title§§ Sanita', male le vaccinazioni. «Facciamo di tutto» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403223508102.PDF description§§
Estratto da pag. 24 di "ALTO ADIGE" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 2 di "CORRIERE DEL MEZZOGIORNO BARI E PUGLIA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 2 di "CORRIERE DEL TRENTINO" del 24 Sep 2026
La classifica della Fondazione Gimbe sui Livelli essenziali di assistenza: l'Alto Adige resta inadempiente Messner: «Tasso di vaccinazione determinante». Tonina: «Serve proseguire con il lavoro già iniziato»
pubDate§§ 2026-09-24T05:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226007251.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226007251.PDF', 'title': 'CORRIERE DEL TRENTINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226007251.PDF tp:ocr§§ Salute Livelli essenziali di assistenza, la classifica della Fondazione Gimbe. Dopo le molte polemiche, la sanità può sorridere Prevenzione, Trentoal top in Italia L’AltoAdigearranca.Messner:vaccinazionideterminanti.Tonina:avanticonillavoroiniziato Prevenzione,TrentoaltopeBolzanoarranca LaclassificadellaFondazioneGimbesuiLivelliessenzialidiassistenza:l’AltoAdigerestainadempiente Messner:«Tassodivaccinazionedeterminante».Tonina:«Serveproseguireconillavorogiàiniziato» L’Alto Adige resta sotto la soglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il divario con il Trentino è ancora più evidente. Nel monitoraggio 2024 del nuovo sistema di garanzia, analizzato dalla Fondazione Gimbe, la Provincia di Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto tra le Regioni italiane. La distanza dalla vicina Provincia di Trento è di 65 punti. Il capoluogo trentino ne totalizza 271 e si colloca al quinto posto in Italia. Il divario è particolarmente evidente nella prevenzione — dove Trento è sul gradino più alto del podio con 98 punti mentre Bolzano è penultima, al 20esimo poa pagina 2 Dalla Serra sto. BOLZANO L’Alto Adige resta sotto la soglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il divario con il Trentino è ancora più evidente. Nel monitoraggio 2024 del nuovo sistema di garanzia, analizzato dalla Fondazione Gimbe, la Provincia di Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto tra le Regioni italiane. Un risultato che la mantiene tra le realtà italiane formalmente inadempienti nell’erogazione dei Lea: l’unico indicatore sotto la soglia riguarda la prevenzione collettiva, dove Bolzano si ferma a 59 punti, uno in meno dei 60 richiesti. La distanza dalla vicina Provincia di Trento è di 65 punti. Trento ne totalizza 271 e si colloca al quinto posto in Italia. Il divario è particolarmente evidente nella prevenzione — dove Trento è sul gradino più alto del podio con 98 punti mentre Bolzano è penultima, al 20esimo posto — e nell’assistenza ospedaliera, con Trento seconda a 94 punti e Bolzano terzultima a 64. L’unico ambito in cui Bolzano supera Trento è quello dell’assistenza distrettuale: 83 punti e nono posto per la sanità altoatesina, contro i 79 punti e il 12esimo per quella trentina. Nel complesso, dunque, Bolzano raggiunge 206 punti, contro i 271 di Trento. Una differenza di 65 punti che nasce soprattutto dalle performance molto diverse nella prevenzione e nell’assistenza ospedaliera. Alle spalle di Bolzano, nella graduatoria complessiva, figurano soltanto Basilicata, Sicilia, Molise e Calabria. «I dati pubblicati da Gimbe — precisa l’assessore bolzanino Hubert Messner — si riferiscono al 2024 e fotografano quindi una situazione di oltre due anni fa, relativa in larga parte a un periodo in cui avevo appena assunto l’incarico di assessore alla salute. È comunque importante guardare non solo al dato assoluto, ma anche alla sua evoluzione: rispetto al 2023, infatti, la Provincia di Bolzano ha registrato un miglioramento in tutte e tre le macroaree, seppur contenuto: prevenzione da 58 a 59 punti, assistenza distrettuale da 82 a 83 e assistenza ospedaliera da 62 a 64». Secondo Messner la criticità principale «resta quella della prevenzione, dove il risultato è fortemente condizionato dalle coperture vaccinali, storicamente più basse nella nostra Provincia rispetto ad altre realtà. È una criticità che conosciamo e sulla quale stiamo intervenendo in modo mirato, attraverso informazione, sensibilizzazione e un rafforzamento complessivo delle politiche di prevenzione. I dati più recenti mostrano già segnali di miglioramento delle coperture vaccinali, che intendiamo consolidare». Allo stesso tempo, l’assessore precisa di star continuando a lavorare sui due altri pilastri strategici: «Un’assistenza territoriale sempre più vicina alle persone e una rete ospedaliera maggiormente integrata. Con le Case della comunità, gli ospedali di comunità, le centrali operative e il “116117” (ovvero il servizio di guardia medica non urgente ndr) stiamo spostando una parte crescente dell’assiste nza fuori dall’ospedale e più vicino ai cittadini; parallelamente, stiamo rafforzando la collaborazione tra i sette ospedali provinciali. I risultati più recenti mostrano già miglioramenti, ad esempio e soprattutto anche nei tempi di attesa. Il nostro obiettivo — conclude Messner — non è fermarci a una “pagella”, ma costruire un sistema sanitario che migliori continuamente: più prevenzione, più assistenza territoriale, ospedali meglio integrati e, soprattutto, una presa in carico della persona sempre più coordinata e vicina ai suoi bisogni». Sul fronte trentino, il risultato positivo arriva dopo mesi di polemiche, con il faccia a faccia tra i sindacati del mondo della sanità e i vertici della Provincia e i continui blocchi e disservizi informatici che da tempo stanno appesantendo il sistema sanitario. Ma l’assessore alla salute della Provincia di Trento Mario Tonina resta focalizzato sul suo obiettivo: rendere la sanità territoriale più integrata, meno frammentata e capace di seguire le persone soprattutto quando i bisogni diventano più complessi. «Fin da inizio legislatura — dice Tonina — ho messo in evidenza il dato sull’invecchiamento della popolazione. E proprio alla luce di questo fenomeno ritengo fondamentale lavorare maggiormente sulla prevenzione e sulla promozione dei corretti stili di vita». E per farlo, Tonina elenca quattro settori: «Innanzitutto l’Asuit (azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino), poi le Case della comunità, per garantire servizi aggiuntivi ai territori risolvendo il nodo dei codici bianchi al pronto soccorso, inoltre l’integrazione dei distretti sanitari che, con il disegno di legge di novembre, diventeranno a socio-sanitari, per far fronte ai nuovi bisogni. E infine potenzieremo la prevenzione con il ritorno, dall’Australia, del prof Luigi Fontana. Bene il dato Gimbe, ma serve proseguire nel lavoro già iniziato». Andrea Dalla Serra ---End text--- Author: Andrea Dalla Serra Heading: Highlight: I numeri Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto Trento invece ne totalizza 271 e ottiene il quinto posto in Italia ? Differenze L’unico ambito in cui Bolzano supera (di poco) Trento è quello dell’assistenza distrettuale ? Cambiamenti Tonina: «I distretti non saranno più solo sanitari ma socio-sanitari per far fronte ai nuovi bisogni» Image:Medici Un’équipe di chirurghi in sala operatoria durante un intervento -tit_org- Prevenzione, Trento al topin Italia Prevenzione, Trento al top e Bolzano arranca -sec_org- tp:writer§§ Andrea Dalla Serra guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226007251.PDF §---§ title§§ Renon, incendio nel maso: disperso il titolare = Notte di paura sul Renon, fienile distrutto dal rogo Disperso il titolare del maso, morte migliaia di galline link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263207447.PDF description§§
Estratto da pag. 4 di "CORRIERE DELL'ALTO ADIGE BOLZANO" del 24 Sep 2026
In azione i vigili del fuoco. La sindaca Fulterer: «Continuiamo a sperare»
pubDate§§ 2026-09-24T05:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263207447.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263207447.PDF', 'title': "CORRIERE DELL'ALTO ADIGE BOLZANO"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263207447.PDF tp:ocr§§ Renon, incendio nel maso: disperso il titolare GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2026 REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE: Galleria Sernesi, 9 - 39100 Bolzano - Tel 0471 - 999111 - Fax 0471 - 999110 - Email: cronaca@corrierealtoadige.it Hockey Distribuito con il Corriere della Sera - Non vendibile separatamente Il cartellone Foxes, sembrava fatta poi la beffa firmata Graz WaltherPark, scoppia il caso Imi Fattor (Pd) accusa: buco di 8 milioni. Il sindaco Corrarati: istanza dal giudice tributario L’ombra di una presunta imposta non pagata aleggia sul Municipio di Bolzano. Il Comune ha notificato a WaltherPark Spa — la società del gruppo tedesco Schoeller che detiene la proprietà del centro commerciale — una richiesta di pagamento relativa all’imposta municipale immobiliare (Imi). La vicenda — relativa a circa quattro anni di mancato o insufficiente versamento — è ora al vaglio del giudice tributario. A confermare l’esistenza della procedura è lo stesso sindaco Corrarati. La questione è stata però portata all’attenzione pubblica da Fattor (Pd) che ha presentato un’interrogazione. a pagina 3 Dalla Serra Notte di paura Morte tremila galline SERVIZI DEMOGRAFICI Oltre 17 mila carte d’identità elettroniche Renon, incendio nel maso: disperso il titolare a pagina 4 Currò Dossi Sono state 17.362 le Carte d’identità elettroniche (Cie) rilasciate dal Comune, a fronte di uno sforzo organizzativo senza precedenti. a pagina 3 Savio Sanità La classifica realizzata dalla Fondazione Gimbe. Messner: «Tasso di vaccinazione determinante» Livelli essenziali d’assistenza Bolzano male, Trento brilla «Cure disturbi alimentari, rete da potenziare» Nel 2025, i pazienti trattati dal Centro disturbi alimentari sono stati 693, in aumento del 17% in un anno. a pagina 2 Crippa Prevenzione Il controllo della pressione di un paziente TrentoDoc, le bollicine in 170 eventi Dalla città alle cantine, domani si parte. L’inserto sulla quinta edizione del Festival Con 170 appuntamenti tra il centro storico e i territori di produzione, il Trentodoc Festival torna per la sua quinta edizione, da domani al 27 settembre, confermandosi come un’esperienza che va oltre il vino. Promossa dalla Provincia di Trento, organizzato da Trentino Marketing e Istituto Trentodoc in collaborazione con Corriere della Sera, la kermesse coinvolge l’intera filiera dell’accoglienza e trasforma la città e i territori in un grande palcoscenico dedicato Nell’inserto al Trentodoc. 7.92 Km/h 52% VEN di Silvia M. C. Senette a pagina 7 Comune Il consigliere democratico chiede trasparenza: «Perché l’amministrazione è intervenuta solo adesso?» L’Alto Adige resta sotto la soglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il divario con il Trentino è ancora più evidente. Nel monitoraggio 2024 del nuovo sistema di garanzia, analizzato dalla Fondazione Gimbe, la provincia di Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto tra le Regioni italiane. Un risultato che la mantiene tra le realtà italiane formalmente inadempienti nell’erogazione dei Lea: l’unico indicatore sotto la soglia riguarda la prevenzione collettiva, dove Bolzano si ferma a 59 punti, uno in meno dei 60 richiea pagina 2 sti. Nubi sparse Carambolagealza ilsipario:impegno eleggerezza di Carlo Cecino a pagina 6 SALUTE 26° Giovedì, 24 Settembre 2026 Trentodoc LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL Le cantine aprono le porte al pubblico, fino a domenica eventi in programma nei luoghi più belli della città Bollicine di montagna ? IL COMMENTO OLTRE IL BICCHIERE CAPIRE MEGLIO IL PROPRIO TEMPO di Antonino Padovese I L’incontro ? OLTRE IL BICCHIERE PAOLO MEREGHETTI di Antonino Padovese Le aziende vinicole CESARINI SFORZA «Giamatti, Reeves, Nolan CAPIRE MEGLIO IL PROPRIO TEMPO I 40 anni di Aquila Reale I racconti in cui il vino «Freschezza e profondità l Trentodoc Festival che arriva alla quinta giunge altri temi: managerialità in vigna, nuonon può non interrogarsi sul mo- vi linguaggi, critica, nuovi modelli di consu- verso nuovi orizzonti» incrocia il grande cinema» edizione mento complesso che il mondo del vino sta mo, il valore del tempo. Sono tutti confronti I a pagina IV Senette attraversando: calano i consumi, cambiano le occasioni in cui si beve, pesano di più salute, sostenibilità, comunicazione e nuovi stili di vita. Anche per il Trentodoc, quindi, non basta solo pensare a due pilastri insostituibili come crescita e qualità. Bisogna comprendere dove sta andando il consumo e quale spazio può occupare una denominazione che negli ultimi anni, anche grazie a questo evento, ha costruito una propria identità. Dal 2022 il Festival ha creato uno spazio di confronto, lo ha aperto alla città, alle cantine nel territorio e a un pubblico più ampio. Il programma di quest’anno agche ci aiutano a capire come sta cambiando il rapporto con il vino. Raccontarsi meglio era essenziale ma oggi non basta più. Bisogna capire dove va la denominazione mentre intorno il mondo cambia completamente. Per il Trentodoc questo significa anche interrogarsi su ciò che va modificato e quali fattori diventano invece imprescindibili: la montagna, il legame con il territorio, il metodo classico e i lunghi affinamenti. È su questo che oggi il Trentodoc è chiamato a confrontarsi. Ed è da qui che passa il futuro delle bollicine di montagna. © RIPRODUZIONE RISERVATA a pagina V Negri l Trentodoc Festival e il momento complesso del vino tra calo dei consumi, cambiamento delle occasioni in cui si beve, attenzione a salute, sostenibilità e nuovi stili di vita. a pagina I dell’inserto SAB DOM LUN 10°/ 24° 10°/ 25° 12°/ 26° 14°/ 28° Maria LA TRENTINA GEROSA (FDI) «Unadonna nonsimisura dallalunghezza dellagonna» Le prime a prendere posizione, con interventi indignati, sono state Lucia Coppola (Avs) e Julia Unterberger (Svp). Che di fronte alle dichiarazioni del ministro Antonio Tajani prima («Meglio sposare una donna con la gonna più lunga, meno appariscente») e a quelle del leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci poi («Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna») hanno usato parole dure. Richiamando il «problema culturale» alla base di frasi di questo tipo.A queste voci si è aggiunta anche quella dell’assessora provinciale alle pari opportunità Francesca Gerosa di FdI. Che ha affidato a un video social la sua posizione. «Ho sentito — dice la presidente provinciale di Fratelli d’Italia rivolgendosi agli uomini — che in questi giorni molti uomini si stanno impegnando per decidere come preferiscono vedere le donne. Io, da donna, vi faccio una proposta diversa: provate a scegliere le donne per le loro capacità, la loro intelligenza e per la loro personalità». a pagina 5 Giovannini SECONDA VITTIMA IN DUE GIORNI Escursionista tedesco precipita e muore sulla Croda del Becco Un escursionista tedesco è morto, nel primo pomeriggio di ieri, dopo essere precipitato per una cinquantina di metri mentre percorreva il sentiero della via normale sotto la Croda del Becco, al confine tra i territori di Belluno e Bolzano.L’allarme è scattato intorno alle 13.50, quando la centrale del 118 ha raccolto le segnalazioni di diversi escursionisti di passaggio e della gestrice del rifugio Biella. Si tratta del secondo escursionista morto sulle montagne in Alto Adige in due giorni. a pagina 4 NottedipaurasulRenon, fieniledistruttodalrogo Dispersoiltitolaredelmaso, mortemigliaiadigalline In azione i vigili del fuoco. La sindaca Fulterer: «Continuiamo a sperare» a pagina 4 Currò Dossi BOLZANO Sono appese a un filo le speranze di