title§§ Case di comunità, nuovi pilastri della Sanità di prossimità ma i medici di base protestano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091803201708006.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "CHIARI WEEK" del 18 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-18T07:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091803201708006.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091803201708006.PDF', 'title': 'CHIARI WEEK'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091803201708006.PDF tp:ocr§§ Case di comunità, nuovi pilastri della Sanità di prossimità ma i medici di base protestano BRESCIA (vsf) Due storie che sembrano correre su binari paralleli, destinati a non incontrarsi mai. Due facce della stessa medaglia, che vede da una parte l’inaugurazione delle Case di comunità presentate come contenitori di servizi fondamentali per la cittadinanza e dall’altra la protesta dei medici di base (tantissimi i bresciani che hanno aderito allo sciopero indetto il 15 e 16 settembre) contro l’accordo stralcio che li costringe a sottrarre tempo alla medicina di famiglia per svolgere delle ore nelle nuove strutture. In questo servizio, alla cronaca della visita dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso all’Asst Franciacorta e delle cerimonie di taglio del nastro nei vari presidi territoriali, si affiancano le posizioni dei sindacati e le voci dei professionisti che, quotidianamente, nei loro ambulatori, si prendono cura dei pazienti. Alcuni hanno aderito allo sciopero, altri (circa 400) sono addirittura scesi in piazza partecipando alla manifestazione di martedì mattina davanti al Pirellone: non una protesta fine a se stessa, bensì il tentativo di riaprire un dialogo per arrivare a un accordo condiviso. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: 1.533 6 5.800 PAZIENTI A TESTA La media regionale del numero di mutuati in cura a ciascun medico di base convenzionato. Ma non mancano casi estremi con oltre 2.000 pazienti, a causa dell’aumento dei massimali dopo la pandemia ORE A SETTIMANA Per compensare un (contestato) «debito orario» con Regione, un accordo del 23 giugno scorso impone a tutti i medici di base, anche quelli che sinora si sono rifiutati di farlo, di prestare servizio nelle nuove Case di comunità MEDICI DI BASE che operano in Lombardia. Pochi. Un rapporto GIMBE stima ottimisticamente in 1.500 le posizioni scoperte. Le Case di comunità servirebbero (anche) ad agevolare le turnazioni e a garantire il servizio sui cittadini senza medico Image: -tit_org- Case di comunità, nuovi pilastri della Sanità di prossimità ma i medici di base protestano -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091803201708006.PDF §---§ title§§ Il peso di una riforma e il collasso della prima linea = La sanita e in trappola il peso di una riforma che viene da lontano e il collasso della prima linea link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801881703030.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "L'IDENTITÀ" del 18 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-18T02:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801881703030.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801881703030.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801881703030.PDF tp:ocr§§ Sanità in trappola Il peso di una riforma e il collasso della prima linea UN CIRCOLO VIZIOSO LA SANITÀ È IN TRAPPOLA IL PESO DI UNA RIFORMA CHE VIENE DA LONTANO E IL COLLASSO DELLA PRIMA LINEA CASE DI COMUNITÀ “SCATOLE VUOTE” I eri, a Rovereto, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un uomo al termine di un’articolata indagine durata mesi su reiterate aggressioni, minacce e interruzioni di pubblico servizio all'interno del locale ospedale. L'ennesima conferma che la violenza in corsia non è un raptus isolato ma il sintomo di un collasso strutturale. ANGELO VITALE a pagina 4 Ieri, a Rovereto, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un uomo al termine di un’articolata indagine durata mesi su reiterate aggressioni, minacce e interruzioni di pubblico servizio all'interno del locale ospedale. L'ennesima conferma che la violenza in corsia non è un raptus isolato ma il sintomo di un collasso strutturale. Con decine di migliaia di professionisti sanitari coinvolti ogni anno in episodi di violenza e circa 5.000 medici che abbandonano spontaneamente la sanità pubblica ogni dodici mesi, la prima linea del Ssn si trova in uno stato di assedio permanente. Quasi una trappola senza via d'uscita, simbolo di una duplice crisi: la fuga vocazionale dei medici e il cortocircuito della riforma territoriale rimasta a metà. La medicina d'urgenza assiste alla desertificazione delle proprie scuole di specializzazione, con una percentuale compresa tra il 45% e il 70% dei contratti di formazione che rimane priva di assegnatari o viene rapidamente abbandonata dal personale in formazione. I giovani laureati rifiutano il posto fisso in ospedale, spaventati da turni massacranti, dal rischio continuo di contenzioso legale e da una vulnerabilità fisica quotidiana. Dal 2016 ad oggi, le dimissioni volontarie dal settore pubblico sono triplicate per i medici e quadruplicate per gli infermieri, spingendo le Aziende Sanitarie a fare un ricorso massiccio alla pezza d'emergenza delle cooperative e dei medici "a gettone". Una esternalizzazione costata oltre 476 milioni di euro nel solo periodo gennaio-agosto 2023, superando la quota complessiva di un miliardo di euro nel biennio 2024-2025 secondo le rilevazioni ufficiali di Anac e Fondazione Gimbe. Il paradosso si compie con il decreto del giugno 2024 che dispone lo stop definitivo ai gettonisti dal 2025: una misura condivisibile per la sicurezza e la continuità assistenziale, ma che rischia di trasformarsi in un salto nel buio se le corsie restano spopolate. Poi, se è sempre esplosiva la pressione sui Pronto Soccorso, c’è lo stallo