title§§ «Con il modello attuale si perde la pediatria sabato e nei prefestivi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601741105718.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "SENTINELLA DEL CANAVESE" del 16 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-16T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601741105718.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601741105718.PDF', 'title': 'SENTINELLA DEL CANAVESE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601741105718.PDF tp:ocr§§ «Con il modello attuale si perde la pediatria sabato e nei prefestivi» Il M5S porta il caso in Consiglio regionale: si stimano 109 professionisti in meno, mentre le nuove Aft non sono operative 2 TORINO «In Piemonte è emergenza pediatri». L’allarme arriva dalla capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato, che il 15 settembre in Consiglio regionale ha interrogato la Giunta sul futuro dell’assistenza pediatrica territoriale dopo il superamento dei Punti di assistenza pediatrica territoriale (Papt). Il nodo riguarda soprattutto il sabato e i prefestivi, quando i Papt garantivano la presenza di un pediatra per i casi non urgenti, alleggerendo i Pronto soccorso. Il nuovo Accordo integrativo regionale per la pediatria di libera scelta non prevede più questo modello. Al suo posto dovrebbero entrare a regime le Aggregazioni funzionali territoriali pediatriche e l’integrazione nelle Case della comunità, ma la transizione non è uniforme: le 34 Aft pediatriche piemontesi sono state istituite solo a fine agosto e la loro piena operatività richiede ancora passaggi organizzativi. Un nuovo assetto che però non garantisce automaticamente una copertura pediatrica dedicata il sabato e nei prefestivi. Le criticità interessano diverse Aziende sanitarie. Nell’Asl/To4 i Papt di Settimo, Chivasso, Ciriè e dell’area Ivrea-Castellamonte erano stati prorogati fino al 31 marzo. Nell’Asl Novara è stata annunciata la cessazione dal 1° ottobre dei servizi di Novara e Borgomanero, tanto che l’azienda ha proposto due ambulatori temporanei fino alla primavera 2027 per evitare un vuoto assistenziale. Nell’Asl To3 la riorganizzazione ha già comportato la sospensione del servizio del sabato e dei prefestivi a Villa Rosa di Collegno.Sul fondo resta la carenza strutturale di professionisti. Secondo Gimbe, in Piemonte mancherebbero 109 pediatri di libera scelta rispetto al fabbisogno, con una media di 1.126 bambini assistiti per pediatra, la più alta d’Italia. Nell’ultima rilevazione regionale delle zone carenti risultavano otto posti scoperti nella sola Asl To4. «Non possiamo permettere che il passaggio al nuovo modello organizzativo crei un vuoto nell’assistenza dei bambini - sostiene Disabato - . Alla Giunta Cirio chiederemo garanzie concrete e uniformi per le famiglie piemontesi, evitando che il superamento dei Papt determini una riduzione dei servizi o comunque un aumento degli accessi ai Pronto soccorso. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:La capogruppo del Movimento 5 stelle in Regione Piemonte Sarah Disabato -tit_org- «Con il modello attuale si perde la pediatria sabato e nei prefestivi» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601741105718.PDF §---§ title§§ Lo sciopero dei medici di base: no a obbligo in case di comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660504740.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "AVVENIRE" del 16 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-16T03:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660504740.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660504740.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660504740.PDF tp:ocr§§ Lo sciopero dei medici di base: no a obbligo in case di comunità L’AGITAZIONE INIZIATA IERI PROSEGUIRÀ ANCHE OGGI S ei ore di lavoro settimanali da svolgere obbligatoriamente nelle nuove Case della comunità: è questo il punto di discordia principale che ha indotto i medici di medicina generale del Sindacato medici italiani (Smi) - che chiedono invece solo un impegno su base volontaria - a incrociare le braccia ieri e oggi. Una serie di manifestazioni si sono già svolte a Roma, Rieti, Milano, Palermo, Napoli e Pescara, anche per rilanciare il ruolo unico in medicina generale. Eccole le rivendicazioni del sindacato: l'istituzione del doppio