title§§ Sanità pubblica, la cura passa dalle assunzioni di medici e infermieri = Sanità pubblica, la cura passa dalle assunzioni di medici e infermieri
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Estratto da pag. 6 di "QUOTIDIANO DI BARI" del 07 Oct 2026
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tp:ocr§§ Franco Lavalle (Ussmo Puglia) Sanità pubblica, la cura passa dalle assunzioni di medici e infermieri a pagina 6 Franco Lavalle (Ussmo Puglia): “Lavorare oggi negli ospedali è diventato eroico” Sanità pubblica, la cura passa dalle assunzioni di medici e infermieri “La via per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale è l’assunzione di nuovo personale medico ed infermieristico”: lo dice al nostro giornale, in questa intervista, il noto medico ospedaliero dottor Franco Lavalle, Segretario Regionale Ussmo Puglia, sindacato dei medici ospedalieri. Dottor Lavalle, il recente rapporto dell’Anaao ha detto che oggi in Italia, nel servizio sanitario pubblico, assistiamo a questo fenomeno: i medici che si dimettono superano il numero degli assunti, una fuga. Così corriamo il rischio che questo importante sistema salti o si blocchi... “Il rapporto Anaao dice la verità ed una cosa che sappiamo da tempo. Oggi lavorare nel SSN e negli ospedali è diventato eroico. Ci vuole grande senso di abnegazione, cosa che i colleghi hanno assieme al personale paramedico. Però lavorare in queste condizioni è diventato difficile e stressante. Aggiungo che gli stipendi sono bassi relativamente ai colleghi europei e questo favorisce la fuga verso privato ed estero”. Da che cosa dipende? “Da una politica che non investe quanto sarebbe necessario e dalla politicizzazione dei ruoli chiave in sanità, che invece dovrebbero essere occupati da tecnici, ossia medici. Assistiamo invece a fenomeni poco comprensibili o giustificabili come l’accorpamento di reparti, la soppressione di ospedali anche in centri che ne avrebbero bisogno. Tutto questo implica scarsezza di posti letto nei reparti, liste di attesa infinite per esami ed accertamenti. Il che va contro il diritto alla salute di ciascun cittadino. Nonostante questo, i medici e il personale del Servizio Sanitario Pubblico fanno il loro dovere, spesso maltrattati, assistono tutti e non mandano indietro nessuno nel principio di assistenza e solidarietà”. Così sembra si vada verso il privato o lo si favorisca sia pur senza volerlo... “La coperta è in effetti corta. Nessuno ha nulla contro il privato e le strutture convenzionate, sia ben chiaro. Non credo che vi sia una volontà in tal senso, tuttavia è innegabile, e sono numeri della Gimbe, che oggi appena il 40 per cento della popolazione va al pubblico, il 60 al privato. Vi è chi persino ha rinunciato alle cure per i tempi lunghi del pubblico o per carenza di risorse per visite private”. Una signora di novant’anni a Trani di recente si è vista assegnare un esame diagnostico al 2029... “Una cosa spiacevole, specie in relazione all’età e all’accertamento. E conferma la criticità del sistema”. Eppure a livello di Lea il rapporto Gimbe dice che la Puglia non sta male... “Vero. Tuttavia resta il fenomeno non bello delle lunghe liste di attesa. Con eccessivo ottimismo si è detto che sono in via di smaltimento. Tuttavia sarei curioso di vedere il numero degli esami ordinari e i tempi”. Che fare? “La via maestra è assumere nuovi medici e personale paramedico. Faccio l’esempio delle code al supermercato. Se metti un cassiere solo si blocca tutto, se ne metti cinque va meglio”. Il dottor Lavalle ha ragione e bisogna riconoscere che oggi i medici e gli infermieri del Servizio Sanitario Nazionale fanno i salti mortali, lavorano con impegno in relazione ai mezzi scarsi che hanno e ricevono. Tuttavia siamo spesso pronti a criticare quello che non va. Bisogna tuttavia lodare le eccellenze che abbiamo in Puglia e sono tante, specialmente al Policlinico di Bari. Il padiglione Asclepios Tre è, ad esempio, un modello di buona organizzazione e funzionalità, e questo smentisce i facili detrattori. In questo senso la tanto contestata politica di Michele Emiliano in tema di investimenti non è risultata negativa e gli va dato atto. Prendiamo ad esempio di funzionalità e professionalità in Asclepios Tre la clinica di cardiologia universitaria diretta impeccabilmente dal professor Marco Matteo Ciccone, aiutato dalla dottoressa Luisa De Gennaro: tempi ris
pettati e pazienti trattati come persone e non numeri in casi complessi, con strutture tecniche di ultima generazione. Anche questa è la Puglia che ci piace e funziona. Bruno Volpe ---End text--- Author: Bruno Volpe Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità pubblica, la cura passa dalle assunzioni di medici e infermieri Sanità pubblica, la cura passa dalle assunzioni di medici e infermieri -sec_org-
tp:writer§§ bruno Volpe
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title§§ I medici davanti ai Cpr Il ministro Piantedosi ignora la Costituzione
