title§§ Healthcare Innovation Summit 2026: a Milano il futuro della sanità digitale - AboutPharma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091502967308625.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "aboutpharma.com" del 15 Sep 2026
Healthcare Innovation Summit: l’8 e 9 ottobre a Milano il principale appuntamento italiano sull''innovazione digitale in sanità
pubDate§§ 2026-09-15T11:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091502967308625.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091502967308625.PDF', 'title': 'aboutpharma.com'} tp:url§§ https://www.aboutpharma.com/digital-health/healthcare-innovation-summit-2026-a-milano-il-futuro-della-sanita-digitale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091502967308625.PDF tp:ocr§§ Chi Siamo | Contatti | Lavora con noi | ShopTorna a Milano l’8 e 9 ottobre l’Healthcare Innovation Summit 2026, appuntamento organizzato dall’Associazione italiana sistemi informativi in sanità (Aisis) e The innovation group (Tig) riunirà oltre 350 operatori Ict della sanità e più di cento rappresentanti dell’offerta tecnologica.Al centro del confronto la trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), tra intelligenza artificiale, interoperabilità, telemedicina, ricerca clinica e cybersicurezza.L’evento (qui l’agenda completa e le modalità di iscrizione) si rivolge a dirigenti, manager e operatori del mondo sanitario pubblico e privato, a imprese impegnate nella fornitura di infrastrutture, sistemi, servizi e piattaforme per la sanità, a Cio, It Manager, Ciso e responsabili dei sistemi informativi, oltre che a fondazioni, università e centri di ricerca attivi sui temi della sanità digitale, dei dati, dell’intelligenza artificiale e della sicurezza.Quale sarà il prossimo passo della trasformazione digitale della sanità italiana dopo il Pnrr? E come trasformare gli investimenti realizzati negli ultimi anni in innovazione strutturale e sostenibile?Sono alcune delle domande al centro dell’Healthcare Innovation Summit 2026, in programma giovedì 8 e venerdì 9 ottobre presso l’nhow Milano. Organizzato da AISIS, Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità, e TIG – The Innovation Group, il Summit riunirà oltre 350 operatori ICT della sanità e più di cento rappresentanti dell’offerta tecnologica e applicativa, insieme a esponenti di istituzioni, aziende sanitarie, industria, università e ricerca.AboutPharma è media partner dell’evento, che rappresenta il punto di arrivo di un percorso annuale dedicato alla formazione e alla diffusione della cultura dell’innovazione digitale nel settore sanitario e life science.Ad aprire i lavori sarà la presentazione dell’indagine 2026 sull’innovazione digitale nelle aziende sanitarie, realizzata da Aisis e Tig in collaborazione con Cergas – Sda Università Bocconi.La ricerca offrirà una fotografia dello stato della trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale nella fase successiva al PNRR. I risultati saranno al centro di una tavola rotonda istituzionale dedicata alla continuità delle politiche di sanità digitale e alla sostenibilità degli investimenti.Al confronto parteciperanno Francesco Saverio Mennini (capo Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del ministero della Salute), Nino Cartabellotta (presidente della Fondazione Gimbe), Francesco Longo, professore di Management Pubblico e Sanitario alla Cergas – Sda Bocconi), Angelo Tanese (Direttore generale dell’Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali) e Giuseppe Quintavalle (Direttore generale dell’Asl Roma 1 e Presidente della Federazione italiana delle aziende sanitarie ospedaliere).L’intelligenza artificiale sarà uno dei temi trasversali del Summit, con un focus sul passaggio dalla sperimentazione all’adozione concreta delle tecnologie nei sistemi sanitari.A portare una prospettiva internazionale sarà Hal Wolf (Presidente e ceo di Himss), che riunisce circa 125mila membri individuali e 1.500 organizzazioni nel mondo. Al confronto internazionale contribuiranno anche Juan Luis Cruz (Direttore e Cio dell’Hospital Universitario 12 de Octubre di Madrid) e Sandra Gallina (Direzione Generale Salute e Sicurezza Alimentare della Commissione Europea).Il programma affronterà inoltre la governance dell’intelligenza artificiale in sanità alla luce dell’AI Act e delle linee guida nazionali. Tra i contributi previsti quello di Giovanni Delgrossi (Direttore Sistemi informativi e sanità digitale dell’assessorato Welfare di Regione Lombardia).Tra gli argomenti in agenda anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto dell’appropriate zza prescrittiva, in un quadro in cui le tecnologie digitali possono contribuire