title§§ Vaccinazioni Non servono solo ai bambini Come proteggersi a ogni età = Gli «scudi» dalle infezioni Perché li trascuriamo? Molti vaccini raccomandati sono ancora poco utilizzati sebbene previsti dal Servizio Sanitario nazionale Pesano differenze regionali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993403958.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "CORRIERE SALUTE" del 27 Sep 2026

Dalla meningite negli adolescenti, alle infezioni pericolose per anziani e fragili: le profilassi raccomandate sono numerose (ma le coperture restano spesso basse)

pubDate§§ 2026-09-27T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993403958.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993403958.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993403958.PDF tp:ocr§§ Vaccinazioni Non servono solo ai bambini Come proteggersi a ogni età Dalla meningite negli adolescenti, alle infezioni pericolose per anziani e fragili: le profilassi raccomandate sono numerose (ma le coperture restano spesso basse) Gli«scudi»dalleinfezioni Perchélitrascuriamo? Molti vaccini raccomandati sono ancora poco utilizzati sebbene previsti dal Servizio Sanitario nazionale Pesano differenze regionali, scarsa informazione e difficoltà di accesso N on riguardano solo neonati e bambini piccoli, i vaccini sono una scelta di salute a tutte le età. Se ci fosse bisogno di un’ulteriore prova a ricordarlo, di recente il Governo del Regno Unito ha richiamato alla necessità di vaccinare adolescenti e giovani adulti per la meningite B dopo che nel Paese si sono verificati una serie di gravi focolai infettivi che, nel Kent, sono costati la vita a due giovani. Al di là della Manica si è così predisposto un programma autunnale di vaccinazioni in farmacia, dedicate ai 17-18enni: in chi frequenta il primo anno di college, che nei Paesi anglosassoni coincide con questa fascia d’età, il rischio di infezione da meningococco B è stimato sette volte più alto rispetto a chi non va all’università. Tante persone nuove che si incontrano e dormitori affollati spiegano l’impennata del pericolo, che è comunque più alto anche in Italia dove i due picchi di incidenza della meningite si registrano nel primo anno di vita e poi appunto fra i 15 e i 24 anni, quando si hanno contatti stretti e frequenti con molti amici e conoscenti. Per questo, nel 2017, il vaccino per il meningococco B è stato inserito nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e da allora viene offerto gratuitamente nel primo anno di vita. Il meningococco B è il più diffuso e pericoloso, circola facilmente grazie a chi non ha sintomi e può essere fatale fino al 20 per cento dei casi, perciò è altrettanto essenziale «coprire» chi è nato prima del 2017 e non è mai stato vaccinato: per questi adolescenti il Piano consente alle Regioni di offrire gratuitamente in vaccino in base alla situazione epidemiologica del proprio territorio. Risultato? Consistenti differenze regionali e un pericoloso «buco» nella prevenzione. continua alla pagina seguente SEGUE DALLA PAGINA PRECEDENTE I l vaccino contro il meningococco B è uno dei tanti presidi di prevenzione importanti non solo per i bambini, ma è anche uno degli esempi di come sia frammentata e variegata la situazione delle vaccinazioni offerte in età diverse da quella pediatrica nel nostro Paese, come sottolinea Carlo Signorelli, docente di Igiene e sanità pubblica dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano: «Il vaccino contro il meningococco B dovrebbe essere offerto gratuitamente ovunque, ma di fatto dipende dalle Regioni (solo 14 su 21 lo prevedono gratis per gli adolescenti, in modalità differenti e con coperture comunque basse più o meno dappertutto, ndr). Anche per il vaccino per il meningococco C, un quadrivalente che protegge pure da altri ceppi più rari, è previsto un richiamo in adolescenza ma essendo stato inserito nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale da più tempo c’è una maggiore omogeneità regionale, sebbene le coperture dei richiami non siano altissime neppure in questo caso». Le scarse adesioni alle vaccinazioni in adolescenza diventano un problema ancora più consistente andando avanti negli anni: i vaccini raccomandati per gli anziani e gli adulti fragili, ovvero chi ha una patologia cronica che può compromettere la risposta immunitaria in caso di infezione, sono l’antinfluenzale, il vaccino per Covid-19 e quelli contro lo pneumococco, l’Herpes Zoster e il Virus Respiratorio Sinciziale (Vrs, si veda a lato), ma per tutti eccetto il primo le coperture sono molto al di sotto dell’ottimale. Eppure sono efficaci e sicuri, soprattutto per evitare le complicanze gravi delle infezioni che è ciò che più conta: è stato ribadito a inizio settembre su Jama, dove sono stati