della sanità territoriale. La riforma delle Case di Comunità avviata dalla stagione Conte/Speranza e incardinata nel Pnrr Missione 6 dal governo Draghi con oltre 7 miliardi di euro di investimenti europei, nasceva con l'ambizione di creare un filtro capillare sul territorio capace di intercettare i bisogni primari e decongestionare gli ospedali. Il limite di fondo, nella natura dei fondi Pnrr, che finanziano esclusivamente l'infrastruttura edilizia e tech vietando tassativamente la copertura della spesa corrente per gli stipendi del personale. Così, delle oltre 350 Case di Comunità già aperte sulle 1.000 previste, più della metà non garantisce una presenza medica continuativa. Di fatto, "scatole vuote", con servizi prevalentemente infermieristici. Così, per il governo Meloni un'eredità complessa e il classico "cerino in mano". Stretto tra i vincoli comunitari e le strettoie di una Manovra in cui la spesa sanitaria frena intorno al 6,2%-6,3% del Pil, serve reperire le risorse per ingaggiare e retribuire migliaia di medici e infermieri che scarseggiano sul mercato. Nei Pronto Soccorso, un circolo vizioso drammatico e il collasso della prima linea. ---End text--- Author: ANGELO VITALE Heading: UN CIRCOLO VIZIOSO CASE DI COMUNITÀ “SCATOLE VUOTE” Highlight: Image: -tit_org- Il peso di una riforma e il collasso della prima linea La sanita e in trappola il peso di una riforma che viene da lontano e il collasso della prima linea -sec_ org- tp:writer§§ ANGELO VITALE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801881703030.PDF §---§ title§§ Stato di polizia La caccia al medici fa paura = Medici e Cpr Piccoli passi verso lo Stato di polizia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822705476.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "DOMANI" del 18 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822705476.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822705476.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822705476.PDF tp:ocr§§ LE ACCUSE SU MIGRANTI E CPR Stato di polizia La caccia ai medici fa paura L'ANALISI Medici e Cpr Piccoli passi verso lo Stato di polizia iccoli passi verso uno Stato di polizia. Quanto accaduto in questi giorni ai medici che si occupano della salute dei migranti è un atto di pura e semplice intimidazione poliziesca. Tutto nasce dalle prese di posizione di alcuni medici riuniti nella Società italiana di medicina della migrazione (Simm) con le quali si criticava duramente la politica governativa di gestione dei migranti, e in particolare dei Cpr. Una struttura che, forse non tutti sanno, non è gestita dalle istituzioni pubbliche, bensì appaltata ai privati, per cui le condizioni sanitarie sia del centro stesso sia dei loro “ospiti" non sono di competenza degli operatori del Ssn. a pagina 4 iccoli passi verso uno Stato di polizia. Quanto accaduto in questi giorni ai medici che si occupano della salute dei migrarnti è un atto di pura e semplice intimidazione poliziesca. Tutto nasce dalle prese di posizione di alcuni medici riuniti nella Società italiana di medicina della migrazione (Simm) con le quali si criticava duramente la politica governativa di gestione dei migranti, e in particolare dei Cpr. Una struttura che, forse non tutti sanno, non è gestita dalleistituzioni pubbliche, bensì appaltata ai privati, per cui le condizioni sanitarie sia del centro stesso sia dei loro “ospiti" non sono di competenza degli operatori del Servizio sanitario nazionale, bensì affidate dai responsabili delle strutture a professionisti privati di loro gradimento (i quali si spera rispettino la deontologia della loro professione e abbiano il coraggio di opporsi a certe pratiche sbrigative]. Alcuni medici, tra cui degli appartenenti alla Simm, son0 stati accusati di avere redattocertificati falsi e di aver fatto circolare fac-simile pressoaltri colleghi con indicazioni precise delle patologie riscontrabili nei migrarnti in modo da prevenire loro l'accesso ai Cpr. Da qui la prima, allucinante, accusa: associazione a delinquere. Mentre l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro rimane bello pasciuto in Parlamento nonostante i suoi affari con esponenti legati alla camorrta, i medici sono dei criminali che un Matteo Salvini ancora su di giri per unritorno di Mojito chiede di radiare, ovviamente senza che nessuna accusasia conferimata da una autorità terza. L'inchiesta si è ora allargata a macchia d'olio verso tutti coloro che erano in contatto con questi medici anche per una sola mail o telefonata. Con il risultato che all'alba di mercoledì la polizia si è preserntata a casa di più di 20 medici in giro per l'Italia (in un caso sfondando la porta con l'ausilio dei pompieri), tra questi due dottoresse dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, per requisire ogni supporto elettronico e tradurle in Questura per un defatigante interrogatorio dalle 5:30 a tarda sera. Vietato dissentire La polizia si sente ormai legittimata a comportamenti intimidatori. Perché non si può definire altrimenti questa caccia alle streghe che punta a mettere i medici al servizio dello Stato(e potrebbero venire in mente paralleli agghiaccianti). Questa inchiesta mette in tensione la distinzione di ruoli e di compiti tra chi è preposto alla tutela della salute pubblica e chi alla sicurezza dei cittadini. Due sfere diverse ma che possono toccarsi se per sicurezza intendiamo anche la protezione dalla diffusione di malattie infettiveche potrebbero svilupparsi in centri insalubri comei Cpr. Come ha scritto con parole nette e condivisibili il presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli, in un comunicato ufficiale sulla vicenda, «i medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza ma professionisti della cura, il cui mandato fondamentale è tutelare la salute e la dignità di ogni persona. La tutela della sicurezza pubblica appartiene ad altre istituzioni e non puòessere