canale (convenzionati e dipendenti) con accesso volontario alla dipendenza (con il Servizio sanitario nazionale); l'attivazione della scuola di specializzazione universitaria in medicina generale; la reintroduzione dell'area della medicina dei servizi; l'implementazione degli organici del 118; il riconoscimento di adeguate tutele (infortunio, maternità...). L’agitazione però ha spaccato la categoria, visto che non ha aderito allo sciopero la principale sigla di settore, ovvero la Fimmg (Federazione italiana Medici di medicina generale). «Comprendiamo il disagio – ammette quest’ultima –, soprattutto dei giovani colleghi che si trovano ad affrontare una situazione sempre più complessa, con carichi di lavoro insostenibili e spesso non riconducibili alla clinica». Tuttavia, si legge in una nota della Fimmg di Milano, «chiudere gli studi per due giorni non porta a nessun risultato concreto. A nostro avviso, servono proposte concrete, in particolare soluzioni contrattuali che consentano di potenziare l'attività dei medici di famiglia negli studi sul territorio». Nonostante ciò, Pina Onotri, segretario generale Smi, dopo le iniziative di ieri, parla di una «buona partecipazione allo sciopero e alla mobilitazione che hanno al primo punto un “no” al debito orario nelle Case di comunità per i medici di famiglia e al ruolo unico in medicina generale». Alla prima giornata afferma Onotri, «hanno partecipato non solo i medici iscritti al sindacato, ma anche professionisti appartenenti ad altre organizzazioni sindacali e medici non sindacalizzati». Le guardie mediche e i medici del 118 aderenti allo Smi hanno iniziato lo sciopero alle 20 di lunedì e termineranno la protesta alle 24 di oggi. «La nostra protesta – riprende la sindacalista – mira a difendere non solo i diritti dei medici dell'area della medicina convenzionata ma anche il carattere pubblico e universalistico del Sistema sanitario nazionale». Grazie allo sciopero e alla mobilitazione di questi giorni, prosegue, «la petizione per misure e risorse dedicate alla riforma della medicina generale, presentata alla Camera, ha superato in 40 giorni diecimila firme. Forte della mobilitazione e delle firme raccolte chiederemo un'audizione alla Commissione Affari sociali della Camera per la discussione della nostra petizione». Nelle manifestazioni di Milano, Napoli e Palermo, fa sapere il sindacato, si è registrata un'ampia partecipazione. «Solo a Milano sono stati circa 600 i medici scesi in piazza per protestare. Da Nord a Sud, la protesta e la volontà di scioperare – conclude Onotri – sono stati palpabili». Al momento, stando all’ultimo aggiornamento che si ricava dalla Conferenza Stato-Regioni, le Case di comunità attive al 30 giugno scorso, in tutta Italia, sono 1.224. Ne sono state realizzate 186 in più rispetto al target minimo previsto di 1.038, indica la stessa fonte, «grazie allo sforzo congiunto di Regioni e ministero della Salute». Ma è un numero che potrebbe crescere ancora, dato che la programmazione che le Regioni hanno fissato nei contratti istituzionali di sviluppo ragiona sul vecchio target di 1.350. In alcuni casi si tratta di “hub”, più grandi e capaci di accogliere un bacino fino a 50mila abitanti, altri sono “spoke”, più piccoli e con servizi di base. Restano tuttavia non poche disparità, in termini di personale effettivamente impiegato e macchinari diagnostici disponibili. ---End text--- Author: VITO SALINAR O Heading: L’AGITAZIONE INIZIATA IERI PROSEGUIRÀ ANCHE OGGI Highlight: Alla mobilitazione della sigla Smi (che chiede un impegno su base volontaria) non aderisce il maggiore dei sindacati, la Fimmg. Tra le altre richieste, l’avvio della scuola di specializzazione in medicina generale e l’aumento degli organici del 118 Image: -tit_org- Lo sciopero dei medici di base: no a obbligo in case di comunità -sec_org- tp:writer§§ VITO SALINARO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660504740.PDF §---§ title§§ Una medicina senza medici (ma ci salverà?) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642204729.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "CORRIERE DELLA SERA" del 16 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-16T03:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642204729.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642204729.