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Estratto da pag. 11 di "DOMANI" del 07 Oct 2026
pubDate§§ 2026-10-07T03:34:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ BOTTA E RISPOSTA I medici davanti ai Cpr II ministro Piantedosi ignora la Costituzione II titolare del Viminale, con una lettera alla Verità, è intervenuto sulla vicenda dei presunti falsi certificati sulla quale è in corso un'indagine. Cosa non torna nelle sue parole FRANCESCA CANCELLARO e SALVATORE TESORIERO unedì 5 ottobre, con una lettera al quotidiano ßá Ventó, il ministro j dell'Interno MatJ teo Piantedosi è intervenuto sulla nota vicenda dei presunti falsi certificati emessi da alcuni medid per evitare il trattenimento di cittadini stranieri neicpr, sulla quale è in corso un'indaginedapartedella procura di Ravenna. Interveniamo nel dibattito, nella piena consapevolezza che la difesa dei nostri assistiti si svolge davanti all'autorità giudiziaria e non sulla stampa. Lo impone — fortunatamente — il nostro ordinamento costìtuzionalecneartribuisce alla magistratura e non al ministro dell'intemo la responsabilità di tale accertamento. Siamo sicuri che non d siano stati falsi da parte dei medici che difendiamo e lo dimostreremo, come detto, nel procedimento penale Tuttavia non possiamo rimanere silenti di fronte a una campagna — alla quale il ministro si accoda — che calpesta la dignità eia professionalità di medid che hanno messo h cura e quindi h persona al centro del loro dovere Presunzione di innocenza Leggendo le parole di Piantedosi viene da chiedersi cosa lo spinga a violare ripetutamente la presunzioned'innooenza degli inda gati. Il ministro è in possesso di informazioni die noi difensori non conosciamo? Se così non è, e ovviamente ce lo auguriamo, vale ricordare che la presunzione d'innooenza-come dovrcbbeessere noto in particolare alle più alte cariche dello Stato — opera per l'intero arco del procedimento penale, tutelando gli indagati anchedallediduarazionipubbti- chedeìmnzionari statali chesuggeriscano o presuppongano la colpevolezza prima che i giudid si siano pronunciati, come più volte riconosdutodalla Corteeuropea dei diritti dell'uomo. Si tratta di un presidio per il dttadino ma anche per gli attori della giurisdizione, che devono essere tenuti al riparo da ogni condizionamento, tanto più se proveniente da chi detiene il potere esecutivo. D'altra parte.laquesrione del trat- tenimento nei Cpr di cittadini stranieri irregolari non può es sere ridotta aunmero tema di ordine pubblico, come sembra trattarla il ministro. Siamo di fronte a una Questione in cui vengono m gioco i diritti fondamentali la cui tutela richiede delicati bilanciamenti. I Cpr sono luoghi nei quali gli individui sono privati della libertàpersonale.perunperiodochepuòprotrarsifinoaun annoemezzo; luoghi nei quali— come solennemente affermato dalla Corte costituzionale [sentenza n. 96 del 2025) —si determina quellamorrificazionedella dignità dell'uomo che deriva dall'assoggettamento nsicoaU'altruipotereluoghi, ancora, rispetto ai quali sono documentate le condizioni di sofferenza e deprivazione e dove il livello di assistenza e cura è del tutto inadeguato a fronteggiare patologie (Toniche o a garantire la continuità dei piani terapeutici. Tutelate la salute Le persone ristrette nei Cpr non vi si trovano perché hanno commessoreatinéiafùnzionediquesti centri è quella di contenere il rischio di commissione di reati. Essi esistono nel nostro ordinamentosolo quale misura prescelta dal legislatore perrendere possibile che lo straniero destinatariodi un prowedimentodiespuisione non immediatamente ese guibile sia allontanato dal territorio nazionale. Ne si può pensare — come ricordato sempre dalla Corte costituzionale—che gli interessi pubblici incidenti sulla materia dell'immigrazionescalfiscanoil carattere universale della libertà personale, che, al pari degli altri diritti che la Costituzione proclama inviolabili, spetta ai singoli non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani- Sono queste le coordinate valoriali m cui s'inserisce e va valutata l'azione dei medici chiamati a certificare l'idoneità o meno delle persone a essere assodate al Cpr certificazione che eviden
temente non puòe non deverisolversiinunatto di fede o ossequio all'ordine pubblico ma che, al contrario, deveessere improntataal dovere di cura che presidia la professione sanitaria, imponendo al medico di essere prima di tutto garante della salute dell'individuo. Intervenu annunciati Gli interventi normativi sulle valutazioni sanitarie concementi l'ammissione al Cpr, annunciati dal ministio, paiono allora nulla più che un annuncio elettorale, sideralmente distante dall'importantecompitoaffidatoallegislatore dalla Corte costituzionaleerimasto senza risposta ormai da un armo emezzo: disciplinare cioè la materia in modo che il trattenimento degli stranieri assicuri il rispettodei diritti fondamentali e della dignità della persona, tra i quali - è nostra ferma convinzione-il diritto alla salute di ogni individuo. La lezione è quella di sempre, ignorata da sempre bisognerebbe ascoltare il monito degli autorevoli custodi della Costituzione invece che accodarsi al sensazionalismo effimero della notizia del giorno. Francesco canceÌÌaro e Salvatore Tesonero som gii avvocati difensori ài alcuni dei ìnedici indagati Bisognerebbe ascoltare il monito dei custodi della cosmuzione invece che accodarsi al sensazionalismo effìmero della notizia del giorno -tit_org- I medici davanti ai Cpr Il ministro Piantedosi ignora la Costituzione -sec_org-