trasferita sui medici, né può condizionarne il giudizio clinico». Espressioni inequivocabili che richiamano alle loro responsabilità la classe di governoegli apparati di sicurezza i quali, sempre più spesso, verngono adoperati o con leggerezza (a essere benevoli) o con preciso intento politico per mettere in riga chi osa dissentire. Perché questo è il senso dell'operazionea largoraggio in tutt'Italia, con perquisizioni all'alba e trasferimenti in questura. Anche da questi episodi, solo all'apparenza minori, si profila un quadro di intimidazioni fino al sopruso. E la canea scatenata immediatamente dalla destra controi medici, colpevoli di non esserestati dei No-vaxcome avrebbero voluto gli untori salviniani e meloniani, ne è la cartina di tornasole. A chi toccherà prossimamente? © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: PIERO IGNAZI Heading: Highlight: Image:% i ii -tit_org- Stato di polizia La caccia al medici fa paura Medici e Cpr Piccoli passi verso lo Stato di polizia -sec_org- tp:writer§§ PIERO IGNAZI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822705476.PDF §---§ title§§ Come per la difesa, sanità fuori dal patto di stabilità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801817705462.PDF description§§

Estratto da pag. 32 di "ITALIA OGGI" del 18 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801817705462.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801817705462.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801817705462.PDF tp:ocr§§ Come per la difesa, sanità fuori dal patto di stabilità Escludere le spese sanitarie dai parametri di bilancio, come fatto con la difesa. Un intervento necessario per frenare l’emorragia di personale e recuperare sul fabbisogno, visto che entro il 2034 serviranno almeno un milione di professionisti sanitari in più. È quanto affermato ieri al Parlamento europeo da Ruggero Razza, relatore dell’affare sul futuro delle risorse umane nel comparto medico. L’affare parte proprio dai dati numerici illustrati ieri da Razza: «Da qui al 2034 in Europa servirà almeno un milione di persone in più nel settore sanitario. Occorre rafforzare la capacità formativa delle università, investire sui giovani e rendere più attrattive le professioni sanitarie». Tra le proposte avanzate c’è quindi l’ipotesi di escludere le spese sanitarie dai parametri di bilancio, allineando le priorità a quanto già previsto per la spesa per la sicurezza. «La salute come investimento, sottratta ai vincoli del Patto di stabilità e crescita al pari delle spese per la difesa, è probabilmente la proposta più forte», ha spiegato Razza. «Già sarebbe un traguardo importante poterlo fare per la prevenzione, come chiesto dal ministro Orazio Schillaci. Il voto del Parlamento va in questa direzione e siamo soddisfatti del lavoro svolto». Un altro tassello fondamentale della nuova strategia Ue riguarda i territori più periferici. «L’accesso alle cure non può dipendere dal proprio codice postale. Servono incentivi, formazione, borse di studio e opportunità di lavoro per portare professionisti anche nei territori dove oggi è più difficile garantire i servizi, a partire dalle aree rurali, dalle isole, dalle zone montane e scarsamente popolate», il pensiero di Razza. Infine, non poteva mancare un riferimento alle nuove tecnologie. E il concetto è, più o meno, sempre lo stesso: l’innovazione informatica e il monitoraggio da remoto rappresentano strumenti utili a supporto quotidiano delle strutture assistenziali, senza però poter sostituire la presenza fisica degli operatori. «La tecnologia è una componente importante: non può sostituire le persone», ha concluso Razza. _____ ______ ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Come per la difesa, sanità fuori dal patto di stabilità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801817705462.PDF §---§ title§§ Telemedicina, saranno Lombardia e Lazio le regioni pilota link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801818205463.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "ITALIA OGGI" del 18 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801818205463.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801818205463.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801818205463.PDF tp:ocr§§ Telemedicina, saranno Lombardia e Lazio le regioni pilota La telemedicina trova spazio nel decreto Pa attraverso una sperimentazione da 350 milioni di euro finanziata con fondi del Pnrr. La fase iniziale coinvolgerà Lombardia e Lazio, individuate come regioni pilota per testare un potenziamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, con un focus per gli over 65 e le persone affette da patologie croniche. In caso di esito positivo, il modello sarà progressivamente esteso al resto del Paese. La novità è contenuta in un emendamento del Decreto Pa presentato dal relatore del provvedimento Roberto Pella. La sperimentazione servirà a verificare concretamente l’efficacia dei nuovi modelli organizzativi, la loro sostenibilità economica e la capacità di migliorare l’assistenza sul territorio. La ratio della misura è quella di costruire l’impalcatura per un sistema più integrato, in cui servizi sanitari, assistenza domiciliare e supporto sociale operino in modo coordinato. Tra gli strumenti previsti figurano televisite, teleconsulti, telemonitoraggio e teleassistenza, insieme a percorsi digitali per la gestione e il follow-up dei pazienti. Il progetto comprende inoltre nuove modalità di continuità assistenziale e soluzioni che si avvicinano al modello dell’ospedale virtuale, consentendo di seguire alcune persone direttamente a distanza senza ricorrere al ricovero tradizionale. Pur rivolgendo una particolare attenzione alla popolazione anziana, la misura non esclude altri destinatari qualora le prestazioni di telemedicina risultino appropriate. Il percorso punta anche a rafforzare il raccordo tra sanità e servizi sociali, dalla valutazione dei bisogni fino alla definizione e all’attuazione di piani assistenziali personalizzati. Le risorse, pari a 350 milioni di euro, fanno riferimento alla linea di investimento del Pnrr dedicata alla telemedicina nell’ambito della Missione Salute. Sarà Agenas a curare l’attuazione del progetto, mentre un decreto del ministero della Salute, d’intesa con il Mef e previo coinvolgimento della Conferenza unificata, dovrà stabilire entro 60 giorni dalla conversione in legge del decreto le modalità concrete della sperimentazione. _____© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Telemedicina, saranno Lombardia e Lazio le regioni pilota -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801818205463.PDF §---§ title§§ Procedure torbide nella sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823405467.PDF description§§