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642204729.PDF tp:ocr§§ UNA MEDICINA SENZA MEDICI (MA CI SALVERÀ?) ? Il corsivo del giorno di Luigi Ripamonti I recenti allarmi lanciati sulla possibilità che l’AI prenda il controllo di Internet entro pochi mesi, o che possa ucciderci tutti entro la fine del decennio, hanno colpito molto, come giusto e ovvio. In realtà però, l’AI, o meglio le società che hanno «governato» («si fa per dire» verrebbe da commentare) il suo sviluppo finora, stanno già agendo in modo più soft, ma progressivamente più pervasivo, sulla nostra salute. Detto che l’AI potrà sempre più diventare un importante aiuto per i dottori (guai a non dirlo!), non passa giorno che sui media non esca qualche titolo in cui si sostiene che l’AI ha raggiunto le capacità di un medico, anzi le ha superate o, addirittura, è finalmente pronta a sostituirlo del tutto. Ammesso e non concesso che sia così, dietro a questo entusiasmo, non di rado superficiale e semplificatorio, ci può essere (magari non consapevolmente da parte di chi scrive) anche un messaggio subliminale: i medici sono lenti, costosi e, in fondo, possiamo già farne in gran parte a meno. Come? Risparmiando grazie a chatbot gentili e comprensivi che ci rispondono H24 quando abbiamo un problema e siamo in ansia. E dopo le risposte? Si dovrà pure andare dal dottore. Macché! Ci sono servizi, almeno negli Usa, che vendono analisi del sangue con 50 biomarcatori a 99 dollari, oppure che ci permettono di prenotare «senza passare dal via» una risonanza magnetica total body e autorizzare poi il chabot di turno a leggere i risultati. Altri servizi prescrivono farmaci per la perdita di peso o per l’ansia dopo un colloquio asincrono. Ce n’è uno che rilascia già prescrizioni mediche generate dall’AI nello Utah (pare si tratti di rinnovi di ricette ma comunque un bel passo avanti… o indietro). Il lavoro che un tempo si svolgeva all’interno di una clinica si sta trasformando in una serie di prodotti di consumo che i pazienti possono assemblare autonomamente, con tutti i rischi del caso. Così è se vi pare. E lo sarà probabilmente sempre di più, anche se non vi pare. E comunque prima della fine del decennio... © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luigi Ripamonti Heading: ? Il corsivo del giorno di Luigi Ripamonti Highlight: Image: -tit_org- Una medicina senza medici (ma ci salverà?) -sec_org- tp:writer§§ Luigi Ripamonti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642204729.PDF §---§ title§§ Case di comunità, scioperano i medici di famiglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601659404741.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "CORRIERE DELLA SERA" del 16 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-16T03:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601659404741.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601659404741.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601659404741.PDF tp:ocr§§ Casedicomunità, scioperano imedici difamiglia La Lente M edici di medicina generale del Sindacato medici italiani (Smi) in sciopero ieri e oggi contro l’accordo stralcio sulle Case della comunità, strutture sociosanitarie introdotte dal Pnrr per rafforzare la medicina territoriale, del 23 giugno 2026. In questi due giorni si sono tenute e sono previste assemblee e manifestazioni a Roma, Rieti, Milano Palermo, Napoli, Pescara. Tra le ragioni della protesta: il debito orario nelle Case di comunità, almeno sei ore, e il ruolo unico in medicina generale. Grande assente è la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), maggiore rappresentante della categoria. «Alla prima giornata hanno partecipato non solo i medici del sindacato, ma anche professionisti appartenenti ad altre organizzazioni e medici non sindacalizzati — ha affermato il segretario generale di Smi, Pina Onotri —. Le guardie mediche e i medici del 118 aderenti allo Smi hanno iniziato lo sciopero alle 20 del 14 settembre e termineranno alle 24 di oggi». Le richieste includono un doppio canale con accesso volontario alla dipendenza, una scuola di specializzazione universitaria in Medicina generale, la reintroduzione dell’area della Medicina dei servizi, l’implementazione degli organici del 118 e il riconoscimento di adeguate tutele, tra cui quelle per infortunio e maternità. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessia Conzonato Heading: La Lente Highlight: Image: -tit_org- Case di comunità, scioperano i medici di famiglia -sec_org- tp:writer§§ Alessia Conzonato guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601659404741.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa, sono stati sprecati 1,8 miliardi secondo la Corte dei conti: riforme al palo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660304734.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "FATTO QUOTIDIANO" del 16 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-16T03:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660304734.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660304734.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660304734.PDF tp:ocr§§ Liste d’attesa, sono stati sprecati 1,8 miliardi secondo la Corte dei conti: riforme al palo L a Corte dei conti torna sulla questione delle liste d’attesa del Servizio sanitario nazionale e apre un confronto che non sarà una passeggiata per il governo. “Nel periodo 2022-2025 lo Stato ha destinato ingenti risorse economiche, circa 1.800 milioni di euro alla riduzione delle liste di attesa, confermando le rilevanza attribuita alla problematica. Tuttavia emerge come l’effettivo utilizzo delle risorse non risulti ancora pienamente soddisfacente e come in diversi casi le disponibilità finanziarie non si siano tradotte con la necessaria rapidità in un incremento strutturale dell’offerta sanitaria”, si legge nella relazione su “L’attuazione delle misure finalizzate alla riduzione delle liste d’attesa”, affidata al consigliere Giampiero Pizziconi della Corte dei conti, Sezione centrale per il controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato. È stata notificata nei giorni scorsi al ministero della Salute, al ministero dell’Economia e all’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, insieme alla Convocazione per l’Adunanza plenaria del 1° ottobre prossimo. Lì verrà discussa con i rappresentanti delle amministrazioni interessate. Per ora, la Corte dei conti rileva che “il decreto legge 7 giugno 2024 n. 73 rappresenta il più rilevante tentativo di riforma organica della materia realizzato negli ultimi anni attraverso l’introduzione di un modello di governance maggiormente centralizzato rispetto al passato e fondato sulla disponibilità di informazioni tempestive, sulla digitalizzazione dei processi e sul rafforzamento dei poteri di coordinamento e verifica – si legge ancora nella relazione – seppur le risultanze istruttorie mostrino come gran parte delle innovazioni previste si trovi ancora in una fase di implementazione e che alcuni strumenti introdotti non hanno ancora raggiunto una piena operatività”. È il decreto varato due anni fa alla vigilia delle Europee, che istituiva un Organismo centrale di controllo al ministero della Salute, rimasto però sulla carta fino al decreto legge 144 del 7 agosto scorso che gli ha tolto le competenze sulle liste d’attesa. Non è questione di “piena operatività”, semplicemente l’Organismo non esiste e quando esisterà non si occuperà delle liste d’attesa. L’atteso monitoraggio centrale è passato ad Agenas, di fatto controllata dalle Regioni. La Corte rileva come “il successo della riforma risulti fortemente dipendente dalla collaborazione tra Stato e Regioni” e “il sistema di monitoraggio attualmente esistente continui a presentare elementi di fragilità derivanti dalla pluralità dei soggetti coinvolti e dalla non uniforme qualità dei dati trasmessi”. La relazione sottolinea che una delle maggiori “criticità” è rappresentata dalla “carenza di personale sanitario e dalle crescenti difficoltà di reclutamento di figure professionali specialistiche”. E “permangono difficoltà – scrive ancora la Corte dei conti – nel ricostruire con immediatezza il rapporto tra risorse assegnate, prestazioni effettivamente erogate e risultati ottenuti in termini di riduzione dei tempi di attesa”. LINDA DI BENEDETTO E ALESSANDRO MANTOVANI ---End text--- Author: LINDA DI BENEDETTO :-: ALESSANDRO MANTOVANI Heading: Highlight: Image:LA RELAZIONE -tit_org- Liste d’attesa, sono stati sprecati 1,8 miliardi secondo la Corte dei conti: riforme al palo -sec_org- tp:writer§§ Linda Di Benedetto - Alessandro Mantovani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660304734.PDF §---§ title§§ Un'eredità francescana = Ssn e Farmacia clinica, una via della speranza: un'eredità francescana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660204733.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "L'IDENTITÀ" del 16 Sep 2026