ritrovare ancora in vita Tobias Unterhofer, 43 anni, il titolare del Voglhauserhof di Longostagno (frazione del comune di Renon), disperso in seguito all’incendio che, nella notte, ha divorato il fienile in cui l’uomo teneva i propri animali. Incendio che non ha lasciato scampo a circa tremila galline, mentre i vigili del fuoco sono riusciti a mettere in salvo i sette bovini che si trovavano all’interno. L’allarme A dare l’allarme sono stati gli inquilini del secondo appartamento ricavato nel maso, accanto a quello di Unterhofer. Sul posto sono accorsi, in forze, i vigili del fuoco volontari della zona (arrivati dalle stazioni di Longostagno, Collalbo, Barbiano, Ponte Gardena e Chiusa), supportati dai colleghi del corpo permanente di Bolzano. Al loro arrivo, il fienile era già completamente avvolto dalle fiamme, con le lingue di fuoco visibili anche da diversi chilometri di distanza, nel buio della notte. L’intervento tempestivo dei soccorritori è stato determinante per evitare che l’incendio si propagasse anche al resto dell’edificio. Le operazioni di spegnimento e di bonifica dell’area interessata dal rogo sono proseguite per diverse ore. Le ricerche La notizia di una persona dispersa ha cominciato a circolare in mattinata. A mancare all’appello è il titolare del maso, Tobias Unterhofer. Per i familiari sono ore di grande apprensione: le ricerche, coordinate dai carabinieri della compagnia di Bolzano (che sono rimasti a sorvegliare l’area per tutta la notte), proseguono senza sosta, mentre i vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano sono al lavoro per cercare di risalire alle cause dell’innesco. La sindaca di Renon, Julia Fulterer, si fa portavoce dell’apprensione della comunità: «Speriamo che torni — dice —, tutto è possibile. Longostagno è una piccola frazione, dove tutti conoscono tutti. Fino a un paio di anni fa, Tobias suonava con la banda del paese, ma poi ha scelto di dedicarsi al suo lavoro che lo teneva molto impegnato». Ha tre figli. Il maso Il maso di Unterhofer, il Voglhauserhof è piuttosto conosciuto e specializzato nella produzione di uova d’allevamento all’aperto, delle quali i gestori rifornisce alcuni esercizi commerciali dell’Alto Adige. Come si legge sul sito internet dell’azienda, per l’allevamento delle galline viene utilizzato «solo mangime di alta qualità e senza ogm». Il rogo scoppiato nella notte ha distrutto la grande struttura che fungeva sia da fienile che da stalla. Il precedente Un incidente simile si era verificato due anni fa: nel novembre 2024, alle 3.30 di notte, era scoppiato un incendio all’interno dello storico maso Gitz, a San Giacomo di Vizze. Ad accorgersi dell’accaduto era stato un vicino di casa che, nel cuore della notte, aveva chiamato i soccorsi. Erano intervenuti un centinaio di vigili del fuoco, ma il maso era stato completamente distrutto dalle fiamme. Persino i muri in pietra, il giorno dopo, erano stati abbattuti per il rischio che potessero crollare. Nel rogo era morta la proprietaria del maso, Helga Gitzl, 86 anni, i cui resti erano stati ritrovati solo una settimana dopo. In quel caso, sembra che le fiamme fossero partite dalla stufa, con temperature che erano arrivate a sfiorare i mille gradi. Chiara Currò Dossi ---End text--- Author: Chiara Currò Dossi Heading: GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2026 REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE: Galleria Sernesi, 9 - 39100 Bolzano - Tel 0471 - 999111 - Fax 0471 - 999110 - Email: cronaca@corrierealtoadige.it Hockey Distribuito con il Corriere della Sera - Non vendibile separatamente Il cartellone Foxes, sembrava fatta poi la beffa firmata Graz WaltherPark, scoppia il caso Imi Fattor (Pd) accusa: buco di 8 milioni. Il sindaco Corrarati: istanza dal giudice tributario L’ombra di una presunta imposta non pagata aleggia sul Municipio di Bolzano. Il Comune ha notificato a WaltherPark Spa — la società del gruppo tedesco Schoeller che detiene la proprietà del centro commerciale — una richiesta di pagamento relativa all’imposta municipale immobiliare (Imi). La vicenda — relativa a circa quattro anni di mancato o insufficiente versamento — è ora al vaglio del giudice tributario. A confermare l’esistenza della procedura è lo stesso sindaco Corrarati. La questione è stata però portata all’attenzione pubblica da Fattor (Pd) che ha presentato un’interrogazione. a pagina 3 Dalla Serra Notte di paura Morte tremila galline SERVIZI DEMOGRAFICI Oltre 17 mila carte d’identità elettroniche Renon, incendio nel maso: disperso il titolare a pagina 4 Currò Dossi Sono state 17.362 le Carte d’identità elettroniche (Cie) rilasciate dal Comune, a fronte di uno sforzo organizzativo sen za precedenti. a pagina 3 Savio Sanità La classifica realizzata dalla Fondazione Gimbe. Messner: «Tasso di vaccinazione determinante» Livelli essenziali d’assistenza Bolzano male, Trento brilla «Cure disturbi alimentari, rete da potenziare» Nel 2025, i pazienti trattati dal Centro disturbi alimentari sono stati 693, in aumento del 17% in un anno. a pagina 2 Crippa Prevenzione Il controllo della pressione di un paziente TrentoDoc, le bollicine in 170 eventi Dalla città alle cantine, domani si parte. L’inserto sulla quinta edizione del Festival Con 170 appuntamenti tra il centro storico e i territori di produzione, il Trentodoc Festival torna per la sua quinta edizione, da domani al 27 settembre, confermandosi come un’esperienza che va oltre il vino. Promossa dalla Provincia di Trento, organizzato da Trentino Marketing e Istituto Trentodoc in collaborazione con Corriere della Sera, la kermesse coinvolge l’intera filiera dell’accoglienza e trasforma la città e i territori in un grande palcoscenico dedicato Nell’inserto al Trentodoc. 7.92 Km/h 52% VEN di Silvia M. C. Senette a pagina 7 Comune Il consigliere democratico chiede trasparenza: «Perché l’amministrazione è intervenuta solo adesso?» L’Alto Adige resta sotto la soglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il divario con il Trentino è ancora più evidente. Nel monitoraggio 2024 del nuovo sistema di garanzia, analizzato dalla Fondazione Gimbe, la provincia di Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto tra le Regioni italiane. Un risultato che la mantiene tra le realtà italiane formalmente inadempienti nell’erogazione dei Lea: l’unico indicatore sotto la soglia riguarda la prevenzione collettiva, dove Bolzano si ferma a 59 punti, uno in meno dei 60 richiea pagina 2 sti. Nubi sparse Carambolagealza ilsipario:impegno eleggerezza di Carlo Cecino a pagina 6 SALUTE 26° Giovedì, 24 Settembre 2026 Trentodoc LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL Le cantine aprono le porte al pubblico, fino a domenica eventi in programma nei luoghi più belli della città Bollicine di montagna ? IL COMMENTO OLTRE IL BICCHIERE CAPIRE MEGLIO IL PROPRIO TEMPO di Antonino Padovese I L’incontro ? OLTRE IL BICCHIERE PAOLO MEREGHETTI di Antonino Padovese Le aziende vinicole CESARINI SFORZA «Giamatti, Reeves, Nolan CAPIRE MEGLIO IL PROPRIO TEMPO I 40 anni di Aquila Reale I racconti in cui il vino «Freschezza e profondità l Trentodoc Festival che arriva alla quinta giunge altri temi: managerialità in vigna, nuonon può non interrogarsi sul mo- vi linguaggi, critica, nuovi modelli di consu- verso nuovi orizzonti» incrocia il grande cinema» edizione mento complesso che il mondo del vino sta mo, il valore del tempo. Sono tutti confronti I a pagina IV Senette attraversando: calano i consumi, cambiano le occasioni in cui si beve, pesano di più salute, sostenibilità, comunicazione e nuovi stili di vita. Anche per il Trentodoc, quindi, non basta solo pensare a due pilastri insostituibili come crescita e qualità. Bisogna comprendere dove sta andando il consumo e quale spazio può occupare una denominazione che negli ultimi anni, anche grazie a questo evento, ha costruito una propria identità. Dal 2022 il Festival ha creato uno spazio di confronto, lo ha aperto alla città, alle cantine nel territorio e a un pubblico più ampio. Il programma di quest’anno agche ci aiutano a capire come sta cambiando il rapporto con il vino. Raccontarsi meglio era essenziale ma oggi non basta più. Bisogna capire dove va la denominazione mentre intorno il mondo cambia completamente. Per il Trentodoc questo significa anche interrogarsi su ciò che va modificato e quali fattori diventano invece imprescindibili: la montagna, il legame con il territorio, il metodo classico e i lunghi affinamenti. È su questo che oggi il Trentodoc è chiamato a confrontarsi. Ed è da qui che passa il futuro delle bollicine di montagna. © RIPRODUZIONE RISERVATA a pagina V Negri l Trentodoc Festival e il momento complesso del vino tra calo dei consumi, cambiamento delle occasioni in cui si beve, attenz ione a salute, sostenibilità e nuovi stili di vita. a pagina I dell’inserto SAB DOM LUN 10°/ 24° 10°/ 25° 12°/ 26° 14°/ 28° Maria LA TRENTINA GEROSA (FDI) «Unadonna nonsimisura dallalunghezza dellagonna» Le prime a prendere posizione, con interventi indignati, sono state Lucia Coppola (Avs) e Julia Unterberger (Svp). Che di fronte alle dichiarazioni del ministro Antonio Tajani prima («Meglio sposare una donna con la gonna più lunga, meno appariscente») e a quelle del leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci poi («Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna») hanno usato parole dure. Richiamando il «problema culturale» alla base di frasi di questo tipo.A queste voci si è aggiunta anche quella dell’assessora provinciale alle pari opportunità Francesca Gerosa di FdI. Che ha affidato a un video social la sua posizione. «Ho sentito — dice la presidente provinciale di Fratelli d’Italia rivolgendosi agli uomini — che in questi giorni molti uomini si stanno impegnando per decidere come preferiscono vedere le donne. Io, da donna, vi faccio una proposta diversa: provate a scegliere le donne per le loro capacità, la loro intelligenza e per la loro personalità». a pagina 5 Giovannini SECONDA VITTIMA IN DUE GIORNI Escursionista tedesco precipita e muore sulla Croda del Becco Un escursionista tedesco è morto, nel primo pomeriggio di ieri, dopo essere precipitato per una cinquantina di metri mentre percorreva il sentiero della via normale sotto la Croda del Becco, al confine tra i territori di Belluno e Bolzano.L’allarme è scattato intorno alle 13.50, quando la centrale del 118 ha raccolto le segnalazioni di diversi escursionisti di passaggio e della gestrice del rifugio Biella. Si tratta del secondo escursionista morto sulle montagne in Alto Adige in due giorni. a pagina 4 Highlight: I soccorsi A dare l’allarme sono stati i vicini di casa Salvo l’edificio principale Image:Apprensione Sopra, le fiamme hanno divorato il fienile (foto vvf). Sotto, Tobias Unterhofer (Facebook) -tit_org- Renon, incendio nel maso: disperso il titolare Notte di paura sul Renon, fienile distrutto dal rogo Disperso il titolare del maso, morte migliaia di galline -sec_org- tp:writer§§ Chiara Currò Dossi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263207447.PDF §---§ title§§ Livelli essenziali d'assistenza Bolzano male, Trento brilla = Prevenzione, Trento al top e Bolzano arranca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263307448.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "CORRIERE DELL'ALTO ADIGE BOLZANO" del 24 Sep 2026
La classifica della Fondazione Gimbe sui Livelli essenziali di assistenza: l'Alto Adige resta inadempiente Messner: «Tasso di vaccinazione determinante». Tonina: «Serve proseguire con il lavoro già iniziato»
pubDate§§ 2026-09-24T05:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263307448.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263307448.PDF', 'title': "CORRIERE DELL'ALTO ADIGE BOLZANO"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263307448.PDF tp:ocr§§ Livelli essenziali d’assistenza Bolzano male, Trento brilla Sanità La classifica realizzata dalla Fondazione Gimbe. Messner: «Tasso di vaccinazione determinante» Prevenzione,TrentoaltopeBolzanoarranca LaclassificadellaFondazioneGimbesuiLivelliessenzialidiassistenza:l’AltoAdigerestainadempiente Messner:«Tassodivaccinazionedeterminante».Tonina:«Serveproseguireconillavorogiàiniziato» L’Alto Adige resta sotto la soglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il divario con il Trentino è ancora più evidente. Nel monitoraggio 2024 del nuovo sistema di garanzia, analizzato dalla Fondazione Gimbe, la provincia di Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto tra le Regioni italiane. Un risultato che la mantiene tra le realtà italiane formalmente inadempienti nell’erogazione dei Lea: l’unico indicatore sotto la soglia riguarda la prevenzione collettiva, dove Bolzano si ferma a 59 punti, uno in meno dei 60 richiea pagina 2 sti. BOLZANO L’Alto Adige resta sotto la soglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il divario con il Trentino è ancora più evidente. Nel monitoraggio 2024 del nuovo sistema di garanzia, analizzato dalla Fondazione Gimbe, la Provincia di Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto tra le Regioni italiane. Un risultato che la mantiene tra le realtà italiane formalmente inadempienti nell’erogazione dei Lea: l’unico indicatore sotto la soglia riguarda la prevenzione collettiva, dove Bolzano si ferma a 59 punti, uno in meno dei 60 richiesti. La distanza dalla vicina Provincia di Trento è di 65 punti. Trento ne totalizza 271 e si colloca al quinto posto in Italia. Il divario è particolarmente evidente nella prevenzione — dove Trento è sul gradino più alto del podio con 98 punti mentre Bolzano è penultima, al 20esimo posto — e nell’assistenza ospedaliera, con Trento seconda a 94 punti e Bolzano terzultima a 64. L’unico ambito in cui Bolzano supera Trento è quello dell’assistenza distrettuale: 83 punti e nono posto per la sanità altoatesina, contro i 79 punti e il 12esimo per quella trentina. Nel complesso, dunque, Bolzano raggiunge 206 punti, contro i 271 di Trento. Una differenza di 65 punti che nasce soprattutto dalle performance molto diverse nella prevenzione e nell’assistenza ospedaliera. Alle spalle di Bolzano, nella graduatoria complessiva, figurano soltanto Basilicata, Sicilia, Molise e Calabria. «I dati pubblicati da Gimbe — precisa l’assessore bolzanino Hubert Messner — si riferiscono al 2024 e fotografano quindi una situazione di oltre due anni fa, relativa in larga parte a un periodo in cui avevo appena assunto l’incarico di assessore alla salute. È comunque importante guardare non solo al dato assoluto, ma anche alla sua evoluzione: rispetto al 2023, infatti, la Provincia di Bolzano ha registrato un miglioramento in tutte e tre le macroaree, seppur contenuto: prevenzione da 58 a 59 punti, assistenza distrettuale da 82 a 83 e assistenza ospedaliera da 62 a 64». Secondo Messner la criticità principale «resta quella della prevenzione, dove il risultato è fortemente condizionato dalle coperture vaccinali, storicamente più basse nella nostra Provincia rispetto ad altre realtà. È una criticità che conosciamo e sulla quale stiamo intervenendo in modo mirato, attraverso informazione, sensibilizzazione e un rafforzamento complessivo delle politiche di prevenzione. I dati più recenti mostrano già segnali di miglioramento delle coperture vaccinali, che intendiamo consolidare». Allo stesso tempo, l’assessore precisa di star continuando a lavorare sui due altri pilastri strategici: «Un’assistenza territoriale sempre più vicina alle persone e una rete ospedaliera maggiormente integrata. Con le Case della comunità, gli ospedali di comunità, le centrali operative e il “116117” (ovvero il servizio di guardia medica non urgente ndr) stiamo spostando una parte crescente dell’assistenza fuori dall’ospedale e più vicino