tp:writer§§ FRANCESCA CANCELLARO - SALVATORE TESORIERO
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title§§ Longevità: la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno = Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno
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Estratto da pag. 7 di "L'IDENTITÀ" del 07 Oct 2026
pubDate§§ 2026-10-07T03:34:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Longevità: la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno Le soluzioni di ArtemisiaLab Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno LA SOLUZIONE RITAGLIATA “SU MISURA” DEL NOSTRO CORPO PROPOSTA DA ARTEMISIALAB a pagina 7 V ivere più a lungo è una delle grandi aspirazioni della medicina contemporanea. Ma se la domanda è soltanto quanti anni possiamo aggiungere alla nostra vita, rischiamo di perdere di vista un punto importante: come arrivarci. La sfida della longevità non è inseguire una presunta età biologica più giovane, ma conservare il più possibile salute, autonomia e qualità della vita. E per farlo, non ci sono promesse di ringiovanimento o elisir di lunga vita, ma una cosa più alla portata di tutti: la prevenzione. Perché prevenire significa conoscere: i propri valori, i fattori di rischio, i parametri di salute (e quelli da approfondire) e, quando necessario, ciò che emerge dagli esami. Si tratta di un processo che non può essere ridotto a un test universale o a un indicatore capace di raccontare da solo quanto siamo “biologicamente giovani”, perché il nostro corpo - e quindi la nostra salute - è un sistema complesso e richiede una lettura altrettanto articolata. Per aiutarci, in questa prospettiva di “lunga vita” in salute, mantenendo i piedi ben piantati per terra, si può guardare all’offerta di ArtemisiaLab. La rete sanitaria mette infatti a disposizione analisi cliniche, esami strumentali, check-up, visite specialistiche e percorsi di prevenzione. Non un programma unico di longevità, uguale per tutti, ma una serie di strumenti che possono essere utilizzati per costruire un percorso adeguato alle caratteristiche della singola persona. Il punto di partenza può essere un check-up. Il laboratorio di analisi cliniche, a Roma in via Piave 76, propone pacchetti differenziati per età e sesso, che comprendono visita internistica, analisi di laboratorio ed esami strumentali e specialistici. Ma la caratteristica più interessante è la possibilità di integrare gli accertamenti e definire un programma personalizzato sulla base della storia clinica personale e familiare, delle abitudini di vita e delle indicazioni del medico curante. È un approccio che cambia anche il significato del controllo periodico. Un esame serve sì, a confermare che tutto va bene: ma può anche rappresentare un punto di osservazione da cui decidere se sia necessario approfondire. Glicemia, colesterolo, funzione renale, emocromo, vitamine e altri parametri possono entrare nella valutazione complessiva, mentre una visita specialistica può aiutare a interpretare un eventuale elemento di rischio. Per alcune fasce d’età, in particolare per gli over 65, la prevenzione assume un peso ancora maggiore, perché cambiano i fattori di rischio e aumentano le necessità di monitoraggio. Non significa sottoporsi indistintamente a una lunga lista di esami, ma individuare, insieme ai professionisti, i controlli appropriati in base all’età, alla storia familiare, alle condizioni individuali e agli eventuali fattori di rischio. È proprio in questa personalizzazione che un laboratorio e un poliambulatorio come quelli di ArtemisiaLab possono diventare parte di un percorso di prevenzione continuativo. La longevità, però, non è solo diagnostica. Una persona può avere valori nella norma e avere comunque bisogno di lavorare su alimentazione, attività fisica, mobilità o altri aspetti della propria salute. È per questo che la presenza di numerose specialità può diventare parte di una stessa strategia di prevenzione: cardiologia, endocrinologia, diabetologia, geriatria, medicina interna, neurologia, pneumologia, ortopedia, nutrizione e dietologia, medicina dello sport e fisioterapia sono tra le aree disponibili nella rete ArtemisiaLab. Invecchiare bene significa anche preservare, per quanto possibile, movimento, forza, equilibrio e autonomia. Per questo alla prevenzione si possono affiancare attività e competenze dedicate alla fisioterapia, alla riabilitazione e alla nutrizione, che possono contribuire a mantenere nel tempo la
