title§§ Fortunato il Ssn che non ha bisogno di ottimisti a tutti i costi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092902934508427.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 29 Sep 2026

Gentile Direttore, il sottofinanziamento del Ssn viene ridimensionato con gli indicatori Ocse su aspettativa di vita e mortalità evitabile.

pubDate§§ 2026-09-29T10:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092902934508427.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092902934508427.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/fortunato-il-ssn-che-non-ha-bisogno-di-ottimisti-a-tutti-i-costi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092902934508427.PDF tp:ocr§§ Lettere al direttoreGentile Direttore, il sottofinanziamento del Ssn viene ridimensionato con gli indicatori Ocse su aspettativa di vita e mortalità evitabile. Ma quei risultati sono il frutto del sistema in crisi e sono destinati a peggiorare.Gentile Direttore,il confronto sulla crisi del Ssn si combatte anche a suon di indicatori. Di solito sono soprattutto i dati OCSE ad armare di più i fronti contrapposti di chi sollecita un intervento sui fattori strutturali della crisi (gli “allarmisti”) e di chi vuole ridimensionare i loro effetti (gli “ottimisti”). In Appendice riprendo alcuni passaggi da un mio recente post nel Blog di Epidemiologia & Prevenzione su questa fonte di dati.In base ai dati OCSE gli allarmisti come Gimbe segnalano l’enorme problema del sottofinanziamento pubblico della sanità. Di recente Gimbe, come riportato qui su Qs, partendo dal dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 17 luglio 2026, ha evidenziato come il dato sulla spesa sanitaria pubblica pro-capite collochi l’Italia al 15° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. Gimbe stima il divario tra il finanziamento pubblico italiano e quello della media dei Paesi europei abbia superato i 36 miliardi di euro. A questi dati si è contropposta la posizione ottimista del Senatore Zaffini presidente della Commissione Sanità del Senato che come riportato qui su Qs  ha ricordato a Gimbe e a tutti noi che la nostra è una sanità che ottiene risultati spesso migliori degli altri Paesi in termini di esiti di salute citando tra l’altro l’aspettativa di vita alla nascita, la mortalità evitabile bassa e il basso numero di posti letto per acuti e cioè tutti indicatori che ci vedono praticamente da sempre in buona posizione tra i paesi OCSE. Ho già commentato questa posizione e quindi non ci torno. Ma il Senatore Francesco Zaffini è un politico che fa parte della maggioranza e quindi è comprensibile la sua difesa d’ufficio delle condizioni del Ssn. Più preoccupazione desta una analoga posizione ottimista che viene da una autorevole fonte tecnica anche se ministeriale, come ho ricordato nel già citato post nel Blog di Epidemiologia & Prevenzione. Nell’ambito delle audizioni di una Indagine conoscitiva della Camera dei Deputati sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni il Direttore della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute ha riportato in un documento messo a disposizione da Qs gli stessi dati ulteriormente integrati esibiti dal Senatore Zaffini:  “L’Italia si colloca ai primi posti in Europa su più fronti: nel 2024 la speranza di vita ha raggiunto 84,1 anni, il valore più alto nell’Unione europea insieme alla Svezia; la mortalità prevenibile è pari a circa un terzo in meno della media UE e quella curabile a circa il 30% in meno; i tassi di ospedalizzazione evitabile per patologie croniche come diabete, BPCO e scompenso cardiaco sono meno della metà della media europea.”Diceva Agatha Christie che due indizi possono essere ancora una coincidenza e che ne occorre un terzo per arrivare a una prova, in questo caso la prova dell’esistenza di un manualetto interno a uso del Governo e dei suoi organi tecnici che in base ai dati OCSE consenta di rassicurare sulle sorti del Ssn. Ma basta “sfogliare” Qs per trovare non solo il terzo indizio, ma il quarto, il quinto… Basta andare a Qs del 6 maggio per ritrovare gli stessi dati OCSE nelle parole del Ministro Schillaci e nelle parole del presidente del Cnel, Renato Brunetta. Questo ottimismo che definirei sfacciato dimentica colpevolmente che proprio quegli indicatori utilizzati come “ricostituente” psicologico da somministrare ai cittadini sono il frutto di quel Ssn attualmente in enorme crisi. Si tratta di indicatori di medio-lungo termine, destinati inevitabilmente a peggiorare quando tutti i fattori di crisi in