a pagina 2

pubDate§§ 2026-09-16T03:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660204733.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660204733.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660204733.PDF tp:ocr§§ Ssn e farmacia clinica Un’eredità francescana a pagina 2 IL PATTO ETICO E SOCIALE IL PATTO ETICO E SOCIALE Ssn e Farmacia clinica, una via della speranza: un’eredità francescana Q ual è la chiave per rileggere il ruolo del Sistema Sanitario Nazionale in un rinnovato patto etico e sociale per la salute? È su questa sfida che si apre la quarta edizione del Corso teorico pratico sulla Farmacia clinica che si terrà da oggi a venerdì 18 settembre 2026 nella sede dell’Istituto Patristico Augustinianum di Roma di via Paolo VI, 25 (via della Conciliazione). Il valore della cura come atto di giustizia e responsabilità in una tre giorni di dialogo e confronto tra istituzioni, esponenti politici, professionisti del settore e figure di spicco delle Strutture della Chiesa, con lo scopo di sciogliere i nodi nevralgici del SSN. “Il setting sanitario quale la Farmacia clinica è uno degli aspetti più rilevanti dell’assistenza sanitaria perché il farmacista clinico è la figura che restituisce al paziente una centralità troppo spesso messa a rischio da quel fitto intreccio in cui convergono burocrazia, disfunzioni di sistema o scarsità di risorse”, dichiara il responsabile scientifico del convegno, il Direttore del Dipartimento Assistenza Farmaceutica dell'Azienda USL Umbria 2 Fausto Bartolini, spiegando come per ottimizzare la terapia farmacologica per un paziente sia necessario anche “seminare parole e comportamenti che aprano alla speranza e inserire aspetti volti al recupero dell'umanizzazione dell'assistenza troppo spesso smarrita”. “La tentazione di credere la verità scientifica come una sostituzione della liceità morale delle nostre azioni, è ricorrente nella storia dell’umanità. Il benessere della persona, scopo unico del farmacista clinico, si costruisce con la scienza ma si conserva con la sua umanizzazione”, riflette il Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, Padre Joseph Lawrence Farrell, spiegando come “Nessuna scoperta scientifica potrà mai sostituirsi all’empatia del medico che si china umilmente sul paziente, ne ascolta le attese e le speranze fino a farsi uno con lui”. Numerosi gli interventi e le presenze quali il Sottosegretario al Ministero della Salute, Marcello Gemmato, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e Scienze Sociali, S.E. il cardinale Peter Turkson, il Presidente del Comitato Nazionale per la Celebrazione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, Davide Rondoni, il Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei Conti, Antonello Colosimo e sono attesi anche i saluti del Segretario di Stato Vaticano, S.E. il cardinale Pietro Parolin. Molti inoltre i politici che prenderanno parte ai panel come il Presidente della Commissione Salute del Senato, sen. Francesco Zaffini, il Vicepresidente della Commissione Covid, on. Francesco Ciancitto, la già Ministra della Salute, sen. Beatrice Lorenzin, il capogruppo in Commissione Bilancio, sen. Guido Liris. Tra i vari interventi previsti anche quelli del Vicepresidente del Cda della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS Roma, Giuseppe Fioroni e il Vicesegretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Marco Villani. I lavori avranno inizio alle ore 9.30 di oggi 16 settembre e si concluderanno nella tarda mattinata di venerdì 18 settembre. Questa IV edizione del Corso iniziato ad Assisi nel complesso e sofferto periodo dell’emergenza Covid, prosegue oggi a Roma per rilanciare e garantire una sanità innovata e sostenibile, capace di rafforzare e tutelare il bene comune. ---End text--- Author: Redazione Heading: IL PATTO ETICO E SOCIALE Highlight: Image: -tit_org- Un’eredità francescana Ssn e Farmacia clinica, una via della speranza: un'eredità francescana -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601660204733.PDF §---§ title§§ Infermieri, osteopati, fisioterapisti è corsa alle professioni sanitarie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642104732.