funzionalità e il benessere della persona. ArtemisiaLab integra questi ambiti, offrendo anche servizi a domicilio per rendere più accessibili alcuni controlli e prestazioni a chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti. La longevità, in ogni caso, non dovrebbe essere una corsa contro l’età. È, piuttosto, la possibilità di arrivare agli anni che abbiamo davanti con una maggiore consapevolezza della nostra salute, intervenendo quando serve e prendendoci cura di ciò che può essere preservato. L’avanzare dell’età non deve essere un peso, ma solo una nuova stagione della vita. Un tempo da vivere con maggiore attenzione a sé, alle proprie abitudini, al proprio corpo e alle proprie relazioni. Perché aggiungere anni alla vita ha senso quando quegli anni possono diventare anche un’occasione per dedicarsi a ciò che, troppo spesso, durante le fasi più frenetiche dell’esistenza, si finisce per rimandare: prendersi cura di sé. ---End text--- Author: ELEONORA CIAFFOLONI Heading: Le soluzioni di ArtemisiaLab LA SOLUZIONE RITAGLIATA “SU MISURA” DEL NOSTRO CORPO PROPOSTA DA ARTEMISIALAB Highlight: Image: -tit_org- Longevità: la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno Longevità, la sfida è aggiungere la salute agli anni che verranno -sec_org-
tp:writer§§ ELEONORA CIAFFOLONI
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title§§ Cinquemila dosi di Fentanyl prescritte dal medico
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Estratto da pag. 19 di "LIBERO" del 07 Oct 2026
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ LA NUOVA DROGA Cinquemila dosi di Fentanyl prescritte dal medico Una mole impressionante di prescrizioni per il Fentanyl per i parenti più stretti e per se stesso: circa 5mila in appena due anni e mezzo, dal primo gennaio del 2024 al 31 maggio scorso, divise in 3.720 compresse di Fentanyl o farmaci con lo stesso principio attivo e 1.668 compresse di Lyrica (un farmaco appartenente alla classe dei gabapentinoidi contro il dolore neuropatico, l’epilessia e il disturbo d’ansia generalizzata). Per questo la squadra mobile di Aosta, coordinata dalla procura, ha iniziato ad indagare nei confronti dell’operato di un medico neurochirurgo di 53 anni in servizio all’ospedale Parini di Aosta. Indagini che hanno portato alla perquisizione, lunedì scorso, dell’ufficio del reparto in cui lavora lo specialista e presso l’abitazione del medico, che ora è accusato di prescrizione abusiva di sostanze stupefacenti. In ospedale i poliziotti hanno sequestrato diversi documenti e anche i ricettari sui quali il medico si auto-prescriveva il farmaco. Le altre ricette, invece, erano tutte intestate ai genitori. A casa, invece, gli agenti hanno sequestrato il computer del medico e altri documenti. Le indagini sono ancora in una fase iniziale e dalla procura non trapela ancora nulla. L’accusa vuole capire se le compresse del potente farmaco, che sono considerate sostanze stupefacenti, servivano ad un utilizzo personale (come sembra emergere da primi riscontri) o, invece, venivano rivendute a terze persone. Anche l’azienda sanitaria dovrà valutare quali provvedimenti prendere nei confronti del medico, che rischia la sospensione immediata. L’azienda, per ora, preferisce non commentare. «Ma possiamo dire», sottolinea Mauro Occhi, direttore generale pro tempore dell’azienda sanitaria valdostana, «che non solo abbiamo piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, ma sono mesi che collaboriamo in stretto contatto con loro. L’azienda da sempre mette in atto un sistema di sorveglianza sul personale sanitario e amministrativo che viene periodicamente esercitato dai cosiddetti medici competenti e le valutazioni e i controlli vengono fatti su tutti a tur¦ no». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cinquemila dosi di Fentanyl prescritte dal medico -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Ovociti di stato
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Estratto da pag. 22 di "PANORAMA" del 07 Oct 2026
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tp:ocr§§ Sotto zero Un tecnico ospedaliero esegue la crioconservazione degli ovociti sotto azoto liquido a -196 gradi. O V O C I T I DI STATO La crioconservazione entra di prepotenza nel dibattito politico. Regioni come Toscana e Puglia hanno già stanziato fondi per contribuire ai costi dell’intervento, ma anche Lazio, Veneto, Campania e Lombardia si stanno muovendo. di Irene Cosul Cuffaro S i può fermare il tempo? Ovviamente, no. Ma si possono rallentarne gli effetti. È quanto stanno cercando di fare sempre più donne, in Italia e all’estero, ricorrendo al congelamento degli ovuli. La pratica del “social freezing”, fino a pochi mesi fa semisconosciuta, sta sfondando le porte del dibattito pubblico ed entrando anche nell’agenda politica. A fare da ariete è stata l’icona della sinistra dem Usa, Alexandria Ocasio-Cortez, che a quasi 37 anni ha rivelato di aver scelto la crioconservazione e ha documentato parte dell’iter medico sui social (incluso il momento delle iniezioni ormonali prima di un’intervista televisiva). In Europa, invece, ha fatto discutere l’annuncio della Federazione calcistica spagnola che finanzierà interamente il congelamento degli ovuli e fornirà accesso a trattamenti di fecondazione in vitro per le giocatrici della Nazionale, il cui picco della fertilità corrisponde generalmente con l’apice della carriera agonistica. In Italia, bastano gli impietosi dati sulla denatalità per accendere il faro sul tema. Nel 2025, infatti, il nostro Paese ha registrato il nuovo minimo storico di nascite: circa 355 mila bambini, un calo del 3,9% rispetto al 2024. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,13, mentre l’età media al primo parto continua a salire, sfiorando i 32 anni. L’ingresso tardivo nel mondo del lavoro, la precarietà occupazionale, la mancanza di garanzie abitative, il costo della vita in aumento, il cambiamento di mentalità rispetto alle passate generazioni o l’assenza di un partner affidabile spingono molte donne a posticipare la decisione. Ma l’età, a differenza di quanto accade per gli uomini, non fa sconti. La produzione di ovociti diminuisce col passare del tempo e la probabilità di ottenerne uno in grado di generare un bimbo sano scende drasticamente: a 28 anni è di oltre il 70%, a 35 tra il 50 e il 60%, per le over 40 la quota cala a circa il 20%. Ed ecco che la tecnologia arriva a dare una mano a chi sente sempre più forte il ticchettare delle lancette dell’orologio biologico. In origine, il congelamento degli ovociti era previsto solo per motivi medici (come la tutela delle pazienti oncologiche). Il “medical freezing” è già riconosciuto nei Livelli essenziali di assistenza come prestazione a carico del Servizio sanitario nazionale. L’iter per la crioconservazione dura circa due settimane. Si comincia da una stimolazione ormonale con iniezioni quotidiane sottocutanee per indurre le ovaie a produrre più ovociti rispetto al singolo ovulo di un ciclo naturale. Monitorata l’evoluzione, si procede al prelievo ovocitario, un intervento ambulatoriale mininvasivo, della durata di circa 15-20 minuti. Gli ovociti estratti vengono quindi sottoposti a vitrificazione, un congelamento a -196 °C in azoto liquido. Quando la donna decide di cercare una gravidanza, gli ovociti vengono scongelati, fecondati in laboratorio con lo sperma del partner (la Legge 40 sulla procreazione assistita limita fecondazione e impianto alle sole coppie eterosessuali, conviventi o sposate) e l’embrione ottenuto viene trasferito nell’utero. I dati raccolti dalle principali cliniche private e dai centri di procreazione medicalmente assistita indicano che il numero di donne che hanno conservato i propri ovociti per ragioni non mediche è aumentato di circa il 50% tra il 2023 e il 2024, mantenendo un tasso di crescita molto sostenuto anche nel periodo 2024-2025. I costi, tuttavia, sono proibitivi, oscillando tra i 3.500 e i 5.500 euro, a cui si aggiunge un canone annuo di custodia degli ovociti di circa 200 euro. In Lombardia, l’ospedale pubblico Niguarda offre il servizio a prezzi calmierati per le donne fino ai 35
anni: 2.800 euro per la procedura a cui si aggiungono 100 euro annui per mantenere gli ovuli nella Banca della struttura. Di fronte a tali cifre, le Regioni si stanno muovendo in ordine sparso per evitare che la crioconservazione resti un privilegio legato al censo. La Puglia è stata l’apripista, con uno stanziamento di fondi per il biennio 20262027 di 600 mila euro complessivi, per erogare contributi economici fino a 3 mila euro per le residenti tra i 27 e i 37 anni con un Isee fino a 30 mila euro. Sulla stessa scia la Toscana, dove è stata approvata a metà settembre una proposta di legge (votata da Pd, Avs e M5s, Fdi astenuto) che prevede un contributo di 3 mila euro per le richiedenti tra i 25 e i 39 anni con Isee sempre non oltre i 30 mila euro. Anche in Veneto e in Campania sono state depositate proposte per introdurre un sostegno economico legato al reddito, mentre il Lazio ha previsto, grazie a un accordo bipartisan tra Pd e Forza Italia misure simili: 3 mila euro per la crioconservazione degli ovociti e fino a 1.000 euro per la crioconservazione del liquido seminale. Possono richiederli i residenti di età compresa tra i 18 e i 40 anni, affetti da patologie documentate di natura non oncologica come «l’endometriosi e le patologie ovariche o testicolari a carattere evolutivo» e altre condizioni cliniche che compromettono la fertilità. A fine luglio, in Lombardia, la spinta è arrivata dal centrodestra tramite Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, e Isabella Tovaglieri, eurodeputata del Carroccio, con un ordine del giorno per introdurre contributi regionali per estendere il modello Niguarda a tutta la rete degli ospedali pubblici lombardi. La stessa Tovaglieri ha dichiarato di aver fatto ricorso al “social freezing”, la scorsa estate, a 38 