ai cittadini; parallelamente, stiamo rafforzando la collaborazione tra i sette ospedali provinciali. I risultati più recenti mos trano già miglioramenti, ad esempio e soprattutto anche nei tempi di attesa. Il nostro obiettivo — conclude Messner — non è fermarci a una “pagella”, ma costruire un sistema sanitario che migliori continuamente: più prevenzione, più assistenza territoriale, ospedali meglio integrati e, soprattutto, una presa in carico della persona sempre più coordinata e vicina ai suoi bisogni». Sul fronte trentino, il risultato positivo arriva dopo mesi di polemiche, con il faccia a faccia tra i sindacati del mondo della sanità e i vertici della Provincia e i continui blocchi e disservizi informatici che da tempo stanno appesantendo il sistema sanitario. Ma l’assessore alla salute della Provincia di Trento Mario Tonina resta focalizzato sul suo obiettivo: rendere la sanità territoriale più integrata, meno frammentata e capace di seguire le persone soprattutto quando i bisogni diventano più complessi. «Fin da inizio legislatura — dice Tonina — ho messo in evidenza il dato sull’invecchiamento della popolazione. E proprio alla luce di questo fenomeno ritengo fondamentale lavorare maggiormente sulla prevenzione e sulla promozione dei corretti stili di vita». E per farlo, Tonina elenca quattro settori: «Innanzitutto l’Asuit (azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino), poi le Case della comunità, per garantire servizi aggiuntivi ai territori risolvendo il nodo dei codici bianchi al pronto soccorso, inoltre l’integrazione dei distretti sanitari che, con il disegno di legge di novembre, diventeranno a socio-sanitari, per far fronte ai nuovi bisogni. E infine potenzieremo la prevenzione con il ritorno, dall’Australia, del prof Luigi Fontana. Bene il dato Gimbe, ma serve proseguire nel lavoro già iniziato». Andrea Dalla Serra ---End text--- Author: Andrea Dalla Serra Heading: Sanità La classifica realizzata dalla Fondazione Gimbe. Messner: «Tasso di vaccinazione determinante» Highlight: I numeri Bolzano totalizza 206 punti su 300 e si colloca al 17esimo posto Trento invece ne totalizza 271 e ottiene il quinto posto in Italia ? Differenze L’unico ambito in cui Bolzano supera (di poco) Trento è quello dell’assistenza distrettuale ? Cambiamenti Tonina: «I distretti non saranno più solo sanitari ma socio-sanitari per far fronte ai nuovi bisogni» Image:ssner: «Tasso di vaccinazione determinante» Prevenzione Il controllo della pressione di un paziente Medici Un’équipe di chirurghi in sala operatoria durante un intervento -tit_org- Livelli essenziali d’assistenza Bolzano male, Trento brilla Prevenzione, Trento al top e Bolzano arranca -sec_org- tp:writer§§ Andrea Dalla Serra guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403263307448.PDF §---§ title§§ «Tolto il bollo ma aumentano i ticket sanitari per i cittadini» = Federconsumatori «Sospeso il bollo ma aumentano i ticket sanitari» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401725404401.PDF description§§
Estratto da pag. 5 di "CORRIERE DELLA SERA BRESCIA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 10 di "CORRIERE DELLE ALPI" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 1 di "EDICOLA DEL SUD BARI BAT" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 3 di "EDICOLA DEL SUD BARI BAT" del 24 Sep 2026
Il sottosegretario alla Salute boccia la Regione a conclusione della cabina di regia romana: «Sulla sanità territoriale è ultima e i ritardi non sono giustificabili». La replica da Bari: numeri errati e cantieri ok Il sottosegretario alla Salute snocciola numeri: «Solo 85 Case della comunità completate rispetto al target di 120 e una spesa ferma al 36%». E per gli ospedali intermedi: «Otto realizzati rispetto ai 31 previsti, con il 28% delle risorse utilizzate»
pubDate§§ 2026-09-24T05:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226607237.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226607237.PDF', 'title': 'EDICOLA DEL SUD BARI BAT'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226607237.PDF tp:ocr§§ Gemmato: «Sul Pnrr, la Puglia non ha raggiunto gli obiettivi» Il sottosegretario alla Salute boccia la Regione a conclusione della cabina di regia romana: «Sulla sanità territoriale è ultima e i ritardi non sono giustificabili». La replica da Bari: numeri errati e cantieri ok È SCONTRO Gemmato: «Pnrr, Puglia bocciata» Regione: numeri errati e cantieri ok Il sottosegretario alla Salute snocciola numeri: «Solo 85 Case della comunità completate rispetto al target di 120 e una spesa ferma al 36%». E per gli ospedali intermedi: «Otto realizzati rispetto ai 31 previsti, con il 28% delle risorse utilizzate» LA CABINA DI REGIA A PALAZZO CHIGI IACCARINO PAGINA 3 2 BARI La sanità pugliese diventa terreno di un nuovo scontro politico tra Governo e Regione. Fratelli d’Italia apre il fronte sui ritardi del Pnrr e mette sotto accusa l’attuazione della nuova assistenza territoriale. La Regione respinge però la fotografia di una Puglia in fondo alla classifica, assicura che le Case di comunità stanno andando avanti e rilancia con i dati sui Livelli essenziali di assistenza: 242 punti su 300, decimo posto nazionale e miglior risultato del Mezzogiorno. Numeri contro numeri, dunque, mentre al centro della contesa finiscono tempi e risultati della trasformazione della sanità pugliese. Ad accendere lo scontro è il sottosegretario alla Salute e coordinatore pugliese di Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato. Dopo la cabina di regia sul Pnrr a Palazzo Chigi, ieri, Gemmato ha contrapposto il raggiungimento dei target nazionali alla situazione pugliese e parla di «ritardi non giustificabili». I numeri indicati dal sottosegretario diventano il cuore dell’affondo: 85 Case della comunità completate rispetto a un target indicato in 120 e una spesa ferma, secondo Gemmato, al 36% delle risorse. Ancora maggiore sarebbe la distanza sugli Ospedali di comunità: otto realizzati rispetto ai 31 previsti, con il 28% dell’importo assegnato utilizzato. Complessivamente si parla di circa 400 milioni di euro destinati alla Puglia. Per l’esponente di FdI il problema, dunque, non sarebbero i finanziamenti, ma la capacità di trasformarli rapidamente in strutture e servizi. La Regione ribalta però la lettura. Le Case di comunità previste nella programmazione regionale sono 86, gli interventi stanno procedendo e diverse strutture sarebbero ormai prossime a ll ’apertura. Una replica che sposta il confronto anche sui criteri utilizzati per misurare l’av a n z a m en t o : cantieri completati, strutture realizzate o servizi effettivamente attivati. Ma nella risposta regionale entra soprattutto un altro numero, quello dei Lea. Secondo i dati 2024 della Fondazione Gimbe richiamati dalla Regione, la Puglia raggiunge 242 punti su 300, migliora di 14 punti rispetto all’anno precedente, si colloca al decimo posto nazionale ed è adempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia. È il miglior risultato complessivo tra le regioni del Mezzogiorno. Una fotografia che non cancella le criticità. Nei 27 indicatori utilizzati per valutare l’assistenza sanitaria, la Puglia si colloca all’undicesimo posto nella prevenzione, al tredicesimo nell’assistenza distrettuale e all’ottavo in quella ospedaliera. E' su questa distanza tra le due fotografie che si consuma il confronto politico. Gemmato concentra l’attacco sui tempi di attuazione del Pnrr e sulle strutture territoriali; la Regione replica con l’avanzamento degli interventi e con i risultati complessivi dei Lea. Ma la verifica decisiva sarà fuori dalle classifiche: quando Case e Ospedali di comunità dovranno passare dai finanziamenti e dai cantieri ai servizi. Con personale dentro, porte aperte e assistenza realmente disponibile per i cittadini. LILIANA IACCARINO ---End text--- Author: Redazione Heading: È SCONTRO LA CABINA DI REGIA A PALAZZO CHIGI Highlight: Scontro Bari-Roma: «Ritardi ingiustificabili» e da via Gentile si punta invece sui risultati dei Lea Image:Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato e il presidente della Regione, Antonio Decaro IACCARINO PAGINA 3 Il sottosegretario alla Salute, Mar cello Gemmato con la premier Giorgia Meloni g n 2 v r l p n e d z c -tit_org- Gemmato: «Sul Pnrr, la Puglia non ha raggiunto gli obiettivi» Gemmato: «Pnrr, Puglia bocciata» Regione: numeri errati e cantieri ok -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403226607237.PDF §---§ title§§ Gemmato: «Sul Pnrr, la Puglia non ha raggiunto gli obiettivi» = Gemmato: «Pnrr, Puglia bocciata» Regione: numeri errati e cantieri ok link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401753405657.PDF description§§
Estratto da pag. 3 di "EDICOLA DEL SUD BASILICATA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 1 di "EDICOLA DEL SUD BASILICATA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 1 di "fimmgnotizie.org" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 14 di "GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 12 di "GIORNALE DI SICILIA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 20 di "LE CRONACHE LUCANE" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 10 di "MATTINO" del 24 Sep 2026
> I dati del ministero sulla valutazione dell'assistenza: sufficienza per ospedali e medicina di base ma prevenzione inadeguata. Pesano liste di attesa, mobilità passiva e i budget ridotti per i privati
pubDate§§ 2026-09-24T02:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401925802389.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401925802389.PDF', 'title': 'MATTINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401925802389.PDF tp:ocr§§ Lea: ospedali e distretti ok ma la prevenzione arranca Sanità, la Campania supera l’esame Prestazioni sanitarie Campania promossa ma cure non per tutti I dati del ministero sulla valutazione dell’assistenza: sufficienza per ospedali e medicina di base ma prevenzione inadeguata. Pesano liste di attesa, mobilità passiva e i budget ridotti per i privati ` Livelli essenziali di assistenza: nell'ultimo certificato dal tavolo del ministero la Campania risulta adempiente su tutti i parametri. Tuttavia, secondo l’Istat quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico. Un dato preoccupante per la Campania dove, per altro, resta elevata la mobilità passiva (insomma, chi può curarsi preferisce andare fuori regione). Per essere promossa, una Regione deve ottenere almeno 60 punti su 100 in ciascuno dei tre settori valutati: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Ettore Mautone a pag. 10 IL FOCUS Ettore Mautone Griglia Lea, ossia la pagella delle regioni sui Livelli essenziali di assistenza: nell'ultimo certificato dal tavolo del Ministero, relativo al 2024, la Campania risulta adempiente su tutti i parametri (cure ospedaliere, distrettuali e prevenzione). Tuttavia, su quest'ultimo fronte incassa un punteggio appena sopra la soglia della sufficienza. Parliamo di stili di vita, di educazione alla salute, attività sportiva per la prevenzione primaria ma anche screening e procedure di secondo livello come una colonscopia dopo un rilievo di sangue occulto nelle feci, oppure interventi in endoscopia per rimuovere una lesione benigna e ancora biopsie per una massa sospetta. Il tutto in un gradiente di cure che guardano alla diagnosi precoce e agli interventi chirurgici tempestivi come elementi cardine della prevenzione secondaria. La Regione raggiunge in totale 209 punti ma è ultima tra quelle pienamente adempienti. Con lo stop dei privati accreditati, questo margine rischia ora di assottigliare l’offerta per colonscopie, biopsie, ricoveri e interventi chirurgici nell'ambito della rete oncologica regionale che pure è un fiore all'occhiello, giunta al terzo posto in Italia per procedure ed esiti secondo le valutazioni di Agenas. LA GRIGLIA Secondo l’Istat, tuttavia, quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico. Un dato preoccupante per la Campania dove, per altro, resta elevata la mobilità passiva (insomma, chi può curarsi preferisce andare fuori regione). Per essere promossa, una Regione deve ottenere almeno 60 punti su 100 in ciascuno dei tre settori valutati: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Il giudizio del 2024 si basa su 27 indicatori scelti tra gli 88 che compongono l'intera griglia del Nuovo sistema di garanzia che ha sostituito i vecchi parametri. La Campania dunque supera l’esame ma con un risultato che presta il fianco ad una vulnerabilità di cui tenere conto nella gestione e programmazione delle cure Ottiene 61 punti nella prevenzione, appena uno sopra la soglia minima; sale a 80 nell’assistenza distrettuale e si ferma a 68 in quella ospedaliera. Il totale di 209 è il più basso tra le Regioni che hanno raggiunto la sufficienza in tutte le aree. Proprio sulla prevenzione la Campania arretra rispetto al 2023 e resta indietro rispetto alle compagini più virtuose che guidano la classifica con Emilia-Romagna (97), Lombardia, Veneto e Toscana (96) che su questo parametro sono in vetta. LE ALTRE REGIONI A volgere lo sguardo all'intero Stivale sono 18 su 21 le Regioni promosse nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e soltanto tre inadempienti (Calabria che sconta i 52 punti nell’assistenza distrettuale, Provincia autonoma di Bolzano, ferma a 59 nella prevenzione e Sicilia, che nella stessa area totalizza appena 49 punti). Nel 2023 le realtà sotto la soglia in almeno una macroarea erano però ben otto, oggi preoccupano tuttavia quasi 5,8 milioni di itali ani che rinuncerebbero a visite ed esami. Una fotografia che descrive un’Italia in netto miglioramento per le cure sanitarie ma dietro la soglia amministrativa raggiunta da quasi tutto il Paese emerge il nodo irrisolto delle liste d’attesa, delle prestazioni non disponibili, delle differenze territoriali profonde e soprattutto il numero crescente di persone costrette a rinunciare alle cure. È questa la contraddizione messa in evidenza dalla Fondazione Gimbe analizzando i risultati del Nuovo sistema di garanzia forniti dal ministero della Salute. La griglia dei Lea fotografa un dato statico ma dice poco o nulla sulla accessibilità della popolazione ai servizi e sulla rinuncia alle cure se non tempestivamente erogate e lascia irrisolti i nodi delle liste di attesa e delle difficoltà di prenotazione per fragili e anziani che nella rete di prossimità, pubblica ed accreditata, farmacie comprese, vede un riferimento irrinunciabile. LE LISTE DI ATTESA È per questo che in Campania questa debolezza strutturale rischia ora di incrociarsi con il blocco dei nuovi ricoveri e di parte delle prestazioni disposto dalle strutture private accreditate nella vertenza sui contratti e budget rimasti finora al palo. Un problema che non riguarda soltanto i posti letto. Le cliniche e i centri convenzionati costituiscono una parte rilevante dell’offerta pubblica complessiva e contribuiscono anche alla diagnostica, all’attività ambulatoriale e alla chirurgia programmata. L’effetto può diventare particolarmente evidente nei percorsi oncologici. Lo screening del colon-retto non termina con la ricerca del sangue occulto nelle feci. Quando il test risulta positivo, il Servizio sanitario deve garantire la colonscopia di approfondimento e, se necessario, la rimozione dei polipi o l’avvio rapido del percorso terapeutico. Le prestazioni non assorbite dal privato accreditato dovrebbero essere recuperate dagli ospedali pubblici, già impegnati nella gestione delle urgenze, dei pronto soccorso e delle liste d’attesa ma a Napoli la prenotazione di una colonscopia dopo un rilievo di sangue nelle feci sconta 4 mesi di attesa nell'offerta più rapida assicurata dall'ospedale San Paolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Ettore Mautone Heading: Highlight: LA FONDAZIONE GIMBE: RESTA IL CASO SOLLEVATO DALL’ISTAT SECONDO IL QUALE 5,8 MILIONI DI ITALIANI RINUNCIANO A CURARSI Image:La Campania incassa il via libera del Tavolo ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza con un totale di 209 punti ma nonostante la promozione però si posiziona in coda alle compagini adempienti -tit_org- Sanità, la Campania supera l'esame Prestazioni sanitarie Campania promossa ma cure non per tutti -sec_org- tp:writer§§ Ettore Mautone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401925802389.PDF §---§ title§§ Lea, la basilicata ha fatto i compiti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402871708812.PDF description§§