gioco (come le carenze di personale, il collasso della medicina generale e l’enorme carenza di tutta la assi stenza territoriale da quella distrettuale a quella dei Dipartimenti di Prevenzione) eserciteranno i loro effetti su una popolazione più vecchia, più sola e più povera. Verrebbe da dire scomodando Bertolt Brecht “fortunato il Ssn che non ha bisogno di ottimisti”. Appendice Le fonti OCSE di dati L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) è una organizzazione internazionale di studi economici di cui fanno parte 38 paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo (più o meno) di tipo democratico ed un’economia di mercato. L’OCSE cura un rapporto annuale, Health at a Glance (la salute in uno sguardo) in cui un ricco set di indicatori articolato per area viene calcolato per ciascun Paese membro. L’ultima edizione è quella del 2025 che utilizza per lo più i dati del 2023 o dell’ultimo anno per cui i dati utilizzati per il calcolo degli indicatori sono disponibili per quello specifico Paese. Sono poi disponibili per ogni Report annuale delle analisi per singolo Paese. Quella relativa all’Italia tratta dal rapporto 2025 è scaricabile qui. Le sezioni in cui si sviluppa l’analisi dell’OCSE  sono numerose e includono lo stato di salute, l’accesso alle cure e la loro copertura della popolazione, il personale sanitario, la spesa sanitaria, la qualità e i risultati delle cure, l’invecchiamento e la assistenza a lungo termine, i farmaci e le tecnologie e i fattori di rischio e gli altri determinanti non sanitari di salute.  Anche l’Eurostat (l’Ufficio statistico dell’Unione europea) produce un rapporto  annuale con dati utili per un confronto sulle condizioni di vita nei Paesi dell’Unione (Key figures on European living conditions) di cui è appena uscita l’edizione 2026. La Commissione Europea cura poi una analisi dello stato di salute  per singolo Paese (l’ultima dell’Italia del 2025 è scaricabile qui) partendo dai dati OCSE ed Eurostat. E’ poi consultabile per avere i dati più aggiornati il dataset OECD Health Statistics. 29 Settembre 2026© Riproduzione riservataGentile direttore,il confronto sullo schema di DPR relativo alla professione di biologo – Atto del Governo n. 440 – non riguarda soltanto gli Ordini e le Federazioni professionali. Le eventuali...Gentile Direttore,“Un eccesso regolatorio” sproporzionato e ingiustificato, è così che i veterinari italiani, rappresentati dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani e dalla Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, hanno fatto sentire il...Gentile direttore,se l'IA entra in corsia, non entra da sola. Porta con sé domande che riguardano la governance, la responsabilità, la formazione. Ecco alcune che ogni direzione sanitaria dovrebbe porsi...Gentile Direttore,c’è un dato, semplice ma eloquente, che oggi rivela una criticità più di molte analisi: il tetto delle prestazioni aggiuntive dei Dirigenti Medici è ancora fermo allo speso del...Aritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: come orientare diagnosi, stratificazione e terapiaStrategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativaIntelligenza artificiale e medicina predittiva. Modelli, evidenze cliniche e limiti per il SSNRiforma della medicina generale: cosa sappiamo Liste d’attesa, il Ssn tra arretrati, carenza di personale e nuove regoleSanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneContratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. 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Biosimilare di infliximab efficace e sicuro quanto l'originatorQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092902934508427.PDF §---§ title§§ Crescita, lavoro e welfare: le sfide per costruire l’Italia di domani - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092903271907557.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 29 Sep 2026

Art. 45 della Costituzione, salute, produttività e coesione sociale ridisegnano le priorità del Paese, mentre si cercano nuove strade per sostenere sviluppo e …