alla gestione dei percorsi di cura e all’integrazione tra i diversi livelli assistenziali.L’interoperabilità dei sistemi sarà un altro dei nodi centrali del programma, dal Fascicolo Sanitario Elettronico ai modelli di integrazione tra i diversi setting assistenziali.Ampio spazio sarà dedicato anche al rapporto tra digitale e ricerca clinica, con un focus su real world data, big data e applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’imaging e nella diagnostica.Il confronto riguarderà anche la sostenibilità della componente digitale della sanità nella fase post-Pnrr, con il contributo del Polo strategico nazionale e la partecipazione di rappresentanti di Confindustria Dispositivi Medici e Farmindustria.Tag: Confindustria dispositivi medici / farmindustria / healthcare innovation summit / intelligenza artificiale / pnrr / real world data / sicurezza informatica /L'INFORMAZIONE OGNI GIORNOPer Mario Calderini, docente alla School of Management del Politecnico di Milano, la grammatica ambientale, sociale e di governance muove decine di migliaia di miliardi ma ha prodotto poche trasformazioni reali. Occorre perseguire un bisogno sociale per il quale mercato non vede profitto, lasciando che l’innovazione ricomponga il conflittoDall’esperienza maturata dopo la riforma del 2011 emergono indicazioni per rendere più efficiente lo sviluppo clinico e limitare la necessità di ulteriori studi dopo l’autorizzazioneQUICK LINKS Contenuto realizzato in partnershipSEGUICI SUAP-DATEGLANCECONTATTINOTE LEGALIAboutPharma è un brand di Helyx S.r.l.Milano: Via Eritrea 21 – 20157 Tel +39 02 2772 991 (sede legale)Roma: Viale dell’Arte, 25 – 00144www.aboutpharma.com – info@aboutpharma.com – PEC helyx.srl@legalmail.it – P. IVA 07106000966AboutPharma – Testata online registrata al Tribunale di Milano n°385/11-12-2014 tp:writer§§ redazione6 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091502967308625.PDF §---§ title§§ Sciopero medici di base, 48 ore di stop: cosa resta garantito |iO Donna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503193407906.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "iodonna.it" del 15 Sep 2026
Dalle 8 alle 20 di oggi e domani scatta lo sciopero dei medici di base con la serrata negli ambulatori, ma l''adesione è a macchia di leopardo
pubDate§§ 2026-09-15T07:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503193407906.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503193407906.PDF', 'title': 'iodonna.it'} tp:url§§ https://www.iodonna.it/benessere/salute-e-psicologia/2026/09/15/sciopero-dei-medici-di-base-15-e-16-settembre-cosa-resta-garantito-e-cosa-slitta/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503193407906.PDF tp:ocr§§ Naviga il sito di Iodonna.it, Amica.it, Oggi.it, Living.corriere.it, Viaggi.corriere.it, Abitare.it e Style.corriere.it rifiutando tutti i cookie di profilazione ad eccezione di quelli tecnici necessari.Naviga il sito di iodonna.it con pubblicità profilata e senza abbonartiCome indicato nella cookie policy noi e terze parti facciamo uso di tecnologie, quali i cookie, per raccogliere ed elaborare dati personali dai dispositivi (ad esempio l'indirizzo IP, tracciamenti precisi dei dispositivi e della posizione geografica). 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Puoi acconsentire direttamente all'uso delle tecnologie sopra menzionate facendo click su "Accetta e continua" o rifiutarne l'uso e abbonarti facendo click su "Rifiuta e abbonati".I medici di base incrociano le braccia e per due intere giornate non apriranno i loro ambulatori. Lo sciopero nazionale proclamato dal Sindacato Medici Italiani per oggi martedì 15 e per domani 16 settembre, riaccende i riflettori su un malessere profondo che attraversa la sanità territoriale e che riguarda uno scontro frontale con le istituzioni sul futuro stesso della professione e sulla cura di prossimità. A far saltare il banco è l’accordo siglato a fine giugno, che ridisegna i contorni del lavoro dei medici di famiglia.Al centro della contestazione ci sono due punti cardine percepiti dai camici bianchi aderenti come insostenibili: l’introduzione del cosiddetto «ruolo unico», ovvero l’unificazione contrattuale con le guardie mediche e, soprattutto, l’obbligo delle sei ore settimanali da prestare all’interno delle Case di Comunità che il sindacato chiede di trasformare in un impegno volontario. La misura, dice chi protesta, rischia di svuotare la specificità del medico di medicina generale, facendolo diventare in un burocrate a scadenze fisse dentro strutture che spesso difettano di risorse, personale di supporto e organizzazione reale.L’intesa è stata firmata della Fimmg, il sindacato più rappresentativo