07T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702956808671.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702956808671.PDF', 'title': 'ilgiornaleditorino.it'} tp:url§§ https://ilgiornaleditorino.it/sanita-188-mld-tagli-invisibili-crescono-rinunce-a-visite-e-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702956808671.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Secondo il Rapporto, in Italia il diritto a salute sempre più condizionato da reddito e residenza ed in crescita chi rinuncia a una o più visite o esami: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.Infine, secondo GIMBE per far fronte alla spesa sanitaria sono in crescita fondi e assicurazioni. Nel 2025 la spesa sanitaria totale in Italia è di 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi di euro. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilgiornaleditorino.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702956808671.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, ecco i “tagli invisibili” da 18,8 miliardi: crescono le rinunce alle cure, un italiano un 10 non fa visite per le lunghe attese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950208553.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 07 Oct 2026
Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950208553.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950208553.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/sanita_pubblica_tagli_visite_mediche_rapporto_gimbe-9809608.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950208553.PDF tp:ocr§§ Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Il fenomeno dei tagli Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Questo calo ha prodotto una perdita 'virtuale' per la sanità di 18,8 miliardi. «Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn», dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. "È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022». A rosicchiare ulteriormente le risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l'inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare. Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe. «Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario», commenta Cartabellotta. «In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine - conclude - avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini». LE RINUNCENel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9 per cento della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o piu' visite o esami, rispetto al 7,6 per cento del 2023. Circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi di attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E' quanto emerge dal Nono Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato oggi alla Camera dei deputati. «Quando tempi d'attesa, disponibilita' economiche e luogo di residenza condizionano l'accesso alle prestazioni sanitarie - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - e' in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realta', lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute». Secondo il rapporto, la spesa sanitaria a carico diretto delle famiglie non e' un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche, perche' non intercetta le prestazioni alle quali le persone rinunciano per indisponibilita' economica e comprende anche spese per prestazioni extra-Lea e per beni e servizi a basso valore. «Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: e' un 'debito sanitario' che genera 'interessi' di salute, economici e sociali», sottolinea Cartabellotta. © RIPRODUZIONE RISERVATA Prima la Salute - Newsletter Ricerca, salute e nuove terapie, il giovedì alle 18 Iscriviti e ri cevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950208553.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873708736.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilnordest.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 07 Oct 2026
Il presidente Cartabellotta: “Divario di 32,3 miliardi nelle previsioni di spesa 2027-2029 e il conto è destinato a ricadere su regioni e cittadini”
pubDate§§ 2026-10-07T10:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966808643.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966808643.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/gimbe-tagli-invisibili-ssn-prestazioni-ritardo-e-medici-delusi-AJcH0ubB tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966808643.PDF tp:ocr§§ ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùReport annualeGimbe: tagli invisibili al Ssn, prestazioni in ritardo e medici delusiIl presidente Cartabellotta: “Divario di 32,3 miliardi nelle previsioni di spesa 2027-2029 e il conto è destinato a ricadere su regioni e cittadini”di Ernesto Diffidenti7 ottobre 2026Aggiungi Il Sole 24 Ore ai preferiti su GoogleHealthcare business graph and Medical examination and businessman analyzing data and growth chart on blured background ipopba - stock.adobe.com3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveI tagli invisibili al Fondo sanitario nazionaleSpesa sanitaria: € 42,4 miliardi a carico delle famigliePersonale sanità: 36,8 mld in meno rispetto al 2012Ascolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com“Il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha presentato il 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale alla Camera, aggiungendo che “oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILe domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AIsulla base del contenuto visualizzato.I tagli invisibili al Fondo sanitario nazionale“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn. È il fenomeno dei tagli invisibili: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fondo sanitario/Pil del 2022”. Nel periodo 2023-2026 il Fondo sanitario nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Secondo Cartabellotta, inoltre, c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale Istat, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il presidente Gimbe – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Loading...Il banco di prova del prossimo triennioIl Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del Pil nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e € 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di 32,3 miliardi. “Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantene re i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Spesa sanitaria: 42,4 miliardi a carico delle famiglieNel 2025 la spesa sanitaria totale è di 190,1 miliardi: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, ricorda il report Gimbe, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del Ssn, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO2 anni di abbonamento a 199€. Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 Ore?Scopri di piùPersonale sanità: 36,8 mld in meno rispetto al 2012Nel 2025 la spesa per il personale sanitario dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se questa quota negli anni fosse rimasta invariata, secondo Gimbe, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più, di cui 23,9 miliardi nel periodo 2020-2025. Non si tratta di un taglio nominale, precisa il report, ma della differenza cumulativa rispetto a uno scenario ipotetico. I numeri indicano che, ormai, un medico su 4 e un infermiere su 5 non lavorano nel Ssn.“Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza - spiega Cartabellotta - ma il Ssn ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli. Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera”.Riproduzione riservata ©ArgomentiServizio Sanitario Nazionaleprodotto interno lordoFondazione GimbeCamera dei deputatiISTATLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966808643.PDF §---§ title§§ Gimbe: tagli invisibili al Ssn, prestazioni in ritardo e medici delusi - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872008815.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 07 Oct 2026
Il presidente Cartabellotta: “Divario di 32,3 miliardi nelle previsioni di spesa 2027-2029 e il conto è destinato a ricadere su regioni e cittadini”
pubDate§§ 2026-10-07T11:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872008815.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872008815.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/gimbe-tagli-invisibili-ssn-prestazioni-ritardo-e-medici-delusi-AJcH0ubB tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872008815.PDF tp:ocr§§ Ascolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com“Il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha presentato il 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale alla Camera, aggiungendo che “oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILe domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AIsulla base del contenuto visualizzato.I tagli invisibili al Fondo sanitario nazionale“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn. È il fenomeno dei tagli invisibili: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fondo sanitario/Pil del 2022”. Nel periodo 2023-2026 il Fondo sanitario nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Secondo Cartabellotta, inoltre, c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale Istat, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il presidente Gimbe – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Loading...Il banco di prova del prossimo triennioIl Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del Pil nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e € 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di 32,3 miliardi. “Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Spesa sanitaria: 42,4 miliardi a carico delle famiglieNel 2025 la spesa sanitaria totale è di 190,1 miliardi: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, ricorda il report Gimbe, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Serv ono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del Ssn, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO2 anni di abbonamento a 199€. Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 Ore?Scopri di piùPersonale sanità: 36,8 mld in meno rispetto al 2012Nel 2025 la spesa per il personale sanitario dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se questa quota negli anni fosse rimasta invariata, secondo Gimbe, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più, di cui 23,9 miliardi nel periodo 2020-2025. Non si tratta di un taglio nominale, precisa il report, ma della differenza cumulativa rispetto a uno scenario ipotetico. I numeri indicano che, ormai, un medico su 4 e un infermiere su 5 non lavorano nel Ssn.“Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza - spiega Cartabellotta - ma il Ssn ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli. Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera”.Riproduzione riservata ©ArgomentiServizio Sanitario Nazionaleprodotto interno lordoFondazione GimbeCamera dei deputatiISTATLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872008815.PDF §---§ title§§ Sanità, Italia ultima nel G7 per spesa pubblica pro capite - InLiberaUscita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968508628.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "inliberauscita.it" del 07 Oct 2026
Secondo il 9° Rapporto GIMBE "nel 2025 spesa al 6,2% del PIL, contro il 7 1% della media OCSE
pubDate§§ 2026-10-07T10:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968508628.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968508628.PDF', 'title': 'inliberauscita.it'} tp:url§§ https://inliberauscita.it/attualita/nazionale/206589/sanita-italia-ultima-nel-g7-per-spesa-pubblica-pro-capite/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968508628.PDF tp:ocr§§ Secondo il 9° Rapporto GIMBE “nel 2025 spesa al 6,2% del PIL, contro il 7 1% della media OCSE “Italia ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto: 909 dollari in meno della media OCSE e $ 1.013 in meno della media europea”. È quanto emerge dal 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. “Un divario- ha commentato Cartabellotta- rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, dunque, l’Italia è “fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure”, soprattutto le fasce più deboli e le persone fragili, subiscono gli effetti dei tagli alla sanità. *Le notizie del quotidiano inliberauscita sono utilizzabili, a condizione di citare espressamente la fonte quotidiano inliberauscita e l’indirizzo https://inliberauscita.it ____________________________________________________Inliberauscita il quodidiano che puoi leggere senza pubblicità invasivaRedazione redazione@inliberauscita.it Via Campobello 1/A, 00071 Pomezia (RM)+390690184103 info@sandamianomedicalcenter.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702968508628.PDF §---§ title§§ Italia ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite: un divario di 36 miliardi dalla media europea. Report GIMBE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915509150.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 07 Oct 2026
Roma, 7 ottobre 2026 - “Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo
pubDate§§ 2026-10-07T12:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915509150.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915509150.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/italia-ultima-nel-g7-per-spesa-sanitaria-pubblica-pro-capite-un-divario-di-36-miliardi-dalla-media-europea-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=italia-ultima-nel-g7-per-spesa-sanitaria-pubblica-pro-capite-un-divario-di-36-miliardi-dalla-media-europea-report-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915509150.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ottobre 2026 – “Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità.Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”. Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha aperto la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.Il 9° Rapporto GIMBE fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Finanziamento pubblico: nel 2023-2026 € 18,8 miliardi di “tagli invisibili”Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di € 17,5 miliardi, passando da € 125,4 miliardi del 2022 a € 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione € 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei “tagli invisibili”: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di € 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Confronti internazionali: Italia ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capiteDott. Nino CartabellottaNel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a $ 3.952 a parità di potere d’acquisto: $ 909 in meno della media OCSE e $ 1.013 in meno della media europea.“Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i € 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2026: il banco di prova per gli anni 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: € 7,6 miliardi nel 2027, € 10,7 miliardi nel 2028 e € 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di € 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Riparto del FSN: criteri non allineati ai bisogni di saluteNel 2025 il riparto del FSN indistinto assegna in media € 2.218 per abitante, con valori compresi tra i € 2.319 del Molise e i € 2.143 della Provincia autonoma di Bolzano. La Campania, con € 2.173, riceve la quota pro-capite più bassa tra le Regioni a statuto ordinario.“Il caso della Campania – rileva Cartabellotta – è emblematico dei limiti dell’attuale sistema: la Regione più giovane d’Italia riceve meno risorse pro-capite della media nazionale, nonostante condizioni socio-economiche sfavorevoli e una speranza di vita alla nascita quasi tre anni inferiore a quella della Provincia autonoma di Trento. Le correzioni introdotte a partire dal 2023 restano marginali: mortalità precoce e deprivazione socio-economica pesano appena lo 0,75% ciascuna”.Spesa sanitaria: € 42,4 miliardi a carico delle famiglie, crescono fondi e assicurazioniNel 2025 la spesa sanitaria totale è di € 190,1 miliardi: € 140,8 miliardi di spesa pubblica, € 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi € 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (- € 434 milioni), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+ € 642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da € 4,69 a € 5,29 miliardi.“Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.Accessibilità alle cure e protezione finanziaria: 5,8 milioni di persone rinunciano a visite ed esamiNel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.LEA: più Regioni “promosse”, ma i divari restanoNel 2024 18 Regioni e Province autonome su 21 risultano adempienti ai LEA, contro le 13 del 2023. Tuttavia, 6 delle 18 Regioni “promosse” presentano almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69 e, nello stesso anno, aumenta la quota di popolazione che rinuncia a visite o esami.“La pagella ministeriale migliora – sottolinea Cartabellotta – ma non misura l’effettiva esigibilità dei LEA. Una Regione può così risultare formalmente adempiente, mentre una parte dei cittadini incontra difficoltà nell’accesso alle cure. Per questo bisogna misurare anche chi resta fuori, riceve risposte tardive o incomplete oppure rinuncia alle prestazioni”.Le diseguaglianze territoriali sono confermate anche dalla mobilità sanitaria interregionale, che nel 2023 ha raggiunto € 5,15 miliardi, il valore più elevato dal 2010. “Finalmente – commenta Cartabellotta – dal 30 ottobre 2026 saranno in vigore i LEA aggiornati, dopo un’attesa di quasi 10 anni. Tuttavia, inserire una nuova prestazione nei LEA non equivale a renderla accessibile a tutti: bisogna garantire che le Regioni siano effettivamente in grado di erogarla in modo tempestivo e uniforme”.Spesa per il personale sanitario: in 13 anni € 36,8 miliardi in meno rispetto al 2012Nel 2025 la spesa per il personale dipendente e convenzionato ammonta a € 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se questa quota negli anni fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale € 36,8 miliardi in più, di cui € 23,9 miliardi nel periodo 2020-2025. Non si tratta di un taglio nominale, ma della differenza cumulativa rispetto a uno scenario ipotetico. “Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza – spiega Cartabellotta – ma il SSN ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli. Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera”.Personale sanitario: molti medici, pochi infermieri e un SSN sempre meno attrattivoSecondo l’OCSE, l’Italia dispone di 5,8 medici per 1.000 abitanti (media OCSE: 4,0) e si colloca al 2° posto tra i 34 Paesi che forniscono il dato. Tuttavia, dei 339.256 medici censiti dall’OCSE, almeno 88.258 (26,1%) non lavorano nel SSN né frequentano percorsi formativi post-laurea. “Se oltre 1 medico su 4 – afferma Cartabellotta – non lavora nel SSN né è inserito in percorsi formativi post-laurea, è evidente che il servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici. Aumentare i posti nei Corsi di Laurea di Medicina non garantisce quindi più medici al SSN, in particolare nelle specialità e nei territori dove servono”.Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato (RGS), nel 2024 i medici dipendenti del SSN sono 108.243, pari a 1,84 medici per 1.000 abitanti, con valori compresi tra 1,35 del Molise e 2,56 della Sardegna. Le carenze si concentrano in alcune specializzazioni e nell’assistenza primaria: al 1° gennaio 2025 la Fondazione GIMBE stima un deficit di 5.716 medici di medicina generale (MMG), assumendo come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, e di 497 pediatri di libera scelta (PLS), il 78,7% dei quali concentrato in Lombardia, Piemonte e Veneto.Per gli infermieri il problema è innanzitutto quantitativo: l’Italia ne conta 6,9 ogni 1.000 abitanti contro 9,7 della media OCSE, una dotazione inferiore del 29%. Tuttavia, dei 407.750 infermieri censiti dall’OCSE, almeno 79.926 (19,6%) non lavorano nel SSN. “Alla grave carenza di personale infermieristico – spiega il Presidente – si aggiunge il fatto che 1 infermiere su 5 non lavora nel SSN: un ulteriore segnale delle difficoltà del servizio pubblico ad attrarre e trattenere questi professionisti”. Secondo i dati della RGS, nel 2024 gli infermieri dipendenti del SSN sono 279.990, pari a 4,75 per 1.000 abitanti, con valori compresi tra 3,75 della Lombardia e 6,78 della Liguria. Anche formazione e retribuzioni restano indietro: 19,5 laureati in infermieristica o gni 100 mila abitanti contro 43,6 della media OCSE e retribuzioni degli infermieri ospedalieri inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Il risultato è uno squilibrio strutturale tra le due professioni: 1,2 infermieri per medico, la metà della media OCSE (2,4), con l’Italia al 30° posto su 33 Paesi.Il fenomeno dei “gettonisti”Nel biennio 2024-2025 il valore dei contratti per servizi di fornitura di personale ha raggiunto € 1,06 miliardi; nel 2025 la spesa è cresciuta del 15% e il valore dei contratti specificamente riferiti al personale medico è aumentato del 62% rispetto al 2024. “Lo stop normativo ai “gettonisti” – osserva Cartabellotta – non riporta automaticamente medici e infermieri nei reparti: deve essere accompagnato da misure capaci di reclutare e trattenere i professionisti nel SSN, altrimenti si rischia di lasciare scoperti servizi essenziali”.Privato in sanità: distinguere gli erogatori accreditati dal “privato puro”Nel 2023, delle 29.386 strutture sanitarie censite dal Ministero della Salute, il 58% (n. 17.042) sono private accreditate e il 42% pubbliche (n. 12.344). Il peso del privato accreditato è particolarmente rilevante nell’assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 29,4 miliardi, con un aumento del 25,9% rispetto al 2012. Tuttavia, nel 2025 la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa al 20,8%, il valore più basso del periodo 2012-2025.“Il privato convenzionato – spiega Cartabellotta – è parte integrante del SSN, ma bisogna rafforzare la governance pubblica per allineare accreditamento, volumi e remunerazione ai bisogni di salute e alla qualità dell’assistenza”. Diversa è la dinamica del “privato puro”: la spesa out-of-pocket tracciata dal Sistema Tessera Sanitaria presso le strutture non accreditate è aumentata del 169%, passando da € 3,05 miliardi nel 2016 a € 8,2 miliardi nel 2024. Nello stesso periodo quella presso le strutture accreditate ha raggiunto anch’essa € 8,2 miliardi. “Numeri che documentano la progressiva espansione di un “secondo binario” dell’offerta sanitaria – precisa Cartabellotta – riservato a chi può pagare o dispone di un fondo sanitario o di una polizza assicurativa”.PNRR Salute: obiettivi rendicontati, ora verificare l’impatto sulle cureIl 29 settembre 2026 il Governo ha trasmesso alla Commissione europea la decima e ultima richiesta di pagamento del PNRR, che per la Missione 6 Salute include nove target e una milestone, ora in attesa della validazione europea. Il monitoraggio indipendente GIMBE sulle evidenze pubblicamente disponibili mostra che il raggiungimento degli obiettivi non è integralmente verificabile: per 3 di essi è verificabile il rispetto dei requisiti previsti, mentre per gli altri 7 mancano evidenze pubbliche sufficientemente dettagliate.Ciò non implica il mancato raggiungimento dei target, ma non consente di verificarne integralmente il conseguimento in maniera indipendente. “In ogni caso – precisa Cartabellotta – la validazione europea di tutti i target non potrà dimostrare, da sola, che il PNRR abbia migliorato l’assistenza sanitaria. Dal 2027 bisognerà verificare se i servizi sono realmente operativi, se dispongono di personale adeguato e quale impatto producono su accesso, esperienza dei pazienti, esiti di salute ed efficienza del SSN”.Conclusa la rendicontazione amministrativa, la Fondazione GIMBE invita le Istituzioni a garantire un monitoraggio pubblico continuo dell’impatto della Missione 6 Salute, con pubblicazione almeno semestrale di dati in formato aperto.Il Piano di Rilancio del Servizio Sanitario NazionaleIl Rapporto aggiorna il Piano di Rilancio del SSN della Fondazione GIMBE: 16 linee di intervento per orientare e monitorare le politiche di Governo e Regioni. Serve una strategia organica che integri un finanziamento pubblico adeguato ai bisogni di salute , una governance Stato-Regioni capace di ridurre i divari, l’aggiornamento continuo e l’uniforme esigibilità dei LEA, il rilancio delle politiche sul personale sanitario, il potenziamento del territorio e l’integrazione con ospedale e servizi sociali, la riduzione di sprechi e inefficienze, la governance del rapporto pubblico-privato, il riordino della sanità integrativa e gli investimenti in prevenzione, ricerca e digitalizzazione.Il Piano rafforza inoltre l’attenzione alla sicurezza e alla manutenzione del patrimonio edilizio e tecnologico, ai dati aperti e alla partecipazione dei cittadini. “Nel 2027 – spiega il Presidente – il Piano di Rilancio sarà il nostro riferimento per analizzare i programmi sulla sanità di tutte le forze politiche alle prossime elezioni. Perché i cittadini hanno il diritto di conoscere azioni e omissioni della politica nella tutela della loro salute”.“A quasi 48 anni dall’istituzione del SSN – conclude Cartabellotta – il diritto alla tutela della salute rimane fondamentale sulla Carta, ma è sempre meno esigibile nella vita reale. Un’involuzione che indebolisce i princìpi di universalità ed equità: disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle cure, ampliando il divario tra chi può pagare e chi è costretto ad attendere o a rinunciare. Il SSN continua formalmente a funzionare, ma perde progressivamente la capacità di garantire cure accessibili a tutti, mettendo a rischio il patto sociale tra cittadini e istituzioni. La crisi del SSN non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese. La politica deve quindi chiarire quale modello di sanità intende lasciare alle future generazioni e con quali risorse e riforme renderlo concreto. Per la Fondazione GIMBE, rilanciare il SSN è un imperativo etico: significa preservare uno strumento di democrazia e coesione sociale e una leva per lo sviluppo economico del Paese. È attraverso il SSN che la Repubblica rende concreto il principio di uguaglianza tra le persone: la salute non è un privilegio riservato a chi può permetterselo, ma un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915509150.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964808591.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacittadiroma.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964808591.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964808591.PDF', 'title': 'lacittadiroma.it'} tp:url§§ https://lacittadiroma.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964808591.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@lacittadiroma.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964808591.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - News sulla città di Roma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964308598.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacittadiroma.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T10:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964308598.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964308598.PDF', 'title': 'lacittadiroma.it'} tp:url§§ https://lacittadiroma.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964308598.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@lacittadiroma.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964308598.PDF §---§ title§§ Sanità, la Calabria resta ultima nei Lea e Di Natale accusa: «Meno propaganda, più servizi. Non servono annunci ma medici» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909509218.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 07 Oct 2026
Il consigliere provinciale rilancia i dati del Rapporto Gimbe: 189 punti su 300 nel monitoraggio 2024 e 326,9 milioni di saldo negativo della mobilità sanitaria. Nel mirino anche la medicina territoriale nel Cosentino
pubDate§§ 2026-10-07T12:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909509218.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909509218.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/politica/sanita-la-calabria-resta-ultima-nei-lea-e-di-natale-accusa-meno-propaganda-piu-servizi-non-servono-annunci-ma-medici-r6pog711 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909509218.PDF tp:ocr§§ «La Calabria è ultima in Italia nei Livelli Essenziali di Assistenza. Un dato che non può essere liquidato con annunci e promesse: la Regione deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità». Lo dichiara Graziano Di Natale, Consigliere Provinciale di Cosenza, che ha partecipato alla presentazione del Rapporto Gimbe e ha predisposto una relazione sulla situazione della sanità in Calabria, con un focus particolare sulla Provincia di Cosenza. «I dati parlano chiaro: nel monitoraggio 2024 la Calabria raggiunge 189 punti su 300 e resta insufficiente nell’assistenza distrettuale. A questo si aggiunge un saldo negativo della mobilità sanitaria di 326,9 milioni di euro. Dietro questi numeri ci sono cittadini costretti ad aspettare mesi per una prestazione, a rivolgersi al privato o a partire per curarsi fuori regione». Per Di Natale le responsabilità politiche e amministrative devono essere affrontate con chiarezza. «La Regione governa e programma la sanità e deve rispondere dei risultati. Non basta inaugurare strutture o annunciare investimenti: bisogna dire quante Case della Comunità siano realmente operative, con quanti medici e infermieri e quali servizi garantiscano concretamente». Particolare preoccupazione riguarda la Provincia di Cosenza: «In un territorio così vasto, la debolezza della medicina territoriale finisce per scaricare la pressione sugli ospedali e sul Pronto Soccorso dell’Annunziata. Servono personale, servizi territoriali e risposte concrete anche nelle aree interne». «Dopo aver partecipato alla presentazione del Rapporto Gimbe e approfondito i dati nella relazione che ho predisposto – conclude Di Natale – una cosa è evidente: la Calabria non può rassegnarsi all’ultimo posto. Meno propaganda, più servizi. Meno annunci, più medici. I calabresi hanno diritto a curarsi nella propria terra senza essere costretti ai viaggi della speranza». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909509218.PDF §---§ title§§ Sanità, Calabria ancora in fondo alla classifica: ha il punteggio più basso nell’assistenza territoriale. Ecco il report Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703030309226.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 07 Oct 2026
I numeri arrivano dal Nuovo Sistema di Garanzia, lo strumento attraverso il quale viene monitorata l’erogazione dei Lea in tre grandi aree. La regione ultima anche nel punteggio complessivo (189 punti)
pubDate§§ 2026-10-07T13:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703030309226.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703030309226.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/sanita-calabria-ancora-in-fondo-alla-classifica-ha-il-punteggio-piu-basso-nellassistenza-territoriale-ecco-il-report-gimbe-fwzxmh25 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703030309226.PDF tp:ocr§§ La Calabria resta in fondo alla classifica della sanità italiana e la criticità più pesante riguarda proprio l’assistenza sul territorio. A certificarlo è il 9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato oggi, 7 ottobre, alla Camera dei deputati. La fotografia più aggiornata dei Livelli essenziali di assistenza colloca la regione tra le sole tre realtà italiane risultate inadempienti nel 2024 e assegna alla Calabria il punteggio più basso d’Italia nell’area distrettuale: 52 punti su 100, ben al di sotto della soglia minima di 60. I numeri arrivano dal Nuovo Sistema di Garanzia, lo strumento attraverso il quale viene monitorata l’erogazione dei Lea nelle tre grandi aree dell’assistenza sanitaria. La Calabria ottiene 66 punti nella prevenzione, 52 nell’assistenza distrettuale e 71 nell’area ospedaliera. È proprio il dato relativo al territorio a determinare l’inadempienza: nel 2024 soltanto altre due realtà non superano la verifica nazionale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia, entrambe però per insufficienze nell’area della prevenzione. Calabria ultima per punteggio complessivo Il divario emerge ancora più chiaramente dall’elaborazione effettuata dalla Fondazione Gimbe sommando i punteggi delle tre macro-aree. Una graduatoria che, precisa il rapporto, non viene utilizzata formalmente dal Nuovo Sistema di Garanzia per stabilire se una Regione sia adempiente, ma consente di rappresentare con maggiore immediatezza le differenze territoriali. La Calabria totalizza 189 punti, il valore più basso tra tutte le Regioni e Province autonome: immediatamente sopra si trovano Molise con 192 e Sicilia con 196, mentre al vertice figurano Veneto con 288, Emilia-Romagna con 282 e Toscana con 280. Anche osservando separatamente le tre aree, la debolezza della rete territoriale calabrese appare evidente. Con i suoi 52 punti la Calabria occupa l’ultimo posto nell’assistenza distrettuale; nella prevenzione, con 66 punti, si colloca invece nella parte bassa della graduatoria, mentre l’area ospedaliera raggiunge quota 71. Nel confronto delle posizioni relative alle tre macro-aree, Gimbe colloca la Calabria al 12° posto per prevenzione, al 18° per assistenza distrettuale e al 12° per assistenza ospedaliera, con una posizione media pari a 14. Il rapporto invita comunque a leggere con cautela anche le promozioni ottenute dalle altre Regioni. Il raggiungimento dei 60 punti, sottolinea Gimbe, non certifica automaticamente che tutti i cittadini riescano effettivamente ad accedere ai Lea: il sistema si basa infatti su un insieme limitato di indicatori sentinella e può convivere con difficoltà concrete nell'accesso alle prestazioni. È un elemento particolarmente significativo proprio per la Calabria, dove l'insufficienza formale riguarda l'assistenza distrettuale, cioè quella rete di servizi che dovrebbe assicurare la presa in carico dei cittadini al di fuori dell'ospedale. Il peso della mobilità sanitaria Alla debolezza nell'erogazione dei Lea si aggiunge il fenomeno della mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini verso altre Regioni per ricevere cure e prestazioni. Nel 2023, ultimo anno contabilizzato nel riparto 2025 del Fondo sanitario nazionale, il valore complessivo della mobilità italiana ha raggiunto 5,153 miliardi di euro, il livello più alto dal 2010. Gimbe evidenzia una netta concentrazione geografica dei saldi: il 95,1% del saldo attivo è concentrato in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, mentre il 78,2% del saldo passivo è riconducibile a Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e Lazio. Il rapporto classifica inoltre tra i saldi negativi rilevanti, superiori a 100 milioni di euro, esclusivamente Regioni del Mezzogiorno con l'unica eccezione del Lazio. Un fenomeno che, secondo la Fondazione, rappresenta una delle manifestazioni delle profonde disparità territoriali nell'effettiva esigibilità del diritto alla salute. Personale, le Regioni in Piano di rientro sotto la media Un'alt ra criticità riguarda gli organici. Secondo i dati del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato utilizzati da Gimbe, nel 2024 il personale dipendente del servizio sanitario in Calabria ammonta a 19.034 unità. A livello nazionale sono 713.976. Il rapporto rileva che, fatta eccezione per l'Abruzzo, tutte le Regioni sottoposte a Piano di rientro si collocano sotto la media italiana di 12,1 dipendenti ogni mille abitanti. La Calabria è tuttora tra le Regioni sottoposte alla disciplina del Piano di rientro. La situazione risulta particolarmente delicata sul fronte infermieristico: la media nazionale è di 4,75 infermieri ogni mille abitanti e Gimbe rileva che, con le sole eccezioni di Abruzzo e Molise, tutte le Regioni in Piano di rientro si trovano al di sotto di questo livello. Il quadro restituito dal rapporto è dunque quello di una Calabria che continua a scontare un forte divario rispetto al resto del Paese. Il dato più pesante non arriva questa volta dagli ospedali, dove il punteggio Lea raggiunge quota 71, ma dalla sanità che dovrebbe essere più vicina ai cittadini: servizi territoriali, assistenza distrettuale e presa in carico. È lì che la Calabria, con 52 punti su 100, registra oggi il risultato peggiore d'Italia. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703030309226.PDF §---§ title§§ Sanità nelle Marche, entro il 2028 in pensione 202 medici di famiglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703032209261.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanuovariviera.it" del 07 Oct 2026
Il 9° Rapporto Gimbe segnala carenze tra Mmg e pediatri, rinunce alle cure sopra la media nazionale e criticità nella prevenzione.
