title§§ Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203256907533.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "CORRIERE DELLE ALPI" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T05:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203256907533.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203256907533.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLE ALPI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203256907533.PDF tp:ocr§§ Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 La nostra è la seconda regione per assistiti per ciascun dottore Ostanel: «La riforma senza tempi necessari» VENEZIA I dati in commissione È un Veneto ancora in crisi di vocazioni, nell’alveo della medicina di base. Lo segnala Gimbe, nel suo ultimo rapporto, citando i 747 camici bianchi della medicina di famiglia di cui la nostra regione è ancora orfana. Il secondo dato più alto a livello nazionale, dopo quello più che doppio della Lombardia. Numeri di un’emergenza, a maggior ragione alla vigilia della rivoluzione del settore. Come lo è un altro dato: i 1.526 assistiti seguiti in media da ciascun dottore di famiglia in Veneto; ancora una volta, il secondo dato più alto dopo quello lombardo, e nettamente superiore alla media italiana, ferma a 1.383. Sono gli elementi che, un paio di giorni fa, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa e il direttore generale del settore a livello regionale Giancarlo Ruscitti hanno portato nella sede della Quinta commissione consiliare. Cornice della discussione relativa alle medicine di gruppo: 77 in regione, con 639 professionisti e oltre 930.000 cittadini coinvolti. E il rischio chiusura, con la nascita il prossimo primo gennaio delle nuove aggregazioni funzionali territoriali. «Ma ci è stato garantito che le medicine di gruppo non chiuderanno», assicura la consigliera di Avs Elena Ostanel, «E il direttore Ruscitti ci ha promesso che saranno investite le stesse risorse degli anni scorsi, pari a 12.000.000 euro. Ma, senza finanziamenti aggiuntivi, è impensabile mantenere lo stesso personale a supporto e potenziare il servizio di medicina di territorio per le persone. Oltre a questo, mentre altre regioni sono già avanti, qui si vuole passare al nuovo modello entro dicembre; ma per organizzare un processo così complesso servono tempo e il coinvolgimento, in primis, dei medici di medicina generale, e poi degli amministratori nei territori», la conclusione della consigliera di Avs. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Un medico di medicina generale -tit_org- Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203256907533.PDF §---§ title§§ «Vaio, ognuno si prenda le proprie responsabilità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201676704911.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "GAZZETTA DI PARMA" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T03:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201676704911.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201676704911.PDF', 'title': 'GAZZETTA DI PARMA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201676704911.PDF tp:ocr§§ Intervento Il Pd risponde a FdI «Vaio, ognuno si prenda le proprie responsabilità» ‰‰ Il segretario Partito democratico di Fidenza, Fabrizio Monopoli, a nome del partito, risponde a Daniele Aiello e Domenico Muollo, sul loro intervento relativo all’ospedale di Vaio. «Cari consigliere Aiello e presidente di circolo Muollo, non nascondiamoci dietro un dito: i dati sulla sanità regionale che voi citate, a partire dal disavanzo, non sono nient’altro che la prova di un fatto politico ormai evidente: che la Regione Emilia-Romagna difende con le unghie e con i denti la sanità pubblica e trova sempre le risorse per farla funzionare, comprese quelle che i vostri “amici” al governo si rifiutano di investire. Parliamo dello stesso governo che ha portato la spesa sanitaria pubblica al 6,2% del Pil contro il 7,1% della media europea, mentre 5,8 milioni di italiani - quasi un italiano su dieci rinunciano a curarsi (fonte: fondazione Gimbe). Nessuno nega che a Vaio sussistano delle criticità, ma si tratta di criticità comuni a tutta la sanità pubblica, i cui responsabili fareste bene, visto che siete al governo, a ricercare prima di tutto in casa vostra. Chi chiude i rubinetti a monte (a Roma) non può poi lamentarsi dicendo che a valle (a Fidenza) non arriva abbastanza acqua, e il giochetto di fare il partito d’opposizione a Fidenza mentre si è al governo del Paese è tanto più imbarazzante quanto più lo portate avanti. E a proposito di metterci la faccia, non conosciamo bene le dinamiche interne di Fratelli d’Italia, ma noi siamo una comunità politica che prende posizione in modo collegiale, non un gruppetto sparuto di personaggi in cerca di notorietà. Quanto a Fratelli d’Italia, dopo quattro anni al governo del Paese in cui ci ha “regalato” una crescita prossima allo zero nonostante il Pnrr, una produzione industriale in costante calo, una sanità pubblica indebolita e definanziata e uno smantellamento pianificato del welfare a svantaggio dei più deboli, sarebbe ora che cominciasse ad assumersi le proprie responsabilità, invece che tentare maldestramente di scaricarle sui territori». r.c. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: R.C Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Vaio, ognuno si prenda le proprie responsabilità» -sec_org- tp:writer§§ r.c guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201676704911.PDF §---§ title§§ Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203144606294.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "MATTINO DI PADOVA" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203144606294.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203144606294.PDF', 'title': 'MATTINO DI PADOVA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203144606294.PDF tp:ocr§§ Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 La nostra è la seconda regione per assistiti per ciascun dottore Ostanel: «La riforma senza tempi necessari» VENEZIA I dati in commissione È un Veneto ancora in crisi di vocazioni, nell’alveo della medicina di base. Lo segnala Gimbe, nel suo ultimo rapporto, citando i 747 camici bianchi della medicina di famiglia di cui la nostra regione è ancora orfana. Il secondo dato più alto a livello nazionale, dopo quello più che doppio della Lombardia. Numeri di un’emergenza, a maggior ragione alla vigilia della rivoluzione del settore. Come lo è un altro dato: i 1.526 assistiti seguiti in media da ciascun dottore di famiglia in Veneto; ancora una volta, il secondo dato più alto dopo quello lombardo, e nettamente superiore alla media italiana, ferma a 1.383. Sono gli elementi che, un paio di giorni fa, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa e il direttore generale del settore a livello regionale Giancarlo Ruscitti hanno portato nella sede della Quinta commissione consiliare. Cornice della discussione relativa alle medicine di gruppo: 77 in regione, con 639 professionisti e oltre 930.000 cittadini coinvolti. E il rischio chiusura, con la nascita il prossimo primo gennaio delle nuove aggregazioni funzionali territoriali. «Ma ci è stato garantito che le medicine di gruppo non chiuderanno», assicura la consigliera di Avs Elena Ostanel, «E il direttore Ruscitti ci ha promesso che saranno investite le stesse risorse degli anni scorsi, pari a 12.000.000 euro. Ma, senza finanziamenti aggiuntivi, è impensabile mantenere lo stesso personale a supporto e potenziare il servizio di medicina di territorio per le persone. Oltre a questo, mentre altre regioni sono già avanti, qui si vuole passare al nuovo modello entro dicembre; ma per organizzare un processo così complesso servono tempo e il coinvolgimento, in primis, dei medici di medicina generale, e poi degli amministratori nei territori», la conclusione della consigliera di Avs. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Un medico di medicina generale -tit_org- Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203144606294.PDF §---§ title§§ Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201639104711.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "NUOVA VENEZIA" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T03:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201639104711.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201639104711.PDF', 'title': 'NUOVA VENEZIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201639104711.PDF tp:ocr§§ Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 La nostra è la seconda regione per assistiti per ciascun dottore Ostanel: «La riforma senza tempi necessari» VENEZIA I dati in commissione È un Veneto ancora in crisi di vocazioni, nell’alveo della medicina di base. Lo segnala Gimbe, nel suo ultimo rapporto, citando i 747 camici bianchi della medicina di famiglia di cui la nostra regione è ancora orfana. Il secondo dato più alto a livello nazionale, dopo quello più che doppio della Lombardia. Numeri di un’emergenza, a maggior ragione alla vigilia della rivoluzione del settore. Come lo è un altro dato: i 1.526 assistiti seguiti in media da ciascun dottore di famiglia in Veneto; ancora una volta, il secondo dato più alto dopo quello lombardo, e nettamente superiore alla media italiana, ferma a 1.383. Sono gli elementi che, un paio di giorni fa, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa e il direttore generale del settore a livello regionale Giancarlo Ruscitti hanno portato nella sede della Quinta commissione consiliare. Cornice della discussione relativa alle medicine di gruppo: 77 in regione, con 639 professionisti e oltre 930.000 cittadini coinvolti. E il rischio chiusura, con la nascita il prossimo primo gennaio delle nuove aggregazioni funzionali territoriali. «Ma ci è stato garantito che le medicine di gruppo non chiuderanno», assicura la consigliera di Avs Elena Ostanel, «E il direttore Ruscitti ci ha promesso che saranno investite le stesse risorse degli anni scorsi, pari a 12.000.000 euro. Ma, senza finanziamenti aggiuntivi, è impensabile mantenere lo stesso personale a supporto e potenziare il servizio di medicina di territorio per le persone. Oltre a questo, mentre altre regioni sono già avanti, qui si vuole passare al nuovo modello entro dicembre; ma per organizzare un processo così complesso servono tempo e il coinvolgimento, in primis, dei medici di medicina generale, e poi degli amministratori nei territori», la conclusione della consigliera di Avs. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Un medico di medicina generale -tit_org- Veneto senza medici di base: ne mancano ancora 747 -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201639104711.PDF §---§ title§§ Arriva la sanità che in molise non c'è link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100202968808620.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "NUOVO MOLISE" del 02 Oct 2026

L ' aggiornamento prevede circa 800 nuovi servizi, prestazioni e terapie «per garantire a tutti, ovunque risiedano, l ' accesso a prestazioni innovative perché non ci siano una sanità di serie a e una di serie b», dice il ministro schillaci. un auspicio che in molise è un miraggio, essendo ultima, per i lea, tra le regioni