Estratto da pag. 38 di "ITALIA OGGI" del 18 Sep 2026

Nel mirino frazionamenti, deroghe e affidamenti ripetuti

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823405467.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823405467.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823405467.PDF tp:ocr§§ Nel catalogo Anac individuate le aree più esposte a fenomeni distorsivi negli appalti sanitari Procedure torbide nella sanità Nel mirino frazionamenti, deroghe e affidamenti ripetuti Pagina a cura DI ANDREA MASCOLINI cquisiti non necessari, frazionamento degli incarichi, valutazione impropria della fungibilità di beni e servizi, manipolazione dei requisiti di accesso alla gara, selezione preferenziale dell’aggiudicatario, violazione del principio di rotazione. Sono queste le fattispecie a rischio che l'Anac segnala nel documento “Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione del settore sanitario” (delibera n. 318 del 29/7/2026) che contiene una corposa parte dedicata agli appalti nella quale si suggeriscono alle strutture sanitarie accorgimenti volti alla prevenzione di criticità e rischi corruttivi. Un primo profilo sul quale si pone l'accento riguarda gli acquisti non necessari che comportano rischi A per i funzionari pubblici che fissano deliberatamente requisiti impropri per gli acquisti e acquistano prodotti, forniture, servizi ed immobili non necessari. L'Anac al riguardo suggerisce fra le altre cose di prevede l'obbligo di adeguata motivazione in fase di programmazione in relazione a natura, quantità e tempistica della prestazione, sulla base di esigenze effettive e documentate emerse da apposita rilevazione nei confronti degli uffici richiedenti; utili anche audit interni su fabbisogno e adozione di procedure interne per la rilevazione e comunicazione dei fabbisogni in vista della programmazione. Un secondo aspetto delicato è quello del frazionamento artificioso degli incarichi per eludere le soglie previste dalla legge per le procedure negoziate. In questo caso l'Anac suggerisce ad esempio di prevedere specifici indicatori di anomalia, anche sotto forma di alert automatici, nell’ambito dei sistemi informatici in uso alle amministrazioni. In particolare si dovrebbero tenere sotto osservazione tutti gli affidamenti il cui importo è appena inferiore alla soglia minima a partire dalla quale non si potrebbe più ricorrere all’affidamento diretto e su questi esercitare maggiori controlli anche rispetto alla fase di esecuzione e ai possibili conflitti di interessi. Utili anche le verifiche a campione su almeno il 10% degli affidamenti di valore appena inferiore alla soglia minima per intercettare eventuali frazionamenti e/o affidamenti ripetuti allo stesso soggetto. Altro punto sensibile è quelle delle valutazioni improprie della fungibilità di beni e servizi per procedure ad acquisizione in deroga con un unico operatore economico. In questi casi l'Anac propone di introdurre l'obbligo di accurata motivazione sull’infungibilità di beni e servizi, di verificare la sussistenza dei presupposti per la deroga alle procedure ordinarie, così come dei prezzi di riferimento dei beni e servizi a maggior impatto, che possono essere utilizzati per ridurre l’asimmetria informativa tra acquirente e fornitore. Occhio poi anche alla manipolazione dei requisiti di gara per predeterminare il vincitore, una criticità per la quale potrebbe essere utile prevedere direttive interne sulla corretta determinazione dei requisiti con obbligo di documentare il calcolo del valore stimato dell'appalto. Problemi ci possono essere anche nella fase di determinazione dei requisiti di accesso alla gara per predeterminare il vincitore, nella valutazione delle offerte, nella violazione del principio di rotazione, nella collusione tra i partecipanti alla gara, nelle varianti in corso di esecuzione del contratto, nella difforme esecuzione dei contratti, nell'uso distorto di proroghe e rinnovi. anche per questi aspetti l'Anac fornisce indicazioni e misure utili a prevenire questi fenomeni. ____© Riproduzione riservata ____ n ---End text--- Author: ANDREA MASCOLINI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Procedure torbide nella sanità -sec_org- tp:writer§§ ANDREA MASCOLINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823405467.PDF §---§ title§§ Sanità, ambiente e Al Boom di candidature per i fondi della ricerca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822205487.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "STAMPA" del 18 Sep 2026

Inballo409 milioni di euro solo peril 2026. A finemese i vincitori