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "REPUBBLICA" del 16 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-16T03:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642104732.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642104732.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642104732.PDF tp:ocr§§ Infermieri, osteopati, fisioterapisti è corsa alle professioni sanitarie Oggi i test di ammissione per 75.500 candidati L’anno scorso erano 64mila. Al sud le domande superano i posti disponibili esteranno fuori in tantissimi in certe città del sud, entreranno certamente tutti al centro e pure nella maggior parte delle università del nord. Oggi 22mila giovani faranno l’esame per iscriversi ai corsi di laurea triennale di infermieristica e la prima buona notizia è che i posti a disposizione sono 20.500, quindi meno dei candidati. Rispetto all’anno scorso, quando ci provarono in 18mila, c’è stato un miglioramento. Ma la situazione a livello nazionale è sfaccettata. A Napoli in mille ci provano per cinquecento posti, mentre a Firenze in 437 vinceranno facile, visto che concorrono per 617 posti. Anche se quest’anno chi non entra in una facoltà ma raggiunge un punteggio sufficiente può spostarsi a studiare in un’altra, c’è comunque rischio di non coprire tutti i posti a livello nazionale, perché i costi potrebbero spaventare chi si deve trasferire a studiare al nord. Sarebbe un problema, visto la fame di infermieri che hanno praticamente tutti gli ospedali pubblici. Quello in Infermieristica fa parte dei corsi di laurea nelle professioni sanitarie, che in tutto sono 22 e per i quali si fanno gli esami oggi. La prova non è nazionale, ogni università ha preparato la sua. In totale, tra atenei pubblici e privati, i candidati sono 75.500, contro i 64mila dell’anno scorso, per 38mila posti. L’aumento è generalizzato: questi profili, dal dietista all’ostetrica, dal tecnico di laboratorio all’osteopata — il corso più recente — attirano sempre più giovani. E questo malgrado l’aumento dei posti a Medicina. Così dal ministero dell’Università guidato da Anna Maria Bernini fanno notare che i numeri smentiscono chi temeva che l’introduzione del sistema del semestre filtro a Medicina avrebbe penalizzato le altre professioni sanitarie. La specialità di gran lunga più richiesta, come risulta dai dati raccolti da Angelo Mastrillo, esperto e docente in Organizzazioni delle professioni sanitarie a Bologna, è Fisioterapia. Probabilmente succede perché chi entra può sperare in una carriera nel mondo privato. I posti sono 4mila e le domande 25mila, più di sei volte tanto e più numerose rispetto a quelle di chi tenta Infermieristica. Chi non entra si riverserà in altri percorsi di studi. Il record di richieste lo detiene la Sapienza di Roma, con ben 1.900 iscritti all’esame, che servirà a selezionare 296 fortunati. Alla Statale di Milano corrono “solo” in 844 per 95 posti. In generale, nel capoluogo lombardo sono messi a bando, anche rispetto agli abitanti, molti meno posti R nei corsi per le professioni sanitarie rispetto a Roma. Tornando agli infermieri, sempre la Sapienza ha il record di offerta, con ben 2.500 posti, riempiti solo per metà. Per il resto più a sud in tanti resteranno fuori (ad esempio a Palermo in 1.082 corrono per 604 posti) e ci vorrà tempo per capire se funzionerà il sistema dei vasi comunicanti, cioè lo spostamento verso le facoltà che hanno posto. Dalla Fnopi, la federazione degli Ordini degli infermieri, si manifesta soddisfazione e si dice che «l’inversione di tendenza è un segnale positivo, che ci auguriamo persista per più cicli e si attesti in modo uniforme su tutto il territorio». Per Alfonso Guerriero, responsabile infermieri della Cgil nazionale, non si può cantare vittoria. «Nel servizio sanitario mancano 60mila infermieri e questi numeri non sono ancora sufficienti, anche perché quel dato non considera le case e gli ospedali di Comunità che stanno partendo e hanno bisogno di personale». Il problema, inoltre, è che le assunzioni non si fanno. «Non è mai stato fatto un piano straordinario per rimpolpare gli organici, che chiediamo da tanto tempo. Eppure da prima del 2019 si sapeva che la gobba pensionistica avrebbe portato all’uscita di molti lavoratori». Inoltre «bisogna incoraggiare i giovani laureati a lavorare nel sistema pubblico, aumentando gli stipendi e pensando a politiche abitative per chi si sposta per svolgere la sua professione». ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: Image:Infermieristica nelle università Corsi di laurea in professioni sanitarie anno accademico 2026-2027 Domande torino Posti totale 75.493 38.184 859 745 milano statale 700 832 domande posti Totale 2025-2026: 64.260 / 36.873 Infermieristica 21,907 20.672 Ostetricia padova 4.380 1.350 829 1.150 Fisioterapia bologna 563 633 4.086 firenze 437 617 Logopedia roma sapienza bari 415 1.351 831 Napoli Federico II 510 1.013 Catanzaro 674 460 Palermo 604 1.O81 2.545 5.707 1.150 Dietistica 1.756 618 Tecniche di radiologia 6.155 1.949 Osteopatia 711 490 24.977 -tit_org- Infermieri, osteopati, fisioterapisti è corsa alle professioni sanitarie -sec_org- tp:writer§§ Michele Bocci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601642104732.PDF §---§ title§§ Ma quali 6 milioni di italiani che rinunciano alle cure... link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601658604749.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "TEMPO" del 16 Sep 2026

Chiacchieroni sono quelli che usano un dato Istat secco per propaganda

pubDate§§ 2026-09-16T03:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601658604749.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601658604749.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601658604749.PDF tp:ocr§§ BALLE SULLA SANITÀ Nelle strutture pubbliche e private accreditate sono state erogate 1.3 miliardi di prestazioni Maquali6milionidiitaliani che rinunciano alle cure... Chiacchieroni sono quelli che usano un dato Istat secco per propaganda ulla sanità circola una balla mostruosa: «Sei milioni di italiani rinunciano alle cure». È una frase orribile, buttata lì, senza alcuna spiegazione. E subito strilla Elly Schlein, ulula Giuseppe Conte, tira sassi dell’Adige Angelo Bonelli. Balle, balle, balle. E il centrodestra non deve stare in ritirata di fronte ad accuse così sconclusionate, come se l’assistenza universale fosse un miraggio per il 10 per cento del popolo italiano. Facciamo un esempio. Quante prestazioni non sono state erogate a quei cittadini «rinunciatari»? Una a cittadino - o a «utente» - significa sei milioni di prestazioni. Ma ogni anno ne vengono erogate un miliardo e trecentottanta milioni. Significa che se ne «bucano» lo 0,4%. Se ogni cittadino - per assurdo - «rinuncia» a dieci prestazioni - e sono molto meno in un anno, sono il 4 per cento. Anche in questo caso il 96 per cento viene garantito: ci si può lamentare di una sanità del genere? Si può ancora sostenere che i-tagli-della-Meloni-papparapapà sono enormi? Chiacchieroni, ecco che cosa sono quelli che utilizzano un dato Istat secco per confondere a colpi di propaganda i cittadini che pagano le tasse per mantenere il servizio sanitario nazionale. Altra cosa sarebbe stato ammettere che quegli italiani rinunciano a una o alcune prestazioni ogni anno e in numero minimo. No, si spara ad alzo zero per far male. Il dato ufficiale più citato e confrontabile è quello dell’Annuario statistico del Ssn del Ministero della Salute (anno 2023, pubblicato nel 2025): nelle strutture pubbliche e private accreditate sono state erogate 1.379.210.625 prestazioni di attività clinica, laboratorio, diagnostica per immagini e diagnostica strumentale. Cominciamo col dire che la stragrande maggioranza (circa 82,5%) sono analisi di laboratorio. Il volume è in lieve crescita rispetto al 2022 (circa 1,32 miliardi). A questo si aggiungono: circa 5,4 milioni di ricoveri per acuti in regime ordinario e complessivamente intorno ai 7,7 milioni di ricoveri totali (ordinari, day hospital, riabilitazione o lungodegenza). Poco più di 48 milioni sono le giornate di degenza. E ancora: 583 i milioni di ricette farmaceutiche prescritte. Questi numeri riguardano l’attività a carico del Ssn (pubblico + accreditato). Se dovessimo stare al semplice dato Istat come fa strumenS talmente certa opposizione, sarebbe il 9,9% della popolazione - circa 6 milioni di persone - ad aver rinunciato negli ultimi 12 mesi a visite o esami specialistici. Ma si farebbe macelleria della verità. Le cause principali sono le liste d’attesa (6,8%) e le difficoltà economiche (5,3%). Ma è un dato monco. L’indagine misura persone che hanno saltato almeno o