pubDate§§ 2026-10-07T13:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703032209261.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703032209261.PDF', 'title': 'lanuovariviera.it'} tp:url§§ https://www.lanuovariviera.it/category/marche/sanita-nelle-marche-entro-il-2028-in-pensione-202-medici-di-famiglia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703032209261.PDF tp:ocr§§ Mercoledi 7 ottobre 2026 NECROLOGI INVIA FOTO O SEGNALAZIONI Cronaca Sport Politica Eventi Necrologie × × TERRITORIO San Benedetto Del Tronto Ascoli Grottammare Monteprandone Castel Di Lama Cupra Monsampolo Acquasanta Terme Acquaviva Picena Alba Adriatica Appignano Del Tronto Carassai Castignano Castorano Colli Del Tronto Comunanza Cossignano Dalla Provincia Folignano Force Maltignano Martinsicuro Massignano Montalto Montedinove Montefiore Dell'aso Montegallo Montemonaco Offida Palmiano Ripatransone Roccafluvione Rotella Spinetoli Val Vibrata Venarotta Fermo Pedaso Porto San Giorgio Porto Sant'elpidio Sant'elpidio A Mare Dalle Marche Dall'abruzzo TEMI Cronaca Politica Economia Ambiente Cultura Enogastronomia Sport NECROLOGITERRITORIO San Benedetto Del Tronto Ascoli Grottammare Monteprandone Castel Di Lama Cupra Monsampolo Acquasanta Terme Acquaviva Picena Alba Adriatica Appignano Del Tronto Carassai Castignano Castorano Colli Del Tronto Comunanza Cossignano Dalla Provincia Folignano Force Maltignano Martinsicuro Massignano Montalto Montedinove Montefiore Dell'aso Montegallo Montemonaco Offida Palmiano Ripatransone Roccafluvione Rotella Spinetoli Val Vibrata Venarotta Fermo Pedaso Porto San Giorgio Porto Sant'elpidio Sant'elpidio A Mare Dalle Marche Dall'abruzzo TEMI Cronaca Politica Economia Ambiente Cultura Enogastronomia Sport NECROLOGISanità nelle Marche, entro il 2028 in pensione 202 medici di famiglia Il 9° Rapporto Gimbe segnala carenze tra Mmg e pediatri, rinunce alle cure sopra la media nazionale e criticità nella prevenzione. 07/10/2026 13:48 Nelle Marche entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni 202 medici di medicina generale. Secondo la stima della Fondazione Gimbe, che considera ottimale il rapporto di un Mmg ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 161 medici di famiglia.Il dato emerge dal 9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, che analizza finanziamento pubblico, riparto del Fondo sanitario nazionale, spesa sanitaria, Livelli essenziali di assistenza, personale sanitario, monitoraggio del Pnrr e Piano di rilancio del Ssn. Sempre al 1° gennaio 2025, Gimbe stima nelle Marche anche una carenza di 13 pediatri di libera scelta. In regione, al 1° gennaio 2025, il numero di Mmg è pari a 1.406, a fronte di una media nazionale di 1.383. Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono diminuiti del 4,2%, contro il 14,1% della media nazionale. Per i pediatri di libera scelta, entro il 2029 raggiungeranno l’età di pensionamento in 48; il numero medio di assistiti per pediatra è pari a 926, rispetto ai 917 a livello nazionale.Nel 2024, secondo Gimbe, oltre 157mila marchigiani, pari al 10,6%, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Il dato è superiore alla media italiana, ferma al 9,9%, e registra un aumento dello 0,9% rispetto al 2023.La mobilità sanitaria, su dati del 2023, registra per le Marche un saldo negativo di 54,7 milioni di euro, con un miglioramento di 1 milione rispetto al 2022. I crediti ammontano a 123.258.217 euro, decimo valore nazionale, mentre i debiti sono pari a 177.983.912 euro, tredicesimo valore nazionale.Per il 2025 il riparto del Fondo sanitario nazionale assegna alle Marche 2.246 euro pro capite, rispetto ai 2.218 euro della media nazionale. L’aspettativa di vita alla nascita è di 84,4 anni, contro gli 83,7 del dato italiano.Sul fronte del personale sanitario, i dati regionali risultano superiori alla media nazionale: nel 2024 le Marche contano 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, contro i 12,1 dell’Italia; 2,04 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti, rispetto a 1,84; e 5,70 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti, contro 4,75. Il rapporto infermieri-medici è pari a 2,80, rispetto al 2,59 nazionale.Quanto ai medici cosiddetti gettonisti, nel 2025 il valore economico dei contratti nelle Marche è stato pari a 900mila euro. La spesa sanitaria out-of-pocket pro capite trasmessa al Sistema TS per la dichiarazione dei redditi è di 723 euro, sotto la media italiana di 787 euro.Per le cure essenziali, nel 2024 il punteggio totale degli adempimenti regionali ai Livelli essenziali di assistenza è di 237 su un massimo di 300. Le Marche risultano 11ª tra regioni e province autonome e adempienti secondo il Nuovo Sistema di Garanzia. Rispetto al 2023, però, il punteggio totale è peggiorato di 11 punti, con criticità soprattutto nell’area della prevenzione, dove la regione si colloca al 18° posto. © LA NUOVA RIVIERA RIPRODUZIONE VIETATA articolicorrelati Caro gasolio agricolo, Coldiretti Marche chiede alla Regione di riportare il costo verso un euro al litro Frode Iva da 25 milioni, indagini anche nelle Marche: 18 indagati e 11 misure cautelari necrologi 7 Ottobre 2026 Franco Cicconi 7 Ottobre 2026 Chiarina Ferri 6 Ottobre 2026 Andrea Poliandri 6 Ottobre 2026 Lidia Bruni 6 Ottobre 2026 Romano Alessandrini 6 Ottobre 2026 ANNIVERSARIO Domenico Ricci 5 Ottobre 2026 Iolanda Bucci 5 Ottobre 2026 ANNIVERSARIO Gianfranco Canali 5 Ottobre 2026 Raffaele Luzzi ‹ › ultimenotizie 15:04 Caro gasolio agricolo, Coldiretti Marche chiede alla Regione di riportare il costo verso un euro al litro 14:45 Südtirol-Ascoli, arbitra Turrini: tre precedenti con gli altoatesini, nessuno con i bianconeri 14:26 Gran Pavese Rossoblù, l’opposizione: «Una sola donna tra i sei nominativi scelti dal sindaco» 14:08 Colonie feline, a Monteprandone parte il progetto per tutelare i gatti liberi 13:29 Folle aggressione, minaccia la compagna con un coltello: denunciato un 53enne 13:09 Giornata della salute mentale, il 9 ottobre info-point sulle cefalee all’ospedale di San Benedetto 12:41 ASA Ascoli presenta la stagione 2026/27 e prepara il 70° anniversario 12:22 Consiglio comunale il 14 ottobre, in aula ospedale, bilancio e impianto di cremazione 12:02 Alessandro Preziosi ospite d’onore al convegno di Fides Vita. Il 28 ottobre spettacolo al Palariviera 11:43 Montefalcone Appennino, al Teatro del Falco un incontro su turismo immersivo e silver economy 11:24 “Bimbi sicuri”, a San Benedetto il secondo incontro per prevenire gli incidenti pediatrici sport Südtirol-Ascoli, arbitra Turrini: tre precedenti con gli altoatesini, nessuno con i bianconeri A Macerata il primo Trofeo Meletti -Varnelli: il “Derby dell’Anice” va al Macerata Rugby Samb, summit al Riviera con una ventina di imprenditori: prove di una nuova base societaria Samb, imprenditori e attività del territorio rispondono all’appello: riunione in corso al Riviera delle Palme Barcolana Young, otto giovani velisti del Circolo Nautico Sambenedettese in gara a Trieste Samb-Latina affidata a Colaninno: un precedente con i rossoblù, due con i pontini cinema Palariviera, la programmazione dal 24 al 30 settembre Sanità nelle Marche, entro il 2028 in pensione 202 medici di famiglia Il 9° Rapporto Gimbe segnala carenze tra Mmg e pediatri, rinunce alle cure sopra la media nazionale e criticità nella prevenzione. Pubblicato il 7 Ottobre 2026 Nelle Marche entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni 202 medici di medicina generale. Secondo la stima della Fondazione Gimbe, che considera ottimale il rapporto di un Mmg ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 161 medici di famiglia.Il dato emerge dal 9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, che analizza finanziamento pubblico, riparto del Fondo sanitario nazionale, spesa sanitaria, Livelli essenziali di assistenza, personale sanitario, monitoraggio del Pnrr e Piano di rilancio del Ssn. Sempre al 1° gennaio 2025, Gimbe stima nelle Marche anche una carenza di 13 pediatri di libera scelta.In regione, al 1° gennaio 2025, il numero di Mmg è pari a 1.406, a fronte di una media nazionale di 1.383. Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono diminuiti del 4,2%, contro il 14,1% della media nazionale. Per i pediatri di libera scelta, entro il 2029 raggiungeranno l’età di pensionamento in 48; il numero medio di assistiti per pediatra è pari a 926, rispetto ai 917 a livello nazionale.Nel 2024, secondo Gimbe, oltre 157mila marchigiani, pari al 10,6%, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Il dato è superiore alla media italiana, ferma al 9,9%, e registra un aumento dello 0,9% rispetto al 2023.La mobilità sanitaria, su dati del 2023, registra per le Marche un saldo negativo di 54,7 milioni di euro, con un miglioramento di 1 milione rispetto al 2022. I crediti ammontano a 123.258.217 euro, decimo valore nazionale, mentre i debiti sono pari a 177.983.912 euro, tredicesimo valore nazionale.Per il 2025 il riparto del Fondo sanitario nazionale assegna alle Marche 2.246 euro pro capite, rispetto ai 2.218 euro della media nazionale. L’aspettativa di vita alla nascita è di 84,4 anni, contro gli 83,7 del dato italiano.Sul fronte del personale sanitario, i dati regionali risultano superiori alla media nazionale: nel 2024 le Marche contano 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, contro i 12,1 dell’Italia; 2,04 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti, rispetto a 1,84; e 5,70 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti, contro 4,75. Il rapporto infermieri-medici è pari a 2,80, rispetto al 2,59 nazionale.Quanto ai medici cosiddetti gettonisti, nel 2025 il valore economico dei contratti nelle Marche è stato pari a 900mila euro. La spesa sanitaria out-of-pocket pro capite trasmessa al Sistema TS per la dichiarazione dei redditi è di 723 euro, sotto la media italiana di 787 euro.Per le cure essenziali, nel 2024 il punteggio totale degli adempimenti regionali ai Livelli essenziali di assistenza è di 237 su un massimo di 300. Le Marche risultano 11ª tra regioni e province autonome e adempienti secondo il Nuovo Sistema di Garanzia. Rispetto al 2023, però, il punteggio totale è peggiorato di 11 punti, con criticità soprattutto nell ’area della prevenzione, dove la regione si colloca al 18° posto. ×Sanità nelle Marche, entro il 2028 in pensione 202 medici di famiglia Il 9° Rapporto Gimbe segnala carenze tra Mmg e pediatri, rinunce alle cure sopra la media nazionale e criticità nella prevenzione. Link copiato 7 Ottobre 2026 13:48 Nelle Marche entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni 202 medici di medicina generale. Secondo la stima della Fondazione Gimbe, che considera ottimale il rapporto di un Mmg ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 161 medici di famiglia.Il dato emerge dal 9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, che analizza finanziamento pubblico, riparto del Fondo sanitario nazionale, spesa sanitaria, Livelli essenziali di assistenza, personale sanitario, monitoraggio del Pnrr e Piano di rilancio del Ssn. Sempre al 1° gennaio 2025, Gimbe stima nelle Marche anche una carenza di 13 pediatri di libera scelta.In regione, al 1° gennaio 2025, il numero di Mmg è pari a 1.406, a fronte di una media nazionale di 1.383. Tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono diminuiti del 4,2%, contro il 14,1% della media nazionale. Per i pediatri di libera scelta, entro il 2029 raggiungeranno l’età di pensionamento in 48; il numero medio di assistiti per pediatra è pari a 926, rispetto ai 917 a livello nazionale.Nel 2024, secondo Gimbe, oltre 157mila marchigiani, pari al 10,6%, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie. Il dato è superiore alla media italiana, ferma al 9,9%, e registra un aumento dello 0,9% rispetto al 2023.La mobilità sanitaria, su dati del 2023, registra per le Marche un saldo negativo di 54,7 milioni di euro, con un miglioramento di 1 milione rispetto al 2022. I crediti ammontano a 123.258.217 euro, decimo valore nazionale, mentre i debiti sono pari a 177.983.912 euro, tredicesimo valore nazionale.Per il 2025 il riparto del Fondo sanitario nazionale assegna alle Marche 2.246 euro pro capite, rispetto ai 2.218 euro della media nazionale. L’aspettativa di vita alla nascita è di 84,4 anni, contro gli 83,7 del dato italiano.Sul fronte del personale sanitario, i dati regionali risultano superiori alla media nazionale: nel 2024 le Marche contano 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, contro i 12,1 dell’Italia; 2,04 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti, rispetto a 1,84; e 5,70 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti, contro 4,75. Il rapporto infermieri-medici è pari a 2,80, rispetto al 2,59 nazionale.Quanto ai medici cosiddetti gettonisti, nel 2025 il valore economico dei contratti nelle Marche è stato pari a 900mila euro. La spesa sanitaria out-of-pocket pro capite trasmessa al Sistema TS per la dichiarazione dei redditi è di 723 euro, sotto la media italiana di 787 euro.Per le cure essenziali, nel 2024 il punteggio totale degli adempimenti regionali ai Livelli essenziali di assistenza è di 237 su un massimo di 300. Le Marche risultano 11ª tra regioni e province autonome e adempienti secondo il Nuovo Sistema di Garanzia. Rispetto al 2023, però, il punteggio totale è peggiorato di 11 punti, con criticità soprattutto nell’area della prevenzione, dove la regione si colloca al 18° posto. © RIPRODUZIONE VIETATA articolicorrelati Caro gasolio agricolo, Coldiretti Marche chiede alla Regione di riportare il costo verso un euro al litro Pesca, Unci AgroAlimentare: “Dal governo finanziamenti a tasso zero fino a 20 mila euro” Maicol & Mirco presenta il nuovo “Pinocchio” a S an Benedetto: sarà la prima nazionale ultimenotizie 15:04 Caro gasolio agricolo, Coldiretti Marche chiede alla Regione di riportare il costo verso un euro al litro 14:45 Südtirol-Ascoli, arbitra Turrini: tre precedenti con gli altoatesini, nessuno con i bianconeri 14:26 Gran Pavese Rossoblù, l’opposizione: «Una sola donna tra i sei nominativi scelti dal sindaco» 14:08 Colonie feline, a Monteprandone parte il progetto per tutelare i gatti liberi 13:29 Folle aggressione, minaccia la compagna con un coltello: denunciato un 53enne 13:09 Giornata della salute mentale, il 9 ottobre info-point sulle cefalee all’ospedale di San Benedetto necrologi 7 Ottobre 2026 Franco Cicconi 7 Ottobre 2026 Chiarina Ferri 6 Ottobre 2026 Andrea Poliandri 6 Ottobre 2026 Lidia Bruni 6 Ottobre 2026 Romano Alessandrini 6 Ottobre 2026 ANNIVERSARIO Domenico Ricci 5 Ottobre 2026 Iolanda Bucci 5 Ottobre 2026 ANNIVERSARIO Gianfranco Canali Entra nella sezione Necrologi sport Südtirol-Ascoli, arbitra Turrini: tre precedenti con gli altoatesini, nessuno con i bianconeri A Macerata il primo Trofeo Meletti-Varnelli: il “Derby dell’Anice” va al Macerata Rugby Samb, summit al Riviera con una ventina di imprenditori: prove di una nuova base societaria Cinema Al Palariviera La programmazione 24 - 30 settembre 24 - 30 settembre Palariviera Biglietti I film in programma ×Copyright 2021 © Giotto Srls Tutti i diritti sono riservati | Per la pubblicità [email protected] | Sede: via Giotto Pittore, 4 – 63074 San Benedetto del Tronto (AP) | Telefono e Whatsapp: 349 006 9687 |Codice fiscale e partita Iva 0243790446 | Testata giornalistica isc ritta al Registro della Stampa del Tribunale di Ascoli Piceno n.544 | Direttore Responsabile: Emidio LattanziPrivacy PolicySEGUICI SUFacebook Twitter Youtube Instagram TelegramCopyright 2021 © Giotto Srls Tutti i diritti sono riservatiPer la pubblicità [email protected]Sede: via Giotto Pittore, 4 – 63074 San Benedetto del Tronto (AP)Telefono e Whatsapp: 349 006 9687Codice fiscale e partita Iva 0243790446Testata giornalistica iscritta al Registro della Stampa del Tribunale di Ascoli Piceno n.544Direttore Responsabile: Emidio LattanziPrivacy Policy tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703032209261.PDF §---§ title§§ Muzzarelli: 'C’è un divario tra previsioni di spesa e entità del Fondo Sanitario Nazionale di 32 miliardi di euro' link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910809203.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapressa.it" del 07 Oct 2026
Politica: Il Governo dovrebbe dirci come intende colmarli, taglia i servizi o aumenta le tasse? Noi ribadiamo: serve l’aumento delle risorse
pubDate§§ 2026-10-07T12:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910809203.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910809203.PDF', 'title': 'lapressa.it'} tp:url§§ https://www.lapressa.it//articoli/politica/muzzarelli-c-un-divario-tra-previsioni-di-spesa-e-entit-del-fondo-sanitario-nazionale-di-32-miliardi-di-euro tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910809203.PDF tp:ocr§§ 'I dati puntualmente elencati dalla Fondazione Gimbe dimostrano che la nostra richiesta di un Piano Marshall per la sanità pubblica è la base di partenza necessaria per l’esigibilità del diritto alla salute previsto in Costituzione. La spesa per il Servizio sanitario pubblico è costituzionalmente necessaria: o riduciamo i Livelli Essenziali di Assistenza (e noi non vogliamo né possiamo) o aumentiamo le risorse. Ho sentito con piacere il presidente Cartabellotta chiedere un grande Patto di paese per rilanciare il Ssn: lo proponiamo da anni. Serve lealtà del Governo nazionale nel rapporto con le Regioni, ed è necessario per dare fiducia ai professionisti che sostengono la sanità pubblica. Il valore del capitale umano è la colonna del nostro sistema sanitario'. A dirlo è Gian Carlo Muzzarelli, presidente commissione assembleare Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, sul nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale presentato dalla Fondazione Gimbe.Muzzarelli si sofferma in particolare sull’attuale sottofinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale: 'Purtroppo la situazione che lascia il Governo Meloni dopo questa legislatura non è buona: i dati citati da Gimbe, che richiamano il Documento di finanza pubblica approvato dall’esecutivo nazionale, prevedono una nuova contrazione del rapporto tra Fondo sanitario nazionale e PIL. E nel frattempo, come si vede dalle slide, la spesa sanitaria delle famiglie continua a salire. C’è un divario tra previsioni di spesa e entità del Fondo Sanitario Nazionale di 32 miliardi di euro nei prossimi tre anni: il Governo dovrebbe dirci come intende colmarli, taglia i servizi o aumenta le tasse? Noi ribadiamo: serve l’aumento delle risorse del finanziamento per la sanità pubblica con l’obiettivo di arrivare fino al 7,5% del PIL nazionale. La nostra frontiera in Emilia-Romagna sarà il nuovo Piano socio-sanitario per assicurare appropriatezza, efficacia, salute'. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910809203.PDF §---§ title§§ Ssn in affanno: dopo anni di tagli ‘invisibili’ il futuro è in bilico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932008407.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 07 Oct 2026
I 18,8 miliardi di euro di finanziamento mancato e gli altri mali della sanità pubblica nel Rapporto Gimbe sul Ssn
pubDate§§ 2026-10-07T09:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932008407.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932008407.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/10/07/ssn-in-affanno-dopo-anni-di-tagli-invisibili-il-futuro-e-in-bilico/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932008407.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Ssn in affanno: dopo anni di tagli ‘invisibili’ il futuro è in bilicoI 18,8 miliardi di euro di finanziamento mancato e gli altri mali della sanità pubblica nel Rapporto Gimbe sul SsnPotremmo dire che è un po’ come il panda rosso o la tigre: in pericolo, ma non ancora in via di estinzione. Insomma, mentre si appresta a festeggiare i 48 anni il nostro Ssn non se la passa benissimo. Continua sì a garantire un’elevata aspettativa di vita, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Anche perché fa i conti con la grande fuga degli operatori e finanziamenti insufficienti ai bisogni di un Paese che invecchia.Risultato? Il diritto alla salute è “sempre più condizionato dal Cap di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami. Ma la crisi del Ssn non è più solo un problema sanitario: ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese”. Il monito arriva da forte e chiaro da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che ha presentato il corposo 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale alla Camera dei Deputati, un un’affollata Sala della Regina.Un documento che, fra ‘tagli invisibili’ e impietosi confronti internazionali, individua i tanti mali, ma anche le priorità per rafforzare e innovare il Ssn. Perché il paziente è critico, ma non ancora senza speranza. Piuttosto “la politica – dice Cartabellotta – deve chiarire quale modello di sanità intende lasciare alle future generazioni e con quali risorse e riforme renderlo concreto”. Perché senza Ssn chi ci curerà domani?Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale è aumentato di 17,5 miliardi, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 nel 2026. Tutto bene, allora? Se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese nel 2022 il Fondo rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel 2023-2026 il rapporto Fondo/Pil fosse rimasto costante al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più. Ecco i ‘tagli invisibili’.In pratica il “finanziamento nominale è certamente aumentato, ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn”, dice Cartabellotta illustrano il “fenomeno dei tagli invisibili: risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fondo/Pil del 2022?.Non solo: dal 2010 al 2026 il Fondo nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale Istat, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. Intanto la popolazione invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche aumentano.Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse. La spesa pubblica pro-capite è pari a 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto: 909 in meno della media Ocse e 1.013 in meno della media europea. “Un divario che, rapportato ai quasi 59 milioni di residenti, supera i 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”, accusa Cartabellotta.Tra i Paesi del G7, spiace ribadirlo, ma l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media Ocse del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.Dove vanno le risorse? Nel 2025 il riparto del Fondo sanitario assegna in media 2.218 euro per abitante, con valori compresi tra i 2.319 del Molise e i 2.143 della Provincia autonoma di Bolzano. La Campania, con 2.173 euro, riceve la quota pro-capite più bassa tra le Regioni a statuto ordinario. Un caso “emblematico” per Cartabellotta. “La Regione più giovane d’Italia riceve meno risorse pro-capite della media nazionale, nonostante condizioni socio-economiche sfavorevoli e una speranza di vita alla nascita quasi tre anni inferiore a quella della Provincia autonoma di Trento”.Nel 2025 la spesa sanitaria totale è di 190,1 miliardi: 140,8 mld di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni).In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi. “Se il servizio pubblico arretra, fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del Ssn senza ampliare le diseguaglianze”, dice Cartabellotta.Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause.“Il Ssn deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un debito sanitario che genera interessi di salute”, dice Cartabellotta.Chi ci curerà domani? Il Rapporto si occupa anche del rilancio del Ssn, con 16 linee di intervento per orientare e monitorare le politiche di Governo e Regioni. Serve una strategia organica che integri un finanziamento pubblico adeguato ai bisogni di salute, una governance Stato-Regioni capace di ridurre i divari, l’aggiornamento continuo e l’uniforme esigibilità dei Lea.Ma anche il rilancio delle politiche sul personale sanitario, il potenziamento del territorio e l’integrazione con ospedale e servizi sociali, la riduzione di sprechi e inefficienze, la governance del rapporto pubblico-privato, il riordino della sanità integrativa e gli investimenti in prevenzione, ricerca e digitalizzazione.Il Piano rafforza l’attenzione alla sicurezza e alla manutenzione del patrimonio edilizio e tecnologico, ai dati aperti e alla partecipazione dei cittadini. “Nel 2027 il Piano di Rilancio sarà il nostro riferimento per analizzare i programmi sulla sanità di tutte le forze politiche alle prossime elezioni. Perché i cittadini hanno il diritto di conoscere azioni e omissioni della politica nella tutela della loro salute”, dichiara il numero uno di Gimbe, che al Ssn non vuol rinunciare. Tutelarlo e rilanciarlo “significa preservare uno strumento di democrazia e coesione sociale e una leva per lo sviluppo economico del Paese”, scandisce Cartabellotta.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932008407.PDF §---§ title§§ Medici e infermieri in fuga dal Ssn, i numeri dei gettonisti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932108408.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 07 Oct 2026
Un medico su 4 e un infermiere su 5 non lavorano nel Ssn: i dati Gimbe e la spesa per gli operatori a gettone
pubDate§§ 2026-10-07T09:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932108408.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932108408.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/10/07/medici-e-infermieri-in-fuga-dal-ssn-i-numeri-dei-gettonisti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932108408.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Medici e infermieri in fuga dal Ssn, i numeri dei gettonistiUn medico su 4 e un infermiere su 5 non lavorano nel Ssn: i dati Gimbe e la spesa per gli operatori a gettoneIl Servizio sanitario nazionale (Ssn) fa i conti – ormai da anni – con quella che è stata ribattezzata la grande fuga degli operatori. Ma il fenomeno è più articolato, come emerge dall’attenta lettura del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato presso la Sala della Regina della Camera. Se infatti i medici in Italia non mancherebbero, a scarseggiare sono quelli che lavorano per il Ssn, mentre gli infermieri sono pochi in assoluto. Risultato? La spesa per i gettonisti aumenta nel 2025 del 15%.“Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza, ma il Ssn ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli. Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera”, sottolinea il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Ma vediamo meglio la fotografia del Rapporto sul capitale umano del Ssn.L’Italia dispone di 5,8 medici per 1.000 abitanti (media Ocse 4) e si colloca al 2° posto tra i 34 Paesi che forniscono il dato. Tuttavia, dei 339.256 medici censiti dall’Ocse, almeno 88.258 (26,1%) non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi formativi post-laurea.“Se oltre 1 medico su 4 non lavora nel Ssn né è inserito in percorsi formativi post-laurea, è evidente che il servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici. Aumentare i posti nei Corsi di Laurea di Medicina non garantisce, quindi, più medici alla sanità pubblica, in particolare nelle specialità e nei territori dove servono”.Non solo. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato nel 2024 i medici dipendenti del Ssn sono 108.243, pari a 1,84 medici per 1.000 abitanti, con valori tra 1,35 del Molise e 2,56 della Sardegna. Le carenze si concentrano in alcune specializzazioni e nell’assistenza primaria: al 1° gennaio 2025 Gimbe stima un deficit di 5.716 medici di medicina generale – assumendo come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti – e di 497 pediatri di libera scelta, il 78,7% dei quali concentrato in Lombardia, Piemonte e Veneto.Per gli infermieri il problema è che l’Italia ne conta 6,9 ogni 1.000 abitanti contro 9,7 della media Ocse, una dotazione inferiore del 29%. Dei 407.750 infermieri censiti dall’Ocse, almeno 79.926 (19,6%) non lavorano nel Ssn. “Alla grave carenza di personale infermieristico si aggiunge il fatto che 1 infermiere su 5 non lavora nel SSN: un ulteriore segnale delle difficoltà del servizio pubblico ad attrarre e trattenere questi professionisti”. Secondo i dati della Ragioneria dello Stato, nel 2024 gli infermieri dipendenti del Ssn sono 279.990, pari a 4,75 per 1.000 abitanti, con valori compresi tra 3,75 della Lombardia e 6,78 della Liguria.Anche formazione e retribuzioni restano indietro: 19,5 laureati in infermieristica ogni 100 mila abitanti contro 43,6 della media Ocse e retribuzioni degli infermieri ospedalieri inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Il risultato è uno squilibrio strutturale tra le due professioni: 1,2 infermieri per medico, con l’Italia al 30° posto su 33 Paesi.C’è poi un tema interessante: nel 2025 la spesa per il personale dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se questa quota negli anni fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più, di cui 23,9 miliardi nel periodo 2020-2025. “Non si tratta di un taglio nominale, ma della differenza rispetto a uno scenario ipotetico”, precisa Gimbe.Dove trova operatori il Ssn? Non resta che pagarli ‘a gettone’. Nel biennio 2024-2025 il valore dei contratti per servizi di fornitura di personale ha raggiunto 1,06 m iliardi. E nel 2025? La spesa è cresciuta del 15% e il valore dei contratti specificamente riferiti al personale medico è aumentato del 62% rispetto al 2024.“Lo stop normativo ai gettonisti non riporta automaticamente medici e infermieri nei reparti: deve essere accompagnato da misure capaci di reclutare e trattenere i professionisti nel Ssn, altrimenti si rischia di lasciare scoperti servizi essenziali”, avverte Nino Cartabellotta.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932108408.PDF §---§ title§§ Ssn un paziente cronico che ha bisogno di risorse e riforme, l’analisi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960108704.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 07 Oct 2026
"Fare riforme senza soldi sostanzialmente lascia scatole vuote e progetti incompiuti". Cartabellotta e il futuro del Ssn
pubDate§§ 2026-10-07T10:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960108704.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960108704.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/10/07/ssn-un-paziente-cronico-che-ha-bisogno-di-risorse-e-riforme-lanalisi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960108704.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Ssn un paziente cronico che ha bisogno di risorse e riforme, l’analisi“Fare riforme senza soldi sostanzialmente lascia scatole vuote e progetti incompiuti”. Cartabellotta e il futuro del Ssn“Il Servizio sanitario nazionale è un paziente cronico, con patologie multiple: sta male perché negli ultimi 15 anni i governi di tutti i colori non lo ha curato a sufficienza. Inevitabilmente è scivolato e ha fatto perdere progressivamente ai cittadini il diritto alla tutela della salute”. La diagnosi arriva dal presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, a margine della presentazione del IX Rapporto sul Ssn, alla Camera.Come intervenire, anche in legge di Bilancio? “La Manovra sostanzialmente approccerebbe solo l’aspetto di tipo finanziario. Ma al Ssn, come emerge dal Rapporto Gimbe, servono due cose: le risorse, ma anche riforme coerenti con l’allocazione delle risorse stesse. Troppi soldi oggi non possiamo impiegarli, ma è evidente che fare riforme senza soldi sostanzialmente lascia scatole vuote e progetti incompiuti”, chiarisce Cartabellotta.Quindi non è soltanto una questione di quanto spendere sul Ssn, ma anche di “una traiettoria pluriennale di finanziamento. Non siamo d’accordo su questa sorta di teatrino che ogni anno si verifica a fine anno, quando il ministro della Salute, chiunque sia, prova a strappare qualche miliardo in più per la sanità. Ci vuole un patto tra tutte le forze politiche che stabilisca qual è la traiettoria di rifinanziamento progressivo del Servizio sanitario nazionale”, dice a LaPresse il numero uno di Gimbe.Citando il rapporto e i dati Ocse, Cartabellotta sottolinea come “abbiamo accumulato un grande gap nei confronti della media dei Paesi europei, circa 36 miliardi, ma soprattutto si sta scollando l’entità del finanziamento pubblico con la previsione di spesa sanitaria. Dunque o si mettono soldi in legge di Bilancio, oppure le Regioni saranno in difficoltà e, quindi, dovranno tagliare servizi, o aumentare le tasse cittadini”.Gimbe presenta oggi un piano in 16 punti per il rilancio del Ssn e promette di monitorare i programmi dei partiti in vista delle prossime elezioni. Ma ha le idee molto chiare: “La priorità assoluta è quella del personale sanitario. Oggi noi abbiamo una crisi nella crisi, quella del personale sanitario: i professionisti o non vogliono entrare nel servizio pubblico, oppure se ne vanno via. Senza restituire attrattività – anche ma non solo economica – al servizio pubblico, rischiamo che qualunque tipo di riforma messa in atto, da qualsiasi governo, non produca dei benefici”.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960108704.PDF §---§ title§§ La sanità pubblica perde 18,8 miliardi: sempre più italiani rinunciano a esami e visite link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965008589.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 07 Oct 2026
Per il prossimo triennio servono 32 miliardi, Cartabellotta: «Rischiano di pagare i cittadini»
pubDate§§ 2026-10-07T10:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965008589.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965008589.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/cronaca/2026/10/07/news/sanita_perdita_18_miliardi_rapporto_gimbe-15759360/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965008589.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziSei qui:Articolo Freeil rapporto gimbePer il prossimo triennio servono 32 miliardi, Cartabellotta: «Rischiano di pagare i cittadini»A CURA DELLA REDAZIONE2 minuti di letturaAttese eccessive o costi troppo salati per le proprie disponibilità. Il Rapporto Gimbe quest'anno torna a battere sul nodo del reale accesso alle cure. Nel 2024 oltre 5,8 milioni di italiani, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami. Un dato in aumento rispetto al 7,6% del 2023. Circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d'attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. "Quando tempi d'attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l'accesso alle prestazioni sanitarie - afferma il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta - è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute".Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del Nono Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe e presentato questa mattina presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Questo calo ha prodotto una perdita 'virtuale' per la sanità di 18,8 miliardi. "Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn", dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. "È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022". A rosicchiare ulteriormente le risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l'inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare.Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe. «Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario", commenta Cartabellotta. "In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine - conclude - avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini".Nel 2025 la spesa sanitaria totale è stata di 190,1 miliardi: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024 la spesa out-of-pocket diminuisce dell'1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,2 9 miliardi. "Se il servizio pubblico arretra - puntualizza Cartabellotta - fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del Ssn, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze".LA STAMPA SAE S.P.A P. IVA 13425960013 Redazione: Via Ernesto Lugaro 15 - 10126 Torino (TO), ItaliaI diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965008589.PDF §---§ title§§ La sanità pubblica perde 18,8 miliardi: sempre più italiani rinunciano a esami e visite link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702876108712.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "lavocedigenova.it" del 07 Oct 2026
Nel 2024 la Liguria raggiunge quota 250 nei Livelli essenziali di assistenza, con il terzo miglior incremento d’Italia. L''assessore Nicolò: "Progressi importanti, ma dobbiamo continuare a lavorare su liste d’attesa, territorio e mobilità sanitaria"
pubDate§§ 2026-10-07T13:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027109322.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027109322.PDF', 'title': 'lavocedigenova.it'} tp:url§§ https://www.lavocedigenova.it/2026/10/07/leggi-notizia/argomenti/sanita-2/articolo/sanita-il-9-rapporto-gimbe-promuove-la-liguria-sui-lea-lassessore-nicolo-primi-in-italia-pe.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027109322.PDF tp:ocr§§ Il quadro della sanità ligure tracciato dal 9° Rapporto della Fondazione GIMBE registra un avanzamento degli indicatori regionali riguardanti l'erogazione dei servizi e la disponibilità di personale sanitario. I dati dell'analisi nazionale sono stati commentati a margine della presentazione dall'assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò.Nel dettaglio del monitoraggio sui Livelli essenziali di assistenza (LEA), la Liguria ha conseguito un punteggio complessivo di 250 punti relativi al 2024, segnando un incremento di 31 punti rispetto alla valutazione del 2023 (pari a 219 punti). Tale progressione posiziona la regione al terzo posto su scala nazionale per tasso di miglioramento annuale.Sul versante delle risorse umane impiegate, il rapporto colloca la Liguria al vertice nazionale per densità di personale infermieristico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, con un parametro pari a 6,78 infermieri ogni mille abitanti nel 2024. Il report evidenzia inoltre una stabilità nel comparto della medicina generale, dove la regione mostra una tra le minori percentuali di carenza di medici di base del contesto italiano.A margine dell'illustrazione del report, l'assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha espresso la posizione della giunta regionale sui risultati conseguiti: «I dati del 9° Rapporto GIMBE ci consegnano una fotografia della sanità ligure che conferma i progressi compiuti, ma anche la responsabilità di continuare a lavorare per migliorare i servizi e rispondere ai bisogni dei cittadini. Siamo soddisfatti perché la Liguria viene promossa sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza e i dati sul personale confermano alcuni punti di forza importanti del nostro sistema. La Liguria è infatti la Regione italiana con il più alto numero di infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale in rapporto alla popolazione. Anche sul fronte dei medici di medicina generale la nostra regione presenta una delle situazioni meno critiche a livello nazionale. Sono dati che riconoscono il lavoro che stiamo facendo per rafforzare il nostro sistema sanitario e per garantire ai cittadini una rete di assistenza sempre più solida».L'assessore ha infine richiamato le linee d'intervento programmate per la gestione dei flussi di mobilità sanitaria e la contrazione dei tempi d'attesa: «Naturalmente sappiamo che abbiamo ancora margini di miglioramento. Anche sul fronte della mobilità sanitaria, i dati del 2024 ci indicano che c’è ancora del lavoro da fare. Stiamo intervenendo per rafforzare la capacità del nostro sistema di dare risposte sempre più tempestive e di qualità ai cittadini, affinché possano trovare in Liguria le cure di cui hanno bisogno. È un impegno che riguarda l’accessibilità ai servizi, le liste d’attesa, la sanità territoriale e la capacità di presa in carico. Questi numeri non sono un punto di arrivo, ma una base sulla quale costruire il futuro della sanità ligure. Dobbiamo continuare a investire sul personale, sulla sanità territoriale, sulla rete ospedaliera e sulla capacità di presa in carico». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027109322.PDF §---§ title§§ Il Fondo sanitario italiano cresce di 17,5 miliardi, ma Gimbe conta 18,8 miliardi di "tagli invisibili" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907909170.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lespresso.it" del 07 Oct 2026
Il 9° Rapporto presentato alla Camera fa emergere la distanza tra i soldi stanziati e quelli che servirebbero a tenere il passo con il Pil. Nel triennio 2027-20
pubDate§§ 2026-10-07T12:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907909170.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907909170.PDF', 'title': 'lespresso.it'} tp:url§§ https://lespresso.it/c/salute/2026/10/7/fondo-sanitario-nazionale-italia-dati-spesa-soldi-tagli-regioni-medici-personale-infermieri-rapporto-gimbe/65206 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907909170.PDF tp:ocr§§ Il 9° Rapporto presentato alla Camera fa emergere la distanza tra i soldi stanziati e quelli che servirebbero a tenere il passo con il Pil. Nel triennio 2027-2029 il divario tra spesa prevista e Fondo può arrivare a 32,3 miliardi, mentre sono 5,8 milioni le persone che rinunciano a visite o esamiIl Fondo sanitario nazionale è passato da 125,4 miliardi nel 2022 a 142,9 nel 2026: ben 17,5 in più. Eppure, resta incollato un paradosso: secondo la Fondazione Gimbe, il Servizio sanitario nazionale ha a disposizione meno di quanto avrebbe avuto se il Fondo avesse seguito la crescita del Pil. Nel 2022 valeva il 6,27% della ricchezza prodotta dal Paese, poi si è tenuto intorno al 6%, con il 6,14% del 2026. Mantenere quel rapporto nel periodo 2023-2026 avrebbe portato 18,8 miliardi in più. "Il finanziamento nominale è certamente aumentato, ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn", ha spiegato il presidente Nino Cartabellotta nella Sala della Regina della Camera, dove ha presentato il Rapporto. "È il fenomeno dei tagli invisibili: non si tratta di tagli nominali, ma di risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022". Al netto dell'inflazione, aggiunge il documento, il finanziamento del 2026 è tornato sostanzialmente ai livelli del 2010.Di certo non aiuta il confronto con la scena internazionale. Nel 2025 la spesa pubblica italiana vale il 6,2% del Pil contro il 7,1% della media Ocse, e in termini pro capite l'Italia è ultima nel G7: 3.952 dollari a parità di potere d'acquisto, 909 meno dell'Ocse e 1.013 meno dell'Europa. "Un divario che, rapportato ai quasi 59 milioni di residenti, supera i 36 miliardi", ha commentato Cartabellotta. "Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Governi di ogni colore". Analizzando la manovra e il Documento programmatico di finanza pubblica approvato il 2 ottobre, Gimbe ha stimato che la distanza tra la spesa prevista e il Fondo si allarghi di 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 nel 2028 e 14 nel 2029, per 32,3 miliardi cumulati. Le Regioni e il ministro Orazio Schillaci hanno chiesto per il 2027 circa 6,5 miliardi in più, ricorda Repubblica. "Il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario", ha detto Cartabellotta. "In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini".Per molti il conto è già arrivato. Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, il 9,9% della popolazione contro il 7,6% del 2023, hanno rinunciato a una o più visite o esami: circa 4 milioni per i tempi d'attesa, 3,1 milioni per motivi economici, con la possibilità di indicare entrambe le cause. È un dato di due anni fa, perché quello Istat del 2025 non è ancora uscito. Per Gimbe si tratta di bisogni che restano fuori dalla spesa ma non scompaiono: un "debito sanitario" che genera "interessi" di salute, economici e sociali. "Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami", ha rincalzato Cartabellotta. Chi può pagare ha a disposizione sempre più strade. Nel 2025 la spesa sanitaria totale è di 190,1 miliardi: 140,8 pubblici, 42,4 a carico delle famiglie e quasi 7 intermediati da fondi e assicurazioni. La spesa diretta delle famiglie cala dell'1% (434 milioni in meno), quella intermediata sale del 10,1%, e le assicurazioni sanitarie volontarie passano da 4,69 a 5,29 miliardi, il 12,7% in più. Il Rapporto segnala anche un "secondo binario": la spesa presso le strutture private non accreditate è cresciuta del 169% tra il 2016 e il 2024, da 3,05 a 8,2 miliardi, la stessa cifra raggiunta dalle strutture accreditate.A impelagare ancora di più il Ssn, sono le persone che dovrebbero curare. L'Italia ha 5,8 medici ogni mille abitanti, al secondo posto tra i 34 Paesi Ocse che forniscono il dato, ma dei 339.256 medici ce nsiti almeno 88.258 (il 26,1%) non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi di formazione post-laurea. Gli infermieri sono 6,9 ogni mille abitanti contro 9,7 della media, e anche qui quasi uno su cinque, 79.926 su 407.750, lavora altrove. La quota di spesa pubblica per il personale è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9% del 2025: con quella percentuale ferma, ha evidenziato Gimbe, sarebbero andati ai professionisti 36,8 miliardi in più. "Il Ssn ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli", il monito di Cartabellotta. "Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera". A mancare sono soprattutto i medici di medicina generale, 5.716 secondo la stima della Fondazione, e 497 pediatri di libera scelta. Pesa anche il divario tra le zone. La quota indistinta del Fondo assegna in media 2.218 euro a cittadino: 2.319 in Molise, 2.143 a Bolzano, e 2.173 in Campania, la cifra più bassa tra le Regioni a statuto ordinario. "Il caso della Campania è emblematico dei limiti dell'attuale sistema", ha detto Cartabellotta: la Regione più giovane d'Italia riceve meno risorse della media nazionale, con una speranza di vita alla nascita inferiore di quasi tre anni a quella di Trento. Le Regioni adempienti ai Livelli essenziali di assistenza sono 18 su 21 nel 2024, erano 13 nel 2023, ma "la pagella ministeriale migliora senza misurare l'effettiva esigibilità dei Lea", e la mobilità sanitaria tra Regioni ha toccato nel 2023 i 5,15 miliardi, il valore più alto dal 2010. I Lea aggiornati entrano in vigore il 30 ottobre, dopo quasi dieci anni di attesa. "A quasi 48 anni dall'istituzione del Ssn il diritto alla tutela della salute rimane fondamentale sulla Carta, ma è sempre meno esigibile nella vita reale".di Marco Antonellisdi Redazionedi Anna Dichiarantedi Redazionedi Francesca BarraL'E COMMUNITYL'Espresso Media S.p.A Partita IVA 122627409672.2.0 Powered by Men At Code tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702907909170.PDF §---§ title§§ Legge elettorale, c'è la terza e ultima fiducia - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947208575.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Altro passo in avanti per la riforma elettorale che supera indenne anche il il terzo e ultimo voto di fiducia.