pubblicati i dati aggiornati all’anno in corso relativi ai vaccini per influenza, Covid-19 e Vrs che sono necessari so prattutto adesso, con l’arrivo della brutta stagione, quando l’incidenza di infezioni respiratorie come queste aumenta. Influenza Non sono tuttavia scelti da tutti coloro che ne avrebbero l’indicazione: «Solo per l’antinfluenzale, l’unica per cui sono pubblicate dal Ministero della Salute le effettive coperture vaccinali, ci si aggira attorno a poco più del 50 per cento, quando si dovrebbe raggiungere almeno il 75 per cento degli anziani. Per le altre vaccinazioni va assai peggio», interviene Michele Conversano, presidente del Comitato Tecnico Scientifico di HappyAgeing. Aggiunge Signorelli: «L’antinfluenzale esiste da tanto, è più conosciuta e grazie alla collaborazione con i medici di medicina generale viene vista da molti come un passaggio annuale necessario. Gli altri vaccini fanno ciascuno storia a sé. Quello per Covid-19, per esempio, anche quando è offerto viene rifiutato da molti e in alcune aree l’adesione si ferma al 5 per cento: la sensazione collettiva, oltre alla sfiducia nel vaccino di cui sono stati spesso enfatizzati gli effetti collaterali, è che SarsCov-2 non sia più un problema e “sia come un’influenza”. Peccato che né Covid-19 né l’influenza siano innocui, anzi». L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che ogni anno, in inverno, l’influenza è responsabile di un’eccesso di mortalità: il virus è letale soprattutto in chi è anziano o fragile per altre malattie (l’88 per cento delle morti è negli over 65) e ogni anno si stimano circa 8mila decessi per influenza o complicazioni legate all’infezione. Covid Quanto al Covid-19 il nuovo vaccino, aggiornato contro la nuova variante dominante Xfg, è stato appena approvato dalla Food and Drug Administration statunitense in tempo per la stagione autunnale, ma la malattia ormai è generalmente sottostimata: quanti fanno ancora il tampone in caso di sintomi compatibili? Tuttavia i decessi non sono scomparsi e anche in questo caso il 96 per cento si verifica negli anziani. Inoltre,«questa infezione può ancora oggi precipitare le condizioni di chi non è in buona salute: i ricoveri continuano», osserva Conversano. «Vaccinarsi è perciò importante, perché si centra l’obiettivo essenziale: magari ci si ammala, ma non si hanno complicanze né si muore». È vero per tutti questi vaccini dedicati ad anziani e fragili, come testimoniano i dati aggiornati apparsi su Jama, eppure le coperture sono basse anche se i contrari a prescindere sono una percentuale scarsa (si veda il box). Paradigmatico il caso del vaccino per lo pneumococco, batterio responsabile di una pericolosa polmonite che può essere fatale soprattutto negli over 65 e in chi ha malattie croniche: la polmonite pneumococcica porta spesso a ricoveri prolungati, anche in terapia intensiva, e gli antibiotici non sempre funzionano perché il batterio sviluppa di frequente resistenza ai farmaci comuni. Come se non bastasse la malattia può lasciare sequele consistenti, da una minore autonomia fino alla necessità cronica di ossigeno. Con i nuovi vaccini coniugati basta una sola iniezione per essere protetti ma «le coperture oscillano fra il 5 e il 60 per cento, con differenze che dipendono dal tipo di offerta deciso dalle Regioni: quando c’è una chiamata attiva le persone si vaccinano di più», fa notare Signorelli. «Vaccinarsi deve essere semplice, senza code o disagi logistici: come dimostra il caso dell’antinfluenzale il contributo dei medici di medicina generale è prezioso, ma anche l’ospedale potrebbe essere un luogo adatto per farlo e i clinici che gestiscono pazienti cronici potrebbero per esempio inserire l’anti-pneumococcica nei piani terapeutici». Incentivi Potrebbe pure diventare un regalo di compleanno per restare sani, come racconta Conversano: «Un progetto nella nostra Asl (Taranto, ndr) con cui invitavamo a vaccinarsi gli over 65 nel giorno del loro compleanno ha aumentato del 36 per cento le somministrazioni. Il vaccino può essere fatto in qualsiasi momento, anche per non “intasare” la stagione invernale, e le strategie possibili sono tante: si possono coinvolgere i farmacisti, che sono ovunque sul territorio, e si potrebbe prevedere la vaccinazione al momento della dimissione dopo un ricovero per patologia cronica. Dopo una polmonite da pneumococco in età avanzata non si è più quelli di prima, è stato dimostrato che negli over 70 bastano tre giorni a letto per perdere un chilo di massa muscolare, che poi non viene più recuperata e si traduce in minore autonomia: non si riesce più a fare la spesa da soli o a riprendere da scuola un nipotino, con un peggioramento della qualità di vita e un aumento delle spese, anche per il Sistema Sanitario. Investire in vaccini