pubDate§§ 2026-09-29T06:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092903271907557.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092903271907557.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/economia/native/2026/09/24/news/crescita_lavoro_welfare_sfide_costruire_italia_domani-425600437/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092903271907557.PDF tp:ocr§§ L’Italia dei prossimi anni si gioca intorno a nodi ormai inscindibili: sviluppo, occupazione di qualità, invecchiamento della popolazione, tenuta del welfare, casa e sanità. Questioni che s'intrecciano con le trasformazioni tecnologiche e con la necessità, per l’Europa, di trovare un nuovo equilibrio tra competitività e coesione sociale, coinvolgendo l'intera società nella riduzione delle disuguaglianze.Un evento a Milano per disegnare nuove rotteÈ da questo scenario che prende le mosse “Far crescere l’Italia. Insieme”, il filo conduttore della Biennale dell’Economia Cooperativa, organizzata da Legacoop il 9 e 10 ottobre a The Mall (in piazza Lina Bo Bardi 1) di Milano. Due giornate che porteranno sul palco circa 50 protagonisti della politica, dell’economia, del lavoro, dell’impresa e della ricerca per confrontarsi sul futuro del Paese. L’appuntamento coincide quest’anno con i 140 anni dalla fondazione di Legacoop, avvenuta proprio a Milano.“Celebrare 140 anni di storia significa soprattutto assumersi la responsabilità di guardare avanti”, spiega Simone Gamberini, presidente di Legacoop. “L’Italia ha bisogno di tornare a crescere, ma la crescita non può essere misurata soltanto attraverso i numeri: deve tradursi in lavoro di qualità, riduzione delle disuguaglianze, innovazione, welfare e nuove opportunità per le persone e per i territori”.Un nuovo patto tra economia e societàDopo i saluti di Attilio Dadda (presidente Legacoop Lombardia), del sindaco Giuseppe Sala e del presidente regionale Attilio Fontana, Francesco Clementi (La Sapienza) affronterà il rapporto tra mutualità e democrazia economica. Gamberini presenterà quindi le proposte di Legacoop per il Paese e il Manifesto dei 140 anni. Seguirà il confronto politico e sociale con Giuseppe Conte, Elly Schlein, i vertici di Cgil, Cisl e Uil e il ministro degli Esteri Antonio Tajani (in attesa di conferma).Demografia, salute e nuovi bisogniLa questione demografica sarà al centro della sessione pomeridiana. Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano, guarderà all’Italia del 2050 e alle conseguenze di un Paese che invecchia e nel quale si riduce la popolazione in età lavorativa.Da qui il confronto si allargherà alle risposte ai nuovi bisogni degli italiani, dall’abitare ai consumi fino ai servizi alla persona. Un altro passaggio sarà dedicato alla sanità: Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, affronterà il tema della tutela della salute e dell’universalità dell’accesso alle cure. Simone Gamberini, Presidente di Legacoop nazionale La dimensione europeaLa seconda giornata sposterà lo sguardo sull’Europa. Dopo l’intervento di Ariel Guarco, presidente dell’International Cooperative Alliance, Enrico Letta terrà il keynote speech “Europa: molto più di un mercato”. Al centro, la capacità del continente di rafforzare la propria base industriale e tecnologica senza rinunciare alla coesione sociale.Su questi temi si confronteranno rappresentanti delle istituzioni e delle imprese, tra cui il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini. Il titolare del dicastero dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida interverrà invece nel confronto dedicato al settore agroalimentare.Innovazione e coesione alla prova del cambiamentoUno dei momenti centrali sarà la lectio magistralis di Philippe Aghion, Premio Nobel per l’Economia 2025, dedicata a “Crescere in Europa: la distruzione creatrice tra cooperazione e coesione sociale”. Un tema che porta al cuore del dibattito: come favorire innovazione e nuove attività economiche senza lasciare senza strumenti persone e territori investiti dal cambiamento.Aghion si confronterà poi, tra gli altri, con Romano Prodi e Carlo Cimbri in un panel moderato da Ferruccio de Bortoli. Accanto all’economia, ci sarà spazio anche per la cultura e la memoria, con le “Lettere Cooperative” e lo spettacolo “Le emozioni che abbiamo vissuto” di Walter Veltroni.Il filo che lega i diversi appuntamenti resta la ricerca di un modello capace di tenere insieme sviluppo, innovazione e inclusione. A 140 anni dalla sua nascita, la cooperazione prova così a portare nel confronto una prospettiva che parte dalla propria storia per guardare alle trasformazioni che attendono l’Italia e l’Europa.Sul portale ufficiale della Biennale è possibile reperire il programma previsto per le giornate di Venerdì 9, Sabato 10 ottobre e infine per gli eventi Biennale Off. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092903271907557.PDF §---§ title§§ Crescita, lavoro e welfare: le sfide per costruire l’Italia di domani - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092903175907749.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 29 Sep 2026