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L’aula della Camera è quindi convocata a oltranza di Giuseppe Ariola - 7 Ottobre 2026 '); var totalSlides= $('#gallery-box-273551 #image-gallery li').length; var currentSlide= slider.getCurrentSlideCount(); jQuery('#gallery-box-273551 #image-gallery').removeClass('cS-hidden'); jQuery('#gallery-box-273551 #countslide').html("+currentSlide+" di "+totalSlides); } }); Altro passo in avanti per la riforma elettorale che supera indenne anche il il terzo e ultimo voto di fiducia. I sì sono stati 228, i no 144 e 3 le astensioni. Un risultato in realtà annunciato, soprattutto dopo i due via libera di ieri. La blindatura da parte del governo dei tre articoli del provvedimento modificati nel corso del passaggio al Senato ha quindi dato i frutti sperati. Adesso si procederà a concludere l’esame dei restanti articoli e poi si passerà agli ordini del giorno. L’aula della Camera è quindi convocata a oltranza e, qualora necessario, si andrà avanti con una seduta notturna. L’obiettivo della maggioranza è infatti quello di lasciare a domani solamente il voto finale, quello più importante. Su quest’ultimo step sarà infatti certamente chiesto il voto segreto da parte delle opposizioni. Un tentativo di mandare nuovamente sotto il centrodestra con l’aiuto dei franchi tiratori. Si spera, insomma, di assistere allo stesso copione dello scorso luglio, quando furono affossate le preferenze. Attesa per il voto finale di domani Dal canto suo, la maggioranza si accinge a quest’ultimo passaggio forte delle tre fiducie incassate tra ieri e oggi. Non per questo il risultato di domani si dà per scontato. Lo spettro dei franchi tiratori è sempre lì che incombe, pronto a intercettare le resistenze di quanti in maggioranza restano poco convinti dell’impianto della nuova legge elettorale e, soprattutto, non apprezzano particolarmente le preferenze. Non a caso da Palazzo Chigi si è alzata la posta in gioco. Da giorni il messaggio che trapela è sempre lo stesso: “o la legge passa oppure si va a casa”. Una sorta di ultimatum che rimbalza sulle bocche di tutti i deputati e che viene costantemente ribadito dai vari big del centrodestra. Se da un lato, quindi, si ostenta fiducia sull’esito dell’ultimissimo voto sulla riforma elettorale, dall’altro si insiste sulle conseguenze qualora il risultato tradisse le attese. E sulla necessaria conseguente presa d’atto da parte di Giorgia Meloni che, a questo punto, avrebbe il dovere istituzionale di salire al Colle.Le critiche dell’opposizioneDal fronte opposto, l’opposizione continua a criticare sia il merito della riforma, sia il metodo utilizzato dalla maggioranza durante quest’ultimo passaggio parlamentare. La principale accusa rivolta all’impianto della nuova legge elettorale resta quella per la quale la maggioranza si sarebbe scritta da sola le regole del gioco per assicurarsi la vittoria alle prossime elezioni. Una narrazione, ovviamente, respinta dal centrodestra che sottolinea come il nuovo sistema, proprio come il vecchio, vale per tutti e non agevola quindi nessuno. Per quanto riguarda il metodo, invece, si punta il dito contro la scelta di mettere le tre fiducie. Un modo, viene sostenuto, non per contrastare un eventuale atteggiamento ostruzionistico dell’opposizione, che si s ottolinea non esserci stato, ma per serrare le file della stessa maggioranza divisa al proprio interno sulla nuova legge. Comunque sia, dopo la fiducia appena incassata dal governo l’attenzione si è subito spostata sul passaggio indubbiamente più importante e delicato. Il voto finale di domani, con il centrodestra chiamato a non cadere nuovamente nella trappola dello scrutinio segreto. Leggi tutte le news di Politica Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Politica Via libera alla terza e ultima fiducia sulla riforma elettorale Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy 07 Ott 2026 Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ GIUSEPPE ARIOLA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947208575.PDF §---§ title§§ Il bus degli studenti e le buone intenzioni - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947308576.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Nel Documento programmatico di finanza pubblica il trasporto pubblico locale occupa una riga. Si trova nella Relazione che accompagna la
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Si trova nella Relazione che accompagna la richiesta di attivare la clausola di salvaguardia europea, tra le misure contro il caro energia, e annuncia interventi per favorire l’uso dei mezzi pubblici da parte degli studenti. Non indica risorse, né strumenti, né tempi. Ad oggi somiglia più a una buona intenzione che a un progetto di governo, e come ricordava Samuel Johnson, riprendendo un antico proverbio, di buone intenzioni è lastricata la strada dell’inferno.L’idea, sia chiaro, è giusta. Il caro energia ha spinto l’inflazione al 4,1 per cento a settembre e ha colpito soprattutto le famiglie meno abbienti, per le quali l’energia pesa sul bilancio più del doppio che per quelle benestanti. Spostare uno studente dall’auto all’autobus riduce consumi, emissioni e spesa. Ma una misura che incentiva la domanda funziona solo se esiste un’offerta capace di accoglierla, e sull’offerta il documento tace. Le risorse straordinarie concesse dall’Europa sono investimenti, reti, tranvie, metropolitane. Il servizio, invece, vive di spesa corrente, cioè contratti, energia, manutenzione e personale. Un abbonamento scontato non aggiunge una corsa alle sette e mezza del mattino. Lo stesso vale per i venticinque treni regionali e le quaranta stazioni che il PNRR lascia in eredità. Un treno nuovo fermo in deposito, senza equipaggi e senza tracce orarie, non sposta nessuno.Per trasformare l’intenzione in progetto servono alcune scelte precise. La prima riguarda la misura stessa. Meglio un abbonamento scolastico e universitario a prezzo calmierato, con il mancato ricavo compensato alle aziende, e una quota vincolata a corse aggiuntive negli orari di ingresso e uscita, coordinate con lo scaglionamento delle scuole.La seconda riguarda il fisco. La detrazione del 19 per cento sugli abbonamenti è ferma a un tetto di 250 euro, e chi ha redditi bassi spesso non riesce a usarla. Andrebbe rafforzata e trasformata in credito d’imposta. Le risorse si possono trovare dentro un impegno che il governo ha già preso con Bruxelles, la riduzione delle agevolazioni fiscali dannose per l’ambiente. Spostare quei risparmi sul trasporto collettivo non peggiorerebbe i conti.La terza riguarda il Fondo nazionale trasporti. Vale circa 5,3 miliardi, poco meno dell’anno scorso, mentre i prezzi corrono. Va indicizzato all’inflazione e ripartito finalmente con costi standard che includano il personale e i rinnovi contrattuali, superando un riparto ancora fermo al 2020. Allo stesso modo, i crediti d’imposta contro il rincaro del gasolio concessi quest’anno all’autotrasporto andrebbero estesi alle aziende che portano ogni giorno milioni di pendolari.La quarta riguarda chi guida. Molte aziende faticano a trovare autisti, anche perché la patente professionale costa e resta a carico di chi cerca lavoro. Il DPFP rivendica i risultati del programma GOL e un fondo per la riqualificazione di chi percepisce la Naspi. Un percorso dedicato alla formazione degli autisti sarebbe un uso coerente di quegli strumenti.Infine, le risorse europee. Il Piano sociale per il clima vale oltre nove miliardi fino al 2032 e riguarda anche il trasporto stradale. Una parte potrebbe sostenere abbonamenti per le famiglie vulnerabili e servizi nelle aree interne. Anche la Commissione, che quest’anno non insiste più sulla concorrenza nei servizi pubblici locali, lascia spazio a questa discussione. Ogni misura, poi, dovrebbe avere indicatori pubblici, come passeggeri, posti offerti, corse aggiunte, affollamento nelle ore di punta. Lo stesso documento chiede di misurare gli effetti delle politiche pubbliche, e sarebbe un buon terreno per cominciare.La legge di bilancio dirà se quella riga diventerà una politica. Le proposte ci sono, e sono pronte per il confronto con chi dovrà scriverla. Un abbonamento in più è una buona notizia solo se alla fermata arriva anche l’autobus.PER TUTTE LE NEWS DI ATTUALITA’ Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europe i fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ Pietro Serbassi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947308576.PDF §---§ title§§ Sanità, i numeri Gimbe: "Tagli invisibili costano 18,8 miliardi" - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947808577.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Gimbe fa i conti alla sanità e denuncia: negli ultimi quattro anni, secondo l’analisi della Fondazione, i tagli “invisibili” hanno fatto
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La questione sollevata quest’oggi alla presentazione del nono rapporto di Gimbe alla Camera dei Deputati è tutta nei numeri. Se tra il 2023 e il 2026 il fondo sanitario nazionale ha registrato aumenti per 17,5 miliardi (passando da 125,4 miliardi del 2022 ai 142,9 del 2026), tutto cambia se si vede in rapporto alla ricchezza prodotta nel Paese. Il rapporto sanità-Pil è, per Gimbe, diminuito.Gimbe e i tagli invisibili alla sanitàI conti sono presto fatti. Stando a Gimbe, infatti, nel 2022 il fondo sanitario era pari al 6,27 per cento del prodotto interno lordo nazionale. Negli anni seguenti, però, è scesa fino al 6%, raggiungendo un lieve aumento solo quest’anno, quando si è attestato al 6,14 per cento. Se nel periodo 2023-2026, fanno sapere gli analisti della Fondazione, il rapporto Fondo sanitario/Pil fosse rimasto costante al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18, 8 miliardi in più. Ed ecco perché adesso si parla di “tagli invisibili”.Diritti sempre più cariMa ci sono degli altri numeri che finiscono già al centro del dibattito tra politica e sanità. Quelli legali alla spesa sanitaria totale. Che, nel 2025, s’è attestata a 190,1 miliardi complessivi. Di cui ben 42,2 a carico delle famiglie italiane. C’è poi il tema dei fondi sanitari, assicurazioni che coprono quasi sette miliardi. Rispetto al 2024 la spesa out-of-pocket, dicono ancora da Gimbe, diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi. Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni Così l’inflazione scompagina i conti del Mef ma può essere solo l’inizio Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026 Salute Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno 07 Ott 2026 Politica Tensione tra Tajani e Schifani che medita le dimissioni 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ MARIA GRAZIOSI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947808577.PDF §---§ title§§ Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l'anima di un territorio senza tempo - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947908578.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Dialogo con Paolo Romano sulla genesi di "Meravigliosa Salerno": un’esplorazione colta e appassionata che intreccia parola, immagine e genius
pubDate§§ 2026-10-07T10:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947908578.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947908578.PDF', 'title': 'lidentita.it'} tp:url§§ https://www.lidentita.it/meravigliosa-salerno-paolo-romano-racconta-lanima-di-un-territorio-senza-tempo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947908578.PDF tp:ocr§§ Abbonati Area Abbonamenti Leggi il giornale EsciPoliticaEsteriEconomiaAttualità Lavoro CronacaSportCultura & SpettacoloEditorialeSiciliaTorinoPer gli AbbonatiArchivioCultura & SpettacoloMeravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo di Anna Tortora - 7 Ottobre 2026 '); var totalSlides= $('#gallery-box-273218 #image-gallery li').length; var currentSlide= slider.getCurrentSlideCount(); jQuery('#gallery-box-273218 #image-gallery').removeClass('cS-hidden'); jQuery('#gallery-box-273218 #countslide').html("+currentSlide+" di "+totalSlides); } }); Dialogo con Paolo Romano sulla genesi di “Meravigliosa Salerno”: un’esplorazione colta e appassionata che intreccia parola, immagine e genius loci per restituire al lettore la grazia segreta del Sud.Riuscire a guardare la propria terra con gli occhi del viaggiatore richiede un’intelligenza emotiva rara. Quando hai avvertito la necessità di spogliarti della familiarità per ritrovare la meraviglia pura?“Io la vivo ogni giorno, per le strade del nostro Sud. Che si tratti della Campania – che ho già raccontato nel precedente libro attraverso una singolare autobiografia di una regione (protagonista una donna affascinante che racconta la storia di questa nostra terra) – o della città di Salerno, non cado mai nell’assuefazione. Vedo la storia e la bellezza sedimentate negli anfratti del tessuto urbano, sotto lo strato del visibile. Nel particolare si nasconde l’incipit di una narrazione, che faccio mia attraverso la lente dell’interdisciplinarietà. Senza segmenti stagni, storia, archeologica, geografia, antropologia, arte, turismo, religione, devono andare insieme, in un unico motivo di fascinazione. Con gli occhi di uno straniero e il cuore di un cittadino verace: penso sia questo lo spirito che anima il libro che ho concepito.”.Raccontare per “cammei” significa sottrarre per illuminare. Quanto rigore richiede la sintesi di fronte a una materia così ricca e stratificata, per non rischiare di sacrificarne la profondità? “Hai colto in nuce il cuore del libro. La scrittura è pittura e scultura insieme: si dipinge come in un quadro e poi si sottrae come in una scultura. Ovviamente, non si può improvvisare uno stile sintetico ed iconico, soprattutto riguardo a un territorio denso di storia: bisogna studiare, documentare, attingere alle fonti, verificarle, confrontarle e poi affidare il tutto ad una scrittura che non si parli addosso, che sappia sedurre il lettore, condurlo a sé attraverso una fascinazione legata all’oggetto del proprio narrare”.Il tuo racconto restituisce ai paesaggi la loro dimensione più intima, ovvero le storie e i vissuti di chi li abita. Pensi che raccontare l’umanità di un territorio sia la via più alta per preservarne l’identità autentica? “I territori non sono bomboniere intoccabili. Il libro è, quindi, un viaggio nel genius loci di posti che hanno un valore poliedrico, storico, monumentale, paesaggistico, ma anche e soprattutto antropico, perché gli spazi non sono asettici e algidi ma si caricano di valore con i vissuti che di chi li ha abitati. Spesso abbiamo una falsa idea di degrado, ci immaginiamo le nostre città come deturpate dal cemento. È anche vero, ma non in maniera assoluto. Se prendiamo ad esempio Atene, nella sua parte moderna è di una bruttezza impressionante come lo scempio che ha dovuto subire, eppure nasconde narrazioni e reperti tra i più affascinanti al mondo. Non dimentichiamo che noi viviamo nel cuore della Magna Grecia, siamo figli della civiltà greca e latina”.La parola scrit ta suggerisce, la fotografia rivela. In questo costante rimando con Cristina Santonicola, c’è una sfumatura di Salerno che la sua lente è riuscita a cogliere laddove la memoria letteraria non era ancora arrivata?“Con gli occhi della scrittura e la penna della fotografia, potremmo dire invertendo i ruoli. A ben vedere, si tratta di due libri in uno, perché accanto ai miei testi ci sono le immagini artistiche di Cristina Santonicola, che rappresentano un viaggio visivo dentro la meraviglia, un modo per trattenere, tra le mani e dentro gli occhi, tutta la bellezza che nessun souvenir potrà mai rendere e condensare appieno”. Tra il fascino monumentale di Salerno, la poesia della Costiera Amalfitana e la forza ancestrale del Cilento, qual è il tratto che ricuce queste anime così diverse in un’unica idea di bellezza?“Rispondo con un meraviglioso verso di Gabriele d’Annunzio, che parla del nostro arco di costa come del “Lunato golfo”: dal castello di Arechi, dall’ultima curva e dall’ultima piazzola di sosta dell’autostrada Napoli-Salerno, si è come abbagliati dall’apparire all’improvviso del golfo di Salerno, che sembra un arco teso, pronto a scoccare le sue frecce di bellezza, epifanie luminose e azzurre che si estendono fino a Punta Licosa e poi – dall’altra parte – la promessa di Capri nascosta dal profilo dei Monti Lattari, che sappiamo proteggere le altrettante perle della Costiera. Che dire: forse occorre ricordare quando, durante il Covid e il divieto di andare fuori regione, ci si consolava dicendo: vabbè rimarremo nei confini di questo paradiso! Sono molto contento che il mio libro “Meravigliosa Salerno” sia balzato subito in vetta alle classifiche, che si stia diffondendo con il passaparola dei lettori e che le librerie – da Feltrinelli a Mondadori alle librerie indipendenti – lo tengano esposto in bella vista già nelle vetrine. Ci tengo poi a ribadire che non è una guida tradizionale, ma un percorso analitico dell’anima di una terra, un viaggio nelle emozioni suscitate nei luoghi. Non hanno senso le guide piene di informazioni utili, che sono ormai inutili, scusate il gioco di parole: indirizzi, telefoni, consigli, lasciano il tempo che trovano e sono ormai reperibili nel web. A me piacciono i libri che non scadono, fatti per durare nel tempo, per essere letti, conservati, consultati, ripresi a distanza di anni. Tutti i miei libri hanno una sorta di obsolescenza rimandata”.PER TUTTE LE NEWS DI CULTURA & SPETTACOLO Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro Domani all’Antico Tiro a Volo la XII edizione del Premio Colalucci Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizi one dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026 Salute Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ Anna Tortora guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947908578.PDF §---§ title§§ Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947608579.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
La parola “revisione”, nel caso di Alberto Stasi, viene spesso usata come se significasse semplicemente tornare a discutere un processo già
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Non è così. Purtroppo il circo mediatico – unico nella storia giudiziaria italiana – che si sta verificando intorno a questo caso, con inquietanti fughe di notizie ad indagini in corso, che dovrebbero restare segrete, ha fatto diventare tutti giuristi, tutti investigatori, tutti consulenti tecnici. Ma i processi non si svolgono nelle piazze, come in epoca antica (antica Roma e alto Medioevo), bensì si svolgono nelle aule di giustizia, nel contraddittorio delle parti con precise regole di valutazione delle prove, che non possono essere alla portata di tutti. Nel nostro sistema penale la revisione è un rimedio straordinario: serve a mettere in discussione una condanna diventata definitiva quando emergono condizioni particolari che fanno ritenere possibile un errore giudiziario. Il punto di partenza, quindi, è il giudicato: la condanna di Stasi a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi è definitiva dal 2015. Ha superato ben cinque gradi di giudizio. La revisione non cancella questo dato, ma consente, in casi tassativamente previsti, di verificare se quel giudicato debba essere superato.L’articolo 630 del codice di procedura penale individua quattro ipotesi. La più importante per Stasi è quella delle “nuove prove”: dopo la condanna devono essere sopravvenute o scoperte prove che, da sole oppure insieme a quelle già valutate, dimostrino che il condannato deve essere prosciolto.Le ricostruzioni scientifiche sulla dinamica dell’omicidio e sull’ora della morte, le impronte, ecc. sono già state valutate dai giudici e dai periti nel lungo processo che ha condotto alla condanna di Stasi: valutazioni effettuate nel contraddittorio di tutte le difese con i loro consulenti tecnici. Riguardo quanto sta emergendo sul profilo genetico collegato ai pedali della bicicletta, uno dei tanti elementi a carico di Stasi, andrà dimostrato che la condanna è stata determinata da falsità o da un altro fatto previsto dalla legge come reato. Non è possibile una rivisitazione critica delle stesse prove per giungere a valutazioni diverse. E non sono sufficienti nuove prove, se non scalfiscono l’impianto accusatorio per cui è intervenuta la condanna definitiva.Ma che cosa significa, in concreto, “prova nuova”? Non basta riproporre una tesi già respinta dai giudici, né sostenere che una prova già esaminata da periti e consulenti tecnici dovrebbe essere letta diversamente. La prova scientifica è sempre diversamente interpretabile, in quanto fallibile. Potrebbero assumere rilievo nuove metodologie scientifiche capaci di produrre risultati non ottenibili con le tecniche allora disponibili. Il giudice della revisione deve verificare se questi elementi abbiano una concreta capacità di condurre al proscioglimento.È qui che si misura la difficoltà della posizione di Stasi. La difesa dovrà indicare con precisione quali siano i nuovi elementi e spiegare perché siano davvero nuovi e, soprattutto, perché possano cambiare l’esito del giudizio. Gli elementi emersi nelle nuove indagini di Garlasco devono essere potenzialmente decisivi, ma la loro sola esistenza non significa che la revisione sia già acquisita: dovranno superare il vaglio previsto dalla legge.Secondo i legali della famiglia Poggi, unica parte offesa di questo terribile omicidio, dalle nuove consulenze medico-legali e informatiche e dalle analisi delle tracce ematiche non emergerebbero elementi capaci di sconfessare la sentenza definitiva, in quanto già analizzati e valutati dai giudici e periti che hanno condannato Stasi nel lungo iter processuale. Correttamente la famiglia Poggi – allo stato, senza alcuna revisione – crede al “giudicato” nel rispetto delle Istituzioni.Diverso problema, di natura prettamente scientifica circa il sistema processuale, è la possibilità di arrivare ad una condanna dopo due assoluzioni di merito: dato che darebbe spazio al “ragionevole dubbio” sulla colpevolezza. C’è poi un equivoco da evitare. Per ottenere la revisione non è sufficiente sostenere che esista un possibile altro autore dell’omicidio. La “piazza” ha fomentato tifoserie giustizialiste e populiste in spregio alla presunzione di innocenza di Sempio, che sta subendo un massacro mediatico. Una nuova indagine o l’individuazione di un’altra persona possono essere importanti, ma diventano decisive per Stasi soltanto se gli elementi raccolti incidono concretamente sul giudizio che lo riguarda e dimostrano che egli deve essere prosciolto. Anche una futura condanna definitiva di un’altra persona per lo stesso fatto potrebbe aprire il diverso tema del contrasto tra giudicati, ma non è questa, allo stato, la strada principale della revisione di Stasi.Ecco perché la revisione non è un referendum sulla colpevolezza di Stasi (già accertata in via definitiva), né un’ennesima occasione per discutere ogni dettaglio del vecchio processo. La domanda è molto più precisa: esistono fatti o prove nuovi, giuridicamente utilizzabili, capaci di cambiare in modo sostanziale il quadro e dimostrare che quella condanna definitiva non può più essere mantenuta? Non è sufficiente una ricostruzione alternativa, occorre la verifica giudiziaria della “novità” e della forza dimostrativa degli atti e delle prove raccolte.La richiesta di revisione può essere presentata dal condannato e, in determinati casi, dal procuratore generale. Per la vicenda Garlasco la revisione sarebbe di competenza della Corte d’Appello di Brescia, perché la sentenza irrevocabile fu pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano.In definitiva, per Stasi non basta dire che il processo sarebbe potuto andare diversamente. Occorre portare davanti al giudice qualcosa che il processo definitivo non aveva conosciuto o valutato e che, considerato insieme all’intero quadro probatorio, sia idoneo a condurre al proscioglimento. È questa la soglia, alta ma non insuperabile, che l’ordinamento pone per conciliare due esigenze entrambe essenziali: il rispetto del giudicato e la possibilità di correggere una condanna ingiusta.LEGGI TUTTE LE NEWS DI CRONACA Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Sul caso di Garlasco l’intero sistema della giustizia grida vendetta Giustizia e sicurezza: Tajani e Bobbio all’attacco contro il “perdonismo giudiziario” Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026 Salute Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ Maria Teresa Zampogna guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947608579.PDF §---§ title§§ Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell'Italia: "Due popoli, due Stati" - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947708580.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ricorda la tremenda strage del 7 ottobre e ribadisce la posizione italiana sulla situazione
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Il lungo e accorato messaggio del Presidente della Repubblica parte proprio dal ricordo di quello che accadde nel 2023. E che ha scatenato il massacro e le tensioni che stanno insanguinando un’area già martoriata del pianeta. “La data odierna segna la tragica ricorrenza dell’ignobile attacco perpetrato da Hamas contro numerosi civili israeliani. Molti giovani, anche di altre nazionalità, vilmente colpiti, tratti in ostaggio o privati della vita mentre si trovavano riuniti per un’occasione di festa”.Mattarella e il ricordo del 7 ottobreIl Presidente ha ricordato: “. Altri brutalmente uccisi o rapiti nelle loro case, senza nessuna pietà per bambini e anziani. Gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati. Resteranno, per tutti i popoli, un doloroso monito affinché siano per sempre condannate e respinte con fermezza. In Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell’antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa”. Mattarella ha aggiunto. “Gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze”.Tutto cambia, restano solo le violenze“Alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi. Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza – ha dichiara il capo dello Stato – hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese”.La posizione dell’ItaliaMattarella, nel ricordare il 7 ottobre, ribadisce la posizione dell’Italia: “La spirale di inaudita violenza va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva ’Due Popoli, Due Stati’, per poter vivere pacificamente, fianco a fianco”. Il Capo dello Stato ha proseguito: “L’Italia continuerà a sostenere ogni sforzo volto a questo obiettivo. In questa circostanza desidero rinnovare la vicinanza della Repubblica Italiana al popolo di Israele, alle famiglie delle vittime e a coloro che portano ancora le ferite di quella terribile giornata. Auspicando che si rafforzi la determinazione di tutta la comunità internazionale a costruire condizioni durature perché vi sia pace e sicurezza per quelle terre e quei popoli martoriati”. Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Ultimi sondaggi ed intenzioni d i voto dei partiti politici Tensione tra Tajani e Schifani che medita le dimissioni Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026 Salute Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ CRISTIANA FLAMINIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702947708580.PDF §---§ title§§ Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965808581.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive
pubDate§§ 2026-10-07T10:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965808581.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965808581.PDF', 'title': 'lidentita.it'} tp:url§§ https://www.lidentita.it/caso-garlasco-stasi-chiara-poggi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965808581.PDF tp:ocr§§ Abbonati Area Abbonamenti Leggi il giornale EsciPoliticaEsteriEconomiaAttualità Lavoro CronacaSportCultura & SpettacoloEditorialeSiciliaTorinoPer gli AbbonatiArchivioCronacaGarlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive di Ernesto Ferrante - 7 Ottobre 2026 '); var totalSlides= $('#gallery-box-273547 #image-gallery li').length; var currentSlide= slider.getCurrentSlideCount(); jQuery('#gallery-box-273547 #image-gallery').removeClass('cS-hidden'); jQuery('#gallery-box-273547 #countslide').html("+currentSlide+" di "+totalSlides); } }); Un semplice foglio scritto a mano rischia di riportare l’attenzione su uno degli elementi più controversi dell’indagine sul delitto di Garlasco. Tra la documentazione che i Ris di Parma hanno recentemente consegnato alla Procura di Pavia compare infatti un appunto datato 20 settembre 2007, appena quattro giorni prima del fermo di Alberto Stasi, poi condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.Il documento, riportato da diversi quotidiani nazionali e mostrato anche nei servizi del Tg1, contiene una sintetica annotazione tecnica redatta dal capitano Alberto Marino, consulente della pm di Vigevano Rosa Muscio. Al centro dell’appunto ci sono i pedali della bicicletta di Stasi e una serie di accertamenti che avrebbero restituito risultati tutt’altro che irrilevanti.I risultati dei test: due positivi e un misterioso esito negativoNella nota si legge che i pedali della bicicletta furono smontati e analizzati. Sul pedale con vite destrorsa sarebbero state individuate almeno due tracce brunastre risultate positive al Combur test, l’esame preliminare utilizzato per individuare possibili residui ematici. Un risultato analogo sarebbe emerso anche sul pedale con vite sinistrorsa, dove venne segnalata almeno un’altra traccia con esito positivo. L’ultima annotazione, tuttavia, registra un esito negativo, senza ulteriori spiegazioni.Proprio questa apparente incongruenza è oggi al centro delle nuove valutazioni investigative. Gli inquirenti cercano di capire perché, a fronte di due riscontri positivi, la questione non abbia trovato un adeguato sviluppo nelle successive relazioni tecniche.Il Dna sui pedali: “È quello di Chiara Poggi”Lo stesso capitano Marino, nei verbali depositati all’epoca, riferì che il materiale genetico estratto dai pedali presentava una concentrazione di circa 2,8 nanogrammi per microlitro e che si trattava esclusivamente di Dna femminile. Secondo quanto verbalizzato, il profilo genetico risultava riconducibile “al di là di ogni ragionevole dubbio” a Chiara Poggi. Una conclusione che, secondo quanto emerso negli accertamenti più recenti, sarebbe confermata ancora oggi dal genetista Carlo Previderé, consulente della Procura di Pavia: sui pedali della bicicletta sarebbe presente il Dna della vittima.Nei medesimi atti, Marino descrive inoltre la presenza su entrambi i pedali di microtracce rossastre, lunghe circa tre millimetri, individuate attraverso un microscopio binoculare e risultate positive ai test preliminari per la ricerca di sostanze ematiche.La richiesta della difesa e il test mai approfonditoUn altro passaggio ora sotto la lente riguarda la fase successiva agli accertamenti iniziali. Il 25 settembre 2007 Matteo Fabbri, consulente della difesa di Stasi, avrebbe chiesto di eseguire ulteriori analisi specifiche per verificare la presenza di sangue sui pedali. Stando alla ricostruzione emersa dagli atti, Marino avrebbe però escluso la necessità di procedere in quella direzione, preferendo concentrare l’attività investigativa su altri aspetti. Una decisione che oggi viene riletta alla luce del contenuto dell’appunto manoscritto e che alimenta nuove domande sul percorso seguito dagli investigatori nelle prime fasi dell’inchiesta.Il nodo mai sciolto del sangue sui pedaliIl tema delle presunte tracce ematiche sui pedali della bicicletta accompagna da sempre la lunga vicenda giudiziaria del caso Garlasco. Un elemento discusso in più gradi di giudizio ma mai considerato decisivo. Già nel 2009 gli stessi Ris di Parma avevano spiegato al gip di Vigevano che gli approfondimenti successivi, finalizzati alla ricerca dell’emoglobina umana, avevano fornito risultati negativi. Per questo motivo il materiale repertato venne successivamente classificato come un fluido biologico “altamente cellulato”, definizione destinata a comparire anche nelle sentenze successive fino alla Cassazione.Il giudice dell’udienza preliminare Stefano Vitelli, che assolse Stasi in primo grado, ritenne infatti che quell’indizio non avesse una consistenza sufficiente. Per il magistrato non era possibile stabilire con certezza la natura del materiale biologico rinvenuto sui pedali, né determinare quando e come quelle tracce vi fossero finite.Un documento che riaccende i dubbiL’appunto riemerso dagli archivi non modifica le sentenze passate, ma aggiunge un nuovo tassello a uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia. Dopo anni di processi, perizie e controperizie, il nodo resta sempre lo stesso. Quei segni rilevati sui pedali della bicicletta erano davvero collegati all’omicidio di Chiara Poggi oppure rappresentavano un elemento privo di valore probatorio? È la domanda alla quale la Procura di Pavia cerca ora di dare una risposta, ripartendo proprio da quelle dieci righe scritte a penna che sembravano destinate a restare dimenticate in un fascicolo.Leggi tutte le news di Cronaca Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. 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Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Aveva nove anni quando ha varcato per la prima volta la soglia di quella che, agli occhi di una bambina, sembrava soltanto
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Oggi ne ha ventisette e il suo racconto è diventato uno dei pilastri dell’inchiesta che ha portato in carcere Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, ritenuto dagli inquirenti il capo di una comunità pseudo-spirituale con sede ad Almese, nella bassa Val di Susa. La giovane, che ha scelto di farsi chiamare Pandora, ha affidato la propria storia alla carta stampata – ricostruendo un decennio trascorso – secondo la sua testimonianza, tra lavoro forzato, isolamento e abusi.L’arresto e le accuseL’uomo è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Torino, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari Andrea Bonato, su richiesta della procura del capoluogo piemontese. Le ipotesi di reato sono pesanti: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato. L’indagine, battezzata “Asmodeo”, ha ricostruito un sistema che sarebbe rimasto attivo dal 2008. Secondo gli investigatori, Malatesta si presentava come “il prescelto”, in contatto diretto con la “Madre divina”, e usava corsi di yoga, meditazione e difesa personale per avvicinare persone fragili, soprattutto donne, poi accolte nella comunità residenziale da lui guidata. Alle “monache”, così le chiamava, avrebbe imposto voti di obbedienza e povertà, facendosi consegnare tutti i loro beni. Agli atti c’è anche la pensione di invalidità: oltre 80mila euro che il 59enne avrebbe ottenuto indebitamente simulando davanti alla commissione medica dell’Inps di non riuscire a camminare. Tre collaboratori risultano indagati a piede libero: due donne, una con il ruolo di “maestra” e una psicologa la cui posizione è ancora al vaglio, e un massoterapista accusato di aver praticato a pagamento presunte terapie a sfondo sessuale su clienti in momenti di lutto o di fragilità.Dal corso per bambini alla comunitàLa storia di Pandora comincia con una scelta della madre, già vicina al gruppo, che la iscrive a un corso di yoga per bambini. Per i primi due anni, racconta, non accade nulla di strano. Verso gli undici anni passa al corso degli adulti e poco dopo segue la madre nella comunità di campagna, presentata come un luogo di pace e spiritualità. Da quel momento la quotidianità si trasforma: le donne lavorano la terra, cucinano, puliscono, portano la testa rasata e indossano tuniche arancioni. Il guru, secondo la giovane, le insultava con epiteti degradanti, sostenendo che in vite precedenti fossero state streghe e che solo lui potesse liberarle dalle energie negative, prospettando altrimenti le peggiori disgrazie e malattie.Gli abusi e l’isolamentoÈ in questa cornice che, stando alla testimonianza, si sarebbero con sumati i contatti nelle parti intime, giustificati con l’uso di cristalli capaci di “assorbire” il male. Pandora ricorda il disagio istintivo di bambina e il silenzio di chi le stava intorno, che le impediva di dare un nome a ciò che subiva. Tra le adepte erano vietati abbracci e contatti; lei stessa sarebbe stata tenuta lontana dalla madre, che viveva separata dalle altre. Le giornate scorrevano tra il campo, la cucina e lunghe sessioni di yoga e arti marziali, senza amicizie all’esterno. Bastava un dettaglio, come la leva di un rubinetto girata dalla parte sbagliata, per scatenare le urla dell’uomo, una paura che, confida, la accompagna ancora.La fuga e la rinascitaLa svolta arriva all’università, alla quale il guru l’avrebbe iscritta per poterla poi impiegare gratuitamente. In aula alcune compagne la invitano a sedersi con loro, senza fare domande sulla bandana arancione che porta sempre. Quel piccolo gesto le apre un mondo fatto di uscite e amicizie. Intorno ai vent’anni lascia la comunità, mentre la madre resta. Dopo un periodo di crisi e depressione, oggi ha un lavoro e un compagno. La sua denuncia ai carabinieri ha contribuito in modo decisivo a far emergere ciò che accadeva nella comunità. PER TUTTE LE NEWS DI CRONACA Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026 Salute Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condiret tore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ PRISCILLA RUCCO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965908582.PDF §---§ title§§ La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965608583.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Vi avevamo lasciati con Mina e il suo “domani, domani, domani”, colonna sonora perfetta per una storia fatta di promesse rinviate. Riprendiamo
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Perchè sull'onestà non si deve scherzare. di Alberto Filippi - 7 Ottobre 2026 '); var totalSlides= $('#gallery-box-273195 #image-gallery li').length; var currentSlide= slider.getCurrentSlideCount(); jQuery('#gallery-box-273195 #image-gallery').removeClass('cS-hidden'); jQuery('#gallery-box-273195 #countslide').html("+currentSlide+" di "+totalSlides); } }); Vi avevamo lasciati con Mina e il suo “domani, domani, domani”, colonna sonora perfetta per una storia fatta di promesse rinviate. Riprendiamo da lì, perché nel frattempo quei domani sono diventati quasi un anno. Quasi un anno di rassicurazioni, scritte e ripetute con puntualità svizzera almeno una volta alla settimana. Quasi un anno in cui Paolo Picchio ha fatto esattamente questo: niente. Zero. Mentre il debito, tra capitale e spese, ha superato i 200 mila euro e resta lì, nero su bianco, con un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo mai onorato.Lo ripeto, come ho sempre fatto: questa storia la racconto da parte in causa, perché il creditore sono io. Ed è proprio per questo che ogni riga è documentata. Chi scrive di una vicenda che lo riguarda non può permettersi il lusso dell’approssimazione.La novità è una sola, ma pesa: Paolo Picchio è stato querelato. Ha guadagnato quasi un anno, e bisogna riconoscergli un certo talento nel prendere tempo, ma la querela è partita. Ora la parola passa alla Procura e, con ogni probabilità, alle aule di giustizia. Lì, immagino, non sarò più l’unico giornalista a raccontare questa vicenda: la notorietà del personaggio non è di secondo piano, e certe storie, una volta varcata la soglia di un tribunale, smettono in fretta di essere private.In questi mesi, del resto, la vicenda non è rimasta ferma. Si è arricchita. Sono comparsi dei comprimari, chiamiamoli così, che hanno avuto un ruolo prezioso: aiutare a guadagnare tempo. E lo hanno fatto offrendo garanzie, le più disperate e le più disparate. Titoli bancari per mezzo milione di euro, nientemeno, proposti con l’accompagnamento di un professionista iscritto all’albo. Esiste, è ben identificato, e per il momento non ne facciamo il nome, ma di quella proposta dovrà rispondere anche lui nelle sedi opportune. E non parliamo per sentito dire: la documentazione di quei titoli ce l’abbiamo in mano. Titoli che, alla luce di quelle carte, riteniamo falsi. Carta che non si vende, non si incassa e non garantisce nulla. Cartastraccia con la cravatta.E poi i quadri. In questa storia, cominciata con un quadro, i quadri tornano sempre. Ne sono stati proposti diversi a garanzia del debito. Peccato che sulla loro autenticità ci sarebbe molto, moltissimo da dire, e chi ha letto i capitoli precedenti sa già perché. Il sospetto, concreto, è quello di una truffa nella truffa: coprire un debito nato da un’opera contestata con altre opere sulle quali gravano gli stessi dubbi. Una matrioska, ma di tela.Ai danni già raccontati se ne aggiunge un altro, e qui la storia smette di riguardare solo Picchio e comincia a riguardare tutti noi. C’è un’imposta di circa 15 mila euro che avrebbe dovuto pagare lui. Ma una norma che definire ridicola è un complimento consente allo Stato di chiederla in solido anche al creditore. Tradotto: invece di stare dalla parte di chi è stato ingannato, di chi aspetta i propri soldi, di chi ha rispettato le regole, lo Stato si rivale proprio su di lui. Il debitore non paga? Paga il creditore. È la beffa che si aggiunge al danno, ed è una beffa da 15 mila euro.Ci torneremo, perché il tema va ben oltre questa vicenda. Ovunque ci si giri si trova uno Stato che, anziché difendere il cittadino, si traveste da sceriffo di Nottingham e toglie a chi ha già perso. Viene in mente “Non ci resta che piangere”, con Benigni e Troisi che a ogni passaggio della frontiera si sentono ripetere dal gabelliere sempre la stessa domanda, chiusa dalla stessa sentenza: “Un fiorino!”. Il creditore italiano vive così: ogni volta che prova a passare, qualcuno gli chiede un fiorino. Con la differenza che al cinema si ride.Ma torniamo a Paolo Picchio. Per anni ha girato l’Italia in lungo e in largo, tra conferenze, scuole, palchi e trasmissioni. È stato una delle figure di punta della Fondazione Carolina, e qui lo ribadiamo con la massima chiarezza: una fondazione virtuosa e lodevole, che svolge un lavoro prezioso contro il cyberbullismo e che con questa vicenda non c’entra nulla. Prendiamo atto, e con favore, che la Fondazione ha preso le distanze e che, dopo la pubblicazione del nostro primo articolo, ha chiesto e ottenuto le dimissioni di Picchio dalla presidenza.Perché sull’onestà non si scherza. Sui valori non si scherza. E approfittare della bontà, della generosità e della fiducia del prossimo, di questi tempi, non può essere accettato. Le ingiustizie sono già troppe, ed è ora di dire basta e di denunciarle anche quando sono piccole. Figuriamoci quando sul tavolo ci sono oltre 200 mila euro, quadri dall’autenticità contestata, titoli bancari che riteniamo falsi e di cui possediamo la documentazione, professionisti iscritti agli albi coinvolti e quasi un anno di rassicurazioni scritte, puntuali, settimanali e sistematicamente disattese.Ora le cose potranno evolvere, e in fretta. Perché questa storia, lo diciamo chiaramente, non finisce con Paolo Picchio. Nei prossimi capitoli cominceremo a fare luce su chi, a nostro giudizio, in questa vicenda non è stato un semplice spettatore. Su quelli che riteniamo possano essere stati complici, se non addirittura co-artefici, di quella che consideriamo una truffa di proporzioni importanti. Non parliamo di comparse. Parliamo di persone note, che frequentano altre fondazioni e i corridoi della politica italiana. Persone che di recente abbiamo visto in televisione e su molti siti, vicine a personaggi pubblici di primo piano e a opinion leader. Persone abituate a stare sotto i riflettori. Presto ci staranno anche per questo.Tutto questo, beninteso, dovrà essere accertato dalla magistratura, e fino a sentenza vale per tutti la presunzione di innocenza. Ma i fatti documentati restano fatti, e il giudizio morale non ha bisogno di aspettare tre gradi di giudizio.Signor Picchio, l’Italia l’ha conosciuta per una tragedia che ha spezzato il cuore di tutti: la morte di sua figlia. E ogni promessa tradita, ogni garanzia di carta, ogni quadro dubbio, a mio modo di vedere non le fa certo onore.Ad ogni buon conto ora arriveranno i tribunali. Ma lassù c’è già un altro giudice che la sta giudicando. E quello, di domani, non ne concede.PER TUTTE LE NEWS DI CRONACA Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni econom iche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026 Salute Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ Alberto Filippi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965608583.PDF §---§ title§§ La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966208585.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