è sempre un risparmio, in prospettiva, e con la popolazione che invecchia e gli anziani decuplicati negli ultimi trent’anni le strategie mirate a questa fascia d’età vano ripensate». Herpes Zoster È vero a maggior ragione per un vaccino forse persino più negletto, quello per Herpes Zoster meglio noto come fuoco di Sant’Antonio: «In questo caso non si tratta di una malattia mortale ma di una nevralgia che è fastidiosa, lunga da risolvere e debilitante, il cui impatto però è evidente solo a chi l’ha avuta o ha avuto un familiare colpito. Il vaccino esiste, ma anche qui le coperture sono molto basse», precisa Signorelli. La soluzione passa da una maggiore informazione alla popolazione, perché troppi ancora non conoscono l’impatto di queste malattie infettive e soprattutto non sanno che proteggersi è semplice e sicuro. Tuttavia, «molto può fare una facilitazione nell’accesso alle vaccinazioni, con chiamate attive e percorsi semplici, vicini ai cittadini. Ogni volta che si è agito in questo modo, le coperture vaccinali negli anziani e nei fragili sono cresciute», concludono Conversano e Signorelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Elena Meli Heading: Highlight: Fragili ? Sono considerate tali tutte le persone con oltre 60-65 anni, perché invecchiando il sistema immunitario funziona peggio, e chi ha una malattia cronica che può comprometter e la risposta immune 5% degli italiani si vaccinano contro Covid-19. Anche le coperture contro l’influenza sono basse: poco più del 50% degli anziani (serve il 75%) Image:CdS Che cosa prevede il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) IN ADOLESCENZA Difterite, poliomielite, tetano e pertosse Richiamo a 12 anni Meningococco C Richiamo a 12 anni (con un quadrivalente, ACWY, che copre anche varianti rare) Papilloma Virus umano (HPV) Vaccinazione a partire dagli 11 anni (due o tre dosi, in base all’età) IN ETÀ ADULTA Difterite, tetano, pertosse Vaccinazione e richiamo ogni 10 anni Anti-pneumococcica Per i 65enni Anti-Herpes Zoster Per i 65enni Anti-influenzale Per tutte le persone a partire dai 60 anni Meningococco B Non previsto dal Piano, ma Regioni/PA possono offrirlo agli adolescenti, in base alla situazione epidemiologica Fonte: Ministero della Salute, Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (2023-2025) Questi vaccini sono raccomandati anche in categorie di persone a rischio, in base a fattori che aumentano la probabilità di complicanze e decesso Altre vaccinazioni raccomandate in anziani e adulti a rischio Anti-Covid-19 Può essere associata all’antinfluenzale e va ripetuta perché viene aggiornata per le varianti predominanti in circolazione Anti-Vrs (Virus Respiratorio Sinciziale) Esiste un vaccino per gli adulti, oltre al vaccino per le donne in gravidanza e all’anticorpo monoclonale per i neonati, raccomandato per gli anziani e i fragili -tit_org- Vaccinazioni Non servono solo ai bambini Come proteggersi a ogni età Gli «scudi» dalle infezioni Perché li trascuriamo? Molti vaccini raccomandati sono ancora poco utilizzati sebbene previsti dal Servizio Sanitario nazionale Pesano differenze reg -sec_org- tp:writer§§ Elena Meli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993403958.PDF §---§ title§§ Fine vita, FdI supera i veti interni e apre alle trattative link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701974903953.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 27 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-27T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701974903953.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701974903953.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701974903953.PDF tp:ocr§§ REGIONE PUGLIA RICHIESTA UNA CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE SANITÀ, PER CONFRONTARE LE DUE PROPOSTE DI LEGGE GIÀ PRESENTATE Fine vita, FdI supera i veti interni e apre alle trattative l BARI. Se non è proprio un’apertura, certamente è un segnale che, nella partita sul fine vita, FdI non vuole rimanere ai margini. E così, dopo le chiusure delle scorse settimane, in forza anche del voto contrario espresso sulla legge in Veneto a fine estate, i meloniani pugliesi fanno ora una timidissima marcia indietro. Che si materializza in una necessità di «confronto approfondito, rigoroso ed etico su un tema delicatissimo che tocca la sensibilità, i diritti e la dignità dei cittadini pugliesi» ovvero con il deposito di «una richiesta di convocazione urgente della commissione Sanità, per analizzare e confrontare le due distinte proposte di legge sul fine vita e sull’accesso al suicidio medicalmente assistito». Già perché in via Gentile si sta lavorando a un’intesa trasversale cioé alla produzione di un unico testo che inglobi sia la proposta di legge formulata dal