pubDate§§ 2026-10-02T08:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100202968808620.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100202968808620.PDF', 'title': 'NUOVO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100202968808620.PDF tp:ocr§§ LA PUBBLICAZIONE DEI NUOVI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) ARRIVA LA SANITÀ CHE IN MOLISE NON C’È L'aggiornamento prevede circa 800 nuovi servizi, prestazioni e terapie «per garantire a tutti, ovunque risiedano, l'accesso a prestazioni innovative perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B», dice il ministro Schillaci. Un auspicio che in Molise è un miraggio, essendo ultima, per i Lea, tra le regioni “Garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Servizio Sanitario Nazionale più giusto per tutti”. E’ questo l’obiettivo da raggiungere, indicato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, attraverso i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), aggiornati dopo anni attraverso un dpcm e un decreto ministeriale pubblicati oggi sulla Gazzetta uf iciale: l’aggiornamento prevede circa 800 fra nuovi servizi, prestazioni e terapie. Con la pubblicazione dei nuovi Lea, afferma Schillaci, “scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Ssn più moderno, equo e vicino ai reali bisogni di salute”. Dall’ampliamento del programma di screening neonatale all’inserimento di prestazioni per una migliore caratterizzazione del tumore al seno ino a nuovi esami e cure in esenzione per le malattie croniche, l’aggiornamento dei Lea prevede circa 800 fra nuovi servizi e prestazioni attraverso interventi di modi ica, sostituzione e revisione delle voci precedenti. Si interviene, ad esempio, nel campo della prevenzione, oncologia e malattie rare e croniche, ma anche nell’ambito dei dispositivi medici e protesi. L’aggiornamento precedente dei Lea, ricorda il ministero della Salute, risale al 2017. Ma ha trovato piena attuazione solo nel 2024, con lo sblocco del necessario decreto tariffe. Il precedente dpcm era del 2001. La volontà politica, chiarisce ancora il ministro, è di intervenire sui Lea in “tempi rapidi, assicurando alla sanità pubblica la capacità di tenere il passo con le innovazioni, che hanno valore solo se realmente accessibili davvero a tutti e senza dover attendere decenni”. Inoltre, l’eliminazione delle prestazioni ormai obsolete contribuirà a rafforzare la sostenibilità del Servizio sanitario. Sul fronte economico, per l’aggiornamento dei Lea sono previsti 200 milioni di euro l’anno. I Lea, sottolinea il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, “non venivano rinnovati da 10 anni. Quanto all’applicazione omogenea da parte delle Regioni, stiamo cercando in maniera proattiva di omogeneizzarla sul territorio, superando quelle criticità storiche tra le regioni del Nord e il Sud”. Parlano di un “risultato importante” anche il presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giuseppe Quintavalle, e l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Per il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, si tratta di un “segnale positivo per i cittadini che però va rafforzato con maggiori investimenti nella sanità pubblica, per garantire a tutti le stesse cure”. Chiaro il monito di Anelli: “Dobbiamo evitare che un provvedimento nato per rendere più uniforme il diritto alla salute inisca, per insuf icienza di risorse o capacità organizzativa, per produrre nuove disuguaglianze nell’accesso alle cure”. Fortemente critica è invece la posizione della segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi: “Ci chiediamo come pensa il Governo di garantire i nuovi Lea, con le risorse che già ora non bastano per la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale ed il personale che è insuf iciente, stremato e sottopagato”. Per questo, afferma, “a partire dalla prossima legge di bilancio occorrono risorse adeguate al Ssn per allineare l’Italia ai Paesi europei più avanzati con un inanziamento del Fabbisogno Sanitario Nazionale pari al 7,5% del PIL, destinando le maggiori risorse alle strutture pubbliche e alla valorizzazione del personale, come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da un’ampia rete di associazioni, tra le quali la Cgil”. LE PRESTAZIONI NEW ENTRY CON I NUOVI LEA Adozione dello screening neonatale della SMA già previsto in alcune Regioni ed ora esteso su tutto il territorio nazionale, test prenatali non invasivi e Screening Neonatale Esteso (SNE) ad altre otto ulteriori patologie metaboliche e rare tra cui immunode icienze combinate gravi (SCID), mucopolisaccaridosi di tipo I (MPS I), adrenoleucodistro ia legata all’X (X-ALD), malattia di Pompe, malattia di Fabry, malattia di Gaucher. Sono alcune delle prestazioni aggiunte ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) aggiornati. Grazie alla diagnosi precoce e attraverso lo screening alla nascita è infatti possibile intervenire tempestivamente, prima della comparsa dei sintomi, evitando gravi conseguenze sulla salute del bambino. Non solo. Tra le 800 nuove prestazioni previste, compare l’aggiornamento delle prestazioni specialistiche in esenzione per il controllo della gravidanza isiologica. Varie le novità in campo oncologico. E’ previsto un programma di screening e di sorveglianza nazionale dei soggetti a rischio eredo familiare per tumore della mammella e/o ovaio, con prestazioni previste per le donne sane ma a rischio in quanto portatrici di varianti patogene di geni BRCA1-2: potranno effettuare nei Lea la visita senologica, ecogra ia transvaginale, ecogra ia bilaterale della mammella, inclusa l’ecogra ia del cavo ascellare, visita ginecologica, agoaspirato ecoguidato. Inseriti anche test genetici predittivi della risposta a trattamenti farmacologici. Nuove prestazioni in esenzione sono previste poi per gli assistiti affetti da: Disturbi del comportamento alimentare Dca (previste 2 nuove prestazioni in esenzione: Terapia psicoeducazionale per disturbi dell’alimentazione e della nutrizione per seduta individuale ciclo di 10 sedute e per seduta collettiva con ciclo di 10 sedute); Mici (malattie in iammatorie croniche intestinali); Cirrosi epatica, Cirrosi biliare; Asma; Diabete mellito; Epatite cronica; Epilessia; De icit di ormone della crescita (Gh); Morbo di basedow; Lupus eritematoso sistemico. Sul fronte delle esenzioni, il Dpcm introduce un ampliamento signi icativo delle patologie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. Tra le new entry igurano: esenzioni previste per Sindrome ibromialgica (forme gravi) e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Con i nuovi Lea arriva inoltre l’aggiornamento di varie prestazioni di specialistica ambulatoriale e l’inserimento di nuovi ausili come protesi innovative (in leghe leggere e ibre di carbonio) per arti superiori e inferiori. Eliminate varie prestazioni ormai obsolete. Ad esempio, per la colite ulcerosa e malattia di crohn sono state inserite diverse prestazioni ed eliminati il clisma del colon con doppio contrasto e clisma del tenue. MOLISE FANALINO DI CODA PER I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA Molise bocciato per i LEA dalla fondazione Gimbe. Tutto parte dalle “pagelle” diramate lo scorso luglio dal Ministero della Salute attraverso l’annuale “Monitoraggio dei Lea attraverso gli indicatori Core del nuovo sistema di garanzia” relativo al 2024. Commentando questi dati, Gimbe scatta in un comunicato stampa la propria fotogra ia, che tiene anche conto di come a livello nazionale nello stesso anno “quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico”. Stando agli adempimenti Lea diramati dal Ministero, la Campania risulta nell’anno di riferimento nelle tre voci di riferimento (prevenzione, distrettuale e ospedaliera) sempre adempiente. Ciò nonostante, la regione si colloca nella seconda parte della graduatoria, conseguendo un voto appena suf iciente nella prevenzione e poco migliore nella parte ospedaliera. Un fatto generalizzato per il sud, come spiega il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta: “Fatta eccezione per la Puglia, tutte le altre regioni meridionali si collocano nella parte inferiore della classi ica o presentano almeno un’area di poco superiore alla suf ic ienza. Aumentano dunque le ‘promozioni’ formali, ma la frattura territoriale rimane ben visibile”. Nella sua personale classi ica, Gimbe mette la Campania tra le regioni bocciate, con un punteggio complessivo pari a 209, davanti solo a provincia autonoma di Bolzano (206), Basilicata (205), Sicilia (196), Molise (192) e Calabria (189), mentre per il Ministero solo tre realtà (Calabria, Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano) risultano parzialmente inadempienti: “Queste differenze - prosegue Cartabellotta - confermano che in una regione adempiente possono convivere performance molto diverse nelle tre macroaree. E un servizio sanitario regionale che funziona bene in un’area e arranca nelle altre non può certo considerarsi equilibrato”. Rispetto al 2023, la Campania migliora il punteggio complessivo, segnando un aumento complessivo di tre punti: “Il recupero delle regioni in maggiore dif icoltà è indubbiamente un segnale positivo - conclude il presidente di fondazione Gimbe - anche se il cittadino potrebbe non percepire subito un corrispondente miglioramento dell’accesso alle cure e della qualità dell’assistenza”. Il divario territoriale resta evidente nell’elaborazione della Fondazione GIMBE sui dati 2024 dei Livelli essenziali di assistenza, anche se il numero delle Regioni formalmente inadempienti è sceso rispetto all’anno precedente. Il ministero della Salute non assegna un punteggio complessivo ai sistemi sanitari regionali: GIMBE ha sommato i risultati ottenuti nelle tre macro-aree e suddiviso i punteggi in quartili. “La classi ica restituisce una fotogra ia del divario Nord-Sud molto più nitida di quella offerta dalla semplice distinzione tra Regioni adempienti e inadempienti. Nelle prime dieci posizioni si collocano sette Regioni del Nord, due del Centro e una sola del Sud, la Puglia. Nelle ultime sette, fatta eccezione per la Provincia autonoma di Bolzano, si trovano esclusivamente Regioni del Mezzogiorno”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. Calabria e Sicilia sono le sole Regioni del Mezzogiorno che nel 2024 non raggiungono la soglia in almeno una macro-area. Secondo l’analisi della Fondazione, ad eccezione della Puglia, le altre Regioni meridionali si trovano nella parte inferiore della graduatoria oppure presentano almeno un’area poco sopra il minimo richiesto. Rispetto al 2023, quindici Regioni migliorano il punteggio complessivo elaborato da GIMBE, cinque peggiorano e il Veneto rimane stabile. Gli incrementi maggiori riguardano Valle d’Aosta, con 48 punti in più, e Abruzzo, con 47. Le riduzioni vanno da un punto del Molise agli 11 delle Marche. “Il recupero delle Regioni in maggiore dif icoltà è indubbiamente un segnale positivo, anche se il cittadino potrebbe non percepire subito un corrispondente miglioramento dell’accesso alle cure e della qualità dell’assistenza”, osserva Cartabellotta. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Nel 2024 il punteggio totale degli adempimenti della Regione Friuli Venezia Giulia ai livelli essenziali di assistenza (LEA), ovvero le prestazioni che il Servizio sanitario regionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 248 su 300 punti, che colloca la regione al nono posto nazionale secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg). Lo evidenzia la Fondazione Gimbe nel report pubblicato oggi sugli adempimenti delle Regioni rispetto ai LEA nel 2024. Rispetto al 2023, il Friuli Venezia Giulia è migliorato di 13 punti, spiega il report Gimbe. In dettaglio, dalla valutazione dei 27 indicatori del Nsg, suddivisi in tre aree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), la Regione si colloca 9a per l’area della prevenzione, 6a per l’area distrettuale; e 11a per l’area ospedaliera. Image:SCHILLACI IN MOLISE -tit_org- Arriva la sanità che in molise non c’è -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100202968808620.PDF §---§ title§§ C'è la Biennale dell'economia cooperativa: «La Romagna in prima ? la con idee e valori» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203171506595.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "SETTESEREQUI" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203171506595.