Curo normalmente questa rubrica guardando l’Italia da Bruxelles. Questa volta, però, l’ho fatto da Roma, il 2 ottobre, dall’Altare della
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Questa volta, però, l’ho fatto da Roma, il 2 ottobre, dall’Altare della Patria al Circo Massimo. Una di quelle giornate che si conservano nella memoria.La manifestazione “80. L’Alba della Repubblica”, promossa dalla Fondazione Insigniti OMRI per celebrare il suo terzo anniversario, e dalla Questura di Roma, ha riunito circa 4.000 studenti delle scuole medie e oltre 400 docenti di 41 istituti. Dall’omaggio al Milite Ignoto fino al Circo Massimo, i veri protagonisti sono stati i ragazzi, componendo una grande scritta umana per gli ottant’anni della Repubblica.4000 giovani festanti con magliette e cappellini della Fondazione OmriSentirli intonare il Canto degli Italiani, indossando maglietta e cappellino della Fondazione, accompagnati dalla Banda della Polizia di Stato, mentre nel cielo passava il grande Tricolore portato da un elicottero dell’Aeronautica Militare, mi ha profondamente emozionato.Per questo rinnovo un grandissimo grazie e infiniti complimenti al presidente della Fondazione Insigniti OMRI, Cavaliere di Gran Croce Prefetto Francesco Tagliente, ed al Questore di Roma, Grande Ufficiale Roberto Massucci. Hanno avuto un’intuizione importante: trasformare una celebrazione in quella «pedagogia civile» che affida la memoria della Repubblica ai suoi futuri custodi.Freschezza giovanile vs gerontocrazia nazionaleE ne sono particolarmente felice perché l’Italia, vista da Bruxelles, appare troppo spesso una gerontocrazia. Noi anziani – o diversamente giovani, come preferisco definirci– tendiamo talvolta a occupare spazi che dovremmo avere il coraggio di lasciare a chi viene dopo di noi. Vedere quattromila ragazzi appropriarsi festosamente della Repubblica ha restituito freschezza persino ai suoi simboli.La Repubblica non deve essere infatti polverosa retorica. Ma avere il volto fresco di quei giovani, come l’Italia turrita che la personifica: antica nella storia, giovane nella speranza.Un’unica Repubblica da servireIl 2 ottobre c’erano Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Municipale, Forze Armate e tante istituzioni. Uniformi diverse, un’unica Repubblica da servire.Ed è lo spirito con cui vivo da anni il mio volontariato istituzionale, fatto anche di informazione e giornalismo libero e indipendente. Nel mio recente libro Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo – che cito soltanto perché tutti i diritti d’autore sono donati all’Operazione Mato Grosso e allo Sportello Anti Stalking del Codacons – ho scritto che donare è il miglior regalo che si possa fare a sé stessi, e rivendicato la libertà che deriva dal fare e dal servire senza chiedere nulla in cambio. È quello che chiamo «il coraggio di sapersi accontentare»: dopo aver ricevuto molto dalla vita professionale, arriva il momento di restituire continuando a servire, non continuando ad occupare poltrone. Da cofondatore della Fondazione e Presidente del suo Comitato internazionale, è questa per me la soddisfazione più grande: contribuire senza chiedere nulla, mettendo esperienza, tempo – e, quando necessario, la mano al proprio portafoglio – a disposizione di chi dovrà prendere il nostro posto.Autocritica generazionale e patriottismo italiano-europeoLa mia generazione ha ricevuto quasi gratuitamente un patrimonio immenso: Repubblica, democrazia, libertà, pace e unità europea. “Quasi”, perché non dimentico il sangue versato da magistrati, Forze dell’Ordine, Forze Armate e giornalisti nella lotta al terrorismo, alle mafie e nelle missioni internazionali.E qui Roma incontra Bruxelles. La nostra Costituzione, come ricordo spesso anche nella mia funzione di responsabile internazionale della Fondazione, all’articolo 11 consente, «in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni».Non è dunque una contraddizione sentirsi patrioti italiani ed europei. È una strada indicata dalla stessa Carta costituzionale. Personalmente non vedo futuro per l’Italia fuori dall’unità europea, come non vedo un futuro per l’Europa senza l’Italia.La metafora del Kon-Tiki di fronte alle sfide epocali italiane-europeeJean Monnet, nelle sue Mémoires, richiamava l’avventura del Kon-Tiki, la zattera di Thor Heyerdahl lanciata nel Pacifico: una volta preso il largo, non si poteva più tornare indietro; uomini diversi condividevano ormai lo stesso destino e potevano salvarsi soltanto restando uniti. È una metafora che conserva tutta la sua forza nelle sfide epocali dell’Europa, e dell’Italia, di oggi.Da Bruxelles la domanda diventa allora inevitabile: saremo capaci di lasciare ai nostri figli e nipoti ciò che abbiamo ricevuto dai nostri padri, nonni e bisnonni?Quei quattromila giovani mi hanno fatto sperare di sì.A condizione però che noi sapremo, finalmente, lasciare ai loro fratelli piú grandi lo spazio che meritano, senza costringere i migliori, come avviene da troppo tempo, ad emigrare e lasciare l’Italia al suo destino.PER TUTTE LE NEWS DI ATTUALITA’ Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Festival Nazionale dell’Economia Civile: focus sulla partecipazione femminile Cicciobello, un sogno lungo quasi quarant’anni diventa mostra Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Cronaca Alme se, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026 Salute Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ Alessandro Butticé guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966208585.PDF §---§ title§§ La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965508594.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 07 Oct 2026
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inaugurato ufficialmente la nuova sessione giudiziaria mettendo al centro del dibattito il contenzioso
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Boulder County. Il caso promette di ridefinire i confini legali della responsabilità ambientale e di determinare se i colossi dei combustibili fossili possano essere costretti a pagare miliardi di dollari per i danni causati dal cambiamento climatico.La causaLa causa, intentata dalla Contea di Boulder e da altre amministrazioni del Colorado contro colossi come Suncor ed ExxonMobil, accusa le compagnie di aver nascosto per decenni i rischi dei combustibili fossili, aggravando disastri locali come siccità e incendi. I nove giudici della Corte Suprema non devono decidere sulla colpevolezza, ma sulla competenza giuridica.Il processo potrebbe essere spostatoL’industria energetica vuole spostare il processo nei tribunali federali, dove le leggi nazionali rendono quasi impossibile ottenere risarcimenti per danni climatici globali. Le amministrazioni locali esigono invece che la causa resti nei tribunali statali, dove le severe norme locali a tutela dei consumatori e contro le frodi facilitano la richiesta di indennizzi.Quale decisione sarà presa?Se la Corte darà ragione alle contee, si innescherà un immediato “effetto domino”: centinaia di città e Stati americani avranno il via libera per trascinare i colossi dell’energia davanti ai giudici locali. Questo permetterà di richiedere risarcimenti miliardari per finanziare le infrastrutture necessarie a contrastare i danni del cambiamento climatico, come alluvioni, ondate di calore e l’innalzamento dei mari.Se la Corte darà ragione a Suncor Energy, l’intero settore dei combustibili fossili otterrà uno scudo legale quasi totale contro le azioni giudiziarie promosse a livello locale. Di fatto, potrebbe essere neutralizzato il tentativo dei governi locali di utilizzare la via giudiziaria per costringere le aziende a pagare i costi della transizione ecologica e dei danni ambientali.Attivisti e osservatori internazionali restano con il fiato sospeso: il verdetto definitivo della Corte Suprema traccerà infatti la rotta della giustizia climatica globale per i prossimi decenni.Le sfide della Corte SupremaL’apertura della nuova sessione della Corte Suprema non riguarda solo le grandi cause ambientali.Nei prossimi nove mesi il massimo organo giuridico americano sarà infatti al centro del dibattito pubblico per una serie di verdetti determinanti sulla politica e sulla società degli Stati Uniti. I principali fronti caldi in agenda includono le politiche sulla gestione dei flussi migratori, la regolamentazione delle armi da fuoco e le tutele elettorali.Tutti i punti da affrontareI nove giudici dovranno esprimersi sulla legittimità costituzionale dei decreti restrittivi e dei piani di espulsione di massa promossi d all’amministrazione Trump. Dovranno esaminare i ricorsi contro le leggi dei singoli Stati che vietano l’acquisto e il possesso di fucili semiautomatici da guerra, come i diffusi modelli AR-15.E saranno oggetto di valutazione anche le riforme che limitano le modalità di voto in alcuni Stati a guida repubblicana.PER TUTTE LE NEWS DI ESTERI Leggi anche:Torna alle notizie in home Dalla stessa categoria Tre anni dal 7 ottobre, Israele sempre più “fragile” Ucraina, gli Stati Uniti frenano sulla Nato mentre l’Europa alza il livello dello scontro Notizie Video Italpress Video Pillole Ricerca, Cattaneo “Le nuove linee guida un giro di boa” Italpress Video Pillole Ricerca, Bassetti “Con i nuovi bandi più internazionalizzazione e meritocrazia” Italpress Video Pillole Ue, Tridico “Troppe questioni economiche e sociali non ancora affrontate” Italpress Video Pillole Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami” Italpress Video Pillole Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo” Le ultime news Economia Il bus degli studenti e le buone intenzioni Cronaca Garlasco, il giallo dei pedali della bici di Stasi: riemerge un appunto dimenticato con tracce ematiche positive Economia Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi” Esteri La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy Primo Piano Mattarella, il 7 ottobre e la posizione dell’Italia: “Due popoli, due Stati” 07 Ott 2026 Cronaca Almese, l’operazione “Asmodeo” dei Carabinieri di Torino 07 Ott 2026 Cultura & Spettacolo Meravigliosa Salerno: Paolo Romano racconta l’anima di un territorio senza tempo 07 Ott 2026 Giustizia Revisione della condanna: che cosa deve dimostrare Stasi per riaprire il processo 07 Ott 2026 Cronaca La saga Picchio continua: arriva la querela, e intanto il conto lo paga il creditore 07 Ott 2026 Eventi La Repubblica e la Fondazione Insigniti OMRI hanno il volto giovane e la speranza del futuro 07 Ott 2026 Politica Ultimi sondaggi ed intenzioni di voto dei partiti politici 07 Ott 2026 Economia Casa, aumentano gli affitti e pure le tensioni 07 Ott 2026L’Identità Quotidiano online Direttore responsabile Adolfo Spezzaferro Condirettore Giuseppe Ariola Caporedattore Eleonora Ciaffoloni Giornalisti Europei Soc. Coop. Via Teulada, 52 - 00195, Roma email: web@lidentita.it Privacy Policy | Cookie Policy Testata Testata iscritta al n°225 del 07/12/2016 presso il Tribunale della Stampa di Roma già Giornalisti Europei fondata da Gino Falleri Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi diretti per l’editoria di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Impresa iscritta al ROC n°27012 © Copyright Giornalisti Europei soc. coop - P. Iva 14039411005 tp:writer§§ Cinzia Rolli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702965508594.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Magazine - Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879108754.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "magazine-italia.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
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E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags: tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879108754.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili negli ultimi quattro anni | MilanoFinanza News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895609035.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "milanofinanza.it" del 07 Oct 2026
ll 9,9% degli italiani ha rinunciato a visite mediche, a causa di lunghe attese e difficoltà economiche
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Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 07 Oct 2026
Si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini.
pubDate§§ 2026-10-07T12:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702913209115.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702913209115.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/in-breve/tra-il-2023-e-il-2026-tagli-invisibili-per-188-miliardi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702913209115.PDF tp:ocr§§ Nonostante sia nominalmente cresciuto, dal 2023 al 2026 il fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Sono alcuni dei dati salienti del nono rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale realizzato da Fondazione Gimbe è statp presentato nella mattinata di oggipresso la sala della regina della Camera dei Deputati.Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Questo calo ha prodotto una perdita “virtuale” per la sanità di 18,8 miliardi. “Il finanziamento nominale è certamente aumentato ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn”, spiega il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta. “È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022”.risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l’inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare. Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe. “Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario”, commenta Cartabellotta. “In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine – conclude – avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Versione integrale del 9° Rapporto GIMBE: www.salviamo-ssn.it/9-rapporto Piano di Rilancio del SSN: www.salviamo-ssn.it/salviamo-ssn/piano-di-rilancio tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702913209115.PDF §---§ title§§ Sanità, in Sicilia si vive meno della media italiana: aspettativa di vita a 82,6 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874508728.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "newsicilia.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "newsicilia.it" del 07 Oct 2026
Le principali notizie dalla Sicilia in due minuti. Nel TG Flash del mattino gli aggiornamenti sui fatti più importanti delle ultime ore dall’Isola
pubDate§§ 2026-10-07T12:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894009051.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894009051.PDF', 'title': 'newsicilia.it'} tp:url§§ https://newsicilia.it/informazione/tgflash/crisi-schifani-minardo-dimissioni-in-standbysicilia-penultima-per-aspettativa-di-vita-e-dubbi-sullinceneritore-di-palermo-tg-flash-1330/1116485/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894009051.PDF tp:ocr§§ CondividiLe principali notizie dalla Sicilia in due minuti. Nel TG Flash del mattino gli aggiornamenti sui fatti più importanti delle ultime ore dall’Isola? Crisi Schifani – Minardo. Il confronto sulla Sicilia si sposterà a Roma Inceneritore di Palermo, l’Asp chiede nuovi approfondimenti sui rischi per la salute: dubbi sulla VIS Controlli a Catania, B&B irregolari e ambulanti abusivi: 5 denunce Oltre 300 metri di cavi della fibra e rame bruciato nel monovolume: due denunciati a Licata Sanità, in Sicilia si vive meno della media italiana: aspettativa di vita a 82,6 anniIn apertura la politica. Rientra, almeno per il momento, la crisi politica in Forza Italia in Sicilia: il confronto tra Renato Schifani e Nino Minardo si sposta a Roma. Il commissario regionale azzurro ha proposto un incontro con il governatore e il segretario nazionale Antonio Tajani, per stabilire insieme il percorso politico. Si allontana così, per ora, l’ipotesi delle dimissioni di Schifani e di un ritorno anticipato alle urne. //Passiamo alla cronaca. Dubbi sull’inceneritore di Palermo: l’Asp chiede nuovi approfondimenti sui possibili rischi per la salute legati al progetto di Bellolampo. Secondo l’azienda sanitaria, la valutazione dovrebbe concentrarsi anche sulle persone che vivono vicino all’impianto e sulle fasce più vulnerabili, oltre che su acqua, suolo e alimenti. Le associazioni ambientaliste chiedono adesso lo stop dell’iter e l’apertura di un’inchiesta pubblica. //Controlli a tappeto nel centro storico di Catania, dove la polizia ha passato al setaccio strutture ricettive, attività commerciali e veicoli. Su 8 affittacamere controllate, 5 titolari sono stati denunciati per la mancata trasmissione delle schede degli ospiti, mentre sono emerse altre irregolarità nei B&B. Fermati anche due venditori ambulanti abusivi e controllate 149 persone e 41 veicoli, con diverse violazioni al Codice della Strada. //Oltre 300 metri di cavi per la fibra ottica e rame bruciato nascosti in un monovolume: è quanto scoperto dai carabinieri durante un controllo a Licata. A bordo del mezzo viaggiavano due uomini di 36 e 23 anni, trovati anche in possesso di tre coltelli con tracce di cavi metallici sulle lame. Tutto il materiale è stato sequestrato, mentre i due sono stati denunciati. //E in chiusura, in Sicilia si vive meno rispetto alla media italiana: l’aspettativa di vita nell’Isola si ferma a 82,6 anni, oltre un anno in meno rispetto al dato nazionale. Secondo il rapporto della Fondazione Gimbe, la Sicilia è penultima tra le regioni italiane e registra anche una forte carenza di personale infermieristico. Sul territorio, si contano infatti 3,86 infermieri ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 4,75. //Editore: NEWSICILIA S.R.L.S. - Ufficio Registro delle Imprese di Catania - REA n. 347483 - Iscritta dal 12/03/2014 Partita Iva e Codice fiscale: 05162320872 - Iscrizione al ROC: n. 24774 del 10/09/2014 Autorizzazione del Tribunale di Catania n. 9 del 14/04/2014 - Direttore responsabile: SERGIO REGALBUTO Sede legale: Via Etnea, 760 - 95128 CATANIA (CT)- Tel. 095 507701 - Fax 095 506330 - E-mail: redazione@newsicilia.it - Pec: newsiciliasrls@legalmail.it© Copyright Newsicilia - Tutti i diritti riservatiSito Web sviluppato da Digitrend S.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894009051.PDF §---§ title§§ Sanità, allarme Gimbe: 18,8 miliardi di "tagli invisibili" e un buco da 32 miliardi - News Prima link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888808839.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "newsprima.it" del 07 Oct 2026
La sanità pubblica italiana continua a ricevere più risorse nominalmente, ma secondo la Fondazione GIMBE non abbastanza
pubDate§§ 2026-10-07T11:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888808839.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888808839.PDF', 'title': 'newsprima.it'} tp:url§§ https://newsprima.it/attualita/sanita-allarme-gimbe-188-miliardi-di-tagli-invisibili-e-un-buco-da-32-miliardi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888808839.PDF tp:ocr§§ Il finanziamento cresce in valore assoluto, ma perde peso rispetto al Pil07/10/2026 alle 12:38La sanità pubblica italiana continua a ricevere più risorse nominalmente, ma secondo la Fondazione GIMBE non abbastanza rispetto alla crescita dell’economia e dei bisogni sanitari. Il dato centrale del 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale, presentato il 7 ottobre alla Camera, è quello dei 18,8 miliardi di euro di “definanziamento” cumulato tra il 2023 e il 2026. Per il triennio 2027-2029, invece, il divario tra spesa sanitaria prevista e risorse disponibili potrebbe arrivare a circa 32 miliardi di euro.GIMBE calcola la differenza tra le risorse effettivamente destinate alla sanità e quelle che sarebbero state disponibili se fosse rimasta invariata la quota di finanziamento sul Pil del 2022. Il punto, dunque, è il peso crescente della sanità rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese. Secondo GIMBE, negli anni successivi al 2022 questa quota si è ridotta, determinando quello che la Fondazione definisce un “definanziamento invisibile”.L’allarme riguarda soprattutto il futuro. Secondo le elaborazioni GIMBE, per finanziare la spesa sanitaria prevista nel 2027-2029 servirebbero risorse aggiuntive per circa 32 miliardi di euro. La Fondazione aveva già individuato, sulla base del Documento di finanza pubblica, una forbice in crescita tra spesa e Fondo sanitario: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, per un totale di 30,6 miliardi. Il nuovo Rapporto aggiorna il quadro portando la stima complessiva a circa 32 miliardi. Il presidente GIMBE Nino Cartabellotta avverte che, senza risorse aggiuntive, il rischio è che il peso finisca sui bilanci regionali e, alla fine, sui cittadini.Un altro dato riguarda il confronto internazionale. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è stata pari al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse e della media europea considerata da GIMBE. Sul fronte della spesa pubblica pro capite, l’Italia è risultata 15ª tra 27 Paesi europei dell’area Ocse e ultima nel G7, con un divario rispetto alla media europea che GIMBE quantifica in oltre 36 miliardi di euro.Il problema dei finanziamenti si riflette anche sull’accesso alle prestazioni. Nel 2024 quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato almeno una volta a una visita o a un accertamento diagnostico prescritti dal medico. La quota è passata dal 7,6% al 9,9%.Per GIMBE, il dato mostra i limiti di una valutazione della sanità basata soltanto sul rispetto formale dei Livelli essenziali di assistenza (LEA). Nel 2024, infatti, 18 Regioni e Province autonome su 21 hanno superato la soglia minima prevista dal monitoraggio ministeriale, ma nello stesso anno milioni di cittadini hanno avuto difficoltà ad accedere alle cure.Quando il pubblico non riesce a garantire tempi e accesso, aumenta il ricorso alle prestazioni a pagamento. GIMBE segnala una spesa sanitaria privata delle famiglie superiore ai 41 miliardi di euro nel 2024.Per la Fondazione il rischio è che il ricorso al privato diventi sempre meno una scelta e sempre più una necessità, aumentando le differenze tra chi può permettersi di pagare e chi invece rinuncia alle cure.Il problema riguarda anche la distribuzione delle risorse. Secondo GIMBE, la quota indistinta del Fondo sanitario corrisponde in media a circa 2.218 euro per abitante. Tra le Regioni a statuto ordinario, la Campania si colloca in fondo con circa 2.173 euro pro capite.La Fondazione sottolinea così una delle principali criticità del SSN: le differenze territoriali restano molto forti e la disponibilità di risorse non sempre si traduce nello stesso livello di servizi per tutti i cittadini.Il quadro viene contestato nella sua lettura politica. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha rivendicato l’aumento del finanziamento alla sanità con il governo Meloni: “più 18 miliardi in tre anni”, ha detto, ricordando il passaggio da circa 114 miliardi nel 2019 a 146 miliardi ogg i. Ma il governo guarda alla crescita nominale del Fondo sanitario, mentre GIMBE considera soprattutto la sua evoluzione rispetto al Pil, la spesa necessaria a garantire i servizi e il crescente divario tra risorse disponibili e fabbisogno.Il Rapporto arriva alla vigilia della legge di bilancio 2027, mentre il governo deve decidere quante risorse destinare alla sanità e come distribuirle. Per GIMBE non basta aumentare il Fondo in valore assoluto: servirebbe una strategia strutturale che affronti contemporaneamente finanziamento, personale, organizzazione, liste d’attesa e disuguaglianze territoriali.L’Italia continua ad avere buoni indicatori di salute e una delle speranze di vita più alte in Europa. Il problema, secondo GIMBE, è la crescente difficoltà nel trasformare questa capacità complessiva in accesso tempestivo e uniforme alle cure. Il nodo della prossima manovra sarà quindi capire se le risorse disponibili saranno sufficienti a evitare che il divario tra finanziamento e bisogni si allarghi ancora. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888808839.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949908550.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "notiziarioflegreo.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949908550.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949908550.PDF', 'title': 'notiziarioflegreo.it'} tp:url§§ https://notiziarioflegreo.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949908550.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Magazine". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 32 del 26.04-2005. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@notiziarioflegreo.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ Red guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949908550.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Notiziedi.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966108588.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "notiziedi.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T10:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966108588.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966108588.PDF', 'title': 'notiziedi.it'} tp:url§§ https://notiziedi.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966108588.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.© All Rights Reserved, Notiziedi.it | Questo sito contribuisce alla audience di "notiziedi.it" Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@notiziedi.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966108588.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Notiziedi.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891808881.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "notiziedi.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891808881.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891808881.PDF', 'title': 'notiziedi.it'} tp:url§§ https://notiziedi.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891808881.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it© All Rights Reserved, Notiziedi.it | Questo sito contribuisce alla audience di "notiziedi.it" Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@notiziedi.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702891808881.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - OndAzzurra.com link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950308554.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ondazzurra.com" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950308554.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950308554.PDF', 'title': 'ondazzurra.com'} tp:url§§ https://www.ondazzurra.com/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950308554.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Check out other tags:© All Rights Reserved, OndAzzurra.com © | Tutti I Diritti Sono Riservati | Registro Stampa del Tribunale di Napoli n. 4874 | Direttore Responsabile:Emilia Velardi ColasantiVia Ceneda, 39 – 00183 (Roma)direzione@ondazzurra.com+39 06 892 811 98 Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702950308554.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - OndAzzurra.com link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878708750.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ondazzurra.com" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878708750.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878708750.PDF', 'title': 'ondazzurra.com'} tp:url§§ https://www.ondazzurra.com/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878708750.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags:© All Rights Reserved, OndAzzurra.com © | Tutti I Diritti Sono Riservati | Registro Stampa del Tribunale di Napoli n. 4874 | Direttore Responsabile:Emilia Velardi ColasantiVia Ceneda, 39 – 00183 (Roma)direzione@ondazzurra.com+39 06 892 811 98 Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702878708750.PDF §---§ title§§ Ssn, il diritto alla salute sempre più diseguale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702875408717.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "panoramadellasanita.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "primaonline.it" del 07 Oct 2026
Su Canale 5 nel periodo in sovrapposizione tra le 21.54 e le 23.39 lo show Zelig 30 a 2,8 milioni e 17,8% e su Rai1 la fiction Tutto l''amore che re…
pubDate§§ 2026-10-07T09:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932908400.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932908400.PDF', 'title': 'primaonline.it'} tp:url§§ https://www.primaonline.it/2026/10/07/484738/zelig-30-batte-bova-bene-floris-e-infante-flop-monteleone/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932908400.PDF tp:ocr§§ Su Canale 5 nel periodo in sovrapposizione tra le 21.54 e le 23.39 lo show Zelig 30 a 2,8 milioni e 17,8% e su Rai1 la fiction Tutto l’amore che resta a 16% e 2,537 milioni. Sul podio sale di Martedì, va forte anche ‘Verità Nascoste’, floppa Filorosso con Salvini da Monteleone.La fiction con Raoul Bova, ‘Tutto l’amore che resta’ alle prese con ‘Zelig 30’ (con alla conduzione Michelle Hunziker e Ale & Franz): era questo il confronto principale nella prima serata generalista del 6 ottobre.Sull’attualità non solo politica si sono schierati Giovanni Floris su La7, Milo Infante su Rete 4 e Antonino Monteleone su Rai3, mentre in tema intrattenimento più leggero le opzioni sono state la versione free di ‘X-Factor’ su Tv8 e ‘Boss in incognito’ su Rai2. Il film ‘Non Stop’ su Italia 1 ha completato il quadro. Auditel alle 10.00 circa ha messo in fila così le principali proposte della prima serata.Su Canale 5 lo show evento ‘Zelig 30’ con Michelle Hunziker con Ale & Franz alla conduzione, Paolo Rossi e Gerry Scotti come ospiti e tanti comici (Raul Cremona, Nuzzo Di Biase, Antonio Ornano, Maurizio Lastrico, Vincenzo Comunale, Leonardo Manera, Gigi Rock, Francesco Migliazza, Senso D’oppio, Claudio Batta, Federica Ferrero e Bruce Ketta) dello storico programma cult, ha raccolto 2,310 milioni di spettatori e il 17,9% di share.Su Rai1 la fiction ‘Tutto l’amore che resta’ con Raoul Bova preside dello specialissimo liceo Helen Keller ha prodotto 2,559 milioni di spettatori con il 16%; alla prima puntata aveva avuto 2,673 milioni di spettatori e il 17,3% di share. Nel periodo in sovrapposizione tra le 21.54 e le 23.39, Canale 5 a 2,8 milioni e 17,8% e Rai1 a 16% e 2,537 milioni.Su La7 la terza puntata stagionale di ‘DiMartedì’ con Giovanni Floris alla conduzione, la copertina di Luca e Paolo, e tra gli ospiti Massimo Giannini, Sergio Rizzo, Silvia Ronchey, Elsa Fornero, Alessandro Di Battista, Antonio Di Bella, Nicola Gratteri, Antonio Padellaro, Rocco Casalino, Giulia Innocenzi, Giorgio Mottola, Paolo Berizzi, Alberto Nerazzini, Chiara Becchimanzi, Luisella Costamagna, Carlo Calenda, Elisabetta Piccolotti, Vittoria Baldino, Michele Fina, Nino Cartabellotta, Andrea Mancia, Achille Totaro, Mariella Stella, Claudia Fusani, Emmanuela Bertucci, Ennio Cavalli, ha avuto 1,571 milioni di spettatori ed il 10,4%; sette giorni prima aveva avuto 1,581 milioni di spettatori e 10,8% di share.Su Rete4 ‘Verità nascoste’ con Milo Infante alla conduzione i casi di Pamela Genini e Noemi Impellizzeri approfonditi oltre a Garlasco in tre ore di trasmissione ha avuto a 999.000 spettatori e l’8,2%. Su Italia 1 il film ‘Non Stop’ con Liam Neeson protagonista ha avuto 872mila spettatori e 5% di share.Su Rai2 ‘Boss in incognito’ con Elettra Lamborghini alla conduzione è arrivato a 609.000 spettatori pari al 4,3%. Su Rai3 la nuova puntata di ‘Filorosso’ con Matteo Salvini tra gli ospiti di Antonino Monteleone (Garlasco, Lavitola, Fentanyl tra i temi) ha avuto 362 mila spettatori ed il 2,6% di share.Inoltre su Tv8 i Bootcamp di X Factor a 600mila spettatori e 4,5% di share. Sul Nove ‘Vajont: Una Tragedia Italiana’ a 325mila spettatori e 2% di share.Su Rai1 ‘Cinque Minuti’ a 3.898.000 spettatori e 20,4%, ‘Affari Tuoi’ a 4.507.000 spettatori e 22%. Su Canale5 ‘Gira La Ruota della Fortuna’ a 3.625.000 spettatori e 18,5%, ‘La Ruota della Fortuna’ a 4.528.000 spettatori pari al 22,2%. Tra i talk: su Rete4 ‘4 di Sera’ a 1.045.000 spettatori e il 5,4% nella prima parte e 894.000 spettatori e il 4,3% nella seconda. Su La7 ‘Otto e Mezzo’ a 1.826.000 spettatori e 8,9%.Tra gli outsider: su Tv8 ‘Foodish’ arriva a 606.000 spettatori e il 3%. Sul Nove ‘Cash or Trash’ a 582.000 spettatori con il 2,9%.Tutti gli aggiornamenti e le news di Primaonline direttamente nella tua Inbox con le nostre Newsletter tp:writer§§ Emanuele Bruno guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702932908400.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Primopiano24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964908592.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "primopiano24.it" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): prestazioni SSN non più eque e tempestive"Oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia"
pubDate§§ 2026-10-07T10:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964908592.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964908592.PDF', 'title': 'primopiano24.it'} tp:url§§ https://primopiano24.it/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964908592.PDF tp:ocr§§ -Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Primo Piano 24 | direttore editoriale Susy Miraglia Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@primopiano24.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702964908592.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Primopiano24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879208743.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "primopiano24.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879208743.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879208743.PDF', 'title': 'primopiano24.it'} tp:url§§ https://primopiano24.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879208743.PDF tp:ocr§§ -ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 a nni da Governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itPrimo Piano 24 | direttore editoriale Susy Miraglia Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@primopiano24.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879208743.PDF §---§ title§§ “Sanità, tagli invisibili per 19 miliardi”. Il rapporto Gimbe: il 10% degli italiani rinuncia alle cure per te link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702963108682.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 07 Oct 2026
Il presidente Cartabellotta: “Il Ssn ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo”. Pesano anche i tagli al personale sanitario: 1 medico su 4 sceglie il privato
pubDate§§ 2026-10-07T10:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879408741.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879408741.PDF', 'title': 'quotidiano.net'} tp:url§§ https://www.quotidiano.net/salute/news/sanita-rapporto-gimbe-ssn-y9rcq2l1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879408741.PDF tp:ocr§§ Quasi il 10% degli italiani rinuncia a visite ed esamiRoma, 7 ottobre 2026 – “Il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un'elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo”. A tracciare l’analisi del Ssn italiano è il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che oggi ha presentato il ‘9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale’.I dati parlano da soli. Nel 2024, oltre 5,8 milioni di italiani hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami: 4 milioni a causa dei lunghi tempi d'attesa, mentre 3,1 milioni per motivi economici. Ma non solo. Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Tagli che pesano sulle liste di attesa, i ticket e la riduzione di personale sanitario negli ospedali e non solo. “Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale – prosegue Cartabellotta – stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l'effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal Cap di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può pagare aspetta o rinuncia a visite ed esami”. Nel 2024, oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d'attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. È quanto emerge dal ‘9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale’, presentato oggi alla Camera dei Deputati.“Quando tempi d'attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l'accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute".La spesa out-of-pocket (cioè a carico dei cittadini) non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall'altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il Ssn deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un 'debito sanitario' che genera 'interessi' di salute, economici e sociali”. Anche se nominalmente è cresciuto, dal 2023 al 2026 il Fondo sanitario ha perso quasi 19 miliardi di euro per effetto della contrazione della quota di finanziamento in rapporto al Pil. Per il futuro le cose non sembrano cambiare e si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini. Nel periodo 2023-2026, illustra il rapporto, il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Se però il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese lo scenario cambia: nel 2022 il Fondo sanitario rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Questo calo ha prodotto una perdita 'virtuale' per la sanità di 18,8 miliardi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato, ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn”, sottolinea il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta. “È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022".A rosicchiare ulteriormente le risorse per la sanità, inoltre, è intervenuta l'inflazione, che ha praticamente annullato la crescita nominale di 37,5 miliardi del Fondo sanitario tra il 2010 e il 2026. Per il futuro, secondo Gimbe, le cose non sembrano cambiare.Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato il 2 ottobre, si prevede per il prossimo triennio una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo o stabile in rapporto al Pil col risultato che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fondo Sanitario dice Gimbe."Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario”, commenta Cartabellotta. “In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine – conclude – avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”. Tra il 2012 e il 2025, la spesa per il personale sanitario in Italia ha visto una contrazione di 36,8 miliardi, di cui 23,9 miliardi nel periodo 2020-2025. Secondo l'analisi contenuta nel Rapporto Gimbe, nel 2025 la spesa per il personale dipendente del servizio sanitario e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, tuttavia la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica nel tempo è progressivamente scesa, passando dal 39,7% del 2012 al 36,9% del 2025. Se questa quota negli anni fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più."Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza, ma il servizio sanitario nazionale ha perso attrattività”, dice il presidente Nino Cartabellotta. “I professionisti non si trattengono con gli appelli. Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera”.Resta, inoltre, il nodo della carenza di personale sanitario. In Italia, ribadisce il rapporto Gimbe, i medici non mancano. Con 5,8 camici bianchi per 1.000 abitanti l'Italia è al secondo posto tra i Paesi Ocse. Tuttavia, degli oltre 339mila medici censiti, almeno 88mila (26,1%) non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi formativi post-laurea."Se oltre 1 medico su 4 non lavora nel Ssn né è inserito in percorsi formativi post-laurea, è evidente che il servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici”, aggiunge Cartabellotta. Le carenze si concentrano in alcune specializzazioni e nell'assistenza primaria: a gennaio 2025, per esempio, si stimava un deficit di 5.716 medici di medicina generale.Per gli infermieri, invece, il problema è innanzitutto quantitativo: l'Italia ne conta 6,9 ogni 1.000 abitanti, contro 9,7 della media Ocse. Inoltre, quasi 80mila dei 407 mila infermieri censiti non lavorano nel Ssn. “Alla grave carenza di personale infermieristico si aggiunge il fatto che 1 infermiere su 5 non lavora nel Ssn: un ulteriore segnale delle difficoltà del servizio pubblico ad attrarre e trattenere questi professionisti", conclude Cartabellotta.© Riproduzione riservataLa campagna accende i riflettori su una patologia che può ancora essere sottodiagnosticata e sottovalutata. L’iniziativa includerà anche gli adolescentiEcco la scoperta dei neuroscienziati Deisseroth, Hegemann e Nagel: la tecnica che permette di controllare cellule nervose attraverso la luceLo studio, realizzato su volontari provenienti da 9 Paesi (Italia, Belgio, Francia, Croazia, Germania, Lussemburgo, Spagna, Danimarca e Finlandia), documenta i livelli più alti di Tfa finora riscontrati nell’uomoLa Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva celebrerà dal 22 al 24 ottobre a Milano il suo...I ricercatori del National Heart Centre di Singapore: “Una presa debole segnala il de clino dell'atrio sinistro prima dei sintomi”. I dati della ricerca su 255 anziani saniSocietà soggetta a direzione e coordinamento di QN Media S.p.A.categorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 08475510155 - ISSN: 2499-3085 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879408741.PDF §---§ title§§ Il j'accuse di Gimbe al Governo: "Per il Servizio sanitario nazionale 18,8 miliardi di 'tagli invisibili' negli ultimi 4 anni" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969308620.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 07 Oct 2026
Presentato oggi il 9° Rapporto della Fondazione: nel 2025 la spesa a carico delle famiglie ha raggiunto 42,4 miliardi.