Estratto da pag. 12 di "MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 58 di "MESSAGGERO UMBRIA" del 24 Sep 2026
> L'analisi della Fondazione promuove la Regione sui Livelli essenziali di assistenza per i quali la giunta Proietti aveva previsto fondi "extra" nell'assestamento di bilancio
pubDate§§ 2026-09-24T01:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402161901566.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402161901566.PDF', 'title': 'MESSAGGERO UMBRIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402161901566.PDF tp:ocr§§ Promossa sui Livelli essenziali di assistenza Il report di Gimbe sulla sanità: l’Umbria è tra luci e ombre Sanità, Gimbe: Umbria ok però i servizi peggiorano L’analisi della Fondazione promuove la Regione sui Livelli essenziali di assistenza per i quali la giunta Proietti aveva previsto fondi “extra” nell’assestamento di bilancio ` PERUGIA Promossi, ma attenzione perché i numeri peggiorano. È questo il verdetto della Fondazione Gimbe rispetto ai livelli essenziali di assistenza della Regione Umbria. Il riferimento è ai cosiddetti “Lea”, quelli finiti spesso anche al centro dello scontro politico, in pratica le prestazioni che il servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket e che le Regioni devono fornire rispettando una serie di parametri. Fabrizi a pag. 59 IL REPORT PERUGIA Promossi, ma attenzione perché i numeri peggiorano. È questo il verdetto della Fondazione Gimbe rispetto ai livelli essenziali di assistenza della Regione Umbria. Il riferimento è ai cosiddetti “Lea”, quelli finiti spesso anche al centro dello scontro politico, in pratica le prestazioni che il servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket e che le Regioni devono fornire rispettando una serie di parametri. Il punteggio della Regione Umbria è di 254 (su un massimo 300) e il riferimento è all’anno 2024. Secondo la Fondazione Gimbe, l'Umbria si posiziona nella parte alta graduatoria le Regioni e Province autonome ed è quindi risultata «adempiente» secondo il nuovo sistema di garanzia. Ma attenzione - fa notare chi ha svolto l’analisi - rispetto al 2023, il punteggio totale della Regione è peggiorato di tre punti. Quindi un arretramento. In dettaglio, la valutazione dei 27 indicatori del nuovo sistema di garanzia è stata suddivisa in tre aree: la prevenzione collettiva e la sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e infine l’assistenza ospedaliera, l’Umbria è settima per l'area della prevenzione, il settore in cui sono registrate le performance migliori, decima per l'area distrettuale e decima anche per l'area ospedaliera. Sono 18 su 21 le Regioni promosse. «La classifica – sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta- restituisce una fotografia del divario Nord-Sud molto nitida. Nelle prime dieci posizioni si collocano sette Regioni del Nord, due del Centro e una sola del Sud, la Puglia. Nelle ultime sette, fatta eccezione per Bolzano, si trovano solo Regioni del Mezzogiorno». Alcune Regioni occupano posizioni simili nelle tre aree, è il caso dell’Umbria, documentando una relativa uniformità delle performance. Altre mostrano invece una marcata variabilità tra le tre macro-aree, in particolare Calabria, Valle d’Aosta, Liguria e Bolzano. «Queste differenze – spiega Cartabellotta – confermano che in una Regione adempiente possono convivere performance molto diverse e un servizio sanitario regionale che funziona bene in un’area e arranca nelle altre non può certo considerarsi equilibrato». “EXTRA LEA” Proprio nell’ultimo assestamento di bilancio la giunta di Stefania Proietti aveva deciso di intervenire sui livelli essenziali di assistenza, di fatto finanziando con 3 milioni di euro in più le prestazioni cosiddette “extra lea”, cioè decidendo di inserire altre voci nell’elenco delle prestazioni coperte dal servizio sanitario pubblico pagandole con i fondi del bilancio regionale. «Per supportare i servizi sanitari e il welfare locale», aveva spiegato Palazzo Donini. In particolare, i nuovi stanziamenti che portano la spesa per questo capitolo a 6 milioni di euro coprono uno screening neonatale più esteso, attività di screening anche per adulti, ausili anche estetici per pazienti oncologici (proprio ieri è stato confermato il contributo di 300 euro per l’acquisto di parrucche) e sono stati stanziati fondi anche per assistenza a persone indigenti e stranieri. Federico Fabrizi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Federico Fabrizi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il report di Gimbe sulla sanità: l'Umbria è tra luci e ombre Sanità, Gimbe: Umbria ok però i servizi peggiorano -sec_org- tp:writer§§ Federico Fabrizi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402161901566.PDF §---§ title§§ AGGIORNATO - Il report di Gimbe sulla sanità: l'Umbria è tra luci e ombre = Sanità, Gimbe: Umbria ok però i servizi peggiorano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402199501958.PDF description§§
Estratto da pag. 58 di "MESSAGGERO UMBRIA" del 24 Sep 2026
> L'analisi della Fondazione promuove la Regione sui Livelli essenziali di assistenza per i quali la giunta Proietti aveva previsto fondi "extra" nell'assestamento di bilancio
pubDate§§ 2026-09-24T01:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402199501958.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402199501958.PDF', 'title': 'MESSAGGERO UMBRIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402199501958.PDF tp:ocr§§ Promossa sui Livelli essenziali di assistenza Il report di Gimbe sulla sanità: l’Umbria è tra luci e ombre Sanità, Gimbe: Umbria ok però i servizi peggiorano L’analisi della Fondazione promuove la Regione sui Livelli essenziali di assistenza per i quali la giunta Proietti aveva previsto fondi “extra” nell’assestamento di bilancio ` PERUGIA Promossi, ma attenzione perché i numeri peggiorano. È questo il verdetto della Fondazione Gimbe rispetto ai livelli essenziali di assistenza della Regione Umbria. Il riferimento è ai cosiddetti “Lea”, quelli finiti spesso anche al centro dello scontro politico, in pratica le prestazioni che il servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket e che le Regioni devono fornire rispettando una serie di parametri. Fabrizi a pag. 59 IL REPORT PERUGIA Promossi, ma attenzione perché i numeri peggiorano. È questo il verdetto della Fondazione Gimbe rispetto ai livelli essenziali di assistenza della Regione Umbria. Il riferimento è ai cosiddetti “Lea”, quelli finiti spesso anche al centro dello scontro politico, in pratica le prestazioni che il servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket e che le Regioni devono fornire rispettando una serie di parametri. Il punteggio della Regione Umbria è di 254 (su un massimo 300) e il riferimento è all’anno 2024. Secondo la Fondazione Gimbe, l'Umbria si posiziona nella parte alta graduatoria le Regioni e Province autonome ed è quindi risultata «adempiente» secondo il nuovo sistema di garanzia. Ma attenzione - fa notare chi ha svolto l’analisi - rispetto al 2023, il punteggio totale della Regione è peggiorato di tre punti. Quindi un arretramento. In dettaglio, la valutazione dei 27 indicatori del nuovo sistema di garanzia è stata suddivisa in tre aree: la prevenzione collettiva e la sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e infine l’assistenza ospedaliera, l’Umbria è settima per l'area della prevenzione, il settore in cui sono registrate le performance migliori, decima per l'area distrettuale e decima anche per l'area ospedaliera. Sono 18 su 21 le Regioni promosse. «La classifica – sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta- restituisce una fotografia del divario Nord-Sud molto nitida. Nelle prime dieci posizioni si collocano sette Regioni del Nord, due del Centro e una sola del Sud, la Puglia. Nelle ultime sette, fatta eccezione per Bolzano, si trovano solo Regioni del Mezzogiorno». Alcune Regioni occupano posizioni simili nelle tre aree, è il caso dell’Umbria, documentando una relativa uniformità delle performance. Altre mostrano invece una marcata variabilità tra le tre macro-aree, in particolare Calabria, Valle d’Aosta, Liguria e Bolzano. «Queste differenze – spiega Cartabellotta – confermano che in una Regione adempiente possono convivere performance molto diverse e un servizio sanitario regionale che funziona bene in un’area e arranca nelle altre non può certo considerarsi equilibrato». “EXTRA LEA” Proprio nell’ultimo assestamento di bilancio la giunta di Stefania Proietti aveva deciso di intervenire sui livelli essenziali di assistenza, di fatto finanziando con 3 milioni di euro in più le prestazioni cosiddette “extra lea”, cioè decidendo di inserire altre voci nell’elenco delle prestazioni coperte dal servizio sanitario pubblico pagandole con i fondi del bilancio regionale. «Per supportare i servizi sanitari e il welfare locale», aveva spiegato Palazzo Donini. In particolare, i nuovi stanziamenti che portano la spesa per questo capitolo a 6 milioni di euro coprono uno screening neonatale più esteso, attività di screening anche per adulti, ausili anche estetici per pazienti oncologici (proprio ieri è stato confermato il contributo di 300 euro per l’acquisto di parrucche) e sono stati stanziati fondi anche per assistenza a persone indigenti e stranieri. Federico Fabrizi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Federico Fabrizi Heading: Highlight: BENE LA PREVENZIONE, PIÙ BASSO IL PUNTEGGIO PER L’AREA OSPEDALIERA Image : -tit_org- AGGIORNATO - Il report di Gimbe sulla sanità: l'Umbria è tra luci e ombre Sanità, Gimbe: Umbria ok però i servizi peggiorano -sec_org- tp:writer§§ Federico Fabrizi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402199501958.PDF §---§ title§§ Livelli prestazione, la Campania cresce Ma è quart'ultima link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403076706762.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "METROPOLIS NAPOLI" del 24 Sep 2026
La Fondazione Gimbe evidenzia alcuni passi in avanti: «Ma il cittadino non percepisce questi cambiamenti»
pubDate§§ 2026-09-24T04:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403076706762.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403076706762.PDF', 'title': 'METROPOLIS NAPOLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403076706762.PDF tp:ocr§§ Livelli prestazione, la Campania cresce Ma è quart’ultima La Fondazione Gimbe evidenzia alcuni passi in avanti: «Ma il cittadino non percepisce questi cambiamenti» Livelli essenziali di assistenza: Campania bocciata dalla fondazione Gimbe. Tutto parte dalle “pagelle” diramate lo scorso luglio dal Ministero della Salute attraverso l’annuale “Monitoraggio dei Lea attraverso gli indicatori Core del nuovo sistema di garanzia” relativo al 2024. Commentando questi dati, Gimbe scatta, in un comunicato stampa, la RTQRTKCHQVQITCOC EJGVKGPG CPEJGEQPVQFKEQOGCNKXGNNQ nazionale nello stesso anno “quasi 5,8 milioni di persone JCPPQTKPWPEKCVQCFCNOGPQ una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico”. Stando agli adempimenti Lea diramati dal Ministero, la Campania risulta nell’anno di riferimento nelle tre voci di riferimento (prevenzione, distrettuale e ospedaliera) sempre adempiente. Ciò nonostante, la regione si colloca nella seconda parte della graduatoria, conseguendo un voto appena UWHOEKGPVGPGNNCRTGXGP\KQPG e poco migliore nella parte ospedaliera. Un fatto generalizzato per il sud, come spiega il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta: “Fatta eccezione per la Puglia, tutte le altre regioni meridionali si collocano nella parte KPHGTKQTG FGNNC ENCUUKOEC Q presentano almeno un’area FKRQEQUWRGTKQTGCNNCUWHOcienza. Aumentano dunque le ‘promozioni’ formali, ma la frattura territoriale rimane ben visibile”. 0GNNCUWCRGTUQPCNGENCUUKOca, Gimbe mette la Campania tra le regioni bocciate, con un punteggio complessivo pari a 209, davanti solo a provincia autonoma di Bolzano (206), Basilicata (205), Sicilia (196), Molise (192) e Calabria (189), mentre per il Ministero solo tre realtà (Calabria, Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano) risultano parzialmente inadempienti: “Queste differenze - prosegue CarVCDGNNQVVC EQPHGTOCPQ EJG in una regione adempiente possono convivere performance molto diverse nelle tre macro-aree. E un servi\KQ UCPKVCTKQ TGIKQPCNG EJG funziona bene in un’area e arranca nelle altre non può certo considerarsi equilibrato”. Rispetto al 2023, la Campania migliora il punteggio complessivo, segnando un aumento complessivo di tre punti: “Il recupero delle reIKQPKKPOCIIKQTGFKHOEQNV è indubbiamente un segnale positivo - conclude il presidente di fondazione Gimbe CPEJGUGKNEKVVCFKPQRQVTGDDG non percepire subito un corrispondente miglioramento dell’accesso alle cure e della qualità dell’assistenza”. Il monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza (Lea) ?EQPHGTOCEJGNCVWVGNC della salute continua a dipendere in misura rilevante dalla Regione di residenza G EJG NC HTCVVWTC 0QTF 5WF rimane profonda” spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. “La ‘pagella’ con cui lo Stato verifica l’adempimento FGNNG 4GIKQPK EGTVKOEC UQNQ il superamento di una soglia amministrativa minima. Non misura però la qualità dell’assistenza nè l’equità i accesso ai Lea, nè documenta le diseguaglianze interne alle Regioni. Per questo la (QPFC\KQPG)KODGEJKGFGCN ministero della Salute e alle Regioni di rivedere le regoNG FGNNC ?RCIGNNC? CHOPEJG? diventi uno strumento di rendicontazione pubblica e di miglioramento continuo: più indicatori, soglie più elevate, dati tempestivi e misure capaci di rilevare l’accesso reale alle prestazioni, le liste d’attesa, le rinunce, gli esiti e le diseguaglianze territoTKCNK QNVTGCOGEECPKUOKEJG valorizzino i progressi e la riduzione dei divari. Per garantire i Lea a tutte le persone, ovunque vivano - sostiene DKUQIPC EQPQUEGTG CPEJG i bisogni di salute rimasti senza risposta, i servizi non disponibili, le prestazioni non erogate e gli ostacoli incontrati dai cittadini. AltriOGPVK KN? RQNKVKEQ?TKUEJKC di promuovere tutte le Regioni, ignorando le persone alle quali viene negato il diritto alla tutela della salute”, conclude Cartabellotta. I 27 indicatori Core sono indicatori sentinella: forniscono informazioni utili, ma non misurano in modo esaustivo l’effettiva esigibilità dei LEA. 6GORKFKCVVGUC CIGPFGEJKWUG FKHOEQNV FKRTGPQVC\KQPG distanza dai servizi, continui tà assistenziale e completezza dei percorsi non vengono rilevati in modo sistematico. Inoltre, i punteggi medi possono nascondere criticità nei singoli indicatori e differenze rilevanti tra Aziende sanitarie e Distretti, aree urbane e interne e diverse fasce UQEKQ GEQPQOKEJG “La “pagella” - spiega Cartabellotta - fotografa soprattutto le prestazioni erogate C EJK TKGUEG CF CEEGFGTG CK servizi, ma lascia in ombra EJKTGUVCHWQTK EJKTKEGXGTKsposte tardive o incomplete e EJKTKPWPEKCCNNGEWTG 'KFCVK medi regionali appiattiscono FKUGIWCINKCP\G CPEJG RTQfonde all’interno della stessa Regione”. In conclusione, “la tutela della salute continua a dipendere in misura rilevante dalla Regione di residenza e la frattura Nord-Sud rimane profonda”. Il Sud fanalino di coda. Nel 2025, 11 regioni taliane, concentrate quasi tutte al centro e nel meridione, registravano tassi di occupazione inferiori al 74%, di cui i più bassi osservati in Calabria (50,3%), Campania (50,8%) e Sicilia (51,4%). E’ quanto emerge dall’annuario statistico di Eurostat sulle Regioni pubblicato oggi. Nel complesso, il report osserva EJGEKTECWPSWCTVQFKVWVVG le regioni dell’Ue - 64 su 244 registrava tassi di occupazione inferiori a quella soglia. Su base nazionale, dopo la Sicilia seguono Puglia (53,2%), Basilicata (61,8%), Sardegna e Molise (62,3%), Abruzzo (67,2%), Lazio (69,3%), MarEJG .KIWTKC Piemonte (74,3%), Umbria (74,6%), Veneto e Friuli Venezia Giulia (74,7%), Lombardia (75,1%), Toscana (76%), Trento (77,6%), Valle d’Aosta (77,8%), Bolzano (80%). ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: LIVELLI ESSENZIALI DI PRESTAZIONE I livelli essenziali di prestazione sono quelli sui quali si basa la valutazione del sistema sanitario secondo i report nazionali. LA CAMPANIA MIGLIORA Per la Fondazione Gimbe, vi sono degli evidenti miglioramenti, ma la posizione in classifica resta ancora una volta piuttosto bassa. I GUAI DEL SUD NELL’ECONOMIA Dalla Sanità all’occupazione non cambia la situazione del Mezzogiorno. La Campania come Sicilia e Calabria agli ultimi posti. Image: -tit_org- Livelli prestazione, la Campania cresce Ma è quart’ultima -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403076706762.PDF §---§ title§§ Promosse 18 regioni Main 5,8 milioni rinunciano a curarsi = Diciotto Regioni promosse in Sanità Main 5,8 milioni rinunciano a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401890302946.PDF description§§