della categoria, e della Sisac, che tratta per conto delle Regioni e loro, ovviamente, non partecipano allo sciopero. Si fermano gli aderenti alla Smi e alla Snami che non l’hanno sottoscritta. La spaccatura, farà sì quindi che l’adesione possa variare sensibilmente da regione a regione e da studio a studio, rendendo le due giornate molto confuse per i cittadini.Per due giorni gli ambulatori restano chiusi in tutta Italia per la mobilitazione del Sindacato Medici Italiani. (Getty Images)Nei giorni di sciopero, la fascia oraria critica copre l’intera giornata lavorativa, dalle 8 alle 20. In questa finestra di tempo, i medici che aderiscono alla mobilitazione possono sospendere l’attività ordinaria e gli studi medici potrebbero rimanere chiusi, rendendo impossibile il rilascio di ricette ripetitive, visite non urgenti o la semplice consulenza di routine.Restano comunque garantite le visite domiciliari urgenti, così come le prestazioni indifferibili e l’assistenza programmata per i malati terminali. Per i bisogni non urgenti, ma che non possono attendere la fine dello sciopero, restano attivi i servizi di Continuità Assistenziale, la guardia medica, e il numero europeo 116117, oltre ovviame nte al Numero Unico di Emergenza 112 per i reali casi critici.Il disagio, comunque, sarà una questione di giorni. Almeno per i più fortunati. Perché il vero problema è semmai quello di milioni di italiani per i quali quelle porte non si aprono mai, perché il medico di famiglia semplicemente non esiste o esiste ma non riesce a coprire la mole di lavoro. I numeri della Fondazione Gimbe parlano chiaro: all’appello mancano più di 5.700 camici bianchi, con una media di quasi 1.400 pazienti a testa. Un buco nero scavato da anni di ricambi generazionali ignorati e di un’organizzazione poco funzionale.Lo conferma anche Cittadinanzattiva: quasi una segnalazione su cinque riguarda la caccia disperata a un medico sul territorio. Una giungla quotidiana fatta di volti e storie estreme. Come gli anziani in coda questa estate all’alba a Oristano per ottenere una ricetta o i farmaci che la pensione non copre. O come la realtà surreale di Panarea dove si cerca disperatamente un medico a suon di bandi. O ancora Alicudi, dove i residenti sono arrivati a contare oltre quaranta giorni senza un punto di riferimento sanitario stabile, affidati a un collega che arriva sull’isola una volta a settimana. E così, mentre sindacati e istituzioni discutono sulle regole, il vero conto di questa crisi lo pagano i pazienti.iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA tp:writer§§ Simona Sirianni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503193407906.PDF §---§ title§§ Non si garantisce la sanità pubblica con soluzioni low cost link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503192907905.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 15 Sep 2026
Gentile Direttore, il tuo articolo pubblicato prima delle ferie ha messo il dito nella piaga. Il Ssn è in crisi strutturale.
pubDate§§ 2026-09-15T07:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503192907905.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503192907905.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/non-si-garantisce-la-sanit-pubblica-con-soluzioni-low-cost/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503192907905.PDF tp:ocr§§ Gentile Direttore,il tuo articolo pubblicato prima delle ferie ha messo il dito nella piaga. Il Ssn è in crisi strutturale. E non da ora se già nel 1987 l’Anaao presentò una proposta di riforma partendo da analogo giudizio (Iniziativa Ospedaliera, inserto n.3/97). Oggi diversi segnali fanno temere il peggio.L’autonomia differenziata è realtà in 4 Regioni, acuendo i divari e mandando in soffitta il carattere “nazionale”, mentre quello “pubblico” si affievolisce. Alle liste d’attesa si risponde aumentando il ricorso al privato accreditato che nel 2025 ha assorbito circa la metà delle risorse destinate ad abbatterle. Se, poi, il sistema non riesce a dare una risposta in tempi adeguati, sono i cittadini a mettere mano al portafoglio. Chi può paga e si cura, chi non può aspetta o rinuncia a curarsi (5,8 mln di cittadini) o si indebita. Ma quando l’accesso alle cure dipende dalla disponibilità economica “non cambiano soltanto i sistemi sanitari: cambia il rapporto tra cittadini, diritti e Stato” (Filippo Anelli). E la sanità integrativa entra nei contratti pubblici con il recente Ccnl della scuola, portando i sindacati nel mercato assicurativo. L’incremento nominale del fondo sanitario è utile ai giochi di parole ma non può nascondere il fatto che l’Italia è il paese dell’Oecd dove la tutela della salute assorbe la minore