centrosinistra che quella a firma di Napoleone Cera (Lega) e Marcello Lanotte (Fi). A dare la stura è stato proprio Cera, nei giorni immediatamente successivi all’approvazione in Veneto (maggioranza di centrodestra, relatrice la leghista Manuela Lanzarin) trovando la sponda dell’azzurro Lanotte. FdI, anche seguendo le direttive nazionali di chiusura verso il tema, in questa prima fase è dunque rimasto fuori. Ma, in vista dell’intesa bipartisan e in considerazione della vulgata che la pdl di centrodestra sia scritta molto bene, la sensazione è che Pagliaro e colleghi non vogliano essere estromessi dalla partita. «Il fine dell’audizione, aperta ad associazioni protagoniste del dibattito pubblico sul fine vita, a confronto con i decisori regionali – precisa perciò FdI è esaminare i percorsi tracciati dalle due pdl, nel solco della storica sentenza 242/2019 della Corte costituzionale che ha depenalizzato l’aiuto al suicidio a precise condizioni: il paziente dev’essere tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, dev’essere affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, e dev’essere pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli». E quindi, cercando di mantenere saldo il punto ma, al tempo stesso, rientrare nel dibattito, i meloniani rilevano che «il punto focale è il delicato equilibrio tra la tutela dell’autodeterminazione del paziente, il potenziamento prioritario delle reti di cure palliative e la garanzia dell’obiezione di coscienza per il personale sanitario». Conciliazione, insomma, in quanto «quest’audizione è un passo utile per tracciare un percorso legislativo il più possibile condiviso e trasparente, affrontando il tema del fine vita senza steccati ideologici ma con la necessaria scrupolosità e profondo rispetto umano». Chiamato in causa, il presidente della III commissione, Felice Spaccavento (Prossima) conferma che sul fine vita serve «un confronto serio, approfondito e rispettoso delle diverse sensibilità» specificando come la commissione sia «la sede naturale nella quale ascoltare tutte le competenze necessarie». «Su una questione così delicata – ammonisce non servono contrapposizioni ideologiche, ma ascolto, competenza e responsabilità. Come presidente della Commissione garantirò un confronto aperto e rigoroso. L’obiettivo deve essere però altrettanto chiaro: arrivare con certezza a una legge sul fine vita e consentire al Consiglio regionale di affrontarla nella piena consapevolezza delle sue implicazioni». ---End text--- Author: ALESSANDRA COLUCCI Heading: Highlight: Image:REGIONE PUGLIA L’aula consiliare -tit_org- Fine vita, FdI supera i veti interni e apre alle trattative -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRA COLUCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701974903953.PDF §---§ title§§ La copertura sanitaria universale è un imperativo morale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701975103951.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "OSSERVATORE ROMANO" del 27 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-27T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701975103951.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701975103951.PDF', 'title': 'OSSERVATORE ROMANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701975103951.PDF tp:ocr§§ Il cardinale Parolin all’Assemblea generale dell’O nu La copertura sanitaria universale è un imperativo morale «I progressi scientifici e tecnologici, anche in campo medico, non sono facilmente accessibili alla stragrande maggioranza delle persone, come è stato drammaticamente dimostrato durante la recente pandemia». Parte da questa considerazione espressa da Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica humanitas l’intervento del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ieri alla riunione di alto livello sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie nell’ambito dell’81ª Sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. «Non affrontare questo divario renderà più difficile prevenire le pandemie e rispondervi efficacemente in futuro», sottolinea Parolin, aggiungendo che bisogna «iniziare affrontando le circostanze che spesso accrescono il rischio di malattie gravi e di morte: la povertà, le condizioni di vita precarie e la mancanza di assistenza sanitaria». A tal proposito, ricorda il porporato, la Santa Sede «ha costantemente ribadito che la copertura sanitaria universale è un imperativo morale», radicato nel principio dell’uguaglianza di tutti nella dignità e nei diritti e che riflette la nostra crescente interdipendenza e interconnessione. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La copertura sanitaria universale è un imperativo morale -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701975103951.PDF §---§ title§§ La Sanità pubblica è a corto di risorse Fondazione Crt soccorre le Molinette link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993003954.PDF description§§