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203171506595.PDF', 'title': 'SETTESEREQUI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203171506595.PDF tp:ocr§§ IMPRESE Venerdì 9 e sabato 10 a Milano, il presidente di Legacoop Paolo Lucchi presenta sfide e obiettivi C’è la Biennale dell’economia cooperativa: «La Romagna in prima fila con idee e valori» «Far crescere l’Italia, insieme». È la sfida attorno alla quale Legacoop riunirà a Milano, il 9 e 10 ottobre, protagonisti della politica, dell’economia, del lavoro, dell’impresa e della ricerca per la Biennale dell’Economia Cooperativa, in programma a The Mall, nel giorno (il 10) in cui l’organizzazione celebra i 140 anni dalla sua fondazione. Due giornate per discutere non soltanto del futuro della cooperazione, ma soprattutto delle grandi trasformazioni che attendono l’Italia e l’Europa: crescita e competitività, lavoro e coesione sociale, crisi demografica, salute, nuovi bisogni, politica industriale e ruolo dell’Europa. «Celebrare 140 anni di storia significa soprattutto assumersi la responsabilità di guardare avanti - afferma Simone Gamberini, presidente di Legacoop -. L’Italia ha bisogno di tornare a crescere, ma la crescita non può essere misurata soltanto attraverso i numeri: deve tradursi in lavoro di qualità, riduzione delle disuguaglianze, innovazione, welfare e nuove opportunità per le persone e per i territori. Con la Biennale vogliamo mettere a confronto idee e proposte diverse e offrire il contributo della cooperazione alla costruzione di un nuovo progetto di sviluppo per il Paese, dentro un’Europa più forte e più coesa». «Il nostro territorio - dichiara il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi - sarà presente in forze alla Biennale dell’Economia Cooperativa con il suo patrimonio di idee, valori, persone e proposte. Si tratta di un evento imperdibile per tutto il movimento cooperativo, nell’ambito del quale affronteremo questioni decisive per il futuro del Paese, in un momento di sfide delicate a livello locale, nazionale e internazionale. Storicamente, è proprio nei periodi di difficoltà che si riafferma il ruolo fondamentale della Cooperazione nel costruire un mondo migliore per tutti: la Biennale si pone l’obiettivo di proiettare ancor di più le nostre istanze al centro del dibattito, in particolare per le nuove generazioni». I lavori, dopo il saluto di Attilio Dadda, presidente Legacoop Lombardia e quelli istituzionali del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, verranno aperti dal keynote speech di Francesco Clementi, professore ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università «La Sapienza» di Roma. Sarà poi lo stesso Gamberini, che presenterà «Far crescere l’Italia, insieme. Le proposte di Legacoop per il Paese» e il Manifesto per i 140 anni. Nella prima giornata interverranno, tra gli altri, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, Elly Schlein, Giuseppe Conte e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Vera Buonomo. Al centro della Biennale anche alcune delle grandi questioni sociali del Paese. Alessandro Rosina affronterà la crisi demografica e l’Italia del 2050, mentre Nino Cartabellotta porrà il tema della sostenibilità e dell’universalità del diritto alla salute. Il mondo cooperativo si confronterà su come rispondere ai nuovi bisogni degli italiani, dal welfare all’abitare, dai consumi ai servizi. La seconda giornata allargherà lo sguardo all’Europa. Dopo l’intervento del presidente dell’International Cooperative Alliance Ariel Guarco, l’ex Premier Enrico Letta terrà il keynote speech «Europa: molto più di un mercato». Seguiranno confronti con rappresentanti delle istituzioni, del Governo e dell’impresa, tra cui Adolfo Urso, Francesco Lollobrigida, Tommaso Foti (a confronto con la presidente di Conscoop e Cecop, Monica Fantini), Raffaele Fitto e Maurizio Marchesini, insieme ai vertici di importanti realtà cooperative e delle organizzazioni agricole. Momento centrale della Biennale sarà la Lectio Magistralis del Premio Nobel per l’Economia 2025 Philippe Aghion, dedicata a «Crescere in Europa: la distruzione creatrice tra cooperazione e coesione sociale». A seguire, Aghion stesso si confronterà, tra gli altri, con Romano Prodi (già Presidente della Commissione Europea ed ex Premier), Carlo Cimbri e Fabrizia Lapecorella, in un panel moderato da Ferruccio de Bortoli (già Direttore del Corriere della Sera). La Biennale sarà anche un viaggio nella storia e nella cultura cooperativa, attraverso le «Lettere Cooperative» e lo spettacolo «Le emozioni che abbiamo vissuto», di e con Walter Veltroni. A completare il programma, nella serata del 9 ottobre alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, l’appuntamento «Economia di guerra o economia di pace?», confronto tra Mario Pianta, Rodolfo Di Tommaso e Attilio Dadda. Al termine la proiezione del cortometraggio «Everyday in Ga2a», prodotto da WeWorld e diretto da Omar Rammal, vincitore del David di Donatello 2026. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:DA SINISTRA PAOLO LUCCHI, PRESIDENTE LEGACOOP ROMAGNA E A DESTRA SIMONE GAMBERINI, PRESIDENTE NAZIONALE -tit_org- C’è la Biennale dell’economia cooperativa: «La Romagna in prima ? la con idee e valori» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100203171506595.PDF §---§ title§§ Nel "catalogo" Lea più oncologia e test neonatali = Via libera a 800 nuovi livelli di assistenza Più test neonatali e prevezione sui tumori link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791906063.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "AVVENIRE" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791906063.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791906063.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791906063.PDF tp:ocr§§ Venerdì 2 ottobre 2026 ANNO LIX n° 231 1,50 € Santi Angeli Custodi Edizione chiusa alle ore 22 Quotidiano di ispirazione cattolica Editoriale Il caso Pike e il paradosso morte-cura IL FALLIMENTO DELLO STATO BOIA ANNA MARIA BROGI «S ono io che do la morte e faccio vivere; io percuoto e io risano». La solennità del Cantico di Mosè, nel libro biblico del Deuteronomio (32,29), risuona come una eco potente dietro la vicenda giudiziaria e umana della cinquantenne americana Christa Pike, sopravvissuta a una doppia iniezione letale nel carcere di massima sicurezza di Riverbend, a Nashville in Tennessee. Condannata alla pena capitale nel 1996 per l’uccisione della diciannovenne Colleen Slemmer, Pike ha trascorso trent’anni nel braccio della morte. Una vita. All’epoca appena diciottenne, assieme all’allora fidanzato Tadaryl Shipp picchiò, torturò e ammazzò quella compagna che avevano conosciuto a un campus di formazione lavorativa per adolescenti problematici. Il ragazzo evitò la pena capitale perché minorenne: aveva 17 anni. E oggi può chiedere la libertà condizionale. Per Christa, adulta suo malgrado, nessuna attenuante. Nel tentativo di fermare in extremis l’esecuzione fissata per mercoledì scorso, gli avvocati avevano presentato ricorso alla Corte Suprema sostenendo che la condanna di Pike non teneva conto del pesante vissuto personale di quella ragazza: abusi sessuali, disturbo bipolare, miseria morale e materiale. Quando mancavano dieci minuti allo scadere, il conto alla rovescia era stato bloccato. Non per molto. Con una prova di massima efficienza, il massimo tribunale americano in poche ore ha dato il via libera all’esecuzione. Lo Stato ha deciso: Christa deve morire. E così sia. Nella sera del giorno stabilito (erano arrivate le 20, l’una di ieri in Italia), la detenuta viene condotta dalla sua cella alla stanza dell’iniezione letale. w w w. a v v e n i r e . i t I nostri temi IL FATTO Oggi in Cdm il documento di finanza pubblica, pesa la corsa dei rendimenti del BTp. Spread a 118 Tra bisogno e realtà Le priorità del Forum Terzo settore per la Finanziaria: demografia, disparità e ambiente Coperta corta per Meloni, che ora dovrà convincere l’Ue sull’utilizzo degli introiti Iva ECONOMIA CIVILE Territori più floridi senza troppi divari tra giovani e anziani Guardando solo alla bilancia economica, in Italia la coperta della spesa pensionistica è sempre più corta. «Ma il conflitto tra generazioni è un gioco a somma zero, che dà alla politica l’opportunità di mantenere lo status quo», ha denunciato ieri a Firenze il ricercatore dell’università di Pavia Pietro Ghirlanda al Festival nazionale dell’Economia civile, che ha aperto l’ottava edizione. Ceredani e Viana (inviati a Firenze) alle pagine 6-7 IL DECRETO SCUOLA Le scuole di italiano sono già in affanno: 31mila in lista d’attesa Sono nati dalle ceneri delle scuole serali e oggi accolgono circa 185mila stranieri. I CPIA, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti sono le strutture destinate a formare i genitori stranieri che non parlano l’italiano. Il problema è che le carenze strutturali sono tante e che un ampliamento del servizio richiederebbe risorse cospicue al momento non identificate. Arena a pagina 5 In vista della prossima legge di Bilancio arrivano le proposte del Forum Terzo Settore, incentrate su tre direttrici e presentate ieri a Roma: demografia, contrasto alle diseguaglianze e tutela dell’ambiente. «Il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura e della tutela ambientale - si legge nel documento programmatico intitolato “La persona prima di tutto” - può produrre un risparmio immediato ma genera nel medio periodo costi sociali e per la salute, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle istituzioni». Ma la strada è stretta, strettissima: dopo un primo “no” di Bruxelles all'Italia sulla richiesta di una maggiore flessibilità per l'impennaMeloni ieri alla Cna / Ansa ta dell'inflazione, Meloni non demorde e, al termine di una riunione di m aggioranza segnata dalla preoccupazione, invia l’attesa lettera a Von der Leyen. La proposta messa in campo da Italia, Grecia e Repubblica Ceca in vista dell’Ecofin consiste nel “via libera” a utilizzare parte dell’extragettito Iva per le misure di sostegno e nello scomputare l’aumento di spesa pubblica legato all’impennata dell’inflazione. L’UMANO E L’IA Così possiamo giudicare le macchine VINCENZO PAGLIA Solo Dio ci può salvare? Non sono più soltanto filosofi, teologi o umanisti a interrogarsi. Sono gli stessi protagonisti della rivoluzione dell’IA a lanciare allarmi sempre più espliciti. A pagina 19 SANITÀ Nel “catalogo” Lea più oncologia e test neonatali ENRICO NEGROTTI Più spazio a screening neonatali e prevenzione oncologica nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea): in tutto 800 nuove prestazioni, in vigore tra un mese. A pagina 12 Carini, Iasevoli e Rosana a pagina 3 PROTESTA Mille persone fermate, un preside cosparso di benzina PREGHIERA Con 700 ragazzi avviata la settimana del Rosario La rivolta contro tutto e tutti degli studenti francesi Il grido dei bimbi con il Papa «Vogliamo subito la pace» continua a pagina 18 Editoriale I prezzi, la crisi, la politica RISPOSTE ALL’ALTEZZA MARCO FERRANDO L’ inflazione oltre il 4% (ai massimi da tre anni), lo spread verso quota 120 e soprattutto il rendimento pagato dal BTp decennale oltre il 4,6% danno la misura di un quadro economico in rapido peggioramento. La situazione, però, non sta precipitando. Siamo piuttosto di fronte alla naturale evoluzione di un processo di aggravamento progressivo, partito da lontano, generalizzato e dovuto alla stratificazione di numerosi elementi critici o straordinari: le tensioni in Medio Oriente con le loro ricadute commerciali, ma anche i giganteschi investimenti dell’IA, con debiti enormi e altrettante incognite in termini di ritorni. Un mix di focolai grandi e piccoli che non sembrano destinati a spegnersi in tempi brevi, anzi. Non a caso i problemi sono più o meno gli stessi in tutto il mondo, come dimostrano gli interessi pagati dal debito americano (i titoli trentennali viaggiano al 5,65%) o gli allarmi inflazionistici che mettono a dura prova tutte le principali banche centrali con le loro politiche monetarie, chiamate a trovare una quadra non facile tra prezzi e sostegno alla crescita. La vera urgenza è sulle conseguenze ultime di tutto questo, e quindi anzitutto su prezzi insostenibili per una fetta sempre più ampia di famiglie e imprese. In Italia e non solo. Ma se prendiamo per buona la diagnosi d’insieme, emerge chiaramente la necessità di risposte all’altezza. E per cercarle può essere interessante e forse anche utile andare alla radice dei problemi, dove – in una necessaria ottica di medio-lungo periodo – si possono trovare le uniche soluzioni in grado di sbrogliare un groviglio che ha assunto proporzioni inedite. Da dove partire? continua a pagina 20 Zappalà a pagina 13 L'ALLARME DEL DAP Gambassi a pagina 2 Carceri allo stremo: 20mila detenuti più della capienza IL POLITOLOGO XIAOYU LU DOMENICA LE PRESIDENZIALI «La Cina adesso punta a mantenere gli assetti» In Brasile la sfida diventa tra Lula e Bolsonaro jr Fulvi a pagina 11 Miele a pagina 9 Capuzzi a pagina 8 Divieto di sosta Gutenberg Massimo Onofri Voglio andare ad Alghero/1 Q ualche notte fa, sotto una luna luminosa e dolcemente settembrina, passeggiavo sui bastioni della catalana Alghero. Poca folla: e una temperatura finalmente meravigliosa. A un certo punto, ecco spuntare un bambino molto grazioso – sei o sette anni al massimo – con degli occhiali molto grandi e delle lenti spessissime, il quale, come in preda a una strana frenesia, si spostava qua e là saltellando felice, guidato da quella specie di enorme stereoscopio che aveva sul naso. L’apice di questa euforia cinetica è stato raggiunto quando, attratto dal pianto forsennato d’un poppante, il piccolo è corso nel punto da cui quel suono straziante proveniva: incollando la sua faccia, per meglio vedere, a quella della neonata che urlava forsennata nel suo carrozzino . Scena struggente e tenerissima, se volete: ma anche di stupefacente euforia, là dove improvvisamente il mondo, percepito a fatica da quel bambino ma con gioiosa ostinazione, sembrava diventare una meravigliosa occasione di festa. Mi sono ricordato del bellissimo racconto di Anna Maria Ortese che apre Il mare non bagna Napoli (1953): della piccola Eugenia che, vissuta nella nebbia d’una cecità quasi totale, mette per la prima volta gli occhiali, restando disgustata di quel vicolo dove viveva e che ora vedeva per la prima volta. © RIPRODUZIONE RISERVATA S San Francesco F ancesco vive v CULTURA Francesco Uomo della Parola Dalla preghiera alla poesia, dal cinema alla fotografia, otto secoli dopo la sua è una realtà viva e feconda. 