pubDate§§ 2026-10-07T10:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969308620.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969308620.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/il-j-accuse-di-gimbe-al-governo-per-il-servizio-sanitario-nazionale-18-8-miliardi-di-tagli-invisibili-negli-ultimi-4-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969308620.PDF tp:ocr§§ “Il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Con queste parole Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha aperto la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale, illustrato il 7 ottobre 2026 presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.Il Rapporto fotografa lo stato di salute del Ssn analizzando finanziamento pubblico, riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza, sprechi, personale, Missione 6 Salute del Pnrr e ruolo del privato. Aggiorna inoltre il Piano di Rilancio del SSN con 16 linee di intervento.I “tagli invisibili”: 18,8 miliardi in meno in quattro anniNel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale è aumentato di 17,5 miliardi, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta: nel 2022 il Fsn rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se il rapporto Fsn/Pil fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. “È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’ – spiega Cartabellotta –: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022”. Dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010.Confronti internazionali: Italia ultima nel G7Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media Ocse. La spesa pubblica pro-capite è pari a 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto: 909 dollari in meno della media Ocse e 1.013 in meno della media europea. “Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Governi di ogni colore”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta delle famiglie supera invece la media Ocse del 12,3%.Il divario del triennio 2027-2029Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali ma in calo dal 6,4% del Pil nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Nel triennio si amplia la forbice tra previsioni di spesa ed entità del Fsn: 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di 32,3 miliardi. “Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei Lea – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà sui cittadini”.Il riparto del Fsn e il caso CampaniaNel 2025 il riparto del Fsn indistinto assegna in media 2.218 euro per abitante, con valori compresi tra i 2.319 del Molise e i 2.143 della Provincia autonoma di Bolzano. La Campania, con 2.173 euro, riceve la quota pro-capite più bassa tra le Regioni a statuto ordinario. “La Regione più giovane d’Italia riceve meno risorse pro-capite della media nazionale, nonostante condizioni socio-economiche sfavorevoli e una speranza di vita alla nascita quasi tre anni inferiore a quella della Provincia autonoma di Trento. Le correzioni introdotte dal 2023 restano marginali: mortalità precoce e deprivazione socio-economica pesano appena lo 0,75% ciascuna”.La spesa delle famiglieNel 2025 la spesa sanitaria totale è di 190,1 miliardi: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi e assicurazioni. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1%, mentre quella intermediata cresce del 10,1%. In particolare, la spesa per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.5,8 milioni di persone rinunciano alle cureNel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.LEA: più Regioni promosse, ma i divari restanoNel 2024, 18 Regioni e Province autonome su 21 risultano adempienti ai LEA, contro le 13 del 2023. Tuttavia, 6 delle 18 Regioni promosse presentano almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69 e, nello stesso anno, aumenta la quota di popolazione che rinuncia a visite o esami. “La pagella ministeriale migliora – sottolinea Cartabellotta – ma non misura l’effettiva esigibilità dei LEA. Bisogna misurare anche chi resta fuori, riceve risposte tardive o incomplete oppure rinuncia alle prestazioni”. La mobilità sanitaria interregionale nel 2023 ha raggiunto 5,15 miliardi, il valore più elevato dal 2010. Dal 30 ottobre 2026 saranno in vigore i LEA aggiornati, dopo quasi 10 anni di attesa: “Inserire una nuova prestazione nei LEA non equivale a renderla accessibile a tutti”.Personale: 36,8 miliardi in meno rispetto al 2012Nel 2025 la spesa per il personale dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se questa quota fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più. “Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza – spiega Cartabellotta – ma il SSN ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli”.Secondo l’Ocse, l’Italia dispone di 5,8 medici per 1.000 abitanti (media Ocse 4,0), ma dei 339.256 medici censiti almeno 88.258 (26,1%) non lavorano nel SSN né frequentano percorsi formativi post-laurea. Nel 2024 i medici dipendenti del SSN sono 108.243, pari a 1,84 per 1.000 abitanti. Al 1° gennaio 2025 la Fondazione Gimbe stima un deficit di 5.716 medici di medicina generale e di 497 pediatri di libera scelta.Per gli infermieri il problema è innanzitutto quantitativo: l’Italia ne conta 6,9 ogni 1.000 abitanti contro 9,7 della media Ocse, una dotazione inferiore del 29%. Dei 407.750 infermieri censiti dall’Ocse, almeno 79.926 (19,6%) non lavorano nel Ssn. Nel 2024 gli infermieri dipendenti del SSN sono 279.990, pari a 4,75 per 1.000 abitanti. Formazione e retribuzioni restano indietro: 19,5 laureati in infermieristica ogni 100 mila abitanti contro 43,6 della media OCSE e retribuzioni inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Il risultato è uno squilibrio strutturale: 1,2 infermieri per medico, la metà della media Ocse.Sul fenomeno dei “gettonisti”, nel biennio 2024-2025 il valore dei contratti per servizi di fornitura di personale ha raggiunto 1,06 miliardi; nel 2025 la spesa è cresciuta del 15% e il valore dei contratti per personale medic o è aumentato del 62% rispetto al 2024. “Lo stop normativo ai gettonisti – osserva Cartabellotta – non riporta automaticamente medici e infermieri nei reparti: deve essere accompagnato da misure capaci di reclutare e trattenere i professionisti nel SSN”.Privato in sanità: due binariNel 2023, delle 29.386 strutture sanitarie censite, il 58% sono private accreditate e il 42% pubbliche. Il peso del privato accreditato è particolarmente rilevante nell’assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto 29,4 miliardi, con un aumento del 25,9% rispetto al 2012, ma la sua incidenza sulla spesa pubblica è scesa al 20,8%, il valore più basso del periodo.Diversa è la dinamica del “privato puro”: la spesa out-of-pocket presso le strutture non accreditate è aumentata del 169%, passando da 3,05 miliardi nel 2016 a 8,2 miliardi nel 2024, mentre quella presso le strutture accreditate ha raggiunto anch’essa 8,2 miliardi. “Numeri che documentano la progressiva espansione di un ‘secondo binario’ dell’offerta sanitaria – precisa Cartabellotta – riservato a chi può pagare o dispone di un fondo sanitario o di una polizza assicurativa”.PNRR Salute: obiettivi rendicontati, ora verificare l’impattoIl 29 settembre 2026 il Governo ha trasmesso alla Commissione europea la decima e ultima richiesta di pagamento del Pnrr, che per la Missione 6 Salute include nove target e una milestone. Il monitoraggio indipendente Gimbe mostra che per 3 obiettivi è verificabile il rispetto dei requisiti, mentre per gli altri 7 mancano evidenze pubbliche sufficientemente dettagliate. “La validazione europea di tutti i target non potrà dimostrare, da sola, che il PNRR abbia migliorato l’assistenza sanitaria. Dal 2027 bisognerà verificare se i servizi sono realmente operativi, se dispongono di personale adeguato e quale impatto producono su accesso, esperienza dei pazienti, esiti di salute ed efficienza del Ssn”.Il Piano di Rilancio e le elezioniIl Rapporto aggiorna il Piano di Rilancio del SSN: 16 linee di intervento per orientare e monitorare le politiche di Governo e Regioni, dal finanziamento adeguato ai bisogni alla governance Stato-Regioni, dall’uniforme esigibilità dei Lea al rilancio delle politiche sul personale, dal potenziamento del territorio alla riduzione di sprechi, dalla governance del rapporto pubblico-privato al riordino della sanità integrativa. “Nel 2027 – spiega Cartabellotta – il Piano di Rilancio sarà il nostro riferimento per analizzare i programmi sulla sanità di tutte le forze politiche alle prossime elezioni. Perché i cittadini hanno il diritto di conoscere azioni e omissioni della politica nella tutela della loro salute”.“A quasi 48 anni dall’istituzione del Ssn – conclude Cartabellotta – il diritto alla tutela della salute rimane fondamentale sulla Carta, ma è sempre meno esigibile nella vita reale. Il Ssn continua formalmente a funzionare, ma perde progressivamente la capacità di garantire cure accessibili a tutti, mettendo a rischio il patto sociale tra cittadini e istituzioni. La crisi del Ssn non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese. Per la Fondazione Gimbe, rilanciare il Ssn è un imperativo etico: significa preservare uno strumento di democrazia e coesione sociale e una leva per lo sviluppo economico del Paese”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702969308620.PDF §---§ title§§ Due gambe per un solo Servizio sanitario nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874208737.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 07 Oct 2026
Gentile Direttore, è notte profonda nel reparto di riabilitazione di una struttura accreditata convenzionata.
pubDate§§ 2026-10-07T10:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874208737.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874208737.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/due-gambe-per-un-solo-servizio-sanitario-nazionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874208737.PDF tp:ocr§§ Gentile Direttore,è notte profonda nel reparto di riabilitazione di una struttura accreditata convenzionata. Vicino alla finestra dorme un uomo colpito da ictus: domani, con il fisioterapista, proverà a stare in piedi. Durante una pausa caffè, l’infermiera e un collega parlano dei turni di dicembre. Alcune colleghe sono andate via a metà settembre e non si trova chi le sostituisca. «Chi coprirà le notti della vigilia, di Natale e di Capodanno?».Lui le mostra un articolo sulla Manovra. «Ministero e Regioni chiedono tra sei e sette miliardi in più. Tra le voci, assunzioni e indennità più alte per medici e infermieri. Vogliono fermare la fuga dagli ospedali pubblici». «Fanno bene», risponde lei. «Ma la nostra fuga chi la ferma? Perché nessuno parla di noi?».Sono domande legittime. Servono, giustamente, risorse per trattenere i professionisti nel pubblico. Ma dobbiamo essere onesti: nelle note pubblicate manca un riferimento esplicito alla sanità accreditata convenzionata e a quella socio-sanitaria ex articolo 26 della legge 833 del 1978.Chi lavora in questa seconda gamba del sistema è in affanno, con contratti fermi da otto anni negli ospedali classificati e nelle cliniche ARIS e AIOP, e da quattordici nel socio-sanitario ARIS RSA e AIOP RSA. Per loro, come per i colleghi del pubblico, è giusto adeguare retribuzioni e indennità professionali. Nel socio-sanitario, poi, non sono riconosciuti né l’indennità di rischio né il buono pasto. Per risanare il Servizio sanitario nazionale bisogna investire su tutti gli oltre 460mila infermieri iscritti all’Ordine, non solo sui circa 280mila del pubblico, ma anche sui circa 150mila dell’accreditato e del socio-sanitario.I Padri costituenti, scrivendo l’articolo 32, affidarono alla Repubblica la tutela della salute senza stabilire che ospedali e centri di cura dovessero essere tutti pubblici. Non a caso la legge 833 prevedeva già che accanto alle strutture pubbliche operassero ospedali classificati, case di cura e presidi di riabilitazione convenzionati; il decreto 502 del 1992 vi ha poi introdotto l’accreditamento. Tra gli ospedali accreditati ci sono il Policlinico Gemelli a Roma, Humanitas in Lombardia, Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo e decine di altri. Chi entra in queste strutture lo fa alle stesse condizioni di un ospedale pubblico. Lo ha ricordato anche un esponente di primo piano del Governo: la sanità accreditata fa parte del Servizio sanitario nazionale e, per il cittadino, a pagare è sempre lo Stato. Accanto a pubblico e accreditato opera la rete socio-sanitaria, che accompagna fragilità, disabilità e cronicità. Nessuna gamba è migliore dell’altra: servono entrambe.Lo riconosce anche una voce spesso critica verso il privato. Tempo fa il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, osservava che l’accreditato «finisce per essere la spina dorsale di interi settori»: è accreditato l’85,1% delle strutture residenziali, il 78,4% di quelle riabilitative. Parlava di «sofferenza» del convenzionato, perché «l’imponente definanziamento del SSN ha mantenuto ferme le tariffe di rimborso». E la Fondazione auspica una reale integrazione, non una sterile competizione.Il nodo sono le tariffe: senza adeguarle, i contratti non si rinnovano. Qualcosa si muove: dal 1° luglio 2026 sono in vigore le nuove tariffe della riabilitazione e della lungodegenza post-acuzie, che ora le Regioni devono recepire. Per i DRG degli acuti le risorse sono state stanziate, ma manca il provvedimento attuativo. Nel socio-sanitario, invece, molte Regioni non adeguano le rette ex articolo 26 dal 2012. Anche l’assessore lombardo Guido Bertolaso chiede di sbloccare i fondi per le tariffe ospedaliere e riabilitative.Chi oggi lascia le RSA, il socio-sanitario e la sanità accreditata si sostituisce a fatica, mentre cresce il privato puro, dove si paga di tasca propria o con un’assicurazione. Pesano le retribuzioni ferme: in quattordici anni si sono succeduti governi, maggioranze e ministri della Salute, ma il contr atto del socio-sanitario è ancora lì. Se la politica non interviene, queste difficoltà ricadranno sulla gamba pubblica: ospedali che non riescono a dimettere gli anziani con una frattura o un ictus, in attesa della riabilitazione. Quando una gamba si ammala, il peso si sposta sull’altra. E il sistema comincia a zoppicare.Finita la pausa, i due colleghi tornano in corsia con una speranza semplice: che qualcuno si ricordi anche di loro. Tradotta in proposte, chiede che la Manovra preveda risorse dedicate alla sanità accreditata, vincolate al rinnovo dei contratti, e che un tavolo in Conferenza Stato-Regioni accompagni questi rinnovi e porti a sottoscrivere, insieme, gli accordi sull’adeguamento di rette e tariffe.La mattina, sorretto dall’infermiera e dal fisioterapista, l’uomo si alza. Muove un passo, poi un altro. Un sistema sanitario, come una persona, sta in piedi solo su due gambe. E chi lo sorregge, anche la notte di Natale, chiede soltanto di non essere dimenticato.Dott. Daniele LeoneInfermiereCoordinatore Infermieristico tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874208737.PDF §---§ title§§ Schlein (Pd): “Aumentare la spesa sanitaria al livello della media Ue” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910509200.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 07 Oct 2026
"I numeri li abbiamo ascoltati, l''analisi è molto chiara. L''obiettivo che noi vogliamo raggiungere è quello di alzare la spesa sanitaria sul Pil al livello della media europea".
pubDate§§ 2026-10-07T12:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910509200.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910509200.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/schlein-pd-aumentare-la-spesa-sanitaria-al-livello-della-media-ue/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910509200.PDF tp:ocr§§ “I numeri li abbiamo ascoltati, l’analisi è molto chiara. L’obiettivo che noi vogliamo raggiungere è quello di alzare la spesa sanitaria sul Pil al livello della media europea”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo alla presentazione del rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale.“Siamo ancora troppo lontani da quella spesa, che nella media europea è attorno al 7,1%, sappiamo che in questi anni abbiamo navigato attorno al 6%, per noi non è sufficiente”, ha sottolineato Schlein, indicando come “primo grande obiettivo” l’aumento del finanziamento del Fondo sanitario nazionale. La leader dem ha poi denunciato “un gioco sulle spalle delle Regioni”, sostenendo che negli ultimi anni sia stato indicato “un fabbisogno più ampio” rispetto alle risorse effettivamente messe a disposizione, lasciando alle amministrazioni regionali il compito di coprire la differenza. “Lo sforzo deve essere collettivo e condiviso per riuscire ad aumentare radicalmente le risorse”, ha evidenziato. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702910509200.PDF §---§ title§§ Ronzulli (FI): “Cartabellotta scorretto, usa dati a piacimento per propaganda” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702911009201.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 07 Oct 2026
"Il 9° Rapporto GIMBE non è una fotografia neutrale. Cartabellotta prende i dati che confermano la sua tesi e scarta gli altri.
pubDate§§ 2026-10-07T12:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702911009201.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702911009201.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/ronzulli-fi-cartabellotta-scorretto-usa-dati-a-piacimento-per-propaganda/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702911009201.PDF tp:ocr§§ “Il 9° Rapporto GIMBE non è una fotografia neutrale. Cartabellotta prende i dati che confermano la sua tesi e scarta gli altri. Il Fondo sanitario sale di 17,5 miliardi e lo chiama taglio. La spesa per il personale arriva a 52,2 miliardi e la presenta come una perdita. Così non si informa: si fa propaganda, ed è scorretto”. Lo afferma la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato Licia Ronzulli.“I cosiddetti tagli invisibili sono un esercizio contabile, non un taglio. Lo dice lo stesso Rapporto: dal 2022 al 2026 il Fondo sanitario è salito di 17,5 miliardi, da 125,4 a 142,9. La spesa pubblica cresce ancora nel Documento programmatico di finanza pubblica e il confronto sulla manovra è aperto proprio per rafforzare personale, Lea e prevenzione. Limitarsi al rapporto col Pil, senza dire che il finanziamento nominale è ai massimi, è una lettura di parte”. Stesso metodo, secondo la senatrice, sulla spesa per il personale. “I 36,8 miliardi ‘in meno’ dal 2012 non sono un taglio. È la differenza rispetto allo scenario ipotetico in cui il personale fosse rimasto al 39,7 per cento della spesa sanitaria. Nel 2025 quella voce vale 52,2 miliardi, a prescindere dalle percentuali di incidenza sulla spesa sanitaria. Il problema vero, e lo riconosciamo, è un altro: il SSN fatica ad attrarre e trattenere. Per questo abbiamo sbloccato i contratti, con un incremento cumulato medio di circa 380 euro netti al mese, e per questo in manovra il capitolo assunzioni e indennità è tra le priorità. I professionisti non si trattengono con gli appelli, ma neppure con una cifra che non è mai stata tolta dai bilanci”.Sulle liste e sulle rinunce Ronzulli rivendica i primi effetti del monitoraggio nazionale: “Nel primo semestre 2026, dati Agenas, 1,6 milioni di prestazioni in più entro i tempi di garanzia rispetto allo stesso periodo del 2025. Non basta, e 5,8 milioni di rinunce nel 2024 restano inaccettabili. Ma è l’inversione di una rotta che viene da lontano, non da questa legislatura. Anche questo, nel Rapporto, resta sullo sfondo”. “Sul privato Cartabellotta smentisce da solo la propaganda che alimenta: il convenzionato è parte del SSN e nel 2025 la sua incidenza sulla spesa pubblica è la più bassa dal 2012. Altro discorso è il privato puro, che cresce dove il pubblico non risponde in tempo. La risposta è più personale, retribuzioni più attrattive e territorio davvero operativo dopo il Pnrr, non lo slogan della privatizzazione. I dati indipendenti servono per governare. Non per fare campagna elettorale sulla pelle dei malati, a un anno dal voto”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702911009201.PDF §---§ title§§ M5S: “Con tagli da 20 miliardi alla sanità Meloni si paga le armi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909809205.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 07 Oct 2026
“L’ultimo rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe esposto questa mattina dal Presidente Cartabellotta sottolinea quello che diciamo da tutta la legislatura: mentre il governo Meloni si
pubDate§§ 2026-10-07T12:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909809205.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909809205.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/m5s-con-tagli-da-20-miliardi-alla-sanit-meloni-si-paga-le-armi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909809205.PDF tp:ocr§§ “L’ultimo rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe esposto questa mattina dal Presidente Cartabellotta sottolinea quello che diciamo da tutta la legislatura: mentre il governo Meloni si vanta di record inesistenti sulla sanità, la sottopone a tagli invisibili per quasi 20 miliardi e fa ricadere gli insostenibili costi – economici e non solo – su cittadini ed enti locali. Considerando i finanziamenti in rapporto al Pil, infatti, siamo tornati ai livelli del 2010 e secondo Gimbele manovre del governo Meloni hanno fatto mancare 18,8 miliardi alla sanità pubblica. E le cose non miglioreranno, dal momento che si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini.Per lo stesso triennio, il governo aveva previsto di spendere oltre 20 miliardi per la Difesa, solo momentaneamente scesi a 14, ma comunque una cifra colossale rispetto al definanziamento della sanità e ai salari reali in costante calo, letteralmente divorati dall’inflazione. In pratica, con i tagli alla sanità Meloni si paga le armi. E i problemi non finiscono qui, perché la discrepanza tra il Fondo sanitario nazionale e la spesa sanitaria effettiva fa sì che le Regioni dovranno coprire 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e 14 miliardi nel 2029, con l’ovvia conseguenza che si troveranno a scegliere tra aumentare le tasse e tagliare i servizi. In entrambi i casi, a pagare saranno i cittadini, già strozzati dalla spesa out of pocket e dall’aumento dei ticket e della spesa per le assicurazioni sanitarie. Non sorprende, dunque, che un italiano su dieci rinunci alle cure, altro chiaro segnale del clamoroso fallimento del governo Meloni sulla sanità”.Lo scrivono in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909809205.PDF §---§ title§§ Fratoianni (Avs): “Stop gioco 3 carte su risorse, investimento è scelta politica” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909909206.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 07 Oct 2026
"Basta fare il gioco delle tre carte sulle risorse alla sanità.
pubDate§§ 2026-10-07T12:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909909206.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909909206.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/fratoianni-avs-stop-gioco-3-carte-su-risorse-investimento-scelta-politica/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909909206.PDF tp:ocr§§ “Basta fare il gioco delle tre carte sulle risorse alla sanità. Se aumenta il numero delle persone che rinunciano a curarsi e non aumentano le risorse il cortocircuito è lancinante. Dobbiamo costruire un investimento e un modo in cui si redistribuiscono le risorse che saranno più importanti quando andremo al Governo”. Così il coportavoce di Avs Nicola Fratoianni intervenendo alla presentazione del nono rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. “La sanità ha bisogno di competenze ma anche di politica, una scelta chiara che riguarda il futuro del Paese”, ha aggiunto. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702909909206.PDF §---§ title§§ Chierchia (Cisl Fp): “Gimbe fotografa ciò che vediamo ogni giorno. Servono risorse certe per piena valorizzazione del personale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027009321.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 07 Oct 2026
“Il 9° Rapporto GIMBE fotografa con chiarezza ciò che vediamo ogni giorno nei luoghi di lavoro: un Servizio sanitario nazionale che continua a garantire risposte fondamentali ai
pubDate§§ 2026-10-07T13:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027009321.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027009321.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/chierchia-cisl-fp-gimbe-fotografa-ci-che-vediamo-ogni-giorno-servono-risorse-certe-per-piena-valorizzazione-del-personale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027009321.PDF tp:ocr§§ “Il 9° Rapporto GIMBE fotografa con chiarezza ciò che vediamo ogni giorno nei luoghi di lavoro: un Servizio sanitario nazionale che continua a garantire risposte fondamentali ai cittadini, ma che rischia di entrare in una crisi irreversibile se non si interviene sulle risorse, sull’organizzazione e, soprattutto, sulla valorizzazione del personale”.Lo dichiara il Segretario generale della CISL FP, Roberto Chierchia, commentando il 9° Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale.“Tra il 2023 e il 2026 il SSN avrebbe accumulato 18,8 miliardi di euro di cosiddetti ‘tagli invisibili’, mentre nel triennio 2027-2029 il divario tra fabbisogno sanitario e Fondo sanitario nazionale potrebbe raggiungere complessivamente 32,3 miliardi. Sono numeri che trovano riscontro nella realtà quotidiana dei servizi: rinunce alle cure, dimissioni degli operatori, difficoltà a reperire e trattenere professionisti, mobilità crescente e una crisi di attrattività particolarmente evidente nei grandi centri metropolitani”.“Il punto, per noi, è chiaro: non si può pensare di mettere in sicurezza il Servizio sanitario nazionale senza investire sulle persone che lo fanno funzionare ogni giorno. Per questo occorre accelerare l’iter di certificazione del CCNL della Sanità 2025-2027 e aprire immediatamente la prossima tornata contrattuale per il triennio 2028-2030, incrementando ulteriormente le risorse già stanziate per colmare il divario retributivo dalle principali economie europee. Al Governo chiediamo inoltre di superare rapidamente misure ormai anacronistiche, a partire dai tetti di spesa sul salario accessorio degli enti del SSN, ancora ancorati ai livelli di oltre un decennio fa, e di estendere anche ai lavoratori pubblici la detassazione all’1% delle somme percepite a titolo di produttività.”Il Rapporto GIMBE mette in evidenza anche un altro elemento che non può essere ignorato: “il peso ormai strutturale del privato accreditato nella risposta sanitaria del Paese. Rappresenta l’85,1% dell’assistenza residenziale, il 78,4% di quella riabilitativa, il 72,8% della semi-residenziale e il 59,7% della specialistica ambulatoriale. Numeri che dimostrano come il privato accreditato non sia una componente marginale, ma un ulteriore pilastro dell’assistenza, al fianco del Servizio sanitario pubblico, nel garantire concretamente il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.“Proprio per questo – aggiunge Chierchia – non è più tollerabile che chi lavora in questo settore continui a pagare il prezzo dell’indisponibilità di AIOP e ARIS a procedere con i rinnovi. Il contratto della sanità privata è fermo da otto anni e quelli applicati nelle RSA da quattordici. Se il privato accreditato concorre stabilmente alla risposta sanitaria del Paese, devono essere riconosciuti pienamente anche i diritti delle lavoratrici, dei lavoratori e dei professionisti che vi operano. Non è accettabile che strutture inserite nella programmazione sanitaria e sostenute attraverso risorse pubbliche possano continuare a erogare prestazioni per il SSN senza garantire una normale continuità contrattuale e salariale. Accreditamenti e risorse pubbliche devono andare di pari passo con il rispetto della contrattazione collettiva e del lavoro”.“Pubblico e privato sono due componenti di una stessa risposta ai bisogni di salute del Paese e la qualità di entrambe passa dalla qualità del lavoro. Ecco perché rilanciamo la sfida del Libro Verde della CISL sul Welfare: costruire una filiera realmente integrata tra sanitario, socio-sanitario, socio-assistenziale e sociale, nella quale ospedali, case di comunità, strutture territoriali previste dal PNRR, servizi sociali e soggetti accreditati operino dentro una programmazione pubblica unitaria. Un sistema capace di mettere al centro la persona e prendere in carico i bisogni lungo tutto il percorso di cura e assistenza”, conclude il segretario generale CISL FP, Roberto Chierchia. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703027009321.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Radio Napoli Centro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879808745.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radionapolicentro.it" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879808745.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879808745.PDF', 'title': 'radionapolicentro.it'} tp:url§§ https://radionapolicentro.it/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879808745.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itCheck out other tags:Radio Napoli Centro Testata Giornalistica Iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Direttore Responsabile Giovanni Lucianelli. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@radionapolicentro.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702879808745.PDF §---§ title§§ I dati Gimbe sulla Sanità italiana: intervista a Luciano Ciocchetti (7.10.2026) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904808999.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radioradicale.it" del 07 Oct 2026
Intervista. Ascolta l''audio registrato mercoledì 7 ottobre 2026 presso Roma. I dati Gimbe sulla Sanità italiana: intervista a Luciano Ciocchetti
pubDate§§ 2026-10-07T11:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904808999.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904808999.PDF', 'title': 'radioradicale.it'} tp:url§§ https://www.radioradicale.it/scheda/800747/i-dati-gimbe-sulla-sanita-italiana-intervista-a-luciano-ciocchetti tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904808999.PDF tp:ocr§§ "I dati Gimbe sulla Sanità italiana: intervista a Luciano Ciocchetti" realizzata da Lanfranco Palazzolo con Luciano Ciocchetti (vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, Fratelli d'Italia).L'intervista è stata registrata mercoledì 7 ottobre 2026 alle 13:16.La registrazione video ha una durata di 6 minuti.Questa intervista è disponibile anche nella sola versione audio. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702904808999.PDF §---§ title§§ Sanità, “18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702961208699.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radiostudio90italia.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 07 Oct 2026
Sicilia al 19esimo posto su 21. Al vertice il Veneto. Rispetto al 2023, + 23 punti. Inadempiente sulla prevenzione, con 49 punti su un minimo di 60
pubDate§§ 2026-10-07T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872908808.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872908808.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/sicilia/articoli/2026/10/rapporto-gimbe-sul-2024-migliora-la-sanita-siciliana-tranne-la-prevenzione-3d40e55b-71ea-4c20-ab20-332b5b5d4ae8.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872908808.PDF tp:ocr§§ Sicilia al 19esimo posto su 21. Al vertice il Veneto. Rispetto al 2023, + 23 punti. Inadempiente sulla prevenzione, con 49 punti su un minimo di 60La sanità siciliana migliora, ma l’Isola resta tra le Regioni con le maggiori difficoltà nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza: è quanto emerge dal nono Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale. Nel 2024 la Sicilia ha ottenuto 196 punti su 300 nella classifica elaborata dalla Fondazione, che somma i risultati delle tre aree dell’assistenza sanitaria. La Sicilia si piazza così al diciannovesimo posto su 21, davanti soltanto al Molise, con 192 punti, e alla Calabria, ultima con 189. Al vertice troviamo il Veneto con 288 punti, seguito dall’Emilia-Romagna con 282 e dalla Toscana con 280. Tra le Regioni meridionali la migliore performance è della Puglia, decima con 242 punti. Il dato siciliano segna comunque un miglioramento significativo: rispetto al 2023 l’Isola ha guadagnato 23 punti. Il progresso non è però bastato a superare la verifica ufficiale dei Lea. Nel 2024 Sicilia, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano sono state infatti le sole tre realtà risultate inadempienti. Per la Sicilia l’inadempienza riguarda esclusivamente l’ambito della prevenzione, dove il punteggio è stato di 49 punti, contro i 60 necessari per essere considerata adempiente. Nelle altre due aree l’Isola supera invece la soglia, con 73 punti nell’assistenza distrettuale e 74 in quella ospedaliera. I 49 punti della prevenzione rappresentano il risultato più basso ottenuto da una Regione in una singola area dell’assistenza. Il rapporto nazionale mostra intanto un quadro formalmente in miglioramento: le Regioni e Province autonome adempienti sono salite da 13 nel 2023 a 18 nel 2024. GIMBE avverte però che la "promozione" certifica il superamento di una soglia minima e non misura da sola la qualità dell’assistenza né la reale possibilità dei cittadini di accedere alle cure. Per la Sicilia, dunque, il miglioramento registrato nell’ultimo anno resta parziale: la prevenzione continua a rappresentare il principale punto di debolezza. Il quadro complessivo conferma una distanza ancora marcata tra l’Isola e le Regioni italiane con le migliori performance sanitarie. tp:writer§§ TGR Sicilia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702872908808.PDF §---§ title§§ Rapporto Gimbe: Piemonte al 4° posto per i Lea ma è allarme medici di base e pediatri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873408809.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 07 Oct 2026
Lo stato di salute del servizio sanitario nazionale. Il Piemonte si posiziona al quarto posto sui livelli essenziali di assistenza, risultando pienamente adempiente. Ma in molti si rivolgono ai privati.