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822205487.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822205487.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822205487.PDF tp:ocr§§ Sanità, ambiente e Ai Boom di candidature per i fondi della ricerca In ballo 409 milioni di euro solo per il 2026. A fine mese i vincitori Diritto, tecnologie e strumentazioni mediche innovative, agroecologia e ricerca per il cancro. E l’immancabile intelligenza artificiale. Sono questi gli ambiti di ricerca più gettonati per gli atenei italiani. Il ministero dell’Università ha messo a disposizione 409 milioni di euro soltanto per i progetti di quest’anno. Le candidature si sono chiuse all’inizio dell’estate. E nell’arco dei prossimi giorni – la scadenza è fissata al 30 settembre – la ministra Anna Maria Bernini comunicherà quali sono i progetti vincitori e li finanzierà con risorse fino a 1,7 milioni per ogni ricerca. La prima novità è tecnica ma sostanziale: per la prima volta il ministero ha fatto un piano triennale per la ricerca. I bandi non si apriranno più all’improvviso, ma le università adesso hanno a disposizione un calendario di uscita dei bandi con prospettiva triennale. Una piccola rivoluzione in un mondo in cui i risultati si ottengono dopo anni di lavoro e perciò la programmazione è un elemento essenziale per la riuscita delle ricerche. La maggior parte dei fondi andrà ai “Prin”, cioè i tradizionali progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale, su cui quest’anno Bernini ha investito 260 milioni di euro. Le università ormai li conoscono bene e infatti al ministero sono arrivati 4.279 progetti candidati. Tra questi, ha spopolato il settore delle Scienze fisiche e ingegneria, con 1.549 candidature. Seguito dalle Scienze della vita, cioè tutte le discipline che studiano gli organismi viventi, e poi dalle Scienze sociali e umanistiche. Ogni progetto vincitore riceverà un finanziamento tra 1 e 1,2 milioni di euro. La seconda novità è che i bandi non finiscono qui. Da quest’anno ce ne sono altri due. Il primo si chiama “Hybrid” e richiede una collaborazione tra più unità di ricerca (università, enti o istituzioni diverse), per far «circolare le competenze». Sono arrivati 395 progetti e i vincitori riceveranno tra 1,2 milioni di euro e 1,7. L’argomento che attira di più è quello delle tecnologie innovative e le strategie avanzate in ambito sanitario. Parliamo soprattutto di ricerche sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie, ma anche dello studio del cervello umano nella sua complessità, dei disturbi del sistema nervoso e dell’invecchiamento. Investimento totale: 59 milioni. Il secondo nuovo bando è il “Synergy grant” e si rivolge ai grandi poli nazionali della ricerca nati con il Pnrr, che coordinano reti estese di università, enti di ricerca e imprese. Le attività dovranno riguardare ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con l’obiettivo di portare le tecnologie verso applicazioni concrete. I progetti ritenuti migliori riceveranno tra i 5 e gli 8 milioni di euro ciascuno, per una durata massima di tre anni. Il ministero ha poi scelto di fare anche interventi mirati per sostenere le partnership internazionali: ha investito 30 milioni per i progetti in collaborazione con Paesi esteri soprattutto dell’Ue. Una sorta di salvadanaio per supportare gli accordi di collaborazione, come quelli sottoscritti in questi anni con il Giappone o il Ka2akistan e nelle aree considerate strategiche dal “Piano Mattei” come Kenya, Marocco, Algeria e Tunisia. Totale investito nella ricerca dal 2024 a oggi: circa 1,3 miliardi. — ---End text--- Author: CHIARA COMAI Heading: Highlight: Image:LUIGI NARICI / AGF 1,7 milioni È il tetto massimo con cui potrà essere finanziata ogni ricerca di quelle che hanno partecipato ai bandi. A sinistra, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini -tit_org- Sanità, ambiente e Al Boom di candidature per i fondi della ricerca -sec_org- tp:writer§§ CHIARA COMAI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822205487.PDF §---§ title§§ La sinistra difende la gang dei medici pro clandestini = Nelle corsie c'era una banda di immigrazionisti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823705474.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "VERITÀ" del 18 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823705474.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823705474.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823705474.PDF tp:ocr§§ LE CARTE SVELANO UN’ORGANIZZAZIONE RAMIFICATA IN TUTTA ITALIA LA SINISTRA DIFENDE LA GANG DEI MEDICI PRO CLANDESTINI Politici e sindacalisti, che hanno messo alla gogna chi assisteva i malati di Covid disobbedendo a Speranza, ora invocano un’inesistente «libertà di cura» per chi firma certificati falsi per tenere i migranti fuori dai Cpr Nelle corsie c’era una banda di immigrazionisti L’EDITORIALE n C’è un’o rganizzazione che viola la legge pur di favorire l’invasione dell’Italia da parte di stranieri irregolari e la sinistra la difende. Non si tratta di un gruppo che opera in accordo con potenze straniere, come ogni tanto (...) segue a pagina 3 Segue dalla prima pagina di MAURIZIO BELPIETRO (...) qualcuno ipotizza, immaginando che dietro gli sbarchi di clandestini ci sia la mano di Mosca. Ma di un’associazione a delinquere che si muove con finalità politico-ideologiche. E a scoperchiare i traffici di questo gruppo di persone che hanno sostituito il comunismo con il «migrantismo» è stata la Procura di Ravenna. Alla fine di agosto i pm hanno disposto le perquisizioni delle abitazioni e degli studi di una ventina di medici, accusando i camici bianchi di «una serie indeterminata di reati di falso ideologico finalizzati a impedire il trattenimento presso i Centri per il rimpatrio di stranieri irregolari sul territorio nazionale». Le operazioni di quella che i magistrati classificano come un’associazione a delinquere le avevamo anticipate tempo fa, quando emersero i primi casi di dottori che firmavano certificati per attestare l’inidoneità al trasferimento nei Cpr di stranieri destinati all’espulsione. Medici che per ragioni politiche erano pronti ad attestare il falso, insieme con avvocati disposti ad approntare moduli fotocopia da distribuire negli ambulatori delle diverse realtà ospedaliere. Ma l’indagine della Procura di Ravenna non si è fermata alla realtà locale, si