anni. Sul piano nazionale, alle due proposte di legge depositate alla Camera dei deputati (una da parte del Pd, che prevede un contributo statale fino a 3 mila euro, e una del M5s che punta a rendere la procedura completamente gratuita a carico del Ssn) dovrebbero aggiungersene due in Senato: una promossa dal dem Filippo Sensi e un’altra annunciata dal leader di Italia viva, Matteo Renzi, che vorrebbe importare il modello francese, ovvero social freezing gratuito per tutte entro i 38 anni. Passando alle realtà private, da oltre un decennio negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito il congelamento degli ovuli rientra tra i benefit aziendali di molti colossi come Google, Meta, Apple, Netflix, Spotify, Microsoft, Goldman Sachs, J.P. Morgan, Morgan Stanley, Deloitte, Ernst &Young, PwC, McKinsey. In Italia, da quest’anno, il Gruppo OTB (Diesel, Marni, Maison Margiela, Staff International) diretto da Renzo Rosso è diventato il primo grande polo dell’industria italiana ad annunciare la copertura dei costi del “social freezing” per le sue dipendenti di età compresa tra i 30 e 40 anni. Insieme alle iniziative pubbliche e private, cresce anche il dibattito attorno al tema. La crioconservazione non è infatti garanzia assoluta di una futura gravidanza e, senza un approfondimento serio, si corre il rischio di infondere false illusioni in chi vi fa ricorso. Ma le criticità vanno ben oltre l’aspetto medico. La volontà e il principio di allargare la possibilità di usufruire di un servizio, che a oggi è un privilegio per benestanti, alle donne che non possono permetterselo, sono sacrosanti. Ma nel caso specifico, possiamo davvero parlare di un’espressione di libertà e autodeterminazione femminile? Posticipare una gravidanza, mettere in pausa il desiderio di maternità per non ostacolare la carriera e adattare il corpo ai ritmi del mercato del lavoro anziché l’opposto, non è l’ennesimo imperativo alla produttività a scapito della vita personale, più che una conquista? Offrire alle proprie dipendenti il congelamento degli ovuli paga in termini di immagine, ma risponde a un calcolo finanziario: è infatti molto più conveniente che offrire misure strutturali, come per esempio un servizio di asilo nido, stipendi più alti, maggiore flessibilità su lavoro da remoto
, orari, mesi di maternità e congedi. E ancora, uno Stato che nel “social freezing” vede una possibile risposta alla denatalità, pur con buone intenzioni, sta guardando le ovaie anziché il contesto socioeconomico attuale. Fatto di precarietà lavorativa, affitti o mutui inavvicinabili, asili pubblici pieni, stipendi bassi, congedi di paternità ridicoli, distribuzione iniqua della cura, gap salariali. L’assenza di misure organiche ed efficaci di sostegno alla genitorialità è infatti un nodo lasciato irrisolto dai governi di ogni colore, che nessun freezer può ¦ far sparire. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Irene Cosul Cuffaro Heading: Highlight: Image:Sopra, il governatore della Puglia, Antonio Decaro: la Regione ha deciso di erogare un contributo economico di massimo 3 mila euro per donne con un Isee fino a 30 mila euro. La stessa cifra offerta anche dalla Regione Toscana, guidata da Eugenio Giani. Entrambi sono del Partito democratico (foto sotto). Gettyimages, Ipa, Imagoeconomica (2), istock, Italy Photo Press A sinistra, Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega. Lei stessa si è sottoposta al “social freezing” e ha chiesto alla Regione Lombardia di estendere a tutti gli ospedali pubblici la tariffa “calmierata” applicata dal Niguarda di Milano (sopra). -tit_org- Ovociti di stato -sec_org-
tp:writer§§ IRENE COSUL CUFFARO
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title§§ Un anno di stop per il medico del trapianto al piccolo Domenico
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Estratto da pag. 22 di "REPUBBLICA" del 07 Oct 2026
pubDate§§ 2026-10-07T03:34:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ NAPOLI Un anno di stop per il medico del trapianto al piccolo Domenico È stata confermata l’interdizione dalla professione medica per un anno per il cardiochirurgo Guido Oppido a cui la Procura di Napoli contesta di avere falsificato la cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo sottoposto a un trapianto di cuore fallito. L’ufficio inquirente contesta anche l’omicidio colposo insieme ad altri cinque medici e alla vice Emma Bergonzoni. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Un anno di stop per il medico del trapianto al piccolo Domenico -sec_org-
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title§§ Medici, oggi l'accordo sul contratto: aumenti medi da 560 euro al mese
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Estratto da pag. 10 di "SOLE 24 ORE" del 07 Oct 2026