pubDate§§ 2026-10-07T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873408809.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873408809.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2026/10/rapporto-gimbe-piemonte-al-4-posto-per-i-lea-ma-e-allarme-medici-di-base-e-pediatri-a319a7dd-cf4b-45da-8029-302bbb33016f.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873408809.PDF tp:ocr§§ Lo stato di salute del servizio sanitario nazionale. Il Piemonte si posiziona al quarto posto sui livelli essenziali di assistenza, risultando pienamente adempiente. Ma in molti si rivolgono ai privati.L’ultimo Rapporto GIMBE sulla sanità in Piemonte fotografa una realtà profondamente contraddittoria. Da un lato, la macchina organizzativa regionale conquista un eccellente quarto posto in Italia per l’erogazione delle cure essenziali, i cosiddetti LEA. Dall'altro, una grande fetta di popolazione si dichiara esclusa dal sistema: il 9,2% dei piemontesi, oltre 391 mila persone, ha dovuto rinunciare a una o più prestazioni sanitarie nell'ultimo anno, mentre chi ha potuto si è rivolto alle cure private, e sono tanti: i piemontesi spendono infatti di tasca propria ben 875 euro a testa all'anno per la sanità ben sopra la media italiana di 787 euro.Una pressione rilevante non solo sulle famiglie ma anche sul sistema: ancora alto il ricorso a personale esterno: nel 2025 il costo dei "gettonisti" è stato di 57,5 milioni.Tra le criticità che il rapporto evidenzia quello dei medici di medicina generale e dei pediatri. In Piemonte dal 1°gennaio mancano 463 medici di base e il numero medio di assistiti è ben sopra la media; la pediatria è in piena emergenza, registrando il peggior dato d’Italia per sovraffollamento, con oltre 1.100 bambini per ogni medico. Mancano 109 pediatri tp:writer§§ Tgr Piemonte guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702873408809.PDF §---§ title§§ GIMBE: tra tagli invisibili e cattiva amministrazione affoga la sanità pubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894209049.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 07 Oct 2026
Il nono rapporto sul SSN della Fondazione Gimbe: 18,8 miliardi non pervenuti, 32,3 miliardi mancheranno nel prossimo triennio
pubDate§§ 2026-10-07T12:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894209049.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894209049.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/video/2026/10/gimbe-tra-tagli-invisibili-e-cattiva-amministrazione-affoga-la-sanita-pubblica-8ac770b8-d97c-4659-8076-1345513854dd.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894209049.PDF tp:ocr§§ Il nono rapporto sul SSN della Fondazione Gimbe: 18,8 miliardi non pervenuti, 32,3 miliardi mancheranno nel prossimo triennio tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702894209049.PDF §---§ title§§ Tiziano Carradori (DG ASL Romagna) su liste d’attesa: invece di raccogliere firme in Romagna i politici facciano scelte a Roma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874008739.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ravennanotizie.it" del 07 Oct 2026
Tiziano Carradori, dirigente di lungo corso della sanità pubblica e da alcuni anni alla guida di ASL Romagna, è da sempre uno strenuo difensore del SSN
pubDate§§ 2026-10-07T10:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874008739.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874008739.PDF', 'title': 'ravennanotizie.it'} tp:url§§ https://www.ravennanotizie.it/2026/10/07/tiziano-carradori-dg-asl-romagna-su-liste-dattesa-invece-di-raccogliere-firme-in-romagna-i-politici-facciano-scelte-a-roma/624010/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874008739.PDF tp:ocr§§ Pier Giorgio CarloniTiziano Carradori, dirigente di lungo corso della sanità pubblica e da alcuni anni alla guida di ASL Romagna, è da sempre uno strenuo difensore del SSN (“è l’unica cosa che va salvata, tutto il resto si può mettere in discussione” dice) ed è molto critico della politica, soprattutto di chi parla “senza sapere di cosa parla”. Ce l’ha, in particolare, con chi in Romagna raccoglie firme contro le liste di attesa quando dovrebbe piuttosto lavorare a Roma, al governo, per risolvere il problema.In questa intervista, Carradori denuncia ancora una volta il sottofinanziamento della sanità pubblica, la grave carenza di medici (“la risorsa più importante”) e infermieri e le storture del sistema che la politica non ha mai affrontato. Invoca un grande dibattito pubblico per salvare e rilanciare la sanità in Italia. Anche se non nasconde un certo pessimismo.La sanità pubblica è la grande malata d’Italia. Se ne parla da tempo. Cittadini, enti come la Fondazione GIMBE, associazioni e sindacati, le Regioni e parte della politica lamentano una serie di mancanze gravi, eppure i problemi restano sul tappeto insoluti, anzi si aggravano. Qual è lo stato dell’arte oggi, secondo Tiziano Carradori?“Più che grande malata, direi che la sanità pubblica è una vittima. È una cosa diversa.”Vittima di che cosa?“Da un lato, la sanità pubblica è vittima dei suoi successi perché – comunque sia – dobbiamo considerare con più attenzione i buoni risultati da attribuire al nostro sistema sanitario. Dall’altro lato, il Servizio Sanitario Nazionale è vittima dell’ipocrisia della politica”.Quali sarebbero i successi?“Per esempio, è un fatto che oggi in Italia il 63% delle persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore è ancora in vita dopo 5 anni. Ed è un fatto che l’Italia abbia una delle più basse mortalità per problemi di salute trattabili, cioè quelli che dipendono dai servizi sanitari. Se abbiamo la mortalità tra le più basse dei paesi Ocse è evidente che questo è un elemento di successo. Malgrado tutte le carenze, la sanità pubblica in Italia ottiene risultati migliori rispetto a quella di altri paesi.”A cosa si riferisce quando, invece, parla dell’ipocrisia della politica?“Noi non possiamo richiamare l’articolo 32 della Costituzione – “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” – senza essere conseguenti. Ai più diversi livelli, incluso quello che io rappresento, bisogna poi dare gambe a quanto la Costituzione prevede. Quei successi di cui dicevo prima costano. Abbiamo dei risultati sanitari medi di ottimo livello, siamo tra i paesi Ocse che hanno un costo pro capite del SSN più basso, nonostante la nostra sia una delle popolazioni più vecchie. E abbiamo avuto negli ultimi 20 anni il tasso di crescita del costo della salute pro capite più basso in assoluto…”Ma perché parla di ipocrisia?“Perché malgrado i risultati ci sono dei difetti nel sistema. Difetti percepiti dai cittadini e che la politica conosce bene, ma non affronta. Non abbiamo saputo investire adeguatamente nella sanità pubblica. Manca il personale. Mentre le liste di attesa sono ancora troppo lunghe ed è un problema molto serio dal mio punto di vista. Per due ragioni. Tempi eccessivamente lunghi per le prestazioni possono avere degli effetti negativi sugli esiti delle malattie. Inoltre, piove sul bagnato, le persone meno abbienti, sono le persone che risentono massimamente degli effetti dei lunghi tempi di attesa. Il 50% di quel 10% della popolazione che dichiara di rinunciare alle cure (in Italia si parla ormai di diversi milioni di persone, ndr) lo fa per i lunghi tempi di attesa. Parlo di ipocrisia perché, a seconda di chi governa, si fa un uso strumentale dei problemi della sanità pubblica per attaccare gli avversari. Problemi che tutti hanno contribuito a creare e che nessuno ha saputo affrontare.”Insomma, l’ipocrisia è essenzi almente della politica. Che cosa imputa ai politici?“Quando un problema è lo stesso dalla Sicilia alla Val d’Aosta, quando un problema è lo stesso da un governo all’altro, vuol dire che si tratta di un fatto strutturale, del sistema. Non puoi usare strumentalmente questo tema dal punto di vista politico, né lo puoi affrontare in via del tutto eccezionale: quest’anno ci mettiamo i soldi, l’anno dopo non li mettiamo più. Servono interventi di lungo respiro, perché quando la distanza tra i servizi che sono necessari e la risposta che tu riesci a dare non è dovuta a fenomeni eccezionali, come durante la pandemia di Covid, ma è un fatto strutturale, allora servono misure strutturali. Ed è un problema di risorse, prima di tutto, ma non solo finanziario. Perché tu puoi avere la disponibilità finanziaria e non avere poi il personale.”Secondo i piani del governo, il budget per il Servizio Sanitario Nazionale passa dai 141,5 miliardi di euro del 2025 ai 148,8 miliardi nel 2026, a 151,6 miliardi nel 2027, ai 155,6 miliardi nel 2028 e a 160 miliardi di euro nel 2029. Sembra una crescita effettiva, invece non è così. Perché il valore della spesa va valutato sull’incidenza sul PIL. Nonostante l’aumento in cifra assoluta, l’incidenza della spesa sanitaria sul PIL in Italia resta congelata intorno al 6,3% – 6,4% fino al 2029. La Fondazione GIMBE stima che l’Italia rimane sotto la media OCSE e dei Paesi europei (dove la spesa per la sanità pubblica si attesta intorno al 7,1% del PIL). Lo stesso ministro Orazio Schillaci ha chiesto circa 6,5 miliardi di euro aggiuntivi per la manovra, mentre le Regioni chiedono complessivamente 18 miliardi in più per il triennio 2027-2029 per far fronte a carenze di personale, divari territoriali e innovazione. Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia è al 15° posto su 27 paesi in Europa ed è ultima tra i Paesi del G7. GIMBE parla di un divario accumulato pari a quasi 40 miliardi di euro rispetto ai reali fabbisogni assistenziali. In altri termini, la situazione è drammatica dal punto di vista finanziario. Come la mettiamo?“Sì, questi dati sono incontestabili e solo chi è disonesto può affermare il contrario. Noi abbiamo un SSN sottofinanziato, che nel corso del tempo – come dice GIMBE, ma la stessa Bocconi – vede la carenza di risorse via via crescere. In Germania la spesa pubblica pro capite per la sanità è il doppio della nostra. Se noi spendiamo circa 2.300-2.400 euro per ogni italiano, la Germania spende 5.000 euro per ogni tedesco. E qui dobbiamo tirare in ballo le responsabilità di coloro che governano a vari livelli, perché è un tema di politica di spesa, di destinazione delle risorse. Il 100% delle risorse di una comunità è sempre un 100% in volume assoluto, ma può assumere valori significativamente diversi in base a dove si mettono i soldi, in proporzione alla ricchezza nazionale. Da molti anni la percentuale sulla ricchezza complessiva che noi destiniamo alla sanità è inferiore al fabbisogno. Invece spendiamo di più per il riarmo. Sono scelte politiche legittime, che poi però hanno delle conseguenze. Io sono d’accordo con quello che diceva un primo ministro canadese, Roy Romanow: “La sanità è finanziariamente sostenibile fino a quando si vuole che lo sia”. Cosa vuol dire? Che anziché mettere i soldi da una parte, li puoi mettere nella sanità. Considerando che la salute è uno dei pochi diritti sociali costituzionalmente se non l’unico costituzionalmente tutelato.”Cosa ci vuole dire?“Che la spesa sanitaria è una spesa necessaria. Lo dice la Costituzione. E dovresti tagliare una spesa necessaria solo dopo avere tagliato destinazioni di spesa meno necessarie. Ripeto, sono scelte della politica. Non è un problema esclusivo di quest’ultimo governo, perché la sanità versa in una situazione veramente critica da anni. La sanità pubblica non è una malata, è vittima di ipocrisie diffuse che meriterebbero, per come la penso io, di generare un dibattito pubblico, vero, fondato sulla realtà, non su quello che ci fa comodo in quel momento”. Alcuni hanno provato a sollevare il problema, però poi si finisce per parlare della casa nel bosco, di Garlasco, di Ranucci-Lavitola e di tutte le altre faccende di cronaca, oppure della legge elettorale, mettendo in secondo piano i problemi veri…“Ogni tanto vado a rileggermi gli atti parlamentari di 30 o 40 anni fa e vedo la grande differenza fra la serietà e la competenza con cui si discuteva allora e il modo in cui lo si fa adesso. Ho già detto prima che l’ipocrisia riguarda tutti. Ma, in particolare, mi stupisce che chi governa da 4 anni, adesso sta raccogliendo le firme contro le liste di attesa, cioè per denunciare un fenomeno che dovrebbe, invece, contribuire a risolvere con scelte politiche adeguate a Roma.”A proposito di carenza di finanziamenti alla sanità pubblica, tutto questo come si ripercuote sul personale e sulle prestazioni fornite da una grande ASL come quella della Romagna che lei dirige e che ha un bacino d’utenza di circa un milione di persone?“È proprio di qualche giorno fa la denuncia dell’Anaao, sulla crisi della risorsa più importante della sanità pubblica: i medici.”Dicono che sono andati via 15.000 medici dal servizio pubblico negli ultimi anni. E nel 2025 ci sono stati quasi 3.800 medici che hanno dato le dimissioni volontarie, mentre solo 2.800 e passa sono andati in pensione.“Le dimissioni si possono dare perché uno va a lavorare nel privato o perché uno si trasferisce di luogo, sono due cose molto diverse. Io sono preoccupato soprattutto per chi va all’estero, non solo per quelli che abbandonano il servizio sanitario e vanno nel privato. I medici sono la risorsa più importante. Ma di cosa stiamo discutendo? Sa che c’è una norma dello Stato del 2004, fatta dal Governo Berlusconi, e reiterata da tutti quelli venuti dopo, che dice che praticamente noi non possiamo spendere nel personale più di quello che spendevamo nel 2004 ridotto dell’1,4%. Le Regioni adesso stanno provando a chiedere di superare questo limite. E non è solo una questione di spesa. Io sto cercando personale e non lo trovo sul mercato.”Quindi non è cambiato nulla rispetto a un anno o due anni fa?“Con i cosiddetti decreti Calabria si è ringiovanito di circa 3 anni l’età media del nostro personale, con gli specializzandi. Ma non basta. Non si trovano i professionisti per alcune linee di prestazioni necessarie, il pronto soccorso oppure per quelle prestazioni dove l’appeal dell’attività libero professionale o nel privato è maggiore, per esempio oculistica, dermatologia. E questo perché? Perché nel sistema nessuno ha mai messo ordine. Tu non trovi i professionisti perché ancora non si è concluso l’iter dell’allargamento della platea di offerta formativa o perché ci sono altri impieghi o altre destinazioni che per i professionisti sono più remunerativi. In radiologia, per esempio, con tutte le nuove macchine abbiamo una potenzialità di decine di migliaia di prestazioni in più ma non trovo il personale. Sto cercando 30 tecnici di radiologia da mesi, non ce ne sono. Medici radiologi non ce ne sono. Oculisti non ce ne sono. Dermatologi non ce ne sono. Quindi c’è un tema che riguarda il personale e riguarda sia i medici che gli infermieri. C’è anche un problema di considerazione sociale. Non è pensabile che i miei colleghi medici siano presi a pesci in faccia in determinate situazioni: cioè quando le aspettative del paziente sono elevate e, dall’altra parte, chi cerca di rispondere nel modo migliore possibile in condizioni difficili viene contestato se non aggredito.”Parliamo di numeri. Quanto siete scoperti nell’ASL Romagna?“Io ho la necessità di reclutare radiologi, tecnici di radiologia, personale del pronto soccorso. Non parlo di scopertura perché adesso ho più personale di quello che avevo quando sono arrivato.”Intendevo rispetto alle reali necessità.“Rispetto alle necessità in ASL Romagna mancano 150-200 medici e qualcosa come 300-400 infermieri. Su un personale totale di 10mila dipendenti. Però il fabbisogno n on è uniformemente distribuito: nel pronto soccorso, arriviamo a livelli del 25-30% di carenza. Per il personale serve una regolamentazione diversa. Per esempio, io sono stato sempre contrario alla libera professione intra moenia. Fra l’altro da noi è molto limitata. Il fatto è che non si riesce a spiegare a chi attende una prestazione la diversità di trattamento e di attesa fra la sanità pubblica e la libera professione con lo stesso professionista, nello stesso luogo. Qui c’è un’ulteriore ipocrisia.”Cioè?“Noi abbiamo strumenti per remunerare di più coloro che meritano di essere remunerati di più. Ai nostri medici chiediamo di lavorare di più per aumentare le prestazioni, per un valore di 12-13 milioni di euro. 12 milioni di euro vuol dire qualcosa come 150 unità di personale medico. Assumi, allora, se riesci a trovare il personale. La politica deve togliere gli impedimenti ad assumere. Inoltre, bisognerebbe impedire che chi ha un’attività professionale nel pubblico a un certo punto, all’apice della carriera si licenzia e va nel privato accreditato. Cioè, non puoi usare il sistema pubblico per perseguire dei tuoi legittimi interessi, poi vai nel privato accreditato, sempre pagato dal SSN. Se vai via, almeno vai nel privato non accreditato con il servizio sanitario, perché altrimenti non si capisce. Ecco perché prima dicevo che c’è bisogno di una nuova discussione pubblica, molto franca, perché è un tema di grande rilevanza e molto delicato: nessuno può avere la pretesa di avere la ricetta.”Ho l’impressione che sia impossibile con la politica ridotta a propaganda e con i social che distruggono il discorso pubblico.“Sì, forse è così, però non può venir meno la determinazione almeno a provarci. Purtroppo, non ci si prova neppure. Parlo di una discussione aperta, in cui non c’è niente che deve essere difeso se non il servizio sanitario pubblico. Il resto va sottoposto tutto ad una rigorosa valutazione e, se del caso, vanno modificate le cose.”Per quanto riguarda i tempi di attesa, come stiamo nell’ambito dell’ASL Romagna?“Siamo in leggera diminuzione. Ma i tempi sono ancora critici. Abbiamo accresciuto le prestazioni, ma non è sufficiente rispetto alle necessità.”Qualche esempio?“Fra il 2020 e il 2025 il sistema pubblico ha prodotto il 33% di prestazioni in più della media regionale. Inoltre, a livello regionale nello stesso periodo c’è stato un aumento della produzione del 9% del privato accreditato, noi del 26%. Come dicevo prima, abbiamo speso 12-13 milioni di euro nel chiedere ai nostri medici di produrre più prestazioni. E poi abbiamo aumentato di oltre 13 milioni di euro ciò che abbiamo commissionato al privato accreditato. In definitiva, abbiamo prodotto di più e abbiamo speso di più nell’acquistare prestazioni, tutto questo però non è stato sufficiente. Anche perché nel frattempo la domanda è cresciuta: c’è una popolazione anziana, che consuma di più in termini di spesa per la salute. Fra chi ha più di 75 anni, una persona su due ha più di due malattie croniche, che si porta dietro per tutta l’aspettativa di vita residua. Poi abbiamo anche cose che non funzionano. Il 37% delle prestazioni prenotate va oltre i tempi perché l’utente rifiuta la prima disponibilità: ha preferenza per una struttura o per un professionista o non vuole andare troppo lontano. Un’altra cosa che non va bene è il sistema informativo ancora poco affidabile in tema di prenotazioni.”Cioè?“Per esempio, spesso non si fanno le pre-liste. Ci siamo accorti che non infrequentemente diverse farmacie, dove noi facciamo il Farmacup, spendendo milioni di euro nel consentire alla nostra gente di prenotare giustamente in condizioni di prossimità, non fanno la pre-lista. E allora tu ti trovi persone con prenotazioni a due o tre anni. Se si facessero le pre-liste si potrebbe valutare nel merito delle prestazioni e, nel caso, gli utenti verrebbero richiamati per accelerare l’iter.”In Italia le 4-5 Regioni più avanzate in materia di sanità pubblica sono Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana e Trentino. Ecco, in questo quadro, come siamo messi, siamo in media con gli altri?“Siamo sostanzialmente allineati agli altri, avendo però rispetto agli altri un consumo di prestazioni nella nostra popolazione che è superiore. Abbiamo delle performance sostanzialmente sovrapponibili oppure con differenze non significative, ma a fronte di un consumo più elevato per ragioni storiche, di contesto socioeconomico e per l’anzianità della popolazione.”A proposito di lista d’attesa, quando vede che ci sono partiti, come lei diceva prima, che raccolgono firme qui, ma governano a Roma, non si sente anche un po’ pugnalato alle spalle?“Guardi, dopo 41 anni di servizio ci ho fatto l’abitudine. Io penso che una delle cose più belle della democrazia sia quella di poter criticare. Il problema è che quando uno critica prima deve studiare, prima di dire bisogna sapere, mentre io trovo tanta gente e molti politici che non sanno di che cosa parlano, letteralmente non lo sanno.”Qual è la situazione della medicina territoriale, con le nuove Case e gli Ospedali di comunità, rispetto al cronico problema della mancanza di medici?“La sanità più che la medicina del territorio noi la stiamo potenziando considerevolmente, e l’operazione non è conclusa. Abbiamo ancora alcune strutture da completare: Forlì, Lugo, Ravenna Darsena, Cesenatico. È un potenziamento insufficiente, lo sappiamo, perché poi mancano i medici e gli infermieri. Poi c’è da considerare la quantità di bisogni che noi abbiamo sul territorio, con una popolazione molto anziana, con il 40% di anziani che vivono soli. Noi potenziamo, ma in una condizione di dotazione di posti letto ospedalieri pari a 3,1 posti letto ogni mille abitanti. La Germania ha 8 posti letto per mille abitanti. Se tu una prestazione non la dai sul territorio, congestioni gli ospedali. Sa per esempio quante sono le prestazioni di TAC che noi facciamo al pronto soccorso? Ammontano tra il 40 e il 50% del totale di tutte le TAC prodotte dal pubblico. Non ci siamo. Il sistema non va e bisogna metterci mano. Non è che la Regione Emilia-Romagna sia rimasta ferma nel frattempo, anzi, qui si è fatto e sperimentato per dare risposte. Per esempio, con i CAU, ma abbiamo visto le levate di scudi contro i CAU.”In definitiva, che cosa propone?“Io resto della mia opinione: servirebbe un grande dibattito pubblico su quale ruolo deve avere la sanità pubblica in Italia e su come riformare tutto il sistema. Ma pare siamo in pochi disposti a discutere seriamente di questo.”Invia notiziaSegnala eventoFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniRavenna Notizie - Le notizie di Ravenna e provincia - Copyright © 2015 - 2026Testata Associata Ansocervianotizie.it edizione locale di di ravennanotizie.itfaenzanotizie.it edizione locale di di ravennanotizie.itlugonotizie.it edizione locale di di ravennanotizie.itCorsivo Società CooperativaPer scrivere alla redazione: redazione@ravennanotizie.itPer contatti pubblicitari: comunicazione@corsivo.infoRegistrato presso Tribunale di Ravenna N° 1275Iscrizione ROC 40080Direttore responsabile: Nevio RonconiPartita IVA: 02756420390 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702874008739.PDF §---§ title§§ Gimbe, 18,8 miliardi di tagli invisibili alla sanità tra 2023 e 2026 – Report Sardegna 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702901808965.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "reportsardegna24.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "reportsardegna24.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 07 Oct 2026
Mancanza di fondi Riforme incompiute. Pasticci organizzativi Incapacità di provvedere personale adeguato. La crisi è evidente. E per uscirne non basta l’hi-tec…
pubDate§§ 2026-10-07T04:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100701782406143.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100701782406143.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/salute/dossier/festival-salute-2026/2026/10/07/news/cartabellotta_gimbe_ecco_come_possiamo_salvare_il_servizio_sanitario_pubblico-425627130/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100701782406143.PDF tp:ocr§§ Il diritto alla tutela della salute è uno dei pilastri della nostra Costituzione. Che, all’articolo 32, recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.Scopri il programma e iscrivitiServizio Sanitario Universale: riusciamo ancora a garantirlo?Eppure, a quasi cinquant’anni dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale (Ssn), una domanda impone di andare oltre il dibattito tecnico: la Repubblica riesce ancora a garantire questo diritto a tutte le persone? La risposta non può limitarsi a richiamare le numerose eccellenze della sanità italiana, riconosciute anche a livello internazionale. Occorre interrogarsi sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di garantire concretamente il diritto costituzionale alla tutela della salute, indipendentemente dal reddito, dal luogo di residenza e dalla condizione sociale. La Repubblica tutela ancora la salute di tutti? 01 Ottobre 2026Negli ultimi anni la Fondazione Gimbe ha documentato che la crisi del Servizio non è il risultato di un singolo provvedimento o di una sola stagione politica, ma l’esito di un lungo processo di definanziamento, riforme incompiute, insufficiente programmazione del personale e crescente frammentazione organizzativa. Una crisi che non cancella formalmente il diritto alla tutela della salute, ma ne compromette progressivamente l’effettiva esigibilità.Le distanze tra il diritto e la realtàLe prestazioni restano garantite sulla carta, ma diventano sempre più difficili da ottenere nei tempi appropriati e in maniera uniforme sul territorio nazionale. Si amplia così la distanza tra il diritto sancito dalla Carta e quello concretamente esercitabile dai cittadini. Le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti. Le liste d’attesa sono così lunghe da costringere milioni di cittadini a scegliere tra tempi incompatibili con i propri bisogni di salute e il ricorso alle prestazioni delle strutture private, pagando di tasca propria. La spesa sanitaria a carico delle famiglie nel 2025 ha così superato i 42 miliardi di euro, mentre nel 2024 sono state 5,8 milioni le persone che hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria per motivi economici, tempi d’attesa troppo lunghi o difficoltà di accesso. Parallelamente, la carenza di medici e pediatri di famiglia, infermieri e altri professionisti rende sempre più difficile garantire servizi adeguati, in particolare nell’assistenza territoriale.Nord e Sud più lontani che maiAd aggravare la fragilità del sistema contribuiscono le profonde diseguaglianze territoriali. La mobilità sanitaria ha ormai superato i 5,1 miliardi di euro nel 2023, ultimo anno di cui sono disponibili i dati dei trasferimenti di fondi dalle Regioni più svantaggiate a quelle che accolgono i malati. È il segno di un’Italia in cui migliaia di cittadini sono costretti a spostarsi per curarsi, con un trasferimento di risorse economiche dalle Regioni più deboli a quelle più attrattive. Non è soltanto un fenomeno sanitario, ma un problema di equità sociale e di coesione nazionale, che sta consolidando un servizio sanitario nazionale a più velocità: universalistico nei princìpi, ma sempre più diseguale nell’accesso reale. Quando tempi di attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano la possibilità di curarsi, è in gioco la tenuta stessa del patto sociale. E l’arretramento della sanità pubblica amplia inevitabilmente il divario tra chi può pagare e chi è costretto ad attendere.La digitalizzazione aiuta ma non bastaIn questo contesto, trasformazione digitale e intelligenza artificiale rappresentano una grande opportunità, ma non possono essere considerate una soluzione automatica. Telemed icina, Fascicolo Sanitario Elettronico, algoritmi predittivi e nuovi modelli di assistenza possono migliorare la presa in carico solo se accompagnati da investimenti, organizzazione, competenze e interventi efficaci per ridurre le diseguaglianze digitali. In caso contrario, l’innovazione rischia di amplificarle, avvantaggiando chi dispone di maggiori competenze digitali e vive nei territori meglio organizzati. La tecnologia, infatti, non sostituisce il personale che manca, né può compensare servizi territoriali insufficienti e, per generare valore, richiede infrastrutture adeguate e alfabetizzazione digitale di professionisti e cittadini. Sanità e welfare, l’Italia invecchia: prepariamoci di Ivan Notarangelo 05 Ottobre 2026Di fronte a questo scenario non bastano interventi emergenziali o misure frammentarie: serve un vero piano di rilancio del Servizio fondato sullo stanziamento di risorse pubbliche adeguate, che siano stabili e vincolate a obiettivi misurabili. Servono politiche per il reclutamento, le carriere e le retribuzioni del personale sanitario capaci di rendere nuovamente attrattiva la sanità pubblica. Serve poi il reale potenziamento dell’assistenza territoriale e della prevenzione primaria, a cui si deve affiancare l’integrazione tra servizi sanitari e sociali.Una scelta culturaleC’è bisogno di un aggiornamento continuo dei Livelli essenziali di assistenza (l’elenco delle prestazioni che devono essere garantite a tutti e ovunque nel Paese) e la loro uniforme esigibilità. Così come serve una governance Stato-Regioni più forte, trasparente e responsabile. Ma è necessaria soprattutto una scelta culturale: valutare il funzionamento del Servizio sanitario nazionale non solo attraverso indicatori di attività o di spesa, ma misurandone la capacità di garantire accesso, qualità delle cure ed equità. Perché un servizio sanitario può continuare formalmente a funzionare mentre si riduce progressivamente la sua capacità di garantire il diritto alla tutela della salute. Festival di Salute 2026, i protagonisti 16 Settembre 2026Difendere il Ssn significa difendere la coesione sociale, contrastare le diseguaglianze e preservare uno dei principali strumenti con cui la Repubblica rende concreto il principio di uguaglianza tra le persone. Perché la salute non è un privilegio riservato a chi può permetterselo, ma un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti.La Repubblica tutela ancora la salute di tutte le persone? Appuntamento il 16 ottobre alle 14.30 nell’Aula Magna dell’Università di Padova tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100701782406143.PDF §---§ title§§ Gimbe, la sanità pubblica perde 18,8 miliardi: crescono costi, assicurazioni e rinunce alle cure - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702938908348.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 07 Oct 2026
Le cifre disegnano un sistema sotto pressione: aumentano i costi dell''assistenza, le Regioni faticano a coprire la spesa e milioni di italiani rinunciano a vis…
pubDate§§ 2026-10-07T08:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702938908348.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702938908348.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/cronaca/2026/10/07/news/sanita-gimbe-tagli-miliardi-mancati-finanziamenti-425631314/?rss tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702938908348.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliDirette SportiveInsertiSpecialiServizi e partnerDizionariLe cifre disegnano un sistema sotto pressione: aumentano i costi dell'assistenza, le Regioni faticano a coprire la spesa e milioni di italiani rinunciano a visite ed esami, mentre il personale sanitario resta insufficienteGEDI News Network S.p.A.P.Iva 01578251009ISSN 2499-0817iOS | AndroidCopyright © 2001-2026 GEDI News Network S.p.a. Tutti i diritti sono riservati tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702938908348.PDF §---§ title§§ Gimbe, la sanità pubblica perde 18,8 miliardi: crescono costi, assicurazioni e rinunce alle cure - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702937908350.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 07 Oct 2026
Le cifre disegnano un sistema sotto pressione: aumentano i costi dell''assistenza, le Regioni faticano a coprire la spesa e milioni di italiani rinunciano a vis…
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Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 07 Oct 2026
Le cifre disegnano un sistema sotto pressione: aumentano i costi dell''assistenza, le Regioni faticano a coprire la spesa e milioni di italiani non fanno visite…
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Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "rimininotizie.net" del 07 Oct 2026
Tiziano Carradori, dirigente di lungo corso della sanità pubblica e da alcuni anni alla guida di ASL Romagna, è da sempre uno strenuo difensore del SSN