Estratto da pag. 46 di "STAMPA" del 27 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-27T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993003954.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993003954.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993003954.PDF tp:ocr§§ Quattro milioni per rilanciare l’attività della Clinica Urologica Gli interventi con la robotica saliranno da 120 a 250 l’anno La Sanità pubblica è a corto di risorse Fondazione Crt soccorre le Molinette N ei prossimi quattro anni la Clinica Urologica delle Molinette, uno dei pilastri della Sanità torinese, e non solo, eseguirà 250 interventi di chirurgia complessa all’anno a fronte dei 120 eseguiti quest’anno, non sufficienti per coprire il fabbisogno dei pazienti in lista d’attesa. In ogni caso, un salto di qualità reso possibile da un poderoso stanziamento. Non da parte della Sanità pubblica, appesantita ai limiti dello sprofondo dai bilanci variamente in rosso di Asl e aziende ospedaliere, ma da parte della Fondazione Crt: l’ennesima dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, del progressivo venire meno dell’autosufficienza del pubblico e del ruolo sempre più rilevante dei contributi esterni. In primis, quelli delle due principali Fondazioni torinesi, Crt e Compagnia di San Paolo. E a maggior ragione, quando si parla di somme molte importanti rese necessarie per importare o consolidare l’impiego delle nuove tecnologie. In questo caso parliamo di robotica per interventi sempre meno invasivi in pazienti anche molto fragili, prima inoperabili. La notizia è stata annunciata durante l’"Incontro con gli amici della Clinica Urologica", dedicato ai sostenitori che nell’ultimo anno hanno contribuito al rinnovo e al potenziamento delle tecnologie della struttura. Presenti l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e Livio Tranchida, direttore generale Città della salute. Protagonista dell’appuntamento la Fondazione CRT, che dopo un contributo di 2,5 milioni erogato lo scorso anno per acquistare il robot “Single Port”, ha deliberato la prosecuzione del progetto di ricerca di attività robotica per altri quattro anni con un finanziamento di 4 milioni. «Questa tecnologia permette di operare pazienti in alcuni casi non candidabili a chirurgia mediante la robotica classica, garantendo una ripresa postoperatoria più rapida», precisa il professor Paolo Gontero, direttore della Clinica. «La decisione si colloca perfettamente nel dovere di mission della Fondazione di sostenere un’eccellenza sanitaria regionale nel prosieguo di una progettualità di ricerca clinica con un chiaro, forte impatto territoriale», ha spiegato Anna Maria Poggi, la presidente, applaudita dal personale della Clinica e dal pubblico invitato. Pochi minuti prima, l’incontro con un paziente affetto da grave insufficienza respiratoria, recentemente sottoposto all’asportazione mediante robot Single Port di un tumore del rene con anestesia spinale, unica modalità possibile per le sue condizioni di salute oltre che passo fondamentale per ottenere l’idoneità al trapianto di polmone. Ospiti della serata, l’ente filantropico Fondazione Venesio: ha confermato il finanziamento della decima edizione della campagna di prevenzione della salute maschile "Un Baffo per la Ricerca 2026", che vede impegnati i giovani medici della Clinica Urologica con la Fondazione Ricerca Molinette in visite preventive nelle piazze di Torino e i donatori di Profilmec. L’incontro si è concluso con l’esposizione delle targhe affisse all’ingresso del reparto di Urologia, quest’anno dedicate alle Associazione dell’Unione Industriali Facility, Gomma Plastica e Chimica e Vetro e ai distretti Rotaract 2031, Rotaract Torino Crocetta, Rotary Club Partner per le donazioni erogate: hanno consentito l’acquisizione dei sistemi di visione avanzati per chirurgia laparoscopica ed ecografici intraoperatori. Altri contributi, indispensabili per tenere a galla la Sanità. — ---End text--- Author: ALESSANDRO MONDO Heading: Highlight: “ “ PAOLO GONTERO DIRETTORE CLINICA UROLOGICA ANNA MARIA POGGI PRESIDENTE FONDAZIONE CRT Questo contributo integra i 2,5 milioni già erogati per acquistare il nuovo robot È nostro dovere sostenere la ricerca clinica con un forte impatto territoriale Image:“ La tecnologia permette operazioni ancora meno invasive su pazienti anche molto fragili -tit_org- La Sanità pubb lica è a corto di risorse Fondazione Crt soccorre le Molinette -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRO MONDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/27/2026092701993003954.PDF §---§