192 PAGINE dedicate al centenario francescano R RICHIEDI SUBITO LA TUA CO COPIA DA COLLEZIONE RIVISTA.SANFRANCESCO.ORG sacroconvento@sanfrancesco.org Via libera a 800 nuovi livelli di assistenza Più test neonatali e prevezione sui tumori Venerdì 2 ottobre 2026 ANNO LIX n° 231 1,50 € Santi Angeli Custodi Edizione chiusa alle ore 22 Quotidiano di ispirazione cattolica Editoriale Il caso Pike e il paradosso morte-cura IL FALLIMENTO DELLO STATO BOIA ANNA MARIA BROGI «S ono io che do la morte e faccio vivere; io percuoto e io risano». La solennità del Cantico di Mosè, nel libro biblico del Deuteronomio (32,29), risuona come una eco potente dietro la vicenda giudiziaria e umana della cinquantenne americana Christa Pike, sopravvissuta a una doppia iniezione letale nel carcere di massima sicurezza di Riverbend, a Nashville in Tennessee. Condannata alla pena capitale nel 1996 per l’uccisione della diciannovenne Colleen Slemmer, Pike ha trascorso trent’anni nel braccio della morte. Una vita. All’epoca appena diciottenne, assieme all’allora fidanzato Tadaryl Shipp picchiò, torturò e ammazzò quella compagna che avevano conosciuto a un campus di formazione lavorativa per adolescenti problematici. Il ragazzo evitò la pena capitale perché minorenne: aveva 17 anni. E oggi può chiedere la libertà condizionale. Per Christa, adulta suo malgrado, nessuna attenuante. Nel tentativo di fermare in extremis l’esecuzione fissata per mercoledì scorso, gli avvocati avevano presentato ricorso alla Corte Suprema sostenendo che la condanna di Pike non teneva conto del pesante vissuto personale di quella ragazza: abusi sessuali, disturbo bipolare, miseria morale e materiale. Quando mancavano dieci minuti allo scadere, il conto alla rovescia era stato bloccato. Non per molto. Con una prova di massima efficienza, il massimo tribunale americano in poche ore ha dato il via libera all’esecuzione. Lo Stato ha deciso: Christa deve morire. E così sia. Nella sera del giorno stabilito (erano arrivate le 20, l’una di ieri in Italia), la detenuta viene condotta dalla sua cella alla stanza dell’iniezione letale. w w w. a v v e n i r e . i t I nostri temi IL FATTO Oggi in Cdm il documento di finanza pubblica, pesa la corsa dei rendimenti del BTp. Spread a 118 Tra bisogno e realtà Le priorità del Forum Terzo settore per la Finanziaria: demografia, disparità e ambiente Coperta corta per Meloni, che ora dovrà convincere l’Ue sull’utilizzo degli introiti Iva ECONOMIA CIVILE Territori più floridi senza troppi divari tra giovani e anziani Guardando solo alla bilancia economica, in Italia la coperta della spesa pensionistica è sempre più corta. «Ma il conflitto tra generazioni è un gioco a somma zero, che dà alla politica l’opportunità di mantenere lo status quo», ha denunciato ieri a Firenze il ricercatore dell’università di Pavia Pietro Ghirlanda al Festival nazionale dell’Economia civile, che ha aperto l’ottava edizione. Ceredani e Viana (inviati a Firenze) alle pagine 6-7 IL DECRETO SCUOLA Le scuole di italiano sono già in affanno: 31mila in lista d’attesa Sono nati dalle ceneri delle scuole serali e oggi accolgono circa 185mila stranieri. I CPIA, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti sono le strutture destinate a formare i genitori stranieri che non parlano l’italiano. Il problema è che le carenze st rutturali sono tante e che un ampliamento del servizio richiederebbe risorse cospicue al momento non identificate. Arena a pagina 5 In vista della prossima legge di Bilancio arrivano le proposte del Forum Terzo Settore, incentrate su tre direttrici e presentate ieri a Roma: demografia, contrasto alle diseguaglianze e tutela dell’ambiente. «Il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura e della tutela ambientale - si legge nel documento programmatico intitolato “La persona prima di tutto” - può produrre un risparmio immediato ma genera nel medio periodo costi sociali e per la salute, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle istituzioni». Ma la strada è stretta, strettissima: dopo un primo “no” di Bruxelles all'Italia sulla richiesta di una maggiore flessibilità per l'impennaMeloni ieri alla Cna / Ansa ta dell'inflazione, Meloni non demorde e, al termine di una riunione di maggioranza segnata dalla preoccupazione, invia l’attesa lettera a Von der Leyen. La proposta messa in campo da Italia, Grecia e Repubblica Ceca in vista dell’Ecofin consiste nel “via libera” a utilizzare parte dell’extragettito Iva per le misure di sostegno e nello scomputare l’aumento di spesa pubblica legato all’impennata dell’inflazione. L’UMANO E L’IA Così possiamo giudicare le macchine VINCENZO PAGLIA Solo Dio ci può salvare? Non sono più soltanto filosofi, teologi o umanisti a interrogarsi. Sono gli stessi protagonisti della rivoluzione dell’IA a lanciare allarmi sempre più espliciti. A pagina 19 SANITÀ Nel “catalogo” Lea più oncologia e test neonatali ENRICO NEGROTTI Più spazio a screening neonatali e prevenzione oncologica nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea): in tutto 800 nuove prestazioni, in vigore tra un mese. A pagina 12 Carini, Iasevoli e Rosana a pagina 3 PROTESTA Mille persone fermate, un preside cosparso di benzina PREGHIERA Con 700 ragazzi avviata la settimana del Rosario La rivolta contro tutto e tutti degli studenti francesi Il grido dei bimbi con il Papa «Vogliamo subito la pace» continua a pagina 18 Editoriale I prezzi, la crisi, la politica RISPOSTE ALL’ALTEZZA MARCO FERRANDO L’ inflazione oltre il 4% (ai massimi da tre anni), lo spread verso quota 120 e soprattutto il rendimento pagato dal BTp decennale oltre il 4,6% danno la misura di un quadro economico in rapido peggioramento. La situazione, però, non sta precipitando. Siamo piuttosto di fronte alla naturale evoluzione di un processo di aggravamento progressivo, partito da lontano, generalizzato e dovuto alla stratificazione di numerosi elementi critici o straordinari: le tensioni in Medio Oriente con le loro ricadute commerciali, ma anche i giganteschi investimenti dell’IA, con debiti enormi e altrettante incognite in termini di ritorni. Un mix di focolai grandi e piccoli che non sembrano destinati a spegnersi in tempi brevi, anzi. Non a caso i problemi sono più o meno gli stessi in tutto il mondo, come dimostrano gli interessi pagati dal debito americano (i titoli trentennali viaggiano al 5,65%) o gli allarmi inflazionistici che mettono a dura prova tutte le principali banche centrali con le loro politiche monetarie, chiamate a trovare una quadra non facile tra prezzi e sostegno alla crescita. La vera urgenza è sulle conseguenze ultime di tutto questo, e quindi anzitutto su prezzi insostenibili per una fetta sempre più ampia di famiglie e imprese. In Italia e non solo. Ma se prendiamo per buona la diagnosi d’insieme, emerge chiaramente la necessità di risposte all’altezza. E per cercarle può essere interessante e forse anche utile andare alla radice dei problemi, dove – in una necessaria ottica di medio-lungo periodo – si possono trovare le uniche soluzioni in grado di sbrogliare un groviglio che ha assunto proporzioni inedite. Da dove partire? continua a pagina 20 Zappalà a pagina 13 L'ALLARME DEL DAP Gambassi a pagina 2 Carceri allo stremo: 20mila detenuti più della capienza IL POLITOLOGO XIAOYU LU DOMENICA LE PRESIDENZIALI «La Cina adesso punta a mantenere gli assetti» In Brasile la sfida diventa tra Lula e Bolsonaro jr Fulvi a pagina 11 Miele a pagina 9 Capuzzi a pagina 8 Divieto di sosta Gutenberg Massimo Onofri Voglio andare ad Alghero/1 Q ualche notte fa, sotto una luna luminosa e dolcemente settembrina, passeggiavo sui bastioni della catalana Alghero. Poca folla: e una temperatura finalmente meravigliosa. A un certo punto, ecco spuntare un bambino molto grazioso – sei o sette anni al massimo – con degli occhiali molto grandi e delle lenti spessissime, il quale, come in preda a una strana frenesia, si spostava qua e là saltellando felice, guidato da quella specie di enorme stereoscopio che aveva sul naso. L’apice di questa euforia cinetica è stato raggiunto quando, attratto dal pianto forsennato d’un poppante, il piccolo è corso nel punto da cui quel suono straziante proveniva: incollando la sua faccia, per meglio vedere, a quella della neonata che urlava forsennata nel suo carrozzino. Scena struggente e tenerissima, se volete: ma anche di stupefacente euforia, là dove improvvisamente il mondo, percepito a fatica da quel bambino ma con gioiosa ostinazione, sembrava diventare una meravigliosa occasione di festa. Mi sono ricordato del bellissimo racconto di Anna Maria Ortese che apre Il mare non bagna Napoli (1953): della piccola Eugenia che, vissuta nella nebbia d’una cecità quasi totale, mette per la prima volta gli occhiali, restando disgustata di quel vicolo dove viveva e che ora vedeva per la prima volta. © RIPRODUZIONE RISERVATA S San Francesco F ancesco vive v CULTURA Francesco Uomo della Parola Dalla preghiera alla poesia, dal cinema alla fotografia, otto secoli dopo la sua è una realtà viva e feconda. 192 PAGINE dedicate al centenario francescano R RICHIEDI SUBITO LA TUA CO COPIA DA COLLEZIONE RIVISTA.SANFRANCESCO.ORG sacroconvento@sanfrancesco.org P iù screening neonatali, maggiore spazio alla prevenzione oncologica, nuove esenzioni per patologia, interventi per le malattie rare, ma anche introduzione del test prenatale per favorire l’individuazione precoce delle anomalie cromosomiche come la sindrome di Down, abolizione di prestazioni obsolete. Sono i punti più rilevanti dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), i cui decreti di approvazione (uno del presidente del Consiglio di ministri, Dpcm, e uno dei ministri della Salute, Orazio Schillaci, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti), sono stati pubblicati l’altroieri in Gazzetta Ufficiale, ed entreranno in vigore dopo un mese. Nel complesso vengono resi disponibili per i cittadini circa 800 nuovi servizi e prestazioni del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Si tratta del secondo aggiornamento dei Lea, dopo quello del 2017, peraltro entrato pienamente in vigore solo nel 2024 con l’approvazione delle relative tariffe di rimborso. Parla di «risultato storico» il ministro della Salute, Orazio Schillaci: «Scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Ssn più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute». Aggiungendo che si tratta di «un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi. Perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B». Tra le nuove prestazioni spiccano senz’altro quelle dedicate alla prevenzione oncologica: previsto un programma di screening delle varianti patogene dei geni Brca1 e Brca2 per i tumori della mammella e dell’ovaio in donne a rischio genetico per la presenza di casi in famiglia; mentre per le donne sane, ma positive alle varianti patogene, sono previsti programmi di sorveglianza attiva (con ecografie, mammografie e visite senologiche) per rendere più facile una diagnosi precoce. Ancora in ambito oncologico sono previste nuove prestazioni per una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, che consentirà di somministrare la terapia più efficace. Nonché un aggiornamento delle prestazioni di radioterapia. Altra attesa colmata è quella degli screening neonatali: a quell o per l’atrofia muscolare spinale (Sma) si sono aggiunti nel programma di screening neontale esteso (Sne) quelli per altre otto patologie metaboliche e rare. Commenta il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato: «Andiamo a omogeneizzare sul territorio la resa di un’importante indagine diagnostica ponendoci come primi in Europa e primi al mondo per screening neonatali, un fattore molto importante nell’approccio di cura delle malattie rare». Per le malattie croniche e invalidanti sono inserite nuove patologie e introdotte nuove prestazioni in esenzione, nonché aggiornamenti nella descrizione delle malattie o gruppi di malattie rare già comprese nei Lea. Per il percorso della gravidanza fisiologica viene previsto un percorso con nuove prestazioni. Viene altresì reso disponibile il test prenatale non invasivo (Nipt), che consiste in una