pubDate§§ 2026-10-07T12:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895709036.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895709036.PDF', 'title': 'rimininotizie.net'} tp:url§§ https://www.rimininotizie.net/2026/10/07/tiziano-carradori-dg-asl-romagna-su-liste-dattesa-invece-di-raccogliere-firme-in-romagna-i-politici-facciano-scelte-a-roma/83252/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895709036.PDF tp:ocr§§ Pier Giorgio CarloniTiziano Carradori, dirigente di lungo corso della sanità pubblica e da alcuni anni alla guida di ASL Romagna, è da sempre uno strenuo difensore del SSN (“è l’unica cosa che va salvata, tutto il resto si può mettere in discussione” dice) ed è molto critico della politica, soprattutto di chi parla “senza sapere di cosa parla”. Ce l’ha, in particolare, con chi in Romagna raccoglie firme contro le liste di attesa quando dovrebbe piuttosto lavorare a Roma, al governo, per risolvere il problema.In questa intervista, Carradori denuncia ancora una volta il sottofinanziamento della sanità pubblica, la grave carenza di medici (“la risorsa più importante”) e infermieri e le storture del sistema che la politica non ha mai affrontato. Invoca un grande dibattito pubblico per salvare e rilanciare la sanità in Italia. Anche se non nasconde un certo pessimismo.La sanità pubblica è la grande malata d’Italia. Se ne parla da tempo. Cittadini, enti come la Fondazione GIMBE, associazioni e sindacati, le Regioni e parte della politica lamentano una serie di mancanze gravi, eppure i problemi restano sul tappeto insoluti, anzi si aggravano. Qual è lo stato dell’arte oggi, secondo Tiziano Carradori?“Più che grande malata, direi che la sanità pubblica è una vittima. È una cosa diversa.”Vittima di che cosa?“Da un lato, la sanità pubblica è vittima dei suoi successi perché – comunque sia – dobbiamo considerare con più attenzione i buoni risultati da attribuire al nostro sistema sanitario. Dall’altro lato, il Servizio Sanitario Nazionale è vittima dell’ipocrisia della politica”.Quali sarebbero i successi?“Per esempio, è un fatto che oggi in Italia il 63% delle persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore è ancora in vita dopo 5 anni. Ed è un fatto che l’Italia abbia una delle più basse mortalità per problemi di salute trattabili, cioè quelli che dipendono dai servizi sanitari. Se abbiamo la mortalità tra le più basse dei paesi Ocse è evidente che questo è un elemento di successo. Malgrado tutte le carenze, la sanità pubblica in Italia ottiene risultati migliori rispetto a quella di altri paesi.”A cosa si riferisce quando, invece, parla dell’ipocrisia della politica?“Noi non possiamo richiamare l’articolo 32 della Costituzione – “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” – senza essere conseguenti. Ai più diversi livelli, incluso quello che io rappresento, bisogna poi dare gambe a quanto la Costituzione prevede. Quei successi di cui dicevo prima costano. Abbiamo dei risultati sanitari medi di ottimo livello, siamo tra i paesi Ocse che hanno un costo pro capite del SSN più basso, nonostante la nostra sia una delle popolazioni più vecchie. E abbiamo avuto negli ultimi 20 anni il tasso di crescita del costo della salute pro capite più basso in assoluto…”Ma perché parla di ipocrisia?“Perché malgrado i risultati ci sono dei difetti nel sistema. Difetti percepiti dai cittadini e che la politica conosce bene, ma non affronta. Non abbiamo saputo investire adeguatamente nella sanità pubblica. Manca il personale. Mentre le liste di attesa sono ancora troppo lunghe ed è un problema molto serio dal mio punto di vista. Per due ragioni. Tempi eccessivamente lunghi per le prestazioni possono avere degli effetti negativi sugli esiti delle malattie. Inoltre, piove sul bagnato, le persone meno abbienti, sono le persone che risentono massimamente degli effetti dei lunghi tempi di attesa. Il 50% di quel 10% della popolazione che dichiara di rinunciare alle cure (in Italia si parla ormai di diversi milioni di persone, ndr) lo fa per i lunghi tempi di attesa. Parlo di ipocrisia perché, a seconda di chi governa, si fa un uso strumentale dei problemi della sanità pubblica per attaccare gli avversari. Problemi che tutti hanno contribuito a creare e che nessuno ha saputo affrontare.”Insomma, l’ipocrisia è essenzi almente della politica. Che cosa imputa ai politici?“Quando un problema è lo stesso dalla Sicilia alla Val d’Aosta, quando un problema è lo stesso da un governo all’altro, vuol dire che si tratta di un fatto strutturale, del sistema. Non puoi usare strumentalmente questo tema dal punto di vista politico, né lo puoi affrontare in via del tutto eccezionale: quest’anno ci mettiamo i soldi, l’anno dopo non li mettiamo più. Servono interventi di lungo respiro, perché quando la distanza tra i servizi che sono necessari e la risposta che tu riesci a dare non è dovuta a fenomeni eccezionali, come durante la pandemia di Covid, ma è un fatto strutturale, allora servono misure strutturali. Ed è un problema di risorse, prima di tutto, ma non solo finanziario. Perché tu puoi avere la disponibilità finanziaria e non avere poi il personale.”Secondo i piani del governo, il budget per il Servizio Sanitario Nazionale passa dai 141,5 miliardi di euro del 2025 ai 148,8 miliardi nel 2026, a 151,6 miliardi nel 2027, ai 155,6 miliardi nel 2028 e a 160 miliardi di euro nel 2029. Sembra una crescita effettiva, invece non è così. Perché il valore della spesa va valutato sull’incidenza sul PIL. Nonostante l’aumento in cifra assoluta, l’incidenza della spesa sanitaria sul PIL in Italia resta congelata intorno al 6,3% – 6,4% fino al 2029. La Fondazione GIMBE stima che l’Italia rimane sotto la media OCSE e dei Paesi europei (dove la spesa per la sanità pubblica si attesta intorno al 7,1% del PIL). Lo stesso ministro Orazio Schillaci ha chiesto circa 6,5 miliardi di euro aggiuntivi per la manovra, mentre le Regioni chiedono complessivamente 18 miliardi in più per il triennio 2027-2029 per far fronte a carenze di personale, divari territoriali e innovazione. Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia è al 15° posto su 27 paesi in Europa ed è ultima tra i Paesi del G7. GIMBE parla di un divario accumulato pari a quasi 40 miliardi di euro rispetto ai reali fabbisogni assistenziali. In altri termini, la situazione è drammatica dal punto di vista finanziario. Come la mettiamo?“Sì, questi dati sono incontestabili e solo chi è disonesto può affermare il contrario. Noi abbiamo un SSN sottofinanziato, che nel corso del tempo – come dice GIMBE, ma la stessa Bocconi – vede la carenza di risorse via via crescere. In Germania la spesa pubblica pro capite per la sanità è il doppio della nostra. Se noi spendiamo circa 2.300-2.400 euro per ogni italiano, la Germania spende 5.000 euro per ogni tedesco. E qui dobbiamo tirare in ballo le responsabilità di coloro che governano a vari livelli, perché è un tema di politica di spesa, di destinazione delle risorse. Il 100% delle risorse di una comunità è sempre un 100% in volume assoluto, ma può assumere valori significativamente diversi in base a dove si mettono i soldi, in proporzione alla ricchezza nazionale. Da molti anni la percentuale sulla ricchezza complessiva che noi destiniamo alla sanità è inferiore al fabbisogno. Invece spendiamo di più per il riarmo. Sono scelte politiche legittime, che poi però hanno delle conseguenze. Io sono d’accordo con quello che diceva un primo ministro canadese, Roy Romanow: “La sanità è finanziariamente sostenibile fino a quando si vuole che lo sia”. Cosa vuol dire? Che anziché mettere i soldi da una parte, li puoi mettere nella sanità. Considerando che la salute è uno dei pochi diritti sociali costituzionalmente se non l’unico costituzionalmente tutelato.”Cosa ci vuole dire?“Che la spesa sanitaria è una spesa necessaria. Lo dice la Costituzione. E dovresti tagliare una spesa necessaria solo dopo avere tagliato destinazioni di spesa meno necessarie. Ripeto, sono scelte della politica. Non è un problema esclusivo di quest’ultimo governo, perché la sanità versa in una situazione veramente critica da anni. La sanità pubblica non è una malata, è vittima di ipocrisie diffuse che meriterebbero, per come la penso io, di generare un dibattito pubblico, vero, fondato sulla realtà, non su quello che ci fa comodo in quel momento”. Alcuni hanno provato a sollevare il problema, però poi si finisce per parlare della casa nel bosco, di Garlasco, di Ranucci-Lavitola e di tutte le altre faccende di cronaca, oppure della legge elettorale, mettendo in secondo piano i problemi veri…“Ogni tanto vado a rileggermi gli atti parlamentari di 30 o 40 anni fa e vedo la grande differenza fra la serietà e la competenza con cui si discuteva allora e il modo in cui lo si fa adesso. Ho già detto prima che l’ipocrisia riguarda tutti. Ma, in particolare, mi stupisce che chi governa da 4 anni, adesso sta raccogliendo le firme contro le liste di attesa, cioè per denunciare un fenomeno che dovrebbe, invece, contribuire a risolvere con scelte politiche adeguate a Roma.”A proposito di carenza di finanziamenti alla sanità pubblica, tutto questo come si ripercuote sul personale e sulle prestazioni fornite da una grande ASL come quella della Romagna che lei dirige e che ha un bacino d’utenza di circa un milione di persone?“È proprio di qualche giorno fa la denuncia dell’Anaao, sulla crisi della risorsa più importante della sanità pubblica: i medici.”Dicono che sono andati via 15.000 medici dal servizio pubblico negli ultimi anni. E nel 2025 ci sono stati quasi 3.800 medici che hanno dato le dimissioni volontarie, mentre solo 2.800 e passa sono andati in pensione.“Le dimissioni si possono dare perché uno va a lavorare nel privato o perché uno si trasferisce di luogo, sono due cose molto diverse. Io sono preoccupato soprattutto per chi va all’estero, non solo per quelli che abbandonano il servizio sanitario e vanno nel privato. I medici sono la risorsa più importante. Ma di cosa stiamo discutendo? Sa che c’è una norma dello Stato del 2004, fatta dal Governo Berlusconi, e reiterata da tutti quelli venuti dopo, che dice che praticamente noi non possiamo spendere nel personale più di quello che spendevamo nel 2004 ridotto dell’1,4%. Le Regioni adesso stanno provando a chiedere di superare questo limite. E non è solo una questione di spesa. Io sto cercando personale e non lo trovo sul mercato.”Quindi non è cambiato nulla rispetto a un anno o due anni fa?“Con i cosiddetti decreti Calabria si è ringiovanito di circa 3 anni l’età media del nostro personale, con gli specializzandi. Ma non basta. Non si trovano i professionisti per alcune linee di prestazioni necessarie, il pronto soccorso oppure per quelle prestazioni dove l’appeal dell’attività libero professionale o nel privato è maggiore, per esempio oculistica, dermatologia. E questo perché? Perché nel sistema nessuno ha mai messo ordine. Tu non trovi i professionisti perché ancora non si è concluso l’iter dell’allargamento della platea di offerta formativa o perché ci sono altri impieghi o altre destinazioni che per i professionisti sono più remunerativi. In radiologia, per esempio, con tutte le nuove macchine abbiamo una potenzialità di decine di migliaia di prestazioni in più ma non trovo il personale. Sto cercando 30 tecnici di radiologia da mesi, non ce ne sono. Medici radiologi non ce ne sono. Oculisti non ce ne sono. Dermatologi non ce ne sono. Quindi c’è un tema che riguarda il personale e riguarda sia i medici che gli infermieri. C’è anche un problema di considerazione sociale. Non è pensabile che i miei colleghi medici siano presi a pesci in faccia in determinate situazioni: cioè quando le aspettative del paziente sono elevate e, dall’altra parte, chi cerca di rispondere nel modo migliore possibile in condizioni difficili viene contestato se non aggredito.”Parliamo di numeri. Quanto siete scoperti nell’ASL Romagna?“Io ho la necessità di reclutare radiologi, tecnici di radiologia, personale del pronto soccorso. Non parlo di scopertura perché adesso ho più personale di quello che avevo quando sono arrivato.”Intendevo rispetto alle reali necessità.“Rispetto alle necessità in ASL Romagna mancano 150-200 medici e qualcosa come 300-400 infermieri. Su un personale totale di 10mila dipendenti. Però il fabbisogno n on è uniformemente distribuito: nel pronto soccorso, arriviamo a livelli del 25-30% di carenza. Per il personale serve una regolamentazione diversa. Per esempio, io sono stato sempre contrario alla libera professione intra moenia. Fra l’altro da noi è molto limitata. Il fatto è che non si riesce a spiegare a chi attende una prestazione la diversità di trattamento e di attesa fra la sanità pubblica e la libera professione con lo stesso professionista, nello stesso luogo. Qui c’è un’ulteriore ipocrisia.”Cioè?“Noi abbiamo strumenti per remunerare di più coloro che meritano di essere remunerati di più. Ai nostri medici chiediamo di lavorare di più per aumentare le prestazioni, per un valore di 12-13 milioni di euro. 12 milioni di euro vuol dire qualcosa come 150 unità di personale medico. Assumi, allora, se riesci a trovare il personale. La politica deve togliere gli impedimenti ad assumere. Inoltre, bisognerebbe impedire che chi ha un’attività professionale nel pubblico a un certo punto, all’apice della carriera si licenzia e va nel privato accreditato. Cioè, non puoi usare il sistema pubblico per perseguire dei tuoi legittimi interessi, poi vai nel privato accreditato, sempre pagato dal SSN. Se vai via, almeno vai nel privato non accreditato con il servizio sanitario, perché altrimenti non si capisce. Ecco perché prima dicevo che c’è bisogno di una nuova discussione pubblica, molto franca, perché è un tema di grande rilevanza e molto delicato: nessuno può avere la pretesa di avere la ricetta.”Ho l’impressione che sia impossibile con la politica ridotta a propaganda e con i social che distruggono il discorso pubblico.“Sì, forse è così, però non può venir meno la determinazione almeno a provarci. Purtroppo, non ci si prova neppure. Parlo di una discussione aperta, in cui non c’è niente che deve essere difeso se non il servizio sanitario pubblico. Il resto va sottoposto tutto ad una rigorosa valutazione e, se del caso, vanno modificate le cose.”Per quanto riguarda i tempi di attesa, come stiamo nell’ambito dell’ASL Romagna?“Siamo in leggera diminuzione. Ma i tempi sono ancora critici. Abbiamo accresciuto le prestazioni, ma non è sufficiente rispetto alle necessità.”Qualche esempio?“Fra il 2020 e il 2025 il sistema pubblico ha prodotto il 33% di prestazioni in più della media regionale. Inoltre, a livello regionale nello stesso periodo c’è stato un aumento della produzione del 9% del privato accreditato, noi del 26%. Come dicevo prima, abbiamo speso 12-13 milioni di euro nel chiedere ai nostri medici di produrre più prestazioni. E poi abbiamo aumentato di oltre 13 milioni di euro ciò che abbiamo commissionato al privato accreditato. In definitiva, abbiamo prodotto di più e abbiamo speso di più nell’acquistare prestazioni, tutto questo però non è stato sufficiente. Anche perché nel frattempo la domanda è cresciuta: c’è una popolazione anziana, che consuma di più in termini di spesa per la salute. Fra chi ha più di 75 anni, una persona su due ha più di due malattie croniche, che si porta dietro per tutta l’aspettativa di vita residua. Poi abbiamo anche cose che non funzionano. Il 37% delle prestazioni prenotate va oltre i tempi perché l’utente rifiuta la prima disponibilità: ha preferenza per una struttura o per un professionista o non vuole andare troppo lontano. Un’altra cosa che non va bene è il sistema informativo ancora poco affidabile in tema di prenotazioni.”Cioè?“Per esempio, spesso non si fanno le pre-liste. Ci siamo accorti che non infrequentemente diverse farmacie, dove noi facciamo il Farmacup, spendendo milioni di euro nel consentire alla nostra gente di prenotare giustamente in condizioni di prossimità, non fanno la pre-lista. E allora tu ti trovi persone con prenotazioni a due o tre anni. Se si facessero le pre-liste si potrebbe valutare nel merito delle prestazioni e, nel caso, gli utenti verrebbero richiamati per accelerare l’iter.”In Italia le 4-5 Regioni più avanzate in materia di sanità pubblica sono Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana e Trentino. Ecco, in questo quadro, come siamo messi, siamo in media con gli altri?“Siamo sostanzialmente allineati agli altri, avendo però rispetto agli altri un consumo di prestazioni nella nostra popolazione che è superiore. Abbiamo delle performance sostanzialmente sovrapponibili oppure con differenze non significative, ma a fronte di un consumo più elevato per ragioni storiche, di contesto socioeconomico e per l’anzianità della popolazione.”A proposito di lista d’attesa, quando vede che ci sono partiti, come lei diceva prima, che raccolgono firme qui, ma governano a Roma, non si sente anche un po’ pugnalato alle spalle?“Guardi, dopo 41 anni di servizio ci ho fatto l’abitudine. Io penso che una delle cose più belle della democrazia sia quella di poter criticare. Il problema è che quando uno critica prima deve studiare, prima di dire bisogna sapere, mentre io trovo tanta gente e molti politici che non sanno di che cosa parlano, letteralmente non lo sanno.”Qual è la situazione della medicina territoriale, con le nuove Case e gli Ospedali di comunità, rispetto al cronico problema della mancanza di medici?“La sanità più che la medicina del territorio noi la stiamo potenziando considerevolmente, e l’operazione non è conclusa. Abbiamo ancora alcune strutture da completare: Forlì, Lugo, Ravenna Darsena, Cesenatico. È un potenziamento insufficiente, lo sappiamo, perché poi mancano i medici e gli infermieri. Poi c’è da considerare la quantità di bisogni che noi abbiamo sul territorio, con una popolazione molto anziana, con il 40% di anziani che vivono soli. Noi potenziamo, ma in una condizione di dotazione di posti letto ospedalieri pari a 3,1 posti letto ogni mille abitanti. La Germania ha 8 posti letto per mille abitanti. Se tu una prestazione non la dai sul territorio, congestioni gli ospedali. Sa per esempio quante sono le prestazioni di TAC che noi facciamo al pronto soccorso? Ammontano tra il 40 e il 50% del totale di tutte le TAC prodotte dal pubblico. Non ci siamo. Il sistema non va e bisogna metterci mano. Non è che la Regione Emilia-Romagna sia rimasta ferma nel frattempo, anzi, qui si è fatto e sperimentato per dare risposte. Per esempio, con i CAU, ma abbiamo visto le levate di scudi contro i CAU.”In definitiva, che cosa propone?“Io resto della mia opinione: servirebbe un grande dibattito pubblico su quale ruolo deve avere la sanità pubblica in Italia e su come riformare tutto il sistema. Ma pare siamo in pochi disposti a discutere seriamente di questo.”Invia notiziaSegnala eventoFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniRiminiNotizie - Copyright © 2015 - 2026Testata Associata Anso Supplemento di ravennanotizie.itCorsivo Società Cooperativa Per scrivere alla redazione: redazione@romagnanotizie.net Per contatti pubblicitari: comunicazione@corsivo.info Registrato presso Tribunale di Ravenna N° 1275 Iscrizione ROC 40080 Direttore responsabile: Nevio Ronconi Partita IVA: 02756420390 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702895709036.PDF §---§ title§§ Ssn, Gimbe: divario da 32,3 miliardi entro il 2029. Crescono rinunce alle cure e spesa privata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702913409113.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 07 Oct 2026
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Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sanitainformazione.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sardegnagol.eu" del 07 Oct 2026
L''isola emerge con un dato in controtendenza: nel 2024 ha 2,56 medici e 4,75 infermieri dipendenti del Ssn ogni
pubDate§§ 2026-10-07T11:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888208845.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888208845.PDF', 'title': 'sardegnagol.eu'} tp:url§§ https://www.sardegnagol.eu/gimbe-laccesso-alle-cure-dipende-sempre-piu-da-reddito-e-residenza-in-sardegna-256-medici-e-475-infermieri-ogni-mille-abitanti/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=gimbe-laccesso-alle-cure-dipende-sempre-piu-da-reddito-e-residenza-in-sardegna-256-medici-e-475-infermieri-ogni-mille-abitanti tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888208845.PDF tp:ocr§§ L'isola emerge con un dato in controtendenza: nel 2024 ha 2,56 medici e 4,75 infermieri dipendenti del Ssn ogni--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702888208845.PDF §---§ title§§ Sanità, rapporto Gimbe: tagli invisibili per 19 miliardi e il 10% degli italiani rinuncia alle cure per temp9i di attesa e costi | Sestopotere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702908109160.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sestopotere.com" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "strettoweb.com" del 07 Oct 2026
Il rapporto Gimbe fotografa le criticità della sanità regionale: meno personale e infermieri rispetto alla media italiana, Fondo sanitario pro capite...
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Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 07 Oct 2026
I principali eventi economici societari e istituzionali in corso: risultati di periodo, annunci, conferenze, regolamenti
pubDate§§ 2026-10-07T07:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211307984.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211307984.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/15_2026-10-07_TLB/Eventi-e-scadenze-del-7-ottobre-2026.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211307984.PDF tp:ocr§§ Home Page / Notizie / Eventi e scadenze del 7 ottobre 2026 Eventi e scadenze del 7 ottobre 2026 I principali eventi economici societari e istituzionali in corso: risultati di periodo, annunci, conferenze, regolamenti Calendar, Finanza 07 ottobre 2026 - 08.10 Seguici su Google Discover Fonti Preferite (Teleborsa) - Mercoledì 07/10/2026 Appuntamenti: Mercanteinfiera Autunno 2026 - Fiere di Parma - 45ª edizione dell'appuntamento autunnale dedicato all'antiquariato, al modernariato e al collezionismo. La manifestazione ospita circa 1.000 presenze espositive, 6.000 buyer internazionali e oltre 56.000 visitatori ad ogni edizione. Si trovano capolavori d'arte antica, gioielli rari, beni di lusso vintage e molto altro (da sabato 03/10/2026 a domenica 11/10/2026) CNR - 1ª Conferenza Nazionale Polare - Roma, sede centrale del CNR - Conferenza dal titolo "Poli di conoscenza: dalle terre estreme alle sfide globali", promossa e coordinata dal CNR in collaborazione con ENEA, INGV e OGS, dedicata ad Artico, Antartide e Terzo Polo, con la partecipazione della comunità scientifica italiana per discutere di cambiamento climatico, trasformazioni ambientali, innovazione e geopolitica. Obiettivo dell'iniziativa è elaborare un white paper a supporto delle future strategie nazionali e iniziative internazionali (da lunedì 05/10/2026 a mercoledì 07/10/2026) Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale - Milano, Università Bocconi - Il tema dell'edizione 2026 è "Andare oltre". La manifestazione è dedicata alla sostenibilità e all'innovazione sociale, con incontri e confronti su imprese, comunità, ambiente, finanza, organizzazioni e sport. La 14ª edizione si articola in sei percorsi tematici e coinvolge rappresentanti del mondo economico, istituzionale, accademico e sociale. Tra gli interventi, figura Francesco Billari (da martedì 06/10/2026 a giovedì 08/10/2026) MED9 Leaders' Summit - Spalato, Croazia - Vertice dei capi di Stato o di governo dei nove Paesi mediterranei dell'UE (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia e Croazia), presieduto dal primo ministro croato Andrej Plenkovic, dedicato alle principali questioni europee e al rafforzamento della sicurezza, sostenibilità e resilienza del Mediterraneo e dell'UE. Tra i partecipanti di rilievo, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Consiglio europeo António Costa Healthcare Innovation Summit 2026 - Milano, Hotel Nhow - Evento organizzato da AISIS e The Innovation Group dedicato all'innovazione digitale nella sanità e nelle Lifescience, con focus su sanità digitale dopo il PNRR, intelligenza artificiale, interoperabilità dei dati, telemedicina, cybersecurity e sostenibilità. Tra i temi anche l'appropriatezza delle prestazioni e i nuovi modelli di interazione con il cittadino (da mercoledì 07/10/2026 a venerdì 09/10/2026) Banca d'Italia - Le riserve ufficiali della Banca d'Italia; Gli aggregati di bilancio della Banca d'Italia SAIE Bologna 2026 - La Fiera delle Costruzioni - BolognaFiere - 60ª edizione dell'evento di riferimento in Italia per il settore delle costruzioni, delle infrastrutture e dell’impiantistica. Un appuntamento che riunisce la più ampia community di imprese, istituzioni, professionisti e associazioni del comparto. Il titolo di quest'anno è "Verso una nuova politica dell'Abitare. La competitività del Paese passa dalle costruzioni: strategie, incentivi e investimenti". Ci saranno 567 espositori, 235 convegni e 68 associazioni (da mercoledì 07/10/2026 a sabato 10/10/2026) Greenitaly 2026 - Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio - Fiera di Parma - Manifestazione di riferimento in Italia per le aziende e i professionisti del comparto florovivaistico e del paesaggio. La fiera offre un'esposizione completa di prodotti, tecnologie e servizi innovativi, unitamente a un ricco programma di event i formativi e di networking. Convegno inaugurale "Il paesaggio urbano di domani", con le conclusioni affidate a Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura (da mercoledì 07/10/2026 a venerdì 09/10/2026) FOMC - Pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione di politica monetaria 09:00 - 6° Pambianco-PwC "Wine & Food Summit" - Milano, Palazzo Mezzanotte - Incontro dedicato agli scenari di sviluppo e alle nuove dinamiche internazionali del settore food & beverage. Tra i partecipanti, David Pambianco, CEO di Pambianco, Maria Teresa Ceglia, director PwC – Advisory, Food & Beverage specialist, Angelo Mastrolia, Presidente esecutivo di NewPrinces Group, Lamberto Frescobaldi, Presidente di Marchesi Frescobaldi, Ettore Nicoletto, CEO di Compagnia del Gusto Holding, Nicola Massari, CEO di Iginio Massari Alta Pasticceria e Alberto Lusini, Presidente e CEO di Angelini Wines & Estates 09:30 - 58° Giornata del Credito - CCIAA, Piazza di Pietra - Tema principale dell'evento organizzato da ANSPC è "Energia sostenibile, leva a sostegno della competitività; ruolo del sistema finanziario". Tra gli interventi, Ercole Pellicanò (Presidente ANSPC), Paolo Angelini (DG Banca d’Italia e Presidente Ivass), Giovanni Liverani (Presidente ANIA), Antonio Patuelli (Presidente ABI), Aurelio Regina (Vice Presidente Confindustria per l'Energia), Francesca Mariotti (Presidente ENEA), Gaetano Miccichè (Presidente Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo) e Fabio Pompei (CEO Deloitte Italia) 09:30 - Assemblea Pubblica di Federtrasporto 2026 - Roma, Sede di Confindustria - All'assemblea, dal titolo "L'industria che muove l'Italia", sono previsti interventi istituzionali e di categoria, tra i quali Matteo Salvini (Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Giancarlo Giorgetti (Ministro dell'Economia e delle Finanze), Paolo Colombo (Presidente Federtrasporto), Joerg Eberhart (A.D. ITA Airways), Arrigo Giana (A.D. ASPI) e Gianpiero Strisciuglio (A.D. Ferrovie dello Stato Italiane) 10:00 - Contaminazioni: Gli ITS Academy al centro del confronto sulla crescita del Paese - Roma, EY wavespace - Incontro promosso da EY Foundation e Rete ITS Italy sul ruolo degli ITS Academy e sul rapporto tra formazione e domanda di lavoro, con la presentazione dello studio "Formare i tecnici del futuro". Tra gli interventi, il ministro Giuseppe Valditar, Riccardo Paternò, Presidente EY Foundation, Carlo Chiattelli, People Consulting Leader di EY Italia, Annamaria Bottero, Global Partner Lead, Microsoft Italia e Nunzia Ciardi, Vicedirettrice Generale, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) 10:00 - Investire nel domani: innovazione, abitare e fiducia nel risparmio - Roma, Palazzo San Macuto - Relazione della Commissione di Vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti dedicata alla tutela del risparmio e alla crescita delle imprese e dei territori dal titolo "Investire nel domani: innovazione, abitare e fiducia nel risparmio - Dalla tutela del risparmio alla crescita delle imprese e dei territori". Tra gli interventi, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Presidente della Commissione, Carlo Maccari e il Presidente del Senato, Ignazio La Russa 10:30 - Evento inaugurale 60ª edizione SAIE, La Fiera delle Costruzioni - Sala UniSalute, BolognaFiere - Evento inaugurale della 60ª edizione di SAIE Bologna 2026 – La Fiera delle Costruzioni: Progettazione, Edilizia e Impianti, dal titolo "Verso una nuova politica dell'Abitare. La competitività del Paese passa dalle costruzioni: strategie, incentivi e investimenti". Interverranno, tra gli altri, il Ministro Matteo Salvini, Emanuele Ferraloro, Presidente Federcostruzioni e Stefano Betti, Vicepresidente ANCE 10:30 - 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale - Roma, Montecitorio - Presentazione del 9° Rapporto GIMBE che fotografa il Servizio sanitario nazionale per monitorare ed analizzare la sanità pubblica. Saluto della vicepresidente della Camera, Anna Ascani. Presenta il Rapporto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE 11:00 - Conferenza stampa nazio nale Gruppo Tecnocasa - Milano, Palazzo delle Stelline - Conferenza, dal titolo "Capillarità delle reti e conoscenza dei territori per capire il mercato immobiliare e creditizio in Italia", organizzata dal Gruppo Tecnocasa per presentare le nuove analisi sul mercato immobiliare residenziale e i trend del comparto creditizio. Interviene, tra gli altri, Anna Pasquali (Consigliere Delegato di Tecnocasa Group) 11:00 - "LA RETE CHE NON VEDI”: Data center, energia e territorio per un’Italia digitalmente sovrana - Roma, Museo dell'Ara Pacis - Incontro organizzato da Core Stack (società del gruppo Lazzari) con Green Arrow Capital sul ruolo dei data center distribuiti e alimentati da energia rinnovabile per la competitività e la resilienza digitale dell'Italia. Interverranno, tra gli altri, Raffaele Fitto (Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea), Alessio Butti (Sottosegretario di Stato per l'Innovazione Digitale),Anna Lazzari (Presidente Core Stack & CEO Gruppo Lazzari), Eugenio de Blasio (Founder & Executive Chairman Green Arrow Capital) e Mario Nobile (DG Agenzia per l'Italia Digitale) 14:30 - Camera dei Deputati - Copasir, audizione Tronchetti Provera - Palazzo San Macuto - Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica svolge l'audizione del presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera 17:00 - Satispay "Il welfare che vince nel tempo" - Roma, Casina Valadier - Incontro organizzato da Satispay sul tema del welfare, con gli interventi di Alberto Dalmasso, CEO di Satispay, e dell'economista Carlo Cottarelli 18:00 - Attività istituzionali - Presidente della Repubblica - Roma, Scuderie del Quirinale - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà presente all'inaugurazione della Mostra "Pontormo. La Maniera Italiana" Borsa: Cina - Borse di Shanghai e Shenzhen chiuse per festività (da lunedì 05/10/2026 a mercoledì 07/10/2026) Aziende: Dotstay - CDA: Informazioni finanziarie periodiche aggiuntive Levi Strauss - Risultati di periodo OPS Retail - Assemblea: Nomina e definizione del compenso del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale per il triennio 2026-2028, inclusa la nomina dei rispettivi Presidenti e la determinazione della durata del mandato del CdA - seconda convocazione(Foto: a_korn - stock.adobe.com (ex Fotolia)) Condividi``` Leggi anche Dotstay, collocate nuove azioni rivenienti da AuCap per 269 mila euro MEF, il 9 ottobre in asta BOT 12 mesi per 8 miliardi di euro FILA, l'assemblea delibera dividendo straordinario di 0,46 euro e integra Collegio Sindacale Piazza Affari, i dividendi del 5 ottobre 2026 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703211307984.PDF §---§ title§§ Sanità in Italia, tagli per 18,8 miliardi al SSN: il rapporto Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949108558.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "tg24.sky.it" del 07 Oct 2026
Leggi su Sky TG24 l''articolo Gimbe: 18,8 miliardi di tagli invisibili alla Sanità tra 2023 e 2026
pubDate§§ 2026-10-07T09:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949108558.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949108558.PDF', 'title': 'tg24.sky.it'} tp:url§§ https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2026/10/07/sanita-italia-visite-esami-ssn-rapporto-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949108558.PDF tp:ocr§§ "Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie è in gioco la tenuta del patto sociale -ha affermato il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta -. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute"I dati sono stati diffusi dalla Fondazione Gimbe nel nono Rapporto sul Servizio sanitario nazionale presentato oggi alla Camera. "Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause", ha affermato il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta. "Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute". Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi, passando da 125,4 del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il Fsn rappresentava il 6,27% del Pil: negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l'eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto Fsn/Pil fosse rimasto costante al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. "Il finanziamento nominale è certamente aumentato – ha spiegato Cartabellotta - ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Ssn. È il fenomeno dei 'tagli invisibili': non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il Ssn avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil". C'è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il Fsn nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell'inflazione generale Istat, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. "Nel frattempo – ha continuato il presidente - sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il Ssn sia adeguatamente finanziato". Nel 2024 18 Regioni e Province autonome su 21 risultano adempienti ai Lea, contro le 13 del 2023. Tuttavia, 6 delle 18 Regioni 'promosse' presentano almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69 e, nello stesso anno, aumenta la quota di popolazione che rinuncia a visite o esami. Le diseguaglianze territoriali sono confermate anche dalla mobilità sanitaria interregionale, che nel 2023 ha raggiunto 5,15 miliardi, il valore più elevato dal 2010. "Finalmente – ha proseguito Cartabellotta - dal 30 ottobre 2026 saranno in vigore i Lea aggiornati, dopo un'attesa di quasi 10 anni.Tuttavia, inserire una nuova prestazione nei Lea non equivale a renderla accessibile a tutti: bisogna garantire che le Regioni siano effettivamente in grado di erogarla in modo tempestivo e uniforme".Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse. La spesa pubblica pro-capite è pari a 3.952 euro a parità di potere d'acquisto: 909 euro in meno della media Ocse e 1.013 in meno della media europea. È quanto emerge dal 9 Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale presentato alla Camera dei deputati. "Un divario – ha sottolineato Cartabellotta - che rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da governi di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l'Italia dal resto d'Europa". Tra i Paesi del G7, l'Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media O cse del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure. Il Dpfp 2026, approvato il 2 ottobre - spiega il Rapporto - prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del Pil nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029: "Le stime confermano che non c'è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del Fsn: 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di 32,3 miliardi". ©AnsaLa sessione di bilancio che si è aperta in Parlamento si appresta ad esaminare una finanziaria che si preannuncia la più 'leggera' degli ultimi dieci anni in termini di impatto della spesa sul Pil. Ma quali sono le principali misure e quali i tagli? Di questo si è parlato nella puntata del 31 ottobre 2025 di 'Numeri', approfondimento di Sky TG24Vai alla FotogalleryLa presunta morte per peste di Daria Shipilova, ricercatrice che lavorava in un istituto di...Jannik Sinner chiude in anticipo il 2026. Il numero uno al mondo ha annunciato sui social che...Lo hanno segnalato gli esperti del World Cancer Research Fund, analizzando una serie di dati...Resta sotto osservazione il caso della ricercatrice morta a Irkutsk, in Siberia, per una...Dopo che nella regione russa di Irkutsk è scattato l’allarme per un sospetto caso di peste...Per il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2026 Sky Italia - Sky Italia Srl Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi tp:writer§§ Sky TG24 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702949108558.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "Tra 2023 e 2026 tagli invisibili per 18,8 mld" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960208701.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "tgcom24.mediaset.it" del 07 Oct 2026
Il fondo sanitario, dal 2023 al 2026, ha perso quasi 19 miliardi di euro. Lo rende noto la fondazione Gimbe.