è estesa fino a trovare riscontri dei reati in un periodo temporale che va dal 2024 al 2026 e coinvolge molte altre città. Da Ferrara a Rimini, da Bologna a Forlì: l’attività illecita del gruppo di professionisti in camice bianco è stata accertata dagli uomini della polizia giudiziaria. Un sistema collaudato che operava a Roma come a Matera, a Bari come a Biella o Livorno. Nell’ordinanza di perquisizione i pm spiegano che gli elementi fin qui raccolti «dimostrano che non si tratta di singoli fenomeni tra loro scollegati, ma della manifestazione di una struttura associativa con ripartizione di ruoli e compiti, finalizzata alla consumazione di falsi ideologici». Insomma, nelle corsie degli ospedali, nei reparti di malattie infettive (dove guarda caso si nega sempre il collegamento fra virus e immigrazione), negli ambulatori che avrebbero dovuto accertare la salute di chi andava espulso, operava una banda che aveva come obiettivo una campagna contro i Cpr e aveva - scrive la Procura - «non l’espressione di un mero pensiero politico-ideologico, ma l’obiettivo di bloccare gli accompagnamenti nei Cpr degli immigrati irregolari». Una struttura organizzata e collegata che operava su tutto il territorio nazionale, con a disposizione perfino una consulenza legale, per trovare la formula migliore in grado di aggirare le direttive del ministero dell’Interno. Ovviamente sapevamo dell’esistenza dei medici democratici i quali, al pari dei giuristi democratici, dei giudici democratici e degli insegnanti democratici, esercitano spesso il proprio mestiere con un’impostazione politico-ideologica. Tuttavia, mai avremmo immaginato che esistesse addirittura un’organizzazione pronta a violare la legge pur di perseguire degli obiettivi più adatti a una formazione clandestina e militante che a un raggruppamento di medici. Con l’accusa di associazione a delinquere nei confronti di una ventina di medici già identificati, l’inchiesta di Ravenna ci svela quanto sia difficile contrastare l’invasione di migranti irregolari e di quali coperture godano le migliaia di clandestini che le forze dell’ordine faticano a contenere e a espellere. Ci sono dottori, magistrati, prelati e decine di operatori che fanno il tifo per loro e sono pronti anche a commettere reati pur di sostenerli. Del resto, intorno al fenomeno degli sbarchi e delle irregolarità è cresciuta un’area grigia di sinistra che appoggia l’immigrazione. E quando si scoprono organizzazioni come quella scovata dalla Procura di Ravenna, invece di elogiare il lavoro degli investigatori e dei magistrati, si schiera contro difendendo chi è accusato di aver dato vita a un sodalizio criminale. Forse al fine di evitare che gli inquirenti individuino ulteriori partecipanti all’associazione a delinquere. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: MAURIZIO BELPIETRO Heading: L’EDITORIALE Highlight: Image: -tit_org- La sinistra difende la gang dei medici pro clandestini Nelle corsie c'era una banda di immigrazionisti -sec_org- tp:writer§§ MAURIZIO BELPIETRO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801823705474.PDF §---§ title§§ I funzionari sanitari degli Usa hanno sabotato la raccolta dei dati sui danni dei vaccini = Vaccini Covid, gli Usa hanno nascosto i danni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822605475.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "VERITÀ" del 18 Sep 2026

Il «Bmj» rivela: l'algoritmo era difettoso, ma hanno insabbiato tentativi di correggerlo. Sottostimate miocarditi e paralisi di Bell

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822605475.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822605475.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822605475.PDF tp:ocr§§ I funzionari sanitari degli Usa hanno sabotato la raccolta dei dati sui danni dei vaccini Il «Bmj» rivela: l’algoritmo era difettoso, ma hanno insabbiato tentativi di correggerlo. Sottostimate miocarditi e paralisi di Bell Vaccini Covid, gli Usa hanno nascosto i danni Secondo il «British medical journal», per monitorare gli eventi avversi da mRna la Fda ha utilizzato un algoritmo compromesso che insabbiava gli allarmi. Le autorità americane sapevano ma sono state zitte. Intanto Merkel ammette: «Pressioni da Bill Gates» n Studio sul British medical journal: per monitorare gli eventi avversi dei vaccini Covid la Fda americana avrebbe utilizzato consapevolmente un algoritmo fallace che insabbiava gli allarmi. a pagina 13 n C’è un limite oltre il quale l’incompetenza cessa di essere una scusa accettabile e si trasforma in qualcosa di infinitamente più cupo. Quel limite è stato ampiamente superato sei anni fa nei corridoi della Food and Drug Administration (Fda) e dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) statunitensi, secondo l’inchiesta firmata dal giornalista investigativo David Willman sulle pagine del prestigioso Bmj (British medical j ou rn al ). Un’indagine devastante che svela una realtà tanto limpida quanto esecrabile e indegna: i funzionari della sanità americana nel 2020 sapevano che il sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini a mRna contro il Covid era fallato, parzialmente cieco e matematicamente incapace di intercettare i segnali di danno. Eppure, hanno scelto deliberatamente di ignorare gli allarmi, silenziando i propri scienziati per non disturbare la narrazione della «sicurezza assoluta». Una farsa statistica ora documentata da email governative ottenute tramite richieste di accesso agli atti (Foia) e indagini del Senato. I fatti: nel dicembre 2020, alla vigilia della più imponente campagna vaccinale della storia, i Cdc (il principale organismo federale americano per la prevenzione e il controllo delle malattie, una sorta di Istituto Superiore di Sanità made in Usa) avevano promesso una sorveglianza epidemiologica senza precedenti attraverso il Vaers (Vaccine adverse event reporting system), piattaforma gestita