analisi del Dna fetale tramite un prelievo di sangue alla madre per ottenere una stima del numero dei cromosomi, in particolare il 13, 18, 21 (all’origine della sindrome di Down), e dei cromosomi sessuali X e Y: per questa prestazione (che costa 380 euro al Ssn), riservata alle gravidanze in cui sia stato individuato un rischio rischio compreso tra 1/11 e 1/1000 in base all’esito di un test combinato (dosaggio di HCG libera e PAPP-A ed ecografia per lo studio della traslucenza nucale), è stato calcolato un impatto economico complessivo di 34milioni e 670mila euro, ipotizzando una platea di 91mila beneficiari. L’Associazione italiana persone Down (Aipd) puntualizza che lo screening non fornisce una diagnosi certa e che alle future famiglie dovranno essere offerte informazioni sulla vita delle persone con sindrome di Down e sui sostegni disponibili. «La vera novità – osserva l’economista della sanità Americo Cicchetti, docente di Organizzazione aziendale e di Gestione delle risorse umane presso le facoltà di Medicina e chirurgia e di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – è che l’aggiornamento dei Lea esce in contemporanea con le tariffe, rendendo i nuovi servizi immediatamente fruibili in tutte le Regioni, anche quelle in Piano di rientro». Aggiunge Cicchetti: «Occorre continuare a garantire le risorse già stanziate con le precedenti Manovre, e spingere sull’accantonamento delle prestazioni obsolete per fare spazio all’innovazione di valore». «È importante – commenta Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) – che il Ssn sappia aggiornare nel tempo la propria promessa nei confronti dei cittadini. I progressi della medicina devono poter diventare opportunità di cura accessibili a tutti, indipendentemente dal reddito e dal luogo in cui si vive». Servirà quindi, aggiunge Anelli, «accompagnare l’attuazione dei Lea con risorse adeguate e con un attento monitoraggio: diversamente, il rischio è che le differenze già esistenti tra i territori possano accentuarsi». ---End text--- Author: ENRICO NEGROTTI Heading: Highlight: Aggiornamento dei Lea con un’offerta più ampia che interviene su servizi e prestazioni del Ssn dall’oncologia alle malattie rare Cicchetti: «Bene uscita insieme alle tariffe». Anelli: «Garantire a tutti l’accesso alle cure» Image: -tit_org- Nel “catalogo” Lea più oncologia e test neonatali Via libera a 800 nuovi livelli di assistenza Più test neonatali e prevezione sui tumori -sec_org- tp:writer§§ ENRICO NEGROTTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791906063.PDF §---§ title§§ Prevenzione in treni e stazioni per combattere i tumori al seno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791606064.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "AVVENIRE" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791606064.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791606064.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791606064.PDF tp:ocr§§ Prevenzione in treni e stazioni per combattere i tumori al seno O gni anno in Italia vengono diagnosticati più di 390mila nuovi casi di tumore, circa 176mila dei quali tra le donne. Ma dentro questi numeri ce n’è un altro che racconta quanto spazio esista ancora per la prevenzione: oltre 70mila neoplasie potrebbero essere evitate attraverso stili di vita più sani, controlli regolari e una maggiore adesione ai programmi di diagnosi precoce. È da qui che riparte FrecciaRosa, la campagna promossa dal Gruppo FS insieme a Fondazione IncontraDonna, che per tutto il mese di ottobre porterà medici, volontari, informazione e consulenze direttamente sui treni e nelle stazioni italiane. Giunta alla sedicesima edizione, l’iniziativa coinvolgerà Frecce, Intercity e treni del Regionale di Trenitalia. Dal lunedì al venerdì, su una serie di collegamenti indicati sul sito di Trenitalia, i passeggeri potranno incontrare a bordo i professionisti messi a disposizione dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e ricevere gratuitamente informazioni e consulenze sulla prevenzione oncologica. Sarà inoltre possibile prenotare teleconsulti, per ottenere indicazioni da approfondire successivamente nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Medici e volontari di Fondazione IncontraDonna distribuiranno anche il “Vademecum Salute”, realizzato in collaborazione con il ministero della Salute e disponibile in formato digitale e in diverse lingue. L’obiettivo è trasformare luoghi attraversati ogni giorno da milioni di persone in occasioni per parlare di salute, raggiungendo anche chi difficilmente cercherebbe autonomamente quelle informazioni. Ieri l’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS, Francesca Stacchiotti, Chief People, Culture and Transformation Officer del Gruppo FS, Adriana Bonifacino, Fondatrice di Fondazione IncontraDonna e Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute. «Il Gruppo FS conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della prevenzione e della salute, mettendo la propria rete e i propri treni al servizio delle persone. Da sedici anni portiamo questo messaggio nei luoghi attraversati quotidianamente da milioni di viaggiatori, con l’obiettivo di rendere l’informazione e la prevenzione sempre più accessibili e vicine alle comunità. - ha dichiarato Francesca Stacchiotti, Chief People, Culture and Transformation Officer del Gruppo FS . Quest’anno, accanto alle consulenze gratuite a bordo e alle nuove tappe territoriali, abbiamo voluto ampliare ulteriormente il messaggio attraverso l’illuminazione di 40 stazioni RFI: un segnale concreto che coinvolge l’intera rete ferroviaria e che vuole ricordare a tutti quanto sia importante prendersi cura della propria salute. Per il Gruppo FS prendersi cura delle persone significa anche promuovere, dentro e fuori l’azienda, una cultura dell’ascolto, della prevenzione e del benessere, mettendo al centro le persone e i loro bisogni. È un impegno che riguarda anche le nostre colleghe e i nostri colleghi, perché la salute e la qualità della vita sono parte integrante di un ambiente di lavoro attento, inclusivo e capace di generare valore. FrecciaRosa è un viaggio che facciamo insieme alle istituzioni, ai professionisti della salute e alle associazioni, con la convinzione che la prevenzione sia un patrimonio di tutti». «La prevenzione non è soltanto una scelta individuale, ma una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, professionisti e cittadini – ha sottolineato presentando FrecciaRosa il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato –. Promuovere la cultura della prevenzione significa incentivare corretti stili di vita e favorire l’adesione ai programmi di screening, strumenti fondamentali per intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali. Il nostro impegno è fare in modo che la prevenzione sia sempre più efficace e accessibile, riducendo le disuguaglianze e garantendo a tutti le stesse opportunità di tutela della salute». È soprattutt o il tumore della mammella a mostrare quanto sia importante riuscire ad accorciare questa distanza. Nel 2025 sono state oltre 53mila le donne interessate dalla neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile. La mammografia gratuita biennale è assicurata sull’intero territorio nazionale, ma, secondo i dati richiamati da Fondazione IncontraDonna, solo il 58% delle donne vi si sottopone regolarmente. Un divario che rende la disponibilità dello screening soltanto il primo passaggio: occorre anche convincere le persone ad aderire. «Il 40% di tutte le neoplasie è evitabile intervenendo sui comportamenti quotidiani ed eseguendo esami regolari e percorsi di sorveglianza secondo indicazione», ha ricordato Adriana Bonifacino, fondatrice di IncontraDonna. Quest’anno la campagna punta in particolare anche sulla salute metabolica e sull’obesità, considerate tra le grandi sfide sanitarie contemporanee e correlate al rischio di numerose forme tumorali. FrecciaRosa quest’anno allarga ulteriormente il proprio raggio d’azione. Le attività non si fermeranno ai vagoni. Per la prima volta arriveranno nella stazione RFI di Cosenza e nello scalo FS Logistix di Sampierdarena, a Genova, che si aggiungono all’appuntamento nello scalo romano di San Lorenzo. «FS Logistix è salita a bordo di FrecciaRosa già da due anni. In collaborazione con la Fondazione IncontraDonna e con la ASL di Roma, abbiamo avviato un percorso di prevenzione e divulgazione di corretti stili di vita all’interno dell’hub logistico di Roma San Lorenzo – ha spiegato Sabrina De Filippis, Amministratrice Delegata di FS Logistix –. Nelle iniziative realizzate nei due anni precedenti abbiamo registrato oltre 600 presenze, anche grazie alla vicinanza con l’università, che ha favorito la partecipazione di tanti giovani. Alla luce di questo importante risultato, abbiamo deciso non solo di replicare l’iniziativa a Roma, ma di estenderla anche a Genova». E la rete ferroviaria diventerà anche uno strumento simbolico di sensibilizzazione: 40 stazioni RFI sono state illuminate di rosa nelle serate del 30 settembre e del primo ottobre; Cosenza tornerà a illuminarsi il 19 e 20 ottobre. L’iniziativa, patrocinata dal ministero della Salute e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ha ricevuto per il quarto anno consecutivo la Medaglia del Presidente della Repubblica. Al progetto partecipa anche Farmindustria, che richiama un altro versante della lotta alle patologie femminili, quello della ricerca: sono circa 1.200 i medicinali rivolti alle donne attualmente in sviluppo clinico nel mondo e quasi la metà riguarda i tumori al seno. La sfida resta quindi è continuare a migliorare diagnosi e terapie e contemporaneamente fare in modo che gli strumenti già disponibili raggiungano davvero le persone. Per un mese, sui treni italiani, la prevenzione prova letteralmente ad andare loro incontro. ---End text--- Author: GREGORIO MASSA Heading: Highlight: Riparte il progetto FrecciaRosa: Gruppo Fs con Fondazione IncontraDonna e con il supporto di Aiom portano avanti per tutto ottobre la campagna di sensibilizzazione con la possibilità di prenotare teleconsulti Image:Nelle foto sopra due delle stazioni illuminate di rosa: quella di Reggio Emilia AV e (in alto) e quella di Roma Termini. Sotto, un momento della conferenza stampa di ieri /Gruppo FS -tit_org- Prevenzione in treni e stazioni per combattere i tumori al seno -sec_org- tp:writer§§ GREGORIO MASSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791606064.PDF §---§ title§§ Contro il disagio classi aperte agli psicologi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791006070.PDF description§§

Estratto da pag. 74 di "ESPRESSO" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791006070.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791006070.PDF', 'title': 'ESPRESSO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791006070.PDF tp:ocr§§ Contro il disagio classi aperte agli psicologi arlare di diritti è gratis, per questo alla politica piace tanto. Il campo dei diritti è spesso utilizzato come un serbatoio di marketing politico a costo zero: ci si può dividere su un tema specifico senza che né l’una né l’altra posizione costino un euro e allora tanto vale alzare il volume e l’asticella dello scontro. Sia chi sostiene di volerli ampliare o accrescere sia chi dice di volerne restringere o modificare l’orizzonte, spesso si comporta allo stesso modo: prende quanto spazio serve per incendiare il dibattito, per distrarre l’opinione pubblica da un altro tema, per toccare alcune categorie in periodo elettorale o semplicemente per muovere un sondaggio. Poi, quando l’effetto si esaurisce e l’obiettivo è raggiunto, torna a parlare d’altro, delle «vere emergenze del Paese», relegando l’in- guarda. Secondo noi vestimento sui diritti alla spesa stire, ma ancora prim marginale. come farlo. Noi di Diritto a Stare Bene In giorni come qu pensiamo invece che il campo tito sull’educazione al dei diritti poggi sull’unico giaci- sato da un altissimo g mento inesplorato di crescita a noi ci sottraiamo allo disposizione del Paese e dell’U- tema e facciamo una nione: il capitale umano del- diamo che l’educare a le persone e le sue possibilità di tri entri nelle scuole s svilupparsi e accrescere la par- sionisti della psicolog tecipazione di ciascuno alla vita Per questo stiamo pubblica. Noi vediamo nell’inve- a sostegno di una mo stimento sui diritti la possibilità AscoltaMI rivolto agl di dare carburante all’iniziativa riori che in questo mo individuale, iscrivendola in un lavoro col- cher per ottenere cin lettivo che accompagna la persona in tutte gia. Chiediamo che d