Art. 45 della Costituzione, salute, produttività e coesione sociale ridisegnano le priorità del Paese, mentre si cercano nuove strade per sostenere sviluppo e …

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Questioni che s'intrecciano con le trasformazioni tecnologiche e con la necessità, per l’Europa, di trovare un nuovo equilibrio tra competitività e coesione sociale, coinvolgendo l'intera società nella riduzione delle disuguaglianze.È da questo scenario che prende le mosse “Far crescere l’Italia. Insieme”, il filo conduttore della Biennale dell’Economia Cooperativa, organizzata da Legacoop il 9 e 10 ottobre a The Mall (in piazza Lina Bo Bardi 1) di Milano. Due giornate che porteranno sul palco circa 50 protagonisti della politica, dell’economia, del lavoro, dell’impresa e della ricerca per confrontarsi sul futuro del Paese. L’appuntamento coincide quest’anno con i 140 anni dalla fondazione di Legacoop, avvenuta proprio a Milano.“Celebrare 140 anni di storia significa soprattutto assumersi la responsabilità di guardare avanti”, spiega Simone Gamberini, presidente di Legacoop. “L’Italia ha bisogno di tornare a crescere, ma la crescita non può essere misurata soltanto attraverso i numeri: deve tradursi in lavoro di qualità, riduzione delle disuguaglianze, innovazione, welfare e nuove opportunità per le persone e per i territori”.Dopo i saluti di Attilio Dadda (presidente Legacoop Lombardia), del sindaco Giuseppe Sala e del presidente regionale Attilio Fontana, Francesco Clementi (La Sapienza) affronterà il rapporto tra mutualità e democrazia economica. Gamberini presenterà quindi le proposte di Legacoop per il Paese e il Manifesto dei 140 anni. Seguirà il confronto politico e sociale con Giuseppe Conte, Elly Schlein, i vertici di Cgil, Cisl e Uil e il ministro degli Esteri Antonio Tajani (in attesa di conferma).La questione demografica sarà al centro della sessione pomeridiana. Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano, guarderà all’Italia del 2050 e alle conseguenze di un Paese che invecchia e nel quale si riduce la popolazione in età lavorativa.Da qui il confronto si allargherà alle risposte ai nuovi bisogni degli italiani, dall’abitare ai consumi fino ai servizi alla persona. Un altro passaggio sarà dedicato alla sanità: Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, affronterà il tema della tutela della salute e dell’universalità dell’accesso alle cure.La seconda giornata sposterà lo sguardo sull’Europa. Dopo l’intervento di Ariel Guarco, presidente dell’International Cooperative Alliance, Enrico Letta terrà il keynote speech “Europa: molto più di un mercato”. Al centro, la capacità del continente di rafforzare la propria base industriale e tecnologica senza rinunciare alla coesione sociale.Su questi temi si confronteranno rappresentanti delle istituzioni e delle imprese, tra cui il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini. Il titolare del dicastero dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida interverrà invece nel confronto dedicato al settore agroalimentare.Uno dei momenti centrali sarà la lectio magistralis di Philippe Aghion, Premio Nobel per l’Economia 2025, dedicata a “Crescere in Europa: la distruzione creatrice tra cooperazione e coesione sociale”. Un tema che porta al cuore del dibattito: come favorire innovazione e nuove attività economiche senza lasciare senza strumenti persone e territori investiti dal cambiamento.Aghion si confronterà poi, tra gli altri, con Romano Prodi e Carlo Cimbri in un panel moderato da Ferruccio de Bortoli. Accanto all’economia, ci sarà spazio anche per la cultu ra e la memoria, con le “Lettere Cooperative” e lo spettacolo “Le emozioni che abbiamo vissuto” di Walter Veltroni.Il filo che lega i diversi appuntamenti resta la ricerca di un modello capace di tenere insieme sviluppo, innovazione e inclusione. A 140 anni dalla sua nascita, la cooperazione prova così a portare nel confronto una prospettiva che parte dalla propria storia per guardare alle trasformazioni che attendono l’Italia e l’Europa.Sul portale ufficiale della Biennale è possibile reperire il programma previsto per le giornate di Venerdì 9, Sabato 10 ottobre e infine per gli eventi Biennale Off.GEDI News Network S.p.A.P.Iva 01578251009ISSN 2499-0817iOS | AndroidCopyright © 2001-2026 GEDI News Network S.p.a. Tutti i diritti sono riservati tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/29/2026092903175907749.PDF §---§