Estratto da pag. 6 di "NOTIZIA GIORNALE" del 24 Sep 2026
Il paradosso delle pagelle sui Livelli essenzali di assistenza E il focus della Fondazione Gimbe che fa chiarezza sui numeri
pubDate§§ 2026-09-24T02:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401890302946.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401890302946.PDF', 'title': 'NOTIZIA GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401890302946.PDF tp:ocr§§ Paradosso Sanità Promosse 18 regioni Ma in 5,8 milioni rinunciano a curarsi APAGINA6 Diciotto Regioni promosse in Sanità Ma in 5y8 milioni rinunciano a curarsi II paradosso delle pagelle sui Livelli essenzali di assistenza E ¡I focus della Fondazione Gimbe che fa chiarezza sui numeri D i ciotto Regioni su 21 promosse. 5,9 milioni di perso che hanno rinunciato alla visita o ai à esame prescritto dal medico. Sono dui; numeri dello stesso anno, il 2024, e raccontano due Paesi che convivono solo perché il Ministero della Salute ne guarda uno. La "pagella" sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve assicurare a chiunque, dice che la sanità pubblica passa l'esame meglio dell'anno prima, quando le Regioni adempienti erano 13, mentre l'Istat racconta che nello stesso anno la quota di chi ha rinunciato a curarsi è salita dal 7,6 al 9,9 per cento. Qualcosa non torna. SEI "POLÍTICO" E quel qualcosa l'ha messo sotto la lente la l-'onuaziune Cimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze), che rifa ogni anno i comi sul monitoraggio del ministero, uscito stavolta il 10 luglio. Il paradosso sta nel meccanismo: degli SS indicatori del Nuovo sistema di garanzia la pagella ne usa 27,1; divide in tré aree (prevenzione, assistenza distrettuale, ospedali) e da a ciascuna un punteggio da O a º 00, È per essere promossa una Regione deve fare almeno 60 in tutte e tré. Sessanta basta: che una Regione chiuda a 6C o a 100 il giudizio non cambia, e un voto da interrogazione strappata diventa il certificato di un diritto costituzionale garantito. Cosi il Molise passa con 60 esatti nell'assistenza ospcdaliera ñ la Campania con 61 nella prevenzione, sei delle 18 adempienti hanno almeno un'area ferma fra 60 e 69 e basta alzare di poco l'asticella per veder crollare le promozioni, perché con la soglia a 70 le promosse scenderebbero a 12 e con la soglia a 80 a ß. Restano bocciate soltanto la Calabria con 52 nell'assistenza sul territorio, la Sicilia con 49 neila prevenzione e la Provincia autonoma di Bolzano con 59, mentre la classifica per somma delle tré aree mette nelle ultime sette posizioni solo Regioni del Mezzogiorno, Bolzano a parte, nelle prime dieci una sola Regione del Sud, la Puglia. Il divario fra Nord Sud, insomma, si assottiglia nd bollettino e resta intero nella realtà. FUORI DALLA PAGELLA Ma non è tulio. Dal 2024 la rinuncia alle prestazioni sanitarie è entrata proprio fra gli indicatori della pagella, come ha ricordato l'Istat in audizione alla Camera il 7 luglio, e nell'anno in cui la rinuncia sale di 2,3 punti le promozioni passano da 13 a 18. Quei 5,8 milioni sono persone che hanno lasciato perdere per attese troppo lunghe, costi o distanze, e la lista d'attesa è il motivo più indicato, dal 6,8 per cento della popolazione, ferma davanti a un'agenda piena, bppure il governo si tiene stretto lo strumento. Secondo Gimbe la pagella non rileva in modo sistemali«) lempi di attesa, agende chiuse, prenotazioni impossibili e distanxa dai servizi, mentre le medie regionali schiacciano le differenze fra aziende sanitarie e fra città e aree interne, così die fotograta clìi è riuscito a entrare e perde di vista la fila fuori. R la promozione pesa sui soldi: la verifica dei Lea è uno degli adempimenti che le Regioni devono superare per accedere alla quota integrativa del Fondo sanitario nazionale. Il sessanta vale in euro. Giorgia Meloni nell'ottobre dd 2024 assicurava che «mai così tante risorsi;» erano finite nel l'Ondo, e Fratelli d'Italia nel dossier "Record e risultati" secondo Quotidiano Sanità, rivendica 1,6 milioni di prestazioni in più erogate nei tempi nel primo semestre del 202É. Record misurati col metro del sessanta. Cimbe chiede soglie [lia alte e dati tempestivi, e soprattutto di misurare le [iste d'attesa e le rinunce, cioè tè persone- ð il minimo per chi prende sul serio l'articolo 32 della Costituzione. Diciotto promosse su ventuno, e quasi una persona su dieci rimasta fuori dall'ambulatorio: il ministero la chiama sufficienza, ch i aspetta la chiama rinunci a.· ¡PARAMETRI Con 60 punti su 100 in ciascuna delle tré aree considerate si è adempienti Cosi però sfuggono i limiti del sistema -tit_org- Promosse 18 regioni Main 5,8 milioni rinunciano a curarsi Diciotto Regioni promosse in Sanità Main 5,8 milioni rinunciano a curarsi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401890302946.PDF §---§ title§§ Sanità, Veneto da record E la regione più virtuosa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401781306084.PDF description§§
Estratto da pag. 10 di "NUOVA VENEZIA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 12 di "NUOVO MOLISE" del 24 Sep 2026
La classi ? ca nazionale mette il dito nella piaga della sanità molisana che arretra nella capacità di far fronte ai livelli essenziali di cure, tanto che molti vi rinunciano o fuggono altrove
pubDate§§ 2026-09-24T08:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402871608811.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402871608811.PDF', 'title': 'NUOVO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402871608811.PDF tp:ocr§§ IL RAPPORTO DI GIMBE SUI LEA BOCCIA LA NOSTRA REGIONE MOLISE ULTIMO PER ASSISTENZA La classifica nazionale mette il dito nella piaga della sanità molisana che arretra nella capacità di far fronte ai Livelli essenziali di cure, tanto che molti vi rinunciano o fuggono altrove Nel 2024 quasi tutte le Regioni e Province autonome superano la ‘pagella’ ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza: 18 su 21. Nello stesso anno, però, quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico. E’ quanto riferisce la Fondazione GIMBE. “Sono due fotogra ie solo apparentemente contraddittorie. Se nel 2024 quasi tutte le Regioni vengono ‘promosse’ mentre aumentano la spesa privata e le rinunce alle prestazioni sanitarie afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE - non possiamo concludere che la sanità sia improvvisamente migliorata. Signi ica piuttosto che la ‘pagella’ ministeriale ha una capacità molto limitata nel misurare l’effettiva esigibilità dei Lea da parte dei cittadini”. Dal 2020 - spiega la Fondazione GIMBE - la veri ica dell’erogazione dei Lea utilizza il Nuovo sistema di garanzia (Nsg), articolato in 88 indicatori. La ‘pagella’ 2024 si basa su un sottoinsieme di 27 indicatori Core. Per ciascuna delle tre macroaree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera) ogni Regione ottiene un punteggio da 0 a 100, calcolato come media ponderata degli indicatori di ciascuna area. Per essere considerata adempiente deve raggiungere almeno 60 punti in tutte e tre le macroaree. Lo scorso 10 luglio il ministero della Salute ha pubblicato la sintesi del ‘Monitoraggio dei Lea attraverso gli indicatori Core del Nuovo sistema di garanzia-anno 2024’. “Come ogni anno - osserva Cartabellotta - la Fondazione GIMBE ha condotto un’analisi indipendente per misurare le differenze regionali e veri icare che cosa la ‘pagella’ riesce realmente a documentare”. Per ciascuna Regione sono stati analizzati lo stato di adempimento, i punteggi nelle tre macroaree, la posizione nella classi ica GIMBE e le variazioni rispetto al 2023. “Proprio la paradossale dicotomia tra le numerose ‘promozioni’ e le crescenti dif icoltà di accesso alle prestazioni – aggiunge il presidente – impone di guardare oltre i punteggi e di analizzare i limiti della ‘pagella’”. Rispetto agli adempimenti Lea, nel 2024 risultano inadempienti solo tre Regioni: la Calabria nell’area distrettuale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione. Nel 2023 le Regioni inadempienti erano otto. “Limitandosi alla distinzione tra Regioni adempienti e inadempienti – commenta Cartabellotta – il divario Nord-Sud risulta apparentemente ridotto, perché nel Mezzogiorno restano inadempienti solo Calabria e Sicilia. Ma, fatta eccezione per la Puglia, tutte le altre Regioni meridionali si collocano nella parte inferiore della classi ica o presentano almeno un’area di poco superiore alla suf icienza. Aumentano dunque le ‘promozioni’ formali, ma la frattura territoriale rimane ben visibile”. “Poiché il ministero della Salute non calcola un punteggio complessivo, la Fondazione GIMBE ha sommato i punteggi delle tre macro-aree e suddiviso i risultati in quartili. La classiica - sottolinea Cartabellotta - restituisce una fotogra ia del divario Nord-Sud molto più nitida di quella offerta dalla semplice distinzione tra Regioni adempienti e inadempienti. Nelle prime dieci posizioni si collocano sette Regioni del Nord, due del Centro e una sola del Sud, la Puglia. Nelle ultime sette, fatta eccezione per la Provincia autonoma di Bolzano, si trovano esclusivamente Regioni del Mezzogiorno”. I punteggi ottenuti nelle tre macro-aree - evidenzia la Fondazione - restituiscono classi iche differenti, che permettono di individuare i punti di forza e le criticità di ciascuna Regione e Provincia autonoma. Alcune Regioni occupano posizioni simili nelle tre aree, documentando una relativa uniformità delle performance, sia su livelli elevati (es. Emilia-Romag na, Piemonte, Toscana e Veneto) sia su livelli più bassi (es. Molise e Basilicata). Altre mostrano invece una marcata variabilità tra le tre macro-aree, in particolare la Calabria, la Valle d’Aosta, la Liguria e la Provincia autonoma di Bolzano. “Queste differenze - spiega il presidente - confermano che in una Regione adempiente possono convivere performance molto diverse nelle tre macroaree. E un Servizio sanitario eegionale che funziona bene in un’area e arranca nelle altre non può certo considerarsi equilibrato”. Rispetto al 2023, quindici Regioni migliorano il punteggio complessivo, cinque peggiorano e il Veneto rimane stabile. Gli incrementi maggiori si registrano in Valle d’Aosta (+48 punti) e Abruzzo (+47); le riduzioni vanno da -1 punto del Molise a -11 delle Marche (tabella 4). “Il recupero delle Regioni in maggiore dif icoltà è indubbiamente un segnale positivo - osserva Cartabellotta - anche se il cittadino potrebbe non percepire subito un corrispondente miglioramento dell’accesso alle cure e della qualità dell’assistenza”. Rispetto al 2023, nel 2024 le Regioni adempienti aumentano da 13 a 18, ma nello stesso periodo la quota di popolazione che ha rinunciato a prestazioni sanitarie è salita dal 7,6% al 9,9%, raggiungendo quasi 5,8 milioni di persone (dati Istat). Pur non misurando esclusivamente l’accesso al Ssn, questo indicatore rappresenta un segnale rilevante di domanda sanitaria rimasta insoddisfatta. “Il paradosso è evidente: mentre aumentano le Regioni promosse - afferma Cartabellotta - cresce anche il numero di persone che rinunciano a visite ed esami. La ‘promozione’ formale, dunque, non coincide con la garanzia per i cittadini di ottenere le prestazioni di cui hanno bisogno”. Nel 2024 sei delle diciotto Regioni adempienti presentano almeno una macro-area con un punteggio compreso tra 60 e 69. A titolo esempli icativo, innalzando la soglia minima a 70 punti, le Regioni adempienti scenderebbero da 18 a 12; con una soglia di 80 punti, a cinque. “Sessanta punti - precisa Cartabellotta - non signi icano matematicamente né che una Regione eroghi il 60% dei Lea né che li garantisca al 60% dei cittadini. Ma l’esercizio sulle soglie mostra quanto l’asticella sia bassa: 60 punti in ciascuna macro-area sono suf icienti alle Regioni per risultare adempienti. Una soglia decisamente troppo bassa per valutare la garanzia di un diritto che la Costituzione riconosce a tutti”. I 27 indicatori Core - sottolinea ancora la Fondazione - sono indicatori sentinella: forniscono informazioni utili, ma non misurano in modo esaustivo l’effettiva esigibilità dei Lea. Tempi di attesa, agende chiuse, dif icoltà di prenotazione, distanza dai servizi, continuità assistenziale e completezza dei percorsi non vengono rilevati in modo sistematico. Inoltre, i punteggi medi possono nascondere criticità nei singoli indicatori e differenze rilevanti tra Aziende sanitarie e Distretti, aree urbane e interne e diverse fasce socio-economiche. “La ‘pagella’ - spiega Cartabellotta - fotografa soprattutto le prestazioni erogate a chi riesce ad accedere ai servizi, ma lascia in ombra chi resta fuori, chi riceve risposte tardive o incomplete e chi rinuncia alle cure. E i dati medi regionali appiattiscono diseguaglianze anche profonde all’interno della stessa Regione. La classi icazione tra Regioni adempienti e inadempienti si limita a veri icare il superamento della soglia minima: ai ini dell’adempimento non considera né i progressi oltre tale soglia né la distanza dalle Regioni con le performance migliori. “Una volta raggiunti 60 punti in tutte le aree osserva il presidente GIMBE - la Regione è promossa e il gioco inisce lì: che abbia totalizzato 60 o 100 punti non cambia il giudizio inale. In questo modo la ‘pagella’ non incentiva il miglioramento e la riduzione dei divari regionali”. “Il monitoraggio Lea 2024 - afferma Cartabellotta - conferma che la tutela della salute continua a dipendere in misura rilevante dalla Regione di residenza e che la frattura Nord-Sud rimane profonda. La ‘pagella’ con cui lo Stato veri ica l’adempimento delle Reg ioni certi ica solo il superamento di una soglia amministrativa minima. Non misura però la qualità dell’assistenza né l’equità di accesso ai Lea, né documenta le diseguaglianze interne alle Regioni. Per questo la Fondazione GIMBE chiede al ministero della Salute e alle Regioni di rivedere le regole della ‘pagella’, af inché diventi uno strumento di rendicontazione pubblica e di miglioramento continuo: più indicatori, soglie più elevate, dati tempestivi e misure capaci di rilevare l’accesso reale alle prestazioni, le liste d’attesa, le rinunce, gli esiti e le diseguaglianze territoriali, oltre a meccanismi che valorizzino i progressi e la riduzione dei divari. Per garantire i Lea a tutte le persone, ovunque vivano, bisogna conoscere anche i bisogni di salute rimasti senza risposta, i servizi non disponibili, le prestazioni non erogate e gli ostacoli incontrati dai cittadini. Altrimenti, il ‘60 politico’ - conclude - rischia di promuovere tutte le Regioni, ignorando le persone alle quali viene negato il diritto alla tutela della salute”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Molise ultimo per assistenza -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402871608811.PDF §---§ title§§ Lea, Basilicata promossa col minimo «Superare la logica del 60 politico» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403199007841.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO DI BARI" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 59 di "REPUBBLICA PALERMO" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 65 di "RESTO DEL CARLINO ANCONA" del 24 Sep 2026