le fasi della vita in comunità, favorendone la di psicologia direttam piena espressione di sé. le classi scolastiche, s Pensiamo anche che il dibattito sui di- voucher sportelli, pe ritti manchi spesso l’obiettivo di realizzar- disagio di ragazze e ra li perché non inserisce il tema della realiz- cenda privata, da aff zabilità degli interventi e della misurabilità alla volta, e pensiamo dei risultati nel discorso pubblico che lo ri- di arrivare prima a chi P esenza a nelle ori sul oposta a Stare r quasi milione on 600 ti negli fragili guarda. Secondo noi serve decidere di investire, ma ancora prima serve ragionare sul come farlo. In giorni come questi, nei quali il dibattito sull’educazione alle relazioni è attraversato da un altissimo grado di polarizzazione noi ci sottraiamo allo scontro ideologico sul tema e facciamo una proposta chiara: chiediamo che l’educare alle relazioni con gli altri entri nelle scuole sulle spalle dei professionisti della psicologia e della pedagogia. Per questo stiamo raccogliendo le firme a sostegno di una modifica del programma AscoltaMI rivolto agli studenti delle superiori che in questo momento eroga dei voucher per ottenere cinque sedute di psicologia. Chiediamo che diventi un vero servizio di psicologia direttamente all’interno delle classi scolastiche, superando la logica di voucher sportelli, perché pensiamo che il disagio di ragazze e ragazzi non sia una faccenda privata, da affrontare una persona alla volta, e pensiamo che il voucher rischi di arrivare prima a chi ha già più strumenti e solo più tardi, o mai, a chi ne avrebbe più bisogno. Quel meccanismo inoltre lascia fuori proprio il luogo in cui il clima di una scuola si forma ogni giorno: la classe, che resta esattamente com’era. Né pensiamo che basti formare gli insegnanti su temi così distanti dalla loro preparazione specifica per prevenire violenza, bullismo, povertà educativa e abbandono scolastico. La nostra proposta non inventa nulla. Il fondo c’è e il capitolo di bilancio pure. Perfino la direzione è già stata tracciata e non da chi propone questa modifica: nel protocollo del 2024, il ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ordine degli psicologi hanno indicato come orizzonte una presenza stabile della psicologia dentro le scuole. Cambia invece il meccanismo. Dall’anno scolastico 2027/2028, al posto dei voucher, in ogni istituto beneficiario entrerebbe una psicologa o uno psicologo stabile e negli istituti più grandi anche una seconda figura. Si tratterebbe di una presenza a tempo pieno, dedicata a un solo istituto, per tutto l’anno, in tutte le classi e in tutte le sue sedi. Per psicologhe e psicologi, come per pedagogiste e pedagogisti, sarebbero previsti una selezione pubblica nazionale e un contratto di tre anni. La differenza vera, però, la fa l’orario e la proposta lo fissa direttamente nella norma. Almeno il 40 per cento del tempo va trascorso dentro le classi, a lavorare con il gruppo su come si discute, come si collabora, come si sbaglia. Non più del 25 per cento può essere dedicato all’ascolto individuale. Almeno il 20 per cento va al lavoro con docenti, personale e dirigenza, perché il clima di un gruppo dipende molto da chi lo guida: vale per un ufficio e vale allo stesso modo per una classe. È un rovesciamento di prospettiva. La psicologia smette di essere soltanto un servizio a cui rivolgersi quando qualcosa si è già rotto e diventa una presenza quotidiana che lavora sulle relazioni proprio per evitare che si arrivi a quel punto. I numeri danno la misura della scelta. Seicento psicologhe e psicologi in circa SUI BANCHI 570 istituti, a partire dai contesti più fragiUna studentessa di li, raggiungerebbero quasi mezzo milione liceo alla prova di di studentesse e studenti, circa 24.500 clasmaturità si e 47.000 persone tra docenti e personale. Al loro fianco lavorerebbero 57 pedagogiste e pedagogisti, una presenza ogni dieci istituti. Con risorse pari a 3,2 volte quelle di oggi, il servizio arriverebbe a un numero di ragazze e ragazzi quasi sette volte più grande di quello attuale, e per un anno intero invece che per cinque ore. Il costo per ciascuna e ciascuno di loro scenderebbe da 250 a 121 euro, e questo calcolo non tiene nemmeno conto di docenti e personale, che il servizio raggiungerebbe in aggiunta. Resta la domanda a cui ogni proposta di spesa deve rispondere: quanto costa in più? Per potenziare il servizio, il fondo andrebbe aumentato di 11,5 milioni di euro nel 2027 e di 41,5 milioni l’anno nel 2028 e nel 2029, con la stessa copertura finanziaria già usata per la misura attuale. Non sarebbe una spesa permanente: dal 2030, salvo proroghe, la dotazione tornerebbe quella di oggi. Nel frattempo l’Istituto superiore di sanità misurerebbe l’impatto del servizio, e la decisione di renderlo stabile arriverebbe soltanto dopo quella valutazione, con una nuova legge. Su dirittoastarebene.it è attiva una raccolta firme per sostenere questa proposta. Vi aspettiamo. ---End text--- Author: FRANCESCO MAESANO Heading: Highlight: Serve una presenza quotidiana nelle scuole che lavori sul gruppo. La proposta di Diritto a Stare Bene per quasi mezzo milione di studenti, con 600 professionisti negli istituti più fragili Image:SUI BANCHI Una studentessa di liceo alla prova di maturità -tit_org- Contro il disagio classi aperte agli psicologi -sec_org- tp:writer§§ FRANCESCO MAESANO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791006070.PDF §---§ title§§ Quasi 900 procedimenti disciplinari pendenti nella sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787006046.PDF description§§

Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787006046.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787006046.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787006046.PDF tp:ocr§§ Quasi 900 procedimenti disciplinari pendenti nella sanità Quasi 900 procedimenti ancora aperti, molti dei quali fermi da anni, anche su sospensioni e radiazioni dall’albo. È il peso dell’arretrato che grava sulla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps): secondo le ultime rilevazioni, riferite al 2024, i procedimenti pendenti sono 896 e oltre 600 risalgono al periodo 2017-2022. I numeri sono stati portati da Tonino Aceti, presidente di Salutequità, nell’audizione in commissione Giustizia della Camera sul ddl C. 2880 di riforma della Cceps. Il provvedimento, presentato dal Governo il 15 aprile, è in prima lettura alla Camera: assegnato alla commissione Giustizia il 26 maggio, è in esame dal 15 luglio e il 29 settembre si è svolto il ciclo di audizioni. L’obiettivo è intervenire su arretrati e tempi lunghi. La Commissione sarà articolata in due sezioni e il processo diventerà telematico. Cambia soprattutto l’effetto dei ricorsi: la sanzione non resterà più sospesa automaticamente fino alla decisione finale, mentre la tutela cautelare sarà valutata dalla Commissione. Previsto anche un contributo unificato di 500 euro per i nuovi ricorsi. La cancellazione volontaria dall’albo, inoltre, non fermerà i procedimenti disciplinari già avviati. Per Salutequità, però, i tempi ordinari del ddl potrebbero non bastare. Aceti propone di valutare un decreto-legge per abbattere subito l’arretrato e dare priorità a sospensioni, radiazioni e ai casi più rilevanti per la sicurezza delle cure. Chiesta anche una relazione annuale al Parlamento con ricorsi ricevuti e definiti, pendenze, anzianità dell’arretrato, tempi medi e mediani, fasi cautelari ed esiti. Infine, Salutequità propone una verifica dell’impatto della riforma dopo 12 o 24 mesi e solleva dubbi sulla clausola di invarianza finanziaria. «Non possiamo svegliarci nuovamente tra 5 anni e accorgerci che il sistema non performa», ha detto Aceti. Cinque i parametri su cui misurare il nuovo assetto: certezza del diritto, tempestività, trasparenza, indipendenza e prevenzione. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Quasi 900 procedimenti disciplinari pendenti nella sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787006046.PDF §---§ title§§ Sanità, arriva l'upgrade link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787106047.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "ITALIA OGGI" del 02 Oct 2026

Prestazioni, servizi e terapie con 800 novità

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787106047.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787106047.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787106047.PDF tp:ocr§§ In Gazzetta Ufficiale il decreto sui nuovi livelli essenziali di assistenza Sanità, arriva l’upgrade Prestazioni, servizi e terapie con 800 novità ai recenti screening sui neonati al test prenatale non invasivo, dalle nuove esenzioni per le patologie rare oltre che croniche ai percorsi di sorveglianza per le donne con rischio ereditario di tumore al seno e dell’ovaio. E ancora nuove le prestazioni di genetica, radioterapia, diagnostica, interventi sui disturbi dell’alimentazione, aggiornamento dell’assistenza protesica e una revisione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza. Sono queste alcune delle novità del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2026 in materia di modifiche e integrazioni dei livelli essenziali di assistenza pubblicato sulla gazzetta ufficiale numero 227 del 30 settembre. Nello specifico, l’aggiornamento precedente dei Lea risale al 2017 ma ha D trovato piena attuazione solo nel 2024, con lo sblocco del necessario decreto tariffe voluto dal Ministro Schillaci e che permise la definizione dei nuovi costi per l'assistenza specialistica ambulatoriale e protesica. Il provvedimento di questi giorni prevede un pacchetto di circa 800 novità tra prestazioni, servizi, terapie, trattamenti e si pone un duplice obiettivo: da un lato migliorare l’appropriatezza delle cure razionalizzando le prescrizioni; dall’altro eliminare le prestazioni ritenute obsolete poiché non capaci di risponde in maniera efficace alla domanda sanitaria. Uno degli interventi più significativi riguarda la prevenzione neonatale. Infatti, viene inserito stabilmente nei Lea lo screening neonatale per l’Atrofia muscolare spinale (Sma) e di nuove malattie genetiche e metaboliche introducendoli tra le attività garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, è previsto l’inserimento di nuove prestazioni come i test prenatali non invasivi e di prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica a tutela della mamma e del nascituro. Sul fronte oncologico entrano nel nomenclatore una serie di esami per potenziare la ricerca del tumore al seno e dell’ovaio, tra cui quelli capaci di identificare l’esistenza di un rischio ereditario. Per quest’ultimo caso, il nuovo LEA programma un sistema di screening e sorveglianza strutturato in due fasi: la prima riguarda l’identificazione delle varianti patogenetiche presenti nelle familiari di donne con tumore mammario o ovarico; la seconda fase scatta per le donne in salute ma risultate positive ai test e prevede un percorso di sorveglianza attiva finalizzato alla diagnosi precoce. Tra le altre novità abbiamo: sul fronte delle patologie invalidanti, l’inserimento di nuove malattie nel nomenclatore e ulteriori prestazioni in esenzione; per quanto concerne l’aggiornamento del sistema radioterapico, è stato creato un percorso unitario che comprende sia la prestazione radioterapica che quelle preparatorie al trattamento; in merito alla specialistica ambulatoriale, si ha l’innesto di nuove prestazioni e la cancellazione di quelle obsolete; relativamente alle patologie croniche figurano, nelle forme gravi, la sindrome fibromialgica, l'idrosadenite suppurativa e la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Infine, cambiamenti anche per i disturbi dell'alimentazione e della nutrizione, con l'introduzione della terapia psicoeducazionale sia individuale che di gruppo. ---End text--- Author: PASQUALE QUARANTA Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, arriva l'upgrade -sec_org- tp:writer§§ Pasquale Quaranta guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201787106047.PDF §---§ title§§ Arrivano i nuovi Lea Per Schillaci è un risultato storico Dopo la svolta continua la sfida link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201786006056.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "L'IDENTITÀ" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201786006056.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201786006056.