pubDate§§ 2026-10-07T10:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960208701.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960208701.PDF', 'title': 'tgcom24.mediaset.it'} tp:url§§ https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sanita-fondazione-gimbe-tagli-invisibili_117386282-202602k.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960208701.PDF tp:ocr§§ Il fondo sanitario, dal 2023 al 2026, ha perso quasi 19 miliardi di euro. Lo rende noto la fondazione Gimbe.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702960208701.PDF §---§ title§§ BENU Farmacia azzera l’IVA sul parafarmaco dal 7 ottobre al 3 novembre link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702919108290.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "today.it" del 07 Oct 2026
L’iniziativa è attiva in tutte le oltre 370 BENU Farmacia in Italia (di proprietà e in franchising)
pubDate§§ 2026-10-07T08:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702919108290.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702919108290.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/salute/benu-farmacia-azzera-l-iva-sul-parafarmaco-dal-7-ottobre-al-3-novembre.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702919108290.PDF tp:ocr§§ Tom Cruise è irriconoscibile in "Digger", commedia nera sulla fine del mondoL’iniziativa è attiva in tutte le oltre 370 BENU Farmacia in Italia (di proprietà e in franchising)A partire dal 7 ottobre fino al 3 novembre, BENU Farmacia azzera l’IVA sul parafarmaco, all’acquisto di almeno due prodotti della stessa categoria IVA con l’iniziativa: "Quando il benessere raddoppia, l'IVA si azzera’’. L’iniziativa è in linea con la visione di sostegno alle famiglie, propria dell’insegna retail di riferimento per il Gruppo PHOENIX Pharma Italia e fa seguito alla cancellazione della cosiddetta Tampon Tax, rinnovata per sei anni di seguito e ancora operativa nelle Farmacie BENU.La situazione generale vede: l’inflazione salita al 3.3% ad agosto 2026, in relazione al caro energia e ai sensibili rincari su bollette e trasporti; quasi un italiano su dieci rinunciare a curarsi; l’IVA pesare per migliaia di euro/anno sulla famiglia media italiana, con stime che variano dal 10% al 15% della spesa totale. (dati ISTAT e Fondazione GIMBE). BENU Farmacia decide ancora una volta di essere al fianco della popolazione, nelle sue necessità di salute.Basterà infatti recarsi in una delle oltre 370 farmacie BENU, dirette e in franchising BENUFARMACIA_STORELOCATOR, aderenti all’iniziativa e acquistare almeno due prodotti di parafarmaco appartenenti alla stessa categoria IVA per ottenere uno sconto pari all’importo dell’IVA applicata. La promozione è valida esclusivamente sui prodotti selezionati e opportunamente segnalati all’interno del punto vendita. Nelle farmacie BENU in franchising, la promozione è riservata ai titolari di Carta EXTRA, mentre nelle farmacie BENU di proprietà è accessibile a tutti i clienti."L'attuale situazione economica è complessa e delicata ed impatta sul potere di acquisto di famiglie e cittadini, rincari continui e potere di acquisto in rapida diminuzione. In un contesto come questo, che non pare allo stato attuale accennare a un contenimento delle più varie criticità, abbiamo scelto di onorare la nostra missione di presidio dei territori e di affiancamento alle esigenze di prevenzione, salute e benessere, come abbiamo già fatto e stiamo facendo per la cosiddetta Tampon Tax. Siamo consapevoli che si tratti solo di un piccolo contributo, ma pensiamo che sia comunque importante sostenere i nostri pazienti/clienti nelle sfide quotidiane e che anche questo possa ‘fare la differenza’, per chi voglia prendersi cura di sé e dei propri cari.” Sono le parole di Lorenzo Clerici, Group Customers & Channels Director PHOENIX Pharma Italia.Lo sconto corrisponde al 18,04% per i prodotti soggetti a IVA al 22% e al 9,09% per i prodotti soggetti a IVA al 10%, calcolato sul prezzo di vendita in vigore. L’iniziativa è valida solo per l’acquisto di prodotti appartenenti alla stessa categoria IVA e non è cumulabile con altre promozioni in corso.Scegli Today come fonte preferita su Google NewsLeggi tutte le inchieste e gli approfondimentiVuoi navigare senza pubblicità ? Scopri come fare© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702919108290.PDF §---§ title§§ Sanità Umbria, nel 2024 oltre 104mila umbri hanno rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie: i "tagli invisibili" al Fondo Sanitario Nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100703026709318.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "varesenews.it" del 07 Oct 2026
Estratto da pag. 1 di "varesenews.it" del 07 Oct 2026
Presentato il nono Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale. Il finanziamento nominale sale a 142,9 miliardi, ma l’inflazione ha sostanzialmente cancellato gli aumenti degli ultimi sedici anni. Mancano oltre 5.700 medici di famiglia e quasi 500 pediatri
pubDate§§ 2026-10-07T12:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915409149.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915409149.PDF', 'title': 'varesenews.it'} tp:url§§ https://www.varesenews.it/2026/10/il-rapporto-della-fondazione-gimbe-il-servizio-sanitario-si-sta-indebolendo-linflazione-azzera-gli-aumenti/2700793/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915409149.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale non è al collasso, ma continua a perdere terreno e la sua capacità di garantire a tutti cure accessibili ed eque si sta progressivamente indebolendo.È la fotografia che emerge dal nono Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato oggi, 7 ottobre, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Il documento analizza prevalentemente i dati del 2025 ed è aggiornato, per finanziamento e quadro normativo, sino al 30 settembre 2026 e al Documento programmatico di finanza pubblica pubblicato il 2 ottobre.La crisi ha conseguenze molto concrete: liste d’attesa, difficoltà di accesso alle prestazioni, carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, mobilità sanitaria, crescita della spesa privata e rinuncia alle cure.Secondo GIMBE, gli esiti di salute italiani rimangono complessivamente favorevoli, ma dietro le medie nazionali si allargano differenze regionali, locali e socioeconomiche: l’accesso alle cure dipende sempre più dal luogo in cui si vive e dalla possibilità di pagare di tasca propria.Uno dei dati più significativi del Rapporto riguarda il Fabbisogno sanitario nazionale (FSN), cioè le risorse che lo Stato destina ogni anno a Regioni e Province autonome per garantire i Livelli essenziali di assistenza.In termini nominali la crescita è evidente: tra il 2010 e il 2026 il FSN è aumentato di 37,5 miliardi di euro, in media 2,3 miliardi all’anno. Ma la lettura cambia radicalmente quando si tiene conto dell’inflazione.GIMBE divide questi sedici anni in tre periodi. Tra il 2010 e il 2019, la stagione dei tagli e del definanziamento, alla sanità pubblica sono stati sottratti oltre 37 miliardi rispetto alle risorse programmate: il FSN è cresciuto di appena 8,4 miliardi in dieci anni, con un incremento medio dell’1% annuo, inferiore all’inflazione media dell’1,2%. Tra 2020 e 2022, durante la pandemia, il Fondo è aumentato di 11,6 miliardi, risorse però assorbite dall’emergenza Covid e dai maggiori costi senza determinare, secondo GIMBE, un rafforzamento strutturale del sistema. Dal 2023 al 2026 l’incremento è stato invece di 17,5 miliardi: da 125,4 a 142,9 miliardi.È qui che emerge quella che può essere definita la diminuzione “celata” del sostegno alla sanità pubblica. I 142,9 miliardi del 2026 sembrano molti più dei circa 105 miliardi del 2010, ma una volta depurato il dato dall’inflazione il FSN 2026 vale 105,2 miliardi a prezzi 2010, sostanzialmente lo stesso livello di sedici anni prima.Anche il rapporto con la ricchezza nazionale conferma il fenomeno. Il FSN rappresentava il 6,52% del PIL nel 2010, mentre nel 2026 è al 6,14%. Dopo il picco eccezionale del 7,20% registrato nel 2020, il rapporto è sceso al 6,62% nel 2021 e al 6,27% nel 2022, per attestarsi intorno al 6% negli anni successivi.Particolarmente significativo è il confronto con il 2022: tra quell’anno e il 2026 il finanziamento nominale cresce di 17,5 miliardi, +14%, ma la quota di PIL destinata al FSN rimane sempre sotto il 6,27% del 2022. Secondo i calcoli di GIMBE, mantenendo quella percentuale costante, nel quadriennio la sanità avrebbe avuto 18,8 miliardi in più.Il Rapporto passa in rassegna anche le politiche sanitarie della XIX Legislatura. GIMBE riconosce che l’attuale Esecutivo ha incrementato il FSN nominale di 17,5 miliardi tra 2023 e 2026, una crescita che il Rapporto definisce senza precedenti nell’arco di quattro anni, ma evidenzia come una parte consistente degli incrementi sia stata assorbita dall’inflazione, dai maggiori costi e dai rinnovi contrattuali.Tra gli interventi vengono ricordati il decreto sulle liste d’attesa, la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, il nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028, il blocco dei nuovi contratti con i cosiddetti “gettonisti”, gli interventi sul personale e i provvedimenti in corso sulla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e sulla legislazione farmaceutica.Sul fronte delle attese, GIMBE riconosce progressi nella trasparenza: il portale AGENAS permette ora di consultare dati regionali più aggiornati e nel primo semestre 2026 è stato registrato un miglioramento nel rispetto dei tempi di garanzia. Rimangono tuttavia indisponibili informazioni sufficientemente dettagliate a livello di singola azienda sanitaria e sulla domanda rimasta inevasa.Il nuovo Piano liste d’attesa introduce inoltre CUP unici regionali o infraregionali, governo dell’appropriatezza prescrittiva, sistemi di richiamo e disdetta, agende dedicate ai percorsi diagnostico-terapeutici, telemedicina e percorsi di tutela.Le prospettive finanziarie rappresentano uno dei punti più delicati del Rapporto. Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede una spesa sanitaria pubblica di 148,8 miliardi nel 2026, 151,7 nel 2027, 155,6 nel 2028 e 160 miliardi nel 2029. L’incidenza sul PIL, dopo il 6,4% previsto nel 2026, dovrebbe però stabilizzarsi al 6,3% tra 2027 e 2029.Ma GIMBE mette in evidenza soprattutto la crescente distanza tra spesa sanitaria prevista e risorse del FSN. Il gap era di circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, a 5 miliardi nel 2025 e raggiunge 5,9 miliardi nel 2026. In prospettiva diventerebbe 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 nel 2028 e 14 miliardi nel 2029: complessivamente 32,3 miliardi nel triennio. La conseguenza sarebbe una pressione sempre maggiore sui bilanci regionali.Nel 2025 la spesa sanitaria complessiva italiana è stata di 190,117 miliardi di euro. La componente pubblica ammonta a 140,789 miliardi, il 74,1%, mentre quella privata raggiunge 49,328 miliardi, oltre un quarto del totale.Di questi ultimi, 42,357 miliardi sono usciti direttamente dalle tasche delle famiglie, mentre 6,971 miliardi rappresentano spesa intermediata: 5,290 miliardi attraverso assicurazioni sanitarie volontarie, 694 milioni attraverso istituzioni senza scopo di lucro e 987 milioni attraverso le imprese.Rispetto al 2024 la spesa complessiva è aumentata di 3,889 miliardi (+2,1%): quella pubblica di 3,681 miliardi (+2,7%), mentre la spesa privata è cresciuta di 208 milioni. L’out-of-pocket è diminuito dell’1%, mentre la spesa intermediata è aumentata del 10,1%.Per il 2025 il riparto comprende 130,741 miliardi di fabbisogno indistinto, pari al 96,4% e destinato a garantire i LEA, 4,493 miliardi di finanziamenti vincolati e 341 milioni di quota premiale. A questi si aggiungono 964 milioni per i farmaci innovativi, esclusi però dal riparto ordinario.Il meccanismo assegna il 98,5% delle risorse sulla base della popolazione, in parte ponderata per età, lo 0,75% sulla mortalità prematura e lo 0,75% su indicatori di povertà, bassa scolarizzazione e disoccupazione. La ripartizione teorica per livelli di assistenza assegna il 5% alla prevenzione, il 51% all’assistenza distrettuale e il 44% all’ospedaliera.La media nazionale è di 2.218 euro per abitante. La Lombardia riceve 2.193 euro pro capite, dunque meno della media nazionale, così come Campania, Lazio e Sicilia. Le quote più elevate vanno invece a Molise, Valle d’Aosta, Liguria e Sardegna, anche per effetto della maggiore anzianità della popolazione.Sul personale il quadro è ambivalente. Nel 2024 il SSN contava 713.976 dipendenti, il valore più elevato del periodo analizzato dopo la ripresa iniziata nel 2019. Tra questi ci sono 279.990 infermieri e 108.243 medici: rispettivamente 4,75 e 1,84 ogni mille abitanti.GIMBE sottolinea però che il problema non è soltanto il numero complessivo dei professionisti disponibili in Italia, ma la difficoltà crescente del servizio pubblico ad attrarli e trattenerli. Il Rapporto rileva infatti 339.256 medici censiti dall’OCSE, molti più di quelli riconducibili al SSN e ai percorsi di formazione.Anche la quota di spesa sanitaria destinata al personale si è ridotta: tra il 2012 e il 2025 è passata dal 39,7% al 36,9%, pur aumentando in valore assoluto da 43,1 a 52,2 miliardi. GIMBE calcola che, se fosse stata mantenuta la quota del 2012, la maggiore spesa cumulativa per il personale sarebbe stata di 36,8 miliardi.Ancora più evidente è la crisi della medicina generale. Al primo gennaio 2025 erano attivi 36.812 medici di medicina generale, con oltre 50,9 milioni di assistiti: una media di 1.383 pazienti per medico.Tra il 2019 e il 2024 sono scomparsi dal sistema 5.197 MMG, pari al 12,4%. Prendendo come riferimento un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, GIMBE stima una carenza di 5.716 medici di famiglia in 18 Regioni e Province autonome.E il ricambio generazionale rischia di non essere sufficiente: 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età tra 2025 e 2028. Anche nello scenario più favorevole, nel 2028 rimarrebbe un deficit di almeno 2.700 medici.La situazione non è molto diversa per i pediatri di libera scelta. Al primo gennaio 2025 erano 6.284, con quasi 5,8 milioni di bambini e ragazzi assistiti. Dal 2019 al 2024 il loro numero è diminuito di 1.089 unità, -14,8%, una contrazione superiore a quella della popolazione pediatrica.La carenza stimata è di 497 pediatri e presenta una forte concentrazione geografica: il 78,7% del deficit riguarda Lombardia, Piemonte e Veneto. GIMBE avverte inoltre che le medie regionali possono nascondere situazioni locali decisamente più problematiche.Un capitolo centrale riguarda la Missione 6 Salute del PNRR. Dopo le rimodulazioni, gli obiettivi europei sono stati ridotti da 1.350 a 1.038 Case della Comunità, da 600 a 480 Centrali operative territoriali e da 400 a 307 Ospedali di Comunità. Parallelamente sono stati innalzati alcuni obiettivi: gli assistiti in telemedicina sono passati da un target di 200mila a 300mila.Il Governo ha comunicato 1.270 Case della Comunità e 327 Ospedali di Comunità rendicontati, oltre a 566.321 persone assistite attraverso la telemedicina.GIMBE segnala però un problema di trasparenza: per Case e Ospedali di Comunità non sono disponibili pubblicamente tutte le informazioni necessarie a verificare in modo indipendente che le strutture dispongano effettivamente dei servizi e degli standard professionali previsti dal DM 77. L’assenza di questi dati, precisa la Fondazione, non dimostra che gli obiettivi non siano stati raggiunti, ma impedisce una verifica indipendente completa.Ed è proprio qui che si sposta la sfida: non basta costruire o aprire gli edifici finanziati dal PNRR. Occorre renderli operativi, dotarli di personale e garantirne la sostenibilità economica una volta esaurite le risorse straordinarie europee, completando realmente la riforma dell’assistenza territoriale.La visione della Fondazione è condensata nel Piano di Rilancio del SSN, aggiornato quest’anno a 16 linee di intervento. Il punto di partenza è che finanziamento e riforme non possono essere considerati alternativi: senza risorse non è possibile assumere e trattenere personale, garantire i LEA, introdurre innovazioni e riorganizzare l’assistenza; senza riforme, invece, nuove risorse rischiano di disperdersi senza produrre migliori servizi.GIMBE chiede quindi un finanziamento pubblico adeguato e progressivo, riforme strutturali, riorganizzazione dell’assistenza, valorizzazione del personale, innovazione digitale, maggiore trasparenza dei dati, recupero di sprechi e inefficienze e investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico. Nel 2026 proprio quest’ultimo tema è stato aggiunto come sedicesima linea del Piano.La prospettiva indicata dal presidente della Fondazione Nino Cartabellotta è quella di un nuovo patto politico, istituzionale, sociale e professionale. La richiesta alla politica è anzitutto decidere quale modello sanitario lasciare alle prossime generazioni, stabilire quante risorse pubbliche destinare alla salute e accompagnarle con riforme anche profonde, superando un’organizzazione costruita in larga parte su regole vecchie di oltre trent’anni, mentre popolazione, bisogni di salute e tecnologie sono radicalmente cambiati.Il messaggio del nono Rapporto GIMBE è dunque soprattutto prospettico. Il SSN continua a garantire risultati di salute importanti, ma il suo carattere universalistico viene progressivamente eroso. Il paradosso è racchiuso in due numeri: 142,9 miliardi di finanziamento nel 2026, 37,5 in più rispetto al 2010; ma, una volta corretti per l’inflazione, valgono 105,2 miliardi a prezzi 2010, praticamente quanto sedici anni fa.Nel frattempo l’Italia è diventata più anziana, sono aumentate cronicità e bisogni assistenziali e la medicina dispone di tecnologie e terapie più costose. È su questa distanza tra risorse reali e bisogni crescenti che, secondo GIMBE, si gioca la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale.Tutti gli eventidi ottobre a MateriaVia Confalonieri, 5 - CastronnoNoi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.Accedi o registrati per commentare questo articolo.L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.RegistratiRedazioneInvia contributoFeed RSSFacebookTwitterContattiSocietàPubblicitàCopyright © 2000 - 2026 VareseNews.it. Tutti i diritti riservati VareseNews è un marchio di Varese web srl P.IVA 02588310124, Via Confalonieri 5 - 21040 Castronno (VA) Tel. +39.0332.873094 / 873168 Testata registrata presso il Tribunale di Varese n.679 - Direttore responsabile: Marco Giovannelli Impostazioni Cookie - Informativa Cookie - Informativa PrivacyOppure usa i dati del tuo account:Non sei registrato? Clicca quiHai dimenticato la password? Clicca qui tp:writer§§ Alessandra Toni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915409149.PDF §---§ title§§ Il rapporto della Fondazione Gimbe: "Il Servizio sanitario si sta indebolendo. L'inflazione azzera gli aumenti" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915809153.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "varesenews.it" del 07 Oct 2026
Presentato il nono Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale. Il finanziamento nominale sale a 142,9 miliardi, ma l’inflazione ha sostanzialmente cancellato gli aumenti degli ultimi sedici anni. Mancano oltre 5.700 medici di famiglia e quasi 500 pediatri
pubDate§§ 2026-10-07T12:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915809153.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915809153.PDF', 'title': 'varesenews.it'} tp:url§§ https://www.varesenews.it/2026/10/il-rapporto-della-fondazione-gimbe-il-servizio-sanitario-si-sta-indebolendo-linflazione-azzera-gli-aumenti/2700793/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915809153.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale non è al collasso, ma continua a perdere terreno e la sua capacità di garantire a tutti cure accessibili ed eque si sta progressivamente indebolendo.È la fotografia che emerge dal nono Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato oggi, 7 ottobre, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Il documento analizza prevalentemente i dati del 2025 ed è aggiornato, per finanziamento e quadro normativo, sino al 30 settembre 2026 e al Documento programmatico di finanza pubblica pubblicato il 2 ottobre.La crisi ha conseguenze molto concrete: liste d’attesa, difficoltà di accesso alle prestazioni, carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, mobilità sanitaria, crescita della spesa privata e rinuncia alle cure.Secondo GIMBE, gli esiti di salute italiani rimangono complessivamente favorevoli, ma dietro le medie nazionali si allargano differenze regionali, locali e socioeconomiche: l’accesso alle cure dipende sempre più dal luogo in cui si vive e dalla possibilità di pagare di tasca propria.Uno dei dati più significativi del Rapporto riguarda il Fabbisogno sanitario nazionale (FSN), cioè le risorse che lo Stato destina ogni anno a Regioni e Province autonome per garantire i Livelli essenziali di assistenza.In termini nominali la crescita è evidente: tra il 2010 e il 2026 il FSN è aumentato di 37,5 miliardi di euro, in media 2,3 miliardi all’anno. Ma la lettura cambia radicalmente quando si tiene conto dell’inflazione.GIMBE divide questi sedici anni in tre periodi. Tra il 2010 e il 2019, la stagione dei tagli e del definanziamento, alla sanità pubblica sono stati sottratti oltre 37 miliardi rispetto alle risorse programmate: il FSN è cresciuto di appena 8,4 miliardi in dieci anni, con un incremento medio dell’1% annuo, inferiore all’inflazione media dell’1,2%. Tra 2020 e 2022, durante la pandemia, il Fondo è aumentato di 11,6 miliardi, risorse però assorbite dall’emergenza Covid e dai maggiori costi senza determinare, secondo GIMBE, un rafforzamento strutturale del sistema. Dal 2023 al 2026 l’incremento è stato invece di 17,5 miliardi: da 125,4 a 142,9 miliardi.È qui che emerge quella che può essere definita la diminuzione “celata” del sostegno alla sanità pubblica. I 142,9 miliardi del 2026 sembrano molti più dei circa 105 miliardi del 2010, ma una volta depurato il dato dall’inflazione il FSN 2026 vale 105,2 miliardi a prezzi 2010, sostanzialmente lo stesso livello di sedici anni prima.Anche il rapporto con la ricchezza nazionale conferma il fenomeno. Il FSN rappresentava il 6,52% del PIL nel 2010, mentre nel 2026 è al 6,14%. Dopo il picco eccezionale del 7,20% registrato nel 2020, il rapporto è sceso al 6,62% nel 2021 e al 6,27% nel 2022, per attestarsi intorno al 6% negli anni successivi.Particolarmente significativo è il confronto con il 2022: tra quell’anno e il 2026 il finanziamento nominale cresce di 17,5 miliardi, +14%, ma la quota di PIL destinata al FSN rimane sempre sotto il 6,27% del 2022. Secondo i calcoli di GIMBE, mantenendo quella percentuale costante, nel quadriennio la sanità avrebbe avuto 18,8 miliardi in più.Il Rapporto passa in rassegna anche le politiche sanitarie della XIX Legislatura. GIMBE riconosce che l’attuale Esecutivo ha incrementato il FSN nominale di 17,5 miliardi tra 2023 e 2026, una crescita che il Rapporto definisce senza precedenti nell’arco di quattro anni, ma evidenzia come una parte consistente degli incrementi sia stata assorbita dall’inflazione, dai maggiori costi e dai rinnovi contrattuali.Tra gli interventi vengono ricordati il decreto sulle liste d’attesa, la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, il nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028, il blocco dei nuovi contratti con i cosiddetti “gettonisti”, gli interventi sul personale e i provvedimenti in corso sulla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e sulla legislazione farmaceutica.Sul fronte delle attese, GIMBE riconosce progressi nella trasparenza: il portale AGENAS permette ora di consultare dati regionali più aggiornati e nel primo semestre 2026 è stato registrato un miglioramento nel rispetto dei tempi di garanzia. Rimangono tuttavia indisponibili informazioni sufficientemente dettagliate a livello di singola azienda sanitaria e sulla domanda rimasta inevasa.Il nuovo Piano liste d’attesa introduce inoltre CUP unici regionali o infraregionali, governo dell’appropriatezza prescrittiva, sistemi di richiamo e disdetta, agende dedicate ai percorsi diagnostico-terapeutici, telemedicina e percorsi di tutela.Le prospettive finanziarie rappresentano uno dei punti più delicati del Rapporto. Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede una spesa sanitaria pubblica di 148,8 miliardi nel 2026, 151,7 nel 2027, 155,6 nel 2028 e 160 miliardi nel 2029. L’incidenza sul PIL, dopo il 6,4% previsto nel 2026, dovrebbe però stabilizzarsi al 6,3% tra 2027 e 2029.Ma GIMBE mette in evidenza soprattutto la crescente distanza tra spesa sanitaria prevista e risorse del FSN. Il gap era di circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, a 5 miliardi nel 2025 e raggiunge 5,9 miliardi nel 2026. In prospettiva diventerebbe 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 nel 2028 e 14 miliardi nel 2029: complessivamente 32,3 miliardi nel triennio. La conseguenza sarebbe una pressione sempre maggiore sui bilanci regionali.Nel 2025 la spesa sanitaria complessiva italiana è stata di 190,117 miliardi di euro. La componente pubblica ammonta a 140,789 miliardi, il 74,1%, mentre quella privata raggiunge 49,328 miliardi, oltre un quarto del totale.Di questi ultimi, 42,357 miliardi sono usciti direttamente dalle tasche delle famiglie, mentre 6,971 miliardi rappresentano spesa intermediata: 5,290 miliardi attraverso assicurazioni sanitarie volontarie, 694 milioni attraverso istituzioni senza scopo di lucro e 987 milioni attraverso le imprese.Rispetto al 2024 la spesa complessiva è aumentata di 3,889 miliardi (+2,1%): quella pubblica di 3,681 miliardi (+2,7%), mentre la spesa privata è cresciuta di 208 milioni. L’out-of-pocket è diminuito dell’1%, mentre la spesa intermediata è aumentata del 10,1%.Per il 2025 il riparto comprende 130,741 miliardi di fabbisogno indistinto, pari al 96,4% e destinato a garantire i LEA, 4,493 miliardi di finanziamenti vincolati e 341 milioni di quota premiale. A questi si aggiungono 964 milioni per i farmaci innovativi, esclusi però dal riparto ordinario.Il meccanismo assegna il 98,5% delle risorse sulla base della popolazione, in parte ponderata per età, lo 0,75% sulla mortalità prematura e lo 0,75% su indicatori di povertà, bassa scolarizzazione e disoccupazione. La ripartizione teorica per livelli di assistenza assegna il 5% alla prevenzione, il 51% all’assistenza distrettuale e il 44% all’ospedaliera.La media nazionale è di 2.218 euro per abitante. La Lombardia riceve 2.193 euro pro capite, dunque meno della media nazionale, così come Campania, Lazio e Sicilia. Le quote più elevate vanno invece a Molise, Valle d’Aosta, Liguria e Sardegna, anche per effetto della maggiore anzianità della popolazione.Sul personale il quadro è ambivalente. Nel 2024 il SSN contava 713.976 dipendenti, il valore più elevato del periodo analizzato dopo la ripresa iniziata nel 2019. Tra questi ci sono 279.990 infermieri e 108.243 medici: rispettivamente 4,75 e 1,84 ogni mille abitanti.GIMBE sottolinea però che il problema non è soltanto il numero complessivo dei professionisti disponibili in Italia, ma la difficoltà crescente del servizio pubblico ad attrarli e trattenerli. Il Rapporto rileva infatti 339.256 medici censiti dall’OCSE, molti più di quelli riconducibili al SSN e ai percorsi di formazione.Anche la quota di spesa sanitaria destinata al personale si è ridotta: tra il 2012 e il 2025 è passata dal 39,7% al 36,9%, pur aumentando in valore assoluto da 43,1 a 52,2 miliardi. GIMBE calcola che, se fosse stata mantenuta la quota del 2012, la maggiore spesa cumulativa per il personale sarebbe stata di 36,8 miliardi.Ancora più evidente è la crisi della medicina generale. Al primo gennaio 2025 erano attivi 36.812 medici di medicina generale, con oltre 50,9 milioni di assistiti: una media di 1.383 pazienti per medico.Tra il 2019 e il 2024 sono scomparsi dal sistema 5.197 MMG, pari al 12,4%. Prendendo come riferimento un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, GIMBE stima una carenza di 5.716 medici di famiglia in 18 Regioni e Province autonome.E il ricambio generazionale rischia di non essere sufficiente: 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età tra 2025 e 2028. Anche nello scenario più favorevole, nel 2028 rimarrebbe un deficit di almeno 2.700 medici.La situazione non è molto diversa per i pediatri di libera scelta. Al primo gennaio 2025 erano 6.284, con quasi 5,8 milioni di bambini e ragazzi assistiti. Dal 2019 al 2024 il loro numero è diminuito di 1.089 unità, -14,8%, una contrazione superiore a quella della popolazione pediatrica.La carenza stimata è di 497 pediatri e presenta una forte concentrazione geografica: il 78,7% del deficit riguarda Lombardia, Piemonte e Veneto. GIMBE avverte inoltre che le medie regionali possono nascondere situazioni locali decisamente più problematiche.Un capitolo centrale riguarda la Missione 6 Salute del PNRR. Dopo le rimodulazioni, gli obiettivi europei sono stati ridotti da 1.350 a 1.038 Case della Comunità, da 600 a 480 Centrali operative territoriali e da 400 a 307 Ospedali di Comunità. Parallelamente sono stati innalzati alcuni obiettivi: gli assistiti in telemedicina sono passati da un target di 200mila a 300mila.Il Governo ha comunicato 1.270 Case della Comunità e 327 Ospedali di Comunità rendicontati, oltre a 566.321 persone assistite attraverso la telemedicina.GIMBE segnala però un problema di trasparenza: per Case e Ospedali di Comunità non sono disponibili pubblicamente tutte le informazioni necessarie a verificare in modo indipendente che le strutture dispongano effettivamente dei servizi e degli standard professionali previsti dal DM 77. L’assenza di questi dati, precisa la Fondazione, non dimostra che gli obiettivi non siano stati raggiunti, ma impedisce una verifica indipendente completa.Ed è proprio qui che si sposta la sfida: non basta costruire o aprire gli edifici finanziati dal PNRR. Occorre renderli operativi, dotarli di personale e garantirne la sostenibilità economica una volta esaurite le risorse straordinarie europee, completando realmente la riforma dell’assistenza territoriale.La visione della Fondazione è condensata nel Piano di Rilancio del SSN, aggiornato quest’anno a 16 linee di intervento. Il punto di partenza è che finanziamento e riforme non possono essere considerati alternativi: senza risorse non è possibile assumere e trattenere personale, garantire i LEA, introdurre innovazioni e riorganizzare l’assistenza; senza riforme, invece, nuove risorse rischiano di disperdersi senza produrre migliori servizi.GIMBE chiede quindi un finanziamento pubblico adeguato e progressivo, riforme strutturali, riorganizzazione dell’assistenza, valorizzazione del personale, innovazione digitale, maggiore trasparenza dei dati, recupero di sprechi e inefficienze e investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico. Nel 2026 proprio quest’ultimo tema è stato aggiunto come sedicesima linea del Piano.La prospettiva indicata dal presidente della Fondazione Nino Cartabellotta è quella di un nuovo patto politico, istituzionale, sociale e professionale. La richiesta alla politica è anzitutto decidere quale modello sanitario lasciare alle prossime generazioni, stabilire quante risorse pubbliche destinare alla salute e accompagnarle con riforme anche profonde, superando un’organizzazione costruita in larga parte su regole vecchie di oltre trent’anni, mentre popolazione, bisogni di salute e tecnologie sono radicalmente cambiati.Il messaggio del nono Rapporto GIMBE è dunque soprattutto prospettico. Il SSN continua a garantire risultati di salute importanti, ma il suo carattere universalistico viene progressivamente eroso. Il paradosso è racchiuso in due numeri: 142,9 miliardi di finanziamento nel 2026, 37,5 in più rispetto al 2010; ma, una volta corretti per l’inflazione, valgono 105,2 miliardi a prezzi 2010, praticamente quanto sedici anni fa.Nel frattempo l’Italia è diventata più anziana, sono aumentate cronicità e bisogni assistenziali e la medicina dispone di tecnologie e terapie più costose. È su questa distanza tra risorse reali e bisogni crescenti che, secondo GIMBE, si gioca la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale.Tutti gli eventidi ottobre a MateriaVia Confalonieri, 5 - CastronnoNoi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.Accedi o registrati per commentare questo articolo.L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.RegistratiRedazioneInvia contributoFeed RSSFacebookTwitterContattiSocietàPubblicitàCopyright © 2000 - 2026 VareseNews.it. Tutti i diritti riservati VareseNews è un marchio di Varese web srl P.IVA 02588310124, Via Confalonieri 5 - 21040 Castronno (VA) Tel. +39.0332.873094 / 873168 Testata registrata presso il Tribunale di Varese n.679 - Direttore responsabile: Marco Giovannelli Impostazioni Cookie - Informativa Cookie - Informativa PrivacyOppure usa i dati del tuo account:Non sei registrato? Clicca quiHai dimenticato la password? Clicca qui tp:writer§§ Alessandra Toni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702915809153.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966308586.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "venezia24.com" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T10:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966308586.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966308586.PDF', 'title': 'venezia24.com'} tp:url§§ https://venezia24.com/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966308586.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@venezia24.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966308586.PDF §---§ title§§ Sanità, "18,8 mld ‘tagli invisibili. Crescono rinunce a visite e esami" - Venezia 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702886908868.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "venezia24.com" del 07 Oct 2026
Rapporto Fond. GIMBE: "Spesa sanitaria, crescono fondi e assicurazioni"
pubDate§§ 2026-10-07T11:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702886908868.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702886908868.PDF', 'title': 'venezia24.com'} tp:url§§ https://venezia24.com/sanita-188-mld-tagli-invisibili-crescono-rinunce-a-visite-e-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702886908868.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Secondo il Rapporto, in Italia il diritto a salute sempre più condizionato da reddito e residenza ed in crescita chi rinuncia a una o più visite o esami: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE. “Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.Infine, secondo GIMBE per far fronte alla spesa sanitaria sono in crescita fondi e assicurazioni. Nel 2025 la spesa sanitaria totale in Italia è di 190,1 miliardi di euro: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi a carico delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024, la spesa out-of-pocket diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi di euro. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi. “Se il servizio pubblico arretra – puntualizza Cartabellotta – fondi e assicurazioni rischiano di diventare una corsia preferenziale per chi dispone di una copertura. Servono regole, trasparenza e vigilanza affinché la sanità integrativa completi le tutele del SSN, senza sostituirle né ampliare le diseguaglianze”.Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@venezia24.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702886908868.PDF §---§ title§§ GIMBE: diritto alla salute sempre più condizionato da reddito e residenza, si rinuncia a visite o esami - Venezia 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892308870.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "venezia24.com" del 07 Oct 2026
Cartabellotta (GIMBE): 18,8 miliardi di tagli invisibili, prestazioni SSN non più eque e tempestive, chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia
pubDate§§ 2026-10-07T11:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892308870.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892308870.PDF', 'title': 'venezia24.com'} tp:url§§ https://venezia24.com/gimbe-diritto-alla-salute-sempre-piu-condizionato-da-reddito-e-residenza-si-rinuncia-a-visite-o-esami/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892308870.PDF tp:ocr§§ Roma, 7 ott. (askanews) – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi dalla Fondazione GIMBE.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”.La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore.“In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un “debito sanitario” che genera “interessi” di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, aprendo la presentazione del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), alla Camera dei Deputati.“Queste criticità – ha detto ancora – non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più. Lo rileva la Fondazione GIMBE nel 9 Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato oggi.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022”.E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010. “Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.Il Rapporto fotografa lo “stato di salute” del SSN analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del PNRR e ruolo del privato in sanità. Il Rapporto aggiorna e amplia inoltre il Piano di Rilancio del SSN: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il SSN.Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@venezia24.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892308870.PDF §---§ title§§ Nel 2024 quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a farsi curare per tempi di attesa e motivi economici - Venezia 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892608873.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "venezia24.com" del 07 Oct 2026
E'' quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale.
pubDate§§ 2026-10-07T11:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892608873.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892608873.PDF', 'title': 'venezia24.com'} tp:url§§ https://venezia24.com/nel-2024-quasi-sei-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-farsi-curare-per-tempi-di-attesa-e-motivi-economici/#respond tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892608873.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami, rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni hanno rinunciato per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici, potendo indicare entrambe le cause. E’ quanto emerge dalla presentazione del 9° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.“Quando tempi d’attesa, disponibilità economiche e luogo di residenza condizionano l’accesso alle prestazioni sanitarie – afferma Cartabellotta – è in gioco la tenuta del patto sociale. Una prestazione garantita sulla carta, ma inaccessibile nella realtà, lascia il cittadino da solo di fronte al proprio bisogno di salute”. La spesa out-of-pocket non è un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche. Da un lato, non intercetta le prestazioni a cui le persone rinunciano per indisponibilità economica; dall’altro, include spese per prestazioni extra-LEA e per beni e servizi a basso valore. “In questo contesto – sottolinea Cartabellotta – il SSN deve garantire cure accessibili e proteggere le famiglie dalle conseguenze economiche della malattia. Le rinunce a visite ed esami restano fuori dal conto della spesa, ma alimentano bisogni di salute insoddisfatti: è un ‘debito sanitario’ che genera ‘interessi’ di salute, economici e sociali”.“Il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal CAP di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami”.FINANZIAMENTO PUBBLICO: NEL 2023-2026 Ç 18,8 MILIARDI DI ‘TAGLI INVISIBILI’Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è aumentato di euro 17,5 miliardi, passando da euro 125,4 miliardi del 2022 a euro 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese: nel 2022 il FSN rappresentava il 6,27% del PIL; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto FSN/PIL fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più.“Il finanziamento nominale è certamente aumentato – spiega Cartabellotta – ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al SSN. È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto FSN/PIL del 2022». E c’è un altro dato da non trascurare: dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di euro 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione generale ISTAT, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010”.“Nel frattempo – continua il Presidente – sono aumentati i bisogni di una popolazione che invecchia e i costi delle innovazioni farmacologiche e tecnologiche. Limitarsi a comunicare i miliardi stanziati non basta a dimostrare che il SSN sia adeguatamente finanziato”.CONFRONTI INTERNAZIONALI: ITALIA ULTIMA NEL G7 PER SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO-CAPITE –Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE. La spesa pubblica pro-capite è pari a dollari 3.952 a parità di potere d’acquisto: dollari 909 in meno della media OCSE e dollari 1.013 in meno della media europea.”Un divario – commenta Cartabellotta – rapportato ai quasi 59 milioni di residenti supera i Ç 36 miliardi. Una voragine scavata negli ultimi 15 anni da Gove rni di ogni colore, che anno dopo anno ha allontanato l’Italia dal resto d’Europa”. Tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media OCSE del 12,3%, mentre quella intermediata è inferiore del 43,7%: al minore investimento pubblico corrisponde una minore protezione finanziaria delle famiglie, più esposte al pagamento diretto delle cure.DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA (DPFP) 2026: IL BANCO DI PROVA PER GLI ANNI 2027-2029Il DPFP 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una spesa sanitaria in aumento in termini nominali, ma in calo dal 6,4% del PIL nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029. Le stime confermano che non c’è alcuna inversione di tendenza: al contrario, la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità si riduce. Inoltre, nel triennio 2027-2029 si amplia ulteriormente la forbice tra previsioni di spesa ed entità del FSN: Ç 7,6 miliardi nel 2027, Ç 10,7 miliardi nel 2028 e Ç 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di Ç 32,3 miliardi.“Poiché spetta allo Stato garantire il finanziamento dei LEA – osserva Cartabellotta – il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario. In assenza di ulteriori stanziamenti, ricadrà interamente sui bilanci delle Regioni, che per mantenere i conti in ordine avranno due sole possibilità: aumentare le imposte o tagliare i servizi. In entrambi i casi, il costo ricadrà ancora una volta sui cittadini”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itQuesto sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@venezia24.com per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702892608873.PDF §---§ title§§ Gimbe la sanità pubblica perde 18,8 miliardi | crescono costi assicurazioni e rinunce alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702952408467.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "zazoom.it" del 07 Oct 2026
Secondo i dati di Gimbe, il sistema sanitario pubblico ha subito una perdita di 18,8 miliardi di euro.
pubDate§§ 2026-10-07T09:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702952408467.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702952408467.PDF', 'title': 'zazoom.it'} tp:url§§ https://www.zazoom.it/2026-10-07/gimbe-la-sanita-pubblica-perde-188-miliardi-crescono-costi-assicurazioni-e-rinunce-alle-cure/19768735/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702952408467.PDF tp:ocr§§ Secondo i dati di Gimbe, il sistema sanitario pubblico ha subito una perdita di 18,8 miliardi di euro.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702952408467.PDF §---§ title§§ Sanità fondazione Gimbe | Tra il 2023 e il 2026 tagli invisibili per 18,8 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100702966708638.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "zazoom.it" del 07 Oct 2026
Tra il 2023 e il 2026, il fondo sanitario ha subito una riduzione di quasi 19 miliardi di euro, pur mantenendo un incremento nominale.
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