solo una prestazione specialistica (visite o esami), non il numero totale di prestazioni non erogate. Una stessa persona può aver rinunciato a più di una visita/esame, quindi il volume di prestazioni «mancate» è superiore a 6 milioni, ma Istat non lo quantifica. E questo perché la domanda dell’indagine non chiede «quante prestazioni hai saltato?», ma se ne hai saltata almeno una. Quindi: 6 milioni è il numero di persone coinvolte; il numero di prestazioni non erogate è per forza maggiore (chi rinuncia può aver saltato più di una visita o più di un esame), ma Istat non lo pubblica. E questo significherebbe rinunciare a curarsi? Va detto che le analisi precedenti mostrano anche che una parte di chi rinuncia ha comunque fatto altre visite ed esami nello stesso periodo, mentre un’altra parte non ne ha fatte. Sono cifre che non mettono in negativo l’offerta del Ssn come invece pretende chi ci specula sopra. Il sistema eroga comunque un volume di prestazioni che è enorme, soprattutto di laboratorio (oltre l’80% di quelle 1,38 miliardi sono analisi). Bisognerebbe esserne orgogliosi anziché partire all’attacco. Ovviamente ci sono anche problemi che nessuno intende occultare. Saltare una colonscopia, una visita cardiologica o una mammografia non è la stessa cosa che rinunciare a un emocromo di routine. Ma non esiste l’indicatore delle rinunce. L’Istat si limita a dirci quanta gente non usufruisce di un servizio (per liste d’attesa, costi o distanza e orari delle prenotazioni), non quanta attività manca nel conto economico del Ssn, che invece ha dimensioni davvero ragguardevoli. Altra favola, quella sui privati. Chi va dal privato non conta come rinuncia. Una parte della domanda insoddisfatta dal pubblico viene assorbita pagando di tasca propria (Istat: nel 2024 quasi il 24% ha pagato interamente l’ultima prestazione specialistica). Quella domanda «c’è», ma non compare nei 6 milioni. In sostanza, anche 60 milioni di prestazioni in meno sarebbero una frazione piccola del miliardo e oltre erogato. Il dato dei 6 milioni serve a misurare quante persone non ottengono ciò di cui dicono di aver bisogno, non a poter dire che il Ssn produce «poco» in termini di pezzi. Sono due misure diverse. Se Istat - che è indipendente - non pubblica un elenco tipo «quante Tac, quante visite cardiologiche, quante mammografie» non si può sostenere che milioni di cittadini non si curano. È un metodo davvero rozzo, disinforma, specula e sabota la sanità . In conclusione si può dire che il dato Istat dice solo che ci sono italiani che hanno saltato almeno una visita o un esame. Quindi il minimo è 1 prestazione a testa, cioè circa 6 milioni di prestazioni. Tutto il resto è propaganda. Perché molti hanno rinunciato a una sola cosa nel corso dell’anno (una visita in lista d’attesa, un esame «non urgente»). Una quota - soprattutto 45–64enni, donne, chi ha già altre visite o malattie croniche - può aver saltato un pacchetto: visita con 1–2 esami, a volte un controllo in più. Lì 3–4 prestazioni per persona sta in piedi. È invece poco credibile che tutti i 6 milioni abbiano in media 3–4 prestazioni mancate. Non tutti avevano un iter diagnostico completo da fare; una parte ha solo rimandato un controllo. Un ordine di grandezza onesto può prevedere uno scenario basso con 6-8 milioni di prestazioni saltate. Uno scenario medio, 10–15 milioni (intorno a 2 a testa). Quello più alto 18–24 milioni di prestazioni negate se la media fosse davvero 3–4. Ma anche nel caso alto resterebbe una frazione piccola rispetto a 1,38 miliardi erogate. Ecco perché bisogna smetterla con le cifre a vanvera. La sanità italiana ha pochi punti deboli da correggere. E questo grazie anche all’eccellenza degli operatori sanitari che la mantengono vitale. E al governo che investe cifre record nel garantire il servizio agli italiani. ---End text--- Author: FRANCESCO STORACE Heading: Highlight: Image:L’affondo Se dovessimo stare al semplice dato Istat come fa strumentalmente certa opposizione, sarebbe il 9,9% della popolazione - circa 6 milioni di persone - ad aver rinunciato negli ultimi 12 mesi a visite o esami specialistici Ma si farebbe macelleria della verità -tit_org- Ma quali 6 milioni di italiani che rinunciano alle cure... -sec_org- tp:writer§§ Francesco Storace guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/16/2026091601658604749.PDF §---§