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201786006056.PDF tp:ocr§§ LA PUBBLICAZIONE Arrivano i nuovi Lea Per Schillaci è un risultato storico Dopo la svolta continua la sfida L a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle norme che aggiornano i Livelli Essenziali di Assistenza segna un passaggio storico e atteso come decisivo per il Servizio Sanitario Nazionale. Il provvedimento rinnova l'offerta delle prestazioni garantite ai cittadini, superando il quadro normativo del 2017 la cui piena attuazione era rimasta sospesa ed è stata resa possibile solo a fine 2024 con l'approvazione del decreto sulle nuove tariffe della specialistica ambulatoriale e delle protesi. Le disposizioni diventeranno ora operative trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione. A rivendicare il valore politico e sanitario della riforma è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che definisce l'aggiornamento «un risultato storico». «Con la pubblicazione dei nuovi Lea in Gazzetta Ufficiale scriviamo un capitolo decisivo», ha dichiarato Schillaci, precisando che l'obiettivo risiede nel rendere il Ssn «più moderno ed equo» e nell'assicurare l'accesso alle innovazioni «indipendentemente dal territorio di residenza». E ha poi evidenziato come la sostenibilità del sistema richieda di «eliminare prestazioni superate», affiancando le nuove tutele alla cancellazione di trattamenti obsoleti e al rafforzamento dei vincoli di appropriatezza prescrittiva. Sul piano operativo, questa manovra interessa oltre 800 tra servizi, prestazioni diagnostiche e percorsi terapeutici. La struttura finanziaria poggia su due binari: un provvedimento da 149,5 milioni di euro annui per le misure con nuovi oneri a carico del Ssn e un decreto a costo zero per lo Stato affidato alle Regioni. Nella prevenzione neonatale viene stabilizzato lo screening per l'atrofia muscolare spinale e ampliato lo screening neonatale esteso alle malattie rare, intercettando oltre 390 mila neonati l'anno. Per la gravidanza fa il suo ingresso nel nomenclatore il test prenatale non invasivo sul Dna fetale per oltre 90 mila donne all'anno, insieme agli esami per il citomegalovirus. In oncologia nasce il percorso di sorveglianza per donne a rischio eredità di tumore della mammella e dell'ovaio e i test per il carcinoma mammario precoce. Entrano cicli fino a venti sedute di terapia psicoeducazionale per i disturbi alimentari, una patologia epatica e tre nuove esenzioni per patologie croniche. Si allarga l'elenco delle malattie rare esenti (come le encefalopatie di sviluppo e la malattia di Kawasaki), si aggiorna la protesica e si rivedono i ricoveri a rischio di inappropriatezza. Se l'ampliamento clinico raccoglie consensi sia in sede politica sia tra le società scientifiche, l'impatto reale sullo scenario sanitario amlia il serrato dibattito già in corso sulla sostenibilità e sull'equità dell'erogazione nei territori. Il nodo principale viene individuato nella capacità delle Regioni e delle aziende sanitarie di applicare uniformemente le norme. I sindacati dei medici, come il Sumai, segnalano la carenza di personale necessario a garantire i servizi, la Fnomceo chiede maggiori investimenti operativi e la Fiaso sollecita la fine dei divari territoriali. Mentre dai banchi delle opposizioni giunge l'allarme sul rischio che, senza fondi aggiuntivi per la gestione, le sperequazioni regionali finiranno per accentuarsi. La vera sfida dei nuovi LEA si giocherà dunque sulla concreta esigibilità dei diritti da parte di tutti i cittadini. Dopo la svolta, la scommessa continua. ---End text--- Author: GIORGIO BRESCIA Heading: Highlight: Image: -tit_org- Arrivano i nuovi Lea Per Schillaci è un risultato storico Dopo la svolta continua la sfida -sec_org- tp:writer§§ GIORGIO BRESCIA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201786006056.PDF §---§ title§§ Fine vita, le Regioni si muovono ma a Roma è tutto fermo = Fine vita, le Regioni si muovono ma a Roma é tutto fermo: "Serve una legge nazionale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790506069.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "L'IDENTITÀ" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790506069.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790506069.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790506069.PDF tp:ocr§§ L’APPELLO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA OCCHIUTO: “SERVE UNA LEGGE NAZIONALE” Fine vita, le Regioni si muovono ma a Roma è tutto fermo Fine vita, le Regioni si muovono ma a Roma è tutto fermo: “Serve una legge nazionale” L APPELLO DI FORZA ITALIA E DEL PRESIDENTE DELLA CALABRIA OCCHIUTO C’ è movimento sul territorio, c’è la mobilitazione popolare e c’è l’attenta risposta degli enti locali. C’è uno stallo – e da tante parti silenzio – a livello nazionale. È questa la cornice in cui si trova la legge sul Fine vita, su cui le Regioni (lo hanno già fatto Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Veneto) continuano a dare risposte, mentre a Roma manca ancora una normativa nazionale. L’ultimo capitolo di questa ormai lunga storia arriva da due altri territori nel nostro Paese. Nel Lazio, l’Associazione Luca Coscioni ha consegnato ieri al Consiglio regionale 13mila firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito”. La campagna punta a introdurre procedure e tempi certi per dare attuazione alle condizioni già individuate dalla Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito. ELEONORA CIAFFOLONI a pagina 3 C’ è movimento sul territorio, c’è la mobilitazione popolare e c’è l’attenta risposta degli enti locali. C’è uno stallo – e da tante parti silenzio – a livello nazionale. È questa la cornice in cui si trova la legge sul Fine vita, su cui le Regioni (lo hanno già fatto Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Veneto) continuano a dare risposte, mentre a Roma manca ancora una normativa nazionale. L’ultimo capitolo di questa ormai lunga storia arriva da due altri territori nel nostro Paese. Nel Lazio, l’Associazione Luca Coscioni ha consegnato ieri al Consiglio regionale 13mila firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito”. La campagna punta a introdurre procedure e tempi certi per dare attuazione alle condizioni già individuate dalla Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito. “Una persona non deve essere tenuta in condizione di sofferenza insopportabile per mesi addirittura per anni”, ha detto Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, alla consegna delle firme. L’obiettivo dei promotori è quindi quello di organizzare il percorso sanitario regionale per chi si trovi nelle condizioni previste dalla giurisprudenza costituzionale. Nello stesso giorno la Puglia ha messo sul tavolo una nuova proposta - questa volta presentata dalla maggioranza (con primo firmatario il dem Stefano Minerva) - dopo quella depositata il 7 settembre dai consiglieri di minoranza Napoleone Cera della Lega e Marcello Lanotte di Forza Italia. Qui, il confronto si sposta direttamente in Consiglio regionale con la proposta del Pd che punta a definire il percorso all’interno delle Asl senza introdurre nuovi requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Due territori diversi da cui arriva – anche se con diverse modalità - la stessa richiesta: garantire procedure certe e uniformi sul fine vita in assenza di una disciplina nazionale. Perché il punto cruciale rimane proprio questo, il vuoto legislativo nazionale. Il nostro Paese non ha ancora una legge dello Stato che disciplini in maniera organica tempi, procedure e modalità del suicidio medicalmente assistito. Il quadro attuale è quello che guarda alla giurisprudenza costituzionale, cioè dalla sentenza 242 del 2019, con cui la Consulta ha escluso la punibilità dell’aiuto al suicidio in presenza di precise condizioni: la persona deve essere pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ritiene intollerabili, e tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. Le condizioni devono inoltre essere verificate dal Servizio sanitario nazionale, con il coinvolgimento del Comitato etico. Anche più recentemente, nel luglio 2026, la sentenza 152 ha ribadito che, in assenza di un intervento legislativo, il requisito della dipendenza da trattamenti di sostegno vitale manti ene un ruolo centrale nel perimetro individuato dalla sentenza del 2019. Un riferimento, appunto, ma non una legge. E nell’attesa (nella speranza che non sia vana) sono state le Regioni a muoversi sul piano organizzativo con normative o percorsi specifici. Tuttavia, la questione delle competenze regionali è finita davanti alla Consulta che, per ogni caso, valuta eventuali illegittimità e individua i confini tra le normative del territorio e quelle dello Stato. Ovviamente tutte diverse. È proprio qui che si inserisce la questione sollevata dal presidente della Calabria Roberto Occhiuto: “Serve una legge uguale in tutta Italia”, ha detto, sostenendo che affidare alle singole Regioni il compito di legiferare rischierebbe di produrre una “legislazione Arlecchino”. Insomma, il Parlamento dovrebbe assumersi la responsabilità di stabilire una disciplina uniforme a livello nazionale. “Io mi auguro – ha concluso – che all’inizio della prossima legislatura si possa fare e mi auguro che una legge del genere sia nel programma del centrodestra per le prossime elezioni”. E se Occhiuto parla di centrodestra, è soprattutto dai banchi della sua Forza Italia che si trovano maggiori consensi. Tra gli altri, nelle scorse settimane, avevano avanzato la stessa richiesta la presidente dei senatori azzurri Stefania Craxi – “Penso che il Parlamento debba affrontare una discussione presente nella maggioranza dell’opinione pubblica. Il centrodestra non può rimanere indietro rispetto a istanze maggioritarie” – e la senatrice FI Licia Ronzulli che ha fatto appello al Parlamento: “Quando si parla di diritti di salute non ci si può limitare a girare la faccia dall’altra parte”. Eppur si muove, qualcosa. Ma i testi per una legge nazionale sul Fine vita rimangono bloccati nelle Commissioni come in una palude che, forse, rimarrà tale almeno fino al voto. Ma quanto a lungo il Parlamento può lasciare che siano le singole amministrazioni territoriali, le sentenze della Consulta e le iniziative dei cittadini a costruire, pezzo dopo pezzo, il quadro del fine vita in Italia? La stessa Corte costituzionale ha rivolto, fin dal 2019, un “vigoroso auspicio” perché la materia venga regolata in modo organico. Cos’altro serve? ---End text--- Author: ELEONORA CIAFFOLONI Heading: L APPELLO DI FORZA ITALIA E DEL PRESIDENTE DELLA CALABRIA OCCHIUTO Highlight: Image: -tit_org- Fine vita, le Regioni si muovono ma a Roma è tutto fermo Fine vita, le Regioni si muovono ma a Roma é tutto fermo: “Serve una legge nazionale” -sec_org- tp:writer§§ ELEONORA CIAFFOLONI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790506069.PDF §---§ title§§ La sfida sui Lea: garantirli in tutto il Paese = Nuovi Lea, la sfida: garantirli in tutta Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790406068.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 02 Oct 2026

Oltre 800 prestazioni entrano nel SSN, dagli screening neonatali a nuove malattie esenti