| dati 2024, l'area più debole è la prevenzione
pubDate§§ 2026-09-24T04:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401781206083.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401781206083.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO ANCONA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401781206083.PDF tp:ocr§§ Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti I dati 2024, l’area più debole è la prevenzione ANCONA Nel 2024 le Marche sono risultate adempienti, secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg), per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni che il servizio sanitario eroga gratuitamente oppure tramite il pagamento di un ticket, ma il punteggio è sceso di undici punti, da 248 a 237 (il punteggio massimo è di 300), rispetto all’anno precedente. Lo evidenziano i dati della Fondazione Gimbe: le Marche si posizionano all’undicesimo posto tra le regioni e le province autonoma. La regione, secondo la valutazione dei ventisette indicatori del Nuovo sistema di garanzia, si colloca al 18esimo posto in Italia nell’area della prevenzione collettiva e della sanità pubblica (il punteggio è sceso da 74 a 65), al settimo posto per l’assistenza distrettuale (in salita da 83 a 85 punti) e al sesto per l’area dell’assistenza ospedaliera (da 91 a 87). La classifica è guidata dal Veneto (288), seguito da Emilia Romagna (282), Toscana (280), Piemonte (272), Provincia autonoma di Trento (271). Nella seconda fascia ecco Lombardia (270), Umbria (254), Liguria (250), Friuli-Venezia Giulia (248), Puglia (242); in terza fascia le Marche alla pari con il Lazio con 237 punti. Nel 2024 risultano inadempienti soltanto tre regioni: la Calabria nell’area distrettuale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione. La ‘pagella’ del 2024 si basa su un sottoinsieme di ventisette indicatori Core. Per ciascuna delle tre macroaree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera) ogni regione ottiene un punteggio da zero a cento, calcolato come media ponderata degli indicatori di ciascuna area. Per essere considerata adempiente rispetto ai Lea deve raggiungere almeno sessanta punti in tutte le macro-aree. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401781206083.PDF §---§ title§§ Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401683605011.PDF description§§
Estratto da pag. 65 di "RESTO DEL CARLINO ASCOLI" del 24 Sep 2026
I dati 2024, l'area più debole è la prevenzione
pubDate§§ 2026-09-24T03:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401683605011.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401683605011.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO ASCOLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401683605011.PDF tp:ocr§§ Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti I dati 2024, l’area più debole è la prevenzione ANCONA Nel 2024 le Marche sono risultate adempienti, secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg), per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni che il servizio sanitario eroga gratuitamente oppure tramite il pagamento di un ticket, ma il punteggio è sceso di undici punti, da 248 a 237 (il punteggio massimo è di 300), rispetto all’anno precedente. Lo evidenziano i dati della Fondazione Gimbe: le Marche si posizionano all’undicesimo posto tra le regioni e le province autonoma. La regione, secondo la valutazione dei ventisette indicatori del Nuovo sistema di garanzia, si colloca al 18esimo posto in Italia nell’area della prevenzione collettiva e della sanità pubblica (il punteggio è sceso da 74 a 65), al settimo posto per l’assistenza distrettuale (in salita da 83 a 85 punti) e al sesto per l’area dell’assistenza ospedaliera (da 91 a 87). La classifica è guidata dal Veneto (288), seguito da Emilia Romagna (282), Toscana (280), Piemonte (272), Provincia autonoma di Trento (271). Nella seconda fascia ecco Lombardia (270), Umbria (254), Liguria (250), Friuli-Venezia Giulia (248), Puglia (242); in terza fascia le Marche alla pari con il Lazio con 237 punti. Nel 2024 risultano inadempienti soltanto tre regioni: la Calabria nell’area distrettuale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione. La ‘pagella’ del 2024 si basa su un sottoinsieme di ventisette indicatori Core. Per ciascuna delle tre macroaree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera) ogni regione ottiene un punteggio da zero a cento, calcolato come media ponderata degli indicatori di ciascuna area. Per essere considerata adempiente rispetto ai Lea deve raggiungere almeno sessanta punti in tutte le macro-aree. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: «Sos ticket più cari» IL NUOVO TARIFFARIO Interrogazione in Consiglio Catena e Mangialardi (Pd) «Rischio ticket più cari per i marchigiani. La Regione protegga le famiglie e garantisca più visite e meno attese». I consiglieri regionali Pd, Maurizio Mangialardi e Leonardo Catena (in foto), hanno presentato un’interrogazione per conoscere «le ricadute del nuovo tariffario sul servizio sanitario regionale e sui marchigiani». «Chi deve prenotare visite o esami non può affrontare un’altra difficoltà economica oltre alle liste d’attesa». Image: -tit_org- Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401683605011.PDF §---§ title§§ Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402052700618.PDF description§§
Estratto da pag. 63 di "RESTO DEL CARLINO MACERATA" del 24 Sep 2026
I dati 2024, l'area più debole è la prevenzione
pubDate§§ 2026-09-24T00:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402052700618.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402052700618.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO MACERATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402052700618.PDF tp:ocr§§ Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti I dati 2024, l’area più debole è la prevenzione ANCONA Nel 2024 le Marche sono risultate adempienti, secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg), per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni che il servizio sanitario eroga gratuitamente oppure tramite il pagamento di un ticket, ma il punteggio è sceso di undici punti, da 248 a 237 (il punteggio massimo è di 300), rispetto all’anno precedente. Lo evidenziano i dati della Fondazione Gimbe: le Marche si posizionano all’undicesimo posto tra le regioni e le province autonoma. La regione, secondo la valutazione dei ventisette indicatori del Nuovo sistema di garanzia, si colloca al 18esimo posto in Italia nell’area della prevenzione collettiva e della sanità pubblica (il punteggio è sceso da 74 a 65), al settimo posto per l’assistenza distrettuale (in salita da 83 a 85 punti) e al sesto per l’area dell’assistenza ospedaliera (da 91 a 87). La classifica è guidata dal Veneto (288), seguito da Emilia Romagna (282), Toscana (280), Piemonte (272), Provincia autonoma di Trento (271). Nella seconda fascia ecco Lombardia (270), Umbria (254), Liguria (250), Friuli-Venezia Giulia (248), Puglia (242); in terza fascia le Marche alla pari con il Lazio con 237 punti. Nel 2024 risultano inadempienti soltanto tre regioni: la Calabria nell’area distrettuale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione. La ‘pagella’ del 2024 si basa su un sottoinsieme di ventisette indicatori Core. Per ciascuna delle tre macroaree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera) ogni regione ottiene un punteggio da zero a cento, calcolato come media ponderata degli indicatori di ciascuna area. Per essere considerata adempiente rispetto ai Lea deve raggiungere almeno sessanta punti in tutte le macro-aree. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: «Sos ticket più cari» IL NUOVO TARIFFARIO Interrogazione in Consiglio Catena e Mangialardi (Pd) «Rischio ticket più cari per i marchigiani. La Regione protegga le famiglie e garantisca più visite e meno attese». I consiglieri regionali Pd, Maurizio Mangialardi e Leonardo Catena (in foto), hanno presentato un’interrogazione per conoscere «le ricadute del nuovo tariffario sul servizio sanitario regionale e sui marchigiani». «Chi deve prenotare visite o esami non può affrontare un’altra difficoltà economica oltre alle liste d’attesa». Image: -tit_org- Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092402052700618.PDF §---§ title§§ Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401941802421.PDF description§§
Estratto da pag. 65 di "RESTO DEL CARLINO PESARO" del 24 Sep 2026
I dati 2024, l'area più debole è la prevenzione
pubDate§§ 2026-09-24T02:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401941802421.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401941802421.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO PESARO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401941802421.PDF tp:ocr§§ Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti I dati 2024, l’area più debole è la prevenzione ANCONA Nel 2024 le Marche sono risultate adempienti, secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg), per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni che il servizio sanitario eroga gratuitamente oppure tramite il pagamento di un ticket, ma il punteggio è sceso di undici punti, da 248 a 237 (il punteggio massimo è di 300), rispetto all’anno precedente. Lo evidenziano i dati della Fondazione Gimbe: le Marche si posizionano all’undicesimo posto tra le regioni e le province autonoma. La regione, secondo la valutazione dei ventisette indicatori del Nuovo sistema di garanzia, si colloca al 18esimo posto in Italia nell’area della prevenzione collettiva e della sanità pubblica (il punteggio è sceso da 74 a 65), al settimo posto per l’assistenza distrettuale (in salita da 83 a 85 punti) e al sesto per l’area dell’assistenza ospedaliera (da 91 a 87). La classifica è guidata dal Veneto (288), seguito da Emilia Romagna (282), Toscana (280), Piemonte (272), Provincia autonoma di Trento (271). Nella seconda fascia ecco Lombardia (270), Umbria (254), Liguria (250), Friuli-Venezia Giulia (248), Puglia (242); in terza fascia le Marche alla pari con il Lazio con 237 punti. Nel 2024 risultano inadempienti soltanto tre regioni: la Calabria nell’area distrettuale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione. La ‘pagella’ del 2024 si basa su un sottoinsieme di ventisette indicatori Core. Per ciascuna delle tre macroaree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera) ogni regione ottiene un punteggio da zero a cento, calcolato come media ponderata degli indicatori di ciascuna area. Per essere considerata adempiente rispetto ai Lea deve raggiungere almeno sessanta punti in tutte le macro-aree. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: «Sos ticket più cari» IL NUOVO TARIFFARIO Interrogazione in Consiglio Catena e Mangialardi (Pd) «Rischio ticket più cari per i marchigiani. La Regione protegga le famiglie e garantisca più visite e meno attese». I consiglieri regionali Pd, Maurizio Mangialardi e Leonardo Catena (in foto), hanno presentato un’interrogazione per conoscere «le ricadute del nuovo tariffario sul servizio sanitario regionale e sui marchigiani». «Chi deve prenotare visite o esami non può affrontare un’altra difficoltà economica oltre alle liste d’attesa». Image: -tit_org- Le pagelle del Gimbe Marche promosse, ma perdono punti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401941802421.PDF §---§ title§§ Livelli assistenza passi avanti della Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401753105654.PDF description§§
Estratto da pag. 19 di "SECOLO XIX GENOVA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 12 di "STAMPA" del 24 Sep 2026
Nel2024 gli italianihanno speso oltre 23 miliardi di euro, lametà per visite e interventi Così le Asl in affanno si affidano alle strutture esterne, che devono poi essere pagate
pubDate§§ 2026-09-24T02:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401872802919.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401872802919.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401872802919.PDF tp:ocr§§ L'INCHIESTA D! SPOTLIGHT Caro sanità, su il ticket ma incassano di più privati e intramoenia ANGELÓME, MONDO, RUSSO L/autunno porta un aumento per i ticket sanitari, scattato lunedì scorso. Le stime profilano un aggravio per gli assistiti (non esenti) in media di 1,50 euro: in totale, circa 27 milioni di euro in più all'anno. Ennesima "goccia" a caricodelle famiglie.