spesa globale, all’ultimo posto nel G7, sia in rapporto al Pil che pro capite (Gimbe). La questione che si ripropone ogni anno è tenere dietro all’incremento del fabbisogno, per i costi di farmaci e tecnologie e per l’andamento demografico, evitando deficit nei bilanci regionali scaricati sulle tasche dei soliti noti. Il dato allarmante degli ultimi anni è rappresentato dal fenomeno post Covid delle “grandi dimissioni”, figlio della perdita di attrattività del lavoro ospedaliero e della sua scarsa capacità di retention. I pochi concorsi che sfuggono al ventennale tetto di spesa alle assunzioni vanno deserti, non perché il lavoro non piaccia, ma per l’imbarbarimento delle condizioni in cui è svolto, il vero prezzo pagato, secondo la Corte dei conti, per la tenuta del sistema in questi anni. Carichi di lavoro crescenti, retribuzioni tra le più basse d’Europa, scarse possibilità di carriera, rischi medico legali, aggressioni a getto continuo, carenze non risolte alimentano la grande fuga. Alla ricerca di un diverso equilibrio tra vita professionale e vita privata, di un tempo lavoro immune dal burnout, di una retribuzione coerente con il valore del prodotto salute. C’è questo alle radici del grande scontento messo in luce da diverse inchieste in cui i medici ospedalieri, in elevate percentuali, si dicono pentiti della propria scelta di vita o desiderosi di cambiare attività. E, annualmente, circa 2000 lo fanno.Alla base di fughe e aggressioni c’è anche la crisi della relazione tra Medici, non più “dei in camice bianco”, e pazienti, consumatori esigenti che chiedono risposte in tempi brevi e con garanzia di risultato. La relazione di cura è più fragile, indebolendo lo stesso potere contrattuale, mentre la eterogeneità dei rapporti di lavoro porta in corsia nonni e gettonisti, autonomi cottimisti di lusso, non più emergenza ma parte del sistema ordinario.Il Ccnl garantisce, anche attraverso il rispetto della tempistica, l’aumento nominale delle retribuzioni ma non il loro potere di acquisto, in calo per inflazione, tasse e fiscal drag. Né appare capace di trattenere i professionisti incidendo sulla loro crisi. Le prestazioni aggiuntive, defiscalizzate, introducono un individualismo retributivo che ricorda le compartecipazioni degli anni 80, e danno ragione al Ministro Schillaci che, al suo insediamento, dichiarò, tra le proteste di qualche sindacalista, che i medici avrebbero dovuto lavorare di più se volevano guadagnare di più.Per rispondere alla crisi del lavoro pubblico l’aumento delle risorse è condizione necessaria ma non sufficiente. Servono riforme che, partendo dalla testa e non dalla coda del fenomeno, chiariscano cosa fa di un lavoro un buon lav oro. Certo, le retribuzioni, se l’azienda dei trasporti di Boston coprì rapidamente 350 posizioni da tempo scoperte con “consistenti” incrementi retributivi. Ma anche ciò che Kant chiama “il potere di scelta”, cioè, nel caso dei medici, la libertà di decidere sulle necessità dei pazienti a dispetto di tempari, vincoli burocratici, overbooking. Di qui la urgenza di una riforma del Dlgs 502/92 che, dentro una profonda innovazione della governance e della organizzazione, riconosca il tempo clinico come tempo di relazione e tempo di cura, un suo diverso valore, anche retributivo, una collocazione giuridica dei dirigenti medici e sanitari che ne valorizzi la specificità. Portando i medici, e non chi governa il sistema, a scegliere quello che serve ai pazienti. In un Paese con elevato debito e bassa produttività tocca al sistema fiscale garantire le risorse per una “spesa costituzionalmente necessaria” (Corte costituzionale, 169/ 2017), se non vogliamo che la sanità diventi il punto di rottura dello Stato sociale e della stessa idea di Paese. Occorre, però, una scelta politica di fondo che, togliendo la sanità pubblica dall’ultimo posto della agenda e da una visione residuale, avvicini la spesa al fabbisogno attraverso incrementi progressivi e strutturali, anche riducendo sprechi e inefficienze. E permetta aumenti “consistenti” delle retribuzioni del capitale umano sul quale lo stesso Ministro della salute ritiene “prioritario investire per rendere la sanità pubblica più attrattiva”, mettendo fine all’illusione di potere garantire la sanità pubblica con professionisti low cost. Il diritto alla salute dei cittadini è intrecciato al destino professionale dei Medici e dei dirigenti sanitari ma senza un patto sociale, che metta anche un freno ai guasti del regionalismo, la sanità pubblica continuerà a rincorrere, di manovra in manovra, le ragioni della propria sopravvivenza.Costantino Troise tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/15/2026091503192907905.PDF §---§