insieme con la Fda. I piani iniziali prevedevano due metodologie di analisi dei dati per individuare picchi anomali di reazioni avverse: i «rapporti di segnalazione proporzionale» (Prr) e un metodo statistico più sofisticato, il «bayesiano empirico». Ma la burocrazia ha le sue vie misteriose e, soprattutto, comode: il Cdc ha semplicemente «dimenticato» di effettuare le analisi Prr fino al 2022, affidandosi al solo metodo bayesiano della Fda. Qual era il problema? Quel modello soffriva di un macroscopico difetto metodologico noto come effetto di «mascheramento» (masking). Cosa è successo? Il database Vaers è stato sommerso da oltre un milione di segnalazioni, e più del 90% di queste riguardava esclusivamente i due vaccini a mRna (Pfizer e Moderna). Questo dato ha totalmente inquinato il «gruppo di controllo» dell’algoritmo: quando l’algoritmo analizzava il vaccino Pfizer, lo confrontava con la «media» del database, ma la «media» del database era ormai composta quasi interamente dai dati di Moderna. Di conseguenza, l’algoritmo finiva per confrontare Pfizer con Moderna e non con il background storico dei vaccini tradizionali. Poiché sia Pfizer che Moderna aumentavano il rischio di miocardite in modo simile, la miocardite è diventata la «normalità» all’interno del database. L’algoritmo ha calcolato che la frequenza «attesa» (Moderna) era uguale a quella «osservata» (Pfizer). Per il computer, l’incidenza era perfettamente simmetrica e piatta: nessun picco anomalo rispetto alla massa, nessun segnale d’allarme. I due vaccini si sono letteralmente «mascherati» a vicenda. La cosa grave è che i vertici lo sapevano perfettamente. All’inizio del 2021, la dottoressa Ana Szarfman, medico della Fda, individua l’anomalia e lavora con William DuMouchel, sviluppatore del metodo bayesiano, per correggere l’algoritmo incriminato. Ma la risposta dei vertici è, spiega Bmj, un in vito a «cessare e desistere». Nel frattempo, all’esterno, si continua a rassicurare la popolazione. Quando il Cdc effettua finalmente le analisi Prr nel 2022, l’allora direttrice Rochelle Walensky dichiara che «non sono emersi ulteriori segnali di sicurezza inattesi». Ma l’analisi dei dati esaminati dal Bmj mostra invece centinaia di eventi che soddisfacevano i criteri di allerta, tra cui miocardite, pericardite e paralisi di Bell. Nel 2023, infine, il responsabile della farmacovigilanza della Fda riconosce in una comunicazione interna che l’agenzia conosceva da oltre due anni il problema di rilevazione: non due giorni, né due settimane, ma due anni. È qui che la vicenda smette di essere soltanto una storia di statistica e burocrazia e diventa una storia di potere. In una recente conversazione pubblica, Angela Merkel ha raccontato senza troppi giri di parole quanto peso hanno avuto, durante la stagione delle grandi campagne vaccinali, soggetti privati con enormi risorse finanziarie come Bill Gates, descritto dall’ex cancelliera come una figura capace di esercitare «pressione morale» sui governi attraverso il denaro per concentrare risorse sulla vaccinazione. Questa enorme pressione spiega anche l’ostracismo subito da chi ha cercato di fare ricerca indipendente, come il professor Retsef Levi del Mit (Massachusetts Institute of Technology). Anche Levi, analizzando i dati ufficiali del VSafe, aveva identificato un potenziale segnale di allarme sulla sicurezza: l’1,87% dei partecipanti (oltre 185.000 persone) riferiva un peggioramento della salute prolungato, durato almeno tre mesi, attribuito alla vaccinazione. La reazione della comunità scientifica ufficiale è stata una replica esatta di quanto subito dalla dottoressa Szarfman alla Fda. Il paper di Levi è stato respinto senza revisione paritaria dalla rivista Vaccine. Il senatore Usa Ron Johnson ha definito l’occultamento dei segnali d’allarme sui vaccini anti Covid come «il più grande scandalo governativo della mia vita», parlando di agenzie regolatorie «completamente catturate» dagli interessi privati. Insomma, mentre gli scienziati venivano imbavagliati e i computer programmati per guardare altrove, la salute pubblica si è ridotta a una fredda voce nei bilanci dei filantropi. Se la chiamano ancora «scienza», è soltanto perché «propaganda di regime» suonava troppo onesto. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: MADDALENA LOY Heading: Highlight: Nel 2021 alcuni esperti tentarono di sistemare il bug, ma dall’alto fu detto loro di desistere Molto sottostimati effetti collaterali come paralisi di Bell e miocarditi Image: -tit_org- I funzionari sanitari degli Usa hanno sabotato la raccolta dei dati sui danni dei vaccini Vaccini Covid, gli Usa hanno nascosto i danni -sec_org- tp:writer§§ MADDALENA LOY guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822605475.PDF §---§ title§§ La sinistra tifa obiettori pro-migranti Ma in pandemia linciavano chi curava link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822105490.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "VERITÀ" del 18 Sep 2026

La Cgil chiama la piazza in difesa dei medici indagati, Avs parla di spedizione punitiva e interroga il governo Ong choe: «Intimidazione». Sono gli stessi che sbraitavano contro il reintegro dei medici scettici sui vaccini