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tp:ocr§§ Medici, oggi l’accordo sul contratto: aumenti medi da 560 euro al mese Pubblico impiego Sul tavolo 968 milioni per 137.871 dirigenti. Verso l’intesa all’unanimità ROMA Sarà firmato oggi, salvo sorprese improbabili, la prima intesa sul rinnovo contrattuale 2025/27 di un’area dirigenziale del pubblico impiego. Si tratta dei circa 137.871 dirigenti della sanità, in larghissima parte medici: nell’accordo, che muove a regime 968,14 milioni di euro, troveranno un aumento medio da 560 euro lordi al mese: 393 euro, indirizzati a tutti, arrivano dagli stanziamenti contrattuali di base, che traducono nell’area gli aumenti del 5,4% previsti per tutto il pubblico impiego, mentre gli altri 167 medi avranno in realtà traduzioni concrete diversificate nelle singole buste paga perché dipendono dalle risorse aggiuntive per le indennità. Con i ritmi accelerati ormai abituali per questa tornata, per quanto inediti nella lunga storia dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, l’accordo arriva a poco più di sette mesi dalla firma definitiva sullo scorso triennio, celebrata il 27 febbraio scorso all’Aran. Le trattative vere e proprie sono state avviate il 29 aprile scorso, e hanno quindi occupato poco più di quattro mesi al netto della pausa estiva: un ritmo repentino, battuto solo da quello dell’intesa di infermieri e altro personale del comparto, firmata il 29 luglio dopo tre mesi di negoziato all’agenzia negoziale del pubblico impiego guidata da Antonio Naddeo. Come sempre accade per i contratti 2025/27, firmati per la prima volta nel corso del triennio di riferimento, gli aumenti non arriveranno tutti in busta paga, perché il contratto prevede una progressione a regime nel corso dei tre anni: la tappa finale, con l’ultimo 33% di aumenti contrattuali, scatterà dunque il 1° gennaio 2027. Sempre sul terreno economico si muove un’altra delle novità portate dal contratto, che prevede un percorso di incremento delle retribuzioni di posizione sulla base dell’esperienza, a partire dal terzo anno, e una valutazione non negativa. I residui dei fondi per la contrattazione integrativa potranno essere impiegati per il finanziamento del welfare aziendale, con un’altra mossa che punta all’incentivo di questo istituto sempre più importante nella cassetta degli attrezzi dei negoziati contrattuali nonostante le norme generali di finanza pubblica che continuano a limitarne un utilizzo estensivo. Altri aspetti affrontati dal testo oggi atteso all’esame definitivo introducono anche fra i dirigenti sanitari novità maturate in altri contratti. È il caso della disciplina sul supporto psicologico e il patrocinio legale in caso di aggressioni, mutuata sull’esempio del contratto degli infermieri, e del riconoscimento delle indennità nei giorni di ferie, tema trasversale a tutto il pubblico impiego dopo le sentenze dei tribunali che avevano bocciato le vecchie restrizioni. Sul punto, per chiudere il contenzioso i contratti avranno probabilmente bisogno di una norma primaria, che è stata già tentata senza successo nella conversione dell’ultimo decreto Pa. Più specifica è invece la riscrittura della disciplina per la definizione delle tariffe dell’attività libero professionale intramoenia, negli articoli finali del testo. La firma, almeno in base all’aria che si respira alla vigilia, dovrebbe arrivare all’unanimità, in linea con quanto accaduto quasi sempre in questa tornata dopo il recupero della Cgil, una sigla non firmataria dell’accordo sul 2022/24. Intanto a bordo del campo dei rinnovi per la dirigenza pubblica si scalda l’area delle Funzioni locali, il cui atto di indirizzo ha assunto la forma definitiva. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gianni Trovati Heading: Highlight: Nuovo percorso di aumenti della retribuzione di posizione fissa in base agli anni di esperienza Image: -tit_org- Medici, oggi l’accordo sul contratto: aumenti medi da 560 euro al mese -sec_org-
tp:writer§§ Gianni Trovati
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title§§ Fine vita, pressingdi Vaticano e Cei sulla politica "Serve una legge nazionale contro il far west"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100701678005083.PDF
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Estratto da pag. 15 di "STAMPA" del 07 Oct 2026
pubDate§§ 2026-10-07T03:34:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ L’intervento dopo le scelte di alcune Regioni di regolare le procedure per accedere al suicidio assistito Fine vita, pressing di Vaticano e Cei sulla politica “Serve una legge nazionale contro il far west” IL RETROSCENA GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO «L a politica è più divisa della Chiesa», osservano nei sacri palazzi. Santa Sede e Cei concordano sulla necessità di arrivare a una «legge di buon senso» per evitare il «far west» delle norme regionali. Dopo il sì di Veneto, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna anche nel Lazio è iniziato l’iter per regolamentare il “fine vita”. La conferenza episcopale è compatta nel preferire una norma bilanciata che scongiuri sia il «fai da te» degli enti locali sia la prospettiva