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790406068.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790406068.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790406068.PDF tp:ocr§§ LA SANITÀ La sfida sui Lea: garantirli in tutto il Paese SANITÀ Pubblicato l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza Nuovi Lea, la sfida: garantirli in tutta Italia Oltre 800 prestazioni entrano nel SSN, dagli screening neonatali a nuove malattie esenti l governo aggiorna i Livelli essenziali di assistenza (Lea), nei quali rientrano 800 tra nuove terapie e prestazioni, inclusi gli screening neonatali. a pagina XII I uovi Lea, 800 aggiornamenti per il Servizio sanitario. La vera sfida sarà garantirli in tutta Italia. Screening neonatali, oncologia di precisione, nuovi esami e ausili. Il decreto impone però alle Regioni di attuare le novità senza risorse aggiuntive. Dopo nove anni cambiano i Livelli essenziali di assistenza, il paniere delle cure garantite gratuitamente o con il ticket. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm del 7 agosto e del decreto interministeriale del 3 agosto diventano definitivi circa 800 aggiornamenti. Non sono 800 prestazioni tutte nuove. Il conteggio comprende inserimenti, sostituzioni, accorpamenti, modifiche dei codici, nuovi criteri prescrittivi ed eliminazioni. Le novità principali riguardano lo LA NOVITÀ screening Il provvedimento neonatale per l’atrofia cerca di adeguare muscolare spinale e al- i criteri ai progressi tre malattie della medicina rare e metaboliche, i test e a una diagnostica prenatali, la più efficace diagnostica oncologica, i test genomici per il carcinoma mammario, la sorveglianza delle donne con varianti BRCA, la radioterapia, le esenzioni e gli ausili. L’aggiornamento è una buona notizia. Porta nel Servizio sanitario prestazioni già utilizzate ma non garantite in modo uniforme. Cerca inoltre di adeguare i Lea ai progressi della medicina. Una parte delle modifiche è però tecnica: correzioni, nuovi codici, descrizioni più precise e trasformazione di singole prestazioni in pacchetti. Tra gli inserimenti figurano la radioN frequenza pulsata per alcune sindromi dolorose, l’albumina glicata per i pazienti nei quali l’emoglobina glicata non è affidabile e il test sullo stato mutazionale prognostico del carcinoma mammario ormonoresponsivo in fase precoce. Per il diabete viene ammessa in esenzione la fotografia del fondo oculare con refertazione, in alternativa alla visita completa. Per l’epilessia la risonanza magnetica sostituisce di norma la Tac nel monitoraggio. Alcune encefalopatie dello sviluppo ed epilettiche, comprese le sindromi di Dravet, Lennox-Gastaut, West e Landau-Kleffner, confluiscono in un gruppo unitario delle malattie rare. Il decreto cancella anche prestazioni obsolete o sostituite da tecniche più appropriate. Tra queste la densitometria ossea a ultrasuoni, la spirometria separata dei due polmoni, l’ecografia monolaterale della mammella e la ricerca dell’antigene HDVAg per l’epatite D. In radioterapia diverse voci scompaiono come prestazioni autonome, ma confluiscono nei nuovi pacchetti terapeutici. Vengono rivisti anche gli esami in esenzione. Per l’ipotiroidismo congenito escono ACTH e radiografia del torace; per il morbo di Basedow l’ecografia oculare. In altri casi si tratta di sostituzioni: la risonanza delle orbite prende il posto della Tac e gli anticorpi contro il recettore del TSH sostituiscono quelli antitireoglobulina e antitireoperossidasi. Eliminare esami superati è corretto. Va però verificato che le prestazioni cancellate siano inutili o sostituite in modo adeguato. Altrimenti il risparmio pubblico potrebbe diventare una nuova spesa per le famiglie. Il punto più delicato riguarda le risorse. Il decreto stabilisce che le Regioni debbano attuare le modifiche senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, utilizzando la dotazione già assegnata al Servizio sanitario. La previsione può reggere per correzioni, accorpamenti o sostituzioni di esami. È più difficile applicarla all’estensione di screening, test genetici, sorveglianza oncologica ed esenzioni. Uno screening richiede laboratori, personale, trasporto dei campioni, risposte rapide e centri capaci di prendere in carico i positivi. La medicina oncologica di precisione ha bisogno di tecnologie, reagenti, specialisti e controlli di qualità. Anche un’esenzione ha un costo: il cittadino non paga il ticket, ma il sistema deve finanziare la prestazione. Occorre quindi capire se i risparmi prodotti dalle cancellazioni basteranno a coprire le novità. In caso contrario, la spesa ricadrà sui bilanci regionali o si tradurrà in liste d’attesa, accessi limitati e nuove differenze territoriali. Le Regioni dotate di reti diagnostiche solide potranno partire più velocemente. Quelle con carenze di personale, laboratori insufficienti e conti fragili rischiano di restare indietro. Un diritto nazionale potrebbe così continuare a dipendere dal luogo di residenza. Resta anche il problema dei tempi. IL NODO RISORSE Sono trascorLe Regioni devono si nove anni attuare le modifiche dall’aggiornamento del senza nuovi 2017, troppo rispetto alla o maggiori oneri velocità della scienza. In per la finanza oncologia pubblica l’Aifa può rendere rimborsabile un farmaco mirato, ma il test molecolare necessario per prescriverlo può non essere ancora nei Lea. Serve un aggiornamento continuo, affidato a una struttura stabile che valuti prestazioni, efficacia e costi. Le tabelle fissate nei decreti rischiano invece di nascere già vecchie. Le 800 modifiche sono un passo avanti, non il traguardo. Il risultato non si misurerà contando le voci in Gazzetta, ma verificando quanti cittadini riusciranno a ottenere quelle prestazioni, nei tempi necessari e senza pagare di tasca propria. ---End text--- Author: ETTORE MAUTONE Heading: Highlight: IL NODO RISORSE Le Regioni devono attuare le modifiche senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica LA NOVITÀ Il provvedimento cerca di adeguare i criteri ai progressi della medicina e a una diagnostica più efficace Image:L’esecuzione di uno screening mammografico -tit_org- La sfida sui Lea: garantirli in tutto il Paese Nuovi Lea, la sfida: garantirli in tutta Italia -sec_org- tp:writer§§ Ettore Mautone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201790406068.PDF §---§ title§§ Norme & Tributi - Tra le cure Ssn entrano 800 nuove prestazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791506059.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "SOLE 24 ORE" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791506059.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791506059.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791506059.PDF tp:ocr§§ Tra le cure Ssn entrano 800 nuove prestazioni Dagli screening neonatali agli esami per tumori, gravidanza e anoressia Il decreto in Gazzetta Marzio Bartoloni C’è lo screening neonatale per scovare la Sma - l’atrofia muscolare spinale - già previsto in alcune Regioni, ma ora esteso in tutti Italia come gli altri test prenatali non invasivi e lo screening neonatale esteso (Sne) ad altre otto patologie metaboliche e rare tra cui le immunodeficienze combinate gravi (Scid), le malattie di Pompe, Fabry e Gaucher. Ma anche esami mirati per il tumore al seno o per trattare disturbi alimentari come l’anoressia. Ecco alcune delle nuove prestazioni sanitarie aggiunte ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) e cioè le cure che il Ssn deve garantire gratuitamente ai cittadini contenute nel decreto del ministero della Salute pubblicato ieri sulla «Gazzetta Ufficiale». L’ultimo aggiornamento risaliva a dieci anni fa. Tra le 800 nuove prestazioni previste, compare l'aggiornamento delle prestazioni specialistiche in esenzione per il controllo della gravidanza fisiologica. Varie le novità in campo oncologico: previsto un programma di screening e sorveglianza nazionale dei soggetti a rischio familiare per tumore della mammella e dell’ovaio, con prestazioni previste per le donne sane ma a rischio in quanto portatrici di varianti patogene di geni BRCA1-2: potranno effettuare nei Lea la visita senologica, ecografia transvaginale, ecografia bilaterale della mammella, inclusa l'ecografia del cavo ascellare, visita ginecologica, agoaspirato ecoguidato. Inseriti anche test genetici predittivi della risposta a trattamenti farmacologici. Nuove prestazioni in esenzione sono previste poi per gli assistiti affetti da disturbi del comportamento alimentare - a partire dalla terapia psicoeducazionale con un ciclo di dieci sedute - ma anche per le Mici (malattie infiammatorie croniche intestinali); la cirrosi epatica, la cirrosi biliare; l’asma; il diabete mellito; l’epatite cronica; l’epilessia; il deficit di ormone della crescita (Gh); il morbo di basedow; il lupus eritematoso sistemico. Sul fronte delle esenzioni, il Dpcm introduce anche l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria per la sindrome fibromialgica e per la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Con i nuovi Lea arriva inoltre l'aggiornamento di varie prestazioni di specialistica ambulatoriale e l'inserimento di proteprotesi innovative (in leghe leggere e fibre di carbonio) per arti superiori e inferiori. Eliminate infine varie prestazioni ormai obsolete. «Garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l'accesso a prestazioni e servizi innovativi perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Ssn più giusto per tutti», è l’obiettivo del decreto secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci. Per Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici, si tratta di un «segnale positivo per i cittadini» a patto che «un provvedimento nato per rendere più uniforme il diritto alla salute finisca, per insufficienza di risorse o capacità organizzativa, per produrre nuove disuguaglianze nell'accesso alle cure». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Il decreto in Gazzetta Highlight: L’ultimo aggiornamento risaliva a dieci anni fa Schillaci: «No a Sanità di serie A e serie B» Image: -tit_org- Norme & Tributi - Tra le cure Ssn entrano 800 nuove prestazioni -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791506059.PDF §---§ title§§ "Io, malata di tumore cerco il super-farmaco Usa introvabile in Europa" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791706065.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "STAMPA" del 02 Oct 2026

pubDate§§ 2026-10-02T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791706065.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791706065.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791706065.PDF tp:ocr§§ La terapia proibitiva: negli Stati Uniti costa 39.800 dollari al mese “Io, malata di tumore cerco il super-farmaco Usa introvabile in Europa” ROMA A ngelica Pasculli è una madre coraggio che ha scoperto di avere un tumore al pancreas quando era al terzo mese di gravidanza. Tra lei e il bambino ha scelto lui, che oggi è diventato per lei e suo marito Pasquale ragione di vita. La malattia intanto, senza chemioterapia, è progredita e adesso l’unica speranza per Angelica è un “super-farmaco” scoperto in America ma non disponibile in Europa. È il daraxonrasib e non è una cura definitiva, perché gli studi sull’uomo hanno mostrato che i pazienti trattati con la nuova molecola rispetto alla chemio allungano la sopravvivenza di circa 6 mesi. «Chiedo solo la possibilità di vivere ancora un po’ di più, sperando che nel frattempo escano nuove terapie. Voglio accompagnare mio figlio a scuola, rimboccargli le coperte. Voglio vivere», è l’appello che Angelica ha lanciato scrivendo anche al presidente Mattarella e ai vertici dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che finora si è impegnata invano a convincere l’azienda americana che possiede il brevetto a concederne l’uso compassionevole. Ma la risposta di Revolution Medicines è stata elusiva: «Faremo in modo di accelerare il più possibile la sua approvazione». Come dire: paghi lo Stato, non noi. Ed è qui che la storia di Angelica diventa emblematica dei prezzi folli dei medicinali innovativi. Una corsa che Trump ha cercato di fermare a scapito dell’Europa, imponendo che le aziende pratichino negli Usa i prezzi più bassi pagati nell’Ue. Ecco così che le imprese hanno iniziato a ritardare il lancio di nuovi prodotti in Europa, come nel caso del super-farmaco che servirebbe ad Angelica. Che costa tanto, troppo: negli Usa 39.800 dollari per 30 giorni, quasi 480 mila dollari l’anno. Considerando che secondo l’Aifa i pazienti eleggibili al trattamento da noi sarebbero 4 mila, il costo per lo Stato sarebbe di 1,6 miliardi. Da qui il braccio di ferro per convincere l’azienda a ridurre il prezzo. Pressing finora senza esito, perché la biotech californiana che detiene il brevetto non vuole ridurre i margini di profitto nel più redditizio mercato a stelle e strisce. A breve l’europea Ema potrebbe dare il via libera alla commercializzazione, ma la parola passerebbe poi all’Aifa, chiamata a incrociare le armi con l’azienda per ottenere uno sconto consistente. «Sbrigatevi, per favore. Fatelo per me e per le persone che sperano di vivere più a lungo nonostante la malattia», è l’appello di Angelica per l’uso compassionevole del farmaco. In attesa che la compassione smuova Revolution Medicines, Le Iene, dopo aver raccontato ieri sera la storia in tv, hanno aiutato Angelica ad aprire l’indirizzo email aiutiamoangelica@gmail.com, attraverso il quale sarà possibile contattare la famiglia e fare una donazione. E c’è da giurarci che gli italiani faranno prima di chi dovrebbe governare un mercato dei farmaci impazzito. — ---End text--- Author: PAOLO RUSSO Heading: Highlight: è o di al o e e o di nenun iaiS Su La Stampa Sul giornale di ieri abbiamo pubblicato il dossier sui rifornimenti a rischio per i farmaci inseriti nel decreto che livella i prezzi tra Usa e Ue Image:Insieme Angelica Pasculli con il figlio e il marito Pasquale -tit_org- “Io, malata di tumore cerco il super-farmaco Usa introvabile in Europa” -sec_org- tp:writer§§ paolo russo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/10/02/2026100201791706065.PDF §---§