pubDate§§ 2026-09-18T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822105490.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822105490.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822105490.PDF tp:ocr§§ La sinistra tifa obiettori pro-migranti Ma in pandemia linciavano chi curava La Cgil chiama la piazza in difesa dei medici indagati, Avs parla di spedizione punitiva e interroga il governo Ong choc: «Intimidazione». Sono gli stessi che sbraitavano contro il reintegro dei medici scettici sui vaccini di SARINA BIRAGHI n Libertà di cura, indipendenza professionale e re s po n s abi li tà . Principi imprescindibili per chi esercita la professione medica ribaditi e sventolati come una bandiera dalla sinistra sul caso dei 23 medici perquisiti per un’inchiesta coordinata dalla Procura di Ravenna sui presunti certificati medici falsi rilasciati per dichiarare i migranti irregolari non idonei alla permanenza nei Cpr. La stessa sinistra che con lo stesso impeto attaccava e condannava i medici No vax che, in nome dell’indipendenza professionale, della responsabilità nei confronti dei pazienti e della libertà di cura, in tempo di Covid non era favore dei vaccini. E sempre la stessa sinistra, Pd, M5s, Avs, Azione, Iv, +Europa, ha duramente criticato un emendamento approvato a metà luglio 2026, dalla commissione Affari sociali della Camera. Si tratta di un emendamento inserito nel ddl di delega per la riforma delle professioni sanitarie con la norma che consente la reiscrizione all’Albo entro 60 giorni per i sanitari radiati per fatti non dolosi legati alla pandemia (come la diffusione di teorie antiscientifiche o il mancato rispetto degli obblighi vaccinali), subordinandola a istanze specifiche e non a un automatismo. Il provvedimento interesserebbe un numero ristretto di professionisti (circa una ventina). L’opposizione ha addirittura chiesto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, di prendere le distanze. A sottolineare ancora la libertà di cura ma, soprattutto, che la cura è un diritto, e non può mai essere reato, è stato ieri Giovanni Gordini, storico direttore della rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna e oggi consigliere regionale civico a sostegno del presidente Michele de Pascale. «Lo ha detto anche l’Ordine: un medico deve pensare prima di tutto al bene del paziente. Poi è importante dire anche un’altra cosa: la tutela della salute non può diventare uno strumento per governare l’ordine pubblico. Non si possono usare i sanitari come strumento di confinamento o di controllo, per mandare i cittadini di serie B, quelli con meno diritti, nei Cpr». E ieri malgrado, un’inchiesta in corso, dopo la denuncia di Avs sulla «spedizione punitiva» e un clima intimidatorio verso operatori sanitari che agiscono per scienza, coscienza e codice deontologico, è scesa in campo la Cgil di Bologna. Con una nota, il sindacato «invita, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini a partecipare numerosi al presidio, in programma sabato in piazza Nettuno a Bologna, per esprimere solidarietà ai medici e ribadire che cura non è reato. No Cpr». La Cgil bolognese condivide la posizione di Cgil e Fp Cgil nazionale sui 23 medici: per il sindacato rosso quanto sta accadendo «desta sicuramente inquietudine il modo in cui vari esponenti politici di destra si sono gettati sulla questione, arrivando a ipotizzare punizioni al personale medico che non è nemmeno indagato». I Cpr, per Cgil e Fp, «sono luoghi di detenzione amministrativa in cui vengono violati sistematicamente i diritti umani e che legittimano la detenzione senza un reato». E mentre Medici senza frontiere ha deciso di rivolgersi alla Procura di Ravenna per chiedere che il Giuramento di Ippocrate venga acquisito agli atti dell’inchiesta, «a richiamo dei principi di indipendenza e responsabilità che guidano la professione medica» visto che, secondo loro, i Cpr sono «un sistema patogeno dove le persone si ammalano, si suicidano e i diritti vengono sistematicamente calpestati», il Tavolo asilo e immigrazione e ActionAid hanno ribadito, come già fatto dal presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, che «i sanitari non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è tutelare la salute delle persone in qua lunque contesto. L’indagine avviata a Ravenna, su segnalazione del ministero dell’Interno, in particolare del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, sembra puntare invece all’intimidazione dei medici professionisti che, semplicemente esercitando le loro funzioni, un ostacolo per le politiche del governo». «Quanto sta emergendo dall’indagine della Procura di Ravenna è di una gravità inaudita», ha sottolineato invec e Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera. «A fronte di un governo che sta mettendo in campo ogni energia e risorsa possibile per combattere l’immigrazione illegale, ci sarebbe un vero e proprio sabotaggio istituzionale messo in atto da una rete organizzata di medici attraverso moduli standardizzati per falsificare le non idoneità e bloccare i rimpatri. È inaccettabile che usino la sanità pubblica per imporre un’agenda ideologica e clandestina. Chi ha tradito la propria missione professionale per aggirare le leggi della Nazione deve risponderne subito». Ad esprimere solidarietà a Nicola Cocco, infettivologo della Simm, la Società italiana di medicina delle migrazioni e animatore della rete No Cpr, è stata l’eurodeputata Ilaria Salis che in un post su X lo ha definito «una persona dai solidi principi morali e un professionista serio». Per l’esponente di Avs, «la Procura di Ravenna sta cercando di criminalizzare il lavoro di cura di chi si occupa della salute delle persone migranti e il governo applaude». E ieri il vice capogruppo alla Camera, Marco Grimaldi, ha denunciato «un clima intimidatorio verso operatori sanitari che agiscono per scienza, coscienza e codice deontologico», annunciando un’interrogazione sul caso ai ministri d el l’Interno e della salute, Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci, anche perché nella «spedizione punitiva sono stati effettuati controlli su persone neanche iscritte nel registro degli indagati». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: SARINA BIRAGHI Heading: Highlight: Image:SPUDORATI In alto, Ilaria Salis; accanto, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni; qui a destra, Maurizio Landini [Ansa] -tit_org- La sinistra tifa obiettori pro-migranti Ma in pandemia linciavano chi curava -sec_org- tp:writer§§ SARINA BIRAGHI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/18/2026091801822105490.PDF §---§