che, con futuri assetti parlamentari, si arrivi anche in Italia alla «morte programmata» contro la quale Leone ha tuonato in Francia. L’episcopato e la Santa Sede hanno ascoltato i pareri di scienziati ed esperti di bioetica che hanno espresso apprezzamento in particolare per la soluzione adottata in Veneto. Un modello che risponde ai rilievi della Corte Costituzionale fissando rigidi requisiti d’accesso e cioè patologia irreversibile, sofferenza fisica o psicologica intollerabile, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, piena capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. In questo modo l’eutanasia resta proibita e il farmaco deve essere autosomministrato dal paziente. Garantite cure palliative e supporto psicologico, oltreché commissioni multiscidiplinari nelle Asl composte da medici, psichiatri e bioeticisti e un organo di consulenza e supporto. Ecco la base su cui le autorità ecclesiastiche ritengono possibile partire per varare una legge nazionale. «Lo sforzo di inserire garanzie va riconosciuto - osserva l’arcivescovo Renzo Pegoraro, medico e presidente della Pontificia Accademia per la Vita -. Quando una persona è ben assistita, accompagnata e non prova dolore, la richiesta di suicidio sfuma. Il problema del mancato intervento del Parlamento, che però non è obbligato dalla Consulta a legiferare, esiste ed è serio. C’è bisogno di una regolamentazione unitaria per evitare che le Regioni procedano in ordine sparso. Anche il governo dovrebbe fare di più. La frammentazione rischia di esporre i soggetti più fragili e vulnerabili a pressioni psicologiche o alla sensazione di essere un peso, spingendoli verso decisioni estreme, pur di liberare familiari o altri dalla fatica dell’assistenza. La materia riguarda valori fondanti del sistema sanitario e merita responsabilità nazionale». Evidenzia il vescovo Francesco Savino, vicepresidente Cei: «La legge sul fine vita non è più rimandabile. Vanno stabilite regole chiare e univoche in tutta Italia colmando un pericoloso vuoto legislativo. Per evitare le fughe in avanti serve una legge nazionale. Il fine vita tocca diritti personalissimi, incrocia la coscienza e i profili di diritto penale, responsabilità professionale, livelli essenziali di assistenza, principio di uguaglianza». Il Paese «non può permettersi geografie variabili. L’assenza di una cornice unitaria produce prassi difformi e conflittualità tra territori, si alimentano disuguaglianze e contenziosi. Una legge statale deve chiarire confini, competenze, tempi e garanzie procedurali, evitando che atti amministrativi suppliscano al legislatore. Va messo al centro il diritto alla cura. Nessun ordinamento serio può rispondere alla sofferenza con una scorciatoia», avverte. Sull’altra sponda del Tevere il “fine vita” trova resistenze nella maggioranza. La Lega si spacca tra il no di Matteo Salvini e il sì di Luca Zaia, Forza Italia è divisa tra Antonio Tajani contrario e Marina Berlusconi favorevole. Fratelli d’Italia la ritiene una controversa da non affrontare a fine legislatura. Qual è però il punto che rende debole la posizione estrema che rende debole la posizione oltranzista di parte della maggioranza? «Alcuni settori del centrodestra – puntualizza il costituzionalista Stefano Ceccanti, ex presidente Fuci – si erano erroneamente convinti prima del rinnovo di quattro giudici
della Corte costituzionale che con questo cambio la corte potesse cambiare una giurisprudenza che ormai era consolidata e si sono invece ritrovati la Corte che ha dato il via libera anche a leggi regionali, in assenza di una normativa nazionale. Però, imbevuti di una forma di massimalismo continuano a bloccare tutto mentre in sostanza i buoi sono già scappati ed altri se ne aggiungono». Dice Ceccanti: «Paradossalmente quel senso di realismo che dovrebbero avere i responsabili politici ce l’hanno molti uomini di Chiesa abituati non da oggi a ragionare in termini di bene possibile, di leggi imperfette, di norme che si arrestano di fronte a uno spazio incomprimibile di libertà personale. La dichiarazione conciliare “Dignitatis Humanae” parla di immunità dalla coercizione. Enuncia un modello di limitazione del diritto penale e di regolamentazione di scelte pur discutibili che va oltre la libertà religiosa». Chiesa e politica in dialogo a posizioni invertite . — ---End text--- Author: GIACOMO GALEAZZI Heading: Highlight: Monsignor Savino “Va colmato un vuoto legislativo che disorienta” Image:DANIELE SOLAVAGGIONE/LAPRESSE Iniziative La raccolta firme per una legge di iniziativa popolare consegnata alla Regione Piemonte dall’Associazione Luca Coscioni perché venga regolato il fine vita come accaduto in Veneto Toscana ed Emilia-Romagna -tit_org- Fine vita, pressingdi Vaticano e Cei sulla politica “Serve una legge nazionale contro il far west” -sec_org-
tp:writer§§ GIACOMO GALEAZZI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/07/2026100701678005083.PDF
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