-PAQINE12EI3 O ^SPOTLIGHT Sanità, aumentano i ticket Ma a incassare di più sono privati e intramoenia Nel 2024gli italiani hanno speso oltre 23 miliardi di euro, la metà per visite e interver Così le Asl in affanno si affidano alle strutture esterne, che devono poi essere pagat ANNA MARIA ANGELONE ROMA L'autunno porta un aggravio per i ticket sanitari sulle tasche dei cittadini . All'origine, l'adeguamento delle tariffe rimborsate ai privati accreditati per le prestazioni erogate, scattato lunedì 21 settembre. Se buona parte dell'extra su centinaia di visite ed esami diagnostici sarà sostenuto dal sistema pubblico, le stime profilano un aumento anche per gli assistiti (non esenti) in media, di 1,50 euro: in totale, circa 27 milioni di euro in più all'anno, Ennesima "goccia" nel mare delle spese per la saluteacaricodelte famiglie. L'aggiornamento colpisce anche diversi ausiti ottici e protesici; lenti a contatto, busti correttivi , protesi d'arto. Dispositivi molto ricercati. Secondo una recente rilevazione condotta dal Centro studi di Confindustria dispositivi medici e promossa da Aito, nel nostro Paese oltre 8 pazienti su 10 incontrano difficoltà a ottenere ausili eprotesi con il Ssn e il 63% sostiene la spesa personalmente. Più della metà dei pazienti segnala criticità per tempi di attesa troppo lunghi, procedure burocratiche complesse e scarse informazioni. Ecco, dunque, che si mette mano al portafoglio. L ' Ufficio parlamentare di bilancio certifica che l'Italia vanta il poco lodevole primato di una minore spesa sanitaria pubblica della media Uè e di un maggiore esborso direttodei cittadini. La cosiddetta "out-of-pocket" raggiunge circa il 23% del totale: ben nove punti in più rispetto alla media europea. Secondo l'Istat, la spesa sanitaria nominale prò-capite è dai 2.637 euro del 2019ai 3.225 euro del 2025; di questi, 2.388 euro sono finanziati dal pubblico, 719 euro dalle famiglie e 118 euro dai regimi volontari (polizze e altro). «L'incremento della spesa privata delle famiglie viaggia al ritmo del 5% annuo» sottolinea Alessio D'Amato, già assessore alla Sanità della Regione Lazio e oggi responsabile Welfare della segreteria nazionale di Azione. «Del resto, se spesso le prescrizioni emesse che vanno a buon fine si fermano al 50% o 60%, è la spia di un sistema che non funziona: il cittadino non riesce a raggiungere l'assistenza edè costretto a fare ricorso al priva to o rinunciare alle cure. Un fallimento». Il monitoraggio della spesa sanitaria della Ragioneria generale dello Stato resoconta che, nel 2024, sono stati trasmessi al sistema tessera sanitaria ai fini delle dichiarazioni dei redditi 46,41 miliardi di euro di spese dei cittadini: nel 2016, erano 28,13 miliardi di euro. Chi ne attira di più? Quasi la metà è andata alle visite specialisti che ambulatoriali eagli interventi operatori, con un peso importante di quelli dentari (la spesa per odontoiatri sale da 4,97 miliardi dieuroa 6,08). In valore assoluto, però, sono le "strutture autorizzate" a fare la parte del leone: nello stesso arco di tempo, sono passate da 3,05 a 8,20 miliardi di euro il 169% in più). E sono ora appaiate alle "strutture private accreditate", parimenti salite da 5,26 miliardia8,20. Tradotto: lestrutture sanitarie autorizzate ma non accreditate al Ssn (laboratori di analisi e diagnostica, centri di terapie riabilitative e físioterapiche) galoppanopiù veloci. Indirettamente, anche il pubblico spende per il privato. Secondo l'UpB, le famiglie sostengono sempre più i costi di farmaci, dispositivi e prestazioni sanitarie private per ridurre i tempi di attesa e scegliere struttura o professionista. Ma, evidenzia la stessa analisi, una parte della spesa diretta "out-of-pocket" è finanziata con risorse pubbliche, sotto forma di minori entrate fiscali, «assicurando, tuttavia, un vantaggio che si distribuisce in maniera diseguale tra i contribuenti, tale da sollevare criticità in termini di equità». In pratica, le detrazioni fiscali tendono ad aumentare al cresceredel reddito. Poi, ci sono i sistemi sanitari regionali. Quanto spendono per pagare prestazioni erogate dastrutture private? La Fondazione Cimbe, su dati della Ragioneria generale dello Stato, rivela che quasi il 20% della spesa sanitaria complessiva a livello regionale è destinato al privato. Secondo le elabo razioni, superano questa mediaPugtia, Campania, Sicilia, Lombardia e Lazio. Mentre il Molise svetta su tutte: più di 31 euro su 100 della spesa sanitaria regionale va ad acquistare prestazioni dal settore privato. In valori assoluti , nel 2024 il conto supera i 27,6 miliardi di euro. Aspendere di più èlaLombardia con 6,16 miliardi di euro. Seguono Lazio (3,70 miliardi), Campania (2,77 miliardi) e Sicilia (2,62 miliardi). Una spesa che migliora le performance? Non è detto.— La spesa media prò-capite è lievitata dai 2.637 euro del 2019 ai 3.225 euro del 2025 Su La Stampa Ð Illico nero delle lîstë . ! ' cit t ? ÷ Èé BM ? .ðÈÈ IB li , 4favct ì - ' " èì on . - ' ' ' Sul giornale diieri abbiamo raccontato il gap tra ricette e prenotazioni; la metà dei pazienti in lista d'attesa non si curaofa ricorso ai privati SPESA SANITARIA TRASMESSA AL MINISTERO In miliardi di euro Vai % (2016-2024) Farmacie pubbliche e private Strutture pubbliche Strutture private accreditate Medici chirughi - Medici - Odontoiatri Strutture autorizzale Altri operatori sanitari Esercenti professioni sanitarie Iscritti agli elenchi speciali 8.29 2,14 5,26 7,18 2,21 4,97 3,05 2,21 - - 12,77 2,41 8,20 8,85 2.77 6 , 08 8,20 4,94 0,98 0 , 06 54.0% 12 , 6 % 55,9% 23,3% 25,3% 22,3% 168,9% 123,5% n.d. - n.d. - -tit_org- Caro sanità, su il ticket ma incassano di più privati e intramoenia Sanità, aumentano i ticket Ma a Incassare di più sono privati e Intramoenia -sec_org- tp:writer§§ ANNA MARIA ANGELONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401872802919.PDF §---§ title§§ L'opposizione: "Riforma fallimentare" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092401891002937.PDF description§§
Estratto da pag. 13 di "STAMPA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 12 di "STAMPA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 19 di "T QUOTIDIANO" del 24 Sep 2026
Gimbe : nel 2024 meno 7 punti. Ma la provincia resta tra le migliori 5 regioni
pubDate§§ 2026-09-24T05:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403260907472.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403260907472.PDF', 'title': 'T QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403260907472.PDF tp:ocr§§ Assistenza, il Trentino arretra Sanità Il report di Gimbe sui Lea. La provincia resta comunque tra le migliori cinque Livelli assistenza, la sanità trentina arretra Gimbe: nel 2024 meno 7 punti. Ma la provincia resta tra le migliori 5 regioni Nel corso del 2024 il Trentino è arretrato di 7 punti, secondo solo alle Marche, che di punti ne perdono 11, nella verifica ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), in un contesto che segna un netto miglioramento generale delle valutazioni del ministero. Dove il Trentino resta comunque tra i migliori 5. Nel complesso, 18 Regioni e Province autonome hanno superato la verifica, mentre nel 2023 erano 13 le realtà inadempienti. L’analisi è della Fondazione Gimbe. A PAGINA 19 I l Trentino nel 2024 arretra di 7 punti, secondo solo alle Marche, che di punti ne perdono 11, nella verifica ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), in un contesto che segna un netto miglioramento generale delle valutazioni del ministero, con 15 Regioni in miglioramento. Nel complesso, 18 Regioni e Province autonome hanno superato la verifica, mentre nel 2023 erano 13 le realtà inadempienti. Nello stesso anno, però, la quota di popolazione che ha rinunciato a prestazioni sanitarie è salita dal 7,6% al 9,9%, arrivando a coinvolgere quasi 5,8 milioni di persone. Su questa contraddizione si focalizza l’analisi indipendente che dei dati fa Fondazione Gimbe: «Sono due fotografie solo apparentemente contraddittorie»,afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. «Se nel 2024 quasi tutte le Regioni vengono “promosse” mentre aumentano la spesa privata e le rinunce alle prestazioni sanitarie, significa che la “pagella” ministeriale ha una capacità limitata nel misurare l’effettiva esigibilità dei Lea da parte dei cittadini». La verifica dell’erogazione dei Lea prende in considerazione un sottoinsieme di 27 indicatori, suddivisi nelle tre macro-aree della prevenzione collettiva e sanità pubblica, dell’assistenza distrettuale e dell’assistenza ospedaliera. Per ciascuna area ogni Regione riceve un punteggio compreso tra 0 e 100. Per risultare adempiente è necessario raggiungere almeno 60 punti in tutte e tre le macro-aree. Nella classifica, la provincia di Trento si colloca al quinto posto, con 271 punti. Al primo posto c’è il Veneto, con 288 punti, seguito da Emilia-Romagna (282) e Piemonte (280). La distribuzione territoriale, sottolinea la Fondazione Gimbe, continua a mostrare una netta frattura: nelle prime dieci posizioni si trovano sette Regioni del Nord, due del Centro e una sola del Sud, la Puglia. Nelle ultime sette posizioni, ad eccezione della provincia di Bolzano, figurano esclusivamente Regioni del Mezzogiorno. La lettura separata delle tre macro-aree mette inoltre in evidenza differenze anche molto marcate all’interno della Provincia, mostrando come, a fronte di un’adempienza formale, convivano performance molto differenti. Nella prevenzione il punteggio più elevato è proprio quello della provincia di Trento, con 98 punti, seguita da Emilia-Romagna (97) e da Lombardia, Toscana e Veneto (96). Nell’assistenza distrettuale è invece il Veneto a ottenere il risultato migliore, con 95 punti, davanti a Emilia-Romagna e Toscana, entrambe a 94. Il Trentino si trova soltanto al dodicesimo posto, con 79 punti. Anche nell’assistenza ospedaliera il Veneto guida con 97 punti, seguito dalla Provincia autonoma di Trento con 94. Ma, a fronte delle classifiche, è l’effettivo accesso ai servizi a rappresentare, secondo la Fondazione, uno dei principali limiti del sistema di valutazione del ministero; mentre le Regioni considerate adempienti sono passate da 13 a 18, la percentuale di popolazione che ha rinunciato a prestazioni sanitarie è cresciuta dal 7,6% al 9,9%. Il dato non riguarda esclusivamente l’accesso al Servizio sanitario nazionale, ma rappresenta comunque un indicatore rilevante della domanda sanitaria. «Il paradosso è evidente», sottolinea Cartabellotta: «La “promozione” formale non coincide con la garanzia per i cittadini di ottenere le prestazi oni di cui hanno bisogno». ---End text--- Author: Lucia Ori Heading: Sanità Il report di Gimbe sui Lea. La provincia resta comunque tra le migliori cinque Highlight: Image: -tit_org- Assistenza, il Trentino arretra Livelli assistenza, la sanità trentina arretra -sec_org- tp:writer§§ Lucia Ori guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403260907472.PDF §---§ title§§ Aumentano i casi di morbillo «Ora più vaccini» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171306576.PDF description§§
Estratto da pag. 10 di "AVVENIRE" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 17 di "AVVENIRE" del 24 Sep 2026
Melina, Negrotti, Sironi a pagina 17
pubDate§§ 2026-09-24T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164306582.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164306582.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164306582.PDF tp:ocr§§ Cure specialistiche, l'Italia che sa svettare Melina, Negrotti, Sironi a pagina 17 È VITA Cure specialistiche, l’Italia che vince La classifica mondiale della rivista americana “Newsweek” sugli ospedali di eccellenza vede primeggiare alcuni centri del nostro Paese Perché il “modello latino” delle cure di frontiera si fa ancora preferire VITTORIO A. SIRONI L a presenza di quattro ospedali italiani (il Bambin Gesù di Roma per la pediatria, l’Istituto Neurologico Besta di Milano per la neurologia e la neurochirurgia, il Policlinico Gemelli di Roma per l’ostetricia e la ginecologia, il Rizzoli di Bologna per l’ortopedia) nella top ten della classifica internazionale relativa ai “World’s Best Specialized Hospitals” stilata dalla rivista Newsweek indica che, nonostante i problemi e i limiti attuali del Servizio sanitario nazionale, la sanità italiana è di buon livello. Questo risultato dipende da alcuni elementi che caratterizzano il modus operandi dei nostri sanitari nelle strutture ospedaliere: la preparazione tecnica, la metodologia clinica e l’attenzione verso il malato. Tre fattori che devono coesistere e integrarsi vicendevolmente come risultato finale del processo di preparazione all’attività specialistica di ogni medico. La preparazione tecnica è garantita da un lungo percorso formativo accademico, con la frequenza ai tirocini svolti nei reparti e nei blocchi operatori sotto la guida di tutor, il crescente addestramento alla pratica chirurgica attraverso strumenti digitalizzati di simulazione avanzata e la partecipazione diretta agli interventi in sala operatoria. La metodologia clinica dei nostri medici ospedalieri si rifà alla tradizione sanitaria italiana e franco-tedesca, che ha un approccio differente rispetto all’impostazione anglosassone (britannica e nordamericana) di fronte alla malattia. Il metodo clinico della tradizione latina è basato sull’osservazione diretta che prende spunto dalla struttura classica del ragionamento medico: anamnesi, cioè raccolta della storia sintetica della malattia, esame obiettivo semeiotico, per la ricerca dei segni fisici della malattia, formulazione di un’ipotesi diagnostica, che guida alla prescrizione logica e mirata di indagini specifiche per la conferma o la smentita della diagnosi. Il risultato di questo processo metodologico porta alla prescrizione terapeutica, medica o chirurgica. Il metodo clinico anglosassone è caratterizzato invece da un forte orientamento empirico, che privilegia l’esperienza pragmatica rispetto alla visione fisiopatologica della malattia, con un orientamento basato prevalentemente al problem based learning (apprendimento basato sui problemi clinici contingenti) e alle conseguenti scelte diagnostiche e terapeutiche. Il metodo europeo è di tipo deduttivo, quello anglosassone di tipo induttivo. Entrambi posseggono caratteristiche positive, ma il metodo anglosassone rischia di essere più “rigido” di fronte a situazioni cliniche inusuali o meno standardizzate, mentre il metodo latino lascia spazio a un ragionamento clinico più “duttile”, utile in circostanze insolite e meno abituali. Anche se oggi l’approccio anglosassone, attraverso l’uso sempre più diffuso dell’evident based medicine e degli audit clinici tende a “contaminare” in modo crescente – in ambito sia accademico che operativo – la nostra pratica sanitaria, tuttavia l’ancora prevalente impostazione metodologica tradizionale della nostra scuola medica mantiene vantaggi da valorizzare e da non disperdere. L’attenzione verso il malato è un aspetto fondamentale in ambito sanitario. Se il riduzionismo anatomo-patologico della medicina tardosettecentesca (alterazione degli organi come causa dei segni della malattia) e l’impiego ottocentesco di strumenti in grado di potenziare l’orecchio e l’occhio clinico del medico (stetoscopio per l’auscultazione, microscopio e raggi X per l’osservazione) hanno portato alla progressiva perdita della componente antropologica della medicina, l’inizio del recupero del rapporto col paziente è avvenuto in questi ultimi anni attraverso il consenso i nformato e l’alleanza terapeutica che hanno riportato al centro della pratica medica – anche in campo chirurgico – il malato in luogo della malattia. Pur tenendo presente le limitazioni che ogni tipo di classificazione comporta, questi lusinghieri risultati internazionali della sanità ospedaliera italiana devono rappresentare insieme un richiamo e uno stimolo. Un richiamo per conservare, nella pratica medica, la capacità di affrontare i problemi clinici con un’impostazione che metta in atto, quando necessario, una capacità operativa più “creativa” (ma non per questo meno scientifica), in grado di superare i rigidi protocolli standardizzati delle linee guida. Queste, pur essendo valide come punto di riferimento e di partenza nell’affrontare il percorso di cura, presentano talvolta rigidità che possono essere positivamente modulate alla ricerca di più valide soluzioni e di più innovative alternative per risolvere i problemi patologici del malato: uno stimolo per mantenere, anche nell’epoca della chirurgia robotica e dell’Intelligenza artificiale in medicina (pur senza rinunciare ai vantaggi offerti da questi moderni strumenti), una modalità di prassi sanitaria che privilegi sempre la dimensione umana della cura, ponendo al centro il malato più che la sua patologia. L’attuale medicina ipertecnologica e digitalizzata, che tende ad allontanare il medico dal paziente, non può sostituire l’interazione umana necessaria nel processo di cura. Questo richiede all’operatore, oltre e insieme al sapere sanitario, una consapevole comprensione emotiva, una giusta empatia relazionale e un’adeguata compartecipazione al vissuto soggettivo del malato, nel momento in cui egli sperimenta una fase di grave disagio esistenziale (spesso improvviso e inatteso) della propria vita. L’efficacia e l’efficienza medica scaturiscono, oltre che dai risultati sanitari, dalla dimensione antropologica della cura: sono questi i fattori che determinano l’eccellenza internazionale delle nostre strutture ospedaliere. ---End text--- Author: VITTORIO A SIRONI Heading: È VITA La classifica mondiale della rivista americana “Newsweek” sugli ospedali di eccellenza vede primeggiare alcuni centri del nostro Paese Perché il “modello latino” delle cure di frontiera si fa ancora preferire Highlight: Image:Il Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli di Roma / Foto Siciliani -tit_org- Cure specialistiche, l’Italia che sa svettare Cure specialistiche, l’Italia che vince -sec_org- tp:writer§§ VITTORIO A SIRONI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164306582.PDF §---§ title§§ Medici cubani, tra sanità e geopolitica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164106584.PDF description§§
Estratto da pag. 9 di "FAMIGLIA CRISTIANA" del 24 Sep 2026
Estratto da pag. 6 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 24 Sep 2026
Gemmato: sfida per le generazioni future
pubDate§§ 2026-09-24T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164006583.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164006583.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164006583.PDF tp:ocr§§ «Iniziamo in classe a prevenire l’obesità» Gemmato: sfida per le generazioni future l BARI. Sottosegretario Gemmato, il Ministero della Salute è in prima linea nella lotta al sovrappeso per bambini e adolescenti, domani è in programma un evento a Bari, all’Ipeoa Perotti-Calamandrei. Da cosa nasce questo impegno? «Nasce dalla consapevolezza che la prevenzione debba iniziare molto presto, perché proprio durante l’infanzia e l’adolescenza si consolidano abitudini e stili di vita destinati ad accompagnarci nell’età adulta. Oggi in Italia il 9,8% dei bambini è obeso e il fenomeno presenta una forte caratterizzazione territoriale, con valori più elevati nelle regioni del Mezzogiorno. L’obesità è una malattia complessa e multifattoriale, che può avere conseguenze importanti sulla salute fisica, psicologica e sulla qualità della vita. Per questo, come Ministero della Salute, stiamo lavorando sulla prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico multidisciplinare». La Puglia, culla della Dieta mediterranea e della produzione dell’olio Evo, ha dati allarmanti ed è in testa alle classifiche nazionali per l’obesità giovanile. Come si può invertire la tendenza? «La Puglia possiede un patrimonio straordinario: una cultura alimentare riconosciuta in tutto il mondo, proprio per questo dobbiamo trasformare questa tradizione in un’alleata. I numeri ci ricordano che non possiamo limitarci a celebrare la Dieta mediterranea come elemento della nostra identità: dobbiamo renderla concretamente parte della quotidianità delle nuove generazioni. In Puglia, nel 2023, il 35,9% dei bambini presentava un eccesso ponderale, conSALUTE Marcello Gemmato tro il 28,8% della media nazionale. Nel dettaglio, il 21,1% è in sovrappeso, il 10,6% è obeso, il 4,2% presenta obesità grave. In questa prospettiva si inserisce anche il Tavolo Nazionale Permanente sulla Sicurezza Nutrizionale, il TaNSiN, che abbiamo istituito proprio per promuovere una maggiore consapevolezza sulla corretta alimentazione e contribuire alla prevenzione delle malattie croniche, attraverso un approccio multidisciplinare». Questi anni successivi alla pandemia sono caratterizzati da una grande attenzione al tema della sana alimentazione ma, al tempo stesso, anche il cosiddetto «cibo spazzatura» esercita un fascino sui ragazzi. «È una delle sfide della prevenzione contemporanea. I nostri ragazzi sono quotidianamente esposti a molteplici stimoli e come Istituzioni abbiamo il dovere di aiutarli a sviluppare consapevolezza e capacità di scelta, senza trasformare l’alimentazione in un terreno di divieti o colpevolizzazioni. Proprio a qui, a Bari, lo scorso maggio, abbiamo dedicato due giornate ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, perché prevenzione significa anche saper riconoscere tempestivamente il disagio e costruire una rete di cura». La scuola è dunque tra i luoghi meglio indicati per incontrare i giovanissimi e avviare un’azione di confronto? «La scuola rappresenta un luogo privilegiato per fare prevenzione, perché consente di intervenire in una fase della vita nella quale si consolidano abitudini e comportamenti destinati spesso a persistere nell’età adulta. L’educazione alimentare deve accompagnarsi alla promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita. Allo stesso tempo, la scuola può svolgere un ruolo importante nell’intercettare precocemente eventuali situazioni di fragilità e nel favorire, quando necessario, il coinvolgimento dei professionisti e delle famiglie». Quindi pure le famiglie giocano un ruolo fondamentale. Lei, in qualità di padre di due pre-adolescenti, cosa ne pensa? «Da padre, prima ancora che da rappresentante delle Istituzioni, considero la famiglia il primo e più importante luogo nel quale si costruisce il rapporto con il cibo, con il proprio corpo e con gli stili di vita. Per questo è importante che la famiglia accompagni i ragazzi nella costruzione di scelte consapevoli, senza trasformare l’alimentazione in una fonte di ansia o di pressione. Le Istituzioni hanno il dovere di sostenere le famiglie in questo percorso. La preven zione, infatti, richiede un’alleanza tra famiglia, scuola, professionisti sanitari e istituzioni, perché è soltanto attraverso questa rete che possiamo intervenire». ---End text--- Author: ALESSANDRA COLUCCI Heading: Highlight: Image:SALUTE Marcello Gemmato -tit_org- Intervista a Marcello Gemmato - «Iniziamo in classe a prevenire l ’ obesità» -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRA COLUCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403164006583.PDF §---§ title§§ Dal Lazio alla Toscana il congelamento degli ovuli ora lo pagano le Regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171606579.PDF description§§ pubDate§§ 2026-09-24T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171606579.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171606579.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171606579.PDF tp:ocr§§ Dal Lazio alla Toscana il congelamento degli ovuli ora lo pagano le Regioni La prima è stata la Puglia, ma il fronte si sta allargando. Contributi fino a tremila euro per chi vuole rinviare la maternità T remila euro per le donne tra 25 e 39 anni che vogliono congelare gli ovuli e non hanno problemi di salute. La Toscana ha approvato ieri la legge per il cosiddetto social freezing disponendo di dare il finanziamento a coloro che hanno un Isee inferiore ai 30 mila euro. E così un’altra Regine arriva a un provvedimento che a livello nazionale non si riesce a fare, anche se ci sono tentativi del Pd di portare in Parlamento una legge e anche Matteo Renzi di Italia viva si è speso nello stesso senso. Succede in tanti ambiti, sanitari, sociali come questo e non solo, che le amministrazioni locali partano prima delle istituzioni nazionali. La prima realtà locale a prevedere il contributo è stata la Puglia, dove già sono stati erogati contributi economici. Si dibatte di norme simili anche in Veneto, in Umbria, in Emilia-Romagna. Nel Lazio si sono mossi pochi giorni fa, con una variazione di bilancio in consiglio regionale che ha stanziato 300 mila euro di contributi nel 2027 (3 mila per conservare gli ovuli, mille per gli spermatozoi). Si tratta però di una misura un po’ diversa perché, ferma restando l’esenzione che già esiste in tutto il Paese per le pazienti oncologiche, che chiedono di congelare i gameti prima di affrontare terapie e interventi, si apre anche a chi ha patologie o condizioni che comportano un rischio grave e documentato di riduzione della fertilità. Si parla di social freezing, invece, quando la donna o l’uomo che lo fanno, oggi prevalentemente a pagamento, non hanno problemi di salute, ma decidono per altri motivi, legati al lavoro, alla situazione familiare o a qualunque altra ragione personale, di congelare i gameti per avere più possibilità nel caso decida di fare un figlio in età più avanzata. È stato il Pd a presentare la legge approvata in Toscana, che sarà finanziata con 550 mila euro, cioé 50 mila per l’ultima parte di questo 2026 e 250 mila per ciascuno dei prossimi due anni, il 2027 e il 2028. Alle donne vengono dati fino a 3 mila euro, che più o meno è la cifra chiesta dalle strutture private che fanno la conservazione, per la quale in aggiunta chiedono 100-200 euro all’anno di canone. Se le domande saranno di più dei soldi stanziati, si privilegerà chi ha l’Isee più basso, sempre tra quelli al di sotto di 30 mila euro. Tutte le aziende sanitarie dovranno fare dei bandi per attribuire i finanziamenti. Per ottenere l’aiuto bisogna essere residenti in Toscana da almeno un anno. Una previsione che evita l’arrivo di donne da altre Regioni per una prestazione che a livello nazionale non è prevista. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità nel 2024 sono state quasi 1.200 le donne che hanno fatto il social freezing in Italia. Un numero già molto in crescita rispetto a quello del 2023, ma, visto che la pratica sta vivendo un periodo di grande diffusione, ci si aspetta di vederlo ancora aumentato quando arriveranno i dati del 2025 e di quest’anno. «La Toscana raggiunge un traguardo importante sul terreno dell’equità e della libertà di scelta delle donne — dice Andrea Vannucci (Pd), presidente della Commissione Sanità del consiglio e promotore della legge — Siamo tra le prime Regioni in Italia a introdurre una misura strutturale che rende la possibilità di preservare la propria fertilità più accessibile anche a chi rischia di esserne esclusa per ragioni economiche». La legge è passata con i voti della maggioranza, tranne quelli della presidente del consiglio regionale, Stefania Saccardi di Italia Viva, che si è astenuta e dell’esponente Cinque Stelle che è uscita dall’aula al momento del voto. ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: I numeri 1.155 I social freezing in un anno Nel 2024 (ultimo dato ufficiale disponibile) sono state 1.155 le donne che hanno congelato gli ovuli rinviando la maternità +44% L’aumento rispetto al 2023 L’anno pr ecedente erano state 802. Ma l’aumento rispetto al 2017 (quando erano state 179) è ancora più marcato (+545%) Image: -tit_org- Dal Lazio alla Toscana il congelamento degli ovuli ora lo pagano le Regioni -sec_org- tp:writer§§ Michele Bocci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171606579.PDF §---§ title§§ Solo il 45% degli italiani promuove il Sistema sanitario nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171706580.PDF description§§ pubDate§§ 2026-09-24T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171706580.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171706580.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171706580.PDF tp:ocr§§ Solo il 45% degli italiani promuove il Sistema sanitario nazionale Lo Stada Health report Il 59% dei pazienti apre all’uso dell’intelligenza artificiale per consulenze Meno di un italiano su due (il 45%) si dice soddisfatto del servizio sanitario a fronte del 56% degli altri Paesi, in leggero calo rispetto al 2025 (48%) ma nettamente in discesa dai tempi del Covid, quando nel 2022 il Ssn era più popolare e lo promuoveva il 62%. L’unica area che secondo gli italiani riceve un buon supporto pubblico è quella dell’accesso ai farmaci (59%), mentre appena il 40% si sente ben supportato dal Ssn nella prevenzione, solo il 24% nell’assistenza agli anziani e il 21% sulla salute mentale. Quasi sei italiani su dieci aprono poi all’impiego dell’intelligenza artificiale a patto che resti centrale la relazione umana. La fotografia nitida del presente e del futuro della nostra sanità la scatta l’ultimo focus italiano dello Stada Health Report 2026, presentato ieri a Milano nel corso di un evento promosso da EG Stada Group in collaborazione con Il Sole 24 Ore. L’indagine, condotta da Human8 per conto di Stada, ha coinvolto circa 2mila italiani tra i 18 e i 76 anni nell’ambito di una ricerca online realizzata in 20 Paesi tra febbraio e marzo 2026. Se guardando al futuro gli italiani si dicono preoccupati per i loro bisogni di assistenza quando invecchieranno, nel presente indicano le criticità maggiori nelle liste d’attesa (73%) nell’accesso alle cure primarie (57%) e nella prevenzione (32%). E colpisce appunto la “cauta” apertura alla tecnologia: quasi 3 italiani su 5 (59%) si dichiarano disponibili a prendere in considerazione una consulenza basata sull’intelligenza artificiale invece di rivolgersi a un medico ma, nella maggior parte dei casi, solo a determinate condizioni, come la possibilità di un successivo confronto con un professionista sanitario (23%), l’uso dell’AI come secondo parere (13%) o per disturbi lievi (11%). E se oltre 4 su 10 (44%) non usano l’intelligenza artificiale per la salute, tra tutti gli altri - la maggioranza - che già vi ricorre, gli impieghi più frequenti riguardano una migliore comprensione delle diagnosi (31%) e i consigli sulla prevenzione (25%). Tra le preoccupazioni ci sono il rischio di errori o diagnosi errate (52%), l’utilizzo dei dati sanitari senza consenso (36%) e la riduzione dell’interazione umana (36%), mentre sul fronte delle aspettative, il 44% auspica diagnosi più rapide, il 39% un’assistenza meno costosa e il 35% un accesso più semplice ai servizi medici. Ieri nel dibattito che ha seguito la presentazione dei dati, a cui hanno partecipato esperti, medici e farmacisti - da Claudio Cricelli (Simmg) a Valeria Fava (Cittadinanzattiva), da Andrea Mandelli (presidente Federazione Ordini dei farmacisti) ad Annarosa Racca (Federfarma Lombardia) fino a Ugo Tamborini (Ordine medici Milano) - è emersa chiaramente innanzitutto la necessità di rivedere l’architettura del Ssn oltre a spingere sulla prevenzione e la sinergia tra tutti gli operatori. Mentre sullo tsunami che può provocare l’AI gli esperti - Luca Buscioni (ceo QuiCare), Fiorenzo Corti (Fimmg), Giuseppe Remuzzi (direttore Mario Negri) e Francesco Ferro Russo (presidente giovani farmacisti) - la promuovono soprattutto quando questa può migliorare il percorso di cura restituendo tempo al medico per dedicarsi al paziente. «Oggi il nostro servizio sanitario nazionale attraversa una fase di difficoltà e mostra alcune fragilità, ma resta un valore fondamentale per il Paese, che dobbiamo impegnarci a preservare», avverte Salvatore Butti, general manager & managing director di EG Stada Group. Che sottolinea come il Repor Stada Health sia diventato «uno strumento di discussione e di stimolo su tanti temi, dall’alfabetizzazione sanitaria alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, che possono offrire un contributo importante aiutando i professionisti sanitari a rendere il percorso di cura più semplice, tempestivo e vicino ai bisogni delle persone, all’interno di un modello in cui la relazione umana deve restare centrale». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Liste d’attesa, accesso alle cure e prevenzione tra le criticità. Gli esperti: «Cambiare l’architettura del Ssn» Il report Lo Stada Health Report Il focus italiano del nuovo Stada Health Report 2026 è frutto di una indagine condotta da Human8 per conto di Stada che ha coinvolto circa 2.000 nostri connazionali di età compresa tra 18 e 76 anni, nell’ambito di una ricerca online realizzata in 20 Paesi tra febbraio e marzo scorsi. «L’edizione 2026 conferma come gli Italiani guardino al futuro della salute con un mix di apertura e pragmatismo. Da un lato, cresce l’interesse verso innovazione e intelligenza artificiale, dall'altro, resta centrale il valore della relazione umana con medici e farmacisti», avverte Luca Vitaloni, associate director di Human8. Image:L’evento. Salvatore Butti, general manager & managing director EG Stada Group -tit_org- Solo il 45% degli italiani promuove il Sistema sanitario nazionale -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/24/2026092403171706580.PDF §---§